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Usa, a settembre +119.000 posti lavoro, disoccupazione al 4,4%

New York, 20 nov. (askanews) – Il rapporto sull’occupazione di settembre negli Stati Uniti ha registrato un notevole rialzo nel mese di settembre, secondo i dati pubblicati dal Bureau of Statistics, dopo oltre 40 giorni di silenzio a causa dello shutdown del governo. In settembre sono stati creati 119.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un dato a +50.000 posti. Sono comunque 57 mesi consecutivi di guadagni nell’occupazione. Il tasso di disoccupazione è salito dal 4,3% di agosto al 4,4% di settembre, oltre le attese che davano un dato a +4,3%.

Il dato di agosto è stato rivisto da +22.000 a -4.000, mentre quello di luglio è stato rivisto da +79.000 a +72.000. La disoccupazione di agosto non rivista, è stata confermata a +4,3%. Il salario orario medio ha visto un rialzo di 0,09 centesimi, cioè lo 0,25%, a 36,67 dollari, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno del 3,8%. La partecipazione dei lavoratori è stata del 62,4%. Nel settore privato si sono guadagnati 97.000 posti e in quello governativo 22.000.

Campagna di sensibilizzazione di FACExp sui disturbi del sonno

Conegliano, 20 nov. (askanews) – passata da Conegliano l’iniziativa “Dormire bene per crescere meglio”, uno degli incontri promossi dall’Associazione di ortodontisti FACExp che nel mese di novembre si sono stesi su tutto il territorio nazionale. In tale occasione pediatri provenienti da tutta Italia hanno potuto interfacciarsi al tema della scarsa qualit del sonno nei bambini, ascoltando la voce degli esperti.

A presiedere l’incontro stata la dottoressa Erica Barina, Presidente di FACExp, esponendo innanzitutto i sintomi pi frequenti delle problematiche legate al disturbo del sonno: “Gli allarmi, che possono essere identificati anche dai genitori, riguardano dei segnali sia durante la notte che durante il giorno. I principali segnali notturni sono le difficolt di addormentamento dei bambini, risvegli frequenti o talora anche risvegli precoci. Spesso c’ russamento durante la notte, a volte accompagnato da pause respiratorie, che sono le apnee, e talora i bambini presentano anche enuresi e qualche volta bruxismo. Di giorno, invece, si tratta di bambini molto irrequieti, con disturbi dell’attenzione e scarso rendimento scolastico, che spesso manifestano anche cefalea al risveglio”.

Recenti studi scientifici hanno evidenziato che un bambino su tre ha difficolt ad addormentarsi e che respirazione e abitudini orali mostrano correlazioni significative con i disturbi del sonno. L’ortodontista pu svolgere un ruolo fondamentale nell’individuazione e nella cura di disturbi di questo tipo: “L’ortodontista considerato avere un ruolo sentinella nell’ambito dei disturbi respiratori. Questo perch segue i bimbi sin dai primi anni di vita, con monitoraggi molto frequenti, lavorando a livello della crescita scheletrica, quindi delle strutture ossee e del viso, in particolar modo del palato e della posizione mandibolare. Pu modulare il volume delle vie respiratorie, stabilendo una strategia di terapia che seguir poi il paziente nel corso della crescita”.

Di grande importanza poi il dialogo costante tra specialisti della medicina nell’ambito della cura del sonno: “Un approccio multidisciplinare al sonno fondamentale per mettere in atto presidi diagnostici e terapeutici adeguati. La collaborazione tra figure quali in primo luogo il pediatra e l’otorinolaringoiatra, con un coinvolgimento quando necessario anche dell’ortodontista, del logopedista e del nutrizionista, fondamentale per stabilire un adeguato piano di trattamento”.

Ai primi incontri introduttivi al tema seguiranno momenti di approfondimento e formazione a distanza, con un team di esperti nel campo della medicina del sonno pronti a esaurire ogni dubbio dei pediatri circa l’argomento.

Startup, round da 8,64mln per l’agricoltura di precisione di Finapp

Milano, 20 nov. (askanews) – Round da 8,64 milioni per Finapp, la startup innovativa nata come spinoff dell’Università di Padova per l’agricoltura di precisione. Finapp dal 2022 è in accelerazione nel Village by Crédit Agricole Triveneto, con il round punta a velocizzare il percorso di internazionalizzazione e crescita industriale. L’aumento di capitale stato guidato da Linfa, primo fondo agrifoodtech italiano gestito da Riello Investimenti SGR (per il quale Finapp costituisce il quinto investimento) con il reinvestimento dei soci esistenti: MITO Tech Transfer, fondo di MITO Technology, Crédit Agricole Italia e Tech4Planet, il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per la Sostenibilità Ambientale promosso da CDP Venture Capital.

“Questo round non è un punto di arrivo ma un punto di partenza, segna per noi un nuovo inizio: l’apertura di Finapp al mondo. I partner supporteranno il nostro percorso di internazionalizzazione e di crescita industriale, con l’obiettivo di portare la rivoluzione nella misura dell’acqua non solo in Italia e in Europa, ma a livello globale”, ha detto Luca Stevanato, CEO e co-founder di Finapp.

Il finanziamento consentirà a Finapp di aprire due nuove sedi operative in Francia e negli Stati Uniti, ampliare il team per sostenere la domanda crescente di soluzioni CRNS nei mercati internazionali e potenziare le linee produttive e di ricerca in Italia. A soli sei anni dalla fondazione, Finapp ha già raggiunto il breakeven operativo, installando i propri dispositivi in tutti i continenti — Antartide compresa — e vincendo riconoscimenti internazionali come l’EIC Accelerator 2023, il premio AI for Good dell’ONU e un riconoscimento alla COP28 di Dubai.

La Dolce via Festival, ponte culturale tra Italia ed Emirati

Roma, 20 nov. (askanews) – Si terrà il 24 novembre, ad Abu Dhabi, e il 25 e 26 novembre, a Dubai, “La Dolce via Festival”, l’evento dedicato alla cultura e all’Alta Formazione cinematografica che unisce Italia ed Emirati Arabi Uniti in un percorso comune di creatività, scambio e visione.

Un progetto nato per avvicinare due mondi attraverso il cinema. Nato nel 2023 da un’idea di Benedetta Paravia – insignita dal Governo emiratense dello status di cittadina “Golden” come personalità pioniera di talento – “La Dolce Via Festival” è promosso da A.N.G.E.L.S. aps a sostegno dei giovani creativi e talenti universitari degli Emirati Arabi Uniti. 

Il Festival nasce con un obiettivo ambizioso: avvicinare gli studenti emiratensi alla cultura del cinema italiano, formandoli nel nostro Paese e contribuendo allo sviluppo di un hub cinematografico negli Emirati, capace di attivare collaborazioni, coproduzioni e scambi professionali tra le due nazioni.

L’edizione 2025 vedrà come protagonista Gabriele Mainetti, che presenterà la sua trilogia e terrà due masterclass e un workshop esclusivi per gli studenti locali. A completare il programma, l’attore Alessandro Preziosi, che condurrà a Dubai una masterclass dedicata agli aspiranti attori emiratensi.

Un’iniziativa dal forte valore istituzionale e diplomatico che si avvalora della collaborazione dell’Ambasciata d’Italia in Abu Dhabi, guidata dal carismatico Ambasciatore Lorenzo Fanara. 

Il Festival gode del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e della Regione Lazio.

Dal lato emiratense, si svolge sotto gli auspici del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi, con le media partnership di Rairadio3 e Abu Dhabi Media.

“La Dolce Via Festival è un prezioso strumento di diplomazia culturale che arricchisce le iniziative della nostra Ambasciata, offrendo ai giovani talenti emiratensi l’opportunità di conoscere e formarsi nel cinema italiano contemporaneo. Siamo grati alle istituzioni patrocinanti per il loro sostegno: come ricorda spesso il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il successo di ogni iniziativa di sistema nasce dalla collaborazione tra pubblico e privato”, afferma Benedetta Paravia, direttrice del Festival.

Il 19 novembre è stato firmato a Dubai un accordo tra l’American University in the Emirates, rappresentata dal Presidente e fondatore Professor Muthanna ed A.N.G.E.L.S. APS, nella persona dalla Vicepresidente Benedetta Paravia. L’accordo mira ad offrire agli studenti emiratensi dei corsi di Media e Design ed anche l’opportunità di proseguire la loro crescita professionale con training avanzati e percorsi di eccellenza in Italia. Si aggiunge ai tre accordi già siglati con le 3 università governative degli Emirati Arabi Uniti, rafforzando ulteriormente la collaborazione istituzionale nel campo della cultura e della formazione tra Italia ed Emirati.

Fedriga: indecente proteste per sport, antisemitismo dilagante

Bologna, 20 nov. (askanews) – “E’ qualcosa di indecente e indecoroso le proteste per una partita di sport che dovrebbe essere quello che unisce”. Lo ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a margine del convegno “In citt” organizzato da Confcommercio a Bologna, riferendosi alle tensioni per la partita Virtus-Maccabi Tel Aviv.

“Vedo un antisemitismo dilagante, purtroppo, non solo in Europa e nel nostro paese, che non viene combattuto con sufficiente chiarezza e mascherato da antisionismo – ha detto Fedriga -. Ma in realt sotto un palese antisemitismo con anche dichiarazioni aberranti sentite in televisione che richiamano quelle che diceva Hitler con la potenza economica degli ebrei che comandavano il mondo”.

“Lo sentite in televisione oggi, oggi nel 2025 – ha proseguito il presidente -. Penso che sia qualcosa di inaccettabile che alimenta anche poi i fanatici che portano violenza nelle nostre citt con la scusa della Palestina, ma in realt alimentano e promuovono l’antisemitismo”.

Apre il Noor Riyadh: 59 artisti per il festival della luce

Riyadh, 20 nov. (askanews) – Si apre il festival Noor Riyadh, con 59 artisti partecipanti per l’edizione 2025, provenienti da 24 Paesi, con 60 opere d’arte e oltre 35 nuove commissioni in una celebrazione luminosa dell’arte. Sotto l’egida della Royal Commission for Riyadh City e di Riyadh Art il festival si terrà nella città saudita fino al 6 dicembre 2025.

Il tema curatoriale di quest’anno, “In un batter d’occhio” riflette la rapida trasformazione che sta plasmando la città di Riyadh. Il festival presenterà opere che interpretano questo tema, realizzate da artisti internazionali e locali di rilievo. Il festival 2025 è guidato da un team curatoriale internazionale che unisce prospettive diverse sulla cultura contemporanea: Mami Kataoka (Curatorial Advisory Lead; direttrice del Mori Art Museum di Tokyo), la curatrice con sede a Riyadh Sara Almutlaq, e Li Zhenhua (Curatore e fondatore del Beijing Art Lab). La loro visione collega il cuore storico di Riyadh al suo skyline moderno e alla rete metropolitana, invitando il pubblico a scoprire la luce come mezzo di percezione, memoria e movimento. Il programma del festival vedrà Noor Riyadh 2025 articolarsi in sei location: Qasr Al Hokm District, King Abdulaziz Historical Center, stc Metro Station, KAFD Metro Station, Al Faisaliah Tower e JAX District. Tra i partecipanti anche artisti italiani come Michelangelo Pistoletto o Loris Cecchini.

“Noor Riyadh è definito dai suoi artisti: dalle loro idee, dal loro coraggio e dalla loro visione – ha detto Nouf Almoneef, direttrice del Festival Noor Riyadh -. Ogni opera cattura l’energia della città attraverso la luce, ricordandoci che la creatività è un linguaggio universale che unisce le culture e ispira il dialogo”.

“La luce è al tempo stesso un mezzo e una metafora della trasformazione”, ha aggiunto Mami Kataoka, Curatorial Advisory Lead per Noor Riyadh 2025. “In un batter d’occhio” rivela quanto rapidamente possa cambiare la percezione, offrendo un momento di pausa nel flusso del cambiamento e invitandoci a cogliere la bellezza di ciò che è in costante evoluzione”.

Noor Riyadh ha anche un’anima italiana, è infatti prodotto da Filmmaster.

Salesforce mette l’AI al servizio della Pubblica Amministrazione

Roma, 20 nov. (askanews) – l’intelligenza artificiale ormai a prevalere nella nostra vita. Dalle semplici ricerche ad attivit di lavoro ed analisi pi complesse, un sistema che ha rivoluzionato la vita di molti. Ma con la pubblica amministrazione lo scontro pi duro da affrontare, da sempre grande cruccio degli italiani. Oggi alle istituzioni si richiede sempre pi rapidit, efficienza e produttivit, in un contesto in cui le aspettative sono crescenti ed il tempo sempre meno. Semplificare e snellire la macchina burocratica una sfida che Salesforce ha deciso di affrontare, lanciando Agentoforce fo Public Sector, una soluzione che affianca ai dipenditi pubblici un supporto digitale tramite agenti AI che possono gestire autonomamente attivit ripetitive e dispendiose. Abbiamo parlato con Paolo Bonanni, Area Vice President Public Sector Italia di Salesforce:

“La pubblica amministrazione nei prossimi anni dovr affrontare una sfida senza precedenti e non stiamo parlando di una sfida tecnologica ma di una vera e propria crisi nel mondo del lavoro all’interno della pubblica amministrazione. La leva tecnologica, l’intelligenza artificiale sicuramente lo strumento che la pubblica amministrazione sta adottando per mantenere la sua sostenibilit. Non si parla quindi pi solo di efficienza e di produttivit ma si parla di continuare affinch la macchina pubblica possa operare e fornire i servizi a noi cittadini”.

La capitale ha accolto al Rome Cavalieri Hotel l’evento “Public Sector Innovation Day. Una giornata in cui il mondo della pubblica amministrazione ha incontrato l’innovazione con le testimonianze di chi ha gi avuto modo di integrare sistemi AI e quanto questo possa semplificare non solo la vita del cittadino, ma anche il lavoro del dipendente. poi intervenuta Cecilia Colasanti, Chief Information Officer di ISTAT:

“Relativamente alla IA agentica ci siamo concentrati sul nostro punto unico di contatto, un progetto che ha qualche anno e che ha trovato il suo culmine con l’introduzione dell’agent force, proprio lo scorso mese. In pratica un assistente virtuale aiuta sia i nostri rispondenti sia i nostri utenti nella ricerca delle indicazioni per trovare il servizio pi adeguato alle loro esigenze”.

Un mondo che cambia e che nei prossimi anni sar in grado di rivoluzionare qualsiasi settore, anche quelli pi complessi come l’amministrazione pubblica.

Calcio, Gattuso: "Stage? Non sta a me decidere"

Roma, 20 nov. (askanews) – “L’Irlanda del Nord è una squadra fisica, squadra con mentalità che non molla mai, però dobbiamo giocarcela”. Il Ct Gattuso commenta a Sky l’avversaria dell’Italia: “Lo sto dicendo da tre mesi, sapevamo che dovevamo passare dai playoff, sapevamo che il nostro percorso era un percorso che prevedeva che dovessimo migliorare e guardiamo con fiducia in avanti. Gli stage? Non sta a me decidere, io faccio l’allenatore, abbiamo chi si occupa di queste cose. Normale che più giorni disponibili abbiamo per stare insieme e meglio è perché siamo all’11ª giornata e ci rivedremo alla 30ª con i giochi già quasi fatti. Però io devo pensare a come stare a contatto con i giocatori, guardarli negli occhi e parlarci, non solo di calcio. E speriamo di riuscire a fare le cose nel verso giusto”.

“Come si affronta? Il problema non è tattico, tutti i moduli hanno i pro e i contro ma il problema non è quello. In questo momento dobbiamo lavorare sulla nostra fragilità perché abbiamo dimostrato che quando facciamo le cose fatte bene siamo competitivi. Non ti puoi permettere di commettere errori come contro la Norvegia, la mia priorità è quella ed è un problema mio riuscire a migliorare questo aspetto, per il resto avremo tempo. Adesso studieremo gli avversari e come affrontarla e dopo vediamo di fare meno danni possibili”.

