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Calcio, Europa League, Roma ai playoff, Lazio agli ottavi

Roma, 30 gen. (askanews) – Roma ai playoff, Lazio agli ottavi. E’ questo il responso dell’ultima giornata della fase campionato di Europa League. Tre punti fondamentali per la squadra di Ranieri, che batte all’Olimpico 2-0 l’Eintracht di Francoforte e si qualifica ai playoff di Europa League. In avvio Dovbyk spreca da pochi passi, ci prova anche Saelemaekers. Bravo Svilar su Larsson. Palo di Mancini, la sblocca Angelino. Nella ripresa raddoppia il neoentrato Shomurodov.

Sconfitta indolore per la Lazio, 1-0 in Portogallo contro lo Sporting Braga. Nonostante la sua prima sconfitta in Europa League chiude al primo posto in classifica. Parte forte il Braga che trova la rete del vantaggio con Ricardo Horta. Nel primo tempo la Lazio fatica a rendersi pericolosa, il Braga gestisce anche nella ripresa. La squadra di Baroni ci prova nel finale con Isaksen e Dele Bashiru ma non basta. Agli ottavi rischio derby con la Roma

Sisma 2016, Barrese (Intesa Sp): ad Amatrice si recupera un simbolo

Roma, 30 gen. (askanews) – “E’ molto importante ripartire dai simboli ed Amatrice lo . Dimostra quanto dura la natura e difficile comunque la ricostruzione. Partire da un simbolo per dare alle persone anche uno stimolo e un ottimismo sul futuro lo abbiamo ritenuto un intervento importante e devo dire che in questo le istituzioni ci hanno aiutato”. Lo ha detto il responsabile divisione banca dei territori di Intesa San Paolo, Stefano Barrese, a margine della presentazione del protocollo di intesa per il recupero della chiesa San Francesco di Amatrice.

Quella avviata – ha aggiunto – ” una ottima dimostrazione di collaborazione con le istituzioni. Ci auguriamo di essere rapidi nella ricostruzione e questo secondo me pu essere un primo passo, sapendo quanto sia importante per Amatrice quella chiesa perch rappresenta un elemento anche di interesse turistico che, insieme ad altri, attirava in queste localit”. Quindi Barrese ha spiegato come l’Art Bonus, che ha contribuito al finanziamento per la chiesa di Amatrice, ” una storia di indubbio successo, un mondo con il quale si riesce a veicolare il risparmio privato su quanto si importante il patrimonio culturale del Paese”.

La morte di Marianne Faithfull, icona della "Swinging London"

Roma, 30 gen. (askanews) – E’ stata una leggenda della “swinging London” Marianne Faithfull, la cantante e attrice che se n’è andata oggi a 78 anni, dopo una vita sulla cresta dell’onda del successo, ma anche negli abissi della depressione.

Figlia di un professore di letteratura italiana e di un’artista proveniente da una delle famiglie più nobili dell’Europa centrale asburgica, i von Masoch che ebbero tra i più ambiguamente famosi quel Leopold von Sacher-Masoch a cui dobbiamo la parola “masochismo”, Faithfull ebbe i primi successi giovanissima, ancora 17enne.

Fu notata alla festa di lancio dei Rolling Stones dal produttore della band Andrew Loog Oldham. E proprio agli Stones è legata la prima parte della sua carriera. Mick Jagger e Keith Richards scrissero il su primo successo, “As Tears Go By”, nel 1964. Da lì fu il decollo.

Faithfull si sposò con l’artista John Dunbar, da cui ebbe il figlio Nicholas. Ma solo due anni dopo lo lasciò per Jagger, con cui ebbe una relazione estremamente mediatizzata fino al 1970. Con gli Stones, con Anita Pallemberg, fidanzata di Brian Jones e poi compagna di Keith Richards, divenne parte di un insieme di personalità che impressero il loro marchio sulla seconda metà degli anni ’60 a Londra. Nello stesso tempo, su loro, impresse un altrettanto pesante marchio il consumo di sostanze stupefacenti, in particolare la cocaina.

Quando ci fu una retata a casa di Richards, lei fu arrestata, era nuda sotto un tappeto di pelliccia. Fu massacrata dai media e non si mancò di ricordare il fatto che il suo antenato, barone Leopold von Sacher-Masoch, era stato autore del romanzo “La Venere in pelliccia”.

Dopo cinque album pubblicati con l’etichetta Decca, la sua carriera si interruppe bruscamente nel 1967. Ci vollero quasi dieci anni prima che ritrovasse lo studip di registrazione. In più, la fine della relazione con Jagger la fece precipitare nella depressione, anche con un tentativo di suicidio.

Quando uscì “Sticky Fingers” dei Rolling Stones, album che includeva “Sister Morphine”, canzone di cui lei era co-autrice, era probabilmente al punto più basso della sua carriera. Ci vollero anni prima che le venissero riconosciuti i diritti d’autore sul brano.

Persa la custodia di Nicholas, sprofondò nella disperazione. Nel 1971 registrò un album che venne pubblicato solo nel 1985. L’unica apparizione pubblica di quel periodo fu accanto a David Bowie, nel 1973, in uno show televisivo. Gli amici tentarono di aiutarla, invano. Nel 1975 pubblicò un album country che ebbe un discreto successo in Irlanda.

Fu nel 1979, finalmente, che tornò al successo con l’album “Broken English”. Seguì il trasferimento a New York nei primi anni ’80 e la disintossicazione. Nel 1985 collaborò a un album di cover di Kurt Weill. L’anno successivo, finalmente libera dall’eroina dopo 17 anni di dipendenza, registrò “Strange Weather”, album della rinascita.

Nel 1994 pubblicò la sua prima autobiografia e iniziò una relazione con il francese François Ravard, ex manager dei Téléphone, con cui rimase quindici anni. Lavorò con Angelo Badalamenti e interpretò “L’Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht a teatro. Nel XXI secolo collaborò con artisti come Beck, Damon Albarn, Jarvis Cocker e Étienne Daho, e con PJ Harvey e Nick Cave.

Attrice sin da giovane, esordì al cinema nel 1966 con “Made in USA” di Jean-Luc Godard. Recitò accanto ad Alain Delon in “La motocicletta” (1968) e apparve nel musical televisivo “Anna” con Jean-Claude Brialy e Anna Karina. Negli anni 2000 lavorò con Sofia Coppola (“Marie Antoinette”). Il suo ruolo più celebrato fu in “Irina Palm” (2007), dove interpretava una sessantenne costretta a prostituirsi per pagare le cure del nipote.

Il suo ultimo album s’intitola “Negative Capability”, ispirato dalla perdita di amici come Anita Pallenberg. La sua ultima apparizione pubblica, lo scorso 17 febbraio, era stata alla sfilata della maison di moda Chloé durante la Fashion Week di Parigi.

Sisma 2016, Intesa Sanpaolo: da Amatrice un esempio per l’Italia

Roma, 30 gen. (askanews) – “L’avvio del restauro della chiesa di San Francesco ad Amatrice ci mette di fronte alla possibilità di ragionare intorno all’importanza dell’Art Bonus, uno strumento innovativo che consente al sistema pubblico ed al sistema delle imprese private italiane o dei singoli cittadini di contribuire insieme alla ricostruzione, alla tutela, alla promozione del patrimonio culturale ed artistico del Paese. Intesa Sanpaolo insieme alle istituzioni nazionali e locali ricostruisce un simbolo di Amatrice, ma è un simbolo culturale ed artistico che da Amatrice parla a tutta l’Italia. Un esempio al quale guardare ed un esempio da replicare”. Lo ha detto Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, a margine della presentazione del programma di restauro e recupero della Basilica simbolo della città ferita dal terremoto del 2016.

L’iniziativa per la chiesa di San Francesco presentata oggi è il frutto del Protocollo d’Intesa tra il Ministero della Cultura, la Struttura Commissariale sisma 2016, il Comune di Amatrice e Intesa Sanpaolo, che prevede, proprio attraverso lo strumento dell’Art Bonus un’erogazione liberale da parte dell’istituto di credito. “L’importo complessivo destinato al progetto della Chiesa di San Francesco è pari a 13.296.236 milioni di euro, di cui 6.648.118 assegnati da Intesa Sanpaolo attraverso l’erogazione liberale”, è stato spiegato. La conclusione dei lavori per la Basilica è prevista a Giugno del 2027. Il responsabile della divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, ha spiegato che il protocollo siglato con il ministero della cultura e la struttura commissariale del Sisma 2016 è per l’istituto di credito “molto più che una sponsorizzazione”. E’ “uno dei molti interventi che abbiamo fatto da dopo il sisma 2016 per supportare un territorio al quale siamo legati, come lo siamo a tutta l’Italia”.

Barrese ha quindi aggiunto: “La banca ha una articolazione capillare, è di fatto presente, attraverso la banca dei territori che ne un elemento di forte riconoscimento. Dal primo momento siamo stati vicini alle persone. Voglio ricordare interventi importanti per complessivi 300 milioni e sottolineo la cancellazione dei mutui per le famiglie. Supporto ai ragazzi che hanno perso i genitori. Oggi c’è un ulteriore intervento significativo teso a valorizzare il legame con il Paese. Volevamo che fosse anche un investimento sul futuro. La chiesa di San Francesco è un simbolo. Ci siamo trovati insieme con il Governo nel voler dare un segnale di apertura per Amatrice verso il mondo”.

Va sottolineato che “l’Art Bonus muove le risorse del Paese. Sappiamo che abbiamo il risparmio più importante al mondo e ricordo anche il lavoro che con il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli, stiamo portando avanti, utilizzando lo strumento del sisma bonus. Ed anche lì sono 600 milioni di interventi che sono finalizzati alla ricostruzione”, ha detto ancora Barrese.

Il progetto di recupero, previsto per la chiesa di San Francesco ad Amatrice, si svilupperà attraverso un restauro conservativo e la ricomposizione degli elementi lapidei e architettonici, i quali devono essere, per quanto possibile, recuperati, assicurando nel contempo gli interventi di consolidamento indispensabili sia alla conservazione delle murature superstiti, sia a consentirne l’efficace inserimento della nuova compagine strutturale.

In considerazione del cronoprogramma della progettazione e dell’esecuzione dei lavori per la realizzazione dell’intervento, è stato previsto che l’elargizione liberale da parte di Intesa Sanpaolo al Comune di Amatrice venga erogata dall’istituto di credito in tre tranches, negli anni compresi tra il 2024 e il 2026 – si spiega – La prima di tali elargizioni, pari a euro 2.2 milioni di euro, è già avvenuta, dopo che il Comune ha comunicato l’avvenuto avvio delle attività di cantierizzazione della Chiesa di San Francesco.

Sisma 2016, Intesa Sanpaolo: da Amatrice un esempio per l’Italia

Roma, 30 gen. (askanews) – “L’avvio del restauro della chiesa di San Francesco ad Amatrice ci mette di fronte alla possibilità di ragionare intorno all’importanza dell’Art Bonus, uno strumento innovativo che consente al sistema pubblico ed al sistema delle imprese private italiane o dei singoli cittadini di contribuire insieme alla ricostruzione, alla tutela, alla promozione del patrimonio culturale ed artistico del Paese. Intesa Sanpaolo insieme alle istituzioni nazionali e locali ricostruisce un simbolo di Amatrice, ma è un simbolo culturale ed artistico che da Amatrice parla a tutta l’Italia. Un esempio al quale guardare ed un esempio da replicare”. Lo ha detto Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, a margine della presentazione del programma di restauro e recupero della Basilica simbolo della città ferita dal terremoto del 2016.

L’iniziativa per la chiesa di San Francesco presentata oggi è il frutto del Protocollo d’Intesa tra il Ministero della Cultura, la Struttura Commissariale sisma 2016, il Comune di Amatrice e Intesa Sanpaolo, che prevede, proprio attraverso lo strumento dell’Art Bonus un’erogazione liberale da parte dell’istituto di credito. “L’importo complessivo destinato al progetto della Chiesa di San Francesco è pari a 13.296.236 milioni di euro, di cui 6.648.118 assegnati da Intesa Sanpaolo attraverso l’erogazione liberale”, è stato spiegato. La conclusione dei lavori per la Basilica è prevista a Giugno del 2027.

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Almasri, Meloni all’attacco contro Lo Voi. Nel mirino anche la Cpi

Roma, 30 gen. (askanews) – Scontro totale all’interno, con un attacco frontale e fortissimo al procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, e in Europa, con accuse contro la Corte penale internazionale (e la Germania). E’ questa la linea data da Palazzo Chigi nel caso Almasri, con l’avviso di procedimento – non un avviso di garanzia – inviato, dopo la denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti, alla premier Giorgia Meloni, ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Tutti e quattro hanno nominato come legale Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, che ha difeso il vicepremier Matteo Salvini nel processo Open Arms a Palermo in cui proprio Lo Voi aveva inizialmente sostenuto l’accusa, prima del trasferimento nella Capitale.

