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Da Reggia Caserta parte Iconic Art System con Loffredo Foundation

Caserta, 21 mar. (askanews) – Angelo Accardi, Luca Bellandi, Daniele Fortuna, Saints Studio, Rocco Ritchie, Alessandro Flaminio, Mimmo Di Dio, Gaetano Di Dio, Marco Grasso, Fabio Abbreccia, Daniele Accossato e Pedro Perdomo: sono gli artisti che, nella Sala Romanelli della Reggia di Caserta, danno vita a Crash, un’installazione simbolo di emancipazione e inclusione, e un omaggio alle donne, alle Veneri contemporanee. Un’opera collettiva realizzata nell’ambito del progetto ideato da Giuseppe Loffredo che promuove l’arte come strumento di dialogo e cambiamento.

“Questo progetto – ha detto Giuseppe Loffredo, curatore dell’installazione e fondatore della Loffredo Foundation for the Arts and Inclusion – la prima restituzione di Iconic Art System per la Fondazione che vuole riportare l’arte contemporanea nelle piccole e medie citt italiane ed europee. Tutto nasce da un progetto di riportare l’arte e le gallerie d’arte a quello che erano una volta: la gestione degli artisti come mecenati piuttosto che delle fabbriche per portare utili. Iconic Art System ha l’obiettivo di accogliere, promuovere artisti sia molto conosciuti, ma soprattutto artisti emergenti”.

Iconic Art System una rete di gallerie d’arte promossa dalla Fondazione con lo scopo di creare spazi artistici inclusivi e generare risorse per sostenere i progetti della Loffredo Foundation for the Arts and Inclusion. La Fondazione si impegna a sostenere giovani artisti emergenti attraverso borse di studio mirate, offrendo loro un’opportunit economica e un ambiente stimolante in cui crescere. Tutti gli utili generati dalle gallerie Iconic Art System saranno devoluti alla fondazione che supporta anche iniziative artistiche e sociali.

“Qui alla Reggia di Caserta presentiamo Crash, che la prima installazione e rappresentiamo una Venere che la rappresentazione dell’essere umano, bianca ma ha una capigliatura nera, una donna, ma allo stesso tempo, i suoi tratti possono essere anche maschili – ha aggiunto Loffredo – per l’abbiamo velata perch questo velo rappresenta tutte quelle che sono le imposizioni sociali, i limiti e soprattutto le non inclusioni cio tutto quello che non si pu fare, non si pu dire e non si pu essere. Abbiamo in questa exhibition artisti molto importanti e che hanno gi una quotazione a livello internazionale e artisti assolutamente emergenti”.

La Fondazione ha avviato anche un progetto di safe houses, residenze che accoglieranno i vincitori delle borse di studio durante il loro percorso accademico. Questi spazi non saranno solo alloggi, ma veri e propri centri di cultura e creazione oltre a essere un punto di riferimento per i giovani, vittime di discriminazioni di genere.

Maria Tuzi: “Noi famigliari durante i processi subiamo altre torture”

Roma, 21 mar. (askanews) – “Per Serena (Mollicone, ndr) sono 24 anni, 24 lunghi anni dove il padre (Guglielmo, ndr) ha subito ogni torto, ogni situazione spiacevole, e ora non c’ pi. Non ha mai saputo che quelle persone (Franco Mottola, la moglie Anna Maria e il figlio Marco, ndr) sono state rinviate a giudizio, per fortuna non ha mai saputo che sono state assolte per due volte e purtroppo non sa nemmeno ora che stata ribaltata tutta la sentenza d’appello e potremmo avere giustizia”: lo afferma Maria Tuzi, figlia del brigadiere Santino, che dichiar di avere visto entrare Serena Mollicone nella caserma di Arce (Frosinone), la mattina di quel giugno 2001 e che 7 anni dopo sarebbe morto suicida, a margine di una conferenza stampa alla Camera dei deputati gioved 20 marzo sulla vicenda di Gianmarco Pozzi, il 28enne romano, il cui corpo stato ritrovato senza vita sull’isola di Ponza il 9 agosto 2020 in circostanze mai chiarite.

“Noi famigliari durante i processi subiamo altre torture, perch dobbiamo rivedere i nostri famigliari in condizioni che non vorremmo mai vedere. Abbiamo visto in aula di tutto. Chiedo di lavorare in maniera approfondita ma abbastanza veloce, per fare in modo che un pap, nel nostro caso, possa avere giustizia per sua figlia”, ha aggiunto Maria Tuzi, che ha partecipato alla conferenza per chiedere verit e giustizia al fianco della famiglia Pozzi.

Omicidio Monopoli, pap Giuseppe: Troppe famiglie attendono giustizia

Roma, 21 mar. (askanews) – “Devi lottare per avere giustizia dopo avere perso un figlio o un altro famigliare. Un ragazzo di 26 anni non pu morire per futili motivi e soprattutto i suoi assassini sono ancora liberi, dopo due gradi di giudizio, che sono stati condannati, sono ancora liberi. Adesso la Cassazione tutto per un nuovo processo d’appello e per noi inizia una nuova battaglia, siamo sfiniti, siamo stanchi”: lo dichiara Giuseppe Monopoli, pap di Donato, 26enne di Cerignola ucciso nel 2018 in una discoteca di Foggia, dopo che a febbraio i giudici della Cassazione hanno ordinato un nuovo processo d’appello, intervenuto alla conferenza stampa alla Camera dei deputati gioved 20 marzo sul caso di Gianmarco Pozzi, trovato morto il 9 agosto 2020 sull’isola di Ponza in circostanze mai chiarite.

“Chiediamo alle istituzioni di darci una mano, perch siamo troppe famiglie tutte in attesa della stessa cosa, questo non possibile in un Paese civile. I colpevoli devono stare in carcere, perch noi l’ergastolo lo stiamo gi facendo da 7 anni, siamo stati condannati gi da 7 anni”, conclude.

"Manifesto for Change", libro di Giovanni Caccamo con prefazione Papa

Roma, 21 mar. (askanews) – Da oggi 21 marzo sarà disponibile in tutti gli store digitali il volume “Manifesto for change”, edito da Treccani, con la prefazione di Papa Francesco. Il libro, nato dal concorso di idee Youth and Future, è la riedizione internazionale del “Manifesto del cambiamento” e raccoglie le visioni di futuro di settantacinque giovani provenienti da ogni parte del mondo, selezionati fra i migliaia che hanno partecipato al progetto.

La presentazione si tenuta il 20 marzo 2025, in anteprima a New York, presso la General Assembly delle Nazioni Unite, in occasione del forum internazionale dei giovani Change the World Model UN (CWMUN), in collaborazione con Diplomatici ONG, alla presenza di 4.000 giovani da oltre 140 paesi. Durante l’incontro le parole emozionanti della Senatrice Liliana Segre.

Caccamo ha tenuto una serie di incontri con gli studenti in alcuni tra i più prestigiosi Atenei del mondo che hanno aderito all’iniziativa: Yale University, Harvard University, Berklee College of Music, Wellesley College negli Stati Uniti; UNAM in Messico, UANIL e Universidade de São Paulo in Brasile, Tokyo University of Foreign Studies e istituzioni come i Musei Vaticani e il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo? Qual è la tua parola di cambiamento? Queste le due domande poste da Giovanni Caccamo, a cui hanno risposto per iscritto migliaia ragazzi in tutto il mondo. Ognuno ha scelto una parola di cambiamento ed elaborato un breve trattato che riassuma l’aspetto della società che cambierebbe e le idee concrete per poterlo fare. Tra i testi più rilevanti quello di Valeriia, studentessa ucraina che ha scelto la parola “guerra” raccontandone gli orrori e le difficoltà, dalle più grandi alle più piccole e quotidiane. Scrive: “Ho paura della guerra. Ma quello di cui mi sono accorta e che temo di più è che la guerra stia diventando un’abitudine”. C’è poi Hasan Hirji studente palestinese che ha initolato il suo scritto “Movimento” per descrivere la vitalità della sua terra fatta di colline, solchi, valli che nessuna guerra può annientare: “Se una biglia venisse lasciata cadere da un passero in volo in Cisgiordania, la biglia potrebbe rotolare, ruzzolare e saltare fino al Mar di Gaza, se lasciata passare liberamente”. La studentessa Raneem Elwasimi invece firma il brano “Bambini”, una riflessione sul diritto all’istruzione, ancora negato in tante parti del mondo.

L’idea, partita nel 2021 in risposta all’appello dello scrittore Andrea Camilleri che affidò alle nuove generazioni l’arduo compito di far partire un nuovo umanesimo, in questi anni si è sviluppata in diversi ambiti, includendo la musica (con l’album “Parola”), l’arte (con il coinvolgimento di artisti come Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino), la performance artistica (l'”Agorà del cambiamento”, all’interno della Stanza della Segnatura nei Musei Vaticani), la fotografia (con un reportage fotografico a cura di Marco Anelli, storico fotografo di Marina Abramovic), e molto altro. Da allora questo grande progetto collettivo internazionale ha coinvolto numerose Università e organizzazioni giovanili grazie alle quali sono stati raccolti molti dei testi del libro.

Il progetto, supportato da Banca Ifis (Main partner), Pulsee Luce e Gas e Alessia Zanelli, partendo dai giovani, spinge all’idea di un cambiamento salvifico, in contrasto a crisi, conflitti e disgregazione.

Il ricavato della vendita del Manifesto for change sarà devoluto all’Associazione Youth and Future – Parola ai giovani, a supporto di borse di studio per giovani in difficoltà e progetti culturali volti alla formazione, all’orientamento e alla valorizzazione dei giovani cittadini di domani (www.youthandfuture.com)

Roma World, riapre il parco a tema dell’Antica Roma

Roma, 21 mar. (askanews) – Marzo non è solo il mese che segna l’inizio della primavera, ma per gli antichi Romani era anche il primo mese dell’anno, dedicato a Marte, dio della guerra e della rinascita della natura. Nel nome di questa tradizione, venerdì 28 marzo riapre Roma World, il Parco a tema dell’Antica Roma che trasporta gli ospiti indietro nel tempo di 2000 anni. L’experience park accanto a Cinecittà World promette novità e nuove emozioni per far vivere agli ospiti una giornata da antico romano in un mix di storia, natura e spettacolo…totalmente a impatto zero.

Il 2025 porta novità anche negli spettacoli del parco: arriva una versione inedita dello Spettacolo dei Gladiatori e dello Show di Falconeria dove gli ospiti possono ammirare il volo dell’aquila e altri rapaci. Dopo il grande successo dello scorso anno con 50 repliche sold-out, il 13 giugno torna Roma On Fire, lo spettacolare live show serale che mette in scena battaglie di gladiatori, corse delle bighe, lo spettacolo del fuoco e l’incendio di Roma. Un successo premiato ai Parksmania Awards, gli Oscar dei parchi divertimento.

Roma World rappresenta un modello di turismo ecosostenibile, dove la natura è protagonista di ogni esperienza. Gli ospiti possono diventare Falconieri per un Giorno, esplorare la biodiversità con il Tour Botanico, osservare da vicino le migliaia di Api all’opera nelle arnie, interagire con gli Animali della Fattoria, oltre a gustare carne alla brace e specialità romane autentiche nella Taberna per un viaggio nei sapori del passato. L’Antico Mercato offre souvenir e oggetti d’artigianato ispirati alla Roma antica. Per chi ama le sfide, c’è Sfida l’Arciere, un duello di Tiro con l’Arco, e la Scuola dei Gladiatori. Nella suggestiva Armeria del Castrum è possibile indossare armature romane e immortalare il momento con una foto esclusiva. Tra le attività più amate, il Tour di Ben Hur conduce gli ospiti nell’iconica arena usata per il remake del film 11 volte premio Oscar Ben Hur e per la serie TV Those About To Die di Roland Emmerich, con Anthony Hopkins.

Il parco offre anche esperienze creative come il Laboratorio di Mosaico per i più piccoli e tante attività didattiche a cui partecipano centinaia di scuole ogni anno. E per chi desidera immergersi nella storia a 360 gradi, dal 13 giugno è possibile anche pernottare in un autentico Accampamento Romano, dormendo in tende storiche sotto le stelle, come un vero legionario.

Numerosi gli eventi in programma fino al 2 novembre, tra cui: i pranzi di Pasqua e pasquetta e i Ponti di primavera (25 aprile e 1° maggio), il Pranzo del Gladiatore per il Natale di Roma (21/04), la Festa della Mamma e Roma Sport Experience (10-11/05), le giornate rievocative “The Legion Experience” con la Legio I Italica (13-15/06), la notte di San Lorenzo dove ammirare le stelle con il telescopio, il Pranzo di Ferragosto e la fattoria delle Zucche per il mese di Halloween (dal 4/10 al 2/11). Programma eventi completo su www.romaworld.com

Il ministero alle scuole: no asterisco o schwa nelle comunicazioni ufficiali

Milano, 21 mar. (askanews) – Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha inviato a tutte le scuole una circolare per ribadire che nelle comunicazioni ufficiali è imprescindibile il rispetto delle regole della lingua italiana. Nel documento il Mim evidenzia, in particolare, che l’uso di segni grafici non conformi, come l’asterisco e lo schwa, è in contrasto con le norme linguistiche e rischia di compromettere la chiarezza e l’uniformità della comunicazione istituzionale.

Il Ministero ricorda infatti in una nota che l’Accademia della Crusca ha più volte evidenziato che tali pratiche non sono grammaticalmente corrette e che il loro impiego, specialmente nei documenti ufficiali, ostacola la leggibilità e l’accessibilità dei testi.

Per il Mim l’uso arbitrario di questi simboli introduce elementi di ambiguità e disomogeneità, rendendo la comunicazione meno comprensibile e meno efficace. Il Ministero invita, pertanto, tutte le istituzioni scolastiche a mantenere l’uso di un linguaggio corretto e accessibile, nel rispetto delle norme linguistiche vigenti.

