Roma, 9 mag. (askanews) – In un colloquio telefonico tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, i due leader “hanno sottolineato l’eccellente stato dei rapporti bilaterali, come testimoniato anche dai dati sul commercio bilaterale, e confermato la volontà di continuare ad alimentare il partenariato strategico tra Germania e Italia anche attraverso l’attuazione del Piano d’azione congiunto firmato a Berlino nel 2023”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Ciclismo, Giro d’Italia: a Pedersen tappa e maglia rosa
Roma, 9 mag. (askanews) – Il danese Mads Pedersen (Lidl-Trek) ha vinto la prima tappa del Giro d’Italia 108, la Durazzo (Durrës)-Tirana (Tiranë) di 160 km in 3h36’24″ alla media di 44.362 km/h, conquistando la prima Maglia Rosa di leader della classifica generale. Al secondo e terzo posto il belga Wout Van Aert (Team Visma | Lease a Bike) ed il venezuelano Orluis Aular (Movistar Team). Pedersen e Van Aert erano i corridori più attesi oggi e hanno rispettato le attese. Il danese ha coronato l’eccezionale lavoro di squadra della Lidl-Trek, tra cui Ciccone, negli ultimi 40 chilometri. Arrivati già staccati diversi uomini di classifica come Gee e Arensman, brutta caduta e già ritiro per Mikel Landa.
“Vincere la prima tappa e vestire la Maglia Rosa è assolutamente fantastico – le parole di Pedersen all’arrivo – È incredibile quanto duramente abbia lavorato la squadra. Sono felice di poterli ripagare con questa vittoria. Il nostro piano preciso era spingere molto forte in salita e fare selezione in gruppo per lo sprint. Bisogna sempre avere timore di Wout Van Aert, è davvero un grande corridore. Non è mai scontato vincere quando c’è lui ma oggi avevo le gambe per concludere il lavoro per la squadra. È la prima maglia di leader che indosso in un Grande Giro, è una bella sensazione”.
Domani la seconda tappa, Tirana-Tirana (13,7 km, cronometro individuale). La Cronometro interamente cittadina che si svolge lungo ampi viali concatenati da svolte a U. Nella parte centrale una breve salita a Sauk è catalogata GPM (nella stessa posizione è situato il rilevamento intermedio). Ultimi 2 km coincidenti con la tappa del giorno precedente. Ultimi 3 km pianeggianti.
Agrivoltaico, Boccanera (Starlight): importante co-progettare
Roma, 9 mag. (askanews) – “L’Agrivoltaico pu portare ulteriore crescita ai territori, recuperando quelli che sono abbandonati o che comunque hanno minor produttivit. Studi e installazioni in attivit dimostrano come l’agrivoltaico riduce l’utilizzo di acqua, pu portare ad un uso minore di pesticidi e maggior produttivit, oltre ad integrare i redditi degli agricoltori. Attiva poi dei circoli virtuosi attraverso universit e enti di ricerca coinvolti nello sviluppo di pratiche agricole pi avanzate e a minor impatto ambientale. Poi c’ la possibilit di avere un impatto positivo in aree come la pianura padana, raggiungendo anche obiettivi di decarbonizzazione. Come Starlight ci siamo per co-progettare e realizzare questi interventi in ottica di sovranit alimentare ed energetica”.
Lo ha sottolineato Gianluca Boccanera, Global Managing Director di Starlight, in occasione del convegno “Agrivoltaico sostenibile: come conciliare la produzione agricola della Pianura Padana con la generazione elettrica rinnovabile che serve al Paese” promosso da Fondazione UniVerde, Coldiretti Lombardia, Starlight che si svolto a Milano, presso Legance.
Pecoraro Scanio: Pasta buon simbolo candidatura Cucina Italiana
Roma, 9 mag. (askanews) – Nell’ambito del meetup EcoDigital a TUTTOFOOD, con il sostegno di EuroToques e la partecipazione di personalit del mondo dell’enogastronomia, del turismo e dell’innovazione giovanile, stata lanciata una proposta concreta e identitaria: scegliere la Pasta come simbolo della candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanit dell’UNESCO.
Cos come siamo riusciti a ottenere il riconoscimento per l’arte del pizzaiuolo napoletano – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, gi Ministro dell’Agricoltura e promotore della candidatura della pizza UNESCO – dobbiamo ora raggiungere un altro grande obiettivo: il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio dell’intera umanit. E quale simbolo migliore se non la Pasta? .
La proposta nasce dall’evidente valore identitario della pasta nella cultura alimentare italiana: un alimento trasversale, presente dalle Alpi a Pantelleria, che racchiude in s la ricchezza delle ricette regionali, locali e territoriali. Ma la candidatura non si basa solo su motivi storici e culturali.
La nostra cucina – continua Pecoraro Scanio – un modello di sostenibilit e circolarit, capace di valorizzare ingredienti agroalimentari anche marginali o di recupero, in una prospettiva che coniuga tradizione e innovazione. inoltre espressione di una straordinaria biodiversit culturale, testimoniata da oltre 5.000 prodotti agroalimentari tradizionali censiti, il pi alto numero al mondo .
Il percorso verso dicembre, data in cui l’UNESCO potrebbe pronunciarsi, dunque segnato da un messaggio chiaro: la Cucina Italiana non solo buona e famosa nel mondo, anche un esempio virtuoso di patrimonio culturale vivo, sostenibile e inclusivo.
In collaborazione con Fondazione Univerde
MotoGP, Marquez da record nelle prequalifiche a Le Mans
Roma, 9 mag. (askanews) – Marc Marquez si conferma il più veloce, con il nuovo record del circuito (1:29.855) anche nelle prequalifiche del Gp di Francia sul circuito di Le Mans, sesto appuntamento del motomondiale. Lo spagnolo, il solo a scendere sotto il minuto e 30, spaventa anche sul ritmo, con ogni tipo di gomma, e per la facilità disarmante con cui macina giri velocissimi. Nessuno è in grado di stargli davanti. Alle sue spalle Quartararo e Bagnaia, 5° Alex Marquez. Tra gli esclusi che dovranno passare dal Q1 ci sono Marini, Bastianini e Di Giannantonio. Domani qualifiche alle 10.50 e Sprint Race alle 15, domenica gara lunga alle 14
IA: alla Camera conferenza nuovi scenari aziende e professionisti
Roma, 9 mag. – Presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati si svolta, su iniziativa dell’On. Naike Gruppioni, la conferenza dal titolo “Intelligenza Artificiale: i nuovi scenari per Aziende e Professionisti”. Tra i protagonisti dell’incontro, che ha visto la partecipazione di esponenti istituzionali, esperti del settore e rappresentanti delle professioni ordinistiche e tecniche, l’intervento di Umberto Tranfaglia, co-founder di Cloud Finance. In qualit di imprenditore attivamente impegnato nello sviluppo di soluzioni digitali innovative, ha posto l’accento sulle esigenze concrete delle imprese, sottolineando il potenziale dell’intelligenza artificiale come leva per la crescita economica del Paese e dell’Europa.
La visione imprenditoriale portata da Tranfaglia ha rappresentato un punto di riferimento per il confronto, evidenziando la necessit di creare un ecosistema favorevole all’adozione dell’IA da parte del tessuto produttivo italiano. Il suo contributo si distinto per pragmatismo e orientamento al futuro, ponendo in risalto l’importanza di un utilizzo strategico e consapevole delle nuove tecnologie.
Sono intervenuti, oltre all’On. Naike Gruppioni, deputata e fondatrice del Gruppo Interparlamentare sul digitale: l’On. Andrea De Bertoldi, componente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati; Ilario Cardillo, Tesoriere presso Rummo S.p.A.; l’Avv. Mariangela Di Biase, Vicepresidente nazionale AIGA con delega sull’intelligenza artificiale; Marco Cuchel, Presidente ANC (Associazione Nazionale Commercialisti); Paolo Biscaro, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri; il Cav. Duilio Paolino, Consigliere della Fondazione di Stato per l’Intelligenza Artificiale. A moderare l’incontro stato Alessandro Bertoldi, Direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman.
Il Cdm ha impugnato la legge della Regione Toscana sul fine vita
Roma, 9 mag. (askanews) – Il governo, nella riunione del Consiglio dei ministri, ha deciso di impugnare la legge della Regione Toscana sul fine vita. E’ quanto si apprende da fonti di governo.
“Come Presidente della Regione Toscana, esprimo profonda delusione per la decisione del Governo di impugnare la nostra legge sul fine vita. Questa legge rappresenta un atto di responsabilità istituzionale e di rispetto verso le persone che affrontano sofferenze insopportabili”. Lo scrive su facebook il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani.
“La nostra normativa è stata elaborata in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 242 del 2019, che ha indicato la necessità di colmare un vuoto legislativo in materia di suicidio medicalmente assistito – spiega il governatore -. In assenza di una legge nazionale, la Toscana ha scelto di dare risposte concrete ai cittadini, nel pieno rispetto dei principi costituzionali. È paradossale che, invece di lavorare su una legge nazionale attesa da anni, il Governo scelga di ostacolare chi si è impegnato per attuare quanto stabilito dalla Corte. Difenderemo con determinazione la nostra legge, certi di aver agito nel rispetto della legalità, della Costituzione e, soprattutto, delle persone”.
Medtronic e la sfida tecnologica lanciata al diabete
Roma, 9 mag. (askanews) – Vivere con il diabete ha un impatto sulla vita quotidiana, ma l’innovazione tecnologica pu aiutare a gestire la condizione e vivere una vita al pieno delle possibilit.
Questo il tema dell’evento “Ridurre il Peso del Diabete e Semplificarne la Gestione Attraverso la Tecnologia” di Medtronic, leader nella tecnologia sanitaria, che andato in scena marted 6 maggio al Salone delle Colonne a Roma.
Medtronic l’azienda leader mondiale nel settore della tecnologia sanitaria impegnata a offrire soluzioni e servizi innovativi attraverso un approccio centrato sul paziente. In Italia, 3.9 milioni di persone convivono con il diabete, pari al 6,6% della popolazione, di cui 259.000 con diabete di tipo 1 e 3.5 milioni con diabete di tipo 2, con una maggiore prevalenza tra le donne.Molte sono le difficolt che impattano la vita quotidiana, non solo di chi affetto, ma anche di chi gli sta intorno
ll Prof. Marco Marigliano, Professore associato, Pediatria Indirizzo Diabetologico e Malattie del Metabolismo, Universit di Verona, ha dichiarato: “Il diabete di tipo 1 una patologia che mette alla prova tutti i giorni le persone che soffrono di questa patologia, proprio per il fatto che devono prendere tante decisioni ogni giorno legate al mangiare, ad un pasto, all’attivit fisica. Quindi una sfida quella di normalizzare la vita del paziente con il diabete e con l’introduzione della tecnologia si pu tagliare questo traguardo”.
Medtronic si pone l’obiettivo di generare risultati clinici migliori, mettere il paziente al centro e fornire tecnologie capaci di trasformare la vita. Attraverso le sue soluzioni tecnologiche, il paziente riesce ad avere un miglior controllo glicemico arrivando ad un punto ottimale e stabile, migliore qualit del sonno, una semplificazione della terapia e una ripristino di una situazione quotidiana pi vicina alla normalit.
Luigi Morgese, Sr. Business Director Medtronic Diabetes Italy, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La condizione del diabete ha un impatto quotidiano significativo sull’attivit fisica, sul controllo della glicemia, sull’alimentazione. Bisogna immaginare di dover compiere 180 gesti quotidiani legati alla gestione del diabete. Oggi la tecnologia ci permette di impattare su questa gestione andando a creare automazioni e personalizzazioni che riducono questo fardello, migliorando l’esito clinico, mantenendo la condizione glicemica all’interno di quell’intervallo che rappresenta la gestione ottimale del diabete”.
All’evento presente anche il tennista No.2 al mondo Alexander Zverev, presente a Roma per gli internazionali d’Italia 2025, che convive con una diagnosi di diabete di tipo 1 sin dalla infanzia. Il tedesco ha incontrato Davide, un suo piccolo collega, che guarda a lui per non smettere di sognare.
Calcio, la penultima giornata di serie A tutta il 18 maggio
Roma, 9 mag. (askanews) – La Lega Serie A, senza stabilire gli orari precisi, ha comunicato che la trentasettesima giornata di Serie A, la penultima, verrà disputata tutta domenica 18 maggio 2025. Solo due gare potrebbero essere anticipate, come riportato nel comunicato ufficiale.
Il comunicato. “In ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare n. 3 del 3 luglio 2024 che prevede che le 10 gare della 37^ giornata del Campionato di Serie A Enilive possano essere distribuite in più blocchi rispettando la contemporaneità delle gare tra squadre con il medesimo interesse di classifica, si comunica di seguito la programmazione della 37^ giornata (gli orari e la programmazione televisiva verranno comunicati martedì 13 maggio 2025):
Domenica 18 maggio 2025: Cagliari – Venezia Fiorentina – Bologna Genoa – Atalanta* Hellas Verona – Como ** Inter – Lazio Juventus – Udinese Lecce – Torino Monza – Empoli Parma – Napoli Roma – Milan * Nel caso in cui la gara Genoa-Atalanta, all’esito delle gare della 36^ giornata, non avesse più necessità di contemporaneità con le gare della domenica, la stessa si disputerà sabato 17 maggio 2025 alle ore 20.45. ** Nel caso in cui la gara Hellas Verona-Como, all’esito delle gare della 36^ giornata, non avesse più necessità di contemporaneità con le gare della domenica, la stessa si disputerà sabato 17 maggio 2025 alle ore 18.00″.
A Roma "IMMAGINA", Festival Internazionale Teatro di Figura
Roma, 9 mag. (askanews) – Dal 8 all’11 maggio 2025 torna a Roma IMMAGINA, il Festival Internazionale del Teatro di Figura, giunto alla sua quinta edizione. Un appuntamento diffuso che coinvolgerà l’intera città, grazie alla collaborazione dei Teatri in Comune – Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Villa Pamphilj, Teatro Tor Bella Monaca e Teatro del Lido di Ostia – insieme al MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, due istituzioni del Ministero della Cultura (MIC), al Teatro Verde e allo Spazio Rossellini, Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio.
Quattro giorni dedicati interamente all’immaginazione e alla creatività, con un denso e articolato programma di spettacoli, laboratori, mostre e incontri, pensato per un pubblico di tutte le età: 20 artisti provenienti da 6 Paesi – Italia, Francia, Spagna, Polonia, Ucraina e Danimarca – porteranno in scena 10 spettacoli con 28 repliche, insieme a 5 laboratori, 4 incontri e 5 mostre, in un festival che attraversa i linguaggi più innovativi e poetici del teatro di figura.
