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Deloitte: l’Europa del calcio fattura 38mld, la Serie A solo 2,9mld

Milano, 12 giu. (askanews) – L’Europa del calcio ha fatturato 38 miliardi di euro nella stagione 2023-24, con una crescita del +8% contro i 35,3 miliardi della stagione precedente che hanno portato il totale a un livello recordo. E’ quanto emerge dalla 34esimo Annual Review of Football Finance, pubblicata da Deloitte Sports Business Group.

I “cinque grandi” campionati europei – Premier League, Bundesliga, Liga, Serie A e Ligue 1 – hanno generato ricavi per 20,4 miliardi di euro, con un aumento del +4%, superando per la prima volta la soglia dei 20 miliardi di euro.

Debole la Serie A che ha generato ricavi aggregati per 2,9 miliardi, con un aumento del +2% rispetto alla stagione precedente. Questa crescita è stata sostenuta da un aumento dei ricavi commerciali (+9% a 1 miliardi di euro), in gran parte trainati dai nuovi accordi di sponsorizzazione dei club di proprietà nordamericana e dall’aumento delle vendite di merchandising.

A dominare il mercato è la Premier League che ha centrato un fatturato aggregato di 6,3 miliardi di sterline (+4%). La Liga è balzata del +6% a 3,8 miliardi di euro nel 2023/24, con Real Madrid e Barcellona che assorbono quasi la metà (48%) del totale. Anche la Bundesliga si è portata a 3,8 miliardi di fatturato ma a seguito di un lieve calo dell’1%, mentre la Ligue 1, nonostante sia ridotta da 20 a 18 club all’inizio della stagione, ha visto i ricavi salire del 7% a 2,6 miliardi di euro nel 2023/24. A un passo dalla Serie A.

Complessivamente, i club dei cinque grandi campionati europei hanno registrato un utile operativo aggregato (0,6 miliardi di euro) per la seconda stagione consecutiva, mentre il rapporto salari/ricavi aggregato è sceso dal 66% al 64%, nonostante la crescita dei costi salariali in tutti i cinque grandi campionati, a eccezione della Liga.

Secondo l’analisi di Deloitte, i ricavi aggregati dei club dei cinque principali campionati europei dovrebbero superare i 21 miliardi di euro nel 2024/25, prima di stabilizzarsi nella stagione 2025/26, soprattutto a causa dell’attuale incertezza sull’accordo per i diritti televisivi della Ligue 1 a partire dalla stagione 2025/26.

Musica, "‘O sole mio si’ tu" è il nuovo brano di Ciccio Merolla

Roma, 12 giu. (askanews) – Ciccio Merolla accende l’estate con un nuovo inno alla luce interiore: arriva “‘O sole mio si’tu” (Jescesole/Belive) in radio e su tutte le piattaforme dal 13 giugno. Un viaggio tra ritmo, rinascita e passione partenopea: il nuovo singolo è una celebrazione dell’energia che ci abita.

Già dal titolo, omaggio affettuoso alla tradizione musicale partenopea, il brano svela la sua duplice anima: radici e visione, danza e introspezione. “‘O sole mio si’ tu” è un abbraccio sonoro che parla di rinascita, di fuoco interiore, di quella scintilla personale che ci tiene vivi, anche nei momenti più bui.

“Non è solo una dedica a una persona amata”, racconta Merolla, “ma un invito a riconoscere quel sole che ognuno di noi ha dentro. A volte brucia, a volte sembra lontano… ma vale sempre la pena cercarlo”.

Il brano è un concentrato dell’universo artistico dell’artista napoletano e si traduce in un sound che unisce il respiro sudamericano alla sua profonda anima partenopea: percussioni calde, vibrazioni latine, radici napoletane. Congas, bongos e claves si intrecciano a sonorità moderne, in un viaggio sonoro che invita al movimento e all’ascolto interiore. A firmare con lui gli arrangiamenti e la produzione, Francesco Garramone e Pietro Scalera, musicisti che condividono visione e passione.

“Il ritmo può portarti lontano – dice Merolla – ma ti riporta sempre a casa. Questa canzone nasce da un’esigenza profonda: raccontare il desiderio autentico di cambiare, di migliorarsi, di accendersi di nuovo”.

Ciccio Merolla è tra gli artisti della scena musicale napoletana contemporanea. Percussionista straordinario, autore, cantante, attore, è considerato da critica e pubblico come uno degli eredi più autentici di Gegè Di Giacomo. Vanta oltre vent’anni di carriera. La sua cifra stilistica è fatta di contaminazioni ritmiche, poesia urbana e una capacità rara di fondere corpo e spirito nella musica. Con i suoi successi è stato capace di emozionare, di raccontare luci e ombre di una città, di far danzare, di ispirare un modello di vita positivo portando la sua musica a diventare simbolo di un risveglio collettivo. Oggi, con “‘O sole mio si’ tu”, rilancia un messaggio ancora più profondo: cercare quella spinta vitale, quell’energia che fa amare la vita, scegliere dunque ogni giorno di essere la propria luce.

“Parliamo tanto dell’effetto Mozart – conclude – ma esiste anche un effetto Napoli: ritmo, verità, vita. La musica non ti dice cosa fare. Ti accompagna. Ti riaccende, se glielo permetti. ‘O sole mio si’ tu’ è proprio questo: una mano tesa verso la luce. La luce interiore”.

Tennis, Musetti e Berrettini saltano il Queen’s

Roma, 12 giu. (askanews) – Niente torneo del Queen’s per Lorenzo Musetti. A costringere l’azzurro al forfait è stata una lesione di primo grado all’adduttore sinistro, svelata dagli esami effettuati dal carrarino dopo la semifinale al Roland Garros contro Carlos Alcaraz, dove Lorenzo è stato costretto ad alzare bandiera bianca proprio a causa di questo infortunio. In questi casi lo stop solitamente è di 15 giorni. Troppo rischioso dunque per il numero sei del mondo scendere in campo al Queen’s, in programma dal 16 al 22 giugno. Al Queen’s non ci sarà nemmeno Matteo Berrettini. Il romano, 29 anni, non gioca dagli Internazionali d’Italia, con quel problema addominale che sembra non essersi risolto. Berrettini aveva già dato forfait a Stoccarda, dove difendeva la finale 2024 persa contro Jack Draper.

Marina Berlusconi ricorda il padre a due anni dalla morte: se ci fosse, nel mondo si starebbe meglio

Roma, 12 giu. (askanews) – “Leggere queste righe mentre in tre continenti imperversano violenti conflitti, mi fa pensare che se nel mondo ci fosse un po’ più di Silvio Berlusconi, be’ forse si starebbe meglio: ci sarebbe più buonsenso e meno sofferenza”. Così Marina Berlusconi, in un’intervista a ‘Il Giornale’, in occasione del secondo anno dalla morte del padre Silvio, rileggendo un testo scritto dall’ex premier in ospedale, pochi giorni prima della sua morte.

Le sue parole “sembrano proprio un messaggio universale, che va ben oltre la politica. In un mondo che pare avere un disperato bisogno di unità e dialogo, le sue ultime righe assumono un significato ancora più profondo”, sottolinea la presidente di Fininvest e del gruppo Arnoldo Mondadori Editore.

Silvio Berlusconi – ricorda, in particolare la figlia – “è stato uno dei più convinti sostenitori di una maggiore unione tra i Paesi europei e già nel ’94 auspicava una politica estera comune e una difesa comune. È stato tra coloro che hanno anticipato quella che si potrebbe definire una nuova forma di patriottismo, di cui c’è tanto bisogno, un patriottismo europeo, sempre ovviamente nel quadro di un legame di ferro tra le due sponde dell’Atlantico. Sono le stesse idee che hanno ispirato e continuano a ispirare Forza Italia”.

Symbola, Ghizzi (Gruppo Tea): la sfida mettere a rete le imprese

Mantova 12 giu. (askanews) – “Siamo molto lieti di avere gli amici di Symbola per il terzo anno consecutivo a Mantova: il Seminario Estivo l’evento pi importante della Fondazione, soprattutto in questo momento in cui i venti contrari alla transizione ecologica e soprattutto alla grande trasformazione che dovremmo affrontare nei prossimi anni ci rende ancora pi consapevoli ma anche responsabili di comunicare alle aziende e metterle a rete con coesione e competizione per trasformare il nostro Paese e l’Europa tutta”. Lo ha detto Massimiliano Ghizzi, presidente del Gruppo Tea, intervistato da askanews a Mantova alla giornata di apertura del Seminario Estivo di Fondazione Symbola.

Media Usa: Israele pronto a lanciare operazione in Iran (ma prosegue missione Usa sul nucleare di Teheran)

Roma, 12 giu. (askanews) – Israele è pronto a lanciare un’operazione in Iran. Lo riportano oggi diversi media americani, spiegando che proprio la preoccupazione per un possibile attacco israeliano e il timore di ritorsioni da parte di Teheran hanno spinto l’amministrazione Trump a ritirare i diplomatici dall’Iraq e ad autorizzare la partenza volontaria dei familiari dei militari presenti in Medio Oriente. In particolare, Israele sta valutando di lanciare “nei prossimi giorni” un’azione militare contro l’Iran, “molto probabilmente senza il supporto degli Stati Uniti”, scrive l’emittente americana Nbc, citando cinque fonti al corrente della situazione.

Interpellato dalla stampa sui motivi del ritiro del personale Usa dal Medio Oriente al suo arrivo al Kennedy Center, ieri il presidente Donald Trump ha risposto che la regione “potrebbe essere un posto pericoloso, e vedremo cosa succederà”. Trump ha quindi ribadito che gli Stati Uniti non vogliono che l’Iran sviluppi un’arma nucleare: “Non lo permetteremo”. Funzionari Usa hanno tuttavia confermato la missione in Oman, domenica prossima, dell’inviato speciale Usa per il Medio Oriente, Steve Witkoff, per il sesto round di negoziati tra Washington e Teheran sul programma nucleare iraniano.

Un alto funzionario iraniano ha detto all’agenzia Reuters che “un paese ‘amico’ nella regione ha avvertito Teheran di un possibile attacco israeliano”. Il funzionario ha ribadito che “l’Iran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l’uranio, nonostante le crescenti tensioni nella regione”, aggiungendo: “Questa è una guerra psicologica volta a influenzare Teheran nei colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti”.

Secondo quanto riferito al New York Times da un alto funzionario iraniano, funzionari militari e governativi iraniani si sarebbero già incontrati per discutere la risposta a un possibile attacco israeliano e Teheran avrebbe messo a punto un piano che prevederebbe un contrattacco immediato, con il lancio di centinaia di missili. L’Iran è al “massimo livello di prontezza militare”, ha detto un alto funzionario della sicurezza iraniana all’emittente Press Tv, aggiungendo: “Se gli Stati Uniti o il regime sionista tentassero un qualsiasi atto di aggressione, verrebbero colti di sorpresa”.Secondo la fonte, “l’Iran è ora in grado di cogliere di sorpresa i suoi nemici lanciando attacchi preventivi mortali prima di qualsiasi movimento ostile da parte loro”.

Intanto, il Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha adottato oggi una risoluzione in cui si afferma che l’Iran non ha rispettato i suoi obblighi di salvaguardia previsti dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Secondo quanto riportato dai media iraniani, la risoluzione è stata adottata con 19 voti a favore, tre contrari e 11 astensioni.

In risposta alla risoluzione, il ministero degli Esteri e l’Organizzazione dell’Energia Atomica dell’Iran (Aeoi) hanno annunciato l’apertura di un nuovo centro di arricchimento dell’uranio in “un luogo sicuro” e la sostituzione delle centrifughe IR-1 con centrifughe avanzate IR-6 presso l’impianto nucleare sotterraneo di Fordow. Nella nota congiunta Teheran ha quindi fatto sapere che verranno adottate “ulteriori misure” in risposta alla risoluzione.

