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Bellantone (ISS): per un adulto mezzo bicchiere vino a pasto non fa male

Milano, 10 feb. (askanews) – “Bisogna fare molta attenzione agli alcolici in genere, anche al vino, soprattutto negli adolescenti. Oltre un 1,8 mln dei nostri giovani consumano alcol, 700mila di questi hanno avuto degli episodi di ubriacatura e 300mila di questi sono arrivati sino al coma etilico: quindi bisogna stare molto attenti. Dopodiché, per un adulto, mezzo bicchiere a pasto è un qualcosa di piacevole e non dannoso”. A dirlo ad askanews è stato Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), organo tecnico scientifico da sempre molto attento e prudente su questo tema così delicato e attuale.

E’ bene ricordare che nel suo rapporto del giugno 2024, anche l’Organizzazione mondiale della sanità associava il consumo di alcol ad oltre 200 problemi di salute, evidenziando che gli effetti negativi dipendono soprattutto dalla quantità consumata e dalla frequenza degli eccessi. Questo tema da sempre molto discusso riguarda naturalmente anche il vino, la cui percentuale di alcol è di gran lunga inferiore a quella dei distillati ma per il quale in Europa si torna a parlare in questi giorni di nuove misure restrittive per scoraggiarne il consumo, tra cui l’introduzione in etichetta delle avvertenze sanitarie(Alessandro Pestalozza)

La Cina recluta squadrone difesa planetaria per asteroide 2024 Yr4

Roma, 10 feb. (askanews) – L’Amministrazione statale cinese per la scienza, la tecnologia e l’industria per la difesa nazionale sta reclutando personale per posizioni di “difesa planetaria” a causa delle preoccupazioni relative all’impatto dell’asteroide 2024 YR4 con la Terra nel dicembre 2032.

La scorsa settimana, la National Aeronautics and Space Administration (NASA) degli Stati Uniti ha aumentato la possibilità che questo corpo celeste, con un diametro fino a 90 metri, entri in collisione con la Terra dall’1% al 2,3%.

“La Cina ha formato una squadra di difesa planetaria per contrastare la minaccia degli asteroidi vicini alla Terra in seguito alla scoperta di un grande asteroide che potrebbe colpire il nostro pianeta entro sette anni”, ha riferito lunedì il South China Morning Post.

Secondo la pubblicazione, poche settimane dopo la scoperta di 2024 YR4, l’Amministrazione statale per la scienza, la tecnologia e l’industria per la difesa nazionale ha pubblicato un annuncio per tre posti vacanti per ricoprire “posizioni di difesa planetaria”.

Nello specifico, l’agenzia è alla ricerca di laureati per monitorare e studiare gli asteroidi e sviluppare metodi di allerta precoce.

Il corpo spaziale 2024 YR4 è stato scoperto lo scorso dicembre dall’osservatorio ATLAS in Cile.

Sulla scala di Torino, che va da 0 a 10 e viene utilizzata per misurare il pericolo di un impatto con un oggetto vicino alla Terra, 2024 YR4 è stato classificato come 3.

L’asteroide sarà visibile fino ad aprile, quando se colpirà la Terra sarà possibile calcolarne con maggiore precisione la traiettoria, e poi nel 2028, ma su una traiettoria meno ravvicinata, hanno spiegato gli astronomi a Sputnik.

La sua traiettoria sarà poi seguita dal telescopio James Webb, che osserva gli oggetti più distanti dell’universo.

A fine gennaio, lo Space Mission Planning Advisory Group (SMPG) ha analizzato la possibilità di impatto del 2024 YR4 e ha concluso che era troppo presto per agire.

Lunedì lo SMPG ha affermato che si sarebbe riunita nuovamente verso la fine del periodo di osservazione dell’asteroide (fine aprile, inizio maggio) e avrebbe raccomandato alle Nazioni Unite di adottare misure qualora la probabilità di impatto fosse superiore all’1%.

In caso di impatto, i danni potrebbero essere ingenti. Secondo l’International Asteroid Warning Network, il corridoio di rischio per un impatto, ovvero la regione in cui potrebbe verificarsi, si estende attraverso l’Oceano Pacifico, il Nord America meridionale, l’Oceano Atlantico, l’Africa, il Mar Arabico e l’Asia meridionale.

Spionaggio, Schlein: trojan Paragon? Meloni chiarisca chi è il responsabile

Roma, 10 feb. (askanews) – “Tutta la nostra solidarietà. Noi intendiamo andare avanti. Giorgia Meloni non può continuare a nascondersi e fuggire. Bisogna che il governo charisca che cosa è accaduto”, che “chiariscano chi è responsabile. Sono a garantirvi che noi andiamo assolutamente avanti per fare piena luce” su questa vicenda. Lo ha detto Elly Schlein intervenendo in collegamento alla conferenza stampa a Strasburgo sullo spyware Paragon, con il direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato, e Luca Casarin della ONG Mediterranea Saving Humans.

Alla conferenza stampa partecipano europarlamentari di Pd, M5S, AVS.

Hamas rinvia il rilascio degli ostaggi. Israele: la mancata liberazione è violazione degli accordi

Roma, 10 feb. (askanews) – Hamas rinvierà il rilascio dei tre ostaggi israeliani in programma sabato a causa della “mancata osservanza dell’accordo” di cessate il fuoco da parte di Israele: lo ha annunciato Abu Obaida il portavoce dell’ala militare del movimento palestinese, le Brigate Al Qassam. “Nelle ultime tre settimane, la dirigenza della resistenza ha osservato violazioni e inadempienze da parte del nemico dei termini dell’accordo … Pertanto, il rilascio dei prigionieri sionisti (israeliani) che dovevano essere liberati sabato prossimo, 15 febbraio, sarà posticipato fino a nuovo ordine finché le forze di occupazione non si impegneranno al rispetto dell’accordo e risarciranno i danni” ha concluso il portavoce.

Ma anche Israele denuncia una violazione dell’accordo. L’annuncio di Hamas di voler rimandare la liberazione degli ostaggi israeliani prevista per sabato costituisce una violazione dell’accordo di cessate il fuoco: ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Katz ha anche ordinato lo stato di massima allerta per le forze armate israeliane nella Striscia di Gaza.

Lagarde: calo industria e sfiducia consumatori frenano Pil eurozona

Roma, 10 feb. (askanews) – La crescita economica dell’area euro resta debole, a causa della persistente contrazione che si trascina nel manifatturiero e della “esitazione” delle famiglie ad aumentare i consumi. Tuttavia, secondo la presidente della Bce, Christine Lagarde, “permangono le condizioni per una ripresa”, ha affermato durante il suo intervento alla plenaria del parlamento europeo.

“L’economia dell’area è cresciuta in maniera modesta. Nel quarto trimestre la produzione è rimasta piatta, ma ha comunque superato dello 0,9% quella della fine del 2023. Le indagini – ha detto Lagarde – segnalano che il manifatturiero continua a contrarsi, mentre l’attività dei servizi è in espansione. La fiducia dei consumatori è fragile e, nonostante l’aumento dei redditi reali, le famiglie sono titubanti a spendere”.

Tuttavia, appunto, le condizioni per una ripresa ci sono ancora. “Un solido mercato del lavoro e redditi più elevati dovrebbero rafforzare la fiducia dei consumatori e consentire un aumento della spesa. Un credito più accessibile dovrebbe stimolare consumi e investimenti nel tempo. Anche le esportazioni – ha aggiunto Lagarde – dovrebbero sostenere la ripresa, sebbene questo sia anche legato agli sviluppi nelle politiche commerciali internazionali”. (fonte immagine: European Parliament).

Il piano di Trump per Gaza: "I palestinesi non avranno diritto al ritorno"

Roma, 10 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha affermato che i palestinesi non avranno il diritto al ritorno secondo il suo piano per Gaza, in un’intervista su Fox News, di cui una prima parte è stata trasmessa ieri in occasione del Super Bowl.

Alla domanda del giornalista se i palestinesi avrebbero “il diritto al ritorno” nel territorio devastato dalla guerra, Donald Trump ha risposto: “No, non lo avrebbero perché avranno alloggi molto migliori”. “In altre parole”, ha aggiunto, “sto parlando di costruire per loro un posto permanente perché se dovessero tornare adesso ci vorranno anni prima che possano farlo, non è abitabile”.

In questa intervista, il presidente americano ha affermato che gli Stati Uniti costruiranno “belle comunità” per i circa 2 milioni di abitanti di Gaza. “Potrebbero essere cinque, sei o due. Ma costruiremo comunità sicure, un pò lontane da dove si trovano loro, dove si trova tutto questo pericolo”, ha aggiunto Trump. “Bisogna vederlo come uno sviluppo immobiliare per il futuro. Sarebbe un magnifico pezzo di terra. Non ci sarebbero spese significative”, ha aggiunto ancora Trump.

Esposto del Dis contro i pm di Roma, la procura di Perugia apre un’inchiesta (ecco cosa sappiamo)

Roma, 10 feb. (askanews) – La Procura di Perugia ha aperto un fascicolo d’inchiesta in merito all’esposto del Dis nei confronti del pubblici ministeri della Capitale, riguardo la gestione degli atti in una indagine aperta, nelle scorse settimane a Roma, sulla base della denuncia del capo di gabinetto della presidente del consiglio. Gli inquirenti del capoluogo umbro sottolineano, in una nota del procuratore capo Raffaele Cantone, che “non può essere riferito il contenuto dell’iscrizione né il registro in cui è stata disposta, trattandosi di informazioni coperte dal segreto”. Comunque “l’iscrizione è stata disposta nel rigoroso rispetto dei criteri indicati dall’art. 335 cpp, come modificato dal d.lgs n. 150/22 (riforma Cartabia), e dalla direttiva dell’ufficio in materia”.

Sono stati depositati atti coperti da segreto? Quanto avvenuto è stato intenzionale od accidentale? Come è possibile che sia stato pubblicato un documento dell’Aisi su Gaetano Caputi, capo di gabinetto della presidente Giorgia Meloni, e che lo stesso incartamento sia finito in una ‘chiusura indagini’ della Procura di Roma e quindi riportato dal quotidiano Domani? Sono questi alcuni degli interrogativi a cui gli inquirenti della Procura di Perugia dovranno certamente rispondere nel fascicolo avviato stamane riguardo i pubblici ministeri della Capitale ed il loro vertice, il procuratore capo Francesco Lo Voi.

L’esposto del Dis, presentato nei giorni scorsi, ha messo a conoscenza dei magistrati del capoluogo umbro un sostanziale riassunto di quanto avvenuto e che vedeva contrapposti alcuni importanti uffici dello Stato. La Procura di Perugia, con una nota del procuratore Raffaele Cantone, ha risposto che “non può essere riferito il contenuto dell’iscrizione né il registro in cui è stata disposta, trattandosi di informazioni coperte dal segreto”.

Comunque “il procedimento è stato assegnato al sostituto individuato secondo il criterio predeterminato e automatico e, in relazione alla particolare delicatezza dei fatti in esso esposti, si è ritenuta opportuna la codesignazione” di Cantone. In particolare, “non può essere riferito il contenuto dell’iscrizione né il registro in cui è stata disposta trattandosi di informazioni coperte dal segreto ex art. 329 codice di procedura penale”.

Facile immaginare che nei prossimi giorni o settimane potrebbero registrarsi nuovi sviluppi sulla vicenda. Ed al momento si osserva un sostanziale accerchiamento del procuratore capo di Roma visto che dopo la richiesta di apertura pratica per “eventuali profili disciplinari” sarà la I commissione del Consiglio superiore della magistratura a dover fare chiarezza. L’istanza dei consiglieri laici del centrodestra riguarda, come noto, l’iscrizione nel registro delle notizie di reato, per favoreggiamento e altre ipotesi di reato, dei vertici di governo – la premier Meloni, i ministri Nordio e Piantedosi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano.

Il nodo irrisolto è ancora la scarcerazione dell’ufficiale libico Almasri. Intanto sempre al Palazzo dei Marescialli, forse già domani, il Comitato di presidenza deciderà se aprire una seconda pratica su Lo Voi, finalizzata all’avvio di una procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale-funzionale. Sullo sfondo c’è la richiesta alla Procura generale della Cassazione per la valutazione di eventuali illeciti disciplinari.

Santanchè alla Camera per sfiducia, Fi-Lega assenti. Governo minimizza

Roma, 10 feb. (askanews) – L’aula di Montecitorio semivuota di lunedì, quando non sono previste votazioni ma solo discussione generale, è “la norma”, come spiega Fabio Rampelli al termine della seduta che ha presieduto in qualità di vicepresidente della Camera. Ma i banchi completamente vuoti di Forza Italia, Lega e Noi Moderati durante la discussione sulla mozione di sfiducia presentata da M5s – poi sottoscritta anche da Pd e Avs – nei confronti Daniela Santanchè oggi sembrano proprio dare il senso del vuoto creato dalla maggioranza intorno alla ministra del Turismo, a processo per false comunicazioni sociali in merito al caso Visibilia.

Al lato destro dell’emiciclo ci sono solo dodici deputati di Fratelli d’Italia (Antoniozzi, Trancassini, Roscani, Giordano, Amich, Perissa, Sbardella, Lucaselli, tra gli altri), “un drappello di martiri di Fdi che è stato costretto a presentarsi”, li definisce il dem Federico Gianassi. Accanto a Santanchè, nei banchi del governo, i ministri – tutti di Fdi – Luca Ciriani e Nello Musumeci. Nella fila dei sottosegretari Marcello Gemmato, fedelissimo della premier Giorgia Meloni, e Vannia Gava, unica leghista presente. Tailleur color crema, lo stesso indossato ieri alla Bit di Milano dove la ministra si è esibita in una scatenata tarantella, foulard al collo, prima di entrare in aula, Santanchè pranza al ristorante di Montecitorio con i deputati Fdi Gianluca Caramanna, Andrea Mascaretti e Lucrezia Mantovani, figlia di Mario, che quando era vicepresidente della Regione Lombardia venne arrestato e Santanchè, allora in Forza Italia, fu una delle poche a difenderlo strenuamente minacciando addirittura di lasciare il partito di Berlusconi.

