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sabato, 24 Gennaio, 2026
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Alla Camera il 30 anniversario della Costituzione dell’Azerbaigian

Roma, 10 dic. (askanews) – Nella prestigiosa Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, su iniziativa del presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano, si tenuta marted 9 dicembre un’iniziativa per celebrare i trent’anni della Costituzione della Repubblica dell’Azerbaigian, un momento volto a rafforzare i solidi rapporti tra Roma e Baku, come sottolineato in apertura dall’Ambasciatore azerbaigiano in Italia, Rashad Aslanov.

Nel corso della mattinata, in seguito ai saluti istituzionali, si sono susseguiti gli interventi del senatore Marco Scurria, presidente del Gruppo di amicizia – Unione parlamentare Italia-Azerbaigian, dell’omologo azerbaigiano, il presidente Azer Karimli, del deputato Nurlan Hasanov e del prof. Sandro Staiano, presidente del Comitato Scientifico Cespam dell’Universit di Napoli Federico II.

La Costituzione ha rappresentato e rappresenta, come sostenuto dal prof. Staiano un “impegnativo processo costituente”, un “passaporto” per il futuro del paese caucasico, come sottolineato dall’ambasciatore Aslanov, una “costituzione che risponde a tutte le domande” dello Stato azerbaigiano.

“Stiamo celebrando in Italia, in un luogo importante come il Parlamento italiano, il trentesimo anniversario della Costituzione della Repubblica di Azerbaigian, una Costituzione giovane, una Costituzione che definisce come uno Stato deve sviluppare il pilastro come principale Legge dello Stato”, ha detto l’ambasciatore.

Un legame solido, quello tra l’Italia e l’Azerbaigian, ha ribadito il presidente Karimli, il quale ha sottolineato la relazione speciale tra Roma e Baku, suggellata anche dalla visita di Stato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in terra azerbaigiana: “L’Italia il principale, e posso dire il primo Paese europeo con cui abbiamo una relazione molto buona. E nel mio intervento ho spiegato perch: per due motivi.

Prima di tutto perch l’Italia stata uno dei primi Paesi europei che ha sempre sostenuto l’integrit territoriale dell’Azerbaigian, anche durante la guerra dei 44 giorni nel 2020. Inoltre, una delegazione parlamentare italiana della Camera e del Senato, composta da sette deputati ha visitato l’Azerbaigian immediatamente dopo la fine della guerra: era il 7 dicembre 2020. Hanno visitato i territori liberati e la citt, e hanno visto con i propri occhi ci che era accaduto in quei territori. Hanno espresso la loro opinione a riguardo, e apprezziamo molto questa posizione dei politici e del Parlamento italiano”.

La giornata dedicata al compleanno della Costituzione azerbaigiana stata promossa da Pagano, il quale ha incoraggiato questa iniziativa per riaffermare che le relazioni tra i due Stati vanno “ben oltre” i soli legami energetici: “Abbiamo voluto celebrare questo compleanno questo trentesimo compleanno proprio per consolidare i rapporti fra Italia e Azerbaigian, spiegando tra l’altro che per noi fondamentale capire cosa afferma la Costituzione dell’Azerbaigian e quanto in questi trent’anni, bench apparentemente pochi invece sia accresciuto questo paese, si sia avvicinato al nostro mondo, alla nostra cultura e devo dire che siccome per molti il rapporto fra Italia e Azerbaigian circoscritto al rapporto, diciamo al fabbisogno energetico che l’Italia soddisfa attraverso il gas proveniente dall’Azerbaigian in realt non pi solo questo fortunatamente perch il rapporto di partenariato va ben oltre”.

Una relazione che diviene, secondo Pagano, un “collegamento fondamentale” tra l’area sud caucasica e quella europea-mediterranea.

Venerus annuncia "Speriamo – Il tour 2026", 9 live in Italia

Milano, 10 dic. (askanews) – Dopo il successo del suo ultimo album in studio “Speriamo”, seguito dalla pubblicazione del singolo “Sentire” in collaborazione con Angelina Mango, Venerus annuncia “Speriamo – Il tour 2026”, 9 esclusivi appuntamenti live nei club che partiranno il 3 aprile dall’Afterlife di Perugia e toccheranno le principali città italiane.

Con”Speriamo – Il tour 2026″ l’artista porterà dal vivo i brani contenuti nel suo ultimo album insieme alle tracce che hanno contribuito ad affermare Venerus come una tra le penne più innovative ed espressive degli ultimi anni.

Uno spettacolo immersivo che nasce come estensione naturale del disco, un viaggio dal vivo pensato per accogliere e restituire tutte le sue molteplici sfumature. Sul palco le canzoni diventano materia viva: si trasformano, respirano, si intrecciano ai racconti e alle emozioni che hanno attraversato le loro “ere” creative, portando con sé le tempeste, le intuizioni e gli incontri che ne hanno segnato la nascita. Ogni tappa del tour diventa così un rituale collettivo, un luogo in cui il pubblico viene invitato a condividere quello stesso fiducioso abbandono che abita il disco, quel «speriamo» che oggi è quasi un mantra quotidiano.

A seguire le date di “Speriamo – Il tour 2026” organizzato e prodotto da Magellano Concerti.

03 Aprile 2026 – Perugia – afterlife – data zero 07 aprile 2026 – Padova – hall 10 aprile 2026 – Venaria reale (to) – teatro concordia 11 aprile 2026 – Bologna – estragon 13 aprile 2026 – Firenze – viper theatre 15 aprile 2026 – Roma – atlantico 16 aprile 2026 – Napoli – duel club 18 aprile 2026 – Molfetta (ba) – eremo club 21 aprile 2026 – Milano – alcatraz

I biglietti per le date del tour sono disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita tradizionali. Angelina Mango in rotazione radiofonica da venerdì 5 dicembre.

A 80 anni da processo, Fondazione Museo Shoah presenta "Norimberga"

Roma, 10 dic. (askanews) – In occasione degli 80 anni dall’inizio del Processo di Norimberga, la Fondazione Museo della Shoah presenta l’anteprima italiana del film “Norimberga”, diretto da James Vanderbilt e distribuito in Italia da Eagle Pictures. L’evento, in programma giovedì 11 dicembre alle 20 a The Space Cinema Roma Moderno, rappresenta – affermano gli organizzatori – non solo una proiezione cinematografica, ma anche un momento di riflessione collettiva su uno dei passaggi più decisivi della storia del Novecento.

Avviato il 20 novembre 1945, il Processo di Norimberga segnò un punto di svolta nella storia della responsabilità penale internazionale: per la prima volta, i principali esponenti del regime nazista furono chiamati a rispondere dei propri crimini davanti a un tribunale internazionale. I Principi di Norimberga nati da quell’esperienza continuano oggi a rappresentare un riferimento imprescindibile per la tutela della giustizia, della verità e della dignità umana.

La serata si aprirà con gli interventi istituzionali di Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, e di Mario Venezia (nella foto, ndr), Presidente della Fondazione Museo della Shoah, con l’introduzione di Claudia Conte.

“Offrire agli amici e sostenitori della Fondazione la possibilità di vedere in anteprima un’opera di così grande valore è per noi motivo di forte orgoglio – ha affermato il Presidente della Fondazione Mario Venezia sottolineando l’importanza della proiezione – Da anni, la Fondazione utilizza il cinema come potente mezzo comunicativo per trasmettere in modo chiaro e accessibile gli elementi essenziali legati alla Shoah. Per questo siamo particolarmente fieri di presentare un’opera che unisce la forza del linguaggio cinematografico al prestigio internazionale del film e dei suoi protagonisti”.

Ispirato al libro “The Nazi and the Psychiatrist” di Jack El-Hai, Norimberga racconta il confronto psicologico tra lo psichiatra dell’esercito americano Douglas Kelley (Rami Malek), incaricato di valutare la salute mentale dei gerarchi nazisti, e il gerarca Hermann Goering (Russell Crowe). Attraverso i loro colloqui emerge un’indagine profonda sulla responsabilità individuale e sulle radici dell’ideologia totalitaria. Michael Shannon interpreta il procuratore Robert H. Jackson, impegnato nella costruzione dell’impianto accusatorio che avrebbe segnato la storia della giurisprudenza internazionale.

Il film restituisce la tensione di quei giorni decisivi, intrecciando dramma storico, introspezione psicologica e narrazione giudiziaria, offrendo una prospettiva nuova su uno dei capitoli più complessi e cruciali del Novecento.

Con questa proiezione speciale, la Fondazione Museo della Shoah ha affermato di rinnovare il proprio impegno nella divulgazione storica e nella promozione di una cultura della memoria consapevole e partecipata; il pubblico potrà assistere all’anteprima italiana di “un’opera destinata a diventare un punto di riferimento nel panorama cinematografico dedicato alla memoria della Shoah e al diritto internazionale”.

E’ morta Sophie Kinsella, autrice di "I love shopping"

Roma, 10 dic. (askanews) – Sophie Kinsella, amatissima autrice britannica della serie bestseller I love shopping, è morta all’età di 55 anni. La scrittrice aveva reso pubblica lo scorso anno la sua malattia: un’aggressiva forma di cancro al cervello. Tra due giorni avrebbe compiuto 56 anni.

L’annuncio della scomparsa è arrivato nella mattinata del 10 dicembre tramite un post sui social, pubblicato dalla famiglia sul suo account Instagram: “Siamo addolorati nell’annunciare questa mattina la scomparsa della nostra amata Sophie (alias Maddy, alias Mamma). È morta serenamente, trascorrendo i suoi ultimi giorni con i suoi veri amori: la famiglia, la musica, il calore, il Natale e la gioia. Non possiamo immaginare come sarebbe la vita senza la sua radiosità e il suo amore per la vita”. Nel messaggio, i familiari hanno ricordato la forza con cui la scrittrice aveva affrontato la malattia: “Nonostante la malattia, sopportata con un coraggio inimmaginabile, Sophie si considerava davvero fortunata: aveva una famiglia e degli amici così meravigliosi e aveva avuto lo straordinario successo della sua carriera di scrittrice. Non dava nulla per scontato ed era eternamente grata per l’amore ricevuto. Ci mancherà tantissimo, ci spezzano i cuori”.

Nata a Londra il 12 dicembre 1969 come Madeleine Sophie Wickham, Kinsella era diventata una delle autrici più popolari del filone chick lit grazie al romanzo I Love Shopping, pubblicato nel 2000 e divenuto un fenomeno mondiale. In Italia i suoi libri sono editi da Mondadori. La sua eroina più celebre, Becky Bloomwood, protagonista dell’intera saga, è una giovane donna brillante, impulsiva e incapace di resistere agli acquisti: un personaggio che ha conquistato lettori di ogni età, diventando un’icona della narrativa rosa contemporanea. Dal romanzo è stato tratto nel 2009 un film diretto da P. J. Hogan con Isla Fisher nel ruolo principale.

Nel 2024 Kinsella aveva raccontato pubblicamente la propria malattia con un messaggio rivolto ai fan: “Nel 2022 mi è stato diagnosticato il glioblastoma, una forma aggressiva di cancro al cervello. Non ho condiviso prima questa notizia perché volevo assicurarmi che i miei figli fossero in grado di ascoltare ed elaborare la notizia e adattarsi alla nostra “nuova normalità”.

Con la sua scrittura brillante e ironica, Sophie Kinsella ha lasciato un segno profondo nella narrativa contemporanea, regalando a milioni di lettori leggerezza, umorismo e personaggi indimenticabili.

Migranti, Meloni: protocollo Albania sta diventando prassi comune europea

Roma, 10 dic. (askanews) – “L’Italia ha anche lavorato per proporre soluzioni innovative che sono ora viste con crescente interesse e stanno gradualmente diventando prassi comune. Mi riferisco innanzitutto al protocollo che abbiamo firmato con l’Albania”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento alla seconda Conferenza internazionale dell’Alleanza globale per contrastare il traffico di migranti in corso a Bruxelles.

“L’obiettivo – ha aggiunto – è processare le richieste di asilo e le procedure di rimpatrio al di fuori dell’Ue, ma sotto giurisdizione europea. Questo modello ha fatto strada a livello europeo, e ciò è dimostrato dall’accordo raggiunto pochi giorni fa dai ministri degli Affari interni dell’Ue sull’introduzione del concetto di paesi terzi sicuri e dell’elenco europeo dei paesi di origine sicuri, nonché sul nuovo regolamento sui rimpatri che prevede la possibilità di istituire hub per i rimpatri in paesi terzi”.

Arriva il 12 dicembre l’album live di Alfa "Allo stesso BPM"

Milano, 10 dic. (askanews) – Si è concluso al Palazzo dello Sport di Roma il tour straordinario di Alfa, prodotto da A1 Concerti, un viaggio che per due anni ha attraversato l’Italia e l’Europa collezionando sold out e abbracciando migliaia di persone. Dalle principali città italiane all’estate nei festival, fino alle tappe europee e al ritorno nei palazzetti, Alfa ha vissuto un percorso umano e artistico intenso, fatto di incontri, sorrisi e cori che hanno riempito ogni sera allo stesso ritmo. Durante la data conclusiva di Roma, in un momento carico di significato, l’artista si è tatuato sul palco un numero che rappresenta la somma degli spettatori che lo hanno accompagnato in questo lungo viaggio. Un gesto simbolico, inciso sulla pelle, per non dimenticare mai l’energia di chi lo ha sostenuto e cantato con lui. Per ringraziare tutte le persone che lo hanno seguito dal vivo, Alfa ha deciso di pubblicare in digitale – per Artist First – un disco live che raccoglie l’essenza, la forza e le emozioni di questi due anni irripetibili. Il progetto si intitola “Allo stesso BPM”, una frase che Alfa ripete spesso nei suoi concerti e che racchiude il senso più profondo del suo rapporto con il pubblico: vivere insieme, alla stessa velocità, le stesse emozioni.

