Roma, 1 mar. (askanews) – In una gara quasi fotocopia di quella di venerdì, azzurre ai piedi del podio anche nella seconda discesa di cdm di Kvitfjell dando però ancora una volta l’ennesima dimostrazione di forza con Federica Brignone che vola in classifica generale vedendo sempre più vicina la sua seconda coppa del mondo. In una gara tiratissima in 1.31.69 ha vinto – primo successo in carriera dopo il sorprendente secondo posto di venerdì- la tedesca di 22 anni Emma Aicher. Seconda l’americana Lauren Macuga in 1.31.72 e terza l’austriaca Cornelia Huetter in 1.321.88. Poi c’è il solito pacchetto azzurro diviso in tre soli centesimi di secondo: Brignone quarta in 1.32.02, la trentina Laura Pirovano quinta in 1.32.03 e sempre a caccia del suo primo podio, mentre Sofia Goggia ha chiuso sesta in 1.32.05. Con questo quarto posto Brignone mantiene non solo il primato nella classifica di discesa (con 384 punti contro i 368 di Huetter e i 350 di Goggia) ma soprattutto consolida quello in classifica generale portandosi a 1094 punti contro gli 867 della sua rivale svizzera Lara Gut- Behrami oggi settima. Domani la tappa norvegese si chiude con un superG.
A Roma la magia del Cirque du Soleil con “Alegra -In A New Light”
Roma, 1 mar. (askanews) – Dopo quasi vent’anni il Cirque du Soleil riporta a Roma uno dei suoi spettacoli pi iconici e amati, che ha incantato oltre 14 milioni di spettatori in 40 paesi del mondo: “Alegra – In A New Light” fino al 13 aprile prender vita sotto il Grand Chapiteau a Tor di Quinto, per proseguire poi in tour a Milano, (dal 25 aprile al 2 giugno) e per la prima volta a Trieste (dal 13 giugno al 13 luglio).
La rivisitazione, la nuova versione di Alegra – di cui vediamo le prove – ha nuove scenografie, numeri acrobatici inediti, coreografie pi spettacolari, nuova regia e arrangiamenti musicali, esalta la potenza visiva ed emotiva dell’originale ma la porta nel futuro. Spiega Rachel Lancaster, direttrice artistica del Cirque du Soleil. “Alegra uno spettacolo che parla di emozioni. Ovviamente, Alegra significa gioia, ma noi accompagniamo le persone in un viaggio fatto di felicit, paura, euforia, speranza. Tutte queste cose sono possibili solo se a volte c’ anche il contrario, il sentimento principale dell’esistenza umana, quindi attraverso il mezzo della performance fisica e dell’acrobazia, cos che raccontiamo la nostra storia per catturare il pubblico e portarlo in questo viaggio unico”.
Si racconta di un mondo che ha perso il suo re, diviso tra chi vorrebbe che tutto restasse uguale, un giullare di corte che tenta di salire sul trono e un movimento di speranza che cresce nelle strade, il Bronx, che vorrebbe il cambiamento, con la speranza di riportare la gioia nel mondo.
Un messaggio anche attuale, che affascina con una colonna sonora storica, candidata ai Grammy Awards: 54 gli artisti provenienti da 18 paesi che saltano, volano e si alternano in numeri spettacolari. Come Dandino Tuniziani, venezuelano ma con nonno siciliano, che si esibisce al trapezio volante con il fratello Gamal: “Sono 14 metri di altezza, facciamo il triplo salto mortale, il doppio passaggio, tante cose, siamo 11 trapezisti”.
In scena 120 costumi, con oltre 600 elementi differenti in ciascuna esibizione. Gli artisti dopo 12 ore di sessioni di allenamento imparano a truccarsi da soli e a riprodurre il proprio trucco quotidianamente in circa 45 minuti.
Una magia quella del Cirque du Soleil, che dal 1984 ad oggi continua a incantare, dice la direttrice artistica, grazie soprattutto ai performer: “Si vedono cose impossibili sul palcoscenico, ed attraverso la ripetizione, la dedizione, la pratica, che permettiamo al nostro pubblico di fare questo viaggio con l’artista. Quando vedi qualcuno che fa cose pazzesche in aria, il tuo cervello si accende con quello che stai guardando, ed questo che credo ci apra la porta per raccontare le nostre storie”.
Ucraina, Iv scrive a La Russa e Fontana: Meloni riferisca in aula
Roma, 1 mar. (askanews) – “Caro presidente, le immagini dello scontro di ieri alla Casa Bianca hanno suscitato angoscia in tutto il mondo, cambiando nei fatti i connotati della politica estera e del quadro internazionale. Un fatto politico di primaria grandezza, che interpella da vicino tutte le coscienze, che provoca inquietudini in ampi settori dell’opinione pubblica e e che esige una riflessione politico-istituzionale nel luogo naturale della nostra democrazia, il Parlamento”. Lo scrivono Davide Faraone ed Enrico Borghi, capigruppo di Italia viva alla Camera e al Senato, in una lettera inviata ai presidenti Fontana e La Russa.
“All’indomani del vertice che si terrà a Londra domani e prima del Consiglio dell’Unione Europa straordinario del 6 marzo sull’Ucraina – aggiungono – è inevitabile ed improcrastinabile che la Presidente del Consiglio venga a riferire nelle Aule di Camera e Senato, al fine di svolgere la naturale funzione di indirizzo che la nostra Costituzione attribuisce alle Camere. È in gioco il futuro dell’Unione e la centralità del Parlamento non può essere messa in discussione” si legge. “Ti chiedo quindi di farti portavoce presso la Presidenza del Consiglio perché a partire da lunedi la Presidente del Consiglio venga a riferire in Aula nel quadro di un dibattito che si rende di ora in ora sempre più indispensabile”, concludono Faraone e Borghi.
MotoGp, Bagnaia: "Contento al 60%, i Marquez più veloci"
Roma, 1 mar. (askanews) – Terzo posto nella Sprint di Buriram per Bagnaia, che ha commentato su Sky la sua gara: “Ci ho provato ma i fratelli Marquez andavano più forte. Ho provato a fare il massimo, sono stato impressionato da Ogura per la sua performance incredibile. Per il GP della domenica ho diverse cose in testa e vediamo come risolverle stasera, sono soddisfatto al 60%. Non sono ancora comodissimo, ma è da oggi che guido la stessa moto per due sessioni di fila. Il feeling di guida torna piano piano, quest’anno abbiamo Marc che è in palla. Non ho molte scuse”
Schlein aderisce all’idea di Michele Serra sulla manifestazione pro-Europa
Roma, 1 mar. (askanews) – “Noi siamo pronti a dare una mano, a metterci a disposizione di una grande piazza senza bandiere di parte se non quella europea, a esserci e pure ‘scomparire’, come Serra ha chiesto sotto il mare blu di quelle bandiere che per noi rappresentano identità e speranza”. Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, annunciando con un suo intervento su Repubblica, l’adesione alla piazza per l’Europa.
“Raccogliamo – spiega – la sfida che ci pone l’offensiva nazionalista, trasformiamola in opportunità per cambiare davvero l’Europa. È l’unico modo per salvarla. È una prospettiva che riguarda tutte e tutti. E che può diventare concreta solo se saprà suscitare partecipazione popolare e consapevolezza, raccogliendo dietro le bandiere blu le energie e i fermenti che attraversano la società italiana ed europea, incanalando il desiderio di reagire di tante e tanti. Penso alle voci del terzo settore e del volontariato, al mondo della cultura e dell’università, alle forze sociali, ad amministratrici e amministratori locali, a tante persone che credono in un’Europa diversa, unita per un futuro migliore”.
“Il sasso che avete lanciato nello stagno – prosegue Schlein – può trasformarsi in onda se saprà cogliere la doppia esigenza di difendere i valori su cui l’Europa si è fondata che sono sotto attacco, di non dar per scontato i passi fatti fin qui, ma pure di vedere i limiti, gli errori e pretendere insieme un cambiamento”.
Deve essere, osserva, “un abbraccio collettivo che reagisca all’offensiva dei nazionalisti per chiedere la svolta radicale che serve a superare gli egoismi e fare finalmente l’Unione per davvero, realizzando la promessa di Ventotene: un’Europa diversa, unita e libera, più giusta e vicina alle persone. Un’Europa federale”.
MotoGp, Marquez: "Sabato perfetto, modo migliore per iniziare"
Roma, 1 mar. (askanews) – La prima Sprint dell’anno va a Marc Marquez, che a Buriram batte il fratello Alex e Bagnaia e torna in testa alla classifica piloti dopo 93 GP e 1931 giorni (Valencia 2019): “E’ stato un sabato perfetto, un modo fantastico per iniziare la nuova storia con il team ufficiale Ducati: pole position, vittoria nella Sprint e Alex secondo. Sono contento ma non euforico, so che la gara di domenica è importante. In Malesia ho capito che ero veloce, guido bene con questa ‘GP24.5’, provo sempre a cercare il mio 100% senza guardare gli altri e senza prendere rischi”
Dopo ieri nessuna altra crisi respiratoria per Papa Francesco
Città del Vaticano, 1 mar. (askanews) – Per Papa Francesco, “dopo quella di ieri non ci sono state altre crisi” respiratorie. Lo riferiscono fonti vaticane che confermano come il pontefice, giunto al suo quattordicesimo giorno di ricovero al Policlinico Gemelli di Roma, ha trascorso una notte tranquilla.
Il Papa, che nella giornata di ieri era stato colpito da un broncospasmo, stamane si è svegliato, ha fatto colazione, bevendo anche un caffè – riferiscono le stesse fonti – e si è dedicato alla lettura dei giornali, cosa che è sua abitudine. Francesco, ovviamente, “prosegue soprattutto il riposo” che i sanitari gli hanno prescritto ed è supportato da una mascherina per l’ossigeno. “Non ha dolori” e continua a mantenere un umore buono.
“Resta un quadro clinico complesso” ed è per questo che i medici non hanno mai parlato di una sua uscita da uno stato di potenziale pericolo. Un quadro al cui interno “possono presentarsi anche momenti più critici” come quello che si è riaffacciato anche ieri, dopo sabato scorso, con il broncospasmo. Crisi che però è risultata “tutta respiratoria”. Lo sottolineano fonti vaticane che precisano che, comunque, la notte appena trascorsa “è stata tranquilla e non ha presentato altri episodi di crisi”.
Le stesse fonti fanno anche presente che, allo stato, con i medici dell’equipe che lo ha in cura che si sono presi uno o due giorni per valutare la situazione, dopo il broncospasmo “non ci sono altri organi coinvolti”. Non ci sarebbero poi altre indicazioni su nuovi esami ai quali il pontefice dovrebbe a breve sottoporsi.
E’ morto Fulco Pratesi, il fondatore del Wwf in Italia
Milano, 1 mar. (askanews) – E’ morto a Roma all’età di 90 anni Fulco Pratesi, fondatore del Wwf Italia e pioniere del movimento ambientalista in Italia. Lo comunica in una nota il Wwf Italia. Architetto, giornalista, autore, disegnatore, è stato a lungo presidente del Wwf Italia. E’ stato anche parlamentare dal 1995 al 1997 con i Verdi.
Pratesi, nato a Roma nel 1934 e sfollato nella prima infanzia con la famiglia nella proprietà di campagna nel viterbese, è entrato presto a contatto con la natura. Fin da piccolissimo s’innamorò degli animali e del disegno, racconta nella nota il Wwf. Dopo un’infatuazione giovanile per la caccia, convertì il suo interesse per la natura e gli animali nella conservazione. La sua seconda vita, ricostruisce il Wwf, iniziò nel 1963, nelle foreste dell’Anatolia, in Turchia, dove si era recato a caccia. Gli si parò di fronte un’orsa con tre piccoli. Fu un incontro “folgorante” come lui stesso lo ha definito tante volte. Un incontro che gli fece cambiare prospettiva.
Tornato in Italia, vendette il fucile e acquistò una macchina fotografica. Presto decise di impegnarsi per la conservazione, tanto da abbandonare la professione di architetto. Saputo della nascita del World Wildlife fund in Svizzera, li contattò per far nascere la sezione italiana. “Ma dovrà trovare lei i soldi necessari al progetto” fu la risposta. Con famiglia e già quattro figli, non era facile. Riuniti alcuni amici illuminati nel suo studio di architetto, nacque nel 1966 il Wwf Italia. Seppe trasformare un sogno per pochi (la protezione della natura in Italia, la tutela di animali allora braccati come lupi e orsi) in una realtà consolidata. Con un atto di coraggio e pochi soldi in cassa (i primi soci si erano autotassati), la prima azione del neonato Wwf Italia fu quella di acquisire i diritti di caccia della laguna di Burano, dando il via alla nascita dell’Oasi di protezione e del “modello Oasi”, che contraddistingue il Wwf Italia dagli altri Wwf nel mondo. Oggi le aree gestite o di proprietà sono oltre 100 e proteggono circa 27.000 ettari di natura.
Fondamentale è stato anche il suo contributo alla nascita del sistema dei Parchi nazionali, attraverso studi, piani e la spinta all’approvazione della legge quadro sulle aree protette del 1991. Sempre, gettando il cuore oltre l’ostacolo: come quando, nel 1985, l’Associazione raccolse oltre 600 milioni di lire – con un vero e proprio crowdfunding ante litteram – per l’acquisto dell’area di Monte Arcosu, con l’obiettivo di salvare il cervo sardo dal bracconaggio e dall’estinzione.
Nel 2020 l’Università di Palermo gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Biodiversità e biologia ambientale. Era presidente onorario del WWF Italia e Direttore Responsabile dello storico magazine Panda sin dalla sua fondazione. Il suo contributo è stato attivo fino all’ultimo. La moglie Fabrizia – il loro un sodalizio iniziato oltre 70 anni fa – si era spenta meno di 5 mesi fa, il 4 ottobre 2024: lascia 4 figli e 6 nipoti. Il suo cagnolino, Robin, 14 anni, se ne è andato nei giorni scorsi, pochi giorni dopo il ricovero di Fulco. (Foto Wwf Italia).
