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Il Pagante ha infiammato l’aprs-ski al Super G di Courmayeur

Courmayeur, 28 gen. (askanews) – La situazione sulle vette di Courmayeur si fa davvero “Clamo” quando c’ Il Pagante a far festa: grande successo nel weekend per i festeggiamenti scintillanti del compleanno di Roberta Brancar al Super G. Un aprs-ski travolgente, con la folla che si lasciata conquistare dalle hit pi iconiche del duo, trasformando la serata in un’esplosione di musica ed energia. Momento topico quando Eddy Veerus e Roberta hanno acceso la pista con la loro pi recente hit Clamo (feat. sillyelly), un inno irresistibile al far festa e vivere senza filtri, marchio di fabbrica del progetto pubblicato in licenza esclusiva M.A.S.T./Believe. Ancora una volta Il Pagante ha dettato il ritmo, portando con s un’energia contagiosa, mentre continua a lavorare a un album di prossima uscita che si preannuncia esplosivo.

Monti: Trump e Ue regolamentino insieme piattaforme digitali

Roma, 28 gen. (askanews) -“I grandi capi delle piattaforme digitali americane stanno chiedendo a Trump di chiedere all’Europa di zittire le regolamentazioni sulle piattaforme digitali: guai se l’Europa accettasse questo. L’Europa potrebbe proporre agli Stati Uniti, come avvenuto altre volte, di cercare di studiare insieme il futuro di queste regolazioni, altrimenti le piattaforme digitali diventano cos grandi da rendere irrilevanti i singoli Stati del mondo, forse un giorno anche gli Stati Uniti, creando un potere ‘piattaformale’ che che va al di l del potere degli Stati”. Lo ha detto il senatore a vita Mario Monti, a margine di una conferenza stampa presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

“Ecco vedo degli spazi di collaborazione tra i poteri pubblici delle due sponde dell’Atlantico”, ha aggiunto.

Almasri, Meloni: io indagata per aver difeso la sicurezza della nazione

Roma, 28 gen. (askanews) – “Il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Al Masri”. L’annuncio su facebook della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di essere indagata dalla Procura di Roma, insieme ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano, contiene già le premesse, nel riferimento “a quel fallimentare processo”, per l’ulteriore escalation contro la magistratura, contraria alle riforme della giustizia volute dal governo.

E se la premier prende forse un abbaglio riferendosi alla figura di chi ha presentato la denuncia, l’avvocato Luigi Li Gotti “ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi” – perché in realtà Li Gotti ha un trascorso nel Movimento Sociale italiano e poi in Alleanza nazionale prima di passare con l’Italia dei Valori – il bersaglio grosso delle sue parole, cioè la magistratura, a giudizio della premier palesemente avversa al governo di centrodestra, rimane intatto.

Tanto che, tra i primi a commentare, il vicepremier Salvini sintetizza: “Vergogna, vergogna, vergogna. Riforma della giustizia, subito”. E l’altro vicepremier, Antonio Tajani, è ancora più esplicito: “Mi sembra veramente una reazione alla riforma del governo sulla separazione delle carriere”. Questi avvisi di garanzia sono “un segnale, un attacco al governo che va respinto totalmente”.

Ripercorrendo la vicenda Al Masri Meloni spiega che “la Corte penale internazionale, dopo mesi di riflessione, emette un mandato di arresto internazionale nei confronti del capo della polizia giudiziaria di Tripoli curiosamente proprio quando questa persona stava per entrare sul territorio italiano dopo che aveva serenamente soggiornato per circa 12 giorni in altri tre stati europei. La richiesta di arresto della procura della Cpi – sottolinea la premier – non è stata trasmessa al Ministero italiano della Giustizia, come invece è previsto dalla legge, e per questo la Corte d’Appello di Roma decide di non procedere alla sua convalida. A questo punto, piuttosto che lasciare questo soggetto libero, noi – sottolinea Meloni riferendosi alla scelta compiuta dal governo – decidiamo di espellerlo e rimpatriarlo immediatamente per ragioni di sicurezza con un volo apposito, come accade in altri casi analoghi. Questa è la ragione per la quale la procura di Roma oggi indaga me, il sottosegretario Mantovano e due ministri”, spiega la premier.

Ma “io non sono ricattabile, non mi faccio intimidire. E’ possibile che per questo io sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo io intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani, soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione”, assicura la premier.

Forse la sintesi più efficace della vicenda la fa il deputato di Forza Italia Enrico Costa: quella degli avvisi di garanzia alla premier è “una scelta plateale, di marketing giudiziario allo stato puro, diametralmente opposta ad un riserbo istruttorio, che in simili circostanze sarebbe doveroso. Per agghiacciante distacco, il più riuscito spot per la separazione delle carriere”.

Calcio, Sergio Conceicao: "Derby? Ci pensiamo dopo la Dinamo"

Roma, 28 gen. (askanews) – Sergio Conceiçao non fa calcoli, domani la Dinamo Zagabria, poi il derby. “Il primo obiettivo era vincere la Supercoppa italiana – ha detto – e lo abbiamo raggiunto. Adesso abbiamo la possibilità di centrare il secondo ovvero conquistare la qualificazione agli ottavi di Champions. Ecco perché non penso al derby, ma a una gara alla volta. Fare calcoli non va bene e non aiuta”. Ai rossoneri serve una vittoria, ma potrebbe bastare anche un pareggio. “Avrei preferito avere più tempo per lavorare perché nel calcio il lavoro è fondamentale per l’evoluzione che vogliamo noi – continua – Stiamo preparando la squadra per le partite decisive che abbiamo, ma una cosa è farlo al video, un’altra è sul campo. Noi sul campo purtroppo abbiamo avuto 40 minuti oggi”.

Sulla lite con Calabria dice: “Il concerto di Lazza? Cose come queste fanno parlare la gente, le persone. Io sono portoghese, ho una cultura diversa ma il linguaggio del calcio è universale: c’è l’allenamento da un’ora e mezzo, due ore al giorno, e poi c’è la vita normale che tutti i calciatori devono fare da professionisti. Non è una chiamata a fare più attenzione per nessuno, non è finito il mondo perché 5-6 calciatori sono andati a un concerto. Ho parlato con i giocatori, io ho le mie regole e ce le ha anche il club. Il concerto non è importante per domani: la cosa più importante per domani è pensare alla Dinamo e a cosa possiamo fare per vincere”

Almasri, Meloni: io indagata per aver difeso sicurezza nazione

Roma, 28 gen. (askanews) – “Il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Al Masri”. L’annuncio su facebook della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di essere indagata dalla Procura di Roma, insieme ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano, contiene già le premesse, nel riferimento “a quel fallimentare processo”, per l’ulteriore escalation contro la magistratura, contraria alle riforme della giustizia volute dal governo.

E se la premier prende forse un abbaglio riferendosi alla figura di chi ha presentato la denuncia, l’avvocato Luigi Li Gotti “ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi” – perché in realtà Li Gotti ha un trascorso nel Movimento Sociale italiano e poi in Alleanza nazionale prima di passare con l’Italia dei Valori – il bersaglio grosso delle sue parole, cioè la magistratura, a giudizio della premier palesemente avversa al governo di centrodestra, rimane intatto.

Tanto che, tra i primi a commentare, il vicepremier Salvini sintetizza: “Vergogna, vergogna, vergogna. Riforma della giustizia, subito”. E l’altro vicepremier, Antonio Tajani, è ancora più esplicito: “Mi sembra veramente una reazione alla riforma del governo sulla separazione delle carriere”. Questi avvisi di garanzia sono “un segnale, un attacco al governo che va respinto totalmente”.

Ripercorrendo la vicenda Al Masri Meloni spiega che “la Corte penale internazionale, dopo mesi di riflessione, emette un mandato di arresto internazionale nei confronti del capo della polizia giudiziaria di Tripoli curiosamente proprio quando questa persona stava per entrare sul territorio italiano dopo che aveva serenamente soggiornato per circa 12 giorni in altri tre stati europei. La richiesta di arresto della procura della Cpi – sottolinea la premier – non è stata trasmessa al Ministero italiano della Giustizia, come invece è previsto dalla legge, e per questo la Corte d’Appello di Roma decide di non procedere alla sua convalida. A questo punto, piuttosto che lasciare questo soggetto libero, noi – sottolinea Meloni riferendosi alla scelta compiuta dal governo – decidiamo di espellerlo e rimpatriarlo immediatamente per ragioni di sicurezza con un volo apposito, come accade in altri casi analoghi. Questa è la ragione per la quale la procura di Roma oggi indaga me, il sottosegretario Mantovano e due ministri”, spiega la premier.

Ma “io non sono ricattabile, non mi faccio intimidire. E’ possibile che per questo io sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo io intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani, soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione”, assicura la premier.

Forse la sintesi più efficace della vicenda la fa il deputato di Forza Italia Enrico Costa: quella degli avvisi di garanzia alla premier è “una scelta plateale, di marketing giudiziario allo stato puro, diametralmente opposta ad un riserbo istruttorio, che in simili circostanze sarebbe doveroso. Per agghiacciante distacco, il più riuscito spot per la separazione delle carriere”.

Elezioni Anm, vince la lista di Magistratura indipendente

Roma, 28 gen. (askanews) – La lista Magistratura indipendente, corrente di “centrodestra” dei magistrati, ha vinto le elezioni per il rinnovo del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati.

Hanno votato 6.855 su un totale di 8.404 registrati al voto, pari all’81,57%, con questi risultati: Magistratura indipendente 2065 voti pari a 11 seggi; AREA democratica per la giustizia 1803 voti pari a 9 seggi; Unicost Unità per la Costituzione 1560 voti pari a 8 seggi; Magistratura democratica 1081 voti pari a 6 seggi; Articolo Centouno 304 voti pari a 2 seggi.

Il Comitato sarà convocato nei prossimi giorni per l’elezione del presidente e della giunta.

Almasri, Anm: non è avviso di garanzia ma un atto dovuto previsto dalla legge

Roma, 28 gen. (askanews) – “Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale non ha emesso, come è stato detto da più parti impropriamente, un avviso di garanzia nei confronti della presidente Meloni e dei ministri Nordio e Piantedosi ma una comunicazione di iscrizione che è in sé un atto dovuto perché previsto dall’art. 6 comma 1 della legge costituzionale n. 1/89. La disposizione impone al procuratore della Repubblica, ricevuta la denuncia nei confronti di un ministro, ed omessa ogni indagine, di trasmettere, entro il termine di quindici giorni, gli atti al Tribunale dei ministri, dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati affinché questi possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati. Si tratta, dunque, di un atto dovuto”. Così in una nota l’Associazione nazionale magistrati.

