Roma, 19 feb. (askanews) – “Apprendiamo con sorpresa dalle agenzie che il gruppo Fratelli d’Italia sta tenendo una conferenza stampa per commentare l’andamento dei lavori della commissione Covid, tra l’altro anticipando come già accertati e conclusivi i contenuti di alcune audizioni fin qui svolte. Vorremmo ricordare che questa è una commissione d’inchiesta, non uno strumento ad uso di un singolo gruppo, che è chiamata a mantenere uno sguardo obiettivo, svolgere audizioni, fare un’attività istruttoria e alla fine dei suoi lavori, dopo un’accurata riflessione, approvare una relazione”. Lo dichiarano i componenti di Forza Italia della commissione parlamentare Covid, Licia Ronzulli, Stefano Benigni e Annarita Patriarca.
Covid, Fdi: fare luce su chi ha approfittato emergenza per lucrare
Roma, 19 feb. (askanews) – “Nella commissione di inchiesta sul Covid emerge che milioni di mascherine sono state pagate e distribuite pur non essendo idonee perché chi doveva controllare non lo ha fatto e chi ha indagato è stato ostacolato in ogni modo. Ma Fratelli d’Italia vuole andare avanti e fare piena luce su chi ha approfittato di questa drammatica emergenza per fare probabilmente affari”. Lo chiede il presidente dei senatori meloniani, Lucio Malan.
Il tema è stato oggetto di una conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina alla Camera, con l’obiettivo, ha sottolineato il capogruppo alla Camera di Fdi, Galeazzo Bignami, di superare il “totale silenzio che sta avvolgendo i lavori di questa commissione” della quale – ha annunciato – lui stesso entrerà a far parte a cominciare dalla prossima seduta.
L’attenzione dei gruppi di Fdi è rivolta in particolare all’audizione che si è tenuta ieri di Miguel Martina, già funzionario dell’ufficio antifrode dell’Agenzia delle Dogane. Per Alice Bonguerrieri, capgruppo dei meloniani in commissione Covid “ciò che sta emergendo è inquietante. Ieri Martina ha raccontato come in nome di una necessità politica la pubblica amministrazione avrebbe derogato a tutte le norme in vigore, azzerando i controlli alle dogane, consentendo l’ingresso di mascherine non idonee e che la Guardia di finanza ha giudicato pericolose per la salute. Stiamo parlando delle mascherine comprate per oltre un miliardo di euro di soldi pubblici dall’allora struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri Emerge anche che il governo era a conoscenza. Riteniamo che queste dichiarazioni potrebbero prospettare scenari gravi che per Fdi è doveroso approfondire”.
(segue)
Ambasciatore Germania: "Non ci facciamo dire da Usa con chi parlare"
Roma, 19 feb. (askanews) – Le ingerenze esterne, come quelle degli Stati Uniti, prima Elon Musk che invita a votare per la AfD e poi le frasi scioccanti contro la “Brandmauer”, la barriera tagliafuoco tesa ad arginare l’ultradestra in Germania, pronunciate dal vice-presidente Usa JD Vance alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, “non sono accettabili”. Lo ha affermato l’Ambasciatore tedesco in Italia, Hans Dieter-Lucas, a margine di un briefing con i giornalisti a Roma a meno di una settimana dalle elezioni tedesche di domenica 23 febbraio.
“Il cancelliere federerale Olaf Scholz ha detto da Monaco, riguardo alle dichiarazionei del vice-presidente Usa JD Vance, che delle ingerenze dall’esterno per influenzare le elezioni in Germania non sono accettabili e vanno respinte”, ha sottolineato il diplomatico.
A sua volta “il leader dell’opposizione, il candidato alla cancelleria Friedrich Merz, ha detto che non si fa dire da un vice-presidente statunitense con chi parlare o meno. Sono quindi molto chiari i messaggi espressi”, ha sottolineato Lucas.
“É chiaro che tutti i partiti che saranno rappresentati al prossimo Bundestag hanno detto con evidenza che escludono una coalizione con AfD, quindi la AfD rimarrà nel prossimo Bundestag un partito all’opposizione, isolato e al margine destro”, ha ribadito l’ambasciatore.
Droga dall’Albania stoccata anche in un centro Sprar: 27 arresti
Roma, 19 feb. (askanews) – In Italia, Albania e Spagna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza, che dispone misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma – su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 27 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione, porto di armi da fuoco nonché intestazione fittizia di beni in concorso mediante induzione in errore di pubblici ufficiali.
Il provvedimento, che dispone il carcere per 20 persone e gli arresti domiciliari per altre 7, trae origine da una complessa attività d’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Parioli, coadiuvati dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga, ha consentito di documentare come una compagine di estrazione albanese importava ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana direttamente da Valona (Albania), poi smistata, grazie all’alleanza con organizzazioni di matrice nigeriana, in ambito nazionale ed europeo, con un sistema collaudato ed efficiente che si avvaleva di mezzi di trasporto pubblici. È stato documentato come il Centro S.P.R.A.R. (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, ora Centro di Accoglienza Straordinaria) di Roma, via della Riserva Nuova fosse stato utilizzato quale luogo di stoccaggio e ripartenza delle partite di stupefacente, nonché di reclutamento di migranti nigeriani (titolari di permesso di soggiorno provvisorio in attesa della definizione del relativo status).
Alcuni degli arresti, eseguiti questa mattina a Valona (Albania) e nella provincia di Barcellona (Spagna) sono frutto dell’efficace collaborazione instaurata con le polizie locali, grazie al determinante contributo della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e Interpol.
Lavrov: Trump è l’unico leader occidentale a capire le ragioni russe
Roma, 19 feb. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump è il primo e finora unico leader occidentale a dire pubblicamente che una delle cause della crisi ucraina è il coinvolgimento dell’Ucraina nella Nato, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov parlando alla Duma di Stato russa.
“Questo è un segnale di comprensione della nostra posizione”, ha affermato il capo della diplomazia russa che ieri ha partecipato all’incontro con la delegazione americana a Riad.
“Dobbiamo lavorare e non assumere la postura dell’offeso, questo non porterà a nulla”.
Zelensky: "Non posso svendere l’Ucraina"
Roma, 19 feb. (askanews) – “Non posso svendere l’Ucraina”: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando l’intenzione statunitense di subordinare gli aiuti militari all’accesso ai giacimenti di terre rare del Paese.
Tuttavia Kiev è pronta a lavorare “su un documento serio” che contenga “delle garanzie di sicurezza”: la proposta della Casa Bianca “è al di fuori dei miei poteri, al di fuori della Costituzione e delle leggi dell’Ucraina, è qualcosa sotto la legge di New York, e non c’è una parola sulle garanzie di sicurezza”.
Venturi: grande successo per IV Sanremo Cristian Music Festival
Roma, 19 feb. (askanews) – ” stata un’ edizione che ha riscosso un rilevante successo in termini di visibilit, grazie al contributo offerto dai social de “La Luce di Maria”, la cui pagina Facebook seguita da oltre 1 milione e 400 Mila follower. Non solo, stato soprattutto un successo per le canzoni che abbiamo ascoltato in quanto di alto livello per quanto concerne il loro messaggio”. Lo ha dichiarato soddisfatto Fabrizio Venturi, Direttore artistico del Festival della Canzone Cristiana tenutosi a Sanremo e giunto alla IV edizione, il quale ha sottolineato:
“Hanno vinto le canzoni i cui testi hanno veicolato contenuti profondamente cristiani ed umani. Il nostro Festival premia, oltre alla musicalit e al ritmo del brano, soprattutto i contenuti del messaggio che esso veicola. Credo che il nostro impegno nel mondo della musica cristiana diventi sempre pi incisivo e tale da porre in evidenza il valore della finalit che ci prefiggiamo. Di ci sono molto fiero. Ringrazio tutti i cantanti che hanno partecipato e tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa ultima edizione dedicata al Giubileo. Ci rivedremo il prossimo anno, sempre a Sanremo”
Formula1, Hamilton: "Emozionato. Per me ancora tutto surreale"
Roma, 19 feb. (askanews) – Giornata speciale per Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha infatti scoperto la nuova SF-25, la sua prima Ferrari in vista della stagione 2025 di Formula 1. “La rivelazione della vettura è stata un qualcosa che attendevo da tantissimo tempo – ha detto Hamilton -. Già alla vigilia dell’inizio di quest’anno c’era tantissimo entusiasmo: incontrare il team alla fabbrica, guidare la macchina per la prima volta. Qui dentro ho iniziato a vedere quanta passione e quanto impegno c’è da parte di ogni persona, con cui condividi lo stesso sogno. Ora ognuno è parte del sogno dell’altro ed è qualcosa di unico. Per me, è ancora qualcosa di surreale. Non avrei mai pensato di avere la possibilità di essere in Ferrari e sono molto grato di questo, sono fiero di farne parte. Questa sarà la mia macchina. Ho guidato un paio di quelle vecchie che erano state costruite per altri piloti. Ma questa è proprio per me e per Charles, ed è veramente bellissimo”.
“Il mio arrivo in Ferrari è stato annunciato a inizio 2024 – continua Hamilton -. È stato un anno molto lungo con tante domande e tanti pensieri. Ho cercato di immaginare che cosa avrei trovato alla Ferrari, ma alla fine è stato molto di più di quello che pensavo. La grandiosità del team, la passione che senti è qualcosa di molto vero”. Infine, un messaggio in italiano: “Sono felice di iniziare questa nuova avventura con voi in Ferrari. Sono molto emozionato”.
Il legale di Sinner: "Tennisti dei falchi, Jannik trattato male"
Roma, 19 feb. (askanews) – “Penso che i tennisti siano sempre falchi quando è un altro giocatore a essere coinvolto in una situazione simile e cercano di nascondersi quando sono invece loro a essere coinvolti”. Parola di Jamie Singer, uno dei legali di Jannik Sinner, che ha commentato a Sky News le reazioni del mondo del tennis alla sospensione di tre mesi stabilita dall’accordo fra l’Agenzia mondiale antidoping e il numero uno al mondo. “Tutto questo è molto ingiusto. Sinner è stato giudicato in un processo ‘da manuale’ sin dall’inizio. Non ci sono stati favoritismi. Semplicemente, le circostanze della sua positività sono state molto insolite” .
“Jannik dice di sentirsi trattato in modo piuttosto duro – prosegue l’avvocato -, ma accetta che ognuno abbia diritto alla propria opinione. I tennisti non hanno l’opportunità di conoscere tutti i dettagli della vicenda, quindi semplicemente esprimono delle opinioni. Ma forse i fatti meriterebbero di essere approfonditi maggiormente”.
Infine, Singer ha rivelato le modalità con cui si è arrivati al patteggiamento: “Ci è voluto un po’ di tempo per convincere Sinner che era la cosa giusta da fare – ha ammesso -. Accettare l’offerta della Wada piuttosto che andare davanti al Tas (dove avrebbe rischiato da uno a due anni di squalifica, ndr)”.
Consulta, i nuovi giudici hanno giurato al Quirinale davanti a Mattarella
Roma, 19 feb. (askanews) – Questa mattina al Palazzo del Quirinale hanno prestato giuramento, dinanzi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quali Giudici della Corte Costituzionale Massimo Luciani, Maria Alessandra Sandulli, Roberto Nicola Cassinelli e Francesco Saverio Marini, eletti dal Parlamento in seduta comune il 13 febbraio 2025.
Erano presenti alla cerimonia il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, i Giudici Costituzionali in carica, i Giudici emeriti della Corte stessa e altre Autorità dello Stato.
M.O., Hamas: pronti al rilascio di tutti gli ostaggi "in una sola volta"
Roma, 19 feb. (askanews) – Il movimento palestinese Hamas ha reso noto di essere pronto a rilasciare tutti gli ostaggi israeliani durante la seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco di Gaza con Israele che dovrebbe fermare definitivamente la guerra, ha riferito oggi Al Jazeera, citando il portavoce di Hamas Hazem Qasym.
Tutti gli ostaggi verrebbero rilasciati “in una volta sola”, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco permanente e il ritiro completo delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza, ha affermato Qasym.
Ieri, il vice capo dell’ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, ha affermato che Hamas avrebbe rilasciato sei ostaggi sabato e consegnato i corpi di altri quattro giovedì.
Google paga 326 milioni per pendenze fiscali, la Procura chiede l’archiviazione
Roma, 19 feb. (askanews) – La Procura di Milano fa sapere in una nota di aver formulato al Gip istanza di archiviazione del procedimento penale nei confronti della società di diritto irlandese Google Ireland Limited all’esito delle indagini delegate ai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano e al termine della procedura di accertamento con adesione conclusa dalla Società con l’Agenzia delle Entrate per gli anni dal 2015 al 2019.
Dagli approfondimenti investigativi complessivamente svolti è emerso che l’impresa estera, relativamente alle attività condotte sul territorio nazionale, aveva omesso la dichiarazione e il versamento delle imposte sui redditi prodotti in Italia per il tramite di una ipotizzata stabile organizzazione occulta di tipo materiale costituita dai server e dall’infrastruttura tecnologica essenziale per il funzionamento dell’omonima piattaforma per l’offerta di servizi digitali.
In particolare, è stata ravvisata l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi prodotti in Italia e l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali di sostituto d’imposta, relativamente alle ritenute che GOOGLE IRL avrebbe dovuto applicare sulle royalties corrisposte alle società estere appartenenti al medesimo Gruppo, in ragione dell’utilizzo e sfruttamento, da parte della stabile organizzazione, di tutti i programmi, algoritmi, marchi e proprietà intellettuali costituenti, nel loro complesso, la tecnologia Google.
Nel corso delle indagini è stata quindi ricostruita l’intera attività economica svolta dalla società, con particolare riferimento ai ricavi conseguiti tramite la vendita di spazi pubblicitari, con conseguente contestazione dell’omessa dichiarazione degli imponenti redditi derivanti da tali operazioni.
Al termine delle attività tributarie, la società irlandese ha optato per la conclusione di un accordo di adesione all’atto di accertamento – strumento che permette di definire in maniera tempestiva la posizione fiscale e regolarizzare le pendenze mediante il versamento delle somme contestate – accedendo alla qualificazione dell’illecito in termini di elusione fiscale ed abuso del diritto.
All’esito dell’accordo la società ha provveduto al versamento in un’unica soluzione di 326 milioni di euro a titolo di imposte, sanzioni e interessi, per definire le pendenze con il Fisco italiano.
“Questa operazione – precisa la Procura in una nota – testimonia l’efficacia della collaborazione tra l’Autorità Giudiziaria, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate milanesi per assicurare il rispetto delle leggi fiscali poste a tutela del bilancio dello Stato, ulteriormente rinsaldata a seguito della sottoscrizione del Protocollo d’intesa del]1o scorso 28 gennaio 2025”.
Calcio, chiesto il processo per Aurelio De Laurentiis
Roma, 19 feb. (askanews) – Dopo la formale chiusura delle indagini nei mesi scorsi, gli inquirenti della Procura di Roma hanno chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021. Il reato contestato è falso in bilancio.
Oltre al presidente del club i magistrati della pubblica accusa, chiedono il processo per la società calcistica partenopea e per il collaboratore del patron, Andrea Chiavelli.
