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Due giorni a Parma per i Corporate Wellness Games

Parma, 27 mag. (askanews) – Divertirsi e fare sport insieme per creare rete e confrontarsi. È questo lo spirito dei Corporate Wellness Games che sono andati in scena a Parma per la seconda edizione, tra risate, benessere fisico e spirito di squadra. Un’iniziativa che utilizza lo sport come strumento per promuovere valori condivisi, integrandoli con le dinamiche del tema building e con i sistemi più avanzati di welfare aziendale. Paolo Giordani, direttore tecnico Corporate Wellness Games:

“Sicuramente essere arrivati alla seconda edizione, dopo una prima edizione bellissima allo Stadio Tardini, è una soddisfazione molto importante, da un lato perché abbiamo consolidato il numero delle aziende, l’anno scorso erano 30, quest’anno sono 36, quindi avere la fiducia di grandi multinazionali, di grandi aziende del territorio è motivo di grande orgoglio, di grande fiducia e questo ci impegna a cercare di fare sempre meglio. Dall’altro è un premio anche all’idea che GoAthletic Studio, che abbiamo col mio staff, abbiamo introdotto e apportato appunto perché il gradimento e la grande partecipazione anche del Comune di Parma, delle università di studio di Parma, della Federazione Rugby, ci inorgoglisce di questo”.

Edizione 2026 che è stata patrocinata dal Comune di Parma e dall’Università di Parma, grazie all’organizzazione di GoAthletic Studio.

È poi intervenuto Marco Bosi, Assessore Bilancio e Sport: “Questo è un evento che intanto ritorna, dopo tanti anni nelle città, tanti anni fa si svolgevano questi eventi, per noi è particolarmente significativo perché da un lato aiuta le persone a capire il valore dello sport, del benessere, del movimento, dall’altro aiuta a creare un po’ di coesione territoriale, aziende diverse che si incontrano, si confrontano, si sfidano su un campo da gioco e crea comunità, è quello che lo sport può fare anche nel mondo degli adulti e non solo dei più giovani”.

Infine abbiamo parlato con Giuliana Gobbi, Delegata del Rettore per lo Sport: “L’università supporta tutte le attività che riguardano lo sport, l’attività motoria per la salute della persona, per la qualità della vita della persona e chiaramente la possibilità di supportare un evento che coinvolge tante aziende, quindi il terzo settore e la collaborazione con il territorio è sicuramente un valore aggiunto”.

Due giornate all’insegna dello sport e del divertimento che hanno visto le aziende sfidarsi in discipline come palla base, dodgeball, staffetta, basket e tanto altro. In un momento in cui il benessere delle persone è sempre più al centro, i giochi interaziendali sono un ottimo mezzo per diffondere questi messaggi.

Fdi, Schlein: messaggi antisemiti gravissimi, Meloni prenda provvedimenti

Roma, 27 mag. (askanews) – “I messaggi di odio antisemita emersi dall’inchiesta del Domani nelle chat territoriali di Fratelli d’Italia di Trento sono gravissimi e inquietanti. Parliamo di dirigenti ed ex rappresentanti istituzionali del partito di Giorgia Meloni: per questo è necessario e urgente che lei, in prima persona, condanni con fermezza questi fatti e prenda provvedimenti.L’odio antisemita rivolto contro gli ebrei non può trovare alcuno spazio. E non può esserci neppure il minimo dubbio che posizioni come quelle emerse nelle chat possano essere tollerate o derubricate”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

Fdi, Schlein: messaggi antisemiti gravissimi, Meloni condanni e prenda provvedimenti

Roma, 27 mag. (askanews) – “I messaggi di odio antisemita emersi dall’inchiesta del Domani nelle chat territoriali di Fratelli d’Italia di Trento sono gravissimi e inquietanti. Parliamo di dirigenti ed ex rappresentanti istituzionali del partito di Giorgia Meloni: per questo è necessario e urgente che lei, in prima persona, condanni con fermezza questi fatti e prenda provvedimenti.L’odio antisemita rivolto contro gli ebrei non può trovare alcuno spazio. E non può esserci neppure il minimo dubbio che posizioni come quelle emerse nelle chat possano essere tollerate o derubricate”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein

Cazzullo presenta "Le Dieu de nos pères", edizione francese bestseller

Roma, 27 mag. (askanews) – Venerdì 5 giugno 2026 alle 19, all’Auditorium dell’Institut Français Centre Saint-Louis di Roma, sarà presentata per la prima volta l’edizione francese del libro di Aldo Cazzullo “Le Dieu de nos pères”, pubblicato in Francia da Éditions de Grenelle dopo lo straordinario successo ottenuto in Italia, dove il volume (“Il Dio dei nostri padri: il grande romanzo della Bibbia”, Harper&Collins ed.) ha superato le 500.000 copie vendute.

L’incontro è promosso e realizzato con la preziosa collaborazione dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede e della direzione del Centre Saint-Louis.

Aldo Cazzullo dialogherà con Romilda Ferrauto, giornalista franco-italiana, già per venticinque anni caporedattrice della redazione francese di Radio Vaticana e successivamente senior advisor presso la Direzione della Sala Stampa della Santa Sede.

Apriranno la serata i saluti istituzionali di Laurent Toulouse, Consigliere per la cooperazione e l’azione culturale dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede e direttore dell’Institut français Centre Saint-Louis, e dell’editore Gianni Gremese.

L’evento si svolgerà prevalentemente in lingua francese e si concluderà con un momento di dialogo con il pubblico.

Con “Le Dieu de nos pères”, Aldo Cazzullo propone una rilettura intensa e accessibile della Bibbia, raccontata come il grande romanzo dell’umanità. Adamo ed Eva, Noè, Mosè, Davide e Golia, Giuditta, Ester: figure fondative della memoria occidentale che rivivono attraverso una narrazione capace di intrecciare fede, storia, arte e cultura contemporanea.

Più che un saggio religioso, il libro è un viaggio narrativo nelle radici spirituali e culturali dell’Occidente, rivolto tanto ai credenti quanto ai non credenti, ai lettori appassionati di storia e a chi desidera interrogarsi sui grandi racconti che continuano a plasmare il nostro presente.

Giornalista e scrittore tra i più autorevoli del panorama italiano, vicedirettore del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo ha pubblicato oltre trenta saggi vendendo complessivamente più di tre milioni di copie.

Piazza di Siena, Nepi: "Uno smeraldo restituito alla città" di Roma

Roma, 27 mag. (askanews) – “Piazza di Siena oggi non celebra soltanto l’edizione del centenario di un meraviglioso concorso ippico: inaugura il risultato di una visione. Dal 2017 a oggi abbiamo accompagnato una trasformazione profonda che, grazie agli investimenti pari a 1,7 milioni di euro, ha restituito a questo luogo straordinario la sua identità più autentica. Oggi Piazza di Siena è tornata a essere uno smeraldo nel cuore della città, attraverso restauri, interventi di ripristino, manutenzione e la bonifica del Galoppatoio realizzati in piena sintonia con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali”. Lo ha sottolineato in una nota Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute.

“L’eredità più importante non è quella di un’edizione”, ha aggiunto Nepi Molineris, “ma quella che consegniamo alle generazioni future. Piazza di Siena deve dimostrare che i grandi eventi possono produrre bellezza, non consumo. Ogni restauro è un atto di responsabilità verso la memoria della città. Il nostro lavoro guarda avanti: vogliamo una Villa Borghese sempre più aperta, accessibile, viva e partecipata, con sport gratuito, servizi per le famiglie, innovazione e qualità degli spazi. Immaginiamo un luogo vissuto dai cittadini ogni giorno, uno spazio capace di coniugare tutela del patrimonio e qualità della vita. Sul modello di Central Park o dei grandi parchi londinesi, crediamo in un coinvolgimento attivo del volontariato e della comunità nella cura e nella valorizzazione degli spazi, perché i grandi luoghi pubblici diventano davvero tali quando vengono sentiti come patrimonio comune”.

“Le stime per l’edizione 2026 di Piazza di Siena parlano di un indotto economico di 33,73 milioni di euro, in crescita rispetto ai 26,67 milioni dello scorso anno, con ogni euro investito che potrebbe generare 2,14 euro di valore economico complessivo. È la conferma di come investire nello sport significhi produrre valore, sviluppo e futuro”, ha concluso Nepi Molineris.

Sicurezza, Conte: Meloni ha fallito, diceva di avere bacchetta magica…

Roma, 27 mag. (askanews) – “Un 22enne accoltellato che ha perso la vita in stazione a Milano Certosa, le prime ricostruzioni parlano di scontri tra gang. A parti invertite oggi il centrodestra darebbe la colpa agli avversari politici di ogni episodio, ma io non lo farò. Però è un fatto che si moltiplicano aggressioni, rapine, borseggi e i cittadini si sentono sempre più insicuri anche nelle stazioni e nei centri urbani, non solo nei quartieri più decentrati”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Eppure – ha aggiunto – era la premier a garantire di avere la bacchetta magica sulla sicurezza ed è sotto gli occhi di tutti il fallimento: il tempo degli slogan, dei decreti sicurezza propaganda di cui abbiamo perso il conto è scaduto da 4 anni. Almeno ci ascoltino. Hanno detto no alla nostra proposta di riportare in Italia agenti e risorse ferme nei centri vuoti in Albania nonostante manchino più di 20mila fra poliziotti e carabinieri nelle città. In legge di bilancio hanno respinto tutte le nostre proposte su un pacchetto sicurezza che passa per più assunzioni di forze dell’ordine, un fondo da 500 milioni l’anno per il triennio 2026-2028 per un patto di sicurezza urbana con i Comuni e un fondo dedicato alla sicurezza locale e all’inclusione sociale, con attenzione a videosorveglianza in stazioni, parchi e giardini e più presidi di sicurezza nei locali commerciali lungo le tratte ferroviarie. È il momento di dare risposte vere”, ha concluso l’ex presidente del Consiglio.

Tecnologia e innovazione: come cambia la chirurgia mini-invasiva

Palermo, 27 mag. (askanews) – Lo sviluppo delle tecnologie mediche sta ridefinendo il modo in cui vengono progettate e realizzate diagnosi e terapie. L’innovazione punta a migliorare il presente in termini di sicurezza ed efficienza nei vari percorsi di cura, dalle apparecchiature più avanzate ai dispositivi pensati per supportare i professionisti sanitari.

Dal 24 al 27 maggio, Isola delle Femmine (Palermo) è stato teatro del 44esimo Congresso ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

B. Braun, azienda tra le principali a livello mondiale nello sviluppo di tecnologie e dispositivi medici, ha presentato una nuova proposta per la chirurgia laparoscopica di nuova generazione. Ne ha parlato così Giuseppe Mantarro, Amministratore Delegato di B. Braun Milano: “Nella nostra Innovation Room, presentiamo in anteprima una piattaforma laparoscopica di nuova generazione, ma soprattutto una visione di come crediamo che evolverà la chirurgia nel futuro. Crediamo che la sua evoluzione passi attraverso una chirurgia sempre più precisa, misurabile e connessa. L’evoluzione della chirurgia, nella nostra visione, passa sempre di più attraverso la connessione e l’integrazione tra le competenze cliniche e i dati per supportare il chirurgo, migliorando il percorso del paziente. Questa evoluzione nasce dal dialogo continuo tra la comunità scientifica e porta un valore concreto per il sistema sanitario, per proteggere e migliorare la salute delle persone”.

La chirurgia mini-invasiva viene descritta come un’innovazione non isolata, ma parte di un modello chirurgico integrato. “Oggi ha un ruolo importantissimo. Guardiamo sempre alla centralità del paziente: la tecnologia ci permette di dare sicurezza alle cure. Partiamo con il comfort del chirurgo, dall’uomo, per arrivare alla tecnologia, ma devono essere imbricate in un’unica cosa. Tutte le aziende che hanno tecnologie ci rendono la vita comoda, ma soprattutto rendono più sicuro l’intervento sul paziente” ha dichiarato Vincenzo Bottino, Presidente ACOI.

L’intento è migliorare efficacia, organizzazione e sostenibilità, rafforzando la capacità dei sistemi sanitari di rispondere alle sfide contemporanee con un approccio più moderno e integrato.

Sicurezza,Salvini: inaccettabile altra violenza a Milano, raddoppiare militari

Roma, 27 mag. (askanews) – “Altro sangue, altra violenza in una stazione per mano di bande di balordi stranieri. È inaccettabile. Siamo al lavoro per raddoppiare la presenza di militari, Forze dell’Ordine e personale di FS Security che opera sui treni e nelle stazioni. Già oggi sono oltre 5mila le donne e gli uomini in divisa impegnati ogni giorno per garantire sicurezza e tranquillità a chi viaggia ogni giorno. Questa presenza va almeno raddoppiata, per stroncare una violenza quotidiana ormai diventata intollerabile. Una preghiera per il ragazzo e per i suoi familiari”. Lo scrive su twitter il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.

Il Canada sospende gli ingressi dai Paesi ad alto rischio Ebola

Roma, 27 mag. (askanews) – Il Canada ha sospeso temporaneamente l’ingresso ai residenti di paesi ad alto o altissimo rischio di focolai di Ebola e richiederà a coloro che hanno recentemente visitato le aree colpite di autoisolarsi per tre settimane. E’ quanto si legge in una nota pubblicata sul sito web del governo.

“Il governo del Canada intende sospendere i documenti di immigrazione per i residenti di paesi ad alto o altissimo rischio di focolai di malattia da Ebola per i prossimi 90 giorni a partire dal 27 maggio… Al momento, ciò include la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda e il Sud Sudan”, si legge nella dichiarazione. La misura si applica anche ai titolari di visti precedentemente rilasciati, compresi coloro che hanno diritto alla residenza permanente.

Inoltre, “il governo intende attuare un’ulteriore misura, in vigore dal 30 maggio fino al 29 agosto 2026, in base alla quale i cittadini canadesi, i residenti permanenti, le persone registrate ai sensi dell’Indian Act e i cittadini stranieri che siano stati in queste aree nei 21 giorni precedenti e non presentino sintomi, dovranno osservare un periodo di quarantena di 21 giorni”.

Le autorità hanno affermato che verrà fornito un alloggio per l’autoisolamento a coloro che non saranno in grado di organizzarlo autonomamente, mentre i passeggeri che presentano sintomi di Ebola saranno isolati in ospedale per ulteriori accertamenti.

Ebola, Tedros: non possiamo isolare i malati mentre cadono le bombe

Roma, 27 mag. (askanews) – “Non possiamo isolare i malati di Ebola mentre cadono le bombe”: questo l’allarme lanciato oggi dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo cui l’epidemia di Ebola nella provincia di Ituri, nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo orientale, “sta superando la capacità di risposta” a causa del conflitto in atto nella regione.

“I continui scontri stanno causando sfollamenti di massa, spingendo i contatti esposti all’epidmia in campi sovraffollati e interrompendo i corridoi di contenimento cruciali”, ha scritto su X Tedros, ricordando che non esistono vaccini nè cure per il virus Ebola Bundibugyo, per cui “fermare la trasmissione di questa epidemia dipende interamente dall’accesso umanitario”.

“Gli operatori in prima linea rischiano tutto, mentre gli attacchi alle strutture sanitarie rendono quasi impossibile il tracciamento dei casi e dei loro contatti”, ha aggiunto il direttore dell’Oms, lanciando un appello a “tutte le parti in conflitto perchè accettino un cessate il fuoco immediato per contenere questa epidemia e consentire un accesso sicuro e continuato alle squadre mediche”.