Almasri, Anm: non è avviso di garanzia ma un atto dovuto previsto dalla legge



Roma, 28 gen. (askanews) – “Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale non ha emesso, come è stato detto da più parti impropriamente, un avviso di garanzia nei confronti della presidente Meloni e dei ministri Nordio e Piantedosi ma una comunicazione di iscrizione che è in sé un atto dovuto perché previsto dall’art. 6 comma 1 della legge costituzionale n. 1/89. La disposizione impone al procuratore della Repubblica, ricevuta la denuncia nei confronti di un ministro, ed omessa ogni indagine, di trasmettere, entro il termine di quindici giorni, gli atti al Tribunale dei ministri, dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati affinché questi possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati. Si tratta, dunque, di un atto dovuto”. Così in una nota l’Associazione nazionale magistrati.

Palazzo Chigi: effettuata operazione aerea Italia-Giordania per portare aiuti a Gaza

Roma, 28 gen. (askanews) – “Continua l’impegno dell’Italia, accanto ai partner regionali e internazionali, nella stabilizzazione del quadrante mediorientale e nel sostegno alle sue popolazioni. Oggi, elicotteri delle Forze Armate italiane e giordane hanno condotto congiuntamente un’operazione aerea che ha consentito di fornire una concreta e fattiva assistenza alla popolazione della Striscia di Gaza mediante il trasporto di ingenti quantitativi di aiuti umanitari”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“Un’attività complementare – prosegue la nota – con l’azione portata avanti attraverso Food for Gaza, meccanismo attivato dalla Farnesina con il quale sono già stati portate nella Striscia oltre 100 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari. Nei prossimi giorni arriveranno al Porto di Ashdod 15 camion donati al Programma Alimentare Mondiale e altre 15 tonnellate di aiuti. Un’iniziativa che si aggiunge a quella portata avanti sin dall’inizio della guerra dalle Forze Armate italiane a sostegno dei civili di Gaza con l’attività sanitaria condotta in Egitto da nave Vulcano e a favore di bambini palestinesi anche con medici italiani negli ospedali degli Emirati Arabi Uniti”.

Trump riceverà Netanyahu alla Casa bianca il 4 febbraio

Roma, 28 gen. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà il presidente degli Stati uniti Donald Trump alla Casa bianca il 4 febbraio. L’ha annunciato oggi l’ufficio del primo ministro israeliano.

“Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato il primo ministro Benjamin Netanyahu a un incontro alla Casa Bianca martedì 4 febbraio”, ha comunicato l’ufficio del premier israeliano.

“Il primo ministro Netanyahu – ha continuato – è il primo leader straniero a essere invitato alla Casa Bianca durante il secondo mandato di Trump”.

Monti: Meloni con Trump non deve coltivare il suo spazio personale

Roma, 28 gen. (askanews) – Il rapporto privilegiato che la presidente del Consiglio Meloni ha con Donald Trump ” importante, interessante. Evidentemente ha dimostrato anche su questo versante le sue capacit di relazione e di persuasione. Io sono convinto che in ogni istante la presidente Meloni avr presente che l’interesse italiano e anche quello europeo che lei deve coltivare pi che il suo spazio personale”. Lo ha detto il senatore a vita ed ex premier, Mario Monti, a margine di una conferenza stampa nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

Libia, Li Gotti: mia la denuncia, da cittadino, su Meloni. Avviso della Procura è dovuto

Roma, 28 gen. (askanews) – Cinque giorni fa, “da cittadino”, Luigi Li Gotti ha depositato in Procura a Roma la denuncia sul caso Almasri che ha portato all’avviso di garanzia reso pubblico dalla premier: “favoreggiamento personale” e “peculato” i reati ipotizzati “nei confronti della Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro della Giustizia, del Ministro dell’Interno e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega ai servizi segreti, in relazione – è scritto nel testo consegnato a piazzale Clodio il 23 gennaio scorso – alla liberazione di Osama Almasri, catturato su mandato della Corte Penale Internazionale, con l’accusa di tortura, assassinio, violenza sessuale, minaccia, lavori forzati, lesioni in danno di un numero imprecisato di vittime detenute in centri di detenzione libiche”.

“Si chiede che vengano svolte indagini sulle decisioni adottate e favoreggiatrici del suddetto Osama Almasri, nonché sulla decisione di utilizzare un aereo di stato per prelevare il catturato (e liberato) a Torino e condurlo in Libia”, ha scritto ancora l’avvocato Li Gotti nella denuncia.

“Io mi sono limitato – spiega oggi il legale – a presentare una denuncia, da cittadino, ipotizzando dei reati. Non è certo anomalo che, come atto dovuto, la Procura di Roma abbia iscritto nel registro la premier e i ministri. Ora la Procura dovrà fare le sue valutazioni e decidere come proseguire”, eventualmente anche decidendo di trasmettere gli atti al Tribunale dei ministri.

Libia, Tajani: avvisi di garanzia su Almasri sono attacco al governo

Roma, 28 gen. (askanews) – “Non condivido la scelta fatta in tempi-lampo dalla Procura di Roma perché mi sembra fuori luogo quello che è stato fatto, è un segnale, è un attacco al governo che va respinto totalmente. Forza Italia ed io siamo solidali con tutti i coloro che hanno ricevuto l’avviso di garanzia” per la vicenda dell’espulsione del libico Almasri, “un modo un po’ bizzarro di tutelare le istituzioni”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Anontio Tajani in un punto stampa a Villa Madama per un incontro sulle Giornate della Moda.

Euro digitale, Leibbrandt (Cls): attenzione, ordine Trump pesa

Roma, 28 gen. (askanews) – Il presidente del Cda di Cls, piattaforma chiave sui servizi di regolazione del mercato valutario (Forex), ha lanciato un monito rispetto all’ipotesi di avventurarsi sulla creazione di valute digitali delle banche centrali (Cbdc) in un sistema globale che resta basato sul dollaro, mentre negli Usa l’amministrazione Trump ha emanato un divieto in tal senso. “L’ordine esecutivo di Trump è rilevante. Se gli Usa non si muoveranno verso una Cbdc, forse dovremmo pensarci un po’”, ha affermato Gottfried Leibbrandt, già amministratore delegato dalla piattaforma Swift, nel suo intervento oggi a una conferenza sulle infrastrutture dei sistemi di pagamento organizzata dalla Banca di Francia.

“Di sicuro non possiamo sovrastimare l’importanza del dollaro. Che piaccia o no, abbiamo un sistema finanziario basato sul dollaro. Tutti gli scambi valutari vengono regolati con il dollaro. Il 90% di tutti i crediti documentati sulla piattaforma Swift è in dollari. Metà dei pagamenti trasfrontalieri sono denominati in dollari – ha rilevato Leibbrandt -. Metà dei mercati azionari e obbligazionari del mondo sono in sono statunitensi. Cioè i mercati Usa per bond e azioni sono grandi quanto quelli di tutto il resto del mondo messi assieme. E potrei andare avanti”.

Alla stessa conferenza è intervenuto Piero Cipollone, il componente del Comitato esecutivo della Bce che ha la delega su sistemi di pagamento e euro digitale, che invece è il più forte sostenitore della necessità di procedere all’adozione di quest’ultimo, indipendentemente dalle mosse Usa. Secondo Cipollone, anzi, l’ordine di Trump rende più impellente “per tutti gli altri” rafforzare la collaborazione su queste materie.

In Europa i sistemi di pagamento restano frammentati e la digitalizzazione, i sistemi a registro distribuito (Dlt) e le Stablecoin – che sono prevalentemente basate sul dollaro – “rischiano di accelerare e accentuare questa frammentazione”, ha detto Cipollone. “Questo è il motivo per cui la Bce si sta muovendo per fornire una valuta per l’era digitale. Questo è il motivo per cui ci serve sia l’euro digitale, per le transazioni al dettaglio, sia una soluzione adatta per il regolamento delle operazioni all’ingrosso su Dlt”, i sistemi a registro distribuito.

Secondo Cipollone “entrambe le soluzioni aiuteranno la moneta della Banca centrale a restare rilevante nell’era digitale e le banche a restare al centro del sistema dei pagamenti. La stabilità finanziaria – ha ricordato – richiede un asset privo di rischio per il regolamento (delle transazioni-ndr) e un forte sistema bancario per distribuirlo”.

Il tema dell’adozione di un euro digitale a livello di Bce e di Eurosistema delle banche centrali era oggetto di discussione e dibattito già prima del dirompente ordine esecutivo di Trump. E’ contenuto nel dispositivo che afferma di voler assicurare “la leadership (Usa) sulla sulle tecnologie finanziarie digitali”. E dispone in modo non equivoco che viene “proibito alle agenzie federali qualunque azione per stabilire, emettere o promuovere valuta digitale della banca centrale (Cbdc)”.

Finora i lavori per procedere verso l’euro digitale sono andati avanti a livello della Bce e della Commissione europea, mentre sono sembrati avanzare più a rilento a livello di Parlamento europeo.

La mossa di Trump potrebbe suggerire agli eurodeputati di soppesare con ulteriore cautela questa partita. O almeno questo è quello che sembrava ventilare il presidente del Cda di Cls quando rimarcava con insistenza il fatto che il sistema finanziario globale resta basato sul dollaro. “Un giorno potrebbe cambiare, ma al momento questa è la realtà e questo significa che per muovere questo sistema su un registro comune temo che dovrà essere col dollaro. E l’ordine esecutivo di Trump è rilevante. Se gli Usa non si muoveranno verso una Cbdc – ha avvertito Leibbrandt – forse dovremmo pensarci un po’”. (fonte immagine: Banque de France).

Libia, Tajani: avviso garanzia è una reazione alla separazione delle carriere

Roma, 28 gen. (askanews) – “Sono solidale con Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, con il ministro Nordio, con il sottosegretario Mantovano, questa scelta” di inviare loro un avviso di garanzia per il rimpatrio di Almasri, “mi sembra veramente una reazione alla riforma del governo sulla separazione delle carriere. E’ una reazione gemella a quella compiuta da alcuni magistrati nei giorni scorsi contro il governo, mi sembra una scelta priva di qualsiasi fondamento”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Anontio Tajani in un punto stampa a Villa Madama per un incontro sulle Giornate della Moda.

“Io sono per la separazione dei poteri e credo che il potere giudiziario debba rispettare la volontà del potere legislativo perché le leggi le fa il Parlamento, non le fanno alcuni giudici”, ha sottolineato Tajani.

Libia, Tajani: avviso garanzia è reazione a separazione carriere

Roma, 28 gen. (askanews) – “Sono solidale con Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, con il ministro Nordio, con il sottosegretario Mantovano, questa scelta” di inviare loro un avviso di garanzia per il rimpatrio di Almasri, “mi sembra veramente una reazione alla riforma del governo sulla separazione delle carriere. E’ una reazione gemella a quella compiuta da alcuni magistrati nei giorni scorsi contro il governo, mi sembra una scelta priva di qualsiasi fondamento”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Anontio Tajani in un punto stampa a Villa Madama per un incontro sulle Giornate della Moda.