Per i turisti stranieri in Usa potrebbe esserci l’obbligo di controllo dei profili social

Roma, 10 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti stanno valutando di inserire l’obbligo di controlli sui profili social media dei turisti stranieri in visita negli Usa. Lo scrivono il New York Times e il Washington Post. La proposta si è concretizzata ieri con la pubblicazione di un avviso sul Federal Register, la rivista ufficiale del governo federale Usa che contiene le regole delle agenzie governative: l’amministrazione Trump vuole esigere dai visitatori che beneficiano del visto “Visa Waiver Program” (ESTA) di fornire la cronologia dei propri account sui social media degli ultimi cinque anni.

Cucina italiana patrimonio Unesco, Mutti: ci riempie di orgoglio

Milano, 10 dic. (askanews) – “E’ una bellissima notizia che ci riempie di orgoglio. Il food italiano un elemento cardine delle nostre esportazioni, oltre 70 miliardi in costante crescita, una eccellenza. E questo riconoscimento veramente la ciliegina sulla torta di quella che una delle tante eccellenze del made in Italy”. Cos Francesco Mutti, presidente di Centromarca e Ceo dell’omonima azienda di trasformazione del pomodoro, ha commentato a caldo il riconoscimento per la cucina italiana di patrimonio dell’umanit da parte dell’Unesco, a margine del consueto punto stampa di fine anno dell’associazione dell’industria di marca italiana a Milano.

Lagarde (Bce): per finanziare la difesa comune servono gli eurobond

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il mio predecessore e alcuni colleghi (alla Bce) sostengono che dovremmo avere dei titoli di debito comuni europei, simili ai Treasuries Usa e che dovremmo farlo per la difesa. Lo abbiamo fatto per il Covid perché era una questione vitale e la difesa è a sua volta una questione vitale. È un mio parere personale”. Così la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata in diretta dal Financial Times, si è detta a favore della emissione di eventuali “eurobond” per finanziare le spese in difesa nella Unione europea.

Carcere, Mattarella: in alcuni istituti condizioni inaccettabili

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il volontariato ha valorizzato” i percorsi culturali “consentendo di creare qui a Rebibbia iniziative esemplari ma non si può ignorare che non dovunque è così” anzi “alcuni istituti hanno condizioni inaccettabili”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all’inaugurazione dell’istallazione permanente “Benu” di Eugenio Tibaldi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia.

L’auspicio del capo dello Stato è quindi che “questo messaggio” in occasione dei 50 anni dalla nascita dell’ordinamento penitenziario “venga raccolto, sviluppato e praticato. Per questo sono lieto di essere qui – ha aggiunto – per sottolineare quanto sia importante per il paese e per la società che vengano assicurati dei percorsi di coinvolgimento culturale e professionale di prospettiva di futuro”.

Mattarella ha ascoltato le testimonianze di tre detenuti che hanno iniziato un percorso artistico o culturale e ha osservato che tutti e tre “hanno in comune questo significato di rinascita e di futuro, non solo la speranza ma la certezza del futuro”. Inoltre l’installazione di Tibaldi è stata “un grande lavoro perchè ha dato voce, veicolo strumento della sensibilità e degli spunti artistici delle donne di Rebibbia”.

Carcere, Mattarella: cultura terreno per costruire recupero e rinascita

Roma, 10 dic. (askanews) – “La volontà di rinascita è indirizzata qui a Rebibbia attraverso percorsi culturali, attraverso arte, studio, teatro: la cultura è il terreno migliore, più alto per costruire futuro, recupero e rinascita”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Rebibbia per l’inaugurazione dell’istallazione permanente “Benu” di Eugenio Tibaldi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia.

“E’ significativo” secondo il capo dello Stato “perchè questo è il 50esimo” anniversario dalla nascita “dell’ordinamento penitenziario italiano che rappresentò una svolta con il rifiuto e il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità con la affermazione obbligatoria del fine rieducativo della pena, e del progetto e della missione degli istituti di costituire opportunità di socializzazione”.

E’ morto a 100 anni l’ex senatore Pci Sergio Flamigni. Schlein: ha cercato la verità

Roma, 10 dic. (askanews) – E’ morto a 100 anni Sergio Flamigni, partigiano, ex deputato e senatore del Pci. “Se c’è una parola che ha contraddistinto la vita di Sergio Flamigni – dice la segretaria del Pdá Elly Schlein, dopo aver appreso della scomparsa del parlamentare – questa è forse verità: partigiano, parlamentare, è stato, soprattutto, un instancabile studioso del caso Moro. Con l’Archivio Flamigni, che costituisce un patrimonio unico di materiali e testimonianze, ha voluto poi mettere a disposizione di tutte e tutti ciò che aveva raccolto in materia di terrorismo, stragi, mafia, P2. E’ stato tra i più attenti e tenaci ricercatori delle zone d’ombra della vicenda Moro, delle responsabilità e dei depistaggi e ha dedicato tutta la vita alla difesa della democrazia, della Costituzione, della memoria storica. Gli siamo grati di tutto, e gliene saremo sempre”.

Daniele Novara: Australia ha dato il via stop social, ora Italia e Ue

Roma, 10 dic. (askanews) – “L’Australia ha dato il via: è il primo paese a decidere di vietare l’uso dei social media ai minori di 16 anni, proteggendo così i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze da un’invasione che ha lasciato il segno su un’intera generazione e che rischia sempre più di incidere, in modo estremamente negativo, sullo sviluppo della nostra società, spingendo verso forme di dipendenza e soprattutto di isolamento, di cui i nostri figli e le nostre figlie non hanno certo bisogno”: è il commento di Daniele Novara, pedagogista, autore di best seller e direttore del CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti), dopo l’entrata in vigore in Australia del divieto di utilizzo dei social network sotto i 16 anni.

Novara ha fatto “i complimenti all’Australia” e ha detto di rimanere in attesa che anche l’Europa e l’Italia si decidano a introdurre una normativa che permetta, come già avviene per alcol e tabacco, di offrire agli educatori, in primis ai genitori, uno strumento che non sia solo una predica o uno ‘spiegone’, ma una cornice legislativa entro cui collocare le scelte educative necessarie”.

“La scuola è stata messa in sicurezza e tutelata con la legittima proibizione dell’utilizzo dello smartphone durante l’attività scolastica – ha continuato il pedagogista – ma fuori i genitori restano ancora soli e senza sostegno giuridico nel gestire un’invadenza che ha la potenza delle più grandi piattaforme digitali del mondo”.

“È una lotta impari: nessun genitore può farcela da solo, anche se la nostra iniziativa, lanciata più di un anno fa con Alberto Pellai e sostenuta da grandi scienziati, ha cominciato a mettere un bastone tra le ruote a questi ingranaggi di un mercato cinico e spietato, che lucra sui più piccoli e i più giovani, cioè i più fragili”, ha concluso Novara, augurandosi che “la data del 9 dicembre sia dunque segnata su tutti i calendari come l’inizio di una visione più attenta e più educativa sull’uso degli strumenti digitali, in primis lo smartphone”.

Qui il testo della petizione che ha raggiunto più di 100.000 firme promossa da Novara e Pellai:

https://www.change.org/p/stop-smartphone-e-social-sotto-i-14-e-16-anni-ogni-tecnologia-ha-il-suo-giusto-tempo

Carcere, Mattarella: istituti pena non siano isolati dal mondo esterno

Roma, 10 dic. (askanews) – “Gli istituti di pena non devono essere isolati dal mondo esterno ma devono far parte come è doveroso, del mondo della nostra Repubblica”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della sua visita a Rebibbia.

Perciò è “indispensabile l’esigenza di collaborazione tra la polizia penitenziaria, che ha un ruolo deciviso in questi percorsi” e “il mondo del volontariato che è il veicolo principale di comunicazione con l’esterno e quindi permette di garantire futuro e rinascita”.

Lagarde: potremmo alzare ancora le nostre previsioni economiche

Roma, 10 dic. (askanews) – La Banca centrale europea potrebbe nuovamente rivedere in meglio le sue previsioni sull’economia, in occasione del Consiglio direttivo che si svolgerà la prossima settimana. Lo ha affermato la presidente Christine Lagarde, intervistata in diretta dal Financial Times.

“L’economia europea sta facendo meglio di quanto si temesse, possiamo dire che è resiliente e che la crescita resiste. Nell’ultimo esercizio di previsioni abbiamo alzato le nostre attese e sospetto che potremmo farlo ancora a dicembre – ha detto -. Non mi sbilancio perché sarà la prossima settimana, ma la zona euro sta resistendo meglio di quanto avessimo anticipato ad aprile, quando tra dazi e la guerra che stava imperversando tutti pensavano che l’area euro sarebbe caduta pesantemente”.

“L’economia sta facendo meglio” del previsto, ha detto ancora Lagarde. “Siamo vicini al potenziale ma c’è ancora tanto da fare per migliorare la situazione e migliorare la produttività dell’area euro”.

Natale, per concerto in Basilica Assisi anche cantante Noemi

Roma, 10 dic. (askanews) – Compie 40 anni il Concerto di Natale nella Basilica di San Francesco. Lo fa con un’edizione speciale, che unirà alla musica della tradizione natalizia brani del repertorio contemporaneo, grazie anche alla partecipazione di Noemi. Il concerto verrà registrato sabato 13 dicembre alle 11 nella chiesa superiore della Basilica e verrà poi trasmesso il 25 dicembre alle 12.30 su Rai1 e in Eurovisione dopo il messaggio di Natale e la benedizione ‘Urbi et Orbi’ di Papa Leone XIV. Oltre alla cantante, saranno protagonisti di questa edizione Lucie Horsch al flauto dolce, il controtenore Carlo Vistoli, a cui si uniranno il coro di voci bianche “I Piccoli Musici”, guidati dal maestro Mario Mora, e i tenori e bassi del “Coro Maghini” guidati dal maestro Claudio Chiavazza. Ad accompagnare gli artisti sarà l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal Maestro William Eddins. “Quarant’anni del concerto – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – sono un segno molto bello della collaborazione tra Sacro Convento e RAI. Si tratta di un motivo di gioia ma è anche motivo per ricordare tutte le persone, in particolare p. Vincenzo Coli che ci guarda dal cielo, che hanno colto il valore culturale, spirituale e sociale di questa intesa tra i frati e la dirigenza RAI nel nome della pace e della fraternità proprio nel periodo più caro a san Francesco, che è appunto quello del Natale. Mentre ringraziamo tutti coloro che rendono possibile questa bellissima esperienza di bellezza e di fraternità, che oltrepassa grazie alla TV i confini della nostra Basilica e abbraccia il mondo, continuiamo a invocare tutti, ciascuno secondo le sue possibilità, a essere operatori e promotori di pace: ne abbiamo troppo bisogno per rinviare il nostro contributo a domani”. Il Concerto di Natale è quest’anno realizzato in collaborazione con Rai Cultura, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Umbria e con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

Etica SGR sceglie la Pace per celebrare i 25 anni

Roma, 9 dic. (askanews) – La pace come diritto umano della persona e dei popoli. Questo il tema scelta da Etica SGR per il convegno che ha festeggiato i suoi 25 anni. Nella suggestiva location dell’Ara Pacis, andata in scena una tavola rotonda che ha coinvolto istituzioni, accademici, studiosi, operatori finanziari e rappresentanti della societ civile. Il quadro globale evidenzia oggi il record storico per la spesa militare mondiale: 2.718 miliardi di dollari toccati nel 2024. Oltre 50 conflitti attivi, 78 Paesi coinvolti in dinamiche di instabilit. Una tendenza che deteriora sia la sfera della sicurezza che quella della produttivit. Come sottolineato da Marco Carlizzi, presidente di Etica SGR, la sostenibilit un concetto che sta venendo attaccato in questo periodo storico

“Essere sostenibili oggi vuol dire essere sostenibili al 100%, vuol dire essere coerenti con una storia che dura da 25 anni e che iniziata prima con Banca Etika e poi si unita con Etika SGR. Vuol dire non seguire le mode e avere un’ottica di lungo periodo. Un’ottica che guarda non soltanto al profitto e alla remunerazione ma vuol dire guardare al benessere collettivo”.

C’ chi definisce sostenibile il costo umano e ambientale che i conflitti impongono alla societ. Nel talk, portato avanti tra i tanti Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Universit di Padova e Susi Snyder, Programme Coordinator di ICAN, Premio Nobel per la Pace 2017, hanno cercato di proporre un’alternativa a questa visione, supportato dal direttore generale di Etica SGR Roberto Grossi:

“Quest’anno occupiamo 25 anni, quando nata la societ di finanza sostenibile si parlava assai poco e devo dire che in questo quarto di secolo in realt tante cose sono state fatte anche molto positive, la finanza sostenibile stata un po’ sdoganata, soprattutto in quello che era uno dei temi che inizialmente lasciavano un po’ di problemi alla sua crescita, questo falso mito che investire in finanza sostenibile fosse un po’ rinunciare a potenziare il rendimento, tutto questo stato sdoganato, stato oramai un mercato in grande crescita a livello mondiale, per ho anche detto che nell’ultimo bianco qualche passo indietro lo stiamo vedendo perch l’attenzione oramai si sta ponendo su altre tematiche, soprattutto i temi della guerra, le crisi geopolitiche e quant’altro che ahim poco hanno a che fare con la sostenibilit”.

