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Richiamo Mattarella a rispettare Csm, politica d’accordo: abbassare toni

Roma, 18 feb. (askanews) – Una partecipazione “inconsueta” al plenum del Csm per rivolgere un richiamo forte e determinato al rispetto tra le istituzioni e in particolare al rispetto per il Consiglio superiore della magistratura in quanto organo costituzionale. Sono qui per “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, ha scandito il Presidente della Repubblica a Palazzo Bachelet.

Sergio Mattarella, solitamente restìo a intervenire nelle contese politiche delle campagne elettorali, oggi ha compiuto un gesto irrituale che dice quasi di più di tante parole. La decisione di prendere parte al plenum ordinario di oggi è stata comunicata solo poche ore prima e ha spiazzato anche il mondo politico che però ha unanimemente condiviso quel richiamo ad abbassare i toni. A cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che aveva definito “paramafioso” il Consiglio superiore della magistratura e che oggi assicura: “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte – ha detto il ministro – nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”.

I rischi di delegittimazione delle istituzioni che hanno contraddistinto il dibattito politico sul referendum sulla separazione delle carriere preoccupava da giorni il capo dello Stato che finora era rimasto silente e in disparte rispetto al delicato tema della riforma. Non solo l’incalzare degli interventi del Guardasigilli che ha attaccato a più riprese anche l’Anm fino a inviare una richiesta per conoscere i finanziatori della campagna per il No. Iniziativa che le opposizioni hanno definito “liste di proscrizione”. Anche la premier, Giorgia Meloni, è sembrata entrare direttamente nella polemica quando ieri sera ha pubblicato un un video in cui accusava i magistrati “politicizzati” di ostacolare l’azione del suo governo.

“Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – ha spiegato Mattarella -, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”, ha detto ricordando a tutti i protagonisti che certo le istituzioni, tutte, “non sono esenti da difetti” e quindi si possono criticare ma senza trascendere nella delegittimazione. “Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha puntualizzato quasi a sottolineare l’eccezionalità del suo intervento -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Il richiamo sembra aver sortito l’effetto desiderato almeno nelle dichiarazioni di leader ed esponenti politici di maggioranza e opposizione: “l’intervento di Mattarella è di alto valore simbolico”, ha detto Giuseppe Conte “le polemiche, gli attacchi al Csm avevano superato il livello di guardia, e coinvolto anche il ministro Nordio” perciò ora bisogna tutti quanti “abbassare i toni”. “Sono parole, le sue, che vanno ascoltate e per le quali va ringraziato. In particolare per aver ricordato il necessario rispetto reciproco tra le istituzioni per il bene del Paese”, ha detto Elly Schlein.

Apprezzamenti e riconoscimenti all’autorevolezza e saggezza dell’inquilino del Colle arrivano anche dalla maggioranza con Maurizio Lupi, Giorgio Mulè. Alla fine anche Fdi decide di uscire con una nota del capogruppo Galeazzo Bignami: “Come ribadito dal Capo dello Stato l’impegno di tutti deve essere quello di favorire il dialogo tra le Istituzioni sulla base del rispetto reciproco e soprattutto nell’interesse supremo del bene degli italiani. Interesse che, infatti, ci ha guidati nella riforma della giustizia, che a breve sarà valutata dal popolo italiano, e che riteniamo renderà più equa, credibile e libera da condizionamenti la magistratura stessa”.

Richiamo di Mattarella a rispettare il Csm, politica d’accordo: abbassare i toni

Roma, 18 feb. (askanews) – Una partecipazione “inconsueta” al plenum del Csm per rivolgere un richiamo forte e determinato al rispetto tra le istituzioni e in particolare al rispetto per il Consiglio superiore della magistratura in quanto organo costituzionale. Sono qui per “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”, ha scandito il Presidente della Repubblica a Palazzo Bachelet.

Sergio Mattarella, solitamente restìo a intervenire nelle contese politiche delle campagne elettorali, oggi ha compiuto un gesto irrituale che dice quasi di più di tante parole. La decisione di prendere parte al plenum ordinario di oggi è stata comunicata solo poche ore prima e ha spiazzato anche il mondo politico che però ha unanimemente condiviso quel richiamo ad abbassare i toni. A cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che aveva definito “paramafioso” il Consiglio superiore della magistratura e che oggi assicura: “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte – ha detto il ministro – nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”.

I rischi di delegittimazione delle istituzioni che hanno contraddistinto il dibattito politico sul referendum sulla separazione delle carriere preoccupava da giorni il capo dello Stato che finora era rimasto silente e in disparte rispetto al delicato tema della riforma. Non solo l’incalzare degli interventi del Guardasigilli che ha attaccato a più riprese anche l’Anm fino a inviare una richiesta per conoscere i finanziatori della campagna per il No. Iniziativa che le opposizioni hanno definito “liste di proscrizione”. Anche la premier, Giorgia Meloni, è sembrata entrare direttamente nella polemica quando ieri sera ha pubblicato un un video in cui accusava i magistrati “politicizzati” di ostacolare l’azione del suo governo.

“Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica – ha spiegato Mattarella -, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”, ha detto ricordando a tutti i protagonisti che certo le istituzioni, tutte, “non sono esenti da difetti” e quindi si possono criticare ma senza trascendere nella delegittimazione. “Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha puntualizzato quasi a sottolineare l’eccezionalità del suo intervento -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Il richiamo sembra aver sortito l’effetto desiderato almeno nelle dichiarazioni di leader ed esponenti politici di maggioranza e opposizione: “l’intervento di Mattarella è di alto valore simbolico”, ha detto Giuseppe Conte “le polemiche, gli attacchi al Csm avevano superato il livello di guardia, e coinvolto anche il ministro Nordio” perciò ora bisogna tutti quanti “abbassare i toni”. “Sono parole, le sue, che vanno ascoltate e per le quali va ringraziato. In particolare per aver ricordato il necessario rispetto reciproco tra le istituzioni per il bene del Paese”, ha detto Elly Schlein.

Apprezzamenti e riconoscimenti all’autorevolezza e saggezza dell’inquilino del Colle arrivano anche dalla maggioranza con Maurizio Lupi, Giorgio Mulè. Alla fine anche Fdi decide di uscire con una nota del capogruppo Galeazzo Bignami: “Come ribadito dal Capo dello Stato l’impegno di tutti deve essere quello di favorire il dialogo tra le Istituzioni sulla base del rispetto reciproco e soprattutto nell’interesse supremo del bene degli italiani. Interesse che, infatti, ci ha guidati nella riforma della giustizia, che a breve sarà valutata dal popolo italiano, e che riteniamo renderà più equa, credibile e libera da condizionamenti la magistratura stessa”.

Bce smentisce ma FT insiste: "Iniziata la partita" sul dopo Lagarde

Roma, 18 feb. (askanews) – Il Financial Times batte a caldo sulla rinnovata ipotesi di ritiro anticipato di Christine Lagarde dalla presidenza della Bce. “Non è chiaro quando si verificherà”, dice il quotidiano citando una fonte anonima, solo per aggiungere che secondo un’altra fonte “è probabile” che il passo indietro avvenga “in estate”, dato che ora la questione della sua uscita di scena sarebbe “semi ufficiale”.

In ogni caso, ormai per la sua successione “la partita è aperta”, aggiunge il quotidiano citando “un esponente governativo dell’Unione europea”, sempre anonima.

Stamattina la smentita della Bce è arrivata rapidamente, affidata ad una comunicazione di un portavoce: “la presidente Lagarde è totalmente focalizzata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione in merito alla fine del suo mandato”.

Poche ore dopo Piero Cipollone, il componente italiano del Comitato esecutivo della Bce, che si trovata a Roma per perorare la causa dell’euro digitale presso i banchieri riuniti all’Abi, così ha risposto a chi gli chiedeva se fossero vere le indiscrezioni del Ft: “Non ho questa informazione: la presidente ha il pieno controllo della banca e ci guida, come sempre, con la forza e con l’energia necessarie”.

Nelle sue ricostruzioni, il quotidiano sostiene che Lagarde intenderebbe fare il passo indietro in base a motivazioni sostanzialmente politiche: consentire che sia il presidente francese uscente, Emmanuel Macron, a partecipare alla nomina del suo successore, assieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Questo per evitare che la partita venga regolata dal futuro presidente, che in base ai sondaggi circolanti è altamente probabile risultare espressione del Front National, indipendentemente dal fatto che si candidi Marine Le Pen o il suo delfino, Jordan Bardella.

Resta da vedere se queste ricostruzioni si riveleranno fondate. Anche perché muoversi in questo modo, in base a queste logiche, e al tempo stesso ergersi a paladini dell’autonomia delle istituzioni monetarie dalla politica – non solo la Bce, ma tutte, anche la Federal Reserve Usa – potrebbe risultare un gioco di equilibrismo impegnativo anche per una ex atleta di nuoto sincronizzato.

Peraltro precedenti ipotesi di stampa sostenevano che Lagarde avrebbe lasciato anticipatamente o per candidarsi alla presidenza della Repubblica francese, o per rilevare la presidenza del Wef. Di fatto, l’ipotesi di una sua uscita di scena anticipata è abbastanza ricorrente.

Tornando al FT, nel pomeriggio ha rilanciato le sue ricostruzioni riportando che il ministero dell’Economia della Spagna ha affermato con una nota intende “lavorare attivamente per assicurare di mantenere una posizione rilevante e influente” alla Bce. Così come per garantirsi “un ruolo di leadership nelle maggiori istituzioni europee”.

In scadenza c’è la carica di vicepresidente della Bce, occupata dallo spagnolo Luis de Guindos e che andrà al croato Boris Vujcic. In lizza per la presidenza Bce vi sarebbero l’attuale presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, e il suo omologo della Banca centrale olandese, Klaas Knot, assieme ad altri, prevalentemente annoverabili tra i “falchi”. Madrid, sostiene il FT, punterebbe invece a piazzare il suo ex banchiere centrale, Pablo Hernández de Kos.

La decisione su chi nominare a capo dell’istituzione che ha sede a Francoforte spetta fondamentalmente ai governi Ue, previa consultazione del Parlamento europeo e dello stesso direttorio dell’istituzione monetaria. Lagarde, nominata nel 2019, scade a fine ottobre 2027. La presidenza Bce è tra le cariche più rilevanti di tutte quelle comunitarie, si inserisce quindi nell’articolato gioco di trattative diplomatiche tra i Paesi per le diverse posizioni nella Ue.

Giuli a Napoli: prossimo Sannazaro bello come prima, lo Stato è forte

Napoli, 18 feb. (askanews) – “Il prossimo Sannazaro me lo immagino bello come quello che c’è sempre stato dal suo atto di fondazione. Me lo immagino meraviglioso come quello della fine degli Anni Sessanta, quando è stato rigenerato dalle forze vive di questa cultura napoletana, nazionale e italiana. Me lo immagino nella forma di una struttura che comprenda tutti e quando dico tutti intendo dire proprietari, gestori e lo Stato nelle sue varie raffigurazioni”: così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al termine di una riunione in prefettura a Napoli sul Sannazaro, il giorno dopo l’incendio che ha distrutto il teatro.