Il festival aprirà giovedì 8 maggio alle 9.30 al Teatro del Lido con Naso d’Argento (Italia) con Consuelo Ghiretti, Elena Gaffuri e Francesca Grisenti, pupazzi di Ilaria Comisso, un racconto popolare contenuto nelle Fiabe italiane di Italo Calvino che affronta il tema della bugia attraverso gli occhi dei bambini. Con un linguaggio teatrale che unisce paura e meraviglia, Naso d’Argento regala al pubblico più giovane l’opportunità di imparare, immaginare e costruire conoscenza, scoprendo il valore della verità e l’importanza di proteggere la propria identità. Repliche: venerdì 9 ore 10 Teatro Biblioteca Quarticciolo e sabato 10 ore 11 presso il Teatro Villa Pamphilj.
Sempre giovedì 8 maggio alle ore 9.30 e a seguire alle 11 presso il Teatro Tor Bella Monaca è in scena Cat – Bird – Fish (Danimarca), regia di Sandra Pasini con Annemarie Waagepetersen e Hisako Miura, una performance poetica senza parole che invita il pubblico a sperimentare la magia del teatro in un’atmosfera intima. Ispirato all’universo fantastico del pittore svizzero-tedesco Paul Klee, lo spettacolo mette in scena un gioco di ombre e forme geometriche in cui elementi astratti prendono vita e si incontrano in modi sempre nuovi. Repliche: sabato 10 ore 16 e 17.30 presso MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.
La giornata dell’8 maggio prosegue alle ore 10 al Teatro Biblioteca Quarticciolo con Filar storie che camminano su un filo (Italia-Spagna), ideazione e interpretazione Antonella D’Ascenzi, Marionette, danza contemporanea e poesia visiva per un pubblico di tutte le età. Corpi e oggetti prendono vita in un magico intreccio di fili, raccontando come, anche nelle difficoltà, possiamo ricostruire una comunità e sentire di vivere in una rete di fili e relazioni. Repliche: venerdì 9 ore 17,30 presso MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, sabato 10 ore 17 al Teatro del Lido e domenica 11 ore 17.30 allo Spazio Rossellini.
Alle ore 11 presso MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale con Echo (Spagna) ideazione ymedioteatro regia Ymedioteatro, Zero en Conducta e Delfín Caset, una storia di amicizia e legami indissolubili, raccontata attraverso una poetica danza di immagini e clownerie. Due comici intrappolati su un palcoscenico trasformano il loro incubo in un’emozionante metafora sulla vita e sull’arte di convivere. Repliche: venerdì 9 alle 17 presso il Teatro del Lido, sabato 10 alle 17 al Teatro Villa Pamphilj e domenica 11 alle 17 al Teatro Biblioteca Quarticciolo.
Sempre alle ore 11 al Teatro Villa Pamphilj va in scena Lemba (Spagna) della compagnia Ángeles de Trapo. Lemba è una scimpanzé catturata dalla sua famiglia per essere venduta come animale da compagnia a un influencer a caccia di follower, ma riesce a scappare da una vita da star del web per riconquistare la sua libertà. Repliche: venerdì 9 ore 11 presso MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.
Seconda giornata altrettanto ricca di appuntamenti venerdì 9 maggio, si parte alle 10 al Teatro Tor Bella Monaca con Albero (Italia) – dedicato a Bruno Munari, di Ravenna Teatro/Drammatico Vegetale testo e regia di Pietro Fenati con Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni. Lo spettacolo è dedicato all’artista e designer Bruno Munari che ha declinato la sua attività creativa in diversi ambiti tra cui la didattica. Repliche: sabato 10 alle 17 al Teatro Biblioteca Quarticciolo.
Si prosegue alle 11 al Teatro Villa Pamphilj con Apnea (Francia), testo di Jean Cagnard, attori e animatori Catherine Brocard e Yoann Rousseau, uno spettacolo senza parole che, con umorismo e tenerezza, invita a spiare le intime tensioni di una coppia e i sogni che possono nascere anche quando ci sentiamo intrappolati e “in apnea”. Sul palcoscenico di sogni e desideri nascosti, una coppia cerca di evadere dalla routine. Repliche: sabato 10 alle 17.30 allo Spazio Rossellini e domenica 11 ore 17 al Teatro del Lido.
Terzo giorno di programmazione sabato 10 maggio alle 11 con Grandfather (Polonia) al MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, spettacolo della compagnia Teatro Marionbrand, nata in Ucraina, uno spettacolo di burattini che vede il pubblico coinvolto. Repliche domenica 11 maggio alle 11 presso il Teatro Villa Pamphilj
Sempre il 10 maggio alle ore 16 nel giardino del Teatro Villa Pamphilj con la Companyia Jordi Bertran in Circus (Spagna/Argentina), un sogno circense di burattini e clown. Uno spettacolo che omaggia i grandi maestri, da Chaplin ai fratelli Marx, con numeri sorprendenti e un’interazione magica con il pubblico. Repliche: domenica 11 alle 17 presso MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.
A conclusione, domenica 11 maggio alle 11.30 presso MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale va in scena Pulcinella (Italia), una produzione Ti con Zero e Bianco Teatro, una performance tra teatro di figura, danza e narrazione per parlare di letteratura con personaggi del mondo della commedia dell’arte, animati da performer. Un pesce d’argento, una capanna, re e regine. Spaghetti e la tarantella. Ispirato a Pulcinella e il pesce d’argento di Lele Luzzati.
Alle ore 17 al Teatro Villa Pamphilj la stessa compagnia è impegnata nella performance itinerante dal titolo Teatri tra-vestiti, maschere e personaggi della Commedia dell’Arte si animano e prendono corpo tra le mani e i gesti degli artisti in scena, trasportando lo spettatore in un gioco di illusioni e meraviglia.
Nato, Merz: ho cambiato idea, Usa "cruciali" per sicurezza Europa
Milano, 9 mag. (askanews) – Gli Stati Uniti d’America sono “indispensabili” per la sicurezza europea. Così il cancelliere tedesco Friedrich Merz dal quartier generale della NATO a Bruxelles dopo un incontro con il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, che nei giorni scorsi ha celebrato anche l’anniversario di adesione della Germania alla Nato e ha incontrato il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier il 28 aprile 2025 e il nuovo ministro degli esteri Johann Wadephul il 30 aprile.
“L’America è fondamentale per la sicurezza dell’Europa, cruciale per la sicurezza dell’Europa”, ha dichiarato Merz. “Ho più speranze oggi che a febbraio, ho più speranze per il Vertice dell’Aia che saremo in grado di sviluppare una strategia comune insieme agli americani”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa trasmessa in streaming.
Tornando alla ben nota frase, pronunciata da Merz appena eletto, in merito agli Usa, Merz ha aggiunto rispondendo a una domanda di Reuters: “i timori che ho avuto nella notte delle elezioni erano relativi alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco che era avvenuta una settimana prima. Sono molto grato oggi che ora posso essere più ottimista sul futuro dell’alleanza NATO”. Reuters gli ha chiesto se avesse cambiato idea dopo aver messo in dubbio sulla tv nazionale tedesca che la Nato sarebbe esistita ancora per il summit dell’Aia che si terrà a fine giugno.
L’allora candidato cancelliere della CDU/CSU Friedrich Merz aveva dichiarato che il suo obiettivo in politica estera è raggiungere l’indipendenza dagli USA. Il 23 febbraio nel “Berlin Round” di ARD e ZDF, il leader della CDU aveva affermato: “Per me la priorità assoluta sarà rafforzare l’Europa il più rapidamente possibile, affinché si possa davvero raggiungere, passo dopo passo, l’indipendenza dagli USA”. Aveva anche aggiunto che non credeva “che avrei mai detto una cosa del genere in uno show televisivo”.
Mattarella a via Caetani per l’omaggio ad Aldo Moro
Roma, 9 mag. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona di fiori in Via Caetani dove il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo senza vita dell’Onorevole Aldo Moro, Statista e Presidente della Democrazia cristiana, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. Alla commemorazione erano presenti anche i presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, oltre a rappresentanti del Governo e delle Istituzioni locali.
Terrorismo, Mattarella in via Caetani per rendere omaggio ad Aldo Moro
Roma, 9 mag. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona di fiori in Via Caetani dove il 9 maggio 1978 venne ritrovato il corpo senza vita dell’Onorevole Aldo Moro, Statista e Presidente della Democrazia cristiana, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. Alla commemorazione erano presenti anche i presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, oltre a rappresentanti del Governo e delle Istituzioni locali.
Vietti: Anfir a sostegno di famiglie e imprese nella ripresa
Roma, 9 mag. (askanews) – “Le incertezze relative alla situazione nazionale e internazionale hanno fatto tornare d’attualit il tema del sostegno pubblico all’economia. Da questo punto di vista le Finanziarie regionali svolgono un ruolo fondamentale: da un lato veicolano le risorse dei fondi strutturali europei relativi alla programmazione 2021-2027 e dalle regioni di riferimento li fanno affluire al tessuto produttivo territoriale periferico e, dall’altra, offrono strumenti finanziari a sostegno delle start up, delle imprese innovative e, pi in generale, di tutto il mondo delle piccole e medie imprese. E ancora le Finanziarie regionali affiancano le imprese insieme al sistema bancario oppure ne rappresentano l’alternativa”, ha dichiarato Michele Vietti, presidente di ANFIR, al convegno nazionale ANFIR organizzato a Palermo
In particolare, in un contesto in cui la Sicilia dimostra segnali di ripresa economica con un aumento di imprese e di occupati e un Pil stimato in crescita in misura maggiore rispetto al dato nazionale, Irfis FinSicilia S.p.A. svolge un ruolo di braccio operativo della Regione Siciliana per la realizzazione delle sue politiche economiche e sociali. Lo ha ribadito la Presidente Iolanda Riolo che intervenuta davanti alle principali autorit regionali, ai vertici dell’Associazione delle finanziarie regionali e gli esponenti degli altri istituti come Irfis.
Irfis oggi la leva tecnica della Regione, lo strumento attraverso cui si concretizzano le linee strategiche tracciate dal governo regionale: supportare lo sviluppo delle imprese, promuovere l’inclusione sociale, rafforzare la competitivit del sistema Sicilia , ha spiegato la Riolo.
A partire dal 2020 da quando divenuto soggetto in house della Regione siciliana e alla data del 31 marzo 2025, Irfis ha in gestione oltre 1 miliardo di euro in fondi pubblici. Di questi: 916 milioni sono destinati alle imprese (oltre 27.000 beneficiarie) e 119 milioni a famiglie e persone fisiche (oltre 45.000 soggetti raggiunti).
Le risorse provengono per il 63% da fondi extraregionali, per il 29% dal Fondo Sicilia e per l’8% da fondi regionali diretti: una integrazione virtuosa tra risorse comunitarie, nazionali e regionali, gestita interamente da Irfis con criteri di efficienza, tempestivit e trasparenza.
Ci sono molte misure gi operative: Ripresa Sicilia (180 milioni), Fare Impresa in Sicilia (53 milioni), Caro mutui prima casa (50 milioni) e Contributo di solidariet (30 milioni). Ma nel secondo semestre 2025 saranno attivate nuove azioni fortemente volute dal governo della Regione e affidate a Irfis per la gestione del turismo, della Basket Bond Sicilia e del Credito al consumo.
La Regione Siciliana – ha ribadito Riolo – ha scelto una governance integrata, in cui Irfis il soggetto attuatore privilegiato delle misure economiche, in grado di tradurre la programmazione politica in risultati concreti e misurabili, in tempi certi e con trasparenza. Questa scelta si rivelata decisiva per rispondere alle sfide della ripartenza e accompagnare la crescita nei settori strategici. Irfis continuer ad essere lo strumento tecnico-finanziario attraverso cui la Regione Siciliana attua la propria strategia di sviluppo territoriale – ha concluso Riolo – sostenendo imprese, famiglie, innovazione e inclusione sociale in modo integrato e misurabile .
Edilizia e qualit costruito: A Milano ITC Construction Days
Roma, 9 mag. – Serve una ‘rivoluzione’ che coniughi sostenibilit ed economia per vincere la sfida legata alla crescita del tessuto urbano e alla qualit del ‘costruito’. E’ questa la prima indicazione emersa a Milano da ‘ITC Construction Days 2025’, la prima conferenza nazionale dell’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con Assimpredil Ance, cominciata oggi e che si concluder il 9 maggio con la partecipazione di esperti e rappresentanti di categoria. Al centro delle assise il rapporto ricerca-produzione e i temi del cambiamento climatico, della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, della transizione ecologica. “La ricerca – ha detto Massimo Clemente, direttore dell’ITC-CNR – deve dare risposte concrete a problemi oggettivi. Il problema della casa molto sentito dai cittadini e dalle imprese che cercano nuovi campi di sviluppo. Dopo la stagione dei ‘superbonus’, la ricerca deve fare in modo che queste aspettative si traducano in miglioramento della qualit della vita; occorre rispondere ai grandi temi della casa e della qualit urbana” ha ancora affermato lo studioso che ha suggerito l’utilizzazione delle tecnologie ma, nello stesso tempo, l’attivazione “di processi di ascolto con le comunit” oltre che con “il sistema della produzione, delle istituzioni, della politica”. Emilio Fortunato Campana, direttore CNR-DIITET, ha evidenziato che “il 2% della superficie del mondo occupato da citt, il 50% della popolazione mondiale vive gi nelle citt e questo dato tende ad aumentare” aggiungendo che “le citt consumano il 75% dell’energia e producono l’80% della CO2 nel mondo”. Quindi affrontare il tema della casa, delle citt, del come la comunit umana si organizza per vivere insieme “rappresenta il cuore del futuro della sostenibilit del mondo”. Ma gli agglomerati urbani non sono uguali; quindi, occorre affrontare una questione complessa: “Le risposte possono venire dalle nuove tecnologie digitali, con l’intelligenza artificiale ma anche con la comprensione che la citt un sistema complesso che ha tanti sistemi e bisogna studiare questi sistemi separatamente, ma anche nelle loro interazioni”. Il riferimento ai sistemi, al traffico, alla distribuzione delle risorse, al ciclo dei rifiuti, alla fruizione dei beni culturali, all’ambiente costruito, alla qualit dell’aria. Secondo Regina De Albertis, presidente Assimpredil Ance, ” fondamentale ripensare il nostro modo di vivere e ragionare per dare risposte concrete ai nuovi bisogni della popolazione”. “Le case devono essere tecnologicamente efficienti e flessibili – ha ancora detto – Noi abbiamo varato un ‘codice’ di condotta che si chiama ‘Cantiere Impatto Sostenibile’ che mette al centro la sostenibilit come linea-guida per l’attivit delle nostre realt che riguarda la fase di cantiere, fase fondamentale della nostra attivit. Il tutto per giungere un prodotto edilizio che possa rispondere alle esigenze della popolazione. Ma il tutto deve avvenire in una logica di sostenibilit economica”. Paola Marone, presidente di Federcostruzioni, ha sottolineato che “oggi c’ enorme difficolt all’accesso al bene casa in quanto ci sono costi che non risultano congrui con le disponibilit economiche”. “Stiamo lavorando – ha sostenuto – perch si mettano in campo misure di natura fiscale, urbanistica – attraverso un nuovo testo unico delle costruzioni – per far s, anche con l’utilizzazione del capitale privato, che il bene casa diventi accessibile non solo in Italia ma in tutta Europa”.