Rai Italia, Linea Azzurri: Maddalena Ferroni incontra Giovanni De Gennaro
Roma, 28 feb. (askanews) – Seconda puntata in arrivo per “Linea Azzurri”, il programma ideato da Angelo Maietta, dedicato ai campioni dello sport italiano, che andrà in onda sabato primo marzo alle 16.30 (orario di New York) su Rai Italia e l’indomani sarà disponibile sulla piattaforma di RaiPlay.
Ogni episodio, della durata di circa quaranta minuti, attraverso interviste esclusive offre un viaggio unico tra memoria e territorio, svelando i luoghi simbolo dell’infanzia e i sapori che hanno segnato i primi passi dei nostri atleti fino ai più importanti traguardi raggiunti. Il racconto diventerà così un omaggio alle radici dei campioni, trasformandoli in autentici testimonial delle loro terre.
In questa puntata, ambientata a Ivrea in provincia di Torino, Maddalena Ferroni inconterà Giovanni De Gennaro, protagonista indiscusso della Canoa Slalom, che dopo aver conquistato l’oro olimpico ai Giochi di Parigi 2024, racconterà la sua lunga ascesa, frutto di anni di sacrifici, dedizione e amore per l’acqua. Dalle rapide ai podi più prestigiosi, Giovanni svelerà cosa significhi essere un campione e quale forza interiore serva per affrontare ogni sfida. Con Mariella Petagine, inoltre, Maddalena Ferroni affonterà il tema della Sostenibilità legata allo sport e ai territori al centro della puntata.
Fiore all’occhiello della seconda stagione di “Linea Azzurri”, ancora una volta, è rappresentato dalla straordinaria partecipazione di Giovanni Malagò, presidente del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) che ha rinnovato il patrocinio morale, a cui, da questa edizione, si aggiunge anche quello del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che rappresenta una delle principali novità di questa stagione, visto che particolare attenzione è rivolta alla sostenibilità nello sport, in linea con il protocollo CONI-MASE sottoscritto l’11 luglio 2024.
Gli altri protagonisti delle seconda stagione di “Linea Azzurri”, dopo Terryana D’onofrio e Giovanni De Gennaro, saranno: Silvana Stanco (tiro a volo), Ludovico Viberti (nuoto), Angela Andreoli (ginnastica artistica) e Amanda Embriaco (paracanoa). Storie di sacrificio, passione e resilienza che rappresentano il meglio dello sport italiano e offrono uno spaccato di umanità e determinazione.
Wwf Italia piange Fulco Pratesi: lascia vuoto immenso, sarà sempre con noi
Milano, 1 mar. (askanews) – Il Wwf Italia piange la scomparsa del suo padre fondatore Fulco Pratesi scomparso a Roma all’età di 90 e si stringe con commozione alla famiglia: i figli Isabella, Carlo Alberto, Francesco e Olympia e tutti i suoi nipoti. Il Wwf Italia ricorda il “fondamentale contributo alla definizione e approvazione di leggi fondamentali per la tutela della natura italiana, dalla legge 157 sulla fauna a quella sui parchi del 1991. Ma il suo orgoglio più grande erano le oltre 100 Oasi del Wwf che amava e conosceva una per una. Fulco Pratesi ha reso migliore il nostro Paese per tutti questi motivi e tanti altri, a cominciare dalla grande vocazione alla divulgazione”. “Ha viaggiato in tutto il mondo, dall’India all’America latina, e tutti i suoi incontri con la natura sono documentati nei suoi inseparabili taccuini”, ricorda la nota.
“Ho conosciuto Fulco Pratesi nei primi anni ’70 del secolo scorso, quando era impegnato nella ‘Operazione San Francesco per la salvezza del lupo, allora sull’orlo dell’estinzione. Un incontro dal quale è nata una, direi, complicità legata al comune sentire e agli analoghi interessi – ha rircordato Luciano Di Tizio, presidente Wwf Italia – Negli anni ci siamo poi sentiti e incontrati decine di volte e in ogni occasione ho avuto qualcosa da imparare da lui, promotore e artefice di una vera e propria rivoluzione culturale. Amava profondamente la sua famiglia e amava d’un amore profondo la natura e il Wwf, ‘il mio quinto figlio’, come lui stesso ci ha definiti. La sua azione, personale e attraverso l’associazione del Panda, è stata fondamentale per la tutela della natura in Italia. Oggi sento, insieme a tutto il popolo del Wwf, un vuoto immenso: abbiamo perso un padre e una insostituibile fonte di saggezza. Lo salutiamo commossi e infinitamente tristi, ma anche con una certezza: il Wwf continuerà ogni giorno a onorare la sua memoria, perseguendo con convinzione i suoi stessi ideali. Fulco sarà sempre con noi”.
“Se il Wwf tutto è in qualche modo figlio di Fulco, e se oggi abbiamo tutti perso una colonna fondante della nostra famiglia, per alcuni tra cui me Fulco è parte delle memorie dell’infanzia più antica, con la sua firma elegante in calce alle lettere che ci facevano sognare raccontando di animali e luoghi meravigliosi e con il tratto inconfondibile dei suoi disegni – è il ricordo di Alessandra Prampolini, direttrice generale Wwf Italia – È una di quelle persone per le quali può essere usato senza timore l’aggettivo ‘irripetibile’. Appassionato, straordinario conoscitore di piante e animali, che osservava e disegnava con attenzione maniacale, è stato un grande trascinatore. Il suo entusiasmo, le sue intuizioni, fin dalla fine degli anni ’60 hanno portato prima alla nascita del Wwf, poi ai risultati tangibili come la protezione di lupo, orso e altre specie ritenute, prima di lui ‘nocive’, alla limitazione della caccia. È stato il creatore del movimento ecologista italiano per come lo conosciamo e l’inventore della cosiddetta ‘ecologia domestica’, indispensabile per comprendere come ogni nostro piccolo gesto possa far bene al Pianeta. Lo salutiamo con un grandissimo senso di gratitudine, e certi che il mondo migliore per cui ha lavorato tutta la vita sia un passo più vicino grazie a lui e alle persone che ha saputo far innamorare della natura. Noi del Wwf siamo in un certo senso tutti figli suoi, e oggi è come se avessimo perso la colonna fondante della nostra famiglia”.
E’ morto Fulco Pratesi fondatore del Wwf Italia
Milano, 1 mar. (askanews) – E’ morto a Roma all’età di 90 anni Fulco Pratesi, fondatore del Wwf Italia e pioniere del movimento ambientalista in Italia. Lo comunica in una nota il Wwf Italia. Architetto, giornalista, autore, disegnatore, è stato a lungo presidente del Wwf Italia. E’ stato anche parlamentare dal 1995 al 1997 con i Verdi.
Pratesi, nato a Roma nel 1934 e sfollato nella prima infanzia con la famiglia nella proprietà di campagna nel viterbese, è entrato presto a contatto con la natura. Fin da piccolissimo s’innamorò degli animali e del disegno, racconta nella nota il Wwf. Dopo un’infatuazione giovanile per la caccia, convertì il suo interesse per la natura e gli animali nella conservazione. La sua seconda vita, ricostruisce il Wwf, iniziò nel 1963, nelle foreste dell’Anatolia, in Turchia, dove si era recato a caccia. Gli si parò di fronte un’orsa con tre piccoli. Fu un incontro “folgorante” come lui stesso lo ha definito tante volte. Un incontro che gli fece cambiare prospettiva.
Tornato in Italia, vendette il fucile e acquistò una macchina fotografica. Presto decise di impegnarsi per la conservazione, tanto da abbandonare la professione di architetto. Saputo della nascita del World Wildlife fund in Svizzera, li contattò per far nascere la sezione italiana. “Ma dovrà trovare lei i soldi necessari al progetto” fu la risposta. Con famiglia e già quattro figli, non era facile. Riuniti alcuni amici illuminati nel suo studio di architetto, nacque nel 1966 il Wwf Italia. Seppe trasformare un sogno per pochi (la protezione della natura in Italia, la tutela di animali allora braccati come lupi e orsi) in una realtà consolidata. Con un atto di coraggio e pochi soldi in cassa (i primi soci si erano autotassati), la prima azione del neonato Wwf Italia fu quella di acquisire i diritti di caccia della laguna di Burano, dando il via alla nascita dell’Oasi di protezione e del “modello Oasi”, che contraddistingue il Wwf Italia dagli altri Wwf nel mondo. Oggi le aree gestite o di proprietà sono oltre 100 e proteggono circa 27.000 ettari di natura.
Fondamentale è stato anche il suo contributo alla nascita del sistema dei Parchi nazionali, attraverso studi, piani e la spinta all’approvazione della legge quadro sulle aree protette del 1991. Nel 1985, l’Associazione raccolse oltre 600 milioni di lire – con un vero e proprio crowdfunding ante litteram – per l’acquisto dell’area di Monte Arcosu, con l’obiettivo di salvare il cervo sardo dal bracconaggio e dall’estinzione.
Nel 2020 l’Università di Palermo gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Biodiversità e biologia ambientale. Era presidente onorario del WWF Italia e Direttore Responsabile dello storico magazine Panda sin dalla sua fondazione. Il suo contributo è stato attivo fino all’ultimo. La moglie Fabrizia – il loro un sodalizio iniziato oltre 70 anni fa – si era spenta meno di 5 mesi fa, il 4 ottobre 2024: lascia 4 figli e 6 nipoti. Il suo cagnolino, Robin, 14 anni, se ne è andato nei giorni scorsi, pochi giorni dopo il ricovero di Fulco.
Ue, Schlein: anche noi in piazza, una sola bandiera contro nazionalismi
Roma, 1 mar. (askanews) – “Noi siamo pronti a dare una mano, a metterci a disposizione di una grande piazza senza bandiere di parte se non quella europea, a esserci e pure ‘scomparire’, come Serra ha chiesto sotto il mare blu di quelle bandiere che per noi rappresentano identità e speranza”. Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, annunciando con un suo intervento su Repubblica, l’adesione alla piazza per l’Europa.
“Raccogliamo – spiega – la sfida che ci pone l’offensiva nazionalista, trasformiamola in opportunità per cambiare davvero l’Europa. È l’unico modo per salvarla. È una prospettiva che riguarda tutte e tutti. E che può diventare concreta solo se saprà suscitare partecipazione popolare e consapevolezza, raccogliendo dietro le bandiere blu le energie e i fermenti che attraversano la società italiana ed europea, incanalando il desiderio di reagire di tante e tanti. Penso alle voci del terzo settore e del volontariato, al mondo della cultura e dell’università, alle forze sociali, ad amministratrici e amministratori locali, a tante persone che credono in un’Europa diversa, unita per un futuro migliore”.
“Il sasso che avete lanciato nello stagno – prosegue Schlein – può trasformarsi in onda se saprà cogliere la doppia esigenza di difendere i valori su cui l’Europa si è fondata che sono sotto attacco, di non dar per scontato i passi fatti fin qui, ma pure di vedere i limiti, gli errori e pretendere insieme un cambiamento”.
Deve essere, osserva, “un abbraccio collettivo che reagisca all’offensiva dei nazionalisti per chiedere la svolta radicale che serve a superare gli egoismi e fare finalmente l’Unione per davvero, realizzando la promessa di Ventotene: un’Europa diversa, unita e libera, più giusta e vicina alle persone. Un’Europa federale”.
Turchia, il Pkk annuncia il cessate il fuoco a partire da oggi
Roma, 1 mar. (askanews) – Il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha annunciato oggi un cessate il fuoco con la Turchia, rispondendo all’appello del suo leader e fondatore Abdhullah Ocalan, si legge in una nota.
“Per spianare la strada all’attuazione dell’appello di Apo alla pace e a una società democratica, dichiariamo un cessate il fuoco a partire da oggi”, ha annunciato il comitato esecutivo del Pkk in un messaggio pubblicato dall’agenzia Anf, vicina al partito armato.
“ACCETTIAMO IL CONTENUTO DELL’APPELLO COSÌ COM’È E DICHIARIAMO CHE LO RISPETTEREMO E LO ATTUEREMO”, afferma ulteriormente il Pkk a caratteri cubitali in un lungo testo scritto in turco.
Il PKK chiede la libertà per il suo fondatore, imprigionato per 26 anni al largo delle coste di Istanbul, che giovedì ha invitato il Partito a sciogliersi e deporre le armi.
“Il leader Abdullah Ocalan deve poter vivere e lavorare in completa libertà fisica e stabilire relazioni senza ostacoli con chiunque voglia, compresi i suoi amici”, ritiene il PKK, concludendo, sempre a caratteri cubitali: “LA CHIAMATA (di Ocalan, ndr) NON È UNA FINE, MA UN NUOVO INIZIO”.
Lo Sceriffo spara, Zelensky giganteggia, l’Europa reagisce. Chi salva la Meloni?
È stata una scena degna di un western, con lo Studio Ovale ridotto a saloon e lo sceriffo che spara sul forestiero. Volodymyr Zelensky? Un “irrispettoso”. E poi, “o fate un accordo o noi ce ne tiriamo fuori”. I toni usati ieri da Donald Trump nei confronti del presidente ucraino fanno alzare ancora la tensione intorno ai negoziati per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina. Le parole del Presidente Usa sono state lette con preoccupazione anche a Palazzo Chigi, senza che ciò dia forma per adesso a una chiara presa di posizione. Dal governo italiano, infatti, non viene l’espressione di quella solidarietà che a Zelensky – un gigante di dignità e fermezza – è stata prontamente offerta da Macron, Starmer, Merz, von der Leyen, Tusk e altri leader europei. Un segnale inequivoco di come il Vecchio Continente, con l’eccezione dell’Ungheria di Orbán, consideri inaccettabile la posizione di Wahington
“Ogni divisione dell’Occidente – ha detto in serata Giorgia Meloni – ci rende tutti più deboli e favorisce chi vorrebbe vedere il declino della nostra civiltà. Non del suo potere o della sua influenza, ma dei principi che l’hanno fondata, primo fra tutti la libertà. Una divisione non converrebbe a nessuno. È necessario un immediato vertice tra Stati Uniti, Stati europei e alleati per parlare in modo franco di come intendiamo affrontare le grandi sfide di oggi, a partire dall’Ucraina, che insieme abbiamo difeso in questi anni, e di quelle che saremo chiamati ad affrontare in futuro. È la proposta che l’Italia intende fare ai suoi partner nelle prossime ore”.