Il procedimento riguarda presunte plusvalenze fittizie nella compravendita del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.
La fibra sui monti bergamaschi: Open Fiber a Moio De’ Calvi
Moio De’ Calvi, 19 feb. (askanews) – La fibra di Open Fiber ha raggiunto anche il piccolo comune montano di Moio De’ Calvi, in provincia di Bergamo: localit sulle Orobie di 200 abitanti dove sono state raggiunte 350 unit immobiliari per 3 km di infrastruttura, nell’ambito del progetto che riguarda la copertura di oltre 6mila comuni nelle cosiddette “aree bianche” del Paese.
“La nostra mission – ha spiegato ad askanews Antonio Gregorace, Regional manager Lombardia Est di Open Fiber – abbattere le distanze, ridurre il digital divide, offrendo a tutti i cittadini, indipendentemente dalla posizione geografica, a partire dalle grandi citt per arrivare ai piccoli borghi, di avere le stesse opportunit di accesso alle reti Internet cos come ai servizi digitali di ultima generazione”.
Nello specifico di Moio De’ Calvi la situazione della connettivit era particolarmente difficile, a causa della poca copertura anche delle reti telefoniche mobili. “Nel 2019 quando ho iniziato – ci ha spiegato il sindaco di Moio De’ Calvi, Alessandro Balestra – avevamo una linea ADSL che andava a 7 mega, adesso siamo con la fibra comunque a 1 giga, quindi una differenza epocale che ovviamente va di pari passo con l’evoluzione che abbiamo avuto negli ultimi anni. E ci rende attrattivi, non solo per la residenza, ma anche per il turismo e le seconde case: il turismo estivo invernale che per noi sempre stato fondamentale”.
La particolarit della rete di Open Fiber di essere interamente in fibra ottica, il che consente prestazioni migliori ed progettata per supportare le innovazioni tecnologiche che arriveranno nei prossimi anni. “L’infrastruttura Internet fondamentale – ha aggiunto Gregorace -: pensiamo alla domotica, piuttosto che al turismo, all telelavoro alla telemedicina allo smart working. Qui abbiamo realizzato un’infrastruttura in modalit FTTH Fiber to the Home o, meglio, fino a casa dell’utente finale. Grazie all’elevata stabilit e capacit di questa infrastruttura tutti i professionisti e ragazzi avranno la possibilit di vivere questo fantastico borgo e non rinunciare ad eventuali opportunit lavorative”.
E per le attivit del comune, come il ristorante pizzeria La Mela, l’arrivo della fibra ha portato miglioramenti tangibili. “Sicuramente le cose sono migliorate – ci ha raccontato Anna Tassis, gestore del locale -: innanzitutto il POS per i pagamenti elettronici, quello ci ha aiutato particolarmente. Poi anche la velocit di internet, visto che qua da noi non prendono molto i telefoni e i computer e ho notato che, soprattutto d’estate, molti turisti vengono a utilizzare il computer qui da noi, perch sfruttano la connessione, prendono un caff e in pi possono anche lavorare nello stesso tempo”.
Il progetto stato realizzato in accordo con il Comune di Moio De Calvi, la Provincia di Bergamo e la Regione Lombardia, nell’ottica anche di dare continuit ai cantieri e ridurre l’impatto ambientale.
Voto in Germania, Caracciolo ed esperti tedeschi al Goethe Institut
Roma, 19 feb. (askanews) – L’Europa osserva con attenzione l’esito delle elezioni in Germania – in programma domenica 23 febbraio – consapevole del loro impatto sullo scenario politico continentale. Per approfondire le implicazioni del voto, mercoledì 26 febbraio 2025 il Goethe-Institut ospiterà un incontro con esperti italiani e tedeschi, che analizzeranno i risultati e le possibili ripercussioni per l’UE.
Tra gli ospiti ci saranno Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes; Frank Decker, politologo e professore alla Friedrich-Wilhelms-Universitaet di Bonn, esperto di sistemi di governo, riforme democratiche e populismo; e Jochen Roose, sociologo specializzato in opinione pubblica e comportamento elettorale presso la Konrad-Adenauer-Stiftung di Berlino. A moderare il dibattito sarà la giornalista Francesca Sforza.
Dopo il terremoto politico che ha portato alla crisi della maggioranza e alla sfiducia del cancelliere Olaf Scholz, la Germania si prepara a rinnovare il Bundestag.
A contendersi la scena politica sono i principali partiti del panorama tedesco: i socialdemocratici dell’SPD, i Verdi – attualmente ancora insieme al governo – i cristianodemocratici della CDU-CSU e i liberali della FDP, ma anche la destra radicale di Alternative fuer Deutschland (AfD), la Linke e l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW). Per la carica di cancelliere, i candidati sono Friedrich Merz (CDU-CSU), il cancelliere uscente Olaf Scholz (SPD), Robert Habeck (Verdi), Alice Weidel per AfD e Sahra Wagenknecht con la sua nuova alleanza BSW.
Stando agli ultimi sondaggi, la CDU-CSU è in testa attorno al 30% delle preferenze, seguita da AfD al 20%, SPD al 16% e Verdi al 15%. Una sfida aperta che ridisegnerà gli equilibri del governo tedesco e influenzerà il futuro dell’Unione Europea. Come si comporrà il futuro governo tedesco? Come cambieranno le politiche economiche e sociali? Che impatto avrà una destra sempre più forte sul funzionamento delle istituzioni democratiche, sulle politiche migratorie e su quelle per l’ambiente?
L’appuntamento all’Auditorium di Via Savoia cercherà di capire in che direzione sta andando la Germania, e con essa, l’Europa.
Fabrizia Abbate nuova portavoce nazionale di “Tempi Nuovi”
L’ufficio di presidenza di “Tempi Nuovi” ha chiesto alla professoressa di etica Fabrizia Abbate, voce originale del cattolicesimo democratico, studiosa del pensiero di Paul Ricoeur e Martha C. Nussbaum (è sua la recente pubblicazione “Il futuro della dignità”, Studium, Roma 2024) di assumere la responsabilità di portavoce nazionale del Movimento. L’affiancherà nell’organizzazione Dalila Nesci, già Sottosegretaria alla Coesione nel governo Draghi.
Dopo aver accolto l’invito, Fabrizia Abbate ha proposto di organizzare per il 3 Aprile prossimo (data di nascita di Alcide De Gasperi) un convegno sull’Europa in vista dell’anniversario della “Dichiarazione Schuman” (9 maggio 1950). Le incisive sollecitazioni del Presidente Mattarella (cui va la nostra piena solidarietà, specialmente in questo momento) per una nuova vitalità ideale e politica dell’Europa, vengono colte come opportunità per una possibile rifondazione, che trovi anche nel contributo dei cristiani l’incentivo necessario.
“Tempi Nuovi”, come membro italiano del Partito Democratico Europeo (PDE), da tempo è fortemente impegnato nella promozione e diffusione di un rinnovata politica d’integrazione, volta a rafforzare il profilo dell’Europa nel mutato contesto internazionale. Il convegno sarà pertanto finalizzato ad attualizzare quel fecondo punto di incontro delle principali culture – la cristiana, la liberale e la socialista – alla base della esperienza sovranazionale europea.
È necessario avviare un dialogo con quanti condividono questa prospettiva, oggi messa a dura prova da risorgenti nazionalismi a sfondo radicale. In vista del convegno, sarà d’ausilio senz’altro l’esperienza di Gianluca Susta, già parlamentare a Roma e a Strasburgo nonché autorevole dirigente del PDE, partito ancora oggi guidato da François Bayrou, attuale Presidente del Consiglio francese.
[Roma, 18 febbraio 2025]
Conoscere La Pira e Moro: un percorso formativo dell’Istituto Universitario Sophia.
L’Istituto Universitario Sophia propone un corso di formazione online dedicato all’approfondimento della vita, del pensiero e dell’azione politica di due figure chiave della storia italiana: Giorgio La Pira (1904-1977) e Aldo Moro (1916-1978). Attraverso un’analisi approfondita delle loro idee e delle loro scelte politiche, il percorso mira a offrire strumenti utili per comprendere concetti fondamentali come bene comune, città, democrazia, diritto, etica, giustizia e pace, fornendo chiavi interpretative attuali e rilevanti.
Il corso non si limita a un semplice excursus storico, ma contestualizza l’azione di La Pira e Moro all’interno dei processi di consolidamento democratico del Novecento, evidenziando come il loro pensiero continui a offrire spunti di riflessione per le sfide contemporanee.
Chi sono i Docenti
A guidare i partecipanti saranno due esperti di primo piano:
- Marco Luppi, PhD in Storia Moderna e Contemporanea, è docente e Coordinatore della Scuola di Post-dottorato presso l’Istituto Universitario Sophia. Con una vasta esperienza di insegnamento in Brasile e una specializzazione su Giorgio La Pira, Luppi offrirà un’analisi storica e politica dettagliata, esplorando il contributo di La Pira alla cultura democratica italiana ed europea.
- Leonardo Brancaccio, segretario generale della Scuola di Economia Civile e docente presso l’Istituto Universitario Sophia, è autore di studi su Aldo Moro e Alcide De Gasperi. Con una doppia specializzazione accademica in Cultura dell’Unità e in Scienze Umane, Brancaccio guiderà i partecipanti attraverso i temi centrali del pensiero politico di Moro, con particolare attenzione al concetto di democrazia come dialogo e inclusione.
Struttura del corso e calendario delle lezioni
Il percorso formativo si articola in 11 lezioni online, per un totale di 21 ore, in modalità sia sincrona sia asincrona. Gli incontri si svolgeranno dalle ore 17:00 alle 19:00, con una prima lezione introduttiva e poi un approfondimento tematico curato dai due docenti.
Il calendario
- Venerdì 21 marzo 2025 | Ore 17:00-18:00 – Introduzione con Marco Luppi e Leonardo Brancaccio
- Venerdì 28 marzo 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
- Venerdì 04 aprile 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
- Venerdì 11 aprile 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
- Mercoledì 16 aprile 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
- Giovedì 24 aprile 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
- Venerdì 02 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
- Venerdì 09 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
- Venerdì 16 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
- Venerdì 23 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
- Venerdì 30 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
Questo percorso formativo rappresenta un’opportunità per approfondire due figure cruciali del Novecento, il cui pensiero rimane straordinariamente attuale. Attraverso l’analisi delle loro categorie politiche e giuridiche, sarà possibile comprendere meglio i processi democratici e partecipativi del nostro tempo, riscoprendo valori fondamentali per una società giusta e pacifica.
Per ulteriori informazioni e iscrizioni, visitare il sito dell’Istituto Universitario Sophia.
https://swa.sophiauniversity.org/corso-aldo-moro-e-giorgio-la-pira/
Il Partito Democratico Usa dovrebbe riflettere sui motivi della sconfitta
Mentre il ciclone Trump investe il mondo con la sua furia distruttrice del vecchio ordine globale e minaccia le fondamenta stesse della democrazia statunitense è lecito domandarsi – anche solo per legittima curiosità – cosa stanno facendo i democratici americani, intesi come Partito Democratico, per reagire ad una sconfitta che rischia di demolirli per gli anni a venire,
E la risposta è semplice, e non soddisfacente per chi spera nella possibilità che fra quattro anni vi possa essere un cambio della guida a Washington. Perché quello che Trump, Musk e Vance stanno indicando è un totale capovolgimento della tradizionale politica Usa, tale da indirizzarla per i prossimi lustri al di là della persona dell’attuale Presidente.
I Dem stanno cercando, ancora intontiti dalla tremenda botta ricevuta, di riorganizzarsi serrando le fila, con l’obiettivo di vincere quanto più possibile nelle elezioni di mid term del 2026. “Possiamo fare – scrivono nelle loro mail indirizzate ai militanti – due cose: mobilitarci e organizzarci contro Trump e le dannose politiche dei suoi alleati miliardari; costruire l’infrastruttura necessaria per eleggere democratici a tutti i livelli di governo per controllare il potere di Trump nelle città, nei distretti, negli stati”. Questa è la “mission”, e per conseguirla servono finanziamenti, richiesti in piccole cifre, dai 3 dollari in su, ai sostenitori simpatizzanti. E Kamala Harris prosegue lei pure, col suo Harris Fight Fund, a chiedere contributi per il partito onde non dare l’idea di aver abbandonato la lotta.
Un obiettivo nobile e comprensibile. Ma insufficiente e difficilmente raggiungibile se non si è disponibili a riflettere sul perché si è perso. Questo è quanto la leadership democratica non ha ancora iniziato a fare. E il dubbio è che non voglia cimentarsi nell’impresa in quanto ben consapevole dei propri errori, talmente gravi da imporne la sostituzione con una nuova generazione di dirigenti.
Inoltre, la natura di quegli errori rivela il dominio avuto negli anni dalla componente più liberal a danno di quella più moderata, che era riuscita a esprimere Biden ma che poi aveva ceduto alla componente più aggressiva sui media, sui nuovi social media e, come da tradizione, presso il “bel mondo” artistico e intellettuale tanto osannato da cerchie ristrette preminenti sulle coste oceaniche quanto detestato dall’America più profonda. Che dunque ha seguito l’urlo di ribellione lanciato dal MAGA trumpiano. È di questo, è su questo che i democratici americani dovrebbero discutere, anche accesamente se necessario. Una riflessione profonda si impone.
La Gioconda e l’Europa all’incrocio di un destino incompiuto
A Parigi si incontra l’Europa per trovare una collocazione internazionale, un po’ come “Totò cerca casa” alla ricerca di una definitiva sistemazione nella speranza di uscire da una condizione di costante precariato. Di riflesso, anche il quadro de La Gioconda sembra prossimamente patire, forse in meglio, la stessa sorte. Sembra infatti che nell’ala del Louvre dove adesso è esposta non se la passi più un granché bene.
Troppa gente costretta a fare la fila per ammirarla, troppa anche la responsabilità nel compiacere tutti quelli che ne hanno sopportato l’attesa. Quando le si arriva a tiro se ne resta spesso delusi. È la legge di quando, morto il mito, una figura assuma addirittura il carattere di leggenda e la realtà non sia più sufficiente a sorreggerla. Nel progetto di ristrutturazione e ampliamento del Museo il capolavoro di Leonardo avrà un ingresso e un biglietto separati perché tutti possano in miglior modo contemplarla.
Il rischio è che poi vengano trascurate le altre opere e che oggi il traino di Monna Lisa diventi in futuro, invece, una zavorra per tutto il resto, lasciato nel deserto delle attenzioni. Ne soffrirà ad esempio L’uomo dal guanto di Tiziano o La venere di Milo e le mille altre opere che fanno del Louvre una struttura visitata da 6 milioni di visitatori ogni anno. Ci vorrebbe la capacità di tenere un tutt’uno, senza privilegiare questo o quello. E ciò che manca all’Europa ed alle sue piccole furbizie e modeste convenienze di chi ne fa parte.
Il nome di donna attribuito al genio pittorico del Da Vinci porta con sé evidentemente, oltra la gioia, anche un destino di peregrinazione. Santa Gioconda fu una giovane martire romana e le sue reliquie vennero portate dalla catacomba di Ciriaca, al Verano, fino alla località di Rimella. Una volta a Novara, i resti furono sistemati nella stessa urna che in precedenza aveva accolto il corpo di Agabio vescovo della città. Secondo la storia, siamo davanti a peregrinazioni per trovare alloggio, sfratti dell’uno e ingresso dell’altro.