Il volume pubblicato dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Universit di Padova intitolato La Pace come diritto umano della persona e dei popoli serve proprio a questo: mostrare come la pace non solo un valore etico, ma anche una variabile economica determinante, cruciale per lo sviluppo dei paesi.

Synergie Group, parte da Milano il nuovo “Job Tour”

Milano, 10 dic. (askanews) – Parte da Milano un progetto che punta a rivoluzionare il modo di fare recruiting in Italia. il Job Tour di Synergie, con un van completamente elettrico che nei prossimi due anni viagger attraverso la Penisola per portare servizi di orientamento e selezione direttamente nei luoghi pi frequentati dalle persone.

La prima suggestiva tappa Piazza Tre Torri a Milano dove il mezzo stato presentato ufficialmente alla presenza del Presidente e CEO di Synergie Group, Victorien Vaney, che sottolinea l’importanza e il valore del mercato italiano per l’azienda, secondo solo a quello francese. A bordo del van, tecnologia e capitale umano si incontrano: strumenti digitali avanzati e sistemi di intelligenza artificiale supporteranno recruiter e candidati, rendendo pi efficienti i processi di incontro tra domanda e offerta.

Marco Valsecchi, Amministratore Delegato Synergie Italia, ha dichiarato: “Questo progetto per noi importantissimo perch, in un mondo in cui l’intelligenza artificiale e la digital economy diventano sempre pi protagoniste, importante essere vicino ai nostri candidati ed alle persone. Con questa iniziativa vogliamo essere partner HR di prossimit nei territori andando verso i candidati”.

L’iniziativa incarna la volont del gruppo di investire in soluzioni moderne e sostenibili, capaci di facilitare l’accesso al lavoro e rafforzare la presenza dell’azienda nei territori.

“Questo progetto durer due anni e toccher tutte le nostre filiali che, in Italia, sono quasi duecento” – afferma Marco Valsecchi – “Ogni giorno mettiamo al lavoro circa 25.000 persone, vogliamo coinvolgere pi candidati possibili e offrire sempre di pi i nostri servizi per fare in modo che il mercato del lavoro diventi sempre pi florido e inclusivo”.

L’obiettivo quello di avvicinare le opportunit professionali alle comunit locali, portando il lavoro dove sono le persone.

“Il nostro obiettivo molto ambizioso e speriamo di interessare sempre pi persone. Vogliamo, di conseguenza, aumentare il numero di persone messe al lavoro quotidianamente”, ha infine concluso Valsecchi.

Dopo Milano, il Synergie Job tour prosegue con un percorso che toccher tutte le regioni italiane andando incontro a chi alla ricerca di nuove possibilit professionali.

Zona smilitarizzata, Ucraina in Ue nel 2027: WPost svela il piano di pace Usa

Roma, 10 dic. (askanews) – Una zona smilitarizzata lungo tutta la linea del fronte e un’area più profonda interdetta all’artiglieria pesante. L’Ucraina potrebbe entrare nell’Ue entro il 2027, con garanzie di sicurezza “simili all’Articolo 5” da parte degli USA. Questi e altri dettagli del pacchetto negoziale sottoscritto dagli Usa stanno emergendo e il Washington Post descrive oggi un quadro complessivo piuttosto articolato. Ma il compromesso sui confini rimane l’ostacolo principale, osserva il quotidiano statunitense, che ha sentito fonti americane, ucraine ed europee.

Nonostante le tattiche di pressione dell’amministrazione Trump e “la sua incomprensibile simpatia per l’aggressore russo”, evidenzia il Post, un accordo di pace per l’Ucraina sembra avvicinarsi. Ne sembrano convinti almeno i funzionari coinvolti nelle trattative. Negoziati su cui pesano le pressioni del presidente Donald Trump: se continuerà a premere eccessivamente su Volodymyr Zelensky e i suoi alleati europei, è la lettura, questi potrebbero essere spinti a rifiutare e a continuare a combattere nonostante gli altissimi costi.

Il quadro negoziale, coordinato dal genero del presidente Jared Kushner e dall’inviato speciale Steve Witkoff, si articola in tre documenti: un piano di pace vero e proprio, un accordo sulle garanzie di sicurezza e un piano per la ripresa economica.

Ecco i punti cardine, come emergono dall’analisi e dalle fonti del Washington Post.

INTEGRAZIONE EUROPEA RAPIDA L’Ucraina potrebbe aderire all’Unione Europea già nel 2027. L’amministrazione Trump ritiene di poter superare l’opposizione dell’Ungheria. L’adesione è vista non solo come motore economico, ma come strumento per combattere la corruzione endemica e sancire la vittoria del progetto europeo dell’Ucraina.

GARANZIE DI SICUREZZA “STILE NATO” Gli Stati Uniti fornirebbero garanzie di sicurezza “simili all’Articolo 5” per proteggere l’Ucraina da future violazioni russe. Un gruppo di lavoro sta definendo i meccanismi di risposta rapida. Il supporto dell’intelligence USA rimarrebbe fondamentale.

ESERCITO UCRAINO La sovranità ucraina sarebbe protetta da qualsiasi veto russo, ma si negozia sui limiti alle forze armate. La proposta iniziale USA di un esercito di 600.000 uomini potrebbe salire a 800.000.

ZONA SMILITARIZZATA Elemento centrale del piano è la creazione di una zona smilitarizzata lungo l’intera linea del cessate il fuoco, dall’oblast di Donetsk a Zaporizhzhia e Kherson. Dietro questa zona smilitarizzata, sarebbe istituita un’area più profonda in cui sarebbe vietato il dispiegamento di artiglieria pesante. Questo sistema di controllo del confine, ispirato al modello coreano, sarebbe strettamente monitorato.

IL NODO: L’ASSETTO TERRITORIALE I cosiddetti “scambi di territorio” sono una parte ineludibile dell’accordo, ma le linee sono oggetto di durissima trattativa. La Russia esige che l’Ucraina ceda il restante 25% dell’oblast di Donetsk che ancora controlla. I negoziatori USA sostengono che Kiev probabilmente lo perderebbe comunque sul campo nei prossimi sei mesi. Per rendere la pillola meno amara per Zelensky – che insiste sul fatto di non avere “alcun diritto legale” di cedere territorio – si studia la formula coreana: una demarcazione de facto senza rinuncia alle rivendicazioni di sovranità de iure.

ALTRI PUNTI CHIAVE La centrale nucleare di Zaporizhzhia tornerebbe sotto controllo ucraino, con l’ipotesi di una gestione tecnica americana come “tripwire” – un “filo di inciampo” – contro nuove aggressioni.

Per la ricostruzione si prevede di sbloccare parte dei 200 miliardi di dollari di asset russi congelati in Europa e di lanciare un Fondo di Sviluppo per l’Ucraina da 400 miliardi, in collaborazione con BlackRock e la Banca Mondiale.

Casa, Fimaa: risvegliare mercato locazioni per tutelare proprietà

Roma, 10 dic. (askanews) – In Italia non sono le strutture ricettive per gli affitti brevi che rappresentano la causa della crisi delle locazioni ordinarie di lunga durata. Basta ricordare che oltre 8,5 milioni di case – il 25,7% delle abitazioni intestate a persone fisiche – rimangono inutilizzate, nella maggior parte dei casi perché i proprietari hanno paura a concederle in locazione per lunghi periodi. “Questi dati confermano nuovamente che la proprietà della casa rappresenta un bene prezioso per i cittadini italiani”. Lo ha sottolineato Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario della Fimaa Italia-Confcommercio, intervenendo alla presentazione del quarto rapporto Federproprietà-Censis “Case dormienti, una ricchezza sommersa. Proposte per risvegliare il mercato degli affitti non turistici in Italia”.

“L’indagine conferma che, per risvegliare l’offerta locativa, è necessario tutelare la proprietà”, ha detto Pezzetta.

Paradossalmente, l’80% degli italiani ritiene che reimmettere le case dormienti nel mercato delle locazioni rappresenti una risposta adeguata all’emergenza abitativa. Allo stesso tempo però, una percentuale analoga di proprietari (82,9%) rinuncia a locare un’abitazione perché ha paura di non rientrarne in possesso in caso di morosità dell’inquilino. Questo conferma che l’italiano alla proprietà immobiliare ci tiene come patrimonio da valorizzare e da conservare, ma ha bisogno di avere garanzia per riaprire le porte di queste case vuote e, come si fa a dargli torto?

“L’emergenza abitativa è un problema reale che è sotto gli occhi di tutti, nonostante esistano delle case che potrebbero aiutare a fronteggiarla – prosegue il vicepresidente Vicario della Federazione. Fimaa ribadisce in maniera convinta che vanno date certezze ai proprietari in merito alla durata delle locazioni, ai tempi di rilascio alla scadenza del contratto o, peggio ancora, in caso di morosità. In particolare, serve una fiscalità più giusta che non imponga di versare tasse su canoni non percepiti e questo fino alla sentenza esecutiva di sfratto. Vanno inoltre promosse delle agevolazioni fiscali reali per chi concede una propria abitazione per una locazione lunga e la Fimaa di proposte sensate in tal senso ne ha presentate tante nel tempo. Ma è possibile attuare tutte queste misure solo se si rivede totalmente la normativa per allinearla alle esigenze del mercato”.

Fimaa infine “rilancia nuovamente l’invito alla politica di creare una sinergia fra i player istituzionali, associativi, imprenditoriali e delle rappresentanze sociali per costituire un Tavolo di lavoro unico sulla Casa. Il dibattito oggi si disperde su tanti tavoli differenti – conclude Pezzetta. – È invece necessario che il confronto sia unico, solo in questo modo si potrà dar vita a quelle riforme necessarie, anzi imprescindibili, da realizzare”.

La cucina italiana è patrimonio Unesco

Roma, 10 dic. (askanews) – “La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità. Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale”. Lo annuncia il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

“Buongiorno a tutti! Voglio condividere con voi una notizia che ci riempie d’orgoglio. Oggi l’Unesco ha riconosciuto la Cucina italiana Patrimonio dell’Umanità. Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza”. Così la premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio.

“La nostra cucina nasce da filiere agricole che coniugano qualità e sostenibilità. Custodisce un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione. Cresce nell’eccellenza dei nostri produttori e si trasforma in capolavoro nella maestria dei nostri cuochi. E viene presentata dai nostri ristoratori con le loro straordinarie squadre. È un primato che ci inorgoglisce, e ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancor di più i nostri prodotti e proteggerli con maggiore efficacia da imitazioni e concorrenza sleale. Già oggi esportiamo 70 miliardi di euro di agroalimentare, e siamo la prima economia in Europa per valore aggiunto dell’agricoltura. Questo riconoscimento imprimerà al Sistema Italia un impulso decisivo per raggiungere nuovi  traguardi”, sottolinea Meloni.

“Il Governo – rivendica – ha creduto fin dall’inizio in questa sfida e ha fatto la sua parte per raggiungere questo risultato, e ringrazio prima di tutto i Ministri Lollobrigida e Giuli per aver seguito il dossier. Ma è una partita che non abbiamo giocato da soli. Abbiamo vinto questa sfida insieme al popolo italiano, insieme ai nostri connazionali all’estero, insieme a tutti coloro che nel mondo amano la nostra cultura, la nostra identità e il nostro stile di vita”.

“Oggi – conclude – celebriamo una vittoria dell’Italia. La vittoria di una Nazione straordinaria che, quando crede in sé stessa ed è consapevole di ciò che è in grado di fare, non ha rivali e può stupire il mondo. Viva la cucina italiana! Viva l’Italia!”.

Ucraina, Conte: Europa disorientata, Stati Uniti negoziano

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il governo italiano, insieme ai governi europei, hanno fallito puntando sulla scommessa militare della vittoria dell’Ucraina sulla Russia a colpi di invii di armi e di spese militari. Invece dobbiamo prendere i soldi del riarmo e dobbiamo utilizzarli per le vere emergenze del Paese: siamo a 32 mesi di crollo della produzione industriale, usiamoli per contrastare il crollo degli stipendi reali, per contrastare questo aumento delle tasse e ridurre le liste d’attesa. E soprattutto utilizziamo quei soldi buttati in Albania per maggiore protezione sulle nostre strade, è questo che chiedono i cittadini perché aumentano rapine, furti, scippi e anche gli stupri”. Lo ha detto ai cronisti il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a margine di una conferenza stampa alla Camera sulla violenza in rete.

A chi gli ha chiesto un commento sull’incontro di ieri fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Conte ha replicato: “Io prendo atto: l’Europa è completamente disorientata, non si è capito qual è la linea. Purtroppo avevano solo una linea, questa è la realtà: la vittoria militare sulla Russia, hanno scommesso su questo, adesso non c’è nessuna alternativa. Quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti e cerchiamo in qualche modo… da un lato alcuni vorrebbero continuare una guerra, ma non riescono neppure a trovare risorse per finanziarla, una guerra per procura, e dall’altro c’è invece chi, come Giorgia Meloni, rimane nel mezzo silente, cercando di capire quale sarà la soluzione migliore per rivendicare di aver contribuito a quella soluzione”.

Il Papa: la tecnologia non garantisce una vita felice

Città del Vaticano, 10 dic. (askanews) – “Molte visioni antropologiche attuali promettono immortalità immanenti, teorizzano il prolungamento della vita terrena mediante la tecnologia. È lo scenario del transumano, che si fa strada nell’orizzonte delle sfide del nostro tempo”. A citare questo aspetto legato all’odierna scienza è stato oggi, nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro, Papa Leone XIV nella quale si è chiesto: “la morte potrebbe essere davvero sconfitta con la scienza? Ma poi, la stessa scienza potrebbe garantirci che una vita senza morire sia anche una vita felice?”.