Zucchero al Circo Massimo: "Sarà magia". Il rock ormai è annacquato

Roma, 21 mar. (askanews) – “Il Circo Massimo è un luogo iconico, affascinante. Non vedo l’ora di suonare lì… sarà una magia particolare. Roma è sempre stata qualcosa di magico, di esplosivo, di unico”. Zucchero torna nella Capitale dopo due anni dai cinque concerti sold out a Caracalla, il 23 e 24 giugno, al Circo Massimo, per 26mila persone. Già oltre 15mila i biglietti venduti.

Una scaletta “ancora da decidere” con tanti possibili ospiti internazionali, anche se “di solito sono sorprese”. “Non riesci a pianificare prima, non sai se sono impegnati o meno – dice Zucchero incontrando la stampa a Roma -. Sicuramente, se sono liberi non avranno problemi a venire. Mi piacerebbe venissero Bono, Sting, artisti che so che vengono volentieri, che sono amici”. E ancora Brian May dei Queen, Eric Clapton, Peter Gabriel. Zucchero snocciola nomi e aneddoti legati a star internazionali. “Succede tutto un po’ all’improvviso – racconta – come quella volta quando Eric Clapton mi chiamò alle tre del pomeriggio, per suonare alle 19. Dovevamo fare il sound check e invece sono salito sul palco senza nemmeno provare. Qualcuno non ci sarebbe andato, io invece sono uno che rischia, mi piace l’adrenalina”.

Zucchero racconta di quanto è stata importante la gavetta. “Ho cominciato giovanissimo, a 15 anni. Suonavo tutte le sere, fino alle tre-quattro di notte. E cantavo…. Ora in effetti non c’è più la gavetta. Ci sono i talent, ma si prova e si canta. Non è una gavetta. Non c’è un ricambio – prosegue l’artista emiliano – non c’è più la figura del musicista orchestrale che deve studiare e imparare un repertorio internazionale”.

Il cantante preferisce “parlare poco” e “dare spazio alla musica, perché le canzoni parlano, la musica parla”. Anche se ce ne sarebbero di motivazioni per “parlare” o “lanciare dei messaggi”. Come “le varie guerre in giro, o Putin, o Trump, gli accordi di pace, Gaza, Musk… ma parlarne ormai diventa un luogo comune”.

“Ovviamente ognuno ha le sue opinioni e a volte è preferibile non toccare certi argomenti – prosegue Zucchero – se non buttarli lì in modo abbastanza sarcastico perché se li approfondisci non sai mai come arrivano. E poi, Pavarotti mi diceva sempre: ‘Te pensa a cantare e non rompere i co… Tutto questo non è qualunquismo, anche perché ci sono state varie occasioni dove sono stato al centro di polemiche per aver detto la mia. Purtroppo faccio presto a passare dalla ragione al torto. Non sono diplomatico. E poi…non cerco di portare il pubblico al mio mulino, se non con la musica. Non sono un influencer, sono tutto l’opposto di un influencer. Non amo la piaggeria”.

Dunque il rock impegnato non esiste più? “Direi di no, il rock che senti adesso è molto annacquato. C’è stato un periodo che il rock mandava messaggi contro il sistema; ora manca questo impegno che prima era del rock, poi del rap. Ora manca totalmente. Chi è rimasto? Forse Springsteen, Bob Dylan. Uno dei nuovi che non mi dispiace può essere Salmo, con cui condivido diverse tematiche”.

Infine, sullo show di Roma, dice: “Farò il repertorio con le hit che tutti vogliono sentire, ma ogni sera posso cambiare in base all’atmosfera che si crea nel posto. E poi, saranno tutti a sedere. E’ un po’ come una confort zone, non c’è la ressa, il casino. Sarà un concerto meno rock ‘n roll ma i mie fan negli anni sono diventati più sofisticati….”

Di Serena Sartini

Equitazione, un francobollo dedicato a Raimondo d’Inzeo

Roma, 21 mar. – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “I Valori sociali” dedicato al Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri e campione olimpico di salto ostacoli Raimondo d’Inzeo, nel centenario della sua nascita.

Alla cerimonia di presentazione e annullo filatelico, che si tenuta nel Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini a Roma, svoltasi marted 18 marzo, hanno partecipato tra gli altri il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, il Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco Di Paola, la famiglia d’Inzeo rappresentata dai figli di Raimondo: Susanna e Guido, i rappresentanti di Poste Italiane e dell’Istituto Poligrafico eZecca dello Stato. Nutrita la partecipazione dell’Arma dei Carabinieri che oltre al Comandante generale ha visto presenziare il Generale di Corpo d’Armata del Massimo Mennitti (Comandante dell’unit mobile e speciali Palidoro), il Generale di Brigata Alberto Maestri (capo del 5 reparto), il Colonnello Alessandro Barone (comandante del 4 Reggimento Carabinieri a cavallo), il Colonnello Andrea Desideri (comandante del centro sportivo). Insieme a loro anche l’appuntato scelto Q.S. Stefano Brecciaroli, cavaliere della nazionale italiana di Completo con cinque partecipazioni olimpiche all’attivo nel suo curriculum.

Non ha, certamente, bisogno di presentazioni Raimondo d’Inzeo che, insieme al fratello Piero, ha fatto la storia degli sport equestri azzurri.

Nel suo palmars figurano le pi importanti vittorie internazionali, la partecipazione a ben otto edizioni dei Giochi olimpici. Tra i suoi successi pi prestigiosi, impossibile dimenticare l’oro individuale alle Olimpiadi di Roma del 1960, l’argento individuale di Melbourne 1956 e i quattro bronzi di Melbourne 1956, Roma 1960, Tokyo 1964 e Monaco 1972, per un totale di sei medaglie a cinque cerchi (tra individuale e squadra).

La vignetta del francobollo raffigura, in primo piano, il generale d’Inzeo in posa a cavallo. Sullo sfondo l’atleta ritratto durante una performance agonistica. Il bozzettista Giustina Milite. Il francobollo emesso dal Mimit, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, sar distribuito da Poste Italiane in duecentocinquantamila esemplari. possibile acquistarlo presso gli sportelli filatelici di Poste Italiane.

Sorella Gimmy Pozzi: “Quasi 5 anni dopo non credo pi in istituzioni”

Roma, 21 mar. (askanews) – “Io sono stata a Ponza il giorno dopo la morte di mio fratello e la scena che mi sono trovata davanti stata da film. Sembravo io la persona che doveva giustificare perch stavo l. Non ho avuto nessun tipo di sentimento (di solidariet, ndr) n da parte delle istituzioni, n dei compagni di casa di mio fratello. difficile parlare dopo tanto tempo, perch oggi la rabbia ancora di pi. Forse prima credevo di pi nelle istituzioni e nella Giustizia, oggi per il percorso che abbiamo fatto dubito di diverse cose, anche per come sono andati i processi delle persone che seguiamo”: lo afferma Martina Pozzi, sorella di Gianmarco, 28enne romano trovato morto sull’isola di Ponza il 9 agosto 2020 in circostanze mai del tutto chiarite, nel corso della conferenza stampa alla Camera dei deputati gioved 20 marzo intitolata “Giustizia per Gimmy Pozzi. Appello al Governo, chi sa parli”, promossa dalla deputata M5S Stefania Ascari e a cui hanno partecipato i legali di famiglia, Marco Malara e Fabrizio Gallo, oltre al pap Paolo e al criminologo Michel Emi Maritato; l’incontro stato moderato dalla giornalista Priscilla Rucco.

“C’erano tante telecamere nel locale che non sono state prese”, ricorda Martina Pozzi, riferendosi al lavoro del fratello come buttafuori in un locale dell’isola. “Il tragitto, c’erano tante telecamere anche l, nulla. Quindi credo che qui ci sia stata la volont di non scoprire quello che successo. Lo dimostra il fatto che hanno allontanato delle persone delle istituzioni e dopo 2-3 mesi sono tornate sull’isola a essere comandante o tenente. Io ho visto le foto di mio fratello in anteprima perch il tenente che gestiva le indagini all’inizio mi ha portato a cena e mi ha mostrato le foto di mio fratello. La storia che sto vivendo oggi io la sapevo gi 20 giorni dopo la morte di mio fratello, mi era stato detto che sarebbe stata archiviata, perch mancava il filo conduttore”, aggiunge la sorella del campione di kickboxing, il cui cadavere stato ritrovato in un’intercapedine di un’abitazione, non lontano dall’appartamento dove il giovane alloggiava con altri ragazzi.

“Gianmarco potrebbe essere il figlio di tutti, io oggi sono stanca e non credo pi nelle istituzioni, questa una cosa certa. facile prendere il microfono all’inizio tutti dalla nostra parte, poi quando le cose vanno male ti abbandonano e la giustizia te la fai da sola. il caso di Serena (Mollicone, ndr) e di altri processi, vuol dire che in Italia c’ qualcosa che non funziona, la prima cosa l’omert della gente, la paura delle persone. Per dovrebbero farsi una domanda: oggi toccato a noi e domani potrebbe toccare a loro”, conclude Martina Pozzi.

L’Anm: il limite delle intercettazioni a 45 giorni è un provvedimento folle

Roma, 21 mar. (askanews) – “Attualmente per poter intercettare un sospettato sono richiesti dalla legge dei parametri molto stringenti. È infatti previsto che l’intercettazione possa essere richiesta solo se vi sono gravi indizi di reato, e se questa è indispensabile al fine della prosecuzione delle indagini. Il tema è che ora un decreto di intercettazione dura 15 giorni, con la possibilità di prorogarlo senza limiti nel caso permangano le fattispecie elencate. La nuova riforma della giustizia però prevede che venga posto un tetto massimo di 45 giorni, con un limite di due proroghe. Altrimenti vi devono essere già prove concrete e un’espressa motivazione. Credo che in questo modo si veicola ancora una volta il messaggio di sfiducia che c’è nei confronti dei magistrati: come se l’unico loro obiettivo fosse quello di spiare le persone senza motivo”. Lo ha detto ai microfoni di Radio Cusano Rocco Gustavo Maruotti, segretario nazionale dell’Anm intervenuto a ‘Battitori Liberi’, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, in merito alla riforma della giustizia; in particolare sul tema delle intercettazioni.

Maruotti ha poi aggiunto: “Il limite di 45 giorni per l’intercettazione è un problema enorme. Chi ha esperienza giudiziaria sa benissimo che non sempre i primi giorni sono sufficienti a raccogliere le prove necessarie, se chiediamo una proroga noi magistrati infatti specifichiamo il perché. Il problema della riforma- spiega Maruotti- è che pone un tetto massimo uguale per tutti, salvo per i reati di mafia e terrorismo: è un provvedimento folle”.

Maruotti si sofferma poi sul tema economico delle intercettazioni che “è giudicato eccessivamente costoso, come detto dal ministro Nordio. Ma in realtà come dice Gratteri il costo è irrisorio, soprattutto se paragonato all’obbiettivo prefissato. Io non sono in grado di dire alla famiglia di una vittima di reato grave che mi sono dovuto fermare perché il costo era eccessivo: non possiamo mettere sullo stesso piano la giustizia e il profilo economico”.

Maruotti ha poi spiegato: “Ai magistrati viene imputato che spesso le accuse non portano a una sentenza di condanna. Viene contestato l’uso delle misure cautelari per un determinato processo, che poi non hanno lo stesso numero di riscontri nelle condanne. Questo però è determinato dal fatto che sentenza e imputazione hanno ragioni diverse. Per applicare una misura cautelare serve un grave indizio di colpevolezza, per una condanna invece è necessario venga provata la colpevolezza dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio. Sono stati fatti tanti passi avanti nel corso degli anni, ma non si può pretendere che ogni accusa porti una sentenza di condanna: questa è anche la prova dell’autonomia dei magistrati, che possono agire secondo ciò che ritengono più giusto”.

Poste.it si rif il look

Roma, 21 mar. – Il sito di Poste Italiane cambia volto con un restyling pensato per migliorare l’esperienza degli oltre 26 milioni di visitatori unici mensili. Il nuovo design, in linea con le ultime tendenze digitali, offre un’architettura ottimizzata per dispositivi mobili, rendendo la navigazione pi semplice e accessibile. Il servizio del TG Poste.

Export, il piano Italia anti-dazi guarda a Sudamerica, Africa e Asia

Roma, 21 mar. (askanews) – Esplorare e “occupare” nuovi mercati in “tutta l’Africa, l’America Latina e l’Asia centrale” per “tutelare le imprese italiane e favorire le esportazioni” dei prodotti Made in Italy a fronte dei rischi legati ai possibili dazi decisi dalla nuova amministrazione americana di Donald Trump. Il Piano d’azione italiano per l’export in paesi extra Ue ad alto potenziale è stato presentato questa mattina a Roma dal ministro degli Esteri Antonio Tajani alle associazioni del mondo produttivo italiano. “Visto che noi potremmo trovare qualche difficoltà negli Stati Uniti, dobbiamo crescere fuori dai nostri mercati tradizionali che sono forti”, ha spiegato il ministro, che ha citato “alcuni paesi dove ci sono grandi opportunità” e dove “prevediamo possa esserci possibilità di occupare spazi nelle esportazioni”. “Dobbiamo guardare con più attenzione al Messico, al Canada, al Sudafrica, all’India, al Vietnam, alla Thailandia, all’Indonesia, alle Filippine, agli Emirati Arabi, all’Arabia Saudita, al Sud Africa. Ci sono tante realtà che noi stiamo studiando perché possano diventare delle opportunità per le nostre imprese”, ha sottolineato Tajani, aggiungendo che è stato attivato “un telefono di pronto intervento export” per assistere le nostre imprese.

Secondo il titolare della Farnesina, però, “questo non significa che non dobbiamo continuare a parlare con gli Stati Uniti, a guardare verso gli Stati Uniti”. “Sarebbe un errore lasciare gli Stati Uniti”, ha detto Tajani, aggiungendo di concordare con la decisione del Commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic di rinviare di due settimane eventuali contro-dazi dell’Ue per gli Stati Uniti. “Il Commissario europeo al Commercio Sefcovic ha saggiamente, e io condivido la sua scelta, deciso di rinviare di due settimane eventuali contromisure all’Unione europea. Questo permette di avviare un confronto anche con gli Stati Uniti”, ha spiegato.