“Me lo immagino come il frutto di un grande sforzo corale e ho già riscontrato un grande amore e una grande partecipazione da parte di intellettuali e artisti, quelli che abbiamo chiamato le forze vive della Repubblica culturale italiana, affinché nulla vada disperso della memoria storica e tutto ciò che si può fare per recuperare materiali e testimonianze venga messo immediatamente a valore. Ogni sottoscrizione, ogni contributo è ovviamente ben accetto. Lo Stato è forte è sa che può sostenere, dagli enti locali a Roma, tutta la procedura”, ha aggiunto.

Francia, Meloni: sconvolge uccisione Deranque, travolto da clima d’odio

Roma, 18 feb. (askanews) – “L’uccisione del giovane Quentin Deranque in Francia è un fatto che sconvolge e addolora profondamente. La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse nazioni, è una ferita per l’intera Europa. Nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Carolina Kostner: Malinn si rialzerà, la caduta fa parte della vita

Milano, 18 feb. (askanews) – La caduta fa proprio parte dello sport, sicuramente fa parte del pattinaggio e anche parte della vita. Penso che lo sport possa essere visto molto come una metafora della vita: sappiamo tutti che all’Olimpiade può accadere di tutto, che anche quell’emozione lì a volte può sopraffare il migliore. Non è tanto il fatto di cadere, cadiamo tutti prima o poi, non credo ci sia proprio una carriera di uno sportivo che non sia inciampato mai. È come reagisci, come ti rialzi, come ti riprendi e sono sicura che chi ha avuto un momento di difficoltà nel primo non c’è nulla che possa alleggerire la frustrazione e il dolore che sente, ma sono sicura che si rialzeranno e che torneranno più forti di tutto”. Lo ha detto Carolina Kostner, ex grande stella del pattinaggio di figura mondiale, da Casa Italia a Milano.

“Per Malinin – ha aggiunto Kostner parlando del campione americano che a Milano ha pagato una serie sorprendete di cadute – sicuramente è stata tosta. Io mi ricordo, a me il successo più volte e in quei momenti lì, almeno per me, è stato così duro che sarei voluta scomparire proprio dentro al ghiaccio. Come detto, nei momenti della tempesta è molto difficile vedere la luce, vedere il sole, ma sappiamo che nella vita il sole torna, la ruota gira e sono certa che anche lui non toglierà niente… sappiamo tutti che è un atleta fantastico, è un atleta unico e sono certa che si riprenderà”.

Nuova musica per gli U2 ispirata a chi combatte per la libertà

Milano, 18 feb. (askanews) – Prima dell’uscita del nuovo disco della band a fine 2026, l’EP “U2-Days of Ash” è un progetto collaterale comprensivo di cinque nuove canzoni e una poesia – ‘American Obituary’, ‘The Tears Of Things’, ‘Song Of The Future’, ‘Wildpeace’, ‘One Life At A Time’ e ‘Yours Eternally’ (in collaborazione con Ed Sheeran & Taras Topolia). Si tratta di una risposta immediata agli eventi attuali globali e ispirata alle molte persone straordinarie e coraggiose che combattono in prima linea per la libertà. Quattro dei cinque brani parlano di persone – una madre, un padre, una ragazza adolescente – le cui vite sono state brutalmente stroncate. Un soldato che preferirebbe cantare, ma è pronto a morire per la libertà del suo Paese.

“È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro insieme in studio nell’ultimo anno… Le canzoni di Days of Ash sono molto diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro album più avanti nel corso dell’anno. Questi brani dell’EP non potevano aspettare; queste canzoni erano impazienti di essere diffuse al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di lamento. Seguiranno canzoni di festa, ci stiamo lavorando adesso… perché nonostante tutte le cose terribili che vediamo normalizzate ogni giorno sui nostri piccoli schermi, non c’è nulla di normale in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo opporci prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro. E l’uno nell’altro. “Se hai la possibilità di sperare, è un dovere farlo…” è una frase che abbiamo preso in prestito da Lea Ypi. Anche una risata sarebbe gradita. Grazie” dice Bono Vox. “Chi ha bisogno di ascoltare un nostro nuovo disco? Dipende solo dal fatto che stiamo creando musica che riteniamo meriti di essere ascoltata. Credo che queste nuove canzoni siano all’altezza dei nostri lavori migliori. Parliamo molto di quando pubblicare i nuovi brani. Non sempre lo si sa… ma vista la situazione attuale, sembra il momento giusto. Fin dai nostri esordi, quando collaboravamo con Amnesty o Greenpeace, non abbiamo mai esitato a prendere posizione e a volte questo può creare qualche problema, perché c’è sempre una sorta di contraccolpo, ma è una parte importante di ciò che siamo e del motivo per cui esistiamo ancora” aggiunge Larry Mullen Jr. “Sono entusiasta di queste nuove canzoni, mi sembra che arrivino al momento giusto” spiega Adam Clayton “Crediamo in un mondo in cui i confini non vengono cancellati con la forza. In cui la cultura, la lingua e la memoria non vengono messe a tacere dalla paura. In cui la dignità di un popolo non è negoziabile. Questa convinzione non è temporanea. Non è una moda politica. È il terreno su cui poggiamo i piedi. E noi vi stiamo uniti” conclude The Edge. “American Obituary” racconta lo scioccante evento a cui il mondo ha assistito a Minneapolis, Minnesota, il 7 gennaio 2026, quando Renée Nicole Macklin Good, una madre ispirata ad alti ideali di tre figli, è stata uccisa a distanza ravvicinata mentre esercitava il suo diritto di protestare pacificamente, un diritto protetto dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Questa madre disarmata è stata poi descritta come una “terrorista interna” da un governo che non intende ritirare tale definizione, pur sapendo che non è vera. Né intende avviare un’indagine adeguata su quanto accaduto, nell’interesse di tutte le persone coinvolte.

Il titolo “The Tears Of Things” è tratto da un libro del frate francescano Richard Rohr, che attraverso gli scritti dei profeti ebrei esamina come sia possibile vivere con compassione in un’epoca di violenza e disperazione. La canzone immagina una conversazione tra il David di Michelangelo e il suo creatore… in cui il giovane con la fionda e cinque pietre levigate rifiuta l’idea di dover diventare Golia per sconfiggerlo… e si scopre anche che ha le pupille a forma di cuore mezzo millennio prima dell’emoji a forma di cuore, cosa che ancora oggi lascia perplessi i visitatori della Galleria dell’Accademia di Firenze, in Italia.

La protagonista del testo di “Song of the Future” è Sarina. Rende omaggio alla vita della sedicenne Sarina Esmailzadeh, una delle migliaia di studentesse iraniane che nel 2022 sono scese in piazza nell’ambito del movimento “Woman, Life, Freedom”. Queste proteste sono state scatenate dalla morte di Jina Mahsa Amini, una giovane donna curdo-iraniana deceduta a Teheran il 16 settembre dello stesso anno a causa delle ferite riportate in seguito al suo arresto da parte della cosiddetta “polizia morale” per non aver indossato l’hijab secondo gli standard governativi. Sette giorni dopo, Sarina è stata picchiata dalle forze di sicurezza iraniane ed è morta a causa delle ferite riportate, mentre il regime ha affermato che si è suicidata. La canzone mira a catturare lo spirito libero di Sarina, la promessa e la speranza della sua breve vita.

L’EP “Days of Ash” include una lettura di “Wildpeace” – una poesia dell’autore e poeta israeliano Yehuda Amichai – da parte dell’artista nigeriana Adeola delle Les Amazones d’Afrique, con musica degli U2 e di Jacknife Lee.

“One Life At A Time” è stata scritta per Awdah Hathaleen, padre palestinese di tre figli. Attivista non violento e insegnante di inglese, Awdah è stato ucciso nel suo villaggio in Cisgiordania dal colono israeliano Yinon Levi il 28 luglio 2025. Awdah era consulente del documentario vincitore dell’Oscar “No Other Land”, realizzato da palestinesi e israeliani. Al suo funerale, uno dei registi, Basel Adra, ha parlato del massacro del suo amico e dell’esperienza dei palestinesi che vengono cancellati “una vita alla volta”. Gli U2 hanno ripreso questa frase e l’hanno ribaltata per suggerire che una soluzione pacifica sarà raggiunta “una vita alla volta”.

In “Yours Eternally” Bono e The Edge sono affiancati alla voce dal musicista ucraino diventato soldato Taras Topolia e da Ed Sheeran. Nella primavera del 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Bono e The Edge si sono recati a Kiev per suonare in una stazione della metropolitana su invito del presidente Zelensky. Un paio di giorni prima, Ed aveva messo in contatto Taras Topolia e la sua band Antytila, con Bono. Bono, Taras e The Edge si sono incontrati per la prima volta su quella banchina della metropolitana. Da allora sono diventati amici. Taras è l’ispirazione dietro “Yours Eternally”, una canzone scritta sotto forma di lettera di un soldato in servizio attivo con uno spirito audace e vivace che ben si adatta all’Ucraina.

“Yours Eternally” sarà accompagnato anche da un breve documentario di 4 minuti e mezzo diretto dal cineasta e regista ucraino Ilya Mikhaylus, che uscirà martedì 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Girato nel dicembre 2025 mentre Mikhaylus e la sua troupe erano al seguito del Corpo d’Armata Khartiya formato da 40.000 uomini, il filmato cattura la straordinaria vita quotidiana di Alina e dei suoi commilitoni che combattono in prima linea nella guerra.

Mediobanca: titolo in rally (+5,7%) con il delisting

Milano, 18 feb. (askanews) – Seduta sugli scudi per Mediobanca (+5,7% a 19,18 euro) dopo che ieri il cda di Mps (+1,54% a 8,558 euro), che controlla l’86,3% di Piazzetta Cuccia, ha approvato all’unanimità la piena integrazione con l’istituto milanese attraverso la fusione per incorporazione e il conseguente delisting, con Piazzetta Cuccia che dopo 70 anni si appresta così a lasciare Piazza Affari. Un passaggio coerente con il percorso annunciato un anno fa da Siena con l’Ops per sprigionare appieno le sinergie di 700 milioni di euro promesse dall’AD Luigi Lovaglio al mercato.

Gli investitori si stanno posizionando sui titoli della merchant bank in vista di un concambio a premio, un movimento che si era già osservato nelle scorse settimane. L’operazione, hanno commentato gli analisti di Equita, “consentirà di mitigare il rischio di integrazione e rafforzare la struttura di capitale, con un Cet1 superiore al 16,5%”. Dettagli sul concambio e sui tempi del delisting, che ai corsi attuali costerebbe circa 2 miliardi, sono attesi il 27 febbraio quando Lovaglio presenterà il nuovo piano industriale del gruppo Mps.

Alla nuova “Mediobanca Spa” (non quotata e posseduta al 100% da Mps), faranno capo le attività di corporate & investment banking e private banking, a servizio della clientela di fascia alta, e soprattutto la storica quota in Generali, oggi pari al 13,2%.