Calcio, 42 squadre già qualificate al Mondiale

Roma, 20 nov. (askanews) – Ad oggi Sono 42 (su 48) le squadre sicure del pass per i mondiali: Canada (Paese ospitante), Messico (Paese ospitante), Stati Uniti (Paese ospitante), Giappone, Nuova Zelanda, Iran, Argentina, Uzbekistan, Corea del Sud, Giordania, Australia, Brasile, Ecuador, Uruguay, Colombia, Paraguay, Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria, Ghana, Capo Verde, Sudafrica, Senegal, Costa d’Avorio, Arabia Saudita, Qatar, Inghilterra, Francia, Croazia, Portogallo, Norvegia, Germania, Olanda, Svizzera, Scozia, Spagna, Austria, Belgio, Panama, Curaçao, Haiti. Le restanti sei arriveranno a marzo dai playoff europei (4) e da quelli Interzona Fifa (2).

Le 48 Nazionali qualificate saranno divise in 12 gironi da 4 squadre ciascuno: si qualificheranno alla fase a eliminazione diretta (che partirà dai sedicesimi di finale) le prime due classificate di ciascun gruppo più le 8 migliori terze. La partita inaugurale si giocherà l’11 giugno allo stadio Azteca di Città del Messico, mentre la finalissima che assegnerà il titolo mondiale andrà in scena il 19 luglio al MetLife Stadium di New York. L’Italia non partecipa alla fase finale di un Campionato del mondo da Brasile 2014.

Il Parlamento europeo in Italia celebra i bambini ucraini

Roma, 20 nov. (askanews) – “Oggi ci riuniamo per riflettere su una realtà che l’Europa non può ignorare: la condizione dei bambini ucraini costretti a crescere sotto le bombe, vittime innocenti di una guerra che ha stravolto le loro vite, i loro sogni e il loro diritto fondamentale a un’infanzia serena. Il Parlamento europeo ha più volte ribadito il suo impegno nel sostenere l’Ucraina e nel proteggere i più vulnerabili, ma giornate come questa ci ricordano che non basta: serve continuare a far sentire la nostra voce, a mobilitare le nostre comunità, a salvaguardare il futuro di chi oggi vive nel terrore”. Così Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, accogliendo nello Spazio Europa, la casa del Parlamento europeo e della Commissione europea in Italia, l’evento “Salvare i bambini salvare il futuro” che ha coinciso con la Giornata Internazionale per la protezione dei diritti dell’Infanzia.

Carlo Corazza ha salutato la presenza della Presidente del Congresso Nazionale delle Associazioni Ucraine in Italia, Lara Levchum, che ha fortemente pensato e voluto l’inziativa in collaborazione con tutte le associazioni ucraine e con il Parlamento Europeo, e anche tutti i partecipanti: in particolare i bambini di tutte le scuole in Ucraina ed in Italia che si sono collegate all’evento, insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali ucraine ed italiane.

“Allo stesso tempo – ha proseguito il Direttore dell’ufficio italiano dell’Ue – questo incontro ci invita a guardare al ruolo dell’Europa e dell’Italia anche sul fronte dell’accoglienza e dell’integrazione dei richiedenti asilo. Non si tratta solo di offrire protezione, ma di accompagnare ogni persona verso una reale possibilità di costruire una nuova vita, di inserirsi nel tessuto sociale, culturale ed economico del nostro Paese. È un impegno che ci riguarda tutti: istituzioni, società civile, famiglie, scuole, giovani.

Carlo Corazza ha quindi ribadito “l’impegno forte del Parlamento europeo, in prima linea per sostenere l’Ucrania e il suo popolo per difendere la sua indipendenza e liberta”. “Aiutare questa nazione, che sta difendendo i valori su cui si fonda la nostra unione e che è già parte della famiglia europea, equivale a difendere la liberta di noi tutti. Per questo continueremo a farlo fino a quando la Russia non si fermera”, ha concluso il direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.

Ucraina, il piano di pace Trump che piace a Mosca e non all’Ue

Roma, 20 nov. (askanews) – Dopo mesi di stallo, i negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina riprendono slancio con una proposta americana di cui si hanno molte indiscrezioni e non un testo, e che ha già suscitato le proteste da parte europea, dato che Ucraina, come Ue e le principali cancellerie, non sono state coinvolte nel dibattito per la nuova iniziativa. L’Europa e l’Ucraina vogliono una pace “giusta e durevole”, ma non “alcuna forma di capitolazione”, ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot prima del Consiglio Affari esteri dell’Unione Europea a Bruxelles, seguito dai colleghi di gran parte degli Stati membri. L’Ungheria tiene il punto, remando controcorrente: “se la dirigenza europea fosse normale dovrebbe aver immediatamente fermato i finanziamenti all’Ucraina e chiesto un audit, dobbiamo sapere come i soldi dei contribuenti europei sono stati spesi in Ucraina”, ha affermato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, martellando sul delicato tasto dello scandalo di corruzione che sta terremotando i vertici ucraini.

Ieri la notizia del nuovo piano americano è stata accompagnata da indiscrezioni su un certo ottimismo dell’amministrazione Usa, di potere arrivare a un accordo in tempi brevissimi, forse addirittura questa settimana. A Mosca si tiene un basso profilo, oggi il Cremlino ha detto che con gli Stati Uniti ci sono contatti, ma non negoziati in corso.

Ecco cosa sappiamo del piano che, se confermato, non può piacere all’Ucraina e all’Europa, in quanto accoglie l’impianto di base delle rivendicazioni russe.

La bozza di questo piano è scaturita da una serie di incontri riservati tenutisi a Miami alla fine di ottobre. Tre giorni di consultazioni tra l’inviato speciale americano Steve Witkoff e Kirill Dmitriev, rappresentante personale di Putin e capo del fondo sovrano per gli investimenti esteri della Russia. Fonti vicine ai negoziati hanno descritto un clima costruttivo, e lo stesso Dmitriev, in dichiarazioni riportate da Axios, ha espresso un cauto ottimismo, affermando di credere nelle possibilità di successo del piano perché, a suo dire, “la posizione russa sta venendo veramente ascoltata” dai mediatori americani.

L’architettura generale del piano sarebbe stata ispirata dal precedente modello di trattativa in 20 punti che Trump aveva proposto per di Gaza.

I dettagli rimangono segreti, ma secondo fonti ben informate la proposta si articola su quattro pilastri fondamentali e interdipendenti. Il primo riguarda la definizione di un cessate-il-fuoco duraturo e di un nuovo assetto di relazioni tra Russia e Ucraina. Il secondo pilastro è incentrato sulla complessa questione delle garanzie di sicurezza internazionali, un punto cruciale per Kiev, ma anche per la Russia. Il terzo affronta il tema più ampio della sicurezza collettiva in Europa, mentre il quarto è dedicato al futuro delle relazioni diplomatiche ed economiche degli Stati Uniti con Mosca e Kiev.

Il piano conterrebbe significative concessioni territoriali a favore di Mosca, restrizioni sulle alleanze militari di cui Kiev può far parte, un netto ridmensionamento delle forze armate ucraine (dimezzate, secondo alcune fonti anche più che dimezzate), e possibili limitazioni al dispiegamento di forze NATO in alcuni paesi membri dell’Europa orientale, come i Paesi Baltici.

La scelta di Dmitriev come interlocutore da parte russa non è casuale. Il banchiere, formatosi negli Usa, è infatti un ferreo sostenitore della necessità di rivitalizzare la collaborazione economica tra Russia e Occidente. La sua partecipazione diretta fa quindi supporre che aspetti cruciali del piano siano dedicati al ripristino progressivo della cooperazione economica e commerciale tra Washington e Mosca. Questa prospettiva si scontra però con la realtà delle sanzioni, che l’amministrazione Trump ha recentemente inasprito, anche se l’entrata in vigore di nuove, dure misure sarebbe stata rinviata proprio ieri.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha cercato di smorzare gli entusiasmi che la notizia ha diffuso a Mosca, dichiarando ai giornalisti che la posizione russa “non è cambiata” rispetto a quanto discusso ad Anchorage nel vertice di Ferragosto tra Vladimir Putin e Donald Trump. Al momento “non c’è nulla da aggiungere”, ha affermato.

Anche la posizione ucraina rappresenta un’incognita, di grande peso. L’inviato americano Witkoff ha incontrato a Miami il consigliere per la sicurezza nazionale ucraino, Rustem Umerov, per illustrargli le linee generali del piano. Tuttavia, non è affatto chiaro se Kiev sia disposta ad accettare una bozza di accordo alla cui stesura non ha partecipato direttamente, violando il suo principio cardine di “nulla su di noi, senza di noi”. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky si trova in una posizione particolarmente delicata, stretto tra uno scandalo di corruzione che si sta aggravando sul fronte interno e le recenti avanzate delle forze russe nella regione del Donbass, in particolare nell’area di Pokrovsk. Questa congiuntura di vulnerabilità è considerata dagli analisti una delle ragioni per cui l’amministrazione Trump ritiene che Mosca potrebbe essere più incline a considerare seriamente questa nuova iniziativa di pace.

I segnali di un’imminente accelerazione abbondano. Il Segretario dell’Esercito americano, Dan Driscoll, è a Kiev alla guida di una delegazione di alto livello, ufficialmente per colloqui sulla strategia militare e sulle tecnologie che servono all’Ucraina. E’ tuttavia osservata con attenzione come un possibile segnale della volontà di Washington di chiudere rapidamente l’accordo. Nel frattempo, Zelensky, ieri in Turchia e oggi alle prese con le convulsioni della politica interna, ha confermato di aver ricevuto da Washington alcune “posizioni e segnali”, senza fornire ulteriori dettagli.

De Pascale: Virtus-Maccabi, non politicizzare ordine pubblico

Bologna, 20 nov. (askanews) – “Purtroppo si porta sempre in politica anche ci che in politica non ci dovrebbe stare” per la gestione dell’ordine pubblico in occasione di eventi sensibili come la partita di Eurolega tra Virtus e Maccabi Tel Aviv al PalaDozza. Lo ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine del convegno “In citt” organizzato da Confcommercio a Bologna, presente anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Io ho fatto 10 anni il sindaco e ogni qualvolta c’erano manifestazioni di eventi sensibili mi sempre stato spiegato che non bisognava metterla in politica, ma bisognava fare le scelte tecnicamente pi efficaci per la gestione dell’ordine pubblico – ha detto de Pascale -. Questo quello che mi hanno insegnato prefetti, questori, comandanti provinciali dei carabinieri. Il tema fare le cose che minimizzino i disagi e quindi l’iniziativa del sindaco di valutare un’altra location era un’iniziativa assolutamente sensata, non stata accolta”.

“Ora ovviamente massima disponibilit, massimo impegno, massima solidariet a tutti gli uomini e le donne che dovranno garantire la sicurezza – ha proseguito il governatore -. L’appello a tutti che qualsiasi forma di espressione del pensiero non sia mai lesiva della libert, che non sia mai violenta, che non crei mai disagi – ha aggiunto de Pascale – Un grande evento sportivo dovrebbe essere un grande evento sportivo, per purtroppo oggi molto difficile banalizzarla e portarla sul piano dello sport. Non ci si riesce in questo contesto internazionale”.

Conte: prelievo a banche e giganti web per stipendi e sanit

Roma, 20 nov. (askanews) – “Prendiamo i soldi dagli extraprofitti delle banche, dai giganti del web americani, dalle industrie delle armi e mettiamoli a favore delle persone, per alzare gli stipendi, per migliorare la sanit”. Cos il presidente del M5s, Giuseppe Conte, a margine di un incontro nel rione popolare a Pignasecca, nel centro di Napoli, assieme al candidato presidente della Regione Campania, Roberto Fico.

“Abbiamo un nostro emendamento sul reddito di cura, a favore di coloro che assistono persone con disabilit gravi. Questo governo delle tasse non fa nulla per tagliare le tasse e per favorire le famiglie in difficolt”, ha aggiunto.

Roma, al Teatro Palladium i concerti di Flautissimo Festival

Roma, 20 nov. (askanews) – Sabato 22 e domenica 23 novembre al Teatro Palladium tornano le due intense giornate dedicate interamente alla musica da camera con le masterclass e i concerti di Flautissimo Festival che, come ogni anno, accoglie centinaia di fedelissimi spettatori provenienti da tutto il mondo.

Con la direzione di Stefano Cioffi, in scena alcuni tra i più autorevoli flautisti del panorama internazionale come Elisaveta Ivanova, Marianna Zolnacz, Mario Caroli, Riccardo Cellacchi, Juliette Hurel, Adriana Ferreira, Paolo Taballione, Denis Bouriakov, Silvia Careddu, Sebastian Jacot, Violeta Gil Garcia e Riccardo Ghiani.

Ad accompagnare i virtuosi del flauto saranno Sara Matteo, Francesca Carta, Isolda Crespi, Irene Veneziano e Gesualdo Coggi al pianoforte e Isabelle Moretti all’arpa. In programma musiche di Carl Joachim Andersen, Bach, Berio, Theobald Böhm, Lili Boulanger, Monic Cecconi-Botella, Debussy, Clémence de Grandval, Fauré, Philippe Gaubert, Sigfrid Karg-Elert, Mendelssohn, Olivier Messiaen, Mozart, Prokof’ev, Rachmaninov, Carl Reinecke, Robert e Clara Schumann, Richard Strauss, Claude Paul Taffanel, Otar Taktakishvili, Pyotr Ilyich Tchaikovsky e un sentito omaggio a Raymond Guiot, recentemente scomparso.

In parallelo, la mostra di strumenti presso l’Hub culturale Moby Dick (ingresso libero) con i più importanti produttori e artigiani del settore.

Come sottolinea Stefano Cioffi: A Flautissimo la musica non accompagna le parole: le sostituisce. “Non serve parlare: ogni nota è un pensiero, ogni pausa una confessione. Il flauto dice ciò che non si può scrivere.” È questa l’essenza che guida il festival, che trasforma ogni concerto in un atto narrativo, un dialogo muto ma potentissimo tra artista e ascoltatore. I suoni diventano voce, emozione, racconto. Il palco del festival ospita interpreti straordinari, capaci di restituire al flauto la sua natura più autentica: strumento di poesia, memoria e visione.”

IL FESTIVAL. Flautissimo, il festival diretto da Stefano Cioffi e organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto, nasce come rassegna dedicata alla musica classica da camera e negli anni ha ampliato i propri confini fino a diventare un festival diffuso che intreccia musica, teatro, letteratura e arti performative. Anche quest’anno la formula è di un festival diffuso e gli appuntamenti si svolgeranno al Teatro Palladium, Teatro India, Teatro Torlonia e alla Biblioteca Vaccheria Nardi e Biblioteca Europea di via Savoia.

La ventisettesima edizione di “Flautissimo Festival. Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi” è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma in collaborazione con l’Accademia Italiana del Flauto e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. La manifestazione, sotto la direzione artistica di Stefano Cioffi, è realizzata, inoltre, con il contributo della Regione Lazio e in collaborazione con Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e il Teatro di Roma.

Calcio, Gravina: "Andremo ai Mondiali, sono ottimista"

Roma, 20 nov. (askanews) – “Sono convinto che andremo ai Mondiali, ma non si va ai Mondiali perché ti chiami Italia o Francia o Spagna. Si va ai Mondiali perché si vince, perché progetti e lavori e noi stiamo cercando di fare questo”. Così il presidente della Figc, Gabriele GRavina, prima del sorteggio dei playoff mondiali. “Io – continua – devo essere ottimista necessariamente altrimenti corriamo il rischio di entrare in una crisi depressiva. Il calcio non è quello di di vent’anni fa o di trent’anni fa, è cambiato oggi si può vincere, ma si può perdere contro tutti”.

Il Papa: viviamo in tempi segnati da troppe fratture

Assisi, 20 nov. (askanews) – “Viviamo un tempo segnato da fratture, nei contesti nazionali e internazionali: si diffondono spesso messaggi e linguaggi intonati a ostilità e violenza; la corsa all’efficienza lascia indietro i più fragili; l’onnipotenza tecnologica comprime la libertà; la solitudine consuma la speranza, mentre numerose incertezze pesano come incognite sul nostro futuro”. Così Papa Leone nel suo discorso rivolto ai Vescovi italiani incontrati nella basilica di Santa Maria de Angeli.