“Io sono per la separazione dei poteri e credo che il potere giudiziario debba rispettare la volontà del potere legislativo perché le leggi le fa il Parlamento, non le fanno alcuni giudici”, ha sottolineato Tajani.

Nato, Rutte con Frederiksen: investire in difesa anche estremo Nord

Milano, 28 gen. (askanews) – Il Segretario generale della NATO Mark Rutte ha incontrato la premier di Danimarca Mette Frederiksen, presso la sede della NATO a Bruxelles. Il tutto nell’ambito di un ampio giro europeo di colloqui della premier. “Abbiamo discusso di come stiamo lavorando insieme per migliorare la sicurezza nel Mar Baltico, supportare l’Ucraina e investire di più nella difesa, anche nell’estremo nord” ha scritto Rutte su X, aggiungendo che è stato “bello” incontrarla e postando una foto sorridente di entrambi.

Da parte sua Frederiksen ha dichiarato ai media danesi di non avere “alcuna ragione” di temere una minaccia militare contro Danimarca e Groenlandia, nonostante le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump sull’argomento.

“Non ho motivo di credere che esista una minaccia militare contro la Groenlandia o la Danimarca”, ha detto Frederiksen in una intervista a margine dell’incontro con Rutte secondo quanto riporta il Jyllands Posten, che tuttavia aggiunge che Frederiksen ha poi sottolineato quanto sia difficile il momento per il suo Paese: “Non ci siamo mai trovati in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo adesso. A mio parere, per superare questa situazione c’è una sola via: una cooperazione europea sempre più stretta e forte”.

Prima dell’incontro sempre il media danese aveva scritto che Frederiksen nell’incontro con Rutte porterà un messaggio chiaro: la NATO e gli stati artici devono dare maggiore priorità alla regione artica. “Ci aspettiamo ancora più attività, sia da parte russa che cinese” ha detto detto.

Calcio,Champions,Gasperini: Barcellona duro,ma abbiamo occasione

Roma, 28 gen. (askanews) – L’Atalanta chiede al Barcellona il pass per gli ottavi di Champions League domani in Catalogna. La trasferta non è iniziata benissimo per l’infortunio di Lookman “Si trascinava questo problema da due partite – le parole a Sky di Gasperini da una contusione col Napoli. Con il Como sembrava in ripresa, ma in allenamento si è aggravato. La prognosi è quella, speriamo l’assenza sia più breve del previsto”. Si parla di Raspadori e di Maldini: “Non lo so, dovete chiedere alla società. In pochi giorni di mercato non credo che la situazione cambi, soprattutto per un infortunio che potrebbe essere più breve”. Si compie un altro tassello del risiko europeo nerazzurro: “Lo stadio è bellissimo lo stesso. Non siamo stati fortunati in questi anni, anche con il Real Madrid capitò una situazione simile, il Bernabeu era in ristrutturazione e andammo a giocare nel centro sportivo. Una spinta in più per tornarci”. Al Montjuic un bergamasco come Gimondi diventò campione del mondo. “Ricordo benissimo lo sprint di Gimondi su Merckx. Barcellona è una città ricca di storia sportiva e poi la squadra che affrontiamo è una delle più famose e più belle che esistano”. Come si affronta il Barcellona: “Tutte le squadre hanno punti deboli, ma loro sono belli da vedere. Flick ha fatto un lavoro eccezionale, hanno sia talenti che coralità di gioco. All’inizio non era una delle formazioni più accreditate, ma lo è diventata con il lavoro”. Come si spiega la fatica di alcune big europee in questa prima fase di Champions: “Dipende dalla nuova formula, dal calendario, dalla classifica unica che rende tutto molto più incerto”. Si aspettava di arrivare all’ultima giornata giocandosi gli ottavi? “Non ci poniamo traguardi prima, iniziamo a giocare e poi vediamo. Non siamo presuntuosi, ma nemmeno umili. Le vittorie in trasferta ci hanno aiutato, peccato per qualche punto perso in casa. Avrei messo la firma per essere dove sono ora, ma abbiamo una grande chance e dobbiamo sfruttarla”.

Mediobanca boccia Mps: Ops ostile e fortemente distruttiva di valore

Milano, 28 gen. (askanews) – Mediobanca passa al contrattacco e boccia senza appello l’Ops lanciata da Mps, ritenendola “ostile” e “fortemente distruttiva” di valore. Ed è scontro aperto con Caltagirone e Delfin: Piazzetta Cuccia stigmatizza i “rilevanti intrecci azionari” dei due soci, azionisti anche del Monte e di Generali, che configurano “una potenziale disomogeneità negli interessi rispetto al resto della compagine azionaria”.

Il cda di Mediobanca, riunito questa mattina dopo l’offerta annunciata venerdì da Siena, ha rigettato l’Ops – con l’astensione dei due consiglieri Sandro Panizza e Sabrina Pucci, che siedono nel board in rappresentanza di Delfin -, ritenendola “priva di razionale industriale e finanziario” e rivendicando il “brillante avvio” del proprio piano 2023-2026, confermandone gli obiettivi (coi 3,7 mld distribuiti ai soci in tre anni), la visione e la traiettoria.

L’istituto guidato da Alberto Nagel argomenta punto per punto, senza sconti, l’offerta di Mps che innanzitutto non ha, secondo Mediobanca, valenza industriale e porterebbe a “un forte indebolimento” del proprio modello di business focalizzato sui segmenti di attività specializzate e redditizie quali il Wealth Management e l’Investment Banking. L’Ops, sottolinea, “distrugge valore per gli azionisti di Mediobanca e di Mps essendo facile prevedere una copiosa perdita di clienti in quelle attività (WM e CIB) che presuppongono l’indipendenza, la reputazione e la professionalità dei professionisti”, con la clientela bancaria e finanziaria e quella large corporate che migrerebbe verso boutique specializzate o banche estere, così come “le migliori risorse umane del gruppo che ragionevolmente” andranno altrove.

L’Ops, inoltre, è “negativamente caratterizzata dalla difficoltà a determinare il valore intrinseco dell’azione Mps che presenta un patrimonio netto che fronteggia rilevanti attività fiscali, attività deteriorate e rischi di contenzioso legale (3,3 mld), indicatori di rischio peggiori rispetto alle altre banche italiane, rilevanti perdite pregresse, una marcata concentrazione geografica (70% filiali al centro-sud Italia) e di clientela (piccole media impresa), mancanza di fabbriche prodotto”.

Dal punto di vista finanziario, scrive Mediobanca, il calo del titolo Mps dopo l’annuncio dell’Ops “ne testimonia la fragilità del corso di borsa, rendendo improbabile il buon esito dell’operazione”. Rispetto al prezzo undisturbed di Mediobanca di 15,23 euro alla chiusura del 23 gennaio, l’offerta basata sul prezzo di borsa di Mps rappresenta infatti: uno sconto del 3% sulla base del prezzo del 27 gennaio, del 7% guardando alla media degli ultimi tre mesi di Mps, del 15% sulla media dei sei mesi e uno sconto del 28% guardando alla media degli ultimi 12 mesi.

Ma è nella parte finale del comunicato che arriva l’affondo verso i due principali soci dell’istituto, Delfin che, sulla base dello stacco del dividendo di novembre, detiene il 20% circa e Caltagirone col 7% del capitale. L’operazione – sottolinea Mediobanca – “è caratterizzata dai rilevanti intrecci azionari di Delfin e Caltagirone”. La presenza degli stessi azionisti in Mps, Mediobanca e Generali nell’ambito di un’offerta esclusivamente in azioni “configura una potenziale disomogeneità negli interessi rispetto al resto della compagine azionaria”.

In Borsa, Mediobanca e Mps hanno chiuso la seduta in netto calo. Le azioni Mediobanca, dopo i forti guadagni degli ultimi giorni, hanno perso il 4,36% a 15,78 euro, Mps ha continuato la sua discesa (-2,45% a 6,206 euro), ai minimi da fine novembre. Le 2,3 azioni che il Monte offre per ogni azione di Piazzetta Cuccia valgono così oggi 14,2738 euro contro il prezzo implicito di 15,992 euro dell’Ops, portando l’offerta a sconto del 9,5% circa.

Libia, Meloni: non sono ricattabile, non mi faccio intimidire

Roma, 28 gen. (askanews) – Sulla vicenda Almasri “io penso che valga oggi quello che valeva ieri: non sono ricattabile, non mi faccio intimidire. E’ possibile che per questo io sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo io intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani, soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione. A testa alta e senza paura”. Lo afferma in un video su facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Macron: la Gioconda sarà spostata in un nuovo spazio al Louvre

Roma, 28 gen. (askanews) – La Gioconda sarà spostata in un’area speciale “accessibile indipendentemente dal resto del museo” Louvre, che richiederà un proprio biglietto d’ingresso. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron, sottolineando che il capolavoro di Leonardo da Vinci sarà esposto “in uno spazio speciale”, grazie in particolare a una nuova sala sotto la Cour Carré.

Questa nuova sala sarà accessibile “indipendentemente” dal resto del museo e avrà “un proprio titolo di accesso” e condizioni che consentiranno “un modo diverso e più tranquillo di visitare” e un’esposizione “che va di pari passo con ciò che la Gioconda merita”, secondo il Presidente, che ha illustrato oggi un progetto di lavori di ristrutturazione e rilancio del Louvre, da completare entro il 2031.

Libia, Meloni: non sono ricattabile, non mi faccio intimidire

Roma, 28 gen. (askanews) – Sulla vicenda Almasri “io penso che valga oggi quello che valeva ieri: non sono ricattabile, non mi faccio intimidire. E’ possibile che per questo io sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo io intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani, soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione. A testa alta e senza paura”. Lo afferma in un video su facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Libia, Meloni: Almasri espulso per ragioni di sicurezza con volo apposito

Roma, 28 gen. (askanews) – “Ora i fatti” sul rimpatrio di Almasri “sono abbastanza noti: la Corte penale internazionale dopo mesi di riflessione emette un mandato di arresto internazionale nei confronti del capo della polizia giudiziaria di Tripoli, curiosamente la Corte lo fa proprio quando questa persona stava per entrare sul territorio italiano dopo che aveva serenamente soggiornato per circa 12 giorni in altri tre stati europei. La richiesta di arresto della procura della Corte penale internazionale non è stata trasmessa al Ministero italiano della Giustizia come invece è previsto dalla legge e per questo la Corte d’Appello di Roma decide di non procedere alla sua convalida. A questo punto, con questo soggetto libero sul territorio italiano, piuttosto che lasciarlo libero noi decidiamo di espellerlo e rimpatriarlo immediatamente per ragioni di sicurezza con un volo apposito come accade in altri casi analoghi”. E’ quanto spiega in un video su facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Questa è la ragione per la quale la procura di Roma oggi indaga me, il sottosegretario Mantovano e due ministri”, aggiunge la premier.