Milano – Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 18 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 15 argento 8 bronzo 10 totale 33 2 Italia oro 9 argento 4 bronzo 12 totale 25 3 Stati Uniti oro 7 argento 11 bronzo 6 totale 24 4 Francia oro 6 argento 7 bronzo 4 totale 16 5 Svezia oro 6 argento 6 bronzo 3 totale 15 6 Paesi Bassi oro 6 argento 6 bronzo 1 totale 13 7 Germania oro 5 argento 8 bronzo 8 totale 21 8 Austria oro 5 argento 8 bronzo 4 totale 17 9 Giappone oro 5 argento 6 bronzo 12 totale 23 9 Svizzera oro 5 argento 4 bronzo 3 totale 12

TG Poste, una medaglia d’oro in casa Poste Italiane

Roma, 18 feb. (askanews) – Le emozioni olimpiche non finiscono mai. A vent’anni dal trionfo di Torino 2006, l’Italia torna sul gradino più alto del podio nel pattinaggio di velocità: gli azzurri conquistano l’oro nell’inseguimento a squadre maschile, superando gli Stati Uniti. Poco prima della gara, il TG Poste ha raccolto le parole di Linda Bortolotti, dipendente di Poste Italiane e moglie di Andrea Giovannini, tra i protagonisti del terzetto azzurro. La sua emozione contagiosa ha coinvolto anche i colleghi dell’ufficio postale di Pergine Valsugana, in provincia di Trento. Il servizio del TG Poste.

Giuli abbraccia i gestori del Sannazaro: "Gli ho detto che lo Stato c’è"

Napoli, 18 feb. (askanews) – “L’abbraccio ai gestori del teatro Sannazaro? E’ l’abbraccio che lo Stato italiano riserva a chi sta soffrendo fisicamente per una cosa del genere. Ci siamo detti che non è un lutto permanente e che ci siamo”. A dirlo è il ministro Alessandro Giuli, in un punto stampa a Napoli, dopo un vertice in prefettura, il giorno dopo l’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro. úCosì come ha già detto il sindaco così come ha detto il prefetto così come detto già l’assessore alla cultura della regione e tutti i tecnici impegnati. – continua il ministro – Abbiamo dettoáalle persone che piangono questo danno enorme che noi ci siamo e che da questo momento inizia un percorso di rinascita”. “Stiamo facendo una mappatura dello stato di conservazione in questo momento di quel che resta dentro il teatro. – evidenzia il ministro – per qualsiasi valutazione di carattere tecnico credo sia un po’ presto e soprattutto credetemi non è il ministro della Cultura che può avventurarsi in discorsi del genere, ma anche per rispetto di chi sta lavorando in questo preciso momento a far la prima dei danni e a capire in che quali sono le condizioni effettive del teatro” conclude.

Leonardo: accordo con Indra Group nella cyber defence

Milano, 18 feb. (askanews) – Indra Group e Leonardo hanno firmato un Memorandum of Understanding per rafforzare la cooperazione nella cyber defence, con l’obiettivo di identificare ed espandere la loro portata internazionale in Europa, nella Nato e in altri mercati ad alto potenziale. Attraverso questa collaborazione, sottolinea una nota, le due società rafforzeranno le rispettive capacità per spingere sull’innovazione e rinforzare le difese cyber di Istituzioni e infrastrutture critiche, fornendo soluzioni avanzate, addestramento mirato e una risposta coordinata all’aumento di minacce complesse. L’accordo prevede anche la gestione congiunta di servizi di difesa cyber per clienti pubblici e privati.

“In un mondo in cui le minacce digitali evolvono rapidamente e sono sempre più pervasive, e in uno scenario tecnologicamente frammentato, la difesa europea deve innovarsi, anticipare e cooperare”, ha commentato Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo. “Questo accordo conferma l’importanza della cybersecurity come uno dei pilastri del piano industriale di Leonardo, rafforzandone la presenza internazionale anche attraverso alleanze strategiche volte a sviluppare tecnologie avanzate e sovrane sviluppate per proteggere persone, istituzioni e infrastrutture. Mettendo a fattor comune le nostre competenze e le tecnologie proprietarie in ambito Cyber & Resilience, Secure Digital & Cloud e Mission Critical Communications puntiamo a trasformare l’innovazione tecnologica in valore concreto per le nostre nazioni”.

Il presidente di Indra, Ángel Escribano, ha ricordato che accordi come quello appena sottoscritto, “regolano e accelerano la cooperazione industriale europea grazie a una governance chiara che facilita le offerte congiunte e l’esecuzione rigorosa dei progetti. Il nostro ruolo di azienda pionieristica ci consentirà di attivare catene del valore basate su capacità sovrane, aperte e interoperabili per l’Europa e la Nato, garantendo che competenze strategiche e tecnologie proprietarie rimangano sotto il controllo dell’Ue. Grazie a centri operativi interconnessi, alla condivisione avanzata di informazioni sulle minacce e ad ambienti di formazione sulla difesa cyber, possiamo trasformare la collaborazione in autonomia strategica e in efficace deterrenza”.

“Questa partnership – ha sottolineato José Vicente de los Mozos, Ceo di Indra Group – ci consentirà di accelerare la nostra innovazione e lanciare sul mercato soluzioni che rafforzano la resilienza digitale di sistemi e operazioni, ampliando la nostra portata e il nostro impatto sulla protezione delle infrastrutture e dei servizi essenziali. Si tratta di un passo decisivo verso il consolidamento della leadership europea nella difesa cyber e della sua proiezione in altri paesi, fornendo all’Europa e ai suoi alleati una risposta solida alle sfide poste dal cyberspazio”.

Calcio, sollievo Bremer, nessuna lesione

Roma, 18 feb. (askanews) – La Juventus e Gleison Bremer possono tirare un sospiro di sollievo. Gli esiti degli esami cui si è sottoposto il giocatore al J Medical hanno dato esito negativo. Il brasiliano, quindi, non si è procurato nessuna lesione e verrà monitorato quotidianamente dallo staff medico bianconero. Anche per Jonathan David, il quale è stato costretto al forfait nella gara di Champions League contro il Galatasaray per un fastidio all’inguine, sono arrivate buone notizie: non sono stati riscontrati guai seri, il canadese ha lavorato a parte e le sue condizioni saranno valutate giorno per giorno alla Continassa. Il prossimo impegno della squadra di Spalletti sarà sabato alle 15, allo Stadium arriverà il Como di Fabregas in una sfida fondamentale nella corsa al quarto posto che vale l’accesso in Champions.

Napoli, il team di esperti dice no a un nuovo trapianto per il bimbo

Napoli, 18 feb. (askanews) – L’Azienda Ospedaliera dei Colli rende noto che si è concluso il consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico. “Un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. – si legge in una nota dell’ospedale – Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. La Direzione Strategica ha provveduto ad informare il Centro Nazionale Trapianti ed esprime la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile”.

Formula1, Hamilton: "Da tempo non mi sentivo così bene"

Roma, 18 feb. (askanews) – “Arrivare alla Ferrari è stata una sfida lo scorso anno che min sono goduto. Ora ho una stagione di esperienza alle spalle, conosco meglio l’ambiente”. Così Lewis Hamilton durante i test di Sakhir. “Sembro più ottimista di quanto visto negli ultimi 5 anni? Cerco sempre di entrare in una stagione con fiducia. Però, devi anche affrontare tante sfide diverse lungo il cammino e per me senza dubbio c’è stato parecchio da digerire. Ho dovuto lasciarmi tutto quello che è successo l’anno scorso alle spalle, ho cercato di fare in modo di arrivare a questo punto sentendomi meglio e a livello personale, mi sento meglio di quanto mi fosse sentito da molto tempo in questa parte”.

L.elettorale, Casellati: ad oggi nè modelli vincolanti nè pregiudiziali

Roma, 18 feb. (askanews) – La riforma del premierato “non contiene l’individuazione e quindi la scelta di un determinato modello” di legge elettorale ma “per contro si limita a prescrivere che la legge elettorale garantisca rappresentatività politica e governabilità”. Lo ha detto la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati, rispondendo, durante il question time alla Camera, a un’interrogazione sulla modifica della legge elettorale.

“Le soluzioni tecniche coerenti con questi principi sono molteplici, nell’ambito dei diversi sistemi elettorali: non esistono, ad oggi, modelli vincolanti né pregiudiziali da parte del Governo. Si aprirà un dialogo, che ci auguriamo proficuo, fra tutte le forze politiche, tenendo conto delle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza costituzionale” ha aggiunto. Quanto ai tempi, ha spiegato, “come ho sempre affermato, il profilo della legge elettorale potrà essere definito compiutamente solo una volta che sarà consolidata la struttura della riforma costituzionale, cioè all’esito almeno della prima deliberazione delle Camere”.

“L’interrogante allude anche alla possibile revisione della legislazione elettorale ‘a Costituzione invariata’; tema che ciclicamente ritorna all’attenzione del dibattito politico di maggioranza e di opposizione, ma che a oggi non risulta essersi strutturato in tavoli tecnici e in istruttorie formali, né tantomeno in precise proposte normative su cui avviare l’esame” ha concluso.

Crovalimab, terapia per Emoglobinuria parossistica notturna

Milano, 18 feb. (askanews) – Presentata a Milano nel corso di una conferenza stampa, arriva una nuova opportunità terapeutica per le persone con emoglobinuria parossistica notturna, o EPN. AIFA ha approvato in prima linea Crovalimab, anticorpo monoclonale sviluppato da Roche, somministrabile sottocute ogni quattro settimane.

L’EPN è una malattia rara e cronica del sangue, causata da una mutazione che rende i globuli rossi vulnerabili alla distruzione, con conseguenze come anemia, stanchezza marcata e un aumento del rischio di trombosi. In Italia si stimano circa mille persone affette. Ne ha parlato la dottoressa Valentina Giai, Medico Ematologo presso la SC Ematologia – AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – PO Molinette:

“Circa quasi vent’anni fa, c’è stato l’avvento dei primi farmaci anticomplemento e negli ultimi anni si sono studiati nuovi farmaci che stanno uscendo adesso in commercio. Uno di questi è il Crovalimab, un anticorpo monoclonale contro il C5, cioè una proteina del complemento che scatena questa distruzione dei globuli rossi. La grande innovazione del Crovalimab è il fatto che venga somministrato per via sottocutanea, diversamente dai suoi predecessori che sono somministrati invece per via endovenosa”.

Oggi, grazie a Crovalimab di Roche, è possibile ridurre il carico terapeutico attraverso una somministrazione mensile anche a domicilio, con un impatto positivo sulla qualità di vita dei pazienti.

Il farmaco agisce bloccando in modo mirato la proteina C5 del complemento, garantendo un’inibizione rapida e duratura della malattia. Per chi convive con l’EPN, l’innovazione terapeutica significa più autonomia, meno accessi in ospedale e una migliore esperienza di cura. Ha parlato in merito Annalisa Lazzini, Presidente di AIEPN – Associazione Italiana Emoglobinuria Parossistica Notturna:

“Per noi la cosa più importante è la sicurezza e, soprattutto, la qualità della vita. La qualità che anche grazie ai farmaci di nuova generazione come, ad esempio, quello di cui stiamo parlando, quindi un’iniezione sottocutanea mensile, può consentire ai pazienti di poter avere una maggiore qualità di vita e ovviamente cercare di azzerare, quanto più possibile, uno dei principali sintomi che resta la fatigue”.

La collaborazione tra associazioni di pazienti, clinici, istituzioni e Roche è fondamentale per offrire risposte concrete e sostenibili ai bisogni delle persone con EPN.