“Eppure, la Parola e lo Spirito ci esortano ancora ad essere artigiani di amicizia, di fraternità, di relazioni autentiche nelle nostre comunità, – ha aggiunto il Papa nel suo intervento a porte chiuse all’interno della basilica – dove, senza reticenze e timori, dobbiamo ascoltare e armonizzare le tensioni, sviluppando una cultura dell’incontro e diventando, così, profezia di pace per il mondo”.

Roma, a Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini



Roma, 20 nov. (askanews) – Dopo lo straordinario successo di Caravaggio 2025, dal 12 febbraio al 14 giugno 2026 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presenteranno nelle sale di Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi: un’indagine sul rapporto speciale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.

La mostra sarà realizzata con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, e offrirà un’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo personale e intellettuale tra Bernini e papa Urbano VIII, figure chiave nell’affermazione del linguaggio artistico del loro tempo. L’esposizione si colloca in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana.

Fulcro dell’esposizione è l’indagine del ruolo di Maffeo Barberini come vero scopritore di Gian Lorenzo Bernini, riconoscimento già evidenziato da studiosi come Cesare D’Onofrio, Francis Haskell e Irving Lavin e determinante per la maturazione del linguaggio berniniano e per le grandi imprese monumentali realizzate in San Pietro durante il pontificato di Urbano VIII.

In un dibattito ancora aperto sulle origini del Barocco – tra chi lo colloca intorno al 1600, con Carracci e Caravaggio, e chi lo vede affermarsi pienamente negli anni Trenta del Seicento con Bernini, Pietro da Cortona e Borromini – la mostra mette a fuoco proprio la centralità del rapporto tra l’artista e il cardinale Barberini, poi divenuto papa, come chiave interpretativa di quella svolta epocale. L’iniziativa si inserisce inoltre in continuità con le recenti esposizioni di Palazzo Barberini dedicate ai Barberini e al loro contesto artistico, L’immagine sovrana (2023) e Caravaggio 2025, che hanno già esplorato il ruolo decisivo di Maffeo nella cultura figurativa della Roma del Seicento.

Grazie al contributo dei principali studiosi italiani e stranieri e a opere in prestito da musei e collezioni private – molte delle quali esposte per la prima volta in Italia, la mostra intende restituire tutta la complessità di questo snodo storico-artistico di primaria importanza.

Il percorso della mostra, che si articola in sei sezioni, ognuna dedicata a un aspetto cruciale del rapporto tra Bernini e i Barberini, segue la carriera di Bernini dagli esordi alla piena maturità, documentando il passaggio dal tardo manierismo paterno a un linguaggio personale di travolgente potenza espressiva.

Opere fondamentali come il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Putto con drago del Getty Museum testimoniano il momento in cui la scultura barocca nasce davvero, mentre prestiti eccezionali quali Le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini permetteranno di approfondire il confronto tra il padre Pietro Bernini, anch’esso scultore e artista, e il figlio Gian Lorenzo.

La mostra riporterà inoltre per la prima volta a Palazzo Barberini la galleria dei ritratti degli antenati Barberini, capolavori in marmo scolpiti da Bernini, da Giuliano Finelli e da Francesco Mochi, oggi dispersi in collezioni pubbliche e private. Un’attenzione particolare sarà dedicata all’immagine e alla memoria di Urbano VIII, con busti in marmo e bronzo accostati a uno dei pochissimi dipinti attribuiti con certezza a Gian Lorenzo.

Un’altra parte del percorso esplora il Bernini pittore, incoraggiato da Maffeo Barberini a cimentarsi anche in questo ambito, dove – accanto a tele presentate per la prima volta in pubblico – l’unico importante dipinto ‘pubblico’ di Bernini sarà esposto a confronto con il suo pendant di Andrea Sacchi (entrambe le opere sono un prestito eccezionale della National Gallery di Londra).

Disegni, incisioni e modelli permetteranno poi di approfondire il ruolo dell’artista nei grandi cantieri di San Pietro, dal Baldacchino alla rimodellazione della crociera fino al monumento funebre di Urbano VIII, cuore simbolico del pontificato e della stagione berniniana.

L’esposizione si chiude con uno sguardo più ampio sul gusto barberiniano, promosso dalle Apes Urbanae, secondo la straordinaria definizione data da Leone Allacci alla lora cerchia. Il tutto filtrato attraverso l’occhio e la personalità di Bernini in dialogo con altri artisti dell’epoca, tra cui Guido Reni, e busti raramente esposti, come quelli di Thomas Baker dal Victoria and Albert Museum e di Costanza Bonarelli dal Museo Nazionale del Bargello, oltre a capolavori di Alessandro Algardi e Francois Duquesnoy.

Bernini e i Barberini sarà accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con saggi dei curatori e di autorevoli specialisti (e scheda analitiche di tutte le opere esposte), che offrirà al pubblico una lettura aggiornata, approfondita ma anche appassionante di una fase chiave nella nascita del barocco. Bernini e i Barberini beneficerà del supporto di Coopculture come partner tecnico.

Si ringraziano i singoli prestatori che rendono possibile la mostra e i musei pubblici e privati tra cui: Albertina (Vienna); J. Paul Getty Museum (Los Angeles); Musée du Louvre (Parigi); Museo Nazionale del Bargello (Firenze); Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid); Musei Vaticani (Città del Vaticano); National Gallery (Londra); National Gallery (Washington); The Morgan Library (New York); Victoria and Albert Museum (Londra).

Biglietti in prevendita dal 4 dicembre 2025.

La "desertificazione commerciale" secondo Confcommercio

Bologna, 19 nov. (askanews) – La chiusura dei negozi di prossimità fa crollare il valore degli immobili fino al 16%, con un differenziale che può arrivare al 39% rispetto a un’abitazione in un quartiere ricco di attività commerciali. E’ quanto emerge dall’indagine sulla desertificazione commerciale realizzata da Confcommercio in collaborazione con Swg, presentata a Bologna in occasione dell’iniziativa nazionale “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”.

Gli italiani vogliono vivere in quartieri con più negozi di prossimità, luoghi che costituiscono il principale elemento della qualità della vita urbana insieme agli spazi verdi. I negozi rappresentano attivatori di socialità per il 64% degli italiani, garanzia di cura e pulizia degli spazi pubblici per il 62% e presidi di sicurezza per il 60%.

Il desiderio di avere più negozi sotto casa, per 2 italiani su 3, deriva dall’esigenza di avere più opportunità di scelta e ridurre gli spostamenti. Negli ultimi 10 anni gli italiani hanno percepito sempre più chiaramente le chiusure di attività economiche di quartiere, in particolare negozi di articoli sportivi, librerie e giocattoli (55%), abbigliamento, profumerie e gioiellerie (49%), arredamento e ferramenta (46%), alimentari (45%).

Un fenomeno che, secondo l’indagine, genera per la stragrande maggioranza degli italiani un senso di tristezza e contribuisce al calo della qualità della vita.

Ex Ilva, a Genova secondo giorno di blocchi stradali e proteste dei lavoratori

Genova, 20 nov. (askanews) – A Genova proseguono le proteste dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano che da ieri occupano la fabbrica e bloccano il traffico con i mezzi da lavoro e bancali di legno in fiamme in piazza Savio, snodo centrale per la viabilità nel ponente genovese, dopo la rottura del tavolo tra sindacati e governo.

Questa mattina, dopo aver trascorso la notte nelle tende montate in mezzo alla carreggiata, i lavoratori hanno dato vita ad un corteo all’interno dello stabilimento continuando ad oltranza il blocco della circolazione stradale in piazza Savio, che ieri ha paralizzato il traffico in città e nel nodo autostradale di Genova.

Lunghe code e disagi si stanno registrando anche oggi nel ponente cittadino e sulle autostrade A7, A12 e A10, mentre lavoratori e sindacati aspettano una convocazione da parte del governo per parlare del futuro dello stabilimento genovese.

Ad esprimere la propria solidarietà ai lavoratori in sciopero anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis, che ieri hanno incontrato sindacalisti e operai al presidio permanente in piazza Savio chiedendo un intervento del governo ed in particolare del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Formula1, Hamilton a Elkann: "Concentrato anche quando dormo"

Roma, 20 nov. (askanews) – Lewis Hamilton ha risposto con decisione alle parole di John Elkann, che qualche giorno fa aveva invitato lui e Charles Leclerc a “guidare di più e parlare di meno”. Il sette volte campione del mondo non ha preso le critiche sul personale e ha chiarito il suo approccio:

“Mi sveglio pensando a questo, vado a dormire pensando a questo, e ci penso mentre dormo”, ha spiegato Hamilton, sottolineando quanto la concentrazione sul lavoro e sulla squadra sia totale, quasi continua. Il pilota inglese ha aggiunto che conosce bene le intenzioni del presidente Ferrari: “Ci sentiamo più volte a settimana, si tratta di unire la squadra e siamo tutti davvero uniti”.

Il 2025, per Hamilton, è stato un anno intenso, tra sessioni in fabbrica e lavoro costante sulla macchina, più di quanto abbia mai fatto in carriera. Descrive la sua esperienza in Ferrari come una vera e propria scalata: ci sono stati passi avanti, ma anche momenti di difficoltà che richiedono pazienza. “So che quando faremo le cose per bene, sarà fantastico”, ha aggiunto con fiducia.

Anche Leclerc ha reagito alle parole di Elkann, sottolineando che le osservazioni del presidente sono una spinta a dare il massimo e non un attacco personale. In questo contesto, Hamilton conferma il suo impegno totale: non sente di aver sbagliato nel modo in cui lavora, ma ammette che forse dovrebbe imparare a staccare un po’ la spina. Nonostante le difficoltà e le sfide della stagione, il pilota resta concentrato e determinato a dare il massimo per la Ferrari.

Turismo a Natale, la Carinzia tra feste, laghi e monti innevati

Milano, 20 nov. (askanews) – Tra citt illuminate a festa, laghi quieti e montagne innevate, la Carinzia si presenta come una meta per l’Avvento. In questo periodo, infatti, possibile scoprire tre diverse atmosfere: la tranquillit in riva ai laghi, l’atmosfera festosa nelle citt e la freschezza dell’aria delle montagne nella loro veste invernale. Per il periodo che precede il Natale, la Carinzia vuole proporre luoghi speciali, con l’obiettivo di creare un’esperienza unica, che ha una parte importante nei mercatini di Natale, tipici e apprezzati dai viaggiatori. Per esempio nel contesto innevato del Sentiero dell’Avvento del Katschberg, oppure nella citt di Velden con una grande corona dell’Avvento galleggiante, o ancora alla stazione ferroviaria di Mallnitz-Obervellach.

Insomma, il messaggio che la Carinzia vuole veicolare che non si tratta solo di guardare e di stupirsi, ma anche di annusare, ascoltare, toccare e assaggiare, per vivere questa zona dell’Austria con tutti i sensi.

FellinIAna arriva a Parigi: l’eredità visionaria del grande regista italiano

Dopo il successo della tappa romana di luglio, Accademia Italiana, in partnership con ECV Ecole de création Visuel, porta in Europa l’immaginario felliniano con FellinIAna goes to Paris, tre giornate di formazione e attività creative che dal 19 al 21 novembre coinvolgeranno studentesse, studenti e docenti presso il campus Buffon. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto GRAND TOUR AFAM (coordinamento scientifico Fabio Mongelli e coordinamento per la parte internazionale Genny Di Bert) un progetto internazionale per la promozione della cultura e creatività italiana, coordinato da RUFA – Rome University of Fine Arts – che coinvolge 14 istituzioni AFAM (alta formazione artistica, musicale e coreutica), 2 istituzioni pubbliche (CNR e Sapienza Università di Roma), Comune di Rimini, Confindustria – Giovani Imprenditori e MAECI. L’evento è in partnership anche con Accademia Teatro alla Scala, con la partecipazione di Istituto Modartech e con il patrocinio dellIstituto Italiano di Cultura di Parigi, che sostiene il valore culturale e internazionale dell’iniziativa promuovendo il dialogo tra la creatività italiana e il contesto artistico francese.

Il progetto FellinIAna, già presentato a Roma lo scorso 4 luglio con la mostra di 15 progetti realizzati da studentesse e studenti di Accademia Italiana – tra abiti, bozzetti, gioielli, fotografie e cortometraggi – nasce come omaggio contemporaneo all’estetica, alla poetica e alla forza visionaria e sognante di Federico Fellini, capace ancora oggi di ispirare generazioni di creativi in tutto il mondo. L’esposizione e la pubblicazione ufficiale FellinIAna: Roma, le donne e il sogno” edita da Gangemi Editore, verranno presentati nella tappa parigina, segnando un importante momento del percorso internazionale del progetto.

FellinIAna goes to Paris si inserisce in un più ampio contesto formativo di respiro europeo: Accademia Italiana ed ECV – entrambe realtà del network internazionale AD Education, che conta 19 scuole, 70 campus e oltre 35.000 studenti tra Francia, Italia, Spagna e Germania – collaboreranno per una tre giorni di immersione artistica e progettuale dedicata all’eredità felliniana. Un’occasione unica di contaminazione creativa e scambio culturale tra giovani designer, grafici, art director e professionisti del futuro.

Nei tre giorni parigini, dal 19 al 21 novembre, FellinIAna goes to Paris proporrà un programma intenso che unirà formazione, sperimentazione e collaborazione internazionale. Il 19 si partirà con l’accoglienza degli studenti di Accademia Italiana ed ECV con un primo momento di team building, per poi entrare nel vivo il 20, con una serie di lecture dedicate al rapporto tra Fellini, il Made in Italy e limmaginario contemporaneo – con gli interventi del Prof. Simone Fattori, di Alessandra Carta Direttrice creativa dell’Istituto Modartech e della Prof.ssa Francesca Pedroni di Accademia Teatro alla Scala. Completa la seconda giornata il workshop creativo Fellini Reloaded, che vedrà gli studenti italiani e francesi lavorare in gruppi misti e interdisciplinari, guidati dai docenti Chiara Ruberti, Ilenia Alesse, Simone Fattori, a immaginare come il Maestro Fellini avrebbe potuto raccontare il presente in un film contemporaneo. Il 21 infine vengono esposti gli esiti del workshop e viene presentata la mostra FellinIAna: Roma, le donne, il sogno con interventi di Fabio Mongelli Direttore del progetto Grand Tour AFAM, RUFA, Filippo Pernisco Direttore Accademico, Accademia Italiana, Didier Clain Program Coordinator, International Graphic Design di ECV Paris, Nathalie Winkelmann Coordinatore Accademico, Design di  ECV Paris e di tutti i docenti di Accademia Italiana coinvolti progetto FellinIAna.

Attraverso questa iniziativa, Accademia Italiana rinnova il proprio impegno nel valorizzare il talento dei giovani creativi e nel promuovere un dialogo internazionale che affondi le radici nella grande tradizione culturale italiana. Un ponte ideale tra Roma e Parigi, nel segno di Fellini, del suo sguardo sul mondo e della sua capacità di trasformare il reale in visione.

Il Museo della Moda a Napoli, il gioiello che ha conquistato Vogue

Napoli, 20 nov. (askanews) – Merletti e abiti alla moda, manichini sospesi e haute couture che ha fatto la storia. Vogue Italia lo ha descritto come “una gemma da conoscere, con un laboratorio di restauro che salva i capolavori di un tempo”. Il Museo della Moda – Fondazione Mondragone, in un antico palazzo tardo-barocco, ha una posizione strategica poich situato all’interno dei Quartieri Spagnoli. Oltre a un respiro internazionale che parte del DNA di Napoli come ci spiega la presidente della Fondazione e avvocato Maria D’Elia.

“I nostri locali vengono utilizzati anche da artisti stranieri, perch io parto da un concetto di condivisione, esiste una politica di condivisione dei saperi, della storia e quindi il museo, specialmente poi un museo pubblico, ha l’obbligo di mettere a disposizione i propri spazi per la conoscenza, per creare dei luoghi dove gli artisti si sentono a casa, anche all’estero”, dichiara D’Elia.

Gli stranieri vengono e vogliono vedere i quartieri spagnoli, vogliono essere ospitati nelle case dei quartieri spagnoli perch c’ tutta una storia, una storia che affonda le sue radici proprio nella internazionalit di Napoli, la storia di Spagna, Francia e Inghilterra, ci dice D’Elia.

