Home Blog Pagina 58

Difesa, Mariani (Leonardo): Ue più resiliente, punti su collaborazione

Roma, 18 giu. (askanews) – L’Europa di oggi è più resiliente ma deve puntare sulla “collaborazione” per le sfide globali sulla difesa. In questa ottica “alcuni sforzi concreti li vedo e penso che dei segnali li vedremo molto presto”. Lo ha affermato Lorenzo Mariani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo S.p.A, durante un dibattito alla conferenza FII Priority Europe, oggi a Roma.

“Penso che l’Europa oggi sia molto più resiliente che in passato. Il vero elemento è la complessità, i recenti conflitti hanno fatto emergere complessità. Strane e nuove minacce – ha detto – come i droni, missili ipersonici e la guerra ibrida con i cyberattacchi.

“Come Ad di Leonardo posso dire che abbiamo fatto uno sforzo eccezionale per alzare le capacità di produzione, lo abbiamo fatto separatamente, tra Paesi e industrie, perché ognuno opera in maniera autonoma, ma l’elemento di complessità resta”, ha proseguito.

“L’unica vera risposta è la collaborazione. Si possono vedere segnali positivi” nella Unione europea. “Safe – ha detto Mariani – è sforzo concreto Ue per aiutare la spesa in difesa. Il secondo, più sottile, è l’armonizzazione dei requisiti, senza non si avranno mai le economie di scala per competere nel mondo”.

E un altro esempio lo è il caccia internazionale Gcap, a cui lavora Leonardo. “Quindi sì – ha concluso il manager – alcuni sforzi concreti li vedo e penso che dei segnali li vedremo molto presto”.

Edi Rama: la maggioranza degli albanesi vuole il resort di Ivanka Trump e Jared Kushner

Roma, 18 giu. (askanews) – “La maggioranza degli albanesi vuole il progetto. Il progetto sorgerà in una città dove la stragrande maggioranza della popolazione lo auspica. E non ci sono proteste. La comunità in cui sorgerà il progetto lo vuole. Quindi quello che vedete non corrisponde esattamente alla realtà”. Lo ha affermato il premier albanese Edi Rama parlando, in un panel della conferenza “Fii Priority Europe Summit 2026”, in corso a Roma, delle polemiche relative al progetto immobiliare da miliardi di euro di Ivanka Trump e di suo marito Jared Kushner, che riguarda l’isola disabitata di Sazan e una porzione del paesaggio costiero di Vjosa-Narta, vicino a Valona.

“Capisco che ci sia indignazione. Ma quando si sarà placata e quando invierò un invito speciale alla Cnn per l’inaugurazione, tutti saranno contenti e sono sicuro che sarà una grande occasione per la Cnn di riscattarsi”, ha affermato Rama dopo aver criticato l’emittente per un post di una sua giornalista da lui giudicato offensivo.

“C’è bisogno di riscatto nei confronti dell’Albania, del popolo albanese e persino degli uccelli. C’è bisogno di un momento di riscatto perché gli uccelli, le acque, gli alberi e tutto il resto saranno molto meglio di oggi. Il progetto mira ad avere un bilancio netto positivo del 25% in più di verde rispetto a oggi. Oggi le acque della laguna sono infette e avremo un sistema completamente diverso per renderle di nuovo pulite”, ha aggiunto Rama.

Liliana Segre: contrastare l’odio social per la qualità delle democrazie

Roma, 18 giu. (askanews) – “Discutere di contrasto all’hate speech nell’agorà pubblica, e in particolare sui social media, è qualcosa che investe la qualità delle nostre democrazie e della vita civile nel nostro continente”. Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre, presidente a palazzo Madama della commissione straordinaria intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all’odio e alla violenza, intervenendo alla conferenza in corso al Senato sul contrasto all’hate speech nel discorso pubblico, in occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite per il contrasto ai discorsi d’odio.

“Dobbiamo riscoprire – ha sottolineato – il senso del limite, il valore del rispetto dell’altro; dobbiamo avere chiaro che la nostra libertà personale finisce dove inizia quella altrui. E tuttavia quello che sembrava uno straordinario spazio di libertà – il digitale, i social media, la rete – porta in sé insidie che minacciano le fondamenta stesse delle nostre democrazie liberali. Di fronte a questa deriva, l’Europa ha scelto la strada della regolamentazione, consapevole che la libertà senza regole non protegge: espone. Anche in Italia la Commissione anti-discriminazione del Senato, che ho l’onore di presiedere, si è lungamente occupata di questi temi e dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui social media e sulla vita civile in generale. È fondamentale che su temi sensibili come il contrasto all’hate speech e il ruolo dell’Intelligenza Artificiale si riesca, con urgenza, a realizzare una collaborazione proficua tra istituzioni europee e parlamenti nazionali”.

“Democrazia – ha proseguito Segre – significa questo: porre la violenza fuori dalla vita politica e civile. Il nostro dovere è operare con coscienza e determinazione per difendere la vita delle persone, la loro dignità, i loro diritti. Cosa significa per me questa giornata? Cosa significa per me testimoniare l’odio? È il senso stesso della mia esistenza. Quando ho deciso di parlare, di testimoniare, l’ho fatto affinché il monito della parola ‘indifferenza’ – quella parola che ho chiesto venisse impressa a caratteri cubitali sul muro del Binario 21 a Milano – fosse un promemoria per ognuno di noi, in ogni circostanza. Un promemoria per l’umanità, in ogni parte del mondo. Non essere indifferenti alle ingiustizie. Bandire la guerra, la violenza, la ritorsione. Il monito a mettere in salvo le bambine e i bambini, prima di tutto – io che bambina venni portata via, a morire, per la sola colpa di essere nata”.

A giudizio della senatrice a vita “è la guerra, è la volontà di potenza la matrice dell’odio. Io posso solo dire ancora una volta – e continuerò a dirlo ogni volta – ai governanti di tutti i paesi: fermatevi, costruite politiche di pace e di rispetto dei diritti di tutti, di ogni minoranza. È l’unico modo per sconfiggere la cultura dell’odio che oggi ci circonda e che di nuovo vuole invaderci e sopraffarci. L’unico potere che ho è dire quello che so. Chi risponde all’odio con l’odio non fa che alimentarlo. Insegnamo ai bambini un’altra strada: quella dell’umanità, non della vendetta. Mai della vendetta”.

“Serve – ha detto ancora Liliana Segre – disarmare le parole. Come ha scritto Papa Leone nella sua enciclica: basta violenza, basta sopraffazione. Nella relazione conclusiva della Commissione contro le discriminazioni che ho l’onore di presiedere – era il 2022 – volli che fosse inserito un riferimento esplicito alla guerra come matrice di odio”.

“La guerra, più ancora del razzismo e del fondamentalismo, è strumento di istigazione all’odio, di discriminazione, di annientamento dell’identità, della libertà, della dignità umana. Oggi, a distanza di quattro anni, il precipizio è ancora più profondo: la guerra è ovunque intorno a noi. A maggior ragione abbiamo il dovere di intervenire, di far sentire la nostra voce, di dire che l’odio non prevarrà. Di consegnare alle nuove generazioni – ha concluso – il testimone per costruire un mondo in cui libertà, dignità ed eguaglianza possano vivere insieme”.

Come cambia la politica green

Roma, 18 giu. (askanews) – La transizione sostenibile rappresenta il nuovo terreno della competizione economica globale. Tuttavia, emerge un forte disallineamento tra politica e imprese sugli strumenti messi a disposizione dai governi e, soprattutto, un’eccessiva complessità normativa che compromette l’efficacia delle azioni. È quanto emerge dal Rapporto Strategico 2026 “Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Erion e presentato in occasione del Forum Erion 2026 presso il Palazzo della Cancelleria a Roma.

Per questo, nonostante l’imprevedibilità dell’attuale scenario regolatorio europeo, oltre il 75% delle aziende ritiene opportuno mantenere o incrementare i propri impegni in materia di sostenibilità. Ma quali sono le principali criticità che imprese e istituzioni devono affrontare e quali le indicazioni che le istituzioni italiane ed europee dovrebbero raccogliere per sostenere in modo più efficace la competitività del nostro sistema produttivo?

Le parole di Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali Erion: “Questo periodo che stiamo attraversando viene definita l’era dei predatori. E’ un momento molto complicato: predatori politici, predatori tecnologici e le imprese si muovono in questa fase di instabilità. Ci sono due criticità sopra tutte le altre. La prima è che i mercati e i sistemi dei prezzi non sembrano riconoscere gli investimenti in sostenibilità e quindi le imprese sono confuse. L’altro aspetto invece riguarda le difficoltà che le imprese incontrano quando devono prendere decisioni o pianificare degli investimenti oggi, perché c’è molta più complessità, molta più incertezza rispetto al passato”

A cosa le aziende non vogliono rinunciare in materia di sostenibilità per continuare a competere e cos’è la Transizione Competitiva?

L’intervista a Carlo Cici, Partner & Head of Sustainability di TEHA Group: “Le aziende non rinuncerebbero mai alle attività su efficienza energetica, attenzione, salute e sicurezza sul lavoro e soprattutto sull’economia circolare. Quindi anche il pensare che semplificare, togliere sia qualcosa che aiuti le aziende, in realtà questo non è il risultato del nostro ascolto che abbiamo fatto delle aziende con una survey e con un focus group. Noi ci aspettiamo che le istituzioni nei prossimi cinque anni non spingeranno di più sulla sostenibilità, allo stesso tempo in un mercato insostenibile le aziende non faranno profitti.”

La sfida per l’Europa e per l’Italia, consiste nel costruire un nuovo patto competitivo, in cui sostenibilità e crescita siano obiettivi integrati della stessa strategia industriale. In questo scenario, sistemi collettivi come quelli dell’ecosistema Erion possono e devono, contribuire a rendere la transizione più efficace, supportando le imprese nella gestione delle risorse, nello sviluppo dell’economia circolare e nel raggiungimento degli obiettivi ambientali europei.

Un anno dopo “Filiere d’Impatto”: come procede il progetto SIMEST

Capua, 18 giu. (askanews) – 10 accordi firmati con imprese champions e grandi prospettive di crescita. Ad un anno dal suo avvio, il progetto “Filiere d’Impatto”, promosso da SIMEST coadiuvato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, tira le somme. Obiettivo centrale di Simest, è il sostegno alle imprese del nostro territorio. Aerosoft è l’esempio concreto che meglio descrive il lavoro di Simest.

L’intervento dell’amministratore delegato di Aerosoft, Valentina Floro Flores: “La società Aerosoft nasce circa 40 anni fa ed è stata fondata nei primi anni Ottanta da mio padre, Francesco Floro Flores. Come società di fornitura, all’interno di importanti filiere avanzate tecnologicamente, ci collochiamo come un partner che riesce a seguire tutte le fasi di definizione di nuovi prodotti in uscita sul mercato. A partire da aspetti anche complessi sotto il punto di vista tecnico e tecnologico, riuscendo a coprire più fasi fino alla messa in produzione per conto dei nostri grandi clienti. Nei primi anni 2000 abbiamo iniziato un processo di internazionalizzazione che ci ha portato prima in America, poi successivamente abbiamo fatto scelte durature e definitive, acquisendo una società in Francia, a Tolosa. Ci siamo spostati anche in Germania per il comparto Motiv e oggi, oltre a una società di ingegneria, siamo anche una società di produzione.”

La collaborazione consolidata con alcune delle principali imprese capofiliera del settore ha rappresentato per Aerosoft un importante fattore di accesso agli strumenti di supporto all’internazionalizzazione messi a disposizione da SIMEST.

Il commento di Andrea D’Aguanno, responsabile finanziamenti agevolati area centro-sud Simest: “Grazie alla collaborazione con Leonardo e Fincantieri, Aerosoft ha potuto accedere alla misura Africa, un finanziamento agevolato per le imprese, o le loro filiere, collegate al territorio africano”.

L’intervento dell’amministratore delegato di Aerosoft, Valentina Floro Flores: “Noi abbiamo avuto merito creditizio per un finanziamento di un milione di euro. Simest, in qualità di partner finanziario strategico, ha supportato Aerosoft nella crescita, ma ha anche garantito la possibilità di destinare risorse a condizioni agevolate a investimenti su nuovi impianti e al consolidamento di impresa.”

Le parole di Andrea D’Aguanno, responsabile finanziamenti agevolati area centro-sud Simest: “Da oltre un anno abbiamo avviato il progetto filiere con l’obiettivo di collaborare con i principali champions di settore e di supportarne l’intera catena del valore.”

Nuovamente l’amministratore delegato di Aerosoft, Valentina Floro Flores: “Simest ha un valore strategico importante come partner finanziario, anche per i suoi connotati istituzionali: ha un mandato e svolge il proprio lavoro con un’attenzione molto forte al tessuto industriale italiano. Molto spesso questi strumenti sono ritagliati e adattati a misura, affinché aziende italiane all’estero possano vivere la competizione senza alcun tipo di gap. In questo modo le imprese italiane vengono poste nei mercati esteri in una capacità competitiva che nulla deve invidiare all’estero.”

Il Papa: troppi soldi spesi per uccidere in questo oscuro periodo

Città del Vaticano, 18 giu. (askanews) – “Non posso non pensare a quanto denaro, in questo oscuro frangente storico, viene sprecato per uccidere, gettato via da tanti che fomentano le guerre”. La dura presa di posizione è stata espressa stamane da Papa Leone XIV nel corso del suo discorso ai partecipanti alla 99.ma Assemblea Plenaria della Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali”(ROACO), ricevuti in Vaticano.

“Mentre voi generate vita, – ha detto il Papa rivolgendosi ai suoi ospiti – loro seminano morte; mentre voi tendete la mano al fratello, loro trovano nemici da schiacciare; mentre voi create dialoghi, loro ricercano monologhi; mentre voi aprite vie di speranza, loro rinchiudono i popoli nella paura; mentre voi costruite futuro, loro distruggono il presente”.

Ed è qui che il pontefice ha detto di pensare “alla dolorosa emorragia dei cristiani orientali dai loro territori propri, causata anzitutto dalla guerra che, lo ribadisco, non risolve problemi, ma crea tragedie, tragedie spesso lasciate cadere nell’oblio generale”.

“Figlia della guerra, – ha quindi concluso – c’è una piaga di cui vorrei parlare oggi e che continua a dissanguare soprattutto le Chiese Orientali. La definisco con una parola: precarietà”.

Assoimmobiliare, Urso: Paese ha bisogno di regole certe che restino nel tempo

Roma, 18 giu. (askanews) – L’Assemblea 2026 di Confindustria Assoimmobiliare “è stata giustamente intitolata ‘Rigenerare il Paese’. Rigenerare il Paese, che non significa demolire quello che c’è, ma innanzitutto valorizzare ciò che c’è, colmare i vuoti, adattare ciò che non funziona più, un approccio riformista, pragmatico, ma con una visione di politica industriale immobiliare di cui il Paese ha fortemente bisogno”. Lo ha affermato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso nel suo intervento in apertura dei lavori dell’evento di Assoimmobiliare.

Urso ha rivendicato il forte aumento degli investimenti stranieri in Italia. “Negli anni del governo Meloni sono aumentati di quasi il 13%, sono aumentati gli investimenti esteri nella Borsa italiana del 19%, sono aumentati gli investimenti esteri nei titoli di Stato pubblico italiano dell’8%, sono aumentati i turisti stranieri nel nostro Paese e sono aumentati gli investimenti stranieri nell’immobiliare e nella realizzazione di alberghi, soprattutto di lusso, a Roma e in il nostro Paese”.

“Ma abbiamo bisogno di continuare su questa strada e per farlo bisogna dare regole certe che restino nel tempo, che non vengano cambiate ogni anno e nemmeno all’alternanza dei nostri governi”, ha detto.

“La sfida è ovviamente la sfida sugli investimenti istituzionali – ha rimarcato Urso – il mercato italiano del commercial real estate attira investimenti annui medi di circa 11-12 miliardi di Euro, pari a poco più dello 0,5% del Pil e appena un terzo della media dei principali mercati europei. Questo divario non si colma con l’ottimismo, si colma con le riforme, con la volontà di farle e di farle insieme”.

“Per questo vogliamo lavorare insieme a voi con una visione strategica per poter trovare le soluzioni e migliorare la nostra competitività a livello complessivo, attraendo più investimenti istituzionali nel nostro Paese. Vi ringrazio – ha detto Urso, che nel suo intervento si è rivolto più volte al presidente di Confindustria Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni – per il vostro contributo, di analisi, di prospettive, di proposte di oggi, ma soprattutto per quello che fate ogni giorno per il nostro Paese. Buon lavoro”.

Meloni oggi a Bruxelles, riunioni su coesione e migranti prima del summit

Bruxelles, 18 giu. (askanews) – La riunione del consiglio europeo di oggi a Bruxelles sarà preceduta da due eventi, secondo quanto annunciato da fonti diplomatiche, cui prenderà parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: il primo, alle 17, ospitato dall’Italia, organizzato insieme alla Romania, è l’incontro del gruppo Amici della coesione. Un formato composto di solito da 17 paesi. Oggi tuttavia saranno 16 i paesi a partecipare in quanto Cipro, avendo la presidenza di turno del consiglio Ue, è tenuta a mantenere una posizione equidistante.

Successivamente è prevista la consueta riunione dei leader dei paesi interessati a “soluzioni innovative” sul tema migratorio, organizzata da parte danese. Un formato che inizialmente comprendeva meno di dieci paesi mentre in occasione dell’ultimo incontro ha visto la partecipazione di 14-15 nazioni, compresa la Germania da quando è guidata dal cancelliere Merz. I temi al centro del meeting saranno l’attuazione del patto su immigrazione e asilo, partita il 12 giugno, e, la prossima applicazione del regolamento sui rimpatri approvato ieri a Strasburgo da parte dell’Eurocamera. In particolare per quanto riguarda i “paesi terzi sicuri” dove poter trasferire i migranti che non hanno ottenuto protezione internazionale negli stati membri dell’Ue, per restare o in attesa di un successivo rimpatrio nel paese di origine. Secondo fonti diplomatiche, l’Italia al momento “è concentrata a far funzionare i centri in Albania”, e “non sta studiando né avendo contatti con altri paesi terzi” mentre “ci sono altri paesi Ue che lo stanno facendo”.

