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Dopo Washington resta l’invito di Gromyko: Russia e Ue si parlino

Sul più importante giornale italiano, il Corriere della Sera, di ieri 18 agosto 2025, è stata pubblicata una intervista, a firma di Marco Imarisio, ad Aleksej Gromyko, direttore dell’istituto d’Europa (IE) dell’Accademia Russa delle Scienze (RAS), sulle ripercussioni del vertice del 15 agosto scorso in Alaska fra i presidenti di Stati Uniti e Russia, sulle relazioni fra Russia e Unione Europea.

Gromyko è figlio d’arte nel campo diplomatico, è nipote dello storico ministro degli esteri dell’Unione Sovietica, Andrej Gromyko. Aleksej Gromyko è una persona che conosce ed ama l’Europa. Esperto di politica internazionale, dirige il centro studi sull’Europa, l’IE, della RAS, che pubblica analisi rigorose e indipendenti sui principali Paesi europei. Cosa che anche chi scrive, ha potuto verificare di persona, di recente, realizzando uno studio di presentazione sull’ultimo Rapporto dell’IE-RAS (https://www.agendadomani.it/?p=16369 ) sull’Italia.

Per questo si può considerare uno dei più autorevoli esponenti dell’ala più dialogante del potere russo. Nel 2022 non venne riconfermato nel comitato scientifico presso il Consiglio di sicurezza russo, dopo aver sottoscritto un documento che esprimeva «estrema preoccupazione» per il conflitto in Ucraina. 

Anche per queste ragioni, merita attenzione la sua analisi, anche nei suoi aspetti di critica ad alcune scelte dell’Ue, ma svolte nella convinzione che «una discussione rispettosa è la via più efficace per riavvicinare parti molto distanti tra loro».

Una posizione che non può lasciare indifferenti, soprattutto quella parte della classe dirigente italiana che in qualche modo continua ad ispirarsi a grandi maestri della diplomazia e del dialogo come Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Amintore Fanfani, Enrico Mattei, Giulio Andreotti.

In questa intervista Gromyko ricorda all’Ue che senza il ritorno al dialogo, che implica anche l’ascolto delle ragioni della controparte, non si possono trovare soluzioni durature. Perché, avverte, il senso del vertice di Anchorage è stato proprio quello del «ritorno degli Usa a un  dialogo ponderato con la Russia, volto a normalizzare i rapporti». Ma, a giudizio di Gromyko vanno normalizzati i rapporti non solo tra Russia e Ucraina, ma anche quelli tra Russia, Usa e Nato. 

Pensare solo a come infliggere una sconfitta – osserva – è un surrogato della diplomazia che umilia la grande tradizione diplomatica europea.

Quasi una risposta indiretta al tenore di certi  appelli che attraversano la nostra opinione pubblica, come quello ad esempio, su La Stampa, un altro importante quotidiano italiano, del 17 agosto 2025, di Bill Emmott, ex direttore di The Economist, secondo cui «Prima di ogni altra cosa, l’Europa deve dimostrare di voler danneggiare la Russia».

La vera diplomazia, che propone Gromiko, «è un atteggiamento di rispetto verso la controparte e il riconoscimento a questa del diritto ai propri interessi, è la volontà di fermare le guerre anziché prolungarle». 

In questo senso il direttore dell’IE, seppur a malincuore è costretto a rilevare che «l’Europa in questi mesi ha dato uno spettacolo misero, cercando non di svolgere un certo ruolo nella soluzione della crisi ucraina, ma solo di trovare un modo per far sì che la Russia ne esca parte perdente». La sua dura conclusione: «uno sbaglio pericoloso, un’illusione nella migliore delle ipotesi. Non è diplomazia, ma un suo surrogato».

Tuttavia, proprio perché sono critiche formulate non per alimentare una sterile polemica o per ragioni di propaganda, ma scaturite da una profonda conoscenza dei meccanismi  che regolano le relazioni internazionali, e in uno spirito di dialogo, credo sia importante in Italia e nell’Ue confrontarsi con altrettanta lealtà e franchezza, con queste opinioni di Gromyko. Anche per scongiurare il rischio di auto escludersi, come Ue, dai tavoli che contano per una nuova architettura  di sicurezza in Europa e per una nuova governance globale. E il vertice multilaterale di ieri alla Casa Bianca, tra sette leader europei, fra cui la presidente del Consiglio italiana, Meloni, e i presidenti di Ucraina e Stati Uniti, Zelensky e Trump, può costituire una opportunità per un cambio di approccio.

Quelle espresse da Aleksej Gromyko nell’intervista al Corriere della Sera, come osserva il prof. Marco Ricceri, segretario Generale dell’Eurispes (del cui Comitato Scientifico è membro lo studioso russo), vanno considerate come “riflessioni importanti sul ruolo fondamentale della diplomazia e sulla posizione dell’Ue”.

Trump: al via preparativi per incontro Putin-Zelensky. Dopo, trilaterale con me

Roma, 19 ago. (askanews) – “Al termine degli incontri” di oggi “ho chiamato il Presidente Putin e ho avviato i preparativi per un incontro, in una sede da definire, tra il Presidente Putin e il Presidente Zelensky. Dopo tale incontro, avremo un Trilat, a cui parteciperanno i due Presidenti, più me”. Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Oggi, scrive il presidente Usa, “ho avuto un incontro molto proficuo con ospiti illustri, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il Presidente francese Emmanuel Macron, il Presidente finlandese Alexander Stubb, il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, il Primo Ministro britannico Keir Starmer, il Cancelliere della Repubblica Federale di Germania Friedrich Merz, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il Segretario Generale della Nato Mark Rutte, alla Casa Bianca, che si è concluso con un ulteriore incontro nello Studio Ovale”.

“Durante l’incontro – sottolinea Trump – abbiamo discusso delle Garanzie di Sicurezza per l’Ucraina, che sarebbero state fornite dai vari Paesi europei, in coordinamento con gli Stati Uniti d’America. Tutti sono molto soddisfatti della possibilità di una PACE tra Russia e Ucraina. Al termine degli incontri, ho chiamato il Presidente Putin e ho avviato i preparativi per un incontro, in una sede da definire, tra il Presidente Putin e il Presidente Zelenskyy. Dopo tale incontro, avremo un Trilat, a cui parteciperanno i due Presidenti, più me”.

“Ancora una volta – scrive Trump sul suo social media -, si è trattato di un ottimo passo iniziale per una guerra che dura da quasi quattro anni. Il vicepresidente J.D. Vance, il Segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff stanno coordinando le operazioni con Russia e Ucraina. Grazie per l’attenzione!”, conclude il presidente Usa.

Tennis, Sinner: "Ho giocato per rispetto del pubblico"

Roma, 18 ago. (askanews) – “Ciao a tutti. Di solito parto parlando dell’avversario, ma oggi è giusto partire con il pubblico”. Così Jannik Sinner nel momento della premiazione spiega il suo ritiro. “Da ieri non mi sentivo bene. Speravo di migliorare nel corso della notte, ma invece sono peggiorato. Mi dispiace tanto perché molti di voi il lunedì lavorano o hanno altro da fare e invece sono venuti qui”. “Ovviamente, congratulazioni ad Alcaraz – continua – Non è il modo in cui avresti voluto vincere, ma stai giocando una stagione pazzesca, ti auguro il meglio per gli Us Open e il resto della tua annata. Un grazie al mio team per spingermi e comprendermi ogni giorno. Grazie per il sostegno e per aver capito la situazione. Mi dispiace deludervi, ma a volte capitano queste situazioni e bisogna saperle accettare. È stato uno dei tornei più caldi che io abbia mai giocato. Grazie per il sostegno e alle persone che sono venute. Un grazie anche agli arbitri e alle persone che lavorano dietro le quinte. Ci rivediamo l’anno prossimo… sperando di essere in una condizione migliore”.

Tennis, Alcaraz: "Sinner campione, tornerai più forte di prima"

Roma, 18 ago. (askanews) – Dopo Sinner, queste le parole del nuovo campione di Cincinnati Alcaraz: “Non è così che avrei voluto vincere, mi dispiace. Comprendo come tu ti possa sentire. Non posso dire nulla che tu non sappia. Sei un grandissimo campione. Ritornerai ancora più forte come sempre hai fatto, è così che fanno i grandi campioni come te. Continuo con il mio team: questo è un torneo che dura tanto, circa una settimana e mezza, ma mi sento molto bene sul campo. Lavoriamo bene ed è per questo che devo ringraziarvi. A tutte le persone che rendono possibile questo torneo. I cambiamenti che sono stati fatti nell’ultimo anno sono splendidi. Ci sentiamo più comodi, riusciamo a passare bene il tempo tra una partita e l’altra. Grazie per il lavoro che fate ogni giorno, ogni anno. È stata una gioia far parte di questo torneo”.

Vertice per l’Ucraina. Zelensky: pronto al trilaterale con Trump e Putin (Aggiornamenti)

Roma, 18 ago. (askanews) – Per la pace in Ucraina sono stati fatti “progressi sostanziali sotto molti aspetti. E credo che” oggi “ci sia la possibilità che ne possa scaturire qualcosa” perché “l’incontro di oggi è molto importante. Abbiamo i sette leader europei più influenti e li incontreremo subito dopo questo incontro. E grazie mille per essere qui”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un breve punto stampa nello Studio ovale della Casa bianca insieme al presidente ucraino Voldymyr Zelensky prima del loro incontro bilaterale.

-21:12 “Le questioni territoriali saranno discusse nel vertice trilaterale” con Vladimir Putin e Donald Trump: lo ha ribadito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, prima dei colloqui multilaterali alla Casa Bianca con Trump e i leader europei.

– 21:02 Trump: buoni incontri, parlerò con Putin per arrivare a trilaterale

-21:01 Al via multilaterale Trump-Zelensky-leader Ue

-20:49 Mosca: dispiegare truppe Paesi Nato incita a ostilità

-20:14 Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la questione delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina è ancora in discussione tra Stati Uniti e alleati della NATO, ma ha promesso che Kiev riceverà “una protezione molto buona, una sicurezza molto solida”. Lo ha detto durante il punto stampa congiunto con il leader ucraino Volodymyr Zelensky prima del loro incontro bilaterale alla Casa Bianca.