La strategia messa in campo, sul fronte interno, è chiara. Da un lato è stata fatta slittare alla settimana prossima l’informativa del governo sui motivi del rilascio e del rimpatrio di Almasri (facendo infuriare le opposizioni), dall’altro è partito un attacco frontale contro Lo Voi. Prima è stata attivata una “batteria” di comunicati degli esponenti di Fdi in cui si adombra – neanche velatamente – che l’atto sarebbe una “vendetta giudiziaria” del magistrato dopo che da Palazzo Chigi (Mantovano) gli è stato tolto l’utilizzo del volo di Stato per rientrare a Palermo dalla Capitale. Poi è stata la stessa Meloni a intervenire, parlando in collegamento all’evento ‘La Ripartenza’ organizzato dal giornalista Nicola Porro a Milano.

Quello di Lo Voi – è l’accusa della presidente del Consiglio – non è un atto dovuto ma “chiaramente voluto: tutti sanno che le Procure in queste cose hanno la loro discrezionalità come del resto è dimostrato dalle numerosissime denunce che i cittadini hanno fatto contro le istituzioni e sulle quali si è deciso di non procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati”.

Vicenda, aggiunge, che le fa “cadere un po’ le braccia” perché ha fatto “73 ore di volo a gennaio” per costruire una “credibilità” dell’Italia e aprire opportunità economiche e poi “quegli stessi italiani che dovrebbero remare con te invece ti remano contro, smontando tutto il lavoro che fai” e facendo “un danno alla nazione”. Una cosa che “mi manda ai matti”. Sicuramente, garantisce, “non sono preoccupata e non sono neanche demoralizzata”. Certo, per lei, “ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. In pratica vogliono governare loro. Il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente”. E allora “se alcuni giudici vogliono governare, si candidino alle elezioni e governano”. Nel frattempo “agli italiani dico ancora una volta: finché ci siete voi ci sarò anche io. Non intendo mollare di un centimetro”.

Non c’è però solo un fronte interno in questa vicenda, ma anche uno esterno. La linea della premier, che sarà ribadita nelle informative in Parlamento, è che la tempistica con cui la Cpi ha chiesto l’arresto di Almasri sia ‘sospetta’ (Antonio Tajani la definisce “singolare”) perchè fatta solo quando è arrivato in Italia, dopo un lungo giro in vari Paesi europei. “Devono chiarire – aveva detto Meloni già sabato a Gedda – perchè la Procura della Corte ci ha messo mesi a spiccare il mandato di arresto ed è stato spiccato quando aveva già attraversato almeno 2-3 nazioni europee”. Dunque – è l’ipotesi accreditata – potrebbe essere stato un modo per mettere in difficoltà proprio l’Italia. E anche la Germania (Paese da cui è arrivato il generale libico) è sotto accusa, perchè avrebbe informato la Cpi della partenza di Almasri in direzione Italia. “Se i sospetti che gli 007 tedeschi abbiano tramato contro l’Italia per bloccarne l’ascesa fossero confermati, sarebbe un fatto gravissimo”, attacca Andrea Delmastro (Fdi), sottosegretario alla Giustizia, che chiede “un chiarimento immediato in Europa”.

Talk Agenda 2030: futuro delle imprese secondo FDC Consulting

Roma, 30 gen. – Valorizzare i temi chiave dell’Agenda 2030, portandoli all’attenzione del grande pubblico. con questo obiettivo che si svolto domenica 19 gennaio, presso la Geosfera di Piazza Castello a Torino, un evento talk al quale hanno preso parte esperti, istituzioni e aziende. Presente tra queste FDC Consulting Digital ESG, societ di consulenza ideata dall’imprenditore Francesco Di Ciommo, che ha raccolto le sfide ambientali e sociali odierne. Un’esperienza maturata sul campo che ha condotto il gruppo a offrire alle imprese un aiuto concreto verso un cambio di strategia virtuoso, per diventare sostenibili, creare valore e migliorare le proprie performance.

Santanché, processo Inps resta a Milano. La Russa prende distanze

Roma, 30 gen. (askanews) – Avrebbe potuto evitare di rispondere, sottraendosi alle domande. Avrebbe potuto dire che non cambiava niente. E invece Ignazio La Russa, “l’amico”, consegna ai giornalisti una frase che suona sempre di più come una presa di distanza da Daniela Santanché. La novità di giornata è l’attesa decisione della Cassazione di non accettare la richiesta di trasferimento da Milano a Roma del processo in cui la ministra del Turismo è accusata di truffa ai danni dell’Inps per l’uso della cassa integrazione durante il periodo Covid. Lo stesso procedimento per il quale la diretta interessata si è detta disponibile a un passo indietro rispetto al suo ruolo nel governo in caso di rinvio a giudizio, a differenza della determinazione a proseguire manifestata a più riprese dopo analoga decisione arrivata sul procedimento per falso in bilancio nella gestione di Visibilia.

Per il presidente del Senato, tuttavia, già il mancato spostamento “è un elemento di valutazione” che la ministra deve considerare rispetto all’opportunità o meno di rassegnare le sue dimissioni. Non è una frase neutra, anche se La Russa la butta lì come una osservazione fatta sul momento, spiegando di aver appreso da poco della notizia. Circostanza inverosimile giacché la decisione della Cassazione, anticipata sulle edizioni di questa mattina di Corriere della Sera e Stampa, aveva già fatto il giro di tutti i mezzi di informazione sin dalla prima mattina.

La più immediata conseguenza dello stop allo spostamento, infatti, è che l’iter non si allungherà come forse la ministra sperava. L’udienza preliminare riprenderà il 26 marzo ed è possibile che si concluda nell’arco di un mese circa. I tempi per un eventuale secondo rinvio a giudizio quindi si accorciano, con il rischio concreto di quello stillicidio continuo sui giornali che per prima la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, vuole evitare.

Molto prima di quella data, per il 10 febbraio, è calendarizzata la mozione di sfiducia verso Santanché presentata alla Camera dal M5s. Per questo tipo di votazioni è prevista la chiamata nominale, quindi non c’è il rischio di ritorsioni attraverso il voto segreto. E, tuttavia, quello è un appuntamento a cui Meloni e Fdi vorrebbero arrivare senza che sia ancora in corso un braccio di ferro. Anche per non doversi trovare in una imbarazzata difesa pubblica. E poi, come ricorda La Russa, “la storia” dice che le mozioni individuali “rafforzano” chi le subisce.

Il punto resta sempre che la premier non vuole chiedere alla ministra di farsi da parte (come Santanchè insiste a chiedere). Di certo, come ha già spiegato, non vuole mettere in stretta correlazione l’opportunità delle dimissioni con le decisioni dei giudici. A maggior ragione nella fase di tensione con la magistratura scaturita sul caso Almrasi.

La via d’uscita, neanche troppo velatamente suggerita a Santanché, è quella di abbracciare l’idea che potrebbe affrontare più serenamente le vicende giudiziarie che la riguardano se non dovesse anche gestire tutti gli impegni legati al suo ruolo di governo.

Ma c’è anche un tema tutto interno a Fratelli d’Italia che in larga parte ha mal digerito, per usare un eufemismo, l’intervista della ministra – smentita ma di fatto confermata dalla diffusione delle registrazioni – in cui rispondeva con un sonoro ‘chi se ne frega’ alle critiche avanzate all’interno del suo stesso partito. E’ molto probabile, secondo quanto viene riferito, che la ministra si ritrovi insieme ai vertici di Fdi sabato prossimo. Per le 10, infatti, è convocata una Direzione nazionale alla quale Santanché sembra intenzionata a partecipare (e forse anche a intervenire). Una riunione alla quale, all’ultimo minuto, deciderà se partecipare – in presenza o con un collegamento video – anche Giorgia Meloni.

Libia, Meloni all’attacco contro Lo Voi, nel mirino anche la Cpi

Roma, 30 gen. (askanews) – Scontro totale all’interno, con un attacco frontale e fortissimo al procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, e in Europa, con accuse contro la Corte penale internazionale (e la Germania). E’ questa la linea data da Palazzo Chigi nel caso Almasri, con l’avviso di procedimento – non un avviso di garanzia – inviato, dopo la denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti, alla premier Giorgia Meloni, ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Tutti e quattro hanno nominato come legale Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, che ha difeso il vicepremier Matteo Salvini nel processo Open Arms a Palermo in cui proprio Lo Voi aveva inizialmente sostenuto l’accusa, prima del trasferimento nella Capitale.

La strategia messa in campo, sul fronte interno, è chiara. Da un lato è stata fatta slittare alla settimana prossima l’informativa del governo sui motivi del rilascio e del rimpatrio di Almasri (facendo infuriare le opposizioni), dall’altro è partito un attacco frontale contro Lo Voi. Prima è stata attivata una “batteria” di comunicati degli esponenti di Fdi in cui si adombra – neanche velatamente – che l’atto sarebbe una “vendetta giudiziaria” del magistrato dopo che da Palazzo Chigi (Mantovano) gli è stato tolto l’utilizzo del volo di Stato per rientrare a Palermo dalla Capitale. Poi è stata la stessa Meloni a intervenire, parlando in collegamento all’evento ‘La Ripartenza’ organizzato dal giornalista Nicola Porro a Milano.

Quello di Lo Voi – è l’accusa della presidente del Consiglio – non è un atto dovuto ma “chiaramente voluto: tutti sanno che le Procure in queste cose hanno la loro discrezionalità come del resto è dimostrato dalle numerosissime denunce che i cittadini hanno fatto contro le istituzioni e sulle quali si è deciso di non procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati”.

Vicenda, aggiunge, che le fa “cadere un po’ le braccia” perché ha fatto “73 ore di volo a gennaio” per costruire una “credibilità” dell’Italia e aprire opportunità economiche e poi “quegli stessi italiani che dovrebbero remare con te invece ti remano contro, smontando tutto il lavoro che fai” e facendo “un danno alla nazione”. Una cosa che “mi manda ai matti”. Sicuramente, garantisce, “non sono preoccupata e non sono neanche demoralizzata”. Certo, per lei, “ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. In pratica vogliono governare loro. Il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente”. E allora “se alcuni giudici vogliono governare, si candidino alle elezioni e governano”. Nel frattempo “agli italiani dico ancora una volta: finché ci siete voi ci sarò anche io. Non intendo mollare di un centimetro”.

Non c’è però solo un fronte interno in questa vicenda, ma anche uno esterno. La linea della premier, che sarà ribadita nelle informative in Parlamento, è che la tempistica con cui la Cpi ha chiesto l’arresto di Almasri sia ‘sospetta’ (Antonio Tajani la definisce “singolare”) perchè fatta solo quando è arrivato in Italia, dopo un lungo giro in vari Paesi europei. “Devono chiarire – aveva detto Meloni già sabato a Gedda – perchè la Procura della Corte ci ha messo mesi a spiccare il mandato di arresto ed è stato spiccato quando aveva già attraversato almeno 2-3 nazioni europee”. Dunque – è l’ipotesi accreditata – potrebbe essere stato un modo per mettere in difficoltà proprio l’Italia. E anche la Germania (Paese da cui è arrivato il generale libico) è sotto accusa, perchè avrebbe informato la Cpi della partenza di Almasri in direzione Italia. “Se i sospetti che gli 007 tedeschi abbiano tramato contro l’Italia per bloccarne l’ascesa fossero confermati, sarebbe un fatto gravissimo”, attacca Andrea Delmastro (Fdi), sottosegretario alla Giustizia, che chiede “un chiarimento immediato in Europa”.

Libia, Schlein: Meloni spieghi in Parlamento, non sui social

Roma, 30 gen. (askanews) – “Della vicenda Almasri, un trafficante di esseri umani, un torturatore che il governo ha liberato e riaccompagnato a casa, Giorgia Meloni dovrebbe riferire al Paese nelle sedi istituzionali e non ai propri follower. E invece oggi, come ieri, Meloni continua ad attaccare i giudici e a fare dirette sui canali social”. Lo afferma la segretaria Pd Elly Schlein.

Aggiunge Schlein: “Il Parlamento, non Instagram, è il luogo in cui le opposizioni hanno chiesto alla Presidente del Consiglio di chiarire il suo operato, ma continua a evitarlo, a scappare”.

M.O., rilasciati Morgantini e giornalista del Sole24Ore

Roma, 30 gen. (askanews) – Sono stati rilasciati dalla polizia israeliana Luisa Morgantini, 84 anni, ex vicepresidente dell’Europarlamento e nota attivista italiana, e il giornalista del Sole 24ore Roberto Bongiorni, fermati stamane a Tuba (a sud di Hebron), perché sarebbero entrati in una “zona militare”.

Entrambi sono stati portati alla stazione di polizia della colonia di Kiryat Arba per essere poi rilasciati anche grazie all’intervento della ambasciata d’Italia a Tel Aviv e del Consolato a Gerusalemme. È quanto si apprende dalla Farnesina.

Governo, Meloni: noi per rispetto regole e credibilità istituzioni

Roma, 30 gen. (askanews) – “Noi abbiamo scelto di scrivere un’altra storia, che è una storia di rispetto delle regole, di rispetto dei ruoli, una storia di credibilità delle istituzioni, una storia di orgoglio e di libertà per le persone per bene di questa nazione e forse per questo non siamo graditi perché quando le persone perbene che in Italia sono la maggioranza saranno libere e orgogliose e allora non ci sarà più spazio per le corporazioni, per i gruppi di potere, per i privilegi dei pochi sulla pelle dei molti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in collegamento a “La ripartenza” di Nicola Porro.