L’avvio del summit è previsto alle 18 con il tradizionale intervento di apertura della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola che sarà seguito dall’intervento del presidente ucraino Volodomir Zelensky e dalla discussione sulla situazione del conflitto in corso con la Russia a cui si aggiunge il tema dell’apertura verso un’accelerazione di Kiev all’Ue dopo l’uscita di scena dell’ungherese Orban che aveva sempre ostacolato tale processo. Alle 20,45 è prevista la cena di lavoro che sarà interamente dedicata agli squilibri macroeconomici globali, in particolare al rapporto con la Cina.

L’Italia sale nella classifica mondiale delle università

Roma, 18 giu. (askanews) – Mentre la maggior parte dei grandi sistemi universitari europei perde terreno nel QS World University Rankings 2027, pubblicato oggi da QS Quacquarelli Symonds, l’Italia si muove in direzione opposta. Dei suoi 47 atenei classificati, 26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano: è l’unico grande sistema dell’Unione Europea con più università in crescita che in calo.

Il progresso, sottolinea il report, “è ampio e diffuso”. Tutte le prime dieci università italiane migliorano la propria posizione, un risultato che nessun altro grande sistema universitario europeo può vantare. L’Italia conta oggi 15 università nella top 500 mondiale, contro le 12 del 2017: “Si tratta di un risultato particolarmente significativo in un Paese chiamato a confrontarsi con il calo demografico, la crescente competizione globale per i talenti e la necessità di rafforzare la propria capacità di innovazione e crescita. Lo è ancora di più – spiega il dossier – se si considera che l’Italia continua a investire nell’istruzione superiore meno di molti dei suoi principali concorrenti. Secondo l’OCSE, la spesa per le istituzioni dell’istruzione terziaria equivale a circa l’1% del PIL, collocando il Paese nella fascia bassa delle economie avanzate. La crescita italiana poggia, dunque, sulla qualità della ricerca e sulla reputazione dei suoi atenei, non sulla spesa: un progresso reale, ma anche più fragile, che convive con debolezze strutturali ancora marcate nell’internazionalizzazione, nella visibilità globale e nella capacità di attrarre e trattenere talenti”.

Il Politecnico di Milano si conferma il primo ateneo italiano per il dodicesimo anno consecutivo e, salendo di 11 posizioni rispetto alla scorsa edizione, raggiunge l’87mo posto mondiale: il miglior risultato della sua storia e il più alto piazzamento mai ottenuto da un’università italiana. Rimane inoltre l’unico ateneo italiano nella top 100 globale. Negli ultimi dieci anni ha guadagnato 95 posizioni, passando dal 182mo posto del 2017 all’87mo del 2027.

Ma il risultato del Politecnico di Milano si inserisce in una dinamica più ampia che coinvolge alcune delle principali università italiane. Sapienza Università di Roma raggiunge l’111esimo posto mondiale, il miglior risultato della sua storia, dopo aver guadagnato 112 posizioni rispetto al 2017 (+50,2%). L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna sale al 123esimo posto, in crescita di 85 posizioni nell’ultimo decennio (+40,9%), mentre l’Università di Padova registra uno dei progressi più significativi del sistema, passando dal 336esimo al 204esimo posto mondiale (+132 posizioni, +39,3%). Anche il Politecnico di Torino raggiunge il miglior piazzamento mai ottenuto, salendo dal 305esimo al 206esimo posto (+99 posizioni, +32,5%). Tutte queste università ottengono il posizionamento più alto da quando sono entrate in classifica.

Nel complesso le cinque università italiane meglio classificate (Politecnico di Milano, Sapienza Università di Roma, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Università di Padova, e Politecnico di Torino) hanno migliorato la propria posizione di almeno un terzo nell’arco dell’ultimo decennio.

MA IL SUD RESTA IN DIFFICOLTÀ – La crescita italiana non è però uniforme sul territorio. Le città del Nord e del Centro trainano l’avanzata, con Roma che vede salire tutti e tre i suoi atenei, mentre il Mezzogiorno resta in difficoltà. La sorpresa dell’anno arriva da una città media: l’Università Politecnica delle Marche, ad Ancona, guadagna 142 posizioni, il miglior risultato del sistema italiano; Bari offre il contrasto più netto: l’Università di Bari sale di 82 posizioni mentre il Politecnico di Bari ne perde 173, il calo più marcato in Italia; Napoli è il caso più emblematico del Mezzogiorno in difficoltà: nessuno dei suoi atenei cresce, con la Federico II in calo di 22 posizioni.

Secondo il QS World University Rankings 2027, dunque, tra i grandi sistemi universitari dell’Unione Europea, l’Italia è l’eccezione: il 56% degli atenei italiani migliora la propria posizione, mentre nella maggior parte dei grandi sistemi europei la maggioranza arretra. L’Italia è l’unica con più atenei in crescita che in calo e con un movimento netto positivo, mentre Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi vedono la netta maggioranza delle proprie università arretrare. Anche il Regno Unito registra un saldo netto negativo (-8%).

Per Nunzio Quacquarelli, presidente QS Quacquarelli Symonds, “i risultati di quest’anno confermano una tendenza positiva per l’Italia, con oltre la metà degli atenei in miglioramento e un numero crescente di università competitive a livello internazionale. Le classifiche contano perché influenzano le decisioni: dove gli studenti scelgono di studiare, dove i ricercatori decidono di lavorare, quali istituzioni e partner scelgono di collaborare e dove si concentrano investimenti e opportunità. In un contesto di competizione globale sempre più intensa per il talento, la ricerca e l’innovazione, la reputazione e l’attrattività di un sistema universitario non sono semplicemente una questione di prestigio, ma fattori determinanti per la competitività di un Paese. La prossima sfida per l’Italia sarà colmare la distanza tra il valore che il suo sistema universitario genera e il riconoscimento che riceve a livello internazionale. Perché le università che il mondo vede sono spesso anche quelle che il mondo sceglie”.

La Reputazione accademica rappresenta una delle aree di maggiore progresso per le università italiane, mentre la crescita maggiore si rileva nell’indicatore che misura l’impatto della ricerca prodotta attraverso la proporzione di Citazioni per Docente. La Reputazione presso i Datori di Lavoro è il terzo indicatore con la crescita più diffusa nel sistema universitario italiano.

LE PRIORITÀ STRATEGICHE PER IL PROSSIMO DECENNIO – I progressi dell’Italia pongono ora una domanda più importante del semplice posizionamento in classifica: se il Paese riuscirà a trasformare la qualità e la reputazione delle sue università nella capacità di attrarre, trattenere e richiamare talenti. In una fase di calo demografico e di forte competizione internazionale, è questo divario, tra il valore che il sistema produce e la capacità di trattenerlo e farlo riconoscere, la vera sfida del prossimo decennio.

– Internazionalizzazione: nessun ateneo italiano figura tra i primi 100 al mondo per docenti o studenti internazionali. Il dato suggerisce che l’Italia continui a incontrare difficoltà nel competere con le destinazioni accademiche più attrattive a livello globale, e quasi metà degli atenei arretra anche nella Rete di Ricerca Internazionale. – Esiti occupazionali: nonostante l’ottima reputazione presso i datori di lavoro, l’indicatore Esiti Occupazionali peggiora nel 34% degli atenei, suggerendo che il legame tra reputazione, carriere dei laureati e dinamiche del mercato del lavoro richiede ulteriore attenzione. – Vertice ancora ristretto: l’Italia ha una sola università nella top 100 mondiale, contro le 16 del Regno Unito, le 6 della Cina e le 4 di Germania e Francia. Il sistema migliora in ampiezza ma resta privo di una massa critica di atenei di vertice.

USA ANCORA AL TOP, MA LA CINA AVANZA – A livello globale, il Massachusetts Institute of Technology (Stati Uniti) resta al primo posto per il quindicesimo anno consecutivo, seguito dall’Imperial College London (Regno Unito) e dalla Stanford University (Stati Uniti). Gli Stati Uniti continuano a dominare i vertici, con nove università tra le prime 20, ma il 67% dei loro atenei arretra. La Cina registra la crescita più forte tra i grandi sistemi, con il 72% delle università in salita e il maggior numero di nuovi ingressi, mentre l’Asia guida lo slancio globale e Hong Kong è il sistema che è cresciuto di più al mondo. Complessivamente, il QS World University Rankings 2027 classifica più di 1.500 università in 106 sistemi di istruzione superiore.

Ecco il memorandum d’intesa firmato da Usa e Iran

Roma, 18 giu. (askanews) – Il memorandum d’intesa tra Stati uniti e Iran non è un accordo finale, ma un quadro politico e operativo che produce effetti immediati su guerra, Stretto di Hormuz, blocco navale, petrolio e fondi congelati, mentre rinvia a un negoziato successivo i nodi più difficili: nucleare, sanzioni, garanzie, ispezioni e assetto definitivo della sicurezza regionale. La struttura del documento è il suo elemento centrale: da una parte ci sono concessioni e impegni che scattano subito o entro 30 giorni; dall’altra, le questioni decisive vengono affidate a un percorso di 60 giorni, prorogabile con consenso reciproco.

Il primo punto stabilisce la cessazione ‘immediata e permanente’ delle operazioni militari ‘su tutti i fronti’, compreso il Libano. Il riferimento non è secondario. Inserire il Libano nel testo significa collegare l’intesa tra Washington e Teheran anche al dossier Hezbollah e alle operazioni israeliane nel sud del paese. Per l’Iran, è un modo per ottenere che la tregua non sia limitata al confronto diretto con gli Stati uniti, ma includa uno dei principali fronti regionali della sua rete di alleanze. Per Washington, è anche un tentativo di evitare che nuove operazioni israeliane contro Hezbollah facciano saltare l’intero impianto dell’accordo.

Il memorandum impegna le parti a non avviare guerre o operazioni militari l’una contro l’altra, a non minacciare l’uso della forza e a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale reciproche. Questo principio viene ribadito anche nel secondo punto, che vieta l’interferenza negli affari interni dell’altra parte. E’ una clausola apparentemente standard, ma politicamente sensibile: per Teheran rappresenta una garanzia contro pressioni esterne sul regime; per gli oppositori iraniani, può essere letta come un segnale di arretramento del sostegno americano alle proteste interne.

Il terzo punto fissa il calendario politico dell’intesa. Stati uniti e Iran si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo finale entro un massimo di 60 giorni, prorogabili solo con consenso reciproco. E’ una scadenza molto ambiziosa, soprattutto perché il documento lascia aperti i dossier più complessi. Il memorandum crea quindi una finestra negoziale breve, ma carica di aspettative: entro quel periodo dovranno essere definiti il futuro del programma nucleare iraniano, il calendario della revoca delle sanzioni, i meccanismi di verifica e le garanzie di attuazione.

Il quarto punto riguarda il blocco navale. Gli Stati uniti si impegnano ad avviarne subito la rimozione e a completarla entro 30 giorni, insieme alla fine di ‘disturbi o impedimenti’ contro l’Iran. Nello stesso arco di tempo, il traffico verso i porti iraniani dovrà essere ripristinato in proporzione al traffico commerciale riaperto da Teheran nello Stretto di Hormuz. In una fase successiva, entro 30 giorni dall’accordo finale, Washington dovrà ritirare le proprie forze dalla ‘prossimità’ dell’Iran. E’ uno dei punti più favorevoli a Teheran, perché allenta rapidamente la pressione militare e marittima americana prima che siano risolte tutte le questioni nucleari.

Il quinto punto è dedicato a Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale. L’Iran si impegna a fare ‘i migliori sforzi’ per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali dal Golfo persico al Mare di Oman e viceversa. Il traffico dovrà riprendere subito, ma il pieno ripristino potrà richiedere fino a 30 giorni per rimuovere ostacoli tecnici e militari e completare le operazioni di sminamento. Il transito sarà senza costi per 60 giorni.

La formula sui 60 giorni è uno dei punti più ambigui del documento. Il memorandum non stabilisce esplicitamente che il passaggio resterà gratuito anche dopo quel periodo. Al contrario, prevede che l’Iran apra un dialogo con l’Oman e con gli altri stati rivieraschi del Golfo per definire la futura amministrazione dello Stretto e i servizi marittimi, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti sovrani degli stati costieri. Il rischio politico è che il tema dei servizi marittimi diventi, in futuro, il terreno per una forma di pedaggio o di controllo più assertivo da parte iraniana.

Il sesto punto introduce un piano da almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran. Il documento affida agli Stati uniti e ai partner regionali il compito di costruire un piano ‘definitivo e reciprocamente concordato’, con licenze, deroghe e autorizzazioni finanziarie concesse da Washington. La Casa bianca ha però chiarito che gli Stati uniti non sono obbligati a contribuire direttamente al fondo. La formula lascia quindi spazio a investimenti di paesi del Golfo, con il via libera americano, ma evita l’immagine politicamente tossica di un pagamento diretto degli Stati uniti a Teheran.

Il settimo punto è quello sulle sanzioni. Washington si impegna a terminarle tutte, comprese quelle legate alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quelle del consiglio dei governatori dell’Aiea e le misure unilaterali Usa, primarie e secondarie. Ma il calendario della revoca non è indicato: dovrà essere concordato nell’accordo finale. Questo rende il punto cruciale ma ancora indeterminato. L’Iran ottiene il riconoscimento del principio della fine delle sanzioni; gli Stati uniti mantengono la possibilità di legare tempi e modalità alla verifica degli impegni nucleari iraniani.

L’ottavo punto è il cuore del memorandum, ma anche il più vago. L’Iran riafferma che non procurerà né svilupperà armi nucleari. Le parti concordano di definire un meccanismo per il materiale arricchito già accumulato da Teheran, con una soglia minima: il down-blending sul posto sotto supervisione dell’Aiea. In altre parole, il materiale dovrebbe essere diluito, ma il testo non impone esplicitamente che venga trasferito fuori dal paese. È una differenza fondamentale rispetto ad accordi precedenti, perché lascia aperta la questione del controllo fisico delle scorte.

Il memorandum non risolve neppure il futuro dell’arricchimento. Le parti si impegnano a discutere ‘la questione dell’arricchimento’ e le altre necessità nucleari iraniane, ma senza fissare nel testo una sospensione, un limite temporale o una chiusura degli impianti. Restano quindi da negoziare i punti decisivi: se l’Iran potrà continuare ad arricchire uranio, a quali livelli, con quali centrifughe, in quali siti, sotto quali ispezioni e con quali tempi. Il documento afferma il principio del no all’arma nucleare, ma rimanda il contenuto tecnico dell’intesa.

Il nono punto congela la situazione durante il negoziato. L’Iran manterrà lo status quo del proprio programma nucleare, mentre gli Stati uniti non imporranno nuove sanzioni e non dispiegheranno ulteriori forze nella regione. È una clausola di stabilizzazione: impedisce alle parti di migliorare la propria posizione negoziale con nuove pressioni militari, economiche o nucleari. Allo stesso tempo, consolida per due mesi una realtà in cui il programma iraniano resta al centro del confronto, ma senza nuove misure coercitive americane.

Il decimo punto garantisce a Teheran un beneficio economico immediato. Fino alla revoca delle sanzioni, il dipartimento del Tesoro Usa dovrà rilasciare deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petroliferi e derivati, oltre ai servizi collegati: transazioni bancarie, assicurazioni, trasporti e assistenza connessa. È un passaggio essenziale perché consente all’Iran di riattivare flussi di entrate prima della conclusione dell’accordo finale. Per Washington, è anche una concessione che riduce una parte della pressione economica proprio mentre il negoziato nucleare deve ancora iniziare davvero.

L’undicesimo punto riguarda i fondi e gli asset iraniani congelati o sottoposti a restrizioni. Gli Stati uniti si impegnano a renderli pienamente disponibili al momento dell’attuazione del memorandum, con procedure da concordare durante i negoziati. Il testo prevede che i fondi possano essere usati per pagamenti verso beneficiari finali indicati dalla Banca centrale iraniana. È un altro punto sensibile, perché offre a Teheran accesso a risorse finanziarie rilevanti prima che siano definiti tutti i dettagli dell’accordo finale.

Gli ultimi tre punti definiscono l’architettura di attuazione. Le parti dovranno creare un meccanismo esecutivo per monitorare il rispetto del memorandum e dell’accordo finale. Dopo l’avvio dell’attuazione dei punti principali, Stati uniti e Iran apriranno il negoziato sul testo definitivo, che dovrà concentrarsi sugli altri paragrafi. L’accordo finale dovrà infine essere approvato da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Sport ed e-coaching, i valori del campo entrano in azienda

Milano, 18 giu. (askanews) – Impegno, resilienza, responsabilità e spirito di squadra. Valori che lo sport insegna ogni giorno e che possono diventare competenze utili anche nel mondo del lavoro. Da questa idea nasce i-dive Sport Vision, il progetto presentato a Milano da Pragma, in collaborazione con Fortitude Sport & Entertainment, che utilizza l’esperienza degli atleti come punto di partenza per percorsi di coaching dedicati ad aziende e organizzazioni.

Il format unisce sport ed e-coaching attraverso la piattaforma i-dive, con l’obiettivo di trasformare esperienze e valori vissuti sul campo in comportamenti concreti e misurabili nella quotidianità lavorativa.

Tra i protagonisti del progetto ci sono cinque atleti provenienti da discipline diverse: Massimo Ambrosini, Bruno Cerella, Giulia Rizzi, Riccardo Bagaini e Ilaria Spirito.