Il 21 maggio la prima udienza generale di Leone XIV
Città del Vaticano, 9 mag. (askanews) – La Prefettura della Casa Pontificia ha diffuso una nota con i prossimi appuntamenti di Papa Leone XIV.
Il 10 maggio, domani, si terrà l’incontro con i Cardinali, l’11 maggio, dalla Loggia Centrale della Basilica, la recita del Regina Caeli.
Il 12 maggio il Papa incontra la stampa mondiale, il 16 maggio i Corpo Diplomatico, il 18 maggio la messa di inizio pontificato, il 20 maggio la presa di possesso della Basilica Papale di San Paolo Fuori le Mura, il 21 maggio la prima Udienza Generale, il 24 l’incontro con la Curia Romana e i dipendenti SCV. Il 25 maggio, invece, dopo la recita del Regina Caeli, si terrà la presa di possesso della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano e la presa di possesso della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.
Nastri d’Argento, "M – Il figlio del secolo" è la Serie dell’anno
Roma, 9 mag. (askanews) – “M – Il figlio del secolo”, con protagonista Luca Marinelli è la Serie dell’anno 2025. Lo hanno annunciato i Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) che hanno anticipato anche i Nastri d’Argento già assegnati ad alcuni protagonisti dell’ultima stagione e le cinquine finaliste da oggi al voto nelle categorie Commedia, Crime, Drama, Dramedy e Film Tv.
Scritta da Stefano Bises e Davide Serino, dal best seller Premio Strega di Antonio Scurati, diretta da Joe Wright e prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment – società del gruppo Fremantle (in collaborazione con Fremantle e Cinecittà S.p.A.) “M – Il figlio del secolo” sarà premiata sabato 31 maggio a Napoli, nella serata conclusiva dei Nastri d’Argento Grandi Serie.
Già assegnati i Nastri a Luca Marinelli per “M – Il figlio del secolo”, Kim Rossi Stuart (Il Gattopardo), Alba Rohrwacher (L’amica geniale – Storia della bambina perduta), Monica Guerritore (Inganno) e Vittoria Schisano (La vita che volevi). A questi cinque si aggiungeranno, come sempre, Premi Speciali e riconoscimenti per il talento più giovane ma soprattutto i Nastri ai titoli vincitori nelle diverse categorie e le attrici e gli attori più votati.
Sono in tutto 23 i titoli in gara selezionati che concorrono nelle cinque categorie (Commedia, Crime, Drama, Dramedy e Film Tv) che ormai tradizionalmente sintetizzano la serialità in onda sulle piattaforme Disney+, Netflix, Paramount+, Prime Video, RaiPlay, Sky e sulle reti Rai e Mediaset.
I titoli in votazione, in ordine alfabetico sono nella Commedia: “Hanno ucciso l’uomo ragno – La leggendaria storia degli 883”, “Imma Tataranni – Sostituto procuratore – quarta stagione”, “Sconfort Zone”, “Vincenzo Malinconico, Avvocato d’insuccesso 2”, “Vita da Carlo – terza stagione”. Nel Crime sono in cinquina “Acab”, “Avetrana – Qui non è Hollywood”, “Dostoevskij”, “Stucky”, “The bad guy – seconda stagione”. Nel Drama in gara “Fuochi d’artificio”, “Il Gattopardo”, “L’amica geniale – Storia della bambina perduta”, “L’arte della gioia” e “Leopardi – Il poeta dell’infinito”. Per il Dramedy sono candidati “La vita che volevi”, “Miss Fallaci”, “Storia della mia famiglia”, “Tutto chiede salvezza – stagione 2”, “Tutto quello che ho”. Infine sono tre i titoli che concorrono per il miglior Film Tv: “La bambina con la valigia”, “La farfalla impazzita”, “Questi fantasmi!”.
In cinquina per il Nastro alla migliore attrice protagonista Tecla Insolia (L’arte della gioia), Irene Maiorino (L’amica geniale – Storia della bambina perduta), Benedetta Porcaroli (Il Gattopardo), Lunetta Savino (Libera) e Vanessa Scalera (Avetrana – Qui non è Hollywood). Tra le non protagoniste concorrono Valeria Bruni Tedeschi e Jasmine Trinca (L’arte della gioia), Selene Caramazza (The bad guy – seconda stagione), Carlotta Gamba (Dostoevskij), Maria Paiato (Vita da Carlo – terza stagione) e Anna Rita Vitolo (L’amica geniale – Storia della bambina perduta).
Candidati tra gli attori protagonisti Luigi Lo Cascio (The bad guy – seconda stagione), Fabrizio Gifuni (L’amica geniale – Storia della bambina perduta), Leonardo Maltese (Leopardi – Il poeta dell’infinito), Eduardo Scarpetta (Storia della mia famiglia) e Filippo Timi per Dostoevskij. Per i non protagonisti Paolo Calabresi e Francesco Colella (Il Gattopardo), Guido Caprino (L’arte della gioia), Antonio Catania e Vincenzo Pirrotta (The bad guy – seconda stagione), Gabriel Montesi (Dostoevskij) e Fausto Russo Alesi (Leopardi – Il poeta dell’infinito).
I Nastri Grandi Serie sono un evento dei Giornalisti Cinematografici Italiani realizzato con il sostegno del MiC – Direzione Generale Cinema e audiovisivo in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, “un appuntamento sempre più atteso dal mondo della serialità che nei Nastri d’Argento Grandi Serie” – sottolinea a nome del Direttivo Nazionale Laura Delli Colli, presidente – hanno trovato per la prima volta, ormai già cinque anni fa, un’occasione unica di visibilità. La serialità sempre di più esprime una declinazione importante del cinema e negli ultimi anni le grandi produzioni hanno dimostrato che sono in grado di conquistare nuovi spettatori e mercati internazionali”.
I titoli candidati sono stati selezionati tra le serie andate in onda su reti e piattaforme dal primo giugno 2024 al 31 maggio 2025. La selezione è a cura del Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani.
Platea gremita per il premio “La Penna d’Oca del Campidoglio”
Roma, 9 mag. (askanews) – La leggenda delle oche del Campidoglio, involontarie sentinelle che con il loro starnazzare salvarono Roma, si trasformata in un gesto di riconoscenza, un vero tributo a coloro che fanno la differenza compiendo azioni in difesa degli animali e dell’ambiente. Davanti ad una sala gremita si svolta la seconda edizione del premio “La Penna d’Oca del Campidoglio” che, nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio, ha riunito centinaia di persone, tra volontari, forze dell’ordine, studenti, giornalisti, attori, cantanti, influencer e tanti altri. Un evento, ideato dall’associazione Pet Carpet presieduta dalla giornalista Federica Rinaudo e sostenuto dalla Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, che per questa edizione stato ancora pi speciale grazie alla presenza di materiale fotografico di due icone della cultura italiana, due giganti della comicit come Tot e Peppino De Filippo che, dietro la maschera del palcoscenico, nutrivano un immenso affetto per gli animali. Una piccola anteprima di una preziosa galleria fotografica, realizzata anche in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato che conserva l’Archivio Peppino De Filippo e il benestare delle famiglie, che ha mostrato un aspetto meno esplorato della loro vita privata. Un cuore grande in un ponte tra passato e presente, messaggio che ha ispirato la statuetta creata dal giovane artista Leonardo Sebastiani, donato alla memoria per non dimenticare i grandi personaggi che hanno reso celebre il nostro paese. Il racconto storico dell’antica leggenda legata alle oche di Giunone che ha dato spunto al titolo del premio, realizzato con il patrocinio di Anas (Gruppo FS), Fnovi e in collaborazione con Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e con il sostegno di realt leader come Giulius l’amico degli animali e Pet Memory, si legato alle “storie” contemporanee per sottolineare un prezioso momento di riflessione e di celebrazione di un’umanit che non si rassegna, che agisce con cuore e ingegno per proteggere la bellezza e la fragilit del nostro mondo. Tra i premiati: Polizia di Stato – David Lucani , Arma dei Carabinieri – Marco Fratoni, Anas – Simone Iovine, gli artisti Licia Col, Grazia di Michele, Raffaele Paganini, Loredana Cannata, Enzo Salvi, lo street artist Moby Dick, gll influencer Joy Barboncino Toy, Marley SuperCane e Damiano Giordano con i suoi racconti felini. Grande emozioni e applausi per i cani della Federazione Italiana Nuoto sezione Salvamento, il Rifugio fondato dall’attrice Franca Valeri, la Colonia Felina dei Gatti della Piramide, i City Angels, la Banca delle Visite Pet che favorisce chi non pu permettersi le cure per gli animali, ma anche la comunit social di Babalu’, il Teatro Golden con la mascotte Maia che riceve il pubblico a teatro, il circo senza animali CircAfrica e Mario Talarico, artigiano che crea ombrelli a tema pet. Un riconoscimento alla stessa Svetlana Celli e a Fabrizio Santori, segretario dell’Assemblea Capitolina, in prima linea nelle campagne a tutela delle creature indifese ma soprattutto a Dana la cagnolina disabile salvata da un fosso dove era stata lanciata da Ombretta Caprioli e quello per gli istituti scolastici Elisa Scala, Piersanti Mattarella Plesso Satta e la Scuola Internazionale di Comics, che hanno dato vita a laboratori e progetti green e pet che fanno sperare in un futuro migliore per i giovani pi consapevoli del mondo che li circonda. E infine il riconoscimento anche ai professionisti della comunicazione, tra cui Tg 5, Il Messaggero, Tg 2, Repubblica.it, Rai Tg r Lazio, Qui Mamme del Corriere della Sera, Tg Com 24, Viviroma.tv di Massimo Marino, Tg 24 Sky.it … grazie ai quali le storie degli animali prendono “voce”.
In collaborazione con l’Associazione Pet Carpet
Al via “Pet Camper Tour Giubileo Edition”
Roma, 9 mag. (askanews) – Il cuore verde a quattro zampe del “Pet Camper Tour” riaccende i motori! Per il quinto anno consecutivo la campagna itinerante, che pulsa di energia e impegno, torna on the road per seminare consapevolezza sulla tutela ambientale, la lotta all’abbandono e la sicurezza stradale. Una edizione speciale ispirata dalla figura luminosa di San Francesco d’Assisi, il santo che parlava agli uccelli e chiamava “Fratello Lupo”, per creare un legame con il Giubileo che in questo modo si tinge di verde e si fa ancora pi amico degli animali. L’associazione Pet Carpet, con la sua presidente la giornalista Federica Rinaudo, pronta a tonare sulle strade, con il patrocinio di Arma dei Carabinieri, Anas (Gruppo FS), Fnovi e in collaborazione con Polizia di Stato, per riprendere il suo viaggio e portare avanti un messaggio decisamente significativo nel rispetto di ogni forma di vita e in linea con l’enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco, che richiama proprio l’eredit lasciata dal santo di Assisi. Dal 10 maggio 2025 la coloratissima carovana per la prima volta far tappa esclusivamente nel Lazio, proprio per omaggiare l’Anno Santo, con 4 appuntamenti, resi possibili grazie al sostegno di realt leader come PetStore Conad e Vitakraft da anni al fianco degli animali, in collaborazione con Verdemax dalla parte della natura e Casa del Beb per i bambini , che si snoderanno in alcuni luoghi di ritrovo frequentati da un pubblico di tutte le et. Le tappe del tour, 10 e 11 maggio Centro Commerciale Talenti Village, 17 e 18 maggio Centro Commerciale Aura a due passi da San Pietro, 14 e 15 giugno MagicLand parco divertimenti a Valmontone e 21 e 22 giugno parco acquatico Aquafelix a Civitavecchia, diventeranno momenti di incontro e riflessione. Tra le attivit proposte: laboratori creativi per educare all’importanza del riciclo e alla cura delle piante e degli animali, incontri per sensibilizzare sull’adozione responsabile e sulla lotta all’abbandono, un gesto crudele che San Francesco avrebbe certamente deplorato. Questa sinergia di forze permetter di affrontare tematiche delicate con un approccio coinvolgente, attraverso esperienze sensoriali, giochi e quiz, pensati sia per adulti che bambini. Un’opportunit speciale sar offerta a chi vorr lasciare una video testimonianza o dedica dedicata ai propri amici a quattro zampe o agli animali selvatici. Il team di videomaker raccoglier queste storie emozionanti, che potranno poi essere selezionate per il Pet Carpet Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale sul mondo animale in programma per settembre 2025. Un focus particolare in ogni tappa sar dedicato alla biodiversit, elemento cruciale per la salute del nostro pianeta, e alla sicurezza stradale, soprattutto quando si viaggia con bambini e animali al seguito. Il Pet Camper Tour ricorder l’importanza della prudenza al volante, specialmente durante le gite fuori porta e le vacanze, quando la fretta di raggiungere la meta pu far dimenticare regole fondamentali.
In collaborazione con l’Associazione Pet Carpet
Putin con Xi alla parata della Vittoria, oscurata dall’elezione del Papa
Milano, 9 mag. (askanews) -(di Cristina Giuliano) La Russia conserva “fedelmente” la memoria della Grande Guerra Patriottica, ovvero la II guerra mondiale e “la verità e la giustizia sono dalla nostra parte”. In sintesi questo il senso del breve discorso del leader del Cremlino Vladimir Putin tenuto sulla Piazza Rossa per l’ottantesimo anniversario di quello che è celebrato come il Giorno della Vittoria sulla Germania Nazista a Mosca, trasmesso a reti unificate nel Paese, ma oggi inevitabilmente oscurato a livello mondiale dall’elezione del nuovo Papa e vescovo di Roma, l’americano Leone XIV.
In una Russia ancora in guerra con l’Ucraina, non c’erano leader occidentali di primo piano o addirittura il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump sugli spalti a guardare le celebrazioni insieme con Putin. Tra gli ospiti d’alto rango figuravano invece il presidente cinese Xi Jinping, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva: tra gli europei il presidente serbo Aleksandar Vucic e il primo ministro slovacco Robert Fico, nonché il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e leader di ex repubbliche sovietiche. Inquadratissimo il segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista del Vietnam, To Lam.
Un parterre più ricco ma non troppo differente dal 70esimo anniversario della Vittoria il 9 maggio 2015, quando c’era sempre Xi, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel – presente in città – non assistette alla parata e incontrò il giorno successivo, il 10 maggio, Vladimir Putin per una cerimonia di commemorazione e per discutere delle relazioni tra Russia e Germania. Era passato poco più di un anno dall’annessione russa della penisola ucraina di Crimea e due giorni dopo, il 12 maggio 2015 l’allora segretario di Stato Usa John Kerry incontrava Putin a Sochi per un “franco” faccia a faccia che tuttavia non riportò i rapporti tra occidente e Russia sui binari del buon vicinato.