Ormai definitivamente, il volto di Monna Lisa, Madonna Lisa per intenderci, è da ricondursi a Lisa di Antonmaria di Gherardini. Gli esperti dicono che il lavoro che ha reso ancor più celebre Leonardo sia da ritenersi ritenuto incompiuto. Comunque sarebbe, nel tempo, passato per varie mani tra cui quelle del re Francesco I fino a Napoleone Bonaparte. Forse, proprio come l’Europa di oggi, è incompiuto anche il destino del quadro che attende di essere dimorato con stabilità per i prossimi anni in attesa che sia svelato il sorriso enigmatico che lo compone.
Monna Lisa ti fissa seguendo con lo sguardo lì dove lo spettatore si muove, ti impone una relazione rifiutando di essere solo oggetto di statica ammirazione. È lei che chiede tu chi sia, in attesa di una risposta che stenta ad arrivare. I leader della politica europea farebbero bene ad impegnarsi per non farsi trovare impreparati alla questione. È bene che sappiano che non è un Jolly buono per tutte le stagioni e che non è disposta con la sua sola bellezza a mettere le pezze a ciò che non regge più la prova dei tempi.
Non è un Joker che si destreggia anche con cattiveria a causa di antiche frustrazioni, non conosce il male. Piuttosto, ti scruta per sapere del tuo passato e del tuo futuro per costringerti ad avere finalmente una faccia. Joe condor era un fumetto di un vecchio Carosello dalle sembianze di un uccello malvagio che minacciava sempre con le sue picchiate in volo il villaggio dei buoni. “E che c’ho scritto Jo condor?” era la frase che precedeva un attacco per scompigliare la gioia di quella comunità poi ripristinata dal Gigante Buono. Qua non ci sono purtroppo Giganti che possano con un semplice gesto riparare ai disastri in corso.
Certo, la Gioconda è dalla parte buona del campo, non mina la serenità di nessuno e si limita ad interrogarti circa le tue intenzioni per le ore a venire. Non arretra di un passo e non si lascia influenzare dalle tue esitazioni. Anche le opere d’arte meriterebbero del riposo, di essere sottratte a visitatori che hanno solo da prendere e nulla da conferire, privi del senso di uno scambio per così dire alla pari. Monna Lisa avrebbe bisogno di stare un po’ in disparte, lontano da tante inutili parole e dichiarazioni che hanno la forza di un soffio stentato.
Vorrebbe un pubblico che abbia una identità da spendere ed una omogeneità da vantare. Si attenderebbe dai campioni della politica europea qualcosa che sappia reggere il suo confronto intanto di perfezione e di stupore. È incompiuta e lo resterà fino a quando da oggi in poi, da Parigi a chissà dove, non si troverà la maniera di saper dare la pennellata decisiva per il ritratto di un continente almeno riconoscibile. Non si illudano i suoi Paesi. Solo Monna Lisa può essere comunque sublime malgrado par le manchi un ultimo tocco. L’Europa attualmente non è nel mito e neanche nella leggenda ed anche la sua storia è nel pericolo di essere cancellata. Ad oggi, tutto il resto è noia.
Ucraina, colloquio telefonico dei ministri del Quintetto e dell’Ue
Roma, 18 feb. (askanews) – Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha avuto stasera un colloquio telefonico con i ministri degli Esteri del Quintetto (Stati Uniti, Italia, Regno Unito, Francia e Germania) sull’Ucraina, cui ha partecipato anche l’Alto Rappresentante Ue, Kaja Kallas. Stando a quanto precisato dalla Farnesina in una nota, la conversazione è stata proposta dal Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che ha voluto informare i colleghi europei dell’esito della riunione odierna a Riad con i rappresentanti della Federazione russa, avvenuta a seguito della telefonata tra i Presidenti Trump e Putin.
Si è trattato dell’avvio di primi contatti diretti tra i due Paesi, utile secondo Rubio a sondare la parte russa su una reale volontà di sedersi al tavolo di un negoziato sull’Ucraina, per poter eventualmente avviare un percorso negoziale con il coinvolgimento di tutte le parti interessate. A tale riguardo, Rubio ha fatto stato della volontà statunitense di coinvolgere e tenere aggiornati tutti gli attori, ucraini ed europei. Secondo quanto riportato dalla Farnesina, nel corso della telefonata il ministro Tajani ha espresso apprezzamento per l’iniziativa del segretario di Stato Rubio, a conferma dell’importanza di uno stretto coordinamento tra Stati Uniti ed Europa sul dossier ucraino e sui temi della sicurezza europea. Nel ribadire la centralità del rapporto transatlantico, il ministro ha reiterato la necessità di giungere a una pace giusta e duratura per l’Ucraina, posizione condivisa dagli altri colleghi europei.
“Le parole di Rubio sono state chiarissime”, ha detto il ministro Tajani: “L’Europa sarà coinvolta nelle trattative per un motivo molto chiaro: noi abbiamo inflitto sanzioni alla Russia, sanzioni che sono in vigore, e non ci possono essere trattative se al tavolo non c’è l’argomento delle sanzioni e attorno al tavolo chi le ha decise e le applica”.
I ministri partecipanti hanno infine concordato di tenersi costantemente in contatto sia a livello politico sia tramite i Direttori Politici delle rispettive capitali.
Calcio, Champions, Milan eliminato: con il Feyenoord è 1-1
Roma, 18 feb. (askanews) – A San Siro il Milan non riesce a ribaltare la sconfitta dell’andata: finisce 1-1, i rossoneri sono fuori dalla Champions. La squadra di Conceiçao parte fortissimo e trova il vantaggio dopo appena 36 secondi con il gol dell’ex di Gimenez, ma paga un’ingenuità di Theo Hernandez espulso per doppia ammonizione: primo giallo ingenuo prima dell’intervallo, il secondo al 51′ per simulazione. In superiorità numerica il Feyenoord pareggia con Carranza: agli ottavi affronterà Inter o Arsenal
Nato, Rutte a membri NPA: serve aumento spese e produzione difesa
Bucarest, 18 feb. (askanews) – Oggi (martedì 18 febbraio 2025) il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha accolto i membri dell’Assemblea parlamentare della NATO (NPA, NATO Parliamentary Assembly) nel quartier generale della NATO a Bruxelles. Insieme con il presidente dell’NPA Marcos Perestrello, Rutte ha presieduto la riunione annuale dell’NPA con i rappresentanti permanenti del Consiglio Nord Atlantico. Si è discusso – fa sapere la Nato – una serie di sfide per la sicurezza che l’Alleanza deve affrontare, dalla guerra in corso contro l’Ucraina al sabotaggio, agli attacchi informatici e ad altre attività destabilizzanti che cercano di inserirsi nelle società in tutta l’Alleanza.
Di fronte a queste e ad altre sfide, il Segretario generale ha invitato i membri del Parlamento a sostenere l’aumento della spesa per la difesa e la produzione di difesa. Li ha anche esortati a continuare a sostenere un solido sostegno all’Ucraina, per garantire che l’Ucraina sia in una posizione di forza per garantire una pace duratura.
Rutte ha elogiato la cooperazione di lunga data tra la NATO e l’NPA, evidenziando il valore di questo impegno regolare. Questo legame non solo promuove una migliore comprensione delle politiche e delle attività della NATO tra i membri dell’NPA, ma offre anche opportunità agli ambasciatori e ad altri funzionari della NATO di ascoltare direttamente dai rappresentanti dei cittadini che l’Alleanza serve.
L’NPA è un’organizzazione interparlamentare che è istituzionalmente separata dalla NATO. Riunisce parlamentari degli alleati della NATO e dei paesi partner per discutere questioni politiche, di difesa e di sicurezza che l’Alleanza deve affrontare. All’incontro hanno partecipato il Comitato Permanente dell’NPA, che disciplina l’NPA ed è composto dal capo di ogni delegazione di ogni Paese alleato, dal Presidente dell’NPA, dai Vicepresidenti, dal Tesoriere e dal Segretario Generale dell’NPA.
(foto Nato)
“Formazione Plastica”, lezione di sostenibilit con COREPLA
Pizzo, 18 feb. (askanews) – Incontri formativi rivolti ai pi piccoli per sensibilizzare sull’importanza del riciclo e della tutela dell’ambiente: Corepla (Consorzio per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi di plastica) rinnova il suo impegno a favore della sostenibilit ambientale. E lo fa con “Formazione Plastica”, un progetto formativo, partito oggi dalla Calabria e dedicato ai territori e in questa tappa soprattutto ai bambini, cittadini del domani, chiamati ad un utilizzo responsabile e consapevole delle risorse limitate del nostro Pianeta e ad una gestione dei rifiuti da imballaggi che riduca l’impatto sull’ecosistema.
Gli alunni dell’Istituto omnicomprensivo statale di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, hanno assistito ad una vera e propria lezione tenuta da professionisti del settore e finalizzata a informare, sensibilizzare ed educare alla raccolta differenziata.
“Negli ultimi 26 anni, grazie ai nostri progetti scolastici, siamo riusciti a coinvolgere oltre 700.000 studenti, un risultato importante che ci rende orgogliosi e che ci motiva a puntare sempre pi in alto” – afferma Giovanni Cassuti, Presidente di Corepla – “con il progetto ‘Formazione Plastica’, l’obiettivo di raggiungere i territori in modo pi capillare, offrendo una formazione interattiva e coinvolgente. Vogliamo sottolineare non solo l’importanza del riciclo, ma anche il valore sociale ed economico della plastica, una risorsa preziosa che, se gestita correttamente, pu rinascere, riducendo l’impatto ambientale e lo spreco di risorse sempre pi scarse. Attraverso iniziative come questa, che mirano a coinvolgere attivamente i pi piccoli, ma non solo, speriamo di diffondere una cultura della sostenibilit condivisa, duratura e, soprattutto, concreta.”
Nel corso della giornata formativa sono state proiettate le presentazioni realizzata dalle illustratrici Agnese Baruzzi ed Eleonora Arosio sul mondo degli imballaggi in plastica Corepla, a dimostrazione del fatto che conferire in maniera corretta i rifiuti significa trasformarli in nuove risorse per il territorio.
“Come Amministrazione Comunale, siamo molto soddisfatti della collaborazione nata con Corepla, sensibilizzare la popolazione, fin da piccoli, importante per incentivare le buone pratiche per una buona raccolta differenziata” – dichiarano Sergio Pititto, Sindaco di Pizzo e Gioacchino Puglisi, Consigliere comunale con delega all’istruzione.
Grazie al progetto “Formazione Plastica”, Corepla prende per mano i pi giovani e li accompagna in un percorso virtuoso fatto di consapevolezza. Un percorso che ci consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo perch significa lavorare in modo concreto per un mondo pi pulito.
Ue,Draghi: basta con unanimità per attuare decisioni necessarie
Bruxelles, 18 feb. (askanews) – I meccanismi decisionali dell’Ue devono essere adeguati alle sfide dell’epoca in cui viviamo, che non permette più di indugiare nell’inconcludenza, nelle esitazioni, nell’irrilevanza. Bisogna passare al voto a maggioranza qualificata nelle aree in cui è ancora prevista la regola dell’unanimità, del diritto di veto riconosciuto agli Stati membri. Come la politica estera, e la sicurezza e difesa. Lo ha ribadito Mario Draghi, intervenendo oggi al Parlamento europeo a Bruxelles in occasione della “Settimana parlamentare europea 2025, riproponendo quanto aveva già detto nel suo rapporto sul futuro della competitività pubblicato a settembre.
Durante il dibattito, alcuni deputati presenti nell’emiciclo sono intervenuti riconoscendo la giustezza delle analisi e delle raccomandazioni del Rapporto, ma hanno anche obiettato, come ha riassunto Draghi, che “veniamo da un passato così lungo di inconcludenza ed esitazione, da trovare difficile avere fiducia che le cose possano cambiare in futuro, e che impariamo effettivamente a essere diversi, a prendere decisioni rapidamente in modo efficace”.
Secondo l’ex presidente della Bce, “la risposta su questo punto è davvero che non abbiamo alternative. Pensateci”, ha detto rivolto ai deputati: “Il Rapporto usa spesso la parola ‘esistenziale’. L’Unione europea è stata creata – ha ricordato – per garantire ai suoi cittadini pace, indipendenza, sicurezza, sovranità, e poi sostenibilità, prosperità, democrazia, equità e inclusione. Un sacco di cose. E fondamentalmente siamo riusciti a garantire tutto questo, a vivere in una situazione piuttosto confortevole, in cui la retorica era dominante e le grandi sfide non erano davvero in primo piano”.
Ora – ha rilevato Draghi- questo mondo confortevole è finito. Quindi dobbiamo fare il punto della situazione e chiederci: vogliamo difendere questi valori essenziali, la nostra Unione europea, per le cose che può effettivamente fare per noi, o dovremmo semplicemente andarcene? E poi andarcene dove? Ed è qui che inizia davvero il Rapporto. L’intero Rapporto è una linea guida su come possiamo lottare per i nostri valori esistenziali. Quindi dobbiamo essere fiduciosi, dobbiamo essere ottimisti”.
“L’attuazione” del Rapporto, ha continuato l’ex premier italiano, “è essenziale, soprattutto perché veniamo, come si diceva, da un così lungo passato di esitazione e inconcludenza, e forse mancanza di speranza”. Ma, ha avvertito, “per essere in grado di attuarlo dobbiamo cambiare il nostro modello decisionale. E per farlo, una cosa da considerare per prima è se l’unanimità debba continuare a essere il principio guida fondamentale per prendere decisioni nella nostra Unione. Il Rapporto suggerisce che, in effetti, non dovrebbe esserlo, che dovremmo passare alle decisioni a maggioranza qualificata in molte aree”.
“La mia sensazione – ha osservato Draghi – è che nei prossimi mesi i paesi si raggrupperanno esattamente a partire da questo punto, tra i paesi che continueranno a difendere l’unanimità e i paesi che sono pronti a scendere a compromessi e ad andare verso un sistema di voto a maggioranza qualificata”.
“Ma poi – ha aggiunto – il Rapporto dice che ci sono anche altri modi. Uno è il modello di ‘cooperazione rafforzata’, che è presente nei nostri statuti, ma su questo non siamo creativi. E un terzo modo è il modello intergovernativo: ovvero due, tre, quattro governi che concordano su determinati obiettivi e decidono che si muoveranno insieme, rimanendo aperti all’ingresso di altri paesi. Penso, spero, che sia ovviamente meglio andare tutti insieme; ma per andare insieme, specialmente in settori come la difesa, la politica estera, c’è bisogno di una valutazione comune su quali sono i rischi, su quali sono i compromessi, e soprattutto, su chi è il nemico. Bisogna essere tutti uniti su questo”.
Nella sua ultima replica, Draghi è tornato sul tema del processo decisionale. “Non sto necessariamente suggerendo una centralizzazione”, ha puntualizzato. “Sto suggerendo che dovremmo essere in grado di fare le cose insieme come se fossimo un unico Stato. Ora, se questo richiederà o meno una centralizzazione, dipende fondamentalmente dalla legittimità democratica di ciò che vogliamo fare. Possiamo fare le cose insieme”.