La ministra non concede neanche un commento, né prima né dopo la discussione durante la quale intervengono solo deputati di Pd, M5s e Avs, sette in tutto. Alla presenza della segretaria dem Elly Schlein e del leader M5s Giuseppe Conte, tutti chiamano in causa Giorgia Meloni: “Venga a dirci la verità. Va a dire urbi et orbi che non è ricattabile. La domanda è: chi la ricatta? Forse qualche suo collega di maggioranza? Per questo non riesce a pretendere le dimissioni della sua ministra?”, attacca la deputata M5S Vittoria Baldino illustrando la mozione di sfiducia. Toni Ricciardi del Pd si chiede “perché il ministro Sangiuliano è stato invitato a dimettersi e la stessa cosa non avviene con Santanché. Esistono leve di ricattabilità che la ministra del Turismo può vantare a differenza di Sangiuliano? Meloni è ricattata da Santanché? Non ha forza di pretendere le dimissioni di una ministra che imbarazza il governo, il suo partito e tutte le istituzioni. Sta difendendo l’indifendibile, si tolga dall’imbarazzo e chieda dimissioni di Santanché”. Per Filiberto Zaratti (Avs) “le dimissioni di un ministro come Santanchè sono una necessità, perché la dignità di un Paese coincide con la dignità di un ministro”.

La ministra parla all’orecchio di Musumeci, si fa portare un foglio bianco dai commessi e prende appunti forse in vista della sua replica che ci sarà quando in aula arriverà il momento del voto sulla mozione. Santanchè si è anche informata sul tempo che ha a disposizione per l’intervento. Tutto il tempo di cui ha bisogno, le è stato risposto. Ma il suo silenzio oggi non lascia indifferente l’opposizione. Quando, al termine dell’ultimo intervento, quello del 5 stelle Silvestri, la ministra si alza in piedi e lascia l’aula, i deputati di M5s, Pd e Avs le urlano “Vergogna, vergogna”. Tanto che Rampelli è costretto a richiamarli: “Stiamo scoprendo oggi che ci si può prenotare per la replica nella seduta successiva?”.

Quando sarà la seduta successiva, quella del voto sulla mozione non è ancora chiaro. Difficile, quasi impossibile, in questa settimana, è al punto sette dell’ordine del giorno. La prossima inizierà con il voto di fiducia – che il governo chiederà venerdì – sul decreto Pnrr-emergenze. “Sarà la capigruppo a decidere”, spiega Ciriani “il governo in questa vicenda c’entra relativamente. Una mozione del genere si fa in tre ore. Io non ho problemi, eravamo pronti a farla anche domani. Se non si troverà spazio in questa settimana si può fare anche la prossima”. Sulle assenze il ministro minimizza: “Oggi è lunedì e non c’erano molti in Aula, neanche dall’altra parte”. Una quarantina. “La replica ci sarà il giorno del voto e quel giorno saremo tutti pronti. Se la maggioranza interverrà? Certo, ci sono le dichiarazioni di voto…”.

Santanchè lascia la Camera non appena finita la seduta senza rilasciare dichiarazioni. Il suo stato d’animo lo descrive Musumeci, che in aula le è stato accanto per tutta la discussione: “Non l’ho sentita assolutamente amareggiata, è convinta di essere dalla parte della ragione. Daniela è una cocciuta, una tosta. Io mi auguro che possa davvero dimostrare l’estraneità ai fatti che le contestano, io sono garantista lo sono sempre stato”. Anche Musumeci minimizza le assenze: “Non vedo nessuno scandalo”.

Bce, Lagarde: più incertezza su inflazione con tensioni commercio

Roma, 10 feb. (askanews) – Nell’area euro “l’inflazione è orientata a tornare al nostro obiettivo del 2% sul medio termine nel corso di quest’anno”, ma “con rischi sia al rialzo che al ribasso. Maggiori frizioni nel commercio internazionale renderebbero le prospettive di inflazione dell’area euro più incerte”. Lo afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde nel suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo, secondo il testo pubblicato dall’istituzione.

Alla Bce “siamo determinati ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi in maniera sostenibile al nostro obiettivo di medio termine del 2%. Seguiremo un approccio (decisionale) legato ai dati in cui, volta per volta, determineremo l’appropriata linea monetaria. Non ci vincoliamo – ha ribadito – a un percorso particolare sui tassi”.

Pecoraro Scanio: Pizza simbolo dell’italia e di sostenibilit

Roma, 10 feb. (askanews) – “La pizza sempre pi il simbolo dell’Italia nel mondo, ma anche un prodotto amico dell’ambiente, un alimento sostenibile che rappresenta il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione” – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, gi promotore della campagna che ha portato nel 2017 al riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano come Patrimonio Immateriale dell’Umanit UNESCO, intervenendo alla presentazione del libro relativo allo studio scientifico sulla pizza napoletana verace realizzato da varie universit italiane capitanate dalla federicoII di Napoli , curato dal preside emerito della facolt di agraria prof Masi e sostenuto da Antimo Caputo.

“Questo percorso stato possibile anche grazie al prezioso contributo dell’Universit Federico II e del Dipartimento di Agraria della Reggia di Portici, che hanno saputo connettere il mondo dell’artigianato della pizza con il grande settore dell’agroalimentare. fondamentale comprendere che senza ingredienti di qualit – farine selezionate, pomodori eccellenti, mozzarella e fior di latte d’eccellenza, olio extravergine d’oliva – non pu esserci una vera pizza napoletana” – sottolinea Pecoraro Scanio.

“Oggi pi che mai, dopo il riconoscimento UNESCO, necessario che lo Stato, la Regione, gli enti locali e le istituzioni scientifiche si impegnino attivamente per tutelare questa tradizione, preservandone l’identit e promuovendo un’innovazione intelligente e sostenibile. Il patrimonio della pizza napoletana non solo un’eredit culturale, ma un modello da valorizzare a livello globale per la qualit, la sostenibilit e il legame con i territori” – conclude Pecoraro Scanio.

Caso Almasri, la Corte penale internazionale apre un fascicolo ma "l’Italia potrà presentare osservazioni"

Roma, 10 feb. (askanews) – “L’Italia avrà l’opportunità di presentare delle osservazioni” alla Corte penale internazionale in merito alla mancata consegna di Osama Almasri da parte dell’Italia, al vaglio della Camera preliminare: lo ha dichiarato il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah, riguardo il caso del capo della polizia giudiziaria libica, responsabili anche della prigione di Mitiga, gravato da un mandato di cattura della Cpi per crimini di guerra e contro l’umanità.

“La questione della mancata osservanza da parte di uno Stato membro di una richiesta di cooperazione per l’arresto e la consegna da parte della Corte Penale Internazionale è di competenza della Camera competente, vale a dire la Camera preliminare I: come parte di questa procedura, ai sensi del Regolamento 109(3) del Regolamento della Corte” sarà possibile presentare delle osservazioni in merito.

“Finché la Camera preliminare I non avrà esaminato la questione e non avrà emesso una decisione, la Corte non fornirà ulteriori commenti” ha concluso il portavoce, sottolineando come “questo iter non riguarda responsabilità individuali o casi contro persone specifiche”.

Mafia, Meloni: impegno totale, nessun cedimento a criminalità

Roma, 10 feb. (askanews) – “Ho letto le intercettazioni pubblicate da ‘La Repubblica’, in cui alcuni boss si scagliano contro di me e il Governo italiano per non aver allentato il carcere duro ai mafiosi. Un’ulteriore conferma che siamo sulla strada giusta. Il nostro impegno nella lotta alla mafia è totale. Il 41 bis e l’ergastolo ostativo restano capisaldi imprescindibili. Nessun cedimento alla criminalità organizzata finché saremo noi a governare l’Italia”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Arte, a Palazzo Bonaparte fino al 2 giugno Munch-Il grido interiore

Roma, 10 feb. (askanews) – Dall’11 febbraio Palazzo Bonaparte a Roma ospita la mostra dedicata ad Edvard Munch, che sarà aperta fino al 2 giugno 2025. Si tratta di una straordinaria retrospettiva che racconta l’intero percorso di uno degli artisti più amati del mondo, con oltre cento capolavori prestati eccezionalmente dal Munch Museum di Oslo. Nelle sale di Palazzo Bonaparte si potranno ammirare, fra le altre, opere come “La morte di Marat”, “Notte stellata”, “Le ragazze sul ponte”, “Malinconia”, “Danza sulla spiaggia”, nonché una delle versioni litografiche de “L’Urlo”. Reduce dai successi milanesi, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, che apre così i festeggiamenti per il suo venticinquesimo anniversario, e il Main partner è Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale.

Alla presentazione alla stampa la Presidente di Arthemisia Iole Siena ha affermato: “Siamo onorati ed orgogliosi di aver potuto realizzare questo grandioso progetto in collaborazione col MUNCH Museum di Oslo. Munch mancava da molti decenni in Italia e il grande successo riscosso nella prima tappa a Milano ci ha confermato quanto grande sia l’amore del pubblico verso questo artista immenso, capace di darci emozioni fortissime”.

La Prof.ssa Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, ha sottolineato: “Quest’ampia retrospettiva su Munch è il secondo, importante, progetto che vede consolidarsi negli splendidi spazi di Palazzo Bonaparte di Generali, a Roma, la collaborazione tra la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e la società Arthemisia, dopo la grande mostra su Botero che si è chiusa da poco con un eccezionale successo, oltre 200mila visitatori. La mostra su Edvard Munch rappresenta un’occasione unica per ammirare le 100 opere provenienti dal Museo Munch di Oslo. Questo nostro ambizioso progetto espositivo, che spicca per il respiro internazionale e l’indubbio valore artistico, consentirà ai visitatori di penetrare l’essenza dell’intenso percorso creativo del grande maestro norvegese dell’Espressionismo psicologico, il quale ha più efficacemente di ogni altro saputo trasferire su tela i sentimenti e le angosce connaturati nella propria anima, divenendo emblema indiscusso dei tormenti e dei drammi esistenziali. Famoso in tutto il mondo per il celebre ‘L’urlo’, è stato autore prolifico anche di opere meno crude e crepuscolari, la cui tecnica peculiare fatta di geometrie originali e un uso potente del colore ha improntato tutta la sua produzione artistica”.

Il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, mecenate e filantropo, storico Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, ha affermato: “Pochi artisti al pari di Edvard Munch hanno saputo rappresentare, attraverso la propria opera, l’essenza degli stati d’animo umani che intendevano indagare. L’arte di Munch prende avvio dai laceranti drammi della sua vita interiore, tra cui i gravi lutti, mai superati e patiti fin dall’infanzia, e lo stato di salute precario, aprendo profondi squarci di osservazione sulla condizione di solitudine dell’uomo moderno. Una ricerca tuttavia filtrata dalle relazioni strettissime che egli intrattenne con la cultura letteraria e filosofica del tempo, tra cui il pensiero di Nietzsche e la scienza psicoanalitica di Freud. Anticipatore dell’Espressionismo, ne interpretò i temi essenziali dell’angoscia esistenziale e dell’incombere della morte, ma anche dell’interazione costante che esiste tra l’Uomo e la Natura”.

La mostra è curata da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo dell’artista, con la collaborazione scientifica di Costantino D’Orazio, ed è realizzata in collaborazione col Museo Munch di Oslo.

In aula la mozione di sfiducia a Santanchè, le opposizioni gridano "vergogna". Vuoti banchi Fi e Lega

Roma, 10 feb. (askanews) – In aula alla Camera si è tenuta la discussione generale sulla mozione di sfiducia presentata da M5s nei confronti della ministra del Turismo Daniela Santanchè. Accanto alla ministra nei banchi del governo si sono seduti i ministri Ciriani e Musimeci. Nella fila sottostante i sottosegretari Gemmato e Vannia Gava.

Vuoti i banchi di Fi, Lega e Noi Moderati, tra i 12 deputati di Fdi presenti Antoniozzi e Trancassini. Una quarantina i deputati dell’opposizione presenti, compresi la segretaria Pd Elly Schlein e il leader M5s Giuseppe Conte. Forte protesta delle opposizioni per il silenzio della ministra. “Vergogna, Vergogna”. È il coro indirizzato dai banchi di Pd e M5s nei confronti di Santanchè a conclusione della discussione generale sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti. Non appena è terminato l’intervento dell’ultimo deputato iscritto a parlare, Santanchè, infatti, si è alzata e ha lasciato l’aula tra le proteste dell’opposizione, che è stata ripresa dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli: “Stiamo scoprendo oggi che ci si può prenotare per la replica nella seduta successiva?”, ha domandato retorico. La ministra infatti può prendere la parola nel giorno in cui l’aula si riunirà per la votazione della mozione.

Il presidente di turno dell’Aula, Fabio Rampelli (FdI), al termine della discussione generale alla
Camera sulla mozione di sfiducia alla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha inoltre dato la sua spiegazione ai banchi vuoti: “È una notizia il fatto che di lunedì per una discussione generale c`era poca presenza in Aula? C’era il pienone rispetto agli altri lunedì. Siamo assolutamente nella
norma, poi quando si proseguirà, e ci saranno le dichiarazioni di voto, con tutta probabilità il ministro interverrà, e ci saranno tutti i deputati”. “Ripeto e sottolineo, il lunedì nelle discussioni generali ci sono solo coloro che parlano in Aula, ha quindi aggiunto spiegando che non c`è ancora una data fissata per la votazione: “Penso che ci sarà il passaggio in capigruppo che farà la
calendarizzazione”.