Artigianato, Realacci (Symbola): punto di forza dell’Italia

Mantova, 12 giu. (askanews) – “Spesso si pensa all’artigianato come un piccolo mondo antico, che magari destinato a scomparire: non cos. L’artigianato uno dei punti di forza dell’Italia ed molto pi innovativo di tanti altri settori a volte, sia in queste nuove sfide (la transizione energetica, l’Intelligenza Artificiale), sia nella forza che l’artigianato d alle filiere e ai territori. Noi riusciamo a produrre cose belle all’ombra dei campanili, come diceva Cipolla, perch abbiamo un tessuto di imprese di qualit, anche piccole, anche artigianali, che facendo filiera possono parlare al mondo. E in fondo l’appuntamento di quest’anno che ha come titolo ‘Se l’Italia fa l’Italia’, parla di questo: del fatto che l’Italia pu affrontare le sfide, pu affrontare i problemi che ha, se chiama a raccolta le sue migliori energie”. Lo ha detto Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, intervistato da askanews alla giornata di apertura del Seminario Estivo di Fondazione Symbola a Mantova.

Napoli, De Bruyne a Roma: visite mediche a Villa Stuart

Roma, 12 giu. (askanews) – Kevin De Bruyne si prepara a diventare a tutti gli effetti un nuovo calciatore del Napoli. Contratti pronti per essere firmati, con il centrocampista del Manchester City che è arrivato a Roma per sostenere le visite mediche a Villa Stuart e poi mettere nero su bianco l’accordo raggiunto con il club di Aurelio De Laurentiis. Il fuoriclasse belga è arrivato stamane intorno alle 9 all’aeroporto di Fiumicino direttamente da Bruxelles per poi trasferirsi a villa Stuart dove sono in corso le visite mediche. Un vero e proprio bagno di folla per De Bruyne accolto dai tifosi del Napoli sia allo scalo romano che nella clinica di Monte Mario.

Tennis, Musetti infortunato: Queen’s a rischio

Roma, 12 giu. (askanews) – Gli esami effettuati da Lorenzo Musetti hanno evidenziato una lesione all’adduttore sinistro. Il numero 6 del mondo – infortunatosi e costretto al ritiro nella semifinale del Roland Garros contro Carlos Alcaraz lo scorso venerdì 6 giugno – verrà sottoposto a ulteriori check medici nei prossimi giorni. In ogni caso lo stop potrebbe essere di circa 15 giorni. A fortissimo rischio quindi la sua presenza al Queen’s (16-22 giugno), torneo nel quale è testa di serie numero 3. Punto interrogativo anche per quanto riguarda Wimbledon, al via il prossimo 30 giugno. Verranno effettuate le valutazioni del caso, cercando di evitare rischi che potrebbero portare a ricadute che inevitabilmente allungherebbero i tempi di recupero.

Brindisi, carabiniere ucciso durante un inseguimento

Roma, 12 giu. (askanews) – Un carabiniere, Carlo Legrottaglie, è stato ucciso durante un inseguimento a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Il militare sarebbe andato in pensione tra poche settimane.

Legrottaglie aveva 59 anni. Secondo le prime ricostruzioni, insieme ad un collega, stamane erano impegnati in un’attività di controllo nella zona industriale della contrada Rosea. Dopo aver cercato di fermare una automobile è scattato l’inseguimento e si è registrata la tragedia.

India, aereo diretto a Londra si schianta vicino all’aeroporto di Ahmedabad: a bordo oltre 240 persone

Roma, 12 giu. (askanews) – Un Boeing 787 di Air India si è schiantato oggi nell’area di Meghani, nella città indiana di Ahmedabad, vicino all’aeroporto locale, poco dopo il decollo. A bordo del volo Ahmedabad-Londra c’erano 242 persone. Lo ha confermato la Direzione generale dell’Aviazione
Civile (DGCA) dell’India, piegando che tra di loro si contano due piloti e dieci assistenti di volo. “Il 12 giugno 2025, il B787 VT-ANB di Air India, in servizio sul volo AI-171 da Ahmedabad a (Londra) Gatwick, si è schiantato subito dopo il decollo da Ahmedabad. A bordo dell’aereo si trovavano 242 persone, tra cui 2 piloti e 10 assistenti di volo. Il velivolo era al comando del capitano Sumeet Sabharwal e del primo ufficiale Clive Kundar. Il capitano Sumeet Sabharwal è un tenente di vascello con 8200 ore di esperienza”, ha dichiarato la DGCA. I piloti dell’aereo precipitato hanno inviato un segnale di soccorso al servizio di soccorso poco dopo il decollo, ha dichiarato l’autorità di regolamentazione, aggiungendo che l’aereo si è schiantato al suolo fuori dal perimetro dell’aeroporto.

I dati del portale Flightradar24 hanno mostrato che il segnale dell’aereo è scomparso “meno di un minuto” dopo il decollo. I media locali hanno riferito che almeno 20 ambulanze sono giunte
sul luogo dell’incidente e che numerose vittime sono state portate via.

In alcune foto e video condivisi online e ripresi anche dai media locali si vede la carlinga del velivolo tra gli edifici. (foto da social)

Ambiente, da Fondazione UNA 1000 volontari Paladini del Territorio

Milano, 12 giu. (askanews) – Fondazione UNA – Uomo, Natura, Ambiente ha comunicato i risultati raggiunti finora dall’Operazione Paladini del Territorio, il progetto giunto nel 2025 alla quarta edizione: oltre 1000 persone, in tutta Italia, hanno preso parte all’iniziativa di UNA, coordinate da pi di 80 sezioni locali delle associazioni venatorie nazionali.

Anche nei mesi primaverili, cacciatori di tutti Italia si sono mobilitati nell’organizzazione di iniziative di volontariato di diverso genere, dalla manutenzione delle aree verdi alla rimozione di rifiuti dall’ambiente, fino all’impegno di divulgazione ed educazione rivolti alle scuole e alle giovani generazioni. Aspetti che, secondo la fondazione, spiegano la natura della comunit venatoria contemporanea, “inserita nel tessuto sociale, attiva sul proprio territorio e a tutela dell’ambiente e degli equilibri naturali”.

Grazie all’impegno dei volontari di UNA oltre 9mila kg di rifiuti sono stati rimossi all’ambiente, molti dei quali rifiuti pericolosi, e decine di aree verdi in 14 regioni hanno beneficiato dell’intervento di ripristino. Oltre 20 iniziative sono state organizzate al fine di sensibilizzare le comunit locali su temi ambientali e faunistici, o con l’intento di promuovere tra le generazioni pi giovani un’educazione ambientale pi profonda.

Nel 2025, con la piena maturazione del progetto, Fondazione UNA ha voluto rafforzare il legame tra la comunit venatoria e i territori di riferimento, aprendo la possibilit di richiedere l’intervento dei volontari attraverso lo sportello Paladini del Territorio. Con questo progetto, inoltre la fondazione vuole consolidare il proprio impegno concreto nei confronti della tutela ambientale, ribadito nel corso degli anni attraverso l’adesione a partnership internazionali.

Importazione parallela farmaci, risparmi per il SSN

Roma, 12 giu. (askanews) – Le importazioni parallele di medicinali in Italia, il loro impatto in termini di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale e il potenziale ruolo nella gestione del fenomeno delle carenze, sono gli argomenti trattati in un evento al Senato, promosso dal senatore Ignazio Zullo e riguardante lo studio sull’ “Impatto economico e regolatorio delle importazioni parallele di farmaci in Italia: analisi del mercato e prospettive future” a cura di CEFAT – Centro di Economia del Farmaco e delle Tecnologie Sanitarie e Universit degli Studi di Pavia. Lo studio ha presentato una vasta panoramica sul settore, le sue dimensioni e i vantaggi che esso produce con in primis un evidente risparmio per il SSN. Nell’importazione parallela import ed export necessitano di un approccio europeo e non solo di una normativa nazionale. Sen. Francesco Zaffini, Presidente della 10a Commissione Affari sociali, sanit, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, ha dichiarato:

“Il mercato parallelo per noi una risorsa, io reputo che il mercato per come tutti i settori vada regolato e in particolare laddove l’export incide su farmaci carenti sul nostro territorio nazionale beh mi pare evidente che prima vengono gli italiani e poi vengono gli altri cittadini ad ogni titolo e ad ogni diritto degli altri paesi europei, quindi noi siamo un paese fortemente produttore, specialmente i farmaci sottoposti a brevetto devono garantire una libera concorrenza e il mercato parallelo in questo caso l’unico che lo pu garantire ovviamente dentro regole che AIFA come Agenzia Nazionale del Farmaco deve vigilare, quindi laddove esistono reali carenze AIFA deve impedire che le carenze incidano sui nostri concittadini”.

Ma quali sono i vantaggi del mercato parallelo e cosa pu fare la politica per tutelare questo settore cos virtuoso? Il Sen. Ignazio Zullo, Capogruppo FdI nella 10aCommissione Affari sociali, sanit, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Siamo a confronto con un sistema che propone qualcosa di strettamente necessario per il Servizio Sanitario Nazionale perch la spesa farmaceutica splafona e diventa un problema per le regioni che devono coprire il deficit con tassazione o con risorse del bilancio ora questo sistema pu aiutare la sostenibilit del Servizio Sanitario Nazionale, dall’altra parte l’incontro con la politica quello di facilitare un percorso che potrebbe far nascere una nuova idea di assicurazione della risorsa farmaco e per bisogna tenere presente che se si agisce in un senso probabilmente creeremmo delle scontentezze in chi c’ gi nel mercato per cui la politica deve trovare questo equilibrio tra un nuovo modo di assicurarsi della risorsa farmaco e un equilibrio con chi gi assicura la risorsa farmaco”.

Tuttavia, a differenza degli altri Paesi europei, in Italia il settore ancora marginale complici diverse criticit.

“Il mercato italiano dell’importazione ed esportazione parallela piuttosto limitato, vale solamente l’1% del mercato farmaceutico totale quindi molto meno rispetto alla media europea del 5%” – afferma Gian Maria Morra, Presidente Affordable Medicines Italia – “I motivi sono molteplici innanzitutto in Italia manca il mercato di importazione per i prodotti ospedalieri, questa una grandissima criticit l’agenzia italiana del farmaco inoltre rilascia ultimamente per i prodotti di importazione nuove autorizzazioni con molto ritardo con loro abbiamo un dialogo aperto e quindi credo che nei prossimi anni ci sar tanto da lavorare ed infine necessario regolare correttamente l’export di medicinali se c’ un import perch c’ un export europeo ed nostro dovere creare delle regole che rappresentino i valori fondanti dell’Unione Europea per tutelare le aziende del settore e la salute dei cittadini al tempo stesso”.

In Italia servono celerit e semplificazione della regolamentazione, inclusione dei farmaci ospedalieri nell’importazione parallela, nonch un approccio normativo europeo e collettivo, delle regole quindi, che coordinino le esportazioni e le importazioni parallele in un unico ecosistema

Oggi a Praga prende il via l’omaggio a Federico Fellini, il genio che parla alle nuove generazioni

Uneredità viva, tra sogno e visione

A oltre trent’anni dalla scomparsa di Federico Fellini, il suo universo poetico continua a esercitare un fascino potente. È proprio a questa forza evocativa che si rivolge l’Istituto Italiano di Cultura di Praga, inaugurando oggi – 12 giugno – una due giorni dedicata al regista riminese, simbolo dell’immaginazione cinematografica italiana. L’evento, intitolato “Omaggio a Fellini, il genio che parla alle nuove generazioni”, si tiene presso la Sala proiezioni dell’Istituto e si articola in due serate (12 e 13 giugno), con una selezione di documentari e cortometraggi firmati da affermati autori e nuove leve del cinema italiano.