Delmastro, il pm di Roma chiede le chat tra l’ex sottosegretario e Caroccia

Roma, 27 mag. (askanews) – Gli inquirenti della Procura capitolina hanno chiesto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di poter acquisire tutte le chat tra l’ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroggia. Caroccia – si ricorda – è indagato per riciclaggio, ed è in carcere nell’ambito di un procedimento sul clan di malavita dei Senese. L’iniziativa dei magistrati è anticipata dal sito del Corriere della Sera.E’ nella disponibilità degli inquirenti della Procura di Roma da alcune settimane il telefono cellulare di Caroccia. I pubblici ministeri chiedono alla giunta delle autorizzazioni a procedere di poter visionare ed acquisire le comunicazioni intercorse tra lo stesso ristoratore, in carcere per fatti di malavita, e il parlamentare di FdI, Andrea Delmastro. L’ex sottosegretario – si ricorda – è stato azionista della società ‘Le 5 Forchette’ proprietaria del ristorante in zona Tuscolana. Proprio ieri la commissione parlamentare antimafia ha ascoltato Delmastro, il quale ha ribadito di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia per la vicenda e di non essere indagato. Al vaglio dei pubblici ministeri c’è anche la possibilità se prendere anche gli atti delle dichiarazioni rese da Delmastro.

La Nasa: abitazioni sulla Luna entro il 2030

Roma, 27 mag. (askanews) – L’agenzia spaziale americana Nasa ha annunciato l’intenzione di rendere possibile la vita umana sulla Luna attraverso la realizzazione di abitazioni “semi-permanenti” entro il 2032.

Gli Stati Uniti vogliono riportare degli americani sulla Luna prima che il presidente Donald Trump lasci l’incarico nel 2029. La Nasa sta affrontando una competizione spaziale con la Cina, la quale sta portando avanti con determinazione i propri piani per far atterrare esseri umani sulla Luna entro il 2030. Ieri, ha lanciato la sua navicella spaziale Shenzhou-23, inviando un equipaggio di astronauti alla stazione spaziale cinese di Tiangong.

A marzo, la Nasa ha annunciato un programma da 20 miliardi di dollari per la costruzione di una base permanente alimentata da energia nucleare e solare al polo sud della Luna entro il 2032.

L’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, ha dichiarato che questi annunci significano che gli Stati Uniti “non rinunceranno mai più alla Luna”.

Nella predisposizione del suo piano operativo di lungo periodo, la Nasa desidera che il modulo di atterraggio lunare di Blue Origin, chiamato Endurance, sia in grado di effettuare atterraggi precisi, nonché navigazione e controllo autonomi.

Si prevede che il lander Griffin-1 di Astrobotic atterri nel cratere Nobile, vicino al Polo Sud, riferisce l’emittente britannica Bbc.

Le macchine trasporteranno anche strumenti scientifici per la Nasa, tra cui telecamere ad alta risoluzione e strumenti che utilizzano la luce laser riflessa per aiutare il veicolo spaziale ad atterrare.

Questa esplorazione robotica dovrebbe durare fino al 2029, con 25 lanci e 4 tonnellate di carico atterrato sulla Luna, ha dichiarato ieri Carlos García-Galßn, responsabile del programma Base Lunare.

In seguito, la Nasa intende costruire sulla Luna impianti per la produzione di energia nucleare e solare, compresi reattori a fissione.

Ft: "Al Board of Peace non è arrivato nemmeno un dollaro"

Roma, 27 mag. (askanews) – Nonostante le promesse di finanziamento per 17 miliardi di dollari, il fondo per il Board of Peace del presidente statunitense Donald Trump è vuoto e l’organizzazione è sospesa in un limbo legale e politico che ha bloccato i progetti di ricostruzione della Striscia di Gaza, riferisce il quotidiano britannico Financial Times.

A quattro mesi dalla sua istituzione, il fondo finanziario del Board, istituito dalla Banca Mondiale, non ha ricevuto alcun contributo dai donatori, secondo quanto riferito da quattro persone a conoscenza dei fatti. “Non è stato depositato nemmeno un dollaro”, ha affermato una fonte al Ft.

I contributi del Marocco, pari a circa 20 milioni di dollari, hanno contribuito a finanziare l’ufficio di Nickolay Mladenov, l'”alto rappresentante” del Board of Peace, e gli stipendi del comitato tecnocratico palestinese, nato per governare la Striscia e che non è ancora entrato nell’enclave palestinese.

Da parte loro gli Emirati Arabi Uniti hanno recentemente stanziato 100 milioni di dollari per addestrare una nuova forza di polizia per Gaza, ma il programma non è ancora iniziato e i fondi sono congelati, secondo quanto riferito da due persone a conoscenza della questione.

Flotilla, gli attivisti fermati a Sirte tornano in Italia

Roma, 27 mag. (askanews) – Al rientro gli attivisti impegnati nel Land Convoy verso Gaza. Restano ancora in Libia est 10 attivisti/e della Global Sumud Flotilla, tra cui due di cittadinanza italiana, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, e non c’è “nessuna notizia sulle loro condizioni”. La portavoce spiega in una nota: “Tutte le strade che percorriamo per raggiungere Gaza sono bloccate, in un modo o nell’altro. Non fermiamo la solidarietà con la Palestina”.

“Non è bastata la consegna di una prima lettera per chiedere un passaggio sicuro: le trattative per procedere secondo il diritto internazionale sono ancora una volta state bloccate. Nella giornata di domenica 24 maggio, alle 15,22 circa (ora locale), dieci partecipanti civili del Global Sumud Land Convoy sono stati fermati al valico 5+5 vicino Sirte, dopo aver avviato un processo negoziale volto a facilitare la missione umanitaria del convoglio di terra di GSF, partito dalla Mauritania. Il dialogo consolare avviato nei giorni precedenti è stato immediatamente intensificato. Nonostante ciò, non si hanno al momento informazioni certe sulle condizioni fisiche, sul luogo di detenzione e sui tempi di eventuale rilascio delle attiviste”.

Ieri, lunedì 25, il convoglio è stato costretto a lasciare il campo in direzione dell’aeroporto di Tripoli. La portavoce della delegazione italiana Delia, aggiunge: “Stiamo provando a raggiungere Gaza in diversi modi, e le modalità con cui viene impedito il passaggio sono altrettanto diverse ma presentano un filo conduttore comune: senza israele non é possibile raggiungere in nessun modo la Palestina”.

Oggi il picco di caldo, fino a 36 gradi al Nord

Milano, 27 mag. (askanews) – Il caldo raggiunge nelle prossime ore il picco della prima ondata di calore del 2026, con massime fino a 36 gradi in alcune città del Nord e valori fuori scala rispetto alla fine di maggio. L’Italia entra nella fase più intensa di un’anomalia termica che precederà un lieve calo delle temperature, accompagnato però da afa elevata e temporali sparsi.

Le punte più alte sono attese a Pavia, Piacenza, Cremona e Modena, dove i termometri arriveranno a 36 gradi. La soglia dei 35 gradi interesserà una larga fascia della Pianura Padana, da Torino a Bologna, coinvolgendo Alessandria, Asti, Vercelli, Milano, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Verona, Rovigo, Ferrara e Forlì. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, il Nord registrerà nel complesso un’anomalia di 8-9 gradi rispetto alle medie del periodo.

La fase più calda colpirà in modo particolare l’asse della Via Emilia e il Piemonte, mentre al Centro le massime toccheranno 34-35 gradi. Al Sud i valori resteranno leggermente più bassi, ma il quadro resterà estivo anche nelle regioni meridionali. Il mese di maggio si chiude così con temperature più vicine alla piena estate che alla tarda primavera.

Dopo il picco, l’ingresso di aria più umida e meno calda in quota favorirà un calo delle massime, che scenderanno in molte aree verso 32-34 gradi. La diminuzione sarà però limitata e non porterà un vero sollievo, perché l’umidità nei bassi strati aumenterà la temperatura percepita. Le notti resteranno tropicali e le giornate saranno segnate da forte afa.

Il cambiamento della massa d’aria renderà più instabile l’atmosfera. L’energia accumulata dal suolo nelle ore più calde favorirà lo sviluppo di temporali pomeridiani localmente intensi, con possibili rovesci, colpi di vento, fulmini e grandine. I primi fenomeni riguarderanno soprattutto le Dolomiti e il Nord-Est, poi l’instabilità si estenderà alle aree a ridosso dei rilievi e alle zone interne di pianura.

Mercoledì 27 maggio il Nord dovrà affrontare temporali con grandine soprattutto sul Nord-Est, mentre il caldo anomalo raggiungerà i 36 gradi nelle aree più esposte. Al Centro prevarranno cielo sereno e temperature molto elevate. Al Sud sono attesi rovesci pomeridiani sull’Appennino, con sole sulle altre zone.

Giovedì 28 maggio i temporali diventeranno più diffusi al Nord, assieme a un lieve calo delle massime. Al Centro l’instabilità si muoverà dagli Appennini verso le coste tirreniche, con possibili sconfinamenti tra la Bassa Toscana e il Lazio, fino a Roma. Al Sud resteranno probabili rovesci pomeridiani sull’Appennino e localmente sulle coste campane, mentre altrove il tempo sarà più stabile.

Venerdì 29 maggio il Nord tornerà più soleggiato in diverse aree, ma la fase temporalesca interesserà con maggiore decisione la fascia compresa tra Lombardia, Emilia e Basso Veneto, proprio nelle zone che in queste ore stanno toccando i valori più alti. Al Centro resteranno condizioni instabili su Toscana e Lazio. Al Sud i rovesci pomeridiani riguarderanno l’Appennino e le aree interne delle Isole Maggiori, con sole sulle altre zone.

Nel fine settimana e durante il Ponte della Festa della Repubblica il tempo seguirà una dinamica più ripetitiva: sole al mattino, instabilità nelle ore pomeridiane con temporali locali, soprattutto sui rilievi, e nuova attenuazione dei fenomeni in serata. Le proiezioni per l’inizio di giugno indicano una fase ancora sopra la media termica, con precipitazioni organizzate scarse e rischio di nuovi episodi di afa.

Meteo, oggi atteso il picco di caldo: fino a 36 gradi al Nord

Milano, 27 mag. (askanews) – Il caldo raggiunge nelle prossime ore il picco della prima ondata di calore del 2026, con massime fino a 36 gradi in alcune città del Nord e valori fuori scala rispetto alla fine di maggio. L’Italia entra nella fase più intensa di un’anomalia termica che precederà un lieve calo delle temperature, accompagnato però da afa elevata e temporali sparsi.

Le punte più alte sono attese a Pavia, Piacenza, Cremona e Modena, dove i termometri arriveranno a 36 gradi. La soglia dei 35 gradi interesserà una larga fascia della Pianura Padana, da Torino a Bologna, coinvolgendo Alessandria, Asti, Vercelli, Milano, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Mantova, Verona, Rovigo, Ferrara e Forlì. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, il Nord registrerà nel complesso un’anomalia di 8-9 gradi rispetto alle medie del periodo.

La fase più calda colpirà in modo particolare l’asse della Via Emilia e il Piemonte, mentre al Centro le massime toccheranno 34-35 gradi. Al Sud i valori resteranno leggermente più bassi, ma il quadro resterà estivo anche nelle regioni meridionali. Il mese di maggio si chiude così con temperature più vicine alla piena estate che alla tarda primavera.

Dopo il picco, l’ingresso di aria più umida e meno calda in quota favorirà un calo delle massime, che scenderanno in molte aree verso 32-34 gradi. La diminuzione sarà però limitata e non porterà un vero sollievo, perché l’umidità nei bassi strati aumenterà la temperatura percepita. Le notti resteranno tropicali e le giornate saranno segnate da forte afa.

Il cambiamento della massa d’aria renderà più instabile l’atmosfera. L’energia accumulata dal suolo nelle ore più calde favorirà lo sviluppo di temporali pomeridiani localmente intensi, con possibili rovesci, colpi di vento, fulmini e grandine. I primi fenomeni riguarderanno soprattutto le Dolomiti e il Nord-Est, poi l’instabilità si estenderà alle aree a ridosso dei rilievi e alle zone interne di pianura.

Mercoledì 27 maggio il Nord dovrà affrontare temporali con grandine soprattutto sul Nord-Est, mentre il caldo anomalo raggiungerà i 36 gradi nelle aree più esposte. Al Centro prevarranno cielo sereno e temperature molto elevate. Al Sud sono attesi rovesci pomeridiani sull’Appennino, con sole sulle altre zone.

Giovedì 28 maggio i temporali diventeranno più diffusi al Nord, assieme a un lieve calo delle massime. Al Centro l’instabilità si muoverà dagli Appennini verso le coste tirreniche, con possibili sconfinamenti tra la Bassa Toscana e il Lazio, fino a Roma. Al Sud resteranno probabili rovesci pomeridiani sull’Appennino e localmente sulle coste campane, mentre altrove il tempo sarà più stabile.

Venerdì 29 maggio il Nord tornerà più soleggiato in diverse aree, ma la fase temporalesca interesserà con maggiore decisione la fascia compresa tra Lombardia, Emilia e Basso Veneto, proprio nelle zone che in queste ore stanno toccando i valori più alti. Al Centro resteranno condizioni instabili su Toscana e Lazio. Al Sud i rovesci pomeridiani riguarderanno l’Appennino e le aree interne delle Isole Maggiori, con sole sulle altre zone.

Nel fine settimana e durante il Ponte della Festa della Repubblica il tempo seguirà una dinamica più ripetitiva: sole al mattino, instabilità nelle ore pomeridiane con temporali locali, soprattutto sui rilievi, e nuova attenuazione dei fenomeni in serata. Le proiezioni per l’inizio di giugno indicano una fase ancora sopra la media termica, con precipitazioni organizzate scarse e rischio di nuovi episodi di afa.

Bce: vulnerabilità finanza non bancaria possono amplificare rischi

Roma, 27 mag. (askanews) – La guerra in Medioriente ha innescato un forte shock sull’offerta le cui ricadute restano altamente incerte, nel frattempo il persistere delle tensioni geopolitiche, combinato alle pressioni di bilancio, potrebbe mettere sotto tensione il clima sui mercati finanziari. Le vulnerabilità dei gruppi finanziari non bancari potrebbero amplificare le tensioni e l’esposizione di gruppi non bancari e le imprese sensibili a commercio e prezzi dell’energia possono generare rischi a livello di credito, liquidità e finanziamenti, che finirebbero per ricadere sulle banche.

È la fotografia scattata dall’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato dalla Banca centrale europea.

“Lo shock sull’energia crea rischi e rialzo sull’inflazione al ribasso sulla crescita economica”, ribadisce il vicepresidente uscente dell’istituzione, Luis de Guindos. “Potrebbe anche peggiorare la volatilità dei mercati, mettendo alla prova le capacità di rinnovare l’indebitamento, dato il contesto di crescenti costi di finanziamento in un quadro di crescita economica più debole”.