Sanremo, Brunori Sas: tra i favoriti? Non scommetterei mai su di me

Sanremo, 10 feb. (askanews) – “Il primo Sanremo lo sto vivendo un po’ come un gioco, al momento sono molto divertito, ma so che quando salir sul palco penser che mi stanno vedendo tutti. Allora cercher di pensare solo alle persone che hanno ispirato la mia canzone”.

Cos Brunori Sas, parlando alla festa di Radio Italia a poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo. E sui bookmaker che lo danno tra i favoriti, ha detto: “Io non avrei scommesso una lira su di me e continuo a dire che meglio non scommettere su di me, ma c’ tanta gente che evidentemente ama il rischio, anche nel FantaSanremo mi mettono come capitano, non hanno capito che sar una tragedia”.

Satispay: da aprile commissione unica dell’1% su pagamenti fisici

Milano, 10 feb. (askanews) – Satispay conferma le indiscrezioni di stampa e informa in una nota che da inizio anno sono partite le comunicazioni alla rete di esercenti convenzionati su un cambio delle commissioni. Le novità scatteranno il 7 aprile. Il nuovo pricing prevederà per gli esercenti un’unica commissione dell’1% su tutti i pagamenti nei negozi fisici.

Su tutte queste transazioni, così come per i trasferimenti tra privati (P2P)- fa sapere la fintech – i consumatori continueranno a poter utilizzare il servizio in modo gratuito, senza alcuna commissione.

Alberto Dalmasso, co-founder e CEO di Satispay, ha spiegato che “se 10 anni fa la chiave per cambiare le abitudini di pagamento era un’app intuitiva e una politica che non richiedesse commissioni sui pagamenti sotto i 10 euro, oggi lo scenario è diverso. Ora i negozianti accettano di buon grado i pagamenti elettronici, ma resta forte la necessità di attrarre sempre più clienti. Per questo – ha aggiunto – lavoriamo ogni giorno, per creare nuovi servizi a valore aggiunto e far crescere con noi i nostri esercenti. Già succede con i Satispay Buoni Pasto e Buoni Acquisto (fringe benefits) e continuerà con le future novità. Solo nel 2024, sono stati spesi Satispay Buoni Pasto per un valore di 50 milioni di euro, senza commissioni aggiuntive per l’esercente”.

Satispay fa sapere di avere 5 milioni di clienti e più di 400mila esercenti convenzionati. Il team che lavora allo sviluppo della fintech è composto da quasi 700 persone.

Usa in rosso con Ue sui beni (156 mld), ma surplus servizi (104 mld)

Roma, 10 feb. (askanews) – Se con i Paesi dell’Unione europea gli Stati Uniti hanno effettivamente un consistente deficit commerciale, pari a circa 156,3 miliardi di euro in base ai dati 2023, i più recenti (verranno aggiornati a breve sul 2024), sugli scambi di servizi all’opposto gli Usa godono di un surplus quasi altrettanto rilevante: oltre 104 miliardi di euro. Lo ha sottolineato un portavoce della Commissione europea, Olof Gill, interpellato al briefing stampa di Mezzogiorno, in merito in merito alla comunicazione inviata sui dazi del 25% annunciati dall’amministrazione Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio.

“Stiamo ancora parlando di minacce di dazi – ha rilevato – non ci è stato notificato nulla” a livello formale. Secondo Bruxelles si tratterebbe di misure prive di giustificazione, alle quali l’Ue reagirebbe “per proteggere gli interessi di imprese, lavoratori e consumatori europei rispetto a misure ingiustificate”. Il tutto mentre con i partner commerciali “questo è il tempo per la collaborazione, non per gli scontri”.

Specialmente tra Ue e Usa: “dal punto di vista della Commissione europea, come alleati di lungo termine Unione europea e Stati Uniti hanno costruito una forte partnership basata su valori condivisi e cooperazione reciproca – ha proseguito il portavoce -. I dazi metterebbero in dubbio lo spirito di cooperazione che ha definito a lungo le relazioni transatlantiche”.

Per parte sua l’Ue “beneficia del fatto di essere una delle economie più aperte del mondo, il dazio medio applicato ai beni importati nell’Unione europea è molto basso. Oltre il 70% delle importazioni entrano nell’Unione europea con dazi a zero. Tenendo presente questo, lasciatemi ribadire alcuni principi chiave: siamo contro barriere ingiustificate al libero commercio – ha detto -. Siamo pienamente a favore di un un terreno di concorrenza paritetico. E assumeremo sempre i passi necessari per proteggere i nostri interessi economici, così come per tutelare imprese, lavoratori e consumatori europei da misure ingiustificate”.

“Restiamo impegnati su un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti e i nostri partner commerciali”. Sempre rispondendo a domande della stampa, il portavoce ha elencato le cifre chiave degli scambi Ue-Usa: “Nel 2023 gli Stati Uniti hanno esportato beni per 346 miliardi di euro all’Unione europea, mentre ne hanno importati per 502,3 miliardi. Al tempo stesso gli Stati Uniti hanno esportato servizi per 396,4 miliardi alla Ue e importato servizi dalla Ue per 292,4 miliardi. Come potete vedere – ha rimarcato – le nostre economie si completano reciprocamente piuttosto bene”.

Il portavoce non ha voluto rispondere alle varie domande ipotetiche sul come verrebbero approntate eventuali rappresaglie Ue a nuovi dazi Usa. Né, nel fornire le cifre chiave degli scambi, ha ventilato ipotesi sul fatto che queste rappresaglie possano prendere di mira gli scambi di servizi, dove gli Usa risultano marcatamente in surplus rispetto alla Ue.

“Riteniamo che nessuna delle misure potenziali delineate dall’amministrazione Usa sia giustifica”, ha invece ribadito. Precedentemente, in una comunicazione su questi temi la Commissione Ue ha avvertito che in generale, “l’imposizione di dazi sarebbe illegale e economicamente controproducente, specialmente data la profonda integrazione delle catene di approvvigionamenti tra Unione europea e Stati Uniti. Fondamentalmente i dazi sono tasse. Imponendo dazi, gli Stati Uniti tasserebbero i propri cittadini, aumentando i costi per le imprese e alimentando l’inflazione. In più – ha avvertito Bruxelles – i dazi aumentano l’incertezza economica e minano l’efficienza e l’integrazione dei mercati globali”.

La Ue: i dazi Usa sarebbero ingiustificati, siamo pronti a reagire

Roma, 10 feb. (askanews) – Eventuali dazi da parte degli Stati Uniti su acciaio e alluminio provenienti dall’Unione europea sarebbero “ingiustificati” e la Commissione Ue, nel caso in cui venissero effettivamente adottati “reagirà per proteggere gli interessi di imprese, lavoratori e consumatori rispetto europei a misure ingiustificate”. Lo si legge in un comunicato diramato dall’ente comunitario, in merito ai dazi sull’acciaio al 25% annunciati dall’amministrazione Trump.

Tuttavia, “al momento non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale riguardo all’imposizione di dazi addizionali sui beni europei – precisa la Commissione-. Non risponderemo a annunci generalizzati, senza maggiori o una chiarimento scritto”.

“In generale, l’imposizione di dazi sarebbe illegale e economicamente controproducente – prosegue la Commissione europea – specialmente data la profonda integrazione delle catene di approvvigionamenti tra Unione europea e Stati Uniti, stabilite tramite il commercio e gli investimenti transatlantici. Fondamentalmente i dazi sono tasse. Imponendo dazi, gli Stati Uniti tasserebbero i propri cittadini, aumentando i costi per le imprese e alimentando l’inflazione. In più i dazi aumentano l’incertezza economica e minano l’efficienza e l’integrazione dei mercati globali”.

Sanremo, Carlo Conti: "Non ho avuto nessun tipo di pressione politica"

Sanremo, 10 feb. (askanews) – “Non ci saranno i monologhi, ma non ho avuto nessun tipo di pressione politica e l’azienda si è fidata di me e mi ha dato carta bianca. Parlo a tutti gli spettatori, e voglio offrire al pubblico uno spettacolo con ritmo. Cercherò di finire presto e di rispettare gli orari, cercheremo di chiudere alle 1.20. Poi voglio dire che una parola forte vale più di una chiacchierata anche se rispetto i monologhi, ci sarà anche Bove che racconterà come sta vivendo un momento difficile, ci sarà Paolo Kessisoglu che canterà con sua figlia una canzone sul disagio dei giovani che non escono di casa. La politica starà fuori” ha detto Carlo Conti in conferenza stampa a Sanremo.

Mattarella: 70 anni di pace nella Ue, favorire l’ingresso di Ucraina-Moldova

Roma, 10 feb. (askanews) – “Oggi, nel nostro Continente, Stati e popoli che nel passato si sono combattuti sono insieme nell’Unione Europea, condividendo valori, identità, principi, prospettive”, è un percorso che in Europa, “ha visto il ribaltamento della pretesa di dominazione, di secoli di guerre fratricide e rovinose”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrando al Quirinale la Giornata del ricordo.

Una pace, in Ue, lunga “settant’anni! Nell’auspicio che prosegua costantemente, sempre più a lungo”, “un cammino – ha rilanciato Mattarella – non sempre agevole, costellato da aperture e da ostacoli, ma che oggi più che mai va proseguito con coraggio, ostinazione e saggezza, sia all’interno dell’Unione sia alle sue frontiere, impegnandosi anche per agevolare l’ingresso di nuovi membri – Paesi dei Balcani Occidentali che ne sono ancora esclusi, Ucraina, Moldova – e diffondendo nel continente lo spirito europeo, che esprime e persegue pace, dialogo, integrazione, collaborazione e sviluppo”.

“Le nuove generazioni hanno ben compreso la sfida del tempo. Collaborano, lavorano, studiano e vivono insieme, trasformando le differenze in opportunità, e attuando, nei fatti, lo spirito dell’Unione Europea. Abbiamo il dovere di non deluderli e di continuare a operare con coraggio. A sperare, a non rassegnarci” ha concluso il presidente.

Sanremo, Marcella Bella: dedico il brano alle donne con la “cazzimma”

Sanremo, 10 feb. (askanews) – Marcella Bella, in gara a Sanremo con “Pelle Diamante”, alla festa di Radio Italia alla vigilia del festival, sul suo brano ha detto: “C’ un po’ di me ma dedicato alle donne che hanno la ‘cazzimma’, le donne guerriere, perch noi dobbiamo essere cos; come il diamante, che resistente ma anche prezioso”.

Cinema, al Filming Italy-Los Angeles da Alec Baldwin a Zoe Saldana

Roma, 10 feb. (askanews) – Al via la decima edizione di Filming Italy – Los Angeles creato e diretto da Tiziana Rocca, Agnus Dei, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles diretto da Emanuele Amendola, che si terrà dal 19 al 22 febbraio a Los Angeles, in collaborazione con APA (Associazione Produttori Audiovisivi), sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles e in collaborazione con ITA (Italian Trade Agency).

Filming Italy – Los Angeles, oltre a promuovere l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana, sostiene la crescita culturale italiana attraverso il suo cinema, l’internazionalizzazione dei prodotti dell’audiovisivo italiani e supporta le relazioni interculturali tra i vari registi, produttori ed artisti.

Tiziana Rocca, fondatrice e direttrice artistica del Festival, ha dichiarato: “Sono molto felice di annunciare questa decima edizione del Filming Italy – Los Angeles, un traguardo importantissimo per un festival che anno dopo anno si è affermato come ponte tra l’Italia e l’America per la promozione e la valorizzazione del cinema italiano all’estero. E continuiamo a farlo proprio all’interno della Film Awards Season di Los Angeles – tra i Golden Globe e gli Oscar – in modo da conferire sempre maggiore prestigio e notorietà a tutte le opere che stiamo man mano inserendo nel nostro programma, tra film in anteprima assoluta, Classici restaurati, serie televisive, cortometraggi e docu-film italiani, molti dei quali ancora inediti in tutto il mondo. E grazie alla piattaforma, che ormai da sei anni ci supporta nell’esaltare le migliori tradizioni italiane, questi titoli saranno visibili in tutti gli Stati americani. E poiché le donne hanno sempre un ruolo centrale e di rilievo al Filming Italy, è un grande piacere avere un’ambasciatrice d’eccezione come Isabella Ferrari”.

La Senatrice Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, ha commentato: “Anche per l’edizione 2025 un programma fitto di appuntamenti, messo a punto con l’ambizioso obiettivo di celebrare e promuovere agli occhi del pubblico americano le eccellenze del nostro cinema e i suoi protagonisti”. La Console Generale d’Italia a Los Angeles, Raffaella Valentini, ha dichiarato a proposito: “Celebriamo quest’anno il decimo anniversario del Festival Filming Italy, appuntamento centrale per il cinema italiano a Los Angeles nella stagione degli awards. Grazie ai contributi internazionali di tutti i nostri talenti, coinvolti sia davanti che dietro le quinte nel settore audiovisivo, il legame tra Italia e Stati Uniti è sempre più forte”.

L’ambasciatrice del Festival sarà Isabella Ferrari. L’attrice riceverà il Filming Italy Los Angeles Women Power Award e per l’occasione verranno proiettati i film ‘Parthenope’ di Paolo Sorrentino e ‘Cortina Express’ di Eros Puglielli.

A ricoprire i ruoli di presidenti onorari del Festival, due pilastri della cinematografia italiana e hollywoodiana: Michele Placido e Dolph Lundgren. Placido riceverà inoltre il Filming Italy Achievement Award e per l’occasione verrà proiettato il suo ultimo film, ‘Eterno visionario’. Diana Del Bufalo sarà la madrina di questa decima edizione.

Il Festival è orgoglioso di sostenere la raccolta fondi di Women In Film per l’Entertainment Community Fund (ECF) Wildfire Relief, volta a fornire supporto, beni di prima necessità e assistenza finanziaria alle donne (e ad altri componenti) dell’industria dello spettacolo che sono state direttamente colpite dai recenti incendi in California.