È comprensibile l’imbarazzo della Premier di fronte alla brusca inversione di rotta dell’amministrazione americana. Un’opposizione responsabile potrebbe anche venirle incontro, ma servirebbe un suo gesto politico, all’insegna della necessaria unità del Paese di fronte a questa emergenza, per avvicinare le posizioni. È probabile che nel le prossime ore il Quirinale faccia valere con discrezione questa ragione di opportunità.
Un’ultima considerazione riguarda l’attore principale della brutta storia di ieri. Perché Trump ha voluto umiliare il Presidente ucraino? Perché lo ha fatto nel modo più inverosimile, senza dubbio sprezzante, sotto lo sguardo del mondo intero? Non è solo questione di carattere, né di peculiare tecnica negoziale: evidentemente c’è dell’altro, forse il bisogno di mandare un avviso al cosiddetto deep state. Sembra che da quelle parti si lasci filtrare un qualche malumore per l’imprevedibilità della condotta presidenziale. Se così fosse, il gesto di tracotanza esibita da Trump sarebbe un’ammissione indiretta di nervosismo e debolezza. Intanto Putin ringrazia…
Una nuova Arca di Noè per la salvezza all’Occidente secolarizzato.
Quando si parla di guerre mondiali, dobbiamo ricordare che esse hanno avuto un carattere e una dimensione di tipo europeo: non sono mai state veramente “globali”. Di fronte alle emergenze attuali, con il ritorno alle armi nel cuore del Vechio Continente, abbiamo il compito di sognare una nuova Europa, una nuova Italia e un nuovo ordine internazionale, ben sapendo che il contesto attuale è molto più insidioso rispetto al passato.
In questo senso, non possiamo ripetere pedissequamente l’operazione che portò al Codice di Camaldoli. Ci confrontiamo con una situazione forse più grave perché caratterizzata da un pericolo soverchiante, ovvero la fine della storia umana per come l’abbiamo conosciuta.
Un noto scienziato giapponese parla di noi come dell’ultima generazione “organica”; le prossime saranno generazioni “inorganiche”, magari costruite con litio e mercurio. Questo scienziato sta già lavorando alla realizzazione di cloni umani, per adesso con un approccio “ad adiuvandum” rispetto alle persone e alla comunità. Ma chi garantisce che sia così anche domani? Deve essere nostra consapevolezza che è in gioco l’umanità in quanto tale. Un tempo pendeva la minaccia della bomba atomica, ma da qualche anno abbiamo imparato quanto sia grave il pericolo del riscaldamento globale e l’impatto fuori controllo delle nuove tecnologie, spinte chissà dove dalla potenza dell’intelligenza artificiale.
In questo scenario, la nostra responsabilità è maggiore di quella dei tempi di Camaldoli. Di certo non possiamo restare inattivi perché rischiamo che il mondo, per come lo conosciamo, finisca. Sicché la follia – chiamiamola pure così – di un leader come Trump è solo un segnale di allerta. Guai a lasciarsi sedurre da politiche senza visione, non ci sono strategie valide senza una cultura adeguata alla comprensione del nostro tempo.
Il tema dell’Europa è cruciale, non per una sorta di provincialismo su grande scala, funzionale a difendere il baluardo di consuetudini favorevoli, ma perché questa “nostra Patria” ha ereditato un patrimonio di cultura il cui abbandono equivale a un colpo al cuore per la civiltà nel suo complesso. Quindi, non vogliamo abbarbicarci a un europeismo di facciata, bensì intraprendere un’opera rigenerativa dei valori di civiltà che ad esso si ricollegano vitalmente. La tradizione umanista europea, largamente influenzata dal cristianesimo, ha dato vita a importanti conquiste sul piano delle libertà e dei diritti umani. Ebbene, non possiamo accettare che ci si dimentichi di questo fattore storico culturale.
Urge che il cristianesimo in Europa si ripensi, poiché non è più in grado di dialogare, né di far valere la propria voce. Siamo in un’epoca di secolarizzazione in cui le società non si organizzano più attorno alla chiesa. Qual è allora l’offerta del cristianesimo? Deve essere quella di salvare l’umanità, potenzialmente alleandosi con tutti, perchè l’appello a bloccare la deriva verso il postumano riguarda proprio tutti, senza eccezioni. L’esempio della cattedrale di Notre Dame, tornata a risplendere dopo il restauro, è davvero significativo: non è più la cattedrale della “egemonia cattolica”, ma la casa del Signore che parla all’umanità tutt’intera. Ecco, dobbiamo riscoprire il cristianesimo come una realtà calorosa e luminosa, dove tutti possono ritrovarsi.
Insomma, i cristiani devono affrontare la sfida di una nuova visione umanistica. Sarebbe anche utile, a tale proposito, che le divisioni tra università statali e università ecclesiastiche fossero superate, immaginando di rifondare così il dialogo tra teologia e scienze umane. Questo è tanto più urgente quanto più si ricerchi un nuovo approccio politico in grado di elaborare concetti adeguati alla promozione del bene comune.
Nel dopoguerra le diverse culture e forze politiche avvertirono il dovere di scrivere insieme la Carta costituzionale. Come non fare uno sforzo analogo, con una disposizione d’animo che incentivi l’impegno comune, per affrontare l’abisso che ci minaccia? Giova pertanto concludere con l’immagine biblica legata al Diluvio: come allora fece Noè, anche noi dobbiamo costruire oggi un’arca che possa salvare tutti, dando ospitalità a un nuovo umanesimo. In definitiva, siamo chiamati a riproporre e a vivere l’esempio del Patriarca se vogliamo, da cristiani, alimentare una nuova speranza.
L’unità rafforzata è la sola carta a disposizione di Bruxelles.
Come disse Jean Monnet “l’Europa sarà forgiata nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni adottate per queste crisi”. Ebbene, ora siamo nel pieno di almeno due crisi: dapprima la guerra sferrata all’Ucraina dalla Russia, ora il radicale mutamento politico avvenuto a Washington. Eventi che impongono agli europei, tutti, una presa d’atto che va al di là delle loro differenti valutazioni circa l’opportunità di una “Unione sempre più stretta”.
Esiste un oggettivo pericolo che proviene da est, perché la Russia di Putin intende in un qualche modo riaffermare la propria preminenza nell’oriente continentale ricostruendo il Russkiy Mir, il “Mondo Russo” e la sua influenza sui territori ad esso limitrofi; e perché gli Stati Uniti – almeno con questa presidenza, nel futuro chissà – non ritengono più necessario concentrare eccessive risorse e sforzi nella difesa atlantica e in ogni caso vogliono dialogare ed eventualmente cooperare con i singoli stati europei e non con una loro unione alla quale non credono e che comunque non amano.
Sta dunque a noi europei decidere il da farsi. Sapendo quanto sia comprensibile lo scetticismo di quanti, in tutti i Paesi nessuno escluso, reputano illusorio il sogno federalista alla luce non solo di duemila anni di storia che hanno plasmato un continente diviso e permanentemente in guerra sino al 1945 ma anche dalle ultime sette decadi, nelle quali certo l’Unione ha compiuto sensibili passi in avanti in molti settori a cominciare da quello commerciale ma non ha fatto quelli decisivi in termini politici, ben simboleggiati dalle politiche estere e di difesa, che non per caso, naturalmente, rappresentano la cartina di tornasole – oggi più che mai – della effettiva volontà unitaria (o della sua eventuale confermata irrealizzabilità).
Ma non si tratta solo di queste ultime. Poiché il dibattito, come è giusto che sia, si avvierà eminentemente su di esse non è sbagliato ricordare sin da ora altri settori di intervento nei quali l’Europa deve meglio predisporre le condizioni per una Unione effettiva. Ciò nella consapevolezza che nei prossimi mesi si dovrà valutare sino in fondo cosa significa e cosa comporta la realizzazione unitaria. Non è più il tempo delle ritrosie, dei non detti, delle piccole furbizie. È al contrario il tempo della verità. Fosse pure quella che molti paventano, e che altri temono: ovvero l’impossibilità concreta del progetto federativo. Ma, come è stato sottolineato da più parti in queste giornate, la svolta di Trump per quanto repellente almeno ha il pregio di costringere gli europei tutti ad un esercizio riflessivo su quello che dovrà essere il loro futuro. Uniti, più uniti di adesso. Oppure divisi, più divisi di adesso.
Ecco dunque che almeno su qualche altro aspetto l’UE dovrà ragionare parallelamente ai temi principali, esteri e difesa: innanzitutto quello sociale, perché la disillusione di tanti nei confronti del progetto deriva anche dal declino del welfare, che molti imputano all’eccessivo rigore contabile imposto da alcuni stati agli altri e codificato dal Patto di Stabilità. Al punto che ogni qualvolta si deve affrontare un’emergenza assoluta ci si deve inventare un’esclusione dallo stesso delle spese sostenute per affrontarla: non a caso se ne parla adesso in relazione all’incremento delle spese militari.
Un Piano europeo per la sanità pubblica e un Piano europeo per l’occupazione dovrebbero divenire i cardini di un’Europa sociale che sola può dimostrare nei fatti alle famiglie, ai singoli cittadini la forza dell’unità fra i popoli del continente.
La guerra in Ucraina ha posto in evidenza la strutturale dipendenza energetica europea. Questa impone la velocizzazione di due percorsi paralleli, entrambi di necessità comunitari e definitori di una auspicabile Unione dell’energia: uno, proiettato verso un futuro prossimo che non potrà, che non può già ora, evadere dal tema (che però è mondiale, non solo europeo) del contrasto al cambiamento climatico e che quindi inerisce la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili. L’altro, inevitabile lungo tutto il periodo di transizione (che non sarà di certo brevissimo) non potrà da parte sua evadere da un oggi ancora impostato sui combustibili fossili nel suo percorso verso un domani privo di questi ultimi, teso dunque a reperire gas e petrolio laddove possibile dal punto di vista geopolitico ma attivando acquisti comuni, con conseguente maggior peso nelle trattative sui prezzi, e poi integrazione e coordinamento negli stoccaggi e negli investimenti.
E infine c’è la questione migratoria, quella che da un decennio in qua sta influenzando in maniera netta i risultati elettorali in tutti i paesi europei. Un tema che alcuni si illudono di poter affrontare in una logica di mera chiusura, non capendo che l’esplosione demografica prevista in Africa e gli effetti desertificanti provocati dal cambiamento climatico rafforzeranno il problema, che quindi dovrà essere affrontato e non ignorato a mezzo di improbabili – oltre che disumani – blocchi navali o muri e fili spinati.
Nel clima attuale è difficile anche solo concepirla, ma l’idea che sarebbe vincente è la consapevolezza della necessità di adottare politiche comuni di asilo, superando quella insopportabile divisione fra nord e sud che penalizza i paesi mediterranei. E forse i paesi dell’est, a cominciare dal principale, quella Polonia che si è trovata a dover ospitare l’ondata di rifugiati ucraini in fuga dalla guerra in casa loro, sono ora in grado di comprendere cosa questi eventi – lo spostamento di grandi masse umane – significhino e comportino.
C’è dunque molto da fare. Ma questa è la sfida da vivere per conquistare influenza e forza nel mondo che sta disegnandosi. Mezzo miliardo di europei ancora ricchi e potenti non possono immaginare di rimanere tali se non uniti, abbandonando la divisione in piccole e troppo numerose nazioni in un pianeta ormai popolato da otto miliardi di esseri umani. Erano solo tre quando l’Unione avviò il suo percorso, settanta anni fa: come si vede la percentuale europea sul totale è diminuita, e non di poco. Bisogna prenderne atto, e cambiare.
Occidente terremotato, Europa indispensabile.
Non c’è più tempo da perdere. La rivoluzione trumpiana fa traballare l’Occidente, ovvero la dimensione simbolica e geo-politica che per un secolo ci ha regalato, grazie a un’America garante della sicurezza dell’Europa, una stabile condizione di pace. Ora l’unica ancora di salvezza è un’Europa federale e solidale, in cui ci sia un minimo (ma chiaro) comun democratico, senza la mannaia del potere di veto che produce ricatti e paralisi; un’Europa capace di parlare come un unico Stato, come ha ammonito Mario Draghi dinanzi agli europarlamentari.
Basta uno sguardo al panorama del Vechio Continente per rendersi conto che astuzie e disinvolture non sono più sostenibili. La recente vittoria dei cristiano-democratici tedeschi indica la strada di una rinnovata solidità dell’asse franco-tedesco, costituendo un freno ai sovranismi e ancor più ai movimenti filonazisti.
In Italia, la luna di miele della Meloni si sta concludendo, poiché vengono allo scoperto le ambiguità che pure dovevano e potevano essere fugate con la piena “immersione” della destra nelle alleanze storiche del nostro Paese: Europa e Nato. La Premier è chiamata a fare i conti con le sue stesse manovre: infatti, mentre promuoveva l’opzione sovranista rappresentata dal premierato, con l’ambizione di farne la “madre di tutte le battaglie”, ha poi incrociato con malcelato entusiasmo l’avvento al potere di Trump, accentuando l’immagine tendenzialmente “cesaristica” della sua politica. Ora, in Europa, è guardata con più sospetto di prima. Di fatto ha bruciato il successo dell’alleanza con Ursula von der Leyen, in cambio della nomina di Fitto – lo ricordiamo – al vertice della Commissione come uno dei sei vicepresidenti operativi.
Infine, è significativo notare che la Premier è stata l’unica leader europea invitata all’insediamento di Trump, dopo essere stata accolta confidenzialmente nella villa di Mar-a-Lago. È difficile per lei mantenere i “piedi in due scarpe”, tentando di presentarsi come mediatrice tra le due sponde dell’Atlantico. Le circosctanze le impongono di schierarsi, a partire dallo scontro sull’aumento dei dazi, contro i quali l’Europa, e quindi anche l’Italia, dovranno difendersi con determinazione per evitare conseguenze gravi ai danni dei cittadini.