Playoff Nba, Oklahoma supera San Antonio e va 3-2 nella serie

Roma, 27 mag. (askanews) – Di nuovo in casa per gara-5, i Thunder giocano una partita da campioni NBA in carica e battono 127-114 i San Antonio Spurs. I Thunder scappano nel 2° quarto, in cui segnano 40 punti, e gestiscono fino al termine controllando i tentativi di rimonta di San Antonio. Shai Gilgeous-Alexander guida ancora i suoi con 32 punti e 9 assist, Jared McCain festeggia la partenza in quintetto con 20 puntimolto pesanti. Gli Spurs ne hanno 20 da Victor Wembanyama, che però viene tenuto a 4/15 dal campo dalla difesa di Oklahoma City, e agli ospiti non bastano i 24 di un ottimo Stephon Castle.

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers 4-0, qual. New York Knicks

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 115-104 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 109-93 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 108-121 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 93-130

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 3-2

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 122-113 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 108-123 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 103-82 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 127-114 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

Elezioni amministrative, il mare non bagna il campo largo

Le elezioni per la parte avversa alla Meloni non sono andate come sperato e forse anche come previsto da alcuni sondaggi non sempre indipendenti nelle valutazioni. Si potrebbe dire che per la sorpresa suscitata questa volta l’acqua ha avuto la meglio sulla terra.

A Venezia, non solo mercanti

Si discute in particolare del caso Venezia che dopo le beghe della Fenice e della Biennale sembravano poter facilmente orientare l’elettorato verso i favori della Schlein. Ora il neo eletto Sindaco Venturini dovrà dimostrare le sue capacità dimostrando che “non sarà un’avventura” ed anzi che da buon capitano di ventura saprà fare il bene della città. Del resto anche l’ex ct della nazionale italiana di calcio, Giampiero Ventura, sembra torni in ballo come direttore tecnico in una squadra di Serie A. Ci sono momenti dove un cognome aiuta il destino a compiersi.

Un passo avanti ed uno indietro

Forse del Pd è sembrato prematuro inserire nelle liste, a sostegno di Martella, il suo candidato a Sindaco, esponenti della comunità bengalese la cui base elettorale poco sembra abbia saputo districarsi all’atto del voto tra croci, simboli e nomi da indicare. Quando non si è anche culturalmente pronti neanche per le cose minime non è bene forzare la mano.

Così è accaduto che la laguna abbia mostrato la lacuna politica degli sconfitti caduti nella fossa di una supponenza non suffragata dai fatti. Segue il commento perentorio e sminuente del Capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia:”Test così non cambiano nulla, sono solo storie locali”, come a dire cronache di poveri amanti, niente da prendere sul serio e per cui impressionarsi. Insomma non ci sarebbe ombra di bocciatura o di autocritica in vista. Forse rinfrescarsi le idee tra un’onda e l’altra non sarebbe male.

Bestiario politico

La pattuglia anti Meloni ha preso un granchio e forse era inevitabile considerata la proliferazione di quegli animali nelle acque veneziane. Una sconfitta su cui riflettere posto che quel crostaceo predatore è vorace come pochi e fa strage dei suoi nemici e non fa prigionieri. Par che granchio derivi dal latino classico “cancro”, qualcosa e per sempre da cui guardarsi e fare attenzione senza far finta come se nulla fosse.

Un Sud che dice la sua

Un po’ più in basso dello Stivale, a Reggio Calabria è prevalso Ciccio Cannizzaro uomo di Forza Italia, che ha stravinto la sua guerra contro l’avversario Domenico Battaglia e sogna di portare avanti il progetto del ponte facendo felice anche il buon Salvini.

A Messina, Cateno De Luca con il suo partito “Sud chiama Nord” vede la vittoria del suo candidato Federico Basile e ha dato sberle sia a destra che a sinistra incatenandone le ambizioni di successo.

L’Opposizione al potere

Il Centro Sinistra può consolarsi avendo vinto a Pistoia e a Prato, dove non c’è traccia di onde e di salsedine e sono le zolle a fare la parte in commedia. La storia insegnerebbe che il Campo Largo, a proposito di terra e di sementi, avrà bisogno di molte ulteriori vangature prima di poter sperare in un raccolto di soddisfazione. Di rilievo, solo a Salerno c’è un mare in cui ristorarsi ma è solo di De Luca, difficile dire che appartenga anche ad altri.

Corsi e ricorsi della nomenklatura

In questa tornata elettorale si è riscoperta la presenza di vecchi parlamentari ancora in grado di essere padroni del loro territorio e di proporsi ora nella competizione amministrativa. Sarà la suggestione dell’esercizio del potere dei cacicchi o del gusto irrinunciabile del caciucco politico. Nessuno che impari da Pep Guardiola che almeno per un tempo si è chiamato fuori dal suo mestiere di allenatore di calcio ammettendo onestamente di essere “senza più energia” e che rivendica per sé un tocco di pausa.

I cittadini possono pure astenersi dal voto, i politici difficilmente fanno altrettanto, saltando almeno un giro di giostra. Loro, al contrario, si ritemprano nel cimento.

In ultimo, come sempre, si riscopre l’importanza del “centro” e del peso degli elettori di quell’area che farebbe comunque la differenza per spuntarla sull’avversario. Peccato che di questo ce ne sia attenzione ogni volta solo al momento della conta dei voti.

Asimov, Leone XIV e la sfida decisiva dell’umano nell’età degli algoritmi

Le Tre Leggi e il sospetto verso l’uomo

C’è un momento in cui due visioni dell’essere, apparentemente lontanissime, si incrociano. Quando accade, vale la pena fermarsi.

La prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, appena pubblicata, affronta con grande franchezza i nodi dell’intelligenza artificiale: la concentrazione del potere tecnologico in poche mani, il rischio di nuove forme di disumanizzazione, l’imperativo di “restare umani”. Quasi in contemporanea, rileggendo certi famosi racconti di Isaac Asimov, viene da pensare che quel problema lo avesse già visto. Certo in forma narrativa, ma con decenni di anticipo rispetto alla nostra attualità. E soprattutto da una prospettiva radicalmente opposta.

Le Tre Leggi della Robotica di Asimov sono note:

  1. Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Più interessante è la ragione per cui Asimov finisce progressivamente per demolire quel sistema teorico nei suoi racconti, fino ad arrivare a I robot e l’impero del 1985, dove il robot R. Daneel Olivaw enuncia la cosiddetta Legge Zero: “un robot non può recare danno all’umanità”.

Non è un esercizio di anarchia intellettuale. Al contrario. Asimov comprende che un robot che obbedisce perfettamente alle regole è pericoloso proprio perché è perfetto. Applicare le regole senza l’imperfetto giudizio umano produce conseguenze mostruose.

La Legge Zero e la delega morale alla macchina

La Legge Zero nasce dunque dalla consapevolezza di un fallimento. Proteggere il singolo essere umano non basta più: occorre proteggere l’umanità come collettivo. È un salto morale enorme.

Asimov capisce che la macchina non può limitarsi a seguire ordini locali e immediati. Deve essere posta a tutela di qualcosa di più astratto e generale: la sopravvivenza dell’intera umanità. Ed è qui che emerge il punto decisivo.

Dietro quella formulazione apparentemente razionale si nasconde infatti una profonda sfiducia nell’uomo. La tutela dell’umanità viene affidata alla macchina perché nessun essere umano singolo sembra più in grado di custodirla in modo affidabile.

Il razionalista e uomo di scienza finisce così per compiere un gesto sorprendente: delegare alla tecnica una funzione morale superiore.

Leone XIV e la responsabilità che non si delega

Leone XIV, invece, percorre la strada opposta. Il Papa non si rivolge alle macchine. Si rivolge agli uomini e alle donne che le costruiscono, che le finanziano, che le governano o che dovrebbero governarle. La responsabilità morale rimane interamente in capo all’essere umano.

Per questo Magnifica Humanitas è, prima ancora che un testo sull’intelligenza artificiale, una chiamata alla responsabilità e una scommessa esplicita sulla capacità di autogoverno dell’uomo.

In un’epoca nella quale la tendenza dominante è delegare non solo compiti operativi ma perfino discernimenti sensibili agli algoritmi — perché gli algoritmi offrono razionalità rapida, efficiente e apparentemente neutrale — affermare che la responsabilità non si delega rappresenta un atto profondamente controcorrente. E forse persino una forma di resistenza moderna.

L’inafferrabile umano contro la formalizzazione totale

È qui che la lettura congiunta di Asimov e Leone XIV produce qualcosa di inatteso e affascinante. Asimov, il laico e razionalista, arriva progressivamente a sfiduciare la capacità dell’uomo di governarsi da sé. Leone XIV, il successore di Pietro, continua invece a scommettere sull’umano.

Per il Papa, la dignità dell’uomo non può essere custodita da una legge scritta nei circuiti. Può essere custodita soltanto da scelte umane, libere e consapevoli. “Restare umani” rischia di sembrare, a una lettura superficiale, una formula vaga. In realtà è un concetto rigoroso.

Significa custodire ogni giorno ciò che non è completamente misurabile, prevedibile o formalizzabile da un algoritmo. Non per nostalgia del passato e neppure per oscurantismo tecnologico. Ma per una ragione estremamente logica: se ciò che chiamiamo “umano” fosse completamente descrivibile, allora sarebbe anche, almeno in linea di principio, replicabile.

L’inafferrabilità non è il difetto dell’umano. È la sua sostanza. È precisamente ciò che lo rende irriducibile agli algoritmi.

L’essenziale che le macchine non possono descrivere

Asimov cercava una legge capace di contenere il rischio di autodistruzione dell’umanità. Leone XIV indica qualcosa di diverso: un residuo irriducibile che nessuna norma, nessun modello matematico e nessuna macchina potranno mai catturare completamente.

È su quel residuo che si gioca la sua scommessa. Ed è forse questo il punto più moderno dell’enciclica: non la paura della tecnica, ma la difesa di ciò che, per sua natura, non può essere interamente tradotto in codice. Allora, parafrasando Il Piccolo Principe, l’essenziale non è soltanto invisibile agli occhi. Forse è anche indescrivibile alle macchine.

Libertà religiosa e rispetto delle leggi: la sfida decisiva per una società democratica

Un tema che continua a dividere

C’è poco da fare. L’intreccio fra libertà religiosa, rispetto delle regole e delle norme dello Stato in cui si vive e, in ultimo ma non per ordine di importanza, la necessaria integrazione con tutti coloro che attualmente vivono nel nostro paese – a prescindere che siano stranieri di prima, seconda o terza generazione – sono temi che continuano ad essere al centro del dibattito. Politico, culturale, giornalistico e anche e soprattutto religioso.

Un tema che esiste anche quando le rilevazioni demoscopiche tendono a ridimensionarlo per motivi propagandistici o strumentali. È appena sufficiente ascoltare il chiacchiericcio in qualsiasi luogo pubblico, in particolare nelle grandi città, per rendersene conto. Ma anche nei piccoli centri di periferia, anzi il più delle volte proprio nelle piccole comunità locali, questo tema è destinato a dividere frontalmente la pubblica opinione e alimentare un clima che è portato inesorabilmente a radicalizzare il confronto politico.  

La libertà religiosa come principio costituzionale

Ora, e per evitare le solite e straconosciute generalizzazioni, credo che – al di là della propaganda speciosa e persino ridicola – almeno su due aspetti non possiamo non concordare.

Innanzitutto il capitolo della libertà religiosa. Non si può negare a nessuno di professare la propria fede. È un principio costituzionale. Ma, al contempo, la tutela della libertà religiosa non può e non deve trasformarsi in una battaglia politica che può entrare in conflitto con le norme, i principi, i valori e le leggi dello Stato che ospita le persone che professano legittimamente la propria fede religiosa.

Detta così è una affermazione persino banale ma su questo versante non ci può essere alcuna attenuante, alcuna deroga o alcuna giustificazione. Anche perché, come è noto da alcuni secoli, il rispetto della propria libertà cessa di esistere quando lede la libertà altrui.  

Integrazione civile e rispetto rigoroso delle norme

In secondo luogo il rigoroso e quasi dogmatico rispetto della legislazione dello Stato in cui si va ad abitare per le ragioni più disparate. Ed è proprio questo l’aspetto più spinoso con cui dobbiamo quotidianamente fare i conti.

Soprattutto sul versante della difesa dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini – di tutti i cittadini e in qualsiasi luogo pubblico -, della incolumità delle persone e del rispetto delle norme più elementari che caratterizzano una comunità libera, democratica e civile come quella del nostro paese.

E questo è il vero nodo da sciogliere.  

Oltre la propaganda, serve una responsabilità democratica

Per queste ragioni il capitolo, pur sempre delicato e complesso, della libertà religiosa e del rispetto della legislazione dello Stato in cui si vive, non può sempre e solo essere oggetto di provocazione politica o di propaganda mediatica.

Perché se non si disciplina questo tema con la dovuta attenzione e il necessario scrupolo democratico e costituzionale, ci troveremo sempre di fronte ad una polveriera dove la propaganda spicciola sostituirà qualsiasi altra valutazione necessaria ed indispensabile. Di natura politica, culturale, sociale, etica, religiosa e anche e soprattutto di carattere costituzionale.

Il lavoro che pone al centro la persona

Quando si prova a parlare di lavoro, il rischio è quasi sempre quello di fermarsi alle categorie tecniche: contratti, produttività, costi, incentivi, sgravi fiscali, occupabilità, indicatori statistici. Tutto questo è necessario, ma non esaurisce la questione. Il lavoro appartiene prima di tutto alla condizione umana. Come ricorda Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas, non è un semplice strumento di sopravvivenza, ma un’esigenza inscritta nella nostra natura: un cammino ordinario verso la maturità, lo sviluppo e la realizzazione umana. Lavorando, la persona non solo “fa” qualcosa, ma cresce, si misura con i propri limiti, scopre possibilità, entra in relazione, realizza la propria dignità, diventa più uomo.

Il lavoro secondo La Pira

Giorgio La Pira, in questo, è stato un visionario. Nei suoi interventi sul lavoro, vedeva nell’attività quotidiana non una condanna, ma la forma concreta attraverso cui la persona partecipa all’opera creatrice, introduce nel mondo qualcosa che prima non esisteva, si colloca nella storia e si fa portatrice di bene comune. Il lavoro, per La Pira, non è un elemento neutro dell’esistenza, ma un luogo in cui si tengono insieme responsabilità, creatività, solidarietà, appartenenza. Quando, invece, lo si riduce a pura funzione produttiva o a esperienza precaria e frammentata, a impoverirsi non è solo l’economia, ma l’umano stesso, la qualità complessiva della convivenza civile.

La nostra Costituzione, nel fondare la Repubblica sul lavoro, assume una prospettiva molto interessante. Il riferimento non è al lavoro in astratto, ma a un’attività “libera e dignitosa”, capace di garantire alla persona uno spazio reale di partecipazione e di crescita, contribuendo al benessere materiale, economico e spirituale della società. Oggi, però, questo orizzonte è messo alla prova da condizioni sempre più spesso segnate da precarietà, ansia, difficoltà a conciliare tempi di vita e responsabilità professionali, solitudini organizzative. In questa distanza tra vocazione del lavoro e realtà concreta dei luoghi di lavoro si colloca una parte rilevante del malessere che attraversa la società contemporanea.

Il benessere integrale dei lavoratori

È a partire da questo dato che, come Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, abbiamo scelto di indagare in modo sistematico il benessere integrale dei lavoratori, con un focus specifico proprio sulle micro e piccole imprese. Non parliamo di un segmento marginale, ma del cuore vivo del tessuto produttivo italiano: botteghe, laboratori artigiani, studi professionali, piccole imprese, aziende familiari. In questi contesti il lavoro mantiene una forte prossimità umana: il rapporto tra titolare e collaboratori è diretto, le vicende familiari si intrecciano con quelle aziendali, il territorio è luogo di vita prima ancora che mercato. Eppure, proprio queste realtà sono spesso assenti dalle grandi indagini sul benessere organizzativo, pensate soprattutto per strutture medio‑grandi.