IL DISCORSO DI PUTIN
Tracciando parallelismi storici tra la Seconda guerra mondiale e l’attacco su larga scala all’Ucraina, nel suo discorso Putin ha puntato sui suoi connazionali in quanto ‘eredi dei vincitori’, che celebrano il Giorno della Vittoria “come il giorno più importante per il Paese, per l’intera nazione, per ogni famiglia, per ognuno di noi”, come ha affermato il presidente russo. Ha poi sottolineato che la generazione che ha schiacciato il nazismo ha conquistato la libertà e la pace per tutta l’umanità al costo di milioni di vite. “I nostri padri, nonni e bisnonni hanno salvato la Patria e ci hanno lasciato in eredità la difesa della Patria… Tutto ciò che ci è caro, tutto ciò che è sacro”, ha detto Putin, dopo l’esecuzione della musica di apertura della parata “Guerra santa”.
Poi ha osservato che quasi l’80% della popolazione del pianeta è stata coinvolta nell'”orbita infuocata” della Seconda Guerra Mondiale. Ha sottolineato che la completa sconfitta della “Germania nazista, del Giappone militarista e dei loro satelliti” è stata raggiunta attraverso sforzi congiunti. “Ricorderemo sempre che l’apertura del Secondo Fronte in Europa, dopo le battaglie decisive sul territorio dell’Unione Sovietica, ha avvicinato la vittoria. Apprezziamo profondamente il contributo alla nostra lotta comune dei soldati degli eserciti alleati, dei combattenti della resistenza, del coraggioso popolo cinese e di tutti coloro che hanno combattuto per un futuro di pace”, ha affermato il presidente russo.
Il riferimento è denso di significato visto che il Secondo Fronte si riferisce all’apertura di un nuovo teatro bellico in Europa occidentale durante la Seconda Guerra Mondiale, fortemente richiesto da Stalin per alleggerire la pressione sull’Armata Rossa, che combatteva contro la Wehrmacht sul Fronte Orientale fin dal 1941. Il Secondo Fronte ebbe inizio con il celebre sbarco in Normandia, che permise agli angloamericani di schierare enormi forze aeroterrestri sul continente europeo, ma giunse in ritardo di due anni dal punto di vista di Stalin, il 6 giugno 1944, e fu oggetto di tensioni tra l’Unione Sovietica e le potenze alleate, in particolare tra Gran Bretagna e Stati Uniti d’America, che avevano visioni diverse sulla pianificazione e i tempi di attuazione.
Va detto che alla parata odierna sono stati invitati veterani provenienti da Usa, da Israele, dall’Armenia e dalla Mongolia, nonché reparti militari di “paesi amici”, tra cui sette paesi dell’ex Unione Sovietica. La parte storica della processione è stata notevole, con le colonne a piedi che trasportavano stendardi del fronte, bandiere di battaglia ed equipaggiamento bellico. Tra i mezzi a sfilare i moderni carri armati T-90, i missili Iskander e i sistemi antiaerei S-400. Per la prima volta sono stati mostrati anche i droni, tra cui Orlan, Lancet e Geran, utilizzati quasi quotidianamente dall’esercito russo per colpire l’Ucraina.
La camera ha inquadrato più volte un Putin inclinato o da una parte o dall’altra, impegnato a parlare con gli ospiti stranieri e con i veterani. Si è pure congratulato con i combattenti nordcoreani, non lesinando strette di mano e sorrisi: proprio quelli che hanno preso parte ai combattimenti contro gli ucraini nella regione russa di Kursk. A sfilare le truppe di Cina, Laos, Uzbekistan, Turkmenistan, Azerbaijan, Vietnam, Egitto, Myanmar, mentre la direzione artistico militare ha cercato di mantenere l’eredità della direzione precisa del generale Valerij Khalilov (scomparso nel 2016, pur restando un vero punto di riferimento per la parata): eseguite più di 40 marce e temi musicali. Le riprese sono state spettacolari, con minicam in soggettiva attaccate persino sulle baionette o sulle code dei caccia che alla fine hanno tinto il cielo della Piazza Rossa con i colori della bandiera russa.
DA LULA A FICO: BILATERALI DEL GIORNO
Dopo la parata, i capi di Stato si sono recati insieme al Giardino di Alessandro, dove hanno deposto dei fiori presso la Tomba del Milite Ignoto. A mezzogiorno locale Putin ha tenuto un ricevimento per i capi delle delegazioni straniere e per gli ospiti.
Verso le 14.30 italiane Putin inizierà una lunga serie di incontri bilaterali. Il primo è con il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, dopo essersi incontrati il giorno prima durante una cena di gala al Cremlino. A seguire vedrà il leader dell’Egitto, Abdel Fattah el-Sisi anche su questioni internazionali e regionali, in particolare della situazione in Medio Oriente e Nord Africa. E ancora i leader di Serbia, Slovacchia, Uzbekistan: Putin parlerà con il presidente serbo Aleksandar Vucic e con il primo ministro slovacco Robert Fico. Il Cremlino ha osservato che il leader russo intende discutere le questioni bilaterali e la situazione nei Balcani occidentali con la sua controparte serba. Durante l’incontro con Fico si parlerà invece dei rapporti tra Mosca e Bratislava e di questioni internazionali, tra cui la questione ucraina.
AIL: primo Convegno Nazionale di Psico-Oncologia
Roma, 9 mag. (askanews) – L’AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) ha promosso a Roma, nella prestigiosa cornice della Biblioteca Alessandrina dell’Archivio di Stato, il primo Convegno Nazionale di psico-oncologia, dal titolo: “La cura che ascolta: il ruolo della psico-oncologia per il benessere dei pazienti ematologici. L’esperienza di AIL e l’impegno delle Istituzioni nelle politiche sanitarie”.
Un confronto che nasce con l’intento di raccontare e valorizzare l’esperienza che AIL ha maturato sul campo, supportando pazienti con tumori del sangue ad affrontare il loro percorso di cura non solo dal punto di vista esclusivamente clinico, ma anche da quello psicologico ed emotivo. Durante il Convegno AIL ha dato spazio anche ad un importante confronto con le Istituzioni, per rafforzare l’importanza di integrare strutturalmente il supporto psico-oncologico nei percorsi di cura. Supporto gi avviato da diverse regioni italiane, che hanno riconosciuto l’importanza della presenza dello psico-oncologo nei team multidisciplinari. Abbiamo parlato con Giuseppe Toro Presidente Nazionale AIL:
“Da 55 anni il motto di AIL quello curare, curare importante, ma soprattutto affiancare a tutto questo il prendersi cura. Prendersi cura significa ascoltare, significa dare un supporto psicologico, significa i volontari che stanno accanto al paziente. AIL fa degli investimenti importanti, sono oltre 65 i psicologi che AIL sostiene, che finanzia, sono oltre 20 mila i volontari che si adoperano nei reparti. Il monato ha bisogno di essere ascoltato, di essere sostenuto. Le istituzioni stanno facendo qualcosa, in molte regioni sono state approvate delle leggi interessanti, per c’ tantissimo ancora da fare”.
Il supporto dello psico-oncologo diventa quindi fondamentale poich facilita il processo di accettazione della malattia e di adattamento alla nuova realt costruendo una relazione terapeutica efficace tra paziente ed quipe medica. poi intervenuta Elvira Tulimieri psicologa, presidente AIL Salerno, Consigliere AIL nazionale:
“Noi dobbiamo proprio smettere di pensare che la persona possa essere separatamente corpo, siamo un unico sistema integrato e quindi vanno curati entrambi gli aspetti, quello psicologico e quello fisico”.
“La cura che ascolta” un invito a costruire una nuova cultura della terapia per una sanit pi vicina alle persone dove l’uso della parola diventa fondamentale. Infine intervenuto Giuseppe Antonelli professore storia lingua italiana Universit di Pavia:
“La linguistica italiana studia tutti gli aspetti che riguardano la comunicazione attraverso le parole e questo un aspetto decisivo anche quando parliamo di attenzione nei confronti dei pazienti e delle pazienti, soprattutto in momenti cos delicati come sono alcuni momenti specifici della comunicazione in ambito oncologico. Sono momenti di grandissima sensibilit e fragilit da parte di persone che vivono le parole davvero sulla propria pelle”.
Per AIL nessun paziente n familiare deve pi sentirsi solo nel percorso di cura della patologia, ma ascoltato e compreso in un equilibrio indissolubile tra mente e corpo.
Fioroni: “Moro, adottando le parole di Papa Prevost, voleva costruire ponti”
Sono passati 47 anni dalla morte di Aldo Moro. Cosa resta oggi di quella tragedia nel cuore della democrazia italiana?
Resta un senso di incompiutezza e di smarrimento, ma anche un patrimonio immenso. Moro non fu solo una vittima del terrorismo: fu un uomo che seppe leggere i segni dei tempi con spirito profetico. Pensiamo al suo intervento all’ONU, quando deprecò l’insufficienza di un mondo diviso tra chi scrive la storia e chi la subisce. Lì invocò un ruolo più forte delle Nazioni Unite, capace di presidiare la speranza e la volontà di pace. Allo stesso tempo, non possiamo dimenticare il suo impegno per un’Europa politica più forte e incisiva. Sono idee che parlano al nostro tempo, forse più di quanto seppero fare con il loro.
Quali altri elementi della sua azione ritiene oggi più attuali?
Insisto sull’Europa, perché viviamo un momento dominato dall’ansia di capire quale sia il futuro dell’Occidente e il ruolo dell’Unione nel processo di riordino mondiale. Il suffragio universale per l’elezione del Parlamento di Strasburgo fu una sua battaglia. Credeva in un’Europa capace di contare, in particolare in politica estera e di difesa. E poi il suo sguardo sul Mediterraneo: lo definiva il “giardino dell’Europa”, anticipando di decenni una visione geo-politica che oggi chiamiamo “strategica”. La Pira parlava di “ponte tra i popoli”, Moro di sicurezza e dialogo tra Nord Africa, Medio Oriente ed Europa. Due linguaggi diversi, un’unica radice cristiana della politica. Il nuovo Papa, Leone XIV, ha salutato Roma e il mondo parlando dalla Loggia delle Benedizioni proprio della necessità di “costruire ponti”.
Secondo lei, perché Moro fu ucciso? Chi aveva interesse a fermarlo?
Moro era scomodo. Lo era per l’Est e per l’Ovest, perché metteva in discussione l’equilibrio di Yalta. Vedeva l’urgenza di un processo di rigenerazione democratica, quello che in parallelo vedeva Berlinguer con la sua strategia dell’eurocomunismo. Senza fraintendimenti, possiamo certamente riconoscere il destino incrociato di questi due grandi leader. Come si spiega, altrimenti, il tentato assassinio di Berlinguer in Bulgaria, anni prima, e il silenzio attorno a quella vicenda? Erano voci che disturbavano un ordine precostituito. In ogni caso, dopo la barbara eliminazione di Moro, ci fu una “sindrome da depistaggio per esagerazione”: la scena del crimine fu alterata, le indagini confuse, le omissioni più d’una e tutte pesanti.
La Commissione che lei ha presieduto ha portato alla luce molte verità inedite. Quali sono quelle che ritiene più rilevanti?
Che le Brigate Rosse non erano un gruppo isolato. Erano parte di un network terroristico internazionale. La Commissione ha portato alla luce vari elementi che lasciano intendere come a Via Fani, e poi nei 55 giorni della prigionia, fossero attive alcune forze occulte. E poi non trascuriamo le similutini riscontrabili nelle azioni di gruppi come la RAF in Germania. Ci sono state reticenze, mancate collaborazioni, verità che qualcuno ha preferito tacere. Le testimonianze di chi trattava, anche informalmente, sono lì a dimostrarlo.
A proposito, cosa possiamo dire, a distanza di molti anni, a proposito della cosiddetta linea della fermezza? È stato giusto il rifiuto della trattativa?
Si parlò di fermezza, ma tutti sapevano che molti, in primis i socialisti e Craxi apertamente, cercavano interlocuzioni. Lo stesso Moro, con la forza della parola, cercava di dividere la colonna romana da quella del nord, depositaria di una ortodossia criminale che decreterà la sua condanna. C’erano contatti, si cercava uno scambio, si pensava a un gesto umanitario. Il Presidente Leone, travolto mesi dopo da una campagna diffamatoria senza fondamento, era pronto a firmare la grazia della brigatista Paola Besuschio. Non ci fu il tempo. Anche Vaticano tentò di aprire un varco mettendo a disposizione una cifra considerevole in cambio della liberazione dell’ostaggio. E Paolo VI non si mosse senza una intesa di massima con i vertici dello Stato e del governo italiano. Niente, tutto risultò vano. Ci fu persino un tentativo di mediazione a Beirut: esistevano delle possibilità, trattando con l’Olp, ma non furono colte. O vennero bloccate, ancora non sapiamo da chi, ma di certo intuiamo il perché. L’uomo che tirava i fili di una politica destinata a cambiare l’Italia e con ciò, in parte, a cambiare il mondo, era diventato un “nemico”. Specie nel contesto, sempre difficile, del Mediterraneo. Insomma, centri di potere opachi alla fine ebbero il sopravvento.
Moro parlava spesso della necessità di riscrivere la democrazia. Cosa intendeva davvero?
Moro era convinto la Costituzione, intangibile nella sua forma, aveva tuttavia bisogno di una profonda rigenerazione attraverso un nuovo patto democratico. I padri costituenti avevano costruito un edificio solido, ma si sa che il tempo logora anche le fondamenta quando manca il lavoro di manutenzione. Moro andava anche oltre la stessa manutenzione, ambiva a un traguardo più impegantivo, ovvero a ricomporre il tessuto morale e civile della nazionae. Cosa significava la politica del confronto e la strategia della Terza Fase? Ecco, fare di Moro un “compagno di strada” di Berlinguer è francamente inaccettabile. Il compromesso storico non rientrava neppure nel suo linguaggio: temeva la compressione e quindi lo svilimento, per questa via, della vita democratica, la mortificazione del pluralismo, la perdita di energia e di sostanza della libertà. Tuttavia, il suo disegno mirava a far sì che i due “mondi politici” divisi dalla guerra fredda, quello democristiano e quello comunista, potevano finalmente tornare ad incontrarsi, ciascuno con i propri valori e la propria identità, per costruire un “tempo nuovo” della Repubblica. Ne sarebbe nata una democrazia pià matura e più libera, con una sana dialettica tra maggioranza e opposizione, in effetti emancipata dalla “conventio ad escludendum” applicata al Pci, ma non per questo inghiottita dalla confusione tra cattolici e comunisti. Insomma, una visione ardita, troppo ardita per l’epoca e troppo alta per l’oggi. Diciamo la verità, ai giorni nostri quella capacità di riconoscere l’altro, di dialogare per un bene superiore, di rispettarsi a vicenda sembra largamente inficiata da un istinto di radicalizzazione che nuoce alla vita democratica.
E se potesse parlare ai giovani di oggi? Cosa direbbe Moro?