Tra gli attesissimi ospiti di questa edizione: Gabriele Muccino, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Director Award per ‘Fino alla fine’ e Alec Baldwin, che riceverà il Filming Italy Achievement Award. I due artisti converseranno insieme durante la serata inaugurale con il pubblico del DGA Theater. La serata inaugurale ospiterà anche Marco Perego, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Creativity Award per il suo cortometraggio in corsa ai prossimi premi Oscar, ‘Dovecote’, e lo presenterà insieme alla protagonista: la vincitrice del Golden Globe come miglior attrice non protagonista di quest’anno e candidata nella stessa categoria ai prossimi premi Oscar, Zoe Saldana.

E poi ancora: l’attrice vincitrice di quattro Emmy, un Golden Globe, tre Screen Actors Guild Awards, e nominata ai BAFTA, ai Grammy e agli Oscar, Alfre Woodard, che riceverà il Filming Italy Women Power Award; l’attrice che nel 2024 si è aggiudicata il Golden Globe, il Critics Choice Award, il Premio BAFTA, lo Screen Actors Guild Award e il Premio Oscar come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione nel film ‘The Holdovers – Lezioni di vita’, Da’Vine Joy Randolph, che riceverà il Filming Italy Women Power Award; il regista e sceneggiatore premio Oscar Steven Zaillian, che riceverà il Filming Italy Achievement Award; Gianni Amelio che presenterà il suo ultimo film, ‘Campo di battaglia’; l’attore Carlos Diehz, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Performance Award per la sua interpretazione in ‘Conclave’; Billy Zane, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Performance Award per la sua interpretazione in ‘Waltzing with Brando’; l’attrice nota per i suoi ruoli in ‘Le terrificanti avventure di Sabrina’ e in ‘Fate: The Winx Saga’, Abigail Cowen, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Spotlight Award; Fabrizio Bentivoglio, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Performance Award per il film ‘Eterno Visionario’; Claudia Pandolfi, che riceverà il Filming Italy Women Power Award per la sua interpretazione ne ‘Il ragazzo dai pantaloni rosa’; Pietro Castellitto, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Actor Award per ‘Diva Futura’; Elena Kampouris, a cui verrà consegnato il Filming Italy Rising Star Award; Giacomo Giorgio, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Performance Award per la sua interpretazione in ‘Carosello’; Pupi Avati, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Award per ‘L’orto americano’; la protagonista di ‘Parthenope’, Celeste Dalla Porta, che riceverà il Filming Italy Women Power Award; Arisa, che riceverà il Filming Italy Los Angeles Best Original Song Award per la sua canzone “Canta ancora”, colonna sonora del film campione di incassi ‘Il ragazzo dai pantaloni rosa’; il regista Adam Pearson, che riceverà il Filming Italy International Award per ‘A Different Man’; l’ad di Netflix, Ted Sarandos, che riceverà il Filming Italy Excellence in Cinema Award per la serie ‘The law according to Lidia Poet’.

Numerosi anche i talent coinvolti nelle masterclass, che saranno premiati e che parteciperanno ai panel, tra questi: Alessandro Siani, Isabella Ferrari, Romana Maggiora Vergano e Fabrizio Gifuni, Diana Del Bufalo, Claudia Pandolfi, Sonia Bergamasco, Pupi Avati, Giacomo Giorgio, Pietro Castellitto, Celeste Dalla Porta, Paolo Calabresi, Masbedo e Gala Martinucci.

Quest’anno Filming Italy – Los Angeles sarà completamente dal vivo, senza abbandonare la piattaforma digitale che nelle passate edizioni ha ottenuto più di 600.000 viewers. Nella piattaforma, creata per l’occasione da MyMovies, saranno presenti tutti i titoli che promuoveranno il cinema italiano, le serie tv, i grandi classici restaurati della sezione Classic, i docu-film e i cortometraggi opere prime di registe donne.

Il film di apertura della decima edizione di Filming Italy – Los Angeles sarà ‘Fino alla fine’ di Gabriele Muccino, che sarà presentato dal regista stesso in anteprima assoluta per l’America. E poi ancora, ‘Dovecote’ di Marco Perego, presentato al pubblico dal regista e dalla sua protagonista Zoe Saldana.

Tra i film che verranno proiettati durante il Festival: ‘Diva Futura’ di Pietro Castellitto; ‘Parthenope’ di Paolo Sorrentino; ‘Campo di battaglia’ di Gianni Amelio; ‘Il tempo che ci vuole’ di Francesca Comencini; ‘Io e te dobbiamo parlare’ di Alessandro Siani; ‘Eterno visionario’ di Michele Placido; ’10 giorni con i suoi’ di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi e Valentina Lodovini; ‘L’orto americano’ di Pupi Avati; ‘Gloria!’ di Margherita Vicario; ‘Cortina Express’ di Eros Puglielli con Christian De Sica, Lillo e Isabella Ferrari; ‘Una storia nera’ di Leonardo D’Agostini; ‘Sei fratelli’ di Simone Godano; ‘Iddu’ di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza; ‘Terapia di gruppo’ di Paolo Costella; ‘Arsa’, lungometraggio di finzione del duo MASBEDO (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni); ‘C’è ancora domani’ di Paola Cortellesi; ‘Il ragazzo dai pantaloni rosa’ (première americana) di Margherita Ferri; ‘Addestratori’ di Andrea Jublin; ‘Dall’alto di una fredda torre’ di Francesco Frangipane; ‘E se mio padre’ di Solange Tonnini; ‘Io e il secco’ di Gianluca Santoni; ‘La scommessa. Una notte in corsia’ di Giovanni Dota; ‘Non riattaccare’ di Manfredi Lucibello; ‘Un altro Ferragosto’ di Paolo Virzì; ‘Vangelo secondo Maria’ di Paolo Zucca; ‘Zeder’ di Pupi Avati.

Verranno inoltre presentate le serie targate RAI Fiction: ‘Stucky’ con Giuseppe Battiston; la quattordicesima stagione di Don Matteo; e Mike con Claudio Gioè. E ancora, verrà proiettata la miniserie poliziesca di SKY, ‘Piedone – Uno sbirro a Napoli’ con Salvatore Esposito.

Ue: dazi Usa sarebbero dannosi e ingiustificati, pronti a reagire

Roma, 10 feb. (askanews) – Eventuali dazi da parte degli Stati Uniti su acciaio e alluminio provenienti dall’Unione europea sarebbero “ingiustificati” e la Commissione Ue, nel caso in cui venissero effettivamente adottati “reagirà per proteggere gli interessi di imprese, lavoratori e consumatori rispetto europei a misure ingiustificate”. Lo si legge in un comunicato diramato dall’ente comunitario, in merito ai dazi sull’acciaio al 25% annunciati dall’amministrazione Trump.

Tuttavia, “al momento non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale riguardo all’imposizione di dazi addizionali sui beni europei – precisa la Commissione-. Non risponderemo a annunci generalizzati, senza maggiori o una chiarimento scritto”.

“In generale, l’imposizione di dazi sarebbe illegale e economicamente controproducente – prosegue la Commissione europea – specialmente data la profonda integrazione delle catene di approvvigionamenti tra Unione europea e Stati Uniti, stabilite tramite il commercio e gli investimenti transatlantici. Fondamentalmente i dazi sono tasse. Imponendo dazi, gli Stati Uniti tasserebbero i propri cittadini, aumentando i costi per le imprese e alimentando l’inflazione. In più i dazi aumentano l’incertezza economica e minano l’efficienza e l’integrazione dei mercati globali”.

Foibe,Mattarella: troppo a lungo foiba sinonimo occultamento storia

Roma, 10 feb. (askanews) – “La memoria storica è un atto di fondamentale importanza per la vita di ogni Stato, di ogni comunità. Ciascuna perdita, ciascun sacrificio, ciascuna ingiustizia devono essere ricordati. Troppo a lungo “foiba” e “infoibare” furono sinonimi di occultamento della storia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrando al Quirinale la Giornata del ricordo.

“Il ricordo delle vittime deve essere preservata e onorata. Naturalmente – dopo tanti decenni e in condizioni storiche e politiche profondamente mutate – perderebbe il suo valore autentico se fosse asservita alla ripresa di divisioni o di rancori”, ha concluso Mattarella.

Foibe, Mattarella: la tragedia degli esuli fu sottovalutata e disconosciuta

Roma, 10 feb. (askanews) – Nei confronti degli esuli istriani “spesso l’accoglienza in Italia non fu quella che sarebbe stato doveroso assicurare. Stenti, sistemazioni precarie, povertà, ma soprattutto diffusa indifferenza, diffidenza. Financo ostilità da parte di forze e partiti che si richiamavano, in Italia, alla stessa ideologia comunista di Tito”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrando al Quirinale la Giornata del ricordo.

“Non mancarono, nelle vicende tristi degli esuli, atti di forte solidarietà, di amicizia, di accoglienza da parte di molti italiani. Ma, in generale, la loro tragedia, di cui portavano intimamente le cicatrici, fu sottovalutata e, talvolta, persino, disconosciuta. Il mancato riconoscimento fu, per molti, una pena inattesa e dolorosa” ha insistito Mattarella ricordando che “l’istituzione del Giorno del Ricordo, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, ha contribuito a riconnettere alla storia del nostro Paese quel capitolo tragico e trascurato, a volte persino colpevolmente rimosso”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Sequestrati libri e arrestati proprietari di librerie a Gerusalemme Est

Roma, 10 feb. (askanews) – La polizia israeliana ha fatto irruzione ieri in due librerie di Gerusalemme Est specializzate in volumi in arabo e inglese sul conflitto israelo-palestinese e sulla storia di Gerusalemme e ha arrestato i proprietari con l’accusa di disturbo della quiete pubblica.

Stando a quanto riportato oggi da Haaretz, gli agenti hanno fatto irruzione nei negozi di Salah al-Din Street della catena Educational Bookshop, hanno perquisito i locali, esaminato a lungo i libri, sequestrandone decine in entrambe le sedi, e arrestato i proprietari, Mahmoud Muna, e suo nipote, Ahmad Muna, entrambi molto noti a Gerusalemme Est. I due saranno portati oggi in tribunale per un’udienza, dopo che la polizia ha chiesto una proroga di otto giorni della loro detenzione.

“Hanno usato Google Translate sui libri e hanno portato via quelli che non gli piacevano – ha detto Mourad Muna, fratello di Mahmoud – hanno persino trovato una copia di Haaretz con una foto degli ostaggi e hanno chiesto cosa fosse, dicendo che era incitamento. Hanno preso ogni libro con sopra una bandiera palestinese”.

"Come cambia il mondo?", Caracciolo dialoga con International Horizon

Roma, 10 feb. (askanews) – L’Associazione Culturale International Horizon è lieta di annunciare un incontro di grande rilievo con Lucio Caracciolo, Direttore della prestigiosa rivista di geopolitica Limes. L’evento, intitolato “La Rivoluzione strategica: come cambia il mondo” si terrà mercoledì 12 febbraio, alle 19, in diretta sulla piattaforma Zoom, per un’ampia riflessione sui temi geopolitici di grande attualità, aperta a tutti gli interessati.

Durante l’incontro, Lucio Caracciolo dialogherà con Pietro Costanzo, Segretario generale dell’Associazione di Promozione Sociale Il caffè geopolitico; Chiara Mannella, e Luciano Versace, rispettivamente Vicepresidente e Presidente dell’Associazione Culturale International Horizon.

Il dibattito si concentrerà sui più rilevanti temi geopolitici, dalle sfide globali attuali alle dinamiche internazionali che stanno plasmando il nostro futuro.

Caracciolo, esperto di geopolitica e uno dei principali commentatori italiani sulle questioni internazionali, offrirà il suo punto di vista sulle principali aree di crisi globale, le alleanze strategiche, le potenze emergenti e il ruolo dell’Europa nel contesto internazionale.

L’incontro si preannuncia come un’opportunità unica per approfondire le complesse dinamiche geopolitiche che influenzano il nostro presente e futuro.

Il link per partecipare gratuitamente all’incontro, è rinvenibile al seguente indirizzo: www.internationalhorizon.it/#iniziative.

Mostre, a Roma "Sguardi nell’anima" di Stefania Ceccariglia

Roma, 10 feb. (askanews) – Dal 21 febbraio al 31 marzo a Roma, la galleria del ristorante Il Margutta ospita la mostra “Sguardi nell’anima”, personale dell’artista Stefania Ceccariglia. L’esposizione, curata da Flaminia Gallo con la cocuratela e organizzazione di Tina Vannini, racconta l’intensità degli sguardi e la profondità delle emozioni attraverso opere vibranti, dense di colore e materia.

La sua arte è un’esplorazione della libertà espressiva: le sue pennellate energiche e materiche danno vita a volti, occhi e fiori che sembrano emergere dalla tela, superandone i confini, trasportando lo spettatore in un viaggio introspettivo, alla ricerca di sé stesso nelle profondità degli sguardi che dipinge.

Le opere di Ceccariglia trovano il loro fulcro negli occhi, elemento centrale della mostra. Ogni sguardo è un ponte tra l’artista e chi osserva, una porta aperta sull’anima. Nei suoi dipinti, gli occhi non sono semplici dettagli anatomici, ma specchi di emozioni, capaci di riflettere la profondità dell’essere umano. L’evoluzione cromatica è un altro tratto distintivo del suo stile. Se nei primi anni la sua pittura era caratterizzata da toni più morbidi, oggi si distingue per contrasti forti e vibranti. Spesso il nero è il punto di partenza, non come assenza, ma come base da cui il colore esplode con forza. Un processo che richiama l’influenza di Van Gogh, maestro a cui si ispira e con cui condivide la ricerca di libertà attraverso la pittura.