Tra il 2025 e l’inizio del 2026 una prima rilevazione esplorativa su 23 imprese ha permesso di raccogliere alcuni segnali significativi. Il campione è limitato, ma il quadro che emerge è chiaro: il benessere non può più essere considerato un lusso. Molte imprese riconoscono che conciliazione vita‑lavoro e attenzione alla salute psicologica incidono direttamente sulla tenuta delle relazioni, sulla produttività, sulla capacità di trattenere competenze. Allo stesso tempo, emergono limiti evidenti nella possibilità di trasformare questa consapevolezza in politiche strutturate: pesano la scarsità di risorse economiche e l’assenza di strumenti e competenze specifiche per progettare interventi stabili.

Il lavoro “promuove” la persona?

Da qui la decisione di realizzare l’Indagine Nazionale 2026 sul benessere integrale dei lavoratori nelle imprese italiane, attraverso un nuovo questionario più approfondito e mirato. Non si tratta tanto di contare benefit, quanto di interrogare la visione complessiva che l’impresa ha del lavoro e della persona: il grado di maturità organizzativa, la cura del clima interno, l’attenzione ai rischi psicosociali, il profilo della leadership, l’apertura a modelli innovativi e, non da ultimo, il ruolo dei sindacati e della bilateralità.

Sul fondo, resta una domanda che ci tocca in prima persona: il lavoro, così come è oggi, aiuta davvero le persone a diventare più mature, più responsabili, più capaci di relazione? Oppure le lascia in una condizione di fatica senza crescita, di impegno senza riconoscimento, di tempo speso senza senso? Parlare di benessere integrale significa provare a rispondere a tale quesito: fino a che punto il lavoro è ancora un cammino ordinario verso la piena realizzazione della persona, e dove invece si inceppa e si trasforma in esperienza che consuma anziché far crescere?

 

Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale 

 

N.B. Per chi desidera seguire più da vicino il percorso di ricerca e partecipare alla nuova indagine, è disponibile la pagina dedicata del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale:

https://www.conapinazionale.it/centrostudi/benesserelavori/index.php.

Flotilla, primi racconti di attivisti in Italia: escalation di violenza

Milano, 26 mag. (askanews) – Il team legale in Italia della Global Sumud Flotilla ha cominciato a sentire le testimonianze degli attivisti italiani rientrati in Italia dopo essere stati fermati dall’esercito israeliano mentre cercavano di portare aiuti a Gaza, via mare.

“Per quanto abbiamo appreso dai nostri assistiti gli abusi ci sono stati e sono stati anche di natura molto diversa tra loro, quindi è importante che il racconto di ciascuno non venga disperso, l’esperienza diretta di ciascuno non venga dispersa”, racconta ad askanews Francesca Cancellaro, una delle avvocate del team legale. “Sicuramente abbiamo ravvisato fin da questi primi racconti una escalation di violenza e anche di intensità rispetto agli abusi che ci sono stati, ai maltrattamenti, quindi da questo punto di vista è necessario proprio una grande attenzione ricostruttiva”, sottolinea. Ad essere ascoltate al momento una quarantina di persone. “Sono stati giorni del rientro e naturalmente sono stati giorni molto delicati perché le persone sono tornate ovviamente con i segni e i traumi che hanno riportato dopo la permanenza in Israele e prima ancora, a partire dal momento del sequestro, quindi già in acque internazionali”, dice Cancellaro.

Dopo l’ascolto, i passi legali. “Abbiamo iniziato a sentire le prime testimonianze formalmente perché ovviamente tutto quello che è il racconto delle esperienze vissute direttamente da ciascuno degli attivisti dovrà confluire poi nel fascicolo di indagini che è stato aperto davanti alla Procura di Roma”, spiega l’avvocata del team che lavora con gli attivisti.

“Quando le testimonianze, così come anche i documenti che ci stanno fornendo i nostri assistiti, saranno acquisite nelle formalità prescritte dalla legge queste potranno essere utilizzate e fondare anche la nostra ricostruzione, come denuncia-querela in nome dei singoli denuncianti e querelanti”.

Rubio: serviranno ancora diversi giorni per un accordo con l’Iran

Roma, 26 mag. (askanews) – I colloqui tra Stati Uniti e Iran sull’estensione del cessate-il-fuoco e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz richiederanno ancora diversi giorni. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano Marco Rubio parlando sull’aereo che lo sta riportando negli States dopo la sua visita in India.

“Sono in corso molti scambi di opinioni su specifici punti del documento iniziale – ha spiegato Rubio, così come riportato dalla Associated Press -, quindi, ci vorranno alcuni giorni”, ha aggiunto.

Rubio ha poi precisato che Trump non accetterà un cattivo accordo e ha sottolineato che il punto cruciale al momento è la riapertura dello Stretto di Hormuz senza che all’Iran sia consentito imporre un pedaggio per il transito delle navi. “Gli stretti devono essere aperti, senza ostacoli e senza pedaggi”, ha sottolineato il segretario di Stato americano.

Flotilla, Albanese: è banco prova per giustizia internazionale

Genova, 26 mag. (askanews) – “Adesso, soprattutto dopo quello che è successo ai delegati della Flotilla, è necessario che ci sia una risposta forte, non solo della politica, ma dell’autorità giudiziaria, perché sono stati commessi atti di maltrattamenti e probabilmente torture da quello che emerge dalle prime dichiarazioni che sono trapelate. Questo è il banco di prova della giustizia internazionale”. Lo ha detto Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, a margine della presentazione a Genova del suo nuovo libro “La luce del risveglio”.

Europeo Arena Polo, Villa Borghese si accende con sfilata inaugurale

Roma, 26 mag. (askanews) – Il fascino del polo internazionale conquista Villa Borghese con la sfilata inaugurale del FIP Arena Polo European Championship-U.S. Polo Assn. Trophy, la prima edizione dell’Europeo di Arena Polo che da mercoledì animerà il Galoppatoio di Piazza di Siena. Tra turisti, curiosi e centinaia di smartphone alzati al cielo, il corteo di cavalli e cavalieri – si legge in una nota – ha attraversato i viali del parco romano da Piazzale delle Canestre fino alla Terrazza del Pincio, accompagnato dalla Fanfara del quarto Reggimento Carabinieri a Cavallo.

In testa alla parata il segretario generale Fise Simone Perillo, il responsabile del dipartimento Polo Alessandro Giachetti, il presidente della federazione francese Jean-Edouard Mazery e l’arbitro britannico Nick Pepper. A seguire le squadre di Italia, Francia, Svizzera e Inghilterra, con gli azzurri Stefano Giansanti e Giordano Magini tra i più applauditi dal pubblico.

L’evento è organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri con il contributo del Ministero dello Sport e la promozione della Federazione Internazionale Polo. Al termine della sfilata, cavalieri e ospiti si sono ritrovati per un cocktail da Etere, terrazza di Palazzo Ripetta, hospitality partner della manifestazione.

Da mercoledì il via alle gare dell’Arena Polo, formula con campo ridotto e squadre da tre giocatori. Il debutto ufficiale sarà affidato alla sfida Francia-Inghilterra, preceduta dal triangolare Junior Polo NextGen tra Lazio, Sardegna ed Emilia-Romagna. Giovedì toccherà invece all’Italia contro la Svizzera. Ingresso gratuito per tutta la durata del torneo.

Papa: cercare una IA disarmata, importante continuare il dialogo

Roma, 26 mag. (askanews) – All’indomani della sua prima enciclica, Papa Leone è tornato sul tema dell’intelligenza artificiale, lasciando Castel Gandolfo per rientrare in Vaticano. “Penso che sia molto importante continuare il dialogo e cercare una intelligenza artificiale disarmata”, ha affermato il pontefice davanti alle telecamere in attesa.

“Abbiamo visto i casi di oggi in Libano, per esempio, e in altri posti del Mondo dove la guerra si fa con l’IA, senza pensare alle vite umane che sono veramente le vittime di tutto questo. Quindi rinnovo l’appello”, ha concluso il Papa.

Comunali, ‘campo largo’ rilancia: i conti dopo i ballottaggi

Roma, 26 mag. (askanews) – Il colpo nel ‘campo largo’ è stato accusato, al di là delle dichiarazioni ufficiali, perché la vittoria a Venezia era davvero sembrata a portata di mano, ma adesso i partiti di centrosinistra provano a rilanciare, per evitare che le comunali finiscano per smorzare la spinta del referendum. La parola d’ordine che tutti nel fronte progressista ripetono è “i conti si fanno dopo i ballottaggi”, l’obiettivo è oscurare il colpo mancato nella laguna con il conteggio finale dei comuni vinti e dei voti raccolti complessivamente. Ieri lo avevano detto a caldo Elly Schlein e Matteo Renzi, oggi lo ripete Giuseppe Conte: “È una tornata elettorale che non si è ancora conclusa, ci sono tanti ballottaggi, aspettiamo a tirare le conclusioni”.

E’ il mantra che ripete anche Igor Taruffi, responsabile organizzazione del Pd, ormai abituato a suggerire una valutazione complessiva quando si vota per regionali e comuni: “Non c’è dubbio che Venezia è il risultato su cui tutta l’attenzione si è focalizzata. Però noi proviamo a ragionare guardando l’insieme: erano 18 i comuni capoluogo di provincia che sono stati chiamati al voto, di questi cinque sono stati vinti al primo turno dal centro-sinistra, tre dal centrodestra e quattro da candidature civiche di cui nessuno comunque di destra. Sei vanno al ballottaggio, in tre è avanti il centrodestra, in tre è avanti il centro-sinistra”. Dunque, conclude “se stiamo ai numeri questo è. Il computo complessivo secondo me lo vedremo alla fine dei ballottaggi: quanti saranno i comuni andati al centro-sinistra e quanti al centrodestra”. E il Pd è convinto che il conteggio finale premierà i progressisti.

Lo sguardo lungo non serve solo sul piano mediatico, per contrastare appunto il messaggio dell’ “assalto fallito” che il centrodestra cerca di far passare grazie al voto di Venezia. Quel risultato apre oggettivamente dei problemi politici che il centrosinistra sembrava aver archiviato con il referendum. Pina Picierno, Pd, vice-presidente del Parlamento europeo, è l’unica a dirlo apertamente e in maniera ruvida, ma in tanti condividono l’analisi: “I risultati forse ci aiutano a riportare sulla terra chi aveva già preso il volo costruendo letture nazionali fondate più sulle suggestioni che sulla realtà. Così come il referendum non era una elezione politica, e chi ha pensato che fosse l’alba del sol dell’avvenire ha completamente sbagliato analisi, così le amministrative non sono elezioni politiche”.

Non è solo un generico richiamo a non cedere a facili trionfalismi dopo il referendum, quello del fronte riformista del Pd è un invito a rivedere alcune scelte di fondo che venivano date per scontate, a cominciare dall’attenzione rivolta prevalentemente all’elettorato “delle piazze”, ai militanti che manifestano per Gaza, alle battaglie della Cgil. Non solo, il voto per le comunali ha aperto anche una riflessione sulle alleanze e, quindi, sullo stesso ruolo che il Pd deve giocare. Come dice più di un parlamentare – anche alcuni della maggioranza schleiniana – “il dato che emerge è che nel voto locale gli alleati sono debolissimi: vale per M5s, vale per i centristi…Se non portiamo i voti noi del Pd, con l’aiuto delle liste civiche, non si va da nessuna parte”. D’altro canto, però, solo la Picierno apre la discussione, il resto della minoranza Pd si limita alle analisi del voto sulle chat di whatsapp perché nessuno vuole “fare il controcanto alla segretaria”, come dice un parlamentare ‘riformista’.

Ma che la sconfitta abbia lasciato il segno non lo dicono solo i riformisti Pd. Anche Nicola Fratoianni avverte: “Se qualcuno pensava che le prossime elezioni politiche fossero già vinte sbagliava. C’è una partita apertissima”. In questo caso, ovviamente, il sottotesto è diverso da quello dei ‘riformisti’ dem. Per il leader Avs “quei 15 milioni di voti (del no al referendum, ndr) non possono essere considerati come un voto in cassaforte vanno conquistati e motivati”, ma “per farlo occorre che la coalizione metta in campo un’anima, un progetto, una proposta e cominci a muoversi nel Paese”. Un’anima e un progetto che, nei ragionamenti di Avs, devono essere ancora più nettamente e radicalmente di sinistra. Dopodiché anche lui rinvia il giudizio a dopo il secondo turno: “Vedremo i ballottaggi”.

Rai, "palude" tra Vigilanza e Senato inghiotte riforma, slitta audizione Giorgetti

Roma, 26 mag. (askanews) – L’audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in commissione Ambiente e Comunicazioni al Senato era particolarmente attesa oggi, sia perchè il tema era la riforma della governance della Rai, ferma da settembre scorso a Palazzo Madama – riforma che dovrebbe recepire, peraltro, le indicazioni contenute nell’European freedom act – sia perchè rappresentava un segnale di vita nella “palude” dei dossier sulla Rai che da mesi dividono maggioranza e opposizione. Come da mesi è di fatto in stallo l’attività della commissione di Vigilanza Rai. E’ alla luce di questo clima che il rinvio al 10 giugno dell’intervento del titolare del Mef, previsto nelle convocazioni di oggi alle ore 13.30, ha innescato nuove, vibranti, proteste da parte dell’opposizione che parla di “emergenza istituzionale assoluta”.

Non solo. Come spesso accade, la Rai e tutto quello che ci gira attorno diventa specchio e termometro della salute del potere di turno. Non è un caso, quindi, che la presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia – che oggi ha presentato il suo libro “C’era una volta la Rai” alla Feltrinelli della Galleria Sordi, insieme al giornalista Sigfrido Ranucci e al leader M5s Giuseppe Conte – si dica convinta che “il problema stia tutto dentro la maggioranza, loro sono in difficoltà”, “sembra il teatro dell’assurdo pirandelliano”.

La versione del centrodestra sull’incontro con Giorgetti annullato all’ultimo momento è di tutt’altro tenore. La spiegano in una nota i capigruppo di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, di Forza Italia, Stefania Craxi, della Lega, Massimiliano Romeo, e di Cd’I, Michaela Biancofiore: “Abbiamo chiesto di posticipare di alcuni giorni la sua audizione in attesa dei pareri della commissione Bilancio sulla riforma della Rai, necessari per una corretta visione d’insieme”. Spiegazione che non convince le opposizioni più propense a pensare che la maggioranza non voglia la riforma della Rai e sia anche divisa al suo interno.