Direbbe probabilmente che la pazienza della parola, l’attitudine a comprendere le ragioni di chi non la pensa come noi, la volontà di tenersi per mano – mi si passi questa espressione – non sono inutili corollari della politica democratica, bensì il più fecondo e decisivo sostegno a cui essa può affidarsi. Direbbe ancora che la politica non può fare a meno della persona, non essendo l’ideologia, ma nemmeno la postideologia, la gabbia dentro cui rinchiudere le aspirazioni e i bisogni dell’umanità. Direbbe a noi tutti, e di questo sono profondamente certo, che l’impegno pubblico in nome di un ideale ispirato ai valori del Vangelo non è un labile ricordo del passato, ma piuttosto la sfida che interroga i cristiani in questo tempo di grandi cambiamenti. Moro, a mio giudizio, ci richiamerebbe al dovere della cooperazione – le alleanze sono essenziali – per un mondo migliore senza però disperdere o impoverire il connotato della nostra visione politica.
Blue Planet Economy Expoforum 2025
Roma, 9 mag. – La quinta edizione del Blue Planet Economy Expoforum, organizzata in partnership con Fiera Roma e in collaborazione con MAR Ets, si conclusa con grande successo negli spazi del Gazometro, in contemporanea con la Rome Startup Week 2025. Due giornate intense di incontri, visioni e progetti concreti hanno riportato al centro del dibattito internazionale l’innovazione e lo sviluppo sostenibile in chiave “blu”.
L’edizione 2025 ha confermato il ruolo di BPE come piattaforma di riferimento per il dialogo sull’economia del mare e, soprattutto, come incubatore di progetti strategici. Tra questi, la Lazio Blue Route, l’itinerario dei borghi marinari laziali, che da progetto pilota divenuto realt concreta e modello replicabile a livello nazionale, ispirando il bando della Regione Lazio – primo in Italia – dedicato allo sviluppo territoriale sostenibile legato alla Blue Economy. Dal green shipping alla digitalizzazione delle infrastrutture subacquee, dalla logistica sostenibile alla tutela della biodiversit marina, passando per turismo costiero responsabile, energie rinnovabili, finanza blu e formazione: l’Expoforum ha acceso i riflettori sul Mediterraneo come cuore pulsante dell’innovazione e della cooperazione internazionale.
Molto rilevante l’appuntamento dell’8 maggio dedicato al tema “underwater” e, in particolare, alla governance dei cavi sottomarini: infrastruttura critica attraverso cui transita il 95% del traffico internet mondiale. Il confronto, che si svolto allo Stage Opificio 41, ha affrontato nodi strategici legati alla sicurezza digitale, all’armonizzazione normativa internazionale, alla sostenibilit ambientale, ai nuovi materiali e agli impatti economici e fiscali di una rete invisibile ma cruciale per l’economia globale. Un momento di confronto tecnico e politico che ha richiamato l’attenzione di operatori e stakeholder della Blue Economy pi avanzata.
Centrale anche il format Business to Students, che ha visto giovani talenti e aziende innovative confrontarsi sui temi della sostenibilit e delle nuove professioni legate all’economia blu, in un’edizione particolarmente ricca grazie all’apporto delle startup protagoniste di Rome Startup Week 2025. Grande rilievo ha avuto la collettiva di aziende del Lazio, promossa da Lazio Innova, che ha messo in luce il tessuto imprenditoriale regionale pi dinamico: realt attive in settori strategici come la cantieristica sostenibile, l’intelligenza artificiale per il monitoraggio ambientale, l’automazione marina, la gestione circolare dei rifiuti portuali e la nautica elettrica da diporto. Tecnologie avanzate, molte delle quali gi pronte per affrontare le sfide ambientali e costruire un futuro pi verde e interconnesso.
“Abbiamo dei primati in termini di Blue Economy: 35mila imprese coinvolte nel Lazio, 24 comuni costieri compresa Roma Capitale e le due isole. La Regione ha avviato un piano d’azione con un finanziamento da circa 10 milioni di euro per progetti nei Comuni costieri, oltre a 2,5 milioni dedicati alla Blue Economy. E siamo la prima e unica Regione in Italia ad aver approvato una legge sulla Blue Economy per sostenere territori, imprese, turismo e cultura”, ha dichiarato la Vicepresidente della Regione Lazio nel corso dell’evento.
Blue Planet Economy Expoforum 2025 si conferma cos vero motore di visione e azione per uno sviluppo economico sostenibile che parte dal mare e guarda al futuro.
Voli, Mit: Enac amplia possibilità di animali domestici in cabina
Roma, 9 mag. (askanews) – Animali domestici in cabina e non più in stiva: ora sarà più semplice. Lo stabilirà il Cda di Enac, secondo il ministero di Infrastrutture e Trasporti il prossimo 12 maggio, con un aggiornamento delle norme che allargano la possibilità di trasportare in aereo gli amici a quattro zampe insieme ai proprietari.
“Grande soddisfazione del vicepremier e ministro Matteo Salvini – riporta una nota – che aveva caldeggiato una soluzione in questo senso”.
Nello specifico, la delibera Enac stabilisce che “è consentito il trasporto in cabina di animali domestici, alloggiati all’interno di un apposito trasportino da collocarsi anche al di sopra dei sedili, purché adeguatamente assicurato tramite le cinture di sicurezza o altri sistemi di ancoraggio. Il peso complessivo dell’animale e del trasportino può essere superiore ai limiti attualmente previsti, ma non eccedere il peso massimo previsto per un passeggero medio”. Così una nota del Mit.
Nella Sistina messa "Pro ecclesia" e prima omelia del Papa
Città del Vaticano, 9 mag. (askanews) – E’ iniziata nella Cappella Sistina in Vaticano la Messa “Pro ecclesia a Romano Pontefice”, presieduta da Papa Leone XIV. Una celebrazione liturgica alla quale partecipano tutti i cardinali elettori al Conclave e quelli presenti a Roma. Lo stesso Papa Leone terrà ai porporati la sua prima omelia da pontefice.
Rispondere alla domanda di chi è il Cristo per ognuno “non è una questione banale”, ed ha diverse risposte a conseguenti atteggiamenti. “C’è prima di tutto la risposta del mondo”, che spesso “considera Gesù una persona totalmente priva d’importanza, al massimo un personaggio curioso, che può suscitare meraviglia con il suo modo insolito di parlare e di agire. E così, quando la sua presenza diventerà fastidiosa per le istanze di onestà e le esigenze morali che richiama, questo ‘mondo’ non esiterà a respingerlo e a eliminarlo”. Lo ha detto Papa Leone XIV nella messa in Cappella Sistina.
Ma, ha subito proseguito il Pontefice, “c’è poi l’altra possibile risposta alla domanda di Gesù: quella della gente comune. Per loro il Nazareno non è un ‘ciarlatano’: è un uomo retto, uno che ha coraggio, che parla bene e che dice cose giuste, come altri grandi profeti della storia di Israele. Per questo lo seguono, almeno finché possono farlo senza troppi rischi e inconvenienti. Però lo considerano solo un uomo, e perciò, nel momento del pericolo, durante la Passione, anch’essi lo abbandonano e se ne vanno, delusi. Colpisce, di questi due atteggiamenti, la loro attualità”. “Essi incarnano infatti idee che potremmo ritrovare facilmente – magari espresse con un linguaggio diverso, ma identiche nella sostanza”, ha concluso il Pontefice.
“Mi avete chiamato per portare una croce”: sono le prime parole, pronunciate in inglese, di Papa Prevost, nella sua omelia nella prima messa da Pontefice, in Cappella Sistina, davanti ai cardinali di tutto il mondo. “Comincio con qualche parola in inglese, il resto lo farò in italiano”, esordisce. “Sono felice di essere qui con voi, cari fratelli, perché la benedizione del Signore continui a essere su di noi”. “Mi avete chiamato per portare una croce e per essere benedetto per questa missione e voglio che anche voi camminiate con me”, ha concluso prima di continuare l’omelia in italiano.
Terrorismo, La Russa: comunità nazionale fondata su valori Costituzione
Roma, 9 mag. (askanews) – “Insieme ai rappresentanti delle Associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo, rivolgiamo oggi uno sguardo attento ad alcune delle pagine più buie, crudeli e tragiche della nostra storia repubblicana. Un solenne momento di unità è quello che celebriamo oggi, ma anche di riflessione per rendere onore alla memoria di tante persone che hanno perso la vita, e ci stringiamo al dolore delle loro famiglie per condividere un sentimento di appartenenza ad una comunità nazionale fondata su irrinunciabili valori che sono quelli contenuti nella nostra Costituzione”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel corso della cerimonia a Montecitorio in occasione del “Giorno della memoria”, dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi.
“In questa aula, ascolteremo diverse testimonianze: ricorderemo – ha proseguito – la strage di Gioia Tauro, il valoroso sacrificio dell’appuntato dei Carabinieri Giovanni D’Alfonso, il vile assassinio del giudice Girolamo Minervini e quello di Valeria Solesin, uccisa nell’attentato terroristico al Bataclan di Parigi. Renderemo onore alla memoria di tanti italiani, civili e militari”.
Terrorismo, Fontana: tenere viva memoria di passato doloroso
Roma, 9 mag. (askanews) – Quella di oggi “è una solenne ricorrenza, che richiama tutti noi a tenere viva la memoria di un passato doloroso e di riaffermare l’importanza dei valori democratici scolpiti nella nostra Costituzione”. Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana nel suo intervento di apertura, nell’aula di Montecitorio, alla cerimonia di commemorazione del “Giorno della memoria” in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi.
“Il 9 maggio – ha proseguito Fontana – ci ricorda una delle pagine più buie della storia repubblicana. Il ritrovamento del corpo senza vita dell’onorevole Aldo Moro divenne l’emblema di una stagione di sangue, che ha lasciato un’impronta indelebile nella coscienza collettiva degli italiani. La violenza cieca degli ‘anni di piombo’ non risparmiò nessuno. Colpì in modo indiscriminato magistrati e politici, rappresentanti delle Istituzioni e delle forze dell’ordine, sindacalisti e dirigenti d’azienda, giornalisti e semplici cittadini”.
“A loro e alle loro famiglie, segnate per sempre dalla perdita degli affetti più cari, così come a chi riportò ferite e menomazioni, esprimo la vicinanza mia personale e della Camera dei deputati”, ha sottolineato Fontana.
La parata di Putin per l’80esimo della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale
Milano, 9 mag. (askanews) – Mentre gli occhi del mondo sono rivolti a Roma dopo l’elezione nel segno della pace del nuovo Papa Leone XIV, in Russia, sulla Piazza Rossa di Mosca si tiene oggi la parata militare per l’80esimo anniversario della “Vittoria nella Grande Guerra Patriottica”, ovvero la fine della II guerra mondiale. La celebrazione militare inizia a Mosca alle ore 9 italiane e prevede un discorso di Vladimir Putin e la presenza sugli spalti di 29 capi di stato e governo di paesi alleati o amici, a partire dal leader cinese Xi Jinping.
Sulla piazza si stanno già schierando i militari, secondo una coreografia tradizionale e consolidata. La sfilata durerà circa due ore (il doppio, rispetto agli altri anniversari non a cifra tonda). Le unità della parata includeranno le truppe impegnate nella guerra in Ucraina e saranno affiancate da personale militare proveniente da più di dieci paesi amici, come annunciato già a gennaio dal ministro della Difesa Andrei Belousov in un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Belusov peraltro prenderà parte all’avvio della parata a bordo di una Aurus, automobile di lusso costruita in Russia e fortemente voluta dallo stesso Putin. In passato il ministro della Difesa russo utilizzava una macchina d’epoca.
A differenza che in passato, l’elenco delle attrezzature che prenderanno parte alla sfilata non è ancora stato reso noto. Ma le prove hanno coinvolto sistemi S-400, carri armati, veicoli da combattimento della fanteria, sistemi Topol-M e Iskander, e anche droni. In base a quanto annunciato anche personale militare cinese parteciperà alla parata.
Già nei giorni scorsi a Mosca si è iniziato a celebrare l’80esimo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, con ospiti stranieri e “numerosi eventi internazionali con la partecipazione del Presidente della Russia” Putin, come affermato dall’ufficio stampa del Cremlino in una nota.
NON SOLO XI SULLA PIAZZA ROSSA Oltre all’esercito russo, truppe provenienti da 13 paesi, tra cui Cina, Vietnam, Laos, Egitto, Mongolia, Bielorussia, Azerbaigian e Uzbekistan, sfileranno attraverso la Piazza Rossa. Nonostante le numerose richieste di Kiev e degli alleati occidentali di annullare i viaggi a Mosca, circa 30 leader provengono dalla CSI – l’ex spazio sovietico – , dall’Europa, dall’America Latina, dall’Africa e dall’Asia, tra cui il presidente cinese Xi Jinping, il presidente serbo Aleksandar Vucic, il primo ministro slovacco Robert Fico e il presidente della Repubblica Serba Milorad Dodik,.
Alla vigilia è iniziata anche la visita ufficiale del presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. Nella serata di ieri, si è pure tenuta una cena a nome del Presidente della Russia per i capi delle delegazioni straniere. Non c’è infatti solo il leader cinese a questa celebrazione. Il 7 maggio il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha iniziato la sua visita ufficiale nella Federazione Russa, come anche il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Presenti pure i presidenti di Cuba Miguel Diaz-Canel Bermudez, della Mongolia Ukhnagiin Khurelsukh e della Repubblica del Congo Denis Sassou Nguesso.
Meloni: oggi onoriamo sacrificio di Aldo Moro e Peppino Impastato
Roma, 9 mag. (askanews) – “Oggi ricordiamo Aldo Moro e Peppino Impastato, due figure diverse, che hanno segnato la storia recente d’Italia, accumunate da un tragico destino: il 9 maggio 1978, persero la vita per mano di due delle forze oscure – le Brigate Rosse e Cosa Nostra – che hanno insanguinato la nostra Nazione negli anni bui del terrorismo e della mafia”. Lo scrive su facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Aldo Moro, uomo delle Istituzioni, rapito e ucciso da chi voleva piegare lo Stato con la violenza e l’intolleranza ideologica. Peppino Impastato, assassinato per aver denunciato e sfidato a viso aperto e senza paura il potere mafioso. Due simboli – scrive la premier -, caduti per altro nel pieno di quegli ‘anni di piombo’ che hanno segnato l’Italia con il sangue di troppi innocenti: servitori dello Stato, rappresentanti delle Istituzioni, cittadini, giovani di diverse idee politiche”.
“Nel Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo, rinnoviamo il nostro impegno a difendere la libertà, la giustizia e la legalità. La loro eredità ci ricorda che l’Italia non si piega davanti a chi semina morte e paura. Onoriamo il loro sacrificio, costruendo ogni giorno una Nazione più forte, unita e libera. No alla violenza politica, di qualsiasi colore, e all’oppressione mafiosa”.