Giovani registi alla prova con leredità felliniana

La rassegna si apre oggi alle 18:30 con la proiezione del documentario Fellini and beyond di Francesco Gallo e Sabrina La Macchia, seguito da Torna, resta, un mediometraggio a episodi diretto da Mino Capuano, Marco De Filippo, Tommaso Banti, Ludovico Bosica e Alain Parroni. Domani, venerdì 13 giugno alle 18, spazio a Amarfellini di Veronica Citi e a una ricca serie di corti e animazioni che testimoniano l’attualità del linguaggio felliniano: da Orrendi scarabocchi a Rome, da Quattro e un quarto a Satyricon: ubique latens, fino all’anteprima del documentario Fellini senza angeli. Tutti i film saranno proiettati in lingua italiana con sottotitoli in inglese.

Una tappa internazionale della creatività italiana

L’omaggio a Fellini è parte del Grand Tour AFAM, progetto internazionale coordinato dalla Rome University of Fine Arts (RUFA) con il sostegno del MAECI, e rappresenta la seconda tappa dopo Madrid. Accanto alla RUFA partecipano 14 istituzioni italiane di alta formazione artistica, tra cui l’Accademia Laba Firenze, il Poliarte di Ancona e il Saint Louis College of Music. L’iniziativa è patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Praga, con il sostegno della Fondazione Eleutheria e la direzione artistica di Raffaele Simongini.

Fellini oggi: ispirazione per il cinema che verrà

«L’eredità felliniana – ha dichiarato Marialuisa Pappalardo, direttrice dell’IIC di Praga – non è una memoria del passato, ma una sorgente viva e inesauribile di suggestioni». È questa la chiave dell’omaggio: un viaggio nella memoria per ispirare il futuro. Il programma sarà replicato il 18 giugno (dalle ore 10) e il 19 giugno (dalle ore 14) sempre presso la Sala proiezioni dell’Istituto. L’ingresso è gratuito, previa registrazione al link:

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Taormina, delirio “Superman” Henry Cavill. Sfilano Deneuve e Quaid

Taormina, 12 giu. (askanews) – Delirio “Superman” a Taormina. L’attore britannico Henry Cavill, che ha interpretato diverse volte al cinema il supereroe, ha sfilato sul red carpet firmando tanti autografi e concedendosi per foto e selfie con il pubblico. “It’s so wonderful to be here in Taormina” ha detto, ed ” davvero speciale essere tornato”, riferendosi a quando venne qui nel 2013 per presentare proprio al festival, quell’anno come ora sotto la direzione artistica di Tiziana Rocca, “L’uomo d’acciaio” (Man of Steel), di Zack Snyder.

Cavill, tra gli ospiti della 71esima edizione, venuto a Taormina per premiare il celebre produttore Charles Roven, che produsse anche quel film. L’attore a un certo punto ha fatto salire sul tappeto rosso anche un bambino suo fan che aveva la maglietta con la S di Superman e si fatto una foto.

Sul tappeto rosso tanti applausi anche per Catherine Deneuve, che ha ricevuto un Premio alla carriera e Dennis Quaid. A sfilare, tra gli altri, Enrico Brignano e Flora Canto, Luca Zingaretti e Luisa Ranieri e Clara, protagonista di una performance musicale al Teatro Antico.

Taormina, Rossella Brescia: in “Jastimari” la bellezza delle Madonie

Taormina, 12 giu. (askanews) – Rossella Brescia sul red carpet del Taormina Film Festival ha parlato di “Jastimari – Il Rifugio” di Riccardo Canella, il film che ha presentato e in cui recita accanto a Giuseppe Lanza, Francesco Foti, Giorgio Colangeli, Simone Bagarella e Fabio Troiano.

Il film parla di una famiglia che si nasconde tra i boschi delle Madonie per fuggire da un male oscuro ed stato girato in Sicilia, con la fotografia di Daniele Cipr.

“Abbiamo girato interamente in Sicilia, sulle Madonie, in un posto meraviglioso ma anche molto faticoso per girare – ha detto – perch proprio una bellezza selvaggia ed stato un periodo magico perch non avevamo nessun tipo di comfort, c’era solo tanta bellezza intorno a noi, sono proprio dei posti incontaminati, posti veramente naturali in cui si vede questa bellezza selvaggia che viene fuori”.

Bei, Vigliotti: per innovare in Europa serve un terreno fertile

Roma, 12 giu. (askanews) – “Per quanto un fattore abilitante e necessario per fare esprimere al meglio le capacità di innovazione delle imprese, la finanza non è da sola sufficiente: la finanza da sola non basta. Quello che serve è un terreno fertile, fatto di regole chiare e coerenti, di politiche industriali di lungo periodo, in un contesto culturale che riconosca il valore del rischio e premi il talento”. Lo ha affermato Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (Bei) durante la conferenza “Competitività e innovazione: la risposta europea”, promossa da Bei e Banca d’Italia.

“Oggi l’Europa ha davanti sfide importanti, ma anche delle straordinarie opportunità – ha detto – per costruire un sistema che dia fiducia a chi innova, che mobiliti risorse e visione e che consente all’Europa di competere senza rinunciare alla sostenibilità e alla coesione sociale”.

“Questi – ha sottolineato Vigliotti – sono dei valori fondamentali alla base della storia di successo dell’Unione europea e dell’Europa e che non sono alternativi a un maggiore dinamismo e a una centralità dell’Europa nell’economia mondiale”.

Federdistribuzione, anteprima a Roma del report di sostenibilit

Roma, 12 giu. (askanews) – Le imprese del retail moderno hanno anticipato i tempi per essere pronte in vista dell’adozione dei nuovi standard ESRS previsti dalla direttiva UE Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), nello scorso aprile oggetto di revisione del Pacchetto Omnibus “stop the clock” che ha semplificato gli obblighi di sostenibilit per le imprese, posticipando al 2028 l’obbligo di rendicontazione per le grandi imprese non quotate. L’analisi contenuta nel Report di Sostenibilit di Settore della Distribuzione Moderna 2025 di Federdistribuzione, presentata in anteprima a Roma, evidenzia come il 94% delle imprese sia gi impegnato nell’allineamento ai requisiti della nuova direttiva europea, l’80% intenda pubblicare un bilancio di sostenibilit volontario gi nel 2025 e il 59% abbia definito una strategia di sostenibilit con obiettivi quantitativi.

Carlo Alberto Buttarelli, Presidente Federdistribuzione ha dichiarato: “Il report sintetizza quanto l’impegno delle nostre aziende sia cresciuto in questi 13 anni. Il primo report, infatti, risale al 2012 e, sulle tematiche inerenti alle sostenibilit, le imprese stanno portando avanti iniziative importanti. Questo impegno nasce da una sensibilit che scaturisce dal rapporto quotidiano tra le imprese e milioni di consumatori. C’ un grande dibattito anche a livello normativo circa l’adozione di normative specifiche sulla sostenibilit; ritengo che quest’ultime debbano essere preservate per consentire alle imprese di fare investimenti ESG”.

Il Report, realizzato con il supporto di ALTIS Advisory, spin-off dell’Universit Cattolica del Sacro Cuore, giunto alla sesta edizione ed evidenzia l’impegno crescente delle imprese del settore retail nei diversi ambiti di sostenibilit.

Stella Gubelli, amministratore delegato di ALTIS Advisory, spin-off dell’Universit Cattolica del Sacro Cuore, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Grazie all’analisi effettuata abbiamo constatato che le aziende si stanno muovendo verso l’integrazione di politiche ESG. Questo processo avviene su tre livelli, ovvero nelle strategie e nei sistemi di gestione, nelle aree su cui si registrano maggiori impatti nelle aziende di retail e nell’intera catena di valore”.

Il report di sostenibilit di Federdistribuzione ha evidenziato la necessit ormai consolidata di fondare i processi aziendali sul rispetto delle tematiche ESG, non solo per ragioni di adeguamento alle direttive normative sovranazionali, ma per costruire passo dopo passo un futuro equo e sostenibile in ogni comparto produttivo.

Diabetable, iniziativa al centro evento al Senato

Roma, 11 giu. (askanews) – In Italia oltre 300mila persone convivono con il diabete di tipo 1, una patologia cronica che colpisce spesso bambini e adolescenti. Far conoscere questa malattia, soprattutto alle giovani generazioni, fondamentale. Ma fondamentale che anche le istituzioni e i decisori politici conoscano a pieno questa patologia.

Per questo l’iniziativa Diabetable: a tavola con il diabete, per una sola cena nei panni di chi non pu mai perdere il controllo” stato portata al Senato.

L’iniziativa, voluta fortemente dalla senatrice Giusy Versace, ha visto la partecipazione di numerosi senatori e del Presidente del Senato Ignazio La Russa.

All’evento hanno preso parte i senatori Gelmini, Zaffini, Lotito, Damiani, Franceschelli, Minasi e Andrea Costa, gi Sottosegretario alla Salute.

Al tavolo attori professionisti hanno rappresentato ai commensali le problematiche che un paziente con Diabete di tipo 1 affronta quando deve mangiare, uno dei momenti pi complicati della giornata.

L’evento realizzato con Diabete Italia, Lofttheatre e Medtronic tratto dalla storia di Monica Priore, atleta pugliese con diabete di tipo 1 capace di imprese straordinarie come la traversata dello Stretto di Messina e del Golfo di Napoli.

Al centro del dibattito anche le nuove tecnologie e l’accesso alla cura. Rispetto al passato la situazione cambiata e l’innovazione ha permesso un miglioramento delle condizioni di vita delle persone con diabete di tipo 1. In Italia per permangono ancora troppe differenze. Come ha ricordato Stefano Nervo, Presidente Diabete Italia.

Giorgetti: innovazione cruciale su autonomia, crescita e competitività

Roma, 12 giu. (askanews) – “In un contesto segnato da instabilità geopolitica, transizione digitale, cambiamento climatico e frammentazione economica, l’innovazione rappresenta un motore essenziale per garantire autonomia strategica, competitività e crescita”. Lo ha affermato Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze nel suo intervento alla conferenza “Competitività e innovazione: la risposta europea”, promossa dalla Banca d’Italia assieme alla Banca europea per gli investimenti.

“A fronte di sfide di questa portata non possiamo permetterci esitazioni. Abbiamo non solo l’urgenza, ma anche la responsabilità di agire con rinnovata determinazione per garantire in Europa prosperità e sicurezza”, ha sottolineato.

“Innovare – ha proseguito Giorgetti – significa prima di tutto essere in grado di leggere il contesto attuale e sapersi adattare rapidamente. L’Unione europea, con il Rapporto sul futuro della competitività europea prima e con la Bussola per la competitività poi, si è finalmente dotata di un framework pluriennale per rilanciare la competitività e l’innovazione nel nostro continente”.

E in questo contesto “il governo sta agendo su diversi fronti, rendendo le opportunità di riforma e investimento del Pnrr leve per l’innovazione e il cambiamento strutturale del Paese. I primi risultati sono già visibili – ha detto – e diventeranno via via più evidenti nei prossimi anni”. (fonte immagine: Banca d’Italia).

Clara: il gossip su Fedez? Ci sta, fa parte del gioco

Taormina, 12 giu. (askanews) – Sul red carpet del Taormina Film Festival anche Clara, protagonista di una performance al Teatro Antico prima della seconda serata con Catherine Deneuve tra gli ospiti. La cantante ha parlato anche della sua collaborazione con Fedez nel brano “Scelte Stupide” e delle voci sul fatto che tra i due ci fosse qualcosa di pi.

“Io penso che il gossip faccia parte del gioco, ci sta, invece la collaborazione nata naturalmente, mi ha scritto un messaggio dopo Sanremo dicendomi: ‘Ho scritto una canzone e vorrei che venissi in studio, che scrivessi anche tu, che la finissimo insieme’. Cos nata ‘Scelta stupida’, gli voglio un grandissimo bene, quindi sono molto felice dell’estate che ci aspetta” ha detto.