In Francia 11 arresti per l’uccisione di Quentin Deranque

Roma, 18 feb. (askanews) – Sono undici gli arrestati in seguito all’uccisione a Lione del giovane attivista nazionalista francese Quentin Deranque. Oggi, riferiscono i media francesi, la polizia ha preso in custodia un uomo, considerato uno dei principali sospettati, e la sua compagna.

Tra i fermati, ci sarebbero, rivela l’emittente francese BFMTV, anche due donne arrestate in quanto sospettate di aver fornito ai principali sospettati un alloggio o un luogo di rifugio.Nel frattempo, mentre la portavoce del governo francese Maud Bregeon chiede a LFI di escludere “almeno temporaneamente” Raphael Arnault dal suo gruppo all’Assemblea nazionale, il quotidiano francese Le Monde riporta che questa mattina la sede centrale dell’LFI a Parigi è stata brevemente “evacuata in seguito a un allarme bomba”, allarme poi in seguito rientrato.

Milano-Cortina, Barp e Pellegrino, le medaglie sono 25

Roma, 18 feb. (askanews) – È arrivata dallo sci di fondo la 25ª medaglia (nove ori, quattro argenti e 12 bronzi) dell’Italia Team ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Sul tracciato di Lago di Tesero (Val di Fiemme), a tre giorni di distanza dal terzo posto ottenuto nella staffetta 4×7.5 km (TC/TL), la coppia composta (in ordine di apparizione) da Elia Barp e Federico Pellegrino ha agguantato un altro bronzo nella team sprint in tecnica libera, specialità introdotta ufficialmente nel programma a cinque cerchi soltanto a partire da Torino 2006 ed in cui il nostro Paese mai era ancora riuscito a salire sul podio sia in ambito maschile sia in quello femminile.

Seconda gioia a squadre di questa rassegna in casa per Barp e Pellegrino, uno dei due alfieri azzurri alla Cerimonia d’Apertura allo Stadio San Siro ed al via in quella che rappresenta la quarta ed ultima Olimpiade in carriera. La leggenda di Nus ha quindi messo la firma sul poker di medaglie a livello olimpico, lui che si è presentato a Milano Cortina 2026 già con al collo il doppio argento individuale centrato rispettivamente a Pyeongchang 2018 (sprint TC) e Pechino 2022 (sprint TL).

Il collaudato binomio tricolore, presentatosi a questa gara forte di due secondi posti stagionali conquistati nelle tappe svizzere di Coppa del Mondo tenutesi tra Davos (12 dicembre 2025) e Goms (23 gennaio 2026), ha mostrato immediatamente l’ottima confidenza con il percorso dolomitico, mettendo a referto il terzo miglior tempo nelle qualificazioni (5’49″10) ed assicurandosi senza patemi un pass per la finalissima a 15.

Si è deciso tutto all’interno di un’avvincente sesta ed ultima frazione, al termine della quale ad alzare le braccia al cielo è stata l’imbattibile Norvegia di Einar Hedegart e Johannes Hoesflot Klaebo (oro in 18’28″9), che ha preceduto alla linea di arrivo gli Stati Uniti di Ben Ogden e Gus Schumacher (argento con +1″4) e l’Italia (terza con +3″3). Commovente prestazione per Pellegrino che, fino agli ultimi metri del rettilineo finale, ha provato a insidiare senza successo la piazza d’onore occupata dal tandem a stelle e strisce, per poi proteggere la top-3 azzurra con le unghie e con i denti dal pericoloso attacco portato dalla Svizzera di Janik Riebli e Valerio Grond (quarta con +4″3).

Referendum, Nordio: condivido le parole di Mattarella, faremo la nostra parte

Roma, 18 feb. (askanews) – “Apprezziamo e condividiamo totalmente l’esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l’esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi. Faremo la nostra parte nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni”. Così afferma in una nota il ministro della giustizia, Carlo Nordio, in merito all’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Consiglio superiore della magistratura.

Beer&Food, la birra si reinventa tra zero alcol e mixology

Rimini, 18 feb. (askanews) – Beer&Food Attraction chiude con un più sette per cento di visitatori e un dato che racconta come stanno andando i consumi “fuori casa”: gli acquisti di birre analcoliche sono quasi raddoppiati, passando da ventotto a quarantanove milioni. Un quarto della Generazione Z sceglie ormai sistematicamente il senza alcol. Per le aziende del comparto, è il segmento che cresce di più.

“Il mondo dell’analcolico – spiega Riccardo Piazzolla, Direttore Trade Marketing Birra Peroni – è per noi estremamente importante, direi strategico. Per quanto sia ancora relativamente piccolo, sta crescendo tanto. Negli ultimi cinque anni è stato il segmento che più degli altri ha portato crescita al mondo birra”.

L’altra grande protagonista di questa edizione è la mixology, con un’area espositiva cresciuta del trentanove per cento. La birra esce dal bicchiere ed entra nei cocktail. “Siamo in una piena cocktail revolution – dice Patrick Pistolesi, fondatore Drink Kong Roma – in questo momento e mescolare la birra con altri prodotti, secondo me è un valore aggiunto per il made in Italy e per quello che facciamo noi”.

E poi c’è lo sport. Il mondo della birra cerca nuove occasioni di consumo e le partnership sportive diventano un veicolo per parlare anche di prodotto analcolico. “Peroni Nastro Azzurro e Peroni Nastro Azzurro 0.0 nel corso del 2026 saranno al centro della stagione sportiva grazie alle nostre sponsorizzazioni – ricorda Viviana Manera, Direttrice Marketing Birra Peroni – abbiamo appena iniziato con il Sei Nazioni, poi continueremo a maggio con gli Internazionali BNL d’Italia e ovviamente l’evento più importante sarà in occasione del Gran Premio di Monza a settembre. L’anno scorso abbiamo permesso a più di 20.000 tifosi di incontrare i piloti di Scuderia Ferrari HP a Palazzo Reale e anche per il 2026 avremo tutta una serie di sorprese dedicate ai tifosi durante tutto l’anno”.

A Rimini è passato anche il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, che ha visitato gli stand ribadendo l’importanza del canale Ho.Re.Ca. e della valorizzazione delle filiere. Per Birra Peroni, che quest’anno compie centottanta anni, la Fiera ha voluto un riconoscimento: una targa celebrativa consegnata da Italian Exhibition Group. Centottanta anni di storia e un mercato che chiede di essere letto con occhi nuovi.

Chiusi in due giorni i colloqui "difficili ma professionali" sull’Ucraina

Roma, 18 feb. (askanews) – Il nuovo round negoziale tra Russia e Ucraina, con la mediazione dell’amministrazione Trump si è concluso bruscamente oggi a Ginevra dopo due giorni di colloqui definiti “difficili ma professionali”. Così li ha definiti Vladimir Medinsky, tornato a capo della delegazione russa in seguito a una sessione guidata dal numero uno dell’intelligence militare russa Igor Kostjukov. Alcune fonti hanno citato progressi, senza fornire dettagli concreti, e nessuno ha parlato di scontro al tavolo, malgrado la sessione odierna sia terminata in circa due ore e la delegazione russa dopo brevi dichiarazioni abbia lasciato l’hotel Intercontinental per l’aeroporto.

L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha scritto su X che sono stati compiuti “progressi significativi” e che le parti hanno concordato di aggiornare i rispettivi leader e continuare a lavorare verso un accordo. Anche da parte ucraina si è parlato di “progressi”, sottolineando che al momento non possono essere resi pubblici dettagli.

Le prospettive di un’intesa restano a dir poco incerte. Il Cremlino è fermo alle sue richieste massimaliste, compresa la cessione da parte di Kiev dell’ultima parte del Donbass ancora controllato dagli ucraini. Lo stesso ritorno di Medinsky, propagandista di posizioni ultraconservatrici, ha alimentato dubbi sulla possibilità di un compromesso.

La delegazione russa comprendeva anche il capo dell’intelligence militare (GRU) Kostyukov – che la volta scorsa era capodelegazione – e l’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev. Per l’Ucraina hanno partecipato, tra gli altri, il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale Rustem Umerov e il capo dell’Ufficio presidenziale, Kyrylo Budanov. A rappresentare gli Stati Uniti invece Jared Kushner, genero di Trump, impegnato insieme a Witkoff in uno sforzo diplomatico più ampio che include colloqui paralleli con l’Iran.

Il presidente Trump, che da oltre un anno spinge per una rapida conclusione del conflitto, ha ribadito prima dei colloqui che raggiungere un accordo potrebbe essere “molto facile” e ha sollecitato l’Ucraina ad accelerare i negoziati.Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che gli emissari statunitensi ritengono Mosca sinceramente interessata a porre fine alla guerra, ma ha messo in guardia contro pressioni riguardo un’intesa che l’opinione pubblica ucraina considererebbe inaccettabile. Zelensky ha respinto l’idea di cedere territori: una simile decisione non verrebbe perdonata dagli ucraini, ha detto. Il leader ucraino ha di nuovo evocato la possibilità di un incontro diretto con Putin per sbloccare l’impasse.

Secondo fonti citate da Axios, le posizioni espresse dalla delegazione russa avrebbero contribuito a un sostanziale stallo del gruppo politico a Ginevra. La rinnovata nomina di Medinsky segue all’attentato a Mosca contro il vice di Kostjukov, il generale Vladimir Alekseyev gravemente ferito da colpi di arma da fuoco il 6 febbraio. Secondo Medinsky ci sarà a breve un nuovo incontro ma per ora non sono state ipotizzate date concrete.

Iran, Axios: l’amministrazione Trump potrebbe iniziare molto presto una guerra su larga scala

Roma, 18 feb. (askanews) – “L’amministrazione Trump è più vicina a una guerra su larga scala in Medio Oriente di quanto la maggior parte degli americani creda”. Un conflitto che “potrebbe iniziare molto presto”, afferma il sito americano Axios all’indomani del secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, citando fonti secondo cui si tratterebbe di “una campagna congiunta Usa-Israele di portata molto più ampia rispetto alla guerra di 12 giorni” dello scorso giugno, che potrebbe durare “settimane”.

Axios ricorda che le forze militari inviate dall’amministrazione Trump nella regione comprendono ora “due portaerei, una decina di navi da guerra, centinaia di caccia e molteplici sistemi di difesa aerea”, precisando che “solo nelle ultime 24 ore, altri 50 aerei da combattimento, F-35, F-22 e F-16, si sono diretti nella regione”. Un rafforzamento della pressione militare associata alle dichiarazioni del presidente che “rendono difficile per Trump fare marcia indietro senza importanti concessioni da parte dell’Iran sul suo programma nucleare”.

Due funzionari israeliani hanno detto ad Axios che il governo israeliano “si sta preparando a uno scenario di guerra entro pochi giorni”. Alcune fonti americane hanno affermato che gli Stati Uniti potrebbero aver bisogno di più tempo, ma altre sostengono che i tempi potrebbero essere più brevi. “Il capo si sta stufando. Alcune persone intorno a lui lo mettono in guardia dal dichiarare guerra all’Iran, ma credo che ci sia il 90% di possibilità di assistere a un’azione concreta nelle prossime settimane”, ha detto un consigliere di Trump.