“La pittura è un viaggio che inizia dentro di me e che si svela sulla tela – ha spiegato l’artista Stefania Ceccariglia – ogni pennellata è un frammento della mia vita, un’esplorazione di emozioni e ricordi che vanno oltre il visibile. Quando dipingo, non sto semplicemente creando un’immagine, ma sto raccontando una storia, la mia storia, quella di chi sono e di ciò che ho vissuto. La tela diventa una finestra aperta sul mio mondo interiore, dove ogni colore, ogni tratto, diventa una parte di me che prende forma, un movimento che non si ferma alla superficie”.

Le tecniche miste con acrilico, stucco e pastello danno corpo ai soggetti, creando superfici stratificate che sembrano vivere di energia propria. Il tratto veloce e istintivo dell’artista dà vita a un movimento continuo, come un vortice che rispecchia i moti dell’animo umano. “L’arte di Stefania Ceccariglia è un’esperienza visiva e sensoriale – ha detto Flaminia Gallo, curatrice della mostra – i suoi sguardi ci chiamano, ci interrogano, ci accolgono. Il suo tratto è deciso, mosso da un’urgenza espressiva che trova nella pittura un linguaggio potente e istintivo. L’uso della materia e del colore genera un’energia vibrante, che supera il confine della tela per coinvolgere lo spettatore in un dialogo emotivo e profondo. Ogni opera è una storia da leggere attraverso gli occhi dei suoi protagonisti, una finestra aperta sulla fragilità e sulla forza dell’anima umana”.

Accanto ai ritratti, un altro elemento essenziale nella poetica di Ceccariglia è la natura, rappresentata in particolare attraverso i fiori di campo. I fiori, realizzati con tecniche miste, sono metafore di resistenza e trasformazione, testimoni di una bellezza delicata ma forte, capace di sopravvivere e rinnovarsi.

“Le opere di Stefania, con quegli sguardi intensi e magnetici, sono vere narrazioni visive capaci di trasmettere emozioni profonde – ha concluso Tina Vannini, titolare de Il Margutta e cocuratrice della mostra – ogni quadro si apre come una finestra su un mondo interiore, dove luce e colore dialogano per rivelare storie di bellezza e introspezione. Sono convinta che la mostra al Margutta saprà incantare e ispirare ogni visitatore, offrendo un’esperienza immersiva che va ben oltre il semplice atto del vedere”

Ceccariglia, nata nel 1968 a Roma, dove risiede tuttora, da sempre appassionata di pittura, ispirata dagli impressionisti e post-impressionisti, ha iniziato a dipingere a olio in età giovanile per poi passare all’acrilico. Continua a dedicarsi alla pittura per passione sperimentando la tecnica mista ma avendo sempre al centro del progetto il contrasto cromatico e l’uso della materia come elemento distintivo del proprio tratto stilistico.

BIT, il settore del turismo alla prova di operatori e viaggitori

Rho, 10 feb. (askanews) – “Per Fiera Milano Bit una manifestazione estremamente importante, innanzitutto perch riesce a coinvolgere due degli stakeholder di questo settore: i viaggiatori e gli operatori professionali. Infatti la domenica la fiera aperta anche i viaggiatori e quindi riusciamo ad avere un contatto diretto anche con il consumatore finale. Questo credo che anche per gli operatori sia un’ottima opportunit per capire se la loro offerta turistica centrato o meno, una specie di test proprio sul campo. Devo dire che il numero degli operatori, l’energia che si respira negli stand oggi, le proposte che abbiamo visto veramente confermano la leadership di questa manifestazione e anche che il disegno con cui creata un disegno vincente”. Lo ha detto ad askanews il direttore di BIT, la Borsa Internazionale del Turismo di Fiera Milano, Paolo Pizzocaro.

“Il settore sta bene – ha aggiunto Pizzocaro – abbiamo recuperato il periodo pre-COVID, quindi i nostri valori sono sicuramente come quelli pre-COVID, quindi molto positivi. Quest’anno il turismo ha una crescita mondiale di circa un +3,5% rispetto al 2024, quindi diciamo numeri assolutamente positivi che fanno ben sperare. E devo dire che in questo gioca molto l’impegno degli operatori, dei tour operator, delle linee aeree, delle crociere, tutti coloro che operano in questo settore perch continuano a generare innovazione e quindi hanno una grande attenzione al cambiamento delle abitudini, alle passioni dei viaggiatori e quindi questo sforzo continua fa s che evidentemente l’offerta si rinnovi e si rinnovi anche l’interesse da parte del consumatore”.

Taiwan, Cina: Usa e Giappone rispettino principio "Unica Cina"

Roma, 10 feb. (askanews) – La Cina ha ribadito oggi l’esortazione a Usa e Giappone affinché rispettino il principio dell'”Unica Cina”, non mandando “segnali sbagliati” alle forze secessioniste a Taiwan e affinché non interferiscano “negli affari interni della Cina”, facendo riferimento anche alla contesa con Tokyo sulle isole Senkaku (Diaoyu per cinesi).

La presa di posizione viene dopo il vertice di venerdì scorso a Washington tra il presidente americano Donald Trump e il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, al termine del quale le due questioni sono state richiamate in una dichiarazione congiunta dei due leader, nella quale hanno sottolineato l’importanza di mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan, opponendosi “a qualsiasi cambiamento unilaterale della situazione nello Stretto mediante l’uso della forza o della coercizione”, e sostenendo “una partecipazione significativa di Taiwan nelle organizzazioni internazionali”.

Inoltre, i due leader hanno dichiarato che l’articolo 5 del trattato di sicurezza Usa-Giappone – che prevede la reciproca difesa – si applica alle isole Senkaku, oltre a esprimere “l’opposizione alla militarizzazione illegale delle rivendicazioni marittime cinesi su isole e strutture artificiali nel Mar cinese meridionale, nonché alle attività minacciose e provocatorie”. La parte statunitense ha, ancora, affermato che intende “rafforzare la cooperazione nella lotta contro l’aggressione economica cinese”.

Guo, nell’odierna conferenza stampa a Pechino, ha avvertito: “Esortiamo gli Stati uniti e il Giappone a rispettare il principio dell”Unica Cina” e gli impegni assunti, a cessare immediatamente di interferire negli affari interni della Cina, a non inviare in alcun modo segnali errati alle forze secessioniste pro-indipendenza di Taiwan, a rispettare concretamente la sovranità territoriale e i diritti marittimi della Cina, a smettere di manipolare questioni riguardanti la Cina e ad adottare azioni concrete che contribuiscano in modo costruttivo alla pace e allo sviluppo della regione”.

Il portavoce ha sostenuto che il contenuto della dichiarazione congiunta Usa-Giappone costituisce una palese interferenza negli affari interni cinesi, contenendo attacchi e denigrazioni della Cina e una retorica che alimenta tensioni nella regione. “La Cina esprime forte insoddisfazione e ferma opposizione a tale contenuto, e ha già presentato una protesta formale agli Stati uniti e al Giappone”, ha detto Guo.

La questione di Taiwan – ha detto ancora il portavoce – “è una questione esclusivamente interna della Cina, nonché il nucleo degli interessi vitali della nazione, e non può essere soggetta ad alcuna interferenza esterna. Entrambi i governi statunitense e giapponese hanno solennemente promesso di rispettare la posizione cinese su Taiwan; in particolare, il Giappone, che porta una grave responsabilità storica per l’aggressione e la colonizzazione di Taiwan, dovrebbe adottare un tono prudente su questo tema”.

Secondo Pechino, la più grande minaccia per la pace nello Stretto di Taiwan è rappresentata “dalle attività secessioniste pro-indipendenza di Taiwan e dal compiacente sostegno delle forze esterne a tali attività”. Per quanto riguarda, invece, la partecipazione di Taiwan alle attività delle organizzazioni internazionali, per Guo essa “deve essere gestita, e può essere gestita, esclusivamente secondo il principio dell”Unica Cina’; Taiwan non ha alcuna base, ragione o diritto di partecipare a organizzazioni internazionali riservate agli Stati sovrani”.

Sulla contesa territoriale col Giappone, Guo ha ribadito che “le isole Diaoyu e i relativi scogli sono parte integrante e inalienabile del territorio cinese, e che le attività della Cina nelle acque circostanti sono pienamente legittime e conformi alla legge”. Le isole sono attualmente controllate dal Giappone.

Infine, per quanto riguarda l’accusa di aggressione economica lanciata da Trump, Guo ha ribadito che “la Cina agisce sempre in conformità con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, quindi l’accusa di ‘aggressione economica’ è del tutto infondata”.

La Confcommercio fa sapere che alcune categorie di lavoratori sono introvabili

Roma, 10 feb. (askanews) – Nel 2025, i settori del commercio, della ristorazione e dell’alloggio non riusciranno a trovare 258mila lavoratori. Un dato in crescita rispetto al 2024 (+4%) che rappresenta una vera e propria emergenza perché rischia di frenare la crescita economica dei settori considerati e del prodotto lordo dell’intero sistema economico italiano. E’ quanto si legge in una nota di Confcommercio sulle potenziali carenze di lavoratori dipendenti nel 2025 in alcuni settori del terziario di mercato.

Tra le figure professionali più difficili da reperire nel commercio ci sono i commessi professionali (settore moda-abbigliamento) e figure specializzate, come macellai, gastronomi, addetti al pesce, ecc. nel dettaglio alimentare; nella ristorazione, camerieri di sala, barman, cuochi/pizzaioli, gelatai; nelle strutture ricettive, cuochi, camerieri e gli addetti alla pulizia e al riassetto delle camere. Tenendo conto delle già insoddisfacenti prospettive di crescita e delle diffuse incertezze e fragilità che contraddistinguono lo scenario internazionale, da ultimo la minaccia dei dazi americani, il problema di trovare lavoratori qualificati è un lusso che il nostro Paese non si può proprio permettere.

“Tra le cause di questo deficit – prosegue la nota – si annoverano anche ragioni strutturali come il calo demografico nelle fasce più giovani della popolazione (-4,8 mln tra il 1982 e il 2024 nella fascia di età 15-39 anni), ma anche una progressiva rarefazione di lavoratori con profili adeguati in termini di conoscenze, abilità e competenze, i cambiamenti nelle preferenze occupazionali da parte dei potenziali lavoratori e la ridotta disponibilità alla mobilità territoriale. Per favorire l’incrocio fra domanda ed offerta di lavoro è necessario rafforzare le politiche attive, con interventi strutturali e trasversali che puntino all’accrescimento delle competenze, delle capacità e delle prospettive occupazionali. Le imprese devono, dunque, essere supportate nella formazione per poter contare su una forza lavoro qualificata e in possesso delle competenze non solo tecniche e specialistiche, ma anche di carattere trasversale, fondamentali per governare il cambiamento. A tal fine è strategico anche il rafforzamento del legame fra formazione-istruzione e tessuto produttivo per far emergere i fabbisogni delle imprese, orientare i giovani accrescendo le loro motivazioni e offrire opportunità di percorsi di stage, tirocini e apprendistato che coniugano formazione e lavoro, favorendo l’occupabilità”.

“Anche il ruolo delle parti sociali che firmano i CCNL è essenziale. Ad esempio – conclude Confcommercio – nel rinnovo del CCNL Terziario, che è il contratto più diffuso in Italia che riguarda 2 milioni e mezzo di lavoratori del commercio e dei servizi, è stato svolto un importante lavoro di ristrutturazione della classificazione del personale proprio per meglio inquadrare, secondo le istanze del mercato, le professionalità impiegate nelle aziende che applicano il CCNL”.

Show di Trump sull’Air Force One di ritorno dal Super Bowl

Roma, 10 feb. (askanews) – Donald Trump non si ferma. A bordo della Air Force One verso New Orleans, dove ha poi incontrato le famiglie delle vittime della strage di Capodanno e assistito al 59esimo Super Bowl, il presidente Usa ha dichiarato che questa mattina, lunedì, annuncerà quali Paesi verranno colpiti dai dazi del 25% sul commercio di acciaio e del 10% su quello di alluminio. Le nuove misure commerciali entreranno in vigore fin da subito, ha dichiarato.

Chi sarà colpito? Forse tutti: “Qualunque acciaio entri negli Usa avrà una tariffa del 25%” ha detto Trump. Il presidente aveva già imposto le stesse tariffe all’acciaio e all’alluminio in arrivo da Canada, Messico e Unione europea durante il suo primo mandato (furono revocate nel 2019 per i primi due, quelle europee restarono in vigore fino al 2021). Il Canada è il maggior esportatore di acciaio in Usa, soprattutto proveniente dall’Ontario, e il premier dell’Ontario Doug Ford ha reagito con un post social in cui accusa Trump di “spostare continuamente obbiettivi provocando il caos e mettendo a rischio la nostra economia”.

Appena entrato in carica Trump aveva annunciato dazi contro tutti gli import da Canada, Messico e Cina. Per il momento, solo i dazi sui prodotti cinesi sono in vigore. Canada e Messico, le altre due prime vittime previste, sono scese a patti acconsentendo alle richieste della Casa Bianca e hanno distribuito decine di migliaia di militari ai confini per evitare il passaggio di immigrati illegali. Tuttavia, Trump aveva ribadito che si trattava solo una pausa commerciale di 30 giorni.

Ma le parole di Trump sull’Air Force One hanno provocato il crollo delle azioni dei produttori di acciaio e di automobili della Corea del Sud, grande esportatore del metallo in Usa.

A seguire, martedì e mercoledì Trump svelerà a quali Stati verranno imposte aliquote reciproche, adeguandosi a quelle dei partner commerciali “in modo da essere trattati equamente con gli altri Paesi”.

Potrebbe essere esente il Giappone, il cui premier Shigeru Ishiba è andato venerdì alla Casa Bianca, un colloquio dopo cui Trump ha annunciato che la Nippon Steel investirà nella Us Steel ma senza takeover dell’industria in difficoltà come era stato invece previsto. Trump però si è riferimento più volte alla Nippon chiamandola “Nissan”, confondendo il gigante dell’acciaio e la produttrice di automobili.