L’ennesimo rinvio, riprende Floridia, è un fatto “gravissimo. Da sette mesi il ministero dell’Economia non esprime il parere e tiene di fatto in ostaggio una riforma che non può più essere congelata, mentre si avvicina il rischio di una sanzione europea”, “il governo non si presenta in Parlamento e la maggioranza, in un quadro del genere, blocca anche la Vigilanza Rai. Così non si può andare avanti: siamo dentro una situazione di emergenza istituzionale assoluta”. Per Italia viva il governo “è fermo e diviso” anche sulla riforma della Rai, mentre per Peppe De Cristoforo di Avs “la destra tiene la Rai in ostaggio semplicemente perchè ‘TeleMeloni’ a loro va benissimo così”. C’è invece bisogno di “una vera riforma” che riduca il controllo del governo, “ma la destra sta facendo il contrario: blocca la commissione di Vigilanza e frena l’iter per tentare di blindare un consiglio di amministrazione che le garantisca il controllo anche in futuro”, conclude il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra. Le opposizioni, che qualche settimana fa hanno anche minacciato di non garantire più “l’ordinato svolgimento” dei lavori in ottava commissione se non si sbloccherà l’impasse sulla riforma, ricordano tra l’altro che l’Italia risulta in “attiva violazione” del Media freedom act a causa, tra l’altro, del controllo politico sulla Rai. Del resto la legge attuale assegna al governo poteri di nomina sui vertici aziendali.

Domani è previsto l’ufficio di presidenza integrato ai capigruppo in Vigilanza, ufficio che dovrà stabilire l’ordine del giorno dei lavori e forse – grazie anche al pressing dello sciopero della fame attuato dal deputato di Iv Roberto Giachetti – potrà ripartire l’attività della commissione. Ma lentamente: una discussione generale, magari, ma senza votazioni o audizioni.

Albanese: candidarmi? Preferisco lavorare gratis contro genocidio

Genova, 26 mag. (askanews) – “State tranquilli che per il momento mi piace tantissimo lavorare a gratis per fermare il genocidio”. Lo ha detto Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, commentando le voci su una sua possibile candidatura politica, a margine della presentazione a Genova del suo nuovo libro “La luce del risveglio”.

L’afa anticipa a fine maggio, giovedì 4 città in "bollino rosso"

Roma, 26 mag. (askanews) – In arrivo le prime vere giornate di caldo intenso sull’Italia: secondo l’aggiornamento quotidiano del Ministero della Salute del Bollettino sulle ondate di calore, giovedì 28 maggio saranno da “bollino rosso” le città di Bologna, Firenze, Roma e Torino.

Si tratta di un anticipo eccezionale dell’afa sulla Penisola, con i primi “bollini rossi” dell’anno già a fine maggio: lo scorso anno i primi “bollini rossi” si ebbero il 13 giugno, nel 2024 il 20 giugno, nel 2023 il 10 giugno.

Per oggi, 26 maggio, il Bollettino vede 12 città da “bollino arancione” (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Viterbo), che domani 27 maggio saliranno a 14 (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Milano e Viterbo).

Giovedì non sono previste città con “bollino arancione” oltre alle 4 con “bollino rosso”.

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili. Il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Stabilicum a rischio paradosso, potrebbe produrre stallo

Roma, 26 mag. (askanews) – C’è un possibile paradosso nella legge elettorale disegnata dalla maggioranza di governo, un sistema pensato per garantire stabilità che invece rischia di produrre stallo e larghe intese come il meccanismo attualmente in vigore. Le opposizioni denunciano il rischio di un premio “sproporzionato” e di fatto incostituzionale, se il vincitore dovesse avvicinarsi al 50%, ma a fronte di questo è possibile, curiosamente, anche uno scenario opposto, cioè quello di un sistema scritto per dare governabilità e che, invece, produce un ‘pareggio’. Di fatto, leggendo la relazione dell’ufficio studi parlamentare e incrociandola con i risultati delle due ultime elezioni politiche, sembra di capire che “Stabilicum” non avrebbe superato la prova né nel 2018, né nel 2022, almeno rispetto all’obiettivo dichiarato di garantire la stabilità. Il premio delineato nella proposta di legge all’esame del Parlamento sembra efficace solo ed esclusivamente nella situazione attuale, quella descritta dai sondaggi: un sistema di fatto bipolare, con due coalizioni sopra il 40% e quasi appaiate intorno al 45%.

Se si guarda alle elezioni 2022 è facile constatare che non solo il premio era inutile, ma sarebbe stato addirittura controproducente: il governo attuale è già ora il secondo più longevo di tutta la storia della Repubblica e si avvia ragionevolmente a diventare il più duraturo in assoluto, pur in assenza di “premi”. Non c’era bisogno di nessun ‘bonus’ al vincitore per garantire stabilità. Anzi, è vero il contrario: lo “Stabilicum” avrebbe dato all’attuale maggioranza di centrodestra meno deputati rispetto agli attuali 237, si sarebbe fermata intorno ai 220.

Ma, soprattutto, la legge disegnata dal centrodestra non avrebbe risolto i problemi nel 2018, quando dalle urne uscì uno stallo che produsse ben tre governi con maggioranze ogni volta diverse e che, poi, portò alla fine anticipata della legislatura. Lo “Stabilicum”, infatti, prevede un premio per la coalizione più votata, ma solo a condizione che superi il 40% dei voti. Sotto quella soglia, invece, si va al ballottaggio tra i primi due ma, di nuovo, solo se entrambi sono tra il 35% e il 40%. Se non si verificano queste condizioni il ddl prevede una ripartizione totalmente proporzionale dei seggi e, dunque, una situazione di stallo. Ora, nel 2018 la coalizione più votata fu quella di centrodestra, che però si fermò al 37% dei voti. Al secondo posto c’era M5s, con il 32% dei voti, quindi il centrosinistra intorno al 22%. Esattamente lo scenario che, nello “Stabilicum” porta alla ripartizione proporzionale, senza nessun ballottaggio e senza nessun premio.

E’ vero che le leggi elettorali condizionano anche l’assetto delle alleanze: i partiti tendono a decidere se correre da soli o meno anche in base alle “regole del gioco”. Ma la corsa solitaria del Movimento 5 stelle nel 2018 era dovuta ad una scelta identitaria che escludeva a priori alleanze con altri partiti: non c’erano le condizioni politiche per un accordo pre-elettorale tra i 5 stelle e una delle altre coalizioni in campo.

Di fatto la legge disegnata dal centrodestra sembra quasi “usa e getta”, nel senso che pare funzionare solo nella situazione attuale di sostanziale bipolarismo con le due coalizioni più o meno appaiate, almeno secondo i sondaggi. In questo contesto lo “Stabilicum” consentirebbe di evitare lo stallo – possibile con il Rosatellum, ma non scontato – attribuendo un premio allo schieramento che prende anche un solo voto in più dell’altro. Se poi i due schieramenti dovessero in futuro tornare a scomporsi si ricadrebbe in uno dei due scenari descritti sopra: o lo stallo del 2018 o, paradossalmente, la “riduzione” della vittoria come sarebbe capitato 4 anni fa.

Maggioranza tira dritto su legge elettorale, scintille con opposizione

Roma, 26 mag. (askanews) – Rinvigorita dai risultati delle elezioni amministrative, la maggioranza tira dritto sulla riforma della legge elettorale e si prepara a chiedere, domani in conferenza dei capigruppo, la calendarizzazione del testo entro giugno in aula alla Camera. Circostanza che permetterebbe di contingentare i tempi d’esame a luglio e centrare l’obiettivo dell’approvazione in un ramo del Parlamento entro la pausa estiva. L’opposizione parla di “forzatura” e chiede al centrodestra di tirare fuori il testo che si intende adottare come testo base, ovvero la proposta di legge firmata dai capigruppo Bignami, Molinari, l’ex Barelli e Lupi ma modificata nei punti più a rischio di incostituzionalità, anche alla luce delle osservazioni raccolte durante le audizioni.

“Se c’è un nuovo testo base perché iniziamo la discussione generale su un testo che di fatto loro stessi dicono che non c’è più?”, è la richiesta di Gianni Cuperlo (Pd) in commissione Affari Costituzionali dove oggi si sono svolte le ultime due audizioni sulla riforma (è stata la volta dei rappresentanti degli studenti). Richiesta appoggiata da Avs, M5s e Più Europa ma non presa in considerazione dal presidente della commissione Nazario Pagano (Fi), uno dei quattro relatori della riforma, che avvia come da calendario dei lavori la prima delle due giornate di discussione generale. “All’esito – spiega – i relatori trarranno le loro conseguenze, hanno già fatto approfondimenti, è probabile facciano le loro proposte. Sulle modalità, se intervenire con un testo o con emendamenti, non è stata assunta nessuna decisione”.

“Se la destra intende apportare modifiche sostanziali è ovvio che bisognerà ricominciare da capo con nuove audizioni”, osserva il capogruppo di Avs nella commissione Filiberto Zaratti. L’eventualità della riapertura di una nuova fase istruttoria, ad ogni modo, non impensierisce la maggioranza: “A me non risulta che sarà stravolto questo testo ma, se invece ci saranno modifiche importanti, io non ho nulla contro nuove audizioni”, dice Pagano spiegando che saranno valutate “in sede di ufficio di presidenza perché quello è il momento nel quale discutere”.

Oggetto questa mattina di una riunione degli sherpa del centrodestra, le modifiche sono: l’innalzamento dal 40 al 42% della soglia necessaria a far scattare il premio di governabilità (70 seggi alla Camera e 35 al Senato); l’abolizione del ballottaggio previsto, nel caso in cui nessuna coalizione o lista raggiunga la soglia necessaria a ottenere il premio di maggioranza, tra le due coalizioni che abbiano superato almeno il 35% dei voti; l’abbassamento del tetto massimo dei seggi che la coalizione che ottiene il premio può raggiungere: da 230 a 220 alla Camera, da 114 a 113 al Senato; una norma che preveda il proporzionale puro (quindi la non assegnazione del premio) nel caso in cui le elezioni restituiscano due maggioranze diverse alla Camera e al Senato. Dovrebbero restare fuori dal testo base – e quindi poi essere inserite in fase emendativa – le modifiche su cui la maggioranza sta lavorando in merito alla riduzione del numero di circoscrizioni all’estero.

Nessun accordo sull’eventuale modifica delle liste bloccate, su cui durante le audizioni è piovuta la critica quasi unanime di professori e costituzionalisti. Forza Italia, nel corso della riunione di questa mattina, ha ribadito il no all’ipotesi del presidente del Senato Ignazio La Russa (capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati): “A quel punto meglio le preferenze”, puntualizza un parlamentare azzurro che segue il dossier. Il punto sarà con ogni probabilità rinviato all’esame in aula.

Intanto, sui tempi della riforma elettorale si comincia a ragionare anche a Palazzo Madama. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, interpellato sull’eventualità che la seconda lettura possa iniziare prima della pausa estiva non chiude: “Se c’è la volontà politica ci sono i tempi: non è un problema di tempi, il percorso, l’iter delle leggi prima di tutto è sempre figlio della volontà politica”.

Al Taormina Film festival il Golden Globes Prize al documentario di Tornatore

Milano, 26 mag. (askanews) – Il Taormina Film Festival, in partnership con i Golden Globes e la Artemis Rising Foundation, ha annunciato che, durante la 72esima edizione dell’evento siciliano dedicato al cinema in scena dal 10 al 14 giugno, il film-documentario “Brunello, il visionario garbato” del regista premio Oscar e Golden Globe Giuseppe Tornatore sulla vita dell’imprenditore Brunello Cucinelli verrà insignito del Golden Globes Prize for Documentary in Partnership with Artemis Rising Foundation.

Il premio, conferito dalla Artemis Rising Foundation, ogni anno dà risalto ai documentaristi la cui opera si è distinta per l’eccezionale valore creativo e la capacità di ispirare un cambiamento sociale positivo e verrà consegnato durante una cerimonia al Teatro Antico di Taormina.

“Siamo lieti e profondamente onorati che un premio internazionale tanto importante e prestigioso quale i Golden Globes abbia scelto Taormina per questa occasione speciale”, ha dichiarato Tiziana Rocca, direttrice artistica del Taormina Film Festival. “Ospitare la cerimonia di consegna di un riconoscimento così significativo a un maestro del cinema come Giuseppe Tornatore è per noi motivo di grande orgoglio e ribadisce il ruolo centrale del nostro Festival nel panorama cinematografico internazionale”.

“È un’emozione straordinaria celebrare l’arte e il talento di Giuseppe Tornatore. Il suo iconico Nuovo Cinema Paradiso e i cortometraggi innovativi su Dolce & Gabbana con Sofia Loren hanno lasciato il segno a livello generazionale, catturando l’essenza del patrimonio e della bellezza italiana per il pubblico di tutto il mondo – ha commentato Regina K. Scully, fondatrice e CEO della Artemis Rising Foundation – e siamo entusiasti di premiare il suo film-documentario dedicato a un altro grande protagonista del design italiano: Brunello Cucinelli”.

“Siamo onorati di collaborare con il Taormina Film Festival e con la Artemis Rising Foundation per celebrare Giuseppe Tornatore, un regista la cui opera ha avuto un impatto profondo sugli spettatori di tutto il mondo – ha dichiarato Helen Hoehne, Presidente dei Golden Globes – e ‘Brunello, il visionario garbato’ rispecchia la sua dedizione costante a una narrazione cinematografica al tempo stesso visivamente potente e profondamente umana. Siamo orgogliosi di celebrare il suo contributo al cinema documentario in questa edizione del Festival”.

Giuseppe Tornatore, maestro del cinema italiano, premio Oscar per “Nuovo Cinema Paradiso” nel suo documentario ripercorre la vita di Brunello Cucinelli, mescolando documentario e finzione, attraverso testimonianze, materiali d’archivio e ricordi personali. Un’opera che indaga con delicatezza il valore della bellezza, dell’etica e dei sogni.

Il Taormina Film Festival è promosso e organizzato da Fondazione Taormina Arte Sicilia, con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, del Ministero del Turismo, del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo e del Comune di Taormina, con il sostegno del Parco Archeologico Naxos Taormina e di Sicilia Film Commission.

Enciclica su IA, il portavoce Ue: condividiamo la visione del Papa

Bruxelles, 26 mag. (askanews) – “Condividiamo pienamente la visione di Sua Santità Papa Leone XIV e la necessità di un quadro giuridico efficace e solido per l’Intelligenza artificiale. In Europa questa non è solo una visione; è già una realtà” con “la nostra normativa sull’intelligenza artificiale, quella sui servizi digitali, sui mercati digitali e sulla protezione dei dati”.

Lo ha sottolineato, durante il briefing quotidiano per la stampa della Commissione europea oggi a Bruxelles, il portavoce per i Servizi digitali dell’Esecutivo comunitario, Thomas Regnier, rispondendo a una domanda sull’enciclica “Magnifica humanitas”, pubblicata ieri dal Papa e riguardante la dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’Intelligenza artificiale.

“Oggi, in Europa – ha continuato Regnier -, siamo orgogliosi di poter affermare di avere un quadro giuridico chiaro e netto. Perché è importante? Sua Santità il Papa vi ha fatto diversi riferimenti: innanzitutto, per proteggere i minori, cosa che già facciamo grazie al nostro quadro giuridico”; inoltre, vengono regolamentati “anche i modelli e i sistemi di Intelligenza artificiale che potrebbero potenzialmente esporre le donne online o, ad esempio, creare materiale pedopornografico. Questo tipo di contenuto non ha posto in Europa”, ha rilevato il portavoce.

“Abbiamo un quadro giuridico e, all’interno di tale quadro, siamo pronti a innovare e investire massicciamente per sviluppare soluzioni europee”, ha aggiunto Regnier, precisando poi che la regolamentazione dell’Ue non riguarda solo i giganti della tecnologia digitale, e non si applica solo ad alcuni di essi. “La nostra attenzione non è rivolta (solo ndr) a chi possiede questi sistemi di Intelligenza artificiale. La nostra legislazione e i nostri regolamenti si applicano a tutti i modelli operativi in ​​Europa”.