Draghi, infine, ha risposto a un deputato che aveva osservato come per i paesi europei le cose abbiano cominciato a funzionare male e l’economia a peggiorare proprio quando si è spinto sulla loro integrazione, dopo il Trattato di Maastricht che ha fondato l’Unione all’inizio degli anni ’90. “Perché dobbiamo fare le cose insieme? Qualcuno diceva che dopo tutto, il suo paese era andato molto bene fino a un certo punto nel tempo. Bene, non siamo più a quel punto. Ora siamo decenni dopo il trattato di Maastricht, in una situazione diversa, in cui la portata dei problemi supera di gran lunga le dimensioni dei nostri paesi”; ad esempio “se si guarda alla difesa, al clima, all’innovazione, persino alla ricerca”. Insomma, ha concluso Draghi, “ora i problemi sono diventati più grandi e la concorrenza è molto più grande di noi”.
Ucraina, Mattarella auspica pace giusta, Mosca rispetti Carta Onu
Podgorica, 18 feb. (askanews) – “La posizione dell’Italia è nitida, chiarissima, limpida” e si basa sul rispetto del diritto internazionale, sul rispetto della carta delle Nazioni Unite. L’auspicio, da tre anni a questa parte, è che la Russia torni a rispettare quella carta. Sergio Mattarella parla a Cetinje, la storica capitale del Montenegro dove si trova in visita ufficiale, a 24 ore dal nuovo attacco della portavoce del ministro degli Esteri russo, e ribadisce il punto di vista del nostro paese nella vicenda ucraina. “Questa ferma, vigorosa affermazione sul rispetto dei principi della Carta Onu, dell’eguaglianza di ogni Stato – ricorda -, è stata alla base del sostegno che l’Italia, insieme a Ue e Usa, ha assicurato all’Ucraina per resistere alla violenza delle armi”.
Il presidente della Repubblica risponde alla domanda di un giornalista sulla tensione con Mosca nel corso della conferenza stampa al termine dei colloqui con il presidente del Montenegro, Milatovic. “Anche se questo tema non è stato oggetto dei nostri colloqui – premette – per il rispetto doveroso alla libera domanda della stampa risponderò volentieri”.
Mattarella ricorda che “da tre anni a questa parte la posizione dell’Italia, e quella che ho personalmente sempre espresso ai numerosi interlocutori internazionali, è quella dell’invito a ristabilire il rispetto del diritto internazionale e della sovranità di ogni Stato, della sua indipendenza e dignità, di qualunque dimensione, piccolo o grande che esso sia”. Una posizione che si è sempre accompagnata “all’auspicio che la Russia torni a svolgere il proprio ruolo di grande rilievo e importanza nella comunità internazionale, nel rispetto dei principi del diritto internazionale e della sovranità di ogni stato, della carta delle Nazioni unite e degli impegni bilaterali”. Ed è un impegno bilaterale, va ricordato, quello che Mosca assunse con Kiev di preservarne l’indipendenza in cambio della restituzione degli armamenti nucleari presenti sul suo territorio.
Il capo dello Stato torna indietro di qualche anno per rimettere insieme i passaggi che hanno preceduto l’aggressione russa: “quando l’Ucraina, con il consenso della Russia, divenne indipendente a inizio anni ’90, disponeva di una grande quantità di armi nucleari, circa 1 terzo dell’arsenale della vecchia Unione sovietica. Su sollecitazione di Usa e Russia l’Ucraina ha consegnato alla Russia alcune migliaia di testate nucleari che l’avrebbero messa al sicuro da ogni invasione. A fronte di questo, nel Trattato sottoscritto con Russia, Usa e Regno Unito, l’Ucraina registrava l’impegno di questi paesi a rispettare e garantire la sua indipendenza, sovranità, integrità territoriale”. E dunque per Mattarella “questo è il mondo che vorremo si ripristinasse: quello in cui si ripettano gli impegni assunti e il diritto internazionale”.
Se ieri la scelta, d’intesa con il governo, era stata di restare in silenzio rispetto alle accuse e alle minacce di Mosca oggi è intervenuta anche la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, in difesa del capo dello Stato: “Nel respingere e condannare con fermezza – sia nel metodo che nel merito – le inaccettabili parole di Maria Zakharova – ha affermato – è altresì sentito e doveroso da parte mia rinnovare piena solidarietà e vicinanza al Presidente della Repubblica, custode dei valori democratici della nostra Patria”.
Nel colloquio con Milatovic al quale ha confermato il sostegno italiano all’adesione del Montenegro all’Unione europea (“urgente e indispensabile”) Mattarella ha ribadito l’importanza di “preservare le democrazie liberali e i valori che la democrazia coltiva: libertà, uguaglianza, diritti, benessere per tutti, pace, collaborazione internazionale. La democrazia – ha aggiunto – va consolidata, vissuta, affermata perché possa garantire quei diritti all’intera comunità. L’Unione europea è questo insieme di valori che rende possibile e facile e agevola la collaborazione tra paesi che ne fanno parte e che elimina lacerazioni e contrapposizioni”.
E a chi gli ha chiesto se le tensioni che si registrano nello scacchiere internazionale con i vertici che vedono “separati” per la prima volta Europa e Stati Uniti sull’Ucraina Mattarella, ha assicurato che non ci sono rischi che il legame tra i paesi della Nato possa essere messo in discussione: “La Nato è nata decenni addietro, nulla può incrinare la forza di questo legame, non ho questo timore. La Nato è irrobustita dalla sua storia, dalla sicurezza che garantisce, non vi è pericolo che possa essere incrinata da qualsiasi cosa”. Mentre sono in corso le trattative per arrivare ad una conclusione del conflitto l’auspicio del capo dello Stato è, ancora una volta, “per una pace giusta e non fittizia, fragile o superabile in poco tempo”.
Ucraina, Mattarella auspica un pace giusta, Mosca rispetti la Carta Onu
Podgorica, 18 feb. (askanews) – “La posizione dell’Italia è nitida, chiarissima, limpida” e si basa sul rispetto del diritto internazionale, sul rispetto della carta delle Nazioni Unite. L’auspicio, da tre anni a questa parte, è che la Russia torni a rispettare quella carta. Sergio Mattarella parla a Cetinje, la storica capitale del Montenegro dove si trova in visita ufficiale, a 24 ore dal nuovo attacco della portavoce del ministro degli Esteri russo, e ribadisce il punto di vista del nostro paese nella vicenda ucraina. “Questa ferma, vigorosa affermazione sul rispetto dei principi della Carta Onu, dell’eguaglianza di ogni Stato – ricorda -, è stata alla base del sostegno che l’Italia, insieme a Ue e Usa, ha assicurato all’Ucraina per resistere alla violenza delle armi”.
Il presidente della Repubblica risponde alla domanda di un giornalista sulla tensione con Mosca nel corso della conferenza stampa al termine dei colloqui con il presidente del Montenegro, Milatovic. “Anche se questo tema non è stato oggetto dei nostri colloqui – premette – per il rispetto doveroso alla libera domanda della stampa risponderò volentieri”.
Mattarella ricorda che “da tre anni a questa parte la posizione dell’Italia, e quella che ho personalmente sempre espresso ai numerosi interlocutori internazionali, è quella dell’invito a ristabilire il rispetto del diritto internazionale e della sovranità di ogni Stato, della sua indipendenza e dignità, di qualunque dimensione, piccolo o grande che esso sia”. Una posizione che si è sempre accompagnata “all’auspicio che la Russia torni a svolgere il proprio ruolo di grande rilievo e importanza nella comunità internazionale, nel rispetto dei principi del diritto internazionale e della sovranità di ogni stato, della carta delle Nazioni unite e degli impegni bilaterali”. Ed è un impegno bilaterale, va ricordato, quello che Mosca assunse con Kiev di preservarne l’indipendenza in cambio della restituzione degli armamenti nucleari presenti sul suo territorio.
Il capo dello Stato torna indietro di qualche anno per rimettere insieme i passaggi che hanno preceduto l’aggressione russa: “quando l’Ucraina, con il consenso della Russia, divenne indipendente a inizio anni ’90, disponeva di una grande quantità di armi nucleari, circa 1 terzo dell’arsenale della vecchia Unione sovietica. Su sollecitazione di Usa e Russia l’Ucraina ha consegnato alla Russia alcune migliaia di testate nucleari che l’avrebbero messa al sicuro da ogni invasione. A fronte di questo, nel Trattato sottoscritto con Russia, Usa e Regno Unito, l’Ucraina registrava l’impegno di questi paesi a rispettare e garantire la sua indipendenza, sovranità, integrità territoriale”. E dunque per Mattarella “questo è il mondo che vorremo si ripristinasse: quello in cui si ripettano gli impegni assunti e il diritto internazionale”.
Se ieri la scelta, d’intesa con il governo, era stata di restare in silenzio rispetto alle accuse e alle minacce di Mosca oggi è intervenuta anche la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, in difesa del capo dello Stato: “Nel respingere e condannare con fermezza – sia nel metodo che nel merito – le inaccettabili parole di Maria Zakharova – ha affermato – è altresì sentito e doveroso da parte mia rinnovare piena solidarietà e vicinanza al Presidente della Repubblica, custode dei valori democratici della nostra Patria”.
Nel colloquio con Milatovic al quale ha confermato il sostegno italiano all’adesione del Montenegro all’Unione europea (“urgente e indispensabile”) Mattarella ha ribadito l’importanza di “preservare le democrazie liberali e i valori che la democrazia coltiva: libertà, uguaglianza, diritti, benessere per tutti, pace, collaborazione internazionale. La democrazia – ha aggiunto – va consolidata, vissuta, affermata perché possa garantire quei diritti all’intera comunità. L’Unione europea è questo insieme di valori che rende possibile e facile e agevola la collaborazione tra paesi che ne fanno parte e che elimina lacerazioni e contrapposizioni”.
E a chi gli ha chiesto se le tensioni che si registrano nello scacchiere internazionale con i vertici che vedono “separati” per la prima volta Europa e Stati Uniti sull’Ucraina Mattarella, ha assicurato che non ci sono rischi che il legame tra i paesi della Nato possa essere messo in discussione: “La Nato è nata decenni addietro, nulla può incrinare la forza di questo legame, non ho questo timore. La Nato è irrobustita dalla sua storia, dalla sicurezza che garantisce, non vi è pericolo che possa essere incrinata da qualsiasi cosa”. Mentre sono in corso le trattative per arrivare ad una conclusione del conflitto l’auspicio del capo dello Stato è, ancora una volta, “per una pace giusta e non fittizia, fragile o superabile in poco tempo”.
Papa, bollettino: ha una polmonite bilaterale, cura più complessa
Roma, 18 feb. (askanews) – “Gli esami di laboratorio, la radiografia del torace e le condizioni cliniche del Santo Padre continuano a presentare un quadro complesso. L’infezione polimicrobica, insorta su un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, e che ha richiesto l’utilizzo di terapia cortisonica antibiotica, rende il trattamento terapeutico più complesso”. Così si riferisce nel bollettino medico relativo alle condizioni di Papa Francesco.
“La tac torace di controllo alla quale il Santo Padre è stato sottoposto questo pomeriggio, prescritta dall’equipe sanitaria vaticana e da quella medica della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli, ha dimostrato l’insorgenza di una polmonite bilaterale che ha richiesto un’ ulteriore terapia farmacologica. Ciononostante Papa Francesco è di umore buono”. Il Pontefice “questa mattina ha ricevuto l’eucarestia e, nel corso della giornata, ha alternato il riposo alla preghiera e alla lettura di testi. Ringrazia per la vicinanza che sente in questo momento e chiede, con animo grato, che si continui a pregare per lui”.
Migranti, Meloni vede commissario Ue Brunner: sì a nuove norme su rimpatri
Roma, 18 feb. (askanews) – La presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Palazzo Chigi il Commissario Europeo per gli Affari Interni, Magnus Brunner, nel quadro della sua prima visita in Italia.
Al centro del colloquio – fa sapere una nota di Palazzo Chigi -, le prossime iniziative di politica migratoria della Commissione europea a partire dal rafforzamento dei partenariati con i Paesi di origine e transito dei migranti e dall’attuazione del Patto Migrazione e Asilo, incluso il possibile anticipo del nuovo concetto di Paese sicuro di origine. La presidente Meloni ha, inoltre, ribadito il suo sostegno per un nuovo e più efficace quadro normativo europeo in tema di rimpatri in vista dell’imminente presentazione da parte della Commissione di una specifica proposta legislativa.
Migranti, Brunner: con Meloni allineati su tutti i temi
Roma, 18 feb. (askanews) -“Abbiamo avuto una proficua conversazione con la presidente Meloni e siamo allineati su tutti i temi di cui abbiamo discusso, quindi stato un dialogo proficuo, un grande giorno oggi a Roma, prima col ministro degli Affari esteri” Antonio Tajani “e ora con la presidente” Meloni.
Lo ha detto il commissario Ue agli Affari interni e alle migrazioni Magnus Brunner, intercettato dai cronisti che lo aspettavano fuori da Palazzo Chigi al termine dell’incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Per quanto riguarda la linea italiana sulla definizione di paesi sicuri, il Commissario Ue agli Affari interni e alle migrazioni ha sottolineato che “ne abbiamo parlato, sappiamo ora che il patto su immigrazione e asilo un’ottima base di partenza e sono molto contento che l’Italia supporti questo pacchetto e la sua implementazione, ma il Patto non abbastanza, ci sono alcuni pezzi mancanti, come la parte sui rimpatri, e noi stiamo lavorando sulla legislazione ad essi relativa che presenteremo molto presto nelle prossime settimane”.
“Ne abbiamo discusso anche qui con i rappresentanti italiani e con la presidente Meloni, perch l’Italia un partner molto importante per noi quando si tratta di “affrontare i temi dell'”immigrazione in generale, dell’implementazone della nuova legislazione contenuta nel Patto e dell’implementazione della legislazione sui rimpatri”, ha concluso.
Birra Peroni a Rimini: innovazione e qualit premium per il 2025
Rimini, 18 feb. (askanews) – Da Peroni Gran Riserva a Raffo, da Nastro Azzurro alla partnership con Ferrari: innovazione e qualit premium guidano la presenza di Birra Peroni a Beer & Food Attraction di Rimini, vetrina internazionale per il settore Out of Home.
“Per noi un momento molto importante dell’anno in cui presentiamo le nostre novit e i nostri piani, abbiamo un momento di confrontarci con clienti e competizione – ha detto l’amministratore delegato di Birra Peroni, Enrico Galasso -. Vedere tante novit che vedo sul mercato anche da competitor non possono che far bene alla categoria che negli ultimi anni cresciuta di consumo procapite in modo molto importante. E lo ha fatto sulla base di innovazione e storia da raccontare. Pensando al 2025 che sar un anno non semplice per la situazione economica e sociale: la categoria ha bisogno di conquistare consumatori con storie e innovazione credibili, senza cedere ai tatticismi che possono solo rovinarne il valore”.