Libia, avviso di garanzia a Meloni per il rimpatrio di Almasri

Roma, 28 gen. (askanews) – “Il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Al Masri”. Lo afferma in un video su facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Avviso di garanzia – prosegue Meloni – che è stato inviato anche ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano, presumo a seguito di una denuncia che è stata presentata dall’avvocato Luigi Li Gotti, ex politico di sinistra, molto vicino a Romano Prodi, conosciuto per aver difeso pentiti del calibro di Buscetta, Brusca e altri mafiosi”.

Gabriele Sartori: l’e-commerce per un business scalabile

Roma, 28 gen. – Gabriele Sartori un e-commerce expert. Affronta uno dei temi pi spinosi: i guadagni facili, promossi in Rete da formatori che promettono metodi di guadagno facili e sicuri. Ma spesso poco funzionali.

“Criptovalute, trading o mercato immobiliare sono spesso terreno fertile per false promesse”, dice Sartori. C’ quindi un modo che consente di mettere in piedi un’attivit on line senza rischiare troppo? La risposta s e richiede realismo ed un approccio concreto.

Repubblica democratica del Congo, manifestanti attaccano diverse ambasciate a Kinshasa

Roma, 28 gen. (askanews) – Manifestanti a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo (RDC), hanno attaccato oggi l’Ambasciata dell’Olanda, del Belgio e della Francia. L’ha dichiarato il ministero degli Esteri olandese.

In precedenza, il portale Mediacongo aveva riportato diffuse manifestazioni a Kinshasa, con proteste che hanno preso di mira le ambasciate di Francia, Ruanda e Uganda. I manifestanti accusano questi Paesi di adottare politiche ostili nei confronti della RDC.

“L’Ambasciata olandese a Kinshasa è stata anch’essa oggetto di una protesta aggressiva questa mattina,” ha dichiarato un portavoce del Ministero degli Esteri olandese, citato dall’emittente RTL.

Le forze di sicurezza locali hanno messo in sicurezza l’ambasciata, ha aggiunto il ministero, affermando che “la situazione sembra stabilizzarsi. E’ sconvolgente che i nostri colleghi abbiano dovuto affrontare questa situazione.” Anche il Ministero degli Esteri belga ha riferito che l’ambasciata del Belgio a Kinshasa è stata attaccata, ma nessuno è rimasto ferito. Stessa sorte per l’ambasciata francese.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha definito inaccettabile l’attacco alla sede diplomatica. “L’ambasciata francese a Kinshasa è stata attaccata questa mattina dai manifestanti, che hanno appiccato un incendio ora sotto controllo. Questi attacchi sono inaccettabili. Si sta facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza del nostro personale e dei nostri connazionali,” ha dichiarato Barrot su X.

Le proteste a Kinshasa sono alimentate dall’escalation della violenza nell’est della RDC, dove le forze ribelli hanno intensificato gli attacchi con il supporto militare del Ruanda.

Almasri, avviso di garanzia a Meloni per il rimpatrio

Roma, 28 gen. (askanews) – “Il procuratore della a Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Al Masri”. Lo afferma in un vidoe su facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Avviso di garanzia – prosegue Meloni – che è stato inviato anche ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano, presumo a seguito di una denuncia che è stata presentata dall’avvocato Luigi Li Gotti, ex politico di sinistra, molto vicino a Romano Prodi, conosciuto per aver difeso pentiti del calibro di Buscetta, Brusca e altri mafiosi”.

A Napoli nasce Centro di Studi Italo-Tedeschi (con corsi di lingua)

Roma, 28 gen. (askanews) – Nasce a Napoli un nuovo Centro di Studi Italo-tedeschi, che prevede anche corsi di lingua e certificazioni. Il Presidente dell’Istituto di Studi Germanici (IISG), prof. Luca Crescenzi, e la responsabile del Goethe-Institut in Italia, dott.ssa Jessica Kraatz Magri, hanno siglato oggi un accordo di collaborazione tra le due istituzioni a Villa Sciarra, sede dell’Istituto Italiano di Studi Germanici a Roma, alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Dr. Hans-Dieter Lucas.

In virtù dell’accordo siglato, la cooperazione tra l’IISG e il Goethe-Institut porterà alla fondazione di un Centro di Studi Italo-Tedeschi per la realizzazione comune di programmi culturali, di formazione e di ricerca che riunirà in una sola sede entrambe le istituzioni; l’IISG avvierà inoltre a Napoli dei corsi di lingua tedesca ed il Goethe-Institut supporterà l’IISG nella fase di fondazione della scuola di lingua oltre ad essere partner dell’Istituto per le certificazioni linguistiche.

“Sono molto felice di questo accordo – ha commentato l’Ambasciatore Lucas – La collaborazione tra il Goethe-Institut e l’Istituto Italiano di Studi Germanici, culminata nella creazione del nuovo Centro di Studi Italo-Tedeschi, è un’ottima notizia per le relazioni tra la Germania e l’intera regione Campania. Una regione storicamente, culturalmente ed economicamente legata alla Repubblica Federale, le cui relazioni con la Germania saranno ulteriormente rafforzate grazie a questo importante centro a Napoli.

“Siamo felici di questo accordo, che rappresenta un caso unico, ottenuto attraverso un grande sforzo comune – ha aggiunto Luca Crescenzi – perché servirà non solo a offrire a Napoli la possibilità di usufruire nuovamente di corsi di lingua tedesca certificati, ma porterà nel cuore della città un centro di ricerca dedicato allo sviluppo di strumenti digitali per l’insegnamento linguistico con cui ci proponiamo di offrire un contributo d’avanguardia all’innovazione in questo campo”.

“”Il dialogo tra Napoli e la Germania è da sempre molto intenso – – ha sottolineato Jessica Kraatz Magri – Nel 2024 le attività del Goethe-Institut a Napoli hanno dovuto subire un ridimensionamento e sono quindi felice che questo accordo con l’Istituto Italiano di Studi Germanici rinnovi e rafforzi il nostro impegno nel capoluogo campano”.

La cerimonia della sigla dell’accordo è stata preceduta da una tavola rotonda sui rapporti italo-tedeschi tra politica, diplomazia e cultura. La tavola rotonda, moderata da Federico Niglia, Consigliere di Amministrazione IISG, ha visto la partecipazione del germanista Angelo Bolaffi, Componente del Comitato Scientifico IISG, di Stefania Craxi, Presidente della Commissione Affari Esteri, Senato della Repubblica, di Giovanni Orsina, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’università LUISS Guido Carli e Virginia Kirst, Corrispondente tedesca a Roma.

Presenti alla cerimonia anche la direttrice del Goethe-Institut di Napoli, dott.ssa Maria Carmen Morese e il console onorario della Repubblica Federale Tedesca a Napoli, dott. Stefano Ducceschi.

L’Istituto Italiano di Studi Germanici (IISG) è un Ente Pubblico Nazionale di Ricerca il cui campo di attività è la ricerca scientifica nell’ambito delle conoscenze relative alla lingua, letteratura e cultura dei paesi di lingua tedesca e di lingue nordiche e promuove e realizza iniziative e attività di studio sulla vita culturale, artistica, scientifica e socio-politica dei popoli dell’Europa centro- settentrionale e sui loro reciproci rapporti con la cultura italiana ed europea. https://www.studigermanici.it/

Il Goethe-Institut Napoli è l’Istituto di cultura ufficiale della Repubblica federale tedesca. Presente a Napoli da oltre 60 anni, l’Istituto funge da mediatore e fautore del dialogo italo-tedesco in ambito culturale e formativo, contribuendo a suscitare e mantenere vivi simpatia e interesse per la cultura e la lingua tedesca. Punti chiave del programma culturale sono l’incontro tra artisti ed intellettuali italiani e tedeschi, la presentazione della cultura tedesca contemporanea e l’incentivazione della collaborazione culturale italo-tedesca ed europea.

(Foto credits: Matteo Nardone)

Bce, stretta banche su prestiti a imprese eurozona (ma non in Italia)

Roma, 28 gen. (askanews) – È tornata a inasprirsi sul finale dello scorso anno la dinamica del credito bancario per le imprese nell’area euro. Lo riporta la Banca centrale europea sulla base della sua indagine trimestrale, secondo cui i criteri di erogazione per i mutui alle famiglie sono invece rimasti invariati mentre si sono inaspriti quelli sui prestiti al consumo. Nello stesso periodo qualcosa di opposto si è verificato in Italia: un allentamento dei criteri per i prestiti alle imprese e un irrigidimento di quelli sull’erogazione di mutui.

Guardando all’insieme dell’area euro, la domanda di prestiti da parte delle imprese è rimasta debole, mentre quella sui mutui ha continuato a risalire in maniera vigorosa.

Il tutto mentre giovedì, dal Consiglio direttivo della stessa Bce è atteso un nuovo taglio ai tassi di riferimento per tutta l’eurozona, per 0,25 punti percentuali con cui i tasso guida – che al momento resta quello sui depositi – scenderebbe al 2,75%. Una mossa che dovrebbe favorire allentamenti delle condizioni di finanziamento.

L’indagine della Bce registra la quota netta di banche che riportano inasprimenti dei criteri di erogazione di credito. Nel caso delle imprese la quota netta di istituti che hanno riportato misure in tal senso è stata pari al 7%, mentre per i mutui alle famiglie secondo la Bce la dinamica è “sostanzialmente invariata”, dato che la quota netta di banche che hanno riportato inasprimenti è stata solo dell’1%. Sui prestiti al consumo questa quota è stata invece del 6%.

Le banche si attendono ulteriori inasprimenti sia sui prestiti alle imprese sia sul credito al consumo per il primo trimestre di quest’anno, assieme a un leggero inasprimento sui mutui alle famiglie.

Per quanto riguarda la Penisola, l’indagine viene condotta dalla Banca d’Italia secondo cui nel quarto trimestre del 2024 i criteri di offerta sui prestiti alle imprese sono stati lievemente allentati: l’effetto positivo della pressione concorrenziale, recita un comunicato, e della maggiore tolleranza del rischio ha più che compensato l’impatto negativo della maggiore percezione del rischio. I termini e le condizioni generali per i finanziamenti alle imprese sono stati resi più favorevoli mediante una riduzione dei tassi di interesse praticati, anche a seguito dei minori margini applicati dalle banche.

I criteri di offerta sui prestiti per l’acquisto di abitazioni sono stati lievemente irrigiditi, prosegue Bankitalia, mentre sono rimasti invariati quelli sui prestiti per il consumo. Per il trimestre in corso gli intermediari si attendono un lieve allentamento dei criteri per il credito alle imprese e un leggero irrigidimento di quelli per il credito al consumo; i criteri applicati ai mutui rimarrebbero invariati. Bankitalia segnala che per la prima volta dal terzo trimestre del 2022, la domanda di prestiti da parte delle imprese è aumentata, riflettendo il maggiore fabbisogno di finanziamenti per investimenti fissi, scorte e capitale circolante, nonché il più basso livello dei tassi di interesse.