Marina Berlusconi: governo responsabile, continui a coordinarsi con Ue
Milano, 9 mag. (askanews) – “Credo che nel contesto di una difficolt senza precedenti fino ad oggi il governo si sia mosso in modo serio e responsabile. Quando si trattato di decidere si sempre comportato in modo serio, rispettando i valori fondamentali dell’Occidente”. A dirlo stata Marina Berlusconi, presidente del gruppo Mondadori, a margine dell’inaugurazione della rinnovata libreria Rizzoli a Milano. “Credo che, vista la situazione internazionale complessa e di grande instabilit, anche in futuro sia fondamentale non discostarsi un millimetro da questi valori – ha aggiunto – e continui a muoversi in modo coerente e coordinato con l’Europa”.
Usa, Marina Berlusconi: preoccupata per tutto quello che fa Trump
Milano, 9 mag. (askanews) – “Ero preoccupata e sono preoccupata in generale per quello che Trump fa, se devo essere sincera. Obiettivamente quelle che erano solo preoccupazioni durante la campagna elettorale si sono trasformate in realt”. Lo ha detto Marina Berlusconi, presidente del gruppo Mondadori, a margine dell’inaugurazione della rinnovata libreria Rizzoli a Milano.
“Sono bastati pochi giorni, parliamo di 100 giorni, per far vacillare le certezze su cui era stato costruito l’ordine politico ed economico del Dopoguerra e per infliggere un colpo durissimo alla credibilit dell’America e dell’Occidente”, ha detto Marina Berlusconi che ha subito aggiunto: “Questo il danno pi grave e difficile da recuperare. E’ stata aperta una ferita profonda per gli Stati Uniti per quanto riguarda credibilit che non sar facile far riemarginare”.
Per Marina Berlusconi ora “Bisogna sperare che Trump sia costretto, come sta accadendo dai danni portati dalle sue decisioni, a fare marcia indietro, e appunto sta succedendo”. “Non voglio sembrare troppo critica e pessimista” sull’amministrazione Trump “perch bisogna saper guardare avanti con fiducia e ottimismo”. “E poi non bisogna mai dimenticare che l’America l’America – ha aggiunto – l’America non solo Trump, gli Usa sono molto di pi: sono e devono restare il faro del mondo libero e democratico e nemmeno questo periodo cos difficile, e per certi versi cos buio, deve mettere in discussione il loro ruolo”.
Marina Berlusconi: speriamo Papa aiuti con Trump, Papi fanno miracoli
Milano, 9 mag. (askanews) – “Speriamo” che il nuovo Papa, Leone XIV, possa aiutare nelle relazioni con l’amministrazione Trump. Cos Marina Berlusconi, presidente del gruppo Mondadori, ha risposto a margine dell’inaugurazione della rinnovata liberia Rizzoli, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, a proposito dell’elezione del nuovo Papa. “Dai Papi – ha detto – ci si possono aspettare tanti miracoli, tante cose positive e speriamo che possano anche aiutare da questo punto di vista”.
Inclusione sociale ed eccellenza, l’esempio di “Mind the pack”
Roma, 09 Mag. – Chi l’ha detto che un progetto, nato con finalit sociali, non possa trasformarsi in eccellenza? Attorno a questa domanda si snoda il percorso di “Mind the pack”, il primo laboratorio cooperativo che svolge, come amano affermare, le attivit di confezionamento manuale con estrema precisione e cura maniacale: “Sembrer strano e controintuitivo ma le azioni ritenute ripetitive, stancanti e routinarie da lavoratori e lavoratrici convenzionali, sono per il nostro team -afferma la coordinatrice dell’iniziativa, Verusca Valdambrini- estremamente stimolanti. La ripetizione, la precisione estrema, l’organizzazione dettagliata delle fasi di lavoro dell’imballaggio sono gestite con puntigliosa attenzione. Chi ci sceglie non solo risolve i problemi di confezionamento ma partecipa anche alla costruzione di un’economia pi sostenibile e inclusiva”.
Un progetto dunque che dimostra nei fatti che costruire un metodo imprenditoriale con persone in condizione di fragilit possibile: “L’occasione di realizzare questo sogno -ricorda la Valdambrini- ci stata data nel 2004 dall’avvio di un programma di inserimento lavorativo creato a Villa Falcucci, il centro psichiatrico di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze. Non stato facile all’inizio mettere insieme performance e fragilit, lavoro in team ed esigenze relazionali. Ma dopo qualche mese di duro lavoro la svolta finalmente arrivata: Drogheria Alimentare e Sapone di Belcanto sono stati i primi a credere in noi diventando nostri importanti clienti. Grazie a questa spinta siamo diventati ci che siamo oggi: una piccola eccellenza italiana del confezionamento manuale di precisione che collabora con brand internazionali di prestigio come Dr. Vrajnes, Officina Santa Maria Novella, Rosselli-Kimono, Corsini Bakery e tanti altri”. Una commessa di lavoro affidata a questa realt contribuisce a garantire il miglior inserimento lavorativo possibile per chi appartiene alle categorie protette: “Grazie alla nostra esperienza -afferma la coordinatrice del progetto- le persone diventano protagoniste dei propri percorsi professionali, che passano dall’affiancamento di personale esperto per l’intera durata della convenzione alla completa autonomia. Basta guardare negli occhi il nostro personale per capire quanto il lavoro sia per loro gratificante. La nostra ambizione per, non solo quella di proporre un percorso volto all’inclusione sociale ma anche quella di creare una realt di grande eccellenza in cui il loro potenziale venisse totalmente espresso e valorizzato. Una speranza ora diventata realt”.
Valerio Billeri pubblica "Lo-Fi", un concept album in analogico
Roma, 9 mag. (askanews) – Esce oggi su tutte le piattaforme di streaming musicale il disco di Valerio Billeri, ‘Lo-Fi’. Il disco, pubblicato da Moonlight Records, è stato registrato voce e chitarra su un vecchio multitraccia degli anni ’90 in presa diretta, e nulla è stato ritoccato in fase di missaggio.
Nell’era dell’intelligenza artificiale e del digitale, Billeri ha registrato un album di otto tracce, composto da sette composizioni originali e una cover di un brano folk di epoca napoleonica, avvalendosi di un multitraccia analogico degli anni ’90. Partendo dall’idea dell’esilio di Napoleone a Sant’Elena, il disco si sviluppa come una ricerca di Billeri sulla solitudine, in cui l’esilio diventa mentale e spirituale, in contrapposizione al rumore odierno. “Tutti i rumori – anche quelli captati da altre dimensioni”, afferma, “gli scricchiolii, i sospiri, le corde che vibrano sono stati lasciati inalterati in fase di missaggio per rendere l’atmosfera sospesa e fuori dal tempo”.
Mentre in “Verso Bisanzio” la ricerca di Billeri si affacciava su una città bronzea e celeste, in questo nuovo lavoro la nebbia dell’incertezza avvolge ogni cosa, lasciando solo l’io narrante con i suoi dubbi; la solitudine, ricercata o imposta, è l’unico modo per scoprire la verità.
Il processo di svanire per divenire parte è, d’altronde, il tema centrale di tutto il disco, che ruota attorno alla frase della poetessa Sara Teasdale: “Lascia che io sfumi nell’oblio silente come un fiore o un fuoco una volta ardente”, contenuta nel brano “Distese”.
Chezia Bassano, un modello di centro estetico virtuoso
Roma, 09 Mag. – In un contesto in cui il settore estetico spesso percepito come frammentato e standardizzato, Chezia Bassano si distingue come un esempio di successo e resilienza. Il suo approccio, racchiuso nel Metodo Le Charme, rappresenta oggi una delle espressioni pi evolute dell’Estetica Avanzata in Abruzzo, dimostrando che con passione e dedizione non ci sono limiti al successo. “Non volevo aprire un semplice centro estetico”, racconta Chezia. “Volevo creare un percorso, qualcosa di unico e che facesse davvero la differenza.” Cos nel 2001, con la collaborazione di suo marito, nasce Le Charme: una visione fatta di studio, ascolto e protocolli scientificamente validati. Un metodo riconosciuto per la sua efficacia e per l’attenzione assoluta alla personalizzazione del trattamento.
In un settore caratterizzato da numerose difficolt strutturali, Chezia ha saputo ideare e costruire un modello resiliente e virtuoso che continua ad espandersi grazie ad un’identit forte e ben definita, con una squadra che oggi conta 18 collaboratori ed una sede da oltre 300 metri quadri. “Il nostro non un centro estetico tradizionale”, spiega Chezia, “abbiamo investito in tecnologia e formazione per offrire trattamenti avanzati e personalizzati”.
Dietro ogni scelta c’ una visione chiara e una grande passione, ma anche un valore imprescindibile: la famiglia. “Abbiamo due figli, Cheren e Pierluca”, prosegue Chezia, “e con mio marito siamo riusciti a bilanciare la nostra vita personale con quella professionale”.
Nel corso degli anni, Chezia riuscita a trasformare le sfide in opportunit, strutturando un ambiente di lavoro che valorizza le persone e promuove la crescita personale e professionale. “Il nostro Metodo costoso, e il suo valore basato su anni di ricerca e sviluppo”, afferma Chezia, sottolineando l’importanza di offrire qualit piuttosto che competere solo sul prezzo. A riprova di questo, Chezia ha sviluppato una linea cosmetica esclusiva, formulata con un approccio innovativo: l’uso di acqua vibrazionale come base dei prodotti, una scelta che integra l’estetica con la bioenergetica. “Volevamo che i prodotti fossero coerenti con il nostro metodo, basati su attivi efficaci e vibrazioni funzionali: per questo abbiamo puntato verso una linea personalizzata, studiata appositamente per essere in sintonia con i nostri valori”
Guardando al futuro, Chezia non parla solo di espansione o di numeri: il suo obiettivo quello di continuare ad innovare, formare, ispirare. “Vogliamo mantenere sempre al centro la soddisfazione del cliente”, conclude Chezia. “La bellezza non solo un risultato estetico: una trasformazione autentica che parte da dentro. E vogliamo continuare ad essere accanto a chi sceglie di prendersi cura di s con consapevolezza”
Papa, stampa Usa: "Il Santo Padre di Chicago", "Unirà la chiesa"
Roma, 9 mag. (askanews) – Di seguito i commenti dei principali quotidiani americani sull’elezione a Papa del cardinale americano Robert Francis Prevost:
“Benvenut Papa Leone XIV, il Santo Padre di Chicago”: così titola oggi un editoriale del Chicago Tribune che si dice “incredibilmente orgoglioso di vedere uno di noi prendere le redini nella Città del Vaticano”. Il quotidiano sottolinea quindi che, “ora, oltre ad aver formato un presidente americano da due mandati, Barack Obama, Chicago sarà conosciuta a livello internazionale anche come la città che ha nutrito un capo della Chiesa cattolica”.
“Robert Prevost, originario di Chicago, è il primo papa americano nella storia della Chiesa cattolica”, titola il Chicago Herald che ha poi raccolto le voci dei “leader dell’arcidiocesi di Chicago felicemente scioccati dalla scelta del papa”: ‘Uno di noi'”.
“Il nuovo papa presto alla presa con decisioni difficili sulla direzione della chiesa”, titola oggi il New York Times sottolineando che “Papa Leone XIV, il primo Pontefice americano, ha percorso una strada globale verso la vetta della gerarchia”, ricordando che ha trascorso gran parte della sua vita fuori dagli Stati uniti. In un articolo di commento intitolato “Un Papa americano? Forse non era così impossibile”, il Nyt sottolinea che “in caso di papa americano, il cardinale Robert Prevost – ora Leone XIV – sarebbe stato quello più probabile”, ricordando che si è a lungo ritenuto “che il Collegio cardinalizio, dominato dall’Europa, non avrebbe mai eletto un americano”, perchè “gli Stati Uniti erano considerati troppo potenti al mondo per poter anche mettere un uomo sul soglio di San Pietro”. Ma “forse un periodo di declino della presenza americana nel mondo ha aperto le porte a un papa americano”.
“Leone XIV invita la Chiesa a ‘costruire ponti'”, titola a tutta pagina il Washington Post, che nel suo editoriale sottolinea che “Un papa di Chicago può contribuire a sanare le divisioni cattoliche”. Secondo il Wp, la nomina a Pontefice del cardinale Prevost indica “una scelta pragmatica e consensuale, che dovrebbe essere in grado di districarsi tra le crescenti divisioni geografiche tra il Nord e il Sud del mondo, così come tra le divisioni dottrinali tra progressisti e tradizionalisti, anche se nessuno dovrebbe aspettarsi un ritorno della messa in latino”.
Anche il Wall Street Journal titola: “Un Papa americano cercherà di unire una chiesa divisa”, affermando che “il Conclave sembra aver scommesso sull’identità mista di Leone, un papa sia dell’America che del mondo, per aiutarlo ad essere leader di una chiesa globale che cerca di navigare un tempo di tumulto e transizione”.
Mps: utile netto primo trimestre balza a 413 milioni (+24,2%)
Milano, 9 mag. (askanews) – Mps ha chiuso il primo trimestre 2025 con un utile netto pari a 413 milioni, in aumento del 24,2% su anno. A fine marzo, il Cet1 ratio fully loaded post Basilea 4 ha raggiunge il livello record del 19,6%, sottolinea l’istituto, portando il buffer di capitale a circa 890 punti base rispetto al requisito di coefficiente Tier 1.
L’istituto senese tira dritto con la propria offerta lanciata su Piazzetta Cuccia: “con il forte sostegno degli azionisti in occasione della scorsa assemblea – scrive -, Mps prosegue in linea con la tempistica prevista nell’esecuzione del percorso verso l’Ops su Mediobanca, il cui razionale industriale è potenzialmente anche coerente con l’operazione annunciata su Banca Generali”.
Tornando ai conti, nel trimestre Mps ha realizzato ricavi complessivi per 1,007 miliardi (-0,5%). La crescita delle commissioni nette (+8,9%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+24,7%) ha quasi integralmente compensato l’attesa contrazione del margine di interesse (-7,5%), penalizzato dalla riduzione dei tassi.
La raccolta totale ammonta a circa 167 miliardi, in crescita di oltre 5 miliardi rispetto al primo trimestre 2024 e in linea con l’elevato livello di fine 2024. Lo stock dei crediti deteriorati lordi è in calo a 3,6 miliardi, con la componente garantita a oltre il 70%. L’Npe ratio lordo è in diminuzione al 4,4% e Npe ratio netto al 2,3%, con la copertura complessiva dei crediti deteriorati in aumento al 49,5%.
L’attesa e la gioia del nuovo inizio della Chiesa
Il comignolo di San Pietro ha segnato il culmine della curiosità di credenti e non credenti, gli uni e gli altri ad osservare il colore del fumo che ne è uscito, quasi fossimo nel vecchio West a leggere i segnali degli Indiani guerreggianti. Il colore bianco di ieri pomeriggio ha mostrato senza fatica interpretativa un accordo sul prossimo Pontefice.