Bankitalia, Panetta: innovazione torni al centro di economia Ue

Roma, 12 giu. (askanews) – “L’innovazione è il pilastro su cui costruire un nuovo modello di crescita dell’Europa. La produttività stagnante e il ritardo tecnologico rappresentano le fragilità delle economie europee rispetto a quella degli Stati Uniti. Il contesto globale impone un cambio di passo deciso, occorre riportare l’innovazione al centro del sistema economico europeo”. Lo ha affermato Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia durante la conferenza “Competitività e innovazione: la risposta europea”, promossa da Bankitalia assieme alla Banca europea per gli investimenti.

“L’intervento pubblico è essenziale per stimolare la ricerca di base e orientare gli investimenti in settori strategici”. Secondo Panetta “la spesa pubblica europea in ricerca e sviluppo è comparabile a quella americana, ma spesso meno efficace: deve essere rafforzata e soprattutto meglio indirizzata”.

“In questo quadro l’Italia deve colmare il divario con il resto d’Europa, spendiamo per l’università circa un terzo in meno della media dell’Unione europea e con infrastrutture di trasferimento tecnologico limitate. Occorre investire meglio – ha proseguito – rafforzando i centri di eccellenza e quelli minori attraverso reti di collaborazione”.

“Ma l’intervento pubblico da solo non basterà nei prossimi anni l’Europa dovrà affrontare sfide decisive della transizione verde, le spese in difesa” e per questo “è urgente completare la completare la costruzione di un mercato dei capitali pienamente integrato, verso progetti ad alto potenziale. Solo una rinnovata spinta all’innovazione potrà rilanciare la produttività e assicurare all’Europa un ruolo di leadership stabile”.

Taormina, Luisa Ranieri su “La Preside”: sento grande responsabilit

Taormina, 12 giu. (askanews) – Luisa Ranieri, sul red carpet del Taormina Film Festival, dove stata premiata con il Taormina Creativity Award, ha parlato anche della nuova fiction Rai “La Preside”, ispirata alla storia di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica che si tanto battuta contro la dispersione scolastica al Parco Verde di Caivano, che lei interpreter sul piccolo schermo. Un progetto che ha fortemente voluto insieme al marito Luca Zingaretti anche come produttori e che arriver prossimamente in tv.

“Non vi posso dire nulla – ha dichiarato l’attrice – per sento molto la responsabilit perch una storia che abbiamo preso con Luca nel 2019 quindi ci abbiamo messo molti anni per capire come svilupparla e siamo molto felici”.

Addio Brian Wilson, coi suoi Beach Boys il mondo sognò la California

Roma, 12 giu. (askanews) – Cantò la West Coast più spensierata, fece sognare al mondo la California degli anni 60 – lontana anni luce dalla guerra all’immigrazione che va in scena in questi giorni – portando nel rock e nel pop la tradizione vocale americana influenzata dal jazz e dalla musica “barbershop”: Brian Wilson, frontman e co-fondatore dei Beach Boys, si è spento a 82 anni, affetto da tempo da un “grave disordine neurocognitivo”, secondo quanto avevano riferito i suoi rappresentanti commerciali quando all’inizio del 2024 chiesero di mettere sotto tutela l’amministrazione del suo patrimonio.

Ma il genio musicale di Wilson, prima che cominciasse il suo lento e combattuto declino psicofisico, era straordinario: “Quell’orecchio”, disse una volta scherzando Bob Dylan, per molti aspetti lontano da Wilson e dal suo mondo, “be’ Santiddio, quell’orecchio che ha deve lasciarlo in eredità allo Smithsonian”, la grande fondazione museale americana con sede a Washington, che ha come missione istituzionale “lo sviluppo e la diffusione della conoscenza”.

Anche chi era distante da quella cultura del del surf, del sole, delle belle macchine e delle “California girls”, non poteva non riconoscere a Wilson un’incredibile capacità di creare musica sempre orecchiabile ma mai banale, a un ritmo oltretutto vertiginoso: durante il loro periodo d’oro, dal 1962 al 1966, i Beach Boys piazzarono 13 singoli nella Top 10 di Billboard. Tre di essi raggiunsero il numero 1, “I Get Around”, “Help Me, Rhonda” e “Good Vibrations”.

Il capolavoro musicale di Wilson arrivò nel 1966 con “Pet Sounds”: la raffinatezza tecnica e la profondità malinconica di pezzi come “God Only Knows” e “I Just Wasn’t Made for These Times” colpirono e influenzarono per loro stessa ammissione i Beatles nella produzione del loro “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. “È stato ‘Pet Sounds’ a farmi perdere la testa”, rivelò Paul McCartney, secondo quanto ricorda in un lungo articolo-necrologio a lui dedicato dal New York Times. “Penso – disse – che nessuno sia davvero istruito musicalmente finché non ha ascoltato quell’album”.

Wilson però non era tutto sole, belle ragazze e surf come nelle sue prime canzoni – e in realtà, a differenza degli altri membri della band, non aveva mai fatto surf, dopo essersi fatto male la prima volta che ci aveva provato. Un’infanzia travagliata dagli abusi subiti da un padre “violento e crudele”, come denunciò egli stesso, lasciò traumi che, insieme alla difficoltà di gestire il successo e la fama, provocarono in lui crisi di panico fin dal 1964. Anche per questo si dedicò sempre più al lavoro in studio, ma entrò in una spirale di droga da cui avrebbe faticato a uscire, riuscendoci anche grazie all’aiuto di uno psicoterapeuta, Eugene Landy, che sarebbe però diventato per lui una sorta di nuovo padre-padrone. Fino alle cause in tribunale e all’ordine di allontanamento emesso verso Landy nel 1992.

Malgrado tutte le difficoltà, Wilson riuscì a risalire la china del successo negli ultimi 20 anni, soprattutto dopo il suo secondo matrimonio, con Melinda Ledbetter, un’ex modella conosciuta in una concessionaria d’auto quando gli aveva venduto una Cadillac. “La mia àncora”, l’aveva definita: un amore che, secondo quanto da lui dichiarato in più occasioni, l’aveva salvato ridandogli fiducia in sé stesso e nella vita. Così, il vecchio Beach Boy aveva cominciato una serie di tour celebrativi fino a completare e ricostruire nel 2004 l’Album “Smile”, il suo progetto più ambizioso, abbandonato dopo 80 sessioni di registrazione nel 1967.

“Essere definito un genio della musica è stata una croce da portare”, aveva dichiarato in un’intervista a Rolling Stone nel 1988, come ricorda il New York Times. “Genio – disse – è una parola grossa. Ma se devi essere all’altezza di qualcosa, tanto vale esserne all’altezza”.

Non è più tempo di camaleontismi: impossibile l’alleanza con la sinistra radicale

Fonte Pixabay

Il disorientamento ideale del cattolicesimo che si riconosce nel cosiddetto campo largo riflette la crisi del pensiero democratico. In fondo, ne condivide le stesse incongruenze. Che cosa sia la nuova destra non è oggetto di un esame attento, volto a comprenderne il potere di attrazione sulla società. Viene solo aggiornato un lessico di vecchia scuola, con il drappo rosso dell’alternativa. Landini chiama alla lotta e l’opposizione si mobilita, senza discernimento.

Bisogna ragionare sulla sconfitta referendaria

In questo scenario, si ha l’impressione che i cattolici impegnati nel Pd o coinvolti esternamente nello stesso progetto – quello, appunto, del campo largo – rinuncino a dare battaglia, limitandosi a sollevare dubbi marginali sulla proposta politica. L’astensione di massa ha reso evidente il rifiuto di un appello referendario che avrebbe dato fiato, in caso di vittoria, alle ambizioni della sinistra radicale. Neppure il tentativo di Renzi e Calenda di enucleare la questione della cittadinanza, sostenendo l’approvazione del quesito, è servito a correggere la curva della disaffezione – senza contare che in sede di scrutinio la quota dei no è stata rilevante, segno delle contraddizioni operanti nell’area progressista.

Si cammina con il bastone del rabdomante. Qualcuno azzarda il tentativo di costruire un qualcosa che assomiglia all’ennesima stampella del Pd. Ma qual è il progetto che giustifica questa svolta, ammesso che di svolta si tratti? Il rischio è che ci si ritrovi impigliati più di prima nella negazione di una storia, quella del cattolicesimo popolare, che molto ha dato alla vita democratica della repubblica.

La sinistra radicale evoca la vechia sinistra del frontismo

Si è visto come la sinistra non sia in grado di oltrepassare le Colonne d’Ercole del suo consenso tradizionale: il 30 per cento attuale ricalca fedelmente il 30 per cento del Blocco Popolare del 1948. Cambiano le generazioni, ma resta immutato il bacino elettorale di una sinistra che si pretende egemone nel campo democratico. Eppure, anche Togliatti aveva al suo fianco esponenti cattolici come Guido Miglioli, Ada Alessandrini, Gerardo Bruni: erano forse meno rappresentativi di Pierluigi Castagnetti, Rosy Bindi o Marco Tarquinio? Tuttavia la loro presenza nelle liste non incise sull’esito elettorale, né spianò la strada al loro ingresso in Parlamento. De Gasperi vinse anche contro di loro, mettendo in piedi un’alleanza coerente, fondata sul binomio libertà e giustizia sociale.

Bisogna andare in mare aperto

Ora, si può anche far finta che il frontismo sia lontano anni luce dalla realtà politica attuale, ma l’asse Pd-M5S-Avs non è altro che un frontismo rigenerato nella visione radicale del mondo e della vita, in contrasto con alcuni punti essenziali del pensiero cristiano. Per questo si riaffaccia l’esigenza di un tragitto autonomo del cattolicesimo democratico e popolare. Occorre “fare il centro”, con un programma di rinnovamento, prendendo atto della inagibilità dell’alleanza con questa sinistra. Rimescolare le carte, con Renzi nella buca del suggeritore a sostegno di attori fintamente protagonisti, scelti in accordo con la Schlein, è una forma di camaleontismo inaccettabile. Serve andare in mare aperto, con coraggio, avendo tra le mani la bussola del popolarismo, alla ricerca di nuovi approdi che siano avvincenti per un elettorato in attesa di novità.

Da Bruxelles a Los Angeles, il fragile equilibrio delle democrazie

Sanzioni europee: deterrenza o accanimento?

La Commissione Europea ha presentato il diciottesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, da approvare al prossimo Consiglio. Nel mirino ci sono banche ed energia: si è deciso di chiedere di abbassare il prezzo per il petrolio russo a 45 dollari a barile. Le forze antiUe, nazionaliste e populiste hanno già evidenziato come ormai la Commissione Ue sembri più interessata a far male a Putin e alla sua cerchia di oligarchi che non a portare benessere ai cittadini europei. E per quanto possa essere spiacevole prenderne atto, è una narrativa che sfonda nelle pubbliche opinioni europee.

I Marines nelle strade dAmerica

Dall’altro lato dell’Atlantico, anzi, nella costa pacifica, sta accadendo qualcosa di incredibile. I disordini di questi giorni a Los Angeles non sono una novità, sia chiaro. C’è una tradizione di rivolte urbane in aree depresse, sporche e senza servizi, scatenate da fasce della popolazione prive di sostegno sociale. Questa volta, però, c’è un’inquietante novità: l’utilizzo delle forze armate (Marines) per reprimere i disordini. Senza scomodare il film dello scorso anno Civil War, non siamo di fronte a un fatto marginale o pittoresco. L’impiego delle forze armate sul suolo nazionale è un tabù che risale ai primordi della storia degli Stati e di quella militare. Per capirci: nella Roma antica, le legioni non erano autorizzate a varcare il Rubicone, confine tra la Gallia Cisalpina e il territorio italico. Ancora oggi, in Italia, “Strade Sicure” è coordinato dalla polizia e i militari offrono supporto senza i poteri delle forze dell’ordine.