Un contesto complesso, segnato anche dall’aumento delle accise negli ultimi due anni. Ma l’azienda prosegue nel suo percorso di valorizzazione dell’offerta, sia nel portfolio che nei servizi per clienti e consumatori. “Innovazione non vuol dire solo nuove marche, ma anche innovazione di formato, di pack e di linguaggio e comunicazione – ha ricordato il direttore vendite di Birra Peroni, Andrea Tortella -. Proprio in questa direzione rilanceremo le Peroni Gran Riserva, la range premium del brand Peroni, che nel 2025 cambieranno formato passando a un 33 cl per coprire pi occasioni di consumo. E ne cambieremo ance la veste grafica, molto pi fresca e molto pi focalizzata su quelle che sono le caratteristiche specifiche del prodotto”.
Tra le novit anche Raffo, che dal 1919 racconta la Puglia e Taranto. Il brand, che da un anno ha ampliato la distribuzione nazionale, celebra il suo spirito positivo anche attraverso una partnership con Serena Brancale, voce del nu-soul italiano, presente all’ultima edizione di Sanremo.
“Nel 2025 continueremo a comunicare Peroni Nastro Azzurro 00 – ha annunciato la direttrice marketing di Birra Peroni, Viviana Manera -. Siamo al secondo anno della nostra partnership con Scuderia Ferrari HP. Il mondo dello sport affine ai valori di Peroni Nastro Azzurro 0.0%, la variante zero alcol e quindi continueremo la comunicazione su questo brand per farlo conoscere, assaggiare e coerentemente con la strategia aziendale di continuare a promuovere il consumo responsabile”.
Un futuro all’insegna dell’innovazione sostenibile, con un’offerta sempre pi premium e attenta alle nuove esigenze dei consumatori.
ZCS People Academy approda in Valdarno
Firenze, 18 feb. (askanews) – Formare ed inserire giovani talenti, appassionati di tecnologia, garantendo loro competenze di alto livello nella digitalizzazione dei processi HR, metodologie di gestione clienti e lavoro di squadra: la mission di ZCS People Academy, che, dal prossimo aprile, nella sede di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, avvier un percorso di quasi 500 ore, strutturato in due parti, per 20 giovani del Valdarno che desiderano diventare HR Application & Digital Consultant.
Osserva Andrea Sanchirico Innovation Manager & Talent Development HRZ – ZCS People: “avremo dei docenti, esperti da tutta Italia che vengono in aula e portano giorno per giorno un argomento differente, nelle prime tre settimane, cos tutti i ragazzi potranno avere una visione completa della digital transformation e cosa vuol dire ZCS People. Nelle prime tre settimane il nostro compito principale sar quello di trasferire soprattutto i nostri valori aziendali”
Nella seconda parte, ogni modulo sar approfondito con formazioni in aula e on the job, permettendo di applicare subito quanto appreso. Docenti esperti e di Zucchetti guideranno le esercitazioni pratiche. Ogni talento sar affiancato da un tutor aziendale.
“Le aziende oggi -spiega Isabella Marini, HR Operation Manager ZCS People- hanno sempre maggiore necessit di avere dei prodotti funzionanti, di poter rispondere a loro volta ai lor clienti con un approccio innovativo, che punti sulla qualit e faccia risparmiare tempo, per ottimizzare tutte le esigenze che sono nate nei periodi pi recenti”.
La ZCS Valdarno Academy fa seguito all’esperienza positiva di Milano e Treviso. ZCS People un network composto da Zucchetti Centro Sistemi, con il suo team HR Software, e le consolidate HRZ, Alpha Sistemi, HRS, Terasoft.
Sulla parte pi specifica del recruiting, sentiamo Sandra Bianchini, HR Specialist: “Noi cerchiamo persone con una forte motivazione, una passione sicuramente a tutto tondo per la parte tecnologica, e anche delle competenze trasversali, che sappiano comunicare, che sappiano lavorare in gruppo, e che siano orientati ai risultati. Quello che fa la differenza, in questo caso perch si tratta di junior, la motivazione”.
Titoli Stato, Btp più raccoglie altri 3,7 mld. Adesioni a 9,3 mld
Roma, 18 feb. (askanews) – Il Btp più raccoglie altri 3,7 miliardi di euro con circa 113mila contratti al termine del secondo giorno di collocamento, portando il totale delle adesioni dall’apertura delle sottoscrizioni a circa 9,3 miliardi di euro.
Il titolo, dedicato al mercato retail, ha una cedola minima del 2,80% per i primi 4 anni che sale al 3,60% per i successivi 4 anni ed un’opzione di rimborso anticipato alla fine del quarto anno, dell’intero capitale investito o anche solo di una sua quota. Il collocamento del titolo proseguirà fino a venerdì alle 13, salvo chiusura anticipata.
"Kindeswohl", film su madre che ha sfidato lo Jugendamt in Germania
Roma, 18 feb. (askanews) – “Kindeswhol, Il bene del bambino”, il film ideato da Livia Bonifazi, scritto e diretto da Franco Angeli è disponibile dal 18 febbraio, in streaming sulla piattaforma CGtv.it e su Prime Video Italia, distribuito on demand da CG Entertainment.
Il film prodotto da Francesco Siciliano PANAMAFILM e presentato in anteprima alla XIII edizione del BIF&ST – Bari International Film Festival come Evento Speciale, vede nel cast la stessa Livia Bonifazi, Giovanni Guardiano e Mario Patane’, racconta la storia vera e coraggiosa di una madre, Marinella Colombo, diventata paladina dei diritti genitoriali.
In una stanza del carcere di San Vittore a Milano, si affrontano Marinella Colombo, accusata di aver rapito i suoi stessi figli e il procuratore che ha l’obiettivo di farle dire dove li tiene nascosti. In quest’ultimo interrogatorio, Marinella ripercorre i suoi anni in balia del sistema familiare tedesco e la sua battaglia contro lo Jugendamt, ente di controllo della famiglia e della gioventù, che le ha sottratto i figli. Il film denuncia così questo dramma inquietante e ancora vivo nel cuore dell’Europa. Lo Jugendamt è stato più volte riconosciuto responsabile di aver violato i diritti fondamentali dell’uomo.
Lo Jugendamt è un ente fondato in Germania alla fine della Prima Guerra mondiale e riformato da Himmler nel 1939. Letteralmente amministrazione per la gioventù. È un ente con poteri molto estesi e non parificabili a quelli dei nostri servizi sociali. Ad esempio, lo Jugendamt interviene d’ufficio in ogni separazione e fa in modo che i figli di coppie bi-nazionali che si separano vengano sempre affidati al genitore tedesco e che nessuno di questi bambini lasci la Germania.
Sport equestri: un 2025 di sport e inclusione
Roma, 18 feb. – Il Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), Marco Di Paola, ha presentato alla stampa la programmazione sportiva e le iniziative sociali per l’anno 2025.
La Federazione Italiana Sport Equestri prosegue il suo impegno costante verso la promozione degli sport equestri come strumento di crescita e inclusione, con un’attenzione particolare alla creazione di opportunit per le categorie pi fragili e per i giovani a rischio. La missione della FISE quella di offrire uno “sport per tutti”, capace di rispondere alle esigenze di ogni individuo, senza distinzioni, e di contribuire al benessere degli animali.
Tutto pronto poi per un 2025 entusiasmante. Sono quattro i pilastri di questo primo anno del quadriennio olimpico 2025/2028: primato agonistico, formazione professionale, inclusione sociale e lo sport al centro delle attivit.
Cinema, a Roma si gira "Permafrost", opera prima di Lucia Calamaro
Roma, 18 feb. (askanews) – Sono in corso a Roma le riprese di “Permafrost”, opera prima di Lucia Calamaro, una delle più apprezzate e autorevoli voci del teatro e della prosa italiana, vincitrice di importanti riconoscimenti per la drammaturgia, come tre Premi UBU, il Premio Enriquez e il Premio Hystrio.
Il film, come scrive la regista, autrice anche del soggetto e della sceneggiatura insieme a Marco Pettenello, si svolge in un’ipotetica base antartica italiana, Sidera, in cui si intrecciano e scontrano aspirazioni e nevrosi di un gruppo di scienziati. E sarà proprio il gran carnevale della conoscenza a scuotere con tutta la sua forza sovvertitrice i 10 abitanti della base Sidera e la vita dei due protagonisti del film: Fulvio e Maria.
Il film racconterà di una piccola comunità di scienziati, irraggiungibile per otto mesi l’anno, che guarda al futuro della specie umana, cercando cose che ancora non capisce, non conosce, non sa. Cose sopra e sottoterra. L’arrivo di Maria Medri (Barbara Ronchi), genio forastico e cocciuto, nella base più isolata dell’Antartide, metterà in crisi i progetti del capomissione Fulvio Cadorna (Silvio Orlando), suo mentore. Fulvio e Maria sono simili, sono legati, sono complici. Ma come spesso capita, tutti vogliono la stessa cosa, fino al giorno in cui ognuno vuole la sua. Un conflitto scientifico, ideologico, affettivo.
“Abbiamo pensato che Permafrost fosse il progetto giusto per trasferire in un linguaggio cinematografico l’universo creativo di una voce unica come quella di Lucia Calamaro capace di raccontare la realtà contemporanea toccando temi universali con un tratto ironico e al tempo stesso molto umano” ha aggiunto la produzione.
Nel cast Silvio Orlando, Barbara Ronchi, Valentina Bellè, Simone Liberati, Lorenzo Balducci, Enrico Borello.
Il film è prodotto da Sonia Rovai con Ludovica Damiani per Wildside, società del gruppo Fremantle, da Francesca Cima, Nicola Giuliano e Carlotta Calori per Indigo Film, da Vision Distribution, ed è finanziato con il supporto dell’Unione Europea. Il film uscirà nelle sale italiane distribuito da Vision Distribution.
Sanit integrativa, Russo (ONWS): crescere in platea e contributi
Roma, 18 feb. (askanews) – “L’elusione contributiva nella sanit integrativa sfiora il 40%”. L’ha detto Ivano Russo, presidente dell’Osservatorio Nazionale Welfare & Salute, durante l’annual meeting “La Sanit integrativa tra sfide, riforme ed esigenze di una nuova narrazione” che si tenuto oggi al CNEL. Durante l’evento stato presentato il report della Fondazione GIMBE per ONWS, da cui emerge che la spesa intermediata attraverso fondi sanitari, polizze individuali e altre forme di finanziamento collettivo in Italia nel 2023 ammonta a 5,2 miliardi di euro ovvero il 3% della spesa sanitaria totale e l’11,4% di quella privata. Sempre secondo l’analisi, il 31,6% della spesa intermediata viene assorbito dai costi di gestione, mentre poco meno del 70% destinato a servizi e prestazioni per gli iscritti.
Hamas giovedì consegna i corpi della famiglia Bibas
Roma, 18 feb. (askanews) – Hamas consegnerà giovedì i corpi senza vita di quattro ostaggi israeliani, tra cui quelli della famiglia Bibas. Lo ha precisato il leader del gruppo palestinese nella Striscia di Gaza, Khalil al-Hayya, nel comunicato in cui ha annunciato anche il rilascio, sabato prossimo, di sei ostaggi vivi. “Rilasceremo giovedì prossimo i corpi della famiglia Bibas”, ha dichiarato.
Yarden Bibas, la moglie Shiri e i figli Ariel e Kfir, vennero rapiti nella loro casa nel kibbutz Nir Oz durante l’attacco del 7 ottobre 2023. I due bambini avevano allora rispettivamente 4 anni e nove mesi. Yarden Bibas è stato rilasciato all’inizio del mese.
Nel novembre 2023, Hamas affermò che la donna e i due bambini erano rimasti uccisi in un attacco aereo israeliano, diffondendo un video in cui Yarden accusava il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della loro morte. Allora le autorità israeliane bollarono il video come “terrorismo psicologico”, non confermando la morte dei tre ostaggi, ma esprimendo da allora “grave preoccupazione” per la loro sorte.
Israele, intanto, conferma che sei ostaggi saranno rilasciati sabato e quattro corpi restituiti giovedì. “Durante i negoziati al Cairo sono stati raggiunti gli accordi secondo i quali i sei ostaggi vivi della prima fase saranno rilasciati sabato”, confermano i servizi del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un comunicato pubblicato su Facebook. “Questo giovedì i corpi di quattro ostaggi saranno consegnati a Israele. Secondo l’accordo, la prossima settimana dovrebbero essere consegnati a Israele altri quattro corpi”, aggiungono. Si ritiene che i sei siano gli ultimi ostaggi vivi sulla lista di coloro che saranno rilasciati nella prima fase dell’accordo. Quattordici dei 33 ostaggi presenti nell’elenco originario della fase 1 devono ancora essere liberati; Hamas ha detto che otto di loro sono morti, e Israele ha detto che questo corrisponde alle sue stesse informazioni. L’unico nome sulla lista di cui Israele ha confermato la morte è Shlomo Mantzur. Israele ha affermato di nutrire “gravi preoccupazioni” per la sorte di Shiri Bibas e dei suoi figli Ariel e Kfir.
Il leader di Hamas a Gaza, Khalil al Hayya, ha detto che tra i sei ostaggi vivi ci saranno due israeliani, Avera Mengistu e Hisham al Sayed, che sono detenuti da oltre un decennio.
Al Hayya ha anche affermato che il rilascio sarà condizionato al fatto che Israele rispetti la sua parte della prima fase dell’accordo.
Inizialmente tre ostaggi vivi sarebbero stati liberati sabato. Si ritiene che altri 24 ostaggi vivi verranno rilasciati durante la fase 2 dell’accordo.
Cinema, torna "Taxi driver" di Scorsese in versione restaurata in 4K
Roma, 18 feb. (askanews) – A quasi cinquant’anni dall’uscita, il capolavoro di Martin Scorsese, “Taxi driver”, torna sul grande schermo in una straordinaria versione restaurata in 4K. Dal 31 marzo al 2 aprile, gli spettatori italiani potranno rivivere la potenza visiva e narrativa di un film che ha segnato la storia del cinema. L’elenco delle sale sarà a breve disponibile su nexostudios.it e le prevendite apriranno il giorno 27 febbraio.
Uscito nel 1976, il film racconta la discesa nella follia di Travis Bickle, ex marine e tassista notturno, alienato da una New York corrotta e violenta. Tra insonnia, solitudine e una crescente ossessione per la violenza, Travis precipita in una spirale di follia che lo conduce a pianificare un atto estremo.
Firmato da Paul Schrader alla sceneggiatura e accompagnato dalla colonna sonora di Bernard Herrmann, il film esplora i temi dell’alienazione, della violenza e della redenzione in una metropoli oscura e soffocante. Palma d’Oro a Cannes e candidato a quattro Oscar, “Taxi driver” è divenuto un’icona culturale grazie alla regia visionaria di Scorsese e alla straordinaria interpretazione di Robert De Niro, affiancato da una giovanissima Jodie Foster e da Harvey Keitel e Cybill Shepherd.
Questa edizione restaurata in 4K offre un’esperienza visiva e sonora senza precedenti, permettendo al pubblico di riscoprire ogni dettaglio di un film che ha definito un’epoca. L’opera in versione restaurata è distribuita al cinema da Nexo Studios in collaborazione con il media partner MYmovies.