“E io penso – ha aggiunto Meloni – che questa battaglia alla fine valga ogni sacrificio possibile. Quindi agli italiani dico ancora una volta, finché ci siete voi ci sarò anche io. Non intendo mollare di un centimetro, almeno fino a quando saprò che la maggioranza degli italiani è con me”.

I Marlene Kuntz live con l’orchestra diretta da Rodrigo D’Erasmo

Milano, 30 gen. (askanews) – Dopo il grande successo dello scorso anno per i festeggiamenti dei 30 anni del loro disco d’esordio Catartica, che ha visto la band protagonista del Catartica Tour un tour trionfale in Italia e in Europa, i Marlene Kuntz annunciano il loro ritorno sul palco con un progetto senza precedenti: Marlene Kuntz con orchestra.

La band porterà in scena il proprio repertorio musicale con il prestigioso accompagnamento di un’orchestra sinfonica, ma non una qualsiasi: sarà infatti la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, una delle istituzioni musicali più importanti d’Italia, a unirsi ai Marlene Kuntz. A dirigere l’orchestra ci sarà Rodrigo D’Erasmo, musicista e direttore d’orchestra di straordinario talento, che aggiungerà il suo tocco unico e visionario a questo progetto.

Questi appuntamenti sono un evento esclusivo e irripetibile, in cui i brani più celebri della band – autentiche pietre miliari del rock italiano – saranno impreziositi da nuove sonorità grazie agli arrangiamenti orchestrali, per dare vita a uno spettacolo che segnerà un nuovo capitolo nella storia del rock italiano.

Sarà un viaggio musicale emozionante e inedito, dove la potenza e l’intensità dell’anima rock dei Marlene Kuntz si fonderanno con la maestosità e la raffinatezza dell’orchestra sinfonica in un’esperienza artistica che celebra l’unicità e l’eccellenza.

Ecco i tre appuntamenti da segnare in calendario, a cura di Kashmir Music:

7 maggio – Milano, Teatro Repower 1 luglio – Padova, Sherwood Festival 4 luglio – Firenze, Anfiteatro Delle Cascine Ernesto de Pascale Biglietti disponibili da venerdì 31 gennaio ore 12.00: bit.ly/MarleneKuntz-Orchestra “Dopo l’incredibile sbornia elettrica presa col Catartica tour, nel quale abbiamo scoperto quanta energia fisica e mentale sia ancora a nostra disposizione, sono particolarmente eccitato all’idea di intraprendere questo viaggio con l’orchestra, che rappresenterà per moltissimi aspetti un contraltare eclatante ed eccitante rispetto alle bordate puramente elettriche di tutta la stagione 2024 – commenta Cristiano Godano. L’idea del concerto con orchestra riveste per noi una fascinazione speciale: non si tratterà di appiccicare alle proprie composizioni originali un suono estraneo che le colori ammorbidendole, ma di inserire, intrecciandoli alle partiture originali, note e timbri nuovi, per andare verso un’atmosfera fascinosa e reinventata. Il pubblico, messo a contatto coi nostri pezzi più noti mescolati a scelte meno ricorrenti e adattissime a questa rielaborazione, verrà catapultato all’interno di un mondo peculiare, ne verrà avvolto, inglobato, rapito, perché le caratteristiche di alcuni nostri pezzi sono perfette per accogliere il trattamento di un’orchestra che si spingerà in territori in bilico fra correttezza e azzardo. La scelta della direzione artistica di Rodrigo d’Erasmo è volta a ottenere infatti questo risultato: ottenere un mix equilibrato fra l’approccio ortodosso e quello sperimentatore, fra la tradizione del rock e la inclassificabilità di zone musicali indistinte. Con l’intensità nostra tipica a farla da padrone per il godimento del nostro affezionato pubblico e della curiosità di chi vorrà scoprirci.”

La Bce taglia ancora i tassi e segnala che la riduzione proseguirà

Roma, 30 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente tagliato di 25 punti base i tassi di interesse per l’area euro: con cui quello che di fatto resta il riferimento chiave – il tasso sui depositi parcheggiati dalle banche commerciali presso la stessa Bce – scende dal 3% al 2,75%. E la presidente Christine Lagarde ha lanciato un segnale piuttosto esplicito sul fatto che la manovra di rimozione del freno monetario non è conclusa. Sui tassi “siamo ancora in territorio restrittivo e oggi – ha affermato nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo – sarebbe prematuro discutere il punto al quale dovremo fermarci”.

La presidente quindi non si è sbilanciata su quale potrebbe essere il punto di cauta. Le attese prevalenti tra gli analisti spaziano tra il 2,25% e l’1,75%, da raggiungere tra giugno e luglio. Intanto oggi la Bce ha effettuato la quinta riduzione da quando, nel giugno dello scorso anno, ha invertito la rotta e avviato i tagli. Precedentemente, tra il luglio del 2022 e il settembre del 2023, aveva aggressivamente inasprito l’intonazione monetaria, alzando i tassi di 4,50 punti percentuali complessivi in risposta all’elevata inflazione.

Con la nuova riduzione di oggi “abbiamo tagliato complessivamente i tassi di 125 punti base rispetto al picco. Alla riunione di oggi non si è discusso se questa decisione fosse appropriata o no: è stata unanime”, ha precisato Lagarde. E l’ipotesi di un taglio più consistente non è stata proposta (a differenza di quanto avvenuto nel precedente direttorio).

La decisione è in linea con le attese dominanti e avviene mentre l’istituzione monetaria si trova ad operare in un contesto di economia in peggioramento: proprio oggi Eurostat ha riportato che nel quarto trimestre la crescita economica dell’area euro è rimasta al palo, con un Pil invariato rispetto ai tre mesi precedenti.

Questo spinge la Banca centrale verso una ammorbidimento della linea. All’opposto l’inflazione spinge verso l’inasprimento e tassi più alti. Negli ultimi mesi il caro vita medio dell’eurozona è leggermente risalito, tornando a 2,4% a dicembre a fronte di un obiettivo della Bce che vorrebbe l’inflazione al 2%. Tuttavia, in precedenza, l’istituzione ha detto di attendersi che torni ad attenuarsi nel corso dell’anno per convergere verso il valore auspicato.

E questo scenario di aspettative è stato confermato. “Il processo disinflazionistico è ben avviato”, ha detto Lagarde, che peraltro ha rimarcato come “molti indicatori di fondo” segnalino che l’inflazione “si attesterà al nostro valore obiettivo in maniera sostenibile”.

Un altro elemento che frena economia e prezzi è dovuto al fatto che nell’area euro se i redditi reali sono ampiamente tornati ai livelli precedenti al Covid, non così è avvenuto per investimenti e consumi delle famiglie, dato che queste ultime continuano a risparmiare più che in precedenza. “Speriamo che se la fiducia viene ripristinata, specialmente riguardo a ansie e incertezze sugli sviluppi in Europa, i consumatori tornino a ripristinare i loro precedenti livelli di consumi e investimenti”, ha detto la presidente.

Specialmente per l’Europa, la debolezza della fiducia appare in ampia misura collegata al persistere della guerra tra Russia e Ucraina, eventuali sviluppi incoraggianti su questo versante potrebbero quindi favorire risalite anche di consumi e investimenti.

Lagarde ha cercato di evitare di sbilanciarsi a fare commenti sul ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, su cui in passato aveva espresso valutazioni decisamente negative. Su un aspetto tuttavia, le criptovalute su cui la nuova amministrazione Usa appare chiaramente favorevole, ha lanciato un messaggio abbastanza esplicito, escludendo che Bce e Eurosistema delle banche centrali si mettano ad acquistare Bitcoin. E’ ampiamente condivisa la valutazione sul fatto che “le riserve debbano essere liquide, sicure e non coinvolte in attività come il riciclaggio. Questo – ha spiegato Lagarde – mi rende fiduciosa che (Bitcoin e criptopasset) non entreranno a far parte delle riserve”. (di Roberto Vozzi). (Fonte immagine: ECB 2025).

Meloni: alcuni giudici vogliono governare, ma così sistema crolla

Roma, 30 gen. (askanews) – “Ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. In pratica vogliono governare loro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in collegamento a “La ripartenza” di Nicola Porro.

“Solo che c’è un problema – ha sottolineato la premier -, e il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa, se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente. Nessun potere al mondo in uno stato democratico funziona così, i contrappesi servono a questo e la magistratura svolge un ruolo fondamentale nella nostra democrazia. È una colonna portante della nostra Repubblica, solo che nessun edificio regge su una colonna sola. Quando un potere dello Stato pensa di poter fare a meno degli altri, il sistema crolla, non può tenere”.

M.O., Morgantini e un giornalista del Sole24Ore fermati vicino Hebron

Roma, 30 gen. (askanews) – L’ex vicepresidente del Parlamento europeo e attivista italiana, Luisa Morgantini, è stata fermata dalla polizia israeliana a Tuba, a sud di Hebron, con l’accusa di essere entrata in una “zona militare”. Analogamente, a quanto si apprende, è stato fermato anche il giornalista del Sole 24 Ore, Roberto Bongiorni, che era con lei.

Morgantini e Bongiorni sono stati trasferiti alla stazione di polizia della colonia di Kiryat Arba. Secondo fonti diplomatiche, l’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato a Gerusalemme sono già intervenuti per chiederne un pronto rilascio.

Libia, Meloni: atto di Lo Voi era chiaramente voluto

Roma, 30 gen. (askanews) – L’atto del procuratore di Roma Lo Voi sul caso Almasri “era chiaramente voluto: tutti sanno che le Procure hanno discrezionalità, ci sono numerosissime denunce contro le istituzioni e viene deciso di non procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati, pensiamo all’epoca del Covid”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Nicola Porro all’evento ‘La Ripartenza’. Poi ha detto che “ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. In pratica vogliono governare loro”.  “Solo che c’è un problema – ha sottolineato la premier -, e il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa, se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente. Nessun potere al mondo in uno stato democratico funziona così, i contrappesi servono a questo e la magistratura svolge un ruolo fondamentale nella nostra democrazia. È una colonna portante della nostra Repubblica, solo che nessun edificio regge su una colonna sola. Quando un potere dello Stato pensa di poter fare a meno degli altri, il sistema crolla, non può tenere”.

Obesit e rischio cardiovascolare, Fipc: stili vita corretti

Roma, 30 gen. – possibile misurare la salute del cuore e stimare il rischio di sviluppare malattie legate a sovrappeso e obesit? Basta un metro da sarto. Misurare la circonferenza vita significa certificare la quantit di grasso addominale viscerale, che un indicatore predittivo rispetto allo sviluppo di patologie cardio metaboliche. L’obesit una malattia complessa e multifattoriale e la sua gestione richiede un approccio multidimensionale. Il primo passo rappresentato dalla prevenzione attraverso uno stile di vita sano. Tuttavia, quando ci risulta insufficiente o non del tutto efficace, possibile ricorrere anche alla terapia farmacologica e, in casi selezionati, alla chirurgia bariatrica. E questo il messaggio della campagna nazionale “Per un cuore sano conta, ogni centimetro”, presentata dalla Fondazione Italiana per il Cuore con il patrocinio del Ministero della Salute.

“Questa campagna sull’obesit un altro punto importante, a dimostrazione proprio del ruolo storico che la Fondazione Italiana per il Cuore ha nel campo della prevenzione cardio-cerebrovascolare”, spiega Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore.

Non una semplice campagna educativa, ma un progetto ambizioso che offre strumenti pratici che verranno diffusi trasversalmente e che si protrarr durante tutto l’anno, passando alla Giornata Mondiale dell’Obesit di marzo fino alla Giornata Mondiale dei Cuore di settembre.

Per il Ministro della Salute Orazio Schillaci, “contrastare l’obesit significa agire su uno dei principali fattori di rischio per molte malattie croniche, incluse quelle cardio metaboliche. La prevenzione l’alleata pi efficace in questa battaglia”. “Il Ministero della Salute – continua il Ministro nel suo messaggio di saluto – costantemente impegnato a promuovere iniziative per diffondere l’importanza di stili di vita sani. Una dieta equilibrata e un’attivit fisica regolare, ad esempio. Non sono soltanto raccomandazioni – conclude – ma strumenti concreti che possono fare la differenza nella vita di milioni di persone”.

“Da parte del Ministero la consapevolezza che questa rappresenta una grande sfida e momenti come quelli di oggi rappresentano un’opportunit, un confronto, un dialogo. Far partire una campagna di comunicazione su questi temi rappresenta un grande valore aggiunto”, sottolinea Andrea Costa, Esperto PNRR – Missione 6 per il Ministero della Salute e gi Sottosegretario alla Salute.

L’iniziativa, sostenuta grazie al contributo non condizionante di Novo Nordisk, GVM Care & Research, Zentiva e Daiichi Sankyo, si avvale del sostegno di ben 18 societ scientifiche e associazioni di pazienti.

“Vogliamo cambiare il modo in cui il mondo vede, percepisce, tratta e previene l’obesit. Lo facciamo con il nostro impegno civile, in sinergia con le istituzioni. Oggi siamo qui al Ministero della Sanit per lanciare questa campagna, ne siamo onorati”, evidenzia Alfredo Galletti, Corporate Vice President & General Manager – Novo Nordisk Italia.