Dopo le minacce di Trump, il presidente colombiano Gustavo Petro ha accettato i rimpatri dei suoi connazionali espulsi, quello di Panama (all’idea che gli Usa si ‘riprendessero il canale’) si è ritirato dal progetto cinese della nuova via della seta. Il governo danese, di fronte alla minaccia di un’annessione della Groenlandia, ha ribadito che la grande isola resterà della Danimarca ma ha permesso agli americani di costruirvi nuove basi militari. (Con La Voce di New York).

Trump insiste: "acquisteremo e possederemo" la Striscia di Gaza

Roma, 10 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha ribadito l’intenzione di prendere il controllo della Striscia di Gaza: “Sono impegnato ad acquistare e a possedere Gaza. Per quanto riguarda la ricostruzione, potremmo darla ad altri stati del Medio Oriente per costruirne delle sezioni. Altre persone potrebbero farlo sotto i nostri auspici. Ma ci impegniamo a possederla, prenderla e assicurarci che Hamas non torni”.

Parlando alla stampa a bordo dell’Air Force One che lo portava a New Orleans per il Super Bowl, Trump ha aggiunto che “non c’è niente in cui tornare a vivere. Il posto è un cantiere di demolizione. Tutto verrà demolito. Non si può vivere in quegli edifici adesso. Ne faremo un buon sito per un futuro sviluppo da parte di… qualcuno”.

“Sarà meraviglioso – ha ribadito – le persone potranno venire da tutto il mondo e vivere lì. Ci prenderemo cura dei palestinesi e ci assicureremo… che non vengano assassinati. Hamas è stato un disastro”. Il presidente americano ha quindi detto che incontrerà “tutti” i leader arabi, tra cui il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sissi, oltre al re di Giordania Abdullah, atteso domani alla Casa Bianca.

“È un grosso errore permettere ai palestinesi o alle persone che vivono a Gaza di tornarci ancora una volta. Non vogliamo che Hamas torni, pensatela come un grande sito immobiliare”, ha rimarcato Trump, secondo cui “l’unica ragione per cui stanno parlando di tornare a Gaza è perché non hanno un’alternativa”. Quando ne avranno una, non vorranno più tornare”.

Meloni: ricordare le foibe è dovere di verità e giustizia

Roma, 10 feb. (askanews) – “Nel Giorno del Ricordo rendiamo omaggio alle vittime delle foibe e a tutti coloro che subirono la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata, una pagina dolorosa della nostra storia per troppo tempo dimenticata. Ricordare è un dovere di verità e giustizia, per onorare chi ha sofferto e trasmettere questa memoria alle nuove generazioni. L’Italia non dimentica”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Sul social la premier pubblica anche un video della sua visita alla Foiba di Basovizza del 10 febbraio 2024.

A Marini piaceva stare con i piedi per terra, ma guardando in alto.

Franco Marini era un abruzzese tosto, ostinato nelle sue idee. Orgoglioso di essere alpino. Lupo marsicano, lo chiamavano. Non amava i fronzoli e voleva sempre andare al sodo. Voleva capire gli interessi sottostanti alle questioni, non per niente veniva da una grande esperienza sindacale. Per lui la politica era lotta, non minuetto.

Quando morì lo ricordarono in modo convergente due personalità come Pierluigi Castagnetti e Arturo Parisi, che avevano idee parecchio diverse da Franco. Per Castagnetti “un uomo integro, forte e fedele ad un grande ideale, la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia”; per Parisi “era un lupo, fedele al branco e chiedeva fedeltà. Lontano dalla retorica ravvivò l’appartenenza. Un popolare radicato nel suo popolo”.

È stato davvero così, anche visto da vicino. L’ho frequentato molto nella mia esperienza di parlamentare, gli sono stato vicino e lui volentieri mi ascoltava, anche quando non era d’accordo, dicendo: “In fondo noi siamo della stessa generazione e ci capiamo”. Non era proprio vero, lui era del 1933 ed io avevo 14 anni di meno, però era vero che eravamo cresciuti nello stesso contesto politico, quella della repubblica dei Partiti, tutti e due nella corrente di Forze Nuove della Dc. Posso ricordare alcuni episodi.

Sulla caduta del governo Prodi nel 1998 aveva una posizione molto pragmatica. Aveva scongiurato che fosse evitata la conta parlamentare, una votazione che ebbe poi infatti un esito drammatico, perché mancarono i voti sulla fiducia, bruciando la possibilità di rifare un Prodi due. Ricordo che si dette molto da fare per cercare voti aggiuntivi, ma Prodi cadde in aula. Cosa fare poi? Andare al voto o costituire un altro governo? Con Franco facemmo una lunga passeggiata dal Senato alla sede del Ppi esaminando le varie soluzioni. Lo vedevo incerto, per questo non ha mai avuto fondamento, a mio giudizio, l’idea di un “complotto” tra lui e D’Alema per far cadere Prodi. Poi si decise per il governo D’Alema, il voto era impedito dal delicatissimo momento: l’Italia stava entrando nell’euro.

Ricordo l’elezione per il Presidente della Repubblica che doveva succedere a Scalfaro. Da trattativista Franco aveva avuto un impegno da D’Alema al momento della formazione del governo che il capo dello stato sarebbe stato di estrazione popolare. Aveva proposto le candidature di Nicola Mancino e Rosetta Jervolino. Fu avanzato (soprattutto da Veltroni) il nome di Ciampi. Mi mandò ad esplorare il gruppo ds del senato per capire se c’erano dei margini, gli dovetti dire naturalmente che di fronte alla candidatura di Ciampi non c’era partita. Lo sapeva già, ovviamente, ma voleva che ci fosse un passaggio formale, non troppo impegnativo mandando me, e prese atto dandosi poi da fare per contenere qualche malumore in casa Ppi che voleva tradursi in un non voto in aula.

Ho vissuto l’elezione di Franco Marini a Presidente del Senato. Ero vicecapogruppo della Margherita e facevo parte della “squadra” che doveva costruire le condizioni dell’elezione. Situazione difficile, con maggioranze risicate, voti contestati. Il centrodestra candidò Andreotti (che poi mi disse di essersi pentito). Ero nello studio con Franco a vivere lo scrutinio. Lui faceva finta di niente, ma si capiva la legittima tensione…Cercò davvero di essere il presidente di tutti, come aveva promesso. Ma ebbe vita difficile, il Senato era incattivito, la maggioranza era esigua e si arrivò alla caduta di Prodi e alle elezioni anticipate.

Franco non è che fosse innamorato dell’ulivismo e del Pd. Non gli piaceva quella che lui chiamava la politica frou frou. Pensava sempre alla solidità di posizioni politiche radicate negli interessi del popolo. Contava la sua esperienza sindacale e credeva fortemente nel valore dell’organizzazione. Però era un pragmatico. Sapeva leggere gli eventi ed adattarsi. Ricordo una riunione ristretta con lui, il capogruppo del Senato Leopoldo Elia e quello della Camera Antonello Soro. C’era stato il pessimo risultato alle elezioni europee del 1999. Bisognava decidere se come Ppi si dovesse dare via libera alla creazione della Margherita. Io non ero neppure iscritto al Ppi, ma Elia mi invitò perché portassi le impressioni sul voto in Veneto. Io naturalmente sostenni le ragioni dell’adesione convinta al progetto Margherita. Franco ascoltò tutti e tre con attenzione e decise che bisognava procedere, salvaguardando però l’originalità delle posizioni popolari. Poi fu Pierluigi Castagnetti a guidare il Ppi nella confluenza nella Margerita.

Infine una volta lo accompagnai dal cardinal Ruini. Era il periodo difficile della discussione dei Dico sulla legislazione delle coppie di fatto. Franco difese con un coraggio da leone il valore della laicità della politica, per nulla intimidito di fronte al presidente della Conferenza Episcopale italiana. Era fatto così. Un uomo libero, forte delle sue convinzioni, intransigente sui principi, flessibile sulle soluzioni.

Era anche un oratore appassionato, come doveva essere un buon sindacalista. Gli piaceva ragionare, prendeva pochi appunti su un piccolo foglio di carta, una busta usata, o cosa aveva sotto mano, e poi sviluppava i suoi ragionamenti, cercava sempre di esporre una visione e una tensione verso il futuro, ma sempre con i piedi per terra.

 

P.s. Avrebbe potuto essere Presidente della Repubblica succedendo a Napolitano. E sarebbe stato un ottimo Presidente. I voti c’erano. Al primo scrutinio ottenne voti che sarebbero stati sufficienti per passare al quarto scrutinio quando non era più necessaria la maggioranza qualificata. Il Pd in preda ad una crisi di nervi perse la testa, si scatenò la canea di neo parlamentari ignoranti eletti senza merito che non conoscevano nulla della storia nobile di Franco Marini. Si ritirò Marini e si bruciò anche Prodi.

Cisl, l’autonomia distorta. E nel futuro? Largo a Comunione e Liberazione.

Era stata programmata già da tempo l’assemblea dei quadri e delegati della Cisl sul tema della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. L’evento anticiperà di un giorno l’elezione della nuova segretaria generale e sarà una sorta di saluto di Sbarra ai dirigenti locali e nazionali.

L’Organizzazione ha dato molto risalto negli ultimi anni a questo obiettivo di democrazia economica, lanciando addirittura una proposta di legge a supporto. Sui contenuti della proposta e sugli obiettivi, ci siamo espressi con chiarezza in una nota precedente; al di là di questa valutazione di merito, riteniamo legittimo che i delegati – speriamo siano delegati e non soltanto funzionari o dirigenti – siano chiamati ad approfondire e a riflettere su un tema, che è stato il “cavallo di battaglia” (forse l’unico) del minimalista quadriennio sbarriano.

In questi giorni è stata diffusa la locandina promozionale dell’iniziativa e istintivamente abbiamo pensato che l’appuntamento fosse stato spostato ad agosto nell’ambito del programma del Meeting di Rimini; infatti, a prescindere dall’introduzione della designata segretaria generale, tra i relatori troviamo il prof. Aldo Carera (presidente della Fondazione Pastore), il prof. Emanuele Massagli (presidente della Fondazione Tarantelli), Giorgio Vittadini (presidente della Fondazione per la sussidiarietà). Gli ultimi due sono organici al mondo ciellino lombardo (Massagli ha avuto anche un incarico nel Ministero del Welfare all’epoca di Sacconi ministro), mentre Carera stesso, bravo docente della Cattolica di Milano, intrattiene rapporti stretti con la realtà di CL in Lombardia. A seguire si riscontra la giusta presenza istituzionale della Ministra del Welfare, Marina Elvira Calderone, e – sorpresa delle soprese! –  la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Chi è vissuto in Cisl sa bene che i Presidenti del Consiglio sono sempre stati giustamente invitati in occasione dei Congressi o degli anniversari dell’Organizzazione (Bonanni invitò Prodi in un’assemblea organizzativa nel 2007, ma fece altrettanto con l’opposizione). Qual è pertanto la necessità, questa volta, della presenza del Capo del governo? Del resto la rappresentanza del Governo è già garantita dalla Ministra Calderone. Inoltre, ci tocca pure  registrare l’assenza dei rappresentanti delle imprese, del mondo della cooperazione o di altre forze parlamentari.

Da questa assemblea emerge pertanto un messaggio chiaro: affidare la Cisl ad un gruppo dirigente organico ad una determinata area del mondo cattolico; del resto la Fumarola proviene da Taranto, il cui Vescovo emerito è Mons. Santoro, una delle guide spirituali di CL, e che per la sua successione già si parla dell’attuale segretario confederale Mattia Pirulli, anche lui di stretta osservanza ciellina.  Di fatto è palese che l’Organizzazione abbia scelto di essere sponda del centrodestra e di provare ad intestarsene l’anima sociale, qualora potesse esistere un’anima cattolico sociale nelle scelte di questa maggioranza di governo.

I segnali sono chiarissimi, soltanto chi non vuole capire può pensarla diversamente. Assistiamo ad un silenzio assordante della Cisl nei confronti delle politiche del Governo italiano su accoglienza, solidarietà internazionale, rispetto delle istituzioni sovranazionali, diritti delle persone, ecc…Almeno su questi temi ci saremmo aspettati degli elementi distintivi. Invece nulla! Attendiamo qualche segnale, anche flebile, dalle teste pensanti che ancora esistono nella Cisl. Nel frattempo continuano le epurazioni, i commissariamenti e le strumentali mozioni di sfiducia a chi non è si è adeguato o non è ritenuto di stretta osservanza.

E Sbarra cosa farà? Come già anticipato, ci sarà per lui la Fondazione Marini, ma i giudizi lusinghieri espressi a favore del Governo Meloni in una recente intervista al Corriere della Sera e la presenza della Presidente del Consiglio alla manifestazione del giorno 11 febbraio fanno presupporre per lui qualche altra opportunità. Vedremo se le nostre previsioni saranno sbagliate.

A proposito dell’intervista citata e rilasciata a Roberto Gressi del Corsera, nella premessa si legge che Sbarra si sarebbe formato “sui libri di Pastore, Romani, Aldo Moro e Franco Marini, il suo sindacalista di riferimento”. Non mettiamo in discussione la lettura dei testi degli autorevoli personaggi citati e della sua ispirazione sindacale a Franco Marini; rimane qualche dubbio su quanto abbia recepito di quegli insegnamenti soprattutto sull’autonomia del sindacato. A tal proposito sarebbe interessante leggere le schede valutative rilasciate dai formatori del Centro Studi Cisl di Taranto, dove Sbarra frequentò il corso lungo per dirigenti sindacali. Perché non pubblicarle?

Dibattito | L’unità prima della discesa in campo: appello alla Rete degli amministratori.