E mentre si festeggiano i 2500 anni dalla nascita del capoluogo partenopeo, il Museo della Moda ospita la mostra gli “Occhi sulla citt”, curata da Cynthia Penna, direttore artistico dell’Associazione Culturale Art 1307 di Napoli e Los Angeles.

“Io ho iniziato una politica completamente nuova, ho adottato un criterio partecipativo, importantissimo perch il museo aperto al pubblico ed divenuto un luogo dove si crea, si discute, una sorta di bottega dei saperi. Coniugando il passato con il presente, un luogo dove i giovani vengono per formarsi, per acquisire notizie su quella che la storia del Made in Italy in generale e anche per creare il nuovo, per fare formazione, per fare scuola”. Lo dichiara la presidente della Fondazione che ha creato un laboratorio di restauro sulla moda contemporanea, dedicato al ripristino e alla conservazione degli abiti e dei tessuti del Secolo scorso.

I droni e i loro piloti: la formula Bureau Veritas

Roma, 20 nov. (askanews) – Droni: ombre ma anche luci. In un momento in cui con il conflitto in Ucraina e con quello in Medio Oriente sono diventati triste oggetto di attenzione quotidiana, allo stesso tempo emerge con forza la chiave di utilizzo civile dei droni quali strumenti in grado di garantire la sicurezza e la prevenzione di incidenti, anche a diretta salvaguardia dei tecnici e degli addetti a manutenzione e controlli.

A collocarsi in una posizione di avanguardia in queste attivit Nexta, societ del gruppo Bureau Veritas, che ha messo a punto e collaudato le metodologie di utilizzo dei droni, specie nelle attivit marine offshore e negli impianti di oil & gas.

In questi campi i droni (o, pi formalmente, UAS – Unmanned Aerial Systems) stanno diventando elementi cruciali per monitoraggi, ispezioni e raccolta dati in ambienti difficili da raggiungere, con minori rischi specie per gli operatori e i tecnici nonch costi comparativi ridotti rispetto ai metodi tradizionali.

I droni “annusano” dal cielo l’aria sopra gli stabilimenti e i depositi, mappando e quantificando eventuali fughe tossiche o rischi di incendi o esplosioni. Il loro uso, oltre che ridurre i tempi di ispezione con un elevato livello di precisione del risultato, ha un impatto diretto sulla riduzione dei rischi cui sono sottoposti gli operatori, grazie a una riduzione della loro esposizione alle sorgenti emissive.

Nexta ha avviato misurazioni top-down di queste emissioni fuggitive, riducendo l’esposizione degli operatori alle sorgenti emissive. Sempre droni, di dimensioni inferiori dotati di telecamere e sensori, sono utilizzati all’interno di strutture chiuse. In quest’ottica, il gruppo Bureau Veritas ha sviluppato AGS 3D (Augmented Surveyor 3D), una soluzione tecnologica avanzata che potenzia le capacit di monitoraggio e ispezione usando droni, LiDAR e AI per generare modelli 3D atti a rilevare anomalie su asset offshore.

In questo contesto di mercato in evoluzione, emersa l’esigenza di garantire che le competenze dei piloti di droni siano adeguatamente riconosciute e valorizzate.

CEPAS, Societ di Bureau Veritas in Italia, certifica i Piloti di Droni. Tale riconoscimento di Terza Parte, oltre a valorizzare l’offerta dei servizi, ne tutela la domanda, offrendo una garanzia preventiva di competenza del professionista e di qualit delle prestazioni offerte.

Mattarella: c’è fragilità dietro la rabbia dei ragazzi, vanno ascoltati

Roma, 20 nov. (askanews) – “Anche nel nostro Paese persistono situazioni di abbandono e marginalità che non possiamo permettere si consumino nel silenzio e nell’indifferenza. Troppi ragazzi nascondono la propria fragilità dietro la rabbia, il mutismo o lo schermo di un computer, in un contesto che li osserva senza comprenderli davvero”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

“È necessario un impegno concreto, quotidiano e condiviso per restituire ai più giovani fiducia, tutela e reali opportunità di crescita, rendendo effettivi i principi costituzionali che proteggono l’infanzia e ne promuovono lo sviluppo umano e sociale. La sofferenza di un bambino è la sconfitta di un’intera comunità mentre ogni volta che un giovane cresce ascoltato, accolto, rispettato, la collettività si rinnova e ritrova, nella sua voce, la speranza del futuro”, dice ancora il presidente.

“Ascoltare i bambini, riconoscere i loro bisogni, proteggere i loro diritti: questo è l’impegno che la Giornata odierna sollecita a mantenere quotidianamente. Richiamo a riconoscere il valore delle loro parole, delle loro esperienze, delle loro necessità come parte integrante della vita della nostra comunità”, ha anche affermato Mattarella.

“Le bambine e i bambini sono portatori di diritti fondamentali, e milioni di essi oggi ne sono privati. Sono vittime di violenza, tratta e sfruttamento, vengono spesso ridotti in condizioni di schiavitù, oggetto di persecuzione e di rapimenti per farne bambini-soldati. Oggi, mentre i conflitti si moltiplicano, le crisi umanitarie e le disuguaglianze si aggravano, sono i più piccoli a pagare il prezzo più alto”, così il presidente.

Trump firma per la pubblicazione degli Epstein Files (ma la divulgazione non è sicura)

Roma, 20 nov. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver firmato un disegno di legge che obbliga la sua amministrazione a pubblicare i documenti sul defunto predatore sessuale Jeffrey Epstein.

Trump, che in precedenza si era opposto alla legge ma che ha fatto marcia indietro dopo che sembrava essere in dirittura d’arrivo al Congresso, ha affermato sulla sua piattaforma Truth Social di aver “APPENA FIRMATO IL DISEGNO DI LEGGE PER LA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI DI EPSTEIN”.

Non è tuttavia chiaro quando e se i “files” verranno pubblicati in quanto la loro divulgazione potrebbe essere stoppata dal fatto che ci sono inchieste in corso.

Mons. Paglia: “C’è bisogno di creatività sul piano della cultura politica”

Il crescente astensionismo elettorale è sempre più preoccupante, se vogliamo continuare a salvaguardare e rafforzare la qualità della nostra democrazia. Quale può essere la ricetta concreta per iniziare ad invertire la rotta

Sono d’accordo che l’astensionismo elettorale sia preoccupante. Purtroppo mi pare che troppo poco se ne preoccupino sia i partiti sia l’opinione pubblica. Non ci si rende conto che percentuali così basse di votanti mettano a rischio la stessa credibilità della democrazia. Il motivo dell’astensionismo? Direi che abita nel cuore stesso dell’attuale cosiddetta “politica”. Mi riferisco all’assenza di visione e quindi all’assenza di passione. Anche perché i partiti sono sempre più “personali” e poco animati da sogni, da visioni per cui valga la pena impegnarsi e impegnare. Basti vedere i dibattiti politici: sono ormai scontati e banali. Si sa già prima di iniziare come si svolgono: quel che conta è opporsi sempre all’altro in una polarizzazione triste e inutile. Si fa davvero fatica a trovare luoghi e spazi ove si dibatta – anche vivacemente – per trovare qual è il bene comune di tutti, che dovrebbe essere lo scopo di ogni dibattito soprattutto politico. 

La crisi dei partiti certamente non aiuta ad incrementare la partecipazione politica dei cittadini italiani. Intravede all’orizzonte il superamento dei partiti personali e il ritorno a partiti radicati nella società, con un progetto politico chiaro e con classi dirigenti democraticamente selezionate?

Credo sia necessario promuovere ovunque dibattiti che favoriscano una nuova cultura politica che disegni il futuro del Paese (o delle regioni e città) che si vuole e per il quale vale la pena spendersi. Non parlo, ovviamente, di appiattimenti. Ciascuno deve proporre le sue visioni ma in vista di raggiungerne una che accomuni i diversi. L’esempio più calzante è quanto è avvenuto nella scrittura della Costituzione Italiana nell’Assemblea Costituente. Partiti diversi per ispirazione, per storia e per cultura si sono confrontati anche duramente per raggiungere la visione di un Paese che fosse per tutti e non solo per una parte. A mio avviso dovremmo recuperare uno spirito analogo a quello del primo dopoguerra, visto che siamo di fronte ad un passaggio d’epoca delicatissimo. 

Quale può essere il concreto contributo che possono dare i cattolici italiani per rinnovare la politica e, al contempo, rilanciare la partecipazione politica ed elettorale?

Credo sia anzitutto da augurare quanto avvenne poco prima della scrittura della Costituzione, ossia all’iniziativa di alcuni intellettuali cattolici i quali di fronte al dramma provocato dai totalitarismi nazisti e fascisti, come anche dalla seconda guerra mondiale, sentirono l’obbligo di radunarsi per immaginare il Paese che avrebbero dovuto ricostituire. Mi riferisco al Codice di Camaldoli. Oggi ci troviamo di fronte ad un tempo analogo: i cattolici (assieme a uomini e donne di buona volontà) debbono immaginare quale Paese vogliamo, quale Europa desideriamo e proporlo con creatività e audacia al mondo cattolico. C’è bisogno che i cattolici abbandonino una autoreferenzialità che li porta a litigi interni (conservatori e progressisti) e suscitino un nuovo interesse per la società italiana perché sia più solidale e più fraterna. È in questa prospettiva che si può sostenere che l’assenza dalla vita politica e dalla partecipazione alle elezioni è tra le colpe di omissione.

La radicalizzazione del conflitto politico non è certamente la strada più utile e più credibile per ridare autorevolezza e credibilità alla politica e alla democrazia. ‘La politica di centro’, molto cara alla tradizione democratico cristiana e alla storia del cattolicesimo politico italiano, può ancora giocare un ruolo nell’attuale contesto politico italiano?

Purtroppo la polarizzazione della politica è una sorta di patologia che non favorisce una visione larga del bene comune della società. È verosimile che l’assenza dal dibattito politico della grande maggioranza che compone la parte centrale della società (che non corrisponde al cosiddetto “centro” politico) non favorisce la partecipazione, come ho già accennato prima. C’è bisogno di creatività sul piano della cultura politica che promuova una nuova passione. Non credo che oggi ci siano le condizioni per tornare all’unico partito cattolico. Senza dubbio però i cattolici sono chiamati a riscoprire la loro responsabilità per favorire la crescita di un Paese che sia per tutti e particolarmente per le parti più deboli della società. È una responsabilità che deve essere compresa dai credenti. Il Vangelo infatti chiede di essere lievito di una nuova società che si più giusta e più fraterna. Alla creatività dei credenti è affidata la responsabilità di trovare le forme per l’azione politica.

Alice ed Ellen, la grazia dell’estraneità

Eleganza, distanza, meraviglia

Non conosceremo mai i motivi più profondi della scelta di Alice e Ellen Kessler del suicidio assistito. Sicuramente ha influito il peso degli anni. E magari la sensazione sempre più forte, da parte loro, della fine di un mondo.

Le Gemelle sono state percepite da gran parte degli italiani e delle italiane, credo, come artiste, e bellezze, “esotiche”, per quanto l’aggettivo faccia più immediatamente pensare, che so, ai Paesi tropicali che al cuore del Vecchio continente.

Il segreto della loro fortuna, forse, accanto al talento e all’avvenenza, è stato proprio il loro porsi come “straniere”, o “estranee”. Parte dell’Italietta proprio in quanto a essa estranee.

L’alterità che affascina e inquieta

Da alcune e alcuni, probabilmente, la loro “alterità” è stata vissuta come “perturbante”, per dirla con Freud: l’estraneo che ridesta un angolino del nostro cuore; lo straniero che risuona con lo straniero che abita in noi, suscitando un misto di ammirazione e inquietudine.

Bellezze “altre”

Dal canto mio, tuttavia, pur cogliendone il fascino, le sentivo lontane, soprattutto lontane. Bellezze “altre”, da contemplare e con le quali sorridere, ma non tali da promuovere fantasie o desideri. Guardandole danzare o cantare, suscitavano in me stupore, meraviglia – per dirla con il compianto filosofo Enrico Berti, e con Aristotele, naturalmente, “in principio era la meraviglia” –, solo che quello stupore restava tale, senza trasformarsi in desiderio o in un senso di complicità. Trasformandosi però, questo sì, in simpatia.

Mfe: utile nove mesi balza a 243 milioni (+153%)

Milano, 20 nov. (askanews) – Il gruppo Mfe-Mediaset chiude i primi nove mesi del 2025 con un balzo dell’utile netto a 243,1 milioni dai 96,2 milioni del 2024 (+152,7%). I ricavi consolidati, come da attese, scendono a 1,939 miliardi dai 2,004 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, mentre la generazione di cassa caratteristica (free cash flow) si è mantenuta elevata e pari a 348,9 milioni (+9,4%).

In un contesto internazionale ancora fortemente instabile, la raccolta pubblicitaria del gruppo nel terzo trimestre – periodo stagionalmente meno rilevante per il mercato – ha mostrato una tenuta complessiva. In particolare in Italia, il dato progressivo si conferma superiore all’esercizio precedente (+1,4%) e all’andamento del mercato che risulta ancora in flessione, mentre in Spagna la raccolta pubblicitaria lorda è scesa a 494,4 milioni dai 535,8 milioni dello stesso periodo del 2024.

“Nonostante il mercato tv in Spagna resti molto complicato e l’impatto dei conti di ProSiebenSat.1 – su cui abbiamo appena iniziato a lavorare -, Mfe continua a crescere, andando oltre le previsioni”, ha sottolineato il Ceo Pier Silvio Berlusconi. “Anche dopo il terzo trimestre, storicamente il più debole dell’anno, grazie alla nostra attenzione gestionale e alla strategia crossmediale, chiudiamo i nove mesi con un utile in aumento e una generazione di cassa migliorata di circa il 10% – ha spiegato -. Sono segnali concreti della forza di una Mfe sempre più internazionale. Dopo Italia e Spagna, siamo certi che il lavoro avviato in Germania porterà ulteriore solidità e, nel tempo, creerà valore per tutti gli azionisti”.

A parità di perimetro di consolidamento, il gruppo Mfe conferma l’obiettivo annuale di mantenimento di un risultato operativo, un risultato netto e una generazione di cassa caratteristica consolidati decisamente positivi, la cui entità dipenderà principalmente dall’andamento economico generale degli ultimi mesi dell’anno. I risultati economici e finanziari nei prossimi trimestri, sottolinea Mfe, saranno fortemente condizionati da fattori non confrontabili e straordinari legati all’acquisizione e al consolidamento integrale di Prosieben. Dall’ultimo trimestre 2025, infatti, verranno consolidati line by line i risultati economico finanziari del gruppo tedesco di cui Mfe detiene il 75,67%.

Anche doveri nella giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Letta inforcando gli occhiali della cronaca quotidiana, la ricorrenza della Giornata mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – voluta dall’ONU con la solenne Convenzione del 1989 – evoca più inquietanti interrogativi che certezze e ricorda, più di ogni altra consacrazione giuridica di principi etici a tutela dei minori, quanto si stia dilatando nella società di questo tempo il gap tra affermazioni di principio e realtà, tra teoria e pratica.

Diritti proclamati, realtà tradita

Non è certo un’occasione da bypassare con rassegnata indifferenza, se mai impone una riflessione necessaria sulla mancata realizzazione di molti diritti conclamati e sul suo correlato speculare: l’assenza nei dibattiti, nei convegni, nei documenti ufficiali, nel confronto politico istituzionale e persino nelle piazze di un tema troppo a lungo dimenticato. Quello dei doveri che riguarda coloro che per natura o vocazione si occupano della condizione minorile – dalla famiglia, alla scuola, al mondo dell’associazionismo – ma anche dei bambini e degli adolescenti stessi, adultizzati e resi protagonisti di fatti di cronaca che li vede attori di episodi di violenza fisica o simbolica, in un crescendo statisticamente allarmante che spesso fa il paio con un uso disinvolto e fuori controllo delle tecnologie. 