Russia, La Russa: inaccettabili parole Zakharova, piena solidarietà a Mattarella
Roma, 18 feb. (askanews) – “Nella giornata di ieri, il Capo dello Stato è stato al centro di nuovi e gravissimi minacciosi attacchi da parte” della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “Nel respingere e condannare con fermezza – sia nel metodo che nel merito – le inaccettabili parole di Maria Zakharova è altresì sentito e doveroso da parte mia rinnovare piena solidarietà e vicinanza al Presidente della Repubblica, custode dei valori democratici della nostra Patria”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, aprendo la seduta dell’aula del Senato.
“Il Presidente Matterella aveva più volte ricordato quali siano gli elementi alla base della convivenza civile tra i popoli e che l’Italia è per una pace giusta e non fittizia o fragile. Ed è a queste sue parole che le Istituzioni e tutti noi ci rifacciamo”, ha ricordato La Russa, sottolineando di aver “già avuto modo pubblicamente nei giorni scorsi di esprimere la mia piena solidarietà al Presidente della Repubblica per gli attacchi pretestuosi, offensivi e inopportuni rivolti a lui dalla portavoce del ministero degli esteri russo”.
Draghi insiste: emissioni di debito comune necessarie per l’Ue
Bruxelles, 18 feb. (askanews) – L’Ue ha bisogno di nuove emissioni di debito comune per finanziare gli investimenti che sono necessari per la propria economia nei prossimi anni; e ha bisogno allo stesso tempo anche di liberare tutta la potenzialità di finanziamento delle imprese attraverso gli investimenti dei capitali privati, invece di continuare ad affidarsi soprattutto ai prestiti bancari. E per questo deve completare il mercato unico nelle aree in cui non è stato ancora completamente realizzato, in particolare con l’Unione nei mercati dei capitali.
Sono tra i punti più importanti su cui ha insistito Mario Draghi durante il suo intervento oggi al Parlamento europeo a Bruxelles, per la Settimana parlamentare europea 2025, e poi durante le sue repliche ai deputati nel dibattito che ne è seguito.
“Le esigenze di finanziamento” dell’Ue nei prossimi anni “sono enormi: 750-800 miliardi di euro all’anno è una stima prudente”, ha indicato Draghi, riportando le conclusioni del suo Rapporto sul futuro della Competitività europea, pubblicato nel settembre scorso. “Per aumentare la capacità di finanziamento, la Commissione propone una razionalizzazione degli strumenti di finanziamento dell’Ue, che è benvenuta. Ma – ha lamentato nel suo primo intervento – non ci sono piani per nuovi fondi Ue”.
La questione dei finanziamenti necessari è stata sollevata da molti deputati durante il dibattito. “Ci sono diverse cose che si possono dire a riguardo. Lasciatemi premettere – ha detto Draghi nella sua replica – che la cifra che ho indicato, di 750-800 miliardi di euro di investimenti necessari è una stima prudente. In realtà potrebbe essere ancora maggiore, se pensiamo che non ci sono investimenti per la mitigazione del cambiamento climatico e per altri obiettivi importanti”.
“Ma quella cifra viene stimata in base a come stanno le cose oggi. E in questo caso – ha sottolineato -, dobbiamo emettere debito comune. Questo è ciò che dice il Rapporto. E questo debito comune deve essere, per definizione, sovranazionale, perché alcuni paesi avranno spazio di bilancio, ma non abbastanza per perseguire questi obiettivi”, e questo vale “anche per i paesi più grandi, mentre altri paesi non hanno affatto spazio di bilancio”.
Purtroppo però, com’è noto diversi Stati membri sono contrari all’emissione di nuovo debito comune. “Si dice no al debito pubblico. Si dice no al mercato unico. Si dice no alla creazione di un’Unione dei mercati dei capitali”, ha constatato Draghi. Ma, ha continuato, “non si può dire no a tutto. Altrimenti, si deve anche ammettere, per essere coerenti, che non si è in grado di realizzare i valori fondamentali per cui questa Unione europea è stata creata. Quindi quando mi si chiede che cosa è meglio, cosa è meglio fare ora, io dico: non ne ho idea, ma fate qualcosa”.
“Riguardo alla paura di creare debito pubblico – ha aggiunto l’ex presidente della Bce rivolto ai deputati della Settimana parlamentare europea -, lasciate che vi ricordi un’altra cosa. Se guardate agli ultimi 15, 20 anni, il governo degli Stati Uniti ha iniettato nell’economia più di 14 mila miliardi di dollari, e noi sette volte meno. Questo deve aver prodotto qualche differenza. E mostra anche che, se si vuole crescere di più, forse a volte c’è bisogno anche di denaro pubblico; e si devono anche creare le condizioni affinché il denaro privato sia produttivo. Questa è l’essenza del Rapporto”.
E proprio su questo punto, Draghi ha insistito sulla necessità di realizzare le riforme necessarie per unificare davvero il mercato unico nei settori in cui non è ancora stato realizzato, e in particolare con l’Unione dei mercati dei capitali. “È molto importante che la realizziamo”, ha detto. E poi ne ha precisato le ragioni: “Siamo abituati a discutere dell’Unione dei mercati dei capitali da un punto di vista bancario, perché le banche vogliono consolidarsi e pensano che sia difficile nell’attuale situazione di mercati dei capitali frammentati. Ma in realtà non è il motivo principale per cui dovremmo preoccuparci dell’Unione dei mercati dei capitali. Ci sono almeno due altri motivi”.Il primo motivo, ha spiegato, “è finanziare l’innovazione. Il motivo per cui i prestiti bancari non sono adatti a finanziare l’innovazione è che di solito i progetti innovativi hanno un lungo periodo di gestazione e rendimenti altamente incerti. Quindi è molto difficile finanziare questi progetti con il debito” bancario. “E per di più, le Pmi di nuova creazione non hanno soldi per ripagare i debiti. Pensiamo alle più grandi aziende nel settore digitale, negli Stati Uniti, che non hanno nemmeno avuto dividendi per molti, molti anni. Pensiamo ad Amazon. Quindi c’è bisogno di capitale (‘equity’, ndr) per avere l’innovazione”.
“A questo proposito – ha indicato Draghi -, abbiamo alcuni paesi in Europa, come la Svezia, in cui effettivamente la maggior parte del finanziamento è fornita dai mercati dei capitali, il 70%, e solo il 30% è fornito dai prestiti bancari. Ma poi, quando si arriva ai grandi paesi centrali in Europa, come Germania, Francia, Italia, Spagna, allora si vede l’opposto: il 70% da prestiti bancari, il 30% dai mercati dei capitali. Insomma, l’Unione del mercato dei capitali è molto importante per questo motivo, perché si vuole anche cambiare la composizione dei finanziamenti” delle imprese.
“E poi c’è un altro motivo, che non ha necessariamente a che fare con le banche: se si guarda alle famiglie, la loro ricchezza media è cresciuta tre volte più velocemente negli Stati Uniti” rispetto all’Europa. “In altre parole – ha rilevato l’ex premier italiano -, siamo più poveri, molto più poveri, ma risparmiamo il doppio di quanto fanno negli Stati Uniti. Quindi – ha ribadito – risparmiamo molto di più e siamo più poveri. Ecco perché si vuole creare una situazione in cui le persone possano risparmiare e ottenere un tasso di rendimento più elevato. I nostri risparmi vanno negli Stati Uniti perché lì hanno un tasso di rendimento più elevato. Quindi cosa possiamo fare se non cercare di aumentare il tasso di rendimento di questo continente?”.
Draghi infine, ha ricordato che il suo rapporto “è stato pubblicato all’inizio di settembre; e l’ultima volta che mi sono rivolto al Parlamento europeo ne ho sostanzialmente delineato le linee principali. Oggi, cinque mesi dopo, che cosa è cambiato? Abbiamo discusso: cosa ricaviamo da questa discussione? Che quello che c’è nel Rapporto è ancora più urgente di quanto non fosse cinque mesi fa. E questo è tutto”.
“Spero che la prossima volta, se mi inviterete – ha continuato rivolto ai deputati -, potremo discutere di ciò che è stato fatto, effettivamente attuato” riguardo alle raccomandazioni del Rapporto. “Siamo in una situazione molto difficile ora, abbiamo i nostri valori, abbiamo opinioni diverse. Ma non è il momento di sottolineare queste differenze. Ora è il momento di sottolineare il fatto che dobbiamo lavorare insieme, sottolineare ciò che ci accomuna. E ciò ci accomuna sono i valori fondanti dell’Unione europea. E dobbiamo sperare, e dobbiamo lavorare per questi valori”, ha concluso.
Alla Camera il meeting Assemblea Parlamentare del Mediterraneo
Roma, 18 feb. (askanews) – Il 20 e 21 febbraio 2025 la Camera dei deputati accoglierà il 19° Meeting dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo (PAM), piattaforma di dialogo e cooperazione parlamentare che ha come obiettivo quello di promuovere la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile nell’area del Mediterraneo. La PAM, che riunisce rappresentanti di Parlamenti dei Paesi mediterranei, si configura come un foro privilegiato per affrontare le principali sfide politiche, economiche e sociali della regione. Sono circa 250 i delegati complessivamente attesi, da oltre 30 Paesi.
Il presidente della delegazione italiana nonché Vicepresidente dell’organizzazione e Presidente della 2ª Commissione Permanente della PAM è il deputato Giulio Centemero. L’Assemblea alla Camera si concluderà con l’elezione del nuovo Presidente della PAM, che manterrà l’incarico per i prossimi due anni.
La sessione inaugurale si terrà giovedì 20 febbraio, alle 10, nell’Aula dei Gruppi, con trasmissione in diretta sulla WebTv della Camera e accesso aperto alla stampa. La giornata si aprirà con gli indirizzi di saluto del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e della Vicepresidente del Senato, Maria Domenica Castellone. Sono previsti messaggi del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e di Paul Gallagher, Segretario Vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali. Saluti del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani.
In apertura anche gli interventi di: Enaam Mayara, Presidente della PAM, con osservazioni introduttive, Dubravka uica, Commissaria europea per il Mediterraneo, Maurizio Martina, Vicedirettore generale della Fao.
A seguire dichiarazioni di Dejan Durovic, in rappresentanza del Parlamento del Montenegro, Mishaal Al-Salmi, Vicepresidente dell’Assemblea Consultiva dell’Arabia Saudita, Mohamed Abou El Enein, Vicepresidente della Camera dei Rappresentanti dell’Egitto, Hamda Hassan Al-Sulaiti, Vicepresidente del Consiglio della Shura del Qatar, Jehad Abdulla Al Fadhel, secondo Vicepresidente del Consiglio consultivo del Bahrain. Al termine della due giorni alla Camera si procederà con l’elezione del nuovo Presidente della PAM per il biennio 2025/2026 con proclamazione del risultato alle 12.25 di venerdì 21 febbraio. Per questo momento è prevista la diretta web e la sala sarà aperta alla stampa.
Flash mob M5S davanti a Palazzo Chigi contro il caro bollette
Roma, 18 feb. (askanews) – “L’Italia un bolletta, e il governo cosa fa? Meloni cosa fai?”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte durante un ‘flash-mob’ davanti a palazzo Chigi.
La risposta del governo, ha aggiunto, “vediamo, valuteremo, faremo, diremo… Intanto ci sono gli italiani che non riescono ad arrivare a fine mese e devono pagare bollette altissime, tutte le nostre imprese soffrono il caro-energia”.
Ha concluso Conte: “Cosa avete dato ai pensionati con la minima? Un euro e ottanta per pagare bollette che sono raddoppiate o triplicate! Vergognatevi, vi incalzeremo fino a quando non risolverete queste questioni”.
Zelensky: nessun compromesso sull’integrità territoriale del Paese
Roma, 18 feb. (askanews) – L’Ucraina sostiene l’instaurazione della pace con la Russia basata sulla fornitura di garanzie di sicurezza a Kiev. Lo ha affermato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ad Ankara, secondo quanto riportato dall’Ap.
“Come Paese, vogliamo la pace, vogliamo che la guerra finisca. Ma, naturalmente, vogliamo che la fine di questa guerra si basi sulla fornitura di certe garanzie di sicurezza. Vogliamo che queste garanzie di sicurezza siano fornite dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e da tutta l’Europa, inclusa la Turchia”, ha detto Zelensky prima del suo incontro con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato quindi che l’Ucraina non scenderà mai a compromessi sull’integrità territoriale del Paese. A questo proposito, secondo quanto riportato dall’Ap, il capo dello Stato ha detto che “non può agire in contrasto con la Costituzione dell’Ucraina”. “Non riconosceremo mai, mai i nostri territori, temporaneamente occupati dalla Russia, come parte della Russia. Sono parte dell’Ucraina”, ha precisato.
Allo stesso tempo, Zelensky ha osservato che Kiev “preferirebbe restituire i territori ucraini occupati dalla Russia attraverso i canali diplomatici”. “Perché non vogliamo perdere la nostra gente, le persone sono la nostra risorsa più grande”, ha spiegato il presidente.
Rivolgendosi “a tutte le parti mediatrici, russe, americane ed europee”, Zelensky ha infine sottolineato che l’Ucraina “vuole risolvere il conflitto diplomaticamente, senza spargimento di sangue, ma non rinuncerà mai alla sua integrità territoriale e alla sua sovranità”.
“L’incontro tra Russia e Stati Uniti” a Riad “è stata una sorpresa per noi. L’abbiamo saputo dai media” ha detto oggi il presidente ucraino nel corso della conferenza stampa tenuta ad Ankara dopo l’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa turca Anadolu, nel corso della conferenza stampa Zelensky ha ricordato che la “Turchia ha adottato una posizione di principio sull’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina” e che Ankara “ha facilitato il rilascio dei nostri soldati e civili”. “Abbiamo discusso in dettaglio di tutti i processi globali che potrebbero portare alla fine di questa guerra della Russia contro l’Ucraina”, ha detto Zelensky dopo l’incontro con Erdogan, aggiungendo: “Sono convinto che per l’Ucraina, per la nostra regione, per l’Europa, sia essenziale che qualsiasi negoziato per porre fine alla guerra non avvenga alle spalle dei principali soggetti colpiti dalle conseguenze dell’aggressione russa”.
“L’Ucraina, l’Europa in senso più ampio, ossia l’Unione Europea, la Turchia e il Regno Unito, devono essere coinvolte nelle discussioni e nello sviluppo delle necessarie garanzie di sicurezza insieme all’America, che riguardano il destino della nostra parte del mondo”, ha rimarcato.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha poi annunciato il rinvio al 10 marzo della sua visita in Arabia Saudita, inizialmente prevista per domani. “Non andrò in Arabia Saudita – ha detto nella conferenza stampa tenuta ad Ankara dopo l’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan – ho un buon rapporto con il principe ereditario Mohammed. Ci siamo appena sentiti e abbiamo concordato che andrò in visita ufficiale il 10 marzo”.