Il ministro ha ricordato che l’Italia ha “inviato una delegazione tecnica del ministero” degli Esteri “a Washington per cominciare ad affrontare la questione dei dazi”. “Quindi, con prudenza, ma anche con grande fermezza, noi lavoriamo per tutelare le imprese italiane”, ha argomentato. “Perché tutelando le imprese italiane tuteliamo il lavoro e la nostra economia. Noi siamo contro una guerra commerciale. Lo stesso commissario Sefcovic ha detto che aspetterà due settimane per valutare il tipo di reazione, se sarà il caso di avere una reazione. Quindi prudenza e possibilità di avviare una trattativa. Questo va nella giusta direzione della richiesta che facciamo noi. Una guerra commerciale non conviene a nessuno, né a noi né agli Stati Uniti”.

Il Piano d’Azione per l’export Italiano prevede una serie di misure quali missioni istituzionali e imprenditoriali, rafforzamento delle attività fieristiche, supporto finanziario all’export, stipula di accordi con catene distributive internazionali e piattaforme digitali, apertura di nuove sedi all’estero da parte delle agenzie del “polo dell’export” in mercati strategici. La sua elaborazione è frutto del lavoro congiunto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, delle agenzie del Sistema Italia – ICE, SACE, Simest, Cassa Depositi e Prestiti – e del costante dialogo con le associazioni di categoria e le imprese. Nei prossimi mesi, ha ricordato il ministro, le iniziative si focalizzeranno su India, Turchia, Messico, Giappone, Arabia Saudita e Regno Unito.

Nel 2024 l’export italiano ha registrato risultati particolarmente rilevanti nei mercati extra-UE: 17,6 miliardi di euro in Turchia (+23,9% rispetto all’anno precedente), 7,9 miliardi negli EAU (+19,4%), 6,6 miliardi di euro in Messico (+7,4%), 5,8 miliardi in Brasile (+8,1%), 6,2 miliardi di euro in Arabia Saudita (+27,9%), 5,2 miliardi di euro in India (+1%). Fra le priorità anche i Paesi dell’Africa, che hanno totalizzato oltre 20 miliardi di export; l’ASEAN con 10,7 miliardi di euro di export e un aumento del 10,3% e i Balcani Occidentali con 6,5 miliardi di euro e +13,4%.

Incidente in Svezia, morti due sciatori italiani

Roma, 21 mar. (askanews) – Nel pomeriggio di giovedì 20 si è verificato un incidente di heliskiing nell’estremo Nord della Svezia con 3 fratelli italiani di Luserna San Giovanni coinvolti. Due di loro sono deceduti. Lo rende noto la Farnesina.

Il terzo è rientrato nel resort di partenza, Niehku, nella regione di Abisko, quasi al confine con la Norvegia.

L’Ambasciata d’Italia in Svezia è in contatto con i familiari dei connazionali coinvolti e seguirà le procedure per il rientro in Italia delle salme degli sciatori deceduti.

Liliana Segre inaugura il Change The World Model United Nations

Roma, 21 mar. (askanews) – Torna a New York il Change the World Model United Nations (CWMUN), il più grande forum internazionale giovanile, che vedrà la partecipazione di oltre 4.000 studenti provenienti da oltre 140 paesi. Gli studenti italiani sono 1400 provenienti da diverse regioni, tra cui Lombardia, Sicilia, Lazio, Campania, Veneto ed Emilia-Romagna. Il CWMUN 2025 sarà un’occasione unica per giovani delegati di confrontarsi sui grandi temi della politica globale, simulando il funzionamento delle Nazioni Unite e interagendo con leader internazionali, diplomatici, imprenditori e campioni dello sport.

L’evento, organizzato da Associazione Diplomatici e Change the World Academy, si svolgerà dal 20 al 23 marzo e vedrà la partecipazione di ospiti d’eccezione come: Melissa Fleming, Vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite con delega alla Comunicazione Globale; Catherine Colonna, ex Ministro degli Esteri della Francia, che verrà intervistata da Myrta Merlino; l’Ambasciatore Giampiero Massolo, diplomatico italiano; Maurizio Massari, rappresentante permanente d’Italia alle Nazioni Unite; Giovanni Caccamo, cantautore e partner del CWMUN; il campione del mondo Marco Tardelli e l’ex nazionale brasiliano Paulo Roberto Falcão.

Il messaggio di apertura quest’anno ha come ambassador una figura eccezionale: la senatrice Liliana Segre, che ha rivolto il suo augurio a tutti gli studenti presenti a New York attraverso in un videomessaggio.

“Care ragazze e cari ragazzi, sono molto felice di rivolgermi a voi che siete la migliore garanzia per il futuro. Il tempo è una strana variabile, comincia oggi come l’attimo fuggente. Velocissimo. Ecco perché vorrei chiedervi di fermarvi un attimo per ascoltare, in silenzio , i vostri pensieri.

Voi che siete i cittadini del mondo dominato dai social, una dimensione sempre più interconnessa, uno spazio in cui vengono condivisi – sarebbe meglio dire esibiti – opinioni, punti di vista, stati d’animo, umori, che sembrano sentimenti e invece nella stragrande maggioranza dei casi sono pulsioni. La pulsione più inquietante e la più radicata nell’animo umano, ha a che fare con l’odio. E io ne sono la testimone vivente, avevo più o meno la vostra età quando ho conosciuto l’odio che si fa sistema, teoria e pratica, dell’uomo contro l’uomo. Uscita per buona sorte dal campo di sterminio di Auschwitz, porto con me quella storia sulla pelle: l’odio inciso. Ecco perché è importante ricordare anche a voi giovani sentinelle della Memoria che la memoria è la funzione del mondo. A voi che avete scelto questo percorso, affinché siate pronti ad indagare le ragioni dell’altro prima di volere affermare le vostre.

La buona pratica dell’ascolto che si mescola al dialogo nella diversità resta il miglior strumento di comprensione e di crescita. E’ l’elogio dell’imperfezione tanto caro alla Nostra indimenticata Rita Levi Montalcini.

In un’epoca in cui il mondo sembra spesso diviso da parole di odio è fondamentale che ci fermiamo a riflettere su cosa vogliamo realmente costruire. L’odio non crea mai nulla di buono: è una forza distruttiva che lascia solo macerie, divisioni e sofferenza. Proprio in questo momento di difficoltà voi, le nuove generazioni, avete un’opportunità unica e un’importante responsabilità: quella di rispondere a tutto questo con un linguaggio diverso, con una forza positiva che può cambiare davvero le cose.

Ribellatevi all’aggressività e alla violenza che passa attraverso le parole e atterra direttamente dentro le nostre vite.

Le parole che scegliamo di pronunciare, le azioni che decidiamo di intraprendere possono trasformare la realtà. Non ci sono muri da alzare, ma ponti da costruire. La nostra forza sta nella capacità di guardare al futuro con speranza e determinazione, di lavorare per la pace, per la solidarietà, per un mondo fatto di comprensione di ciò che è diverso da noi.

L’aggressività, la violenza, l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo, l’odio per chi è diverso dilagano anche nel discorso pubblico. Neanche le grandi istituzioni ne sono immuni, così che addirittura gli organismi sovranazionali come l’ONU sembrano incapaci di rispondere alle sfide del nostro tempo. Eppure io, bisnonna, quando vi guardo, quando vi parlo, vedo e sento la speranza del cambiamento. Voi siete avamposti di pace, nel cuore custodite i semi del bene, del buono. Ciascuno, però, deve farli germogliare in gesti concreti e prese di posizioni precise: contro l’indifferenza e l’intolleranza, che sono l’altra faccia dell’odio.

Dovete essere voi i veri protagonisti di questo cambiamento necessario. Non siate spettatori passivi del nostro tempo, perché Voi siete chiamati a scrivere il nostro futuro. Siate ambasciatori d’amore contro l’odio e guardate al presente con il giusto stupore, perché alla fine di ogni notte sorgerà il sole e avrà il vostro sorriso. Abbiate sempre in mente le parole di Martin Luther King: “Occorre piantare il melo anche sotto le bombe”. Coraggio ragazze e ragazzi, buon lavoro. Grazie, Liliana Segre”

Il messaggio sarà proiettato alle 15.30 ore italiane per il primo gruppo e alle 20 per il secondo gruppo.

La Consulta: sì ad adozioni internazionali per le persone single

Roma, 21 mar. (askanews) – Anche le persone singole possono adottare minori stranieri in situazione di abbandono. È quanto si legge nella sentenza numero 33, depositata oggi, con cui la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 29-bis, comma 1, della legge numero 184 del 1983, nella parte in cui non include le persone singole fra coloro che possono adottare un minore straniero residente all’estero.

La Corte, chiamata a pronunciarsi sulla disciplina dell’adozione internazionale che non include le persone singole fra coloro che possono adottare, ha affermato che tale esclusione si pone in contrasto con gli articoli 2 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La disciplina dichiarata illegittima comprimeva, infatti, in modo sproporzionato l’interesse dell’aspirante genitore a rendersi disponibile rispetto a un istituto, qual è l’adozione, ispirato a un principio di solidarietà sociale a tutela del minore.

L’interesse a divenire genitori, pur non attribuendo una pretesa a adottare, rientra nella libertà di autodeterminazione della persona e va tenuto in considerazione, insieme ai molteplici e primari interessi del minore, nel giudizio sulla non irragionevolezza e non sproporzione delle scelte operate dal legislatore, secondo i giudici della Consulta.

La Corte ha, dunque, rilevato che le persone singole sono in astratto idonee ad assicurare al minore in stato di abbandono un ambiente stabile e armonioso, fermo restando che spetta poi al giudice accertare in concreto l’idoneità affettiva dell’aspirante genitore e la sua capacità di educare, istruire e mantenere il minore. Tale accertamento può tenere conto anche della rete familiare di riferimento dell’aspirante genitore.

Evidenziate le garanzie poste a tutela del minore, la Corte ha altresì osservato che, nell’attuale contesto giuridico-sociale caratterizzato da una significativa riduzione delle domande di adozione, il divieto assoluto imposto alle persone singole rischia di “riflettersi negativamente sulla stessa effettività del diritto del minore a essere accolto in un ambiente familiare stabile e armonioso”.

Imprese e credito, da convegno Fimaa nuovo modello per futuro mercato

Roma, 21 mar. (askanews) – Un cambio di paradigma per il mondo della mediazione: è questa la sfida emersa dal convegno nazionale di Fimaa Italia “Capitali in movimento – Come i flussi finanziari modellano i mercati”, che ha riunito al Palazzo della Borsa di Genova esperti del settore, istituzioni e rappresentanti del mondo economico.

L’accesso al credito resta una sfida aperta. Dai lavori del convegno è emerso con forza un dato: le micro e piccole imprese italiane incontrano difficoltà crescenti nell’ottenere finanziamenti, una criticità ancora più accentuata in regioni come la Liguria, dove il tessuto imprenditoriale è composto in larga parte da pmi. La risposta potrebbe arrivare da una maggiore sinergia tra mediatori creditizi e merceologici, figure ancora poco integrate tra loro ma con un potenziale strategico enorme.

“La stretta creditizia rischia di paralizzare il mercato ma noi abbiamo la possibilità di intervenire. I mediatori creditizi possono costruire strumenti finanziari su misura per le imprese, mentre i mediatori merceologici, grazie alla loro conoscenza delle filiere, possono creare sinergie essenziali per garantire solidità alle operazioni”, ha spiegato Angelo Spiezia, Coordinatore della Consulta Mediatori Creditizi di Fimaa Italia.

Anche la figura del mediatore merceologico sta cambiando radicalmente. “Non siamo più semplici intermediari di scambi. Oggi le aziende ci chiedono un supporto a 360 gradi, dalla logistica al finanziamento. Se vogliamo che il mercato riparta, dobbiamo adottare un nuovo approccio e diventare un riferimento stabile per le imprese”, ha evidenziato Simone Ruffato, membro della Consulta Mediatori Merceologici Fimaa Italia.

Di grande impatto, poi, l’intervento di Dario Fabbri, direttore di Domino, che ha illustrato come i nuovi assetti geopolitici stiano ridefinendo i flussi finanziari globali, con conseguenze dirette sulle opportunità di finanziamento per le imprese italiane.

L’evento si è concluso con un messaggio chiaro: serve un nuovo modello di mediazione che integri competenze finanziarie e di mercato per garantire maggiore accesso alle risorse economiche. Da qui la necessità di avviare un percorso di confronto permanente, per costruire soluzioni concrete a supporto delle imprese. “Se il credito rimarrà di difficile accesso, il mercato rischia la paralisi – ha detto Santino Taverna, presidente Fimaa Italia – La collaborazione tra mediatori creditizi e merceologici è una opportunità concreta per sbloccare risorse e dare nuova linfa al sistema economico: in questo senso oggi sono state gettate le basi per un nuovo modello operativo”.

Consulta: sì ad adozioni internazionali per le persone single

Roma, 21 mar. (askanews) – Anche le persone singole possono adottare minori stranieri in situazione di abbandono. È quanto si legge nella sentenza numero 33, depositata oggi, con cui la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 29-bis, comma 1, della legge numero 184 del 1983, nella parte in cui non include le persone singole fra coloro che possono adottare un minore straniero residente all’estero.

La Corte, chiamata a pronunciarsi sulla disciplina dell’adozione internazionale che non include le persone singole fra coloro che possono adottare, ha affermato che tale esclusione si pone in contrasto con gli articoli 2 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La disciplina dichiarata illegittima comprimeva, infatti, in modo sproporzionato l’interesse dell’aspirante genitore a rendersi disponibile rispetto a un istituto, qual è l’adozione, ispirato a un principio di solidarietà sociale a tutela del minore.