Infanzie spezzate dalle guerre

Secondo il rapporto pubblicato dall’Unicef (2024), più di 473 milioni di minorenni, cioè quasi uno su cinque, vivono in aree direttamente colpite da guerre e conflitti violenti (la maggior parte, più di 180 milioni, si trovano in Africa). È il dato più alto mai registrato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e sottolinea l’aggravarsi di una crisi umanitaria ormai globale e intergenerazionale. Alle endemiche condizioni di malnutrizione, malattie, deprivazioni di ogni tipo dei cosiddetti “Paesi del Terzo Mondo”, le guerre in atto da anni stanno infliggendo ai bambini e agli adolescenti una condizione esistenziale tragica: in Medio Oriente e in Ucraina in particolare dove le vittime della belligeranza in atto sono al 90% civili e tra questi i più indifesi e sacrificati alla follia dell’uso massiccio dei missili e dei droni sono minori. Ci si chiede come i diritti della Dichiarazione Onu del 1989 conclamati a livello universale siano in questi contesti cancellati dalla totale assenza di doveri da parte di quegli Stati che adottano la strategia della devastazione dei contesti di vita e della distruzione di massa. Anche se ci fosse stato un solo bambino ucciso, uno solo, sarebbe stato un inaccettabile crimine di guerra. Gli stessi Governi che sottoscrivono i trattati sui diritti dei minori si macchiano di nefandezze inaccettabili.

Le cifre che fanno orrore

La Società italiana di Pediatria in questi giorni denuncia dati drammatici. Come ricorda un recente documento dell’European Academy of Paediatrics (Eap) 2025, i bambini sono vittime in molti contesti ad altissima criticità. In Ucraina, secondo i dati delle Nazioni Unite di settembre 2025, dal febbraio 2022 sono stati registrati 3.018 casi di bambini vittime del conflitto di cui 733 uccisi e 2.285 feriti, oltre 19000 di cui si conoscono le generalità sono stati deportati dalla Federazione russa, il 70% non ha accesso a beni e servizi essenziali, tra cui cibo, abbigliamento adeguato, riscaldamento nelle abitazioni e istruzione. Secondo Save The Children da ottobre 2023 a Gaza si contano 20 mila bambini uccisi sotto i bombardamenti mentre le conseguenze non riguardano solo i morti ma anche decine di migliaia di feriti, mutilati e malnutriti, in una striscia devastata dove scuole e ospedali sono stati distrutti e la carestia mette a rischio soprattutto i bambini sotto i cinque anni. In entrambi i contesti di guerra decine di migliaia di minorenni rimasti soli, orfani con danni psicologici incalcolabili derivanti da un’infanzia rubata e con conseguenze che lasceranno segni indelebili nei sopravvissuti.

In Sudan, più di 14 milioni di minori hanno urgente bisogno di aiuti, tra fame, malattie e violenze sessuali diffuse; in Afghanistan, 3,5 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta; nella Repubblica Democratica del Congo milioni di minori rischiano il reclutamento forzato e la tratta. 

Molte situazioni simili riguardano altri Stati, come Armenia, Afghanistan, Haiti, Myanmar. Sono dati drammatici ai quali non si può restare indifferenti: è una strage degli innocenti che rimuove l’idea stessa di civiltà ed evoca le fasi più buie della storia dell’umanità.

Le nuove devastazioni dell’Occidente ricco

Ma nel mondo evoluto e digitalizzato, nelle democrazie occidentali a cominciare dall’Italia si stanno incancrenendo piaghe di altro tipo, non meno deprecabili. Sfruttamento della prostituzione minorile, diffusione di droghe e armi tra i giovanissimi, disgregazione delle famiglie che si riverberano sui figli, uso generalizzato e senza controlli della rete dove si mietono più vittime che sui campi di battaglia, pedopornografia, sexting e revenge prorn: il virtuale si sovrappone al reale generando violenze fisiche e simboliche. Il pressapochismo globalizzato dell’enfasi delle tecnologie e degli apparati mascherato come evoluzione sotto l’egida della libertà sta ribaltando valori come la dignità, il rispetto, l’innocenza dell’infanzia, la delicatezza esistenziale dell’adolescenza: tutto in nome di interessi commerciali che inondano come tsunami la vita sociale, familiare e individuale delle giovani generazioni. 

L’I.A. è uno strumento tendenzialmente innovativo se utilizzato con competenza e responsabilità: diventa una bomba atomica se messo nelle mani di delinquenti senza scrupoli (basti ricordare le recenti alterazioni somatiche utilizzate come strumento di “sostituzione di persona”: un reato gravissimo rispetto al quale la legalità resta un passo indietro rispetto alla fraudolenza).

Adolescenti che chiedono aiuto all’I.A.

Secondo un sondaggio inedito sul rapporto tra adolescenti e Intelligenza artificiale dal quale emerge anche la funzione di conforto emotivo degli strumenti dell’IA, contenuto nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Senza filtri”, diffuso da Save the Children, il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni afferma di essersi rivolto a strumenti di Intelligenza artificiale per chiedere aiuto in momenti in cui si sentiva triste, solo/a o ansioso/a. Una percentuale simile, oltre il 42%, per chiedere consigli su scelte importanti da fare (relazioni, sentimenti, scuola, lavoro). Il 92,5% degli adolescenti ascoltati utilizza strumenti di IA, contro il 46,7% degli adulti. Il 30,9% – quasi un/a ragazzo/a su tre – tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta a settimana, solo il 7,5% non la utilizza mai. Se in classe – di fronte ad un impegno scolastico – un adolescente risolve un problema o scrive un tema usando ChatGpt vuol dire che stiamo a poco a poco sostituendo le facoltà mentali e l’intelligenza naturale con gli algoritmi e l’intelligenza artificiale. 

Recentemente ho scritto un articolo per la Rivista AdolescenzE sul tema della necessità di adeguare le competenze del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza alle sfide dell’I.A. ma non ho avuto riscontri di iniziative: eppure il tema è fondamentale perché sposterebbe il “da farsi” dall’ambito giudiziario a quello della supervisione e dell’indirizzo pedagogico. La politica non ascolta questo tipo di richiami e la burocrazia non si adatta alle urgenze epocali e contingenti. Trovo riprovevole questa disattenzione.

Famiglia, responsabilità e violenza minorile

Quando il disagio di un figlio non trova ascolto e interlocuzione con i propri genitori ma nell’I.A. vuol dire che la famiglia si riduce ad un dato statistico per le rilevazioni dei censimenti. Le responsabilità dei genitori sono enormi anche di fronte alla violenza dilagante agìta da giovani e giovanissimi. In America Latina le baby gang (es. Mara Salvatrucha e Mara 18) tengono sotto scacco le forze dell’ordine: qui non siamo ancora così organizzati ma se un minore infraquattordicenne uccide un coetaneo a coltellate senza un motivo, per una parola, uno sguardo, se i ragazzini e le ragazzine si aggregano per compiere atti delinquenziale di una efferatezza che fa inorridire, vuol dire che la famiglia ha perso il controllo educativo dei figli. Qui ci sono responsabilità da evidenziare e doveri naturali e legali da riscoprire. La violenza tra minori è il fatto emergente della condizione giovanile oggi, con un target di età tra i protagonisti che si abbassa vertiginosamente. Quindi per favore non perdiamoci nella rincorsa ad aggiungere diritti a quelli esistenti: se mai la società, la scuola e la famiglia si adoperino con meno buonismo e indulgenza nello stigmatizzare e correggere – nei modi e nei limiti che la legge riconosce per recuperare e rieducare– la violenza, anche se compiuta da un ragazzino di 14 anni.

Dovere, la parola rimossa

Fiaccolate postume e palloncini liberati al cielo, applausi ai funerali sono inutili rituali e coreografie che seguono omicidi, stupri, rapine, comportamenti riprovevoli individuali o di gruppo che siano.

Abbiamo perso il concetto della vita come valore assoluto e supremo: troppi diritti hanno portato spesso a molti rovesci. 

Riscopriamo e diffondiamo il sentimento del dovere come atto di dignità e rispetto di sé e degli altri.

Questione sociale, la lezione di Donat-Cattin e Marini

Una questione che non è mai scomparsa

La questione sociale in Italia esiste di nuovo. Ad essere sinceri, non è mai scomparsa. I dati e i numeri lo evidenziano e, purtroppo, anche le concrete condizioni di vita di ampi settori della pubblica opinione lo confermano. Ma, al di là della burocratica presa d’atto di questa sempre nuova emergenza, il nodo di fondo è come dare una risposta politica a questa situazione. E, su questo versante, le risposte sono sostanzialmente sempre e solo tre.

I ricchi che difendono i poveri

Ci sono coloro che si limitano a fotografare la situazione. Denunciano, attaccano, si scontrano con i presunti responsabili di questa emergenza — di norma sono sempre i soliti nemici politici — e si limitano, appunto, a declinare un comportamento testimoniale e, al tempo stesso, dissacratorio. Sono i cosiddetti opinionisti da salotto, i conduttori dei talk televisivi, i commentatori con contratti da favola stipulati con i rispettivi editori. Insomma: i ricchi, quelli veri però, che difendono i poveri. Verrebbe da dire: patetici e anche ridicoli.

Populisti, assistenzialisti e la politica delle mance

La seconda categoria sono coloro — di norma i populisti, i massimalisti e gli estremisti — che pensano di risolvere i problemi innescati dalla questione sociale attraverso gli strumenti, logori e diversamente clientelari, dell’assistenzialismo e del pauperismo. Lo abbiamo anche sperimentato recentemente con i populisti dei 5 Stelle quando erano al governo del Paese. Bonus, sussidi, regalie varie, sintetizzati dall’ormai famoso e celebre “reddito di cittadinanza”, che si può estendere, sempre secondo il verbo populista e demagogico, anche nelle singole regioni.

Si tratta di un modello politico e culturale — o subculturale — che non risolve affatto i problemi dei ceti popolari e dei ceti meno abbienti ma, semplicemente, li tampona momentaneamente attraverso la “politica delle mance”: gratuite, senza controlli e deresponsabilizzanti. Radicalmente incompatibile con qualsiasi cultura dello sviluppo, della crescita e, soprattutto, con una vera e credibile politica di redistribuzione della ricchezza socialmente avanzata.

La via maestra della sinistra sociale cristiana

Infine, e resta questa la strategia più seria e credibile per affrontare i problemi della questione sociale, c’è il metodo scelto e praticato storicamente dalla sinistra sociale di ispirazione cristiana. Cioè da uomini e donne della sinistra sociale della Dc, e da alcuni partiti succeduti alla Dc, che legavano la questione sociale alla necessità di elaborare un progetto politico capace di aggredire alla radice i problemi derivanti da quella piaga.

Si trattava di far sì — per dirla con una felice espressione del leader storico di questo filone di pensiero, Carlo Donat-Cattin — che “l’istanza sociale diventi Stato”, da un lato, e che, dall’altro, “la politica sociale diventi un elemento costitutivo della politica di sviluppo e di crescita per l’intero Paese”. L’esatto contrario della ricetta populista e massimalista legata esclusivamente alla stanca ed inerziale riproposizione dell’assistenzialismo pauperista: una risposta che non risolve, ma semplicemente sposta i problemi più avanti, a danno dell’erario pubblico e delle future generazioni.

Un’eredità che resta un faro

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, la ricetta della sinistra sociale della Dc — di Carlo Donat-Cattin, di Franco Marini, di Guido Bodrato, di Sandro Fontana, di Ermanno Gorrieri e di molti altri uomini e donne di quella tradizione — continua a essere un faro che illumina l’iniziativa politica di chi vuole affrontare il dramma della questione sociale con le armi della politica.

Non con la deriva populista, demagogica e qualunquista.

NASA: 3I Atlas è una cometa e non colpirà la Terra né altri pianeti

Milano, 19 nov. (askanews) – L’oggetto interstellare 3I/ATLAS, è una cometa e non una nave spaziale aliena come qualcuno aveva sostenuto, e non si avvicinerà alla Terra né a nessun altro pianeta del Sistema Solare. Lo ha dichiarato Nicky Fox, amministratrice associata della Direzione delle Missioni Scientifiche della NASA. “Tutto nel nostro Sistema Solare andrà bene”, ha detto Fox durante un briefing.

Shawn Domagal-Goldman, direttore ad interim della Divisione di Astrofisica della NASA, ha spiegato che quando le comete evaporano rilasciano gas e polvere, e ogni getto di materiale agisce come un piccolo motore a razzo che spinge la cometa nella direzione opposta. Lo scienziato ha aggiunto che queste piccole spinte spesso causano lievi cambiamenti nell’orbita di una cometa, e che questo caso in particolare è monitorato con attenzione.

Fonte immagnine: NASA

Nvidia, risultati record nel terzo trimestre: fatturato 57 mld Usd

Milano, 19 nov. (askanews) – Risultati da record per Nvidia: il colosso dei semiconduttori ha registrato un fatturato record per il terzo trimestre fiscale, terminato il 26 ottobre 2025: 57 miliardi di dollari, in aumento del 22% rispetto al trimestre precedente e del 62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il segmento “Data Center” ha contribuito in maniera decisiva, con ricavi pari a 51,2 miliardi Usd, +25% rispetto al trimestre precedente e +66% su base annua.

Nei primi nove mesi dell’anno fiscale 2026, NVIDIA ha restituito 37 miliardi di dollari agli azionisti sotto forma di azioni riacquistate e dividendi in contanti. Alla fine del terzo trimestre, la società aveva ancora 62,2 miliardi di dollari di capitale residuo autorizzato al riacquisto di azioni.

I margini lordi sono molto elevati: 73,4% (GAAP) e 73,6% (non-GAAP), mentre l’utile per azione diluita (EPS) sia GAAP che non-GAAP è stato 1,30 Usd.

Banche, venerdì Italia rischia avvio infrazione Ue su uso golden power

Bruxelles, 19 nov. (askanews) – E’ possibile che venerdì a Bruxelles la Commissione avvii la procedura comunitaria d’infrazione contro l’Italia per l’uso del “golden power” da parte del governo, allo scopo di bloccare l’Ops (offerta pubblica di scambio) di Unicredit su Banco Bpm.

E’ quanto si apprende, tenendo presente il fatto che la messa in mora dell’Italia, primo stadio della procedura d’infrazione, era attesa da tempo, e che venerdì è previsto che la Commissione pubblichi il pacchetto mensile delle procedure d’infrazione.

Delle indagini sul caso, nel quadro del negoziato nella procedura cosiddetta “pilot”, che precede e cerca di prevenire le procedure d’infrazione formali, si occupano in particolare la direzione della commissaria ai Servizi finanziari Maria Luís Albuquerque, portoghese, e la direzione della Concorrenza, sotto la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera.

Al Consiglio Ecofin di ottobre a Lussemburgo, Albuquerque si era espressa in modo piuttosto netto, affermando che la Commissione avrebbe usato gli strumenti a sua disposizione “riguardo a qualsiasi cosa che ostacoli la creazione del mercato unico dei servizi finanziari”.

In una “valutazione preliminare” inviata al governo italiano del 14 luglio scorso ai sensi dell’Art.21 del regolamento Ue sulle concentrazioni, e firmata dalla vicepresidente Ribera, si afferma che il decreto con cui è stato deciso di utilizzare il “golden power” contro l’operazione Unicredit-Banco Bpm “limita la libera circolazione dei capitali” e “incide sulla competenza esclusiva della Bce” sulla vigilanza bancaria in quanto “unica autorità ai sensi del diritto dell’Unione con il potere di imporre requisiti prudenziali”. (fonte immagine: European Union 2025).

Minori, Carfagna (Nm): pdl per Registro orfani crimini domestici

Roma, 19 nov. (askanews) – “Questa proposta di legge si propone di istituire un registro nazionale degli orfani di crimini domestici centralizzato ufficiale capace di mettere a disposizione dati aggiornati verificabili e condivisi da tutte le amministrazioni competenti a gestire questo fenomeno In modo tale da orientare le politiche pubbliche a sostegno degli orfani e da monitorare l’effettiva attuazione e attivazione degli strumenti di sostegno”. Cos la segretaria di Noi Moderati, Mara Carfagna, a margine di una conferenza stampa alla Camera dei deputati.