Solo l’evento della Risurrezione di Cristo, invece, ha concluso il Papa “ci rivela che la morte non si oppone alla vita, ma ne è parte costitutiva come passaggio alla vita eterna. La Pasqua di Gesù ci fa pre-gustare, in questo tempo colmo ancora di sofferenze e di prove, la pienezza di ciò che accadrà dopo la morte”. Aggiungendo che solo “la luce nuova della Risurrezione” è capace “di illuminare fino in fondo il mistero della morte. In questa luce, e solo in essa, diventa vero quello che il nostro cuore desidera e spera: che cioè la morte non sia la fine, ma il passaggio verso la luce piena, verso un’eternità felice”, ha concluso il pontefice.

Mattarella: il diritto internazionale e il multilateralismo sono decisivi

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il diritto internazionale e le istituzioni multilaterali rivestono un ruolo decisivo, in quanto strumenti concreti di protezione per gli Stati come per ciascun singolo essere umano. Indebolirli significa esporre ogni individuo, in particolare, i più vulnerabili al rischio che l’esistenza finisca per essere regolata dalla prevaricazione e dall’abuso della forza”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani.

Mattarella: c’è un rapporto inscindibile tra diritti umani e pace

Roma, 10 dic. (askanews) – C’è un “rapporto inscindibile tra diritti umani e pace” ma “ancora oggi” i diritti umani sono sotto “attacco” e riaffiorano “razzismo, aggressioni, diseguaglianze”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani.

“Settantasei anni fa – scrive Mattarella – la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani pose al centro dell’ordinamento internazionale un principio semplice e rivoluzionario: ogni persona, in quanto tale, è titolare di diritti inviolabili. È questo il messaggio che la comunità internazionale volle affidare al futuro, traendo lezione dalle macerie morali e materiali dei conflitti mondiali. È un messaggio che continua a sollecitare la nostra coscienza collettiva. Ancora oggi, infatti, i diritti umani subiscono molteplici attacchi. Le guerre – vecchie e nuove – tornano a proiettare la loro ombra sulle popolazioni civili, causando vittime inermi e portando ovunque sofferenza e distruzione, come la cronaca dei conflitti contemporanei dolorosamente conferma. Le violenze contro donne e minori, le discriminazioni, l’erosione delle libertà democratiche, assumono spesso la forma di un generale arretramento della civiltà giuridica rispetto a traguardi che credevamo acquisiti. Di nuovo, vediamo riaffiorare razzismo, aggressioni, disuguaglianze: fenomeni che la storia aveva già ammonito a non ripetere”.

“Esiste un rapporto inscindibile tra diritti umani e pace: il rispetto dei primi – sottolinea il Capo dello Stato – è premessa essenziale della seconda, mentre l’assenza di pace smorza la speranza di proteggere diritti e libertà. L’evidenza di tale relazione aiuta a comprendere come la pace sia il risultato di un impegno quotidiano e di una responsabilità condivisa, che trova il suo fondamento nella tutela della dignità di ogni persona e nel rifiuto della logica della sopraffazione”.

Festival Popolare Italiano, in scena Ziad Trabelsi e Gabriele Coen

Roma, 10 dic. (askanews) – Il Festival Popolare Italiano ideato e diretto da Stefano Saletti, prosegue il suo cammino al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma con il progetto Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze, un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. I concerti, con inizio alle ore 20.30, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk, che mettono in dialogo artisti, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto, 6 euro, comprende anche la visita al museo con ultimo ingresso alle ore 18.30.

Giovedì 11 dicembre alle 19.30 si apre con Conversazioni in musica e la consegna del Premio BlogFoolk 2025 alla cantante salentina Maria Mazzotta e un incontro con Ziad Trabelsi e Gabriele Coen a cura di Salvatore Esposito e Stefano Saletti. Alle 20.30 segue il concerto “Dialoghi di pace”, con Ziad Trabelsi e Gabriele Coen affiancati da Marco Loddo e Simone Pulvano. Una serata all’insegna del dialogo tra le diverse culture e religioni che da sempre animano il nostro mare, dalla musica araba ed ebraica alla tradizione cristiana, attingendo alla musica tradizionale ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica e della world music. Il repertorio tradizionale arabo e quello ebraico sefardita vengono riproposti nell’ottica della moderna improvvisazione etnica e jazzistica in un progetto davvero unico e originale che vede coinvolti i nomi più prestigiosi della scena world jazz italiana: Ziad Trabelsi, membro storico dell’Orchestra di Piazza Vittorio e recente fondatore della Babelnova Orchestra e Gabriele Coen, sassofonista virtuoso capace di esplorare la tradizione del jazz, della musica klezmer e della world music. Con loro il contrabbassista Marco Loddo e il percussionista Simone Pulvano. Il concerto è l’occasione per la presentazione ufficiale del disco “Dialoghi” uscito il 7 novembre per la Moonlight Records.

Sabato 13 dicembre, alle 19.30, le Conversazioni in musica sono dedicate a “Le scale, gli strumenti e gli stili del Maluf,” con Marzouk Mejri e Salvatore Morra, a cura di Stefano Saletti e Salvatore Esposito. Alle 20.30 il duo torna sul palco come Maluf System con il concerto “Eddiwen, Canzoniere tunisino”. Maluf System di Morra & Mejri è un movimento post-revival della musica maluf, uno dei generi urbani più complessi della Tunisia. Il progetto esplora la rinascita del maluf nei contesti migratori, i suoi cambiamenti nella natura, le sue nuove trasmissioni e diffusioni, e promuove l’integrazione e l’identificazione musicale transnazionale di alcuni musicisti tunisini. Attraverso la registrazione dell’album “Eddiwen” con la casa discografica Liburia Records (2024), basato su scale modali arabo-tunisine (come mazmoum, rast dhil, asba’in) e mescolando strumenti musicali di diversi generi tunisini (oud tunisino, ney, darbuka, tar, bendir, zokra, clarinetto, shqashiq) con strumenti a pizzico del nord del Mediterraneo, come la chitarra, mandolino, Maluf System ricrea un mondo sonoro che spazia dal tradizionale ensemble (jawk) alle banda del Bey ottomano di Tunisi, fino alle influenze africane. Che si tratti delle canzoni delle suite (nuba), di una particolare melodia, ritmo o strumento musicale, in arabo classico e dialetto tunisino, questi idiomi dell’identità arabo tunisina consentono ai migranti di connettersi con gli altri, generando un’esperienza condivisa.

IL FESTIVAL POPOLARE ITALIANO. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music), il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music, un’associazione che riunisce operatori, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo, e quindi fonte di innovazione. Questi i prossimi concerti: giovedì 18 dicembre, l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink; sabato 20 dicembre chiusura del festival con Stefano Saletti & Banda Ikona con il Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo.

Australia, gli under 16 aggirano il divieto di social media con le Vpn

Roma, 10 dic. (askanews) – All’indomani dell’entrata in vigore del divieto dei social media per i minori di 16 anni, molti adolescenti australiani hanno inondato l’account TikTok del primo ministro Anthony Albanese con meme e commenti sarcastici, esultando per essere riusciti ad accedere ancora alle loro app. “Superato il divieto”, si legge in un commento al post in cui Albanese celebra l’inizio del divieto. “Lol, non ha funzionato”, si legge in un altro.

Per aggirare il divieto questi adolescenti hanno probabilmente utilizzato delle reti private virtuali (Vpn), che creano una connessione crittografata tra il dispositivo e Internet nascondendo l’indirizzo IP, ma la ministra delle Comunicazioni, Anika Wells, ha avvertito che questa scappatoia non resterà aperta per sempre.

“Solo perché l’hanno scampata oggi non significa che saranno in grado di evitare il divieto tra una settimana o un mese”, ha dichiarato Wells, citata dalla Bbc. “I social network devono controllare regolarmente gli account dei minori di 16 anni”. Non è che “se hai superato l’esame oggi, sarai a posto fino al compimento dei 16 anni”, ha sottolineato l’esponente Labor.

Secondo Wells, presto i social media saranno in grado di rilevare quando i giovani utenti violano i limiti di età, utilizzando dati come le loro conversazioni sulla vita scolastica e le foto in Australia. “Abbiamo sempre detto che l’onere di garantire ciò spetta alle piattaforme. Non ai genitori”, ha spiegato la ministra delle Comunicazioni.

Il divieto dei social media per i minori di 16 anni “è uno dei più grandi cambiamenti sociali e culturali che la nostra nazione abbia mai affrontato – ha commentato il primo ministro Anthony Albanese -. È una riforma profonda che continuerà a risuonare in tutto il mondo” perché la “comunità globale guarderà a noi e dirà: ‘Beh, se l’Australia ce l’ha fatta, perché non possiamo farcela anche noi?'”.

A Washington Bessent e Svyrydenko parlano di cooperazione tra Usa ed Ucraina

Ieri il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha avuto un colloquio con la Prima ministra ucraina Yulia Svyrydenko. Una riunione definita pragmatica, con l’obiettivo di accelerare i progetti di ricostruzione e le nuove sanzioni contro i giganti petroliferi russi. Nel comunicato rilanciato da Askanews, Bessent afferma di aver ribadito “l’impegno del presidente Trump nel garantire una pace duratura in Ucraina”. In particolare si è parlato del Fondo per la ricostruzione destinato a mobilitare “talenti, risorse e standard di governance americani”.

Diplomazia economica, non pugni sul tavolo

Il tono istituzionale del Tesoro contrasta con le frequenti esternazioni aggressive di Trump – anche ieri sguaiatamente antieuropeo –  sul conflitto ucraino. Bessent agisce su leve tecniche: sanzioni, investimenti, governance. Il fondo bilaterale USA-Ucraina — deliberato nei mesi scorsi — punta a rafforzare la stabilità economica del Paese e ad attirare capitali nella fase post-bellica, trattando l’impegno economico come segno concreto del sostegno americano.

Una partnership di interesse”

Non si tratta di solidarietà generica: gli Stati Uniti mirano a un accesso qualificato ai settori strategici ucraini, dalle infrastrutture all’energia, integrando la ricostruzione con vantaggi economici e geostrategici. “Una partnership economica totale”, ha sintetizzato lo stesso Bessent in precedenti occasioni, legando l’impegno per la pace a incentivi e condizioni precise.

La linea Bessent, se così possiamo definirla, non contraddice apertamente Trump: semmai ne integra su un piano diverso l’approccio strategico. L’apparente distacco non attenua la pressione su Mosca poiché, ad esempio, le sanzioni restano uno valido strumento di contrasto. Avanza dunque una combinazione di fattori che (ri)definisce il ruolo globale degli Stati Uniti nell’era del confronto tra grandi potenze.

La prova dei fatti

La prima riunione operativa del Fondo si è svolta a settembre con l’avvio di operazioni concrete. Un segnale che la collaborazione avanza nonostante le asperità politiche e le frizioni retoriche.

Si adombra, dunque, una differenza di stile: accanto alla voce del Presidente, che parla spesso a colpi di ultimatum, ce n’è un’altra — silenziosa, pragmatica, determinata — che lavora sulla ricostruzione e sulla tenuta economica dell’Ucraina. Non una correzione di rotta, ma un equilibrio necessario: diplomazia che, prima di alzare i toni, costruisce ponti.

Censis 2025: viviamo il quotidiano e non ci arrendiamo

Continuità e tenace continuismo

In una intervista che ho realizzato con lui qualche giorno prima della presentazione del 59° Rapporto Censis, il Presidente Giuseppe De Rita evidenziava come fosse vero che nell’opinione pubblica tutti i Rapporti precedenti erano conosciuti e commentati più per il fermo-immagine delle pagine introduttive che per lecentinaia di quelle dedicate ai dati e alle valutazioni sui settori di intervento sociale. “È il nostro ruolo strutturale, e continuativo nel tempo, e su tale ruolo sappiamo di esser giudicati dalle centinaia di professionisti del sociale (ricercatori, operatori, docenti, amministratori) che utilizzano la nostra accumulazione e le nostre elaborazioni dei dati”. Dopo circa sessant’anni di osservazione del Paese e del suo sviluppo socio-economico e culturale al Presidente questa sottolineatura è parsa importante, per evidenziare da un lato l’evoluzione storica e documentata del Paese – la chiamiamo “continuità” – dall’altro quel “tenace continuismo” che ha sempre caratterizzato il suo stile personale e la mission dell’Istituto da lui guidato.

Le fotografie” del Paese e la lente del tempo

Anche questo 59° Rapporto non si sottrae a questa duplice connotazione: da un lato la rappresentazione suggestiva, persino iconografica, delle molte fotografie dell’Italia contemporanea, ricca di narrazioni evocative e di metafore avvincenti, dall’altra la ricchezza dei dati raccolti che le integrano e le esplicitano nei dettagli, giustificando gli aggiornamenti affascinanti della semantica descrittiva. Resta implicita una considerazione non detta: una storia così lunga come quella dell’Italia del secondo dopoguerra non procede per strappi e fratture cronologiche o esplicative di repentini cambiamenti poiché la cadenza annuale dei Rapporti non interrompe ma descrive un processo fatto di flussi lenti e partecipati, “dappertutto e rasoterra” come nel titolo del libro rievocativo di De Rita che ho utilizzato proprio nell’intervista che seguirà a breve.

