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Tridico: grande mercato capitali opportunità per Europa

Roma, 5 feb. (askanews) – “Creare un grande mercato dei capitali può essere un’opportunità per l’Europa perché ovviamente c’è molto risparmio che non viene utilizzato ma dobbiamo stare attenti a due cose innanzitutto: da una parte avere la consapevolezza che i nostri risparmi siano in qualche modo sicuri, quindi creare un safe asset, cioè creare un modello in Europa in cui ci sia una garanzia in ogni caso e dall’altra questo mercato unico non deve diventare un mercato per la finanziarizzazione soltanto ma per investimenti reali” così l’eurodeputato Pasquale Tridico, in occasione dell’annual meeting di Connact “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” che si è tenuto a Bruxelles. L’evento ha visto la presenza di quasi 50 rappresentanti di grandi aziende italiane e associazioni, centri di ricerca e realtà del terzo settore che hanno dialogato con le istituzioni italiane ed europee per consolidare la presenza italiana a Bruxelles e per stimolare una collaborazione attiva e proattiva, fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti. Connact Annual Meeting è un evento organizzato dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia.

Piantedosi: Confermo introduzione del fermo preventivo -2

Roma, 5 feb. (askanews) – Quella sul fermo preventivo, ha sottolineato Piantedosi, “non è una misura liberticida, è presente in molti ordinamenti, prevede il rapporto con l’autorità giudiziaria a cui viene comunicato che la persona è accompagnata in un ufficio di polizia e trattenuta fino a due ore. Se poi si ravvisasse che non ci sono le condizioni può disporre la liberazione”.

Piantedosi ha quindi sottolineato che “è sempre così nella nostra formulazione, conosciamo i limiti fissati dalla costituzione sulla limitazione della libertà personale. Questa norma attiene a un’ipotesi di prevenzione molto pregnante, a condizioni indiziarie molto importanti sulla possibilità che possano essere compiuti in occasione di manifestazioni determinate fattispecie di reati un po’ come abbiamo visto in questi ultimi giorni”.

Campanella (FEAD): economia circolare vantaggio competitivo

Roma, 5 feb. (askanews) – “L’economia circolare è decisamente un vantaggio competitivo soprattutto perché in questo momento storico e geopolitico aiuta a contribuire ad aumentare l’autonomia strategica del continente europeo” così Paolo Campanella, Secretary General di FEAD, l’Associazione europea per la gestione dei rifiuti, in occasione dell’annual meeting di Connact “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” che si è tenuto a Bruxelles. L’evento ha visto la presenza di quasi 50 rappresentanti di grandi aziende italiane e associazioni, centri di ricerca e realtà del terzo settore che hanno dialogato con le istituzioni italiane ed europee per consolidare la presenza italiana a Bruxelles e per stimolare una collaborazione attiva e proattiva, fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti.

Connact Annual Meeting è un evento organizzato dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia.

Cavalli (Centromarca): applicare innovazione a livello armonico

Roma, 5 feb. (askanews) – “L’innovazione è un tema centrale, ma per essere davvero efficiente deve essere applicata a livello armonico” così la responsabile del centro studi di Centromarca, Laura Cavalli, in occasione dell’annual meeting di Connact “Il Sistema Italia e le priorità dell’Unione europea” che si è tenuto a Bruxelles. L’evento ha visto la presenza di quasi 50 rappresentanti di grandi aziende italiane e associazioni, centri di ricerca e realtà del terzo settore che hanno dialogato con le istituzioni italiane ed europee per consolidare la presenza italiana a Bruxelles e per stimolare una collaborazione attiva e proattiva, fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti. Connact Annual Meeting è un evento organizzato dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia.

Calcio, Totti-Roma, Ranieri per il ritorno: "I Friedkin ci pensano"

Roma, 5 feb. (askanews) – Claudio Ranieri fa il punto sul presente e soprattutto sul futuro della Roma, raccontando a Sky Sport il progetto avviato con Gian Piero Gasperini e sostenuto dalla proprietà Friedkin. Un percorso che guarda lontano, senza promesse immediate ma con obiettivi chiari.