Risultati e classifica serie A, Fiorentina sesta
Roma, 28 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Fiorentina-Lecce 1-0
27esima GIORNATA Fiorentina-Lecce 1-0, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia, ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona.
Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 54, Juventus 49, Lazio 47, Fiorentina 45, Bologna 44, Milan 41, Roma 40, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14.
28ª GIORNATA: Venerdì 7 marzo ore 20.45 Cagliari-Genoa, sabato 8 marzo ore 15 Como-Venezia, Parma-Torino, ore 18 Lecce-Milan, ore 20.45 Inter-Monza, domenica 9 marzo ore 12.30 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.
Ucraina, Meloni: divisioni ci indeboliscono, subito vertice Usa-Ue
Roma, 28 feb. (askanews) – “Ogni divisione dell’Occidente ci rende tutti più deboli e favorisce chi vorrebbe vedere il declino della nostra civiltà. Non del suo potere o della sua influenza, ma dei principi che l’hanno fondata, primo fra tutti la libertà. Una divisione non converrebbe a nessuno. È necessario un immediato vertice tra Stati Uniti, Stati europei e alleati per parlare in modo franco di come intendiamo affrontare le grandi sfide di oggi, a partire dall’Ucraina, che insieme abbiamo difeso in questi anni, e di quelle che saremo chiamati ad affrontare in futuro. È la proposta che l’Italia intende fare ai suoi partner nelle prossime ore”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Ucraina, Schlein: Trump ha scelto Putin.Meloni solidarizzi con Zelensky
Roma, 28 feb. (askanews) – “Trump ha scelto di stare con Putin, ha umiliato con violenza inaudita un popolo aggredito da un dittatore in un’imboscata che è puro bullismo istituzionale contro il Presidente Zelensky.
Il governo italiano esprima solidarietà e sostegno al popolo ucraino e al suo presidente. Giorgia Meloni non può più procrastinare la scelta: o con Trump, i suoi miliardi e i suoi interessi economici o con la democrazia e l’Europa.” Così la segretaria del Pd Elly Schlein
Preoccupa tensione Trump-Zelensky, Meloni vola a Londra e Bruxelles
Roma, 28 feb. (askanews) – Volodymyr Zelensky un “irrispettoso”, “o fate un accordo o noi ce ne tiriamo fuori”. I toni usati da Donald Trump oggi alla Casa Bianca nei confronti del presidente ucraino fanno alzare ancora la tensione intorno ai negoziati per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina. Parole che sono state lette con preoccupazione anche a Palazzo Chigi dove la premier Giorgia Meloni, al termine del Consiglio dei ministri, si è concentrata sulla preparazione della missione di domenica a Londra e sul Consiglio europeo straordinario in programma per il 6 marzo a Bruxelles con all’ordine del giorno Ucraina e difesa europea.
Per cercare di arrivare a un accordo tra i 27, oggi nella capitale belga si è riunito il Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri). Le bozze di conclusioni, sottolineano fonti diplomatiche, sono considerate una “buona base” su cui però occorre ancora lavorare. Per questo gli sherpa torneranno a riunirsi martedì prossimo, a 48 ore dal vertice. Dal confronto di oggi, spiegano le fonti, è emersa la necessità di mantenere la “massima unità” dell’Ue, come “prerequisito” per continuare a sostenere l’Ucraina e contribuire in modo efficace a tutte le prossime fasi, in stretto coordinamento (come sostiene l’Italia) con i partner extra europei, a partire dagli Usa. E’ anche necessario iniziare a discutere delle garanzie di sicurezza – tema più volte sottolineato nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni – e definire tutti gli aspetti del contributo Ue per una pace che deve essere “giusta e duratura”. In quest’ottica è stato ribadito che non ci possono essere negoziati sull’Ucraina senza l’Ucraina e che la sicurezza dell’Ucraina è tema anche di sicurezza globale.
Per quanto riguarda la difesa europea, dopo il ‘retreat’ del 3 febbraio scorso è stata ribadito – spiegano ancora le fonti – il “senso d’urgenza” di fare passi avanti, tenendo insieme “ambizione e concretezza”, nel considerare le varie opzioni che saranno portate sul tavolo in vista delle successive tappe operative, a partire dall’atteso Libro Bianco della Commissione. Il lavoro deve procedere in due direzioni. Da un lato c’è la necessità di un rafforzamento delle spese nazionali, anche grazie alle flessibilità fornite dal Patto. Su questo il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha già svolto delle simulazioni e l’obiettivo – secondo indiscrezioni – potrebbe essere quello di portare le spese per la difesa fino al 2,5% del Pil. Però – ha precisato oggi il ministro Giancarlo Giorgetti – va fatta anche una stima di “quello che ne può derivare in termini di crescita economica”. Sul piano europeo, a parte lo scorporo delle spese dal Patto di stabilità, sono all’esame “varie opzioni” per assicurare finanziamenti addizionali, più volte sollecitati da Meloni ma anche da altri leader.
Prima di Bruxelles, però, domenica Meloni sarà a Londra, dove vedrà in un incontro bilaterale il primo ministro Keir Starmer e parteciperà poi al “Leaders’ Summit on Ukraine”. Sarà il momento, quello, per ascoltare da Emmanuel Macron e dallo stesso Starmer l’esito degli incontri avuti con Donald Trump e capire l’impegno che può essere assicurato dai partner “volenterosi”. I leader di Francia e Gran Bretagna hanno proposto al presidente Usa, tra le altre cose, una forza europea di 30 mila uomini per sorvegliare su un eventuale cessate il fuoco. Un’ipotesi che Meloni non apprezza: per lei servirebbe un “cappello” Onu, o almeno Nato, mentre soluzioni come quelle prospettate da Londra e Parigi sono “più complesse e meno efficaci”. E comunque, come ha ribadito in tutti gli incontri, ogni iniziativa deve vedere la collaborazione con gli Usa. La premier questo vorrebbe dirlo direttamente a Trump, ma dalla Casa Bianca al momento – secondo quanto si apprende – non è stata ancora fissata una data per un incontro a Washington.
Fazzolari: Trump più frizzante del previsto ma stare ai fatti
Roma, 28 feb. (askanews) – “Sono sorpreso, come un po’ tutti” dai primi giorni di questa seconda presidenza Trump, “non solo sull’aspetto diciamo scenografico delle dichiarazioni, insomma”, è un quadro “molto più frizzante di quello che avremmo immaginato”, ma “credo che in questa fase sia importante per tutti riuscire a fare le valutazioni solamente sugli atti concreti e non sulle dichiarazioni. In questa fase l’errore più grande che chiunque di noi può fare è quello di inseguire le dichiarazioni”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, intervistato da Bruno Vespa “a Forum in masseria”.
Sui dazi, ha proseguito Fazzolari, “aspettiamo di vedere che cosa accadrà concretamente. Adesso la cosa che preoccupa di più è l’annuncio di ieri di ipotesi di dazi per l’Europa del 25%. Andiamo a vedere in realtà quale sarà la dinamica che andrà a seguire a queste parole. Stati Uniti ed Europa sono legate da una serie di interessi anche commerciali, ma non solo, e quindi confido che si troverà un accordo di buon senso”.
Fazzolari: estendere a Kiev art. 5 Nato senza che entri
Roma, 28 feb. (askanews) – Sull’Ucraina “Giorgia Meloni suggerisce saggiamente di estendere le garanzie dell’articolo 5 nella Nato all’Ucraina senza farla entrare nella Nato”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, intervistato da Bruno Vespa “a Forum in masseria”.
“L’ingresso nella Nato – ha spiegato Fazzoalri – può essere reputato dalla Russia un atto ostile o di pericolo ai confini russi e questo è in parte vero, anche se non lo è pienamente perché la Nato è un’alleanza difensiva. Ma poniamo che questo sia il problema, estendere le garanzie di sicurezza ha solamente il vantaggio di dire che l’Ucraina non può essere attaccata e sotto questo aspetto sarebbe importante quello di porlo con forza perché sarebbe anche un modo di scoprire il bluff russo sulla questione delle garanzie ucraine”.
Conte: serve Europa più forte, mai subalterna a nessuno
Roma, 28 feb. (askanews) – “È un momento delicato per l’Europa, in un contesto internazionale di profonda crisi e continua evoluzione. Il tema non è quindi tanto è solo la chiamata alla piazza quanto la domanda, ineludibile: quale Europa vogliamo? Il M5s vuole una Europa più forte, che riesca a esprimere una leadership politica in linea con i valori dello stato di diritto e del multilateralismo. Un’Europa che non sia mai subalterna a nessuno, neppure ai suoi storici alleati. Vogliamo l’Europa del Next Generation EU, che ha risposto in maniera solidale e mutualistica all’emergenza pandemica, vogliamo un’Europa che investa nell’istruzione, nel capitale umano, nella sanità e contro il carovita – non certo l’Europa tutta protesa a realizzare una ‘transizione militare'”. Così Giuseppe Conte, leader M5s, raggiunto dai cronisti in serata nei pressi della sua abitazione.
Rottura Trump-Zelensky, il presidente Usa: torni quando pronto per la pace
Roma, 28 feb. (askanews) – Da quasi accordo a rottura nel giro di mezz’ora: il colloquio fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale della Casa Bianca ha messo in scena uno spettacolo raramente testimoniato dalla diretta televisiva nella storia della diplomazia.
La lavata di capo di Trump – e del suo vice, JD Vance, in un ruolo inedito per un titolare della carica – a un Zelensky che non si aspettava un simile attacco, almeno dalle dichiarazioni precedenti all’incontro, ha portato alla mancata conferenza stampa finale fra i due Presidenti e alla mancata firma dell’accordo sulle terre rare – e, facile immaginare, alla piena soddisfazione di Mosca.
“State giocando con la vita di milioni di persone, state giocando con il rischio di una Terza Guerra Mondiale”, ha detto Trump, accusando il leader ucraino di mancanza di rispetto. “O fate un accordo o noi ci chiamiamo fuori”. Poi il verdetto con una dichiarazione postata su Truth: “torni quando sarà pronto per la pace”.
Zelensky ha iniziato ricordando le violazioni degli accordi di Minsk da parte di Mosca e le responsabilità dell’invasione da parte di Vladimir Putin, sottindentendo di non potersi fidare del Cremlino – forse non la tattica diplomatica migliore con l’inquilino della Casa Bianca.
Ma a innescare lo sconto vero e proprio è stato Vance, che ha definito “irrispettoso” il “venire nello Studio Ovale per cercare di litigare davanti ai media americani” e al tentativo di obiezione di Zelensky è intervenuto Trump a rincarare la dose: “State giocando con la vita di milioni di persone, state giocando con il rischio di una Terza Guerra Mondiale e quello che state facendo è molto irrispettoso nei confronti del Paese, questo Paese che vi ha sostenuto molto più di quanto molti sostengono che avrebbe dovuto”.
Trump non ha parlato di garanzie di sicurezza – aveva dichiarato poco prima dell’incontro che “non ne sarebbero servite mote una volta firmato un accordo” – ma ha messo Zelensky davanti a quella che la Casa Bianca considera la verità obbiettiva: “Il vostro Paese è in guai grossi, non state vincendo, non state vincendo questa guerra. Stiamo cercando di risolvere un problema: non diteci cosa dobbiamo fare perché non siete nella posizione di dettarlo”.
“Il problema è che io vi ho dato il potere di mostrarti un duro, e non credo che lo saresti senza gli Stati Uniti, e la vostra gente è molto coraggiosa, ma o farete un accordo o ce ne tiriamo fuori, e se ne saremo fuori dovrete combattere. Non penso che sarà bello, combatterete ma non avete in mano le carte per farlo. Una volta firmato quell’accordo, sarete in una posizione molto migliore, ma non state dimostrando alcuna gratitudine, e questa non è una bella cosa”, ha concluso ribattendo di nuovo sul tasto dell’ingratitudine.
A questo punto il colloquio si è concluso: la delegazione ucraina ha lasciato la Casa Bianca senza rilasciare dichiarazioni, mentre Trump non ha perso tempo per lanciare un’ultima stilettata tramite Truth Social: “Abbiamo avuto un incontro molto significativo alla Casa Bianca oggi: abbiamo capito molte cose che non si sarebbero mai potute capire senza una conversazione sotto pressione. È incredibile quanto emerge attraverso l’emozione, e ho potuto stabilire che il Presidente [ucraino Volodymyr] Zelenskyy non è pronto per la Pace se l’America è coinvolta, perché ritiene che il nostro coinvolgimento gli dia un grande vantaggio nei negoziati. Non voglio un vantaggio, voglio la PACE. Ha mancato di rispetto agli Stati Uniti d’America nel loro amato Studio Ovale. Può tornare quando sarà pronto per la Pace”.
Crisi isolata per Papa Francesco, il quadro resta complesso
Città del Vaticano, 28 feb. (askanews) – Papa Francesco nel primo pomeriggio di oggi, “dopo una mattinata trascorsa alternando la fisioterapia respiratoria alla preghiera in cappella, ha presentato una crisi isolata di broncospasmo che ha, tuttavia, determinato un episodio di vomito con inalazione e repentino peggioramento del quadro respiratorio. Il Santo Padre è stato prontamente broncoaspirato ed ha iniziato la ventilazione meccanica non invasiva, con una buona risposta sugli scambi gassosi”. E’ quanto riferisce il bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco, diffuso questa sera dalla Sala stampa della Santa Sede, giunto al suo quindicesimo giorno di ricovero al Policlinico Gemelli di Roma.
“Il Santo Padre – prosegue la nota – è sempre rimasto vigile e orientato, collaborando alle manovre terapeutiche”. La prognosi, continua il bollettino medico, “permane pertanto ancora riservata”.
Dopo la crisi respiratoria, Bergoglio “usa la ventilazione meccanica non invasiva” che ha permesso di “tornare ad uno scambio gassoso precedente alla crisi”. Una mascherina, riferiscono fonti vaticane, che il Papa sta usando “e che porta al momento con regolarità”. La stessa fonte precisa che si è trattato di una crisi respiratoria “che è stata diversa da quella di sabato scorso”.