Svincolarsi dal presentismo

Siamo dunque un Paese che – superato in parte lo spaesamento di una deriva critica ultradecennale – sembra svincolarsi dalla morsa del presentismo asfissiante che l’attanagliava: siamo sempre legati al presente e al quotidiano ma più come scelta che come inerme soccombenza. L’Italia del 2025 – pur nello sconquasso internazionale delle guerre, gravata dal fardello del debito pubblico, rassegnata ad un ascensore sociale ormai inchiodato al piano terra e arrugginito nei meccanismi di risalita – sta assumendo un comportamento collettivo di resistenza e finisce per valorizzare la quotidianità delle piccole cose di cui ognuno – singolarmente o per gruppo sociale, a cominciare dalla famiglia – va cercando di circondarsi e di riscoprire.

Edonismo e piaceri semplici

Per la prima volta da molti anni – ad esempio – il Rapporto si sofferma a commentare gli stili di vita sessuali degli italiani,riferendo di un Paese dove la gente e i giovani cercano il sesso come fonte di appagamento e soddisfazione e descrivendo, come volta, una deriva di “edonismo liberato dalle antiche censure”.

Convinti che il piacere sia irrinunciabile e che non possa essere subordinato all’attesa di un domani migliore, gli italiani sperimentano l’alchimia dei godimenti semplici, un concerto di piaceri ricercati nella ordinaria quotidianità: un modo vitale, in definitiva, di stare al mondo. Una valutazione peraltro che torna utile considerare in concomitanza del dibattito parlamentare sul cosiddetto “consenso libero e attuale”.

Politica: rappresentanza smarrita

I processi di verticalizzazione e personalizzazione della politica hanno divaricato il gap tra paese legale paese reale (Il 72,1% degli italiani non crede più ai partiti, ai leader politici, al Parlamento, Il 53,5% dichiara di non sentirsi rappresentato da loro, Il 62,9% è convinto che nella nostra società si sia spento ogni sogno collettivo e condivisibile, l’unico leader che conquista la fiducia della maggioranza assoluta degli italiani (il 60,7%) è Papa Leone XIV), basti osservare il fenomeno dell’astensionismo elettorale delle recenti regionali (ma eclatante resta quel 51,7% di non votanti alle ultime europee, in un contesto storico in cui l’Europa potrebbe essere il salvagente di una ultramillenaria civiltà nel nuovo ordine mondiale che va configurandosi).

Ceto medio febbricitante, ma resistente

Il divario dei salari dalla media europea che resta un freno per la ripresa dei consumi, pur a fronte di un + 833 mila occupati (in prevalenza, tuttavia, sopra i 50 anni) dopo un indice industriale negativo per 32 mesi, la crescita degli inattivi (più che dei disoccupati) specie tra i giovani (la cosiddetta generazione Neet), il saldo negativo tra il brain gain e il brain drain, la presenza di 5,4 milioni di stranieri nella popolazione nazionale ai quali non sempre si riesce a dare una prospettiva di vera integrazione lavorativa e sociale (il 35,6% di essi è in condizione di marginalizzazione o sotto la soglia di povertà ma il Rapporto considera anche il dato della presenza di irregolari e clandestini, un fenomeno percepito tangibilmente con disagio dalla gente): sono solo alcuni degli aspetti di negatività che emergono dal Rapporto.

Ceto medio febbricitante

Il ceto medio è febbricitante: si consideri che negli ultimi 20 anni il numero dei titolari d’impresa in Italia si è assottigliato da oltre 3,4 milioni a poco più di 2,8 milioni, con una riduzione del 17,0% (quasi 585.000 imprenditori in meno). In particolare, i giovani imprenditori con meno di 30 anni sono diminuiti nello stesso periodo del 46,2% Ma il Segretario generale Giorgio De Rita e il Direttore generale Massimiliano Valerii nella loro presentazione del 5/12 nella sede del Cnel ricordano che “la spinta della cetomedizzazione dal basso però non è finita; al contrario, per molti versi vince ancora. C’è stata e c’è, sa stare nel presente, sa sgarbugliare gli intrecci di uno sviluppo squilibrato, nei territori intermedi come nelle grandi città. È stata e resta un processo che offre al telaio socio-economico italiano un tessuto stabilizzatore nelle grandi e piccole crisi, interne e internazionali. Un tessuto infragilito, dagli orli sfrangiati e dai rammendi vistosi, dagli investimenti prudenti, segnato dal mancato compimento di molte delle attese di progressiva accumulazione individuale di ricchezza e troppe volte ripiegato nell’attesa di benefici ereditari, ma pur sempre una base preziosa di stabilità.

Una ‘laguna’, la cetomedizzazione, che ora ha prodotto un nuovo ceto che non rinuncia a viaggiare e a consumare, ma lo fa con un biglietto Economy e di quando in quando si concede l’upgrade di un biglietto Premium: in sostanza gli italiani tenacemente resistono, abbandonando i rimpianti o le narrazioni nostalgiche dei tempi migliori della crescita e del boom economico e senza destinare soverchio impegno a progettare un futuro nel breve-medio periodo.

Vivere il presente, non subirlo

Anziché sentirsi soffocati dal presente come condanna cercano di viverlo in tutti gli aspetti che consentano una positiva, quotidiana godibilità.

In epoca ‘selvaggia’ (questo è l’aggettivo nel titolo del 59°Rapporto), di grandi conflitti ai limiti dell’apocalisse, in crisi di sostenibilità ambientale nell’ecosistema dove l’antropizzazione distrugge invece che costruire, afflitti da un grande debito pubblico (a luglio 2025 in Italia ha toccato la cifra record di 3.057 miliardi di euro: +35,7% rispetto al valore del luglio 2001, nell’ultimo anno l’Italia ha pagato interessi per 85,6 miliardi di euro, corrispondenti al 3,9% del Pil: il valore più elevato tra tutti i Paesi europei), con i barbari alle porte, le città infiammate dalla criminalità dilagante gli italiani non prendono tuttavia alloggio nel “Grand Hotel Abisso”. Non stupisce, tuttavia, che quasi la metà degli italiani (il 46,8%, ma la percentuale sale al 55,8% tra i più giovani) sia convinta che l’Italia non abbia davanti a sé un futuro all’insegna del progresso, per il 73,7% gli Usa non rappresentino più un riferimento di garanzia e un esempio di stili di vita, per il 61,9% l’Europa sia ininfluente nelle sfide mondiali, per il 55,2% addirittura stia esaurendosi la spinta propulsiva dell’Occidente a favore di India e Cina.

Età “selvaggia”, tra paure globali e disincanto europeo

“Siamo entrati in un’età selvaggia, un’età del ferro e del fuoco, di predatori e di prede, in cui la violenza prende il sopravvento sul diritto internazionale e il grande gioco politico cambia le sue regole, privilegiando ora la sfida, ora la prevaricazione illimitata”. Questi dati emergono peraltro in un momento cruciale per l’Europa che Trump considera un ‘tertium genus’ più che un alleato e Musk vorrebbe abolire: c’è nella gente una confusa e annebbiata consapevolezza degli sviluppi sui destini europei (anche come ricaduta della vicenda ucraina) ma ciò è dovuto anche alla frammentazione e alla debolezza delle risposte che l’Ue ha finora saputo dare, nonostante summit e conciliaboli infiniti.

A fronte di problemi che potrebbero essere epocali e dirimenti sui nostri destini, si registra una sorta di anestetizzazione del pensiero collettivo senza approfondimenti, che fa il pari con una sensibile caduta dei consumi culturali. Tra il 2004 e il 2024, la spesa per la cultura delle famiglie italiane si è ridotta e non di poco (-34,6%), attestandosi appena sopra i 12 miliardi di euro: una cifra che corrisponde solo a poco più di un terzo di quanto spendiamo nell’insieme per smartphone e computer (quasi 14,5 miliardi nel 2024: +723,3% negli ultimi vent’anni) e per i servizi di telefonia e traffico dati (17,5 miliardi).

Si riscontra una forte contrazione della spesa per giornali (-48,3%) e libri (-24,6%). La Tv di intrattenimento e generalista sta sostituendo quella dell’informazione, peraltro basata in prevalenza solo su brutte notizie: i social – da parte loro – sono ormai ridotti ad una sorta di cloaca maxima dove circola e transita vorticosamente il peggio del peggio. Forse dovremmo ripensare al rapporto tra mente, cuore, sentimenti e tecnologie dirompenti ma il fatto che questa necessaria riflessione potrebbe accadere in epoca di espansione dell’I.A. (un valore in sé potenzialmente positivo, una bomba nucleare se messa in mano a incompetenti o malintenzionati) induce a preoccupazioni circa la capacità di discernere la realtà, la verità e il perseguimento del bene comune in uno tsunami di input di cui i media non sembrano assumersi alcuna responsabilità etica.

 

Né rassegnazione, né paese dei balocchi

Se dunque vivere il presente “resistendogli” è un mix di responsabilità e rassegnazione, dobbiamo evitare di cadere nella sindrome di Lucignolo: la vita non è un paese dei balocchi dove tra perenne sindrome da risarcimento (le colpe sono sempre degli altri) e godimento estetico, si possano perdere senso di responsabilità e coscienza individuale e collettiva.

Difendere il presepe senza aggressività

Per molti decenni non era affatto un problema. Anzi, e al contrario, era un potente e forte richiamo religioso ma anche, e soprattutto, un valore per tutti. Credenti e non credenti e persone di tutte le fedi religiose presenti nel nostro paese. E non c’era, al riguardo, alcuna polemica pretestuosa o, peggio ancora, pregiudiziale o ideologica. Un clima che, va pur detto, è stato completamente rimosso e archiviato al punto che ormai assistiamo ad una serie di comportamenti e di iniziative quasi inspiegabili se non addirittura irrazionali.

Un simbolo condiviso, ieri senza polemiche

Quando si parla di segni religiosi e, nello specifico, della presenza di un presepe. È il trionfo del cosiddetto “politicamente corretto”. Una deriva con cui, purtroppo, dobbiamo fare i conti sostenuta ed ingigantita da alcune forze politiche, da molti presidi autorevoli dell’informazione progressista e da tutti coloro che contestano una cosiddetta forzatura religiosa. Anche in Italia e anche, e soprattutto, nei confronti di tutto ciò che è anche solo vagamente riconducibile alla dottrina, alla tradizione, alla cultura e alla storia del cattolicesimo. Verrebbe quasi da dire riconducibile al ‘costume’ – se è un termine che si può ancora usare – del cattolicesimo italiano.

Laicità sì, ma non esclusione

Ora, e nel pieno rispetto del principio della laicità – da declinare, come ovvio, in tutte le sedi pubbliche – non si può, però, non prestare anche una grande attenzione al rovescio della medaglia. E cioè, che proprio attorno alla polemica, sterile e anche un po’ grottesca, sull’allestimento del presepe nei luoghi pubblici, non decolli una prassi fondata più sull’esclusione che non sull’inclusione. Ovvero, un nuovo, rinnovato e tardo anticlericalismo che fa dell’indifferenza e del nullismo la vera ragione d’essere della convivenza. E quindi qualunque segno, segnale, richiamo all’interno di una dimensione pubblica – dagli uffici alle scuole a qualsiasi altro presidio – che sia minimamente riconducibile alla religione cattolica è quasi vissuto come un’offesa, un attacco e una sistematica violazione all’identità altrui.

Il presepe come identità e non come arroganza

Ecco perché, e al netto di ogni forzatura clericale e confessionale – sempre da respingere senza alcuna attenuante – forse è arrivato il momento per dire una persin banale verità. E cioè, e ancora al di là del principio della reciprocità tra le singole fedi religiose – detto con parole semplici, quello che con la mia fede io posso fare in Italia tu non lo puoi fare nel mio paese che ha un’altra religione – va detto con chiarezza che, almeno in Italia, la presenza a Natale di un presepe non è affatto un attacco violento e sistematico ad altre correnti religiose ma, molto più semplicemente, un segno piccolo ma potente che ricorda i valori più profondi della nostra religione, della nostra tradizione millenaria e della nostra cultura. Senza forzature, senza arroganza e senza alcuna presunzione. Ma anche con la consapevolezza che non si può e non si deve rinunciare alla propria identità sacrificandola sull’altare di un maldestro ed ipocrita nuovismo.

Social-cesarismo. Leader in onda, cittadini in ombra

Astensionismo e cesarismo digitale

A fronte della forte crisi della partecipazione al voto, e quasi per bilanciarla, registriamo dunque un rovescio preoccupante, se nottragico, della medaglia. E cioè l’emergere del potere assoluto concentrato nelle mani dell’autocrate di turno, che, mascherato da democrazia, sta prendendo piede nel mondo. Un cesarismo social-digitale, da noi sotto traccia dei premierati e dei presidenzialismi proposti e auspicati. E non fa proprio niente se con l’aria assenteista che tira, il Premier e il Presidente saranno eletti da solo il 15-20% di tutti i cittadini italiani aventi diritto al voto.

Mondo nuovo, categorie vecchie

C’è solo da aggiungere che, al cospetto delle radicali trasformazioni in corso, cominciando dal clima, dall’IA e dalle inarrestabili migrazioni, e finendo ai cambiamenti di identità e ai nuovi valori che viviamo, con i tanti chef che preparano nuovi piatti personali, si continua a riflettere con molta “nonchalance” sui piatti e i gusti vecchi, catalogati disinvoltamente di destra, sinistra e centro; sulle categorie di progressisti e conservatori, massimalisti e minimalisti, radicali e superficiali, moderati o rivoluzionari. Non escludendo il sostantivo populista, ormai sulla bocca di tutti, a destra e a manca.