“Noi non è che stiamo chiedendo di andare in Champions League, anche se è la voglia di tutti quanti”, spiega Ranieri. “Con la proprietà si è parlato di un programma di tre anni, dove l’allenatore ha chiesto 15-16 giocatori da far ruotare e altri giovani. Siamo la Roma, tutto subito non è possibile”. Il dirigente giallorosso sottolinea la soddisfazione per il lavoro svolto finora: “Stiamo facendo molto bene, siamo molto contenti di come la squadra e di come Gasperini sta lavorando”.

Ranieri chiarisce anche il processo che ha portato alla scelta dell’allenatore: non una decisione individuale, ma condivisa. “No, abbiamo scelto. C’è stata una lista di nomi e io, tra tutti, ho detto la mia. Poi loro hanno parlato con alcuni allenatori e hanno scelto Gian Piero”.

Il progetto è noto sin dall’inizio, tra ambizioni e realismo. “È quello che sappiamo dall’inizio. La voglia è quella di andare il più alto possibile, però stiamo costruendo”, ribadisce Ranieri, ammettendo di essere stato sorpreso dal numero di innesti arrivati nei primi due mercati. “Questo dimostra che Gian Piero è molto bravo: voleva Malen e Zaragoza, sono arrivati”. Sugli investimenti sui giovani, Ranieri è chiaro: “Non puoi competere con Chelsea, Liverpool, Paris Saint-Germain. Stiamo cercando di fare qualcosa, sperando di centrare questi ragazzi”.

I rapporti interni, anche quando vivaci, vengono letti in chiave positiva. Dalle tensioni tra Gasperini e il direttore sportivo Massara può nascere energia costruttiva: “Sono due caratteri differenti. A Gian Piero piace stare lì sempre a martellare… Massara è molto riflessivo, rappresenta la società. Io sto nel mezzo”.

Sul campo, Ranieri analizza i nuovi arrivati. Malen è “un giocatore di grandissima esperienza”, capace di creare occasioni anche in contesti difficili. Zaragoza, invece, dovrà adattarsi al sistema di Gasperini: “Ha quella capacità di saltare l’uomo, nell’uno contro uno è molto bravo, rompe la marcatura”.

Capitolo delicato quello legato a Pellegrini e Dybala. “Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi, sennò non ce la facciamo con le regole UEFA”, avverte Ranieri. “Se c’è un incontro bene, altrimenti ci si saluta”.

Sull’impegno della proprietà non ci sono dubbi. “Il nuovo stadio lo dice ampiamente”, afferma Ranieri, ricordando come la richiesta ai tecnici sia di costruire un percorso solido, più che inseguire una classifica immediata. “A fine anno si vede, non parlo di classifica ma di numero di giocatori che l’allenatore reputa blocco”.

Infine, uno sguardo al passato che potrebbe tornare attuale: il possibile reinserimento di Francesco Totti. “Ci stanno pensando, mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma. Francesco è una parte della Roma”. Un legame mai spezzato, che potrebbe trovare una nuova forma nel progetto giallorosso.

Milano-Cortina, Hockey, esordio vincente per l’Italdonne

Roma, 5 feb. (askanews) – Esordio da sogno per l’Italia nel torneo olimpico femminile di hockey su ghiaccio. Alla Milano Santagiulia Ice Hockey Arena le Azzurre superano 4-1 la Francia nella gara inaugurale del Gruppo B, davanti a quasi 9.400 spettatori.

La Francia passa in vantaggio nel primo periodo con De Serres, ma la reazione dell’Italia è immediata. Il pareggio arriva con Kayla Tutino, poi le Azzurre prendono definitivamente il controllo dell’incontro grazie ai gol di Rebecca Roccella, Matilde Fantin e Kristin Della Rovere.

Netta la superiorità italiana anche nei numeri, con 46 tiri in porta contro i 15 delle francesi, a conferma di una prestazione solida e autoritaria.

Per l’Italia si tratta di una vittoria storica: il movimento femminile azzurro torna alle Olimpiadi dopo vent’anni e conquista il primo successo olimpico della sua storia nell’hockey su ghiaccio.