Finalmente si è guardato a San Pietro, oltre la figura del Papa, con un ritorno alla piazza, all’idea di un popolo cristiano che finalmente si è ritrovato in un unicum a cui ciascuno ha sentito di partecipare.
Finalmente i cristiani hanno smesso di parlare e di commentare se Francesco sia stato bravo o incapace. Finalmente sono stati zitti, ritrovando la dimensione del silenzio, in attesa di una notizia che li ha messi tutti insieme a formare quell’esercito di fede al quale non sanno da troppo tempo esattamente di appartenere.
Si dice che lo Spirito Santo ci abbia messo del suo indirizzando le scelte dei Cardinali. È più facile credere che nel comignolo si sia impegnato a bruciare piuttosto tutte le eventuali asperità di comprensione tra gli uomini a cui è stato affidato per poche ore il futuro della Chiesa per poi lasciarli fare senza più ostacoli al cuore e alla mente.
Del resto, quando da piccoli, cadendo, ci si sbucciavano le ginocchia, spesso e volentieri ci si disinfettava con lo “spirito”, un liquido che bruciava senza risparmio. Una purificazione, il pizzicore, era attenuato dal “soffio” di chi ti dava soccorso. La vita da giovani e da adulti sembra che sia sempre questione di spirito e di soffio, divino o non divino che sia.
Sembra che nella vita bisogna saper prendere gli accadimenti, anche la elezione del Papa, con il giusto spirito o perlomeno saper leggere lo spirito dei tempi per seguire il giusto indirizzo della storia o per orientare la storia al meglio che si possa.
Nel mondo d’oggi c’è per certo chi preferisce affidarsi allo spiritismo per sapere come condursi e chi vedrà con il fumo negli occhi il prossimo Pontefice giudicando secondo schemi che non hanno più ragione d’essere con la morte di Bergoglio.
Ogni volta la Chiesa ricomincia daccapo ed è questa la sua forza sia in caso di continuità con il passato che invece nella ipotesi di un cambio di rotta. Ogni volta risorge senza che mai prima muoia.
Ci sarà chi guarderà alla Chiesa additandola di nuovo come un sistema di venditori di fumo o al meglio un eccesso di fumo e niente arrosto. Ci sarà chi invece pregherà che non vada oltre ancora in fumo quel che ancora riesce ad indicare per la salvezza degli uomini. Ci sarà chi si perderà in giudizi vantando di conoscere i retroscena dei fatti e chi invece reclamerà ancora il vanto di appartenere alla Chiesa.
San Pietro oggi corre il rischio terribile di una grande attenzione, un ritorno alla notorietà, che possa ingannarla come un ritorno ai fasti del passato. Potrebbe poi scoprire a breve di precipitare nuovamente nel distacco dei suoi fedeli, partecipi ad un evento che li veda protagonisti almeno di sponda, ma lesti a disperdersi subito dopo.
Eppure tutta quella gente che è stata a guardare il bianco, che si è librato nel cielo sopra la Basilica più famosa al mondo, dice anche che esiste, proprio perché in una fase di declino rispetto al passato, l’orgoglio di appartenere a Gesù.
Questa adesione a Lui è assai più che una moda dettata dagli influencers che stordiscono il mondo con i loro strali. È una gioia che strapazza il mondo, contagiosa anche quando conosce appannamenti e crisi. È un sentimento specifico che distingue i Cristiani e che dovrebbe caratterizzarli a dispetto della incomprensibile mestizia che spesso e volentieri si portano addosso.
Si tratta di tornare a scottare un pianeta malato con il proprio unguento di felicità e rimetterlo in salute. Per riuscire in questo, i Cristiani devono tornare ad avere consapevolezza del loro ruolo, dei loro doveri ma anche e soprattutto della loro speciale felicità.
Si è sentito dalla piazza gridare a squarciagola e con emozione “W il Papa”. Significa riscoprire una totale unanime appartenenza ad un Capo e nello stesso tempo un riappropriarsi di una identità che non può lasciare indifferenti e che è già ora una strada tracciata per il futuro.
Fisicamente, per qualche verso, Leone XIV riporta al volto asciutto di Paolo VI. Starà a lui ricordare alla sua gente di mettersi il sorriso in spalla e riprendere il cammino d’abbraccio verso tutti coloro che ancora non conoscono Gesù. Così si smetterà di dire, come fosse uno dei mille divi dello spettacolo, “mi piace o non mi piace questo Papa” perché possa invece dirsi con un diverso approccio di pensiero “mi piacciono i Cristiani e voglio conoscere il loro Dio”.
Ci vorrà un coraggio da leone per riuscire in tutto questo ma lo Spirito soffierà spingendo i passi del popolo di Dio e del suo rappresentante sulla terra per andare a meta. Ha soffiato speditamente in questo Conclave per dare alla Chiesa un nuovo Pontefice. La Madonna di Pompei ha voluto che tutto questo fosse nel giorno della sua supplica. Ci sono segni che non hanno bisogno di commenti.
Americano e missionario, il Pontefice che invita a costruire ponti
“La pace sia con tutti voi”: così ha esordito il nuovo Vescovo di Roma, Robert Francis Prevost, arcivescovo emerito di Chicago, che prende il nome di Leone XIV (nomen omen). In questo momento storico, non si poteva pensare a un incipit più efficace.
Il riferimento del nome appare orientato a San Leone Magno, ma anche a Leone XIII (il Papa della enciclica Rerum Novarum che crea cardinale John Henry Newman).
La sensazione, a caldo, è che il “Papa americano” costringerà tutti a cambiare schema. Ad esempio, nel rapporto con l’Amministrazione Trump – probabilmente – con uno sguardo molto diverso rispetto all’ala conservatrice dell’episcopato statunitense (la cui ricucitura, rispetto a Papa Francesco, sarà quasi obbligata).
A lungo missionario in Perù (è cittadino statunitense e peruviano), a capo di una delle diocesi più povere del Paese latinoamericano, Leone XIV sarà una figura di sintesi e di raccordo tra Nord e Sud del mondo, tra Chiesa istituzionale e Chiesa missionaria. Un Papa aperto socialmente, ma al contempo fermo nella dottrina e sui principi. Espressione di una Chiesa che va avanti, che non sta (più) sulla difensiva, che indossa la mozzetta rossa e torna (probabilmente) a vivere nel Palazzo apostolico.
Come ha detto affacciandosi alla Loggia delle Benedizioni, Leone XIV avverte la necessità di una Chiesa che “costruisce ponti” secondo un’espressione che fu anche di Giorgio La Pira. Possiamo azzardare fin da ora che non sarà un Papa “anti” (Curia romana, Occidente, ecc…) ma piuttosto “per”.
Dice Papa Prevost: “Vogliamo essere una Chiesa sinodale, che cerca sempre la pace e vuole essere vicina a quelli che soffrono”. E ancora: “La pace di Cristo Risorto è una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, perché proviene da Dio che ci ama tutti”. La promozione umana nasce da Cristo e dal Vangelo. Il resto verrà di conseguenza.
La Voce del Popolo | Il vento impetuoso della demagogia populista
Sono 100 anni e più che le democrazie si arrovellano intorno allo stesso dilemma. E cioè, come difendersi dalla sfide delle forze anti-democratiche utilizzando metodi rigorosamente democratici.
Ai tempi della Germania di Hitler, come è noto, l’impresa non riuscì. Negli anni più vicini, invece, il più delle volte ce l’abbiamo fatta. Ma ora l’onda negativa sembra diventare così impetuosa da risultare quasi irrefrenabile. O almeno, da richiedere terapie meno rispettose dei diritti (e degli eccessi, soprattutto) delle forze illiberali.
La questione è stata riproposta in questi giorni dalla severa pronuncia della magistratura tedesca contro l’Afd, il partito di estrema destra con più di qualche cromosoma nazista. Pronuncia condivisa dai partiti che hanno appena scelto il nuovo cancelliere, ma avversata da altri. E soprattutto criticatissima da alcuni dei più potenti emissari dell’amministrazione Trump.
Echi di un argomento più vasto, che ha lambito la Francia e più di recente la Romania. Laddove le sfide che vengono portate all’ordine democratico e costituzionale sembrano trarre vantaggio da un clima di opinione favorevole, salvo scoprire che nel loro tumultuoso procedere rischiano poi di travolgere le leggi che democraticamente quei paesi si sono date.
È una battaglia politica, più che una disputa legale. Ed è, prima ancora, una grande controversia culturale. Che dobbiamo imparare ad affrontare, dato che il vento della demagogia populista tira dalle parti di quanti invocano per sé regole democratiche, pronti a fare eccezione non appena dovessero accedere al potere.
Fonte: La Voce del Popolo – 7 maggio 2025
Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della Diocesi di Brescia
Papa Leone XIV: un pastore missionario per una Chiesa in uscita
Un percorso tra missione e servizio
Nato a Chicago nel 1955, Prevost ha trascorso gran parte della sua vita in Perù, dove ha servito come missionario e vescovo di Chiclayo. La sua dedizione ai più vulnerabili, in particolare ai migranti venezuelani, ha evidenziato una leadership empatica e concreta. Nel 2015, Papa Francesco lo ha chiamato a Roma per guidare il Dicastero per i Vescovi, affidandogli la delicata responsabilità di selezionare i nuovi pastori della Chiesa universale.
Una Chiesa che accoglie e ascolta
Nella sua prima apparizione come pontefice, Leone XIV ha salutato la folla con le parole “Pace a voi”, sottolineando l’importanza del dialogo e dell’unità. Parlando in italiano e spagnolo, ha richiamato la sua esperienza missionaria e il desiderio di una Chiesa inclusiva.
In un’intervista del 2023, Prevost ha affermato:
“Spesso ci siamo preoccupati di insegnare la dottrina, ma rischiamo di dimenticare che il nostro primo compito è comunicare la bellezza e la gioia di conoscere Gesù.”
Queste parole riflettono una visione di Chiesa centrata sull’incontro personale con Cristo e sull’accompagnamento delle persone nel loro cammino di fede.
Un pastore tra la gente
Leone XIV si distingue per la sua umiltà e la capacità di ascolto. Durante il suo ministero in Perù, era noto per la sua vicinanza al popolo e per l’attenzione ai bisogni concreti delle comunità. La sua formazione agostiniana lo ha portato a valorizzare la vita comunitaria e la ricerca dell’unità nella diversità.
Nel suo ruolo di prefetto del Dicastero per i Vescovi, ha promosso una maggiore partecipazione del popolo di Dio nella scelta dei nuovi vescovi, sottolineando l’importanza di pastori che conoscano e comprendano le realtà locali.
Continuità e rinnovamento
Succedendo a Papa Francesco, Leone XIV si propone di proseguire il cammino di riforma e apertura della Chiesa. La sua elezione rappresenta un segno di continuità con l’orientamento pastorale del suo predecessore, ma anche un rinnovato impegno per una Chiesa più sinodale, missionaria e vicina alle periferie esistenziali.
Con Papa Leone XIV, la Chiesa si prepara a vivere una nuova stagione di evangelizzazione, guidata da un pastore che, con semplicità e determinazione, desidera camminare insieme al popolo di Dio verso un futuro di speranza e fraternità.
Perché Prevost ha scelto il nome Leone XIV
Città del Vaticano, 8 mag. (askanews) – Eletto 267mo Papa della Chiesa cattolica, il cardinale statunitense Robert Francis Prevost ha scelto come nome Leone XIV: sulla scia di San Leone Magno quindi, che fu Papa e Dottore della Chiesa, teologo e pastore, attento alla comunione tra le diverse Chiese, e strenuo difensore della pace, e succedendo a Leone XIII, al secolo Gioacchino Pecci, che fu il 256mo vescovo di Roma e Papa dal 20 febbraio 1878 al 20 luglio 1903.
LEONE XIII Nato a Carpineto Romano, Papa Leone XIII è noto per essere stato il primo Papa dopo mille anni di storia a non esercitare il potere temporale e viene ricordato anche come il il “Papa delle encicliche”. Ne scrisse 86 e la più famosa fu la “Rerum Novarum” (1891), con la quale si realizzò una svolta nella Chiesa cattolica: fu la prima enciclica esplicitamente sociale nella storia della Chiesa cattolica e formulò quindi i fondamenti della moderna dottrina sociale della Chiesa. In questo senso a Leone XIII fu attribuito il nome di “Papa dei lavoratori” e di “Papa sociale”. “La scelta del nome, Leone XIV, è un riferimento alla moderna dottrina sociale della Chiesa con la Rerum Novarum di Leone XIII, un riferimento non casuale agli uomini, alle donne e ai lavoratori in un tempo di Intelligenza artificiale”, ha spiegato Matteo Bruni, direttore della sala stampa della Santa Sede. “Il Papa ci ha parlato di pace, di dialogo – ha aggiunto – e ha richiamato le parole di Francesco nella domenica di Pasqua: Dio ama tutti, il male non prevarrà”.
LEONE MAGNO GLI UNNI ALLE PORTE – Anno 452 d.C.: la Penisola italiana trema di fronte agli Unni, capitanati da Attila. Gran parte del settentrione è già caduto in mano all’invasore. Le città di Aquileia, Padova e Milano sono state conquistate, saccheggiate, rase al suolo. Ora Attila prosegue la sua corsa, è vicino Mantova, sul fiume Mincio. Ed è lì che la Storia si ferma e si forma: Leone Magno, eletto Papa dodici anni prima, si pone a capo di una delegazione di Roma, incontra ad Attila e lo dissuade dal proseguire la guerra di invasione. La leggenda – ripresa poi da Raffaello negli affreschi delle “Stanze Vaticane” – narra che il capo degli Unni si ritiri dopo aver visto apparire, alle spalle di Leone, gli Apostoli Pietro e Paolo, armati di spada. Tre anni dopo, nel 455, è ancora il “Papa Magno”, benché disarmato, a fermare alle porte di Roma i Vandali d’Africa, guidati dal re Genserico. Grazie al suo intervento, la città viene sì saccheggiata, ma non incendiata. Restano in piedi anche le Basiliche di San Pietro, San Paolo e San Giovanni, nelle quali trova rifugio gran parte la popolazione, che ha salva la vita.
“PIETRO HA PARLATO PER BOCCA DI LEONE” – Ma la vita di Leone non si esplicita solo nell’impegno per la pace, portato avanti con coraggio e senza sosta. Il Pontefice si dedica molto anche alla tutela della dottrina: è lui, infatti, ad ispirare il Concilio ecumenico di Calcedonia, che riconosce e afferma l’unione in Cristo delle due nature – umana e divina – respingendo l’eresia di Eutiche, che nega l’essenza umana del Figlio di Dio. L’intervento di Leone al Concilio avviene attraverso un testo dottrinale fondamentale: il “Tomo a Flaviano”, vescovo di Costantinopoli. Il documento viene letto pubblicamente ai 350 Padri conciliari che lo accolgono per acclamazione, affermando: “Pietro ha parlato per bocca di Leone, Leone ha insegnato secondo pietà e verità”.