“La leadership si impara sul campo, magari si impara anche guardando chi più di te in certi casi riesce ad esercitarla, perché non è una cosa che appartiene a tutti – spiegato Massimo Ambrosini, ex calciatore e volto televisivo

– Invece appartiene allo sport, in generale, avere comunque una conseguenza rispetto all’impegno che tu ci metti. Questo secondo me è l’elemento più importante: lo sport secondo me ti ridà indietro quello che tu gli dai in termini di impegno, che per tutti non può essere uguale”.

“Dall’esperienza dello sportivo, da come affrontano le difficoltà, le sfide di ogni giorno, l’impegno e la resilienza, possiamo davvero poi trasportare questa esperienza in una riflessione che è all’interno delle organizzazioni e che può aiutare tutte quante le persone e i team a comprendere quali siano dei comportamenti efficaci da mettere in campo ogni giorno con coerenza e costanza proprio come fanno gli sportivi”, ha sottolineato Adele Eberle, Master Certified Coach ICF.

Il percorso si basa su una piattaforma di e-coaching pensata per accompagnare nel tempo lo sviluppo delle competenze. “Gli obiettivi che ci siamo proposti con i-dive Sport Vision sono quelli di portare il coaching con un linguaggio che sia accessibile e riconoscibile da tutti, quindi il linguaggio e la narrazione dello sport. I valori dello sport e la forza che ci può dare è un tema che può essere compreso e reso anche accessibile e quindi utilizzabile da parte di tutte le aziende”, ha spiegato Oriana Cok, CEO di Gruppo Pragma.

L’obiettivo è trasformare l’ispirazione dello sport in comportamenti concreti, da allenare ogni giorno anche sul posto di lavoro.

Cina, Xi congela il ricambio: successione non è una priorità

Roma, 18 giu. (askanews) – A poco più di un anno dal congresso che dovrà ridisegnare i vertici del Partito comunista cinese, Xi Jinping ha mandato un segnale netto alla sua classe dirigente: il ricambio generazionale non è ancora una priorità, almeno non nella cerchia più vicina al leader. La nomina di Cai Qi, 70 anni, alla guida della Scuola centrale del Partito non appare come un semplice avvicendamento burocratico, ma come un tassello della strategia con cui Xi sta blindando il sistema politico in vista del 2027.

Il presidente cinese e segretario generale del Pcc ha compiuto 73 anni lunedì 15 giugno. E proprio attorno al suo compleanno si sono concentrati due passaggi simbolici: l’ascesa di Cai in una delle istituzioni più importanti per la formazione dei quadri e la formalizzazione del ‘Pensiero di Xi Jinping sulla costruzione del Partito’, nuova formula dottrinale destinata a rafforzare ulteriormente la centralità ideologica del leader.

La Scuola centrale del Partito è il luogo in cui il Pcc forma i funzionari destinati a salire nella gerarchia, trasmette la linea politica, disciplina il linguaggio ideologico e seleziona i profili più affidabili. Nella storia della Repubblica popolare è stata spesso anche un osservatorio privilegiato delle lotte interne. Per questo la scelta di metterla nelle mani di Cai, quinto nella gerarchia del Partito e considerato uno degli uomini più vicini a Xi, ha un peso che va oltre il nuovo incarico.

Cai prende il posto di Chen Xi, 72 anni, ex membro dell’Ufficio politico, compagno di studi di Xi all’università Tsinghua e figura di fiducia del leader cinese. Chen aveva continuato a guidare la scuola anche dopo l’uscita dal Comitato centrale nel 2022, una soluzione già anomala. Ora, però, Xi ha scelto non un dirigente più giovane da lanciare verso il futuro, ma un altro settantenne, fedelissimo e già carico di responsabilità.

Il dato anagrafico, in questo caso, è un fatto politico rilevante. Nella tradizione cinese i 70 anni sono indicati con l’espressione ‘gu xi’, età ‘antica e rara’, richiamo al celebre verso del poeta Tang Du Fu secondo cui arrivare a quell’età era cosa rara fin dall’antichità. Nel sistema politico costruito da Xi, invece, i 70 anni non sembrano più rappresentare una soglia di uscita. Al contrario, possono diventare l’età della conferma, se la fedeltà politica è considerata indispensabile.

Cai è il caso più evidente. Ha lavorato con Xi nel Fujian e nello Zhejiang, due province decisive nella formazione della rete personale del leader. E’ direttore dell’Ufficio generale del Comitato centrale, struttura che controlla il flusso di documenti, informazioni, agenda e sicurezza politica attorno al vertice. E’ primo segretario della Segreteria del Pcc, ha un ruolo centrale nella propaganda e nell’ideologia, ed è tra i dirigenti che siedono più spesso accanto a Xi negli incontri con leader stranieri, compresi i vertici con Stati uniti e Russia.

Il suo profilo non è quello di un successore. Per ragioni d’età, Cai difficilmente potrebbe rappresentare il dopo-Xi. La sua funzione è diversa: custodire il sistema Xi, garantirne la disciplina interna, controllare la formazione dei quadri e rafforzare il primato della linea ideologica.

Il 2027 sarà il passaggio decisivo. Il XXI congresso nazionale del Pcc dovrà rinnovare il Comitato centrale, l’Ufficio politico (Politburo) e il Comitato permanente, cioè il sancta sanctorum del potere cinese. Xi, che ha ottenuto nel 2022 un terzo mandato da segretario generale rompendo la prassi consolidata del doppio mandato post-Deng Xiaoping, è ampiamente atteso alla prova di un quarto mandato. La domanda non è più se lascerà il potere, ma se indicherà almeno un erede.

Finora non lo ha fatto. Nel 2022 il nuovo Comitato permanente del Politburo è stato riempito da uomini considerati vicini a Xi, ma nessuno di loro aveva l’età e il profilo necessari per essere letto come successore designato. Il più giovane, Ding Xuexiang, era già sessantenne. La prassi informale che aveva favorito passaggi relativamente ordinati da Jiang Zemin a Hu Jintao e poi da Hu a Xi si è interrotta. La vicepresidenza dello Stato, un tempo possibile trampolino verso la guida suprema, non svolge più quella funzione. La Commissione militare centrale – oggetto recentemente di un impressionante repulisti – resta saldamente nelle mani di Xi, senza un civile più giovane in posizione tale da preparare un passaggio di consegne.

La rottura era stata preparata già nel 2018, quando la Cina ha cancellato dalla Costituzione il limite dei due mandati per il presidente della Repubblica popolare. Quel limite non riguardava formalmente la carica più importante, quella di segretario generale del Pcc, ma aveva contribuito a sostenere la logica politica del ricambio. Da allora la personalizzazione del potere ha accelerato. Nel 2022 Xi ha ottenuto il terzo mandato, ha rafforzato il proprio status di ‘nucleo’ del Partito e ha neutralizzato quasi tutti i riferimenti a una successione ordinata.

Questo non significa che nel Pcc manchi ogni forma di rinnovamento. Negli ultimi anni quadri nati negli anni Settanta sono stati promossi a livello provinciale, ministeriale e tecnico. Molti provengono da settori considerati strategici da Xi: finanza, tecnologia, industria aerospaziale, industria militare, amministrazione locale. Sono funzionari relativamente giovani per gli standard della politica cinese e possono avere un futuro nella macchina dello Stato-Partito. Ma restano lontani dal vero centro del potere. La loro ascesa riguarda la gestione del sistema, non la successione al vertice.

Al piano più alto, invece, il criterio dominante resta la lealtà. Xi ha utilizzato l’età in modo flessibile: ha trattenuto anziani fedelissimi, ha marginalizzato giovani non pienamente allineati e ha promosso quadri che dipendono direttamente dal suo patronato. La vecchia regola informale del ‘sette su, otto giù’, secondo cui a 67 anni si poteva restare e a 68 si doveva uscire, è stata piegata più volte. La sua applicazione non è più una norma, ma uno strumento politico.

Anche altri uomini vicini a Xi hanno mantenuto incarichi sensibili oltre la soglia dei 70 anni. Song Tao, 71 anni, dirige gli uffici per gli affari di Taiwan del Comitato centrale e del Consiglio di Stato. Xia Baolong, 73 anni, sovrintende agli affari di Hong Kong e Macao. Entrambi non sono membri del Comitato centrale, ma restano titolari di dossier politicamente cruciali. E’ un modello che potrebbe valere anche per Cai dopo il 2027: perfino se lasciasse il Comitato permanente, potrebbe conservare un ruolo decisivo in un’istituzione chiave.

La giornata del 15 giugno ha aggiunto un altro elemento. A Pechino, Cai ha partecipato a una conferenza nazionale sulla costruzione del Partito in cui è stata rilanciata la formula del ‘Pensiero di Xi Jinping sulla costruzione del Partito’. Il messaggio era chiaro: la disciplina interna, la fedeltà al centro e il controllo ideologico non sono aspetti secondari, ma il fondamento della continuità del potere. Che questo sia avvenuto proprio nel giorno del 73mo compleanno di Xi ha dato al passaggio un forte valore simbolico.

Il tema dell’età resta tuttavia politicamente sensibile. Nel settembre 2025, durante la parata militare a Pechino per l’80mo anniversario della vittoria nella guerra contro il Giappone, Xi e il presidente russo Vladimir Putin – che sono coetanei – furono ripresi mentre parlavano di longevità. Xi osservò che in passato arrivare a 70 anni era raro, mentre ‘oggi a 70 anni si è ancora bambini’; Putin evocò le prospettive aperte dalla biotecnologia e dai trapianti, e Xi accennò alla possibilità che in questo secolo si possa vivere fino a 150 anni. Quella conversazione attirò l’attenzione internazionale proprio sul punto che Pechino tende a non discutere: l’età del leader e il futuro della successione.

Il vero significato politico non è nella diplomazia personale tra Mosca e Pechino. E’ nella gestione interna del potere cinese. In un sistema privo di procedure trasparenti per la successione, ogni nomina, ogni incarico e ogni formula ideologica diventano segnali da interpretare.

La nomina di Cai Qi alla Scuola centrale del Partito indica che Xi non sta preparando un’uscita ordinata, ma una nuova fase di consolidamento. La quinta generazione di leader, a cui appartiene Xi, non lascia spazio alla sesta nel cuore della decisione politica. I quadri più giovani avanzano ai livelli amministrativi, ma il vertice resta nelle mani di una cerchia anziana, leale e dipendente da Xi.

Saragat, 1946: “Fate che il volto di questa repubblica sia un volto umano”

Presidente. (Segni di viva attenzione). Onorevoli colleghi! Nel memorabile discorso pronunciato il 9 marzo di quest’anno alla Consulta Nazionale, a chiusura della discussione della legge sull’Assemblea Costituente, il Presidente Vittorio Emanuele Orlando, ringraziando l’Assemblea per le espressioni di affetto da cui si sentiva circondato, le interpretava come un omaggio rivolto non alla sua persona, ma al rappresentante di una generazione che aveva contribuito a creare la storia dello Stato d’ltalia dal principio del secolo sino al 1922.
E il Presidente Orlando, commentando il distacco tra quella generazione e la giovane classe politica che sorge, lamentava giustamente la mancanza di quei gradi intermedi che rendono impossibile una recisa contrapposizione tra giovani e vecchi.

Nell’ostacolo posto alla continuazione della classe politica il Presidente Orlando ravvisava il più irreparabile forse fra i delitti del fascismo.
Nella manifestazione di fiducia dell’Assemblea Costituente verso la mia persona sia permesso a me di ravvisare un omaggio a quella generazione intermedia la cui assenza, come classe politica, si fa duramente sentire nella vita del Paese. È un omaggio verso coloro che, giovani nel 1922, hanno raccolto con le loro deboli forze, ma con una fede stimolata dall’esempio dei loro padri, la fiaccola della libertà e della giustizia. Molti di questi giovani ne sono stati arsi ed è per questo che pochi sono i superstiti: tutti ne sono stati illuminati.
Ma voi, onorevoli colleghi, avete anche voluto onorare il rappresentante modesto di un movimento politico che alla difesa dei diritti delle libere assemblee ha offerto l’anima ardente di Filippo Turati e il sangue generoso di Giacomo Matteotti. (Vivi applausi).
Infine, col vostro voto avete voluto sottolineare l’apporto decisivo che le classi lavoratrici hanno dato alla sacra causa della libertà della Patria. (Applausi).
Se attorno a me si sono raccolti i vostri suffragi e se ho quindi l’immeritato onore di presiedere questa Assemblea, penso anche che ciò si debba al fatto che gli uomini vengono giudicati più per quello che si attende da loro che per quello che sono, più per quello che si crede potranno fare che per quello che già hanno fatto e fanno.
Non so se la vostra attesa sarà giustificata; so pero che osserverò in modo assoluto la più scrupolosa obiettività ed imparzialità. Tutore dei diritti di ognuno, richiederò egualmente da ognuno l’adempimento dei suoi, doveri.
Altissimi sono i vostri diritti.

Voi rappresentate il popolo italiano in virtù di un responso democratico, che è la consacrazione di un quarto di secolo di lotte per la difesa della libertà umana. Le formule giuridiche, in virtù delle quali i liberi comizi sono stati convocati, non sono che la traduzione, nel solenne linguaggio del diritto, di quel più alto diritto umano che ha la muta eloquenza delle sofferenze soffocate delle generazioni, che si scrive col sangue versato per la buona causa, e che la storia, giudice lento perché ha di fronte a se l’eterno, nel giorno segnato dal destino corona con una sentenza irrevocabile.
Il 2 giugno è stato il grande giorno del nostro destino.
La vittoria della Repubblica è la sanzione di un passato funesto, è la certezza di un avvenire migliore. Ma questa vittoria ha un significato ancora piu alto. Essa rappresenta il patto solenne stretto da tutti gli italiani di rispettare la legalità democratica. In questo patto, che vincola tutte le donne e tutti gli uomini della nostra terra, è il segreto dell’avvenire della Nazione.
Senza l’adesione di tutto il popolo ai principi della democrazia politica, non soltanto non è possibile alcun progresso umano, ma le stesse conquiste legateci da secoli di storia sono insidiate e minacciate di rovina.
Voi, eletti dal popolo, riuniti in questa Assemblea sovrana, dovete sentire l’immensa dignità della vostra missione. A voi tocca dare un volto alla Repubblica, un’anima alla democrazia, una voce eloquente alla libertà.

Dietro a voi sono le sofferenze di milioni di italiani; dinanzi a voi le speranze di tutta la Nazione.
Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi che la democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della Nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani, essa non è che la maschera di una nuova tirannide. (Applausi).
Ecco perché, oltre che sui problemi della struttura politica dello Stato repubblicano, voi vi piegherete su quello della struttura sociale del Paese.
Nel grande moto che spinge le classi diseredate a rivendicare un destino meno iniquo voi non vedrete una minaccia per la libertà, ma, al contrario, la forza motrice del progresso, solo che venga disciplinato dalla saggezza dei legislatore e non venga ostacolato dall’egoismo dei ceti privilegiati. (Applausi).
Nella Repubblica democratica la libertà politica e la giustizia sociale trovano il terreno su cui possono integrarsi in una sintesi armoniosa. Tutta la vostra saggezza di legislatori sarà quindi orientata alla ricerca della formulazione più efficace atta a tradurre in termini concreti queste esigenze fondamentali di ogni consorzio civile ed a favorirne la pratica realizzazione.
Se vi porrete su questo piano, le divergenze ideologiche che possono sussistere tra di voi si concilieranno nell’ambito dei diritti imprescrittibili della persona umana e delle società naturali in cui essa vive.
Egualmente la concretezza di questi diritti riceverà possente rilievo dalla loro correlazione con le norme che voi elaborerete intorno ai fondamenti strutturali dello Stato repubblicano, avendo presente che la democrazia si crea nella misura in cui la separazione fra il popolo e l’apparato dei pubblici poteri progressivamente scompare.
Ma, oltre all’elaborazione delle leggi fondamentali dello Stato repubblicano, altri doveri vi sovrastano. In primo luogo quello di offrire al Paese, pur nelle necessarie e feconde divergenze, l’esempio della concordia e del più alto civismo. Poiché, più che dalle leggi scritte nei testi fondamentali, la democrazia diviene una realtà vivente ad opera del costume che si stabilisce fra gli uomini. E se è vero che questo costume è condizionato dalla situazione economica e sociale di un’epoca determinata, non è men vero che la coscienza reagisce per trasformarlo portandolo ad un livello più alto.

Alla volontà di potenza, scaturente dall’egoismo sfrenato dei singoli e dei gruppi politici ottusi al senso della liberta, voi opporrete la potenza della volontà libera, imponendo a voi stessi i limiti invalicabili segnati dalla coscienza morale.
Voi renderete in tal modo un incalcolabile servizio alla causa dell’evoluzione sociale e politica di un popolo che ha gli occhi fissi su questa Assemblea, dalla cui condotta trarrà norma per la propria condotta.
Accennando ai vostri compiti, converrà soffermarci un istante su quelli che scaturiscono dai rapporti di questa Assemblea sovrana col Governo.
Come vi è noto, è stato accolto con saggio accorgimento il criterio di mantenere al Governo la delega per quelle che saranno le attività normali di carattere legislativo. Si tratta, come è stato giustamente osservato dal Ministro per la Costituente onorevole Pietro Nenni, non già di una limitazione dei poteri dell’Assemblea, ma piuttosto di una divisione di lavoro tra l’Assemblea e il Governo; la cui responsabilità di fronte alla Costituente permane inalterata.
E questa sovranità dell’Assemblea è sottolineata nel modo più forte dalla responsabilità di cui essa è investita in materia di leggi di approvazione dei trattati internazionali.
Onorevoli colleghi, nonostante il prezioso contributo di sangue dato dalle Forze armate del Corpo di Liberazione, dai nostri soldati, dai, nostri marinai, dai nostri aviatori, dai nostri partigiani, alla causa solidale della libertà della Patria e del mondo, l’Italia non riesce a sottrarsi, a cagione di un giudizio che riteniamo non equo, alla pesante ipoteca di un regime funesto.
Se il testo di una legge scritta su una vecchia pergamena definisce la costituzione di uno Stato, l’immagine della Patria è scolpita nella natura a caratteri giganteschi, come le vallate e le montagne che ne delimitano i sacri confini.
L’intangibilità di una giusta frontiera è quindi parte integrante della costituzione di uno Stato libero, allo stesso titolo delle sue leggi fondamentali.