Le Azzurre torneranno in pista sabato contro la Svezia per la seconda sfida del girone, con l’obiettivo di continuare il cammino verso i quarti di finale.

Cosa c’è nella bozza del decreto sicurezza

Roma, 5 feb. (askanews) – Di seguito i punti principali della bozza decreto sicurezza.

Registro separato per reati con causa giustificazione “Quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione, il pubblico ministero procede all’annotazione preliminare, in separato modello, del nome della persona cui è attribuito il fatto medesimo”. È quanto si legge nella bozza del decreto sicurezza che oggi approda in Cdm, in particolare all’articolo 12 che tratta delle “disposizioni in materia di attività d’indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione”.

Accompagnamento e fermo di 12 ore Nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito dei servizi di ordine e sicurezza pubblica disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, gli ufficiali e gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone rispetto alle quali sussista un “fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione” e “trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia e comunque non oltre le dodici ore”. Lo prevede l’articolo 7 della bozza del decreto sicurezza all’esame del Cdm in corso a Palazzo Chigi.

Tra gli elementi che indicano il pericolo nel testo si fa riferimento al possesso di armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente o armi senza licenza. Contemplata anche “la rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni”.

Il decreto prevede che “dell’accompagnamento e dell’ora in cui è stato compiuto è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se riconosce che non ricorrono le condizioni di cui al comma precedente, ordina il rilascio della persona accompagnata. Al pubblico ministero è data altresì immediata notizia del rilascio della persona accompagnata e dell’ora in cui è avvenuto”.

Manifestazione vietata a chi ha precedenti “Il giudice può disporre il divieto di partecipare a pubbliche riunioni e di prendere parte a pubblici assembramenti della medesima natura o tipologia di quelli in occasione o a causa dei quali è stato commesso il reato, per un periodo da uno a tre anni ovvero, se la pena applicata è superiore a tre anni, per un periodo equivalente a quello della pena stessa, fino a un massimo di dieci anni”. E’ quanto si legge all’articolo 10 della bozza del decreto sicurezza.

Stretta sui coltelli Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione strumenti dotati di lama affilata o appuntita oltre gli otto centimetri è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Lo prevede l’articolo 1 della bozza del decreto sicurezza all’esame del consiglio dei ministri in corso a Palazzo Chigi.

Il testo prevede che il prefetto possa applicare, “per un periodo fino ad un anno” anche delle sanzioni amministrative accessorie: “sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli; sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla”.

Una pena da uno a tre anni invece è prevista per chiunque porti fuori della propria abitazione strumenti con lama pieghevole di lunghezza pari o superiore a 5 cm, a un taglio e a punta acuta, muniti di meccanismo di blocco della lama o a scatto oppure apribili con una sola mano, nonché strumenti dotati di lama affilata o appuntita del tipo ‘a farfalla’.

Multe ai genitori di minori che portano coltelli Se uno dei reati riguardanti il divieto di porto di lame e coltelli è commesso da un minorenne è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale sul minore. Lo prevede l’articolo 1 della bozza del dl sicurezza all’esame del Cdm in corso a Palazzo Chigi.

L’autorità competente all’irrogazione della sanzione è il prefetto. Le entrate derivanti dall’applicazione delle sanzioni vengono riassegnate allo stato di previsione del Ministero dell’Interno per incrementare il Fondo risorse decentrate per la remunerazione delle maggiori attività rese dal personale contrattualizzato non dirigenziale dell’Amministrazione civile.