Quello di Papa Francesco, pertanto, resta “un quadro clinico complesso” che non ha mai portato a far dichiarare ai medici “che è fuori pericolo”. Serviranno ora 24-48 ore, concludono le fonti vaticane, per “valutare se questo nuovo episodio ha avuto una incidenza sul quadro clinico complessivo e se ci sono stati peggioramenti”.
Papa, usa ventilazione meccanica non invasiva dopo nuova crisi
Città del Vaticano, 28 feb. (askanews) – Papa Francesco, dopo la crisi respiratoria di questo pomeriggio, “usa la ventilazione meccanica non invasiva” che ha permesso di “tornare ad uno scambio gassoso precedente alla crisi”. Lo riferiscono fonti vaticane dopo il bollettino medico di questa sera. Una mascherina che il Papa sta usando “e che porta al momento con regolarità”.
La stessa fonte precisa che si è trattato di una crisi respiratoria “che è stata diversa da quella di sabato scorso”.
Trump: "Zelensky irrispettoso, torni quando sarà pronto per la pace"
Roma, 28 feb. (askanews) – “Abbiamo avuto un incontro molto significativo alla Casa Bianca oggi: abbiamo capito molte cose che non si sarebbero mai potute capire senza una conversazione sotto pressione. È incredibile quanto emerge attraverso l’emozione, e ho potuto stabilire che il Presidente [ucraino Volodymyr] Zelenskyy non è pronto per la Pace se l’America è coinvolta, perché ritiene che il nostro coinvolgimento gli dia un grande vantaggio nei negoziati.
Non voglio un vantaggio, voglio la PACE. Ha mancato di rispetto agli Stati Uniti d’America nel loro amato Studio Ovale. Può tornare quando sarà pronto per la Pace”: lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una dichiarazione postata sul suo account di Truth, al termine del suo teso incontro con Zelensky alla Casa Bianca.
Trump si arrabbia con Zelensky: o fate un accordo o noi siamo fuori
Roma, 28 feb. (askanews) – Momenti di alta tensione all’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, sfociato in litigio con stampa e telecamere presenti. “O fate un accordo o noi ce ne tiriamo fuori”, ha detto irritato il presidente Usa, dopo aver rimproverato il collega ucraino con parole molto dure.
“State giocando col rischio di una Terza Guerra Mondiale”, ha affermato Trump rivolgendosi a Zelensky, arrivato a Washington per tentare di strappare all’ultimo minuto alcune garanzie di sicurezza in cambio della firma dell’accordo per lo sfruttamento delle terre rare e di altre risorse ucraine.
“State giocando con le vite di milioni di persone. State giocando con la Terza Guerra Mondiale. State giocando con la Terza Guerra Mondiale, e quello che state facendo è molto irrispettoso nei confronti del Paese, di questo Paese”, ha insistito il capo dello Stato americano.
“Non sei in una buona posizione in questo momento”, ha rimproverato Trump a Zelensky, alzando la voce.
“O fate un accordo o noi ce ne tiriamo fuori”
Nucleare, Fazzolari: possibile avere mini centrali tra 5-10 anni
Roma, 28 feb. (askanews) – “Abbiamo dato l’avvio al ritorno al nucleare in Italia, che è una cosa fondamentale ed è molto meno lontano di quello che si possa immaginare. Sto parlando della possibilità di vedere delle mini centrali di ultima generazione”, dei reattori trascabili che “possono essere messi su una qualunque nave, che possono diventare diciamo il reattore per una piccola città, insomma potremmo averli nell’arco di 5, massimo 10 anni quindi è molto meno lontano di quello che si possa immaginare”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, intervistato da Bruno Vespa “a Forum in masseria”.
Secondo Fazzolari “è una svolta incredibile e magari anche” l’occasione per “piano piano correggere degli errori che sono stati fatti in passato, magari con un po’ di eccesso di buona fede, mettiamola così. Gli incentivi green ci sono costati 170 miliardi di euro, noi attualmente paghiamo grosso modo, ogni anno sulla bolletta, circa 10 miliardi l’anno solamente dei vari incentivi che si sono andati ad accumulare. Adesso speriamo che gradualmente questo meccanismo possa invece invertirsi”.
Fattore J fa tappa a Latina
Latina, 28 feb. (askanews) – Il valore dell’innovazione nella produzione farmaceutica e il ruolo dei giovani nella medicina del futuro. Intorno a questi temi si svolto l’evento presso lo stabilimento Johnsons & Johnson Innovative Medicine di Latina, insieme a oltre 60 ragazzi dell’I.I.S. Galilei-Sani e dell’I.I.S. San Benedetto di Latina, che hanno scoperto il processo di produzione dei farmaci insieme agli esperti dell’azienda.
Abbiamo parlato con Jorge Lopez, General Manager dello stabilimento Johnson & Johnson di Latina:
“Sono molto entusiasta di ospitare questo evento oggi perch in realt ha molteplici scopi. un modo per mostrare ai giovani cosa sia veramente l’innovazione farmaceutica e come noi da Latina possiamo avere un impatto su milioni di persone in tutto il mondo. Stiamo guidando un’innovazione significativa e solo in questo stabilimento produciamo oltre 4 miliardi di compresse. L’aspetto pi importante mostrare alle nuove generazioni la strada da seguire affinch possano diventare ingegneri, medici e professionisti del futuro contribuendo a un vero cambiamento nel mondo, proprio come fa Johnson & Johnson. una questione di leadership nell’evoluzione della medicina, quindi un vero piacere per noi ospitare questo evento e dare il benvenuto alle future generazioni”.
L’iniziativa parte della V edizione di Fattore J, il progetto promosso da Johnson & Johnson e da Fondazione Mondo Digitale ETS per avvicinare i giovani al futuro della salute e si inserisce in una serie di iniziative promosse dall’azienda nel mese del Word Cancer Day per mettere in luce il ruolo cruciale dell’innovazione nella cura e prevenzione delle malattie oncologiche.
poi intervenuta Mirta Michilli, Direttrice Generale di Fondazione Mondo Digitale ETS:
“Oggi qui a Latina gli studenti delle due scuole che sono presenti, dei due istituti di istruzione superiore, fanno per la prima volta, magari fanno un apprendimento immersivo, incontrano professionisti della grande azienda e possono anche iniziare a riflettere sulle sfide dei sistemi innovativi territoriali, su come per esempio una grande azienda come Johnson & Johnson Innovative Medicine pu creare, pu simulare anche la possibilit di lavori altamente qualificati e anche la possibilit per ragazzi che sono magari di Latina di rimanere in un’azienda di assoluta eccellenza nel proprio territorio”.
Presente all’incontro anche il Sindaco di Latina, Matilde Celentano che ha lasciato un messaggio agli studenti all’inizio della giornata
Infine ha parlato Matilde Celentano, Sindaco di Latina: “E’ una giornata importante soprattutto dal punto di vista formativo e per questo ringrazio la Johnson & Johnson per dare questa possibilit agli studenti del territorio di formazione. Io come sindaco, come rappresentante legale dell’amministrazione ho il dovere anch’io di occuparmi del futuro dei giovani, di mettere in terra tutte le possibilit che hanno i giovani affinch possono trovare lavoro e inserirsi nel territorio”.
Una giornata che ha visto riunite istituzioni, terzo settore e industria per un confronto su come rendere i giovani protagonisti attivi del cambiamento.
Visa sostiene i Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026
Roma, 27 feb. (askanews) – Visa, Official Payment Technology Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici e tra i leader mondiali nei pagamenti digitali, annuncia il lancio di un’iniziativa che consentir ai titolari di carta Visa di accedere in esclusiva a una vendita anticipata di 24 ore per i biglietti dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La prevendita inizier il 5 marzo 2025 alle 10.00 CET e terminer il 6 marzo alle 9.59 CET, fino a esaurimento scorte, e completa l’impegno di Visa nel supportare gli atleti e incoraggiare la partecipazione ai prossimi Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Come ricorda con orgoglio Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia “Visa il partner globale pi longevo del Comitato Paralimpico Internazionale e ha sostenuto ogni edizione dei Giochi Paralimpici dal 2002″, ritenendo che gli eventi sportivi globali come i Giochi Paralimpici Invernali abbiano il potere di ispirare, includere e unire. Questa iniziativa mira a coinvolgere gli appassionati, dando loro l’opportunit unica di vivere in prima persona le gesta e le emozioni di questo evento”.
I Giochi Paralimpici Invernali si svolgeranno dal 6 al 15 marzo 2026 e comprenderanno sei sport: curling in carrozzina, biathlon paralimpico, sci alpino paralimpico, sci di fondo paralimpico, para ice hockey e snowboard paralimpico.
I biglietti per i sei sport hanno un prezzo di partenza di 15 euro e l’89% ha un costo inferiore a 35 euro. I biglietti per gli spettatori di et inferiore ai 14 anni partono da 10 euro.
La Cerimonia di Apertura del 6 marzo 2026 si svolger nella spettacolare cornice dell’Arena di Verona e i prezzi per l’evento partiranno da 100 euro. Il 15 marzo 2026, la Cerimonia di Chiusura si terr allo Stadio del Ghiaccio di Cortina e i prezzi per questo evento che sancir la conclusione dei Giochi partiranno da 150 euro.
Il 5 marzo, i titolari di carta Visa di tutto il mondo potranno accedere alla vendita anticipata sulla piattaforma di biglietteria ufficiale (tickets.milanocortina2026.org) e utilizzare la propria Visa per acquistare i biglietti delle gare a cui desiderano assistere, fino a esaurimento scorte. Per acquistare i biglietti in anticipo necessaria una carta di debito, di credito o prepagata Visa.
Guterres (Onu): lo stato palestinese deve includere Gaza e Cisgiordania
Roma, 28 feb. (askanews) – La Striscia di Gaza e la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, devono far parte di uno stato palestinese sovrano sotto un governo palestinese. Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
In un incontro con i media presso la sede dell’Onu, Guterres ha chiesto un “quadro politico chiaro” per garantire la stabilità e la ripresa a lungo termine nella regione. “Questo significa che Gaza resterà parte integrante di uno stato palestinese indipendente, democratico e sovrano, senza riduzioni del suo territorio o trasferimenti forzati della sua popolazione. Sia Gaza sia la Cisgiordania occupata (compresa Gerusalemme Est) devono essere trattate come un tutt’uno – politicamente, economicamente e amministrativamente – e governate da un governo palestinese accettato e sostenuto dal popolo palestinese”, ha affermato il segretario generale dell’Onu.
“Significa impedire qualsiasi forma di pulizia etnica. Significa che non ci dovrebbe essere una presenza militare israeliana a lungo termine a Gaza”, ha dichiarato Guterres. Allo stesso tempo, il segretario generale dell’Onu ha riconosciuto che “le legittime preoccupazioni di Israele in materia di sicurezza” dovrebbero essere affrontate.
Pecoraro Scanio : Giovani startup non devono pi emigrare
Roma, 28 feb. (askanews) – Il turismo del futuro deve essere ecologico e digitale, capace di generare benessere diffuso senza impattare negativamente sui territori. questo il messaggio lanciato da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e promotore della Rete EcoDigital, in occasione della BTM – Business Tourism Management, la fiera del turismo in corso in Puglia.
“Il turismo non deve essere concentrato in tempi brevi e in aree limitate, trasformandosi in un fenomeno di distruzione ambientale e sociale. Al contrario, deve essere un’opportunit di crescita per le comunit locali, un modello sostenibile che valorizzi le risorse del territorio, favorisca la destagionalizzazione e crei nuove opportunit per giovani e startup innovative”, ha dichiarato Pecoraro Scanio.
La Rete EcoDigital promuove startup e progetti innovativi che coniugano sostenibilit ambientale e trasformazione digitale per migliorare l’esperienza turistica e al contempo ridurre l’impatto sul pianeta. Bari stata il palcoscenico di presentazione di alcune di queste realt, evidenziando come le istituzioni pugliesi siano particolarmente attive nel supporto ai giovani imprenditori.
“Dobbiamo investire sul futuro: negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso pi di un milione di giovani che sono andati all’estero per sviluppare le proprie competenze. necessario creare condizioni favorevoli affinch possano rientrare e trovare spazio nel nostro Paese. Il turismo EcoDigital una chiave per questa trasformazione e le startup presentate a Bari ne sono un esempio concreto”, ha concluso Pecoraro Scanio.
Bollette, Schlein: da governo misure di emergenza e insufficienti
Roma, 28 feb. (askanews) – “Questi bonus sono ancora di emergenza e quindi insufficienti”. Lo afferma la segretaria Pd Elly Schlein in una nota, commentando il ‘decreto-bollette’ varato dal governo. “Dopo settimane di latitanza Giorgia Meloni ricompare in uno dei suoi video dal palazzo per dirci che avevamo ragione: da tempo denunciavamo che il caro bollette per famiglie e imprese è ormai insostenibile e per due anni non hanno combinato nulla”.
“Bene – aggiunge – che ora il Governo abbia raccolto parte delle nostre proposte sullo stop delle aste per i vulnerabili e sul potenziamento dell’acquirente unico pubblico (che noi vogliamo strutturale e non temporaneo), così come sull’estensione del bonus sociale”.
Ma, continua la Schlein “mancano misure veramente strutturali per ridurre le bollette di famiglie e imprese, scollegando il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, come hanno fatto con successo Spagna e Portogallo”.
“Quello che manca a Giorgia Meloni – conclude – è il coraggio di intervenire sul modo assurdo in cui si forma il prezzo dell’energia in Italia, che ingrassa solo gli extraprofitti delle grandi società energetiche. Quegli extraprofitti vanno redistribuiti all’origine evitando che si formino, affrontando il problema alla radice, altrimenti dopo questi aiuti per tre mesi pagati coi soldi di tutti i contribuenti, saremo punto e a capo. Su questo continueremo ad martellare”.
Cinema, torna Rendez-Vous: Valeria Bruni Tedeschi e Ozon tra ospiti
Roma, 28 feb. (askanews) – Dal 2 al 6 aprile torna in Italia Rendez-Vous, il festival dedicato al cinema francese. La manifestazione, alla sua XV edizione, apre i battenti, come ogni anno, a Roma, al Cinema Nuovo Sacher, dove sono accolti film e ospiti della rassegna. In programmazione tredici lungometraggi in anteprima e una serie inedita.