Alla domanda se l’azienda americana Palantir (specializzata nell’analisi dei “Big Data” e nell’Intelligenza artificiale per governi, forze armate, servizi di intelligence e grandi aziende private) sia sottoposta anch’essa alla regolamentazione Ue, il portavoce ha assicurato: “non ci sono scappatoie legali nella nostra legislazione”.

Le piattaforme che usano l’Intelligenza artificiale, ha spiegato Regnier, hanno obblighi diversi a seconda della categoria a cui appartengono: nella prima categoria, “ci sono solo obblighi di trasparenza che devono essere rispettati”; nella seconda categoria ci sono i modelli “ad alto rischio”, per i quali ci sono “criteri e analisi del rischio molto più precisi che devono esserci forniti”; l’ultima categoria è quella di un modello di A.I. che “violi completamente i nostri diritti fondamentali, nel qual caso è completamente vietato nell’Unione europea”, ha concluso il portavoce.

Calcio, Roma: riscattato Malen fino al 2030 -rpt

Roma, 26 mag. (askanews) – La Roma ha ufficializzato il riscatto di Donyell Malen, che resterà in giallorosso fino al 30 giugno 2030 dopo il prestito arrivato dall’Aston Villa nel mercato di gennaio. L’attaccante olandese diventa così a tutti gli effetti un giocatore della Roma, al termine di una seconda parte di stagione decisiva per il raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League.

L’obbligo di riscatto era legato proprio al piazzamento europeo della squadra allenata da Gasperini, centrato grazie al terzo posto finale. Un traguardo costruito anche attraverso l’impatto immediato di Malen, autore di 14 gol in campionato e 2 assist in pochi mesi, numeri che hanno inciso in modo determinante sulla corsa della squadra.

Il costo dell’operazione è stato fissato intorno ai 25 milioni di euro, cifra già concordata con l’Aston Villa al momento del prestito. La Roma ha quindi scelto di blindare l’attaccante olandese, considerato uno dei principali protagonisti della seconda parte di stagione.

“Roma in Champions non deve fare notizia”, ha commentato Paulo Dybala, sottolineando la normalità di un obiettivo ormai imprescindibile per il club giallorosso dopo il ritorno stabilmente ai vertici del campionato.

Calcio, Roma: riscattato Malen fino al 2030

Roma, 26 mag. (askanews) – La Roma ha ufficializzato il riscatto di Donyell Malen, che resterà in giallorosso fino al 30 giugno 2030 dopo il prestito arrivato dall’Aston Villa nel mercato di gennaio. L’attaccante olandese diventa così a tutti gli effetti un giocatore della Roma, al termine di una seconda parte di stagione decisiva per il raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League.

L’obbligo di riscatto era legato proprio al piazzamento europeo della squadra allenata da Gasperini, centrato grazie al quarto posto finale. Un traguardo costruito anche attraverso l’impatto immediato di Malen, autore di 14 gol in campionato e 2 assist in pochi mesi, numeri che hanno inciso in modo determinante sulla corsa della squadra.

Il costo dell’operazione è stato fissato intorno ai 25 milioni di euro, cifra già concordata con l’Aston Villa al momento del prestito. La Roma ha quindi scelto di blindare l’attaccante olandese, considerato uno dei principali protagonisti della seconda parte di stagione.

“Roma in Champions non deve fare notizia”, ha commentato Paulo Dybala, sottolineando la normalità di un obiettivo ormai imprescindibile per il club giallorosso dopo il ritorno stabilmente ai vertici del campionato.

Torna ai Giardini Reali di Monza il Royal Summer Stage

Roma, 26 mag. (askanews) – Torna anche quest’anno l’ormai consolidato appuntamento Royal Summer Stage ai Giardini Reali di Monza: la kermesse che celebra il tramonto in musica si divide di nuovo in due rami a luglio e a settembre, per abbracciare l’arte delle note nella sua interezza, dal nuovo folk al repertorio classico, dal jazz a qualsiasi contaminazione possibile, nel segno della libertà del linguaggio universale per eccellenza.

Sul palco alcuni dei migliori artisti del panorama internazionale con Lina e Marco Mezquida per il fado, Enrico Pieranunzi, Hamilton de Holanda Trio, Violons Barbares con le voci bulgare fino ad Orchestra Canova, ormai considerata, insieme al suo fondatore e direttore Enrico Pagano, il volto giovane, fresco ed appassionato del grande repertorio di tradizione. Nei Giardini Reali della Reggia di Monza, disegnati, come il Teatro alla Scala, da Giuseppe Piermarini, non poteva che giungere un giorno la grande musica del mondo.

E interpretando lo spirito di questi stessi giardini, tra i primi in Italia a essere trasformati “all’inglese”, modello ove la natura si sviluppa liberamente pur con lo stretto controllo artistico dell’uomo, la scelta del repertorio ha seguito da subito il fil rouge dell’improvvisazione, cuore di ogni stile, dalle tradizioni etniche di tutto il globo al jazz, passando dal DNA cameristico dell’Orchestra Canova e dalle sue incursioni nel repertorio settecentesco. Il Royal Summer Stage declina così in uno dei parchi più affascinanti del Paese un format ormai ben consolidato in realtà come il Summerstage al Central Park di New York o Schönbrunn a Vienna, introducendo per primo anche in Italia quell’informalità nella fruizione della musica che contraddistingue le culture anglosassoni e nordiche. Nelle ultime edizioni questa formula ha portato una media di ben 5.000 persone a godersi la grande musica del mondo sdraiandosi liberamente al tramonto sui magnifici prati dei Giardini Reali.

Quest’anno il programma si apre il 9 luglio con O Fado, incentrato sulla voce raffinata di Lina Cardoso Rodriguez, oggi considerata la migliore interprete del genere musicale simbolo della cultura portoghese e latina. Con alle spalle una carriera da cantante lirica, Lina ha scoperto il fado lavorando nel musical Amalia sulla vita di Amalia Rodriguez e da allora ha portato la sapienza della sua voce educata dai migliori studi al servizio della sua nuova passione musicale. Con lei sul palco l’eccellente pianista, compositore e improvvisatore catalano Marco Mezquida, vertice del nuovo pianismo per originalità di suono e intuizione artistica.

Il 10 luglio sarà la volta di Enrico Pieranunzi plays Morricone, che con il suo storico trio formato da Luca Bulgarelli al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria, proporrà arrangiamenti e trascrizioni originali di celebri temi del grande maestro italiano, trasportati nel mondo del jazz in un continuo dialogo tra l’irripetibile dono melodico di Morricone e la vocazione armonica ed improvvisativa di Pieranunzi.

Sabato 11 luglio, direttamente da Umbria Jazz, arriverà al tramonto un ensemble tra i più acclamati nel mondo per l’arte sottile di combinare tradizioni popolari e folkloriche con il jazz: Hamilton de Hollanda Trio infatti porterà sul palco Samba Jazz, la sua inedita e bollente fusione tra samba, choro, cioè il genere nato dalla rivisitazione delle danze europee nella Rio di inizio ottocento, repertorio classico e jazz, il tutto impreziosito dal virtuosismo del vincitore di cinque Latin Grammy de Hollanda al bandolim, mandolino a corde aumentate per potenziare i colori dello strumento.

Domenica 12 luglio invece triplo concerto per la giornata di chiusura del primo filone del festival: dalla tarda mattinata in capsule classica alle 11.30 e poi alle 17.00 nel Teatro di Corte della Reggia, impeccabile cornice neoclassica di grande fascino architettonico, dove sempre in un rilassato clima en plein air, la giovane Orchestra Canova guidata da Enrico Pagano proporrà un’incursione nella Vienna del Settecento, peraltro luogo di committenza della Reggia, con un impaginato Mozart-Salieri in chiave sacra fino alla Sinfonia di Haydn detta nell’800 “Mercurio” per il suo ritmo vivace.

Poi gran finale al tramonto di nuovo ai Giardini, con Violini Barbari & Voci Bulgare: il celebrato trio Violons Barbares, composto da travolgenti virtuosi provenienti da Mongolia, Bulgaria e Francia, si unirà infatti al giovane Eva Quartet, ensemble vocale di tradizione bul-gara, per un’esplosiva serata sulla Via della Seta declinata in musica.

Dopo la pausa agostana il festival riaprirà poi a settembre nei week end del 20 e 26-27 per il suo viaggio nel tempo grazie al grande repertorio classico affidato come sempre ad Orchestra Canova ed Enrico Pagano. Con la Sinfonia Pastorale di Beethoven il 20, vero inno alla natura ed idillio campestre, l’orchestra dialogherà col parco grazie alle continue mimesi del canto degli uccelli, le imitazioni del fluire dell’acqua, la pittura di una natura filtrata dall’arte dell’uomo, vero omaggio al Genius Loci dei Giardini Reali.

Il 26 e 27 Enrico Pagano ha invece pensato ad una vera e propria festa per celebrare i rinnovati giochi d’acqua del parco dopo i recenti restauri grazie alla celebre suite di Händel Water Music. Composta per la parata reale sul Tamigi del 1717, ebbe da subito grande successo e si connotò come opera destinata ad un pubblico universale, oggi si direbbe popolare, grazie anche alla grande varietà di irresistibili danze, dall’aristocratico Minuetto alla Bourrée di provenienza francese e dal carattere popolare, e ancora la Hornpipe, tipica delle isole britanniche, dal ritmo vivacemente sincopato, ma anche la Sarabanda, la Giga e il Rigaudon.

La nona edizione del Festival del Parco di Monza – manifestazione culturale ecosostenibile, che vede protagonista il Parco insieme alla Villa e ai Giardini Reali – si terrà il 18, 19, 20 e 25, 26, 27 settembre: 6 giornate di incontri con autori e personaggi noti del mondo letterario, spettacoli, laboratori, visite culturali, itinerari alla scoperta del parco e della sostenibilità. Il Festival è ideato, organizzato e promosso dal Comitato Promotore del Festival del Parco di Monza – composto da Associazione Novaluna A.P.S., Cooperativa Novo Millennio, Circolo Legambiente A. Langer Monza, Fondazione CREDA ETS, META cooperativa sociale, Musicamorfosi, Scuola Agraria del Parco di Monza – in diretto partenariato con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e con il Comune di Monza, e in stretta collaborazione con Parco Regionale Valle del Lambro.

Tennis, Arnaldi al secondo turno a Parigi

Roma, 26 mag. (askanews) – Matteo Arnaldi è al secondo turno del Roland Garros per la quarta volta su altrettante partecipazioni. L’azzurro vince una gran partita, in rimonta, contro il n.29 del seeding Tallon Griekspoor per 6-7(9) 6-3 7-6(6) 6-4. Un incontro molto duro, iniziato alle 11 e giocato tutto sotto il sole battente di Parigi. Quattro ore di lotta serrata, con tanti punti da ricordare, tra vincenti e pazzeschi recuperi. Al prossimo turno affronterà in un match molto interessante Stefanos Tsitsipas.

Ue, 26 scienziati chiedono regole distinte per prodotti smoke-free

Roma, 26 mag. (askanews) – Iniziato, lo scorso 22 maggio, il periodo di consultazione pubblica sulla revisione della direttiva dell’Unione Europea sui prodotti del tabacco e della direttiva sulla pubblicità del tabacco della Commissione Europea. Il dibattito, si è progressivamente spostato su un terreno più articolato. Non si parla più solo della riduzione del consumo, ma anche della distinzione tra categorie di prodotto profondamente diverse tra loro.

A riaccendere il confronto, la recente lettera inviata alla Commissione Europea da 26 scienziati ed esperti di salute pubblica, che chiedono di considerare con maggiore attenzione le differenze tra prodotti combustibili tradizionali e alternative smoke-free, richiamando inoltre un ampio corpus di evidenze scientifiche (131 studi) che, secondo i firmatari, non sarebbe stato adeguatamente valorizzato nel processo di revisione normativa.

Tra i principali player globali del comparto c’è una realtà come Imperial Brands, il cui portafoglio include anche prodotti di nuova generazione (NGP) come il dispositivo di tabacco riscaldato PULZE 3.0. Il tema della revisione normativa europea richiede un approccio coerente con l’evoluzione del contesto scientifico e regolatorio in corso, come ha dichiarato Enrico Ziino, Presidente di Imperial Brands Italia: “Il dibattito aperto in queste settimane da autorevoli esponenti della comunità scientifica europea conferma quanto sia importante che la revisione della Direttiva europea sui prodotti del tabacco venga affrontata con un approccio pragmatico e fondato sulle evidenze scientifiche, non su posizioni ideologiche. Continuare a trattare in modo indistinto prodotti combustibili e alternative smoke-free significa ignorare un confronto scientifico e regolatorio che a livello internazionale è ormai sempre più consolidato. Le alternative senza combustione non sono prive di rischi e devono essere regolamentate con grande rigore, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei minori. Ma proprio per questo serve una regolamentazione proporzionata, capace di distinguere tra categorie di prodotto profondamente diverse tra loro e di valutare innovazione e dati scientifici in modo oggettivo. Il rischio, altrimenti, è quello di adottare misure inefficaci rispetto agli obiettivi di riduzione del fumo che l’Europa si è posta, favorendo la crescita del mercato illecito, con prevedibili conseguenze dannose su criminalità, sicurezza dei prodotti e ricadute negative anche sul piano sanitario. Per raggiungere davvero questi obiettivi, serve quindi meno ideologia e più solidità scientifica.”

Il tema si inserisce in una fase cruciale per l’Europa, chiamata a ridefinire il quadro regolatorio dei prodotti del tabacco e della nicotina in un contesto in cui innovazione, salute pubblica e sostenibilità normativa si intrecciano sempre di più. Al centro della discussione, appunto, il principio della proporzionalità regolatoria: trattare in modo differente prodotti differenti, soprattutto alla luce del potenziale rischio ridotto associato alle alternative senza combustione rispetto alle sigarette tradizionali.

Ciclismo, Giro: Vingegaard domina anche a Carì

Roma, 26 mag. (askanews) – Jonas Vingegaard conquista anche la sedicesima tappa del Giro d’Italia e si prende definitivamente la corsa rosa. Il danese della Visma | Lease a Bike trionfa sul traguardo di Carì dopo 157 chilometri da Bellinzona, firmando il quarto successo personale in questa edizione e la prima vittoria con la maglia rosa sulle spalle. Un dominio netto, costruito con l’ennesimo scatto devastante a sette chilometri dall’arrivo, quando nessuno riesce più a resistere al ritmo imposto dal due volte vincitore del Tour de France.

Vingegaard chiude in 2h57’40″, staccando di 1’09″ l’austriaco Felix Gall e di 1’11″ Jai Hindley, con Thymen Arensman quarto a 1’14″. Alle spalle dei migliori brilla la prova di Davide Piganzoli, splendido sesto a 1’34″, protagonista di un lavoro prezioso proprio al servizio del leader della Visma prima di trovare la forza per restare con i grandi fino alle battute decisive della salita finale.

L’attacco decisivo arriva sui durissimi chilometri conclusivi verso Carì. Dopo il lavoro di Kuss e Campenaerts, Vingegaard cambia passo con naturalezza impressionante, staccando Gall e facendo immediatamente il vuoto. Nel giro di pochi chilometri il vantaggio supera il minuto, mentre alle sue spalle si riorganizza il gruppetto degli inseguitori con Hindley, Arensman, Bernal, Gee e Piganzoli.