Un oggetto che racconta un processo: il fascino degli storyboard

Milano, 30 gen. (askanews) – Un’indagine sul processo creativo che è alla base dei film, così come di performance e coreografie, ma anche una riflessione sul “grado zero”, come direbbe Roland Barthes, della costruzione culturale visiva. Osservatorio di Fondazione Prada a Milano ospita la mostra “A Kinf of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”. Un’esposizione dedicata agli schizzi e ai disegni che preparano poi l’opera finale.

“Penso che gli storyboard – ha detto la curatrice Melissa Harris ad askanews – rappresentino la collaborazione al livello più meravigliosamente umano. Mostrano come qualcuno può avere un’idea e renderla dal punto di vista visuale, la trasforma in una sorta di linguaggio per condividerla con le altre persone coinvolte in un progetto più ampio”.

La mostra, affascinante anche per un pubblico più esteso rispetto a quello che normalmente frequenta l’Osservatorio, presenta, per esempio, gli storyboard di capolavori della Disney come “Fantasia” o “Biancaneve”, ma anche di “Alla ricerca di Nemo”; c’è la scena della doccia in “Psycho” di Alfred Hitchcock, così come i bozzetti per “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin. Ma anche gli schemi per le coreografie di Merce Cunningham e le performance di Joan Jonas. E, restando nell’ambito dell’arte contemporanea, i disegni-scultura di Matthew Barney per “Cremaster 1”.

“Sono documenti molto importanti – ha aggiunto la curatrice – perché mostrano i diversi modi nei quali funziona la mente e come si passa da un’immagine mentale a una immagine vera e propria, in modi differenti e con tecniche differenti. Non importa con quale strumento si lavori, ma amo la celebrazione dell’immaginazione, e per me gli storyboard rappresentano questo: il dietro le quinte di un prodotto finale che noi conosciamo, ma non sappiamo come ci si è arrivati. Ci mostrano l’idea originale e il modo in cui si è poi evoluta, perché gli storyboard sono anche degli strumenti per risolvere i problemi”.

Per quanto estremamente affascinanti, gli storyboard sono destinati all’uso, alla replicazione, sono fasi di una lavorazione, oggetti quindi, ma anche strumenti a loro modo astratti, che devono dare forma alle idee. “Questa è una mostra sul processo creativo – ha concluso Melissa Harris -. Quando l’ho proposta non sapevamo come sarebbe diventata: non ci sono opere d’arte nel senso classico di sculture o dipinti. Sono oggetti, ma anche non lo sono, ci sono elementi tangibili, ma parliamo anche di qualcosa di esperienziale, qualcosa che cambia, qualcosa che è pensiero e visione messa in pratica”.

Per la mostra è stato realizzato dall’artista Pablo Buratti anche uno storyboard dedicato, che accoglie i visitatori all’ingresso dello spazio espositivo e racconta anche l’Osservatorio.

Mattarella (silente) inaugura la Scuola dei magistrati, Nordio assente

Scandicci (Fi), 30 gen. (askanews) – “Auguri, buon lavoro”. Sono le uniche parole pubbliche che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronuncia dopo un’ora e un quarto di cerimonia alla Scuola superiore della magistratura. Le rivolge ai magistrati ordinari in tirocinio, che alla sua uscita dalla bella villa di Castelpulci che domina le colline e la piana industriale tra Scandicci e Lastra a Signa, quasi gli tendono un agguato per salutarlo, per ringraziarlo, per applaudirlo. Perchè è “dal suo alto insegnamento – ricorda la presidente della scuola Silvana Sciarra – che la magistratura italiana ha sempre tratto vigore ed energia nell’interpretare il proprio ruolo, incardinato nella Costituzione repubblicana e nello Stato di diritto”.

Quali possano essere le preoccupazioni di Mattarella davanti allo scontro, sempre più gravido di conseguenze e di tensioni, tra il potere esecutivo e la magistratura si può immaginare. Il clima è tale che, a differenza del passato, non c’è a fianco del capo dello Stato, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, e non c’è alcun esponente del governo a presenziare all’avvio dei corsi per i magistrati. L’assenza del Guardasigilli pesa in modo particolare, nel pieno della bufera sulla vicenda Almasri che coinvolge la premier Giorgia Meloni, lo stesso Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottogretario Alfredo Mantovano. Il ministro della Giustizia e il vice presidente del Csm – Fabio Pinelli è presente e interviene con un discorso davanti a Mattarella – collaborano infatti in maniera diretta con la Scuola che riceve da loro le linee guida per la formazione delle future toghe. Non solo. Sette membri su dodici del Comitato direttivo della scuola sono nominati dal Csm e cinque dal ministero di via Arenula. Insomma, il rapporto è stretto.

Insieme a Mattarella nella mattinata in Toscana ci sono, invece, due donne giunte ai massimi vertici della magistratura e sta a loro esporre pubblicamente preoccupazioni per il deterioramento dei rapporti tra istituzioni. E’ la prima presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano ad auspicare “un clima rinnovato, improntato al rispetto reciproco tra le varie istituzioni dello Stato, a pacatezza, equilibrio, disponibilità effettiva ad ascoltare le ragioni altrui”. L’ex presidente della Consulta Silvana Sciarra, poi, ricorda che la giurisdizione è “bene comune di lunga durata” mentre il vice presidente del Csm Fabio Pinelli sottolinea che un magistrato “non cerca consenso politico e sociale ma grazie alla sua imparzialità si dimostra autorevole e ha la fiducia di tutti i cittadini”.

Mattarella – che scelse proprio l’occasione dell’inaugurazione dei corsi dei magistrati per una delle sue prime uscite, nel 2015 – ascolta attentamente le relazioni, saluta le sindache di Scandicci e di Firenze, Claudia Sereni e Sara Funaro, ma non tiene un discorso a differenza di quanto accaduto in occasioni analoghe a Castelpulci nel 2019 e nel 2021. Nel 2022, poi, in occasione del decennale della Scuola superiore della magistratura, Mattarella accolse al Quirinale i giovani magistrati e tutto lo staff della Scuola e tenne un lungo discorso nel quale, tra le altre cose, avvertì che “laddove la magistratura non ha garantita una sufficiente indipendenza dagli altri poteri la democrazia risulta gravemente incrinata, se non vanificata”.

Mattarella (silente) inaugura la Scuola dei magistrati, Nordio assente

Scandicci (Fi), 30 gen. (askanews) – “Auguri, buon lavoro”. Sono le uniche parole pubbliche che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronuncia dopo un’ora e un quarto di cerimonia alla Scuola superiore della magistratura. Le rivolge ai magistrati ordinari in tirocinio, che alla sua uscita dalla bella villa di Castelpulci che domina le colline e la piana industriale tra Scandicci e Lastra a Signa, quasi gli tendono un agguato per salutarlo, per ringraziarlo, per applaudirlo. Perchè è “dal suo alto insegnamento – ricorda la presidente della scuola Silvana Sciarra – che la magistratura italiana ha sempre tratto vigore ed energia nell’interpretare il proprio ruolo, incardinato nella Costituzione repubblicana e nello Stato di diritto”.

Quali possano essere le preoccupazioni di Mattarella davanti allo scontro, sempre più gravido di conseguenze e di tensioni, tra il potere esecutivo e la magistratura si può immaginare. Il clima è tale che, a differenza del passato, non c’è a fianco del capo dello Stato, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, e non c’è alcun esponente del governo a presenziare all’avvio dei corsi per i magistrati. L’assenza del Guardasigilli pesa in modo particolare, nel pieno della bufera sulla vicenda Almasri che coinvolge la premier Giorgia Meloni, lo stesso Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottogretario Alfredo Mantovano. Il ministro della Giustizia e il vice presidente del Csm – Fabio Pinelli è presente e interviene con un discorso davanti a Mattarella – collaborano infatti in maniera diretta con la Scuola che riceve da loro le linee guida per la formazione delle future toghe. Non solo. Sette membri su dodici del Comitato direttivo della scuola sono nominati dal Csm e cinque dal ministero di via Arenula. Insomma, il rapporto è stretto.

Insieme a Mattarella nella mattinata in Toscana ci sono, invece, due donne giunte ai massimi vertici della magistratura e sta a loro esporre pubblicamente preoccupazioni per il deterioramento dei rapporti tra istituzioni. E’ la prima presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano ad auspicare “un clima rinnovato, improntato al rispetto reciproco tra le varie istituzioni dello Stato, a pacatezza, equilibrio, disponibilità effettiva ad ascoltare le ragioni altrui”. L’ex presidente della Consulta Silvana Sciarra, poi, ricorda che la giurisdizione è “bene comune di lunga durata” mentre il vice presidente del Csm Fabio Pinelli sottolinea che un magistrato “non cerca consenso politico e sociale ma grazie alla sua imparzialità si dimostra autorevole e ha la fiducia di tutti i cittadini”.

Mattarella – che scelse proprio l’occasione dell’inaugurazione dei corsi dei magistrati per una delle sue prime uscite, nel 2015 – ascolta attentamente le relazioni, saluta le sindache di Scandicci e di Firenze, Claudia Sereni e Sara Funaro, ma non tiene un discorso a differenza di quanto accaduto in occasioni analoghe a Castelpulci nel 2019 e nel 2021. Nel 2022, poi, in occasione del decennale della Scuola superiore della magistratura, Mattarella accolse al Quirinale i giovani magistrati e tutto lo staff della Scuola e tenne un lungo discorso nel quale, tra le altre cose, avvertì che “laddove la magistratura non ha garantita una sufficiente indipendenza dagli altri poteri la democrazia risulta gravemente incrinata, se non vanificata”.

I Giochi olimpici giovanili invernali del 2028 si terrano in Italia

Milano, 30 gen. (askanews) – Le Alpi italiane ospiteranno i prossimi Giochi Olimpici Giovanili Invernali (Yog), dal 15 al 29 gennaio 2028, con la candidatura diffusa Dolomiti Valtellina. Lo hanno deciso i membri del Cio durante la 143a sessione a Losanna. Sarà la quinta edizione degli Yog invernali. Le gare si svolgeranno solo in sedi esistenti in tre cluster in Valtellina, Trentino e Cortina, tornando ad alcuni degli iconici impianti sportivi che saranno utilizzati per i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Sette delle 11 sedi proposte saranno state utilizzate nel 2026. Il programma comprende tutti e sette gli sport olimpici invernali: biathlon, bob, curling, hockey su ghiaccio, slittino, pattinaggio e sci.

Il progetto è guidato dal Coni, dalle Regioni Veneto e Lombardia e dalla Provincia Autonoma di Trento, con il sostegno del Governo, ed è in linea con i piani a lungo termine per aumentare la crescita delle politiche regionali come destinazione per gli sport invernali. La delegazione italiana a Losanna era composta dal presidente del Coni e membro del Cio Giovanni Malagò; dal ministro dello sport e della gioventù Andrea Abodi; dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana; dal presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti; dall’assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Veneto Cristiano Corazzari e dai campioni olimpici Diana Bianchedi e Antonio Rossi.

Il Presidente del Cio Thomas Bach, si legge in una nota, ha dichiarato: “L’elezione di Dolomiti Valtellina 2028 è un’espressione della fiducia del Cio nella capacità dell’Italia di offrire eventi di sport invernali eccezionali e di livello mondiale. Il movimento olimpico e le regioni ospitanti sono già entusiaste su Milano Cortina 2026, a poco più di un anno dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. La notizia di oggi significa che l’entusiasmo si estenderà fino alla fine del decennio e i benefici per le comunità locali continueranno”.

Dolomiti Valtellina 2028 sarà possibile, ha sottolineato Abodi, grazie alla piena collaborazione tra Governo, Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia autonoma di Trento e Coni. “L’organizzazione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali metterà ulteriormente in risalto le infrastrutture realizzate da Simico – Società Infrastrutture Milano Cortina, lasciando ulteriori eredità positive in termini di impianti sportivi, programmi educativi e iniziative sociali, che continueranno a generare un buon impatto oltre la chiusura dei Giochi Olimpici Giovanili 2028”.

C’è stata una presentazione di Karl Stoss, membro del Cio e presidente della Future Host Commission per i Giochi Olimpici Invernali, l’organismo del Cio responsabile del monitoraggio e dell’analisi dell’interesse per ospitare i Giochi Olimpici Invernali e i Giochi Olimpici Giovanili Invernali, che prodotto il rapporto del Cio sulle Dolomiti Valtellina 2028. “Dolomiti Valtellina 2028 consoliderà l’impatto di Milano Cortina 2026 e si baserà ulteriormente sui programmi legacy per responsabilizzare i giovani atleti e i leader civici”, ha affermato. “La Commissione ha riscontrato che la visione per i Giochi Olimpici Giovanili è pienamente allineata con i piani regionali a lungo termine, le politiche per la gioventù, lo sport e l’istruzione e gli obiettivi dell’Agenda Olimpica 2020 e 2020+5”.

Il Papa: vicino alle persone colpite dalla tragedia di Washington

Roma, 30 gen. (askanews) – Papa Francesco ha inviato al presidente Usa Donald Trump un telegramma di cordoglio per le vittime dell’incidente aereo avvenuto oggi a Washington.

“Dopo aver appreso dell’incidente aereo avvenuto nei pressi dell’Aeroporto nazionale di Washington Ronald Reagan, esprimo la mia vicinanza spirituale a tutte le persone colpite da questa tragedia”, si legge.