L’interesse a divenire genitori, pur non attribuendo una pretesa a adottare, rientra nella libertà di autodeterminazione della persona e va tenuto in considerazione, insieme ai molteplici e primari interessi del minore, nel giudizio sulla non irragionevolezza e non sproporzione delle scelte operate dal legislatore, secondo i giudici della Consulta.

La Corte ha, dunque, rilevato che le persone singole sono in astratto idonee ad assicurare al minore in stato di abbandono un ambiente stabile e armonioso, fermo restando che spetta poi al giudice accertare in concreto l’idoneità affettiva dell’aspirante genitore e la sua capacità di educare, istruire e mantenere il minore. Tale accertamento può tenere conto anche della rete familiare di riferimento dell’aspirante genitore.

Evidenziate le garanzie poste a tutela del minore, la Corte ha altresì osservato che, nell’attuale contesto giuridico-sociale caratterizzato da una significativa riduzione delle domande di adozione, il divieto assoluto imposto alle persone singole rischia di “riflettersi negativamente sulla stessa effettività del diritto del minore a essere accolto in un ambiente familiare stabile e armonioso”.

Tajani: dire che difesa Ue non serve è "colossale sciocchezza"

Roma, 21 mar. (askanews) – La missione europea Aspides rappresenta “il primo passo verso la difesa europea, serve a tutelare i nostri mercantili e il Made in Italy”. E’ quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un punto stampa in occasione della presentazione del Piano d’azione per l’expo italiano nei mercati extra Ue ad alto potenziale.

“Quindi dire che la difesa europea non serve è una colossale sciocchezza”, ha commentato il ministro, ricordando che “la difesa europea serve per tutelare i prodotti italiani” ed “è inutile parlare di Made in Italy se poi non lo proteggiamo”. “Il Made in Italy”, ha insistito il titolare della Farnesina, “si protegge anche con la Marina militare e con la missione europea”. Coa

Rome Business School, uno studio su rapporto tra AI e studenti

Roma, 21 mar. (askanews) – Sono stati illustrati a Roma i risultati dell’indagine internazionale “L’intelligenza artificiale e l’occupabilit del futuro per gli studenti dell’istruzione superiore”. Lo studio di Planeta Formacin y Universidades e GAD3, presentato da Rome Business School , stato condotto su 3.600 studenti di et compresa tra i 18 e i 35 anni in Italia, Francia, Spagna e Colombia per evidenziare le percezioni, le competenze e le aspettative degli studenti di fronte alle trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale nei loro percorsi accademici e professionali.

Sara Morais, General Manager di Gad3, ha dichiarato: “L’Intelligenza Artificiale utilizzata soprattutto dagli studenti e questo un tratto distintivo di questa rivoluzione tecnologica: i giovani sono i pi coinvolti da questo fenomeno e stanno imparando sempre di pi ad utilizzare l’AI. In particolare, gli studenti italiani sono molto motivati alla conoscenza di questi nuovi strumenti tecnologici, ma solo il 23% di questi ha ricevuto istruzioni su come utilizzare l’AI. evidente in tal senso il gap con altri paesi come la Colombia, in cui il 40% degli studenti dichiara di usare l’intelligenza artificiale dopo aver ricevuto un training specifico”.

Lo studio si inserisce in un dibattito molto attuale sulla necessit di avvicinare l’istruzione, ed in particolare l’accademia, all’intelligenza artificiale per approfondire potenzialit e rischi di uno strumento che si inserir sempre pi nel tessuto sociale.

Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Come Rome Business School siamo impegnati, insieme a Planeta Formacin y Universidades, network di oltre 22 istituti formativi in tutto il mondo di cui Rome Business School fa parte, a fornire ai nostri studenti la conoscenza pi avanzata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale sia a fine di apprendimento, quindi implementazione dell’AI nell’esperienza educativa, ma anche a fini di carriera. Quindi con il nostro Career Center forniamo anche gli strumenti formativi e informativi sui tools pi avanzati, pi moderni per la ricerca e il lavoro, per l’ottimizzazione del curriculum vitae e per la simulazione delle interviste di selezione del personale”.

“L’AI sta catalizzando l’innovazione perch ci permette di lottare meglio contro una dimensione che generalmente abbastanza limitante, ovvero il tempo. Nell’ambito della formazione questo strumento ci permette di esplorare molte pi opportunit, molte pi prospettive e questo un vantaggio da un punto di vista innovativo perch significa che uno studente pu apprezzare tante sfumature diverse di un problema”, ha poi concluso Valentino Megale, Program Director International Master in ArtificialIntelligence di Rome Business School.

L’indagine ha sottolineato che l’89% degli studenti universitari in Italia utilizza strumenti di AI, ma solo il 32% dichiara di saper sviluppare soluzioni proprie basate sull’Intelligenza Artificiale, evidenziando un significativo gap nelle competenze tecnologiche. Inoltre lo studio, mettendo in luce la centralit che avr l’AI nel tessuto produttivo e sociale, ha posto l’attenzione sulla necessit di ragionare sull’etica di approccio e convivenza tra l’uomo e le nuove tecnologie.

Tajani: impossibile una Nato senza gli Stati Uniti

Roma, 21 mar. (askanews) – “È impossibile” avere una Nato senza gli Stati Uniti. “La Nato è l’alleanza tra Stati Uniti e Europa, quindi mi pare che sia impensabile una Nato senza Stati Uniti”, ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa in occasione della presentazione del Piano d’azione per l’expo italiano nei mercati extra Ue ad alto potenziale.

“La Nato è l’alleanza tra Stati Uniti e Europa, quindi mi pare che sia impossibile una Nato senza Stati Uniti”, ha ribadito Tajani.

Formula1, Vasseur: "Sprint importante per il Gp di domenica"

Roma, 21 mar. (askanews) – “Siamo chiaramente soddisfatti del risultato di questo pomeriggio. Dopo la qualifica difficile di una settimana fa in Australia, la prestazione di oggi carica di energia tutto il team ed è di certo molto positiva anche per Lewis che è stato sempre veloce, visto che aveva fatto il miglior tempo anche in SQ1”. Così il Team principal della Ferrari, Frederic Vasseur dopo la pole di Hamilton ed il quarto posto di Leclerc nella sprint in Cina. “Anche Charles è stato competitivo e questo risultato ci mette in condizione di avere entrambe le macchine nelle prime due file e provare a portare a casa dei buoni punti già domani – continua – Non ci sfugge che McLaren ha un gran passo sia sul giro lanciato che in configurazione gara ma noi dobbiamo rimanere concentrati e curare l’esecuzione nei minimi dettagli. La Sprint di domani sarà importante anche perché ci darà delle indicazioni utili per il Gran Premio di domenica”.

Il garante per la privacy: no al controllo a distanza dei lavoratori

Roma, 21 mar. (askanews) – Il Garante privacy ha sanzionato un’azienda di autotrasporto per aver controllato in modo illecito circa 50 dipendenti, durante la loro attività lavorativa, utilizzando un sistema Gps installato sui veicoli aziendali. Diverse le violazioni riscontrate dall’Autorità, intervenuta a seguito della ricezione di un reclamo da parte di un ex dipendente dell’azienda. Dalle ispezioni, effettuate in collaborazione con il Nucleo tutela privacy della Guardia di Finanza, è emerso che il sistema Gps tracciava in modo continuativo i dati di localizzazione, velocità, chilometraggio e stato dei veicoli (ed es. quando erano spenti o accesi), senza rispettare la normativa privacy e in modo difforme da quanto previsto dal provvedimento autorizzatorio rilasciato dall’Ispettorato territoriale del lavoro.

In particolare, sono state rilevate gravi carenze nell’informativa fornita ai lavoratori, tra cui la mancata indicazione delle specifiche modalità con cui il trattamento veniva realizzato e la informazione relativa alla diretta identificabilità dei conducenti dei veicoli geolocalizzati. Tali trattamenti sono risultati contrari anche alle specifiche misure di garanzia indicate dall’Ispettorato del lavoro nel provvedimento di autorizzazione che era stato rilasciato all’azienda, che infatti prevedeva l’anonimizzazione dei dati raccolti e l’adozione di soluzioni tecnologiche in grado di limitare la raccolta di dati personali non necessari o eccedenti rispetto alle finalità di sicurezza e organizzazione aziendale.

Inoltre, i dati raccolti venivano conservati per oltre 5 mesi, in violazione dei principi di minimizzazione e limitazione della conservazione dei dati stabiliti dal Regolamento UE. Il Garante, in considerazione delle numerose e gravi violazioni riscontrate, oltre al pagamento di una sanzione di 50mila euro, ha ordinato all’azienda di fornire un’idonea informativa ai dipendenti e di adeguare i trattamenti effettuati attraverso il sistema Gps alle garanzie prescritte nel provvedimento autorizzatorio rilasciato, a suo tempo, dall’Ispettorato territoriale del lavoro all’azienda.

Formula1, Hamilton piazza la pole nella Sprint a Shanghai

Roma, 21 mar. (askanews) – Lewis Hamilton ha piazzato un colpo da campione allo Shanghai International Circuit conquistando il primo posto nella Sprint Qualifying del Gran Premio di Cina, che la Scuderia Ferrari HP affronterà forte anche di Charles Leclerc in seconda fila, al via dalla quarta piazzola, per i 19 giri della corsa di domani alle ore 11 locali (4 CET). Per Hamilton e la Scuderia Ferrari HP si tratta della seconda pole position per la gara Sprint della storia – la prima l’aveva ottenuta Leclerc a Baku nel 2021 – e domani ci sono dunque buone possibilità di iniziare con un bottino rilevante di punti il weekend asiatico.

Da SQ1 a SQ3. Come previsto dal regolamento, tutti i piloti hanno dovuto impiegare gomme Medium per le prime due fasi della Sprint Qualifying. Le SF-25 sono subito parse in forma, visto che Lewis e Charles hanno passato il turno con il primo e il terzo tempo in SQ1. In SQ2, con il vento che ha cambiato direzione diventando a raffiche, il tracciato è diventato più insidioso, ma anche in questo caso le Ferrari hanno superato il turno regolarmente accedendo al SQ3, da affrontare con gomme Soft. In quella fase la squadra ha deciso di preparare nel migliore dei modi un unico tentativo e questa scelta si è rivelata particolarmente azzeccata per Lewis che è riuscito a mettere insieme una tornata perfetta fermando i cronometri a 1’30″849, record della pista. Nel suo tentativo Charles ha invece pagato qualche imperfezione e così il monegasco si è dovuto accontentare della quarta posizione, piazzamento che lo mette comunque in condizione di andare all’attacco di un risultato importante.

Sabato intenso. Come sempre il sabato con il formato Sprint sarà una giornata intensissima. Dopo la gara Sprint del mattino, il regime di parc fermé sarà sospeso e le squadre potranno tornare a lavorare sulle monoposto in vista delle qualifiche del Gran Premio vero e proprio, in programma domenica alle ore 15 locali (8 CET). I 19 giri della Sprint saranno sfruttati dalle squadre anche per preparare le 56 tornate di gara, e saranno preziosi per fare tutte le valutazioni del caso, specie alla luce del nuovo asfalto dello Shanghai International Circuit che ha dimostrato di avere un ottimo grip ma sembra anche mettere maggiormente sotto stress le gomme. (Copyright Scuderia Ferrari HP Press Office)

Formula1, Hamilton: "Fantastico, sapevamo di avere potenziale"

Roma, 21 mar. (askanews) – “È stato fantastico! Sono veramente felice di questo risultato”. Così Lewis Hamilton dopo la pole conquistata nel Gp dell Cina a Shamghai. “Sapevamo che la macchina aveva più potenziale di quanto dimostrato in Australia – continua – e direi che qui sia emerso fin dal primo giro. Il team ha fatto davvero un buon lavoro dopo Melbourne ed essere in pole per la Sprint Race è un buon punto di partenza, anche se c’è ancora parecchio lavoro da fare. Non ho mai disputato una corsa sull’asciutto con la SF-25, quindi quello di domani sarà il mio primo vero test. Gli altri team saranno veloci, ma noi continueremo a lottare e spingere. Il supporto dei tifosi qui è incredibile, quindi voglio ringraziare tutti gli appasionati cinesi per l’energia positiva che portano ad ogni Gran Premio”.

Infezioni ospedaliere, Schillaci: Piano straordinario formazione

Roma, 21 mar. – “La resistenza agli antibiotici e le infezioni correlate all’assistenza sono due fenomeni preoccupanti di cui ci siamo occupati da subito. Abbiamo potenziato il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2022-2025 e, nell’ambito del G7 Salute e dell’ultima legge di Bilancio, abbiamo garantito risorse per lo sviluppo e l’accesso a nuovi antibiotici innovativi. Inoltre, con il PNRR finanziamo un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere che entro il 2026 conter circa 300mila professionisti coinvolti. infatti importante responsabilizzare da una parte i cittadini sull’uso responsabile degli antibiotici e, dall’altra, gli operatori in ambito sanitario sulle buone pratiche da seguire e diffondere, dal lavaggio delle mani alla promozione dell’appropriatezza prescrittiva. Cos come fondamentale il contributo delle associazioni, da sempre stimolo per le istituzioni e promotrici di iniziative virtuose”.

Lo ha dichiarato Orazio Schillaci, ministro della Salute, a margine dell’iniziativa “As it was, le ultime ore del dottor Fulop Semmelweiss”, promosso dall’associazione Fulop, portato in scena al teatro Ghione di Roma da Fabio Brescia e Adriano Fiorillo, testo di Carolina Sellitto, con l’introduzione di Fabiana Di Monda.