Al termine dei colloqui tenuti ieri a Ginevra da Usa e Iran, le due parti hanno riferito di “progressi”, con i funzionari americani che hanno fatto sapere che “l’Iran deve presentare una proposta dettagliata entro due settimane”. Axios ricorda che lo scorso 19 giugno la Casa Bianca fissò una finestra di due settimane per decidere tra ulteriori colloqui o attacchi e tre giorni dopo lanciò l’Operazione Midnight Hammer. “Non ci sono prove che una svolta diplomatica con l’Iran sia all’orizzonte. Ma ci sono sempre più prove che una guerra sia imminente”, ha concluso Axios.

Milano-Cortina, bronzo all’Italia nello sci di fondo sprint a squadre uomini

Milano, 18 feb. (askanews) – L’Italia ha vinto in Val di Fiemme la medaglia di bronzo olimpica nello sci di fondo sprint tecnica libera a squadre uomini. La coppia formata da Federico Pellegrino, alla sua seconda medaglia ai Giochi di Milano Cortina, e Elia Barp, ha tagliato il traguardo con un ritardo di 3,3 secondi sul tempo di 18:28.9 fatto registrare dai norvegesi Einar Hedegart e Johannes Hoesflot Klaebo. Seconda la coppia statunitense formata da Ben Ogden e Gus Schumacher. Si tratta della venticinquesima medaglia per l’Italia e della trentaduesima per la Norvegia, rispettivamente seconda e prima nel medagliere.

Milano-Cortina, bronzo all’Italia nello sci di fondo sprint a squadre uomini

Milano, 18 feb. (askanews) – L’Italia ha vinto in Val di Fiemme la medaglia di bronzo olimpica nello sci di fondo sprint tecnica libera a squadre uomini. La coppia formata da Federico Pellegrino, alla sua seconda medaglia ai Giochi di Milano Cortina, e Elia Barp, ha tagliato il traguardo con un ritardo di 3,3 secondi sul tempo di 18:28.9 fatto registrare dai norvegesi Einar Hedegart e Johannes Hoesflot Klaebo. Seconda la coppia statunitense formata da Ben Ogden e Gus Schumacher. Si tratta della venticinquesima medaglia per l’Italia e della trentaduesima per la Norvegia, rispettivamente seconda e prima nel medagliere.

Referendum, Conte: Meloni preoccupata attacca la magistratura

Roma, 18 feb. (askanews) – “È molto facile attaccare la magistratura. Adesso, peraltro, hanno letto anche i sondaggi, hanno fatto riunioni, hanno detto, insomma, sono fortemente preoccupati”. Così Giuseppe Conte ha risposto a una domanda sulle dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a proposito dei “magistrati politicizzati”.

“Leggiamo – ha proseguito il leader del Movimento 5 stelle, parlando con i cronisti all’uscita dalla sala capitolare del Senato in piazza della Minerva, al termine della presentazione del libro ‘Uno strano dono’ del giornalista Rai Nico Piro – che addirittura si son passati la parola d’ordine di depoliticizzare un referendum che mi sembra essenzialmente politico, visto che non ha nulla di tecnico: perché non accelera certo i processi, non ci sono investimenti per migliorare il servizio giustizia. C’è solo la volontà politica di separare i pubblici ministeri, lo sono già di fatto, ma separarli ancor più, allontanarli dal corpo dei giudici, con tutte le conseguenze che io sto sottolineando, perché la prospettiva è che la casta dei politici non deve essere toccata. I comuni cittadini invece tranquillamente possono subire inasprimenti di pene, nuove fattispecie di reato, ma i colletti bianchi e la classe politica invece è assolutamente impunita e tutelata – ha concluso Conte – dalle inchieste dei pubblici ministeri”.

Csm, Conte: intervento Mattarella di alto valore, abbassiamo i toni

Roma, 18 feb. (askanews) – La presenza del presidente della Repubblica al plenum del Csm è “di alto valore simbolico” e “segnala un forte rigore istituzionale, come ha detto Mattarella è la prima volta in 11 anni che presiede i lavori ordinari del Consiglio Superiore della Magistratura”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, commentando le parole del capo dello Stato al termine di un evento al Senato.

“Le polemiche, gli attacchi al Csm – ha detto l’ex premier ai cronisti – avevano superato il livello di guardia, addirittura avevano coinvolto anche il ministro Nordio, ministro di giustizia, lo ricordiamo, e quindi oggi c’è un invito da parte del presidente Mattarella a rispettare l’autogoverno della magistratura e a rispettare un invito a tutte le istituzioni per abbassare i toni”.

“Io – ha osservato il leader M5S – sto vedendo che negli ultimi giorni si sono alzati molto i toni. Infatti anche ieri avevo invitato tutti ad affrontare questo referendum con serenità, esponiamo le ragioni, noi del no, chi espone le ragioni del sì lo faccia con tranquillità. Vedo tanta agitazione, dobbiamo mantenerci lucidi e soprattutto pensare a informare i cittadini”, ha concluso Conte.

Ex Ilva, Fim: subito incontro, da Confindustria logica speculativa

Roma, 18 feb. (askanews) – Sull’ex Ilva “stiamo chiedendo da tempo la convocazione di un tavolo a Palazzo Chigi”, un confronto da mettere in agenda “al più presto” per valutare l’assetto futuro di questo “importante gruppo industriale”, dove “la maggior parte del capitale è in mano e deve rimanere in mano allo Stato per poi costruire le reti di alleanza con società e industrie private o partecipate”. Lo ha detto il leader della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, nel corso della presentazione di un report sulla crisi del settore metalmeccanico.

“Pensiamo che bisogna riprendere la produzione come previsto nel piano di ripartenza e affiancare il piano di decarbonizzazione mantenendo l’obiettivo degli 8 milioni di tonnellate, quindi 6 milioni di tonnellate per quanto riguarda le verticalizzazioni sullo stabilimento di Taranto e 2 sugli stabilimenti dell’area Nord – ha affermato – si deve parlare di forni elettrici da introdurre in un processo che deve avere una durata sostenibile sul piano sociale. Abbiamo già detto che se questo non avverrà ci autoconvocheremo con il coordinamento del settore della siderurgia davanti a Palazzo Chigi. Nel frattempo abbiamo riscontrato un’azione che condanniamo di Confindustria di Genova e di Alessandria, che di fatto invitano il Governo a prendere in esame un’operazione di spezzatino che noi abbiamo sempre contrastato e che contrasta anche con le posizioni che il Governo ha sempre espresso. La stessa trattativa in corso non parla di spezzatini”.

Uliano ha aggiunto che “quella di Confindustria è una logica tutta speculativa sulle aree, dimenticando che c’è un accordo di programma fatto con il sindacato che non può essere disatteso. Non è roba loro, ma è proprietà innanzitutto dei lavoratori che hanno contribuito a questo importante gruppo. Per questo ribadiamo ancora con più forza la necessità di un confronto a Palazzo Chigi per evitare che queste situazioni di sciacallaggio, come le abbiamo definite, vengano avanti e prendano prendano voce”.

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Mattarella presiede a sorpresa Csm: serve rispetto tra istituzioni

Roma, 18 feb. (askanews) – “Più che nella funzione di Presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole” tra le istituzioni “in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”. Un richiamo forte quello di Sergio Mattarella che decide a sorpresa in mattinata di presiedere il plenum del Csm anche se si tratta di una riunione ordinaria.

L’escalation dei toni della contesa politica in vista del referendum sulla separazione delle carriere preoccupa il capo dello Stato che finora era rimasto silente e in disparte rispetto al delicato tema della riforma. Dopo le parole pronunciate dal ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha definito “paramafioso” il Consiglio superiore della magistratura (seguite alle uscite ritenute altrettanto inopportune di alcuni magistrati contro i sostenitori del Sì, come Gratteri) e dal quale il vicepresidente Pinelli si è subito dissociato a difesa dell’organismo che guida, è arrivato in serata l’intervento della stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha accusato i magistrati “politicizzati” di ostacolare l’azione del suo governo.

Un clima sempre più teso che evidentemente ha spinto il Presidente della Repubblica a compiere un gesto fuori programma questa mattina: “sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ammette aprendo la riunione del plenum -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura. Soprattutto, la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”.

Un istituzione che secondo il capo dello Stato deve restare “estranea a temi o controversie di natura politica” come invece sta accadendo in questa accesa campagna referendaria. Mattarella riconosce ovviamente che anche il Csm non è esente “da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto – aggiunge subito dopo -, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all’attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario” ma questo non può travalicare, a suo avviso, il rispetto vicendevole che è richiesto tra le istituzioni.

Cinema, Antonia Liskova regista: si gira "Il mio nemico immaginario"

Roma, 18 feb. (askanews) – Sono iniziate questa settimana le riprese del film “Il mio nemico immaginario”, che segna il debutto alla regia dell’attrice Antonia Liskova, da una sceneggiatura di Antonia Liskova, Simone Poggi e Andrea Cedrola.

Il film, prodotto da Minerva Pictures, Colangelo Management con Rai Cinema, verrà girato interamente nel Lazio e le riprese avranno una durata di sei settimane.

“Il mio nemico immaginario” è un racconto di formazione sospeso tra sogno e realtà che esplora, con delicatezza e ironia, le dinamiche familiari e il bisogno di immaginazione come strumento di equilibrio emotivo.

Nel cast ci sono Fabio Volo, Giulia Bevilacqua, Loretta Goggi, Elena Sophia Senise, Pietro Serpi, Christian Roberto, Irene Provenzi, Alessandro Piccolo, Luigi Diberti.

Racconterà di Emma, nove anni, una bambina curiosa e fantasiosa, innamorata degli unicorni, delle astronavi e degli alberi di Natale. Vive in una famiglia fuori dagli schemi: la madre Sara, appassionata di gastronomia molecolare; la brillante nonna Loredana; e il padre Leo, severo insegnante di scienze, sempre più preoccupato per il mondo immaginifico in cui la figlia sembra rifugiarsi. Mentre i genitori sono vicini alla separazione e faticano a comprenderla, Emma trova conforto in Mojito, il suo amico immaginario, che la aiuta ad affrontare una realtà emotivamente instabile. In parallelo, nella vita di Leo riemerge Bob, il suo amico immaginario d’infanzia, tornato per riallacciare un legame prima di scomparire per sempre.

Believe annuncia il rinnovo dell’accordo con Ultimo

Milano, 18 feb. (askanews) – Believe annuncia con grande soddisfazione il rinnovo dell’accordo con Ultimo e con tutto il suo team per la distribuzione digitale della sua musica e delle sue creazioni. Quello tra l’artista multiplatino e Believe è un viaggio in comune non banale, in quanto inizia fin dagli esordi assoluti del cantautore romano per poi strutturarsi e rafforzarsi ulteriormente con la nascita di Ultimo Records nel 2020. Un percorso che non solo ha portato soddisfazioni eccezionali a livello di riscontri numerici (ad oggi 85 Dischi di Platino e 18 Dischi d’Oro), ma che soprattutto è da sempre improntato su una reciproca fiducia e su una profonda condivisione di quanto sia importante il valore dell’indipendenza artistica e creativa.

Approccio che evidentemente può fare la differenza: lo dimostrano i fatti, i traguardi raggiunti finora e anche quelli in arrivo, come l’eccezionale evento live “Ultimo 2026 – La favola per sempre”, previsto il prossimo 4 luglio a Roma, a Tor Vergata, in grado di mandare sold out in sole 3 ore tutti i 250.000 biglietti messi in vendita. Un’ennesima conferma dell’incredibile rapporto di Ultimo coi suoi fan e del suo essere una figura veramente unica e speciale nel panorama della musica italiana.