TEOLOGO E PASTORE – Sostenitore e promotore del Primato di Roma, il “Pontefice Magno” lascia alla storia quasi 100 sermoni e circa 150 lettere, in cui si dimostra sia teologo che pastore, attento alla comunione tra le diverse Chiese, ma non dimentico delle necessità dei fedeli. È per loro, infatti, che anima le opere di carità in una Roma piegata da carestie, povertà, ingiustizie e superstizioni pagane. Porta avanti tutte le azioni indispensabili – si legge nei suoi scritti – per “tenere con costanza la giustizia” ed “offrire amorosamente la clemenza”, poiché “senza Cristo non possiamo nulla, ma con Lui possiamo tutto”.
IL 45mo PAPA DELLA STORIA – Nato nella Tuscia e divenuto diacono della Chiesa di Roma intorno al 430, nel 440 Leone viene inviato dall’imperatrice Galla Placidia a pacificare la Gallia, contesa tra il generale Ezio e il prefetto del pretorio Albino. Pochi mesi dopo, muore Papa Sisto III. Leone, suo consigliere, gli succede. La consacrazione a Pontefice – il 45mo della storia – avviene il 29 settembre del 440.
UN PONTIFICATO DI “PRIMATI” – Il suo Pontificato, lungo ventuno anni, raccoglie diversi primati: primo Vescovo di Roma a portare il nome di Leone; primo Successore di Pietro a essere chiamato “Magno”; primo Papa di cui ci sia giunta la predicazione, è uno anche dei due soli Pontefici (l’altro è Gregorio Magno) ad aver ricevuto, nel 1754 per volere di Benedetto XIV, il titolo di “Dottore della Chiesa”. La sua morte avviene il 10 novembre 461 e, secondo alcuni storici, Leone Magno è stato anche il primo Papa a essere sepolto all’interno della Basilica Vaticana. Ancora oggi, le sue reliquie sono custodite in San Pietro, nella Cappella della “Madonna della Colonna”.
Prevost ha scelto come nome Leone XIV, succedendo quindi a Leone XIII, al secolo Gioacchino Pecci, che fu il 256mo vescovo di Roma e Papa dal 20 febbraio 1878 al 20 luglio 1903.
Nato a Carpineto Romano, Papa Leone XIII è noto per essere stato il primo Papa dopo mille anni di storia a non esercitare il potere temporale e viene ricordato anche come il il “Papa delle encicliche”. Ne scrisse 86 e la più famosa fu la “Rerum Novarum” (1891), con la quale si realizzò una svolta nella Chiesa cattolica: fu la prima enciclica esplicitamente sociale nella storia della Chiesa cattolica e formulò quindi i fondamenti della moderna dottrina sociale della Chiesa. In questo senso a Leone XIII fu attribuito il nome di “Papa dei lavoratori” e di “Papa sociale”.
Tennis, fuori Bellucci e Fognini al passo d’addio a Roma
Roma, 8 mag. (askanews) – Serata storta per gli italiani agli Internazionali di Tennis di Roma. Eliminati Fognini e Bellucci. Il Foro Italico saluta il ligure che all’ultima apparizione a Roma, viene battuto 6-2, 6-3 dal britannico Fearnley al 1° turno degli Internazionali. Il pubblico si alza in piedi per tributare l’omaggio al campione di Monte-Carlo 2019. Fearnley affronterà al 2° turno Matteo Berrettini. Mattia Bellucci ha ceduto piuttosto nettamente allo spagnolo Pedro Martinez, che si è imposto con i parziali di 6-4, 6-2
“Grazie Roma prima di tutto, è stato un bellissimo viaggio. Penso che non c’era altro torneo per poter dire basta qui. Non mi sono ancora ritirato, giocherò ancora fino a fine anno epoi deciderò con calma” ha detto Fabio Fognini dopo esser stato eliminato agli Internazionali. Per l’italiano è la sua ultima partecipazione a Roma e il torneo ha voluto omaggiarlo con un video emozionale alla fine dell’incontro accompagnato dagli applausi del pubblico. “Della mia decisione ne parlerò con la mia famiglia, abbiamo dei bimbi e come tutti c’è un inizio e una fine. Ora un po’ di spazio va là, alla famiglia”, ha aggiunto. Parlando delle ferite aperte in carriera c’è quella di non aver mai vinto la Coppa Davis. “Sarà sempre una ferita aperta non averla vinta – ha raccontato -. Per me quella coppa è stata tutto, é chiaro poi che sono felice che i miei amici e colleghi l’abbiano vinta”.
Mattarella scrive a Leone XIV: pace evocata è speranza dell’umanità
Roma, 8 mag. (askanews) – La “pace” evocata “con forza” nel primo messaggio dal nuovo Papa “è la speranza dell’umanità intera”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Leone XIV per la sua elezione.
“Vostra Santità è chiamata ad un compito imprescindibile e oggi ancor più necessario. Le giungano i più fervidi e sinceri voti augurali miei personali e dell’intera Nazione italiana affinché attraverso la Sua alta missione possano prevalere sempre dialogo, giustizia e pace”, aggiunge il capo dello Stato.
“In questo momento storico, in cui tanta parte del mondo è sconvolta da conflitti inumani dove sono soprattutto gli innocenti a soffrire le conseguenze più dure di tanta barbarie, desidero assicurarLe l’impegno della Repubblica Italiana a perseguire sempre più solidi rapporti con la Santa Sede per continuare a promuovere una visione del mondo e della convivenza tra i popoli fondata sulla pace, sulla garanzia dei diritti inviolabili e della dignità e la libertà per tutte le persone”, evidenzia ancora Mattarella.
“Sono certo che la lunga esperienza nel sud del mondo che Vostra Santità ha maturato anche in veste di missionario manterrà acceso quel faro verso i più deboli e dimenticati che Papa Francesco aveva voluto illuminare fin dall’inizio del proprio pontificato”, sottolinea il capo dello Stato.
M.O., CSD: per Italia indispensabile rispetto diritto internazionale
Roma, 8 mag. (askanews) – “In Medio Oriente, l’interruzione del cessate-il-fuoco a Gaza suscita forte preoccupazione. I feroci attacchi terroristici di Hamas contro inermi cittadini israeliani del 7 ottobre 2023 hanno innescato una spirale di inaudita violenza causando migliaia di vittime e una crisi umanitaria senza precedenti a Gaza, incendiando l’intera area, in un conflitto che si è esteso ben oltre il territorio palestinese e destabilizza l’intera area del Mediterraneo allargato. L’Italia ritiene indispensabili il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e della legalità internazionale, la immediata e duratura cessazione dei combattimenti, la liberazione degli ostaggi ancora crudelmente nelle mani di Hamas, il ripristino urgente da parte di Israele delle condizioni che consentano l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza”. E’ quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio supremo di Difesa riunito oggi al Quirinale e presieduto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Occorre, con determinazione, lavorare ad una soluzione negoziata tra Israele e Palestina che, con il concorso della comunità internazionale, miri alla creazione di due Stati riconosciuti sovrani e indipendenti”, conclude la nota.
Mattarella a Leone XIV: fervidi auguri per un lungo e fecondo pontificato
Roma, 8 mag. (askanews) – “Nel partecipare al ‘gaudium magnum’ annunziato pochi momenti fa alla cristianità e al mondo dal cardinale protodiacono, desidero far giungere, anche a nome del popolo italiano, fervidi auguri per un lungo e fecondo pontificato, oltre che per il benessere spirituale e personale di Vostra Santità”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Papa Leone XIV appena eletto.
“Gli italiani hanno vissuto in spirito di spontanea e profonda adesione il dolore per la scomparsa di papa Francesco – scrive ancora il capo dello Stato -. All’inizio di un nuovo cammino di servizio petrino all’unità della Chiesa, fin d’ora desideriamo accompagnare Vostra Santità, certi che a nessuna donna e a nessun uomo di buona volontà, mancheranno la preghiera e l’affettuosa vicinanza del Papa”.
Il nuovo Papa, il richiamo a "Leone Magno" per la pace e l’unità Chiesa
Città del Vaticano, 8 mag. (askanews) – Eletto 267mo Papa della Chiesa cattolica, il cardinale statunitense Robert Francis Prevost ha scelto come nome Leone XIV: sulla scia di San Leone Magno quindi, che fu Papa e Dottore della Chiesa, teologo e pastore, attento alla comunione tra le diverse Chiese, e strenuo difensore della pace.
GLI UNNI ALLE PORTE – Anno 452 d.C.: la Penisola italiana trema di fronte agli Unni, capitanati da Attila. Gran parte del settentrione è già caduto in mano all’invasore. Le città di Aquileia, Padova e Milano sono state conquistate, saccheggiate, rase al suolo. Ora Attila prosegue la sua corsa, è vicino Mantova, sul fiume Mincio. Ed è lì che la Storia si ferma e si forma: Leone Magno, eletto Papa dodici anni prima, si pone a capo di una delegazione di Roma, incontra ad Attila e lo dissuade dal proseguire la guerra di invasione. La leggenda – ripresa poi da Raffaello negli affreschi delle “Stanze Vaticane” – narra che il capo degli Unni si ritiri dopo aver visto apparire, alle spalle di Leone, gli Apostoli Pietro e Paolo, armati di spada. Tre anni dopo, nel 455, è ancora il “Papa Magno”, benché disarmato, a fermare alle porte di Roma i Vandali d’Africa, guidati dal re Genserico. Grazie al suo intervento, la città viene sì saccheggiata, ma non incendiata. Restano in piedi anche le Basiliche di San Pietro, San Paolo e San Giovanni, nelle quali trova rifugio gran parte la popolazione, che ha salva la vita.
“PIETRO HA PARLATO PER BOCCA DI LEONE” – Ma la vita di Leone non si esplicita solo nell’impegno per la pace, portato avanti con coraggio e senza sosta. Il Pontefice si dedica molto anche alla tutela della dottrina: è lui, infatti, ad ispirare il Concilio ecumenico di Calcedonia, che riconosce e afferma l’unione in Cristo delle due nature – umana e divina – respingendo l’eresia di Eutiche, che nega l’essenza umana del Figlio di Dio. L’intervento di Leone al Concilio avviene attraverso un testo dottrinale fondamentale: il “Tomo a Flaviano”, vescovo di Costantinopoli. Il documento viene letto pubblicamente ai 350 Padri conciliari che lo accolgono per acclamazione, affermando: “Pietro ha parlato per bocca di Leone, Leone ha insegnato secondo pietà e verità”.
TEOLOGO E PASTORE – Sostenitore e promotore del Primato di Roma, il “Pontefice Magno” lascia alla storia quasi 100 sermoni e circa 150 lettere, in cui si dimostra sia teologo che pastore, attento alla comunione tra le diverse Chiese, ma non dimentico delle necessità dei fedeli. È per loro, infatti, che anima le opere di carità in una Roma piegata da carestie, povertà, ingiustizie e superstizioni pagane. Porta avanti tutte le azioni indispensabili – si legge nei suoi scritti – per “tenere con costanza la giustizia” ed “offrire amorosamente la clemenza”, poiché “senza Cristo non possiamo nulla, ma con Lui possiamo tutto”.
IL 45mo PAPA DELLA STORIA – Nato nella Tuscia e divenuto diacono della Chiesa di Roma intorno al 430, nel 440 Leone viene inviato dall’imperatrice Galla Placidia a pacificare la Gallia, contesa tra il generale Ezio e il prefetto del pretorio Albino. Pochi mesi dopo, muore Papa Sisto III. Leone, suo consigliere, gli succede. La consacrazione a Pontefice – il 45mo della storia – avviene il 29 settembre del 440.
UN PONTIFICATO DI “PRIMATI” – Il suo Pontificato, lungo ventuno anni, raccoglie diversi primati: primo Vescovo di Roma a portare il nome di Leone; primo Successore di Pietro a essere chiamato “Magno”; primo Papa di cui ci sia giunta la predicazione, è uno anche dei due soli Pontefici (l’altro è Gregorio Magno) ad aver ricevuto, nel 1754 per volere di Benedetto XIV, il titolo di “Dottore della Chiesa”. La sua morte avviene il 10 novembre 461 e, secondo alcuni storici, Leone Magno è stato anche il primo Papa a essere sepolto all’interno della Basilica Vaticana. Ancora oggi, le sue reliquie sono custodite in San Pietro, nella Cappella della “Madonna della Colonna”.
Meloni a Leone XIV: bene richiamo alla pace, mondo ne ha bisogno
Roma, 8 mag. (askanews) – “La nostra casa si fonda sulla sintesi straordinaria tra fede e ragione. Sintesi che ha permesso alla civiltà italiana ed europea di concepire un mondo nel quale la persona è centrale, la vita è sacra, gli uomini sono liberi e di eguale dignità, lo Stato e la Chiesa sono distinti ma si rispettano reciprocamente, e crescono insieme. Civiltà che rispetta le identità altrui senza però rinnegare la propria, e che costruisce pace laddove altri seminano morte e distruzione. Pace di cui il mondo ha disperato bisogno e che Lei, dalla Loggia della Benedizioni, ha invocato più volte, richiamando l’incessante e instancabile azione portata avanti dal compianto Papa Francesco”. Lo scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una lettera inviata a papa Leone XIV.
CSD: Alleanza atlantica garanzia primaria per scongiurare guerra
Roma, 8 mag. (askanews) – “Il Consiglio Supremo di Difesa ritiene che l’Alleanza atlantica resti la garanzia primaria per scongiurare lo spettro della guerra, in un contesto che ha visto evocare anche lo scenario nucleare”. E’ quanto si legge nel comunicato finale della riunione che si è svolta oggi al Quirinale e presieduta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Si inquadrano in questa funzione di garanzia le missioni cui l’Italia partecipa a sostegno degli Alleati nell’Europa nord-orientale – si legge ancora nel comunicato -. In tal senso, il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’impegno dei nostri contingenti militari e della capacità e determinazione a rispondere alle minacce esterne, nonché a concorrere alla difesa dello spazio aereo europeo dell’Alleanza”.
Csd: libertà e sicurezza bene primario da affermare in Ue e Nato
Roma, 8 mag. (askanews) – “Dopo l’aggressione russa all’Ucraina nuovi fronti di crisi si sono aperti, in una concatenazione che allarga l’area delle tensioni dall’Europa al Medio Oriente. Le gravi situazioni di conflitto che colpiscono il nostro vicinato, così come numerose altre regioni del mondo, pongono i temi della sicurezza e della stabilità al centro delle preoccupazioni europee. Il Consiglio ritiene che libertà e sicurezza della comunità nazionale siano bene primario da affermare, nel quadro dell’appartenenza all’Unione Europea e all’Alleanza Atlantica, che hanno sempre segnato la collocazione della Repubblica nello scenario internazionale”. E’ quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani; il Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della difesa, Guido Crosetto; il Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso; il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano.

















