“Nell’affidare le anime dei defunti all’amorevole misericordia di Dio onnipotente, porgo le mie più sentite condoglianze alle famiglie che ora stanno piangendo la perdita di una persona cara. Prego anche per coloro che sono coinvolti negli sforzi di recupero e invoco su tutta la nazione le benedizioni divine di consolazione e forza”, conclude Bergoglio.

Bitcoin, Lagarde esclude acquisti da parte di Bce e Eurosistema

Roma, 30 gen. (askanews) – La presidente della Bce esclude che l’istituzione e l’Eurosistema delle banche centrali si mettano ad acquistare Bitcoin o altri cripto asset. Tra le banche centrali è ampiamente condivisa la valutazione sul fatto che “le riserve debbano essere liquide, sicure e non coinvolte in attività come il riciclaggio. Questo – ha spiegato Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo – mi rende fiduciosa che (Bitcoin e criptopasset) non entreranno a far parte delle riserve”. (fonte immagine: ECB 2025).

Lagarde: prematuro discutere oggi quando ci fermeremo su tagli tassi

Roma, 30 gen. (askanews) – Sui tassi di interesse alla Bce “siamo ancora in territorio restrittivo e oggi sarebbe prematuro discutere il punto al quale dovremo fermarci” sui tagli. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Con la nuova riduzione da 0,25 punti percentuali operata oggi “abbiamo tagliato complessivamente i tassi di 125 punti base rispetto al picco. Alla riunione di oggi non si è discusso se questa decisione fosse appropriata o no: è stata unanime”, ha aggiunto. L’ipotesi di un taglio dei tassi più consistente oggi non sonio state evocate, ha riferito, a differenza di quanto avvenuto nel precedente direttorio. (fonte immagine: ECB 2025).

Terna lancia Innovation Zone a Tunisi:rafforza alleanza con Paese

Tunisi, 30 gen. (askanews) – Arriva in Tunisia il nuovo Terna Innovation Zone, il primo hub di innovazione in Africa gestito da Terna, la societ italiana della rete elettrica ad alta tensione. Dopo quello di San Francisco in California, quello di Tunisi il secondo Innovation Zone di Terna a livello globale. Il progetto rafforza il partenariato strategico tra Italia e Tunisia, nell’ambito degli obiettivi del Piano Mattei. Il Terna Innovation Zone promuovere l’innovazione tecnologica nel settore energetico tunisino e favorisce lo sviluppo di competenze per la transizione energetica.

L’iniziativa stata illustrata a Tunisi da Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato e Direttore generale di Terna, insieme a Faycel Tarifa, Presidente e Direttore Generale di Steg, la societ tunisina dell’elettricit e del gas. All’incontro anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato Terna: “Rafforzando il partenariato tra tra Italia e Tunisia, il Terna Innovation Zone qui a Tunisi ha l’obiettivo di divenire un catalizzatore per l’innovazione e il rafforzamento delle competenze nel settore energetico e tecnologico per i due Paesi. Si inserisce nel pi ampio contesto del piano Mattei come iniziativa abilitante e sinergica rispetto al cosiddetto progetto Elmed che connetter per la prima volta i sistemi elettrici di Europa e Nordafrica”.

L’iniziativa infatti legata al grande progetto infrastrutturale Elmed, la prima interconnessione elettrica tra Europa e Africa, con la realizzazione di un cavo sottomarino di circa 200 km tra l’Italia e la Tunisia. L’infrastruttura sar realizzata da Terna e Steg, e garantir una maggiore integrazione di energia prodotta da fonti rinnovabili con ponte energetico in mare tra i due continenti.

Il Terna Innovation Zone offrir opportunit concrete alle start up tunisine che potranno avvalersi del know how del gruppo italiano: programmi di open innovation e di accelerazione con accesso alle risorse del network globale di Terna. La prima iniziativa gi a febbraio con una “call for startup” e, a seguire, l’avvio di un programma di scaling dedicato alle startup tunisine innovative pi promettenti nei settori della transizione energetica e digitale. Accanto a questo importante anche la formazione di ingegneri e tecnici in campo energetico, anche attraverso la collaborazione fra Terna e le universit locali.

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica: “Tunisia Italia sono fondamentali, talmente fondamentali che parliamo naturalmente di una linea Tunisia-Italia quindi di corrente continua ma talmente fondamentale che c’ questo impegno di Terna con la societ tunisina per sviluppare un mondo di innovazione, di formazione e di coinvolgimento. un modello che il modello del piano Mattei, quello dell’integrazione tra le due realt”.

Ue, Meloni sente Scholz: focus difesa e finanziamento investimenti

Roma, 30 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in vista del Vertice informale sulla difesa europea del prossimo 3 febbraio.

Al centro del colloquio, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “lo sviluppo delle capacità di difesa europea e il rafforzamento della competitività del settore industriale della difesa. Sono state inoltre discusse possibili modalità di finanziamento degli investimenti necessari”.

Nel 2024, più 67% di vittime civili nel mondo

Roma, 30 gen. (askanews) – Il primo febbraio si celebra la Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo. Il dato fornito dall’Associazione Nazionale Vittime Civili nel mondo è impressionate: le vittime civili dei conflitti in corso sono il 67% in più ispetto all’anno precedente. Comuni, Regioni ed istituzioni si illuminano di blu per chiedere il rispetto del diritto internazionale umanitario

Il 1° febbraio si celebra la Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, istituita con la Legge 25 gennaio 2017 n. 9. Una ricorrenza che ha lo scopo di commemorare le vittime civili di tutte le guerre e di sensibilizzare sull’impatto umanitario dei conflitti di oggi sulle popolazioni coinvolte. Giunta alla sua ottava edizione, la Giornata vede, di anno in anno, la crescente partecipazione dei Comuni italiani, grazie al protocollo d’intesa siglato tra ANCI e l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. Nella sera del 1° febbraio i municipi e i monumenti di oltre 300 Comuni si illumineranno di blu aderendo, con questo gesto simbolico, alla campagna “Stop alle bombe sui civili”. L’iniziativa coinvolge anche le istituzioni centrali, tra cui Palazzo Chigi, Camera, Senato e i principali Ministeri, e dall’edizione precedente anche numerose Regioni.

Michele Vigne, Presidente Nazionale dell’ANVCG e vittima civile di guerra, ha dichiarato: “Le vittime civili di guerra italiane chiedono incessantemente il rispetto del diritto internazionale umanitario affinché, con la sua reale applicazione, possa svolgere la funzione per cui è stato concepito: evitare la sofferenza delle popolazioni civili durante i conflitti”. Vigne ha proseguito, evidenziando il tragico aumento delle vittime civili: “Nel 2024 le vittime civili causate da armi esplosive sono aumentate del 67% rispetto all’anno precedente, una crescita vertiginosa che ci impone di pretendere il reale rispetto ed applicazione del diritto internazionale affinché si proteggano le vite, le case, le scuole e gli ospedali.” L’aumento delle vittime civili nel 2024 La situazione globale è drammatica: l’uso delle armi esplosive nelle aree popolate in guerra ha causato un aumento del 67% delle vittime civili nel 2024 rispetto al 2023, con un totale di 61.353 morti e feriti. I civili uccisi sono aumentati del 51%, passando da 16.635 nel 2023 a 25.116 nel 2024, mentre i feriti sono aumentati dell’81%, da 20.005 a 36.237. Le statistiche mostrano che gli attacchi aerei, che causano il 64% delle vittime civili, sono aumentati del 104% rispetto all’anno precedente. In particolare, l’uso di bombe sganciate via aerea ha registrato un aumento del 355%, soprattutto in Ucraina e Myanmar. Negli ultimi dieci anni, la letalità degli attacchi aerei è aumentata in modo vertiginoso, con un incremento del 1.143% delle vittime civili causate da questi bombardamenti.

Paesi più colpiti e l’impatto globale Nel 2024, ci sono state 31 le guerre e almeno 23 situazioni di crisi. Le armi esplosive hanno colpito 69 Paesi nelle aree popolate. Gaza ha registrato da sola il 39% del totale delle vittime civili a livello globale nel 2024, seguita dall’Ucraina, dal Libano, dal Sudan e dal Myanmar.

L’evento di celebrazione a Palazzo Vecchio Le celebrazioni ufficiali della Giornata si terranno il 31 gennaio alle 10.30 a Palazzo Vecchio a Firenze. Sul palco del salone dei Cinquecento si terrà la premiazione dei vincitori del concorso scolastico nazionale in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, intitolato: “1945: la guerra è finita! Le gravose eredità che guerre e conflitti lasciano alla popolazione civile”, a cui hanno partecipato oltre 1100 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado da tutta Italia.

Saranno inoltre presentate le iniziative con Anci e la tredicesima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, annuario aggiornato delle guerre contemporanee, cui l’ANVCG collabora attraverso “L’Osservatorio”, il proprio centro di ricerca internazionale sulle vittime civili dei conflitti.

La Bce taglia nuovamente il tasso guida di 0,25 punti, al 2,75%

Roma, 30 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente tagliato i tassi di interesse per tutta l’area euro, nella misura di 0,25 punti percentuali. Quello che di fatto resta il riferimento chiave – il tasso sui depositi parcheggiati dalle banche commerciali presso la stessa Bce – scende così dal 3% al 2,75%, minimo dal febbraio del 2023 (quando era al 2,50%).

Il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento cala al 2,90%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali cala 3,15%.

La decisione è in linea con le attese dominanti e avviene mentre l’istituzione monetaria si trova ad operare in un contesto di economia in peggioramento: proprio oggi Eurostat ha riportato che nel quarto trimestre la crescita economica dell’area euro è rimasta al palo, con un Pil invariato rispetto ai tre mesi precedenti.

Questo spinge la Banca centrale verso una ammorbidimento della linea. Quella di oggi è la quinta riduzione al costo del danaro da quando, nel giugno dello scorso anno, la Bce ha invertito la rotta, dopo che tra il luglio del 2022 e settembre del 2023 aveva aggressivamente inasprito la linea, alzando i tassi di 4,50 punti percentuali complessivi in risposta alla elevata inflazione.

E proprio guardando all’inflazione, negli ultimi mesi è leggermente risalita, tornando a 2,4% a dicembre a fronte di un obiettivo della Bce che la vorrebbe al 2%. Tuttavia, in precedenza, l’istituzione ha detto di attendersi che torni ad attenuarsi nel corso dell’anno per convergere verso il valore auspicato. “Il processo disinflazionistico è ben avviato – ribadisce la comunicazione diffusa al termine del Consiglio direttivo -. L’inflazione ha continuato a evolvere sostanzialmente in linea con le proiezioni dei nostri esperti e dovrebbe tornare all’obiettivo nel corso dell’anno”.

Ora l’attenzione si sposta sulle considerazioni che la presidente Christine Lagarde vorrà offrire, nella consueta conferenza stampa esplicativa.

Bce taglia nuovamente il tasso guida di 0,25 punti, al 2,75%

Roma, 30 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente tagliato i tassi di interesse per tutta l’area euro, nella misura di 0,25 punti percentuali. Quello che di fatto resta il riferimento chiave – il tasso sui depositi parcheggiati dalle banche commerciali presso la stessa Bce – scende così dal 3% al 2,75%, minimo dal febbraio del 2023 (quando era al 2,50%).

Il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento cala al 2,90%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali cala 3,15%.

La decisione è in linea con le attese dominanti e avviene mentre l’istituzione monetaria si trova ad operare in un contesto di economia in peggioramento: proprio oggi Eurostat ha riportato che nel quarto trimestre la crescita economica dell’area euro è rimasta al palo, con un Pil invariato rispetto ai tre mesi precedenti.

Questo spinge la Banca centrale verso una ammorbidimento della linea. Quella di oggi è la quinta riduzione al costo del danaro da quando, nel giugno dello scorso anno, la Bce ha invertito la rotta, dopo che tra il luglio del 2022 e settembre del 2023 aveva aggressivamente inasprito la linea, alzando i tassi di 4,50 punti percentuali complessivi in risposta alla elevata inflazione.

E proprio guardando all’inflazione, negli ultimi mesi è leggermente risalita, tornando a 2,4% a dicembre a fronte di un obiettivo della Bce che la vorrebbe al 2%. Tuttavia, in precedenza, l’istituzione ha detto di attendersi che torni ad attenuarsi nel corso dell’anno per convergere verso il valore auspicato. “Il processo disinflazionistico è ben avviato – ribadisce la comunicazione diffusa al termine del Consiglio direttivo -. L’inflazione ha continuato a evolvere sostanzialmente in linea con le proiezioni dei nostri esperti e dovrebbe tornare all’obiettivo nel corso dell’anno”.

Ora l’attenzione si sposta sulle considerazioni che la presidente Christine Lagarde vorrà offrire, nella consueta conferenza stampa esplicativa.