La richiesta di prestiti da parte delle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha registrato un nuovo marcato incremento; per il credito al consumo l’aumento è stato più moderato. Nel trimestre in corso la domanda di prestiti di imprese e famiglie crescerebbe in tutti i comparti.

Le condizioni di accesso al finanziamento delle banche sono migliorate, principalmente con riferimento ai depositi sia a breve sia a lungo termine e ai titoli di debito a medio-lungo termine. Nel trimestre in corso le condizioni di accesso alla raccolta non registrerebbero variazioni significative.

Nel 2024 le nuove misure normative o di supervisione hanno contribuito a un lieve aumento delle attività ponderate per il rischio. Nell’anno in corso le banche si attendono una ulteriore e significativa crescita delle attività ponderate per il rischio e un moderato incremento del capitale mediante nuove emissioni.

Infine, nei sei mesi terminanti nello scorso dicembre la quota di crediti deteriorati (Npl) e gli altri indicatori della qualità del credito non hanno esercitato alcun impatto sulle politiche di offerta. Gli effetti sarebbero nulli anche nel semestre in corso.

Shoah, Mattarella: ripetiamo "mai più". E ricorda la complicità fascista

Roma, 28 gen. (askanews) – “Mai più”. Sergio Mattarella invita tutti a ripetere oggi con più forza e determinazione quel richiamo che venne dopo l’orrore di Auschwitz. Ieri in occasione dell’80esimo anniversario della liberazione del campo nazista il capo dello Stato ha partecipato, in Polonia, alla cerimonia a cui erano presenti capi di Stato e di governo provenienti da decine di paesi. “Un momento storico di straordinaria importanza” lo descrive Mattarella, un evento per “rinnovare un patto tra le nazioni e i popoli che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando accende una speranza”.

Per la cerimonia al Quirinale, che si è svolta un giorno dopo il Giorno del Memoria, sono intervenuti la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, e il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. In prima fila la premier Giorgia Meloni, i ministri Tajani, Crosetto e Piantedosi. Quest’anno la protagonista è Liliana Segre che il Presidente della Repubblica difende dagli “inaccettabili insulti razzisti” e avverte: “occorre mettervi un argine. Sono reati gravi, che vanno perseguiti a tutela della libertà e della giustizia”. La preoccupazione di Mattarella è per quello che avviene oggi, per il rischio che certe tentazioni razziste riemergano, “un risorgente antisemitismo che va respinto con forza” perchè “Auschwitz non è una parentesi, per quanto orribile. Alberga nel fondo dell’animo dell’uomo – avverte -. E’ un monito insuperabile e, insieme, una tentazione che sovente affiora”.

Auschwitz, ricorda ancora Mattarella “è la conseguenza diretta delle leggi razziste, ignominiosamente emanate anche in Italia dal regime fascista e della furia antiebraica nazista, di cui il regime fascista e la Repubblica di Salò furono complici e collaboratori, fino alla ‘soluzione finale'”. Complicità che per la prima volta anche Meloni ha pronunciato ieri e che oggi ha aggiunto: “Penso che sia molto importante in questo momento attualizzare questo racconto: è una di quelle battaglie che non si finisce mai di combattere”.

Non dimenticare gli orrori del passato, dice infatti Mattarella, serve a impedire il “rischio concreto che torni in auge, nella società così come nei rapporti internazionali, il nefasto criterio espresso dalle parole ‘mors tua, vita mea’, sempre foriero di tragedie. Avremmo invece bisogno, tutti e in ogni parte del pianeta, di una nuova stagione all’insegna del dialogo, della collaborazione, della comprensione”. Di qui il valore delle testimonianze dei sopravvissuti che Mattarella accoglie ogni anno con affetto al Quirinale che, come Liliana Segre, con il loro “impegno di memoria e di verità, le parole preziose, che non sono mai di odio, di vendetta, ma di giustizia, di umanità, di speranza” hanno costruito “un ponte con le nuove generazioni, trasferendo coraggio, passione, amore per la libertà, ripulsa per l’ingiustizia e la sopraffazione”.

La senatrice a vita deportata da ragazzina ad Auschwitz viene intervistata da alcuni studenti e racconta di quando si trovò di fronte a uno dei suoi aguzzini con un’arma a portata di mano ma scelse di non colpirlo: “In quel momento compresi l’enorme differenza che c’era tra me e lui. Mai, io, per alcuna ragione, avrei potuto uccidere nessuno. Diventai allora una donna di pace”.

Questo per Mattarella è lo spirito che ha dato vita alla nostra Costituzione che “è nata – e vive – per cancellare i principi, le azioni, le parole d’ordine del cupo dominio nazifascista”. Una Costituzione che promuove eguaglianza, giustizia, confronto e pluralismo. E dunque la cerimonia di oggi al Quirinale serve a “ribadire solennemente il nostro comune e inderogabile impegno a non permettere che simili atrocità si ripresentino”. Ma senza cedere alla sconforto perchè, osserva ancora il Presidente della Repubblica possiamo avere fiducia nei giovani, nella Costituzione e “nella vigilanza attiva delle forze politiche e sociali”.

“Ripetiamo allora anche noi – è quindi il suo invito -, con particolare determinazione in questi nostri giorni, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle case e nelle piazze, quel grido forte e alto, che proviene, ogni giorno e per sempre, dal recinto di Auschwitz: ‘Mai più!'”.

Calcio, Inzaghi: "Champions, manca solo l’ultimo passo"

Roma, 28 gen. (askanews) – “Non possiamo fare calcoli, abbiamo fatto un ottimo percorso. Ora manca solo l’ultimo passo”. Parola di Simone Inzaghi alla vigilia della sfida con il Monaco (San Siro ore 21), ultimo appuntamento della fase a gironi di Champions League. Basta un punto per arrivare agli ottavi di finale per la quarta volta di fila. “Il Monaco è un’ottima squadra – le parole del tecnico nerazzurro – Hutter l’ho già incontrato ai tempi della Lazio quando allenava l’Eintracht. In Champions è arrivato qualche gol in meno, ma abbiamo subito un solo gol in sette partite. Tra l’altro, su una palla nostra concessa agli altri”. Capitolo Bisseck. Il tedesco può giocare anche da centrale: “L’ha dimostrato in più di un’occasione, anche domenica a Lecce. È un ottimo giocatore e sta crescendo”. Palacios verso il Monza, gli infortuni il vero ostacolo: “Spero di riavere Acerbi e Calhanoglu nel derby di domenica prossima, vediamo”. Sull’inchiesta curve, infine: “Ho chiarito in procura tutto ciò che dovevo chiarire – ha concluso l’allenatore -, ora come ora vorrei concentrarmi sulla sfida di domani e non parlarne”.

Shoah,Mattarella ammonisce: ripetiamo "mai più". E ricorda la complicità fascista

Roma, 28 gen. (askanews) – “Mai più”. Sergio Mattarella invita tutti a ripetere oggi con più forza e determinazione quel richiamo che venne dopo l’orrore di Auschwitz. Ieri in occasione dell’80esimo anniversario della liberazione del campo nazista il capo dello Stato ha partecipato, in Polonia, alla cerimonia a cui erano presenti capi di Stato e di governo provenienti da decine di paesi. “Un momento storico di straordinaria importanza” lo descrive Mattarella, un evento per “rinnovare un patto tra le nazioni e i popoli che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando accende una speranza”.

Per la cerimonia al Quirinale, che si è svolta un giorno dopo il Giorno del Memoria, sono intervenuti la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, e il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. In prima fila la premier Giorgia Meloni, i ministri Tajani, Crosetto e Piantedosi. Quest’anno la protagonista è Liliana Segre che il Presidente della Repubblica difende dagli “inaccettabili insulti razzisti” e avverte: “occorre mettervi un argine. Sono reati gravi, che vanno perseguiti a tutela della libertà e della giustizia”. La preoccupazione di Mattarella è per quello che avviene oggi, per il rischio che certe tentazioni razziste riemergano, “un risorgente antisemitismo che va respinto con forza” perchè “Auschwitz non è una parentesi, per quanto orribile. Alberga nel fondo dell’animo dell’uomo – avverte -. E’ un monito insuperabile e, insieme, una tentazione che sovente affiora”.

Auschwitz, ricorda ancora Mattarella “è la conseguenza diretta delle leggi razziste, ignominiosamente emanate anche in Italia dal regime fascista e della furia antiebraica nazista, di cui il regime fascista e la Repubblica di Salò furono complici e collaboratori, fino alla ‘soluzione finale'”. Complicità che per la prima volta anche Meloni ha pronunciato ieri e che oggi ha aggiunto: “Penso che sia molto importante in questo momento attualizzare questo racconto: è una di quelle battaglie che non si finisce mai di combattere”.

Non dimenticare gli orrori del passato, dice infatti Mattarella, serve a impedire il “rischio concreto che torni in auge, nella società così come nei rapporti internazionali, il nefasto criterio espresso dalle parole ‘mors tua, vita mea’, sempre foriero di tragedie. Avremmo invece bisogno, tutti e in ogni parte del pianeta, di una nuova stagione all’insegna del dialogo, della collaborazione, della comprensione”. Di qui il valore delle testimonianze dei sopravvissuti che Mattarella accoglie ogni anno con affetto al Quirinale che, come Liliana Segre, con il loro “impegno di memoria e di verità, le parole preziose, che non sono mai di odio, di vendetta, ma di giustizia, di umanità, di speranza” hanno costruito “un ponte con le nuove generazioni, trasferendo coraggio, passione, amore per la libertà, ripulsa per l’ingiustizia e la sopraffazione”.

La senatrice a vita deportata da ragazzina ad Auschwitz viene intervistata da alcuni studenti e racconta di quando si trovò di fronte a uno dei suoi aguzzini con un’arma a portata di mano ma scelse di non colpirlo: “In quel momento compresi l’enorme differenza che c’era tra me e lui. Mai, io, per alcuna ragione, avrei potuto uccidere nessuno. Diventai allora una donna di pace”.

Questo per Mattarella è lo spirito che ha dato vita alla nostra Costituzione che “è nata – e vive – per cancellare i principi, le azioni, le parole d’ordine del cupo dominio nazifascista”. Una Costituzione che promuove eguaglianza, giustizia, confronto e pluralismo. E dunque la cerimonia di oggi al Quirinale serve a “ribadire solennemente il nostro comune e inderogabile impegno a non permettere che simili atrocità si ripresentino”. Ma senza cedere alla sconforto perchè, osserva ancora il Presidente della Repubblica possiamo avere fiducia nei giovani, nella Costituzione e “nella vigilanza attiva delle forze politiche e sociali”.