È fresco l’annuncio che degli amministratori volenterosi intendono favorire la messa in campo nella palestra politica italiana di una nuova presenza di cristiani organizzati in Rete. Perché non sia l’ennesima iniziativa, e in questi ultimi trent’anni sono state davvero tante le prove poi svanite nella dimenticanza, serve partire con il piede giusto, perché la sola buona volontà non basta

Qualche domanda quindi può essere di aiuto a discernere e ad imboccare la giusta direzione di marcia.


Se come cristiani siamo chiamati ad impegnarci sul terreno della politica, a non far mancare il nostro apporto e la nostra testimonianza e a uscire dal cono d’ombra della irrilevanza in cui siamo confinati, la prima cosa da evitare è di essere fagocitati e annacquati da un mainstream che in questi trent’anni ci ha dato la desertificazione demografica, l’abbandono e la diserzione dal voto e dalla partecipazione, la marginalizzazione della presenza del divino nella quotidianità, una condizione economica e sociale bollata come chiaro declino, senza citare le emergenze sovranazionali quali la guerra sull’uscio di casa, il fallimento della onnipotenza liberale, la discesa in campo di “nuovi feudatari”, i drammatici problemi ambientali. E potremmo continuare.

Ci è chiesto quindi di ritornare ad essere Luce nel mondo, consapevoli portatori di una Cultura e di Valori che vanno considerate quanto meno alla pari delle altre Culture occidentali. E questo richiede non solo organizzazione ma soprattutto un Pensiero ed una Progettualità legata all’«oggi».

Ci è chiesto di essere diversi, soprattutto da quegli attori politici che ci hanno portato fino all’insostenibile quadro attuale. Diversi perché non vogliamo farci guidare dalla economia e dalla finanza; diversi perché portatori di un Modello di Sviluppo centrato sulla vita e non sull’egoismo individualista.

E per essere diversi, dobbiamo cartesianamente sapere che ci occorre pure essere alternativi ai Soggetti ora sulla tolda di comando. Ma sta nelle cose che per arrivare ad essere giocatori importanti della partita, la strada obbligata è coltivare l’obiettivo della Unità delle Esperienze cristianamente ispirate, la più ampia possibile, aperta a credenti e non. Se annualmente a gennaio la chiesa dedica una settimana di preghiera all’ Unita dei cristiani, perché non dobbiamo coltivare il sogno del ritorno all’unità delle Esperienze politiche cristianamente Ispirate.

E la Unità dovrebbe venire prima, sopra, davanti a qualsiasi altra questione, compreso il realismo di fare alleanze.

Se tutto si riducesse al creare le condizioni per avere un posto al sole, o peggio ancora, ad accettare di fare il ruolo dei chierichetti, come accaduto nell’ultimo trentennio, a qualcuno dei due schieramenti che ci hanno portato al preoccupante quadro, seppur sinteticamente, sopracitato, sarà una delle tante Esperienze miseramente fallite.

Raffaele Bonanni
Presidente della Fondazione Spaventa, già Segretario generale della Cisl.

Sergio Marini
Presidente della Fondazione Italia Sostenibile, già Presidente della Coldiretti.

Ivo Tarolli
Promotore di Piattaforma Popolare, in passato più volte parlamentare.

 

Un’America non più amica? La risposta sta nella difesa comune europea.

La memoria storica tramandataci dai nostri padri e l’epica mostrataci in tante pellicole prodotte a Hollywood hanno raccontato a più generazioni di europei (cresciuti con grande loro – nostra – fortuna durante il più lungo periodo di pace mai vissuto sul vecchio continente) un’America buona che inviò qui i suoi ragazzi per liberare l’Europa dalla barbarie nazista.

Quella stessa America, terminata la guerra, finanziò il gigantesco aiuto economico che permise agli stati nazionali prostrati dalla devastazione bellica di ricostruire infrastrutture indispensabili per avviare quello straordinario rilancio industriale che permise poi agli europei occidentali di sviluppare organizzazioni politiche democratiche orientate a una qual certa solidarietà sociale attraverso la realizzazione dei sistemi di Welfare.

Per le generazioni meno giovani, dunque, l’America – ovvero gli USA, ma per anni l’abbiamo chiamata, sbagliando, semplicemente “America” – è stata un punto di riferimento positivo. E anche quanti la contestarono duramente, dai tempi della guerra in Vietnam in poi, non hanno però nel tempo potuto ignorare l’influenza – nel bene e nel male – che quella grande nazione ha esercitato sui popoli europei.

Questa memoria tende ad affievolirsi col passare delle decadi, non avendo evidentemente le nuove generazioni piena contezza di quella storia, sempre meno tramandata loro dalla generazione “boomer”, che di quella lontana storia era stata edotta dai padri, ma che non l’aveva vissuta direttamente. Oggi però, con l’avvento a Washington di questa nuova presidenza Trump per la prima volta anche chi ha sempre considerato gli americani buoni alleati deve fare i conti con un’eventualità alla quale non aveva mai pensato: quella di ritrovarseli come duri avversari. Nemici non ancora, amici però non più.

Ora, è chiaro che gli USA molto hanno investito in Europa ma molto hanno recuperato, in termini militari ed economici. Molto, davvero molto. È però pur vero che, dal punto di vista della difesa lo scudo protettivo dell’Alleanza Atlantica è stato da sempre primariamente finanziato dagli Stati Uniti. Per un interesse geopolitico ratificato dagli Accordi di Yalta che si è andato progressivamente riducendo dopo la fine dell’Unione Sovietica e del suo sistema di alleanze militari imperniato su quello che fu il Patto di Varsavia.

La richiesta agli stati europei partecipi di una NATO, nel frattempo allargatasi a nuovi membri prima aderenti al campo ad essa contrapposto, di elevare ad almeno il 2% del Pil il proprio contributo al mantenimento dell’Alleanza Atlantica arrivò infatti già all’epoca della presidenza Obama. Un nome che ci appare ancora fresco, forse perché ai tempi la sua gioventù e il suo carisma sprigionavano ottimismo e fiducia generalizzati, ma in realtà si tratta di una decade fa. Richiesta ribadita da Trump durante il suo primo mandato e confermata da Biden, ma alla quale – nonostante un impegno preciso assunto a suo tempo – pochi fra gli stati europei hanno effettivamente adempiuto.

Adesso però Trump minaccia fuoco e fiamme, e nel suo tipico stile alza, e di molto, il livello: dal 2% è passato al 5%, una percentuale che se raggiunta, azzererebbe il poco Welfare rimasto in favore di spese per armamenti. Una follia con la quale però bisogna confrontarsi. Il punto di caduta della imminente trattativa non è noto, ma è prevedibile si attesterà intorno a un 3/3,5 per cento da raggiungere nel tempo a partire da un 2/2,5 per cento da raggiungere subito. Comunque un problema, per stati già ampiamente indebitati e alle prese con una condizione economica non florida, che potrebbe essere ulteriormente aggravata dall’imposizione dei dazi doganali minacciati (anzi, assicurati) dal solito Trump. Un problema che in tanti cercheranno di limitare attraverso una trattativa diretta col focoso tycoon, soprattutto quanti, per motivi politici o ideologici, ritengono di essergli vicini.

Un errore che l’Unione Europea deve evitare ad ogni costo. Di questo si è parlato nella riunione informale del Consiglio Europeo della scorsa settimana. Differenziate, anche di molto, sono le opinioni emerse. La fragile UE di questi tempi difficili sarà in grado di armonizzarle in una posizione unitaria? Le dichiarazioni ufficiali, a cominciare da quella di Ursula von der Leyen, tendono a rassicurare al proposito ma le differenze emerse nel corso della riunione inducono invece a pensare il contrario. Fra la volontà di rispondere duramente (Francia, Germania) e quella di accondiscendere (Polonia, baltici) in mezzo c’è uno spettro di posizioni intermedie che alcuni (Italia in primis) ritengono di poter utilizzare per gestire il caso, trovando una qualche mediazione.

Una cosa è certa: in campo militare l’Europa spende molto ma spende male. Dilapidando risorse senza portare a casa alcun risultato concreto, perché priva dello scudo NATO non sarebbe in grado di difendersi così come non è in grado di essere incisiva sul sempre più complicato scacchiere internazionale.

Il motivo è noto a chiunque: ogni Stato ha una sua propria Forza Armata con tutte le duplicazioni conseguenti, in termini di catene di comando e dotazioni belliche. Se fossero unificate produrrebbero un Esercito europeo importante e ben finanziato. Ancor più, molto di più, in verità, se di esso facesse parte anche il Regno Unito: ma già questa affermazione rivela quanto arduo – e lontano – sia l’obiettivo, che anzi per i più non è neppure tale.

Il rischio, alto, allora è che si vada in ordine sparso a pietire da Trump un qualche compromesso al ribasso, una qualche dilatazione dei tempi, un qualche sconticino…Sempre di più emerge la statura politica di uomini come De Gasperi, ideatori di quella Comunità Europea di Difesa che prefigurava – 70 e più anni fa – un’autonomia europea in un quadro di alleanza con gli USA non supina. La CED venne bocciata, e sappiamo da chi. Adesso da Washington ci presentano il conto.

 

Landini:Governo mostra volto autoritario preoccupante, serve rivolta per cambiare

Roma, 9 feb. (askanews) – “Credo stiano emergendo tutte le contraddizioni e i problemi di questo governo che mostra un volto autoritario preoccuoante. Emerge la propaganda costante, le bugie che hanno detto. Hanno una logica di comando, autoritaria: concepiscono la libertà come libertà di fare loro quello che gli pare. E dimostrano un preoccuioante ruolo subordinato a Trump e a Musk nel momento in cui Europa e democrazia sono sitto attcaco. Noi non abbiamo bisogno dell’uomo o della donne forte. Ma di più democrazia per riconoscere e affrontare i problemi del paese”. Lo ha affermato il segretraio della Cgil Maurizio Landini, ospite a “In altre parole” su La7

Al Governo, ha attaccato Landini, “fanno di tutto per parlare d’altro e non affrontare i problemi reale del Paese: crolla la produzuione industraiale, c’è un arretramenrto di investimenti senza precendti, riesplode la cassa integrazione, il paese invecchia, i nostri giovani se ne vanno”. E “nel paese c’è un clima di sfiducia e paura”.

Motivo per cui, secondo Landini, noi chiediamo che “le persone si mobilitino per cambiare. Che è quello che io intendo per rivolta. Con gli strumenti della Costituzione e della democrazia: la libertà di manifestazione del pensiero e soprattutto, il voto. Che è lo strumento fondamentale per cambiare. Di cosaa si ha paura? Che la gente protesti e difenda i prori diritti? Io penso che stia passando un ‘idea di libertà che è solo quella di potenti e mercato di fare tutto quello che a loro conviene di fare Io invece penso che la libertà è solidarietà , equità e diritti sociali”.

Arte Fiera chiude con 50mila presenze, Ferri nuovo direttore

Milano, 9 feb. (askanews) – La 48esima edizione di Arte Fiera ha Bologna, alla quale hanno preso parte 176 gallerie, si è chiusa con 50mila presenze tra collezionisti, operatori del settore e visitatori, numeri che per gli organizzatori rappresentano un risultato molto positivo. Successo anche per gli appuntamenti di Book Talk, dedicati al rapporto tra arte ed editoria, e per i progetti speciali del public program: la performance di Adelaide Cioni al Padiglione de l’Esprit Nouveau, frutto della collaborazione fra Arte Fiera e Fondazione Furla per il programma di azioni dal vivo, e il progetto di Maurizio Nannucci per la serie di commissioni Opus Novum, che ha offerto a molti visitatori la possibilità di tornare a casa con un’opera d’arte: la shopper della fiera, concepita appositamente dall’artista come un multiplo inedito.

Dal punto di vista del mercato Arte Fiera ha voluto rappresentare la varietà dell’offerta artistica, dalle sue forme più accessibili, rappresentate dall’arte moltiplicata, agli artisti emergenti, alle opere di grandi maestri, sia nel moderno che nel contemporaneo. Incoraggianti le vendite fin dal primo giorno, nonostante una fase generale difficile, e la notizia, arrivata proprio nei giorni della fiera, della mancata opportunità dell’abbassamento dell’IVA per le opere d’arte nel nostro Paese.

Arte Fiera 48 segna anche la conclusione della direzione artistica di Simone Menegoi – a cui si è affiancato negli ultimi tre anni, in una inedita sinergia, Enea Righi come direttore operativo – e il compimento del percorso da lui avviato nel 2019, il cui obiettivo era ridare centralità alla manifestazione bolognese come punto di riferimento delle gallerie italiane e dell’arte italiana del XX e XXI secolo; obiettivo che può dirsi ormai pienamente raggiunto.

Nel dare appuntamento al 2026, Arte Fiera ha annunciato il suo nuovo direttore artistico, il critico d’arte e curatore indipendente Davide Ferri, già curatore nel 2019 del progetto speciale di Arte Fiera Solo figura e sfondo, e dal 2020 della sezione Pittura XXI.

Trump è il primo presidente Usa in carica ad assistere a un Super Bowl

Roma, 9 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump sarà stasera a New Orleans per assistere alla finale del campionato della National Football League, diventando così il primo presidente in carica a partecipare a un Super Bowl. “Le misure di sicurezza sono state ulteriormente rafforzate quest’anno, dato che questa sarà la prima volta che un presidente degli Stati Uniti in carica parteciperà all’evento”, ha detto il portavoce del Secret Service, Anthony Guglielmi, all’Associated Press.