Gli obiettivi della campagna di prevenzione sulle infezioni correlate all’assistenza e i danni per la sanit pubblica sono stati illustrati da Raffaele Di Monda, presidente dell’associazione Fulop: “Ridurre la spesa sanitaria legata all’eccessivo consumo di antibiotici e alle infezioni correlate all’assistenza possibile. I dati dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) parlano di 2,4 miliardi di euro l’anno. Una cifra monstre che non possiamo pi consentirci se vogliamo sostenere la sanit pubblica. Se poi aggiungiamo a questa cifra anche la spesa onerosa di milioni di euro di risarcimenti, pensiamo solo a quelli dovuti alle 11mila vittime delle infezioni ospedaliere e dalla lungodegenza delle oltre 50 mila che contraggono le infezioni ogni anno, si evidenzia la necessit di un intervento immediato. Chiediamo pertanto al governo di impegnare tutte le risorse possibili per le campagne di prevenzione sulle Ica e l’antibiotico-resistenza e di provvedere all’istituzione di una banca dati unica dove sar possibile trovare il numero dei casi di malpractice sanitarie e l’entit dei risarcimenti in modo da poter intervenire capillarmente sulle criticit e ridurre cos lo sperpero di denaro pubblico”.

Per Massimo Andreoni, presidente del Comitato scientifico dell’associazione Fulop e professore emerito di Malattie Infettive dell’Universit di Tor Vergata: “L’antibiotico-resistenza e le infezioni correlate all’assistenza (ICA) costituiscono la vera grande pandemia silenziosa dei prossimi anni. In Italia si calcolano circa 11mila decessi l’anno per le infezioni da germi multi-resistenti. Per non parlare del carico che grava sul nostro sistema sanitario nazionale con oltre 2 milioni e 700mila giornate di ricovero impiegate a causa di queste infezioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanit prevede per il 2050 circa trenta milioni di decessi in tutto il mondo. E’ necessario affrontare questa emergenza attraverso una visione globale di sanit sia all’interno delle strutture ospedaliere ma anche attraverso una capillare informazione e formazione dei cittadini indirizzati verso un corretto uso degli antibiotici, evitando l’abuso e soprattutto l’uso improprio. E’ una sfida che si vince solo se affrontata con un lavoro di squadra seguendo la regola delle buone prassi nella vita di tutti i giorni”.

L’evento, patrocinato da Coni, Regione Lazio, Regione Campania, assessorato alla Cultura del Comune di Roma, Universit degli studi di Roma Tor Vergata, Accademia d’Ungheria – Roma, ha visto la partecipazione dei componenti del Comitato scientifico dell’associazione Fulop insieme a Eleonora Coletta vicepresidente dell’associazione, Nathan Levialdi Ghiron, magnifico rettore dell’Universit di Tor Vergata e Antonio Magi presidente dell’Ordine dei Medici di Roma

Ue, Fontana: politici diano esempio, diritto di critica sia rispettoso

Roma, 21 mar. (askanews) – “Per contrastare il discredito della politica è necessario coltivare il dialogo, il confronto e il rispetto anche nella diversità delle opinioni, soprattutto nella diversità delle opinioni. Noi per primi abbiamo il dovere di dare l’esempio, esercitando il diritto di critica e di denuncia in maniera corretta e rispettosa”. Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana intervenendo alla terza sessione “La violenza contro i politici” nell’ambito della conferenza dei presidenti di Parlamenti del Consiglio d’Europa.

“Ritengo che l’adozione di codici di condotta e la loro osservanza possano contribuire a migliorare il clima generale. È chiaro che il lavoro che ci aspetta non è semplice. Le assemblee parlamentari che rappresentiamo sono impegnate in prima linea per riaffermare il valore del confronto democratico e per contrastare ogni forma di violenza” ha rilanciato Fontana.

“Sono altrettanto convinto e sicuro che questa sede saprà offrire un contributo significativo per affrontare una questione che rimane decisiva ma che è il futuro per la nostra democrazia” ha concluso.

Giornata Mondiale dell’Acqua: MM investe 323 milioni di euro

Roma, 21 mar. (askanews) – Un piano ambizioso di investimenti per migliorare ulteriormente le performance del servizio idrico di Milano con il ricorso sempre pi diffuso a progetti e strumenti innovativi, dagli algoritmi predittivi di intelligenza artificiale per gestire pressioni e volumi e per prevedere potenziali rotture dell’infrastruttura, alla fibra ottica, i noise logger e le immagini satellitari per monitorare acquedotto e fognatura per intervenire in caso di perdite o di acque parassite. Un piano che conferma anche la vocazione di MM ad investire nell’economia circolare. Abbiamo parlato con Francesco Mascolo, amministratore delegato di MM Spa, gestore del servizio idrico della citt di Milano:

“MM sta portando l’esperienza nella gestione del servizio idrico della citt di Milano. Ecco, in questa occasione importante ricordare il piano di investimento a 323 milioni da qui al 2028 che MM ha appena approvato e che servir a rendere pi efficaci ed efficienti i servizi che eroghiamo ai cittadini milanesi. In particolare MM gi da anni su un percorso virtuoso, abbiamo ridotto all’11,4% le perdite dai nostri impianti a fronte di una media nazionale che supera il 40% e non intendiamo assolutamente fermarci tanto che nel piano di investimenti ci sono degli interventi che mirano a portarci appena al di sotto del 10% di perdite”.

MM crede fermamente nei principi dell’economia circolare e implementa con successo il trattamento dei fanghi di depurazione e l’affinamento delle acque reflue. Ha poi aggiunto Francesco Mascolo:

“Da ricordare il nostro impegno nell’ambito dell’economia circolare dove dal trattamento dei fanghi e loro utilizzi in agricoltura o per la valorizzazione energetica con 0 grammi in discarica alla possibilit di dare il 100% della nostra acqua depurata e affinata per usi agricoli o industriali diamo un contributo concreto all’economia circolare”.

La sfida di MM anche quella di coniugare l’efficienza con tariffe tra le pi basse in Europa. A Milano, infatti, l’acqua costa circa un euro al metro cubo. Le stime elaborate dal Global Water Intelligence evidenziano un costo di 1,6 euro a Madrid, 3,8 a Londra, 3,9 a Parigi, 4,9 ad Amsterdam e 5,1 a Bruxelles. Fino ai 6,2 euro di Berlino.

Confcommercio: in 12 anni sono spariti quasi 118mila negozi

Roma, 21 mar. (askanews) – In 12 anni, tra il 2012 e il 2024, hanno chiuso i battenti quasi 118mila negozi al dettaglio e 23mila attività di commercio ambulante. In crescita, invece, le attività di alloggio e ristorazione, +18.500. E’ quanto emerge dall’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne.

Nei centri storici chiudono più negozi che nelle periferie, sia al Centro-Nord che nel Mezzogiorno. Nei Comuni presi in considerazione dall’analisi sono spariti, negli ultimi 12 anni, quasi 31mila esercizi al dettaglio in sede fissa, riduzione che si accompagna a quella degli sportelli bancari che tra il 2015 e il 2023 sono passati da 8.026 a 5.173 (-35,5%). Tra i settori merceologici, nei centri storici si riducono le attività tradizionali (carburanti -42,1%, libri e giocattoli -36,5%, mobili e ferramenta -34,8%, abbigliamento -26%) e aumentano i servizi (farmacie +12,3%, computer e telefonia +10,5%) e le attività di alloggio (+67,5%) al cui interno si registra un vero e proprio boom degli affitti brevi (+170%), dovuto alla forte accelerazione nell’ultimo anno, mentre gli alberghi tradizionali calano del 9,7%.

A livello territoriale, le regioni del Nord evidenziano le maggiori perdite di negozi al dettaglio, mentre al Centro-Sud si registra una maggiore tenuta: dei 122 comuni presi in esame dall’analisi, ai primi 5 posti si collocano Ancona (-34,7%), Gorizia (-34,2%), Pesaro (-32,4%), Varese (-31,7%) e Alessandria (-31,1%); nelle ultime 5 posizioni i Comuni che registrano la migliore tenuta sono Crotone (-6,9%), Frascati (-8,3%), Olbia (-8,6%), Andria (-10,3%), Palermo (-11,2%).

La desertificazione commerciale “continua, dunque, a rappresentare un elemento di depauperamento economico e sociale dei centri urbani che, tenendo conto anche della contestuale riduzione del numero di sportelli bancari, rischia di trasformarsi in un vero e proprio declino delle città”. E’ un fenomeno che “va contrastato con progetti di riqualificazione urbana per mantenere servizi, vivibilità, sicurezza e attrattività” e in questa direzione va il progetto Cities di Confcommercio che ha elaborato le prime proposte per la rigenerazione delle città.

Queste, in sintesi, le principali proposte di Cities Confcommercio elaborate in collaborazione con le Associazioni territoriali. In primis rigenerazione dello spazio pubblico e dei quartieri: rafforzare il coinvolgimento delle economie di prossimità e delle loro rappresentanze nella rigenerazione degli spazi pubblici e delle aree degradate, attuata attraverso interventi di trasformazione fisica delle infrastrutture, di mitigazione dell’impatto del cambiamento climatico, di urbanistica tattica e di placemaking. In questi percorsi, la collaborazione strutturata tra istituzioni e associazioni può generare ecosistemi di supporto per rendere tangibili i progressi e promuovere un’identità di quartiere più forte.

Poi mobilità e logistica sostenibili per la città della prossimità: si propongono Piani Urbani della Mobilità e della Logistica che integrino trasporti, urbanistica ed economia locale. Piani caratterizzati da misure concrete che includono, tra le altre: piattaforme di smistamento merci con magazzini di prossimità urbana per ridurre il traffico e la congestione, sistemi di logistica a basso impatto ambientale (inclusi mezzi a zero emissioni e cargo bike) per ridurre l’inquinamento.

Inoltre patti locali per la riapertura dei negozi sfitti: si propone di attivare accordi tra Comuni, associazioni e proprietari per agevolare la definizione formale di canoni di locazione calmierati, in particolare nei quartieri e nei quadranti più fragili e rendere accessibili gli immobili anche alle imprese nascenti o in difficoltà. Questi accordi possono anche contribuire alla riqualificazione dei luoghi, promuovono un uso più efficiente del patrimonio immobiliare esistente e riducono i rischi per tutti gli attori in campo.

E, ancora, gestione partecipata e collettiva delle città: occorre promuovere la città come “bene comune”, quel modello di sviluppo urbano in cui la città è vista come un patrimonio collettivo da gestire in modo partecipativo, equo e sostenibile. Questo approccio considera lo spazio urbano, i servizi pubblici e le risorse della città come beni comuni, cioè accessibili a tutti, con imprenditori e cittadini attivi nella rivitalizzazione dei luoghi, nella creazione di servizi per la comunità e nella promozione di iniziative culturali e commerciali, per valorizzare il tessuto urbano e rafforzare la coesione sociale.

Infine politiche per il commercio locale più efficaci grazie all’uso di tecnologie digitali: l’uso dei Big Data e dell’Urban Analytics può guidare politiche più efficaci per il commercio locale. Cities ha sviluppato e sperimentato sul campo, con il fondamentale contributo delle Associazioni territoriali, un applicativo di monitoraggio (web-dashboard basata su dati di telefonia mobile) che analizza i flussi pedonali e le dinamiche commerciali nelle vie del commercio dei centri urbani. Lo scambio di dati con Comuni e istituzioni e la collaborazione con istituti di ricerca e università per la loro analisi può contribuire alla programmazione degli eventi e delle campagne di marketing, al miglioramento dell’accessibilità dei luoghi e all’ottimizzazione degli interventi di arredo urbano.

Atletica, Diaz: "Ho mantenuto la parola, azzurro seconda pelle"

Roma, 21 mar. (askanews) – “Mi piace mantenere la parola, avevo detto che avrei vinto e l’ho fatto”, esulta il campione del mondo Andy Diaz, medaglia d’oro ai Mondiali indoor di Nanchino con 17,80 nel triplo. “Parigi ha aperto il ‘rubinetto’, poi è arrivato l’oro di Apeldoorn e adesso l’oro ai Mondiali in Cina: i risultati parlano da soli, ci vediamo ai Mondiali di Tokyo in estate. Mi è dispiaciuto aver tolto il record indoor a Fabrizio, ma la prima cosa che mi ha detto è ‘va bene così, l’hai fatto in un Mondiale’. È la gara più importante, era davvero contento. Peccato non aver potuto continuare a fare gli altri salti, la gara era un po’ lenta, ho preso freddo e non volevo rischiare nulla in vista della stagione all’aperto. Sapevo che un salto poteva bastare, e ce l’ho fatta, tranquillo e rilassato”.

La maglia azzurra è una seconda pelle. “Mi porta fortuna! È il mio colore preferito, e ora andiamo avanti…”. Fino ai 18 metri? “È l’altra parola che devo mantenere – assicura Diaz – Ci stiamo lavorando. Manca sempre meno. Questa giornata la dedico a mia mamma, alla mia famiglia, a Fabrizio e ai suoi cari. Sì, Fabrizio: il mio amico, allenatore, mental coach, la mia guida, un idolo, una persona che ha i miei stessi pensieri e stessi obiettivi, mi fa andare avanti e non mi fa mollare mai. È il top del top. Un grazie anche al dottor Alessandro Napoli senza cui non saremmo stati qui: sentivo dolore dopo la prima gara di febbraio e nonostante questo siamo riusciti a prendere due ori nelle settimane successive. Ora si fa festa, ce la meritiamo!”.

Zelensky: raffica di attacchi con droni dalla Russia

Roma, 21 mar. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato oggi un’ondata di attacchi con droni e bombe guidate da parte russa su molte regioni dell’Ucraina e ha chiesto un’azione di massima pressione sulla Russia per impedirle di prolungare la guerra.

“A partire dalla serata, la Russia ha attaccato diverse regioni dell’Ucraina con oltre duecento droni d’attacco e droni esca. Sono state impiegate anche bombe aeree guidate. Le regioni di Odessa, Zaporizhzhia, Sumy, Kiev, Khmelnytskyi e Chernihiv sono state messe sotto tiro”, ha scritto su X Zelensky.