Il viaggio, partito dalla Capitale, fa poi tappa, con sezioni speciali e ospiti, a: Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Torino. Ad aprire la XV edizione sarà Valeria Bruni Tedeschi che il 2 aprile, al Cinema Nuovo Sacher, presenta, al fianco della regista Carine Tardieu L’Attachement.
Un giovane padre rimasto da solo cerca di trovare la forza di amare. Una bibliotecaria femminista, single per scelta, che ha deciso di non diventare madre. Un bimbo di sei anni che cerca un posto in una nuova famiglia… Presentato nel Concorso di Orizzonti a Venezia 81, il quinto titolo della regista francese è una storia delicata e commovente sull’elaborazione del dolore e sulla imprevedibile forma che possono prendere i nostri affetti.
Francois Ozon torna al Festival Rendez-Vous per presentare in anteprima italiana, il 3 aprile al Cinema Nuovo Sacher: Sotto le foglie – Quand vient l’automne in anteprima italiana. Con 23 film al suo attivo, dal 1998, il regista più eclettico del cinema francese sorprende con un nuovo cambio di registro. Nel suo ultimo film, plebiscitato dal pubblico francese con quasi 700.000 biglietti, sceglie la forma del polar, ma ribalta il genere con un tratto intimista, e il suo sofisticato humour noir per raccontare in modo sfrontato i fantasmi del passato, la maternità e il tempo che passa. Questa volta al centro della scena ci sono le stagioni della vita. Il film uscirà in sala il 10 aprile distribuito da Bim distribuzione.
Influenza e vaccini over 65: convegno COLE a Milano
Roma, 28 feb. (askanews) – Con l’attuale picco della stagione influenzale, che ha colpito oltre 10 milioni di italiani, un milione solo nell’ultima settimana, cresce l’urgenza di rafforzare la consapevolezza sull’importanza della vaccinazione, soprattutto tra gli over 65, una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile, la pi colpita dall’ondata di virus respiratori di questi mesi. Secondo i dati pi recenti, l’adesione alla vaccinazione antinfluenzale in Italia resta ancora inferiore agli standard raccomandati, con una copertura che si attesta intorno al 55%, ben al di sotto dell’obiettivo del 75% indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanit.
Per affrontare queste sfide, COLE – Enti COnfindustriali Lombardi per l’Education ha promosso il convegno “La vaccinazione antinfluenzale evidence-based e value-driven negli over 65”. Obiettivo dell’evento stato quello di favorire un dialogo costruttivo tra esperti e istituzioni su come ripensare la programmazione delle campagne vaccinali in Italia basandosi su evidenze cliniche e misurazione degli esiti, allo scopo di aumentare l’adesione vaccinale pi consapevole, soprattutto tra gli over 65.
“Abbiamo deciso di creare un momento di confronto a livello nazionale – ha spiegato Lorenzo Minetti, Responsabile Area Sanit di COLE -, con l’obiettivo di dialogare sulle evoluzioni delle strategie vaccinali in Italia, in termini sia dell’aumento della copertura degli over 65, sia degli esiti dei nuovi vaccini e delle innovazioni che favoriscono il raggiungimento delle percentuali raccomandate anche a livello nazionale”.
Il simposio stato realizzato con il contributo non condizionante di Sanofi ed il patrocinio di Regione Lombardia, Societ Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanit Pubblica (SITI), Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), Federfarma Lombardia e ISPOR Italy – Rome Chapter, a testimonianza dell’importanza di una sinergia tra pubblico e privato nel promuovere la prevenzione e la salute pubblica. Fra gli interventi istituzionali, quelli di Emanuele Monti (membro del CDA di AIFA e Presidente della IX Commissione Sostenibilit Sociale, Casa, Salute di Regione Lombardia) e dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso. I “Rispetto agli anni passati – ricorda Bertolaso – c’ stata una crescita davvero considerevole per quello che riguarda la vaccinazione contro l’influenza: abbiamo, infatti, superato per la prima volta nella storia le 2 milioni di vaccinazioni. La popolazione si sta convincendo dell’utilit della vaccinazione, ha capito che assolutamente innocua, che risolve moltissimi problemi, ne anticipa e ne risolve altri. Nessuno deve considerarsi escluso, estraneo, a questa grande campagna. Dobbiamo tornare alla mentalit della vaccinazione contro il Covid”.
Nelle quattro tavole rotonde si sono confrontati esponenti del mondo istituzionale, accademico, clinico, farmaceutico e di societ scientifiche.
“Tra i temi affrontati anche, l’evoluzione del procurement e la pianificazione per riuscire ad acquistare i vaccini giusti per la persona giusta. C’ quindi una personalizzazione in crescita. Inoltre, emerso come l’impatto economico delle vaccinazioni, dal punto di vista dei costi risparmiati per il sistema, veramente straordinario. Parliamo di un range che va dagli 8 euro di costo per un trattamento di influenza “base”, fino ai 2mila euro, quando l’influenza produce un ricovero”, conclude Federico Lega, docente di Management Sanitario dell’Universit degli Studi di Milano, moderatore dell’iniziativa.
Tananai invitato all’ONU, ai fan: Basta Scuse
Milano, 28 feb. (askanews) – Tananai è stato ospite di United Network Europa al Global Citizens Model United Nations 2025 che si tiene a New York dal 27 febbraio al 1° marzo. Chiamato a concludere la cerimonia di apertura del progetto, che si è svolta presso l’aula dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, Tananai ha tenuto un discorso sul rapporto tra i giovani, il progresso tecnologico e le opportunità che esso offre loro, di fronte ad una platea di più di 2500 ragazzi provenienti da tutto il mondo. L’artista ha dimostrato nel suo discorso il coraggio e la determinazione acquisiti negli anni, cercando così di essere fonte di ispirazione per i giovani partecipanti.
Questo il suo messaggio. “Viviamo in un’epoca in cui non ci sono più scuse. Gli strumenti, l’accesso, le possibilità, tutto è a portata di mano. E tuttavia, la confusione aumenta. Il mondo si muove più velocemente che mai e continuerà ad accelerare. Quindi la domanda è: come possiamo tenere il passo senza perdere noi stessi? La risposta probabilmente non sta nel fare di più. Non si tratta di lavorare di più, esaurirsi o inseguire un obiettivo lontano. La risposta è chiarezza. Questo perché la pace non è una destinazione, è un punto di partenza. Troppo spesso trattiamo il successo, la felicità o la realizzazione personale come qualcosa che raggiungeremo un giorno, dopo sufficienti sacrifici, dopo che ce li siamo “guadagnati”. Tuttavia, questo è un errore. Nessun grande atleta aspetta di essere in perfetta forma per iniziare ad allenarsi. Iniziano così come sono, sapendo che la decisione di iniziare è ciò che li rende atleti fin dall’inizio. Non diventiamo ciò che vogliamo essere inseguendolo. Possiamo iniziare da lì. Accettare la propria Ombra.
Parliamo di tutte quelle parti di noi che cerchiamo di ignorare. Tutti i dubbi, le paure e i fallimenti che vorremmo lasciarci alle spalle. Conosciamo tutti Peter Pan: la sua ombra scappa via e Wendy deve ricucirla. Da bambini non ci pensiamo troppo. Ma da adulti lo capiamo. Troppi di noi stanno ancora scappando dalle proprie ombre. Abbiamo paura di riconoscere quelle parti di noi che non si adattano perfettamente alle aspettative del mondo. Tuttavia, la vera crescita non deriva dal fingere di essere perfetti. Deriva dall’integrare ogni parte di ciò che siamo.
La vita non è una battaglia di opposti. Ci viene sempre detto che la vita è una scelta tra estremi: successo o fallimento, giusto o sbagliato, forza o debolezza. Ma la realtà non è in bianco e nero. È energia. Pensate a una batteria: ha bisogno sia di un polo positivo sia di uno negativo per generare energia. Lo stesso vale per noi. Difficoltà, dubbi e battute d’arresto non sono segni di fallimento. Sono il flusso che ci spinge in avanti. Forse non siamo destinati a essere l’uno o l’altro. Forse siamo la carica che scorre tra i due poli.
E questo vale per tutto: – Non siamo noi contro di loro. La vera battaglia è sempre noi contro noi stessi; -Il successo non è qualcosa che otteniamo, è qualcosa da cui partiamo;
– Un’idea nata in un’ora può essere potente quanto una sviluppata in anni.
Abbiamo qualcosa di importante: la fragilità dell’esistenza. L’urgenza dell’adesso. Questo è ciò che dà senso alla vita. Non siamo più limitati da risorse, strumenti o accesso. L’unica limitazione rimasta è sapere cosa vogliamo veramente. Molto probabilmente vivremo in un mondo non più incentrato sull’uomo, e ora più che mai, soprattutto se ci stiamo muovendo verso un reddito minimo globale, cercare di non essere definiti dai soldi che guadagniamo o dal successo che abbiamo farà la differenza. Dobbiamo conoscere veramente noi stessi e il nostro posto in questo mondo disordinato.
Quindi vi lascio con questa domanda: ora che non ci sono più scuse, cosa creerete?”
Dopo l’esperienza a New York, è tempo per Tananai di tornare in tour a partire da aprile, quando porterà live tutti i suoi più grandi successi nel “CALMOCOBRA – EUROPEAN TOUR”, che lo vedrà esibirsi per la prima volta sui palchi dei club europei, con la prima data a Zurigo, il 3 aprile, continuando a Lugano, Londra, Barcellona, Amsterdam, un doppio appuntamento a Bruxelles (26 aprile, sold out, e 27 aprile), fino all’ultima tappa a Parigi, il 28 aprile. Il viaggio live 2025 di Tananai proseguirà poi nei mesi successivi nei principali festival estivi, a partire dal 19 giugno a Roma presso l’Ippodromo delle Capannelle, continuando poi a Trento, Collegno, Ferrara, Servigliano, Francavilla; l’artista farà tappa anche nei festival di Genova, Lecce, Barletta, Palermo, Catania e Cinquale. Dopo una tappa nella sua città natale, Milano, all’Ippodromo SNAI San Siro, in occasione del Milano Summer Festival, l’artista concluderà il viaggio il 13 settembre con una data speciale in Piazza Carlo Di Borbone a Caserta presso la Reggia di Caserta, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, nell’ambito del festival Un’Estate Da Belvedere. Per maggiori informazioni: https://www.magellanoconcerti.it
Salvini chiama il filo-russo Georgescu nei guai in Romania, lui ringrazia
Roma, 28 feb. (askanews) – “Abbiamo avuto una grande conversazione telefonica con Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio italiano e leader della Lega. Matteo è un grande guerriero per la libertà e la democrazia in Italia e in Europa”. Lo ha affermato su X l’ex candidato alla presidenza della Romania, Calin Georgescu, di recente arrestato e poi messo sotto controllo giudiziario. “Grazie mille, Matteo, per le tue parole di sostegno. Sono sicuro che questo è l’inizio di una lunga amicizia”, ha aggiunto Georgescu, “Dopo la mia detenzione, ho ricevuto decine di telefonate da leader di tutto il mondo che guardano con orrore a ciò che sta accadendo alla democrazia in Romania”. “Tutti gli occhi”, ha concluso il politico romeno, “sulla Romania”.
C’è stato un videocollegamento, oggi, tra Salvini e Georgescu il candidato filorusso e favorito alla vittoria delle elezioni presidenziali in Romania che nei giorni scorsi era stato fermato e interrogato dalla Procura generale con l’accusa di finanziamenti illegali. Salvini ha ribadito la solidarietà della Lega per quello che è considerato “un attacco alla democrazia gravissimo e senza precedenti, uno schiaffo di stampo sovietico alla volontà popolare e alla libertà di pensiero e di parola”.
Cinema, David Cronenberg aprira il XXIII BAFF – BA Film Festival
Roma, 28 feb. (askanews) – Annunciate le date dell’edizione numero XXIII del BAFF – BA Film Festival che si terrà a Busto Arsizio dal 29 marzo al 5 aprile 2025 con otto giorni di proiezioni, incontri ed eventi. Ad aprire il festival, il regista David Cronenberg che presenterà, in anteprima italiana, il suo ultimo film The Shrouds (Segreti sepolti), in uscita nelle sale il 3 aprile, distribuito da Europictures in collaborazione con Adler Enterteinment.
L’anteprima del film sarà preceduta nel pomeriggio di sabato 29 marzo da una masterclass tenuta dal direttore artistico del BAFF Giulio Sangiorgio che si svolgerà presso l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio. A dialogare con David Cronenberg dal palco del teatro Manzoni, durante la serata inaugurale, il critico cinematografico Gianni Canova autore di un noto saggio sull’opera del regista canadese dal titolo David Cronenberg (Il Castoro 1993).
The Shrouds, già presentato in concorso al Festival di Cannes 2024, segna il ritorno sul grande schermo del visionario cineasta e vede protagonisti Vincent Cassel, Diane Kruger e Guy Pearce. Karsh, interpretato da Vincent Cassel, è un uomo d’affari che, in seguito alla morte della moglie, ha messo a punto una tecnologia rivoluzionaria e controversa che permette ai vivi di monitorare i defunti avvolti nei sudari. Una notte alcune tombe, inclusa quella di sua moglie, vengono profanate: Karsh decide così di mettersi sulle tracce dei responsabili.
“È un onore aprire la XXIII edizione del BA Film Festival con un ospite come David Cronenberg – ha dichiarato il direttore Giulio Sangiorgio – uno dei maggiori registi viventi, un autore seminale e fondamentale che è stato in grado di trasformare il cinema in un luogo d’osservazione sull’uomo, la tecnologia, la società, con l’acume analitico di un sociologo e l’illuminante capacità di sintesi e previsione di un grande artista surrealista… The Shrouds, l’ultimo suo lavoro, che siamo felici di presentare in prima italiana grazie a Europictures che lo distribuisce, non è semplicemente l’opera di un maestro: è uno dei film cruciali di questo tempo, un capolavoro contemporaneo, capace di mettere in scena un nuovo rapporto con la morte, con il potere, con i sentimenti, cose che possiamo presentire già oggi e che forse vedremo domani”.