– 20:02 Trump: meraviglioso che Putin sia venuto negli Usa.

-20:00 Zelensky riceve complimenti da Trump per il vestito.

– 20:00 Trump: chiamerò Putin dopo incontri di oggi.

– 19:43 Zelensky: riarmo Ucraina fa parte garanzie di sicurezza

– 19:36 Zelensky: “Per elezioni democratiche serve sicurezza”.

– 19:27 Zelensky: guerra deve finire, pronto per trilaterale con Trump-Putin.

Gli aggiornamenti -21:30 Ho sempre avuto un ottimo rapporto con lui, credo che anche il Presidente Putin voglia trovare una soluzione. E lo scopriremo tra un certo periodo di tempo, non molto lontano da ora”, diciamo che tra “una o due settimane, sapremo se risolveremo la questione o se questa orribile lotta continuerà. Faremo del nostro meglio per porvi fine. E credo che ci siano due parti disposte a collaborare, e di solito questa è una buona notizia, due parti disposte a collaborare che vogliono raggiungere un accordo. E cammineremo insieme, ci incontreremo e vedremo se è possibile”, anche se “potrebbe anche non essere possibile”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in apertura del vertice multilaterale alla Casa Bianca con il presidente ucraino Zelensky e gli altri leader europei.

-21:30 “Può contare sull’Italia, siamo dalla parte dell’Ucraina e sosteniamo tutti i suoi sforzi verso la pace. Parleremo di diversi temi importanti, le garanzie di sicurezza, come garantire che non succeda ancora una volta, sono una pre-condizione di qualsiasi tipo di pace”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro alla Casa Bianca tra Trump, Zelensky e i leader europei.

-21:29 “Non riesco a immaginare che un vertice trilaterale” fra Putin, Zelensky e Trump “possa tenersi senza un cessate il fuoco”: lo ha affermato il Cancelliere tedesco Friedrich Merz nel corso dei colloqui multilaterali in corso alla Casa Bianca.

– 21:24 Ucraina, Trump: non credo ci saranno future aggressioni.

– 21:14 Ucraina, von der Leyen: ogni bimbo deve poter tornare a casa.

– 21:14 Rutte: Trump su garanzie di sicurezza “è davvero svolta”.

Ucraina, Meloni: garanzie sicurezza precondizione per pace

Roma, 18 ago. (askanews) – “Può contare sull’Italia, siamo dalla parte dell’Ucraina e sosteniamo tutti i suoi sforzi verso la pace. Parleremo di diversi temi importanti, le garanzie di sicurezza, come garantire che non succeda ancora una volta, sono una pre-condizione di qualsiasi tipo di pace”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro alla Casa Bianca tra Trump, Zelensky e i leader europei.

“Sono lieta – ha ribadito Meloni – che la discussione inizi da una proposta italiana sull’articolo 5, siamo sempre pronti a portare le nostre proposte per la pace e il dialogo. Dobbiamo costruire insieme, garantire insieme e difendere la sicurezza delle nostre nazioni”.

Tennis, Sinner si ritira a Cincinnati: titolo ad Alcaraz

Roma, 18 ago. (askanews) – Epilogo a sorpresa nella finale di Cincinnati tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Sotto 5-0 nel primo set Sinner si è ritirato lasciando il successo all’avversario. Altoatesino in difficoltà sin dall’inizio: Lo spagnolo sente benissimo la palla in risposta, profondo e aggressivo. Sinner un po’ in difficoltà, break a 0. (1-0 Alcaraz). Nel secondo parziale Sinner inizia meglio di dritto che di rovescio. Arriva ai vantaggi, ma senza palla break, sul servizio di Alcaraz. Lo spagnolo conferma il break (2-0). Il terzo è un game da dimenticare per Sinner. Un doppio fallo, un errore di dritto e una comoda volée messa in rete. Salva le prime due palle break (prima vincente, servizio e dritto) ma Alcaraz tira fuori una super risposta sulla terza e trova il doppio break. Sinner in rottura libera al quarto gioco: Alcaraz trova il primo ace. Nonostante manchi un po’ la prima (42% di prime in campo) riesce a tenere lontano Sinner nei propri game di battuta, e tiene a 15 il quarto gioco. 4-0 in 17 minuti. Jannik appare in difficoltà, non solo dal punto di vista del gioco. Anche fisicamente sembra soffrire a tratti, e si trova sotto 5-0. Male al servizio, in affanno nello scambio, chiama anche il medical timeout al cambio campo. Sotto 5-0, in palese difficoltà, Sinner si ritira. “Mi sento troppo male”, queste le sue parole. Problema dovuto ovviamente al caldo eccessivo.

Ucraina, Meloni: se vogliamo la pace dobbiamo stare uniti

Roma, 18 ago. (askanews) – “Grazie Donald per averci ospitato, credo che sia un giorno importante, una nuova fase dopo oltre tre anni in cui non abbiamo visto alcun segnale da parte russa di volontà al dialogo. Qualcosa sta cambiando, qualcosa è cambiato grazie a lei, Presidente, ma anche sul campo di battaglia con il coraggio dell’Ucraina e con l’unità che tutti noi abbiamo dato all’Ucraina”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro alla Casa Bianca tra Trump, Zelensky e i leader europei.

“Bisogna ricordare che se noi vogliamo raggiungere la pace e garantire la giustizia dobbiamo farlo stando uniti ed è per questo che ritengo sia un giorno molto positivo”, ha aggiunto.

Zelensky (in giacca e camicia) vede Meloni-Starmer-Rutte

Roma, 18 ago. (askanews) – Incontro all’ambasciata ucraina di Washington tra alcuni leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in vista del vertice con il presidente Usa Donald Trump alla Casa Bianca. All’incontro – secondo quanto riporta un breve video diffuso da Palazzo Chigi – hanno preso parte, tra gli altri, la presidente del consiglio Giorgia Meloni, la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen, il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato Mark Rutte.

Il presidente Zelensky, forse in vista del successivo bilaterale con Trump, si presentato indossando una camicia e una giacca neri, anche se quest’ultima di taglio molto sportivo.

Andrea Roncato: Baudo grande uomo di spettacolo e persona perbene

Roma, 18 ago. (askanews) – “Un grande uomo di spettacolo e una persona perbene, un amico vero indipendentemente dal fatto che lui era una grande star, me lo ricordo come colonna sonora della mia carriera”. Cos Andrea Roncato, attore, ha ricordato Pippo Baudo alla Camera ardente al Teatro delle Vittorie, a Roma.

Ucraina, Meloni: Italia a fianco Kiev, sostiene sforzi pace Trump

Roma, 18 ago. (askanews) – “L’Italia c’è come c’è sempre stata in questi tre anni e mezzo. Noi siamo al fianco dell’Ucraina, sosteniamo gli sforzi di pace del presidente degli Stati Uniti Trump. Siamo stati chiamati per il nostro contributo di proposte di diplomazia e siamo contenti che sulle garanzie di sicurezza si parta da una proposta che è stata italiana, che è quella di costruire garanzie di sicurezza efficaci ispirate all’articolo 5 del trattato di Washington. Su questo bisogna costruire, bisogna lavorare, il lavoro che faremo oggi sarà da questo punto di vista un lavoro importante”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante un punto stampa a Washington dove si trova per il Vertice Trump-Zelensky con i Leader Ue.

Ucraina, Meloni: giorno importante, spiragli dialogo dopo tre anni

Roma, 18 ago. (askanews) – “E’ una giornata importante, dopo tre anni e mezzo in cui noi abbiamo avuto una Russia che non dava alcun segnale di dialogo, che pretendeva la capitolazione di Kiev, oggi finalmente si aprono degli spiragli di dialogo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante un punto stampa a Washington dove si trova per il Vertice Trump-Zelensky con i Leader Ue.

“Perché si aprono spiragli di dialogo? Perché c’è una situazione di stallo sul campo costruita chiaramente dal coraggio degli ucraini, ma anche dal sostegno unito che che l’Occidente ha garantito in questi anni alla nazione aggredita. Ce lo dobbiamo ricordare perché l’unità dell’Occidente dal mio punto di vista è anche lo strumento che abbiamo per costruire pace e garantire giustizia”, ha aggiunto.

Ucraina, Meloni: non ci sono soluzioni facili, esplorarle tutte

Roma, 18 ago. (askanews) – “Non ci sono soluzioni facili quando si tratta di fermare una guerra, di costruire la pace. Io penso che dobbiamo esplorare tutte le soluzioni possibili per garantire pace, per garantire giustizia, per garantire la sicurezza delle nostre nazioni e l’Italia porta tutto il contributo di idee e di proposte che ha già dimostrato di saper garantire in questi mesi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante un punto stampa a Washington dove si trova per il Vertice Trump-Zelensky con i Leader Ue.

Il Festival delle Storie nella Valle di Comino dal 25 al 31 agosto

Roma, 18 ago. (askanews) – C’è una valle, nel cuore nascosto d’Italia, dove la letteratura non è solo parola scritta, ma corpo vivo, rito collettivo, chiamata al racconto. È la Valle di Comino, una terra che non ha bisogno di scenografie, perché è essa stessa teatro, confine, mappa del pensiero. È qui che dal 25 al 31 agosto 2025 torna il Festival delle Storie, un viaggio itinerante che attraversa sette borghi – Atina, Settefrati, Alvito, Castello di Alvito, Gallinaro, San Donato, Picinisco – seguendo ogni giorno una carta alchemica. Non un tema, ma un simbolo: una visione.

In un tempo in cui tutto brucia e tutto si dimentica, il festival prova a salvare ciò che conta: le storie che ci tengono vivi. Ogni piazza è un laboratorio. Ogni incontro è un gesto che ricuce. Ogni parola è un tentativo di restare umani.