(Vivi applausi). E noi risentiremmo l’offesa, che potrebbe sfigurare e deformare il volto della Patria repubblicana, come un’offesa ai più sacri principi della libertà e della democrazia. (Approvazioni).
In ultima analisi, si tratta di sapere se al tavolo della pace si vorrà ferire, attraverso l’Italia libera e repubblicana, quei principi di libertà e di democrazia che per la loro universalità sono garanzia di civiltà e di pace per tutti i popoli, oppure se, rispettando i sacri diritti del nostro Paese, si asseconderà il trionfo della giustizia internazionale. (Applausi) Non so se e quando noi ci troveremo di fronte ad un trattato di pace.
Ma se il fervore di civismo democratico del Paese può contribuire a scongiurare la jattura di una pace ingiusta, eguale fervore da parte di questa Assemblea può proteggere l’Italia. Poiché, quanto più l’Italia si presenterà alla coscienza del mondo col suo volto di nazione veramente libera e democratica, tanto più la mano levata per colpire esiterà a compiere il gesto funesto. E questo, onorevoli colleghi, fissa in termini di fattivo patriottismo il vostro compito di legislatori democratici.
Onorevoli colleghi, con l’instaurazione della Repubblica italiana si inizia un periodo nuovo nella storia del nostro Paese.
Una pesante eredità di miserie e di dolori grava sul nostro presente, ma anche lo illumina un passato di gloria imperitura.
Per diradare la grigia penombra da cui siamo circondati, leviamo sempre più alta la fiamma della libertà e della giustizia. Alla sua vivida luce noi scorgeremo, sino ai limiti del più lontano orizzonte, la strada per cui si avvia la Patria risorta.
È un cammino aspro, irto di ostacoli, ma che sale verso libere altezze.
Sorreggiamola come figli devoti in questa marcia in avanti, docili ai suoi cenni materni, fedeli alla sua volontà sovrana. Viva la Repubblica italiana! Viva l’Italia! (L’Assemblea si leva in piedi – Vivissimi prolungati applausi)

UniCredit, Orcel: Europa metta a fattore comune mercati, banche, energia

Roma, 18 giu. (askanews) – In Europa si parla molto di competitività, di sovranità su innovazone e IA ma poi “stiamo perdendo” un punto chiave: “ed è quello che l’Europa deve mettere a fattore comune le sue infrastrutture, che siano i mercati dei capitali, le banche, l’energia o la tecnologia. Se non facciamo questo fattore comune non possiamo permetterci di fare qualcosa che sia competitivo a livello globale”. Facendolo, invece “potremmo essere, possiamo essere molto diversi”. Così Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, ha risposto incalzato sull’offerta per Commerzbank e le interferenze della politica, durante un dibattito alla conferenza FII Priority Europe, a Roma.

“Ci sono antagonismi tra Paesi, differenze tra paesi”, Orcel ha citato il fatto di essere un romano che vive a Milano. Ma anche in Germania “la situazione è uguale. In Europa siamo molto diversi e siamo fieri di esserlo – ha detto – ma dobbiamo evitare di che questo ci porti a balcanizzare e frammentare, penso che questo sia il problema”.

“Penso che l’interpretazione di mettere a denominatore comune spaventi o faccia temere meno sovranità”. E se si guarda “il mercato bancario tedesco”, (dove UniCredit ha incontrato ostilità nel suo piano su Commerzbank-ndr) “è tra quelli dove gli utenti sono tra in meno contenti, è il mercato che ha più alta penetrazione di fintech e il mercato dove le banche americane hanno guadagnato più quota. Perché? Per la frammentazione: non abbiamo la mole, non abbiamo le economie di scala. E noi siamo stati in Germania per 20 anni”.

“Penso che sia quello che manchi – ha concluso -: pensando di per proteggerci di più”, evitando l’integrazione e consentendo la frammentazione, in Europa si lasciano entrare “tutte le minacce dell’economia globale”.

Robotica, IA e dati stanno già trasformando la sanità italiana

Milano, 18 giu. (askanews) – Centomila italiani vengono monitorati a distanza per problemi cardiaci senza mettere piede in un ospedale e un sistema di intelligenza artificiale, addestrato su 1 milione e mezzo di episodi clinici, riduce dell’88% i falsi allarmi segnalando al contempo le aritmie prima che diventino emergenze. È solo un esempio di quanto accade già oggi in alcune aree della variegata sanità italiana.

“Le tecnologie ovviamente – osserva Fabrizio Oliva, past president Anmco e presidente della Italian Federation of Cardiology – diventano sempre più protagoniste nel mondo sanitario. In particolare l’affacciarsi dell’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente alcuni processi. Li ha già sostanzialmente cambiati nell’ambito dell’imaging e quindi della diagnosi, dove c’è una affidabilità elevatissima anche rispetto alla figura umana, lo cambierà anche nel contesto del percorso di cure e anche nell’organizzazione sanitaria”.

Altri esempi, presentati dalla multinazionale Medtronic durante un convegno nella sua sede milanese, sono la nuova piattaforma chirurgica intelligente Stealth AXiS, destinata a migliorare sensibilmente le procedure chirurgiche spinali e craniche, e l’occhio elettronico che riduce del 50% il tasso di lesioni non rilevate durante le colonscopie aumentando fino al 14,4% la capacità diagnostica per le patologie oncologiche. Tasselli di una rivoluzione che ha tra i protagonisti la stessa Medtronic, colosso globale del settore delle tecnologie applicate alla medicina, che per stare al passo coi tempi ha a sua volta cambiato pelle.

“Siamo stati in grado – ricorda Paola Pirotta, amministratrice delegata di Medtronic Italia – di integrare tecnologia, intelligenza artificiale, dati e digitale lungo l’intero percorso di cura. Non rappresentano più elementi separati, ma sono delle vere e proprie leve di integrazione che consentono di far sì che il sistema salute evolva verso un sistema salute che sia sostenibile”.

Oltre a supportare le decisioni dei clinici e migliorare gli esiti per i pazienti questi nuovi strumenti possono favorire infatti anche un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.

“Fare le cose meglio – sottolinea Marco De Luigi, senior director Integrated Health Solutions di Medtronic Italia – significa riuscire a utilizzare meglio le risorse e ridurre i costi della sanità e servire più pazienti a tutti gli effetti. L’intelligenza artificiale sta esplodendo anche perché, per fortuna, tutti questi anni di digitalizzazione hanno consentito di acquisire tanti dati. Adesso deve essere governata, perché è una cosa nuova, ma sicuramente sta offrendo delle potenzialità incredibili”.

Ovviamente i professionisti della salute non devono affidarsi completamente alle nuove tecnologie, per questo la vera sfida è dare loro una alfabetizzazione adeguata in questo ambito, in modo da dominare questi strumenti e mantenere l’empatia e la comprensione etica che solo l’assistenza umana può ancora garantire.

La Russa ha detto che Vannacci è un traditore

Milano, 18 giu. (askanews) – “La verità è che il più efficace propagandista anti-Vannacci è Matteo Renzi, quando dice di averlo utilizzato per sconfiggere il governo di centrodestra. Di fatto gli affibbia l’immagine del traditore”. Lo dice il presidente del Senato Ignazio La Russa, in un colloquio con il Giornale in cui non usa mezzi termini: “Vannacci è un traditore”.

E spiega: “Fa parte della nostra cultura. Giorgio Almirante, quando ci fu la scissione dell’MSI gestita dai democristiani, ci ordinò di non parlare con i fuoriusciti. Fu un ordine tassativo da applicare con rigore. In quella scissione che diede vita a democrazia nazionale, se ne andarono personaggi di rilievo: i due capigruppo, buona parte del gruppo dei senatori, il leader dei monarchici Covelli. Ebbene, sapete quanto presero i fuoriusciti in quell’occasione? Lo 0,3%-0,4%, cioè niente e la ragione è semplice: nella destra il concetto del traditore è un marchio di disonore indelebile che ti emargina. A cominciare da quello del re. Ne dovrebbe essere consapevole – ammonisce La Russa – soprattutto un generale”.

Le tracce della maturità, tra Pavese e l’importanza dei confini

Roma, 18 giu. (askanews) – L’esame di Maturità 2026 è iniziato oggi alle ore 8,30, quando il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha rilasciato agli istituti la chiave digitale per aprire il testo della prima prova scritta contenuta nel plico telematico. Pochi minuti dopo, sui social e sui siti specializzati sono apparse le prime indiscrezioni sulle 7 tracce scelte per quest’anno, in attesa della conferma del Ministero (che pubblicherà le tracce ufficiali al termine della prova). Queste le tracce scelte per il tema dell’edizione 2026.

-TIPOLOGIA A (ANALISI DEL TESTO, 2 tracce): per la poesia “Passerò per piazza di Spagna” di Cesare Pavese dalla raccolta “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” (A1); per la prosa un testo tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati (A2);

-TIPOLOGIA B (TESTO ARGOMENTATIVO, 3 tracce): un testo dal discorso di insediamento del neo eletto presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea costituente del 26 giugno 1946 (B1); un testo da “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire” del giornalista e scrittore Piero Bianucci, libro che passa in rassegna le diverse forme giornalistiche e affronta argomenti delicati come la scelta delle fonti e l’etica professionale di chi scrive (B2); un testo da “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere” del sociologo inglese Frank Furedi sul significato e il valore di confini e frontiere nella società globalizzata (B3).

-TIPOLOGIA C (TEMA DI ATTUALITÀ, 2 tracce): un brano dall’articolo “Funziona a meraviglia” della giornalista tedesca Wenke Husmann (Die Zeit), pubblicato su Internazionale, su scienza, ragionamento scientifico capacità di farsi stupire (C1); un brano dal libro “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi, storie di persone che abbracciano la fatica come cifra essenziale dell’esistenza (C2).

La prima prova scritta dell’esame di Maturità vale 20 punti: gli studenti hanno a disposizione 6 ore per completare la prova. Domani (sempre dalle ore 8,30) si prosegue con la seconda prova scritta (Latino al Classico; Matematica allo Scientifico). Dalla prossima settimana al via gli orali secondo i singoli calendari scolastici.

"Rapiti": torna Brando Costa, Bettanini questa volta lo porta in Siria

Roma, 18 giu. (askanews) – “Come in ogni mia storia – qui siamo alla quinta – almeno un incipit sbuca fuori dalla mia esperienza di vita”: Antonio Bettanini, consigliere diplomatico e funzionario di alto livello della Farnesina, è arrivato a un altro capitolo dell’epopea di Brando Costa, a metà strada fra thriller e spionaggio. In “Rapiti. Dalla Siria di Paolo alla Roma di Pietro” (Sagep, 2026), Brando si ritrova in Siria in compagnie di milizie jihadiste, in preda all’amnesia dopo un rapimento in Afghanistan, e dopo molti mesi piazzato in stallo presso un pastore.

Il suo rapitore però si è separato dai talebani con cui era in combutta; vorrebbe ora portarlo in Libano per scambiarlo con un riscatto, sicuro dell’accondiscendenza italiana, ma è inseguito dagli ex compagni in un gioco di fughe da svariati gruppi di pochissimi scrupoli. Così Brando si ritrova alla fine in attesa in un monastero trappista con cinque suore italiane, fra cui la Madre Superiora suor Benedetta, con cui intreccia dialoghi personali e spirituali prima che la trama – più spy story che thriller ormai – si sposti a Roma.

“Si scoprono ex sessantottini e raccontano un passato comune, la rottura con i propri mondi di appartenenza” dice Bettanini. “I riferimenti alla galassia siriana del terrorismo situano la storia ai bordi dell’oggi, a tre anni fa almeno; gli anni che sembrano segnare un principio di stabilizzazione” per Damasco.

Abbiamo visto Brando in altre situazioni difficili, per esempio in Russia ne “L’icona di San Pietroburgo” e in Afghanistan con “L’impermeabile di Kabul” dove si muoveva nei giorni caotici della ritirata occidentale: rispetto ai precedenti romanzi, però, “qui c’è il riflesso di un percorso triennale nelle abbazie e monasteri d’Europa, e l’incontro con il monachesimo al femminile attraversato dalla lunga, estenuante guerra civile siriana. Ho rubato una storia in parte vera. Poi certo ci sono diplomatici e personaggi dei servizi che mi diverto a disegnare, rubando tic e linguaggi ai tanti che ho frequentato in oltre vent’anni di carriera. Secondo me, questo backstage istituzionale che racconta di un Made in Italy dello spirito nostrano è l’aspetto più curioso e laico delle mie storie”.

Fra villaggi dalle radici cristiane, un monastero, una curiosa suora che ricorda James Bond, miliziani efferati per cui la vita propria e altrui non vale nulla, fino a giungere in Vaticano: ma chi è oggi Brando Costa per l’autore?

“La mia storia di scrittore è iniziata molti anni fa per uscire da una depressione; erano gli anni di Tangentopoli con Martelli e Falcone” risponde Bettanini. “Così ho scritto “Contro tutte le paure”, poi ho voluto raccontare cosa significhi vivere sotto minaccia di attentato, poi ho pensato ad un seguito della carriera di Brando. E Bruxelles e la Commissione Europea erano un mondo nuovo da raccontare, con la strana idea di un accordo tra Euronews e Al Jazeera, naturalmente osteggiato dai più. Il terzo romanzo invece parla delle disgrazie di una prof italiana in balia delle opacità del mondo russo e del crimine di mafia, ed è una storia vera. “L’impermeabile di Kabul” è un omaggio al mio amico Nando Rollando, alla cui avventura afghana mi sono ispirato. E ora in “Rapiti” ci sono tantissime “cose vere” trasfigurate e imprestate ai personaggi di queste storie”.

È anche un modo per raccontare agli italiani un po’ più da vicino le difficoltà di un paese come la Siria, dopo anni di sanguinosa guerra civile. E Bettanini come vede il futuro del paese e della regione? “La Siria di Hafez al Assad, il padre di Bashir, era un paese dalle radici laico socialiste, rispettoso del pluralismo religioso, poi finito nell’orbita dello sciismo iraniano. Ancora oggi le donne sono assai lontane dal traguardo di un’uguaglianza di genere. Lontane pure dall’esposizione coraggiosa dei propri diritti che, nonostante tutto, per esempio cova e riappare sotto la cenere dell’Afghanistan oggi in mano ai talebani”.

Aramco, Al-Rumayyan: in Italia investiti 20 mld dal 2017

Roma, 18 giu. (askanews) – Dal 2027 ad oggi il gigante petrolifero saudita Aramco ha complessivamente investito in Italia 20 miliardi di dollari, tra commesse e richieste ai fornitori, mentre in Europa e Gran Bretagna Aramco e il fondo sovrano saudita (Pif) hanno dispiegato 98 miliardi di dollari, fornendo 70 miliardi di contributo al Pil e generando 160mila posti di lavoro. Lo ha affermato Yasir O. Al-Rumayyan, presidente di Aramco, del fondo Pif e dell’FII Institute, nel suo intervento alla conferenza FII Priority Europe, a Roma.

Quanto alle sfide “sono prevalentemente regolamentari, derivano dalle leggi che danneggiano gli investitori come Aramco e Pfi non solo nell’investire ma anche nel mantenere gli investimenti già fatti, ci auguriamo che le autorità Ue intervengano” con correttivi, ha detto.

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 18 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 (Atlanta): Repubblica Ceca-Sudafrica ore 18 18/06 (Guadalajara): Messico-Corea del Sud ore 03 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 0

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 (Los Angeles): Svizzera-Bosnia ed Erzegovina ore 21 19/06 (Vancouver): Canada-Qatar ore 00 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia ed Erzegovina-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 (Boston): Scozia-Marocco ore 00 20/06 (Philadelphia): Brasile-Haiti ore 03 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Scozia 3, Brasile, Marocco 1 Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 (Seattle): USA-Australia ore 21 19/06 (San Francisco): Turchia-Paraguay ore 06 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA, Australia 3, Paraguay, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 (Toronto): Germania-Costa d’Avorio ore 22 21/06 (Kansas City): Ecuador-Curaçao ore 02 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 0

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 (Houston): Olanda-Svezia ore 19 20/06 (Monterrey): Giappone-Tunisia ore 06 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Svezia 3, Olanda, Giappone 1, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 Uzbekistan-Colombia 1-3 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Colombia 3, Portogallo, Congo 1, Uzbekistan 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 Ghana-Panama 1-0 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Ghana 3, Croazia, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Premio Tina Anselmi a Daniela Fumarola: quando la fantasia va al potere

Dallo slogan del Sessantotto alla realtà sindacale

Lo slogan «La fantasia al potere» (più spesso nella formulazione originale francese «L’imagination au pouvoir») nacque durante il Maggio francese del 1968, comparendo sui muri della Sorbona occupata e nelle manifestazioni studentesche di Parigi. All’epoca significava immaginare un mondo nuovo, andare oltre gli schemi, sfidare le convenzioni e sorprendere la realtà con idee inedite.

A distanza di quasi sessant’anni, qualcuno deve aver deciso di prendere piuttosto alla lettera — si fa per dire — l’ultima parte di quelle suggestioni.

Succede infatti che la CISL Puglia abbia conferito il Premio “Tina Anselmi” a Daniela Fumarola, attuale segretaria generale della CISL nazionale ed ex segretaria generale proprio della CISL Puglia. Un riconoscimento che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole premiare «chi dedica la propria vita agli altri» e valorizzare percorsi umani e sindacali di particolare rilievo.

L’arte dell’autoreferenzialità creativa

Fin qui nulla di strano, se non fosse che il premio arriva dalla stessa organizzazione regionale che Daniela Fumarola ha guidato per anni. Una scelta che apre scenari innovativi nel vasto campo dell’autoreferenzialità organizzata.