Believe è felice di essere al suo fianco con convinzione ed entusiasmo sin dagli inizi, così come lo sarà negli anni a venire.

Sanremo, le Bambole di Pezza portano la sorellanza all’Ariston

Milano, 18 feb. (askanews) – Le Bambole di Pezza col brano Resta con me partecipano tra i Big al Festival di Sanremo 2026, e all’Ariston il rock italiano ritrova una voce collettiva e per la prima volta tutta al femminile.

“Sanremo per noi è una possibilità bellissima di portare il nostro messaggio a più persone. E’ qualcosa che, anche se molti magari non si aspettavano che avremmo fatto, qualcosa che crediamo che essere molto bello e importante. Per me Sanremo è una cosa molto bella perché la prima volta che ho visto una donna su palco è ho detto che potevo farlo anche io. E’ la prima volta che una rock band tutta femminile si fa questo e può diventare un esempio. Va sottolineato che non è mai salita una band di sole donne su quel palco, quindi sentiamo la responsabilità di questa prima volta, speriamo che sia di esempio per tutte, che sia un esempio di donne forti. Le bambole di pezza si contraddistinguono proprio per il rock addosso, vissuto, sudato, sofferto e veramente autentico”.

“Resta con me” non è una canzone d’amore. E’ un invito umano alla presenza, alla connessione, all’unione. Una power ballad che tiene insieme forza e fragilità, usando la vocazione rock come linguaggio di verità.

“Siamo molto contente di poterlo portare perché appunto parla di quanto sia importante restare uniti in momenti difficili. Il messaggio è proprio, restiamo insieme, restiamo uniti con le persone accanto a noi, con le persone che amiamo, con gli amici, con i familiari e anche come popolo, come collettività. Restiamo uniti tra di noi perché l’unione e il volersi bene, l’amore può essere veramente la rivoluzione, lo stare uniti può essere la rivoluzione. E un tema fondamentale contenuto anche in questa canzone è il concetto di sorellanza, perché dice proprio restiamo assieme. Ci siamo rese conto anche proprio arrivando a questo obiettivo come stando assieme affrontando i momenti di difficoltà unite si possano raggiungere degli obiettivi così importanti. Speriamo che questo sia anche l’ispirazione fra delle persone magari che stanno lavorando un progetto assieme e si sentono in difficoltà. Ecco, vi assicuriamo che stando assieme, unendosi, si possono raggiungere gli obiettivi più importanti. E perché no? Anche un’ispirazione per le bambine che vogliono finalmente imbracciare uno strumento e iniziare un percorso come il nostro”.

Le Bambole di Pezza annunciano il nuovo “Club Tour 2026”. La band torna a esibirsi nei club, privilegiando spazi che esaltano l’energia e la dimensione diretta del concerto. La grinta dei loro live è infatti un marchio di fabbrica.

Le Bambole di Pezza hanno costruito il proprio successo soprattutto dal vivo, con centinaia di concerti in Italia e all’estero, partecipazioni ai principali festival e aperture a grandi nomi della scena rock internazionale come Ska-P, Def Leppard, M tley Cr e, Sex Pistols ed Editors. I loro live sono sempre caratterizzati da un forte impatto sonoro e da un rapporto viscerale con il pubblico.

Assegno unico, Inps: nel 2025 erogati 19,7 miliardi

Roma, 18 feb. (askanews) – Nel 2025 sono stati erogati alle famiglie assegni per 19,7 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,9 miliardi del 2024. Sono i dati contenuti nell’aggiornamento dell’Osservatorio statistico sull’assegno unico universale.

Sono 6.305.023 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno nel 2025, per un totale di 9.976.274 figli: l’importo medio per figlio a dicembre 2025, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 174 euro, e va da circa 58 euro per chi non presenta Isee o supera la soglia massima (che per il 2025 è pari a 45.939,56 euro), a 224 euro per la classe di Isee minima (17.227,33 euro per il 2025).

Sanremo, Mara Sattei: “Il festival è un traguardo importantissimo”

Milano, 18 feb. (askanews) – Mara Sattei è in gara con “Le cose che non sai di me” alla 76 edizione del Festival di Sanremo, che si inserisce in un momento di forte definizione del suo percorso artistico, confermandola come una delle cantautrici più riconoscibili e trasversali della scena musicale italiana contemporanea. Per lei la seconda volta sul palco dell’Ariston.

“Sanremo per me significa tanti ricordi, perché lo guardavo sempre con la mia famiglia. Poi è un traguardo importantissimo per un artista, per una cantante, veramente io ancora non realizzo del tutto, perchè comunque Sanremo a un’importanza veramente unica”.

Il suo brano “Le cose che non sai di me” è un progetto intimo e stratificato, che mette al centro il tempo come spazio emotivo, scelta quotidiana, atto di presenza. Un tempo che non va rincorso né riempito a forza, ma ascoltato, abitato, lasciato accadere. Un tempo che diventa materia narrativa e sonora, capace di dare valore anche alle pause, ai silenzi, alle cose che restano quando tutto si ferma.

“Il brano di Sanremo parla dell’inizio della mia storia d’amore, è un brano che ho voluto dedicare al mio compagno e futuro marito e racconta proprio l’inizio della nostra storia, lui viveva a Roma quindi io, stando un po’ insieme da lui, insomma facevamo un po’ avanti indietro, racconto proprio questi cieli romani, insomma descrivo l’inizio di tutto quanto e di come poi ci siamo aperti per conoscerci appunto raccontandoci le cose che non sapevamo l’uno dell’altra e quindi è un brano, è una dedica d’amore”.

Non solo Sanremo, Mara esce con il nuovo album “Che me ne faccio del tempo”, con lei in questo viaggio, ci sono alcuni degli artisti che l’hanno accompagnata durante questo percorso creativo: Noemi, thasup e Mecna. Quest’ultimo accompagnerà Mara Sattei anche durante la serata cover del Festival di Sanremo, venerdì 27 febbraio, con “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli.

Un momento speciale del progetto è la collaborazione con Elisa, presente soltanto nel formato fisico: un incontro artistico potente e inatteso, che arricchisce il disco di una nuova dimensione emotiva.

Un disco che non ha fretta, che chiede attenzione e nasce per essere attraversato più volte. Per questo il formato fisico conterrà più tracce rispetto al digitale: un gesto consapevole e quasi romantico, un modo per ringraziare chi sceglie di fermarsi, dedicare tempo all’ascolto e vivere il disco come esperienza completa.

Board of Peace, Tajani: domani andrò io a Washington a rappresentare l’Italia come osservatrice

Roma, 18 feb. (askanews) – Sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani a rappresentare l’Italia, come Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace che si terrà domani a Washington DC (Usa). Lo ha confermato lo stesso ministro da Tirana, in Albania, dove è appena atterrato per partecipare alla Ministeriale per il Corridoio VIII.

“Andrò io a rappresentare l’Italia come osservatrice in questa prima riunione del Board of Peace per essere presenti nel momento in cui si parla e si prendono decisioni per la ricostruzione di Gaza e per il futuro della Palestina”, ha detto il vicepremier all’aeroporto di Tirana.

“L’Italia – ha sottolineato Tajani – è sempre stata protagonista nell’area del Mediterraneo, non possiamo non essere parte di una strategia che dovrà vederci ancora in prima linea” perché “dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto per la costruzione della pace e della stabilità dell’intera area del Medio Oriente. E’ una scelta politica che rispetta la Costituzione della Repubblica”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.

Cinema, ciak per il film "La Valanga" sulla tragedia di Rigopiano

Roma, 18 feb. (askanews) – Sono partite le riprese de “La Valanga”, il film che racconta la tragedia di Rigopiano. Diretto da Elisa Amoruso, con Andrea Lattanzi, Maria Chiara Giannetta, Edoardo Pesce, Barbara Chichiarelli, il film scritto da Leonardo Fasoli e prodotto da CAMFILM, è in arrivo prossimamente solo su Netflix.

Nel cast del film, che verrà girato tra Abruzzo, Lazio e Alto Adige, anche Lorenzo Aloi, Carlotta Gamba, Mario Sgueglia, Pierluigi Gigante, Lorenzo Tamburrino, Selene Caramazza, Francesco Di Leva; 18 gennaio 2017. Un elegante albergo di montagna, circondato dalla neve, diventa il teatro di una tragedia inattesa: una valanga travolge l’hotel Rigopiano, nel cuore dell’Abruzzo, intrappolando 40 persone, tra ospiti e personale, sotto tonnellate di neve. Mentre i sopravvissuti lottano per la loro vita fra le macerie, fuori dall’albergo comincia una corsa contro il tempo per portarli in salvo.

Mattarella presiede il plenum del Csm: occorre rispetto per questa istituzione

Roma, 18 feb. (askanews) – E’ iniziato il Plenum del Consiglio superiore della magistratura presieduto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Voglio “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al plenum del Csm.

“”Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha aggiunto il capo dello Stato -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Euro digitale, Cipollone: se passa la legge Ue emissione nel 2029

Roma, 18 feb. (askanews) – “L’esercizio pilota e le operazioni iniziali” sull’euro digitale potrebbero essere avviati dalla Bce a metà 2027, mentre, posto che il Parlamento Ue approvi la normativa in discussione “ci prefiggiamo di essere pronti a un’eventuale prima emissione dell’euro digitale nel 2029”. Lo afferma Piero Cipollone, componente del direttorio della Bce, nelle slide che sta presentando questa mattina all’Abi, dove viene ospitato in occasione del Comitato esecutivo dell’associazione.

Queste tempistiche programmate si basa appunro “sull’ipotesi di lavoro che i colegislatori dell’UE adottino il regolamento sull’introduzione dell’euro digitale nel corso del 2026”.

Cipollone ha toccato 4 temi chiave: l’avanzamento della preparazione tecnica; l’intensificazione del coinvolgimento degli operatori di mercato e l’individuazione delle possibili sinergie, lo stato avanzamento del progetto pilota e, quarto, lo stato della discussione dal punto di vista legislativo.

Cipollone ha ribadito il parere della Bce, secondo cui l’euro digitale serve a preservare la sovranità e l’autonomia Ue in un quadro globale di crescente digitalizzazione dei pagamenti.

Csm, Mattarella: da capo Stato esorto a rispetto vicendevole

Roma, 18 feb. (askanews) – “Più che nella funzione di presidente di questo Consiglio come Presidente della Repubblica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole. In qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza. Nell’interesse della Repubblica”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al plenum del Csm.

“Questa sede”, ha aggiunto il capo dello Stato “rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica”.

Mattarella: occorre rispetto verso Csm da altre istituzioni

Roma, 18 feb. (askanews) – Voglio “ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al plenum del Csm.

“Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni – ha aggiunto il capo dello Stato -. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del CSM”.