Il cordone ombelicale tra Usa ed Europa

La violazione di questa antica prassi è spesso stata prodromo di un’involuzione autoritaria che potrebbe sfociare in una guerra civile. Trump prosegue nel metodo di forzare leggi e regole per vedere fino a che punto può spingersi. È un gioco pericoloso dagli esiti imprevedibili: un sistema autoritario negli Usa o un conflitto civile. Una possibile evoluzione drammatica in America non è da derubricare a fantasia.

Gli Stati Uniti sono il crocevia politico, industriale, economico, scientifico e finanziario del pianeta, nonostante la narrativa di un mondo multipolare. E per quanto sembri paradossale, il cordone ombelicale fra Europa e Usa non si spezza facilmente.

Se crollano gli Stati Uniti, crolla il mondo

Il collasso sociale degli Usa avrebbe conseguenze planetarie. Ad esempio: chi garantirebbe il debito? Chi fornirebbe i servizi tecnologici indispensabili per noi o, peggio ancora, chi impedirebbe a qualche stato canaglia di sferrare un attacco contro un vicino più debole sapendo che una lotta intestina sta divorando la superpotenza? Chi gestirebbe i servizi finanziari che garantiscono lo scambio virtualizzato di servizi?

Il rischio è che ad uscire più integri, siano quei paesi come la Russia, dove dipendenze economiche, finanziarie e militari sono sicuramente minori. Neanche la Cina, nonostante la sua capacità produttiva, è in grado di provvedere alla propria autonomia finanziaria e scientifica, senza contare la crisi di un mercato centrale per i propri prodotti.

Augurarsi una crisi statunitensi è da folli. Restare fermi senza agire è ancora più sciocco.

Un referendum che lascia tutti a mani vuote

I referendum dell’8 e 9 giugno scorsi lasciano comunque una loro eredità e degli insegnamenti con cui, credo, sia utile confrontarsi.

L’effimero senso di vittoria, o di disfatta, a seconda degli schieramenti, delle prime reazioni a caldo, sta lasciando il posto a considerazioni più riflessive. L’esito di questi quesiti è parso una sostanziale conferma delle forze in campo. L’elettorato del centrodestra, pur saldandosi con un alto tasso di astensionismo ormai cronico, è stato determinante nel fallimento dei referendum.

Nel contempo, però, la mobilitazione del centrosinistra, insufficiente per raggiungere il quorum, permette di ribadire che esiste un’area di elettori attivi, pressappoco equivalente a quella dell’altro schieramento, pronta a farsi sentire ai

prossimi appuntamenti elettorali.

Nel merito, questi referendum hanno rischiato di far passare l’idea che a problemi complessi, come il lavoro e l’immigrazione, si potesse rispondere in modo binario, come fanno i computer. È questo, forse, il vero lascito della consultazione: una riflessione sullo scarto crescente tra democrazia procedurale e democrazia sostanziale, dove mancano partecipazione quotidiana, progetti politici credibili e rappresentanza effettiva.

UnItalia ancora in cerca di rotta dopo Yalta

Se prendiamo il modo e i termini entro cui i referendum hanno costretto il tema del lavoro, si può avere la conferma dell’inadeguatezza dell’attuale dibattito pubblico. L’Italia continua a vivere contraddizioni profonde: salari stagnanti, ceto medio impoverito, giovani in fuga all’estero, disuguaglianze crescenti.

Una classe dirigente degna di questo nome dovrebbe partire da una diagnosi seria sulla fase storica che stiamo attraversando. E tale diagnosi deve partire dal riconoscimento del ruolo geopolitico dell’Italia, Paese sensibile ai cambiamenti per la sua collocazione mediterranea, e protagonista in passato del modello di sviluppo nato nel quadro degli accordi di Yalta.

Il superamento di quel ciclo ha coinciso con la crisi della prima Repubblica. Il trentennio successivo ha visto l’Italia adattarsi alle regole del mercantilismo occidentale, subendo cambiamenti strutturali, anche in tema di lavoro.

Serve un nuovo modello economico, radicato nel multilateralismo

Oggi, anche quel modello sembra esaurito. Il nuovo ordine multipolare è ancora incerto, ma già produce effetti sui rapporti tra Ovest ed Est, dentro la Nato, e persino nella guida politica dell’Unione Europea, sempre più sbilanciata sull’asse anglo-francese.

L’Italia, però, resta Paese-ponte nel Mediterraneo. E da questa posizione può ripartire una proposta economica nuova: basata su un lavoro più equamente remunerato, una finanza al servizio dello sviluppo diffuso, un settore pubblico protagonista, anche nella politica monetaria, e una sostenibilità ambientale non sacrificata all’interesse di pochi.

In questo quadro, il governo Draghi ha rappresentato un primo punto di svolta. Tocca ora alla politica – e ai cattolici che si riconoscono nel popolarismo – proseguire quell’opera con visione e responsabilità, a prescindere dagli alternarsi delle maggioranze.

Dalla guerra alla speranza: il viaggio di Adam e sua madre

Adam è arrivato in Italia per curarsi. Ha un nome che evoca origini e risvegli, quasi un segno di rinascita: è l’unico sopravvissuto dei dieci fratelli. Attorno a lui si sono concentrate attenzione, cura e speranza. Accanto a lui, però, c’è una presenza discreta ma centrale: sua madre, Alaa.

Indossa il niqab, lasciando intravedere solo gli occhi. E quegli occhi raccontano, parlano. Portano il lutto di nove figli e del marito, e la fatica di restare in piedi. Ma dentro non c’è odio, né vendetta. In Alaa si percepisce una pace che sorprende: una pace disarmata e disarmante, come ha detto il santo Padre Leone XIV, a ricordarci anche che la pace non ha religione, ma appartiene all’umanità intera. È la pace di chi ha perso tutto e sceglie comunque la vita.

Le sue parole sono poche, misurate, perché il dolore vero non ha bisogno di rumore. «Voglio solo che Adam possa andare a scuola, senza le bombe», ha confidato. Un sogno ovvio in alcune terre, e un gesto di coraggio in altre.

Alaa non cerca riflettori, ma li accende con la sola presenza. È il volto nascosto della resilienza. La madre che accompagna Adam alle visite, che si orienta tra medici e lingue nuove, che porta un mondo sulle spalle senza farlo pesare.

La sua è una forza che non ha bisogno di imporsi: si sente. Non urla, ma resta. In un’epoca in cui la guerra pretende l’ultima parola, Alaa ci ricorda che la vera pace comincia nel silenzio, nello sguardo materno che non smette di credere in un banco di scuola, in un libro aperto, in un cielo limpido, in una vita semplice.

Forse il futuro di Adam inizia proprio qui: da una madre che, senza armi e senza rabbia, ha scelto di sperare ancora. E forse non è un caso che si chiami Alaa, un nome che porta con sé l’eco della nobiltà e dell’elevazione, proprio come la sua scelta di pace. In arabo, infatti, Alaa è “colei che eccelle”.

Adam e sua madre in Italia, accolti da Tajani a Linate

Roma, 12 giu. (askanews) – Il piccolo palestinese Adam e la madre Alaa Alnajjar, che hanno perso tutta la famiglia in un bombardamento israeliano, sono atterrati all’aeroporto di Milano Linate a bordo di un C-130 dell’aeronautica militare che li ha portati in Italia per ricevere cure assieme ad altri cinque bambini palestinesi accompagnati da loro familiari. Ad accoglierli sulla pista dell’aeroporto il ministro degli Esteri Antonio Tajani insieme, tra gli altri, all’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso.

“Adam e la sua mamma sono arrivati in Italia da Gaza. Con loro altri 17 bambini e 55 familiari. Saremo al loro fianco, offrendogli le migliori cure negli ospedali italiani. Vogliamo fare sempre di più per aiutare la popolazione palestinese, per questo il nostro impegno per la pace è e sarà sempre più forte”, ha scritto Tajani in un post su X (ex Twitter). Il ministro ha affermato in dichiarazioni rilasciate sulla pista a RaiNews24 dopo l’accoglienza, di aver regalato un pallone al piccolo palestinese che è stato subito accompagnato all’Ospedale Niguarda di Milano dove dovrà essere sottoposto a terapie per le fratture alle braccia e lesioni ai nervi riportate a Gaza. “Ci hanno detto cose bellissime”, ha commentato Tajani, “possiamo rimanere in Italia? Certo, siete benvenuti, ho detto io”.

Oltre a quello atterrato a Linate, altri due aerei hanno portato in Italia (atterrando a Verona e a Pratica di Mare vicino Roma) in tutto circa 70 palestinesi, di cui 17 bambini. Oltre ai tre che saranno curati in Lombardia, altri saranno presi in carico da strutture sanitarie in Piemonte, e altri a Roma al Bambin Gesù e al Policlinico Umberto I. Con questa operazione, ha detto Tajani, il numero dei palestinesi accolti si sta “avvicinando a 1000”.

Usa, procura annuncia 5 casi di reati legati a proteste L.A.

Roma, 12 giu. (askanews) – Il procuratore distrettuale della contea di Los Angeles, Nathan Hochman, ha reso noti cinque indagini penali che il suo ufficio sta portando avanti in relazione alle proteste degli ultimi giorni in città.

Secondo quanto riporta la Cnn, Hochman ha dichiarato che una persona è stata accusata di aggressione a un agente di polizia, per aver lanciato fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine; uno dei fuochi d’artificio sarebbe esploso e avrebbe ferito un agente.

Secondo il procuratore, due persone sono state accusate di aggressione a pubblico ufficiale dopo aver presumibilmente guidato delle motociclette contro una fila di agenti. Un agente è rimasto ferito e molti altri sono stati buttati a terra, ha dichiarato Hochman.

Due persone sono state accusate di furto con scasso di secondo grado e furto aggravato per un incidente avvenuto domenica scorsa, ha detto Hochman. Uno dei due sospetti avrebbe rubato degli oggetti da un negozio e poi sarebbe salito su un’auto guidata dall’altro sospetto.

In un caso del Dipartimento dello sceriffo di Los Angeles, una persona è stata accusata di un reato di aggressione con arma letale e possesso criminale di un’arma da fuoco, dopo aver travolto e ferito diverse persone alla guida di un minivan.

Due persone inoltre sono state accusate di un reato di associazione a delinquere finalizzata al vandalismo e di due reati di vandalismo per aver presumibilmente vandalizzato un complesso di appartamenti e la Hall of Justice nel centro di Los Angeles, ha dichiarato Hochman.

Il procuratore distrettuale ha affermato che questi casi sono solo l’inizio e che “dozzine” di altri casi verranno portati avanti nei prossimi giorni.

M.O., Tajani: Adam e sua madre in Italia, saremo a loro fianco

Roma, 12 giu. (askanews) – “Adam e la sua mamma sono arrivati in Italia da Gaza. Con loro altri 17 bambini e 55 familiari. Saremo al loro fianco, offrendogli le migliori cure negli ospedali italiani. Vogliamo fare sempre di più per aiutare la popolazione palestinese, per questo il nostro impegno per la pace è e sarà sempre più forte”. Lo ha scritto in un post su X (ex Twitter) il ministro degli Esteri Antonio Tajani, pubblicando anche una foto di Adam all’arrivo a Linate, dove lo ha accolto, regalandogli un pallone.

“Un grazie speciale – ha scritto Tajani – alle strutture sanitarie che li accoglieranno e a quanti, con il loro lavoro, rendono possibili queste operazioni, dando a queste persone nuove prospettive di vita”.

M.O., il piccolo Adam accompagnato all’Ospedale Niguarda

Roma, 11 giu. (askanews) – Il piccolo Adam, giunto all’aeroporto di Milano Linate assieme alla madre Alaa Alnajjar e altri piccoli pazienti palestinesi con i loro familiari dopo essere sceso dall’aereo da aereo è stato accompganato da alcuni operatori Areu all’ambulanza che lo ha portato all’ospedale Niguarda a Milano. Ad accoglierlo sulla pista il ministro degli Esteri Antonio Tajani assieme all’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso (Photo credit: Lombardia Notizie)

Il governatore della Calabria Occhiuto indagato per corruzione

Roma, 11 giu. (askanews) – “Non avrei mai pensato di dover condividere con voi una notizia di questo genere. Per la prima volta nella mia vita ho ricevuto un avviso di garanzia, mi dicono nell’ambito di un’inchiesta più ampia, che coinvolgerebbe più persone”. Lo afferma il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in un video postato sui social.