D’altra parte, perché limitarsi ai tradizionali criteri di terzietà che dovrebbero caratterizzare iniziative di questo tipo? La modernità richiede coraggio e disponibilità all’innovazione. E allora via libera a nuove formule.

Del resto, se Hollywood assegna gli Oscar agli attori, perché un’organizzazione non dovrebbe premiare una propria dirigente? Questa modalità potrebbe perfino suggerire ulteriori sviluppi: il “Premio Miglior Presidente” assegnato da un consiglio di amministrazione al proprio presidente uscente oppure un prestigioso “Trofeo dell’Obiettività” attribuito da una giuria a sé stessa.

Il paradosso del nome di Tina Anselmi

Nel caso specifico, la scelta appare particolarmente originale perché Tina Anselmi rappresentò nella storia italiana un esempio di indipendenza, rigore istituzionale e autonomia di giudizio.

Proprio per questo, probabilmente, la CISL Puglia ha deciso di interpretarne il messaggio in modo creativo, dimostrando che l’autonomia può essere esercitata anche nel decidere di premiare chi appartiene alla propria casa.

Qualcuno potrebbe osservare che sarebbe stato forse più lineare individuare una figura esterna all’organizzazione: una donna impegnata nel sociale, nella ricerca, nel volontariato o nelle istituzioni. Ma questa sarebbe una visione tradizionale, quasi conservatrice. Oggi il progresso corre veloce e impone nuove categorie interpretative.

La fine della distanza tra premiatore e premiato

Va comunque riconosciuto che la vicenda presenta almeno un vantaggio: elimina ogni rischio di errore nella selezione. Chi meglio di una struttura conosce una propria dirigente? Nessuno. E chi potrebbe contestare una valutazione formulata da chi ha condiviso anni di percorso comune? Nessuno, o quasi.

Del resto, anche nel 2024 fu premiato Luigi Sbarra. Momenti di maggiore libertà nella scelta dei destinatari si possono rintracciare nell’edizione 2022, con il riconoscimento assegnato all’Associazione Ucraini Puglia e Basilicata e a don Alessandro Mayer, e in quella del 2025 all’Associazione Volontari di Bethesda.

In fondo, la vera innovazione consiste proprio nel superare l’antica separazione tra premiatore e premiato. Una barriera culturale che apparteneva al secolo scorso e che oggi appare decisamente superata.

«Fantasia al potere», appunto.

E forse, osservando certe scelte, il vecchio slogan del Sessantotto continua a vivere. Solo che qualcuno, lungo il percorso, deve aver smarrito le istruzioni per l’uso.

Israele e la crisi del sionismo: una democrazia deformata dalla guerra

Forse bisognerebbe parlare dei “sionismi”, al plurale: dall’anelito di una “casa”, dell’Heim (l’intimità), di una dimora (come fu per André Neher, da me appassionatamente studiato) al nazionalismo fino all’integralismo religioso.

Credo che oggi del sionismo, rettamente inteso, resti ben poco.

Invece in Israele vi è un’abissale questione democratica, come dimostrano ad esempio le ripetute aggressioni dei coloni di Cisgiordania nei confronti dei palestinesi e, di nuovo in questi giorni, delle moschee. Non più, dunque, Tel Aviv faro della democrazia in Medio Oriente, esempio di laicità e di condivisione plurale con gli arabi israeliani; esempio rispetto all’Occidente stesso.

Mi viene da proporre la similitudine con la cosiddetta “economia di guerra”, che “vera” economia non è. Ecco, lo Stato israeliano è come abbrutito e sfigurato da decenni di conflitto e di sangue: una sorta di “democrazia di guerra”. Detto altrimenti, come non pochi autorevoli osservatori notano, non è più una democrazia. O, quantomeno, lo è in maniera assai anomala.

Bambini online: privacy fragile e controlli ancora insufficienti

Dieci anni dopo: cosa emerge dal nuovo monitoraggio

La Rete globale per l’applicazione delle norme sulla privacy (Global Privacy Enforcement Network) è stata istituita nel 2010 su raccomandazione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). A distanza di dieci anni dalla prima rilevazione sull’utilizzo dei siti web e delle APP da parte dei bambini effettuata nel 2015, l’indagine del 2025 ci consegna dati aggiornati sulla base di un campione di 900 siti e il coinvolgimento in diversi Paesi di 27 autorità garanti della tutela dei dati personali.

Luci ed ombre emergono dalla raccolta delle informazioni: da un lato cresce la sensibilità da parte delle autorità, degli addetti ai lavori, delle istituzioni e delle associazioni a tutela della privacy rispetto all’esigenza di un controllo che parta dalla produzione delle fonti e giunga alla verifica sulle abitudini dell’utenza finale. Dall’altro il monitoraggio ha permesso di evidenziare negligenze rispetto alla facilità con cui i minori vengono richiesti (ove non siano artatamente sollecitati a farlo) di fornire i propri dati personali già al momento dell’ingresso delle piattaforme dei social media.

L’aumento delle intrusioni nella privacy dei minori

Rispetto al 2015 si registra un incremento di queste intrusioni nella privacy dei bambini e si tratta di una crescita lenta ma esponenziale che va interrotta anche perché tali informazioni – una volta carpite – potrebbero essere condivise con terzi.

La sovraesposizione mediatica esiste ed è il vulnus più pernicioso di questa navigazione nel web: basti ricordare che il reato più odioso che l’accesso ai dati e alle immagini personali realizza consiste nel cosiddetto “revenge porn”, un fenomeno in crescita e devastante sotto il profilo della violazione delle tutele che dovrebbero essere garantite.

Le barriere alla circolazione delle informazioni private possono essere facilmente aggirate e ciò costituisce una preoccupazione particolare se i contenuti inappropriati o le funzionalità di elaborazione dati e di progettazione costituiscono un alto rischio per i bambini.

La protezione deve partire dalle fonti

Insomma, per quanto sia possibile il controllo durante l’uso delle piattaforme, la sicurezza più alta per non violare il codice etico e garantire la tutela assoluta dei dati dei fruitori minorenni delle piattaforme stesse e dei loro contenuti la si potrebbe ottenere con una protezione più mirata a livello di impostazione delle fonti.

Si tratta di una questione già posta e di una misura sollecitata perché, se l’imprinting è fraudolento, ogni tentativo di correttivo o censura effettuato a posteriori risulta sfuggente e inefficace.

Il sondaggio è stato effettuato partendo dalla predisposizione di una griglia di cinque indicatori utili per la raccolta e la classificazione dei dati:

  1. la verifica dell’età di accesso ai siti;
  2. la raccolta dei dati riguardanti gli utenti minorenni;
  3. la rilevazione dei controlli di protezione;
  4. l’eliminazione dell’account di ingresso;
  5. l’esercizio della facoltà di limitare i rischi di manipolazione di contenuti inappropriati.

I numeri dell’indagine e le prospettive future

Il monitoraggio dei dati raccolti ha consentito di rilevare nell’ordine:

  1. che il 72% dei fruitori delle piattaforme ha eluso la verifica dell’età, anche mediante autodichiarazione;
  2. il 59% dei siti web chiedeva di accedere con un indirizzo e-mail, il 46% con la geolocalizzazione e addirittura il 50% con l’accredito di nome e cognome;
  3. il 71% non forniva indicazioni sui controlli di protezione mirati per i bambini;
  4. il 36% non consentiva di eliminare facilmente l’accesso tramite account;
  5. solo il 35% delle piattaforme offriva la possibilità ai minori di chiedere il permesso ai genitori per continuare la navigazione nel web.

La lettura dei dati raccolti nel monitoraggio e l’ampiezza della cooperazione transfrontaliera tra le autorità di regolamentazione della privacy in un mercato sempre più globalizzato (la rete annovera 80 adesioni di Paesi in ogni parte del mondo) consente opportunità conoscitive e l’approntamento sempre più mirato di misure di protezione dei minori sul piano legislativo e di controllo.

 

Francesco Provinciali 

Fondazione Varenna per l’infanzia e l’adolescenza

Vent’anni di scomode verità: “La Terra brucia e noi la usiamo come una fogna”

Vent’anni dopo, la verità è ancora scomoda. Anzi, lo è molto di più. Quando nel 2006 Al Gore proiettò sugli schermi di tutto il mondo il documentario che gli sarebbe valso un premio Oscar e, poco dopo, il Nobel per la Pace, una parte della politica e dell’opinione pubblica bollò le sue tesi come catastrofismo da palcoscenico. Oggi, l’ex vicepresidente degli Stati Uniti raccoglie il bilancio di quella scommessa contro il tempo dalla sua fattoria nel Tennessee. E il verdetto ha il sapore amaro dell’occasione perduta.

“Gli scienziati avevano perfettamente ragione”, racconta Gore in un’intervista alla ABC. “Purtroppo, sì. È folle che continuiamo a usare il cielo come una fogna a cielo aperto, intrappolando ogni giorno una quantità di calore pari a quella che verrebbe rilasciata dall’esplosione quotidiana di 800.000 bombe atomiche di classe Hiroshima”.

La contabilità del collasso

I numeri, freddi e implacabili, danno ragione alla storia. Un’analisi della NOAA (l’Agenzia statunitense per l’atmosfera) e del servizio europeo Copernicus – riassunta dall’Organizzazione meteorologica mondiale – certifica che gli ultimi undici anni (dal 2015 al 2025) sono stati i più caldi mai registrati da quando esistono le rilevazioni scientifiche. Il 2025 si è piazzato al terzo posto in questa tragica classifica termica del pianeta.

Nel film del 2006, Gore spiegava che i livelli di anidride carbonica sarebbero arrivati a 500 parti per milione (ppm) entro mezzo secolo. Allora viaggiavamo a 380 ppm; oggi abbiamo già sfondato il muro delle 430 ppm, oltre il 50% in più rispetto all’era preindustriale. Se non abbiamo ancora toccato il punto di non ritorno delle 500 ppm è solo merito del boom, un tempo imprevedibile, delle energie rinnovabili.

“Questo slancio ha cambiato le previsioni degli economisti sui combustibili fossili per i prossimi anni”, spiega Gore. “Ed è l’unica vera ottima notizia”.

I segnali di questa transizione, per quanto tardiva, sono evidenti: nel maggio del 2026, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, l’energia solare ha generato più elettricità del carbone. Un sorpasso storico firmato dai mercati, dato che le rinnovabili hanno rappresentato circa il 90% della nuova capacità di generazione elettrica globale nell’ultimo anno.

Negazionismo e oceani caldi

Ma la fisica della Terra non aspetta i tempi della politica. Il riscaldamento globale antropico sta surriscaldando gli oceani, trasformandoli in carburante per uragani sempre più distruttivi, capaci di intensificarsi in poche ore prima di abbattersi sulle coste.

E a chi, tra i detrattori dell’epoca, lo accusava di aver esagerato sul destino dei ghiacci artici (il documentario ipotizzava un Polo Nord senza ghiaccio entro cinque anni), Gore risponde denunciando il “cherry picking”, il vizio della politica di estrapolare un singolo dato per smontare un intero sistema: “La copertura glaciale si sta riducendo a ritmi spaventosi. Il ghiaccio ‘vecchio’, quello più spesso e profondo, è quasi del tutto scomparso, diminuito di oltre il 95% dagli anni Ottanta a oggi”.

Il vero ostacolo, suggerisce l’ex vicepresidente, abita oggi alla Casa Bianca. Il ritorno dell’amministrazione Trump ha congelato i progressi americani: cancellazione dei piani di decarbonizzazione, deregolamentazione selvaggia sui limiti all’inquinamento e il secondo, clamoroso strappo dall’Accordo di Parigi. Washington ha liquidato i trattati internazionali sul clima sostenendo che “non rispecchiano i valori del Paese né i suoi obiettivi economici” e che “non meritano fondi pubblici”.

Un suicidio politico, secondo Gore: “Gli Stati Uniti stanno soffrendo. Stiamo facendo del male a noi stessi, fingendo che tutto questo non sia reale e che non ci sia nulla da fare”.

Le nuove sfide: dall’Intelligenza Artificiale alla morale

Nessuna paura, invece, per le nuove frontiere tecnologiche. Sebbene l’esplosione dei data center necessari all’Intelligenza Artificiale sia fonte di preoccupazione per i consumi energetici, Gore invita a non cedere al panico ingiustificato: “Tutti i data center del mondo messi insieme emettono una frazione infinitesimale rispetto alle discariche a cielo aperto. Se vogliamo tagliare le emissioni, iniziamo dalle cose semplici”. Anzi, l’IA potrebbe rivelarsi un alleato prezioso per “scovare ed eliminare le inefficienze invisibili dell’economia globale”.

A vent’anni da quella pellicola che scosse le coscienze, Al Gore non ha cambiato idea sulla natura profonda della sua battaglia. Non è una contesa geopolitica, né una disputa elettorale.

“È una questione morale e spirituale. Esattamente come lo sono state, nella storia dell’umanità, l’abolizione della schiavitù, le lotte per i diritti delle donne e il suffragio universale. È la sfida della nostra epoca, e non possiamo permetterci di perderla”.

Cinzia Capparelli: eclettismo e rigore progettuale

Una masterclass sulla conoscenza attraverso la luce

Il 12 Giugno 2026 nell’ambito della XXI edizione di “Fotosofia” (seminario e workshop di fotografia avanzata) si è tenuta, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, la Masterclass della fotografa Cinzia Capparelli: Conoscenza attraverso la luce.

In questa conferenza l’artista ha narrato il suo percorso professionale, le opere, il processo creativo e l’approccio visivo, che definisce il suo stile personale.

L’autrice è specializzata nel ritratto, nella moda e nella pubblicità. Suoi lavori sono stati pubblicati su riviste come Vogue, Elle, Vanity Fair, Marie Claire nonché presso editori quali Skira e Manfredi Editore. Ha collaborato con marchi come Fendi, Bulgari, Emporio Armani, Dolce & Gabbana, H&M, Mercedes-Benz, e 20th Century Fox. Ella è, inoltre, docente di fotografia e insegna in diverse accademie AFAM italiane ed è inclusa in programmi di studio nazionali e internazionali. Nel 2023 Cinzia ha ricevuto il Premio per l’eccellenza nella fotografia del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Tra minimalismo e tensione emotiva

Le sue fotografie si riconoscono immediatamente — e sappiamo quanto sia importante, oltre la firma, percepire l’unicità di una creazione visiva — in quanto caratterizzate da una “pulizia formale”, una sorta di rigore di stampo minimalista pronto a divenire sensorialmente caotico per la continua sperimentazione e l’empatia meditativa oltre che per la specifica connessione emotiva e fisica tra il corpo umano e lo spazio circostante.

Emozione e razionalità. Impatto romantico (anche se si percepiscono intenzioni strutturali ereditate dal Classicismo) nella continua ricerca nella quale la luce crea elementi spaziali e caratterizza istintive osservazioni psicologiche del soggetto rappresentato. La luce, comunque, è sempre un elemento plastico-temporale e l’artista la usa, con sensibilità ed intuizione, non soltanto per illuminare, ma per scolpire le forme e definire i volumi del viso e del corpo.

Il “Barocco Austero” come poetica contemporanea

I suoi lavori si potrebbero inserire nel concetto di “Barocco Austero”, una poetica che unisce le differenti forme d’arte e più linguaggi contemporanei a una essenzialità formale. In esso si riscontrano senso della misura e viene eliminato il superfluo fine a se stesso, come Cinzia realizza sia nella fotografia editoriale che nello “still life”.

Ed ecco che gli sfondi si trasformano in supporti visivi per giochi di contrasti chiaroscurali e/o di tonalità, riaffermando l’esigenza dell’artista di non rinunciare alla complessità concettuale, che permette letture a più livelli e, conseguentemente, l’universalità del messaggio, nel quale inclusività e identità diventano pilastri essenziali.

Lo spazio eterotopico e il corpo come scultura

Il suo linguaggio è multidisciplinare. Le opere “aperte” sono attimi immediatamente perpetuati con uno scatto, che raccoglie in sé sinergie tra Arti visive e performative, in cui spazio e materia (intesa anche come corpo) creano una solida unità. Insomma, si crea uno “spazio eterotopico” (come insegnava il filosofo francese Michel Foucault nel 1967, definendo un luogo reale – e non ideale come l’utopia – distinto da tutti gli altri spazi di una società, poiché funziona secondo regole proprie e spesso racchiude, contesta o inverte i rapporti sociali; uno spazio in grado di influenzare il comportamento umano in vari settori: urbanistica, sociologia digitale e geografia umana).

Coperti da vesti o resi al naturale, i corpi sono trattati come sculture ed il rigore applicato dalla fotografa permette di rendere la forma, che supera la fisicità materica.

Identità e immaginazione tra sacro e profano

La ricerca formale dell’estetica – intesa nelle sue varie manifestazioni – è sempre presente. Cinzia “entra” con la macchina fotografica all’interno di ciò che rappresenta, scrutandone l’intimità e proiettando sagome di ciò che intuisce e percepisce al di là di ciò che è manifesto. Preziosi dettagli e spinte vettoriali della luce vengono usati nella costante ricerca della perfezione dell’immagine e, ricordando che essa scaturisce dall’imperfezione del reale, si ferma al momento giusto.

In definitiva, lo scatto fotografico intende cogliere particolari e diversità che rendono la sensualità corporea, in una naturalezza mai volgare, delineati da luci ed ombre, nel dialogo tra vuoto e pieno in una contestualizzazione contemporanea.

Sono immagini che esprimono identità ed immaginazione, in bilico tra sacro e profano: miti d’oggi, parafrasando Roland Barthes.