Referendum, Nordio: ANM terrorizzata perchè riforma le toglie potere

Roma, 18 feb. (askanews) – La riforma della giustizia “romperà il potere delle correnti” ed “è questo che terrorizza i vertici dell’Associazione nazionale magistrati perché toglie loro il potere. Non credo proprio che vincerà il no se riusciremo a spiegare la riforma ai cittadini e soprattutto se non le sarà conferito un significato politico (…) Ma se vincesse il no sarebbe una vittoria delle procure”, non “delle opposizioni”. Sono alcuni passi di un’intervista che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha rilasciato al direttore Gruppo Corriere, Sergio Casagrande, e che è stata pubblicata questa mattina nelle prime pagine del Corriere dell’Umbria, del Corriere di Arezzo e del Corriere di Siena.

Sollecitato ad illustrare i reali effetti che potrà immediatamente percepire il cittadino in caso di vittoria del sì, Nordio ha risposto: “Vedrà il suo accusatore parificato in tutti i sensi al suo difensore, davanti a un giudice davvero terzo e imparziale come vuole l’articolo 111 della Costituzione. E si sentirà più sereno”.

Il ministro proprio oggi è atteso in Umbria, a Perugia, per partecipare a un evento pubblico programmato alle ore 15.45 nel teatro del Pavone durante il quale illustrerà i contenuti della riforma e del referendum del 22 e 23 marzo prossimi. L’incontro vede anche la partecipazione di Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte costituzionale.

Bce, Financial Times: Lagarde potrebbe lasciare prima della fine del mandato

Roma, 18 feb. (askanews) – La presidente della BCE Christine Lagarde potrebbe lasciare il suo incarico prima della scadenza del mandato nell’ottobre del 2027 per consentire di scegliere il suo successore prima delle elezioni presidenziali francesi. Lo scrive il Financial Times nell’edizione odierna.

Lagarde “arrivata dal Fondo Monetario Internazionale alla BCE nel novembre 2019, intende lasciare l’incarico prima delle elezioni presidenziali francesi dell’aprile del prossimo anno”, scrive il quotidiano citando “una persona al corrente delle sue intenzioni”.

In particolare, prosegue FT, la Presidente della BCE “vorrebbe consentire di trovare un nuovo capo per una delle istituzioni più importanti dell’UE al presidente francese uscente Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz” anche se “non è ancora chiaro quando avverrebbe l’uscita di Lagarde”.

Bce, FT: Lagarde potrebbe lasciare prima della fine del mandato

Roma, 18 feb. (askanews) – La presidente della BCE Christine Lagarde potrebbe lasciare il suo incarico prima della scadenza del mandato nell’ottobre del 2027 per consentire di scegliere il suo successore prima delle elezioni presidenziali francesi. Lo scrive il Financial Times nell’edizione odierna.

Lagarde “arrivata dal Fondo Monetario Internazionale alla BCE nel novembre 2019, intende lasciare l’incarico prima delle elezioni presidenziali francesi dell’aprile del prossimo anno”, scrive il quotidiano citando “una persona al corrente delle sue intenzioni”.

In particolare, prosegue FT, la Presidente della BCE “vorrebbe consentire di trovare un nuovo capo per una delle istituzioni più importanti dell’UE al presidente francese uscente Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz” anche se “non è ancora chiaro quando avverrebbe l’uscita di Lagarde”.

Fanfani tra polemica e memoria: quando la caricatura sostituisce la storia

Il sospetto di una damnatio memoriae

La questione da mettere al centro non è soltanto Fanfani, ma la qualità delle intenzioni sottostanti alla rappresentazione che ne viene proposta. Si ha l’impressione che l’obiettivo sia demolirne la figura, fino a provocarne una vera e propria damnatio memoriae.

Se Fanfani fosse vivo oggi, forse riuscirebbe ancora a dar vita a una nuova Democrazia Cristiana, al di là del nome: personalità, cultura e intelligenza glielo consentirebbero.

È vero: nel 1942, in sintonia con padre Gemelli e con Dossetti, rifiutò di iscriversi alla nascente DC di De Gasperi, come l’intero gruppo dei “professorini”. Vi aderì in seguito, quando il progetto autonomo di costituire un partito cattolico si era infranto. Ed è altrettanto vero che, anni dopo, Fanfani avrebbe rotto duramente sia con Gemelli sia con Dossetti.

Il vero ispiratore: La Pira

L’unico vero ispiratore rimase Giorgio La Pira, figura gigantesca e amico di Paronetto. Fu La Pira a accompagnarlo nel suo percorso pubblico fino alla presidenza dell’Assemblea dell’ONU.

È questo il Fanfani nobile che interessa: non quello ridotto alla caricatura “gemelliana e fascista”.

Il Piano INA-Casa e l’apprendistato dello sviluppo

Un’altra omissione riguarda il Piano INA-Casa. Non si trattò, in origine, di un piano concepito da Fanfani: fu elaborato tra il 1930 e il 1939 dal direttore generale dell’INA, Annetto Puggioni, allievo di Beneduce e in contatto con Paronetto.

Fanfani lo fece proprio e, soprattutto, apprese concretamente cosa significhi progettare e realizzare piani pubblici di sviluppo. In questo divenne uno dei migliori: seppe far fruttificare con straordinaria efficacia i programmi affidatigli.

Accostamenti impropri e giudizi ideologici

La rappresentazione polemica arriva a descrivere Fanfani come un cretino furbo e ad accostarlo indistintamente a Toniolo, Gemelli, Leone XIII e Pio XI, trasformandoli in un unico blocco da respingere.

Eppure si tratta di figure tra loro diversissime:

  • Leone XIII, campione assoluto, anticipatore di principi che confluiranno nei primi titoli della Costituzione italiana.
  • Pio XI, autoritario con tutti, ma non con il fascismo.
  • Giuseppe Toniolo, beato della Chiesa, fuori da ogni polemica riduttiva.
  • Agostino Gemelli, figura controversa e discutibile.

L’assenza di Dossetti in questo elenco selettivo appare significativa. In un impianto rigidamente antifascista, Fanfani finisce comunque condannato.

Cui prodest?

Resta la domanda: cui prodest? Non è chiaro quale utilità abbia una simile operazione polemica. Che un quotidiano cattolico ospiti tali articoli, sposandone di fatto l’impostazione — a partire dall’avversione verso Leone XIII — rischia di produrre una contraddizione difficile da sostenere.

Le righe finali, in cui l’autore si propone come consigliere del Papa indicandogli cosa fare, sfiorano l’autoreferenzialità. Ci si chiede se la direzione del giornale, la Conferenza Episcopale e ambienti accademici coinvolti non provino un certo imbarazzo.

Ancora una volta: cui prodest?

 

P.S. Le osservazioni critiche dell’autore si riferiscono al pezzo di Luigino Bruni (“La critica di Fanfani al capitalismo e la tentazione del ritorno al passato”) uscito su Avvenire il 15 febbraio 2026.

Oltre il “santino”: il metodo De Rita e l’arte di leggere l’Italia

Un ritratto non apologetico

Per presentare e insieme rivisitare – a grandi linee – i suoi settant’anni di ricerca sociale, il CENSIS, a cura del Direttore Generale Massimiliano Valerii (che ha lavorato per oltre venticinque anni al suo fianco), ha voluto dedicare al fondatore e presidente Giuseppe De Rita una sorta di ritratto personologico e professionale. Non per farne un ‘santino apologetico’ o un panegirico (perché la contiguità e la condivisione susciterebbero il sospetto di un conflitto di interessi) ma per testimoniare e riassumere, possibilmente divulgare, la lunga avventura intellettuale di un uomo straordinario che prima allo Svimez e poi al CENSIS, è stato il più fedele lettore e interprete dello sviluppo della società italiana dal secondo dopoguerra ad oggi.

Pur non avendo mai ambito ad una cattedra universitaria e pur privilegiando – più Socrate che Platone – la narrazione orale su quella scritta (a parte i Rapporti dell’Istituto, i saggi e gli editoriali specie sul Corsera, il suo unico libro è quel Dappertutto e rasoterra. Cinquant’anni di storia della società italiana, Mondadori, Milano, 2017, di cui a margine del ritratto rievocativo del Dott. Valerii si riporta l’introduzione) la capacità di penetrare e far propri i meandri più reconditi della sua indagine sociale ne hanno fatto il sociologo “più attento e informato sui fatti”.

Il CENSIS e la lettura dello sviluppo italiano

Il suo nome e la sua fama sono legati a doppio filo agli annuali Rapporti del CENSIS fino alla presentazione del 50°, giorno in cui decise di essere più osservatore a latere che redattore, senza mai smettere il ruolo di ispiratore e guida spirituale e intellettuale dell’Istituto di Piazza di Novella a Roma.

La presentazione, particolarmente brillante e lucidissima, che ne fa Massimiliano Valerii giunge ad evidenziare le peculiarità più significative del suo percorso ininterrotto di settant’anni di esplorazione sociale, fino ad elencare i sette sigilli più caratterizzanti del canone deritiano, nelle sue intuizioni di sistema e nelle scelte metodologiche.

Talento, vocazione e destino

A queste doti, a queste peculiarità che di seguito brevemente riassumo vorrei tuttavia anteporre un assioma implicito a descrivere il personaggio, che pare doveroso ricordare: non bastano la passione, il tenace continuismo, l’impegno, la capacità organizzativa nell’indagare i tratti denotativi e connotativi della società, se tutto ciò non è sorretto e ispirato dal talento, un pregio innato, una vocazione che rendono unico l’uomo e il suo destino.

Scrive Valerii: «Con la bacchetta del rabdomante, che registra ogni minima vibrazione sul terreno, Giuseppe De Rita ha scoperto i giacimenti di energia nascosti della società italiana e ne ha saputo cogliere anche i minimi sommovimenti, quelli che preludono ai grandi cambiamenti dei costumi… In altre parole, i settant’anni di carriera di Giuseppe De Rita sono anche i settant’anni di sviluppo della società italiana. È questo il bilancio provvisorio di una vita animata da un sentimento d’avventura intellettuale, che chiunque può avvertire appena entri in confidenza con lui»: anche io – nel mio piccolo – ne sono stato metabolicamente contagiato, cibandomi di “pane e De Rita”.

I sette sigilli del metodo deritiano

Sono dunque sette i sigilli, le impronte, i marchi che De Rita ha inciso nella matrice della ricerca sociale. Il primo è l’antiaccademismo: l’assenza di modelli teorici e astratti in un’indagine tipicamente empirica e induttiva.

Il secondo è il prevalere della cultura orale e della narrazione. Il terzo riguarda il linguaggio con cui ha saputo descrivere e interpretare i fenomeni sociali con metafore e allegorie destinate a restare nella storia del Paese, sovrapponendosi in modo quasi onomatopeico ai processi di sviluppo.

Il quarto imprinting è la fenomenologia: l’osservazione diretta e la capacità di scoprire il nascosto, annusando dappertutto e rasoterra per immaginare e inventare nuovi paradigmi interpretativi.

Il quinto sigillo è consequenziale al precedente: partire dal basso, non eludere ciò che appare insignificante, ascoltare tutti e tutto annotare.

Il sesto marchio indelebile è la capacità di conferire continuità agli eventi, non soffermarsi sul singolo aspetto ma cercare e trovare assi di progressione ermeneutico-interpretativa.

L’ultimo sigillo è l’attenzione al “mercato” come stella polare della ricerca sociale.