“Ho ricevuto un avviso di garanzia per corruzione – prosegue Occhiuto -. A me? Che in questi anni ho gestito la Regione con un rigore assoluto, che non ho fatto mai niente che si avvicinasse pure lontanamente a un’ipotesi di corruzione. Solitamente si dice ‘sono sereno, confido nella magistratura’. Sono sereno un piffero, non sono sereno, perché essere iscritto nel registro degli indagati, anche a mia tutela, come mi dicono, per me è una cosa infamante: è come se mi avessero accusato di omicidio”.

“È una cosa inverosimile – sottolinea Occhiuto – che io possa essere avvicinato ad una ipotesi anche lontanamente vicina alla corruzione. Ma io non faccio come quelli che quando passano dall’altra parte cambiano opinione. In questi anni ho detto ai magistrati e agli inquirenti che in una Regione come la Calabria bisogna indagare, indagare, sempre indagare fino in fondo. Fate la stessa cosa: indagate, indagate, indagate col massimo rigore, controllatemi tutto, perché io non ho fatto nulla di male. E anzi, ho chiesto oggi stesso di essere interrogato dai magistrati, pure al buio, perché non so nemmeno quale circostanza mi viene contestata. Ho chiesto di essere sentito al più presto perché per come mi sono comportato in questi anni non ho nulla da temere”, conclude il governatore della Regione Calabria.

Calabria, Occhiuto: sono indagato per corruzione

Roma, 11 giu. (askanews) – “Non avrei mai pensato di dover condividere con voi una notizia di questo genere. Per la prima volta nella mia vita ho ricevuto un avviso di garanzia, mi dicono nell’ambito di un’inchiesta più ampia, che coinvolgerebbe più persone”. Lo afferma il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in un video postato sui social.

“Ho ricevuto un avviso di garanzia per corruzione – prosegue Occhiuto -. A me? Che in questi anni ho gestito la Regione con un rigore assoluto, che non ho fatto mai niente che si avvicinasse pure lontanamente a un’ipotesi di corruzione. Solitamente si dice ‘sono sereno, confido nella magistratura’. Sono sereno un piffero, non sono sereno, perché essere iscritto nel registro degli indagati, anche a mia tutela, come mi dicono, per me è una cosa infamante: è come se mi avessero accusato di omicidio”.

“È una cosa inverosimile – sottolinea Occhiuto – che io possa essere avvicinato ad una ipotesi anche lontanamente vicina alla corruzione. Ma io non faccio come quelli che quando passano dall’altra parte cambiano opinione. In questi anni ho detto ai magistrati e agli inquirenti che in una Regione come la Calabria bisogna indagare, indagare, sempre indagare fino in fondo. Fate la stessa cosa: indagate, indagate, indagate col massimo rigore, controllatemi tutto, perché io non ho fatto nulla di male. E anzi, ho chiesto oggi stesso di essere interrogato dai magistrati, pure al buio, perché non so nemmeno quale circostanza mi viene contestata. Ho chiesto di essere sentito al più presto perché per come mi sono comportato in questi anni non ho nulla da temere”, conclude il governatore della Regione Calabria.

Padel, boom inarrestabile: Italia supera traguardo 10mila campi

Roma, 11 giu. (askanews) – C’è la Spagna. E poi c’è l’Italia davanti all’Argentina. E il numero che incornicia questa graduatoria in cima al pianeta padel è significativo. Nei giorni in cui si gioca il Major a Roma, sottolinea una nota, il centro studi della International Padel Federation rilascia un dato impressionante: in tutto il Paese è stata superata quota 10mila campi. Per la precisione, il bilancio complessivo dei campi in Italia recita 10.017. Una coincidenza casuale con uno dei quattro tornei più importanti al mondo che nobilita questo traguardo. E cioè l’Italia, secondo Paese al mondo dopo la Spagna (17mila) per numero di impianti e praticanti, sorpassa una soglia importantissima proprio nei giorni in cui va in scena il BNL Italy Major Premier Padel. Un record a livello di strutture di gioco che fotografa chiaramente la passione per il padel nel nostro Paese. L’aggiornamento è del FIP Research & Data Analysis Department, che ha ufficializzato come nel nostro Paese il numero di campi sia arrivato a quota 10.017 con il 45% indoor (4.500 campi) e 3.716 club complessivi. Per avere un indicatore chiaro dello sviluppo del padel nel Paese, la crescita del numero di campi da gioco rispetto al 2022, anno del primo Italy Major è pari a circa il 29 per cento a fronte dei 7.798 campi di quell’anno.

La regione con più strutture e campi è sempre il Lazio con 605 club e 2014 campi (il 20,1 per cento di tutta Italia); nel 2022 i campi erano 1.550 (+30%). Segue la Lombardia con 441 e 1409 campi (+51%) e la Sicilia con 337 club e 822 campi. La Lombardia, con oltre 1100 campi indoor, è la regione leader in tema di campi coperti, davanti al Lazio (760). Tornando alla regione leader, il Lazio, si contano 129 comuni dove poter giocare a questo sport (55 nell’area metropolitana di Roma, 24 a Frosinone, 20 Viterbo, 18 Latina e 12 Rieti). Il Lazio ha un rapporto di un campo ogni 2.835 abitanti, uno dei più bassi al mondo.

Roma è la città italiana dotata del maggior numero di campi (1.563 per circa 600 coperti) e club (417) con un rapporto medio di 3,7 campi per club e di un campo ogni 2.700 abitanti, il secondo miglior bilancio dopo quello di un’altra provincia laziale, Latina (2.588). Il balzo in avanti è evidente: nel 2022 Roma contava 1.220 campi per una crescita pari al 28%. E c’è un dato assolutamente scintillante: Roma si conferma la terza città al mondo dopo Madrid e Barcellona per numero di campi. I praticanti tra amateurs e agonisti sfiorano le 250mila unità nella capitale d’Italia, su un totale di 1,5 milioni di praticanti: un giocatore su sei è dunque residente a Roma.

Refik Anadol svela opera d’arte basata su dati gol preferito Messi

Roma, 11 giu. (askanews) – L’ultima opera del rinomato digital artist Refik Anadol, “Living Memory: Messi-A Goal in Life”, è stata svelata oggi. L’opera, create con l’intelligenza artificiale basandosi sui dati, ha trasformato il gol preferito di Leo Messi – il suo indimenticabile colpo di testa nella finale di UEFA Champions League del 2009 a Roma – in un portale ad altissima definizione che veicola la memoria stessa.

Questo capolavoro unico nel suo genere – sottolinea una nota – supera i confini di ciò che l’arte può essere: non solo una rappresentazione del passato, ma una sua trasmissione emozionale e multisensoriale. L’opera sarà presentata da Christie’s in un’asta dedicata e aperta alle offerte dall’8 al 22 luglio, con una mostra immersiva gratuita presso la famosa casa d’aste di New York al Rockefeller Center dal 12 al 22 luglio.

Il ricavato della vendita andrà a beneficio di diverse organizzazioni no-profit, tra cui la partnership globale della Inter Miami CF Foundation con l’Unicef, che sostiene l’accesso a programmi di istruzione di qualità in cinque paesi dell’America Latina e dei Caraibi. “È un onore unire le forze con la Inter Miami Foundation per una buona causa: mi sento privilegiato di poterlo fare”, ha dichiarato Leo Messi, “Questo progetto significa molto per me, non solo perché ricorda un momento speciale della mia carriera, ma anche perché, grazie a un artista unico come Refik, può contribuire a migliorare la vita di chi ne ha veramente bisogno”.

Al centro dell’opera c’è quella che Refik Anadol chiama “architettura dell’azione”. Utilizzando un framework open source per il tracciamento del movimento, ha mappato 17 punti del corpo di Messi per ricostruirne la forma fisica e l’espressione cinetica. Il tutto è stato integrato con dati vocali biometrici, ritmi respiratori, battiti cardiaci e sfumature emotive tratte da interviste, culminando in un potente paesaggio sonoro plasmato dallo stato fisico ed emotivo di Messi in quel preciso istante, dettando il ritmo emotivo dell’opera. Il risultato è un dinamico “tempio della memoria” di otto minuti, come lo descrive Anadol, riprodotto in risoluzione 16K e presentato come un’esperienza immersiva. Gli spettatori sono invitati ad abbandonarsi all’opera, creando una connessione viscerale con Messi e rivisitando il proprio ricordo del gol.

Isabella Lauria, Vice Presidente e Responsabile della 21st Century Evening Sale di Christie’s, ha dichiarato nella nota: “È un privilegio lavorare a fianco di talenti unici come Messi e Anadol per celebrare i loro successi e presentare all’asta un capolavoro di creatività innovativo, memorabile e toccante per una buona causa. Christie’s è orgogliosa di lavorare con oggetti eccezionali e con collezionisti e creatori appassionati, e questo progetto ne è l’esempio perfetto. Siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo svolto in questa incredibile collaborazione e non vediamo l’ora di dare il benvenuto al pubblico a una mostra gratuita e immersiva di quest’opera al Rockefeller Center a luglio”.

La pratica artistica digitale di Anadol ha storicamente infranto i confini e stabilito nuovi precedenti nelle aste d’arte contemporanea, in particolare con la vendita nel 2022 di Living Architecture: Casa Batlló, che ha raggiunto 1,4 milioni di dollari, tra i tre prezzi più alti dell’artista.

Busitalia investe 44 milioni per 111 nuovi autobus green

Bomporto (Modena), 11 giu. (askanews) – Quarantaquattro milioni di euro per rinnovare la flotta di autobus. Busitalia, societ del Gruppo FS, ha presentato a Bomporto, nel modenese, i primi quattro dei 111 nuovi mezzi di ultima generazione che arriveranno entro dicembre. Un investimento interamente autofinanziato che punta sull’integrazione ferro-gomma per una mobilit pi sostenibile e interconnessa.

“Occasioni di questo tipo servono per dare concretezza al nostro piano industriale, un piano in cui Ferrovie dello Stato Italiane si manifesta e si afferma come mobility leader – spiega l’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio -. Per fare questo necessario spingere sulla mobilit integrata. Ferro e gomma in un’unica soluzione, una soluzione che ovviamente porta l’insegna della sicurezza, del comfort, dell’efficienza, della sostenibilit, dell’innovazione, la nostra progettazione del trasporto”.

Dei 111 autobus, 81 saranno destinati ai collegamenti sostitutivi e integrativi del trasporto ferroviario. I restanti 30 mezzi serviranno per i servizi a mercato, dal turismo alle tratte a lunga percorrenza. “Per questa nuova flotta Busitalia ha puntato soprattutto alla sicurezza e al comfort – ricorda il presidente e Ceo di Daimler Buses Italia, Stefano Giordani -. Per quanto riguarda la sicurezza hanno chiesto di equipaggiare i veicoli con tutti i sistemi di sicurezza che Daimler Buses in grado di offrire, quindi hanno il sistema di guida autonoma di secondo livello che consente di tenere la carreggiata e di fare anche curve autostradali ovviamente con l’assistenza dell’autista. Questo per sapete che in caso di nebbia, in caso di pioggia, di scarsa visibilit, vuol dire tantissima sicurezza perch il rischio di incidente viene praticamente a zero”.