“Ripetiamo allora anche noi – è quindi il suo invito -, con particolare determinazione in questi nostri giorni, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle case e nelle piazze, quel grido forte e alto, che proviene, ogni giorno e per sempre, dal recinto di Auschwitz: ‘Mai più!'”.

Mediobanca: Ops di Mps ostile e non concordata, distrugge valore

Milano, 28 gen. (askanews) – Il cda di Mediobanca “rigetta” l’Ops annunciata da Mps su piazzetta Cuccia. Il board, riunitosi oggi, dopo aver esaminato la comunicazione ai sensi dell’art. 102 del Tuf diffusa da Banca Monte dei Paschi di Siena il 24 Gennaio 2025 avente ad oggetto la promozione dell’Ops, ha diffuso un comunicato nel quale si premette che “l’Offerta non è stata concordata ed è da ritenersi ostile e contraria agli interessi di Mediobanca”.

“Fermo restando che Mediobanca si esprimerà sull’Offerta con le tempistiche, gli strumenti e secondo le modalità previste dalla legge – prosegue poi il comunicato – sulla base dell’analisi del comunicato il consiglio di amministrazione di Mediobanca ritiene l’Offerta priva di razionale industriale e finanziario, e dunque distruttiva di valore per Mediobanca”.

Il comunicato emesso oggi, si legge nella nota, è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione con l’astensione dei consiglieri Sandro Panizza e Sabrina Pucci, entrambi in quota alla lista Delfin.

Piazzetta Cuccia, in particolare, ritiene che l`Ops di Mps “non abbia valenza industriale pregiudicando l`identità e il profilo di business del Gruppo
Mediobanca focalizzato su segmenti di attività a elevato valore
aggiunto e con evidenti traiettorie di crescit”; che “distrugga
valore per gli azionisti di Mediobanca e di Mps essendo facile
prevedere una copiosa perdita di clienti in quelle attività
(quali il Wealth Management e l`Investment Banking) che
presuppongono l`indipendenza, la reputazione e la professionalità
dei professionisti”; che “sia negativamente caratterizzata dalla
difficoltà a determinare il valore intrinseco dell`azione della
Banca Mps che presenta un patrimonio netto che fronteggia
rilevanti attività fiscali, attività deteriorate e rischi di
contenzioso legale (3,3miliardi), indicatori di rischio peggiori
rispetto alle altre banche italiane, rilevanti perdite pregresse,
una marcata concentrazione geografica (70% filiali al centro-sud Italia) e di clientela (piccole media impresa), mancanza di fabbriche prodotto”.

La presenza degli stessi azionisti in Mps, Mediobanca e Ass. Generali nell`ambito di un`offerta esclusivamente in azioni, configura una potenziale disomogeneità negli interessi rispetto al resto della compagine azionaria”.

Lo sottolinea Mediobanca nel comunicato emesso al termine del cda
odierno segnalando l`Ops sull’istituto guidato da Alberto Nagel
annunciata da Mps “è caratterizzata dai rilevanti intrecci
azionari di Delfin e Caltagirone che sono presenti:
in Mediobanca, dove Delfin detiene il 20% e Caltagirone il
7%(sulla base dello stacco del dividendo di novembre 2024),
in Mps, dove Delfin è il primo azionista privato con il 10%, mentre Caltagirone detiene il 5% (oltre a detenere il 5% di Anima Holding che a sua volta possiede il 4% di Mps), in Ass. Generali, dove Delfin detiene il 10% e Caltagirone il 7%”.

Gianni Alemanno dovrà scontare in carcere 22 mesi di pena

Roma, 28 gen. (askanews) – L’ex sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, dovrà restare in carcere per 22 mesi. Lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Roma dopo l’arresto avvenuto nella serata del 31 dicembre scorso. “Ho sbagliato, ma l’ho fatto perché amo la politica”, aveva detto proprio Alemanno davanti ai giudici nell’udienza della scorsa settimana.

Gianni Alemanno “ha tenuto comportamenti del tutto incompatibili a determinare una concreta, genuina ed effettiva adesione alle regole ordinamentali; l’attività prospettata quale risocializzante si è rivelato falsa
e strumentale e sono stati strumentalizzati da parte
dell’affidato gli spazi di apertura concessi; dunque, non si è
affatto realizzata la finalità rieducativa cui la misura era
preordinata”. Così scrive il tribunale di sorveglianza della
Capitale nell’ordinanza di revoca della pena alternativa all’ex
sindaco di Roma che dovrà scontare 22 mesi di pena in carcere.

Insomma – si spiega – “non vi è alcuno spazio valutativo
favorevole per ammettere Alemanno alla misura meno afflittiva
della detenzione domiciliare, invocata dalla difesa, non essendo
formulabile un giudizio né di meritevolezza, né di affidabilità,
né di cessata probabilitè di commissione dei reati”. E comunque gli impegni politici “non possono in alcun modo giustificare una attività illecita così strutturata, capillare, ostinata”.

Shoah, Tajani: seme antisemitismo può far rinascere il passato

Roma, 28 gen. (askanews) – Il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il Giorno della memoria “è un messaggio che tutti noi condividiamo. Anche io ieri ho inviato un messaggio a tutte le scuole italiane all’estero proprio per ricordare quanto si debba approfondire il tema dell’antisemitismo, che rischia di essere un seme che può far rinascere quello che è successo nel passato. Non è perché è successo una volta che non può succedere più. Non deve accadere mai più, ha detto Mattarella a conclusione del suo intervento”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, uscendo dal Quirinale al termine della cerimonia di celebrazione del Giorno della memoria.

“Cacciare un giornalista dall’università perché è ebreo è una cosa incredibile, siccome è successo già due volte in Italia, sia a Roma che a Napoli, mi pare che si fanno passi indietro e non in avanti verso la libertà e verso il rispetto delle persone – ha sottolineato Tajani – . È questo che bisogna capire, ma anche in Europa e nel mondo ci sono rigurgiti di antisemitismo che vanno combattuti e Mattarella è stato molto chiaro, da questo punto di vista io condivido parola per parola quello che ha detto Mattarella”.

Shoah, Meloni: la battaglia per la memoria non si finisce mai di combattere

Roma, 28 gen. (askanews) – “Condivido quello che ho sentito e penso che sia molto importante in questo momento attualizzare questo racconto, come è stato ampiamente detto dalla senatrice Liliana Segre, dalla presidente Di Segni, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal ministro Giuseppe Valditara. È una di quelle battaglie che non si finisce mai di combattere”. Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni lasciando il Quirinale al termine della cerimonia di celebrazione del giorno della memoria.

Cinema under 12, al via bando per nuova edizione Moscerine Film Festival

Roma, 28 gen. (askanews) – Aperto il bando di gara della quarta edizione del Moscerine Film Festival, il primo e unico Festival di cinema interamente realizzato e dedicato a registi under 12. Come ogni anno, la partecipazione è assolutamente gratuita e i cortometraggi dovranno essere inviati entro e non oltre l’8 aprile.

Dal 5 all’11 maggio infatti torna a Roma il Moscerine Film Festival, una manifestazione dove il cinema e i bambini sono i protagonisti e l’inclusione è “di casa”. Un’occasione preziosa dedicata a tutte le bambine e i bambini under 12 per diventare dei veri e propri registi.

Anche per il 2025 si confermano le tre sezioni di gara. La categoria “Under 12” è il cuore del Festival: a concorrere saranno cortometraggi a tema libero della durata massima di 15 minuti. Nella categoria “Focus scuole” saranno proiettati i lavori, di massimo 15 minuti, realizzati dai bambini con professionisti e insegnanti sia all’interno delle scuole che in laboratori didattici. Infine la categoria “A scuola con le Moscerine” sarà dedicata alle classi e ai giovani registi che hanno aderito al percorso di educazione dell’associazione culturale Le Moscerine. Tutti i cortometraggi dovranno essere girati solo e unicamente in orizzontale, proprio come il cinema richiede.

La giuria del MFF25 vede la partecipazione, fra gli altri di Mussi Bollini già vice direttrice Rai Kids, Maria Fares produttrice di film per bambini e ragazzi, Simona Banchi produttrice cinematografica, l’attore Antonio de Matteo, il comico Maurizio Battista, il compositore Mirko Fabbreschi, il giornalista Giuseppe Fantasia. New entry, la giuria dei bambini “cresciuti” del Moscerine Film Festival delle scorse edizioni: ex presentatrici e presentatori e vincitori dei premi delle scorse edizioni che hanno superato i 12 anni.

Confermati anche quest’anno, oltre ai classici premi, quelli dei numerosi partner del MFF. Il Premio di Tadàn permetterà al vincitore di avere il proprio cortometraggio prodotto mentre il Premio Zalab consentirà di distribuire l’opera vincitrice sulla piattaforma online http://www.zalabview.org/. Inoltre una bellissima novità: il Premio Romics, il Festival Internazionale del fumetto, animazione, cinema e games, che entra da quest’anno ufficialmente tra i partner del festival. Il festival è realizzato grazie alle società che sin dall’inizio hanno creduto e sostenuto il festival: Le Moscerine, Cleverage, Tadàn Produzioni, Smile Vision.

Calcio, Arabia addio, Neymar torna in Brasile

Roma, 28 gen. (askanews) – Neymar non è più un giocatore dell’Al-Hilal. L’attaccante brasiliano e il club saudita hanno interrotto il rapporto di lavoro con sei mesi di anticipo sulla naturale scadenza del contratto che era prevista tra giugno e luglio 2025 dopo la partecipazione al Mondiale per Club. In totale con l’Al-Hilal, Neymar ha disputato solo sette partite e segnato un solo gol dopo essere stato acquistato dal Psg per 90 milioni di euro. Nel futuro del giocatore ora sembra esserci il ritorno in patria, in Brasile. Non al Santos però, dove tutto è cominciato, bensì al Flamengo o al Botafogo che hanno capacità economiche più importanti dell’ex club di Pelé.

Shoah, Mattarella: Auschwitz è un monito insuperabile, rinnovare un patto tra le nazioni

Roma, 28 gen. (askanews) – “Rinnovare un patto tra le nazioni e i popoli che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, in cui la violenza, l’aggressione, l’inimicizia, la guerra sembrano voler prendere il sopravvento, accende una speranza”, così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale per il Giorno della memoria ha descritto l’evento a cui ha partecipato ieri ad Auschwitz, dove decine di capi di Stato e di governo si sono riuniti per l’80esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio. Mattarella lo ha definito “un momento storico, di straordinaria importanza, che tesse insieme, in un’unica tela, passato e futuro, memoria e responsabilità di oggi”. “Auschwitz – ha sottolineato il presidente della Repubblica – è il ‘non luogo’ per eccellenza, una nebulosa, dove le coordinate spaziali si smarriscono e il tempo si ferma. Non è una parentesi, per quanto orribile. Alberga nel fondo dell’animo dell’uomo. E’ un monito insuperabile e, insieme, una tentazione che sovente affiora”.