Ma il Festival delle Storie non è solo un evento: è l’espressione di una comunità di lettori, forse la più autentica e resistente d’Italia. In questi borghi non si consuma letteratura, la si abita. Le persone leggono perché hanno bisogno di parole, come si ha bisogno dell’aria, della pioggia, del pane. Ogni agosto, il festival diventa un rito del villaggio, una festa del racconto, una scommessa sulla bellezza.

I protagonisti dell’edizione 2025 non sono solo autori e ospiti – Nicola Gratteri, Maurizio De Giovanni, Andrea Crisanti, Antonio Moresco, Agnese Pini, Andrea Tornielli, Matteo Porru, Antonio Preziosi, Roberto De Ponti, Francesco Repice – ma sono anche i lettori: contadini, medici, artigiani, studenti, anziani, bambini. Tutti portano con sé una domanda, un libro, una storia. E tutti si siedono, ascoltano, parlano. La letteratura qui è una cosa che si fa insieme.

Ogni giorno una carta alchemica guida il cammino: La Notte dell’Oro, Il Sale della Terra, Il Cuore Alchemico, Il Leone Verde, Il Mercurio, La Pietra Filosofale, L’Uroboros. Ogni simbolo è una mappa del presente, un modo per orientarsi nel disordine.

“Ci hanno insegnato che il racconto è evasione – spiega il direttore artistico Vittorio Macioce – ma qui il racconto è resistenza. È il modo più puro per abitare il tempo. È l’unica alchimia che ci è rimasta.”

Il Festival delle Storie è questo: un atto poetico, una piccola utopia, un luogo dove il futuro viene prima immaginato e poi scritto. In fondo, non c’è rivoluzione più grande che leggere insieme.

Ucraina, Trump: so ciò che sto facendo e non ho bisogno di consigli

New York, 18 ago. (askanews) – “So esattamente cosa sto facendo e non ho bisogno dei consigli di persone che hanno lavorato su tutti questi conflitti per anni e non sono mai state in grado di fare nulla per fermarli”. Così il presidente Trump, ha risposto su Truth Social ad un editoriale del Wall Street Journal che lo accusa di aver ceduto a Putin. Trump ha rincarato la dose sugli esperti di politica internazionale che hanno lavorato sui conflitti definendoli “persone “STUPIDE”, prive di buon senso, intelligenza o comprensione, che non fanno che rendere l’attuale disastro R/U (Russia/Ucraina) più difficile da RISOLVERE”. Trump ha ribadito che “nonostante tutte le critiche superficiali e molto invidiose, ce la farò ? ce la faccio sempre!!!”.

Flavio Insinna: memoria per non far “morire” i grandi come Baudo

Roma, 18 ago. (askanews) – Flavio Insinna, attore e conduttore televisivo, rendendo omaggio a Pippo Baudo nella Camera ardente nel Teatro delle Vittorie, ha ribadito l’importanza della memoria, del ricordo per non far “morire” e non andare via i grandi della storia della Tv, come appunto Baudo, Carr Frizzi. Poi ha raccontato un episodio personale, quando a una serata di beneficenza ha diviso il camerino con Pippo Baudo: “Mi ha fatto una lezione incredibile della storia e della societ d’Italia e della televisione. Speravo che non smettesse e che non ci chiamassero per andare in scena”. “Era capace di arrivare a tutti” ha concluso commosso Insinna.

Vianello e l’ultimo incontro con Baudo: sul palco tornava solito Pippo

Roma, 18 ago. (askanews) – Edoardo Vianello ha reso omaggio a Pippo Baudo, nella Camera ardente nel Teatro delle Vittorie. Il cantante ha ricordato l’ultima volta che si sono incontrati, nel 2021. “Abbiamo fatto una manifestazione a Bologna, lui era abbastanza malandato per una volta sul palco si trasformato, tornava il solito Pippo, per era molto affaticato”, ha detto.

Fiorello ricorda la televisione di Pippo Baudo: “Meravigliosa”

Roma, 18 ago. (askanews) – Rosario Fiorello ha reso omaggio alla salma di Pippo Baudo al Teatro delle Vittorie a Roma, incontrando i cronisti ha voluto ricordare la grandezza del presentatore e del contributo che ha dato alla storia delle televisione. “Oggi quella televisione con le pause lunghe i pezzi da 10 minuti, dei monologhi non pi pensabile ma era meravigliora. Invece io mi lo sono goduto, era meraviglioso. Sto parlando per me, era una grandissima televisione. La televisione degli anni 60, era fatta di perfezione, di motaggi perfetti, di balletti provati allo sfimimento, tu vedevi un prodotto veramente bellissimo, stupendo, Baudo ha unito a quella perfezione e il fatto umano. Il fattore dell’imprevisto, il fattore dell’umanit che Baudo ha inserito nella perfezione dei grandi variet che a questo punto speriamo di tornare a fare. Magari non sar pi di moda, magari si cambieranno canale. Non vorrei che si perdisse quello che Baudo ha fatto”.

Addio a Pippo Baudo, la Camera ardente al Teatro delle Vittorie

Roma, 18 ago. (askanews) – A Roma in tanti hanno voluto dare l’ultimo saluto a Pippo Baudo, nella camera ardente allestita al Teatro delle Vittorie il luogo che ha visto protagonista il conduttore televisivo di tante pagine della storia della televisione italiana. Proprio quelle immagini scorrono proiettate dietro il feretro mentre la folla passa per dire addio, tanti cittadini e persone comuni oltre a decine di personalit del mondo dello spettacolo, ma anche della politica. Fra queste il ministro degli Esteri Tajani, e poi amici colleghi e amori di una vita, da Katia Ricciarelli a Mara Venier, da Fiorello a Carlo Conti, da Massimo Lopez fino a Lino Banfi.

La camera ardente rester aperta fino alle 20 di questa sera, per poi riaprire domani mattina alle 9 per dare tempo a tutti quelli che vogliono rendere omaggio allo storico conduttore, scomparso a 89 anni, di accedere al Teatro.

I funerali si terranno nel suo paese d’origine Militello in Val di Catania, il 20 agosto, alle ore 16 nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

La Casa Bianca verifica l’abbigliamento di Zelensky per l’incontro con Trump

Roma, 18 ago. (askanews) – Secondo quanto riferito all’agenzia statunitense Axios da due fonti, la Casa Bianca ha chiesto ai funzionari ucraini se il presidente Volodymyr Zelensky indosserà un abito durante l’incontro odierno con il presidente Donald Trump nello Studio Ovale.

Le fonti ascoltate da Axios hanno affermato che Zelensky si presenterà alla Casa Bianca indossando la stessa giacca nera utilizzata nel corso del vertice NATO nei Paesi Bassi a giugno. “Sarà un ‘abito elegante’, ma non un abito completo”, hanno riferito le fonti ad Axios.

Calcio, per Lukaku infortunio serio: tre mesi di stop

Roma, 18 ago. (askanews) – Infortunio serio per Romelu Lukaku. Il belga, che era uscito anzitempo nell’ultima amichevole del Napoli contro l’Olympiacos, ha rimediato una lesione di alto grado al retto femorale della coscia sinistra e ha bisogno ora di un’ulteriore consulenza chirurgica per capire meglio l’entità dello stop e i tempi di recupero ma si teme per il giocatore un probabile stop di almemo 3 mesi. Il Napoli ora tornerà sul mercato per trovare un nuovo attaccante e c’è la possibilità che Lukaku non venga inserito nelle liste ufficiali, in particolare quella Champions, in attesa di un suo completo recupero.

Zelensky: dalla Russia attacchi cinici in vista dei colloqui

Roma, 18 ago. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che la Russia ha condotto attacchi “cinici” contro l’Ucraina, compreso un impianto petrolifero azerbaigiano, in vista dei suoi colloqui programmati a Washington con Donald Trump.

“Questo è un attacco russo dimostrativo e cinico. Sanno che oggi si terrà un incontro a Washington per discutere la fine del conflitto”, ha scritto su X, pubblicando immagini delle infrastrutture dopo gli attacchi.

“Putin commetterà ostentati omicidi per mantenere la pressione sull’Ucraina e sull’Europa, oltre che per minare gli sforzi diplomatici. È proprio per questo che chiediamo aiuto per porre fine a questi massacri”, ha aggiunto il presidente ucraino.

E’ in arrivo la bufera di fine agosto

Roma, 18 ago. (askanews) – Mentre l’uragano Erin passeggia per l’Atlantico, sull’Italia l’estate si prepara a crollare. L’inizio di settimana sarà ancora all’insegna del caldo e del sole, con qualche temporale pomeridiano tipico del periodo. Ma non bisogna farsi ingannare: la svolta è dietro l’angolo, e porterà con sé un brusco peggioramento delle condizioni meteo.

Federico Brescia, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma una svolta imminente nella nuova settimana, in particolare da mercoledì 20, quando un’intensa perturbazione farà ingresso sul nostro Paese portando un generale calo termico. Ma andiamo in ordine e vediamo cosa accadrà.

Nella giornata di lunedì 18 il tempo risulterà piuttosto instabile al Sud dove correnti più fresche da Nord-Est continueranno a favorire la formazione di numerosi nuclei temporaleschi, specie nelle ore pomeridiane sui rilievi. Andrà meglio invece al Centro-Nord, sebbene con locale instabilità sui monti.

Da martedì 19 ecco i primi segnali di un netto cambiamento alle porte. Già dal pomeriggio scoppieranno i primi temporali sulle Alpi, mentre dalla sera-notte potrebbero entrare in gioco anche le aree del Centro-Ponente ligure, con le classiche precipitazioni prefrontali.

La vera svolta però arriverà tra mercoledì 20 e giovedì 21. L’ingresso di un fronte perturbato colmo di aria decisamente più fresca provocherà una forte ondata di maltempo su tutto il Centro-Nord. Le regioni più colpite saranno la Liguria, la Lombardia, il Veneto, il Friuli e la Toscana. Attenzione perchè dopo tanti giorni così caldi e con tutto questo calore accumulato al suolo i fenomeni risulteranno piuttosto violenti. Potrebbero verificarsi grandinate o, ancora peggio, le famigerate alluvioni lampo. Come ci dimostra anche la cronaca recente, queste temibili macchine atmosferiche possono scaricare fino a 150 mm di pioggia in pochissime ore. Si tratta di una quantità d’acqua che, in molte città del Centro Nord, di solito scende in quasi due mesi alla fine dell’estate. Infine, un fattore da considerare nelle prossime settimane e mesi è la temperatura già fin troppo elevata dei nostri mari. Il calore accumulato può fornire l’energia necessaria a sviluppare celle temporalesche particolarmente violente.