Milano, torna Book Pride: libri per danzare sull’orlo del mondo

Milano, 30 gen. (askanews) – Torna a Milano Book Pride, la Fiera Nazionale dell’editoria indipendente. Si terrà dal 21 al 23 marzo presso il Superstudio Maxi (Via Moncucco 35, Milano – Metropolitana Linea M2 Famagosta) la IX edizione della manifestazione letteraria organizzata in collaborazione con il Comune di Milano, che, in questo 2025, entra a far parte dei progetti del Salone Internazionale del Libro di Torino. Un cambiamento volto a dare solidità e costruire nuove forme di visibilità per la piccola e media editoria, in un evento che, con orgoglio, rivendica la qualità e la cura tipica di questo settore.

“Con il Salone del Libro stiamo lavorando con entusiasmo a questo nuovo capitolo di Book Pride – commenta Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino, la Città del Libro – L’obiettivo è avere un contatto ancora più stretto con tutta l’editoria indipendente, per sostenerla in questa fase delicata e costruire insieme un progetto rinnovato. Questa edizione è per noi l’inizio di un percorso di risanamento, ma soprattutto di rilancio” Per l’edizione 2025 di Book Pride, che vede il coordinamento editoriale di Francesca Mancini e la rinnovata curatela di Marco Amerighi e Laura Pezzino, il tema scelto è Danzare sull’orlo del mondo.

Una danza che è gesto semplice e primordiale, come quella narrata dalla scrittrice americana Ursula K. Le Guin, fatta di rinnovamento e creazione, ballata al margine delle cose, sull’orlo del mondo. In un tempo storico dove sono assenti risposte ed equilibrio, la letteratura può rappresentare una base solida sulla quale muoversi e nella quale ritrovarsi. Se nell’edizione passata, la frase che ci ha guidato era Cosa vogliamo, cercando tra le pagine i temi per immaginare un mondo nel quale ci sarebbe piaciuto vivere, ora è il momento di capire come prendercene cura. Per farlo ci affideremo a un atto artistico, che è movimento dei corpi, rituale di guarigione, grido collettivo ed esercizio di equilibrio, con la volontà di uscire da sé ed entrare in relazione con il passo e il ritmo degli altri.

“Raramente ci siamo sentiti così confusi e persi come in questo ultimo anno. Nei momenti di crisi dell’umanità servono altre parole. È per questo che abbiamo bisogno di credere nell’arte. La letteratura, la musica, la danza, il teatro, la pittura, ci insegnano il potere del silenzio, della riflessione e dell’incontro. Ci ricordano che la vita si costruisce insieme, per tracciare nuove strade tra le macerie e provare a costruire il mondo che verrà” hanno dichiarato Francesca Mancini, Laura Pezzino e Marco Amerighi.

In una fiera che vuole essere specchio dell’editoria indipendente e che ne riflette tutti i settori, tornano a Book Pride anche i focus e le sezioni speciali dedicate ai comparti d’eccellenza dell’editoria indipendente italiana, come la sezione Book Comics, le attività per i lettori più giovani di Book Young e Book YA e gli appuntamenti per gli appassionati delle discipline e delle storie sportive del programma Book Sport.

Tra le novità di quest’anno un grande e rinnovato spazio esterno. L’area all’aperto del Superstudio Maxi diventerà il luogo ideale per incontri e confronti accessibili a tutti coloro che vorranno prendere parola e dar vita a talk tematici. Un’occasione per creare sempre più momenti di dialogo sui temi della manifestazione e dar vita a reading e voci libere.

Tanti dunque gli ospiti che dall’Italia e dal mondo arriveranno al Superstudio Maxi per le tre giornate della fiera. Da una intellettuale poliedrica come Concita De Gregorio, che ci restituirà il ritratto dell’attivista messicana Chávez Castillo, ispiratrice del movimento Non una di meno, e autrice della raccolta di poesie “Prima tempesta” (Edizioni Sur) di cui De Gregorio è stata traduttrice, al giornalista Francesco Costa, che terrà un incontro dedicato all’informazione nella giornata di apertura. Di femminismi parleremo in un confronto generazionale tra Luciana Castellina e Giulia Siviero, autrici rispettivamente de “La scoperta del mondo” e “Fare femminismo” (Nottetempo edizioni). Con Daria Bignardi e Luca Misculin, si affronterà il tema della privazione della libertà; Violetta Bellocchio terrà un reading affondando la questione della violenza di genere e la trasformazione del dolore in una lotta per riprendere il controllo del proprio io (Emons Edizioni). Grandi ospiti anche dal panorama letterario internazionale come l’attesissimo francese, vincitore del Prix Goncourt, Mathias Enard che, a partire dal suo nuovo romanzo “Disertare” (Edizioni e/o), ci condurrà in una riflessione sulle improbabili equazioni dei conflitti. A Book Pride anche Fatma Aydemir, autrice curdo-tedesca di “Tutti i nostri segreti” (Fazi Editore), il romanzo che racconta la storia di una famiglia curda emigrata in Germania e intrappolata tra passato e presente; l’americana Alice Robb che, con il memoir “Non pensare, cara” (66thand2nd), si interroga sul significato della danza classica nella società contemporanea. E ancora, la francese Phoebe Hadjimarkos Clarke, autrice di “Aliena” (Edizioni Atlantide) un libro che, con il filtro della fantascienza rurale, ha dato vita a un grande romanzo sociale dei nostri tempi.

In occasione dei 250 anni dalla nascita di Jane Austen, la studiosa Liliana Rampello e la scrittrice Carolina Capria faranno una rilettura moderna delle opere della scrittrice britannica mostrandoci come i suoi testi siano ancora oggi uno strumento per interpretare il mondo che viviamo. Questi solo alcuni dei molti nomi che comporranno il vasto programma dell’edizione 2025 di Book Pride Milano.

Tornano anche le storie di sport, quelle dedicate alle nuove generazioni di lettori e lettrici e agli amanti del mondo del fumetto con le speciali sezioni proposte da Book Pride. Tra queste Book Young e YA che si animerà – oltre che con l’esclusiva selezione di novità editoriali scelta per i lettori in fiera dalle migliori Librerie Indipendenti Milanesi – di incontri, laboratori e letture ad alta voce dedicati a bambini e bambine che visiteranno la fiera con le scuole e con le loro famiglie. Una capsula del programma sarà dedicata anche ai narratori sportivi: atleti e atlete che hanno fatto la storia delle competizioni agonistiche e di cui si parlerà negli incontri del programma Book Sport. Infine, anche uno spazio dedicato alla nona arte con Book Comics, che ospiterà i titoli e gli autori che meglio rappresentano l’editoria indipendente a fumetti. Al mondo dei balloon saranno rivolte presentazioni, tavole rotonde e workshop che guarderanno al fumetto come una forma di linguaggio, andando oltre il concetto di genere letterario.

Libia, Tajani: procuratore Lo Voi non ha fatto interesse Italia

Roma, 30 gen. (askanews) – “Il problema è la scelta di un magistrato di iscrivere nel registro degli indagati del Tribunale dei ministri” la premier Giorgia Meloni, i ministri Piantedosi e Nordio e il sottosegretario Mantovano “per una vicenda dove c’era la possibilità” di fare altrimenti. “Non è un atto dovuto, lui aveva discrezionalità, quindi c’è una scelta, mi auguro non legata ad altre vicende, frutto di una richiesta di un avvocato che era stato al governo di centrosinistra e che fa parte di uno schieramento di opposizione”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al termine di una conferenza stampa di Forza Italia alla Camera, a una domanda sull’atto inviato dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi sulla vicenda dell’arresto e della successiva espulsione del cittadino libico Osama Almasri.

“Voglio ricordare, e lo dico da ministro degli Esteri – ha proseguito Tajani – che iniziative come queste non danno dell’Italia un’immagine positiva, quindi un servitore dello Stato, prima di fare delle scelte a mio giudizio più che azzardate, deve pensare se la sua scelta, visto che non è un atto dovuto, fa o meno l’interesse dell’Italia. Questa scelta secondo me non fa l’interesse dell’Italia”.

La Corte europea dei diritti umani condanna l’Italia per la terra dei fuochi

Bruxelles, 30 gen. (askanews) – La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha emesso oggi una sentenza su un caso che riguarda la cosiddetta “Terra dei fuochi”, in Campania, in cui ha concluso che lo stato italiano non ha fatto tutto quello che sarebbe stato necessario per proteggere il diritto alla vita degli abitanti della zona, e in particolare delle persone che hanno presentato il ricorso oggetto del verdetto (cinque associazioni e 41 individui).

Il caso (denominato “Cannavacciuolo e altri”) riguarda lo scarico, l’interramento o la combustione di rifiuti, anche pericolosi, in terreni privati, spesso effettuati da gruppi criminali organizzati, nelle provincie di Caserta e Napoli (90 comuni) note come “Terra dei Fuochi”, dove vivono circa 2,9 milioni di persone. Nella zona sono stati registrati incrementi di tassi di cancro nella popolazione e di inquinamento delle falde acquifere.

La Corte ha stabilito, all’unanimità, che vi è stata da parte dell’Italia una violazione dell’articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, perché lo Stato, nonostante fosse a conoscenza della vicenda in questione da molti anni, non è riuscito a gestire una situazione così grave con la diligenza e la rapidità richieste, in particolare nel valutare il problema, impedirne il proseguimento e avvertire il pubblico interessato.

Sempre all’unanimità, applicando l’articolo 46 della Convenzione (forza vincolante ed esecuzione delle sentenze), la Corte ha stabilito che l’Italia dovrà elaborare entro due anni una strategia globale per affrontare la situazione della “Terra dei Fuochi”, istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente e stabilire una piattaforma di informazione per il pubblico.

Sanremo, Clara: il festival storia e adrenalina ma non ho aspettative

Milano, 30 gen. (askanews) – Clara si esibir in gara alla 75 edizione del Festival di Sanremo con l’inedito “Febbre”, tornasul palco del teatro Ariston un anno dopo il successo ottenuto con “Diamanti Grezzi”. “Febbre”, prodotto da Dardust, parla di emozioni e sentimenti contrastanti che avvengono dentro di noi quando si insegue qualcosa, che sia un sogno o semplicemente il percorso della vita, Clara racconta cos la genesi del pezzo.

“Febbre nata da un colloquio tra me e me allo specchio, se dobbiamo dirla in un’immagine, pi precisamente tra me quelle che sono le emozioni che possiamo provare durante le nostre giornate con il conoscerci meglio o in determinate situazioni in cui ti senti un buon pesce fuor d’acqua o magari poi ti senti invincibile. E l’accettare in qualsiasi sia la situazione brutta o bella che sia il sentimento che si prova. Musicalmente la cosa che mi piace di pi di febbre la prima volta che l’avevo finita registrare, non mi piaceva perch una canzone che avevamo abbiamo creato tante linee melodiche di diversi generi differenti ed Dardust e mio fratello mi hanno detto fidati, fidati non fermarti dal primo ascolto super sperimentale e mi ha portato a me fuori dalla mia comfort zone questa una cosa molto importante ha delle sonorit molto urban nelle strofe quasi rap e poi con gli archi e ha quindi delle linee molto pi aperte, per poi andare serratissima nel ritornello”.

Clara ha debutto al Festival nel 2024 con “Diamanti Grezzi”, in seguito alla vittoria di Sanremo Giovani 2023 con “Boulevard”, per lei Sanremo significa tante cose.

“Sicuramente mi ricorda la mia infanzia perch da quando sono nata ad adesso non c’ un anno che passato senza sentir parlare di Sanremo e quindi qualcosa sicuramente di storico, quindi mi viene in mente storia come parola. Per quanto riguarda l’anno scorso mi viene in mente adrenalina, perch ero carichissima, ma non sapevo cosa m’aspettava. Se ripensavo l’anno scorso mi veniva un po’ da sorridere, perch ho vinto Sarremo Giovani e dopo due mesi ero sul Parco dell’Ariston quasi ignara di quello che significasse. Non ho aspettative, cerco di non crearmele, perch ogni volta che nella mia vita, anche nelle relazioni personali, le ho create, le cose sono andate male. Quindi non ne ho. Paure? Non ho paura, sicuramente ho la consapevolezza che sto andando l con un bagaglio di esperienze pi grande dell’anno scorso e con una conoscenza del palco pi ampia” ha concluso Clara.

Nella serata di venerd 14 febbraio, dedicata alle cover, Clara si esibir sulle note della hit internazionale “The sound of silence”, accompagnata dal trio italiano pi famoso al mondo, Il Volo. “The sound of silence”, canzone amata da intere generazioni, permetter a Clara di mostrare un lato della sua voce e della propria personalit differente.

Von der Leyen: il 5 marzo presenteremo un piano d’azione per l’auto

Milano, 30 gen. (askanews) – La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il prossimo 5 marzo presenterà un piano strategico per il comparto auto europeo. “L’industria automobilistica europea si trova in un momento cruciale e siamo consapevoli delle sfide che deve affrontare – ha detto in occasione dell’avvio del Dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica europea – Per questo motivo stiamo agendo rapidamente per affrontarle. La domanda fondamentale a cui dobbiamo rispondere insieme è cosa ci manca ancora per liberare la forza innovativa delle nostre aziende e garantire un settore automobilistico solido e sostenibile”.

“La giornata di oggi segna l’inizio di un dialogo che ci aiuterà ad affrontare i cambiamenti futuri – ha proseguito – Il risultato di questo dialogo sarà un Piano d’azione completo, che presenteremo il 5 marzo. Questo piano d’azione traccerà un percorso chiaro per garantire che la nostra industria possa prosperare in Europa e competere con successo sulla scena mondiale”.