Mi viene da dire che sono tutte semplificazioni linguistiche della quotidiana lotta politica e della dialettica elettorale, che però non chiariscono mai sino in fondo a che cosa ci si vuole (oggi) riferire e che cosa si vuole (oggi) definire e indicare. Se non qualche bipolarismo storico di comunismo e fascismo, letteralmente scomparsi dalla scena culturale-politica e oggi in mano a minoranze nostalgiche, a volte pericolose. Oppure qualche centro democristiano, nato nel secondo dopoguerra solo e soltanto – come hanno affermato qualificati storici – perché in presenza di un comunismo italiano “internazionalista” e filorusso, e di un fascismo rimpianto, ma dopo Salò, ancora vivo e vegeto.

Il partito personale digitale

Piatti nuovi, gusti nuovi, tanti leader forti e solitari, e partiti personali digitali, perché il fenomeno nuovo della democrazia fragile e del mezzo “demos” che viviamo ai nostri giorni non è più quello che presenta veri e solidi partiti con i loro periodici congressi, le loro sezioni di territorio, i loro quotidiani, i loro incontri, con i loro iscritti e militanti, con le associazioni collaterali, partecipate caso mai e per adeguarsi ai tempi anche da remoto.

Ma solo partiti liquidi di singoli leader, che con i loro personali social si affacciano da remoto al risicato mondo degli interessati e alla variabile opinione pubblica; che compaiono sui manifesti solo e soltanto con la loro particolare faccia e con il loro nome sbandierato e proposto sin sulla scheda elettorale. E solo e soltanto attraverso una comunicazione digitale “social”, oppure su quella televisiva pubblica lottizzata, o ancora su quella di proprietà. Non escludendo quella cartacea schierata e di sostegno, come ha fatto ben capire Belpietro con il suo quotidiano La Verità (sic!), sul caso Garofani-Mattarella-Bignami che ha chiarito la pochezza e la parzialità del giornalismo italiano dei nostri giorni.

Il voto di opinione liquido

Sono stati Mannheimer e Pasquino, come ho detto nella prima parte di questo appunto, che nel loro recente libro sul voto ci hanno ricordato che dopo Tangentopoli sono nati molti “nuovi piatti” partitici con un incredibile indebolimento della fedeltà e coerenza verso i più vecchi, e con la smisurata crescita del gusto nuovo da assaporare elezione dopo elezione col voto di opinione cangiante, oggi influenzato e contagiato dal volto, dai vestiti del leader esposti in bella mostra nelle televisioni. Con il nome sin sulla scheda elettorale e sui pochi manifesti rimasti in circolazione.

I comizi? Solo con 5/6 telecamere e 5/6 reti televisive disponibili!

Il metodo sinodale come futuro politico?

Per tutto il resto tocca dire, piaccia o non piaccia a Micromega, che è solo la Chiesa cattolica che sta con lungimiranza proponendo una metodologia di futuro esportabile a pieno titolo alla democrazia politica. Non si tratta di un passato rimpianto e consegnato definitivamente alla storia con l’aria di secolarizzazione che tira e con un individualismo galoppante. La sua metodologia sinodale si fonda invece tutta sull’importanza, se non l’urgenza, di camminare insieme. Di costruire ponti e non muri, anche con gli opposti. Di parlarsi anche fra c.d. nemici: ciò ricorda un invito al dialogo e all’incontro con i comunisti fatto da Aldo Moro a Benevento, in uno dei suoi ultimi discorsi.

Di partecipare insomma alle terribili sfide, dietro l’angolo sì, ma comuni a tutti, incontrandosi e parlandosi perfino tra diversi e rivali, come suggerisce la Rete di Trieste.

Ucraina, Meloni vede Zelensky: unità sui passi per la pace. Salvini: Kiev ha perso guerra,basta aiuti

Roma, 9 dic. (askanews) – L’incontro comincia con un abbraccio nel cortile di palazzo Chigi e dura un’ora e mezza. Volodymyr Zelensky arriva a Roma dopo aver partecipato ieri alla riunione con i Volenterosi a Londra e dopo aver incontrato a Bruxelles i vertici europei. In mattinata il colloquio a Castel Gandolfo con il Papa, poi alle 15 il presidente ucraino varca la soglia della sede del governo per un bilaterale con la presidente del Consiglio. La fase è quanto mai delicata per il leader di Kiev, la pressione degli Stati Uniti perché accetti il piano di pace è sempre più insistente. Così come le frecciate del presidente americano. Parlando con Repubblica e Messaggero Zelensky replica a Trump che lo aveva accusato di “usare la guerra” per evitare il voto: “Sono sempre pronto alle elezioni”, la risposta.

Ma anche per Giorgia Meloni il sentiero per mantenersi in equilibrio tra il sostegno all’Ucraina e la difesa di una soluzione che veda unione di intenti tra l’Europa e gli Stati Uniti si fa sempre più stretto. Soprattutto dopo l’attacco al Vecchio Continente contenuto nella Strategia di sicurezza nazionale pubblicato dalla Casa Bianca.

Il comunicato finale diffuso da palazzo Chigi al termine dell’incontro pone l’accento sul “ruolo attivo” di mediazione che l’Italia vorrebbe ritagliarsi in questa fase. “Nel corso dell’incontro, i due leader hanno analizzato lo stato di avanzamento del processo negoziale e condiviso i prossimi passi da compiere per il raggiungimento di una pace giusta e duratura per l’Ucraina”, si legge. Da una parte, poi, si sottolinea “l’importanza dell’unità di vedute tra partner europei e americani” e dall’altra si sottolinea la necessità definizione “di robuste garanzie di sicurezza che impediscano future aggressioni e del mantenimento della pressione sulla Russia affinché sieda al tavolo negoziale in buona fede”. Nessun riferimento a due nodi che, invece, vengono messi nero su bianco dal ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha in un post pubblicato al termine dell’incontro con Antonio Tajani. “È fondamentale consentire finalmente l’utilizzo completo dei beni russi congelati, rafforzare l’Ucraina nell’ambito del programma Safe e incrementare ulteriormente i contributi all’iniziativa Purl”.

Due temi, quello dell’uso degli asset russi e quello dell’acquisto di armi dagli Stati Uniti, che sono tra i passaggi più delicati all’interno della stessa maggioranza chiamata, entro la fine dell’anno, a varare quel ‘decreto Ucraina’ che consente di prorogare di altri dodici mesi l’autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kiev. Tanto che in serata Salvini, ospite in televisione, non usa giri di parole: “Non tolgo soldi alla sanità italiana per fare andare avanti una guerra che è persa”. Per il vice premier “prima ci si siede al tavolo e si trova un accordo, meglio è per tutti”. Non esattamente il viatico migliore per il decreto che dovrà essere licenziato entro l’anno. Ma Salvini non ha dubbi: “La Russia sta avanzando mentre Zelensky deve arruolare forzatamente giovani che poi scappano. Questa è la realtà dei fatti. La guerra sta andando in un certo modo, prima arriva la pace più vite si salvano. C’è un piano proposto da Trump, si confrontino Zelensky e Putin sui confini, su cosa concedere”, ha aggiunto Salvini, che liquida così gli sforzi degli altri Paesi europei: “L’impressione è che qualcuno in Europa per salvare il suo posto non ha interesse a che la pace diventi concreta”.

Ucraina, Papa: ruolo Ue importante, non realista escluderla

Roma, 9 dic. (askanews) – “Penso che il ruolo dell’Europa sia molto importante e l’unità dei paesi europei sia veramente significativa, specialmente in questo caso”. Lo ha detto il Papa uscendo da Villa Barberini, a Castel Gandolfo, rispondendo ai giornalisti sul ruolo dell’Europa e le dichiarazioni di Trump sull’accordo di pace in Ucraina.

“Cercare un accordo di pace senza includere l’Europa nelle conversazioni non è realista – ha aggiunto il Papa – e se la guerra è in Europa… penso che le garanzie che si cercano, anche di sicurezza, oggi e nel futuro, l’Europa deve farne parte”.

“Purtroppo – ha ribadito Leone – non tutti lo capiscono, penso che c’è un’opportunità molto grande per i leader dell’Europa di unirsi e di cercare insieme soluzioni”.

Calcio, Spalletti sprona la Juve: "Serve continuità"

Roma, 9 dic. (askanews) – Alla vigilia della sfida europea contro il Pafos, Luciano Spalletti ha parlato di identità, continuità e responsabilità. Un incontro con la stampa lungo, schietto, nel quale il tecnico bianconero ha toccato tutti i nodi critici del momento, senza sconti per nessuno. Spalletti respinge l’idea che i giocatori abbiano bisogno di “cinque partite consecutive” per dimostrare il proprio valore: “Funziona che vai forte tutti gli allenamenti. Dopo due settimane ti do 10 minuti, poi un tempo, poi una partita e poi cinque. Non puoi alternare una volta bene e una male e poi chiedere spazio”. E aggiunge: “Perdono fiducia, non so cosa succede. Gliel’ho detto: da qualche parte devo forzare di più”. Sui continui alti e bassi, il tecnico sottolinea come il calcio moderno renda sempre più relativi i moduli: “Ormai i sistemi si deformano, c’è una continua rotazione. Il 4-3-3? Cambia poco, anche se avere un difensore destro mi permetterà di fare cose diverse”. La difficoltà principale, spiega, è allenare il gruppo al completo per via dei ritmi serrati: “Li conosco meglio ora, ma averli tutti insieme a un’intensità alta è complicato”. Spalletti chiarisce le parole dei giorni scorsi su Yildiz: “Probabilmente l’ho detta male. Ha potenziale enorme, ciò che vedete è solo una parte”. Il tecnico ricorda come disse lo stesso anche a Kvaratskhelia ai tempi di Napoli. Sulla scelta tattica senza attaccanti al Maradona, si assume la responsabilità: “Gliel’ho detto negli spogliatoi: con quelle scelte vi ho danneggiato”. E Kalulu conferma. Thuram “è forte, professionista top”, anche se alterna momenti buoni e altri meno. Buone notizie per la difesa: “Rugani e Bremer saranno convocati, li aspetto a braccia aperte”. La fiducia non è cambiata: “Ho le stesse certezze del primo giorno. Mi fanno stare sull’ottovolante, ma non cambierò atteggiamento”. Riguardo al reparto offensivo ammette: “I numeri non sono quelli desiderati. Ma ho visto belle giocate, dobbiamo ripeterle più spesso”. Infine, uno sguardo alla gara di domani: “Il Pafos è tosto, pieno di brasiliani e portoghesi che sanno giocare. Ti vengono addosso forte, poi se salti il pressing si abbassano e ripartono con qualità. Dobbiamo evitare le transizioni e non farci intimidire”.

Antitrust avvia indagini su Swatch e Citizen

Roma, 9 dic. (askanews) – L’Antitrust ha annunciato l’avvio un procedimento istruttorio nei confronti della giapponese Citizen Watch della svizzera Swatch, “per accertare una presunta fissazione dei prezzi pubblici esposti sui canali online dei propri distributori autorizzati (gioiellerie e orologerie)”. Lo scorso 3 dicembre, riporta un comunicato, i funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi di Citizen Watch Italy S.p.A. e di The Swatch Group (Italia) S.p.A.

Secondo l’Autorità della Concorrenza e del Mercato (Agcom), Citizen, uno dei principali operatori nella produzione e commercializzazione di diversi marchi di orologi – tra i quali, oltre a Citizen, Bulova, Vagary, Fréderique Constantine e Alpina – “potrebbe richiedere, alla propria rete di distribuzione selettiva, l’imposizione dei prezzi di vendita. Al contempo – prosegue l’autorità – Citizen sembrerebbe effettuare un’attività di monitoraggio, adottando misure commerciali ritorsive verso i distributori che promuovono sconti e prezzi difformi da quelli indicati”.

Par parte sua Swatch “sembrerebbe imporre i prezzi di vendita e quindi attuare attività di monitoraggio nei confronti della propria rete di distribuzione selettiva – si legge – adottando misure commerciali ritorsive verso i distributori inadempienti”.

Secondo l’Autorità, il sistema di fissazione dei prezzi di rivendita attuato dai due gruppi può integrare una restrizione fondamentale ai sensi delle regole europee. (fonte immagine: AGCM).

Ue, Bernardi (Illumia): ETS2 aumenter bollette 100-150 euro

Bologna, 9 dic. (askanews) – La direttiva europea ETS2 “vorrebbe allargare questa sorta di tassazione anche a coloro che hanno clienti retail, quindi gli operatori elettrici come Illumia sarebbero soggetti dal 2028 a questo ulteriore onere” che comporter “un aumento della bolletta di almeno 100-150 euro, quindi un aumento di circa il 25-30% rispetto alla spesa attuale”. Lo ha dichiarato Marco Bernardi, presidente di Illumia, commentando l’introduzione del Sistema per lo scambio di quote di emissioni per i settori degli edifici e trasporto stradale (ETS2).

“L’aspetto pi rilevante e preoccupante l’avvento dell’ETS2, come giustamente qualche mio collaboratore in maniera ironica lo ha definito, il sequel di un film che per non di successo – ha dichiarato Bernardi, a margine della presentazione a Bologna di ‘Iwagumi’ in occasione delle festivit natalizie – l’ETS1, al netto di tutte le iniziative e le pubblicit di cui stato oggetto, non sicuramente un’iniziativa di successo”.

“Le emissioni sono diminuite per tre fenomeni sostanziali: le crisi che ci sono state, l’innovazione tecnologica e la delocalizzazione dell’apparato industriale che andato a produrre dove queste imposizioni non ci sono – ha proseguito il presidente – quindi l’ETS1, a nostro parere, non un’esperienza di successo”.