E’ possibile che in seguito a questo intenso peggioramento l’alta pressione provi a rialzare la testa ma molte dinamiche nel medio-lungo termine saranno determinate dall’evoluzione dell’uragano Erin, un mostro che dopo aver fatto l’inchino a tutta la costa Est degli USA si dirigerà verso l’Europa, influenzando le dinamiche meteorologiche del Vecchio Continente.

NEL DETTAGLIO Lunedì 18. Al Nord: sole prevalente, qualche temporale sulle Alpi piemontesi, meno caldo. Al Centro: temporali su zone interne; sole altrove. Al Sud: temporali sulle zone montuose; soleggiato altrove.

Martedì 19. Al Nord: sole; temporali più presenti sulle Alpi, in pianura al Nordovest entro sera. Al Centro: sole; occasionali temporali sulle zone montuose. Al Sud: prevalenza di sole ovunque.

Mercoledì 20. Al Nord: forti temporali e calo termico, specie a ovest. Al Centro: peggiora un po’ in Toscana con temporali. Al Sud: caldo e cielo poco nuvoloso.

TENDENZA: ancora maltempo giovedì, migliora venerdì. Temperature in graduale diminuzione.

Trump e Zelensky si incontrano alle 19, con i leader Ue alle 21

Roma, 18 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alle 13:00 di Washngton (le 19:00 in Italia) accoglierà il presidente Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, prima di dare avvio a un bilaterale nello Studio Ovale previsto alle 19:15 italiane.

Alle 20:15 italiane, il presidente statunitense accoglierà i leader europei e seguirà alle 20:30 italiane la tradizionale foto di famiglia e alle 21:00 italiane l’incontro multilaterale con i leader europei nella East Room. Gli orari sono stati forniti dalla Casa Bianca nell’agenda presidenziale.

Oggi la camera ardente per Pippo Baudo al teatro Delle Vittorie

Roma, 18 ago. (askanews) – Il feretro di Pippo Baudo, scomparso sabato sera all’età di 89 anni, è arrivato al Teatro delle Vittorie, a Roma, dove è stata allestita la camera ardente che aprirà alle 10 per l’ultimo saluto da parte del pubblico. La Rai ha scelto uno dei luoghi che lo hanno visto tante volte protagonista. La camera ardente sarà aperta dalle 10 fino alle 20 e dalle 9 fino alle 12 di martedì 19 agosto. La salma poi verrà trasferita in Sicilia, dove mercoledì 20 agosto alle ore 16 si terranno i funerali, a Militello Val di Catania, nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

L’Europa da Trump assieme a Zelensky

Roma, 18 ago. (askanews) – Stasera alle 19:00 italiane il presidente degli Stati Uniti Donald Trump accoglierà alla Casa Bianca Volodymyr Zelensky, per un bilaterale che sarà seguito alle 21:00 da una ” riunione multilaterale” con i leader europei: lo ha confermato la Casa Bianca tramite l’agenda presidenziale. Consultazioni cruciali, che vedono il capo dello Stato ucraino accompagnato negli Usa da un battaglione di leader europei: il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier Gb Keir Starmer, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oltre alla presidente della Commisisone europea Ursula von der Leyen, il presidente finlandese Alexander Stubb e il segretario generale della NATO Mark Rutte.

L’Europa cerca così di fare quadrato attorno a Zelensky e reclama plasticamente un posto al tavolo dei negoziati che fanno seguito al vertice in Alaska tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin. L’obiettivo è evitare che il leader ucraino sia messo nell’angolo con condizioni per lui inaccettabili, evitare quindi nuove fratture con la Casa Bianca e ricondurre gli Stati Uniti su una linea più vicina a quella europea.

L’appuntamento a Washington cade in un momento delicatissimo: appena tre giorni fa, in Alaska, Trump ha avuto un faccia a faccia con Vladimir Putin, dal quale è uscito con posizioni apparentemente molto convergenti con quelle del Cremlino. Il presidente Usa ha escluso la restituzione della Crimea all’Ucraina e l’ingresso di Kiev nella NATO, e non chiede più l’immediato cessate il fuoco.

Secondo varie ricostruzioni giornalistiche, Putin avrebbe proposto a Trump un piano di pace che prevede la cessione del Donbass e la conservazione da parte russa dei territori già occupati. Una proposta giudicata irricevibile a Kiev, dove la Costituzione vieta la cessione di territori nazionali. Il vertice odierno alla Casa Bianca, quindi, si annuncia cruciale non solo per il futuro della guerra in Ucraina, ma anche per le relazioni Usa-Europa e per testare le effettive capacità di leadership europea.

Nella notte Trump ha fatto sapere che Zelensky “può mettere fine alla guerra con la Russia quasi immediatamente se lo vuole, oppure può continuare a combattere” e ha messo in chiaro sul suo social Truth: “Niente da fare per recuperare la Crimea che Obama ha dato (dodici anni fa, senza che fosse sparato un solo colpo) e NIENTE INGRESSO DELL’UCRAINA NELLA NATO”.

La tensione è aggravata anche dall’intensificarsi dei bombardamenti russi: nelle ultime 24 ore almeno otto civili sono stati uccisi e 35 feriti in diverse regioni ucraine, da Kharkiv a Zaporizhzhia fino a Donetsk e Kherson.

Sanità, alle Cinque Terre il Parco nazionale sfrutta turismo per finanziare le ambulanze

La Spezia, 18 ago. (askanews) – Alle Cinque Terre il Parco nazionale prova a far finanziare dal turismo l’assistenza sanitaria sul territorio. 360mila euro frutto di proventi della “Cinque Terre card” che viene venduta dal Parco ai turisti di ogni parte del mondo che affollano le Cinque Terre per fruire in modo integrato dei servizi offerto sono stati destinati all’acquisto di ambulanze, assunzione di personle e, più in generale, sostegno all’assistenza sanitaria pubblica alle Cinque Terre garantita in primo soccorso da organizzazioni di volontariato.

I finanziamenti del Parco sono stati destinati ai diversi progetti, secondo un protocollo su questo fondamentale settore sottoscritto e presentato dal Presidente del Parco Lorenzo Viviani, i sindaci delle Cinque Terre Francesco Sassarini, Marco Fenelli e Fabrizia Pecunia, il sindaco di Levanto Luca Del Bello, il direttore del Parco Patrizio Scarpellini, il direttore di ASL5 Paolo Cavagnaro e il consigliere regionale della Commissione Sanità di Regione Liguria, Gianmarco Medusei.

Il protocollo, di natura sperimentale, è nato come misura straordinaria per colmare un vuoto operativo e rispondere in tempi rapidi a bisogni urgenti delle comunità locali, in stretta sinergia con gli enti coinvolti. I progetti interessano i Comuni di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso al mare, in risposta alle crescenti esigenze di servizi sanitari di prossimità e pronto intervento, emergenze determinate anche da fattori come l’invecchiamento della popolazione, il calo demografico, la dispersione territoriale e l’aumento delle necessità legate alla presenza turistica.

Dopo la valutazione tecnica favorevole di ASL5, che ne ha verificato coerenza e conformità alle direttive sanitarie, i progetti proposti dai Comuni per sostenere gli enti del terzo settore operanti nel territorio dell’area protetta, hanno ottenuto il via libera al sostegno economico del Parco: 360mila euro complessivi suddivisi tra i Comuni di Riomaggiore, Monterosso e Vernazza (120mila euro ciascuno).

Questi fondi si aggiungono ai 2,4 milioni di euro già assegnati dal Parco nel 2025 ai Comuni del comprensorio per progetti di pubblica utilità, tutela ambientale e servizi alla comunità, e al contributo straordinario di 50mila euro destinato al Comune di Levanto per l’acquisto di una nuova ambulanza.

Le nuove proposte progettuali riguardano il potenziamento di servizi sanitari esistenti, completamento di iniziative già avviate, sostituzione e aggiornamento di mezzi e dotazioni per garantire maggiore tempestività, sicurezza e adeguatezza degli interventi. “Il benessere e la sicurezza delle nostre comunità – ha sottolineato

” Questa iniziativa consolida la scelta strategica del nostro Parco – sottolinea il presidente Lorenzo Viviani – di essere parte integrante della tutela del territorio, a partire dal sostegno a chi lo abita e lo mantiene vivo ogni giorno. Di fronte a un’emergenza reale, come Parco abbiamo scelto di andare oltre le nostre competenze ordinarie, mettendoci in ascolto della comunità e lavorando fianco a fianco con gli altri enti per trovare soluzioni concrete. L’auspicio è che questa prima fase di sperimentazione diventi un modello per orientare le scelte future.”

I sindaci dei Comuni coinvolti hanno illustrato nel dettaglio gli interventi previsti nei rispettivi territori, mentre i rappresentanti di ASL5 hanno evidenziato il valore del modello integrato come esempio virtuoso di collaborazione interistituzionale, capace di coniugare efficacia operativa e prossimità ai cittadini. Valga per tutti che la pubblica assistrenza di Riomaggiore, da anni praticamente ferma, ha già potuto ora assumere due persone e nei primissimi giorni di attivazione del protocollo ha effettuato 20 interventi di primo soccorso, di cui 4 in codice rosso

Di Giovan Paolo: “De Gasperi e Dossetti, i due volti della Ricostruzione”

La storia politica italiana del dopoguerra è spesso narrata attraverso contrapposizioni nette, quasi caricaturali. Tra queste, nessuna è forse più emblematica e culturalmente “ferita” di quella tra Alcide De Gasperi e Giuseppe Dossetti. Ma siamo sicuri che la dicotomia tra lo statista concreto e il professore utopico, tra il politico del compromesso e l’ideologo puro, renda giustizia alla complessità del loro rapporto e, soprattutto, alla loro comune meta?