L’Anm: i magistrati indossino la coccarda tricolore fino allo sciopero

Roma, 9 feb. (askanews) – “Il Comitato direttivo centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati invita i colleghi ad indossare la coccarda tricolare durante tutte le udienze civili e penali da qui allo sciopero del 27 febbraio”. E’ quanto è stato deciso oggi nel corso della seconda giornata di riunione del sindacato dei magistrati. L’Anm ha anche invitato le singole Ges ad organizzare a livello distrettuale un’assemblea, aperta ai cittadini, in occasione della giornata di sciopero. “L’Anm ha detto che i magistrati devono indossare una coccarda tricolore fino allo sciopero del 27 febbraio? Tre consigli allora: revochino questo sciopero eversivo; se non fosse possibile lavorino di più, per far rilevare la differenza tra lo sciopero eventuale e le giornate di lavoro, che non appaiono caratterizzate da ritmi apprezzabili e sembrano un simil-sciopero permanente; se proprio devono indossare una coccarda se la mettano rossa, così confermeranno la loro natura di avanguardia militante della sinistra politica. Povera Italia”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Usa, Trump rilancia le accuse al Sudafrica: viola i diritti umani

Roma, 9 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha rilanciato oggi le sue accuse contro il Sudafrica, dopo aver firmato venerdì scorso un ordine esecutivo per sospendere ogni assistenza finanziaria al paese africano.

“Il Sudafrica sta confiscando terre e trattando MOLTO MALE certe classi di persone”, ha ribadito Trump, facendo riferimento all’Expropriation Act adottato di recente da Pretoria. “È una brutta situazione che i media della sinistra radicale non vogliono nemmeno menzionare – ha aggiunto il presidente americano sul proprio account Truth – sta avvenendo una massiccia VIOLAZIONE dei diritti umani, sotto gli occhi di tutti. Gli Stati Uniti non lo tollereranno, agiremo. Inoltre, per questo motivo, taglierò tutti gli aiuti al Sudafrica fino a nuovo avviso!”

Tennis, Bolelli e Vavassori trionfano a Rotterdam

Roma, 9 feb. (askanews) – Simone Bolelli e Andrea Vavassori trionfano ancora. Dopo il titolo ad Adelaide e la finale agli Australian Open, gli azzurri hanno conquistato l’Atp 500 di Rotterdam battendo in finale la coppia formata dal belga Sander Gille e il polacco Jan Zielinski con il punteggio di 2-6, 6-4, 10-6 in un’ora e 24 minuti di gioco. La tredicesima vittoria su 14 partite disputate da inizio stagione, l’ennesima partita di alto livello della coppia azzurra nonostante il poco tempo di recupero avuto a disposizione dopo la semifinale, conclusa sabato sera oltre la mezzanotte. Bolelli e Vavassori sono stati lucidi alla distanza, bravi a reagire nel match tiebreak dopo aver perso il secondo set.

M.O., Riad: no allo sfollamento dei palestinesi dalla loro terra

Roma, 9 feb. (askanews) – “Il Regno dell’Arabia Saudita apprezza la condanna, la disapprovazione e il rifiuto totale espressi dai Paesi fratelli rispetto a quanto affermato da Benjamin Netanyahu sullo sfollamento del popolo palestinese dalla propria terra e apprezza le posizioni che sottolineano la centralità della questione palestinese per i Paesi arabi e musulmani”: è quanto si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri saudita, facendo allusione all’affermazione fatta nei giorni scorsi dal premier israeliano, in un’intervista all’emittente Channel 14, sulla creazione di uno Stato palestinese in Arabia saudita, condannata dai paesi arabi.

Nella nota Riad ha espresso “il suo rifiuto categorico per tali dichiarazioni che mirano a distogliere l’attenzione dai continui crimini commessi dall’occupazione israeliana contro i fratelli palestinesi a Gaza, inclusa la pulizia etnica a cui sono sottoposti”.

“Il Regno rimarca anche che questa mentalità estremista e occupante non capisce cosa significhi la terra palestinese per il popolo della Palestina e il suo legame emotivo, storico e legale con questa terra, e non pensa che il popolo palestinese meriti di vivere in primo luogo, perché ha completamente distrutto la Striscia di Gaza, ucciso e ferito più di 160.000 persone, la maggior parte delle quali bambini e donne, senza il minimo sentimento umano o responsabilità morale”, ha denunciato ancora Riad. “Il Regno afferma che il popolo palestinese ha diritto alla propria terra e non sono intrusi o immigrati che possono essere espulsi ogni volta che lo desidera la brutale occupazione israeliana – prosegue la nota – il Regno evidenzia che quanti avanzano queste idee estremiste sono quelli che hanno impedito a Israele di accettare la pace rifiutando la coesistenza pacifica, respingendo le iniziative di pace adottate dai paesi arabi e praticando sistematicamente l’ingiustizia nei confronti del popolo palestinese per oltre 75 anni, ignorando la verità, la giustizia, la legge e i valori stabiliti nella Carta delle Nazioni Unite, incluso il diritto dell’uomo a vivere dignitosamente sulla sua terra”.

Il ministero degli Esteri saudita ha quindi ribadito che “una pace duratura non sarà raggiunta fino a quando non si tornerà alla logica della ragione e non verrà accettato il principio della coesistenza pacifica attraverso la soluzione dei due Stati”.

Calcio, Venezia-Roma0-1, decide Dybala su rigore

Roma, 9 feb. (askanews) – La Roma non si ferma e a Venezia si prende i tre punti grazie a un rigore trasformato da Dybala. I giallorossi nel primo tempo sprecano almeno tre occasioni nitide. Ci pensano due volte Radu e Nicolussi Caviglia con un miracolo sulla linea a salvare la squadra di Di Francesco.

Ma nella ripresa, proprio nel momento migliore del Venezia, la squadra di Ranieri la sblocca con la Joya che realizza un penalty che si guadagna Angeliño (fallo di Marcandalli). La Roma, all’ottavo risultato utile in campionato di fila, sale a 34 punti e intravede l’Europa. Venezia fermo a 16 punti, penultimo in classifica.

Sci, lo svizzero Von Allmen vince l’oro nella discesa ai Mondiali

Roma, 9 feb. (askanews) – È lo svizzero Franjo Von Allmen il nuovo campione iridato di discesa libera. Il 23enne elvetico, al primo Mondiale in carriera, ha conquistato la medaglia d’oro grazie a una gara “full gas”. Tanti rischi presi e tanta velocità, una combinazione perfetta per chiudere con il crono di 1:40.68. Medaglia d’argento a Vincent Kriechmayr che paga 24 centesimi di ritardo, bronzo ad Alexis Monney. Ai piedi del podio, invece, c’è Dominik Paris. Un quarto posto amaro per l’azzurro, lontano 14 centesimi dalla medaglia, con il podio sfumato a causa di un errore nel terzo parziale. Quinto Marco Odermatt che dice addio al sogno tripletta dopo l’oro in superG. In ombra gli altri italiani: Schieder è 16°, Franzoni 21° e Casse 22°

Baltico, Media russi: petroliera affonda nel Golfo di Finlandia

Milano, 9 feb. (askanews) – Una petroliera sta affondando nel Golfo di Finlandia al largo di Laukaansuu, riportano i media russi Fontanka (locale) e Tass. La petroliera Koala, che trasporta un carico di olio combustibile, sta affondando nel porto di Ust-Luga, nella regione di Leningrado, dice Fontanka.

Secondo Fontanka, l’equipaggio della petroliera Koala è stato evacuato a riva. Il Ministero russo per le Emergenze aveva precedentemente ricevuto un avviso riguardante tre esplosioni.

Il governatore della regione di Leningrado, Alexander Drozdenko, afferma che non vi è alcun rischio di fuoriuscita di petrolio. La petroliera batte bandiera di Antigua. Il Comando della Guardia costiera finlandese del Golfo di Finlandia ha comunicato che al momento non dispone di informazioni verificate sull’incidente, ma che la situazione viene monitorata e si stanno compiendo sforzi per ottenere ulteriori informazioni sugli eventi.

Il Papa: tacciano ovunque le armi e si ascolti il grido dei popoli per la pace

Roma, 9 feb. (askanews) – “Fratelli e sorelle preghiamo per la pace nella martoriata Ucraina, Palestina Israele, Myanmar, tutto il Medio Oriente, Sudan. Tacciano ovunque le armi e si ascolti il grido dei popoli che chiedono pace”. Papa Francesco ha lanciato un nuovo appello per la pace concludendo la messa per il Giubileo delle Forze Armate, di Polizia e di Sicurezza a San Pietro. Nel corso dell’omelia Papa Francesco ha chiesto ai militari “per favore di vigilare: vigilare contro la tentazione di coltivare uno spirito di guerra; vigilare per non essere sedotti dal mito della forza e dal rumore delle armi; vigilare per non essere mai contaminati dal veleno della propaganda dell’odio, che divide il mondo in amici da difendere e nemici da combattere”. “Siate invece testimoni coraggiosi dell’amore di Dio Padre, che ci vuole fratelli tutti – ha aggiunto -. E, insieme, camminiamo per costruire una nuova era di pace, di giustizia e di fraternità”. “Il giuramento che avete fatto – ha detto il Papa – , sono tutte cose che vi ricordano quanto sia importante non soltanto vedere il male per denunciarlo, ma anche salire sulla barca in tempesta e impegnarsi perché non faccia naufragio, con una missione al servizio del bene, della libertà, e della giustizia. E infine sedervi, perché il vostro essere presenti nelle nostre città e nei nostri quartieri, il vostro stare sempre dalla parte della legalità e dalla parte dei più deboli, diventa per tutti noi un insegnamento: ci insegna che il bene può vincere nonostante tutto, ci insegna che la giustizia, la lealtà e la passione civile sono ancora oggi valori necessari, ci insegna che possiamo creare un mondo più umano, più giusto e più fraterno, nonostante le forze contrarie del male”. “Questo servizio armato -a ha proseguito il Pontefice – va esercitato solo per legittima difesa, mai per imporre il dominio sulle altre nazioni, sempre conservando le convenzioni internazionali in materia di conflitti e prima ancora nel sacro rispetto della vita del Creato”.

Ucraina, telefonata Trump-Putin, da Cremlino no comment

Milano, 9 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha riferito in un’intervista di una presunta conversazione con il capo del Cremlino Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina. Tuttavia, secondo il New York Post , non ha specificato quando sia avvenuta la telefonata. Intanto il Cremlino ha già replicato in merito. Il diplomatico e portavoce del presidente russo Dmitry Peskov non ha né confermato né smentito le informazioni relative alla conversazione telefonica tra il leader russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, contenute nell’intervista del leader Usa al NYPost. Utilizzando il suo tipico stile attento, Peskov ha detto secondo la Tass: “Mentre l’amministrazione a Washington svolge il suo lavoro, spuntano molte comunicazioni diverse, e queste comunicazioni vengono condotte attraverso canali diversi e, naturalmente, sullo sfondo della molteplicità di queste comunicazioni, io personalmente potrei non sapere qualcosa, potrei non essere a conoscenza di qualcosa. Pertanto, in questo caso, non posso né confermare né negare questo”.

L’intervista di Trump sarebbe stata condotta sabato a bordo dell’aereo presidenziale Air Force One, ma il tabloid ne ha pubblicato solo alcuni estratti, senza il testo esatto. Alla domanda su quante volte avesse parlato con il presidente russo, Trump ha risposto: “Meglio non dirlo”. Dentro la frenetica routine quotidiana di Trump, con il presidente Usa che rivela la frase che continua a riecheggiargli nella mente quando si sveglia la mattina, Miranda Devine del NYPost rivela tra le altre cose che Trump usa un grande cerotto color pelle sulla mano, a fronte di ‘così tante’ strette di mano, per coprire lividi e graffi causati dai suoi ‘entusiasti sostenitori’.

Il tutto mentre a Kiev ieri dalla Nato è giunto in visita l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone in qualità di presidente del Comitato militare della Alleanza, ringraziato pubblicamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Grazie, signor Presidente (ucraino, Volodymyr Zelensky, ndr), per il caloroso benvenuto. Profondamente colpito dalla determinazione e dall’energia delle persone ucraine. Nel 1081esimo giorno dell’invasione russa, lo spirito coraggioso e resiliente dell’Ucraina rimane indistruttibile”, è stata la replica oggi sui social dell’ammiraglio italiano.

Quanto a Putin, il quadro descritto da Trump è tutt’altro che critico. Il leader Usa dice: “Vuole vedere la gente smettere di morire”, ha detto. “Tutti quei morti. Giovani, persone bellissime. Sono come i tuoi figli, due milioni di loro… e senza motivo”. Trump sottolinea inoltre di aver sempre avuto buoni rapporti con il presidente russo. Afferma di avere un piano concreto per porre fine alla guerra. “Spero che accada presto. Ogni giorno muoiono persone. Questa guerra in Ucraina è davvero brutta. Voglio porre fine a questa dannata cosa”, avrebbe detto Trump al tabloid.

Secondo il New York Post, venerdì Trump ha dichiarato quanto segue al suo consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz: “Cominciamo con questi incontri. Vogliono incontrarsi”.

A fine gennaio, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che Putin è pronto a telefonare a Trump e che Mosca è in attesa di un messaggio da Washington che indichi che anche loro sono pronti. “Tutti sono pronti. Qui è difficile fare previsioni sui fondi di caffè. Non appena arriverà qualcosa, se arriverà qualcosa, vi informeremo”, ha detto Peskov.

Nel prossimo futuro, nella settimana entrante, il vicepresidente Usa JD Vance incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla conferenza sulla sicurezza di Monaco. Trump vuole un accordo con l’Ucraina, in base al quale gli Stati Uniti avrebbero accesso a preziosi minerali e gas in cambio di garanzie di sicurezza. in sostanza Trump ha chiesto all’Ucraina materie prime preziose in cambio di ulteriori aiuti militari e finanziari. La Casa Bianca vuole negoziare così un accordo che garantisca la fornitura di terre rare agli Stati Uniti. Le dichiarazioni di Trump si inseriscono in quella che si può definire la nuova fase dei rapporti tra Washington e Kiev, con l’intenzione apparente da parte degli USA di terminare il conflitto in tempo brevi, cercando l’apertura del dialogo con la Russia.

Nella conversazione con il New York Post, Trump afferma anche di voler raggiungere un accordo con l’Iran.