I nuovi autobus sono dotati di sedute ergonomiche, climatizzazione, connettivit Wi-Fi, porte USB e sistemi di videosorveglianza. Particolare attenzione all’accessibilit per persone con disabilit. “Sono bus di ultima generazione”, precisa l’amministratore delegato e direttore generale di Busitalia, Serafino Lo Piano. “Un dato molto importante che questa fornitura la pi grossa fornitura in Italia di bus di questo tipo che hanno il cambio automatico. Livello di sostenibilit altissimo: utilizzano gas super ecologici, cio idrocarburi super ecologici. L’altra cosa importante l’affidabilit e la sicurezza. Come vedete ci sono dei sensori laterali che permettono di avere una visione a 360 gradi, anche gli specchietti sono delle videocamere e questo ti d la sensazione di avere un autobus che molto affidabile e sicuro”.

L’integrazione ferro-gomma una delle direttrici del Piano Strategico 2025-2029 del Gruppo FS. Con questa operazione, Busitalia rafforza il proprio ruolo nel trasporto pubblico nazionale puntando su innovazione e sostenibilit.

Fujifilm Healthcare Italia vince gli AboutPharma Digital Awards

Milano, 11 giu. (askanews) – Fujifilm Healthcare Italia ha vinto gli AboutPharma Digital Awards nella categoria “Miglioramento della cura dei pazienti e dell’offerta sanitaria” con il Progetto Prometeo, sviluppato dall’Istituto Nazionale di Gastroenterologia IRCCS “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte in provincia di Bari. Il progetto ha calcolato e applicato il punteggio GALAD attraverso un algoritmo basato sulla misurazione di alcuni biomarcatori presenti nel sangue.

GALAD l’algoritmo in grado di fornire una diagnosi predittiva avanzata dell’Epatocarcinoma (HCC) e grazie a una piattaforma tecnologica unica nel suo genere sviluppata da Fujifilm Healthcare, possibile analizzare rapidamente i biomarcatori con elevata sensibilit e precisione. I risultati preliminari indicano che GALAD supera i metodi tradizionali in termini di accuratezza predittiva, consentendo di prevedere il rischio di sviluppare la malattia fino a 10 anni prima nei soggetti a rischio. L’epatocarcinoma la quinta causa di morte per tumore e la sua incidenza nella popolazione generale in costante aumento; il principale fattore di rischio rappresentato dalla cirrosi epatica su base virale, etilica e metabolica.

“Siamo orgogliosi di ricevere questo prestigioso riconoscimento, che rappresenta una conferma del nostro costante impegno nel migliorare la qualit della cura e l’efficacia della diagnosi precoce, ha dichiarato Davide Campari, Managing Director di Fujifilm Healthcare Italia, che risultata finalista anche in altre tre categorie con due progetti: VALOR (Validazione di modello organizzativo territoriale home-care based) nelle categorie Ricerca Clinica e Preclinica” e “Artificial Intelligence for Clinical Practice” e Innovazione in veterinaria nella categoria “Animal Health”.

Lega ‘vede’ carte Fdi su terzo mandato, ancora scontro su fisco

Milano, 11 giu. (askanews) – Per Antonio Tajani il taglio dell’Irpef sul ceto medio viene prima della rottamazione delle cartelle. Anche per Fdi “ora tocca al ceto medio”. Per Matteo Salvini invece la pace fiscale è la priorità, ma si può fare insieme alle altre richieste degli alleati. Nella maggioranza il confronto sulla prossima manovra è già iniziato, ma le posizioni sembrano cristallizzate. Dopo lo scontro di ieri col ministro leghista Giorgetti, oggi Giorgia Meloni non si sbilancia: gli interventi a favore degli autonomi “proseguiranno”, e la riduzione della pressione fiscale dovrà vedere “un’attenzione particolare al ceto medio”. Ma intanto si cerca di capire se l’apertura di Fratelli d’Italia potrebbe almeno sbloccare la questione terzo mandato, su cui pure gli alleati non hanno posizioni univoche. Si continua a ragionare sul possibile strumento attraverso il quale arrivare entro settembre, con una corsa contro il tempo, all’approvazione di una norma in tal senso: ancora non si esclude una legge ad hoc molto asciutta, ma si ragiona anche su un emendamento al ddl Ballottaggi, quello che vorrebbe abbassare dal 50 al 40% dei consensi la soglia perchè un sindaco sia eletto al primo turno.

Il ddl è già incardinato in commissione al Senato, e soprattutto sono state concluse le audizioni. Si potrebbe dunque avviare subito la discussione generale, e lì presentare la modifica sul terzo mandato. Ovviamente il vero nodo resta l’accordo politico tra le forze di maggioranza. La Lega non aspetta altro, per poter chiudere la questione Veneto a favore di Zaia: lo ha ribadito oggi Salvini in Consiglio Federale, ed è il leghista Calderoli il ministro incaricato di trovare la soluzione tecnica. Ma Forza Italia resta attestata sul no, e resta da capire se una qualche forma di compensazione potrà far cambiare idea agli azzurri (si parla ad esempio della candidatura per Flavio Tosi a sindaco di Verona). E soprattutto, bisognerà discutere sulla contropartita richiesta da Fdi in cambio dell’improvviso ripensamento sulla norma.

C’è poi la questione sindaci: fiutata l’aria, il presidente Anci Gaetano Manfredi già un paio di giorni fa ha subito rilanciato la richiesta di eliminare il limite dei due mandati anche per i sindaci; difficile dire di no, in un provvedimento che proprio di sindaci tratta, ma va valutato anche il combinato disposto con la ratio originaria del provvedimento, ovvero ridurre i voti necessari per l’elezione al primo turno del sindaco, che verrebbe dunque ulteriormente ‘rafforzato’. Questioni che vanno definite rapidamente, per riuscire ad approvare la norma in tempo per la prossima tornata elettorale, che vedrà andare al voto in autunno Veneto, Marche, Toscana, Puglia e Campania.

Meno fretta invece per la questione fisco, che si trascina ormai da mesi senza variazioni sul tema. “La priorità è l’abbassamento dell’aliquota Iper perché è una scelta strategica e non una tantum”, ha ribadito anche oggi il segretario di Fi, Tajani, in una intervista al Tempo. “Non sono contrario alla rottamazione, ma prima bisogna assolutamente fare il taglio dell’Irpef” portando dal 35 al 33% l’aliquota fino ai 60mila euro di reddito “perché è un messaggio chiaro al ceto medio. Faremo una battaglia su questo”. Anche per Fdi ora “tocca al ceto medio”: lo ha detto ieri Giorgia Meloni, lo ribadisce oggi Marco Osnato, per il quale “il taglio Irpef va fatto il prima possibile”.

La risposta di Salvini arriva a stretto giro, e cerca di aggirare il muro degli alleati: “La pace fiscale non è alternativa ma complementare alle altre proposte”. Insomma, si possono fare entrambe: anzi, “con le risorse della rottamazione si possono abbassare le tasse”. Tanto che il leader leghista avanza una road map: ok in commissione “entro l’estate”, e poi pace fiscale “operativa con la prossima legge di bilancio”.

Giorgia Meloni, dopo il botta a risposta di ieri con Giorgetti, oggi affronta il tema in un messaggio a Confcommercio ma senza entrare nei dettagli: “Stiamo rimettendo al centro gli autonomi e i liberi professionisti. Questa è la strada che continueremo a seguire, per consolidare la tendenza economica positiva che stiamo registrando, rafforzare la domanda interna e proseguire nel percorso di riduzione della pressione fiscale, con un’attenzione particolare al ceto medio”.

Mobilit elettrica, ecco il Libro Bianco di Motus-E

Roma, 11 giu. (askanews) – Presentata a Roma la prima edizione del volume che fotografa i cambiamenti nel mondo dei trasporti. Il “Libro Bianco sulla mobilit elettrica” di Motus-E stato presentato in occasione della conferenza “Innovazione automotive: un pilastro della competitivit europea”, che alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha riunito a Roma istituzioni e vertici delle industrie automotive ed energia per approfondire tutti gli aspetti della transizione tecnologica e digitale dei trasporti. Abbiamo parlato con Fabio Pressi, Presidente Motus-E:

“Oggi per noi un momento importante e di riflessione. l’evento annuale dell’associazione, un’associazione che raggruppa pi di cento aziende della filiera della mobilit elettrica. Quindi noi oggi raccontiamo questa trasformazione. La trasformazione di come le persone concepiscono la mobilit e l’auto. Presentiamo anche il Libro Bianco che il risultato dei nostri studi che anche questo uno strumento di riflessione proprio per raccontare il cambiamento. La presenza delle istituzioni per noi importante perch serve sempre di pi un dialogo tra industria ed istituzioni per un cambiamento, e lo diciamo da sempre, non basato sulle ideologie e sul Green Deal, ma basato sul tema competitivo dell’industria e dell’innovazione”.

poi intervenuto Francesco Naso, Segretario Generale Motus-E: “Il Libro Bianco una sorta di compendio del lavoro che facciamo tutto l’anno. Vuole essere un riassunto per tutti ed un punto di riferimento per scoprire questa industry e per scoprire, soprattutto, cosa succede nel mondo. Perch noi in Italia, a volte, siamo un po’ autoriferiti e nel mentre quello che succede che la prima parte del 2025 1 auto su 5 completamente elettrica registrata nel mondo. Si sta crescendo con l’autonomia media dei mezzi, si sta diminuendo il prezzo medio in tutto il mondo ed anche in Europa. L’adozione sta crescendo insieme alle infrastrutture di ricarica che ormai in Italia stanno raggiungendo un ottimo livello di capillarit”.

Il Libro Bianco mette cos in risalto una serie di proposte normative concrete, concepite per accompagnare l’Italia in questo percorso di transizione e riportarla al centro del panorama automotive mondiale.

Fine vita, in Toscana primo sucidio assistito grazie a legge Regione

Roma, 11 giu. (askanews) – Solo pochi mesi fa, a metà febbraio, la Toscana era stata la prima regione italiana ad avere approvato una legge per regolamentare il suicidio assistito e nonostante l’opposizione del governo di Giorgia Meloni, che, nel Consiglio dei ministri di un mese fa ha impugnato la legge regionale, quelle norme si sono già tradotte in pratica.

A ricorrervi è stato, lo scorso 17 maggio, lo scrittore Daniele Pieroni, 64 anni, affetto dal morbo di Parkinson dal 2008 e costretto, a causa di una grave disfagia, a vivere con una gastrostomia endoscopica percutanea (Peg) in funzione per 21 ore al giorno. Daniele, come spiega oggi una nota dell’Associazione Coscioni, ha potuto scegliere di porre fine alla propria vita, a casa propria in provincia di Siena, beneficiando sia della sentenza del 2019 “Cappato – Antoniani” della Corte costituzionale sia alla legge legge regionale “Liberi Subito”, approvata dal Consiglio regionale della Toscana l’11 febbraio 2025. “È il primo caso di morte volontaria assistita avvenuto nella Regione da quando la legge è entrata in vigore, a conferma della sua piena applicabilità in virtù di giudicato costituzionale, nonostante l’impugnazione da parte del Governo”, spiega l’associazione Coscioni. Il farmaco letale, fa sapere ancora l’associazione, è stato preparato a casa dell’uomo che, assistito volontariamente da due dottoresse e da un medico legale dell’Asl, oltre che dai familiari, se lo è autosomministrato.

Tecnicamente nonostante il governo Meloni abbia deciso di impugnare la legge toscana le procedure che questa legge prevede sono in vigore fino a un eventuale pronunciamento in senso contrario della Corte Costituzionale chiamata a dirimere il conflitto tra la Regione Toscana e il governo nazionale. Che resta sulla linea già abbracciata all’inizio di tutta questa storia: sul fine vita non può esserci una competenza regionale, deve esserci una competenza nazionale, un dibattito in Parlamento. Che però, nonostante i solleciti della Consulta, più volte rilanciati anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, finora non ha prodotto frutti. E’ vero, però, che la prossima settimana il Comitato ristretto delle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato dovrebbe esaminare un testo proposto dal centrodestra sul fine vita, testo il cui approdo in aula è previsto per il 17 luglio.