Il saggio di Roberto Di Giovan Paolo – proposto qui in allegato – si propone di superare tale lettura pamphlettistica, rileggendo il cammino dei due leader non come uno scontro, ma come un dialogo a distanza tra due “Alter Ego” della nascente Repubblica. Figure che, pur partendo da retroterra generazionali e culturali differenti – l’uno erede della tradizione popolare prefascista, l’altro forgiato nel crogiuolo della Resistenza – condivisero i momenti fondativi della nazione: dalla Costituente alle grandi riforme, fino alla cruciale scelta atlantica.

La divergenza non fu sul fine – la ricostruzione morale e materiale di un’Italia uscita dall’abisso della dittatura – ma sul metodo e sulla visione. Da un lato, De Gasperi, con il suo realismo da “Cancelliere”, vedeva il partito come strumento per la conquista del consenso e il Parlamento come luogo sovrano della discussione. Dall’altro, Dossetti, con la sua idea di una “reformatio” della società, concepiva il partito come laboratorio permanente di elaborazione culturale, un “movimento” capace di contendere l’egemonia ideologica al PCI non solo nelle urne, ma nel cuore del Paese.

L’analisi del loro carteggio e dei documenti programmatici dell’epoca rivela un dialogo profondo, rispettoso, ma irriducibile. Un confronto che si interruppe bruscamente con l’addio di Dossetti alla politica nel 1951, lasciando De Gasperi tragicamente solo al comando, privo del suo “pungolo” critico proprio mentre iniziava la lotta per la sua successione e la burocratizzazione della DC.

Ripercorrere oggi questa dialettica mancata non è un mero esercizio storiografico. Significa interrogarsi su un’eredità perduta: l’idea di una democrazia partecipativa, sorretta da partiti come luoghi di formazione delle élite e di elaborazione corale. Una riflessione cruciale per comprendere la crisi attuale della politica, il crollo dei partiti di massa e il ritorno al comando di élite ristrette, in un’eco preoccupante della storia pre-repubblicana. Forse, al Paese serviva tanto il padre nobile quanto il figlio profetico.

Link per leggere il saggio

Un nuovo centro nasce solo con la reintroduzione della proporzionale

Seguo con interesse gli articoli di Giorgio Merlo e, in particolare, il suo ultimo apparso ieri, 17 agosto, su Il Domani d’Italia: “La DC non rinasce più ma un nuovo PPI forse sì”.

Avendo seguito da vicino le vicende post-democristiane – a partire dalla raccolta di firme per l’autoconvocazione del Consiglio nazionale nel 2012, dopo la sentenza della Cassazione che dichiarò la DC mai giuridicamente sciolta – non posso che condividere la sua osservazione: “l’esperienza storica della DC appartiene ormai agli archivi”. Ma, aggiunge Merlo, resta aperta la possibilità di dar vita a un nuovo progetto popolare, laico e riformista, fedele alle radici cattolico-sociali.

Europa e radici popolari

Alla vigilia delle ultime elezioni europee scrivevo, sempre su queste pagine, che l’unità di una lista popolare si sarebbe potuta costruire a partire dai programmi dei due principali schieramenti di centro: da un lato il Partito Democratico con Renew Europe, dall’altro la CDU, forza guida del PPE. Quest’ultima rimane ispirata ai principi del solidarismo cristiano e della sussidiarietà, in continuità con la tradizione di Adenauer, De Gasperi, Monnet e Schuman.

L’ostacolo di Forza Italia

Un’alleanza con i partiti del PPE era, ed è, la prospettiva più naturale, considerando la chiusura netta della CDU alle destre estremiste e la politica europea avviata da Merkel e proseguita da Ursula von der Leyen. L’ostacolo resta Forza Italia, che conserva un diritto di veto come principale rappresentante italiano nel PPE. Fu l’impegno di Sandro Fontana e don Gianni Baget Bozzo a convincere Berlusconi a quell’adesione; oggi il contesto è molto diverso e la linea di Antonio Tajani appare saldamente ancorata alla coalizione guidata da Fratelli d’Italia e Lega.

La necessità di una legge proporzionale

Ecco perché l’ipotesi di un nuovo soggetto politico di centro richiede un passo preliminare: l’adozione di una legge elettorale proporzionale. Solo così sarà possibile superare l’attuale forzatura maggioritaria che obbliga a schierarsi a destra o a sinistra.

Una sfida per le prossime settimane

Nelle prossime settimane avremo l’occasione di verificarlo concretamente. Il movimento di Iniziativa popolare promuoverà infatti la raccolta delle 50.000 firme necessarie a due proposte di legge: la prima per il ritorno al proporzionale con preferenza, la seconda per introdurre il cancellierato, alternativa al presidenzialismo voluto dal governo Meloni.

Sarà questa la condizione indispensabile per avviare un serio percorso di ricomposizione politica nell’area cattolica e popolare.

Alaska, il vero orgoglio della missionarietà ortodossa russa

[…] L’Alaska è la terra dove “è iniziata la diffusione della fede ortodossa nel Nuovo Mondo”, ha ricordato il protoierej Nikolaj Balašov, consigliere del patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev), e in cui “molti abitanti nativi della regione conservano tuttora le tradizioni ortodosse”, tanto che qui vi sono molti più ortodossi che in tutti gli altri Stati dell’Unione. Si tratta quindi a buon diritto di una parte significativa del “mondo russo”, espressione della missione della Santa Russia nel mondo intero.

La missionarietà, in senso specifico di diffusione del Vangelo in altre terre, è una caratteristica importante della storia della Chiesa russa, anche se non al livello delle missioni universali della cattolicità. I russi sono figli del cristianesimo bizantino, reinterpretato come il Vangelo del “popolo nuovo” del nascente Stato di Kiev, devastato due secoli dopo il Battesimo dalle orde tataro-mongole che non hanno imposto una nuova religione, lasciando sopravvivere l’Ortodossia russa in stato di passivo controllo da parte dei Khan. Con la rinascita della Moscovia, i santi russi hanno evangelizzato i popoli del nord nei territori europei fino agli Urali, e solo con le progressive conquiste asiatiche sono stati assoggettati i tanti popoli della Siberia, senza peraltro convertirli direttamente alla fede ortodossa. Gli abitanti di importanti regioni come la Calmucchia, Tuva e la Buriazia, di prevalente etnia mongola, sono in maggioranza fedeli alle tradizioni del buddismo, ed è ammesso perfino lo sciamanesimo come religione ufficiale.

Non sono mancati i tentativi di imporre la religione ortodossa con decisioni dall’alto e con l’arrivo dei missionari, ma di fatto gli ortodossi in Siberia sono per lo più i discendenti dei russi trasferiti nelle terre asiatiche per lavori forzati, confino e punizioni, o comunque per organizzare le difficili produzioni legate ai ricchi materiali energetici e ai minerali preziosi. 

L’unica vera “missione straniera” dell’Ortodossia russa è stata realizzata in Giappone, dove esiste una Chiesa “figlia” di quella moscovita, che non raccoglie certo una grande percentuale della popolazione locale. L’Alaska costituisce invece il vero orgoglio della missionarietà ortodossa russa, in una terra allo stesso tempo considerata come propria e come straniera, ai confini del mondo e al di sopra di tutte le altre.

Padre Balašov ha ricordato i grandi santi evangelizzatori come German Alaskinskij (“dell’Alaska”), che nella prima metà dell’Ottocento organizzò una missione nell’isola eschimese di Kodiak, presso la riva meridionale dell’Alaska, battezzando molti abitanti locali “aleutini”, tanto da essere venerato dai russi come il “santo patrono dell’America”. Ancor più famoso è il santo metropolita Innokentij (Venjaminov) anch’egli ricordato col titolo “dell’Alaska”, che dalla sede moscovita si recò nelle terre asiatiche diventando vescovo di Kamčatka, Jacuzia, Primorje e America del Nord, sostenendo con la sua autorità spirituale il generale e governatore della Siberia orientale, il conte Nikolaj Murav’ev-Amurskij, nella conquista dei territori dell’Estremo Oriente e nella fondazione di Blagoveščensk, la prima grande città russa ai confini con la Cina. Nel 1864 egli benedisse la cattedrale dell’Annunciazione nella nuova città della Kamčatka, consacrando quindi tutti questi territori alla Madre di Dio secondo la variante russa dell’Ortodossia, e fu quindi richiamato trionfalmente come metropolita di Mosca, allora il capo di tutta la Chiesa russa. 

Innokentij fu uno dei pochi santi russi ad essere canonizzato in piena epoca sovietica nel 1977, per una circostanza di particolare convergenza politico-ecclesiastica: pochi anni prima era stata istituita la Chiesa ortodossa d’America per iniziativa del grande teologo russo Aleksandr Šmeman, esprimendo una speciale “missione ortodossa” del patriarcato di Mosca nel sostenere la “lotta mondiale per la pace” del regime sovietico di Leonid Brežnev, e la figura di Innokentij d’Alaska funse da immagine simbolica di questa unione universale dei mondi.

[…]

Per leggere l’articolo in versione originale

https://www.asianews.it/notizie-it/-Alaska:-lincontro-fra-Trump-e-Putin-nella-terra-di-missione-della-Russia-universale-63694.html

Ucraina, palazzo Chigi: pace assicuri sovranità e sicurezza Kiev

Roma, 17 ago. (askanews) – Alla vigilia della partenza per gli Stati Uniti, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato nel pomeriggio a una nuova video-conferenza della Coalizione dei Volenterosi, che ha permesso un coordinamento in vista dell’incontro di domani a Washington. È quanto si legge nella nota ufficiale diffusa da palazzo Chigi.

Nel corso della discussione è stata ribadita l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina, che dovrà essere coinvolta in ogni decisione relativa al suo futuro. La discussione ha inoltre confermato la necessità di mantenere la pressione collettiva sulla Russia e di solide e credibili garanzie di sicurezza.