Pinelli: magistrato non cerca consenso politico ma imparzialità

Scandicci (Fi), 30 gen. (askanews) – Quello della magistratura “è un potere che deve essere sentito innanzitutto come un dovere”, “ancora di più in questo difficile transito epocale denso di trasformazioni che riguardano la società”. Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, parlando davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella all’inaugurazione dei corsi della Scuola superiore della magistratura a Castelpulci, in provincia di Firenze.

Pinelli ha insistito sul fatto che “l’imparzialità è costitutiva dell’essere magistrati, fondamentale” perché “tutti siano uguali davanti alla legge”. Il vero magistrato, ha spiegato il numero due dell’organo di autogoverno delle toghe, è “un magistrato che non cerchi consenso politico e sociale ma che grazie alla sua imparzialità si dimostri autorevole e abbia la fiducia di tutti i cittadini”.

La complessità del mondo attuale “ha accresciuto l’esposizione politico-istituzionale della magistratura per i margini teorici di incertezza che caratterizzano la sua azione di risoluzione dei conflitti”, “un’esposizione comunque nociva, proprio perché mette a rischio la percezione di imparzialità della magistratura e la conseguente fiducia che in essa si deve nutrire”, ha detto ancora Pinelli.

“Una esposizione – dovuta principalmente alle trasformazioni del diritto, più che a singole e contingenti deviazioni – che deve essere superata e che può superarsi solo attraverso strumenti di riduzione della complessità. Tutto ciò impone l’acquisizione non solo di una ancor più solida preparazione tecnico giuridica, ma anche di un’accresciuta consapevolezza critica del ruolo e degli effetti del proprio agire” ha concluso Pinelli.

Cassano: mi auguro clima di rispetto reciproco tra istituzioni

Scandicci (Fi), 30 gen. (askanews) – “Mi auguro che questo patrimonio comune di valori, oggetto di approfondimento grazie all’opera sapiente e attenta della Scuola della magistratura, possa essere condiviso in un clima rinnovato, improntato al rispetto reciproco tra le varie istituzioni dello Stato, a pacatezza, equilibrio, disponibilità effettiva ad ascoltare le ragioni altrui”. Lo ha detto Margherita Cassano, prima presidente della Corte di Cassazione, intervenendo alla cerimonia per l’inaugurazione dei corsi della Scuola superiore della magistratura a Castelpulci, in provincia di Firenze, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Covid, Iss: senza il lockdown l’ondata sarebbe stata disastrosa

Roma, 30 gen. (askanews) – Mettere l’Italia in lockdown nel marzo 2020 per l’epidemia Covid “è stato estremamente importante per contenere l’epidemia” e la decisione “si è tradotta in un notevole abbattimento dei ricoveri in terapia intensiva, che erano già in sofferenza. Su quell’ondata che alla fine ha provocato 50-60mila morti in più, se non avessimo preso questa misura sarebbe stata probabilmente abbastanza disastrosa”. Così Patrizio Pezzotti, direttore del reparto di Epidemiologia dell’Iss, ascoltato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.

“In tutte le regioni prima dell’8 marzo – ha ricordato il dirigente citando studi scientifici prodotti poi dall’Iss – la trasmissibilità, il famoso R0, era pari a 3 e con il lockdown in due settimane è scesa sotto 1, il numero chiave che serve per contenere l’epidemia. Se non avessimo chiuso, la trasmissibilità che al Nord così elevata in 2 settimane avrebbe raggiunto quei livelli al Centro-Sud”.

Lo studio citato da Pezzotti, ha rimarcato Anna Teresa Palamara, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss, “ha subito un processo di peer review e i dati sono questi. Poi che possano essere oggetto di revisione e discussione, la prima qualità di scienziato è avere una mente aperta: se qualcuno dovesse contestarli, li riesamineremo. Nessuno vuole essere ideologicamente da una parte o dall’altra”.

“Con la Svezia, che all’inizio non ha applicato il lockdown, c’è una differenza di densità di popolazione. In tutte le crisi ci sono errori, situazioni che possono essere riviste, affrontate in modo frettoloso. Degli errori sul campo esistono, l’importante è poterli esaminare e poterli eventualmente correggere”, ha concluso Palamara.

Bei, nel 2024 in Italia investiti 11 mld per crescita sostenibile

Roma, 30 gen. (askanews) – Nel 2024, il gruppo Banca europea per gli investimenti (Bei) ha confermato il proprio impegno a sostegno della crescita sostenibile e dell’innovazione in Italia, con 99 operazioni e investimenti per 10,98 miliardi di euro, pari allo 0,5% del Pil. Con un comunicato, l’istituzione afferma che queste operazioni hanno contribuito ad attivare investimenti nell’economia reale per circa 37 miliardi di euro, equivalenti all’1,7% del Pil.

Le attività svolte sono state illustrate oggi dalla vicepresidente della Bei, Gelsomina Vigliotti, nel corso di una conferenza stampa a Roma, presso lo Spazio Europa.

Sostenere il settore pubblico e quello privato, ha spiegato, aiuta ad affrontare le sfide della transizione ecologica, della sicurezza energetica e della digitalizzazione.

“Il Gruppo Bei ha da sempre ricoperto un ruolo strategico nel sostenere l’economia italiana, finanziando progetti infrastrutturali cruciali, catalizzando risorse e supportando le amministrazioni locali nei loro investimenti. Nel corso dell’ultimo anno – ha detto Gigliotti – abbiamo riaffermato il nostro impegno, contribuendo in modo significativo ad accelerare il cambiamento verso un futuro più resiliente, prospero e innovativo”.

“Il nostro intervento non si limita al sostegno finanziario, ma si traduce in un contributo concreto alla sostenibilità ambientale, all’autonomia energetica, alla competitivita e alla trastormazione digitale – ha aggiunto Gigliotti – in linea con le priorità dell’Italia e dell’Unione Europea”.

La proposta di Colturazione arriva in Parlamento

Roma, 30 gen. – Colturazione ha presentato, ufficialmente, alla Camera dei deputati la propria petizione per una revisione costituzionale in materia di salute e offerta sanitaria. La proposta di riforma costituzionale mira a inserire la salute nell’art 1 della Costituzione e a riformare il Titolo V per superare le disuguaglianze sanitarie tra Nord e Sud. Ad agosto scorso, il testo della proposta stato ufficialmente depositato alla Camera dei Deputati e il 10 settembre ne stata data lettura nell’Aula di Montecitorio, assegnandolo successivamente alla Commissione Affari Costituzionali per il relativo iter di esame. A moderare l’evento la giornalista Sabrina Cavezza, mentre i saluti istituzionali sono stati affidati all’onorevole Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari Costituzionali, che ha sottolineato l’importanza di un dialogo su una tematica di cos grande impatto per il Paese.

“Diciamo che in generale il tema della sanit un tema che divenuto centrale nel dibattito politico nazionale. L’offerta sanitaria, soprattutto le disparit di trattamento e l’offerta sanitaria fra le varie regioni d’Italia impongono una riflessione e una diversa, come dire, organizzazione della nostra sanit”.

Una missione degna di grande coraggio come ha spiegato Francesco Schittulli, senologo, chirurgo oncologo e co-primo firmatario della petizione.

“L’obiettivo quello di rendere davvero la sanit universale, cio garantire a tutti i cittadini di tutte le regioni lo stesso servizio, le stesse prestazioni e la stessa qualit. Questo purtroppo da un quinquennio a questa parte non accade dalla pandemia Covid e di quindi la necessit davvero di far s che vi sia un unico responsabile per quanto riguarda la salute degli italiani e cio il governo, il ministro della salute e non 20 presidenti di regione in maniera disomogenea, difforme l’uno dall’altro”.

Non sono mancati gli interventi dei coordinatori regionali, provinciali e cittadini del movimento, tra cui Antonio Lattanzio, Morena Luchetti, Antonio Squarcella, Luca Conserva, Giulietta Marangi e Mary Lenti, che hanno offerto un’interessante prospettiva territoriale sull’iniziativa. Colturazione a detta del suo ideatore Angelo Lucarella, si conferma promotore di un dibattito culturale e politico sulla salute, con l’ambizione di tracciare una strada verso una riforma costituzionale capace di rispondere alle sfide del mondo moderno nel totale rispetto del diritto alla salute.

“Il Movimento Culturazione propone l’inserimento della salute all’interno dell’articolo 1 della nostra Costituzione italiana tanto perch la salute possa diventare un elemento complementare al diritto al lavoro.

In questa ottica nuova noi ci proponiamo e proponiamo alle istituzioni di interessarsi a una nuova metodologia delle dinamiche di scelta pubblica partendo dall’aspetto normativo”.

Un progetto nato per contribuire alla ripartenza del Paese nel segno della cultura, cercando di richiamare l’attivit sociale al valore delle persone e delle cose affinch le disparit sanitarie regionali possano essere superate il prima possibile.

Aereo precipitato in Usa, Trump: l’incidente andava evitato

Roma, 30 gen. (askanews) – L’incidente avvenuto all’aeroporto Ronald Reagan di Washington, dove un aereo di linea è precipitato dopo una collisione con un elicottero militare “avrebbe dovuto essere evitato”: lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo profilo di Truth Social.

“Perché la torre di controllo non ha detto all’elicottero che cosa doveva fare invece di chiedere se aveva visto l’aereo: sembra una situazione che avrebbe dovuto essere evitata. Non va bene”, ha concluso Trump.

Cnn: almeno 20 statunitensi dispersi in combattimento in Ucraina

Roma, 30 gen. (askanews) – Oltre una ventina di cittadini statunitensi sono dati per dispersi in combattimento in Ucraina: è quanto riporta la Cnn in seguito a un’inchiesta sulla presenza degli americani nelle file dell’esercito ucraino.

Secondo quanto riferito dalla Cnn almeno cinque corpi dei caduti non sono ancora stati recuperati, e negli ultimi sei mesi il numero delle perdite è aumentato in modo significativo dopo che Kiev ha aumentato il ricorso ai “foreign fighters” per colmare i vuoti nei ranghi del proprio esercito.

Rilasciata a Jabalia la soldata israeliana Agam Berger

Roma, 30 gen. (askanews) – Le forze armate israeliane hanno confermato la consegna agli operatori della Croce Rossa Internazionale di Agam Berger, una dei tre ostaggi detenuti da Hamas la cui liberazione è stata fissata per oggi.

Il rilascio della diciannovenne soldata è avvenuto nel campo profughi di Jabalia, nel Nord della Striscia di Gaza. Il rilascio è stato ripreso in video e vede la soldata uscire dalle macerie di un edificio accompagnata da uomini armati e dal volto coperto, poi viene fatta salire su un palco da dove saluta. Indossa una uniforme militare. Secondo fonti media il palco allestito per la sua liberazione è stato montato di fronte a quella che era stata la casa di Sinwar.

Mediobanca: patto si riunirà il 19 febbraio, sul tavolo Ops Mps e conti

Milano, 30 gen. (askanews) – Si riunirà il prossimo 19 febbraio il patto di consultazione di Mediobanca, che raccoglie l’11,6% del capitale della banca. Lo si apprende da fonti finanziarie. Sarà per i soci, racchiusi nell’accordo, la prima occasione formale per valutare l’Ops lanciata da Mps sull’istituto di Piazzetta Cuccia. Sul tavolo, come consuetudine, anche i conti della banca, con la semestrale dell’esercizio 2024-25 che verrà approvata dal cda di Mediobanca il 10 febbraio.

L’accordo di consultazione non prevede né vincoli di blocco né di voto sulle azioni apportate.

Ft: Ue valuta ripresa import gas russo in vista accordo su Ucraina

Roma, 30 gen. (askanews) – I funzionari dell’UE stanno discutendo se riprendere le importazioni di gas russo tramite gasdotto come parte di uno sforzo più ampio per negoziare un accordo in Ucraina, ha riferito giovedì il Financial Times, citando fonti.

I sostenitori dell’idea sostengono che ripristinare le forniture di gas russo aiuterebbe ad abbassare i prezzi dell’energia in tutta Europa e a creare un clima più favorevole per i negoziati di cessate il fuoco. La proposta avrebbe ottenuto il sostegno di alcuni funzionari tedeschi e ungheresi, così come di diverse nazioni UE non identificate.

Le discussioni hanno provocato una forte reazione da parte dei decisori politici di Bruxelles e dei diplomatici di diversi paesi dell’Europa orientale, ha riferito il FT. La prospettiva ha anche allarmato gli esportatori di GNL statunitensi, che stanno cercando contratti a lungo termine in Europa e temono una maggiore concorrenza.

Il 1° gennaio, il transito del gas russo attraverso l’Ucraina si è interrotto con la scadenza di un contratto del 2019 tra la russa Gazprom e l’ucraina Naftogaz. La società russa ha affermato di non avere né la capacità legale né quella tecnica per continuare a pompare gas nel gasdotto che riforniva la Slovacchia e quattro paesi dell’UE, ovvero Moldavia, Austria, Italia e Repubblica Ceca.