La legge toscana, da subito contestata dall’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale e in Parlamento che aveva parlato di “una deriva che offende chi crede nella dignità dell’essere umano”, ma anche criticata dalla Conferenza episcopale toscana (“Sancire con una legge regionale il diritto alla morte non è un traguardo, ma una sconfitta per tutti” aveva osservato all’indomani dell’approvazione Paolo Augusto Lojudice, presidente della Cei Toscana), mira a garantire a chiunque di poter avere, nel rispetto dei paletti fissati dalla sentenza della Consulta, parità di trattamento nell’accesso al fine vita, con costi, tra l’altro, a carico del bilancio regionale.

Oggi, il governatore toscano Eugenio Giani ha rivendicato, come già aveva fatto a febbraio, il valore di questa legge che “ha colmato un vuoto” pur “non creando – ha ribadito – nuove condizioni, anche di disciplina, rispetto al fine vita medicalmente assistito” ma ha tradotto “in procedure obiettive, imparziali, neutre, uguali per tutti” quanto previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale di sei anni fa. Anche Giani, comunque, ha richiamato la necessità “di una norma nazionale” che traduca in principi di legge quanto già stabilito dai giudici costituzionali.

Petrolio balza a massimi da inizio marzo, Brent +2% a 68,17 dollari

Roma, 11 giu. (askanews) – Brusche accelerazioni rialziste nel pomeriggio dei prezzi del petrolio, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha lanciato messaggi baldanzosi sulla possibilità di un accordo commerciale con la Cina, uno scenario che in prospettiva comporterebbe anche maggiori consumi di oro nero.

Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord guadagna quasi il 2% a 68,17 dollari. Il West Texas Intermediate sale del 2,23% a 66,43 dollari. I prezzi sono così risaliti ai massimi da inizio marzo.

Il Raccontastorie FABA vince ancora il Gioco per Sempre Kids Award

Milano, 11 giu. (askanews) – Per il secondo anno consecutivo, il giocattolo preferito dai bambini italiani FABA, il Raccontastorie senza schermi, che gi era stato premiato nel 2024. Ora, con una versione nuova, FABA+ si aggiudicato anche la quarta edizione del Gioco per Sempre Kids Award, il riconoscimento istituito da Assogiocattoli nell’ambito della campagna “Gioco per Sempre”, che valorizza il gioco come strumento educativo, culturale e sociale.

” un gioco digitale – ha spiegato ad askanews Maurizio Cutrino, direttore generale di Assogiocattoli – perch il device digitale, ma anche analogico, un raccontastorie, ossia qualcosa di molto classico che esiste dalla notte dei tempi, all’epoca era sui mangiadischi e ancora prima erano nonni e genitori che raccontavano. la trasposizione in tempi moderni, e per il secondo anno continua a vincere, quindi significa che la fantasia, la creativit, la voglia di immergersi in storie fantastiche piacciono ancora, non solo ai genitori, ma anche ai i pi piccoli”.

Il vincitore stato annunciato in occasione della Giornata Internazionale del Gioco, istituita dalle Nazioni Unite per sottolineare l’importanza del gioco come elemento fondamentale per la crescita, il benessere e l’apprendimento dei bambini, ma anche come patrimonio culturale universale che attraversa epoche e generazioni.

E da FABA ci hanno raccontato quali idee hanno sostenuto la progettazione del Raccontastorie. “L’idea – ci ha detto Massimo Mazzucchelli, Area Manager di Faba Italia – ci venuta dal fatto che volevamo trovare un gioco, piuttosto che uno strumento didattico, che potesse distogliere un po’ i bimbi dalla routine di questi giochi elettronici, da questi video, dai telefonini, dai tablet e portarli a conoscere una realt diversa che fosse legata pi alla creativit, al loro ingegno e al loro pensiero. Noi attraverso questo strumento cerchiamo di arrivare a una fascia d’et che va dai 0 ai 10 anni”.

Da una ricerca emerso che il 53% degli italiani gioca con i propri figli pi di tre ore al giorno, e nel 63% dei casi sono proprio i genitori i principali compagni di gioco e questo rafforza il legame genitore-figlio, migliora la comunicazione e favorisce la crescita e lo sviluppo dei bambini. “Alla fine – ha concluso Maurizio Cutrino – il gioco deve essere divertimento, ma anche formazione. Quindi il fatto di immergersi, lasciarsi andare e crearsi il proprio mondo, anche se guidati da una storia come quella di questo gioco, ci permette poi di viaggiare con la fantasia”.

Il Kids Award uno dei tanti progetti promossi dalla campagna Gioco per Sempre: la prossima tappa “Giocattolo Sospeso”, iniziativa natalizia solidale che nella scorsa edizione ha permesso di donare oltre 50mila giocattoli.

Maturità -7 giorni: da D’Annunzio all’IA partito il toto-traccia

Roma, 11 giu. (askanews) – Maturità 2025, tra sette giorni si parte. L’Esame di Stato inizierà infatti per 524.415 studenti mercoledì 18 giugno con la prima prova scritta, l’elaborato di Italiano (uguale in tutti gli indirizzi). E, come ogni anno, sui vari siti di riferimento consultati on line dagli studenti è partito il “toto-traccia” con i possibili argomenti oggetto del tema.

COME FUNZIONA LA PRIMA PROVA – Per il tema di Italiano gli studenti potranno scegliere tra 7 tracce, raggruppate in tre tipologie (A: Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano; B: Analisi e produzione di un testo argomentativo; C: Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità), riferite a vari ambiti (letterario, storico, filosofico, artistico, scientifico, economico, sociale). Le tracce saranno inviate alle scuole dal Ministero in un plico telematico la mattina stessa dell’esame (si parte alle ore 8:30). La durata massima è 6 ore. La prima prova “vale” fino a 20 punti.

IL TOTO-TRACCIA – Secondo vari portali per l’Analisi del testo (tipologia A) sono molto quotati Eugenio Montale (sono 100 anni dalla pubblicazione di “Ossi di seppia”), Alessandro Manzoni (250 anni dalla nascita), Dante Alighieri (760 anni dalla nascita) e soprattutto Gabriele D’Annunzio (che manca dal primo scritto di italiano da molti anni). Ma sono molti gli autori di cui si celebra quest’anno un anniversario, da Giovanni Boccaccio (650 anni dalla morte) a Giosuè Carducci (190 anni dalla nascita), da Andrea Camilleri (100 anni dalla nascita) a Pier Paolo Pasolini (50 anni dalla morte).

Per il testo Argomentativo (tipologia B), ricorda skuola.net, il Ministero seleziona spesso tracce legate ad anniversari significativi, eventi simbolici o figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia, nella cultura o nell’immaginario collettivo. Ed ecco allora che quest’anno cadono gli 80 anni dalla liberazione di Auschwitz e dalla morte di Adolf Hitler e Benito Mussolini (quindi possibile traccia sui “totalitarismi”), 70 anni dalla morte di Albert Einstein (rapporto tra scienza e società), 80 anni dall’assassinio di Malcolm X (diritti civili e autodeterminazione), 10 anni dall’attentato a Charlie Hebdo (libertà di stampa e rapporto tra religione e democrazia) Infine per il tema di Attualità (tipologia C), tra gli argomenti caldi si segnalano l’Intelligenza artificiale e il lavoro del futuro; Digitalizzazione e Globalizzazione; la sfida climatica; guerra-pace con il ruolo delle diplomazie internazionali sui diritti umani o sulla convivenza tra popoli; le difficoltà psicologiche dei giovani con una traccia su educazione e salute mentale.

LE TRACCE DEL 2024 – Le tracce della prima prova della Maturità 2024 hanno riguardato la poesia “Pellegrinaggio” di Giuseppe Ungaretti; il testo in prosa “Quaderni di Serafino Gubbio operatore” di Luigi Pirandello; un estratto da “Storia d’Europa” di Giuseppe Galasso, e un approfondimento sul patrimonio culturale nella Costituzione italiana; una riflessione di Rita Levi Montalcini sull’eloquio, un testo di Maria Agostina Cabiddu e una riflessione sul silenzio in relazione al digitale; un estratto su “Profili, selfie e blog” tratto da un testo di Maurizio Caminito.

Schlein: italiani non riescono a curarsi, Meloni continua a mentire

Roma, 11 giu. (askanews) – “Quando ha finito di farsi i selfie a Palazzo Chigi Giorgia Meloni faccia davvero qualcosa per le liste d’attesa infinite per curarsi. Il Paese reale soffre e paga il conto delle sue bugie e del progetto di privatizzazione della sanità pubblica che sta portando avanti questo governo”. Lo afferma in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Lo conferma oggi – osserva – la Fondazione Gimbe che, per l’ennesima volta, lancia un grido d’allarme per il nostro sistema sanitario. I numeri sono chiari: dimostrano che il decreto liste d’attesa del governo Meloni, varato a poche ore dalle elezioni europee del 2024, è rimasto al palo, con gravi ritardi e senza nemmeno tutti i decreti attuativi. Avevamo detto che era solo un decreto fuffa per tentare di raccattare qualche voto in più alle europee. Un decreto che non metteva un solo euro per abbattere le liste d’attesa nella sanità pubblica, del resto, è un’insopportabile presa in giro”.

“I dati di Fondazione Gimbe – insiste Schlein – dicono che dal 2023 al 2024 sono aumentate da 4,5 a 6 milioni le persone che rinunciano almeno ad una prestazione sanitaria. Di cui 4 milioni proprio a causa della lunghezza delle liste d’attesa”.

“A differenza di Giorgia Meloni e dei suoi ministri, le cittadine e i cittadini del nostro Paese si scontrano ogni giorno con una realtà fatta di attese infinite e, ormai, milioni di persone rinunciano a esami o visite specialistiche. Toccherà a noi ridare centralità al sistema sanitario nazionale, sarà la nostra priorità anche nelle regioni che governiamo e che governeremo nei prossimi anni”, assicura la leader dem.

Giorgia torna a incantare tutti con il nuovo singolo "L’Unica"

Milano, 11 giu. (askanews) – Dopo il successo straordinario del brano “La cura per me”, Giorgia, una delle voci italiane più belle e amate di sempre, torna a incantare tutti con il nuovo singolo “L’Unica” (Epic / Sony Music Italy), disponibile da venerdì 20 giugno in radio e in digitale.

Composto e prodotto da Cripo e Katoo e scritto da Alessandro La Cava e Federica Abbate, “L’Unica” è un brano senza tempo, leggero e potente al tempo stesso, che cattura l’ebrezza di un amore estivo, lasciando spazio alla riscoperta di sé. Una canzone up tempo che vira elegantemente su sonorità in equilibrio tra l’organico e l’elettronico, guardando al panorama internazionale contemporaneo nel suono e raccontando una storia di cuori spezzati con ironia ed energia.

Continua a registrare un sold out dopo l’altro il tour che vedrà Giorgia protagonista in location uniche quest’estate per festeggiare i 30 anni di “Come Saprei” e che debutta venerdì 13 e sabato 14 giugno con un doppio appuntamento alle Terme di Caracalla. Da novembre invece l’artista tornerà ad esibirsi nei principali palasport italiani.

Prove di distensione, Musk fa mea culpa sui post e Trump apprezza

New York, 11 giu. (askanews) – Il miliardario Elon Musk ha dichiarato oggi di essersi pentito di alcuni dei suoi post sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pubblicati sui social la scorsa settimana, aggiungendo che “sono andati troppo oltre”.

“Mi pento di alcuni dei miei post sul presidente Donald Trump della scorsa settimana. Sono andati troppo oltre”, ha scritto Musk su X. E Donald Trump ha accolto positivamente il pentimento di Elon Musk. In un’intervista al “New York Post”, Trump ha dichiarato: “Ho pensato che è stato molto carino da parte sua”.

Musk aveva ammesso di “aver esagerato” con certi messaggi, in quello che appare come un segnale di distensione tra i due.