Rubio: leader Ue difenderanno Zelensky da bullismo Trump? Sciocchezze

Roma, 17 ago. (askanews) – Il segretario di Stato degli Usa, Marco Rubio, ha respinto l’ipotesi secondo cui i leader europei stiano recandosi alla Casa Bianca in vista del summit di domani per impedire che il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky venga “maltrattato”. Ne dà notizia il sito del network satellitare statunitense Cnn.

“È una narrativa mediatica davvero stupida – ha affermato – quella secondo cui domani verranno qui perché Trump costringerà Zelensky a firmare un accordo sfavorevole. Abbiamo lavorato con queste persone per settimane, per settimane su questa questione. Domani verranno qui perché hanno scelto di venire qui domani. Li abbiamo invitati a venire”, ha detto Rubio intervenendo al programma della CBS “Face the Nation”.

Rispondendo a chi gli ha ricordato la riunione di febbraio nello Studio Ovale, quanto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il vicepresidente JD Vance hanno rimproverato Zelensky per una presunta mancanza di gratitudine, Rubio ha detto: “Sapete quanti incontri abbiamo avuto da allora? Abbiamo avuto un incontro con Putin e una dozzina con Zelensky”.

Ucraina, Macron: Putin non vuole la pace, vuole la resa di Kiev

Roma, 17 ago. (askanews) – “Non credo che il presidente Putin voglia la pace” ma “penso che voglia la resa dell’Ucraina”. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in una dichiarazione alla stampa al termine del vertice dei Volenterosi, aggiungendo che, al contrario, il presidente americano Donald Trump “vuole la pace”.

“C’è un solo stato che propone una pace che equivarrebbe a una capitolazione ed è la Russia” ma “se oggi siamo deboli con la Russia stiamo preparando i conflitti di domani” ha proseguito Macron.

“Non possiamo schierarci dalla parte della legge del più forte” ha aggiunto “sarebbe un nuovo ordine internazionale, che non è più un ordine basato sul diritto”.

“Noi vogliamo la pace, una pace solida e duratura, preceduta dalla restituzione dei prigionieri e degli innocenti, e che rispetti la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi” ha sottolineato il Presidente francese.

Ucraina, Bignami (FdI): su idea Meloni ampio consenso, nuovo successo

Roma, 17 ago. (askanews) – “L’incontro tra il presidente Usa, Donald Trump, e quello russo, Vladimir Putin, in Alaska ha dimostrato che c’è uno spiraglio per la pace, anche se non sarà semplice giungere a un accordo. Su questa strada un ruolo importante lo giocherà la proposta, che per prima aveva avanzato il nostro presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di estendere le tutele di sicurezza dell’articolo 5 del Patto Atlantico all’Ucraina, senza però prevedere il suo ingresso nella Nato. Su questa proposta nelle ultime ore stanno convergendo tutti gli altri partner internazionali, a partire dagli Stati Uniti con l’inviato speciale Witkoff ed a seguire la presidente Ue, Ursula von der Leyen, e lo stesso presidente ucraino Zelensky”. Lo dichiara il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami.

“Non possiamo che essere orgogliosi, è l’ennesima dimostrazione – afferma – della centralità del nostro esecutivo e del ruolo di leadership a livello internazionale di Giorgia Meloni. Un successo diplomatico per la nostra premier che domani a Washington rappresenterà, proprio grazie a questo Governo, una nazione capace di far valere la propria autorevolezza nell’individuare una soluzione di pace al conflitto russo-ucraino”.

“Intanto, è evidente – sostiene ancora l’esponente di FdI – la distanza con la sinistra e le altre forze d’opposizione, che si dimenano tra l’irrilevanza e l’inadeguatezza. Ricordiamo quando il Pd proprio riguardo la proposta Meloni sulle garanzie di sicurezza Nato all’Ucraina sentenziò con: ‘Nessun Paese l’appoggia, serve serietà, non proposte ridicole’. Come al solito i fatti – conclude Bignami – stanno dando ragione a Giorgia Meloni”.

Zelensky: in 12 anni Putin non è riuscito prendere il Donetsk

Milano, 17 ago. (askanews) – Qualsiasi negoziato con la Russia dovrebbe iniziare dall’attuale “prima linea” del campo di battaglia, ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha segnalato di essere alla ricerca di “scambi di territori” con l’Ucraina come parte di un accordo di pace.

“Abbiamo bisogno di veri negoziati, il che significa che possono iniziare dove si trova ora la linea del fronte. La linea di contatto è la migliore per parlare”. Per poi sottolineare che “la Russia non ha ancora avuto successo nella regione di Donetsk. Putin non è riuscito a prenderla per 12 anni e la Costituzione ucraina rende impossibile cedere territori o commerciare terre”, ha dichiarato Zelensky in una conferenza stampa a Bruxelles insieme alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

“Dato che la questione territoriale è così importante, dovrebbe essere discussa solo dai leader di Ucraina e Russia e dal trilaterale Ucraina-Usa-Russia. Finora, la Russia non ha dato alcun segno che il trilaterale si realizzerà, e se la Russia rifiuta, allora dovranno seguire nuove sanzioni”, ha aggiunto.

von der Leyen: nuovo pacchetto sanzioni contro Russia a settembre

Milano, 17 ago. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che l’Unione europea adotterà il 19esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel settembre 2025. Lo ha dichiarato durante una conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Bruxelles il 17 agosto.

“Abbiamo già adottato 18 pacchetti e stiamo portando avanti la preparazione del 19esimo pacchetto. Questo pacchetto sarà adottato a settembre. Sappiamo che le sanzioni sono efficaci”, ha affermato von der Leyen.

Ha inoltre sottolineato che l’Europa ha sostenuto l’Ucraina fin dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala e continuerà a farlo “finché sarà necessario per una pace giusta e duratura”.

Ucraina, Zelensky: Donetsk? In 12 anni Putin non è riuscito prenderla

Milano, 17 ago. (askanews) – Qualsiasi negoziato con la Russia dovrebbe iniziare dall’attuale “prima linea” del campo di battaglia, ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha segnalato di essere alla ricerca di “scambi di territori” con l’Ucraina come parte di un accordo di pace.

“Abbiamo bisogno di veri negoziati, il che significa che possono iniziare dove si trova ora la linea del fronte. La linea di contatto è la migliore per parlare”. Per poi sottolineare che “la Russia non ha ancora avuto successo nella regione di Donetsk. Putin non è riuscito a prenderla per 12 anni e la Costituzione ucraina rende impossibile cedere territori o commerciare terre”, ha dichiarato Zelensky in una conferenza stampa a Bruxelles insieme alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

“Dato che la questione territoriale è così importante, dovrebbe essere discussa solo dai leader di Ucraina e Russia e dal trilaterale Ucraina-Usa-Russia. Finora, la Russia non ha dato alcun segno che il trilaterale si realizzerà, e se la Russia rifiuta, allora dovranno seguire nuove sanzioni”, ha aggiunto.

Witkoff: con Trump prima volta che sentivo Putin accettare garanzie

Milano, 17 ago. (askanews) – “Siamo riusciti a ottenere la seguente concessione: che gli Stati Uniti potessero offrire una protezione simile a quella dell’articolo 5, che è uno dei veri motivi per cui l’Ucraina vuole entrare nella NATO”. L’inviato speciale degli Stati Uniti d’America Steve Witkoff ha parlato di ciò che Vladimir Putin ha concordato con Donald Trump durante il vertice in Alaska.

Parlando con la Cnn l’inviato ha affermato che il presidente russo ha accettato di consentire agli alleati degli Usa e dell’Europa di offrire all’Ucraina una garanzia di sicurezza simile al mandato di difesa collettiva della NATO, come parte di un eventuale accordo per porre fine alla guerra.

L’articolo 5 è il principio fondamentale dell’alleanza a 32 membri, secondo il quale un attacco armato contro uno o più membri sarà considerato un attacco contro tutti i membri.

Witkoff ha affermato che era la prima volta che sentiva Putin accettare una cosa del genere. Secondo lui le due parti hanno concordato “solide garanzie di sicurezza che definirei rivoluzionarie”. Poi ha aggiunto che la Russia ha dichiarato che si impegnerà legislativamente a non invadere alcun altro territorio in Ucraina.

Secondo Witkoff, il suo presidente aveva virato verso un accordo di pace perché erano stati compiuti molti progressi durante l’incontro. “Abbiamo affrontato quasi tutte le altre questioni necessarie per un accordo di pace”, ha affermato, senza fornire ulteriori dettagli.

MotoGp, Bagnaia: "In Austria sempre veloce, accadono cose strane"

Roma, 17 ago. (askanews) – Un’altra giornata difficile per Francesco Bagnaia. C’erano delle aspettative diverse nella domenica austriaca, tredicesimo appuntamento del Mondiale 2025 di MotoGP. Sul circuito di Spielberg, Pecco aveva vinto dal 2022 al 2024. L’ottava posizione di oggi, dopo il disastro della Sprint Race di ieri e il ritiro, alimenta ancor più amarezza “Cosa è successo oggi? Mi piacerebbe saperlo. È un po’ quello che è accaduto in tutta la stagione, succedono cose che fatico a capire. Sono sempre stato veloce qui e oggi invece ho lottato per l’ottavo posto, prendendo 12″ dal leader. È una situazione difficile da accettare ed è un peccato. Andavo più piano dappertutto rispetto al 2024 e ho visto il tempo di gara: mi sono dato dodici secondi. Dall’inizio dell’anno non sappiamo perché ci sono questi problemi”, l’analisi di Pecco ai microfoni di Sky Sport.

“Non sono in grado e non posso entrare nei dettagli tecnici. Nei fatti, venerdì andavo molto forte con gomme usate e questo comportamento c’è stato anche nelle libere del sabato. Nelle qualifiche le sensazioni non sono state delle migliori e nella Sprint è successo quello che è successo. Nuovamente, oggi molto bene nel warm-up e poi in gara siamo tornati ai soliti problemi. Il potenziale c’è, ma non riusciamo a esprimerlo. Gli altri anni ero capace di gestire la gomma dietro, quest’anno non è così”, ha concluso con amarezza Bagnaia.