“Ricordiamo che gli orfani di femminicidio sono bambini speciali, rimasti orfani di madre, uccisa dal padre che spesso si suicia o spesso viene giustamente messo in carcere. Sono bambini che spesso vengono affidati ai nonni o agli zii, o in caso di assenza di riferimenti familiari ai servizi sociali. Questa proposta di legge si propone di attivare, nell’immediato dell’evento delittuoso”, ha sottolineato.

“Ad oggi ci sono dei sostegni economici, psicologici e legali previsti dalla normativa vigente, a cui ho contributo, ma accade spesso che i fondi pubblici ma anche privati a disposizioni di questi orfani rimangano nelle casse dello Stato o delle fondazioni perch non esiste un elenco ufficiale di quanti siano gli orfani e dove si trovino. Questa legge interviene per colmare questa lacuna e per trasformare questi diritti potenziali in tutele effettive accessibili a tutti”, ha detto ancora Carfagna ricordando che una recente stima di un osservatorio indipendente ha parlato di circa 3.500 orfani di crimini domestici attualmente in Italia.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche Daniela Ferolla, presidente della Fondazione ‘Le Stelle di Marisa’, e Benedetta Durini, responsabile Scientifica della stessa Fondazione.

Meloni al Colle tiene il punto su Garofani. Poi detta linea: caso chiuso

Roma, 19 nov. (askanews) – Confermare la linea espressa dai vertici del suo partito, anzi farla ufficialmente propria. Ma allo stesso tempo provare a chiudere uno scontro istituzionale senza precedenti da quando è a palazzo Chigi che, diversamente, avrebbe rischiato di avere conseguenze difficilmente gestibili. Come recitava un vecchio slogan pubblicitario, una telefonata allunga la vita. In questo caso aiuta ad abbassare il livello della tensione. E quella chiamata, che magari il Quirinale si aspettava già ieri sera, Giorgia Meloni l’ha fatta questa mattina, prima di ripartire da Mestre, per programmare quel colloquio con Sergio Mattarella che infatti si è tenuto appena è rientrata Roma.

Venti minuti circa di faccia a faccia non facile che però a sera, in nome del “bene della nazione”, spingono, sia da una parte che dall’altra, a dichiarare “chiuso” il caso nato dalle frasi del consigliere del presidente della Repubblica, Francesco Saverio Garofani, riportate dal quotidiano ‘La Verità’ sotto il titolo ‘Il piano del Colle per fermare la Meloni’, per le quali il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami aveva chiesto quelle spiegazioni che avevano innescato la dura reazione del Quirinale.

Davanti a Mattarella, Giorgia Meloni – come ha fatto sapere palazzo Chigi – ha sostanzialmente ribadito la linea adottata ieri dal partito subito dopo la deflagrazione dello scontro, provando a inquadrare la questione su due piani distinti. Da una parte ha tenuto il punto sul “rammarico per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune” di Garofani che, a suo giudizio, il “diretto interessato” avrebbe dovuto “chiarire, per chiudere immediatamente la questione”, dall’altra ha ribadito “la sintonia istituzionale che esiste tra Palazzo Chigi e il Quirinale, mai venuta meno fin dall’insediamento di questo governo e della quale nessuno ha mai dubitato”.

Per tutta la giornata, di fatto, il consigliere di Mattarella, colui ha il delicato compito di segretario del Consiglio supremo di difesa, è però rimasto nel mirino dei meloniani. Al punto da far circolare voci di richieste di dimissioni che però la premier non ha mai avanzato. Lo stesso colloquio riportato dal Corriere della Sera, in cui Garofani spiegava che le sue erano solo “chiacchiere tra amici”, venivano definite sempre da Bignami come una sostanziale “conferma” dei “contenuti dei virgolettati che avevamo chiesto di smentire”. Parole emblematiche dell’intenzione del partito di non voler silenziare del tutto la faccenda.

Ma a sera è lo stesso capogruppo alla Camera, insieme al collega del Senato Lucio Malan, a firmare una nota in cui si spiega che dopo il colloquio di oggi al Quirinale “Fratelli d’Italia ritiene la questione chiusa e non reputa di aggiungere altro”. A consigliare di mandare in archivio lo scontro, c’è anche la pubblicazione su alcuni siti del testo di una mail anonima ricevuta da diversi giornali nei giorni scorsi che nei contenuti è sostanzialmente identica allo stesso articolo oggetto del contendere.

Alla fine, su input della premier, si è deciso di correggere ulteriormente il tiro, in nome di una attenzione alla concordia istituzionale che lo stesso capo dello Stato aveva messo in primo piano durante il colloquio con Giorgia Meloni. “E’ interesse di tutti”, il mood che trapela da Fratelli d’Italia.

Seconda Edizione dell’Accademia Trapianto di Polmone

Roma, 19 nov. (askanews) – Una due giorni per affrontare temi di carattere tecnico ma soprattutto per alimentare una rete territoriale che possa essere al fianco dei pazienti. A Padova, per il secondo anno consecutivo, l’Accademia Trapianto di Polmone ha organizzato un corso che, promosso dalla SITO, la Societ Italiana per il Trapianto d’Organo e Tessuti, rivolto, fra gli altri, a pneumologi, chirurghi, anestesisti-rianimatori, internisti e fisioterapisti che si pone l’obiettivo di intercettare le esigenze delle persone trapiantate non costringendole a viaggi lunghi e costosi: “I Centri trapianti -spiega il professor Marco Schiavon, associato di Chirurgia Toracica presso l’Universit patavina- non sono in tutte le Regioni e per eseguire un intervento necessario spostarsi anche di migliaia di chilometri dalla propria residenza. Un disagio che spesso viene acuito nel periodo della convalescenza. I pazienti, all’insorgere di qualsiasi dubbio, hanno il diritto di poter ottenere risposte sul proprio territorio da una rete di specialisti preparati e aggiornati”.

Il corso si propone come un’occasione formativa d’eccellenza per approfondire le pi avanzate conoscenze in ambito trapiantologico. Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti provenienti da tutta Italia, la seconda edizione si conferma un appuntamento imprescindibile per favorire l’aggiornamento scientifico, garantire elevati standard di assistenza sanitaria e migliorare i risultati clinici per i pazienti: “Il Trapianto di Polmone -afferma il dottor David Bennet, dirigente medico di Pneumologia presso l’Ospedale di Siena- rappresenta una terapia salvavita per pazienti affetti da gravi patologie polmonari, come la fibrosi cistica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la fibrosi polmonare idiopatica e l’ipertensione polmonare, per le quali non esistono alternative terapeutiche. Da qui, l’importanza di riconoscere in tempo se ci sono i presupposti per ricorrere a un trapianto”.

La rete che l’Accademia vuole costruire ha dunque un duplice obiettivo: accompagnare sul territorio i pazienti nella convalescenza ma, anche e soprattutto, intervenire rapidamente laddove si pu effettuare il trapianto: “Le segnalazioni ai Centri -sottolinea Schiavon- spesso non arrivano o, nel migliore dei casi, arrivano in ritardo, quando intervenire diventa decisamente pi complicato. Se riusciamo a formare specialisti sul territorio cui affidarsi, questo significa, diciamocelo con chiarezza, salvare vite umane”. “Fra il 6 e l’8 per cento delle persone in attesa di trapianto – aggiunge il dottor Bennet- muoiono prima dell’intervento per l’aggravamento della patologia di cui soffrono o per la mancanza di donatori. Un dato che il sintomo di un’emergenza ormai non pi rinviabile: ridurre i tempi della diagnosi”.

Da qui l’idea del corso: il percorso trapiantologico richiede, del resto, un’approfondita valutazione dei candidati, una gestione intraoperatoria meticolosa e un monitoraggio post-trapianto accurato. Le complicanze principali, come il rigetto acuto e cronico, le infezioni e gli effetti avversi da farmaci immunosoppressori, necessitano di un approccio integrato e aggiornato. Il corso offre, proprio per questo motivo, una panoramica completa su tutte le fasi del trapianto polmonare, dalla selezione dei donatori e riceventi alla gestione delle principali complicanze chirurgiche, immunologiche e infettive. Particolare attenzione sar dedicata ai pi recenti protocolli diagnostico-terapeutici e ai risultati delle ricerche pi innovative.

Libri, “Il coraggio di scegliere” di Davide Banzato

Roma, 19 nov. – “Il coraggio, la scelta e il saper scegliere, la paura e come superarla, il discernere il meglio per dare un senso pieno alla nostra vita: queste sono le sfide pi difficili, oscure e al tempo stesso luminose, dell’esistenza di tutti noi. In un’epoca segnata da incertezze e smarrimenti, questi sono i temi che sant’Agostino ci aiuter ad affrontare”. Davide Banzato, nel suo ultimo libro, “Il coraggio di scegliere. Il mio viaggio con Sant’Agostino”, riflette sul tema della scelta.

Scegliere non mai facile, soprattutto quando la vita ci mette di fronte a dilemmi complessi, situazioni spigolose, zone grigie dove il confine tra bene e male si fa sottile. Quando la tempesta ci travolge, servono discernimento, libert interiore e una forza nuova per non restare paralizzati dalla paura. Come vincere i timori pi profondi? Come optare per il massimo bene possibile quando le alternative sembrano tutte imperfette? Come non restare schiacciati dall’ansia, dal panico, da relazioni nocive? Come riuscire a essere liberi? In questo libro, Davide Banzato non ci offre risposte preconfezionate, ma spunti per avviare una ricerca personale e spirituale autentica. Con la sua voce limpida e diretta ci guida in un percorso intenso, ricco di sfide ma anche di rivelazioni, intrecciando il proprio vissuto a quello di un compagno di viaggio d’eccezione: sant’Agostino. Un uomo dalle mille sfaccettature, che ha vissuto profonde contraddizioni e che – proprio per via della sua inquietudine e dei suoi errori – diventato per don Davide punto di riferimento nei momenti pi delicati; un animo inquieto e appassionato, alla costante ricerca di verit e amore autentico, capace di parlare al cuore di tutti grazie a riflessioni che risuonano nel nostro tempo, come quella sulla guerra giusta , e di spronarci a non temere il dubbio, a non fuggire il turbamento, ad avere il coraggio di cambiare. Queste pagine non raccolgono lezioni n rigidi insegnamenti, ma ci donano preziose chiavi di lettura per orientarci nel presente e costruire la nostra libert, senza paura di scegliere ogni giorno chi vogliamo essere.

Davide Banzato, nato a Padova nel 1981, nominato Missionario della Misericordia da papa Francesco, a servizio dei giovani nel disagio presso la comunit Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante, in missioni in Italia e all’estero. Scrive per varie testate giornalistiche, conduce il programma “I viaggi del cuore” su Canale 5 e rubriche radiofoniche. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio Moige nel 2024 e il premio giornalistico Buone Notizie , edizione speciale In Giubileo , nel 2025. autore dei bestseller Tutto ma prete mai (2021) e Cerca il tuo orizzonte. Rialzarsi e ripartire oggi (2023) con papa Francesco, entrambi pubblicati da Piemme, e del libro per ragazzi Un pezzo di Cielo solo per te (ElectaJunior 2024).

Restare, partire, tornare – Il roadshow, prima tappa a Macerata

Roma, 19 nov. (askanews) – Il 21 novembre il Teatro Lauro Rossi di Macerata apre le porte alla prima tappa di ‘Restare, Partire, Tornare – il roadshow’, un viaggio in sette appuntamenti nell’area del cratere sismico del 2016 per incontrare i giovani che vogliono essere protagonisti del futuro dei propri territori.

L’iniziativa fa parte del progetto ‘Ripartiamo Insieme – area del Cratere 2016’, promosso dal Commissario di Governo per la Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016 insieme al Ministro per lo sport e i giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, e nasce in continuit con il Festival della Restanza e della Tornanza che lo scorso giugno ha posto le basi per un nuovo protagonismo giovanile nelle aree interne dell’Appennino centrale.

‘Ci sono due scommesse che ci stanno a cuore: ricostruire le case e contrastare lo spopolamento’, dichiara Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione e Riparazione Sisma 2016. ‘In entrambi i casi fondamentale il ruolo dei giovani e delle comunit. Dal Festival della Restanza e della Tornanza dello scorso giugno a questo roadshow, la nostra missione di riparazione sociale ed economica si fa sempre pi concreta. Vogliamo che fare impresa nel cratere non sia vista come una scelta eroica, ma come un’opportunit reale anche per chi vuole innovare. I dati ci danno ragione: tra il 2022 e il 2024 i nuovi posti di lavoro nell’area del cratere sono aumentati del 12,4%. La ricostruzione finalmente sbloccata, i progetti di NextAppennino, i bandi per l’autoimprenditorialit giovanile che stiamo preparando: tutto questo non retorica, metodo. strategia. una visione di rilancio economico che permette ai giovani di non andar via e alle imprese di tornare ad essere fiorenti. Il resto viene da s.’

‘Restare, Partire, Tornare’ non solo un percorso di riflessione, ma un’opportunit concreta per i giovani tra i 18 e i 35 anni di scoprire strumenti, storie e reti per costruire il proprio futuro professionale senza lasciare le proprie radici. Ogni tappa alterna talk ispirazionali con imprenditori e content creator di successo, workshop partecipativi e momenti di networking, in un format che unisce contenuti di qualit e un’atmosfera coinvolgente.

‘Macerata una citt che vive dell’energia della sua Universit e della sua Accademia, e che da sempre forma eccellenze’, sottolinea Francesca D’Alessandro, Vicesindaco di Macerata. ‘L’Universit non fuori dal centro, ma dentro il cuore della citt: studenti e docenti animano le piazze, sostengono le attivit produttive, costruiscono insieme a noi il tessuto culturale ed economico. Ospitare ‘Restare, Partire, Tornare’ al Teatro Lauro Rossi significa riconoscere che qui non si formano solo professionisti che poi devono andare altrove: qui si possono costruire imprese vere, competitive, innovative. Vogliamo che i nostri giovani capiscano che Macerata non solo un luogo dove studiare, ma dove fare impresa, dove trasformare competenze in progetti concreti. Rafforzare queste reti di collaborazione tra formazione, territorio e imprenditorialit la chiave per un futuro che non sia solo promesso, ma costruito giorno per giorno.’

La giornata al Teatro Lauro Rossi, condotta da Marco Carrara, giornalista e conduttore televisivo, prender il via alle ore 16:00 con un warm-up creativo per rompere il ghiaccio e introdurre la modalit partecipativa che caratterizza l’intero evento. L’apertura sar accompagnata da un’esibizione live che dar il ritmo alla giornata. Seguiranno i saluti istituzionali del Commissario Straordinario per la Ricostruzione, che inaugurer ufficialmente il roadshow sottolineando il valore dell’iniziativa per il territorio e per le nuove generazioni. ‘Voci in scena’: dal talento al progetto concreto Il cuore pulsante dell’evento sono i talk ispirazionali: non lezioni frontali, ma racconti veri di chi ha scelto di scrivere il proprio futuro partendo dai propri luoghi. Sono storie di esperienze personali diventate successi imprenditoriali, nate dalla capacit di mettersi in gioco e trasformare un’intuizione in realt concreta. Persone che hanno fatto delle proprie soft skills – la creativit, la resilienza, la capacit di fare rete – il motore del cambiamento, costruendo progetti solidi e scegliendo consapevolmente di restare e investire nel territorio.

Sul palco del Teatro Lauro Rossi saliranno quattro voci che incarnano modi diversi di stare al mondo e di fare impresa: Cesare Cat filosofo, performer e scrittore. La sua storia dimostra che cultura e pensiero critico non hanno bisogno delle grandi citt per fiorire: anzi, possono trovare terreno ancora pi fertile nei territori dell’Appennino, dove il radicamento diventa scelta di valore, non limite geografico. Cesare racconta come si possa costruire una vita intellettuale intensa e connessa partendo da dove si , trasformando la ‘restanza’ in una forma di resistenza creativa e produttiva. Giulia Cimarelli ha fatto della passione per il cibo una professione. Content creator e fondatrice del progetto ‘Me piace magn’, Giulia ha capito che raccontare il territorio attraverso le sue tradizioni culinarie – con ironia, autenticit e un linguaggio contemporaneo – poteva diventare non solo un modo per costruire una community, ma un vero e proprio lavoro. La sua la storia di chi ha saputo leggere i trend digitali senza perdere il legame genuino con le proprie radici, trasformando Instagram in una vetrina per l’identit locale.