Il cucchiaio smart che sostituisce il sale con una scossa

Las Vegas, 29 gen. (askanews) – Come rendere pi saporito il cibo senza aggiungere troppo sale che non fa bene alla salute? Con una scossa alle papille gustative. Letteralmente. l’idea della societ tech giapponese Kirin che ha ideato l”Electric Salt Spoon”. (premiato al Ces di Las Vegas 2025, organizzato da Cta, nella categoria digital health).

“Questo dispositivo genera elettricit, che passa da questa barra nel cucchiaio, stimola la lingua e d la sensazione di salato”. Dunque una piccolissima quantit di elettricit imbroglia i sensi e ricrea l’effetto del pizzicore del sale.

Si possono scegliere quattro livelli di gusto, e di scossa quindi. Le batterie sono nel manico, da dove si controllano i sensori, mentre la parte del cucchiaio finale intercambiabile. Il dispositivo gi in vendita ma solo in Giappone per un prezzo che si aggira attorno ai 100 euro.

Usa, aereo di linea precipita dopo collisione con elicottero

Roma, 30 gen. (askanews) – Un aereo passeggeri dell’American Airlines con 64 persone a bordo è precipitato mentre era in fase di atterraggio all’aeroporto di Washington dopo una collisione con un elicottero militare.

L’incidente è avvenuto alle 21 ora locale e sono in corso le operazioni di salvataggio alla ricerca di eventuali superstiti: le autorità non hanno fornito alcun bilancio ma hanno confermato che vi sono delle vittime.

Le cause dell’incidente non sono ancora chiare: è avvenuto peraltro in una delle zone più strettamente controllate del mondo, a pochi chilometri dalla Casa Bianca, mentre il CRJ-1701 si trovava a poco più di cento metri di altitudine e in approccio finale alla pista dell’aeroporto Ronald Reagan.

Pochi secondi prima della collisione la torre di controllo aveva dato istruzioni al Black Hawk militare – con tre persone a brodo e in volo di addestramento – di “passare dietro” all’aereo di linea, che era stato dirottato poco prima sulla pista 33 dello scalo, la più corta.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato l’operato dei controllori di volo, sostenendo sul suo profilo di Truth Socialche la collisione con un elicottero militare “avrebbe dovuto essere evitata”: “Perché la torre di controllo non ha detto all’elicottero che cosa doveva fare invece di chiedere se aveva visto l’aereo: sembra una situazione che avrebbe dovuto essere evitata. Non va bene”, ha concluso.

Eva degli Iris, docufilm sulla scienziata Eva Mameli Calvino

Roma, 29 gen. (askanews) – Presentato in anteprima su iniziativa del senatore Mario Occhiuto, alla Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro presso Senato della Repubblica, Eva degli iris, docufilm biografico dedicato alla scienziata Eva Mameli Calvino, prima botanica ed ambientalista italiana. Presente la Magnifica Rettrice Universit La Sapienza, Antonella Polimeni, con gli autori e gli attori. Il film documentario, prodotto da Fondazione Mira, vuole tracciare, attraverso un’impiato multidisciplinare che ha coinvolto diversi campi, cinema, documento, teatro, arte, musica, la ricca ed interessante personali di Eva Mameli Calvino, madre dello scrittore ed intelettuale del 1900 Italo Calvino che la defin La maga buona che amava gli iris. Tante sono le conquiste in campo della botanica, dell’ornitologia che le dobbiamo, ma non solo, Eva Mameli Calvino si batt per la salvaguardia dell’ambiente, per l’emancipazione del ruolo della donna cercando, con visione moderna, di coinvolgere i pi giovani al rispetto della natura. Un vita intensa che l’ha vista pioniera di importanti percosi e scoperte a livello internazionale.

Eva degli Iris prodotto da Fondazione Mira e.t.s, con la collaborazione e Patrocinio della Fondazione di Sardegna, Universit di Sassari, Universit La Sapienza, Orto Botanico di Roma, Societ Dante Alighieri Italia, Societ Dante Alighieri Cuba, Inaf -Istituto Nazionale d’Astrofisica, Stati Generali delle Donne. Con Isabel Russinova, Macri Martinelli Carraresi, Claudia Portale, Alessandra Prozzo e Alessio Caruso. Soggetto e Sceneggiatura di Isabel Russinova (tratto dal romazo antologico Virinoj Angeloj Leoninoj di Isabel Russinova, edito da Armando Curcio Editore). Regia Isabel Russinova e Rodolfo Martinelli Carraresi.

“Idee Ricostruttive” ancora da studiare

Le Idee ricostruttive della Democrazia Cristiana sono uno dei grandi documenti fondativi di quel partito, certamente il più conosciuto e il più citato da quando, a fine luglio del 1943, le Idee vennero diffuse l’indomani della caduta  del fascismo. Se ne torna a parlare, in una serie di appuntamenti in corso volti a celebrare gli 80 anni, e più ormai, della nascita della Democrazia cristiana, occasione per un bilancio storico sul quel partito, e più ancora sul cattolicesimo politico italiano del Novecento al quale dette vita, con il suo “Appello ai Liberi e Forti” del gennaio 1919, don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare.

Le idee ricostruttive sono incardinate dentro questa grande storia, ma esse costituiscono anche una storia a sé, alla quale periodicamente si aggiungono nuovi particolari circa la loro  origine, la loro elaborazione e il loro contenuto, in una mai esaustiva ricostruzione di questo documento. Testimoni assoluti della vicenda sono personalità come Giuseppe Spataro, Guido Gonella, Alcide De Gasperi. Il racconto che ne fa Spataro, nel suo I democratici cristiani dalla dittatura alla repubblica (Mondadori 1968), fa risalire la genesi del documento al 1941, attraverso una progressiva elaborazione durante incontri guidati da De Gasperi fra Milano e Roma.

Le Idee non  vennero stampate subito. “Dovemmo accontentarci del ciclostile  – scrive Spataro – e ripiegammo su una distribuzione di fortuna, consegnando più copie possibili agli amici di diverse regioni. La prima copia fu data a Bernardo Mattarella, incaricato di rappresentare  la Commissione Centrale della Democrazia Cristiana in Sicilia, dove avrebbe provveduto egli stesso alla stampa. Un’altra copia riuscimmo a farla avere ad Antonio Segni per la diffusione in Sardegna … Ma la spedizione di migliaia di copie fu iniziata il 31 luglio del 1943. L’opuscoletto fu inviato a tutti i popolari con i quali ero rimasto in contatto, ad esponenti del mondo cattolico e a circa venti mila parroci”.

La loro diffusione suscitò un immediato entusiasmo, e anche interrogativi. Questori e prefetti di molte città e province segnalarono al ministero dell’Interno l’anomala spedizione delle migliaia di copie del documento, chiedendo istruzioni sul da farsi. Una tale espressione di libertà era stata impensabile fino a pochi giorni prima, e il governo Badoglio non aveva ancora abolito i controlli polizieschi del fascismo. Ma il clima di libertà di quella breve estate politica fino all’8 settembre, ebbe la meglio su tutto.

Le Idee erano nate dunque su impulso di De Gasperi, che aveva richiesto materiali e contributi a tanti ex popolari e giovani dell’Azione Cattolica. Fu lui l’artefice dell’incontro fra questi due diversi gruppi fondativi del nascente partito. Da Milano collaborarono i “neoguelfi”, a Roma fu Guido Gonella a scrivere le due parti relative alla politica scolastica, e alla politica estera, lui, il celebre estensore degli Acta Diurna sulla situazione internazionale che pubblicava in quegli anni “L’Osservatore Romano”.

Al primo congresso nazionale del partito, che si tenne a Roma nell’aprile del 1946, De Gasperi ricordò questi passaggi: “Avemmo dei contatti nei momenti della clandestinità, e compilammo finalmente le Idee ricostruttive che dovevano essere le idee-forza le quali avrebbero animato la volontà del popolo italiano quando questo popolo avesse avuto la possibilità di attuarle …  Se io guardo il sommario di queste Idee ricostruttive, vedo in verità che tutte  le questioni fondamentali sono state toccate, tutte le idee-forza sono state  accennate …” De Gasperi le elenca, riprendendo lo schema del documento diffuso a fine luglio del 1943, spiegando che queste indicazioni erano state poi oggetto di discussione all’interno del partito e infine tradotte in deliberati congressuali.

In effetti la posizione del partito non si formò solo sullo sviluppo delle Idee, ma anche sulla rielaborazione di questo documento che De Gasperi stesso aveva compiuto sul “Popolo” clandestino del 12 dicembre 1943 a firma Demofilo, con il titolo: “La parola dei democratico cristiani”. Se si accostano i due testi, se ne vedono le parti eguali e quelle dove De Gasperi interviene con modifiche e integrazioni, una diversa scansione narrativa, e la continua sottolineatura di una democrazia partecipativa per rifondare alla radice il vecchio Stato autoritario che monarchia e fascismo lasciavano in eredità.

Un particolare di quel lungo articolo è degno di nota. Uno dei sottotitoli di prima pagina recitava: “L’essenza del regime repubblicano”. Ma si era nel 1943, lontani da quello che sarebbe diventata l’Italia una volta usciti dall’incubo della guerra. I socialisti, con Pietro Nenni, avevano prospettato un cambio di fatto, rivoluzionario, dalla monarchia alla repubblica. De Gasperi si era opposto: la vera rivoluzione, aveva detto, dovevano essere il referendum e l’assemblea costituente. Perciò il numero successivo del “Popolo” clandestino, con la data del 23 gennaio 1944, pubblicò un vistoso errata corrige, precisando che la dicitura esatta di quel sottotitolo era “regime democratico”, e non repubblicano.

All’Istituto Luigi Sturzo sono conservate più copie delle Idee ricostruttive, ma tutte diverse fra loro (una viene dall’Istituto Gramsci). Quella che sembra la più antica, è in effetti la più recente. E’ intitolata: Idee ricostruttive della D.C. e sotto c’è la scritta: “(De Gasperi, novembre 1942)”. Ma se si apre il documento, nella seconda pagina leggiamo che è una ristampa del 1962, quindi successiva di venti anni. Un altro particolare non torna: che la Democrazia Cristiana venisse indicata già allora, nel 1942, con la sigla D.C. Però è una ristampa, un rifacimento. Dov’è l’originale, per fare il confronto? Ne esiste una copia da qualche parte? Può darsi, speriamo che salti fuori. Sulle Idee, non è stata ancora detta l’ultima parola.

La bussola di von der Leyen: un’Europa che cambia rotta.

Arthur Schopenhauer scrisse: “Colui che è guidato dal genio, vale a dire colui che pensa da sé, che pensa per volontà propria, che pensa in modo giusto, – è in possesso della bussola per trovare la via giusta”. Se anche un noto pessimista come il filosofo tedesco riconosceva l’importanza di avere una bussola, stupisce l’accoglienza polemica ricevuta dalla bussola sulla competitività presentata ieri da Ursula von der Leyen, documento fondante dei prossimi 5 anni di legislazione europea. Vero che per certi versi Ursula 2 è l’esatto contrario di Ursula 1, ma la capacità di adattare le risposte alle mutate circostanze andrebbe riconosciuto come qualità piuttosto che come limite. Solo le persone non intelligenti non cambiano mai idea, specie se si tratta, come in questo caso, di prendere atto degli errori commessi in passato e del giudizio degli elettori che hanno penalizzato Socialisti, Verdi e Liberali, indefessi ultras del Green Deal.

Per fare un esempio, basta pensare a quanto vissuto dagli agricoltori europei degli ultimi anni. La legislazione ispirata da Greta Thunberg, che ha passato più mattinate sui giornali che non a scuola, ha imposto a più riprese misure drastiche, come le diverse richieste di abbandonare l’utilizzo di determinati fertilizzanti ritenuti dannosi per l’ambiente, senza però che sul mercato fossero presenti alternative necessarie a non perdere raccolti e materie prime.

Vero è anche che, come già scritto in questa sede, manca una chiara indicazione su dove reperire i fondi per finanziare adeguatamente quanto si vuole fare, ma in un processo decisionale complesso come quello europeo, le cose si fanno per gradi. Sulla bussola per la competitività, bisognerà convincere tutti i Paesi membri a superare le frammentazioni esistenti tra le varie politiche industriali e a Bruxelles si sa che questo sarà un passaggio complicato.

Andrebbe, invece, messo in risalto il cambio di atteggiamento: si passa ad un’Europa più realista. Siamo sicuramente in ritardo su temi come intelligenza artificiale e semplificazione legislativa, ma abbiamo imparato a capire dove sbagliamo. Non a caso, il documento del Ppe a guida tedesca presentato la scorsa settimana a Berlino chiede una sospensione di almeno due anni sui nuovi regolamenti comunitari su clima e sostenibilità ambientale per andare incontro alle imprese.

Andreotti ricordava come, non sapendo dove andare e cosa fare né tantomeno sapendo dove era una volta sbarcato, Cristoforo Colombo scoprì l’America.  Figuriamoci che vantaggio ha chi sa dove non vuole andare e impara dagli errori propri. In un contesto come quello odierno, lo si è detto più volte, servono risposte concrete. Insomma, il PPE si conferma come guida pragmatica dell’Unione. Il resto è un rumore di fondo, come quello che ascoltava, notte e giorno, Colombo nella sua traversata oceanica. Almeno, lui non aveva a che fare con le lamentele di chi è stato sconfitto alle urne e non sa più a che santo votarsi.