La tappa svizzera aveva vissuto a lungo sulla fuga di giornata con Giulio Ciccone, Einer Rubio, Chris Harper, Jhonatan Narváez e Diego Ulissi protagonisti nella valle di Blenio. Ciccone aveva raccolto punti preziosi per la maglia azzurra sugli sprint in salita, ma il forcing della Visma sull’ultima ascesa aveva progressivamente annullato ogni tentativo.

In classifica generale il danese rafforza ulteriormente il primato: Gall è secondo a 4’03″, Arensman terzo a 4’27″, mentre Hindley sale al quarto posto a 5′. Piganzoli entra nella top ten ed è ora ottavo a 7’57″, risultato che conferma la crescita del giovane italiano in uno dei grandi appuntamenti della stagione.

Giornata invece da dimenticare per Giulio Pellizzari. Il talento azzurro va in crisi sull’ultima salita e perde oltre diciotto minuti dal vincitore, arrivando al traguardo insieme a Ciccone dopo una lunga sofferenza. Un passaggio a vuoto pesante in una tappa che rischia di ridimensionare definitivamente le sue ambizioni di classifica.

Salone Libro di Torino, la Rete Antonelliana all’Arena Piemonte

Roma, 26 mag. – Al Salone del Libro di Torino l’incontro “Rete Antonelliana. Cultura che unisce – L’architetto e i suoi luoghi”, appuntamento dedicato al progetto promosso dalla Regione Piemonte per valorizzare l’eredità culturale, architettonica e identitaria di Alessandro Antonelli attraverso una rete che collega territori, istituzioni e comunità.

La Rete Antonelliana nasce da un percorso avviato nel marzo 2026 su impulso di Marian Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte, in collaborazione con Abbonamento Musei, con l’obiettivo di costruire un sistema culturale diffuso capace di mettere in connessione i luoghi antonelliani presenti sul territorio piemontese.

Il progetto coinvolge amministrazioni locali, istituzioni culturali, realtà associative e territori che custodiscono opere, tracce e testimonianze legate all’architetto simbolo del Piemonte, trasformando un patrimonio diffuso in una narrazione comune e riconoscibile.

La Rete Antonelliana si inserisce all’interno di una strategia più ampia della Regione Piemonte che punta a rafforzare un nuovo sistema culturale regionale fondato sulla collaborazione tra territori, sulla valorizzazione delle identità locali e sulla capacità della cultura di generare sviluppo, turismo e partecipazione.

“La Rete Antonelliana nasce da una visione politica chiara: trasformare un patrimonio diffuso in un sistema culturale capace di unire territori e comunità attraverso un’identità comune. – dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte – L’archistar Antonelli rappresenta uno dei simboli più forti della storia architettonica e culturale del Piemonte e in particolare di Novara e della sua provincia, che custodiscono una parte fondamentale della sua eredità. La nostra volontà è costruire un progetto stabile e riconoscibile, capace di mettere in rete i luoghi antonelliani e di creare un vero brand culturale territoriale che identifichi Antonelli con il Piemonte, valorizzandone il patrimonio storico, artistico e turistico. La cultura oggi deve avere la capacità di generare connessioni e sviluppo. Mettere in rete i comuni significa rafforzare l’identità dei territori e costruire nuove opportunità di crescita, partecipazione e attrattività. La Rete Antonelliana vuole essere proprio questo: una grande infrastruttura culturale diffusa, capace di raccontare il Piemonte attraverso uno dei suoi protagonisti più straordinari”, conclude Chiarelli.

“Questo ambizioso progetto prende avvio dal desiderio corale di raccontare un architetto straordinario che ha dato forma all’identità della nostra regione. Qui al Salone Internazionale del Libro non celebriamo solo i suoi capolavori, ma un modo nuovo di fare cultura: un’alleanza tra istituzioni e comunità che parla direttamente alle persone e mette al centro la valorizzazione del territorio”, aggiunge Simona Ricci. Accanto agli appuntamenti culturali, il progetto prevede inoltre attività di promozione territoriale, percorsi di valorizzazione integrata, contenuti digitali, itinerari e iniziative capaci di coinvolgere cittadini, scuole e nuove generazioni.

Presentato l’Italy Major Premier Padel, a Roma tutte le grandi stelle

Roma, 26 mag. (askanews) – Il Foro Italico di Roma si prepara ad accogliere il primo Major della stagione del circuito Premier Padel, in programma dal 31 maggio al 7 giugno. Il BNL Italy Major Premier Padel – presentato alla stampa questa mattina al Circolo del Foro Italico – conferma il legame sempre più solido tra la Capitale e il grande padel internazionale, in un’edizione, la quinta, che vedrà in campo 240 atleti, suddivisi in 52 coppie femminili e 68 maschili, per un totale di 118 incontri distribuiti in otto giorni di gara.

In campo, sottolinea una nota, tutti i big mondiali: nel maschile occhi puntati sulla sfida tra i numeri uno del ranking Arturo Coello-Agustín Tapia e la coppia formata da Ale Galan-Fede Chingotto, vincitori delle ultime due edizioni. In prima fila anche Juan Lebron e Leo Augsburger, e il ritorno in coppia di Martin Di Nenno con l’idolo dei tifosi Paquito Navarro, finalisti nel 2022. Nel tabellone femminile guidano le campionesse in carica Delfi Brea e Gemma Triay, inseguite da Paula Josemaria-Bea Gonzalez e Ari Sanchez con Andrea Ustero.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione, sono intervenuti il presidente della Federazione Internazionale Padel Luigi Carraro, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, l’amministratore delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi, l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato e l’Head Esg Strategy, Communication & Public Affairs di BNL BNP Paribas Luca Ranieri.

Carraro ha definito il Major di Roma “uno dei simboli del circuito e un evento che meglio rappresenta identità e crescita del padel internazionale”, sottolineando come al Foro Italico “sport, cultura e passione si fondano in un’atmosfera unica”. Il presidente FIP ha evidenziato la presenza di “almeno tre coppie” in grado di competere per il titolo sia nel tabellone maschile sia in quello femminile. Carraro ha inoltre ricordato la crescita globale del padel, oggi praticato in 175 Paesi da circa 38 milioni di giocatori.

Il ministro Abodi ha definito il Foro Italico “un luogo unico al mondo”, evidenziando la capacità del padel di creare un contesto sempre più interdisciplinare e inclusivo. Per Diego Nepi Molineris “il presidente Carraro è riuscito a unire in pochi anni un movimento che era frammentato, costruendo una federazione internazionale unica e un sistema coordinato tra i diversi Paesi. Roma, in questo contesto, ha un significato speciale”. “La conferma di Roma tra le sedi dei quattro Major mondiali testimonia il ruolo strategico che l’Italia ha assunto nello sviluppo del padel a livello globale e la solidità della collaborazione istituzionale tra tutti gli attori coinvolti”, ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi.

Il torneo – conclude la nota – prenderà il via con le qualificazioni il 31 maggio e 1 giugno, mentre il main draw scatterà il 2 giugno. Le semifinali si disputeranno sabato 6 giugno, mentre le finali sono in programma domenica 7 giugno.

Fashion Made in Italy, la ricerca di GS1 Italy e Cikis Studio

Milano, 26 mag. (askanews) – (contenuto in collaborazione con GS1 Italy) La filiera della moda si trova oggi di fronte a una sfida cruciale: gestire una quantità crescente di dati in modo efficiente e condiviso. Tra nuove normative, richieste di trasparenza e modelli più sostenibili, il settore deve accelerare sulla digitalizzazione. Ma secondo una ricerca di GS1 Italy condotta con Cikis Studio, molte aziende sono ancora indietro. Emergono, infatti, criticità legate alla frammentazione dei dati e oneri nascosti nello scambio di informazioni, destinati a crescere con l’introduzione del Digital Product Passport, rendendo sempre più urgente una gestione condivisa ed efficiente dei dati lungo la filiera. Abbiamo parlarto con Vittorio Giordano, Industry engagement senior specialist di GS1 Italy:

“I dati sono fondamentali anche quando si parla di sostenibilità e di transizione verso modelli di business circolari, cosa che il settore tessile e d’abbigliamento sta già facendo da anni. In questo contesto il tema della collaborazione è chiave: bisogna andare a costruire, insieme a tutti gli attori della filiera, un linguaggio comune di business basato su standard come quello di GS1 Italy”.

Dal confronto con le aziende emerge anche la necessità di superare le logiche verticali e frammentate, puntando su un ecosistema integrato in cui la collaborazione tra gli attori diventi centrale per affrontare le sfide del settore. Ha così proseguito Vittorio Giordano, Industry engagement senior specialist di GS1 Italy:

“Dall’analisi che abbiamo condotto intervistando 40 aziende del settore tessile-abbigliamento insieme a Cikis Studio, è emersa una dinamica particolare quando si parla di gestione di scambio dati all’interno del settore. Infatti, è emerso come questa gestione sia complicata, farraginosa e caratterizzata da sistemi eterogenei che portano in ogni posizione della filiera a dover tradurre, gestire e modellare le informazioni in base a richieste diverse e formati diversi”.

Un quadro che trova conferma anche nei risultati della ricerca realizzata da Cikis Studio per GS1 Italy, che mette in evidenza proprio le criticità legate alla frammentazione dei dati lungo la supply chain della moda. È intervenuta infine, Serena Moro, Founder & CEO Cikis Studio:

“La ricerca di GS1 Italy ha mostrato una convergenza su una serie di sfide e di necessità nella filiera moda. Abbiamo la necessità di convergere su un sistema di dati condiviso dove ogni elemento ha una sua codifica che è condivisa lungo la filiera. Abbiamo un linguaggio comune e dei formati comuni in cui condividere i dati, ed inoltre anche una possibilità di dialogo tra piattaforme diverse”.

La trasformazione digitale della moda passa quindi da un cambio di paradigma: meno frammentazione e più condivisione dei dati, per rendere la filiera più efficiente, trasparente e competitiva.

Mirai Job Game, i dati parlano chiaro: giovani scelgono il green

Roma, 26 mag. – I giovani scelgono il green e la sostenibilità: è quanto emerge dai dati raccolti nel corso del progetto Mirai Job Game, presentati a Roma nel corso del Festival del Lavoro dal Dott. Fortunato Varone (Direttore Generale del Dipartimento Lavoro, Imprese, Aree Produttive della Regione Calabria), dalla Dott.ssa Teresa Citraro (Direttore INAIL Calabria), dalla Dott.ssa Franca Falduto (Delegata Ufficio Scolastico Regionale) e dalla responsabile del progetto, Dott.ssa Mariagrazia Muscatello.

Incentrato sull’orientamento al lavoro e rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori calabresi, il progetto, che vede la Calabria come regione pilota per l’Italia, è stato infatti ideato e promosso dal Dipartimento regionale Lavoro, Imprese e Aree produttive della Regione Calabria e realizzato da Planet Multimedia, attraverso un percorso strutturato di orientamento, formazione e confronto con il mondo delle professioni e con il coinvolgimento diretto di studenti, docenti e dirigenti scolastici. Il nome non è una scelta casuale: il termine “Mirai” in giapponese significa “futuro” e viene utilizzato per augurare una vita ricca di opportunità e di successi.

L’iniziativa è stata portata avanti attraverso i Centri per l’Impiego, che sono entrati nelle scuole per svolgere attività di orientamento e supportare gli studenti nella comprensione delle opportunità professionali e formative. Tra le attività principali del “Mirai Job Game”, una competizione educativa tra studenti con quiz e sfide sui temi del lavoro, delle competenze e della sicurezza a scuola, sicurezza stradale e nei luoghi di lavoro, utilizzando anche metodologie didattiche innovative, quali la gamification, basate su partecipazione attiva e apprendimento esperienziale.

I dati emersi dalle sessioni di gioco e orientamento tracciano una radiografia chiara delle loro aspettative: contrariamente al mito del “posto fisso a tutti i costi”, i ragazzi hanno mostrato una forte propensione per l’autonomia e l’innovazione. Green & Sustainability Manager: per questa figura professionale si è riscontrato un vero e proprio boom di preferenze . I ragazzi sono profondamente attenti all’impatto ambientale e mirano a figure professionali legate all’economia circolare e alla transizione ecologica. Altra professione molto gettonata, quella di Specialista del Digital & AI Marketing: tutto ciò che unisce creatività e algoritmi. La gestione dei brand nel metaverso o tramite intelligenza artificiale è tra i profili più scelti nel game. E poi la figura dell’Esperto di Territorial Marketing ed Enogastronomia 4.0: c’è un forte ritorno d’orgoglio per le proprie radici e un grande senso di appartenenza. Molti ragazzi esprimono il desiderio di restare in Calabria, ma applicando tecnologie moderne alla valorizzazione del territorio, del turismo e della Dieta Mediterranea.

I test del Mirai Job Game non mappano solo il cosa, ma anche il come. Alla domanda “Cosa cerchi in un lavoro?”, le risposte predominanti sono state: Flessibilità e Work-Life Balance: Il tempo libero e lo smart working (dove possibile) contano quasi quanto lo stipendio. Meritocrazia e Formazione continua: c’è una forte richiesta di aziende che investano sulla crescita delle competenze, sentita come unica vera garanzia per il futuro. Impatto Sociale: i giovani calabresi vogliono fare lavori che “servano a qualcosa”, con una forte sensibilità verso l’inclusione sociale e l’abbattimento delle barriere.

Il progetto, che vanta la Media Partnership di Rainews24, si è configurato anche come momento di confronto istituzionale tra Ministero del Lavoro, Regione Calabria, rappresentanti delle Regioni italiane, dirigenti dei Centri per l’Impiego e mondo scolastico, ed ha registrato una fortissima adesione: 10.000 gli studenti partecipanti, segno dell’interesse crescente verso strumenti di orientamento che aiutino i giovani a costruire il proprio percorso professionale, conoscere il mercato del lavoro e progettare il proprio futuro.

Il progetto rientra nel Pr Calabria Fesr Fse+ 2021/2027 – OP 4 – Azione 4.b.1 – OIS – “Territorio in Azione”.

Italia, democrazia imperfetta: presentato il Rapporto "Cittadinanze sospese"

Roma, 26 mag. (askanews) – In Italia il blocco dei diritti non nasce dall’assenza di consenso sociale. Al contrario, uno dei dati più significativi emersi dal nuovo report di Semia Fondo delle Donne, Cittadinanze sospese. Indagine tra riconoscimento formale ed esercizio dei diritti in Italia, mostra un ampio sostegno dell’opinione pubblica verso molte aree di diritto che il sistema politico, però, non riesce a tradurre in norme effettive e accessibili.

Ne emerge un quadro profondamente contraddittorio: mentre una larga parte della popolazione si dichiara favorevole all’uguaglianza di genere, alla libertà delle persone LGBTQIA+ e alla legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza, il sistema istituzionale fatica a trasformare questi orientamenti in politiche e in diritti concreti.