“In seguito ai massicci raid sulla regione di Odessa, si sono sviluppati incendi in un centro commerciale e in diversi negozi, e un edificio residenziale è stato danneggiato. Tre bambini sono rimasti feriti. Nella regione di Zaporizhzhia sei persone – tra cui un bambino di quattro anni – sono state ferite dalle bombe aeree russe; sono state danneggiate abitazioni private e veicoli. In tutte le regioni colpite sono in corso operazioni di soccorso per assistere le vittime, con i servizi di emergenza già sul posto al lavoro”, ha continuato il leader ucraino.

“Solo un’azione congiunta di pressione sulla Russia – attraverso sanzioni più severe e un rafforzamento del sostegno alla difesa dell’Ucraina – può porre fine a questo terrorismo e impedire a Mosca di prolungare la guerra. Ci aspettiamo un’effettiva pressione da parte degli Stati uniti, dell’Europa e di tutti i nostri partner: è questa la condizione perché la diplomazia possa funzionare”, ha detto ancora Zelensky.

“Ringrazio – ha concluso – tutti i nostri partner che comprendono l’importanza di questo impegno e continuano a sostenere l’Ucraina, ogni uomo e ogni donna delle nostre Forze di Difesa per la costante protezione del nostro popolo, e tutti coloro che difendono e salvano gli ucraini da questo terrore”.

Fs, istruttoria Antitrust su abuso posizione nell’Alta velocità

Roma, 21 mar. (askanews) – L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana e della controllante Ferrovie dello Stato Italiane per accertare un presunto abuso di posizione dominante, in violazione dell’articolo 102 TFUE. Lo annuncia l’Autorità in una nota.

Secondo l’Authority, risulterebbe rallentato, e in alcuni casi ostacolato, l’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale e, di conseguenza, l’ingresso nel mercato del trasporto passeggeri Alta Velocità da parte del nuovo operatore entrante SNCF Voyages Italia. La strategia escludente ipotizzata dall’Antitrust nel provvedimento di avvio sarebbe stata attuata tramite varie condotte di Rete Ferroviaria Italiana per quanto riguarda l’assegnazione della capacità di infrastruttura.

Ieri i funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto accertamenti ispettivi presso le sedi di Rete Ferroviaria Italiana, di Ferrovie dello Stato Italiane e anche presso le sedi di Trenitalia e Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori, ritenuti in possesso di elementi utili all’istruttoria.

Caso Ponza, Paolo Pozzi: chiediamo di mandare gli ispettori a Cassino

Roma, 21 mar. (askanews) -“Hanno fatto la richiesta di archiviazione alla quale abbiamo fatto opposizione, per la cosa che chiedo alla politica fondamentalmente di mandare degli ispettori a Cassino, perch ci sono state delle istituzioni che si sono comportate a livello bassissimo, a cominciare dai periti nominati dal magistrato, che sono una cosa scandalosa. Senza sottolineare la vicenda del telefono (del figlio Gianmarco, che stato disabilitato, ndr), che sono 5 anni che ce lo rimpallano ed ancora sequestrato, anche se stata fatta la richiesta di archiviazione”: lo ha affermato ad askanews Paolo Pozzi – pap di Gianmarco, il 28enne campione di kickboxing trovato morto nell’agosto 2020 sull’isola di Ponza, dove lavorava come buttafuori, in circostanze mai chiarite – a margine di una conferenza stampa alla Camera promossa dalla deputata M5S Stefania Ascari, a cui hanno partecipato anche i legali della famiglia e la sorella di Gianmarco, Martina.

“Il medico legale che afferma che la morte dovuta a ‘precipitazione’ (il corpo Gianmarco stato ritrovato in un’intercapedine, ndr) e adesso invece hanno fatto fare altre due perizie e il caso viene chiuso o c’ richiesta di archiviazione per omicidio preterintenzionale. Questa gente invece di lavorare dovrebbe andare a zappare la terra”, aggiunge Paolo Pozzi, che da quasi 5 anni cerca giustizia e verit per suo figlio e mentre i legali hanno fatto opposizione alla richiesta di archiviazione del 5 novembre 2024.

“E il maresciallo di Ponza? Perch parte male tutto da l, perch se scrivi la frase ‘non ci sono notizie di reato’ il magistrato non manda n il medico legale, n il team investigativo. Tutti bravi, complimenti”, denuncia amareggiato il pap di Gimmy.

“Io alla presidente del Consiglio ho scritto pi volte e ho scritto anche a Mattarella, non mi stancher di scrivere. Chiedo una mano, perch tutti questi errori non sono possibili. Lei (Meloni) ha la possibilit di mandare gli ispettori (alla procura di Cassino) e far riprendere in mano il caso dalla commissione antimafia”, conclude Pozzi, mentre la deputata Ascari ha chiesto un’interrogazione parlamentare ai ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi sul caso di Gianmarco Pozzi.

Mafia, Mattarella: può essere vinta, superare indifferenza

Roma, 21 mar. (askanews) – “La mafia può essere vinta. Dipende da noi: tanti luminosi esempi ce lo confermano”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

“Ogni ambito è stato colpito da questo flagello: servitori della Repubblica, donne e uomini che si battevano per migliorare la società, imprenditori e cittadini che hanno respinto il ricatto del crimine, persone semplici finite sotto il tiro degli assassini. I loro nomi – sottolinea il Capo dello Stato – sono parte della nostra memoria collettiva, ed è nei loro confronti che si rinnova, anzitutto, l’impegno a combattere le mafie, a partire dalle Istituzioni ai luoghi della vita quotidiana, superando rassegnazione e indifferenza, alleate dei violenti e sopraffattori”.

Paronetto “noi l’abbiamo avuto più che compagno, fratello…”

Preparato. Non è facile esserlo, di fronte alla morte, a 34 anni, ma il nostro amico Sergio, che ieri mattina si è spento tra lo strazio muto dei suoi e la costernazione di quanti ne conoscevano l’intima virtù ed il valore, aveva presto trovato, giovanetto orfano del babbo, nelle prove dure della vita il segreto per affinare e temprare un carattere in cui l’intelligente operosità lombarda e la veneta ricchezza di espansione affettuosa ebbero dall’intensa fede cristiana un sigillo di singolare perfezione.

Noi l’abbiamo avuto, più che compagno, fratello negli anni della sua fervida preparazione universitaria, sceso a Roma dalla nativa Valtellina, con una profonda sete di dottrina, di azione e di carità. Allora nell’ambiente fucino di Piazza Sant’Agostino, nelle attività del Circolo e poi in quelle di dirigente del movimento nazionale andarono sempre più fissandosi in lui la lucidità delle idee e la fermezza del volere, sempre ilare, sereno, goliardicamente scherzoso e comprensivo ma intransigente dove il piegarsi sarebbe stato viltà o debolezza.

E le violenze e le bastonature fasciste del 1931 se certo non giovarono alla salute del corpo vacillante, e sostenuto si direbbe più che altro da una straordinaria forza d’animo, non intaccarono minimamente la sua coscienza, nemico tanto di esibizioni quanto di oscuri compromessi. 

È naturale così che nella vita professionale, dischiusagli dall’ottimo successo della laurea in scienze politiche, facoltà nella quale aveva rivelato singolari attitudini per gli studi economico-sociali, si affermasse presto in tutto il suo valore. Fu prima un breve tirocinio giornalistico nella Città del Vaticano, fu poi l’ingresso all’IRI dove doveva profondere le risorse dell’ingegno particolarmente addestrato ai compiti tecnici demandatigli e le doti di cordiale e generosa bontà che ben presto lo resero grato ed amico a inferiori superiori e colleghi. Ma a fianco all’intenso lavoro professionale continuò e si intensificò, quasi insopprimibile esigenza dell’anima a verificare soprannaturalmente le estenuanti giornate irte di problemi e di cifre, l’opera apostolica, offerta senza limiti, alle dirette iniziative di Azione Cattolica. E il movimento Laureati lo ebbe instancabile e prezioso collaboratore, massime nei due settori delicati e importanti della attività editoriale e delle pubblicazioni periodiche. Consigliere e vicepresidente della Editrice Studium, le impresse uno slancio ed una fisionomia che presto la fecero spiccare nel campo intellettuale cui essa è specialmente rivolta, con nuove felici iniziative e realizzazioni. 

Collaboratore del Popolo nel periodo clandestino, e successivamente con lucidi ed equilibrati articoli, svolse durante i nove mesi dell’occupazione nazifascista un’intensa e benemerita attività patriottica, in collaborazione con Montezemolo e altri capi della resistenza all’oppressione nemica. 

Così in piena virilità, quando casa, patria, Chiesa tanto ancora potevano aspettare e sperare da Lui, il nostro amico ci ha abbandonati; o meglio ci ha preceduti, e certo continua, come prima e meglio di prima, ad agire per quello che gli fu e ci è caro, in una luce senza tramonti nell’ineffabile abbraccio di Dio salvatore e consolatore eterno.

(Articolo non firmato)

P.S. Alla cerimonia di ieri hanno preso parte: Stefano Baietti (promotore dell’incontro), Francesco Carlesi, Pierluigi Castagnetti, Lucio D’Ubaldo, Pietro Giubilo, Daniele Morettini, Enzo Scotti.

Il necessario sforzo dei cattolici per una vera Europa

Da sempre, è la politica estera a dettare quella interna. Quella che sembra un’ovvietà è messa alla prova della realtà dei fatti leggendo i dibattiti politici nei Paesi europei degli ultimi mesi, con alcune eccellenze. In un dibattito incentrato sul passato, l’Italia si contraddistingue per l’incapacità di andare oltre un testo scritto 80 anni fa, e capire come oggi si può rilanciare l’Unione europea. Come ignorare quello che è successo dopo la pubblicazione del Manifesto di Ventotene? Come ignorare le decisioni dei governi nazionali fra il 1948 e il 1960? 

Per i cattolici, sarebbe come fermarsi al Vecchio Testamento, ignorando il Nuovo. Per chi guida un Paese oggi, sarebbe come ignorare che il mondo ultra globalizzato degli ultimi decenni ci ha portato a una situazione in cui non è solo la politica estera in quanto tale, ma le mosse delle superpotenze mondiali a dettare l’agenda interna. E chi non lo fa è destinato a restare indietro.

Questo è tanto più evidente come dopo le presidenziali Usa. Per capirci: nelle ultime settimane, la Francia ha offerto l’ombrello nucleare all’Ue, il Bundenstag ha approvato il piano di aumento della spesa pubblica, con un piano da 500 miliardi di euro per l’industria degli armamenti e le infrastrutture e il clima. La Polonia si appresta a usare i fondi del ReArm Europe per convertire i vecchi cantieri navali di Danzica e Gdynia a fabbriche di navi e sommergibili a uso militare.

Come sempre, bisogna tornare ad Alcide De Gasperi: la buona politica è quella che sa innovare sé stessa e sa trovare soluzioni nuove e problemi nuovi. E oggi la questione fondamentale è aprire una riflessione sul rapporto fra populismo e popolarismo europeo.

Nell’ambito delle famiglie conservatrici è in atto una rivoluzione culturale, come dimostra la Presidenza Trump. Non sfugge a nessuno che manca un contrappeso alle derive autocratiche della nuova Amministrazione Usa. In Europa, per fortuna, la storia è molto diversa, ma si prefigura un’unica soluzione percorribile da Lisbona a Varsavia, da Berlino ad Atene passando per Roma: il rafforzamento della presenza di popolari europei per completare un’operazione di superamento del passato che, partendo dalle radici culturali, trovi soluzioni innovative.

Il tema non è scegliere fra chi metteva al confino gli oppositori politici e alcune loro fantasiose e pericolose idee, ma recuperare ed aggiornare lo spirito di Europa. Proprio come insegnano De Gasperi, Schuman, Monnet e Adenauer. 

Quando si è di fronte a una crisi di identità, la soluzione è nelle mani e nelle menti di chi ha cultura di governo. Come fu negli anni ’50 del secolo scorso. Le soluzioni utili oggi sono nelle mani e nelle menti dei contemporanei.

Perché il Vecchio Continente stenta a raggiungere la sua maturità

Nel giorno in cui le piazze italiane si riempiono di cittadini che chiedono una accelerazione dell’integrazione europea, appaiono ancor più evidenti e ingombranti i nodi irrisolti che ne ostacolano il percorso e che impediscono all’Unione Europea di dare risposte adeguate alle sfide di questo cambio d’epoca che stiamo attraversando, e di ritagliarsi una collocazione significativa sulla scena globale.

II punto di partenza per cambiare marcia e per una svolta, non può consistere solo in un ripiegamento sulle procedure interne di riforma, avulso dai tempi dettati dal ritmo con cui procede la storia. Gli altri, il Resto del Mondo, ma pure gli attuali Stati Uniti, non stanno ad aspettare che l’Ue completi l’iter di riforme di cui necessita nei vari ambiti. La risposta va data nei tempi che non è, non è più solo, l’Europa a poter fissare, ma che sono determinati da processi più grandi. Se, come ci avverte Mario Draghi, l’Ue vuole rimanere al passo con i tempi, deve riuscire, in un mondo o nell’altro, ad agire come se fosse un solo stato nelle politiche economiche e di bilancio, nella ricerca, nella difesa.

Quest’ultimo tema, la sicurezza, è quello che raccoglie maggiore attenzione a causa sia della guerra in corso in Europa, sia della linea di progressivo disimpegno dalla difesa dell’Europa e di contestuale ritorno al dialogo con la Russia, espressa dalla nuova Amministrazione americana. 

Sulla difesa comune abbiamo assistito a un dibattito che ha per molti aspetti del surreale. Perché le opzioni in mano all’Ue sono in realtà meno di quelle ventilate nel dibattito. Servono una buona dose di realismo e un supplemento di visione. Com’è facilmente constatabile, gli sforzi compiuti per rafforzare la difesa europea, e raccolti nel piano della Commissione  Europea, si possono tradurre solo, per ora e per molti anni a venire, in una maggior capacità di spesa militare degli Stati membri, in parte a debito e in gran parte risultante dal taglio alla spesa per il welfare, le infrastrutture e lo sviluppo civile dei popoli europei. E in un potenziamento degli apparati di difesa nazionali (compreso quello tedesco), mancando le istituzioni e le procedure per il comando di un esercito europeo, per l’utilizzo di un arsenale comune, specie se anche atomico, e addirittura per il reclutamento e la mobilitazione dei cittadini alle armi in caso di nuove crisi, che continuerebbero a vedere nella Nato l’unico strumento di difesa credibile.