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 18 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 (Atlanta): Repubblica Ceca-Sudafrica ore 18 18/06 (Guadalajara): Messico-Corea del Sud ore 03 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 0

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 (Los Angeles): Svizzera-Bosnia ed Erzegovina ore 21 19/06 (Vancouver): Canada-Qatar ore 00 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia ed Erzegovina-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 (Boston): Scozia-Marocco ore 00 20/06 (Philadelphia): Brasile-Haiti ore 03 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Scozia 3, Brasile, Marocco 1 Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 (Seattle): USA-Australia ore 21 19/06 (San Francisco): Turchia-Paraguay ore 06 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA, Australia 3, Paraguay, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 (Toronto): Germania-Costa d’Avorio ore 22 21/06 (Kansas City): Ecuador-Curaçao ore 02 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 0

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 (Houston): Olanda-Svezia ore 19 20/06 (Monterrey): Giappone-Tunisia ore 06 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Svezia 3, Olanda, Giappone 1, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 Francia-Senegal 3-1 16/06 Iraq-Norvegia 1-4 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Norvegia 3, Senegal, Iraq 0

GRUPPO J 17/06 Argentina-Algeria 3-0 17/06 Austria-Giordania 3-1 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Austria 3, Giordania, Algeria 0

GRUPPO K 17/06 Portogallo-Congo 1-1 18/06 (Città del Messico): Uzbekistan-Colombia ore 04 23/06 (Houston) Portogallo-Uzbekistan ore 19 24/06 (Guadalajara) Colombia-Congo ore 4 28/06 (Miami)Colombia-Portogallo ore 1.30 28/06 (Atlanta)Congo-Uzbekistan ore 1.30

CLASSIFICA: Portogallo, Congo 1, Uzbekistan, Colombia 0

GRUPPO L 17/06 Inghilterra-Croazia 4-2 17/06 (Houston): Ghana-Panama ore 01 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra 3, Croazia, Ghana, Panama 0

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Difesa, Crosetto: lavoro per mettere insieme tutta l’Europa

Roma, 17 giu. (askanews) – “Come sapete sto lavorando a un’ipotesi di mettere insieme tutta l’Europa continentale, non soltanto quella di 27, ho scritto tutti i miei colleghi proprio per dire che il modo più facile per avere una deterrenza data dalla grandezza è quella di mettere insieme tutta l’Europa continentale, quindi da UK alla Norvegia, dai paesi balcanici all’Ucraina stessa, perché quello sarebbe probabilmente la dimostrazione più grande, sia per costruire un pilastro europeo della NATO più forte e autorevole, sia per garantire la sicurezza di tutti, perché avrebbe una tale dimensione che in qualche modo consentirebbe a tutti di sentirsi più sicuri”. Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenuto alla presentazione del libro”Quam Pulchri – Settanta saggi per i settant’anni del Cardinale Matteo Zuppi” concordando con il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei.

Fed, Warsh debutta con stile stringato e revisione articolata procedure

Roma, 17 giu. (askanews) – Tassi di interesse confermati ad una forchetta del 3,50%-3,75% negli Stati Uniti: le decisioni della Federal Reserve sono state in linea con le attese. Quello che ha sorpreso sono state la brevità e l’essenzialità del comunicato, mentre al suo debutto il neopresidente, Kevin Warsh, ha da un lato riaffermato con energia la determinazione di tutto il direttorio (Fomc) a perseguire la stabilità dei prezzi, sgomberando il campo dalle ipotesi di tagli ai tassi. Dall’altro ha annunciato l’avvio di una articolata revisione di diversi elementi chiave con cui viene analizzata e decisa la linea monetaria.

Secondo la banca centrale, l’inflazione negli Stati Uniti “resta elevata rispetto all’obiettivo del 2%”, in parte a riflesso degli shock che hanno spinto i prezzi in diversi settori, tra cui l’energia. “Il direttorio perseguirà la stabilità dei prezzi”. Sul comunicato c’è questo e poco altro: la decisione è stata unanime.

Alla riunione “ci stava una proposta sul tavolo. Nessuna altra proposta è stata discussa”, ha riferito Warsh, aggiungendo che nel Fomc “abbiamo concordato tutti in maniera inequivoca di voler perseguire la stabilità dei prezzi”.

La Fed ha consistentemente rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per quest’anno, mentre ha limato quelle di crescita economica. Ora per il 2026 stima un carovita al 3,6%, cui dovrebbe seguire un 2,3% il prossimo e 2% (confermato) sul 2028. Tre mesi fa stimava l’inflazione 2026 al 2,7% e quella del prossimo anno al 2,2%. Per il Pil degli Stati Uniti prevede una espansione del 2,2% quest’anno, del 2,3% il prossimo e di nuovo del 2,2% del 2028. In questo caso i ritocchi sono marginali.

Riviste al rialzo anche le previsioni sui tassi di interesse degli stessi banchieri centrali. Ora in media stimano un livello mediano del 3,80% quest’anno, del 3,60% il prossimo e del 3,40% del 2028. A marzo prevedevano un tasso mediano del 3,40% quest’anno e del 3,10% su 2027 e 2028. Attese che di fatto fanno sparire le ipotesi di tagli ai tassi sul breve termine. Tanto che il dollaro è in netto rafforzamento in serata, con l’euro cala a 1,1513 sul biglietto verde.

A fronte del comunicato stringato, Warsh ha poi annunciato un notevole numero – ben cinque – di nuovi subcomitati (task force) incaricati di rivalutare diversi aspetti delle procedure e delle analisi per la politica monetaria. Tra cui quello di modernizzare la valutazione dei dati e la scelta dei dati stessi che vengono osservati. “Sto ancora reclutando i componenti, mi attendo che inizino il lavoro tra circa 2 settimana, i primi risultati li avremo in autunno e forse – ha detto – le conclusioni a fine anno”.

selezioni nazionale crazy for football domani a roma 18 giugno 202

Roma, 17 giu. (askanews) – Roma accoglie, domani 18 giugno, una sessione straordinaria di selezione dei calciatori della Nazionale di calcio a 5 Futsal per la salute mentale Crazy for Football in vista del primo Campionato del Mondo per la salute mentale Fifa, in programma in Marocco all’inizio del 2027, ispirato a e organizzato in collaborazione con Crazy for Football.

Un gruppo di 25 calciatori in cura presso servizi di salute mentale, comunità terapeutiche o famiglie, provenienti da tutta la regione Lazio, parteciperanno alle ore 16 presso il Circolo Stella Azzurra, alla sessione di selezione guidata dallo staff tecnico della Nazionale, con l’obbiettivo di ampliare e rafforzare la rosa dei candidati a partecipare al primo Mondiale Fifa di calcio a 5 Futsal per la salute mentale. Il programma di selezioni, che coinvolge diverse regioni italiane, è sviluppato in partnership con la Rete Italiana Città Sane dell’Oms, attraverso il progetto Everyone4MentalHealth, che collabora all’iniziativa coinvolgendo Comuni, servizi di salute mentale e comunità locali.

Quando questi atleti indossano la maglia azzurra, assumono un ruolo attivo, con orgoglio e determinazione: non sono più ‘malati’ nella percezione di sé, ma rappresentanti di un’Italia che gioca e lotta. Lo scudetto della Figc, stemma di buona qualità, abbatte lo stigma del disturbo mentale, che troppo spesso è ancora considerato certificato di debolezza o di pericolo sociale.

Il rapporto dell’Oms ‘World Mental Health Today’ evidenzia un’emergenza globale: oltre un miliardo di persone convive con disturbi mentali, specialmente ansia e depressione. I servizi sono spesso inadeguati, i finanziamenti insufficienti (solo il 2% dei budget sanitari) e le diagnosi sono aumentate del 30%. L’Oms prevede che le malattie mentali diventeranno la principale causa di disabilità, con un boom di casi tra giovani e categorie fragili.

La Nazionale Crazy for Football è nata nel 2014 a Roma per iniziativa dello psichiatra Santo Rullo con il patrocinio della Figc e il sostegno di Ecos (European Culture and Sport Organization). Il progetto ha coinvolto nel corso degli anni migliaia di ragazzi e giovani adulti con problemi di salute mentale insieme ad operatori del settore sanitario e sportivo pubblico e privato. Come azione di sensibilizzazione contro lo stigma, l’iniziativa ha raggiunto centinaia di scuole di ogni ordine e grado e anche il grande pubblico, grazie al film documentario ‘Crazy for Football’ che ha vinto il David di Donatello 2017, e al successivo film ‘Crazy for football – Matti per il calcio’ prodotto dalla Rai e trasmesso in prima serata da Rai 1.

Il progetto Crazy for Football ha dato vita ad un movimento internazionale organizzando in autonomia due campionati del mondo, in Giappone (2016) e in Italia (2018), e due campionati continentali in Europa (2024) e in Asia (2025), ispirando così la Fifa per la realizzazione del primo mondiale sperimentale ufficiale per la salute mentale.

Centrosinistra, ‘pranzo a quattro’ agita moderati: "Così non si vince"

Roma, 17 giu. (askanews) – Quel pranzo a quattro non ha convinto tanti nel “campo largo”, la galassia ‘moderata’ si fa sentire il giorno dopo quella che ciclisticamente potrebbe essere definita la ‘fuga’ di Pd, M5s e Avs e anche tra i democratici più di uno invita ora ad allargare il perimetro perché “così non si vince”. Lo dicono Più Europa, Iv, ‘Primavera’ di Vincenzo Spadafora, ma anche Goffredo Bettini e Andrea Orlando. Con sfumature diverse, ma tutti concordi su un punto: non bastano i tre partiti riuniti ieri al tavolo di un’osteria romana.

Quello di ieri, premette Bettini, “è uno scatto in avanti che mi riempie di speranza”. Ma “è ovvio, almeno per me, che è un primo passo, al quale farne seguire altri” perché “ho ripetuto all’infinito che da sola la sinistra non basta”. Dunque “occorre allargare, includere, ospitare le culture democratiche, socialiste, repubblicane, liberali e libertarie. Mantenendo coerenza, armonia, capacità di sintesi al fine di un messaggio chiaro di cambiamento dell’Italia”. Tesi condivisa da Orlando: “L’annuncio dei leader è un primo passo molto importante dopo il quale si deve aprire ad altre forze e al complesso della società che guarda al centrosinistra”.

Angelo Bonelli assicura che “da parte nostra non esistono veti nei confronti di nessuno: il criterio è quello programmatico”, ma l’altro leader di Avs Nicola Fratoianni sembra voler ribadire che nell’alleanza ci sarà un’area ‘privè’, i soci privilegiati: “E’ normale che le forze politiche che hanno una maggiore responsabilità, anche per una ragione matematica, si assumano l’onere di fare un passo avanti. Pd, M5S e Avs oggi rappresentano circa il 42% dei consensi secondo tutte le rilevazioni disponibili e sono le tre forze più grandi dell’opposizione”.

Filippo Sensi, senatore Pd, attinge ai ricordi per commentare con ironia: “Siamo tornati ai tempi della ‘Gad’ e della ‘Fed’…”. La ‘Fed’ era la federazione dell’Ulivo, formata da Ds, Margherita, Socialisti e Repubblicani, la ‘Gad’ era la Grande alleanza democratica che comprendeva anche Rifondazione comunista, i Comunisti italiani, l’Udeur. “Solo che – aggiunge – allora la ‘Fed’ – il nucleo guida – era riformista, ora è di sinistra-sinistra…”.

Per Riccardo Magi di Più Europa quella di ieri “è la foto anche di un anno fa. È chiaro che sia numericamente che politicamente così non si vince”. E Davide Faraone, Iv, aggiunge: “Il problema non è fare una bella foto in un ristorante ma come costruire le condizioni per vincere le elezioni: e se la coalizione alternativa a Giorgia Meloni si presenta solo con quella foto, non vince”. Anche Ernesto Ruffini sottolinea: “Se l’obiettivo è vincere le elezioni, il confronto non può esaurirsi tra chi già fa parte delle attuali coalizioni. Il tavolo al quale il centrosinistra è destinato a un confronto non ha bisogno solo di 4 gambe che lo rendano stabile”.

Meloni dura su Vannacci (ma mette alleanza in stand by). A G7 fine gelo con Trump

Evian, 17 giu. (askanews) – Della domanda su Roberto Vannacci in conferenza stampa ne avrebbe fatto volentieri a meno, come sempre quando tocca parlare di questioni interne mentre si è impegnati in un vertice all’estero. Figurarsi se il summit in questione è quel G7 di Evian che Giorgia Meloni, alla fine della tre giorni, definisce “molto importante” perchè ha consentito di lavorare “bene insieme con una convergenza su tutti i temi che non era scontata”. Il riferimento abbastanza facile da cogliere è anche all’allineamento degli Stati Uniti sull’Ucraina, quella posizione che prevede sostegno a Kiev e pressioni, sanzioni comprese, sulla Russia per portarla al tavolo della pace che i leader hanno sottoscritto senza eccezioni. E, d’altra parte, proprio il rapporto con il numerouno della Casa Bianca era uno dei grandi temi di questo vertice dopo mesi di gelo. Una freddezza che sembra essersi sciolta sotto il sole della località dell’Alta Savoia sul lago Lemano, tanto da far parlare Meloni di “rapporto immutato”.

La premier ironizza sui vari siparietti carpiti dai cronisti attraverso le immagini del circuito e ci tiene a dire che tra i due non ci sono stati solo scherzi e battute. Ma non avalla nemmeno l’idea del disgelo in quanto tale, come se gli scontri pubblici delle ultime settimane non fossero quasi esistiti. Nessuna recriminazione, spiega, perché “siamo due persone che hanno un loro carattere abbastanza forte” e “difendono con determinazione il loro interesse nazionale” ma “alla fine ognuno capisce ovviamente quale può essere il punto di vista dell’altro e quindi siamo ripartiti direttamente parlando di ciò che va fatto con la stessa naturalezza con cui lo facevamo fino all’ultima volta”.

Ma a un anno dalle elezioni, mese più mese meno, scindere la stabilità interna e le prospettive della coalizione di governo dai grandi scenari di politica estera è di fatto impossibile. E infatti la domanda sulle possibilità o meno che Futuro nazionale entri a far parte dell’alleanza di centrodestra prima del prossimo test elettorale, di certo non arriva inaspettata per la presidente del Consiglio. La premier dice che è una tema che non si è posta, poi – come aveva già fatto in occasione delle comunicazioni in Parlamento – ributta la palla nel campo del generale. “Mi pare che il movimento dell’onorevole Vannacci abbia già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra”, d’altra parte “quando si vota cinque volte contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona di destra non si vuole dare una mano, vedo una certa funzionalità per la sinistra”. Insomma, Meloni non risponde esplicitamente alla domanda, come a rinviare il problema, ma ne fa una questione di coerenza sui temi piuttosto che di mero calcolo matematico. “Una cosa che io ho imparato molti molti anni fa è che la politica non è mai aritmetica, non pensate mai che se tu sommi 30 più 4 fa 34”.

Nei ragionamenti fatti con il suo innner circle, d’altra parte, la presidente del Consiglio si è detta convinta che il movimento di Vananacci sia molto ‘pompato’ dal centrosinistra e da alcuni media per indebolirla, ma che se venisse testato fuori dalla coalizione di centrodestra probabilmente i sondaggi sarebbero diversi. Ed è anche in questa ottica, viene spiegato da via della Scrofa, che la premier non avrebbe intenzione di frenare sulla legge elettorale che, peraltro, potrebbe spingere al voto utile. Di certo, su un punto Meloni contesta apertamente il generale, ed è sul reato di femminicidio che il leader di Futuro nazionale ha detto di voler abolire. “Lo rivendico, poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma sono contenta che ci sia oggi nel nostro ordinamento”, afferma.

Vannaci o no, comunque, Giorgia Meloni torna dal vertice di Evian dicendosi soddisfatta. La presidente del Consiglio, nella conferenza stampa che conclude il summit tocca tutti i punti affrontati dai leader, a cominciare dalle crisi internazionali. La premier ribadisce la disponibilità dell’Italia a fare la sua parte per il ripristino della libera navigazione nello stretto di Hormuz anche se per avere un’idea dei tempi, compreso quello del passaggio parlamentare, bisognerà prima attendere che il memorandum tra Iran e Usa si finalizzi e che si chiarisca l’ombrello sotto cui la missione multinazionale dovrebbe muoversi.

Sul fronte dell’altro conflitto, quello tra Russia e Ucraina, la premier ribadisce che “sarebbe auspicabile un confronto tra Zelensky e Putin” anche se quest’ultimo finora non ha dato i necessari segnali di voler davvero parlare di pace. Per Meloni resta una buona idea quella di un mediatore europeo che però, spiega, deve essere espressione di uno dei Paesi medio-piccoli e non di uno dei grandi. Un identikit che sembra portare al presidente della Repubblica finlandese, Alexander Stubb, e allo stesso tempo escludere Mario Draghi. Ne parlerà domani con gli altri capi di Stato e di governo, al consiglio europeo di Bruxelles.

L.elettorale, Donzelli a Tajani: nostro emendamento su preferenze in aula

Roma, 17 giu. (askanews) – “Non è una novità che il testo firmato da tutti (il centrodestra, n.d.r.) non abbia le preferenze e che Fratelli Italia proverà a portare le preferenze. Quando arriverà la legge in Aula noi presenteremo l’emendamento per le preferenze. Stiamo lavorando, noi auspichiamo di trovare un emendamento che possa trovare il consenso di tutto il centrodestra altrimenti ovviamente chiederemo all’aula cosa ne pensa”. Così, a margine di una conferenza stampa, il responsabile Organizzazione di FdI Giovanni Donzelli commentando le parole del vicepremier e segretario di Fi i Antonio Tajani, il quale ha escluso che nell’accordo interno alla maggioranza siano comprese le preferenze.

“C’è l’accordo che Fratelli d’Italia ha sempre detto che è a favore delle preferenze e che avrebbe presentato un emendamento, la Lega ha sempre detto di essere contraria, Forza Italia non ha per ora chiesto di mettere le preferenze. Vedremo, ci confronteremo. Ancora io non mi precludo la possibilità di trovare una formula, magari con un po’ di fantasia, che possa dare la possibilità all’elettore di scegliere e anche ai partiti di garantire una parte della classe dirigente”, ha puntualizzato.