” culturalmente sbagliato, non si crea una tassa per incentivare l’elettrificazione – ha aggiunto Bernardi – L’idea di aumentare la spesa elettrica per incentivare le abitazioni a elettrificare, quando gi nel 2022 con un aumento di 10 volte l’elettrificazione non stata utilizzata, ci sembra una miopia. Non saranno 100 euro di aumento della bolletta a giustificare investimenti da 7 a 20.000 euro per caldaie, pompe di calore. Lo riteniamo uno strumento sbagliato che non centrer l’obiettivo e che andr a gravare sulle bollette di tutti i cittadini italiani”.

Ucraina, Putin: il Donbass è storicamente parte del territorio russo

Roma, 9 dic. (askanews) – Il Donbass fa parte del territorio russo, è un fatto storico. Lo ha ribadito oggi il presidente russo Vladimir Putin, parlando ai membri del Consiglio per lo sviluppo della società civile e dei diritti umani in Russia, secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe.

“Quel territorio (il Donbass, Ndr) è importante; è il nostro territorio storico, questa è una certezza assoluta. La Russia è stata creata in modo tale che quelle terre siano sempre state parte della Russia”, ha sostenuto Putin, ricordando la decisione di Lenin di inglobarlo nell’Ucraina sovietica.

Il presidente russo ha anche ribadito che la Russia porterà avanti la guerra in Ucraina fino al raggiungimento dei suoi obiettivi: “Senza dubbio, porteremo avanti l’operazione militare speciale fino alla sua logica conclusione, raggiungendo i suoi obiettivi”, ha sottolineato il presidente.

Il Milan respira, Leao parte per la Supercoppa

Roma, 9 dic. (askanews) – Sospiro di sollievo per il Milan. Come si legge in una nota del club, “la risonanza magnetica a cui è stato sottoposto oggi Rafael Leao a seguito del risentimento muscolare all’adduttore destro avuto durante la partita Torino-Milan ha escluso la presenza di lesioni muscolari. Leao ha già iniziato le terapie necessarie per risolvere il quadro infiammatorio”. Nessuna lesione all’adduttore, dunque, ma un’infiammazione dolorosa per Leao. Che salterà con tutta probabilità la sfida di campionato di domenica alle 12.30 a San Siro contro il Sassuolo ma potrebbe partire insieme alla squadra per la Supercoppa Italiana, in programma in Arabia Saudita dal 18 al 22 dicembre.

In Australia è scattato il divieto social media per i minori di 16 anni

Roma, 9 dic. (askanews) – E’ entrato in vigore, in Australia, dov’è da poco scoccata la mezzanotte, il primo divieto al mondo ai social media per i minori di 16 anni.

“Salve studenti, sono il primo ministro e vorrei parlarvi direttamente di una cosa molto importante – ha affermato il premier australiano Anthony Albanese in un video pubblicato sui media -. Dal 10 dicembre, se avete meno di 16 anni, non potrete più avere un account sui social media. Sapete meglio di chiunque altro cosa significa crescere con algoritmi, velocità infinite e la pressione che ne può derivare. Ecco perché abbiamo preso questa decisione per sostenervi. Se avete domande, non esitate a contattarci. Parlate con i vostri genitori, i vostri insegnanti e i vostri amici. E se sentite di aver bisogno di ulteriore supporto, Headspace e Kids Helpline sono lì per aiutarti. Soprattutto, sfruttate al meglio le prossime vacanze scolastiche invece di passarle a scrollare sul telefono. Iniziate un nuovo sport, imparate a suonare un nuovo strumento o leggete quel libro che è lì sullo scaffale da un po’. E, soprattutto, trascorrete del tempo di qualità con i vostri amici amici e la vostra famiglia. Buona estate”, ha concluso Albanese.

Secondo l’ufficio statistico del Paese, in Australia ci sono cinque milioni di bambini sotto i 16 anni e un milione tra i 10 e i 15 anni. Ora, ricorda la Bbc, tocca alle aziende dei social media far rispettare il divieto adottando misure per garantire che i minori di 16 anni non possano avere un account sulla loro piattaforma. Questo potrebbe significare il riconoscimento facciale, il caricamento di documenti d’identità o persino tecnologie di stima dell’età, ma nessuno di questi metodi è infallibile.

In caso di inadempienze le compagnie potrebbero incorrere in multe fino a 50 milioni di dollari australiani, ovvero circa 28,5 mln di euro.

Le app di gioco e i chatbot con intelligenza artificiale non rientrano nel divieto, quindi i ragazzi potrebbero comunque essere a rischio.

A Milano torna Artigiano in Fiera: arti dall’Italia e dal mondo

Milano, 9 dic. (askanews) – Si aperto Artigiano in Fiera. La manifestazione, giunta alla 30 edizione, in programma fino a domenica 14 dicembre, con ingresso gratuito presso Fieramilano Rho tutti i giorni dalle 10:00 alle 22:30. L’appuntamento si conferma come la principale vetrina internazionale dedicata alle arti e ai mestieri, con ben 2.800 espositori provenienti da 90 Paesi dei 5 continenti, distribuiti su 9 padiglioni. Quest’anno, con il tema ” il momento della persona”, la fiera rinnova la sua missione di valorizzare e sostenere gli artigiani di tutto il mondo che, con il loro saper fare, incarnano l’espressione autentica di un’umanit al lavoro.

Cos Antonio Intiglietta, presidente Ge.Fi. Gestione Fiere Spa. ed ideatore di Artigiano in Fiera: “Il tema guida di questa edizione la persona al centro. Le persone, qui, trasmettono cultura e saper fare attraverso la loro tradizione. E rappresentano le culture di tutto il mondo. Tutte le Regioni italiane sono protagoniste. Inoltre, possiamo contare su una presenza importante sul fronte internazionale, dall’America all’Africa terminando per l’Oceania. Abbiamo tutto il mondo rappresentato qui. Io consiglio ai visitatori di prendere la mappa e muoversi a sentimento, per trovare mille curiosit e storie appassionanti”.

La cerimonia di apertura, che si tenuta nell’Area istituzionale della Regione Siciliana, ha visto la partecipazione anche di Edmondo Tamajo, Assessore alle Attivit Produttive della Regione Siciliana, confermando la Sicilia quale protagonista di Artigiano in Fiera.

“Per noi un onore essere qui – afferma Edmondo Tamajo, assessore alle attivit produttive della Regione Sicilia – ma anche una responsabilit. Come Regione Siciliana investiamo molto su questo evento. Sono circa 200 le imprese artigiane che qui creano relazioni commerciali, rafforzano la loro competitivit e cercano di crescere. Per noi un motivo di orgoglio e vanto aver ospitato nell’area Sicilia le autorit, tra cui il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, in occasione dell’inaugurazione dei trent’anni di Artigiano in Fiera. Come Regione, stiamo utilizzando tutte le opportunit che la Sicilia ha a disposizione, tra cui una misura, di nome “Pi artigianato”, che d la possibilit annualmente alle imprese artigiane di investire, con investimenti a fondo perduto per l’acquisto di scorte, per ampliare le aziende, per l’abbattimento degli interessi passivi. Poi abbiamo adottato altre misure per quanto riguarda un percorso di innovazione e digitalizzazione. Bisogna innovarsi e camminare alla stessa velocit delle imprese italiane ed europee”.

La trentesima edizione di Artigiano in Fiera, oltre a confermarsi la destinazione ideale per fare il pieno di regali di Natale originali e di qualit, anche l’occasione per viaggiare tra i tanti sapori e cucine dell’Italia e del mondo in un’incredibile variet di specialit da assaggiare e comprare.

Poste Italiane rafforza i servizi sul territorio

Roma, 9 dic. (askanews) – Con un aumento di circa mille unit in meno di due anni, continua l’espansione degli sportelli Postamat. Atm tecnologici ed evoluti grazie ai quali Poste Italiane pu garantire molti suoi servizi, tra cui il prelievo di contanti e il pagamento delle utenze, in semplicit e sicurezza. Il servizio del TG Poste.

Flautissimo, Lucia Mascino in prima assoluta con "Teresa la notte"

Roma, 9 dic. (askanews) – La 27ª edizione di Flautissimo, il festival diretto da Stefano Cioffi e organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto, si avvia alla conclusione con un doppio appuntamento con Lucia Mascino in prima assoluta con Teresa la notte, mercoledì 10 e giovedì 11 dicembre al Teatro Torlonia di Roma, alle ore 20.30. La lettura del testo scritto da Paola Galassi, sottolineata dalle musiche originali di Stefano Fresi, vede la regia di Giampiero Solari. La produzione è di Flautissimo/Stefano Cioffi.

Olio EVO, giornata a Fasano di valorizzazione

Roma, 9 dic. – “Non parliamo solo di olio ma di olio buono, e de lavoro che stiamo facendo per valorizzare veramente questo prodotto. La giornata che abbiamo organizzato va in questa direzione”.

Lo ha dichiarato Raffaele Dipierdomenico, presidente di Aipop, in occasione della giornata tenutasi al Bar dell’Olio di Fasano interamente dedicata alla cultura dell’olio extravergine EVO di alta qualit, con l’intervento di diversi relatori di spicco.

Musica, Elodie annuncia a sorpresa nuovo tour nel 2027

Roma, 9 dic. (askanews) – Elodie, reduce da un anno di traguardi raggiunti, due date-evento negli stadi di Milano e Napoli e un tour nei palasport di 14 date appena concluso, durante il quale ha comunicato una pausa nel 2026, annuncia a sorpresa “Elodie Show 2027”. La tournée prodotta da Vivo Concerti la vedrà nuovamente protagonista sul palco dei principali palazzetti italiani.

“Grazie di cuore è stato un tour bellissimo mi avete dato tanto amore, adesso mi fermo per un po’, ho già in mente il nuovo show, il nuovo palco e non vedo l’ora di tornare da voi. Posso già dirvi che ritorno nel 2027”, dice Elodie.

La tournée partirà dal Palaprometeo di Ancona (DATA ZERO – Sabato 24 aprile 2027), farà tappa al Palazzo dello Sport di Roma (giovedì 29 aprile 2027) per proseguire al Teatro Palapartenope di Napoli (martedì 4 maggio 2027), al Palaflorio di Bari (sabato 8 maggio 2027), all’Unipol Forum di Milano (giovedì 13 maggio 2027), al Mandela Forum di Firenze (martedì 18 maggio 2027) e concludersi all’Unipol Arena di Bologna (Sabato 22 maggio 2027).

Dopo il successo del quinto album “Mi Ami Mi Odi”, entrato direttamente al terzo posto della classifica FIMI con oltre 183 milioni di stream, la partecipazione al Festival di Sanremo con “Dimenticarsi alle 7”, certificato oro, e il riconoscimento come Miglior attrice non protagonista per il film “Fuori” di Mario Martone, ai Nastri d’Argento, Elodie darà inizio a un nuovo capitolo.

Giornata Mondiale del Suolo 2025, evento CIC a Roma

Roma, 9 dic. (askanews) – In occasione della Giornata Mondiale del Suolo, indetta dalla FAO, il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) ha organizzato a Roma l’evento “Dalla terra alla Terra – Suoli sani per citt sane”, un appuntamento dedicato al ruolo decisivo che il suolo riveste per la resilienza urbana e il benessere delle comunit. Abbiamo parlato con Gianpaolo Vallardi, Presidente CIC:

“Dobbiamo sottolineare questo per rispettare di pi il suolo. La FAO ha lanciato l’allarme che il suolo si sta impoverendo, il deserto sta avanzando e quindi dobbiamo ritornare a dare attenzione al suolo. Noi siamo il Consorzio Italiano Compostatori, produciamo compost e biometano e io credo che il compost vita tanto quanto il suolo. Il compost fertilit, il compost vita per il terreno e questo lo dobbiamo far capire a tutti, aumentare la sensibilit ambientale e per questo oggi sottoscriviamo assieme al Ministero dell’Agricoltura un importantissimo accordo di collaborazione che va proprio in questa direzione, ritornare con la sostanza organica nei terreni e soprattutto far capire alla gente che questa la strada, non solo per noi oggi ma soprattutto per il futuro, il futuro nostro e dei nostri figli”.

Tra le soluzioni proposte dal Consorzio, emerge la pratica dello urban carbon farming, che permetterebbe di rendere le citt pi resilienti agli impatti dei cambiamenti climatici. poi intervenuto Massimo Centemero, Direttore CIC:

“Quest’anno ancora con pi forza rispetto agli anni precedenti lanciamo la tematica dell’Urban Carbon Farming. Nel 2024 l’Unione Europea ha pubblicato un regolamento sul carbon farming, cio sull’incentivazione di tutto ci che coltivazione del carbonio, cio l’incremento della fertilit dei suoli, relativamente a tutte le attivit agricole. Noi abbiamo aggiunto il suffisso, la parola Urban Carbon Farming, perch riteniamo che tutte le tecniche agricole per incrementare la sostanza organica nel suolo, per mantenere la fertilit, possono essere applicate anche nelle nostre citt, nel verde urbano, nel verde ricreativo, nel verde sportivo, e quindi chiaramente come Consorzio di Italiano Compostatori possiamo dare il contributo, piccolo o grande che sia, nella fornitura di compost, che questo fertilizzante che viene prodotto dal riciclo dei nostri scarti, e l’Italia un paese virtuoso perch noi produciamo, al dati ufficiali 2023, pi o meno 2 milioni di tonnellate di compost derivate dal riciclo dei nostri scarti”.

A sottolineare l’importanza del dibattito sulla salute dei suoli, hanno preso parte alla giornata numerosi rappresentanti di istituzioni nazionali come il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza Energetica Gilberto Picchetto Fratin tramite videomessaggio, l’Onorevole Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati, i Senatori Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario MASAF, e Luca De Carlo, Presidente della IX Commissione del Senato “Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare”.