Jacopo Corona ha scelto un settore antico – quello della panificazione artigianale – e lo ha riletto con occhi nuovi. Founder del microbiscottificio Frolla e Presidente di CNA Panificatori Ancona, Jacopo ha trasformato un’impresa artigianale in un modello di inclusione lavorativa: oggi il suo team conta 35 persone con disabilit che lavorano in tutte le fasi produttive, dimostrando che qualit artigianale e impatto sociale possono crescere insieme. La sua storia dimostra che l’innovazione non richiede sempre qualcosa di completamente nuovo: a volte basta saper guardare ci che gi c’ – un biscotto, una tradizione – e dargli un significato pi profondo. Niccol Cipriani ha fondato Rif Lab, una delle realt pi interessanti dell’economia circolare e della rigenerazione tessile in Italia. Niccol ha dimostrato che sostenibilit e business non solo possono convivere, ma devono farlo. La sua una storia di innovazione radicale: ha preso un’industria tradizionale come quella tessile e l’ha ribaltata, creando un modello che valorizza gli scarti, riduce gli sprechi e compete sul mercato nazionale e internazionale senza perdere l’attenzione al territorio e alla comunit. Quattro percorsi diversi, quattro settori differenti, ma un denominatore comune che li tiene insieme: la capacit di leggere il proprio contesto come un’opportunit e non come un vincolo. Tutti hanno saputo valorizzare competenze trasversali – dalla comunicazione alla visione strategica, dalla capacit di innovare a quella di fare rete – per costruire progetti che generano valore economico, certo, ma anche sociale e culturale. Per s e per la propria comunit.

A suggellare gli interventi, la partecipazione di Angelo Mellone, Direttore Intrattenimento Day Time della Rai, porta sul palco lo speech ‘Vorrei ma posso’, un racconto sincero e senza filtri del suo percorso professionale. Giornalista, scrittore, musicista, docente universitario: Angelo incarna la figura del professionista eclettico che ha saputo costruire una carriera nei media nazionali senza dimenticare le proprie origini. Nato a Taranto e trasferitosi a Roma per studiare, il suo un esempio di come si possa raggiungere i vertici del sistema televisivo italiano mantenendo un legame profondo con il Sud e con i territori. Nel suo intervento affronta con ironia e lucidit il tema degli ostacoli apparenti, delle scelte difficili e di come trasformare i ‘non posso’ in opportunit concrete, dimostrando che la gavetta, il talento e la capacit di reinventarsi continuamente sono le chiavi per costruire un percorso professionale solido e gratificante.

Al termine degli interventi, i partecipanti saranno coinvolti in una SWOT Analysis collettiva realizzata con strumenti digitali interattivi. L’obiettivo mappare insieme punti di forza, debolezze, opportunit e criticit del contesto giovanile e del tessuto socio-economico locale, trasformando l’evento in un momento di co-progettazione e ascolto attivo.

Non un convegno in cui si ascolta passivamente: uno spazio in cui le idee dei giovani vengono raccolte, valorizzate e possono diventare il punto di partenza per azioni concrete sul territorio.

‘Restare, Partire, Tornare’ si rivolge a chi crede che i territori dell’Appennino centrale non siano solo luoghi da cui partire, ma spazi di opportunit dove costruire progetti innovativi e sostenibili. A chi vuole scoprire come trasformare le proprie competenze in un’attivit imprenditoriale. A chi pronto a mettersi in gioco e a chi cerca ispirazione, strumenti e connessioni per dare forma alle proprie idee.

Schlein: primarie per candidato premier? Se si faranno sarò disponibile

Roma, 19 nov. (askanews) – Elly Schlein è “disponibile” a partecipare alle primarie di coalizione, se il centrosinistra sceglierà questo metodo per decidere il candidato premier. La segretaria Pd lo ha detto in una video-intervista per la festa de ‘L’Espresso’. “Io sono disponibile a qualsiasi modalità individueremo insieme alle altre forze alleate”.

“Forze alleate – precisa – che già stanno insieme in tutte le regionali che abbiamo affrontato in questo autunno, ed è la prima volta che succede nel centro-sinistra da 20 anni, di aver fatto la stessa coalizione progressista in tutte le regioni al voto. Ora, chiaramente, dobbiamo continuare a fare passi avanti. Li abbiamo fatti con il pacchetto di emendamenti condivisi alla manovra e non ho dubbi che affronteremo insieme anche questa questione, individuando le modalità migliori”.

E quindi, a proposito delle primarie, “appunto, dipenderà se decideremo insieme alle altre forze alleate di darci questo metodo, io naturalmente sarò disponibile”.

MIBA, in Fiera Milano quattro manifestazioni sul mondo del building

Rho, 19 nov. (askanews) – Il mondo del costruito sta cambiando e il mercato, nonostante la fine degli incentivi, si trova di fronte a nuove possibilit di incremento. Un dato particolarmente significativo: il bilancio delle imprese che operano nel settore cresciuto di pi del 60%, arrivando a un valore di 288 miliardi, dal 2019 al 2024.

Nel contesto di questo cambiamento, emergono la necessit di nuove strategie che sappiano rispondere alle richieste di una domanda abitativa in crescita, dove mancano ancora oltre 250mila nuove unit residenziali, e di un’innovazione tecnologica e sostenibile. E in questo scenario Fiera Milano presenta l’edizione 2025 di MIBA – Milan International Building Alliance, l’evento che vede svolgersi in contemporanea quattro manifestazioni che insieme coprono l’intera filiera del costruito: MADE expo, Smart Building Expo, Sicurezza e GEE – Global Elevator Exhibition.

” proprio una piattaforma – ha spiegato ad askanews Paola Sarco, amministratore delegato di MADE Eventi e responsabile di MIBA per Fiera Milano – che mette al centro l’integrazione tra tutti gli attori della filiera delle quattro manifestazioni: oltre 1300 espositori che si incontrano in questi quattro giorni per animare i corridoi di manifestazione cercando di mettere in mostra il meglio della loro produzione da 44 Paesi, quindi una fiera che veramente internazionale e dall’altra parte per una vera piattaforma culturale in cui grazie alla collaborazione con molti partner riusciamo a creare pi di 120 eventi in manifestazione”.

I temi quindi sono l’edilizia e l’architettura, la mobilit verticale e orizzontale, l’integrazione tecnologica degli edifici e la sostenibilit e, con grande rilevanza, anche la sicurezza, a tutti i livelli, del costruito. “Per quanto riguarda il mercato della sicurezza – ha aggiunto Andrea Monteleone, presidente di Anie Sicurezza – stiamo vivendo in qualche modo una transizione epocale, sono tutta una serie di leggi direttive europee piuttosto che regolamenti europei che si stanno esplicando in questo periodo e la necessit per il mercato di adeguarsi, evolvere, crescere, imparare e in qualche modo sviluppare quelle che sono nuove competenze di fondamentale importanza. La fiera Sicurezza il punto che abbiamo voluto far diventare il riferimento per tutta la filiera di mercato e per tutti i clienti, tale per cui sia chiaro il messaggio di cambiamento in atto”.

Il dialogo e l’integrazione con la tecnologia sono un altro aspetto centrale per arrivare a una visione di un futuro possibile. E di questo si occupa la fiera SBE-Smart Building Expo. “Vorrei che emergesse una visione strategica del nostro Paese – ci ha spiegato Luca Baldin, project manager della fiera – dove la doppia transizione energetica e digitale del patrimonio edilizio costituir sicuramente nel prossimo futuro uno degli asset importanti dal punto di vista industriale e sociale. Abbiamo 25 anni di intenso lavoro per decarbonizzare 12 milioni di edifici e le nuove tecnologie ci aiuteranno tantissimo da questo punto di vista e sono quelle di cui parliamo a Smart Building Expo”.

Con il suo approccio molteplice, MIBA ambisce a essere una piattaforma strategica per mostrare le soluzioni e le tecnologie capaci di rispondere alle sfide attuali e future, facendo incontrare domanda e offerta e alimentando il dibattito sulle trasformazioni in atto.

A Roma la XVIII edizione del Congresso Nazionale SIHTA

Roma, 19 nov. (askanews) – Si tenuta a Roma la XVIII edizione del Congresso Nazionale della Societ Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA) dedicata al futuro e alla nuova era dell’HTA. Al centro dell’evento la trasformazione digitale e le implicazioni che essa pu comportare in ambito sanitario alla luce dell’inizio della fase operativa del Regolamento europeo HTA.

Giandomenico Nollo, Presidente SIHTA, ha dichiarato: “Adesso abbiamo un regolamento europeo che impone agli Stati membri di affrontare l’innovazione con un percorso di HTA e questo un cambiamento importante, vuol dire che bisogna riattrezzarsi cambiando i modelli di decisione. Sar necessario far passare i programmi nazionali, programmi regionali per prendere in mano il percorso HTA per arrivare poi all’implementazione”.

Il domani della sanit, in particolare, si snoda attorno a sfide cruciali, come l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi, l’adozione di una data governance e lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi abilitati dal digitale.

Felicia Pelagalli, Direttore Culture, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “A volte pensiamo che avere tanti dati, quindi i big data, o avere degli algoritmi buoni sia sufficiente per avere conoscenza, in realt i dati vanno ascoltati ma poi vanno anche interpretati. Le correlazioni che intercorrono tra i dati ci offrono conoscenza”.

Durante il convegno della SIHTA si discusso dunque del ruolo dell’innovazione tecnologica, non solo in termini clinici, ma anche sul piano dell’organizzazione sanitaria affinch questa possa essere basata sulle migliori evidenze scientifiche, su una corretta allocazione delle risorse, su scelte razionali e sulla considerazione delle esigenze di tutti gli stakeholder coinvolti nel sistema.

Eros Ramazzotti duetta con Alicia Keys e sogna Lady Gaga

Milano, 19 nov. (askanews) – Aurora intervista Eros, padre e figlia per raccontare tutta le novità che riguardano Eros Ramazzotti. Un album e un tour mondiale che prevede anche il ritorno negli stadi. A distanza di tre anni dall’ultimo progetto discografico, Eros Ramazzotti inaugura un nuovo capitolo della sua straordinaria carriera a quarant’anni dall’ indimenticabile performance di “Una storia importante” al Festival di Sanremo: il 21 novembre esce in tutto il mondo “Una Storia Importante”/”Una Historia Importante”, il nuovo album – in versione italiana e spagnola – per Friends Partners S.p.A./ Eventim Live International distribuito da Sony Music Entertainment. Durante la presentazione del suo nuovo progetto discografico tenutasi presso Ca’ del Bosco, Ramazzotti incalzato da Aurora ha riflettuto sul panorama musicale contemporaneo, sulla sua storia musicale, ma soprattutto sulle collaborazioni che impreziosiscono il suo album ricco di featuring prestigiosi. Per Ramazzotti la dimensione live è quella più importante ma ha espresso preoccupazione per la direzione attuale della musica, dove spesso il talento viene messo in ombra dalle nuove tecnologie e l’uso diffuso dell’autotune, invocando un ritorno ai valori della performance autentica: “Purtroppo oggi si usa molto l’autotune e tanta gente non capisce la differenza tra chi non lo usa e chi no”. Ha aggiunto che “sarebbe il caso di ritornare un po’ al passato dove comunque uno lo giudichi anche per come canta”; poi ha ribadito la centralità del pop nella musica attuale: “Il pop che comunque per me non morirà mai”. “Se tu vai a un concerto di Lady Gaga capisci che tutto il resto è poca roba è poca roba” ha aggiunto dicendo che “sogno di duettare con lei e per farlo mi metterei in ginocchio sui ceci”. Il nuovo album disponibile in versione italiana e spagnola vede la partecipazione di numerosi artisti, con cui l’Artista ha ricantato brani storici, si parte con Alicia Keys, Andrea Bocelli, Carín León, Elisa, Giorgia, Jovanotti, Kany García, Lali, Max Pezzali e Ultimo.

A partire da venerdì 21 novembre sarà in rotazione radiofonica in oltre 30 paesi “L’aurora” / “La Aurora” reinterpretata con Alicia Keys, 17 volte vincitrice ai GRAMMY® Awards, cantautrice, musicista, produttrice, fondatrice di Keys Soulcare, autrice bestseller del New York Times, produttrice cinematografica/televisiva e teatrale di Broadway, imprenditrice e una voce potente nel mondo dell’attivismo. In questa nuova versione prodotta da Alicia Keys, le voci dei due artisti si fondono in un dialogo autentico, capace di donare a uno dei brani più preziosi e intimi del repertorio di Ramazzotti una nuova luce. La star internazionale si è connessa con la conferenza stampa e ha ricordato la giornata caldissima e senza condizionatore in cui hanno registrato il brano. Alicia ha scherzato con Eros sul fatto che lui non sappia bene l’inglese: “abbiamo comunicato con gli occhi”. Particolarmente calorosi sono stati i commenti su Max Pezzali, alla sua prima collaborazione: “Max è una persona bellissima. È difficile trovare un difetto”. Sui colleghi più giovani, l’artista ha riservato un affettuoso titolo a Ultimo: “Il mio figlio è artistico”. Ha lodato i giovani artisti che riescono a mantenere una forte identità in un contesto difficile: “Sono persone che hanno un’identità forte nella musica, soprattutto in questo momento dove identità non ce n’è in generale”. Ha voluto ricordare l’amicizia e lo straordinario rapporto che lo lega con Elisa, Giorgia e Jovanotti. Dopo il successo del World Tour Gala Première con 30.000 spettatori ad Amsterdam, UNA STORIA IMPORTANTE WORLD TOUR / UNA HISTORIA IMPORTANTE WORLD TOUR, il tour prodotto da RadioRama e distribuito da Friends & Partners ed Eventim Live International, il 14 febbraio 2026 debutterà da Parigi e toccherà 30 Paesi tra Europa intera, Nord America- Canada e America Latina. Dal 6 giugno 2026 anche l’attesissimo ritorno di Eros Ramazzotti negli stadi italiani.

Bignami-Malan: per FdI questione chiusa, rinnoviamo stima a Mattarella

Roma, 19 nov. (askanews) – “Dopo il colloquio di oggi tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che hanno avuto modo di confrontarsi sulle notizie di stampa riguardanti le dichiarazioni del consigliere Garofani, Fratelli d’Italia ritiene la questione chiusa e non reputa di aggiungere altro. Rinnoviamo la stima nel Presidente Mattarella e l’apprezzamento per la sintonia istituzionale tra il Quirinale e Palazzo Chigi”. Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di Fratelli d’Italia al Senato e alla Camera, Lucio Malan e Galeazzo Bignami.

Colloquio Mattarella-Meloni, per il Quirinale il caso è chiuso

Roma, 19 nov. (askanews) – Venti minuti di colloquio al Quirinale tra Sergio Mattarella e Giorgia Meloni chiudono il “caso Garofani”. Almeno questa è la linea del Colle dopo una giornata, quella di ieri, di altissima tensione e accuse da parte di Fratelli d’Italia nei confronti del consigliere per la Difesa Francesco Garofani le cui frasi, carpite in un contesto conviviale, sono diventate la base di una tesi giornalistica del quotidiano La Verità: le trame del Colle contro Meloni.

La reazione di ieri era stata dura ed esplicita: “ridicola” era stata giudicata dal Quirinale la teoria del complotto e “stupore” era stato espresso per la dichiarazione del capogruppo di Fdi, Galeazzo Bignami, che le aveva dato credito. La durezza della nota non ha però arrestato la polemica e tutto il partito della premier ha continuato a chiedere la smentita del consigliere di Mattarella. Poi questa mattina Giorgia Meloni ha chiesto un incontro al capo dello Stato per chiarire la cosa in un faccia a faccia che con ogni probabilità sarà stato piuttosto teso.

Per il Quirinale però il fatto che la premier abbia chiamato, si sia scusata e si sia detta dispiaciuta assicurando di non dubitare della correttezza del presidente, tantomeno che stia organizzando un complotto ai suoi danni, è sufficiente per considerare il “caso chiuso”. Questa la ragione per cui al termine non è stato diffuso alcun comunicato da parte del Colle.