Paragon, Mantovano a Fontana: il governo non risponderà al question time
Roma, 18 feb. (askanews) – Il governo non risponderà alle interrogazioni presentate dalle opposizioni su Paragon, l’azienda produttrice di spyware finita sotto i riflettori per essere stata utilizzata per spiare giornalisti e attivisti. Lo dice il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in una lettera inviata ai gruppi in cui spiega che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, il 18 febbraio gli ha inviato una missiva in cui comunica che “deve intendersi classificato” “ogni altro aspetto” della vicenda che non sia stato già trattato nelle audizioni presso il Copasir e nel question time del 12 febbraio scorso. In quell’occasione il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, spiega Mantovano, “ha fornito le uniche informazioni pubblicamente divulgabili”.
“Ogni altro aspetto delle vicende deve intendersi classificato” e “non potrà formare oggetto di informativa da parte del governo se non nella sede del Copasir”, spiega Mantovano.
Italia-Cina, amb. Ambrosetti: comunità italiana radicata e dinamica
Roma, 18 feb. (askanews) – Una realtà ‘ben radicata, dinamica e composita’; una presenza ‘qualificata e diversificata’ quella della collettività italiana in Cina, con oltre 8mila residenti stabili. Relazioni ‘con le Istituzioni cinesi eccellenti’ con il 2025 che segna un anno di ‘particolare rilevanza per le relazioni tra Italia e Cina’, poiché ‘si celebra il 55esimo anniversario dei rapporti diplomatici tra i due Paesi’. ‘Questo importante traguardo testimonia la solidità dei legami tra i due Paesi e la profondità del continuo dialogo tra i nostri popoli che sono eredi di due antiche civiltà’. Lo ha detto ad askanews l’ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, S.E. Massimo Ambrosetti.
Ambasciatore, che realtà vive la comunità italiana nella Repubblica popolare cinese?
La collettività italiana in Cina conta più di 8.000 residenti stabili, per lo più distribuiti nelle aree meridionali della Cina, tra Hong Kong, la municipalità di Shanghai e le province circostanti. Si tratta di una comunità di dimensioni relativamente contenute, ma ben radicata, estremamente dinamica e composita. La presenza stabile di italiani in Cina è costantemente aumentata nel decennio precedente la pandemia, raggiungendo alla fine del 2019 i 10.800 iscritti AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Le limitazioni del periodo pandemico e l’aumento del costo della vita hanno portato a una contrazione dei connazionali residenti. La riapertura del Paese e l’esenzione del visto per i viaggi di breve periodo a favore dei cittadini italiani decisa dalle Autorità cinesi stanno facendo registrare una ripresa sia delle iscrizioni AIRE, sia delle presenze temporanee da parte di uomini di affari, studenti e turisti. Sebbene i numeri non siano tornati ai livelli pre-pandemia, oggi la presenza italiana in Cina è decisamente qualificata e diversificata. La comunità, infatti, è composta prevalentemente da rappresentanti di società, imprenditori e operatori commerciali con i relativi familiari, ma non mancano studenti, ricercatori, esponenti del mondo accademico e della società civile. Va poi sottolineato che è presente in Cina l’ONG italiana Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale (OVCI) con sede a Pechino e operativa su tutto il territorio cinese dal 1996. L’ONG – una delle poche autorizzate da parte cinese – si occupa in particolare di minori con disabilità attraverso attività di formazione, riabilitazione e integrazione sociale, in stretto raccordo con la China Disabled Persons’ Federation.
Che tipo di rapporti ha instaurato con le Istituzioni locali?
Le relazioni con le Istituzioni cinesi sono eccellenti, come è emerso anche in occasione delle numerose visite politico-istituzionali che hanno avuto luogo in Cina lo scorso anno – tra cui in particolare quelle del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio – che si sono svolte con la piena e fattiva collaborazione delle diverse Autorità locali coinvolte, sia nella capitale Pechino che a Shanghai, Canton e in tutti gli altri luoghi visitati. La proiezione del nostro Sistema Paese è sostenuta non solo dall’Ambasciata, ma anche dai Consolati Generali dipendenti e dalle istituzioni ed enti associativi, in particolare ICE Agenzia, SACE e la Camera di Commercio italiana, presente nel Paese. L’attenzione per le realtà locali di questo vastissimo Paese-Continente costituisce del resto uno dei principali obiettivi che mi sono dato tornando in Cina come Ambasciatore, dopo essere stato in servizio a Pechino come giovane funzionario diplomatico nei primi anni della mia carriera. Dal mio arrivo nel maggio 2023, ho svolto numerose missioni fuori Pechino: sia in città, dove è più forte la presenza italiana (da Shanghai a Suzhou, da Canton a Shenzhen, da Chongqing a Chengdu, senza dimenticare peraltro Hong Kong e Macao), sia in altre realtà ricche di opportunità di collaborazione in diversi ambiti (dallo Shandong allo Jianxi, dal Sichuan al Qinghai, dal Jiangsu allo Zhejiang).
Può annunciarci se ci sono eventi e incontri nel 2025 su cui sta lavorando?
Il 2025 segna un anno di particolare rilevanza per le relazioni tra Italia e Cina, poiché si celebra il 55° anniversario dei rapporti diplomatici tra i due Paesi. Questo importante traguardo testimonia la solidità dei legami tra i due Paesi e la profondità del continuo dialogo tra i nostri popoli che sono eredi di due antiche civiltà. Oltre agli scambi a livello politico ed economico, con riunioni dei principali meccanismi di collaborazione bilaterale che si riuniranno in Italia e in Cina, fra le molte iniziative sul piano culturale vorrei ricordare che, per celebrare questo importante anniversario, stiamo organizzando per la seconda metà del 2025 – in collaborazione con prestigiose istituzioni italiane (Fondazione Treccani, Politecnico di Torino e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio) e la Tsinghua University di Pechino – la prima mostra in Cina su Andrea Palladio, il più grande genio dell’architettura occidentale la cui lezione vogliamo valorizzare presso il pubblico cinese. È un progetto che permetterà di far conoscere un territorio di straordinario interesse: il Triveneto, ed in particolare Vicenza, che – assieme ad altri siti regionali – è inclusa nella lista dei beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.
Il nostro è un notiziario rivolto agli italiani all’estero. A che temi possono essere interessati gli italiani nel Paese?
Proprio perché la collettività italiana è dinamica e composita, sono molteplici e variegati i temi e gli ambiti di potenziale interesse per i nostri connazionali nel Paese. Oltre a voler mantenere i contatti con l’attualità italiana politica ed economica, gli italiani presenti in Cina – sia stabilmente che temporaneamente – sono senza dubbio interessati alle iniziative culturali proposte sul nostro territorio. Sono infatti occasioni per celebrare e riconoscersi, anche a migliaia di chilometri da casa, nella tradizione culturale italiana, per il tramite di mostre, concerti, e rassegne cinematografiche. Penso per esempio al grande successo riscontrato dalla mostra ‘Viaggio di Conoscenze. Il Milione di Marco Polo e la sua eredità tra Oriente ed Occidente’, allestita dal designer italiano Aldo Cibic, presso il World Art Museum di Pechino, inaugurata dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione della sua recente visita, insieme al Ministro cinese della Cultura e del Turismo Sun Yeli. Gli italiani in Cina sono sicuramente attenti a intercettare e conoscere iniziative di questo tipo. Riscontriamo poi un crescente interesse per le opportunità di collaborazione in ambito accademico, che contribuiscono a rafforzare i legami culturali e scientifici tra il nostro Paese e la Cina. È forte il desiderio di intensificare i partenariati tra le università italiane e cinesi, anche attraverso programmi di scambio, ricerca congiunta e corsi di lingua e cultura. L’attenzione crescente per questo tipo di collaborazione rappresenta un’importante opportunità per consolidare e ampliare la presenza italiana in Cina, non solo sul piano culturale, ma anche nel campo della ricerca e dell’istruzione.
La comunità italiana è una risorsa preziosa anche a livello economico per la Cina. Quanto sono importanti le relazioni con le imprese italiane?
La nostra comunità imprenditoriale in Cina, con oltre 1600 aziende direttamente o indirettamente partecipate da imprese italiane, costituisce senz’altro una risorsa preziosa per questo Paese, sia in virtù del notevole contributo che le nostre aziende hanno apportato in questi decenni in tutti i settori economici, dal manufatturiero ai servizi, in termini di qualità del prodotto, innovazione tecnologica e produttività, che anche sul piano occupazionale e del trasferimento di conoscenze e buone pratiche. Allo stesso tempo, la Cina, seconda economia del mondo con una classe medio-alta in espansione ed ecosistemi industriali e innovativi altamente sviluppati, continua ad offrire opportunità per il mondo economico italiano, pur a fronte di un quadro attualmente caratterizzato da livelli di crescita economica, domanda e indici di fiducia in calo a fronte di una crescente competitività delle aziende cinesi e di un contesto di crescenti incertezza e complessità geopolitiche su scala mondiale. A livello istituzionale, continuiamo a lavorare per un ribilanciamento dei rapporti economici e dei flussi d’investimento attraverso un maggiore accesso al mercato cinese, una genuina parità di condizioni e trattamento per le nostre imprese, una miglior tutela della proprietà intellettuale per i nostri prodotti e investimenti. Tengo a sottolineare che dai recenti incontri politici bilaterali di alto livello, inclusi quelli avvenuti in occasione delle visite in Cina dei Presidenti della Repubblica e del Consiglio, così come in occasione della Commissione Economica Mista tenuta a Verona nell’aprile scorso alla presenza del Vice Presidente e Ministro Tajani e del Ministro del Commercio cinese Wang Wentao, è emersa la comune volontà di favorire il rilancio di una collaborazione rafforzata tra Italia e Cina, anche nella fondamentale dimensione economico-commerciale. Si tratta di un comune sforzo che proseguiremo anche quest’anno, 55esimo anniversario delle relazioni bilaterali, attraverso ulteriori importati appuntamenti istituzionali in Italia e in Cina. In parallelo, a fronte delle opportunità e complessità del contesto cinese rimane fondamentale per le imprese adottare un approccio strategico, dotandosi di risorse e competenze adeguate per continuare a posizionarsi su questo mercato in aree di vantaggio comparato. (Serena Sartini)
Erdogan: pronti a ospitare i colloqui tra Ucraina, Russia e Usa
Roma, 18 feb. (askanews) – La Turchia è “il luogo ideale per ospitare i prossimi incontri tra Russia, Ucraina e Stati Uniti”. Lo ha detto oggi il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, nella conferenza stampa tenuta al termine dell’incontro ad Ankara con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Anadolu, Erdogan ha rimarcato che Ankara “fornirà tutto il supporto necessario per garantire che il processo negoziale porti a una pace duratura”.
Da Al Di Meola a Marc Ribot a "New Conversations – Vicenza Jazz 2025″
Roma, 18 feb. (askanews) – Si svolgerà dal 15 al 25 maggio la XXIX edizione di New Conversations – Vicenza Jazz, con la direzione artistica di Riccardo Brazzale: 10 intensissime giornate di programmazione di un festival diffuso, con concerti ed eventi speciali fra il Teatro Olimpico – il teatro coperto più antico al mondo, capolavoro di Andrea Palladio – il Teatro Comunale, la Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati (sede del Museo Civico), la Chiesa di Santa Corona e il Cimitero Maggiore, oltre a una serie di luoghi come cinema, librerie, caffè e negozi che ospiteranno le performance degli artisti più giovani.
‘New Conversations – Vicenza Jazz 2025’ è anticipato da un grande prologo: oggi 18 febbraio al Teatro Comunale di Vicenza si esibirà in prima nazionale Stefano Bollani, data di apertura del suo tour nazionale in Piano Solo.
L’apertura vera e propria del festival è invece affidata il 15 maggio a una della più importanti e prestigiose realtà della musica contemporanea mondiale, il celeberrimo Kronos Quartet che, in prima nazionale, si esibirà nell’incantevole scenario del Teatro Olimpico per l’unica data italiana del tour internazionale che dal 2023 celebra i 50 anni di attività. Di assoluto rilievo anche la serata di chiusura, il 24 maggio al Teatro Comunale, con il live in prima nazionale (e apertura del tour europeo) di First Meeting, formazione che riunisce una serie di musicisti di altissimo profilo: il pianista, percussionista e compositore cubano Gonzalo Rubalcaba, più volte premiato ai Grammy e osannato dalla critica mondiale, oltre ad essere stato definito da Dizzy Gillespie come ‘il miglior pianista che ho ascoltato negli ultimi 10 anni’; il sassofonista statunitense Chris Potter, fra i musicisti più influenti della sua generazione; il contrabbassista di San Francisco Larry Grenadier e il batterista texano Eric Garland. Una serata che verrà seguita dal suggestivo concerto alle prime luci dell’alba del 25 maggio della violoncellista e polistrumentista irlandese Naomi Berrill che incanterà il pubblico del festival al Parco di Villa Guiccioli a Monte Berico, da cui si può ammirare l’intera città.
Fra produzioni originali, prime assolute o europee e nazionali, performance in sedi museali, progetti speciali e appuntamenti più piccoli diffusi nel tessuto urbano, anche quest’anno, il festival si muoverà secondo una linea consolidata che mette insieme tradizione e innovazione, grandi artisti e della scena internazionale e giovani musicisti emergenti, in un dialogo continuo fra la storia del jazz e i nuovi linguaggi. Un festival che per questa XXIX edizione ha scelto come titolo: ‘Elogio dell’errore’.
“II jazz, più di ogni altra musica è un linguaggio, un modo di comunicare fortemente basato sulla pratica dell’improvvisazione. In questo è una musica a suo modo imperfetta e in ciò molto simile alla quotidianità umana. Tuttavia, se anche la storia del jazz ha insegnato che l’improvvisazione è frutto di tecniche anche complesse e sofisticate, dietro l’angolo si cela sempre l’insidia dell’errore e, quasi una conseguenza, l’abilità dell’artista nel gestire l’errore, trasformandolo in occasione di creatività. Questo succederà a maggio, a Vicenza, dove musiciste e musicisti, di ogni estrazione culturale e provenienza geografica saranno invitati a cimentarsi nell’arte del trasformare l’errore in bellezza’, ha commentato il direttore artistico Riccardo Brazzale.
Il leggendario Al Di Meola, universalmente considerato come uno dei più importanti chitarristi degli ultimi cinquant’anni, a Vicenza Jazz in versione ‘acoustic trio’. Gli altrettanto leggendari Yellowjackets, una band che, con oltre 40 anni di carriera alle spalle, costellata da innumerevoli riconoscimenti, ha scritto la storia della fusion e del jazz elettroacustico. Quindi, la serata-evento realizzata in collaborazione con ‘Le settimane musicali al Teatro Olimpico di Vicenza’: il concerto in trio del pluripremiato pianista armeno Tigran Hamasyan in grado di trovare il perfetto equilibrio fra jazz e musiche della tradizione d’origine. Intrisa di spiritualismo cosmico sarà invece la proposta di un altro trio, quello del pianista sudafricano Nduduzu Makhathini, che lega magnificamente trascendenza e cura per le proprie radici e la storia del suo popolo.
Il trombettista americano Ralph Alessi, entusiasticamente celebrato da testate come il New York Times o il Guardian, al festival per la sua unica data in Italia in formazione trio, cui si aggiungono due esponenti di spicco della scena avant-gard, il chitarrista francese Marc Ducret e il batterista americano Jim Black. Un’intera serata dedicata al piano solo con l’esibizione del talentuosissimo Shai Maestro, seguita da quella del virtuoso Sullivan Fortner fresco di Grammy. Ma anche un’intera giornata di performance in sedi museali in occasione della Notte dei Musei.