E insieme a questa sopravvalutazione degli immediati effetti operativi di una pur alquanto auspicabile difesa europea, si assiste a un preoccupante deficit di visione circa gli obiettivi della difesa comune e, più in generale circa il ruolo dell’Ue nel mondo che sta procedendo verso un nuovo multilateralismo, invocato da tempo dal Resto del Mondo, e ora con l’esplicito consenso degli Stati Uniti, ma con la posizione ancora enigmatica del Regno Unito.

Occorre che noi europei ci interroghiamo di più sul fatto che sono passati 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e che l’equilibrio che ne è uscito, oggi appare superato nelle istituzioni internazionali, mentre rimane validissima la Carta della Nazioni Unite.

Il mondo è alla ricerca di un nuovo modello di governance. La stessa iniziativa dei Paesi Brics, pur con qualche stonatura, costituita principalmente dalla Russia, si propone fondamentalmente di riformare e non di sovvertire l’ordine mondiale. L’orizzonte della difesa europea dev’essere questo. Altrimenti rischia di consumarsi in una annosa faida fratricida nel bassopiano sarmatico, mentre il Resto del Mondo galoppa verso il futuro.

A tal fine non credo aiutino narrazioni che amplificano le colpe di momentanei avversari, fino a non riconoscere più in loro razionalità e desiderio di pace; e che rischiano di impedire all’Unione Europea, o perlomeno al suo cuore francese, di progettare il tempo successivo alla guerra come quello propizio per costruire una nuova architettura di pace, cooperazione e sicurezza in Europa; e che rischiano, infine, di impedire di vedere altre soluzioni al conflitto in corso al di fuori di quella militare, con tutti i rischi e i costi umani ed economici che ciò comporta.

Libri | Il pacifismo tragico di Giuseppe Goisis

Ben pochi si sono dichiarati a favore della guerra, quasi nessuno si è proclamato amante della guerra, ma tutti sembrano desiderare ciò che solo con la guerra possono ottenere. Quando a Bismarck chiesero se, allora, voleva la guerra, rispose: “Ovviamente no. Voglio la vittoria!”. Molti capi politici vogliono lo stabilirsi di una pace gravata da vergognose ingiustizie, preferendo entrare nelle Nazioni altrui a poco a poco, senza incontrare resistenza.

Da questa paradossale confusione dei valori, dalla loro deformazione e commercializzazione prende avvio la riflessione del filosofo Giuseppe Goisis (1944 – 2023) in una delle sue opere magistrali EIRENE. Lo spirito europeo e le sorgenti della pace (Gabrielli editori 2000, disponibili pochissime copie) per tentare un più sottile discernimento, per cercare di tenere assieme le dimensioni della lucidità disincantata e della passione, che ci fa innamorati delle opere della pace. Goisis prova a sfatare il mito del primato della guerra e della violenza, mostrandone le connessioni con quell’Occidente che ha affermato, con ossessiva coerenza, la decisività della forza e, alla bilancia della forza, la decisività della propria potenza.

Tuttavia, e allo stesso tempo, dall’Occidente si distingue il miglior spirito europeo, giudicato ancora capace di percepire le grandi sfide storiche: non l’Europa soffocata dal costume mercantile, ma l’Europa dell’Umanesimo dell’altro uomo e della convergenza nella diversità: la “patria delle differenze” come ha messo in evidenza De Rougemont. In colloquio fitto con pensatori appassionati ed influenti (tra gli altri, S. Agostino, Pascal e Dostoevskij), si profila la singolare proposta di un “pacifismo tragico”, fondata su una visione non utilitarista dell’uomo, nemica di ogni semplificazione demagogica e pressappochista. Il pensiero di Giuseppe Goisis è sempre di estrema attualità, forse ancor più oggi rispetto all’epoca in cui fu pubblicato il libro: pone domande intense e provocatorie, ma anche il delinearsi di significative risposte, che consegnano l’intera questione della pace alla responsabilità, etica e politica, di ognuno.

 

Estratto – Sul “pacifismo tragico”
«Ho chiamato tale dimensione “pacifismo tragico”: tragico perché proteso al di là delle contraddizioni e delle smentite che la pace stessa può incontrare, nell’assiduo sforzo di incarnarsi nella storia; tragico, perché diviso tra la lucida percezione delle difficoltà che l’idea della pace incontra, in un mondo diviso e super-armato, e la passione generosa di trasformare il mondo. La scelta della pace implica, quindi, uno sforzo straordinario, orientato a rimettere in gioco gli equilibri del mondo così come si squadernano di fronte ai nostri occhi, rimettendo altresì in questione noi stessi, quel fondo oscuro che fermenta in ognuno di noi e che ci avvince, in una drammatica ragnatela di complicità, al fenomeno della guerra. Individualità e globalità non sono contrapponibili, ma si legano in modo inestricabile per quanto riguarda la ripulsa della guerra e la costruzione della pace.» (Giuseppe Goisis, Eiréne, p. 345)

Meloni: sostegno Ue a Kiev e Trump. E attacca sinistra: "Illiberale"

Bruxelles, 20 mar. (askanews) – L’Ue sostiene l’Ucraina e gli “sforzi” di Donald Trump per una soluzione del conflitto; va nella “giusta direzione” su competitività e migranti; deve essere prudente sui contro-dazi nei confronti degli Usa. Giorgia Meloni lascia per qualche minuto i lavori del Consiglio europeo per incontrare i giornalisti e rispondendo alle domande attacca la sinistra “illiberale e nostalgica” per la reazione “scomposta” alle sue parole sul Manifesto di Ventotene.

Su questo punto oggi c’è stato il ‘caso’ delle parole che la premier avrebbe pronunciato ieri sera a una cena con gli europarlamentari di Fdi. Meloni avrebbe parlato di una sua mossa “geniale” dal punto di vista “mediatico” con gli esponenti dell’opposizione che “sono caduti nella trappola”. Frasi seccamente smentite da Palazzo Chigi. Tornando in serata sulla questione, sollecitata dai cronisti, si dice “sconvolta” da quanto accaduto ieri alla Camera, da “insulti e ingiurie” che le sono state rivolte da parlamentari di una sinistra che mostra “un’anima illiberale e nostalgica”. Lei, da parte sua, assicura di non aver “insultato” ma rivendica il diritto a non essere d’accordo con alcuni dei contenuti del Manifesto.

Per quanto riguarda il Consiglio (che dovrebbe terminare nella tarda serata di oggi, in anticipo rispetto a quanto previsto) Meloni spiega, con soddisfazione, che nelle conclusioni viene “mantenuto il sostegno all’Ucraina” e “si sostengono anche gli sforzi americani, come anche da richiesta italiana, per una pace giusta e duratura”. Per lei, il punto centrale sono le garanzie di sicurezza che si raggiungono con l’estensione dell’articolo 5 del trattato della Nato. Proposta su cui, dice, “cresce il consenso” tra i partner. Che oggi, nel corso del Consiglio, hanno ringraziato Emmanuel Macron per l’iniziativa dei “volenterosi”.

Positivo, per lei, anche il giudizio sul piano ‘ReArm Europe’. Il nome del piano non le piace (e con la Spagna chiede di cambiarlo) così come il modello di finanziamento, perchè le risorse “sembrano molte ma sono virtuali” perchè rappresentano una stima degli investimenti che potrebbero fare gli Stati. Un problema per quelli che, come l’Italia, sono alle prese con la scarsità di risorse. Per questo la premier ha chiesto e ottenuto – ed è il risultato che considera “migliore” – che nelle conclusioni si facesse riferimento “alla proposta italiana di usare” il modello “InvestEu per le spese per la difesa”. Un modello che comporta garanzie europee per gli investimenti privati. Per quanto riguarda la parte dei prestiti, l’Italia non chiude la porta ma “valuterà”, mentre è troppo “ravvicinato” il termine di aprile per decidere sull’utilizzo della clausola di flessibilità.

Meloni giudica anche positiva la discussione sulla competitività, che era al centro del summit. Per lei si procede “nella giusta direzione” anche se “non abbastanza spediti”. In particolare c’è il riferimento alla “neutralità tecnologica”, un capitolo dedicato alle semplificazioni e l’accoglimento delle proposte italiane e di altre Paesi (a partire dalla Repubblica Ceca) sull’automotive: “La sospensione delle multe per i produttori non in linea con gli obiettivi e l’anticipo della revisione sui target di emissione”, per lei, sono “risposte molto importanti”.

Anche sui migranti traccia un bilancio con il segno più per la previsione di “hub nei Paesi terzi per processare le richieste di asilo, quindi qualcosa che segue il lavoro che l’Italia ha avviato con il protocollo Italia-Albania”, poi “la richiesta dell’anticipo della soluzione sul concetto di Paese sicuro” e “l’impegno ad anticipare una lista europea dei Paesi sicuri che chiaramente risolverebbe molte delle questioni che abbiamo discusso in queste settimane”.

Nella riunione dell’Eurosummit si è parlato anche di dazi, con la posizione del governo italiano che si discosta dal modello di una risposta ‘dura’ di Bruxelles a Trump. Per lei serve “prudenza” perchè una “risposta automatica” potrebbe generare “conseguenze” negative. Proprio oggi la Commissione ha deciso uno slittamento a metà aprile dei contro-dazi, una scelta “lucida” per la premier. Che punta ancora a una visita in tempi brevi a Washington, per rinsaldare quel rapporto “privilegiato” con il tycoon che aveva messo sul tavolo per proporsi come ‘ponte’. Un appuntamento cercato ma ancora non concretizzato: “Andrò alla Casa Bianca, non so ancora dare una data”, ammette.

Israele, migliaia di manifestanti in piazza chiedono cessate il fuoco a Gaza: guerra per ragioni politiche

Roma, 20 mar. (askanews) – Migliaia di israeliani sono scesi oggi in piazza per chiedere un nuovo cessate il fuoco a Gaza e per protestare contro quello che ritengono un attacco alla democrazia da parte della coalizione di governo di destra guidata da Benjamin Netanyahu. Lo hanno riferito i media israeliani.

Molti si sono riuniti nelle vicinanze della residenza di Netanyahu, nonostante la fitta pioggia. Il leader democratico d’opposizione Yair Golan – che è stato spinto a terra dalla polizia durante una precedente manifestazione – ha dichiarato nel suo discorso che Israele sarà o una democrazia liberale oppure cesserà di esserlo.

Il fattore scatenante immediato dell’indignazione è stato il tentativo di Netanyahu di licenziare Ronen Bar, il capo dell’agenzia per la sicurezza interna Shin Bet, e la decisione del primo ministro di interrompere un cessate il fuoco durato due mesi a Gaza, ricorrendo a ondate di attacchi aerei letali.

I manifestanti accusano il governo di proseguire la guerra per ragioni politiche e di ignorare la situazione dei 59 ostaggi – di cui si ritiene che circa 24 siano ancora vivi – tenuti da Hamas nel territorio palestinese devastato.

“Questo governo ha avviato un’altra guerra, ancora una volta, per proteggersi, per distogliere l’attenzione dai problemi che turbano il popolo in Israele. Il governo ha perso ogni legittimità a tutti i livelli possibili”, ha dichiarato Eitan Herzel, capo del movimento di protesta Brothers in Arms, secondo il Guardian Ieri, migliaia di persone avevano invaso le strade nei pressi della residenza ufficiale di Netanyahu nel centro di Gerusalemme. Molti portavano bandiere israeliane e cartelli con slogan a sostegno degli ostaggi ancora detenuti a Gaza. Altri battevano i tamburi e intonavano cori come “accordo per gli ostaggi ora”.

Ucraina, Meloni: da Consiglio Ue sostegno agli sforzi di Trump. Andrò alla Casa Bianca

Bruxelles, 20 mar. (askanews) – “Nelle conclusioni del Consiglio europeo chiaramente viene mantenuto il sostegno all’Ucraina. Si sostengono anche gli sforzi americani come anche da richiesta italiana per una pace giusta e duratura. Si fa riferimento alla proposta di cessate il fuoco che mette ora la palla nel campo russo, si fa riferimento anche alla ricostruzione e ovviamente all’Italia che quest’anno ospita la conferenza sulla ricostruzione”, lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo.

E – ha aggiunto – “andrò alla Casa Bianca, non so ancora dare una data”.

Ucraina, Meloni: da Consiglio Ue sostegno a sforzi Trump

Bruxelles, 20 mar. (askanews) – “Nelle conclusioni del Consiglio europeo chiaramente viene mantenuto il sostegno all’Ucraina. Si sostengono anche gli sforzi americani come anche da richiesta italiana per una pace giusta e duratura. Si fa riferimento alla proposta di cessate il fuoco che mette ora la palla nel campo russo, si fa riferimento anche alla ricostruzione e ovviamente all’Italia che quest’anno ospita la conferenza sulla ricostruzione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo.

Nato, Shekerinska a Parlamento Ue: bene piano ReArm Europe

Milano, 20 mar. (askanews) – Il vicesegretario generale della NATO Radmila Shekerinska si è rivolta alla Commissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento europeo (SEDE). Ha elogiato gli europei per aver intensificato gli investimenti nella difesa per garantire la sicurezza, ha elogiato la cooperazione con l’Unione europea (UE) e ha risposto alle domande dei membri del Parlamento europeo. Lo rende noto l’Alleanza in una nota.

Shekerinska ha accolto con favore il piano ReArm Europe, nonché il sostegno europeo all’Ucraina. In un contesto di sicurezza in cui l’Europa si trova ad affrontare instabilità e minacce provenienti da più direzioni, il Vice Segretario Generale ha sottolineato che “proteggere la nostra gente è il nostro dovere più sacro”.