Ma il caso sembra meno chiuso dal lato di Fdi. Gli strali del partito di maggioranza e della stessa leader si sono concentrati nuovamente su Garofani, tanto che fonti di palazzo Chigi hanno fatto sapere che resta “il rammarico per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune pronunciate in un contesto pubblico dal Consigliere Francesco Saverio Garofani e riportate ieri da un noto quotidiano italiano” pur confermando anche che “è intenzione del Presidente del Consiglio, con la sua visita al Capo dello Stato, rimarcare che non esiste alcuno scontro istituzionale”.

Non è piaciuta probabilmente l’intervista che Garofani ha rilasciato oggi sul Corsera in cui ha detto di essere “molto amareggiato, per me e per i miei familiari. Ma quel che soprattutto fa male è l’impressione di essere stato utilizzato per attaccare il presidente” attraverso una “chiacchierata in libertà, tra amici”. In ogni caso Garofani ha assicurato di avere ricevuto la solidarietà del capo dello Stato: “È stato affettuosissimo – ha spiegato Garofani – mi ha detto ‘stai sereno, non te la prendere'”. “Non mi pare proprio che quell’intervista sia stata una smentita. Conferma i contenuti dei virgolettati che avevamo chiesto di smentire”, ha osservato Bignami.

Quanto agli alleati di Meloni sia la Lega che Forza Italia si sono tenuti a debita distanza dalla querelle. Oggi però Antonio Tajani ha voluto ribadire la sua stima per il capo dello Stato: “Mi pare che si sia conclusa questa vicenda. Oggi il presidente del Consiglio ha parlato con il presidente della Repubblica, quindi non credo che ci siano da aggiungere altre cose. Poi nessuno sinceramente aveva mai messo in discussione la correttezza del capo dello Stato”. Matteo Salvini sceglie il silenzio e il suo capogruppo Riccardo Molinari si limita a un “Chiedete a Fratelli d’Italia”.

Resta sullo sfondo l’interrogativo sulle ragioni che hanno spinto Fdi ad alzare il polverone, per Matteo Renzi la spiegazione è una sola: “Giorgia Meloni vuole tutto, anche il Quirinale. Non le basta Palazzo Chigi, vuole il Colle più alto. E inizia la sua campagna elettorale mettendo nel mirino anche un galantuomo come Sergio Mattarella”. E quelli sulle modalità che hanno portato alla pubblicazione di pezzi di conversazione del consigliere del Colle. In serata La Stampa ha pubblicato la mail che sarebbe stata ricevuta da diversi giornali (anche Il Giornale di oggi lo ha riferito) che conteneva l’articolo preconfezionato, e interamente pubblicato da La Verità, ma firmato da un presunto Mario Rossi, un nome di fantasia che non appartiene ad alcun giornalista.

Bcc Iccrea amplia l’accesso al lavoro agile

Roma, 19 nov. (askanews) – Il Gruppo BCC Iccrea e la delegazione dindacale di Gruppo hanno raggiunto una nuova ipotesi di accordo, che dovrà essere sottoposto all’Assemblea dei lavoratori, volto ad estendere la possibilità di accesso al lavoro agile per il personale della Capogruppo BCC Banca Iccrea e delle Società del Perimetro Diretto.

L’intesa, riporta un comunicato, nata nell’ambito del percorso di confronto avviato negli anni precedenti, conferma integralmente quanto previsto nel verbale del 10 dicembre 2022. Alla luce dell’evoluzione organizzativa, dell’ingresso di nuovi lavoratori e dell’incremento delle richieste legate a situazioni prioritarie, il Gruppo BCC Iccrea e la Delegazione Sindacale di Gruppo hanno definito nuove e più ampie misure per favorire un miglior equilibrio tra vita privata e professionale.

Il nuovo accordo prevede: fino a 5 giorni settimanali di lavoro agile per il personale con disabilità grave accertata ai sensi della legge 104/1992; fino a 3 giorni settimanali per genitori di figli con disabilità grave, personale con disabilità certificata ai sensi della legge 68/1999 e lavoratori con esigenze familiari complesse; fino a 2 giorni settimanali per caregiver ai sensi della normativa vigente, genitori con figli fino a 12 anni e personale residente a oltre 50 km dal luogo di lavoro; 1 giorno settimanale per il restante personale non rientrante nelle categorie prioritarie.

Inoltre, si legge, nell’ottica di promozione della parità di genere e di sostegno alla genitorialità, l’accordo introduce ulteriori tutele per le lavoratrici in gravidanza e per i neogenitori, con la possibilità di svolgere attività lavorativa in modalità agile in misura aggiuntiva rispetto alle previsioni generali.

Il Gruppo BCC Iccrea conferma così il proprio impegno nel promuovere soluzioni organizzative moderne e coerenti con i valori ESG, favorendo un clima aziendale positivo e attento alle esigenze delle persone.

Gli Epstein Files sono sul tavolo di Trump per la firma

New York, 19 nov. (askanews) – Un disegno di legge che obbliga il Dipartimento di Giustizia a pubblicare i suoi documenti sul molestatore sessuale Jeffrey Epstein è stato ufficialmente approvato dal Senato questa mattina, dopo che ieri era passato alla Camera dei rappresentanti USA. Ora il disegno verrà inviato al Presidente Donald Trump per la firma.

Il disegno di legge renderebbe pubblici i documenti non classificati relativi al defunto finanziere pedofilo Epstein e alla sua complice Ghislaine Maxwell, che sta scontando la pena in un carcere del Texas.

I legami con il finanziere hanno fatto tremare tante personalità pubbliche, dall’ex principe Andrea della casata Winsor, all’ex presidente americano Clinton, all’ex presidente di Harvard Summers, e persino l’attuale presidente che ha negato di conoscere i crimini di Epstein e si è opposto per mesi alla pubblicazione dei documenti.

Libri, esce "Le parole che indosso" di Silvia Berri

Roma, 19 nov. (askanews) – “A voi che cercate spazio in un mondo che a volte vi chiede di essere meno, io dico: siate libere. Libere di scegliere, di cambiare, di sognare in grande, anche quando nessuno ci crede”. Un racconto autentico e ispirazionale, tra retroscena della vita personale e professionale della sua autrice, sfide, lezioni apprese e momenti decisivi che hanno segnato la sua storia di successo: è “Le parole che indosso”, libro d’esordio della manager, imprenditrice digitale e brand ambassador per marchi di beauty, moda e lifestyle, seguita quotidianamente da 500.000 follower su Instagram, Silvia Berri.

In uscita oggi, mercoledì 19 novembre, ed edito da Roi Edizioni (€19.90 | 142pp), il volume è diviso in 12 capitoli, ciascuno dei quali affronta, appunto, un diverso capitolo della vita di Silvia Berri, raccontando particolari e dettagli che, spesso, nemmeno chi la segue da più tempo conosce: da quel sabato sera in cui, esausta ad accudire Ludovica e Beatrice, le sue bambine gemelle di due anni, realizza come fosse giunto il momento di “spiccare il volo”, dando priorità alla propria libertà, indipendenza economica e la volontà di essere una mamma forte ed emancipata per le sue figlie, alle considerazioni finali, in cui tornano le figlie e il senso di orgoglio che prova nei loro confronti, due giovani donne cresciute forti e libere, all’augurio dedicato a tutti i lettori “non abbiate paura di cadere. Fatelo, se serve. Sbagliate, inciampate, cambiate idea. Piangete. Ma poi asciugatevi le lacrime con fierezza e ripartite. Con passi nuovi, anche incerti, ma vostri”.

Nel mezzo la passione per la moda, ispirata dall’eleganza sobria della madre e della nonna, e i giorni da modella, dopo la lunga riabilitazione a seguito di un brutto incidente in motorino; la capacità di accogliere i cambiamenti in cui, nel “lungo, imprevedibile viaggio in treno” che definisce la sua vita, si è imbattuta e l’inizio del lavoro al CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano, dove “sarei potuta crescere professionalmente e dove avrei potuto imparare da ingegneri coltissimi”; l’amore ritrovato con “l’uomo dei suoi sogni”, l’importanza degli amici di sempre e l’apertura, con uno di loro, di “quel ristorante (che) era diventato per me, fin da subito, un rifugio in cui stavo rinascendo. Era casa”.

I primi giorni sui social come @Sparklingsilvia, mamma approdata sui social per “tenere d’occhio” le figlie, dove pubblicava momenti di vita, viaggi, outfit e scatti della Milano della moda che l’ha formata, attirando l’interesse inaspettato (anche degli amici delle figlie) verso la sua vita da manager, e l’aumento costante del numero dei follower fino al @Silviaberri di oggi, profilo con cui diventa un vero e proprio punto di riferimento, in cui l’etica viene sempre prima dell’estetica, tra svolgimento di lavori solo ben regolamentati, lo studio costante delle regolamentazioni riservate agli influencer e l’attenzione riservata a brand e prodotti artigianali italiani. Ruolo che si è ampliato anche nell’ambito sociale e istituzionale, anche grazie alla collaborazione con la Polizia di Stato, che l’ha onorata del titolo di “poliziotto ad honorem” per la diffusione dei valori di legalità e solidarietà.

E ancora la nascita di “Silvia Incontra”, format itinerante che permette alla community di incontrarla dal vivo e conoscere le aziende del Made in Italy con cui collabora, nato nel primo anno di pandemia per riprendere il contatto fisico con la sua community, di cui sentiva la mancanza, e il capitolo dedicato al fratello Alberto, avvocato del lavoro, etico e meticoloso, venuto a mancare nel 2024 e che “non era solo uno zio: era un esempio, un compagno di giochi, un maestro silenzioso. Loro lo guardavano come si guarda un eroe. Lo ascoltavano ammirate perché ogni volta dalle sue parole c’era sempre tanto da imparare. Raccontava i fatti in una maniera così avvincente che tutte e tre saremmo volute essere l’avvocato di quelle cause disperate. Ogni volta, lui cercava di incarnare le ingiustizie inferte ai suoi clienti e le rimetteva in scena come un vero attore. Ogni volta ci sembrava di rivivere i rapimenti dei lavoratori presi in ostaggio affinché le aziende pagassero i riscatti o le vite difficili di donne madri e operaie. Mettersi al servizio significava per lui condividere le sofferenze di chi era stato meno fortunato”.

L’autrice presenta il libro a Milano lunedì 24 novembre alla Mondadori Duomo (ore 18.30) e il 13 dicembre in via Tortona, nel corso dell’evento del ciclo “Silvia Incontra”; le due presentazioni sono moderate, rispettivamente dalle giornaliste del Corriere della Sera Michela Proietti e Rossella Burattino.

“Il carattere è il tuo destino”, come le ha sempre ripetuto la mamma, e anche “vivi e lascia vivere”, credendo solo nella reciprocità dei rapporti e relegando quelli più tossici nei “cassetti scomodi” della vita. In Le Parole Che Indosso, Silvia Berri celebra la forza dell’indipendenza femminile e il valore della libertà: quella di scegliere, di cambiare strada, di sbagliare e di reinventarsi. Il suo stile – inconfondibile, elegante e ricercato – diventa metafora di una vita vissuta con intensità, passione e consapevolezza.

L’oro dei Faraoni a Roma: parla l’architetto delle luci Francesco Murano

Roma, 19 nov. (askanews) – “Nella mia carriera ho illuminato finora oltre 250 mostre. L’ultima, la pi recente, quella che ho appena finito la mostra “I tesori dei faraoni”, una mostra splendida e splendente davvero, perch ha dei reperti d’oro di infinita bellezza”. Lo dice Francesco Murano, architetto delle luci che ha lavorato alla grande esibizione montata a Roma alle Scuderie del Quirinale in congiunzione con il Museo Egizio del Cairo, e che ci racconta il rapporto fra la luce e l’oro dei sarcofagi e dei monili.

La mostra “ha come caratteristica principale quella di voler richiamare l’attenzione sulle varie dinastie che si sono succedute in epoca egizia e quindi di far vedere come questo passaggio ha significato la produzione di opere meravigliose” spiega Murano. “L’oro fa parte di quei materiali che si chiamano fototropici, cio che si nutrono di luce. In generale tutti i metalli si nutrono di luce, quindi vivono di luce e non solo, ma come tutti i materiali riflettenti, l’oro deve essere illuminato in modo che crei riflessi al contrario dei dipinti. Quindi in questo caso stato particolare cura mia e di Domenico Arnaldi che il mio assistente, evitare che l’oro non venga illuminato e in pi illuminare soltanto l’oro lasciando per contrasto i fondi perch in questo caso diventava l’oro stesso fonte di luce. Questo valso sia per i sarcofagi che sono stati illuminati dall’esterno, sia invece per i vari monili che invece sono stati illuminati dall’interno delle teche. Abbiamo usato dei sagomatorini piccoli miniature a led che in Italia non erano ancora arrivati, li abbiamo importati direttamente noi. e questi sagomatorini ci hanno permesso di usare delle luci concentrate sui monili” spiega Munaro.

La mostra ha segnato gi un record di affluenza; a tre settimane dall’inaugurazione, sono gi stati venduti oltre 98.700 biglietti, con un’impennata delle richieste nei fine settimana. Per questo da sabato 16 novembre, l’apertura nei weekend e nei giorni festivi stata anticipata alle 9, un’ora prima rispetto all’orario consueto delle 10, fino al 3 maggio 2026.

Piatti Unici, il cibo per sensibilizzare sulle malattie rare

Roma, 19 nov. (askanews) – Unire il tema delle malattie rare e delle disabilit con quello della nutrizione creando un parallelismo tra il cibo, come unione di pi ingredienti, e la cura, come approccio multidisciplinare: questo l’obiettivo del nuovo progetto del Centro di Coordinamento Malattie Rare della Campania con il supporto di UNIAMO, Federazione Italiana Malattie Rare, e realizzato grazie al contributo non condizionante di Chiesi Global Rare Diseases. L’evento ha visto la realizzazione di quattro piatti preparati dallo chef Luca Pappagallo, ciascuno dei quali stato affiancato dall’intervento di un esperto per raccontare, attraverso la preparazione della pietanza, un aspetto cruciale della gestione di queste malattie.

Giuseppe Limongelli, Direttore Centro di Coordinamento Malattie Rare Regione Campania, ha dichiarato: “L’Italia ha uno dei sistemi legislativi pi avanzati. Il nostro ordinamento vanta una legge, la n175 del 2021, una legge quadro sulle malattie rare, abbiamo anche un piano nazionale, il secondo piano nazionale Malattie Rare, abbiamo un CoNaMr, un Comitato Nazionale Malattie Rare, che lavora proprio per attuare il piano, e abbiamo recentemente avuto l’applicazione di nuovi LEA. C’ veramente tanto lavoro da fare, lo stiamo facendo, lo stiamo portando avanti, proprio per cercare di attuare percorsi sempre pi omogenei, ma allo stesso tempo che possano rispondere ai bisogni, anche personalizzati”.

Il progetto si configura come un modo per sensibilizzare su un tema delicato, andando a trattare tutte le sfide e le dinamiche che ruotano attorno sia alla persona con malattia rara, sia alla famiglia che alle reti di supporto.

Annalisa Scopinaro, Presidente UNIAMO (Federazione Italiana Malattie Rare), ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Le associazioni dei pazienti chiedono una presa in carico che sia olistica, cio qualcosa che dalla diagnosi accompagni in un percorso di presa in cura all’interno dei centri ospedalieri e faccia raggiungere pi velocemente terapie con l’aiuto della ricerca. Chiaramente in questo percorso abbiamo delle difficolt che sono, tra le varie, quelle della transizione e della diagnosi che ancora troppo lenta”.

L’esperienza stata immortalata in un mini-documentario e le ricette presentate, insieme a ricette ideate per persone con esigenze nutrizionali specifiche, sono state raccolte in un ricettario speciale. Creato grazie all’aiuto di un nutrizionista, ogni piatto della raccolta ha raccontato un percorso di vita autentico, da cui prende il nome “Piatti unici”, formando cos non solo un ricettario, ma uno spazio di condivisione e rappresentazione, che invita a cucinare con cura, rispetto e creativit.