MotoGP, Marquez: "Felice della mia prima vittoria in Austria"

Roma, 17 ago. (askanews) – Marc Marquez firma la sesta doppietta consecutiva e vince per la prima volta in carriera il Gran Premio d’Austria, valevole come tredicesimo round stagionale del Mondiale MotoGP 2025. Il fuoriclasse spagnolo del team factory Ducati raggiunge così quota 71 successi nella classe regina e 97 complessivi nel Motomondiale, di cui 9 solamente quest’anno.

“Sono super felice di aver conquistato la mia prima vittoria in Austria. Come avevo detto ad inizio weekend, mi serviva proprio la moto rossa per raggiungerla! Abbiamo trovato un buon assetto con gomme usate”, le prime sensazioni a caldo dell’otto volte campione del mondo al termine della corsa stiriana in attesa della cerimonia di premiazione sul podio.

“Ho provato a superare subito Bezzecchi, poi ho preferito rimandare l’attacco alla seconda parte del Gran Premio. Temevo che così facendo venisse su da dietro un outsider ed è quello che è successo con Aldeguer. Ora ci godiamo questa vittoria ma restiamo concentrati per la prossima settimana”, ha aggiunto il dominatore del campionato raccontando la sua gara.

Zelensky: servono garanzie di sicurezza. Von Der Leyen: stop uccisioni e chiara timeline

Milano, 17 ago. (askanews) – “Ci devono essere delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo ha detto nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Una domanda della conferenza stampa proviene da un giornalista ucraino, che chiede a Zelensky quali garanzie di sicurezza considererebbe appropriate e se teme che si ripetano le urla scoppiate nello Studio Ovale durante la sua visita di febbraio. Zelensky risponde che, a suo avviso, il finanziamento delle garanzie di sicurezza può essere effettuato solo dall’Europa, ma che ci sono ancora cose che possono essere fornite dagli Stati Uniti. Sostiene che l’Ucraina ha bisogno anche di una garanzia che la Russia non continuerà a occuparla. In merito alla visita alla Casa Bianca, ha detto di sperare che sarà produttiva.

“L’Ucraina può sempre contare sull’Europa” e “intendo viaggiare negli Stati membri in prima linea nelle prossime settimane. Allo stesso tempo, continuiamo a sostenere il percorso dell’Ucraina verso la sua adesione all’Unione europea”. Von der Leyen lo ha detto nel corso della conferenza stampa a Bruxelles con Zelensky. Tra le altre cose ha anche affermato: “Fermare le uccisioni, punto numero uno e una chiara timeline”, in merito al percorso di pace auspicato per l’Ucraina, alla vigilia del viaggio a Washington.

MotoGP, Marquez domina per la prima volta anche in Austria

Roma, 17 ago. (askanews) – Marc Márquez scrive un’altra pagina del suo dominio in MotoGP e conquista per la prima volta in carriera il Gran Premio d’Austria, disputato sul circuito del Red Bull Ring di Spielberg. Il fuoriclasse spagnolo centra così il sesto “double” consecutivo – vittoria nella Sprint e nella gara lunga – e consolida ulteriormente una leadership mondiale ormai sempre più solida. Il successo arriva al termine di una gara veloce, combattuta e ricca di sorpassi, con un ritmo elevatissimo e momenti che hanno acceso la battaglia nelle prime posizioni. Márquez utilizza ancora una volta la sua tattica abituale: lascia sfogare l’avversario nelle fasi iniziali, mantiene costanza e precisione, per poi affondare il colpo nella seconda parte di gara e prendere il largo in modo inesorabile. Il mondiale MotoGP ripartirà tra due settimane, il 31 agosto, con il Gran Premio di Gran Bretagna sul circuito di Silverstone. Una tappa storica, con caratteristiche molto diverse rispetto al Red Bull Ring, che offrirà un nuovo banco di prova per il dominio di Márquez e per i tentativi di rimonta dei suoi avversari. Il primo protagonista del pomeriggio è Marco Bezzecchi. Partito dalla pole position, il pilota Aprilia riesce a mantenere il comando allo start e a dettare il ritmo nei giri iniziali, resistendo agli attacchi dei rivali diretti. Alle sue spalle c’è un gruppo compatto guidato da Francesco Bagnaia, che però perde terreno già dopo poche tornate. È il secondo giro a segnare una delle prime fasi decisive: Marc Márquez attacca e supera proprio Bagnaia in curva 3, aprendo la strada alla sua progressione verso le posizioni di vertice. Lo spagnolo si mette subito in scia di Bezzecchi e resta lì, studiandolo e limitando i rischi, mentre alle loro spalle cresce la prestazione di Pedro Acosta e inizia a farsi notare il giovane talento di casa Ducati, Fermín Aldeguer. Bezzecchi prova a resistere, tiene la testa della corsa fino a metà distanza, costruendo anche un piccolo margine vicino al secondo di vantaggio. Ma al ventesimo giro arriva l’attacco deciso di Márquez, che prende la leadership e non la lascia più. È il sorpasso che cambia la corsa e indirizza l’esito finale. Da quel momento lo spagnolo si concentra sulla gestione del passo, ma deve fare i conti con la rimonta di Aldeguer. Il rookie del team Gresini sfodera tutta la sua velocità: con una serie di tornate da record recupera mezzo secondo al giro e infila in sequenza Acosta e Bagnaia, portandosi fino alla seconda posizione. Nel finale riduce sensibilmente il distacco da Márquez, creando qualche attimo di suspense, ma il leader del mondiale è glaciale e chiude davanti con oltre un secondo di margine.

Zelensky domani da Trump con leader europei, da Meloni a Rutte

Milano, 17 ago. (askanews) – Oggi la call, domani Washington Dc. La “Coalizione dei Volenterosi” si sente in videoconferenza per discutere della situazione in Ucraina, prima di un impegnativo viaggio nella capitale americana, dove è atteso non soltanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma gli stessi leader europei come Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Keir Starmer, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e anche il segretario generale della Nato Mark Rutte.

La discussione odierna è vista come una reazione al recente incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, nella base militare Usa in Alaska. Alcuni partner europei dell’Ucraina criticano il tappeto rosso e la ‘promozione’ di status del presidente russo a seguito dell’incontro, oltre all’assenza di un cessate il fuoco. Tuttavia, il cancelliere tedesco Friedrich Merz vede anche aspetti positivi, come le possibili garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti d’America.

Intanto il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha chiesto maggiore pressione su Mosca affinché ponga fine alla guerra di aggressione russa. Ha aggiunto che l’Ucraina, prima di tutto, ha bisogno di garanzie per la propria sicurezza, di un rafforzamento delle sue capacità di difesa e di un pacchetto di misure deterrenti che costringano la Russia a porre fine alla guerra, ha dichiarato il ministro su X in vista della videoconferenza dei capi di Stato e di governo europei prevista per questo pomeriggio. Secondo quanto riferito, Sybiha ha tenuto colloqui con i suoi omologhi europei per coordinare le misure relative al passaggio. È inoltre necessario aumentare la pressione sanzionatoria sulla Russia, ha affermato il ministro.

UNA SQUADRA DI LEADER EUROPEI PER I COLLOQUI DI PACE

È diffuso lo scetticismo in Ucraina in seguito al summit in Alaska, portare con sé i leader europei potrebbe essere un tentativo da parte di Zelensky di impedire che si ripeta l’ormai leggendario scontro nello Studio Ovale con Trump e il vicepresidente J.D. Vance, avvenuto a febbraio.

Mentre la Commissione europea sta preparando un 19esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, Von der Leyen e altri leader europei si recheranno a Washington Dc con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lunedì. “Su richiesta del Presidente Zelensky, parteciperò domani alla Casa Bianca all’incontro con il Presidente Trump e altri capi di Stato e di governo europei”, ha scritto su X Von der Leyen.

Oltre a Meloni, saranno presenti in base alle attuali conferme anche il cancelliere Merz, il presidente francese Macron, il premier britannico Starmer e il presidente finlandese Alexander Stubb.

Secondo quanto dichiarato dal portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius, il cancelliere Merz si recherà a Washington e “il viaggio servirà per uno scambio di informazioni con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo il suo incontro con il presidente russo Vladimir Putin in Alaska”, ha affermato il portavoce del cancelliere. “Il cancelliere Merz discuterà con i capi di Stato e di governo lo stato degli sforzi di pace e sottolineerà l’interesse della Germania per un rapido accordo di pace in Ucraina. “I colloqui riguarderanno, tra le altre cose, le garanzie di sicurezza, le questioni territoriali e il continuo sostegno all’Ucraina nella sua difesa contro l’aggressione russa. “Ciò include il mantenimento della pressione delle sanzioni”.

“DIPLOMAZIA DEL GOLF”

Il statunitense “Politico” aveva precedentemente riferito che i leader europei volevano inviare Stubb ai colloqui perché la sua presenza avrebbe potuto contribuire a prevenire potenziali scontri tra Trump e Zelensky in un momento delicato, hanno detto a Politico due diplomatici europei e una persona a conoscenza della questione. Stubb è diventato un influente intermediario tra l’Europa e Trump, ha riportato il quotidiano statunitense “The Wall Street Journal” nel suo ampio profilo su Stubb pubblicato all’inizio di questa settimana, in seguito a quella che è ampiamente indicata come la “diplomazia del golf”. Si racconta che Stubb abbia affascinato il presidente degli Stati Uniti d’America durante un viaggio di golf in Florida a marzo. Da allora, Stubb e Trump si sono scambiati messaggi e conversazioni frequenti, spesso all’alba, ora finlandese.