Tanti gli appuntamenti che animeranno la settimana: gli incontri con grandi personalità del mondo del cinema, il concorso per opere prime, la sezione dedicata alle serie televisive, i film per le scuole, le Masterclass, oltre naturalmente ad approfondimenti ed eventi speciali.
Cinema, al Nuovo Sacher di Roma la XX edizione di Immaginaria
Roma, 28 feb. (askanews) – Dall’11 al 13 aprile 2025 il Cinema Nuovo Sacher di Roma ospiterà la XX edizione di Immaginaria – International Film Festival of Lesbians and Other Rebellious Women, appuntamento per il cinema indipendente al femminile. Immaginaria è una manifestazione internazionale dedicata alla cinematografia delle donne, con un’attenzione particolare alle produzioni a tematica lesbica e femminista. Un festival che da vent’anni celebra il talento di registe, sceneggiatrici e artiste, offrendo uno spazio di visibilità e confronto per opere che raccontano storie spesso trascurate dal circuito mainstream.
L’evento, ormai punto di riferimento per il panorama cinematografico indipendente, proporrà proiezioni, incontri con le autrici, tavole rotonde e momenti di dibattito, creando un’opportunità di scambio e riflessione sul ruolo delle donne nel cinema e nella società.
Fondato a Bologna nel 1993 dall’Associazione Culturale Visibilia APS, il Festival si avvale dei patrocini di Università degli Studi della Tuscia – GEP (Gender Equality Plan), Centro Sperimentale di Cinematografia – CSC, Accademia di Cinema e Televisione Griffith, UNAR – Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, con il sostegno di TRUST – Nel Nome della Donna, Casa Internazionale delle Donne, Associazione Forma Liquida, Associazione culturale lesbica Pianeta Viola, CLR – Coordinamento Lesbiche Romane, Fondazione Ombrella Viola, WIFTMI – Women in Film, Television & Media Italia e con l’adesione di LGBT+History Month Italia e Festival MiX Milano. Il Festival è parte del Coordinamento dei Festival Italiani di Cinema Lgbtq+.
La XX edizione di Immaginaria è dedicata a Marina Genovese, figura centrale del femminismo e del movimento lesbico italiano. Militante instancabile, attivista e anima del festival sin dalla sua nascita, ha consacrato la sua vita alla causa delle donne, portando avanti battaglie per l’indipendenza, la visibilità e la dignità lesbica con un’energia inesauribile. Fondatrice dell’Associazione Culturale Visibilia e promotrice di eventi che hanno segnato la storia del movimento, dalla Prima Settimana Lesbica Italiana allo spazio separatista del World Pride 2000, Marina ha fatto di Immaginaria un punto di riferimento per il cinema indipendente delle donne. La sua idea andava oltre la semplice rassegna cinematografica: Immaginaria doveva essere uno spazio privilegiato di libertà e confronto, inclusivo e professionale, dove le donne potessero affermare la propria identità senza compromessi.
La sua eredità vive oggi in ogni edizione del Festival, nella comunità che continua il suo lavoro e nell’idea che insieme sia possibile creare un mondo diverso. Venerdì 11 aprile alle ore 20 il Cinema Nuovo Sacher ospiterà la cerimonia di apertura del festival con una proiezione speciale di Desert Hearts, film iconico della regista Donna Deitch, ospite d’onore e testimonial dell’evento. Considerato un pilastro del cinema indipendente LGBTQ+, Desert Hearts ha lasciato un segno indelebile nella rappresentazione delle relazioni lesbiche sul grande schermo. In occasione dell’apertura del festival, Donna Deitch incontrerà il pubblico per condividere la sua visione artistica e discutere l’impatto culturale della sua opera, in un dialogo aperto che celebrerà il potere del cinema come strumento di narrazione e cambiamento sociale.
La XX edizione di Immaginaria si prepara a offrire al pubblico un’intensa maratona cinematografica e una cerimonia di chiusura all’insegna della partecipazione attiva. Durante il weekend, sabato 12 e domenica 13 aprile, saranno presentati i 26 titoli in programma, selezionati da tutto il mondo: 5 lungometraggi, 5 documentari e 16 cortometraggi, provenienti da Austria, Francia, Grecia, Gran Bretagna, Italia, Argentina, Canada, Stati Uniti, Cina, Australia, Nuova Zelanda, Vietnam e Filippine.
Domenica 13 aprile, alle ore 18, Immaginaria celebrerà la conclusione del festival con la cerimonia di premiazione, ripristinando il Premio del Pubblico. Saranno proprio le spettatrici e gli spettatori a decretare i vincitori nelle categorie Miglior Lungometraggio, Miglior Documentario e Miglior Cortometraggio. I film in programma affrontano temi centrali per la comunità LGBTQ+, con un focus particolare sulle storie di autodeterminazione femminile.
Spettacolo, arriva a Roma Shrek il Musical al Teatro Italia
Roma, 28 feb. (askanews) – Dopo il successo del debutto domenica 15 settembre 2024 al Teatro Petruzzelli di Bari e aver toccato Benevento, Vicenza, Catania, Trento, Bologna, Lugano e Martina Franca, prosegue il tour del Musical TYA – Shrek che farà tappa a Roma al Teatro Italia sabato 1 marzo alle ore 17.30 e alle 21.00 e domenica 2 marzo alle 17.30.
Lo spettacolo è prodotto da AncheCinema, società pugliese fondata da Andrea Costantino che, negli ultimi nove anni, ha consolidato il proprio ruolo nella produzione e distribuzione culturale, attraverso la gestione di quattro teatri, la crew tecnica è composta da professionisti di origine pugliese affermati a livello nazionale che affiancano un cast artistico formato da attori, cantanti e ballerini noti in Italia e all’estero. La regia è firmata da Graziano Galatone, performer di punta del fortunatissimo Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante.
Il musical, riadattamento dell’omonimo film DreamWorks del 2001 vincitore del Premio Oscar come Miglior Film di Animazione tratto dal libro illustrato di William Steig, ha debuttato nella sua produzione originale a Broadway nel 2008 per poi andare in scena nei teatri di tutto il mondo.
Una complessa attività di negoziazione internazionale ha permesso alla produzione pugliese di ottenere i diritti ufficiali; il musical ha debuttato a ottobre 2022 al Teatro AncheCinema di Bari con diciassette repliche, successivamente al Teatro Curci di Barletta nell’ambito della stagione di prosa del Teatro Pubblico Pugliese e al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro con successo di pubblico e critica. Lo show è arricchito dal libretto di David Lindsay-Abaire (Premio Pulitzer 2007 per il Teatro), dalle musiche di Jeanine Tesori (vincitrice del Tony Award – il premio Oscar del teatro musicale) e dalle imponenti scenografie fisiche e digitali (queste ultime basate sull’engine di videogiochi UNITY) che ricreano perfettamente le varie ambientazioni del mondo di Shrek con oltre venti cambi di scena: la celebre palude, la città di Duloc, il castello della Dragona, la Torre della Principessa Fiona e molte altre.
Le scenografie sono ancora più spettacolari per gli effetti speciali Olografici in Holo-3D Projection Mapping e la presenza della celebre Dragona della lunghezza di 7 metri. Nei panni del protagonista di questa favola contemporanea, Michele Savoia, versatile attore pugliese vincitore del David di Donatello dello Spettatore assieme ai MeControTe per Il mistero della scuola incantata, affiancato da performer del musical italiano e da eccellenze provenienti dalle più prestigiose accademie nazionali del teatro musicale come la Bernstein School of Musical Theatre (BSMT) di Bologna, l’International College of Musical Theatre di Roma, la Scuola del Musical (SDM) di Milano. Lo spettacolo andrà poi in tour nei più importanti teatri italiani.
Dopo lo choc Trump la Cina corteggia l’Europa
Roma, 28 feb. (askanews) – Mentre i nuovi Stati Uniti di Donald Trump sono in rotta di collisione con i tradizionali alleati, la Cina cerca d’inserirsi con un serrato corteggiamento nei confronti degli europei. Dal ritorno alla Casa bianca del miliardario, con le minacce di dazi sia contro Pechino sia contro l’Europa, persino più pesanti per gli alleati, gli aerei diretti dalla Repubblica popolare alle capitali del Vecchio Continente sono piuttosto affollati di funzionari cinesi.
Donald Trump ha lanciato un negoziato diretto con la Russia per chiudere la guerra in Ucraina, senza coinvolgere Kiev e gli alleati europei, puntando anzi il dito contro di loro. Inoltre ha annunciato dazi fino al 25% contro i paesi europei e al 20% totali contro la Cina. Con una retorica che, paradossalmente, appare più feroce verso i tradizionali amici che verso il dichiarato concorrente globale.
Questa politica ha scosso notevolmente i partner europei, mentre l’apparente luna di miele di Trump con il presidente russo Vladimir Putin preoccupa la Cina, la quale si era molto avvicinata a Mosca dopo l’invasione russa dell’Ucraina, non condannata da Pechino.
Mosca, nelle ultime settimane, ha tenuto a riequilibrare, attivando varie comunicazioni con Pechino, compresa una telefonata tra Putin e il presidente cinese Xi Jinping. Oggi il numero uno del Consiglio di sicurezza russa Sergey Shoigu è volato a Pechino per incontrare Xi e rassicurarlo sulla saldezza dell’amicizia russo-cinese.
Tuttavia, dal punto di vista di Pechino, la possibilità che si riapra una relazione con l’Unione europea è da cogliere sia per creare un equilibrio e tentare di mettere un cuneo nell’alleanza Usa-Europa, come Trump vorrebe fare in quella Russia-Cina, sia per garantirsi un mercato per le merci cinesi che sarà sempre più difficile vendere negli Usa, se Trump insisterà sulla guerra commerciale.
Per quanto riguarda l’Europa, la strategia del “de-risking”, che finora è stata applicata nei confronti della Cina, sembra oggi essere più necessaria nei confronti egli Stati uniti, ha detto un diplomatico europeo al South China Morning Post (SCMP).
Questo mese, in diverse capitali europee si sono visti alti diplomatici cinesi, a partire dal ministro degli Esteri Wang Yi, che ha partecipato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, oltre che visitare Londra e Dublino.
“Nel corso degli anni, alcuni hanno detto che la Cina sta cercando di cambiare l’ordine e che vuole avviare un nuovo sistema”, ha dichiarato Wang alla Conferenza. “Adesso non se ne parla più molto, perché c’è un paese che si sta ritirando da trattati e organizzazioni internazionali e, credo, in Europa si possono sentire brividi quasi ogni giorno”, ha aggiunto, facendo riferimento agli Stati uniti e sottolineando che, invece, la Cina “cresce all’interno dell’ordine esistente”.
A margine di quell’evento, Wang ha detto all’alta rappresentante della politica estera Ue Kaja Kallas che Pechino sostiene che Europa e Ucraina debbano avere un posto a tavola nei negoziati di pace. Una posizione, questa, ribadita in ogni occasione dai funzionari del ministero degli Esteri cinese.
Altre visite sono state effettuate da due infuenti vice di Wang Yi, cioè la direttrice dell’informazione del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying e il viceministro esecutivo agli Esteri Ma Zhaoxu, entrambi diplomatici di lungo corso. Il messaggio che hanno trasmesso – secondo SCMP – è che la Cina è un partner più affidabile e costante rispetto all’imprevidibilità dell’America di Trump.
Pechino, nel suo corteggiamento, sembrerebbe disposta anche a fare alcune concessioni. Mentre in passato proponeva una revoca contestuale delle sanzioni reciproche – cioè quelle attivate dall’Ue per le presunte violazioni dei diritti umani contro gli uiguri del Xinjiang e quelle imposte da Pechino in rappresaglia – ora propongono di revocare quattro cinque sanzioni per ognuna tolta dalla lista europea.
Un altro aspetto è quello della questione ucraina. Dall’invasione russa, l’Europa ha puntato il dito contro Pechino per la mancata condanna di Mosca e per i rapporti stretti con la Russia. Ma ora sono cambiate diverse cose e la decisione degli Stati uniti di votare contro la risoluzione europea all’Onu sull’Ucraina, assieme alla Russia, alla Bielorussia, alla Corea del Nord, all’Ungheria e Israele, marca una differenza: la Cina si è astenuta, non ha votato “no”.
Siamo inoltre nel 50mo anniversario dell’apertura delle relazioni tra Europa e Cina, quindi l’occasione potrebbe essere quella giusta. Il prossimo mese, il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic, che in questo momento storico ha un ruolo particolarmente delicato, sarà in Cina, dove potrebbe presentare una lista di richieste, alle quali Pechino potrebbe a sua volta non opporre un rifiuto totale. In ballo ci sono questioni come la sovrapproduzione industriale cinese, il sostegno di Pechino alle sue imprese e le possibilità di accesso al mercato da parte delle imprese europee. Inoltre, diverse capitali europee sperano di attrarre investimenti cinesi Il corteggiamento cinese sta comunque avendo orecchie recettive in Europa. “L’Europa deve prendere le proprie decisioni in modo autonomo. E dobbiamo decidere quando la Cina può essere un partner e quando è un concorrente”, ha dichiarato recetentemente il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares al Financial Times.
Un segnale potrebbe arrivare da eventuali contatti di vertice. L’ultimo summit Ue-Cina è stato nel 2023 a Pechino, ma al momento non c’è nulla di certo per un possibile vertice in Europa. Il presidente Xi Jinping non ha in programma viaggi in Europa – tranne Mosca a maggio – per tutto l’anno. Comunque sarebbero in corso sondaggi, mentre a dire del SCMP il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa dovrebbe recarsi a Pechino a luglio. Si sta ragionando sull’ipotesi che si unisca anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ma la questione è delicata, perché la numero uno dell’esecutivo europeo è stata finora uno dei “falchi” anti-cinesi in ambito Ue.