A Venezia scatta l’applauso per Mattarella in piazza San Marco

Venezia, 17 giu. (askanews) – Ci sono pochi italiani e tantissimi turisti, provenienti da tutto il mondo, in un mercoledì pomeriggio di giugno in piazza San Marco eppure anche da una platea così internazionale scatta l’applauso quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva in piazza San Marco a Venezia.

Il Capo dello Stato, accompagnato dal sindaco Simone Venturini e dal presidente della Regione Alberto Stefani attraversa la piazza salutando e si dirige verso Palazzo Ducale meta di una visita nella sua giornata nella città della Laguna al termine del simposio di Cotec Europa. Dopo Mattarella sono attesi il re di Spagna Felipe VI e il presidente del Portogallo Antonio Seguro per una visita insieme al presidente italiano ad alcune sale del Palazzo Ducale.

Obesità e giovani, arriva un fumetto che educa alla salute

Roma, 17 giu. (askanews) – L’obesità nell’età evolutiva è una delle sfide più complesse per la sanità pubblica, perché può condizionare la salute dei più piccoli, con conseguenze che si estendono lungo tutto l’arco della vita. Con l’obiettivo di promuovere stili di vita più sani e una maggiore consapevolezza del benessere, è nato il volume “Salute, Pinocchio! Il corpo in equilibrio”, un manuale a fumetti di educazione sanitaria realizzato dal network PreSa (Prevenzione e Salute) e Giunti Editore, in collaborazione con Trenitalia (Gruppo FS) e presentato a Palazzo Baldassini a Roma.

Il progetto editoriale, realizzato con il contributo non condizionante di Novo Nordisk Italia, è stato patrocinato dalla Fondazione Medicina Sociale e Innovazione Tecnologica (MESIT), dalla Federazione Italiana Associazioni Obesità (FIAO) e dalle associazioni di pazienti La Mattina Dopo e Amici Oltre il Peso.

“Come azienda leader nella lotta all’obesità, prendiamo molto sul serio la responsabilità che abbiamo. E ancora di più quando si tratta di bambini. In Italia, il 20% dei giovanissimi è in sovrappeso o addirittura obeso, ed è una situazione piuttosto drammatica quella che sta affrontando il Paese, perché questa prevalenza nei giovani avrà un impatto doppio quando cresceranno. Se non si interviene oggi per modificare questa tendenza al sovrappeso, sarà una problematica che si porteranno dietro” ha dichiarato Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Nordisk Italia.

“Un tempo le favole erano una metafora delle coscienze, oggi questa favola di Pinocchio, reinventata per l’obesità, dà a tutti i ragazzi, ai bambini e ai loro genitori la consapevolezza di qualcosa che non deve succedere. Accanto a questa iniziativa ci sono poi gli screening, cioè la capacità, attraverso esami effettuati tra i 13 e i 17 anni, di individuare chi è sovrappeso e chi può già sviluppare la patologia dell’obesità” ha commentato l’Onorevole Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera dei Deputati.

Per contrastare questo crescente fenomeno, è quindi fondamentale intervenire precocemente.

“La prevenzione rappresenta uno degli aspetti più importanti. Nel tempo abbiamo dedicato molte risorse anche alla cura di questo problema, che si struttura nel tempo. Al giorno d’oggi vediamo degli anticipi importanti nell’inizio dell’obesità. Noi la conosciamo come una malattia cronica e dobbiamo tenere in considerazione che parliamo di bambini, quindi di persone che strutturano le proprie abitudini. Lavorare sulla prevenzione vuol dire non solo ridurre il rischio di obesità e il rischio di rimanere obesi anche in età adulta, con tutte le conseguenze che ne derivano, ma anche migliorare il quadro di qualità di vita” ha concluso Stefano Stagi, pediatra endocrinologo e membro del Comitato direttivo della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia pediatrica (SIEDP).

Le 10.000 copie del manuale saranno distribuite gratuitamente nella seconda metà del mese sui treni Intercity del gruppo Trenitalia e nelle principali Freccia lounge d’Italia, con l’obiettivo di raggiungere famiglie, bambini e ragazzi in viaggio su tutto il territorio e diffondere i temi dell’educazione alla salute in contesti di vita quotidiana.

L. elettorale, "sfida" Fdi-Fi su preferenze, opposizione: stop lavori

Roma, 17 giu. (askanews) – Il nodo delle preferenze resta il terreno di sfida tra Fdi e Forza Italia nella partita della riforma elettorale. Mentre a Montecitorio tutti si interrogavano sulle sibilline affermazioni fatte ieri dal leghista Candiani che ha esplicitato il desiderio del suo partito di mantenere l’attuale sistema di voto, oggi il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha non solo assicurato che la riforma andrà in porto. “Prima si approva e meglio è. Io sono sempre per approvare i testi legislativi in tempi rapidi”, ha detto. Ma anche che le preferenze non fanno parte dell’accordo e quindi ribadendo la linea del suo partito storicamente contraria a questo modello di scelta dei parlamentari: “mi pare che ci sia un accordo complessivo per non inserire preferenze, quindi si va in quella direzione”.

Una affermazione che però è stata smentita a stretto giro dal plenipotenziario di Fdi sulla riforma elettorale, Giovanni Donzelli che come già annunciato la settimana scorsa ha ribadito ai cronisti: “Non è una novità che il testo firmato da tutti (il centrodestra, n.d.r.) non abbia le preferenze e che Fratelli Italia proverà a portare le preferenze. Quando arriverà la legge in Aula noi presenteremo l’emendamento per le preferenze. Stiamo lavorando, noi auspichiamo di trovare un emendamento che possa trovare il consenso di tutto il centrodestra altrimenti ovviamente chiederemo all’aula cosa ne pensa”. Dello stesso avviso il leader di Noi moderati Maurizio Lupi che annuncia: “Siamo favorevoli alle preferenze e presenteremo, come annunciato più volte, un emendamento in Aula”.

Le opposizioni intanto stanno portando avanti la battaglia in commissione, oggi è ripartito l’esame degli emendamenti ma ne è stato votato uno soltanto perchè quasi tutti i deputati sono intervenuti aprendo un dibattito sul “rimpianto” sistema maggioritario del Mattarellum. “Tajani getta la maschera: la maggioranza vuole le liste bloccate per scegliere al posto degli italiani”, dice Simona Bonafè, capogruppo del Partito democratico in commissione Affari Costituzionali della Camera che in serata condivide la richiesta di Avs di fermare i lavori in commissione finchè la maggioranza non avrà trovato una posizione unitaria su questo punto. “Non è chiaro nemmeno se la maggioranza voglia davvero andare avanti con questa riforma – dice la dem -. Ogni giorno emergono indiscrezioni diverse, ipotesi contrastanti e tempistiche incompatibili tra loro. Un quadro che conferma come le divisioni interne siano tutt’altro che superate”.

Intanto Più Europa con un flash mob in piazza Montecitorio annuncia una mobilitazione contro una legge elettorale “fascista”: “No alla legge elettorale fascista Acerbo – No al Melonellum – No ai Pieni Poteri” recitava lo striscione portato davanti al palazzo.

Matteo Renzi invece proprio per “stanare” le divergenze nel centrodestra ha lanciato una petizione per chiedere il ritorno delle preferenze: “Vi preghiamo di firmare e far firmare questa petizione per chiedere che non ci siano liste bloccate ma i cittadini possano scegliere chi li rappresenta”, ha scritto nella e-news.

Al netto delle schermaglie però la voce che gira insistentemente a Montecitorio è che la battaglia di Fdi sulle preferenze sia solo di facciata, che l’accantonamento in commissione sia solo un espediente per non votare il tema in modo plateale, che a un certo punto verrà applicata la “tagliola” sui tanti emendamenti delle opposizioni e che si andrà in aula senza votarli. A quel punto anche se Fdi presenterà l’emendamento sulle preferenze si potrà chiedere il voto segreto e con quello i “franchi tiratori” in entrambi gli schieramenti lo bocceranno. I lavori in commissione riprenderanno alle 20 e lì le opposizioni si faranno sentire per chiedere un chiarimento nella maggioranza.

Federal Reserve conferma i tassi di interesse Usa al 3,50%-3,75%

Roma, 17 giu. (askanews) – La Federal Reserve ha confermato come da attese livelli dei tassi di interesse sul dollaro, che restano quindi ad una forchetta del 3,50%-3,75%. La decisione è stata presa al termine del direttorio (Fomc), il primo sotto la nuova presidenza di Kevin Warsh. Secondo quanto riporta un comunicato – inusualmente breve – la decisione è stata presa all’unanimità.

L’istituzione monetaria rileva che l’inflazione negli Stati Uniti resta “elevata rispetto all’obiettivo del 2%, in parte a riflesso degli shock dal lato dell’offerta che hanno spinto i prezzi in diversi settori, tra cui l’energia. Il direttorio perseguirà la stabilità dei prezzi”, si legge. (fonte immagine: Federal Reserve).

SIMEST inaugura la nuova sede operativa a Bari

Bari, 17 giu. (askanews) – Simest sempre più presente al fianco delle piccole e medie imprese. La società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti dedicata al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane ha inaugurato oggi a Bari una nuova sede operativa che consentirà di consolidare ulteriormente il dialogo con il sistema produttivo del Mezzogiorno e di ampliare l’accesso agli strumenti a supporto della crescita sui mercati internazionali da parte delle aziende.

L’intervista al Vice-Premier e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani: “Noi abbiamo il dovere di aiutare le imprese del Sud con norme, organizzazione e progetti per essere maggiormente presenti sui mercati internazionali dunque esportare di più. Ci sono tutte le potenzialità, noi abbiamo il dovere di farle esaltare pensando anche ai giovani, pensando alle start-up, alle imprese che iniziano una loro attività. Avere una sede di Simest a Bari significa aiutare tutti coloro che vogliono anche uscire al di là dei confini: nessun imprenditore con la nuova riorganizzazione del Ministero degli Esteri che lavora all’estero verrà lasciato solo.”

Le parole di Vittorio De Pedys, Presidente Simest: “Vogliamo essere vicini fisicamente agli imprenditori per attrarre il loro interesse, dialogare con loro e aiutarli nel processo di internazionalizzazione. In questo momento essere vicino alla spina dorsale del prodotto interno lordo italiano, che sono le piccole e medie imprese, è la nostra mission e ci impegniamo ogni giorno per farlo ancora meglio.”

L’apertura conferma la volontà di SIMEST di sviluppare una rete sempre più capillare e vicina alle aziende, favorendo una presenza diretta nei territori caratterizzati da elevato potenziale di crescita e da una crescente vocazione internazionale.

Le dichiarazioni di Regina Corradini D’Arienzo, Ad Simest: “Insieme a CDP e SACE ci impegniamo a creare un sistema vero e proprio: tutte le imprese italiane, anche le più piccole, non devono sentirsi sole, anzi devono avere fiducia ed investire nell’internazionalizzazione. Tramite la nuova sedie vogliamo far conoscere le opportunità internazionali agli imprenditori nostrani.”

Il commento di Mauro D’Attis, vicepresidente commissione antimafia: “Mi sembra che il fatto che il governo, il ministro degli esteri, il ministro Tagliani abbiano scelto Bari per celebrare una tappa che porta alla conferenza sull’export e il fatto che il governo abbia scelto Simes di inaugurare una sede operativa, quindi uno sportello vero e concreto che si rivolge agli imprenditori a Bari, dimostra che non solo c’è attenzione nei confronti della Puglia, ma che la Puglia è fondamentale per lo sviluppo dell’export italiano.”

La sede di Bari si inserisce nel programma di ampliamento della rete nazionale e internazionale di SIMEST, sviluppato per garantire una maggiore vicinanza alle imprese e favorire l’accesso alle opportunità offerte dai mercati globali.

Kid Yugi è il protagonista del nuovo episodio di Red Bull 64 Bars

Milano, 17 giu. (askanews) – Kid Yugi è il protagonista del nuovo episodio di Red Bull 64 Bars, il format cult di Red Bull che celebra l’essenza del rap attraverso scrittura e barre senza filtri e ritornelli. Dopo aver ridefinito i confini del rap italiano con una scrittura visionaria e senza compromessi – reduce dal successo del suo ultimo album “Anche Gli Eroi Muoiono”, il primo quest’anno ad avere ottenuto la certificazione di 3 dischi di platino – Kid Yugi conferma lo status di una delle penne più distintive e riconoscibili della scena contemporanea. Tra immagini intense, riferimenti colti, autobiografia e critica sociale, il rapper pugliese costruisce un flusso narrativo denso e cinematografico in cui convivono disillusione e ambizione, rabbia e vulnerabilità, provincia e mitologia personale.

Le barre di “64 Barre di terrore (Red Bull 64 Bars)”, prodotto da Depha e Ill Santo, attraversano il Sud profondo, restituendo il ritratto di una generazione in bilico tra desiderio di riscatto e ricerca di identità. In “64 Barre di Terrore” convivono fotografia sociale e immaginario estremo: dalla vita “al di sotto della linea Gustav” fino a una dimensione quasi distopica in cui il successo non cancella il disagio, ma lo amplifica. Kid Yugi alterna provocazione, introspezione e ironia, mettendo in scena tutte le contraddizioni che hanno reso il suo racconto artistico unico nel panorama italiano. Il risultato è una performance che riflette pienamente la natura di Red Bull 64 Bars: uno spazio in cui gli artisti possono esprimere la propria identità nella forma più pura, affidandosi esclusivamente alla forza della scrittura, del flow e della visione. Il contrasto è l’anima pulsante della performance. Kid Yugi interpreta rime serratissime muovendosi con disinvoltura tra citazioni letterarie, cinematografiche e storiche, da Eschilo a Hiroo Onoda, Almodóvar e Michele Sindona, accostate alle immagini più crude e reali delle zone d’ombra della provincia italiana.

Con “64 Barre di terrore (Red Bull 64 Bars)”, Kid Yugi conferma ancora una volta la capacità di trasformare la complessità del proprio immaginario in una scrittura potente e personale, firmando una delle performance più intense della nuova stagione di Red Bull 64 Bars: la fotografia distorta e autentica di un artista che continua a riscrivere le regole del proprio linguaggio.

Hotel e day use, ora piattaforma per tutti i servizi

Roma, 17 giu. (askanews) – Non solo una stanza ma tutti i servizi offerti da un hotel. Arriva un’altra rivoluzione nel segmento del day use, sempre da DayBreakHotels.

Sul nuovo sito web e sull’app, gli utenti possono infatti adesso scegliere e prenotare in pochi click, presso una delle 8.000 strutture affiliate in 16 Paesi, spa, piscine, ristoranti, sale meeting, rooftop e camere in day use, singolarmente o in pacchetti, senza prenotare la notte. Così DBH guarda a nuovi utenti, che, nella maggior parte dei casi, vivono nella stessa città in cui ha sede l’albergo e hanno la possibilità di tornare più volte nello stesso hotel e per occasioni diverse, sia leisure che business.

“DayBreakHotels nasce nel 2013 con l’idea di rivoluzionare il concetto di hotel. Siamo partiti e come prima cosa abbiamo reso le stanze di hotel invendute prenotabili anche di giorno, però la visione non era completa. Finalmente con il lancio del primo marketplace dei servizi abbiamo reso prenotabili tutti i servizi degli alberghi”, ha spiegato presentando i nuovi servizi della piattaforma Simon Botto, ceo di DayBreakHotels.

Qualche numero del fenomeno: per gli hotel, l’affiliazione a DBH ha generato centinaia di milioni di euro di ricavi incrementali, derivanti da milioni di camere e servizi che altrimenti sarebbero rimasti invenduti. Nel mondo, infatti, una stanza d’albergo su tre resta vuota ogni notte, in Italia l’occupazione media degli hotel è al 55%, per un totale di 2,5 miliardi di camere invendute ogni anno e circa 150 miliardi di euro di ricavi persi. La piattaforma, con la possibilità di usufruire dei servizi anche di giorno, ha aumentato il fatturato delle strutture affiliate fino al +10%, con utili netti fino al +30%, grazie a ricavi incrementali generati su una struttura di costi fissi e di personale rimasta invariata.

AI agentica, Milano capitale dell’innovazione

Milano, 17 giu. (askanews) – Milano al centro dell’innovazione digitale con Salesforce, che riunisce circa seimila partecipanti tra aziende, partner e clienti per l’Agentforce World Tour 2026. Un appuntamento dedicato alla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale applicata al business: l’AI agentica, destinata a trasformare processi, servizi e modelli organizzativi delle imprese.

Al centro del confronto, il passaggio da una sperimentazione frammentata dell’intelligenza artificiale a un vero modello di “impresa agentica”, dove persone e agenti AI collaborano nei processi aziendali per generare crescita e innovazione. Un cambiamento che, secondo Salesforce, è già in corso ma ancora disomogeneo tra le imprese italiane. Ha parlato così Vanessa Fortarezza, Country Manager di Salesforce Italia: “Il modello AI gentico l’abbiamo visto e l’abbiamo raccontato. Oggi, ogni impresa deve diventare agentica perché dietro ci sono grandissime opportunità. Abbiamo visto alcuni studi che dimostrano come, nel mondo bancario, chi adotterà l’intelligenza artificiale e il modello agentico, incrementerà la sua redditività del 30% entro il 2030. Quindi ci sono grandi opportunità e le hanno raccontate in keynote, Unicredit e Trenitalia”.

Un ecosistema in evoluzione che coinvolge grandi gruppi industriali, dalla finanza ai trasporti, fino ai servizi. L’obiettivo: rendere l’intelligenza artificiale non più una sperimentazione, ma una leva concreta di competitività per le imprese italiane.

Daniele Silvestri, Cammariere e Toy Pitony all’Abbabula Festival 2026

Roma, 17 giu. (askanews) – Si svolgerà dal 26 giugno al 23 luglio la 28esima edizione dell’Abbabula Festival, importante evento in Sardegna dedicato alla musica e alle parole d’autore, ideato e realizzato dalla Cooperativa Le Ragazze Terribili.