La camera ardente per Pippo Baudo lunedì dalle 10 al Delle Vittorie

Roma, 17 ago. (askanews) – Sarà il Teatro delle Vittorie, uno dei luoghi che lo hanno visto tante volte protagonista, ad accogliere il feretro di Pippo Baudo per un ultimo saluto da parte del pubblico che lo ha tanto amato nel corso della sua sessantennale ed eccezionale carriera. Con questo tributo, voluto dai vertici Rai in accordo con i suoi famigliari, sono anche stati stabiliti gli orari di apertura della camera ardente: dalle 10 di lunedì 18 agosto fino alle 20 (per permettere alle persone ancora in fila di accedere); dalle 9 fino alle 12 di martedì 19 agosto. Lo riferisce la Rai in una nota.

I funerali si terranno nella sua amata Militello Val di Catania, il 20 agosto alle ore 16 nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

Papa pranza con poveri a Castel Gandolfo, è la prima volta di Prevost

Roma, 17 ago. (askanews) – Papa Leone è arrivato all’interno del Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo per condividere, presso il “Padiglione del Riposo”, il pranzo con una rappresentanza dei poveri del territorio (110 persone), ospiti delle strutture di accoglienza del territorio e delle case famiglia, persone senza fissa dimora e utenti dei Centri di ascolto.

Partecipano anche il Vescovo di Albano, mons. Vincenzo Viva, il direttore della Caritas della diocesi di Albano, Alessio Rossi, il sindaco di Albano laziale, Massimiliano Borelli, il sindaco di Castel Gandolfo, Alberto De Angelis e alcuni operatori della Caritas, tra cui sacerdoti e religiose, stretti collaboratori della Caritas diocesana. Il pranzo è organizzato dalla diocesi di Albano in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale (che gestisce il Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo).

Il menù del pranzo – si legge in una nota – rispetta i dettami delle religioni professate dagli assistiti della Caritas e prevede: Aperitivo dei Castelli, Lasagna dell’orto, Parmigiana della Tradizione, Arrosto di vitella con erbette saltate, Macedonia di frutta e dolce (ribattezzato per l’occasione Dolce Leone).

Ucraina, per il NYTimes Trump vuole sacrificare il Donbass

Roma, 17 ago. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump sarebbe favorevole alla cessione di territori ucraini alla Russia come parte dell’accordo di pace. Secondo il New York Times, il presidente Usa sosterrà un piano che prevede la rinuncia di Kiev alla regione del Donbass. Una condizione – secondo i media Usa – richiesta da Putin durante il vertice e che favorirebbe un accordo di pace con il congelamento della linea del fronte nella regione ucraina meridionale di Kherson e Zaporizhzhia.

Il Papa: portare nel mondo amore non armi, e abbattiamo i muri

Roma, 17 ago. (askanews) – “Cari amici, il mondo ci abitua a scambiare la pace con la comodità, il bene con la tranquillità. Per questo, affinché in mezzo a noi venga la sua pace, lo shalom di Dio, Gesù deve dirci: ‘Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!'”. L’invito del Papa, alla messa celebrata ad Albano, è a “non vivere più per noi stessi, di portare il fuoco nel mondo. Non il fuoco delle armi, e nemmeno quello delle parole che inceneriscono gli altri. No. Ma il fuoco dell’amore, che si abbassa e serve – dice – che oppone all’indifferenza la cura e alla prepotenza la mitezza; il fuoco della bontà, che non costa come gli armamenti, ma gratuitamente rinnova il mondo. Può costare incomprensione, scherno, persino persecuzione, ma non c’è pace più grande di avere in sé la sua fiamma”, chiosa Leone.

“Forse i nostri stessi familiari, come preannuncia il Vangelo, e persino gli amici si divideranno su questo. E qualcuno – prosegue il Pontefice – ci raccomanderà di non rischiare, di risparmiarci, perché importa stare tranquilli e gli altri non meritano di essere amati. Gesù invece si è immerso nella nostra umanità con coraggio. Ecco il ‘battesimo’ di cui parla: è il battesimo della croce, un’immersione totale nei rischi che l’amore comporta. E noi quando, come si dice, ‘facciamo la comunione’, ci alimentiamo di questo suo dono audace. La Messa nutre questa decisione”, conclude il Pontefice.

“Ognuno è un dono per gli altri. Abbattiamo i muri”, ha anche detto il Papa. “Ringrazio chi opera in ogni comunità cristiana per facilitare l’incontro fra persone diverse per provenienza, per situazione economica, psichica, affettiva: solo insieme – ha aggiunto – solo diventando un unico Corpo in cui anche il più fragile partecipa in piena dignità, siamo il Corpo di Cristo, la Chiesa di Dio”.

Stop al grande caldo, arriva la burrasca di fine estate

Roma, 17 ago. (askanews) – Dopo tanto tanto sole e temperature ben oltre le medie climatiche, l’Italia si prepara a un deciso cambio di scenario atmosferico con i primi temporali che faranno poi da apripista alla classica burrasca di fine estate e una generale diminuzione delle temperature.

Mattia Gussoni, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma la svolta dopo settimane di caldo intenso in compagnia dell’anticiclone subtropicale. L’alta pressione inizierà a cedere il passo già nel corso di domenica 17 agosto quando sono previsti i primi temporali sull’arco alpino centro orientale (localmente qualche cella temporalesca potrebbe sfondare fin sulle pianure del Triveneto), sulle zone interne del Centro Sud e sulla Sicilia ionica. Anche le temperature massime subiranno un calo rispetto agli ultimi giorni. Questo sarà solo il preludio a quello che succederà dal 20/21 Agosto. L’ingresso improvviso di correnti più instabili in discesa dal Nord Europa sui nostri mari darà origine a un pericoloso ciclone mediterraneo. La nuova svolta atmosferica, configurabile come la classica burrasca di fine Estate, sarà caratterizzata dallo scontro tra masse d’aria di natura opposta: da una parte l’aria fresca in discesa dal Nord Europa, dall’altra quella calda in risalita dal Nord Africa.

Con una configurazione di questo tipo non si possono escludere fenomeni estremi come grandinate o ancora peggio le famigerate alluvioni lampo: come anche la cronaca recente ci insegna, queste temibili macchine atmosferiche possono scaricare fino a 150 mm di pioggia in pochissime ore (questa è la quantità d’acqua che cade solitamente in quasi 2 mesi in molte città del Centro Nord a fine Estate). Un fattore da tenere in considerazione, infine, anche per le prossime settimane/mesi sarà la temperatura già fin troppo elevata dei nostri mari, che potrebbe fornire l’energia necessaria in più per lo sviluppo di celle temporalesche particolarmente violente.

Prepariamoci ad una decisa svolta, dopo il caldo rovente e opprimente delle ultime settimane sta per arrivare la burrasca di fine Estate e soprattutto una generale diminuzione delle temperature massime.

NEL DETTAGLIO Domenica 17. Al Nord: sole e caldo; temporali sulle Alpi orientali e vicine pianure del Triveneto. Al Centro: sole; temporali in montagna. Al Sud: occasionali temporali su Appennini e zone vicine, sole e caldo altrove.

Lunedì 18. Al Nord: sole prevalente. Al Centro: temporali su zone interne; sole altrove. Al Sud: temporali sulle zone montuose; soleggiato altrove.

Martedì 19. Al Nord: sole; temporali più presenti sulle Alpi, in pianura al Nordovest entro sera. Al Centro: sole; temporali su zone montuose. Al Sud: prevalenza di sole ovunque..

TENDENZA: temperature in graduale diminuzione, burrasca di fine Estate da mercoledì 20.

Ue, von der Leyen: oggi accolgo Zelensky a Bruxelles, domani Casa Bianca

Milano, 17 ago. (askanews) – “Questo pomeriggio darò il benvenuto a Volodymyr Zelensky a Bruxelles. Insieme parteciperemo alla Coalizione dei Volonterosi”. Lo ha scritto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, su X. “Su richiesta del presidente Zelensky, domani parteciperò all’incontro con il presidente Trump e altri leader europei alla Casa Bianca” ha aggiunto.

Secondo la portavoce Arianna Podestà, la partecipazione domani alla Casa Bianca di von der Leyen si intende in presenza. “Andrà a Washington, Dc”, ha detto Podestà.

Summit Alaska, l’offerta di Putin: territori, lingua russa, no a Nato

Milano, 17 ago. (askanews) – Le proposte di Mosca per l’Ucraina, discusse in Alaska dal presidente russo Vladimir Putin e dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, includono non solo la richiesta che Kiev ceda i suoi territori orientali, ma anche la concessione di uno status ufficiale alla lingua russa. Tra le altre cose, Mosca sta cercando di impedire all’Ucraina di aderire alla NATO , anche se Putin sembra essere stato aperto al fatto che l’Ucraina riceva alcune garanzie di sicurezza, hanno affermato le fonti di Reuters, a quanto riportato sul suo sito.

Gli interlocutori dell’agenzia hanno affermato che la loro conoscenza delle proposte di Putin si basa in gran parte sulle discussioni tra i leader di Europa, Stati Uniti e Ucraina e hanno sottolineato che non è completa. La proposta di Putin esclude un cessate il fuoco fino al raggiungimento di un accordo di pace.

Putin si aspetterebbe che almeno alcune delle sanzioni contro la Russia vengano revocate. E questo coinciderebbe anche con altre fonti emerse sui media di opposizione russi, come ad esempio Insider Finance che vede in pole position

Il tutto alla vigilia del viaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che si recherà a Washington lunedì per discutere con Trump di una possibile soluzione alla guerra, scatenata da Putin il 24 febbraio 2022.

Secondo la visione russa, Kiev dovrebbe ritirare completamente le truppe dalle regioni di Donetsk e Lughansk in cambio dell’impegno di Mosca a congelare la linea del fronte nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia.

Secondo alcune fonti, la Russia sarebbe pronta a restituire aree relativamente piccole del territorio ucraino da essa occupate nelle regioni di Sumy e Kharkiv.

Le fonti della pubblicazione affermano che il leader russo ha anche chiesto il riconoscimento almeno formale della sovranità russa sulla Crimea (annessa unilateralmente nel 2014). Non è chiaro se ciò significhi il riconoscimento da parte del governo degli Stati Uniti o, ad esempio, da parte di tutte le potenze occidentali e dell’Ucraina.