Pescara (FenImprese) Italia, il paradosso fiscale

Roma, 9 dic. (askanews) – La legge di bilancio 2026, attesa per l’approvazione entro fine anno, fotografa un Paese fermo. Secondo i dati analizzati da Daniele Pescara, Presidente di FenImprese Dubai, gli italiani pagano in media il 42,8% di tasse, a fronte di una crescita economica pari allo 0%. Il quadro che ne emerge quello di un’Italia bloccata: salari fermi da oltre trent’anni, mercato del lavoro stagnante e scarse prospettive per le nuove generazioni.

Secondo Pescara, le famiglie e le imprese italiane si trovano in una condizione di “iper-tassazione” a fronte di servizi e opportunit sempre pi ridotti. “Se non c’ crescita – sottolinea – non ci saranno nuovi posti di lavoro per i giovani, n sbocchi imprenditoriali concreti”. La combinazione tra elevata pressione fiscale e bassa produttivit rende difficile pianificare investimenti e dinamiche occupazionali stabili. Nonostante le agenzie di rating hanno mostrato giudizi positivi nei confronti del BelPaese, a rendere la situazione ancora pi complessa, emerge un evidente squilibrio tra contribuenti: mentre imprese e famiglie pagano quasi met del loro reddito in tasse, l’Italia continua ad attrarre i grandi patrimoni internazionali, offrendo condizioni fiscali estremamente vantaggiose ai Paperoni di tutto il globo.

La flat tax per i super-ricchi, che nel 2026 sar fissata a 300.000 euro, consente ai milionari stranieri di stabilirsi nel Paese beneficiando di sanit e welfare, senza sostanzialmente contribuire al fisco nazionale. “Di fatto – afferma il numero uno di FenImprese, che anche Ceo di Daniele Pescara Consultancy – saranno i cittadini italiani a pagare per loro”. Di fronte a questo scenario, cresce il fenomeno della delocalizzazione patrimoniale e fiscale. Se in passato la ricerca di soluzioni estere era sporadica e poco organizzata, oggi diventata una strategia strutturata: holding, fondazioni e trust familiari vengono sempre pi impiegati per proteggere i patrimoni e ridurre il carico fiscale.

Secondo Daniele Pescara, oggi si registra un +72% di interesse da parte di contribuenti e aziende verso questi strumenti di internazionalizzazione. la risposta, legale ma sintomatica, a un sistema fiscale percepito come insostenibile.

La nuova generazione, formata in Italia ma proiettata all’estero, assiste ad un Paese che soffre. Sempre pi giovani laureati cercano opportunit oltre confine, mentre numerosi imprenditori stanno valutando alternative fiscali e operative fuori dal territorio nazionale. Il rischio duplice: perdita di ‘capitale umano’ e impoverimento fiscale, due fattori che potrebbero indebolire ulteriormente l’economia nazionale. I dati della legge di bilancio 2026 – spiega Pescara – impongono un confronto urgente: ” corretto discuterne, avere un contraddittorio e mettersi in gioco per capire quale sar il futuro del nostro Paese. La direzione da prendere dipender dalla capacit delle istituzioni di ricostruire fiducia, incentivare la crescita e fermare la fuga di talenti e risorse. Senza una riforma fiscale equa e lungimirante, il rischio che l’Italia rimanga la “terra del paradosso fiscale”: un Paese dove si paga molto e sempre di pi, ma si riceve sempre meno”.

Ucraina, Zelensky: "Io sono sempre pronto alle elezioni". E sulle trattative "mi fido di Meloni"

Roma, 9 dic. (askanews) – “I am ready, forever” (Sono pronto alle elezioni, sempre). Con questa frase secca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto ad alcuni giornalisti dei quotidiani italiani che, nella hall del Park Hotel dei Principi, gli chiedevano una reazione alle parole del presidente Usa Donald Trump, che in un’intervista a Politico accusava l’Ucraina di “usare la guerra per non indire le elezioni”.

E sulle trattative in corso Zelensky confida anche nella premier italiana: “Sì, mi fido di Giorgia Meloni e credo che ci aiuterà”, ha risposto il presidente ucraino al Messaggero e a La Repubblica che, nella hall del Park Hotel dei Principi, hanno chiesto se sentisse di poter contare, nell’ambito dei difficili colloqui con la parte Usa per una soluzione al conflitto in Ucraina, in una mediazione della presidente del Consiglio con il presidente Usa Donald Trump.

Rentokil Initial cresce in Italia: acquisita Evoluzione Servizi

Milano, 9 dic. (askanews) – Il Gruppo Rentokil Initial, attivo a livello mondiale nella fornitura di servizi per la gestione degli infestanti e servizi per l’igiene, rafforza la propria posizione in Italia con l’acquisizione della societ Evoluzione Servizi Srl, con sede a Ravenna, specializzata nella consulenza e nei trattamenti termici per il controllo degli infestanti dedicati al settore agroalimentare, degli allevamenti e della logistica. L’acquisizione un’operazione strategica che consente al Gruppo Rentokil Initial di estendere la propria copertura territoriale. Inoltre questa operazione potenzia l’offerta di soluzioni e si inserisce all’interno di un percorso che guarda alle esigenze dei clienti, ma punta anche a ridurre l’impatto ambientale. In particolare, spiegano dall’azienda, con questa acquisizione Rentokil Initial diventa leader a livello italiano nei trattamenti ad alte temperature per il controllo degli infestanti.

Il trattamento termico sfrutta la potenza del calore per eliminare gli insetti in tutte le fasi di sviluppo (uova, larve e adulti), evitando l’impiego di sostanze chimiche. Il principale vantaggio la sua efficacia biologica e immediata: il calore fra i 50 ed i 55 gradi agisce in profondit, elimina anche gli insetti nascosti negli angoli pi remoti degli ambienti trattati e assicura risultati rapidi, nel pieno rispetto delle normative HACCP sulla sicurezza alimentare.

L’acquisizione di Evoluzione Servizi consolida la strategia di Rentokil, che mira all’evoluzione del servizio Pest Control verso l’Integrated Pest Management (IPM), un approccio consulenziale per il controllo degli infestanti completamente integrato e basato sull’analisi del rischio, sulla prevenzione, sul monitoraggio costante e sull’implementazione di sistemi di controllo sempre pi orientati al basso impatto ambientale ed alla riduzione dell’uso di prodotti chimici. L’operazione, poi, non solo apporta a Rentokil competenze tecniche specifiche, ma le integra sinergicamente con quelle derivanti dalle precedenti acquisizioni, consolidando il patrimonio di know-how.

Nordio: le decisioni dell’Ue sono un ottimo viatico per i centri migranti in Albania

Bruxelles, 9 dic. (askanews) – Le decisioni di ieri del Consiglio Affari interni dell’Ue, sulla lista dei “paesi terzi sicuri”, in cui gli Stati membri potranno inviare i migranti irregolari in attesa di risposta per le loro domande di asilo o in attesa di rimpatrio, e dei “paesi di origine sicuri” per i rimpatri, saranno “certamente” sufficienti affinché si possano utilizzare i centri italiani per i migranti in Albania senza ostacoli da parte dei giudici. Lo ha assicurato oggi a Bruxelles il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo a una domanda durante un breve incontro coi giornalisti alla fine della riunione del Consiglio Giustizia dell’Ue.

“Certo” ha risposto Nordio. “Naturalmente, la situazione in questo momento è ancora soggetta alla decisione finale del cosiddetto ‘trilogo’ (il negoziato legislativo a tre fra Consiglio Ue, Europarlamento e Commissione europea, ndr), ma è un eccellente viatico verso una soluzione definitiva, che porterà chiarezza sia dal punto di vista giurisprudenziale, sia dal punto di vista operativo”.

“Quindi – ha continuato Nordio – siamo enormemente soddisfatti e siamo certi che entro pochissimo tempo questa, diciamo, confusione che c’era stata fino ad oggi nella giurisprudenza e nella gestione dei flussi migratori sarà definitivamente accertata proprio in ambito normativo, e quindi – ha concluso il ministro – non ci sarà più spazio per esitazioni dal punto di vista giurisprudenziale”.

Tv, arriva il musical animato "Eglefino", l’eroe di Laura Carusino

Roma, 9 dic. (askanews) – Eglefino, personaggio simbolo di diversità e unicità frutto dell’immaginazione di Laura Carusino ed “eroe anticonvenzionale”, dai libri prende ora voce e forma tridimensionale arrivando per la prima volta in tv martedì 16 dicembre 2025, alle ore 20.20, su Rai Yoyo e su RaiPlay: a metà tra comedy e musical, “Eglefino” è un film d’animazione inclusivo di 30 minuti circa, realizzato con alti standard qualitativi audio e video, per una piccola favola rivolta nel periodo natalizio a tutti i bambini e le loro famiglie.

Tratto dal libro “Eglefino, sei speciale!” del volto di “Hello Yoyo” Laura Carusino (Piemme, 2023) e illustrato da Erika de Pieri, il film è prodotto da Enanimation in collaborazione con Rai Kids, con il supporto del Ministero della Cultura, con il contributo del FESR Piemonte 2021-2027 – Bando Piemonte Film TV Fund (2024) e il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, e vede alla regia e alla scrittura Lisa Arioli, che proprio con Enanimation ha firmato successi d’animazione pluripremiati anche all’estero come “Nina e Olga” e “Il Cercasuoni”.

Accanto alla storyline, che affronta con semplicità e immediatezza i temi della diversità, dell’appartenenza e della ricerca della propria voce e del proprio posto nel mondo, grande importanza è stata data all’aspetto tecnico, con un lungo processo di produzione che ha visto coinvolti 150 artisti tutti italiani, per unire un’animazione 2D tradizionale paperless a una CGI tridimensionale d’alto livello, così come all’aspetto musicale, con tante irresistibili canzoni originali firmate da Marco Carusino, artista e musicista che vanta molte collaborazioni (Morgan, Mauro Ermanno Giovanardi, Gianna Nannini…), e che verranno pubblicate su una playlist dedicata su Spotify a inizio 2026. I doppiatori sono Arianna Craviotto (influencer di spicco e conduttrice del programma “On Ari” su Rai Gulp), Paolo Carenzo (voce di Dodò dell’Albero Azzurro), Lorenzo Scuda degli Oblivion.

“Eglefino” sarà proiettato in anteprima alla 26esima edizione del Sotto18+ Film Festival di Torino, sabato 13 dicembre alle ore 16 presso il Cinema Massimo 1, alla presenza di Laura Carusino, Lisa Arioli e la produttrice di Enanimation Federica Maggio.

“Eglefino lo sento quasi come un figlio – ha affermato Laura Carusino – la sua unicità e la sua diversità sono proprio la sua forza e il suo plus. Questo film parla di inclusività, non ha una necessaria identificazione di gender, e va oltre tutti gli stereotipi, perché scava dentro le nostre emozioni. È un contenuto globale, chi per una volta nella vita non si è sentito un po’ Eglefino, alla ricerca di se stesso, della propria storia e del proprio posto nel mondo?”.

Per Eglefino, il Mondo delle Fiabe era casa. Tuttavia, tra tutti i suoi abitanti, era l’unico a non avere un ruolo prestabilito in alcuna storia. Così, ogni mattina, Eglefino si avventurava alla ricerca della sua parte, finendo per seminare il caos in ogni racconto in cui tentava di inserirsi. Animato dal desiderio di trovare il suo vero posto, Eglefino intraprese un viaggio con la sua fedele amica, la gufetta J-Hoo, nella speranza di scoprire dove finalmente si sarebbe sentito a suo agio. Un giorno, un atterraggio imprevisto su un vivace pianeta alieno portò una sorprendente scoperta: creature identiche a lui, che gustavano i suoi stessi cibi e vivevano in case simili alla sua! Finalmente, Eglefino credette di aver trovato la sua gente: i Boganiani! Ma il capo dei Boganianinon condivideva il suo entusiasmo, soprattutto a causa della passione di Eglefino per il canto e il ballo del cha-cha-cha. I Boganiani, infatti, conoscevano e apprezzavano solo il boogie-woogie. Ancora una volta, Eglefino si ritrovò ad essere l’elemento discordante. Neppure su Boogania era riuscito a trovare il suo posto nel mondo. Ma Piccolo Boogie, un giovane e curioso booganiano, fece amicizia con Eglefino. Insieme, trovarono un modo per unire i loro diversi stili di ballo, creando una nuova ed entusiasmante danza: il Boogie-Cha-Cha. Tornando nel luogo dove risiede il suo cuore, il Mondo delle Fiabe, Eglefino canta e balla il nuovo Boogie-Cha-Cha. Forse non ha trovato un posto a cui appartiene veramente, ma ha scoperto una nuova canzone e un nuovo ballo, che sono proprio come Eglefino stesso – in parte Mondo delle Fiabe, in parte Booganiano!

La nuova canzone e il nuovo ballo prendono piede e presto, l’intero Mondo delle Fiabe canta e balla il Boogie-Cha-Cha, una canzone che celebra l’essere unico nel suo essere diverso di Eglefino – una canzone che si rivela anche il segreto per spezzare finalmente un terribile incantesimo nel Mondo delle Fiabe, liberando una Principessa che era stata trasformata in pietra da un’antica maledizione. Eglefino ha finalmente trovato la sua fiaba, la ricompensa per il suo coraggio nello scoprire e accettare se stesso per quello che è. Il luogo a cui appartiene veramente è nel suo stesso cuore, dove ora è felice di essere il suo unico e speciale sé. Ed Eglefino e la Principessa vissero felici e contenti… in amicizia.