Continuità e scuola di ricerca: 

Questo omaggio del CENSIS al suo fondatore e presidente è doveroso e apre la strada alla operosa continuità, solca una traccia che resta indelebile e che De Rita osserva con distaccato rispetto, valorizzando le risorse umane che ha saputo crescere.

Come ricorda Valerii, chiudendo il suo omaggio rievocativo a Giuseppe De Rita, vale ricordare come una sorta di sentenza un laconico ma efficace pensiero di Hegel:

«Un grand’uomo condanna gli altri uomini a essere interpretato».

Italia e mondo sull’orlo dell’autoscontro

Nel nostro Paese tira un’aria di maretta che non trova molti appassionati e ha stancato il popolo per una volata troppo lunga, diventata parte preponderante della competizione tra il Ministro della Giustizia e l’ANM. Di recente, la richiesta di Nordio di ottenere, in nome della trasparenza, la lista dei finanziatori dei fondi a sostegno del Comitato per il “No” ha innescato nuove polemiche. 

La giustizia sembra andare a fondo

Siamo a un sanguinoso round finale in cui ognuno gioca la partita per mettere KO l’avversario. La battaglia dei giganti è in corso e, alla fine, ci sarà un vincitore e un perdente, con il rischio — come nel pugilato — di una “split decision” accompagnata da ulteriori polemiche.

Tra botte e risposte dall’una e dall’altra parte, cresce il numero degli affondi reciproci mentre la giustizia sembra andare a fondo. Si può osservare che materie non “etiche”, che richiedono conoscenze e competenze tecniche non alla portata di tutti i cittadini, non dovrebbero essere oggetto di quesiti referendari. Sarebbe più opportuno che la politica facesse la propria parte senza passare la palla ad altri. La lezione del nucleare, su cui si sono già prodotti danni significativi, evidentemente non è bastata. Sullo sfondo permane uno scontro aperto sulla giustizia e si vedrà come andrà a finire. I contendenti, ancor più da oggi in poi, cercheranno di sfondare nel campo avversario e di ridicolizzare gli errori argomentativi dei rivali.

Un giornalismo d’inchiesta sotto inchiesta

Anche nel campo dell’informazione le cose non vanno meglio. Gli strali che Ranucci e Giletti si scambiano rivelano, tra due paladini delle verità nascoste che solo loro pretenderebbero di portare alla luce, la possibilità di legami con ambienti non sempre compatibili con l’indipendenza professionale. Servizi segreti, lobby, informazioni manipolate per convenienza: nella ridda di smentite e accuse non resta che avvilirsi, mentre la purezza dell’informazione rischia ancora una volta di essere compromessa. Coloro che più credevano di farsene portavoce ne escono con un’immagine quantomeno appannata.

Ospedali in dissenso e una vita sospesa

Un altro scontro richiama l’attenzione ed è quello che più tristemente preoccupa ciascuno di noi. Un bambino è in attesa di trapianto presso l’Ospedale Monaldi di Napoli. Il cuore destinato a lui, resosi disponibile altrove, è andato perduto per problemi nel trasporto ed è divenuto inservibile. È partito un drammatico conto alla rovescia. La vicenda di Vermicino è nella memoria collettiva di chiunque abbia vissuto, anche da spettatore, quel dramma. Occorre un nuovo cuore per quella creatura che non può attendere oltre. Come se non bastasse, emerge anche qui un contrasto tra il parere dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, che riterrebbe il piccolo non più trapiantabile, e il Monaldi, che sembra mantenere accesa questa possibilità.

Gli indifesi sempre più offesi

La condizione dei bambini è quella che più colpisce la coscienza di chiunque ne abbia una. Si parla di migliaia di minori morti a Gaza ed è difficile voltarsi dall’altra parte. Si legge inoltre che a Dilley, in Texas, bambini fermati insieme ai genitori sarebbero privi di acqua potabile adeguata e di un ambiente scolastico, circondati da filo spinato e con luci accese giorno e notte. Sarebbero oltre cinquecento in questa condizione, e non c’è da sorridere. È uno scontro tra ciò che la legge impone e ciò che l’etica esige, che non lascia tranquilli.

Cesare Giulio Viola scrisse Pricò, un romanzo intenso che descrive il dolore del piccolo protagonista di fronte alla crisi matrimoniale dei genitori e al loro conflitto. La trasposizione cinematografica ebbe il titolo I bambini ci guardano. Se ne fossimo ancora capaci, dovremmo tenerne conto.

L’inviato Usa Witkoff: "Progressi significativi" nei colloqui trilaterali con Ucraina e Russia a Ginevra

Roma, 18 feb. (askanews) – L’inviato americano Steve Witkoff ha riferito di “progressi significativi” nei colloqui trilaterali con Russia e Ucraina tenuti a Ginevra. “Il successo del presidente Trump nel riunire le due parti di questa guerra ha portato a progressi significativi”, ha scritto su X, aggiungendo: “Le due parti hanno accettato di aggiornare i rispettivi leader e di continuare ad adoperarsi per raggiungere un accordo”.

Oggi riprenderanno infatti i colloqui a Ginevra, come riferito ieri su X dal capo negoziatore ucraino, Rustem Umerov.

Una fonte della delegazione russa ha confermato a sua volta all’agenzia di stampa Tass che è stato concordato ieri di proseguire il negoziato. La fonte ha sottolineato che i colloqui di ieri, durati sei ore, sono stati “molto tesi”.

Le piazze vuote, la democrazia senza corpo?

La città come matrice di riconoscimento

In Le piazze vuote. Ritrovare gli spazi della politica (Laterza, 2023) Filippo Barbera mette a fuoco una scena semplice e inquietante: spazi nati per l’incontro che oggi somigliano a fondali. Da questa immagine prendo le mosse per leggere un disagio collettivo che non è (solo) urbanistico, ma sociale.

La piazza non è un “contenitore”: è un meccanismo che organizza sguardi, tempi, conflitti, riconoscimenti. Dove si dirada la presenza, si incrinano i riti minimi della cittadinanza: salutarsi, discutere, contraddirsi, decidere. Senza questi micro-rituali, l’altro diventa estraneo anche se abita accanto. La politica perde il suo “apparire” pubblico e diventa gestione senza esposizione: scorre, ma non convoca.

Quando il pubblico si privatizza

La metamorfosi più visibile è la conversione del bene comune in superficie di mercato: eventi-spot, dehors, turismo, “decoro” come filtro. Il conflitto, quando non ha un luogo, migra: si sposta nel digitale, si polarizza, si riduce a rumore. E la domanda di sicurezza, quando diventa ossessione, produce spazi sterilizzati, dove l’imprevisto è trattato come minaccia.

Le città si riempiono di passaggi e si svuotano di permanenze: molta mobilità, poca reciprocità; molta esposizione, poca responsabilità condivisa. E dove tutto è transito, la fiducia non sedimenta.

Mutualismo: dal gesto alla durata

Dentro questo vuoto, riaffiorano pratiche minute che cercano casa nei quartieri e, quando possibile, provano a “mettere radici” nella piazza: reti di vicinato, gruppi di acquisto, banche del tempo, comunità energetiche. Iniziative reali, spesso intermittenti, affidate a pochi “tenitori”.

Quando la rete non trova un luogo, si frantuma in chat e calendari: efficiente, ma evanescente. Il nodo non è la scarsità di altruismo, ma l’assenza di presìdi di comunità che trasformino l’iniziativa in continuità: una casa di quartiere o un hub civico, patti di collaborazione, coordinamento, micro-risorse, competenze e regole chiare tra terzo settore e amministrazioni, capaci di proteggere la continuità senza spegnere l’energia.

Diritto alla prossimità

Riaprire le piazze significa riaprire corpi e istituzioni alla prossimità: luoghi accessibili, forme culturali stabili, servizi che trattino le persone come co-autori. La comunità non è nostalgia: è cura organizzata.

È qui che si decide il destino della partecipazione: o restiamo pubblico di eventi, o diventiamo cittadini di legami. Una democrazia senza spazi condivisi, prima o poi, resta una democrazia senza popolo.

Napoli, possibile nuovo cuore per il bambino trapiantato. Attesa valutazione del team di esperti

Roma, 18 feb. (askanews) – C’è una speranza per il bambino di due anni e mezzo di Nola, in provincia di Napoli, cui il 23 dicembre scorso era stato trapiantato all’ospedale Monaldi un cuore risultato danneggiato. La mamma del bimbo è stata convocata nell’ospedale napoletano. I sanitari le hanno detto che ci sarebbe la disponibilità di un nuovo cuore. I medici dovranno comunque valutare la fattibilità di un nuovo intervento chirurgico.

In relazione al nuovo cuore da trapiantare al bambino di due anni e mezzo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, l’azienda ospedaliera dei Colli rende noto che “ogni decisione in merito all’allocazione dell’organo sarà presa solo in seguito alla valutazione del team di esperti che nella giornata di oggi. L’attesa non avrà alcuna ripercussione sul cuore del donatore, in quanto compatibile con la gestione della donazione in corso”.

Milano-Cortina, il programma di oggi, mercoledì 18 febbraio

Roma, 18 feb. (askanews) – Questo il programma di oggi, mercoledì 18 febbraio ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina:

09:05 Curling Donne, Preliminari Cina – Danimarca Svezia – Corea del Sud Stati Uniti – Regno Unito

09:45 Sci di fondo Sprint a squadre (Donne), 1ª Semifinale Sprint a squadre (Donne), 2ª Semifinale

10:00 Sci alpino Slalom (Donne), Gare da medaglie

10:15 Sci di fondo Sprint a squadre (Uomini), 1ª Semifinale Sprint a squadre (Uomini), 2ª Semifinale

11:30 Sci freestyle Salti (Donne), 1ª Finale

11:45 Sci di fondo Sprint a squadre (Donne), Finale

12:10 Hockey su ghiaccio Uomini, Quarti di finale N.N. – Slovacchia

12:15 Sci di fondo Sprint a squadre (Uomini), Finale

12:30 Sci freestyle Salti (Donne), 2ª Finale

12:30 Snowboard Slopestyle (Uomini), Finale

14:05 Curling Uomini, Preliminari Italia – Canada Norvegia – Svizzera Cina – Repubblica Ceca Stati Uniti – Regno Unito

14:45 Biathlon Staffetta (Donne), Gare da medaglie

16:40 Hockey su ghiaccio Uomini, Quarti di finale N.N. – Finlandia

18:10 Hockey su ghiaccio Uomini, Quarti di finale N.N. – Canada

19:05 Curling Donne, Preliminari Svizzera – Danimarca Canada – Italia Cina – Svezia Regno Unito – Giappone

20:15 Short track 500 m (Uomini), 1° Quarto di finale

20:17 Short track 500 m (Uomini), 2° Quarto di finale

20:19 Short track 500 m (Uomini), 3° Quarto di finale

20:21 Short track 500 m (Uomini), 4° Quarto di finale

20:42 Short track 500 m (Uomini), 1ª Semifinale

20:44 Short track 500 m (Uomini), 2ª Semifinale

20:50 Short track Staffetta 3000 m (Donne), Finale B

20:59 Short track Staffetta 3000 m (Donne), Finale

21:10 Hockey su ghiaccio Uomini, Quarti di finale N.N. – Stati Uniti

21:24 Short track 500 m (Uomini), Finale B

21:29 Short track 500 m (Uomini), Finale