I dati sull’IVG ne sono un esempio evidente. Oltre il 70% della popolazione italiana sostiene la legalità dell’interruzione volontaria di gravidanza – una quota ben superiore alla media mondiale del 56% – ma la legge 194/1978 si deteriora nei fatti senza alcun aggiornamento normativo. Alle crescenti percentuali di medici obiettori (57,1%), anestesisti (35,1%) e altro personale sanitario (30,9%) si aggiunge il fatto che, su 540 strutture autorizzate con reparto di ostetricia e ginecologia, quasi il 40% non eroga il servizio. Il risultato è una mobilità sanitaria forzata: nel 2023, 3.451 donne hanno dovuto spostarsi fuori dalla propria regione per accedere all’IVG; il 26,4% proveniva dalla Basilicata, il 14,2% dal Molise e il 13,9% dall’Umbria. Inoltre, soltanto quattro regioni hanno recepito le linee guida sulla deospedalizzazione dell’IVG farmacologica, mentre i contraccettivi continuano a non ricevere una copertura economica estesa e generalizzata da parte del Servizio sanitario nazionale.

La ricerca, curata da Massimo Prearo, Giulia Marchese, Marta Nicolazzi e Aurora Perego, incrocia quattro livelli di analisi – posizionamento internazionale, opinione pubblica, vissuti delle persone vulnerabilizzate e produzione legislativa – attraverso fonti nazionali ed europee e un dataset originale di 1.224 atti legislativi tra XVII e XIX legislatura.

L’analisi dei processi normativi, sviluppata su oltre dieci anni, delinea un vero e proprio “imbuto legislativo”: i diritti entrano nel dibattito pubblico, vengono discussi e spesso sostenuti dalla popolazione, ma, nonostante le numerose iniziative legislative, le proposte raramente completano il proprio iter parlamentare. Il report definisce questa dinamica un “deficit di conversione”: una frattura crescente tra società e istituzioni, nella quale il consenso sociale non trova corrispondenza né nella produzione normativa né nell’accesso reale alle tutele.

Sono questi i sintomi di una “democrazia imperfetta”: un sistema in cui i diritti possono essere formalmente riconosciuti senza essere garantiti in modo pieno, uniforme e accessibile. La ricerca mostra come l’erosione delle tutele non avvenga soltanto tramite divieti espliciti o l’assenza di nuove leggi, ma anche attraverso meccanismi meno visibili: mancata applicazione delle norme, accesso diseguale ai servizi, priorità istituzionali selettive e progressivo indebolimento dei diritti già esistenti. In questo contesto, l’impatto maggiore ricade soprattutto sulle donne, sulle persone LGBTQIA+, sulle persone razzializzate, migranti, con disabilità e sulle soggettività economicamente vulnerabili: una condizione di crescente marginalizzazione che il report definisce “cittadinanza sospesa”.

“Il movimento femminista denuncia da tempo il restringimento dello spazio civico e democratico in Italia, aggravato dall’espansione di narrative anti-diritti e dall’influenza crescente di reti politiche e culturali conservatrici attive sui temi della famiglia, dell’educazione, della salute riproduttiva e dei diritti LGBTQIA+”, dichiara Miriam Mastria, direttrice di Semia Fondo delle Donne. “Con questo report abbiamo voluto costruire un’analisi ampia e rigorosa, capace di dare sostanza e dati concreti a queste preoccupazioni”.

L’indagine si inserisce in un contesto internazionale di arretramento democratico: negli ultimi vent’anni, libertà civili e diritti politici hanno registrato un progressivo peggioramento a livello globale. Anche l’Italia, pur rimanendo formalmente una democrazia liberale, è oggi classificata tra le flawed democracies, le “democrazie imperfette”, dove il riconoscimento formale dei diritti non coincide necessariamente con il loro esercizio effettivo.

Attraverso una prospettiva femminista e intersezionale, il report analizza come genere, cittadinanza, classe, sessualità e disabilità si intreccino nella distribuzione concreta di diritti, protezioni e possibilità di partecipazione democratica.

Francesco De Gregori e il progetto Nevergreen (Perfette sconosciute)

Milano, 26 mag. (askanews) – Un film, un album live, due nuove residenze e tanti altri live, il progetto “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, dedicato alle canzoni meno conosciute di Francesco De Gregori, è nato con la residenza del cantautore al Teatro Out Off di Milano due anni fa.

“Per spiegarvi un po’ il perché di Nevergreen, intanto chiariamo che Nevergreen è un innesto un po’ maccheronico dell’inglese fatto da me. Evergreen sono le canzoni famose, quelle che rimangono nella storia. Nevergreen secondo me può voler dire le canzoni che non sono mai diventate famose e che forse mai diventeranno famose” dice il cantautore.

Da lì, è arrivato alla 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il film “Francesco De Gregori. Nevergreen”, di Stefano Pistolini, e nei cinema di tutta Italia distribuito da Nexo Studios. Il percorso prosegue nel 2026.

“Non è l’ennesimo biopic celebrativo, non un rituale film-concerto, piuttosto un film immerso dentro la sua musica. Quello che abbiamo fatto insieme io e Stefano Pistolini era rappresentare semplicemente un musicista e la sua band al lavoro. Al lavoro davanti al pubblico, a volte. Noi abbiamo suonato in un mese circa settanta canzoni, quindi molte le ritrovavamo all’ultimo momento nel pomeriggio. Sono venuti Zucchero, Jovanotti, Elisa, Ligabue, Malika Ayane, Gianni Morandi, Pacifico. Sono venuti in totale semplicità, accettando anche loro questo gioco dell’improvvisazione, del non perfetto, del non patinato. Questa è una cosa che mi piace dire: il film non è patinato. Quello che io vado cercando è un rapporto intimo con gli spettatori” ha raccontato durante la conferenza stampa a Milano per presentare il progetto proprio al teatro Out Off.

Il 16 ottobre 2026 uscirà “Nevergreen (Perfette sconosciute)” (Caravan, Friends & Partners / distribuzione Sony Music Italy), un disco live che restituisce al pubblico il meglio dell’esperienza vissuta al Teatro Out Off. Un modo di raccontare intimo e autentico, oltre 50 anni di musica che sono una pietra miliare nella nostra storia, anche se non ci sono nuovi brani, il perchè lo spiega lo stesso De Gregori. “Saranno circa dieci anni che non sento più l’ispirazione ribollire dentro di me. Una cosa che mi dispiace, ma non ne faccio un dramma. Tecnicamente sono in grado di scrivere una canzone anche in un pomeriggio se ho l’ispirazione”.

Questo non significa smettere di suonare: “Io posso continuare a fare concerti finché mi va di fare concerti anche se non scrivo canzoni perché comunque canto le canzoni che ho scritto che sono tante e questo mi permette di continuare. Questo mestiere in pensione non si va mai, ci si va perché o ti stanchi tu o si stanca il pubblico. Quando succederà una di queste due cose non mi vedrete più, ma non farò nemmeno un grande annuncio prima, semplicemente sparirò”.

Dopo il successo della residenza del 2024 (20 concerti dal 29 ottobre al 23 novembre), Francesco De Gregori tornerà questo autunno ad esibirsi live con “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, una serie di concerti intimi che accompagneranno ancora una volta il pubblico in un viaggio attraverso le canzoni meno conosciute e i grandi successi del vasto repertorio del cantautore. Questa volta la residenza sarà doppia: dal 27 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma e dal 25 novembre ritornerà al Teatro Out Off di Milano. L’intimità dei due teatri creerà un’atmosfera ogni sera irripetibile!

Sempre capace di stupire, con eleganza e una punta di ironia, come quando ha scelto di fare un disco e due concerti con Checco Zalone: “Questo fa parte un po’ delle mie stramberie, come dicevo prima, di non essere proprio allineato alle regole del mainstream, perché chi si aspetta De Gregori quello serio che fa canzoni come Generale poi magari non può immaginarsi che faccia un disco con Checco Zalone”.

Ha raccontato la guerra e la società e dopo tanti anni le sue canzoni che sono sempre attuali: “Mi addolora tutto quello che sta succedendo adesso. Non voglio dire che questo l’avessi già previsto quando ho scritto Generale o Il vestito del violinista. Non c’era bisogno di prevederlo, bastava guardarsi intorno, uscire un po’ fuori dal nostro recinto dell’Europa per capire che il mondo comunque era coinvolto in guerre, massacri, ingiustizie e cose orribili. Quelle canzoni nascono allora e valgono purtroppo anche per adesso”.

Del suo no a Sanremo spiega: da giovane aspirante cantautore ho visto quello che è successo a Tenco e ho promesso a me stesso che non ci sarei mai andato”.

Di Alessandra Velluto

L’Associazione Lombarda dei Giornalisti ricorda Walter Tobagi

Milano, 26 mag. (askanews) – Il 28 maggio 1980, in via Salaino a Milano, fu assassinato il giornalista Walter Tobagi. Quel giorno il 33enne cronista di origine umbra stava uscendo di casa per andare al lavoro al Corriere della Sera: poco prima delle 11 cadde colpito da cinque colpi di pistola esplosi da due membri della Brigata XXVIII marzo guidata da Marco Barbone.

“Tobagi non era un bersaglio casuale. Era uno dei giornalisti che analizzavano con grande attenzione il terrorismo degli anni di piombo. Nei suoi articoli cercava di spiegare struttura, linguaggio e dinamiche di quei gruppi, smontandone anche la retorica. E proprio questa sua capacità di capire e raccontare il fenomeno lo rese scomodo agli occhi dei terroristi, che lo considerarono un nemico” scrive in una nota l’Associazione lombarda dei giornalisti (Alg), che 46 anni dopo, il 28 maggio lo ricorderà alle 11 al cimitero di Cerro Maggiore (Milano) e alle 15 in via Salaino sotto la lapide posta nel punto dove si è consumato l’agguato, “come simbolo del prezzo pagato da chi cercava di raccontare e capire la violenza politica negli anni di piombo in Italia”.

“Capire e poi raccontare. L’insegnamento giornalistico che Walter Tobagi lascia a tutti noi è questo. Un valore alto che spicca ancor di più in una stagione dove l’informazione è condizionata da fattori come la velocità e il sensazionalismo che hanno poco a che fare con la qualità della notizia” ha detto il presidente dell’Alg, Paolo Perucchini, ricordando che “Walter, quando fu ammazzato, era anche presidente della Lombarda. E sindacalmente parlando, la sua visione pragmatica e riformista dell’impegno a tutela dei giornalisti resta l’illuminato indirizzo che ha caratterizzato questo ultimo decennio di Alg. E che contraddistinguerà, per forza di cose, il nostro futuro”.

Webuild, il Dg Massimo Ferrari lascia il gruppo dal 30 settembre

Milano, 26 mag. (askanews) – Webuild comunica di aver concordato con Massimo Ferrari, Direttore Generale, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro motivata da ragioni personali e legate a nuovi progetti di vita e professionali. La risoluzione avrà effetto dal 30 settembre 2026, successivamente all’approvazione della Relazione Finanziaria Semestrale, al fine di garantire la piena continuità operativa e un ordinato passaggio delle responsabilità. Lo si legge in una nota.

“Il rapporto tra la Società e Ferrari si conclude in un clima di piena collaborazione e reciproca soddisfazione, al termine di quasi quindici anni di comune percorso professionale durante i quali il manager ha contribuito in modo significativo allo sviluppo e al rafforzamento del Gruppo”, sottolinea Webuild. Ferrari detiene 1.198.599 azioni del gruppo.

“Desidero ringraziare personalmente Massimo Ferrari per il contributo straordinario assicurato in questi anni al nostro Gruppo. Il percorso condiviso è stato caratterizzato da professionalità, lealtà e visione comune”, ha detto l’AD Pietro Salini. “La prosecuzione della collaborazione in forma consulenziale testimonia la solidità del rapporto costruito nel tempo e consentirà alla Società di continuare a beneficiare della sua esperienza”.

Nell’ambito dell’accordo sono previsti: impegni di non concorrenza; obblighi di lock-up relativi alle azioni detenute; impegni di non sollecitazione del personale; il tutto nel rispetto della Politica di Remunerazione da ultimo approvata dall’Assemblea dei soci del 29 aprile 2026.

Inoltre, è previsto un incarico di consulenza strategica a favore dell’Amministratore Delegato per un periodo di tre anni, con riferimento alle materie di sua competenza.

Orsini: allarme su caro energia e salari bassi, ora è tempo di coraggio

Roma, 26 mag. (askanews) – “E’ il tempo del coraggio”. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha lanciato un appello “a tutta la politica” per “un grande atto di responsabilità, fatto di scelte ispirate a fiducia e coraggio”. Nel suo intervento all’assemblea annuale dell’associazione, il leader degli industriali ha chiesto di agire in fretta “per tornare a una crescita del 2% l’anno” perchè sono a rischio “la nostra industria e milioni di posti di lavoro”. In platea, al centro congressi La Nuvola, ad ascoltare la sua relazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, e molti esponenti del mondo politico, economico e sindacale.

Orsini ha rilanciato “la parola chiave dialogo” con Meloni. A tutte le parti politiche e sociali ha lanciato la proposta di muovere cinque leve per rimettere l’impresa al centro: “Energia, crescita dimensionale delle Pmi, contratti di sviluppo e innovazione, semplificazioni e riforma della 231, risorse adeguate agli obiettivi”. L’energia è la prima preoccupazione degli industriali perchè “per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale”.

Orsini ha quindi proposto di “riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato” e di “accelerare il ritorno al nucleare”, avviandone velocemente la sperimentazione. Quanto all’instabilità normativa, “è un male antico, servono certezze”. Un male non solo italiano: “Le 72 condizioni poste da Bruxelles per il via libera al decreto bollette del nostro governo sono l’ultima conferma di quanto sia lunare la burocrazia europea”.

Il leader degli industriali si è poi detto consapevole del fatto che la finanza pubblica italiana abbia “margini molto stretti”, apprezzando “la prudenza del governo nella gestione dei conti pubblici”. Alla luce di ciò ha suggerito di agire sulle “575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile”, riallocando 20 miliardi, senza aumentare il debito: “Un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”.

Altro tema chiave della relazione di Orsini è stata la questione salariale che “resta aperta: da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverla”. Le basse retribuzioni “allontanano i giovani dall’Italia” e “troppi settori offrono solo contratti a tempo e salari insufficienti”, ha avvertito. Sempre in tema di lavoro il leader di Confindustria ha ricordato il “dialogo diretto e continuo” con Cgil, Cisl e Uil e ha lanciato l’idea di un “patto di responsabilità per superare i contratti pirata, che deprimono redditi e diritti dei lavoratori e fanno concorrenza sleale a chi, come la manifattura, assicura migliori retribuzioni e migliore welfare aziendale”.

Nelle trenta pagine di relazione, ha inoltre evidenziato come “in un quadro internazionale peggiorato con la guerra in Ucraina e in Medio Oriente” l’Europa sia “sempre più necessaria”. Ma occorre un cambio di “strada e marcia” perché il conflitto è “causa di profonde crisi economiche che generano nuova povertà, erodono alleanze consolidate, trasformano l’energia e le materie prime in strumenti di ricatto”.

Orsini ha quindi insistito sulla necessità di “un mercato unico dell’energia; un vero mercato unico dei capitali e del risparmio; un debito comune per finanziare una vera politica industriale europea”. Ed è tornato a chiedere con forza “la sospensione dell’Ets”. Il rischio, altrimenti, è quello di non reggere l’urto con Stati Uniti e Cina. Già ora “la Cina sta colonizzando i nostri mercati – ha aggiunto – se l’Ue non sosterrà da subito le nostre produzioni saremo costretti al deserto industriale”. (fonte immagine: Confindustria).