E “Auschwitz – ha proseguito Mattarela – è la conseguenza diretta delle leggi razziali, ignominiosamente emanate anche in Italia dal regime fascista e della furia antiebraica nazista, di cui il regime fascista e la Repubblica di Salò furono complici e collaboratori, fino alla ‘soluzione finale’ “.  “Auschwitz rappresenta l`abisso più profondo e oscuro mai toccato nella storia dell`umanità – ha ribadito il capo dello Stato -. Un universo di orrore e di abiezione, che appartiene a quello stesso genere umano che oggi guarda a quella stagione con dolore, sconcerto, talvolta anche con una nuova tragica indifferenza di chi pensa che si tratti di un passato che non può tornare”.

Shoah, Mattarella: Costituzione nata per cancellare nazifascismo

Roma, 28 gen. (askanews) – “La nostra Costituzione è nata – e vive – per cancellare i principi, le azioni, le parole d’ordine del cupo dominio nazifascista, di cui il sanguinoso conflitto mondiale e i campi di sterminio furono gli esiti crudeli e inevitabili”. Lo ha ribadito il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia al Quirinale per il Giorno della Memoria.

“In luogo della predicazione della guerra d’aggressione, la Costituzione prevede la pace e la collaborazione internazionale – ricorda il capo dello Stato -. Al posto della discriminazione e della persecuzione, la Costituzione promuove l’eguaglianza e la giustizia. In luogo dell’oppressione, la libertà. Invece dell’indottrinamento e della propaganda che manipola la realtà sino alla menzogna, il confronto e il pluralismo. Al contrario della fede cieca e dell’obbedienza incondizionata, la Costituzione prevede la democrazia, la partecipazione, le garanzie e i controlli”.

Shoah, Mattarella: ieri ad Auschwitz per rinnovare patto tra nazioni

Roma, 28 gen. (askanews) – “Rinnovare un patto tra le nazioni e i popoli che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, in cui la violenza, l’aggressione, l’inimicizia, la guerra sembrano voler prendere il sopravvento, accende una speranza”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale per il giorno della memoria descrive l’evento a cui ha partecipato ieri ad Auschwitz dove decine di capi di Stato e di governo si riuniti per l’80esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio.

Mattarella lo definisce “un momento storico, di straordinaria importanza, che tesse insieme, in un’unica tela, passato e futuro, memoria e responsabilità di oggi”.

Liliana Segre al Quirinale: fummo caricati sui treni da tedeschi e fascisti

Roma, 28 gen. (askanews) – “Eravamo incerti, non sapevamo cosa fare. Mio papà decise che saremo scappati in Svizzera. Si preparò. Ebbe un permesso. Mio nonno aveva il Parkinson e per metterlo in salvo provammo a scappare in Svizzera. Dopo una fuga ridicola, da borghesi piccoli piccoli, mai ci aspettavamo che gli svizzeri ci avrebbero respinto. Riaccompagnati alla frontiera siamo stati arrestati. Lo ha detto la senatrice a vita, Liliana Segre, nel corso del suo intervento alla cerimonia che che si tiene al Quirinale sulla ‘Giornata della memoria’.

Quindi ha proseguito: “Essere arrestati da italiani che erano disperati nell’arrestarci. Il giro delle prigioni, Varese, Como, San Vittore. Poi siamo stati chiamati uno per uno per nome e portati sotto la stazione”. Poi il “ricordo” dei “calci e pugni” e della “violenza di tedeschi e fascisti, siamo stati caricati sui treni con carri bestiame. Un po’ di paglia, un secchio. I vagoni…”. Il viaggio verso il campo di concentramento fu “una settimana strana. Quelli più fortunati pregarono. Io vengo da una famiglia più che laica, atea. Molti piangevano. Poi hanno smesso. I fortunati pregavano”.

Le leggi razziali? “Nel ’38 dovevo far la terza elementare, credevo che le mia compagne di scuola mi avrebbero cercato, mi avrebbero continuato ad invitare. Solo tre che non ho mai dimenticato sono rimaste amiche, a seguirmi, a trovare quando sono tornata”.

Shoah, al via al Quirinale cerimonia con Mattarella, Meloni e Segre

Roma, 28 gen. (askanews) – E’ iniziata al Quirinale la cerimonia per il Giorno della memoria. Con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono presenti i presidenti delle Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, la premier Giorgia Meloni, i ministri Guido Crosetto, Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Giuseppe Valditara.

Al suo ingresso nel salone dei Corazzieri il capo dello Stato ha salutato tutte le autorità e i sopravvissuti in prima fila, in particolare ha abbracciato Edith Bruck e Sami Modiano. Protagonista della cerimonia di quest’anno sarà Liliana Segre che verrà intervistata da alcuni bambini.

Maltempo, bomba d’acqua su Firenze: strade allagate e auto bloccate

Firenze, 28 gen. (askanews) – Una bomba d’acqua si è abbattuta su Firenze questa mattina, causando disagi in città e nelle aree circostanti. Numerosi allagamenti hanno trasformato alcune strade in torrenti, mandando in tilt il traffico. Segnalazioni di criticità arrivano dal centro storico e da diverse zone, tra cui l’Oltrarno e Porta Romana, dove l’acqua ha invaso le carreggiate fuoriuscendo dai tombini. In altre aree, come Soffiano, le strade risultano sommerse, con automobilisti costretti a rimanere bloccati nei veicoli.

Fuori Firenze, la situazione non migliora: a Vaglia una frana ha interrotto la viabilità lungo la Bolognese, mentre sulla FiPiLi l’acqua ha invaso il tratto tra Ginestra Fiorentina e Lastra a Signa, causando lunghe code e rallentamenti.

La perturbazione sta interessando l’intera regione, spostandosi dalla costa livornese verso le province di Empoli, Pistoia e Prato. A Mulazzo (Massa Carrara) si sono registrati oltre 216 mm di pioggia in 24 ore, con il livello dei corsi d’acqua come il Magra e il Bagnone sotto monitoraggio costante. Allagamenti e criticità sono segnalati anche nel Mugello e nelle Caldine.

La Regione ha diramato un’allerta arancione per le zone settentrionali, mentre le previsioni indicano che l’instabilità potrebbe persistere nelle prossime ore. Si continua a monitorare l’evolversi della situazione.

Trump: anche Microsoft è interessata all’acquisto di TikTok

Roma, 28 gen. (askanews) – Nuova svolta nella possibile vendita di TikTok. Donald Trump ha dichiarato che Microsoft fa parte di un gruppo di aziende che dovrebbero acquistare la piattaforma cinese nell’ambito di un piano del governo americano per evitare il divieto dell’applicazione negli Stati Uniti. “Direi di sì”, ha risposto il presidente americano a un giornalista che gli chiedeva se Microsoft fosse in trattativa per acquisire il social network. “C’è molto interesse per TikTok, c’è molto interesse per TikTok. Mi piacciono le guerre di offerte perché ti permettono di ottenere il miglior affare possibile”, ha aggiunto.

Trump si è rifiutato di fare i nomi degli altri candidati, ma ha detto che si tratta di “aziende di alto livello”.

Di proprietà del gruppo cinese ByteDance, il destino dell’applicazione più popolare tra i giovani, TikTok, è incerto negli Stati Uniti. Una legge approvata nel 2024 per obbligare ByteDance a vendere l’app, pena il divieto di accesso al territorio statunitense, è entrata in vigore il 19 gennaio, il giorno prima dell’insediamento di Donald Trump.

Nato: premier Danimarca oggi da Rutte, presso sede Alleanza

Milano, 28 gen. (askanews) – Il Segretario generale della NATO Mark Rutte incontra la premier di Danimarca oggi martedì 28 gennaio 2025. “Il Segretario generale riceverà il capo di governo danese, Mette Frederiksen, presso la sede della NATO a Bruxelles. Non ci sarà alcuna opportunità mediatica” fa sapere l’Alleanza.

Il tutto nell’ambito di un ampio giro europeo di colloqui della premier Frederiksen, che toccherà anche Berlino e Parigi, a fronte della posizione del nuovo presidente Usa Donald Trump in merito alla Groenlandia.

Frederiksen, in una recente telefonata con Trump, ha ribadito la dichiarazione del primo ministro della Groenlandia Múte Egede “secondo cui la Groenlandia non è in vendita”, secondo un comunicato stampa danese.

Frederiksen e Trump hanno alle spalle una storia di tensioni su questa questione. Durante il suo primo mandato, Trump annullò un viaggio in Danimarca dopo che il primo ministro definì “assurda” l’idea che gli Stati Uniti acquistassero la Groenlandia. All’epoca Trump definì i suoi commenti “cattivi” e “inappropriati”.

Kiev vuole confrontarsi con gli Usa prima dei colloqui Putin-Trump

Roma, 28 gen. (askanews) – Kiev sa che Washington sta preparando una telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin e vuole confrontarsi con gli Stati Uniti su possibili negoziati, ha riferito il sito web di notizie Ukrainska Pravda.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky preferirebbe concordare una visione comune del processo di negoziazione con gli Stati Uniti prima dell’inizio dei colloqui, ha riferito il sito web, citando fonti nella presidenza ucraina.

Kiev sta aspettando l’inviato speciale di Trump Keith Kellogg, la cui visita è stata posticipata. Non è chiaro chi rappresenterà l’Ucraina ai colloqui con Kellogg. Il capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, è stato la figura chiave nei contatti con la Casa Bianca e ha parlato spesso con il consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden, Jake Sullivan, ma ha ricevuto un’accoglienza fredda dal team di Trump durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti a dicembre, ha riferito Ukrainska Pravda.

Nel giugno 2024, il presidente russo Vladimir Putin ha stabilito i termini per un accordo di pace in Ucraina, che all’epoca includeva il ritiro delle truppe ucraine dalle nuove regioni della Russia e garanzie da parte di Kiev che avrebbe abbandonato i piani di adesione alla NATO. Il presidente russo ha anche menzionato la revoca delle sanzioni contro la Russia.

Dopo che le truppe ucraine hanno attaccato la regione russa di Kursk nell’agosto 2024, Putin ha definito impossibile la prospettiva di negoziati con Kiev. L’assistente del Cremlino Yuri Ushakov ha affermato che le proposte di pace di Mosca non erano state annullate, ma la Russia non si sarebbe impegnata con l’Ucraina a questo punto.

Nell’ottobre 2022, Zelensky ha firmato un decreto che vieta i colloqui di pace con la Russia finché Putin fosse rimasto al potere. Ma a metà gennaio, Zelensky ha dichiarato, dopo le pressioni dell’amministrazione Trump, di non essere soggetto a questa legge che vieta i negoziati con Mosca.