Il live di apertura è affidato a Daniele Silvestri il 26 giugno e si svolgerà a Porto Torres, dopo che, per ragioni tecniche, il concerto è stato spostato di poche centinaia di metri dall’Area archeologica Turris Libisonis all’Atrio Comita – Complesso monumentale della Basilica di San Gavino.

Il programma di Abbabula Festival unisce note proposte artistiche e una incessante ricerca sul territorio, con una visione di eccellenza culturale che è uno degli elementi imprescindibili dell’intero progetto.

Fino al 23 luglio saranno piazze, teatri e luoghi di grande suggestione tra Sassari, Sennori e Porto Torres ad ospitare gli eventi di questa rassegna che ogni anno porta sull’isola alcuni dei nomi italiani e internazionali più interessanti.

Il cartellone dei concerti spazierà dal virtuosismo della chitarra di Eric Johnson (Grammy Award come Best Rock Instrumental Performance), alla profondità di artisti della parola come DAniele Silvestri, Sergio Cammariere e Alberto Fortis, dalla geniale irriverenza di Tony Pitony e Fabio Celenza, alla disco-funk mediterranea dei Nu Genea e al funk-jazz cinematografico de Il Mago del Gelato. E ancora le sperimentazioni fra musica tradizionale brasiliana e jazz-pop raffinato di Zé Ibarra (Latin Grammy come Best Portuguese Language Contemporary Pop Album nel 2022 come membro della band Bala Desejo), la classe e la voce di un gigante come Tony Hadley, che in questo nuovo tour presenterà anche alcuni brani del suo prossimo disco di inediti, previsto entro l’anno.

Napoli sarà presente con il groove dei The Funkin’ Machine che condivideranno lo stesso palco con Il Mago del Gelato e con l’interessante dj set di Napoli Segreta, in serata abbinata con Habibi Funk, progetto/etichetta nato per iniziativa del dj berlinese Jannis Stuerz, che da dieci anni riporta alla luce gemme dimenticate della musica araba

“Anche quest’anno il Festival Abbabula ribadisce con forza la sua vocazione originaria: essere un ponte culturale aperto sul mondo”, ha affermato Barbara Vargiu, direttrice artistica del Festival Abbabula. “La nostra scelta artistica per questa edizione punta a confermare e ampliare quel respiro internazionale che da sempre ci caratterizza, portando in Sardegna progetti musicali di spessore e unicità. Siamo profondamente orgogliose di ospitare sul nostro palco un talento straordinario come Zé Ibarra, una delle voci più raffinate e autorevoli della nuova scena brasiliana, capace di incantare per sensibilità e spessore interpretativo. Accanto a lui, la presenza di una leggenda del blues di fama planetaria come Eric Johnson rappresenta una gemma preziosa nel nostro cartellone, un’occasione rara per il nostro pubblico di incontrare un artista importante nella storia della chitarra internazionale”, ha aggiunto.

Il Festival Abbabula è organizzato con il patrocinio del MiC – Direzione Generale Spettacolo, degli Assessorati alla Cultura e al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Sassari, Porto Torres, Sennori e della Fondazione Sardegna.

Pitti Uomo, Murphy&Nye torna a Firenze: “Fedeli alla mostra storia”

Firenze, 17 giu. (askanews) – Murphy&Nye torna a Pitti Uomo con l’intento di riaffermare la propria identità di riferimento nel mondo Sailor Core e il legame con l’universo nautico. Protagonista dello spazio espositivo la collezione Spring Summer 2027, un progetto completo che comprende abbigliamento, calzature e accessori e interpreta in chiave contemporanea i codici stilistici e funzionali che hanno definito la storia del brand.

“Murphy, dopo tanto tempo e dopo un lavoro di rebranding – ha detto ad askanews Chicco Barina, direttore creativo di Murphy&Nye – ha la possibilità qui di esprimere quello che è tutto il sapore e tutto il mondo della nautica, portato nel lifestyle. Le idee che hanno ispirato questa collezione nascono da lontano, nel senso che abbiamo attinto a quello che è l’archivio di Murphy, che è un marchio del 1933, nato Chicago come produttore di vele, quindi l’idea era proprio ripartire dalle origini, reinterpretare tutto quello che è l’archivio e mescolare un po’ tutti i materiali, cercando di portarlo più su un lifestyle e quindi trattamenti, materiali innovativi, trilayer, tinti in capo e questa è stata la base e la sfida di partenza del rilancio del brand”.

Ma quali sono le novità principali del brand? “Le novità sostanzialmente sono state su come abbiamo iniziato a trattare i capi: abbiamo mescolato la parte cotoniera con la parte nylon tecnica e le abbiamo fuse insieme con prodotti di cottone e nylon, tinti in capo e applicando anche quelli che vengono definiti nel gergo trilayer quindi materiali in grado di resistere all’acqua di essere traspiranti, ma allo stesso tempo avere un comfort e una mano super super confortevole”.

E guardando al futuro l’obiettivo è restare legati al mondo della vela, ma anche aprirsi ai mercati di Paesi dove l’abbigliamento sportivo è di uso quotidiano.

Maturità 2026 ci siamo: date, numeri e novità dell’esame più temuto

Roma, 17 giu. (askanews) – “Notte prima degli esami” la prossima per 527.747 studenti italiani che domani iniziano il sempre temutissimo esame di Maturità.

IL NOME TORNA ALL’ANTICO – Le novità partono dal nome: torna il termine storico di “Esame di Maturità”, al posto di “Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione”. Addio anche alla sigla PCTO: ora i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento si chiamano “Formazione scuola-lavoro”.

LE DATE – Si parte dunque domani giovedì 18 giugno (inizio ore 8,30) con la prima prova, il tema di Italiano, uguale in tutti gli indirizzi scolastici: 7 tracce fornite dal MIM e divise in 3 tipologie (A analisi del testo; B testo argomentativo; C tema di attualità). Venerdì 19 giugno (sempre dalle ore 8,30) segue la seconda prova scritta (Latino al Classico; Matematica allo Scientifico); dalla prossima settimana al via gli orali secondo i singoli calendari scolastici, prima di abbandonarsi alle agognate vacanze.

I NUMERI – I candidati all’Esame quest’anno sono 527.747 (+0,6% rispetto al 2025); gli interni sono 513.738 (+0,5%); gli esterni 14.009 (+7,2%). E’ stato ammesso il 96,8% dei candidati. La ripartizione dei candidati per tipo di percorso di studio è: Licei 273.959; Tecnici 167.104; Professionali 86.684. Sono 13.996 le commissioni d’Esame, composte da 1 Presidente esterno, da 2 membri esterni e 2 interni all’Istituzione scolastica. È una delle novità: 5 membri e non più 7.

IL NUOVO ORALE CON 4 MATERIE – Tra le principali novità della Maturità 2026 c’è la prova orale. Il colloquio (durata tra i 40 e i 60 minuti) si svolge infatti solo su quattro discipline: le prime due sono quelle dei due scritti, le rimanenti due possono invece variare e vengono scelte annualmente dal Ministero (quest’anno al Classico Storia e Matematica; allo Scientifico Storia e Scienze naturali). Nel colloquio, che inizia con una riflessione personale e autonoma del maturando sul proprio percorso scolastico e di crescita, la Commissione deve consultare e utilizzare il Curriculum dello Studente, il documento digitale che racchiude tutto il percorso formativo e personale svolto dal candidato.

L’ORALE VA FATTO: VIETATE LE SCENE MUTE – Dopo i casi dello scorso anno di “scene mute” all’orale – anche per protesta, ma comunque da parte di studenti che già con i crediti e i voti degli scritti avevano raggiunto il punteggio minimo di 60 – da quest’anno l’esame è considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente “tutte le prove previste”. Orale compreso.

LE VOTAZIONI, STRETTA SUI PUNTI BONUS E LA CONDOTTA – Il sistema dei punteggi complessivi (da 60 a 100) resta basato sulla combinazione di crediti del triennio (fino a 40 punti) e prove d’esame (fino a 60 punti, divisi in 20 per il primo scritto, 20 per il secondo e 20 per l’orale). Tuttavia, ricorda skuola.net, l’asticella per raggiungere l’eccellenza è stata notevolmente alzata. I criteri per i voti più alti e l’accesso ai punti integrativi subiscono una forte contrazione: per i punti Bonus della Commissione si passa da un massimo di 5 a un massimo di 3 punti extra; per il requisito minimo per il Bonus – in precedenza bastavano almeno 30 crediti e 50 punti alle prove – è necessario aver già raggiunto un punteggio pre-bonus di almeno 90 punti. La Commissione d’esame potrà come sempre decidere di aggiungere al 100 finale la “lode”. Nella definizione del credito scolastico si tiene conto anche della partecipazione alla Formazione scuola-lavoro, mentre avrà più valore il voto in condotta e chi viene ammesso con la sufficienza minima in comportamento all’orale dovrà presentare e discutere un elaborato critico aggiuntivo su un tema assegnato dal Consiglio di classe riguardante la cittadinanza attiva e solidale.

IL MINISTRO: UN ESAME CHE VALORIZZA I TALENTI – Sui suoi profili social il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara ha così rivolto i suoi auguri agli studenti che sosterranno la Maturità: “Forza ragazzi. Affrontate l’esame di maturità senza paura. Pensate a un esame che vi valorizza e che vuole esaltare la vostra crescita personale. Tirate fuori i vostri talenti: ognuno di voi ne ha di meravigliosi. Dimostrate di poter prendere dalle discipline quello che ha contribuito a far crescere la vostra persona. Non abbiamo bisogno di persone perfette, ma di chi sa ragionare su ciò che si è appreso e anche sui propri errori. Farete molto, evidenziate il vostro valore”.

Meloni: Vannacci funzionale a sinistra, non mi pongo tema alleanza

Roma, 17 giu. (askanews) – “E’ un tema che non mi sono posta. Mi pare che il movimento dell’onorevole Vannacci abbia già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra che mi sembra abbastanza in continuità con il lavoro che si sta facendo finora, perché quando si vota cinque volte contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona di destra e non si vuole dare una mano vedo una certa funzionalità per la sinistra. Lo considero abbastanza normale. Considero molto meno normale che si voglia essere funzionali a questo quando ci si dichiara di destra”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa al termine del G7, rispondendo a chi gli chiede se preveda un’alleanza con Futuro Nazionale con Vannacci.

Ucraina, Meloni: obiettivo resta un confronto tra Zelensky e Putin

Evian, 17 giu. (askanews) – “Sull’Ucraina abbiamo fatto il punto col presidente Zelensky, abbiamo passato in rassegna la situazione sul campo che è molto diversa da quella che vende la propaganda russa. L’obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin, ma mentre Zelensky ha fin qui dimostrato un’attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete e che è stata inviata direttamente al presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian.

Iran, Meloni: confermato che Italia è pronta a fare sua parte

Evian, 17 giu. (askanews) – “Abbiamo accolto tutti positivamente l’accordo tra Stati Uniti e Iran”, “ora è importante lavorare per la sua attuazione per assicurare una piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, “abbiamo confermato che l’Italia è pronta a fare la sua parte anche per le missioni” volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto, “ferme restando le necessarie autorizzazioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian.

Tennis, Wimbledon, Musetti rinuncia: Berrettini in tabellone

Roma, 17 giu. (askanews) – Lorenzo Musetti non prenderà parte a Wimbledon 2026. Il tennista azzurro, fermo dallo scorso maggio per l’infortunio al retto femorale accusato dopo gli Internazionali d’Italia, ha annunciato attraverso i propri canali social la decisione di rinunciare anche ai Championships, dopo aver già saltato il Roland Garros.

“Desidero aggiornarvi sul mio recupero dall’infortunio di Roma. La riabilitazione sta procedendo molto bene e i risultati medici sono incoraggianti. Purtroppo, non avendo ancora iniziato una preparazione atletica completa, e dopo attenta valutazione, siamo giunti alla difficile conclusione che quest’anno non potrò competere a Wimbledon. Non è una decisione facile, ma è quella giusta. La mia priorità è tornare in campo al 100%”, ha scritto il numero uno italiano.

Musetti, che lo scorso anno era stato eliminato al primo turno sull’erba londinese e difendeva quindi soltanto dieci punti in classifica, ha preferito non accelerare i tempi del recupero. Il suo ritorno in campo è ora previsto durante la stagione sul cemento nordamericano, con il Masters 1000 di Montreal in programma dal 2 agosto, seguito dai tornei di Cincinnati e dagli US Open.

Il forfait del carrarino apre invece le porte del tabellone principale a Matteo Berrettini. Il romano, finalista a Wimbledon nel 2021, era il primo degli alternate e ottiene così l’accesso diretto al main draw grazie alla classifica. Per Berrettini sarà la settima partecipazione ai Championships, torneo nel quale ha ottenuto alcuni dei migliori risultati della sua carriera.

Sull’erba dell’All England Club il bilancio del tennista romano è particolarmente positivo, con 14 vittorie e 6 sconfitte. L’ingresso diretto nel tabellone principale rappresenta una notizia importante per il tennis italiano, che potrà contare sull’esperienza di uno dei suoi interpreti più efficaci sulla superficie erbosa.

Trump: se l’Iran non si comporta bene torneremo a sganciare bombe

Roma, 17 giu. (askanews) – L’accordo con l’Iran non è definitivo, “è un memorandum d’intesa. E se non mi piace, torneremo a sparargli, a sganciare bombe sulla loro testa. Se non mi piace, se non si comportano bene, torneremo a sganciare bombe, proprio in mezzo alla loro testa”. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando coi giornalisti durante un incontro bilaterale col presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, a margine del vertice G7 di Evian-les-Bains.

Vela e inclusione per i più giovani a Marina di Grosseto

Marina di Grosseto, 17 giu. (askanews) – Il mare come spazio di libertà, lo sport come bussola per il futuro. A Marina di Grosseto il vento e le onde diventano strumenti di inclusione sociale grazie al “Water Camp”, l’iniziativa che ha unito le forze di Ferrero, Save the Children e della campionessa olimpica Alessandra Sensini. Cinquanta tra bambini e adolescenti provenienti dai Punti Luce di Genova e Potenza – spazi ad alta densità educativa che sorgono nei quartieri più svantaggiati – hanno vissuto una due giorni indimenticabile. Al centro del progetto c’è “Joy of moving”, una metodologia educativa validata scientificamente insieme a CONI, Università del Foro Italico e MIM del Piemonte.

L’intervista a Silvia De Laurenzi, Save the Children: “Al centro del progetto c’è Joy of Moving, una metodologia educativa valida scientificamente insieme a CONI, Università del Foro Italico e MIM del Piemonte. Oggi i ragazzi hanno tirato fuori tantissime emozioni e anche tanti valori, come quello dell’amicizia, ma hanno anche rafforzato alcune loro abilità sociali quali il coraggio, la consapevolezza di sé, l’autostima. Per affrontare il mare sono tutte qualità che sono strettamente necessarie e quindi è stata un’esperienza veramente completa.”

A guidarli tra le correnti e i segreti della vela è stata la stessa Sensini. La pluricampionessa olimpica, che a Marina di Grosseto ha aperto il centro “Waterworld”, ha trasferito ai più giovani la passione e la fiducia necessarie per superare i propri limiti, a scuola come nella vita.

Le parole di Alessandra Sensini, campionessa olimpica di windsurf: “È la seconda edizione che facciamo con Save the Children e Ferrero, nello specifico Kinder Joy on Moving, che ha sempre promosso uno stile di vita sano attraverso il movimento, attraverso la conoscenza dell’ambiente, della natura. Portare questi ragazzi in acqua, far provare loro tutte queste discipline legate alla vela è bello, perché vedi come loro piano piano scoprono proprio sé stessi.”

L’evento si è concluso con la consegna degli attestati di partecipazione, alla presenza delle autorità locali. Per questi ragazzi, i Punti Luce continueranno a essere un presidio quotidiano sul territorio; ma l’orizzonte scoperto a Marina di Grosseto resterà impresso per sempre.

Addio a Carlo Ginzburg, quando ci parlava di potere e immagini

Milano, 17 giu. (askanews) – È stato uno degli storici più importanti in Italia e le due ricerche sul sabba e le credenze medievali hanno fatto scuola. Carlo Ginzburg, figura intellettuale di primissimo piano, è morto a 87 anni. Lo ricordiamo con questa intervista del 2015 nella quale ci aveva parlato del suo libro “Paura reverenza terrore” e del ruolo delle immagini. “Io credo – ci aveva detto – che sia utile non partire da una definizione di immagine, ma partire dall’esperienza che tutti abbiamo di immagini e questa esperienza implica come una svalutazione dell’immagine”.

Una svalutazione che, secondo lo storico, è figlia della sovrabbondanza di immagini che ci vengono proposte, nonché della rapidità con la quale siamo spesso portati a considerarle. “Quello che ho cercato di proporre in questo libro – aveva aggiunto Ginzburg – è l’idea di guardare lentamente le immagini. Quelle che considero sono immagini particolarmente dense, dense di significato, però l’idea è di instaurare un passo diverso”.

I cinque saggi o, come preferisce chiamarli Ginzburg, “esperimenti”, si muovono sul terreno molto affascinante dell’iconografia politica e prendono in considerazione, per esempio, un dipinto come “La morte di Marat” di Jacques-Louis David oppure il frontespizio di quel capolavoro della filosofia, ma anche della morale, che è il “Leviatano” di Thomas Hobbes. “Il terrore – aveva concluso il professor Ginzburg – si nutre della reverenza e inversamente. E questa ambivalenza profonda, che è l’ambivalenza del potere… Anche di quello che sta dietro il fenomeno che chiamiamo secolarizzazione”.

In un momento in cui la storia viene costantemente messa in discussione gli studi e la postura di Ginzburg, sempre attento alle zone grigie della realtà, restano come un patrimonio necessario e da difendere.