E poi ancora: l’estrema versatilità del chitarrista americano Marc Ribot – che nell’arco della sua carriera ha suonato con artisti del calibro di Tom Waits, Elvis Costello, Robert Plant, Caetano Veloso, Marianne Faithfull e Norah Jones, per citarne soltanto alcuni – a Vicenza Jazz in una doppia versione, in solo e poi insieme alla chitarrista di origini boliviane ma pienamente inserita nella scena di Brooklyn, Ava Mendoza, protagonista al festival anche per la sua partecipazione al grande progetto speciale di questa edizione: il concerto In The Name of Rosa Parks.
A celebrare l’icona dei diritti civili, Rosa Louise Parks, a 20 anni dalla sua scomparsa e a 70 anni dal gesto che la rese famosa in tutto il mondo – il rifiuto di cedere il posto sul bus a un maschio bianco in un’America ancora segnata dalla segregazione razziale, dando di fatto il via alle lotte per i diritti civili degli afro-americani – saranno il bassista, polistrumentista, compositore e poeta americano William Parker con la formazione Circular Pyramid, che oltre alla Mendoza prevede un suo compagno di viaggio di lunga data, Hamid Drake, considerato uno dei più grandi batteristi jazz degli ultimi decenni. In questo orizzonte ideale si inserisce inoltre il rinnovo della collaborazione del festival con il Cinema Odeon che negli stessi giorni programmerà il film Soundtrack to a Coup d’Etat, pellicola attualmente in lizza per gli Oscar 2025, la cui storia è ambientata nel Congo di Patrice Lumumba, assassinato con la complicità della Cia: tutta la colonna sonora (ma anche la storia stessa) è intrisa di jazz e jazzisti, in primis il batterista Max Roach e sua moglie, la cantante Abbey Lincoln. Un vero e proprio focus dunque che ci ricorda che il jazz, storicamente, è il linguaggio prediletto dei musicisti impegnati in prima linea sul fronte dei diritti civili.
C’è poi la nutrita pattuglia di musicisti italiani di altissimo profilo e di generazioni diverse. A partire dalla Lydian New Call guidata dallo stesso Riccardo Brazzale, un’evoluzione della storica Lydian Sound Orchestra che quest’anno presenta una line up di ultima generazione: Gaia Mattiuzzi, Manuel Caliumi, Giovanni Fochesato, Giulia Barba, Michele Tedesco, Glauco Benedetti, Marcello Abate, Nazareno Caputo, Salvatore Maiore, Federica Michisanti e Bernardo Guerra. Sempre sul fronte della scena nazionale, spiccano: un grande maestro come il pianista Franco D’Andrea in trio con il contrabbassista Gabriele Evangelista e il batterista Roberto Gatto; i due ex enfant prodige, oggi artisti maturi e dal forte credito internazionale, il pianista Alessandro Lanzoni in quartetto con il sassofonista Francesco Cafiso; e, inoltre, il duo composto dalla cantautrice e attrice Flo e dal pianista Enrico Zanisi con il loro viaggio di contaminazione pura fra il jazz e le musiche e le storie del mondo, non solo mediterraneo.
A tutto questo, che costituisce la densa e articolata programmazione di New Conversations – Vicenza Jazz 2025, si aggiungono una serie di altri appuntamenti speciali come la finale dell’Olimpico Jazz Contest – quest’anno dedicato ai batteristi, in ricordo di uno dei più grandi percussionisti di sempre, Roy Haynes, scomparso da pochi mesi – e le ormai immancabili e imperdibili esibizioni al Cimitero Maggiore che da anni contraddistinguono il festival.
Il direttore artistico dice di aspettare ‘idealmente l’edizione 2026, quella del trentennale, con cui Vicenza Jazz celebrerà il centenario della nascita di Miles Davis: Dalle trombe di Gerico al divino Miles’.
Prodotto dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, il festival è realizzato in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz, ha come sponsor Sonus faber e come sponsor tecnici Brutal Agency e Acqua Recoaro.
Il visual di quest’anno, inoltre, nasce dalla collaborazione con Illustri Festival ed è firmato dall’artista e illustratore di fama internazionale Joey Guidone, i cui lavori sono spesso pubblicati da testate come il New York Times e Nature.
Cnpr forum, investiti nei trasporti 124 miliardi di euro
Roma, 18 feb. – “Il sistema dei trasporti in Italia in fase di crescita grazie a un piano di investimenti senza precedenti. Il ministero sta colmando i ritardi nelle grandi opere con 124 miliardi di euro stanziati nel contratto di programma 2022-2027 tra MIT e RFI. Attualmente, sono operativi 1.200 cantieri per nuove infrastrutture e manutenzione. Il numero di treni in circolazione aumenter da 8.874 nel 2022 a 10.152 nel 2025, con nuove linee strategiche come la Napoli-Bari e la Salerno-Reggio Calabria, lavori finanziati in quota parte anche dal PNRR. L’obiettivo creare una rete ferroviaria moderna, efficiente e inclusiva, connettendo anche le aree interne per una crescita equilibrata del Paese”. Lo ha dichiarato Tullio Ferrante, sottosegretario di Stato al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel corso del Cnpr forum “Trasporti in crisi: quale futuro per la competitivit del Paese?” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Critico Filiberto Zaratti (Avs), segretario di presidenza della Camera: Il sistema dei trasporti in Italia affronta gravi criticit, aggravate dalla sovrapposizione dei cantieri del PNRR, che causano disservizi ai viaggiatori. La responsabilit ricade sul ministero e su chi incaricato di coordinare i lavori. fondamentale investire nel trasporto pubblico, soprattutto ferroviario, garantendo una gestione efficiente e risorse adeguate, in particolare per le reti utilizzate dai pendolari. Tuttavia, mentre 15 miliardi di euro vengono destinati a un ‘ponte’ ritenuto inutile, mancano fondi per la manutenzione e per ridurre il divario infrastrutturale tra Nord e Sud. Inoltre, urgente favorire il trasporto merci su treni e navi, un cambiamento strategico che porterebbe benefici economici e ambientali”. A difesa del governo intervenuto Fabio Raimondo, deputato di Fratelli d’Italia in Commissione Trasporti: “Nel 2024 si registrata una media di uno sciopero e mezzo al giorno, segnale di un utilizzo dello strumento a fini politici pi che per la tutela dei lavoratori. L’ipotesi di un attentato al sistema trasporti un fatto grave, e si confida in un rapido intervento della magistratura. Nel frattempo, il governo prosegue nel potenziamento della rete ferroviaria, al centro dell’agenda politica, con investimenti significativi e numerosi cantieri attivi grazie al PNRR. Oltre alle grandi opere, si punta a completare interventi incompiuti, migliorare il trasporto pubblico locale e rafforzare la logistica attraverso la nuova legge quadro sugli interporti”. Per Agostino Santillo, deputato M5s e componente della commissione Ambiente:” Il sistema delle infrastrutture e della rete ferroviaria italiana in una situazione critica, e gran parte della responsabilit attribuita all’inadeguatezza del ministro. Incolpare scioperi, incidenti sospetti o manutentori solo un modo per nascondere le reali responsabilit. necessario aumentare le risorse per RFI al fine di garantire una manutenzione adeguata, smettere di investire in opere non prioritarie come il Ponte sullo Stretto e accelerare il completamento dell’alta velocit tra Salerno e Reggio Calabria e tra Napoli e Bari. Inoltre, fondamentale potenziare le reti ferroviarie in Sicilia e Sardegna, migliorare i collegamenti con gli aeroporti e ridurre il trasporto merci su gomma a favore del ferro e dell’elettrico. Infine, l’Italia deve rinnovare il proprio parco auto, tra i pi obsoleti d’Europa, per migliorare la qualit ambientale”. Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti stato espresso da Sabatino Broccolini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Teramo: “In attesa di fare chiarezza sui disservizi accaduti nelle scorse settimane, e spetta agli inquirenti questo compito, bisogna pensare a lavorare ad una rete ferroviaria e dei trasporti in generale che sia all’altezza del valore e della competitivit che l’Italia deve non solo mantenere ma anche rilanciare in Europa e nel mondo. E ci riguarda sia la garanzia di un trasporto efficiente per i pendolari che un sistema complessivo di trasporti che sostenga gli sforzi del nostro tessuto imprenditoriale. Bisogna puntare sulla intermodalit tra ferrovie, porti e aeroporti, riducendo progressivamente il trasporto su gomma, costoso, inquinante e poco competitivo”. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “In un Paese complesso come l’Italia, il sistema dei trasporti ha un forte impatto sull’economia e necessita di ingenti investimenti. Per anni, il Patto di stabilit ha bloccato gli investimenti pubblici, penalizzando il settore. La chiave l’intermodalit, con interporti efficienti che facilitino lo smistamento tra diversi mezzi di trasporto. Nei Paesi pi avanzati, il trasporto su gomma limitato all'”ultimo miglio”, riducendo tempi e impatto ambientale. Per migliorare il sistema, essenziale pianificare e investire in una logistica moderna ed efficace”.
Lavrov: forze Nato in Ucraina sarebbero inacettabili
Roma, 18 feb. (askanews) – Qualunque dispiegamento delle forze dell Nato in Ucraina sarebbe “completamente inaccettabile” per la Russia: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, al termine dei colloqui bilaterali svoltisi a Riyadh. Il processo per i negoziati tra Russia e Stati Uniti sulla crisi ucraina inizieranno “il prima possibile”, con la conferma dei rappresentanti delle rispettive delegazioni: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, al termine dei colloqui bilaterali svoltisi a Riyadh.
Le parti creeranno le condizioni per una più ampia cooperazione tra Stati Uniti e Russia, anche per quanto riguarda “la ripresa delle consultazioni su questioni geopolitiche” e “la rimozione delle barriere artificiali sulla strada di una cooperazione economica reciprocamente vantaggiosa” ha concluso Lavrov sottolineando come sia già stato praticamente raggiunto un accordo sula riapertura delle rispettive ambasciate.
Cultura, "Il Libro Possibile" sbarca a Londra dall’11 al 13 marzo
Roma, 18 feb. (askanews) – La XXIV edizione del festival letterario made in Puglia, “Il Libro Possibile”, varca i confini nazionali e debutta a Londra per la sua prima tappa internazionale. Dall’11 al 13 marzo, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura a Londra, porterà nella capitale britannica un programma con grandi autori italiani e inglesi, voci di spicco della letteratura, dell’economia e della divulgazione scientifica europea.
Dopo 24 anni di successi a Polignano a Mare e a Vieste, il festival diretto da Rosella Santoro si proietta sulla scena editoriale globale, scegliendo la capitale britannica come terza piazza di dialogo e scambio culturale, dove accogliere on stage i protagonisti della nuova tappa Oltremanica: Simonetta Agnello Hornby, Philip Ball, Jonathan Coe, Carlo Cottarelli, Maurizio De Giovanni, Diego De Silva, Tommaso Ebhardt, Barbara Gallavotti, Olivia Laing, Michele Masneri. Il Libro Possibile a Londra avrà un doppio palcoscenico: alla London Book Fair (Olympia Exhibition Centre), al centro dell’editoria mondiale, il Padiglione Italia accoglierà #iLP25 Media Corner, un hub dinamico e aperto al pubblico per assistere a interviste esclusive con autori, editori e protagonisti del mondo culturale. Ci saranno collegamenti in diretta con l’Italia grazie agli storici media partner radio-televisivi #iLP25. E all’Istituto Italiano di Cultura (Belgrave Square): ogni sera, dalle ore 18 alle 21:30, nelle sale della sede istituzionale si svolgono gli incontri pubblici con gli autori best seller annunciati in cartellone, riproponendo il format che ha reso celebri le serate estive di Polignano a mare e Vieste.
Con la tappa londinese, Il Libro Possibile si conferma un modello culturale senza confini capace di unire letteratura, territori e visioni globali, dal Mediterraneo fin Oltremanica.
L’apertura l’11 marzo è con lo scrittore e sceneggiatore napoletano Diego De Silva, creatore dell’iconico avvocato Vincenzo Malinconico che torna con “I titoli di coda di una vita insieme” (Einaudi), un racconto sulla fine dell’amore che dosa con sapienza sarcasmo e struggimento; Tommaso Ebhardt, direttore di Bloomberg per il Sud Europa, che presenta “Prada, una storia di famiglia” (Sperling & Kupfer), un viaggio nella storia e nelle strategie che hanno trasformato un negozio di pelletteria in un impero globale del lusso; Olivia Laing, scrittrice e critica letteraria inglese, firma per The Guardian, New Statesman e Frieze che presenta “Il giardino contro il tempo” (Il Saggiatore), un libro che intreccia natura, letteratura e rinascita personale.
Il 12 marzo tra gli altri ci saranno Simonetta Agnello Hornby che con “Era un bravo ragazzo” (Mondadori), racconta una mafia silenziosa che non spara ma governa l’economia, in una storia di ambizioni, compromessi e desiderio di riscatto nella Sicilia degli anni Ottanta; e Carlo Cottarelli che con “Chimere” (Feltrinelli), analizza sette grandi visioni riformistedalle criptovalute alla globalizzazionemostrando come il confine tra sogno e utopia possa portare a risultati inaspettati o fallimenti. E il 13 tra gli appuntamenti più attesi, quelli con lo scienziato Philip Ballche con “L’istinto musicale” (Dedalo), svela i meccanismi nascosti dietro la nostra percezione della musica e con Jonathan Coe che con “La prova della mia innocenza” (Feltrinelli), firma un giallo che mescola vicende personali e attualità, intrecciando le ambizioni letterarie della protagonista con un’indagine su un misterioso think tank che vuole spostare la politica britannica sempre più a destra. Un romanzo che fonde realtà e finzione con lo stile brillante e arguto che lo ha reso celebre in tutto il mondo.
“In questi anni il Libro Possibile ha saputo coinvolgere un pubblico ampissimo, ha avvicinato i più giovani alla lettura, è stato un fattore di attrattività turistica e soprattutto ci ha dato la possibilità di riflettere, attraverso i libri e i suoi autori, sui grandi temi del presente. Quella di oggi segna una nuova, importante tappa di questa storia bellissima che dalla Puglia si apre al mondo” ha commentato Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia.
Francesco Bongarrà, direttore Istituto di Cultura Italiana a Londra ha aggiunto: “Questa partnership consente all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, avamposto della cultura italiana in Inghilterra, di farsi ponte tra Londra e uno dei festival letterari più vibranti del nostro Paese. Un ponte che si apre in contemporanea con la fiera del libro più importante d’Europa dopo la Buchmesse di Francoforte, e che apre al festival Il Libro Possibile le porte di un panorama culturale estremamente innovativo quanto mai curioso e sfidante”.
Rosella Santoro, direttrice artistica il Libro Possibile ha detto: “Non è solo una nuova, strepitosa tappa internazionale, ma la conferma che Il Libro Possibile è un modello culturale vivo, capace di adattarsi e crescere ovunque ci sia desiderio di confronto e scoperta”.


















