Oggi attese importanti dichiarazioni di Macron sul museo del Louvre

Roma, 28 gen. (askanews) – Emmanuel Macron si recherà oggi al Louvre per fare degli annunci in risposta all’allarme sul museo più visitato al mondo, che versa in una situazione di degrado allarmante. “Ci saranno annunci riguardanti il Louvre e il suo futuro”, si è limitata a dire la presidenza ai giornalisti lunedì, senza svelare le soluzioni che il capo dello Stato consiglierà.

Il museo ha attirato l’attenzione da quando il suo presidente e direttore, Laurence des Cars, ha lanciato l’allarme in una nota datata 13 gennaio al ministro della Cultura, Rachida Dati. Nel documento vengono elencati i problemi: “Moltiplicazione dei danni in spazi talvolta molto degradati”, “obsolescenza” delle “attrezzature tecniche”, “preoccupanti variazioni di temperatura che mettono a repentaglio lo stato di conservazione delle opere”…

La piramide, inaugurata nel 1988, maestoso ingresso voluto dall’ex presidente François Mitterrand e progettato dall’architetto Ieoh Ming Pei, è considerata “strutturalmente obsoleta” perché progettata per accogliere quattro milioni di visitatori all’anno. Nel 2024 il museo ha avuto quasi nove milioni di visitatori (di cui l’80% stranieri) e dieci milioni prima della pandemia di Covid-19. Emmanuel Macron accoglierà l’idea di un secondo ingresso sul lato della Cour Carrée del vecchio castello? L’Eliseo riconosce che l’inadeguatezza dell’attuale ingresso è un “punto centrale”.

Allo stesso modo, un consigliere presidenziale nota che la discussione riguarda anche il luogo in cui verrà esposta la Gioconda, perché “l’entusiasmo dei visitatori” – almeno 20.000 al giorno – “compromette le condizioni di visita nelle zone circostanti”. La nota non conferma in questa fase un possibile spostamento del ritratto della Monna Lisa in un nuovo spazio.

Il Presidente della Repubblica si trova ad affrontare due insidie. Dopo la sconfitta del suo partito alle elezioni legislative, non può più dettare decisioni al governo, come ha fatto per sette anni. Inoltre, la pessima situazione delle finanze pubbliche rende inimmaginabili investimenti ingenti da parte dello Stato. Tuttavia, i lavori necessari, secondo la direzione del museo, costeranno “centinaia di milioni di euro”. Circola la cifra di mezzo miliardo, ma non è stata confermata.

“Non c’è ovviamente alcun dubbio, nel momento in cui stiamo elaborando un bilancio (…) per controllare la spesa pubblica, di aggiungere una linea di 500 milioni di questo tipo”, ha avvertito la portavoce del governo Sophie Primas, su TF1. Secondo lei, l’eventuale annuncio di fondi pubblici “impegna solo il presidente”.

L’Eliseo assicura al contrario che Emmanuel Macron, che si è recato lì discretamente in autunno per rendersi conto dell’entità delle necessità, ha preparato i suoi annunci “insieme” alla signora Dati, che aveva nominato alla Cultura un anno fa. “Questi non sono annunci presidenziali slegati dall’azione governativa”, insiste un consigliere.

Senza entrare nei dettagli delle opzioni di finanziamento, la presidenza ha minimizzato la difficoltà tecnica di un biglietto d’ingresso più costoso per i turisti stranieri provenienti da paesi extra-Unione Europea, menzionata dal ministro. Ha anche osservato che i prezzi del Louvre erano “chiaramente nella fascia più bassa” rispetto a quelli dei “grandi musei equivalenti”.

Secondo una fonte governativa, l’esecutivo sta valutando come “mobilitare risorse altrove”, da donatori privati e grandi aziende, come è stato il caso per gli 846 milioni di euro di donazioni che hanno contribuito a ricostruire Notre-Dame. Questo progetto, che ha permesso la riapertura della cattedrale a dicembre, cinque anni dopo l’incendio, è una delle principali iniziative culturali di Emmanuel Macron. Oltre a ciò, il suo “grande progetto”, secondo l’Eliseo, è la Città internazionale della lingua francese, nel castello restaurato di Villers-Cotterêts, nell’Aisne.

L’avvertimento del Vaticano: l’uomo può diventare schiavo dell’i ntelligenza artificiale,

Roma, 28 gen. (askanews) – Non va considerata come una persona l’Intelligenza Artificiale, non va divinizzata, non deve sostituire le relazioni umane, ma deve essere utilizzata “solo come strumento complementare all’intelligenza umana”. I moniti del Papa sull’Intelligenza Artificiale di questi ultimi anni fanno da traccia ad Antiqua et Nova (in riferimento alla “sapienza”, antica e nuova), la nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana frutto della mutua riflessione tra Dicastero per la Dottrina della Fede e Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

Il documento rivolto a genitori, insegnanti, preti, vescovi e quanti sono chiamati a educare e trasmettere la fede, ma anche a coloro che condividono l’esigenza di uno sviluppo scientifico e tecnologico “al servizio della persona e del bene comune” [5]. Pubblicata oggi, 28 gennaio, la Nota è stata approvata dal Papa. In 117 paragrafi, Antiqua et nova mette in luce sfide e opportunità dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nei campi di educazione, economia, lavoro, sanità, relazioni internazionali e interpersonali, contesti di guerra.

Le potenzialità dell’IA – avverte la nota della Santa Sede – potrebbero accrescere le risorse belliche “ben oltre la portata del controllo umano”, accelerando “una corsa destabilizzante agli armamenti con conseguenze devastanti per i diritti umani”.

Come ogni prodotto dell’ingegno umano – si sottolinea – anche l’IA può essere diretta verso “fini positivi o negativi”, sottolinea Antiqua et Nova. Non nega che l’Intelligenza Artificiale possa introdurre “importanti innovazioni” in vari campi si rischia anche di aggravare situazioni di marginalizzazione, discriminazione, povertà, “divario digitale”, disuguaglianze sociali. A sollevare “preoccupazioni etiche” è in particolare il fatto che “la maggior parte del potere sulle principali applicazioni dell’IA sia concentrato nelle mani di poche potenti aziende”, così che questa tecnologia finisca ad essere manipolata per “guadagni personali o aziendali” o ad “orientare l’opinione pubblica verso l’interesse di un settore”.

“In un mondo segnato dall’IA, abbiamo bisogno della grazia dello Spirito Santo, il quale ‘permette di vedere le cose con gli occhi di Dio, di comprendere i nessi, le situazioni, gli avvenimenti e di scoprirne il senso’. Poiché ‘ciò che misura la perfezione delle persone è il loro grado di carità, non la quantità di dati e conoscenze che possono accumulare’, il modo in cui si adotta l’IA ‘per includere gli ultimi, cioè i fratelli e le sorelle più deboli e bisognosi, è la misura rivelatrice della nostra umanità'”. Così si spiega nella nota del Vaticano “Antiqua et nova” sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana, del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

Sempre in relazione all’Intelligenza artificiale – si aggiunge – “questa saggezza può illuminare e guidare un uso di tale tecnologia che sia centrato sull’essere umano, che come tale può aiutare a promuovere il bene comune, ad aver cura della “casa comune”, ad avanzare nella ricerca della verità, a sostenere lo sviluppo umano integrale, a favorire la solidarietà e la fraternità umana, per poi condurre l’umanità al suo fine ultimo: la felice e piena comunione con Dio”.

E quindi “nella prospettiva della sapienza, i credenti saranno in grado di operare come agenti responsabili capaci di usare questa tecnologia per promuovere una visione autentica della persona umana e della società, a partire da una comprensione del progresso tecnologico come parte del disegno di Dio per la creazione: un’attività che l’umanità è chiamata a ordinare verso il Mistero Pasquale di Gesù Cristo, nella costante ricerca del Vero e del Bene”.

Il Sommo Pontefice Francesco – si ricorda – nell’udienza concessa il giorno 14 gennaio 2025 ai prefetti e segretari del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cultura e l’Educazione,N ha approvato la Nota e ne ha ordinato la pubblicazione.

Il testo integrale della Nota vaticana

Le luci del nord, tra foreste, visioni e sogni sul clima

Basilea, 28 gen. (askanews) – Le foreste boreali come soggetto di pittura, ma, soprattutto, come occasione per riflettere sulla natura e sul nostro rapporto con essa, anche attraverso un ambiente lontano dalla nostra esperienza, ma carico di una forza che è tanto universale quanto intima. La Fondazione Beyeler di Basilea ha inaugurato la mostra “Luci del nord”, che presenta dipinti di paesaggio eseguiti tra il 1880 e il 1930 da artiste e artisti scandinavi e canadesi.

“Non c’è una sola luce del nord – ha detto ad askanews Sam Keller, direttore della Fondazione Beyeler – per questo la mostra è intitolata Northern Lights, al plurale. Ci sono così tante luci del Nord, molto diverse dalla luce mediterranea o anche da quella delle Alpi che noi conosciamo. Pensiamo ovviamente all’aurora boreale, ma anche ad altri fenomeni luminosi, come la lunga estate di sole oppure il freddo inverno buio. Pensiamo ai riflessi sulla neve, nei laghi, nelle cascate, nei fiumi…”.

In questa pluralità di visioni si innesta la sensazione di una relazione con l’incommensurabile, ma anche la possibilità di una presenza umana inattesa e soprattutto di una pittura che cambia le prospettive. Come accade, per esempio, nella sala dedicata ad Edvard Munch, dove le foreste ospitano sia dei vampiri sia i cieli infuocati che abbiamo imparato a conoscere nelle opere più celebri del pittore norvegese. “Ci sono tante luci diverse e ci sono anche tante emozioni diverse nelle opere – ha aggiunto Keller – e questo è uno dei tanti elementi che ci hanno affascinato in questa mostra”.

Oltre a Munch l’altra artista di fama internazionale in mostra è Hilma af Klint, mentre gli altri nomi sono poco conosciuti fuori dai loro Paesi e questo conferisce un elemento imprevisto e interessate all’esposizione. Che trova anche una sterzata verso il contemporaneo con una installazione digitale che la Fondazione ha commissionato all’artista danese Jakob Kudsk Steensen, intitolata “Boral Dreams”.

“Quest’opera – ci ha spiegato – è nata da due mesi che ho trascorso nella Marcell Experimental Forest nel nord del Minnesota quest’estate: qui si stanno creando le condizioni degli ambienti del futuro e io ho registrato suoni, ho preso dei campioni digitali e altri elementi e ho creato una sorta di videogame, un modo virtuale che immagina il domani delle foreste boreali. Quello che voglio fare con quest’opera è analizzare i cambiamenti che avverranno nel clima, ma anche come queste condizioni mutate cambiano il nostro modo di dormire e di sognare”.

Le luci del nord, insomma, arrivano anche nella nostra vita e perfino nel nostro subconscio. Tutto in fondo si connette, soprattutto se di mezzo ci sono la natura e l’arte.