Shekerinska ha elogiato le iniziative a livello europeo e nazionale per incrementare la spesa per la difesa, le capacità e la prontezza, pur notando che la relazione transatlantica rimane la pietra angolare della sicurezza europea. Nelle sue osservazioni ai parlamentari europei, ha sottolineato la necessità di un pilastro europeo più forte all’interno di una NATO forte.

Il Vice Segretario Generale ha sottolineato l’importanza di continuare a rafforzare la cooperazione NATO-UE. Ha sottolineato che la NATO e l’UE sono partner naturali e indispensabili e che l’UE può usare la sua leva economica unica per aumentare la produzione di difesa, l’innovazione e la mobilità militare in linea con i piani, le capacità e gli standard militari della NATO. A questo proposito ha anche sottolineato la necessità di coinvolgere il più possibile gli alleati non UE nelle iniziative dell’UE in materia di difesa.

Meloni: Ventotene? Io insultata, sinistra ha problemi con confronto

Bruxelles, 20 mar. (askanews) – “Diceva Chesterton: rispetto gli uomini e la loro vita ma rivendico di non essere d’accordo con le loro idee. Io non sono d’accordo” con alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, ma “non vuol dire insultare. Non ho insultato nessuno. Quella che è stata insultata sono stata io e ampiamente. Mi pare che ci sia una sinistra che ha difficoltà a confrontarsi con le idee degli altri, io non ho difficoltà a confrontarmi con le idee degli altri, sono molto convinta delle mie, le rivendico e questa credo sia la base della democrazia. Il problema credo che ce l’abbiano altri”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo, tornando sulla polemica per le sue parole sul Manifesto di Ventotene.

Difesa Ue, Meloni: risorse sembrano molte ma sono virtuali

Bruxelles, 20 mar. (askanews) – “Le risorse” del ReArm Europe “sembrano molte ma sono virtuali, è la stima che si fa di una scelta stati nazionali”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo.

Da parte dell’Italia “non c’è assolutamente una chiusura italiana ai prestiti ma dovremo valutare, molti dettagli degli strumenti messi a disposizione sono ancora in discussione e non capiamo l’impatto”.

Cleopatra e i soldati di Cesare: l’esercito sarà multicolore.

Cleopatra vuole andare alla guerra? È la domanda sussurrata alle orecchie dei senatori e dei cittadini. Perché Cesare, l’augusto imperatore, incassato l’affronto di Cleopatra per essere andata ben due volte ad omaggiare l’imperatore del popolo nuovo al di là delle colonne d’Ercole, deve ora fronteggiare la spericolata diplomazia della giovane regina d’Egitto in terra europea, tra i fidi alleati dell’impero.

Perché la Cleopatra/Meloni, interpretando il viatico di Cesare – “Prova a dare nuova linfa alle stanche membra dell’Impero e se ti riesce rendilo ancora più forte” – ha inteso cimentarsi nella diplomazia dei conflitti armati che sono sorti fuori dai confini imperiali. E lo ha fatto volendo svolgere una funzione di mediatore/pacificatore che richiede come minimo una riconosciuta autorevolezza che non si vede nel caso di Cleopatra se non nei confini nell’Egitto e tra i suoi alleati nell’Impero (quelli che la pensano come lei in fatto di potere assoluto).

Ma Cesare è per la democrazia, per le gioie che comporta e per i molti tormenti che tocca sopportare. Cleopatra/Meloni è andata dai federati europei a dire che Lei alla guerra non è favorevole ma al riarmo sì (eccome, suggeriscono i maligni avversari!); le forniture saranno garantite anche da noi. Questo non è proprio un cattivo risultato, osservano i Senatori vicini a Cesare. C’è un però che sbilancia il risultato: dove li troviamo tutti quei soldati che ci servirebbero? Stiamo a crescita zero e tra qualche annetto andremo a -1, dunque…“che dobbiamo fare, o Divo Cesare?”.

Cesare guarda il plastico dell’impero, madre patria e federati, misura le forze in campo (mezzi e uomini), guarda la cassa sua e quella dei federati, e conclude: “Quand’anche avessimo i soldi non abbiamo gli uomini. Dobbiamo ricorrere a un supplemento di gente che vive extra imperi”.

Pratico e risolutore. Visto che gli extra imperi si trovano già nella madre patria, legalmente pochi e illegalmente molti di più, li regolarizziamo e li arruoliamo per la guerra! “E Cleopatra? – Sommo Cesare – E gli Albanesi?”. Beh, in effetti la regina Cleopatra/Meloni su questa questione ci ha impostato una parte grossa del programma di governo, forzando un po’ la mano al vecchio Cesare, e ci ha speso molti sesterzi. Finora proprio un successo non è stato, questo programma-carcere in Abania, perché i Magister hanno rilevato molte questioni che confliggono con i trattati fatti da Cesare con i Federati europei.

Cleopatra/Meloni ha pure detto che non ci dorme la notte (boh?!) e, fosse l’ultima cosa che fa, la deve comunque portare a compimento. Se Cesare le vuol togliere la sete con il prosciutto, come da detto romano, non ha che da spronarla ad andare avanti sulla linea scelta: produciamo, vendiamo e intanto reclutiamo ed addestriamo.

Quanti anni per essere operativi? Quattro, cinque a dir bene, e nel frattempo la regina si sarà stufata dell’Impero e tornerà nel suo amato Egitto. Però Cesare dovrà accettare che le svuoterà la cassa fino a grattare il fondo, e nel frattempo il contabile delle finanze si sarà ritirato come Catone, tanto non ha più niente da contare, il popolo si sarà rivoltato per il rialzo delle tasse, le mamme e le nonne scenderanno in piazza perché, certo, non vorranno che i nipoti e i figli vadano in guerra, e infine l’esercito non sarà di bei figlioli e figliole italiche ma sarà di più etnie e a colpo d’occhio sotto l’uniforme tutta uguale, multicolore.

Lo scenario è questo, sussurra il più vecchio dei Senatori. E sbotta: “Mio Cesare, ti conviene porci rimedio”. Passa di lì la Divina Giulia, moglie amata dell’imperatore, che sentendo dei guai che porta all’impero Cleopatra/Meloni, gioisce in cuor suo; la dea Giunone l’ha ascoltata, presto la rivale perderà il cuore di Cesare e con esso il prestigio, i sesterzi e il potere. Ah, le mogli!

Calcio, Giappone prima nazionale qualificata per i mondiali

Roma, 20 mar. (askanews) – Il Giappone è la prima nazionale qualificata sul campo ai Mondiali di calcio del prossimo anno. I ‘Blue Samurai’ hanno ottenuto la certezza matematica dell’ammissione grazie al successo di oggi per 2-0 sul Bahrain, con le reti di Kamada e Kubo. Ai Mondiali del 2026 sono già qualificate le rappresentative dei tre paesi ospitanti: Canada, Messico e Stati Uniti. In questa ‘finestra’ dedicata alle nazionali, che continuerà fino a martedì prossimo nei vari continenti, altre cinque nazionali potrebbero ottenere la certezza della qualificazione ai Mondiali, i primi a 48 squadre. Si tratta di Corea del Sud, Iran, Uzbekistan, Argentina e una del quartetto dell’Oceania composto da Nuova Zelanda, Fiji, Nuova Caledonia e Tahiti.

Calcio, lesione muscolare per Retegui: Fiorentina a forte rischio

Roma, 20 mar. (askanews) – Giornata di esami strumentali per Mateo Retegui. L’attaccante dell’Atalanta nelle scorse ore ha lasciato il ritiro della Nazionale di Appiano Gentile a causa di un problema fisico che gli ha impedito di essere a disposizione di Spalletti per il doppio confronto contro la Germania valido per i quarti di finale di Nations League. Gli accertamenti a cui si è sottoposto l’attaccante hanno evidenziato una leggera lesione nell’ordine del 1° grado all’adduttore della coscia destra. Retegui è a forte rischio per la trasferta contro la Fiorentina in programma dopo la sosta (domenica 30 marzo alle 15), più probabile che possa tornare a disposizione per la gara successiva in casa contro la Lazio (del 6 aprile alle 18).

Acqua, da MM 323 milioni di investimenti per il sistema idrico di Milano

Roma, 20 mar. (askanews) – Un piano ambizioso di investimenti per migliorare ulteriormente le performance del servizio idrico di Milano con il ricorso sempre più diffuso a progetti e strumenti innovativi, dagli algoritmi predittivi di intelligenza artificiale per gestire pressioni e volumi e per prevedere potenziali rotture dell’ infrastruttura, alla fibra ottica, i noise logger e le immagini satellitari per monitorare acquedotto e fognatura per intervenire in caso di perdite o di acque parassite.

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua di sabato 22 marzo, si conferma anche la vocazione di MM – si legge in una nota – ad investire nell’economia circolare con la realizzazione di un biodigestore per continuare a conferire in discarica zero grammi di fanghi prodotti dalla depurazione e nel mentre produrre biogas e con il miglioramento ulteriore dei processi di affinamento delle acque depurate per restituire sempre maggiori quantità di acqua alle aziende agricole del territorio in primavera ed estate.

“Ricordo il piano di investimenti da 323 milioni di euro entro il 2028 appena varato – ha annunciato Francesco Mascolo, amministratore delegato di MM Spa, gestore del servizio idrico della città di Milano – con l’obiettivo di rendere sempre più efficiente il servizio idrico cittadino. La strada è tracciata: dopo aver già ridotto all’11,4% le perdite di rete a fronte di una media nazionale del 42%, puntiamo ora a scendere al 10%. La passione e la competenza dei nostri tecnici supportati da un’efficace implementazione delle più moderne tecnologie e grazie a progetti innovativi in ogni segmento del servizio ci ha fatto raggiungere risultati soddisfacenti”.

Non solo, MM crede nei principi dell’economia circolare che implementa con successo nel trattamento dei fanghi di depurazione e nell’affinamento delle acque reflue.

“Il 100% dell’acqua affinata nei nostri impianti può essere destinata all’agricoltura e all’industria – ha aggiunto Mascolo – e già oggi tra i 60 e i 70 milioni di metri cubi l’anno vengono utilizzati dalle aziende agricole del territorio nella stagione irrigua. Mandiamo, inoltre, a recupero di energia o come fertilizzante la totalità dei fanghi prodotti dalla depurazione. Siamo orgogliosi di questi risultati e vogliamo cogliere l’occasione della Giornata mondiale dell’acqua per sensibilizzare i cittadini ad un uso consapevole della risorsa idrica e per confrontarci con le altre realtà italiane ed europee con l’obiettivo di migliorare sempre più le nostre performance grazie alla condivisione di buone pratiche”.

La sfida di MM – conclude il comunicato – è anche quella di coniugare l’efficienza con tariffe tra le più basse in Europa. A Milano, infatti, l’acqua costa circa un euro al metro cubo. Le stime elaborate dal Global Water Intelligence evidenziano un costo di 1,2 euro ad Atene, 1,6 a Madrid, 3,8 a Londra, 3,9 a Parigi, 4,6 a Vienna e 4,9 ad Amsterdam. 5,1 a Bruxelles e 5,5 a Oslo. Fino ai 6,2 euro di Berlino.

Inaugurata a Roma una nuova Casa AIL, “Residenza Oriana Daniello”

Roma, 20 mar. (askanews) – E’ stata inaugurata a Roma, in via Cesare Brandi vicino al Policlinico Tor Vergata, la Casa AIL “Residenza Oriana Daniello”, una residenza di supporto ai pazienti dell’Unit di Ematologia del centro ospedaliero. La nuova residenza nasce dal dono di una madre in ricordo della propria figlia. L’immobile, infatti, stato acquistato da AIL Roma nell’aprile 2024 grazie alla donazione di Anna Tenore, mamma di Oriana Daniello, giovane paziente scomparsa prematuramente a causa di un tumore del sangue. Un gesto che trasforma il dolore in speranza, solidariet e cura.

“Significa dare una qualit di vita a chi ha avuto una grossa perdita, ovvero la salute – ha detto Maria Luisa Vigan Presidente AIL Roma -. la perdita pi grave che un essere umano pu avere. La speranza nella guarigione fondamentale e la casa un punto di svolta, si esce dall’ospedale”.

La nuova residenza stata realizzata anche grazie al sostegno di AIL Nazionale che ha ricevuto la donazione dalla signora Tenora e destinato i fondi al progetto della Sezione AIL di Roma. “Questa un’iniziativa dal valore indiscusso – ha aggiunto Adriano Venditti Direttore UOSD Malattie Mieloproliferative Fond. Policlinico Tor Vergata – perch, da un lato risponde ad una esigenza di solidariet e quindi viene posto al servizio dei nostri pazienti l’opportunit e l’occasione di poter essere ospitati e questo importante soprattutto per quei nuclei familiari pi deboli. Spesso sono travolti non soltanto da un punto di vista umano e psicologico, ma anche da un punto di vista finanziario; sono travolti da una diagnosi di malattia di neoplasia ematologica”.

La struttura sar gestita dall’Associazione “L’Arcobaleno della Speranza Odv”. una villetta disposta su due piani, con seminterrato e box auto. progettata per ospitare fino a tre famiglie contemporaneamente, in camere doppie con bagno privato e terrazzino. Gli spazi comuni includono un soggiorno con angolo cucina, una taverna e una lavanderia.

Green Design, Rinero: presentato “Perfect Evolution”

Roma, 20 mar. – “Oggi, in questo importante evento, abbiamo presentato uno dei nostri prodotti di punta: il Perfect Evolution. Realizzato con materiali di pregio, utilizza alluminio riciclato in gran parte conforme alla normativa 14.021. Abbiamo illustrato una case history in cui una copertura obsoleta in fibrocemento curvo stata sostituita con una lastra unica a tetto piano, garantendo zero fori di fissaggio e un’assenza totale di manutenzione futura”.

Lo ha dichiarato Marco Rinero, Responsabile Commerciale di Unimetal, divulgando l’esperienza della sua azienda all’evento “Green Design: tra efficienza ed estetica” di GBC Italia.