MotoGp, Alex Marquez: "Primo ma non soddisfatto"
Roma, 28 feb. (askanews) – “Finire davanti a tutti da motivazione, ma sicuramente non è stato il nostro miglior giorno in pista. Abbiamo sofferto sia questa mattina che nel pomeriggio, provando a migliorare la moto rispetto a quella dei test con qualche nuova soluzione di setup”. Così Alex Marquez, pilota del Team Gresini Racing di MotoGp, che ha chiuso al comando il venerdì di prequalifiche a Buriram, in Thailandia. “Alla fine siamo tornati sui nostri passi e siamo tornati veloci. Marc qui sembra di un altro pianeta e lavoreremo per essere il più possibile vicini a lui. La moto qui funziona, dobbiamo essere concreti a partire da domani, oggi è un buon venerdì ma non da punti…”.
Calcio, stabili le condizioni di Zdenek Zeman
Roma, 28 feb. (askanews) – Le condizioni di Zdenek Zeman, ricoverato da ieri nella stroke unit del Policlinico Gemelli di Roma, restano stabili. Il tecnico è vigile e collabora con i medici, mentre le terapie proseguono e sono previsti ulteriori accertamenti. Il ricovero è stato deciso dopo che l’ex allenatore di Foggia, Lazio, Roma e Pescara ha manifestato un deficit di forza e difficoltà nel linguaggio, sintomi compatibili con un’ischemia cerebrale, aggravata da pregresse patologie cardiache e un precedente ictus.
Zeman, da sempre fumatore, ha una storia clinica complessa. Il primo campanello d’allarme risale al 12 dicembre 2023, quando fu colpito da un’ischemia transitoria, superata rapidamente al punto da tornare in campo pochi giorni dopo. Tuttavia, problemi di salute lo costrinsero a inizio 2024 a lasciare il Pescara. Un anno fa, inoltre, aveva subito un intervento chirurgico per l’applicazione di quattro bypass coronarici, seguito da una lunga convalescenza di circa cinque mesi. A ottobre un altro attacco ischemico aveva fatto scattare un nuovo allarme.
Ora il mondo del calcio si stringe attorno a lui, il profeta del gioco offensivo con oltre 1.100 panchine tra i professionisti. Ma la partita da vincere questa volta è la più importante.
I soci di Banco Bpm con Castagna, per Anima rilancio a 7 euro
Milano, 28 feb. (askanews) – Giuseppe Castagna fa il pieno di consensi all’assemblea degli azionisti di Banco Bpm. Il 97,6% dei soci riunitisi oggi a Milano ha espresso voto favorevole ad alzare a 7 euro il prezzo dell’Opa per ciascuna azione di Anima, con un ritocco sostanziale rispetto ai 6,2 euro inizialmente proposti. Il nuovo corrispettivo assicura un premio del 22,5% rispetto ai valori di Borsa del 5 novembre, il giorno precedente l’annuncio dell’offerta, ed è in linea con le quotazioni del mercato: la Sgr scambia a Piazza Affari a 6,95 euro per azione.
“Nessuna altra banca ha una completezza simile alla nostra e con Anima portiamo a termine il progetto di integrazione della fabbrica prodotto”, ha detto l’amministratore delegato di Banco Bpm parlando ai soci. “L’acquisizione di Anima è strategica” e, ha aggiunto Castagna, “la sua integrazione renderà il nostro modello di business sempre più solido. Questa operazione ha l’obiettivo di ampliare in misura rilevante il contributo dei ricavi commissionali, aumentando le possibilità del nostro gruppo di generare stabilmente valore”, anche in uno scenario in cui “il margine di interesse è messo in pericolo dalla riduzione dei tassi”.
La volontà di piazza Meda è avanzare spediti. L’offerta potrebbe arrivare sul mercato già entro fine marzo. “La nostra intenzione è partire velocemente”, ha assicurato Castagna. Più dettagliato il presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi: “Dopo le autorizzazioni di Ivass e di Banca d’Italia, ci saranno cinque giorni per la Consob. Non abbiamo sentori di ritardi, quindi siamo confidenti che questa offerta possa avviarsi non oltre la terza decade di marzo. Tutto ci fa pensare che possa avviarsi in tempi ragionevolmente brevi” e “solleciti”.
Il board, imbrigliato dalla passivity rule dopo l’Ops annunciata da UniCredit su Banco Bpm, ha incassato dai soci anche la flessibilità che chiedeva sulle condizioni sospensive dell’offerta per Anima. Il consiglio potrà ora rivedere la soglia di adesione, prevista al 67%, e si è guadagnato la possibilità di portare avanti l’Opa su Anima anche senza il via libera della Bce ai benefici patrimoniali previsti dal Danish compromise. “In casi simili è stata una regola sempre applicata, non ci sono precedenti in cui non ci sia stata l’autorizzazione. Aspettiamo con molta serenità, ma non possiamo dettare i tempi ai regolatori”, ha sottolineato Castagna. Il mancato via libera della Bce può costare un punto di Cet 1, oltre il 14% con il sì e superiore al 13% senza, e può ridurre di un miliardo la distribuzione degli utili ai soci al 2027.
Tra gli azionisti che hanno dato sostegno al board anche Credit Agricole, primo socio di Banco Bpm con il 9,9% che nei mesi scorsi ha raccolto derivati per un ulteriore 5% in attesa di ricevere dalla Bce l’autorizzazione a salire fino al 20% di piazza Meda. “Riteniamo che Credit Agricole abbia partecipato e che abbia votato, ovvio che qualora l’abbiano fatto l’hanno fatto in modo favorevole. Non abbiamo notizia, ma mi sembra evidente”, ha chiosato Castagna.
Vicofaro, Lega: giusto mettere parola fine a modello Biancalani
Roma, 28 feb. – “Accogliamo con soddisfazione l’intervento deciso del Governo per porre fine al modello di accoglienza implementato da Don Biancalani nel quartiere di Vicofaro a Pistoia. Dopo i recenti fatti di cronaca, che si aggiungono a una lunga serie di reati commessi dagli ospiti del centro, il Governo ha preso in mano la situazione, portando il tema all’attenzione nazionale”, ha dichiarato Cinzia Cerdini, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Pistoia.
“Ringraziamo il Sottosegretario all’Interno Nicola Molteni e l’onorevole Andrea Barabotti per l’impegno e la determinazione con cui hanno seguito e stanno seguendo la vicenda. Il percorso avviato porter a un rapido decongestionamento di Vicofaro, dove, a fronte di una capienza massima prevista di 19 persone, ne erano presenti oltre 130”, ha sottolineato Luca Baroncini, segretario regionale della Lega Toscana.
“Il trasferimento degli ospiti verso altre strutture, l’espulsione di alcuni di essi, unito all’impegno assunto dalla Curia di Pistoia a non far transitare ulteriori persone dal centro, rappresentano passi concreti per il ripristino della legalit e della sicurezza nel quartiere, mettendoci nella condizione di sperare che la comunit di Vicofaro potr recuperare la serenit persa in questi anni. Il modello Biancalani al tramonto”, ha affermato il deputato della Lega Andrea Barabotti.
Fastned inaugura in A4 la prima stazione di ricarica in Italia
Milano, 28 feb. (askanews) – Fastned, azienda europea specializzata nella ricarica ultraveloce, ha aperto la sua prima stazione di ricarica per veicoli elettrici in Italia. La nuova stazione si trova nell’area di sosta Truck Park Brescia Est, lungo l’autostrada A4 tra Brescia e Padova, un’arteria strategica nel nord del Paese. Si tratta della pi grande stazione di ricarica EV attualmente presente sulla rete autostradale A4.
L’azienda punta ad aprire 1.000 stazioni in tutta Europa entro il 2030. Con oltre 340 stazioni attualmente operative, il primo sito in Italia segna l’ingresso di Fastned in un nuovo mercato, portando a otto il numero di Paesi in cui l’azienda offre ricarica ultraveloce ai conducenti.
Michiel Langezaal, co-fondatore e CEO di Fastned, ha dichiarato: “Questa al Truck Park Brescia Est la prima stazione di ricarica Fastned in Italia, si tratta del primo step di una partnership che per noi rappresenta un importante investimento a lungo termine. Ne siamo molto orgogliosi e siamo al lavoro per costruire altre stazioni di ricarica in tutta Europa e soprattutto in tutta Italia: per i proprietari di auto elettriche molto importante avere cos tante postazioni di ricarica veloce, non vediamo l’ora di implementare la nostra rete per consentire al Paese di realizzare la transizione verso l’alimentazione elettrica”.
La stazione Fastned di Truck Park Brescia Est porta l’esperienza di ricarica pluripremiata dell’azienda in una delle aree italiane con la pi alta concentrazione di veicoli elettrici. Secondo l’European Alternative Fuels Observatory, oltre il 50% delle auto elettriche in Italia immatricolato nelle regioni del Nord-Est e Nord-Ovest.
Simone Saccani, Market Development Manager di Italy Fastned, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Abbiamo investimenti pianificati per tutto il Paese. Inizieremo con diverse stazioni da sviluppare nel Nord Italia. L’Italia giocher un ruolo fondamentale nell’obiettivo di Fastned di aprire altre migliaia di stazioni di ricarica. Vogliamo aiutare la transizione alla nuova mobilit elettrica e dare la spinta decisiva; le immatricolazioni sono in crescita, una rete capillare e affidabile di ricarica, soprattutto sulle arterie autostradali, contribuir all’evoluzione del settore”.
Inizialmente, la stazione di Truck Park Brescia Est sar dotata di otto punti di ricarica da 400 kW, con la possibilit di futuri ampliamenti per aumentare ulteriormente la capacit.
Bruno Chiari, Direttore Generale della A4 Holding Brescia-Padova, ha poi concluso: “L’apertura di questa stazione di ricariche veloci un tassello fondamentale nello sviluppo del progetto della mobilit sostenibile che, ormai da alcuni anni, abbiamo iniziato. Noi pensiamo che l’autostrada abbia un compito primario in questa prospettiva e quindi una infrastrutturazione del mercato della mobilit elettrica fondamentale per poter permettere agli utenti autostradali di poter usufruire di questo servizio”.
L’Italia si conferma cos un attore chiave nella transizione europea verso la mobilit elettrica.
Lavoro, Vittimberga: giovani e donne chiave per futuro del Paese
Roma, 28 feb. (askanews) – “Dobbiamo lavorare insieme per ridurre le disuguaglianze e promuovere uno sviluppo inclusivo, soprattutto nel Mezzogiorno”. Lo dichiarato Valeria Vittimberga, direttore generale dell’Inps, intervenendo all’evento “Dall’arte alle persone” nella pinacoteca “Corrado Giaquinto” di Bari. “I dati Istat – ha detto – mostrano un tasso di occupazione nazionale del 62,6% nella fascia 15-64 anni, ma resta il divario con il Sud dove il dato si ferma al 49,6%. In Puglia siamo leggermente sopra la media del Mezzogiorno, ma ancora a più di 10 punti dalla media italiana. E’ fondamentale un’azione sinergica tra istituzioni, imprese e società civile per invertire questa tendenza e garantire pari opportunità a tutti”.
Vittimberga ha poi sottolineato che “l’occupazione femminile e giovanile rappresenta la chiave di volta per il futuro del Paese. La disparità di genere nel mercato del lavoro e l’alto tasso di neet nel Mezzogiorno, che in Puglia raggiunge il 25,3, richiedono interventi immediati e mirati. Dobbiamo investire in politiche attive, formazione professionale e misure di sostegno per favorire l’ingresso delle donne e dei giovani nel mondo del lavoro, colmando così il gap con le regioni del Nord”.
Il dg dell’Inps ha parlato anche di spesa pensionistica, che “resta un pilastro fondamentale di protezione sociale nel nostro Paese: in Puglia, oltre un milione di pensionati percepiscono in media 1.568 euro al mese. E’ nostro compito garantire la sostenibilità del sistema previdenziale e migliorare le condizioni di vita di pensionati e lavoratori, concentrandoci soprattutto sulle aree più svantaggiate. L’impegno costante dell’istituto è quello di rafforzare i servizi e la vicinanza ai cittadini, per fronteggiare le sfide di un mercato del lavoro in evoluzione”.
Il radicamento territoriale dell’Inps, ha concluso, “è un valore aggiunto su cui dobbiamo continuare a puntare: in Puglia, gli assicurati sono quasi 1,5 milioni nel 2023, con un incremento del 5% rispetto al 2019. L’assegno unico universale, che in questa regione raggiunge 445mila nuclei familiari per quasi 700mila figli, dimostra come l’Inps sia vicina ai bisogni reali delle persone. Continueremo a promuovere misure di sostegno per favorire la coesione sociale e lo sviluppo di un Mezzogiorno più forte e inclusivo”.
Bollette, Meloni: stanziati 1,6 mld per famiglie, 1,4 mld per imprese
Roma, 28 feb. (askanews) – Via libera dal consiglio dei ministri al decreto che prevede un aiuto per le famiglie e le imprese contro il caro bollette. “Oggi abbiamo stanziato 3 miliardi per contrastare il caro bollette. Circa 1,6 miliardi per le famiglie e 1,4 mld per le imprese” ha spiegato in un video la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Le famiglie con Isee fino a 25 mila euro, la stragrande maggioranza, potranno contare nel prossimo trimestre su un sostegno di circa 200 euro se ne faranno richiesta. Dovrete presentare il vostro Isee. E’ un contributo che salirà a oltre 500 euro per chi ha già i requisiti per il bonus sociale, i nuclei con un Isee fino a 9.530 euro. Inoltre abbiamo prorogato di due anni l’obbligo per i vulnerabili di passare al mercato libero” ha aggiunto. Inoltre con il decreto “andiamo incontro alle imprese – ha proseguito Meloni. Tagliamo gli oneri di sistema per le Pmi, assicuriamo così una riduzione delle prossime bollette che si aggira intorno al 20%. Avremo finalmente delle bollette chiare grazie all’obbligo di trasparenza che imponiamo ai gestori e oltre a un certo prezzo dell’energia lo Stato rinuncerà all’Iva e destinerà l’eccesso di Iva alla riduzione delle bollette”.

















