Autismo: ad Assago Special-Mente Diversi

Roma, 5 feb. – L’autismo rappresenta una condizione neuroevolutiva sempre più diffusa, che coinvolge non solo le persone direttamente interessate, ma anche le famiglie e l’intera comunità. Questo fenomeno sollecita le Istituzioni a garantire supporto concreto, inclusione reale e una comprensione più approfondita dei bisogni dei soggetti e dei nuclei familiari coinvolti. Con questo obiettivo, la Lista Civica Assago Nel Cuore e l’Associazione Culturale Idee in Movimento organizzano una serata di approfondimento sul tema dell’autismo, dal titolo “Special-Mente Diversi”, questa sera alle ore 21.00 presso la Sala Castello del Centro Civico di Assago, in Via Roma 1. L’incontro si propone come momento di ascolto, analisi e sensibilizzazione, rivolto a tutta la cittadinanza, inclusi coloro che non sono direttamente coinvolti ma che possono confrontarsi con questa realtà in ambito scolastico, lavorativo o sociale. La serata rientra in un percorso volto a promuovere una cultura inclusiva e a stimolare un dialogo costruttivo tra cittadini, associazioni e amministrazioni sui disturbi dello spettro autistico. Interverranno i rappresentanti dell’associazione “Un Ponte nella Vita”, condividendo progetti e esperienze personali di genitori; la dottoressa Anna Cilea, analista del comportamento; Roberta Tisci, giurista e caregiver; Cristina Garzella, docente e coordinatrice pedagogica; Marco La Rosa, allenatore e preparatore atletico paralimpico. La serata sarà moderata da Roberta Vieri, consigliere comunale. L’incontro mira a promuovere consapevolezza e comprensione: condividere esperienze e vissuti consente di ridurre isolamento, diffondere conoscenze corrette e costruire una comunità più informata, inclusiva e sensibile alle esigenze delle persone con autismo.

Su Dl Ucraina mossa "vannacciani", emendamento per stop proroga invio armi

Roma, 5 feb. (askanews) – Prima mossa in Parlamento dei “vannacciani” dopo la nascita di “Futuro nazionale”, il partito dell’ex generale: il leghista Edoardo Ziello, insieme al collega di partito Rossano Sasso e all’ex Fdi Emanuele Pozzolo hanno presentato un emendamento al dl Ucraina.

Il loro testo chiede di sopprimere l’articolo 1 del provvedimento che autorizza l’invio di “mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell’Ucraina” e per il “rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini”.

I tre hanno depositato anche un ordine del giorno, in cui ricordano che durante l’iter in commissione “è stata eliminata la parola ‘militari’ nel titolo e nella rubrica del decreto con il tentativo rocambolesco – sottolineano – di provare a far passare il messaggio che non ci saranno più invii di armamenti, ma l’espressione ‘militari’ non è stata espunta dal corpo del provvedimento, mantenendo attiva, di fatto e diritto, la fornitura degli stessi a favore dell’Ucraina”. L’Odg impegna dunque il governo: “a interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell’Ucraina; desecretare le liste del materiale militare precedentemente inviato; a destinare le risorse conseguenti dal relativo risparmio di spesa al rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine al fine di innalzare i livelli di sicurezza per i cittadini italiani”.

La scelta di togliere la parola ‘militari’ quanto meno al titolo e alla rubrica era stata l”escamotage’ per far rientrare la contrarietà della Lega di Matteo Salvini, che alla fine infatti sulla risoluzione aveva votato con tutto il centrodestra (con le defezioni di alcuni leghisti assenti e il voto contrario degli stessi Sasso e Ziello).

Dopo l’uscita di Vannacci dalla Lega, Sasso e Ziello non hanno al momento comunicato se sono intenzionati a passare a “Futuro Nazionale” dove invece è già approdato ufficialmente Pozzolo.

Lagarde: manderò ai leader Ue "la lista delle cose da fare" per la crescita

Roma, 5 feb. (askanews) – La Banca centrale europea sta preparando una sorta di “lista della spesa”, da recapitare ai leader europei, per la riunione straordinaria sulla competitività della prossima settimana. Lo ha riferito la presidente Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. “Abbiamo deciso in vista della riunione del 12 febbraio di dare la nostra lista ai leader”. Quella che elenca raccomandazioni, fornite da tempo su Unione di risparmi e investimenti, l’euro digitale, il rafforzamento del mercato unico europeo, l’autonomia strategica europea, la semplificazione delle normative il rafforzamento del quadro istituzionale.”Invierò (la lista) a ognuno dei leader dell’Unione europea, alla presidente della Commissione europea e al presidente del consiglio Ue. Questa è la nostra lista delle cose da fare che riteniamo sia molto probabile possano migliorare la crescita, migliorare la produttività e dispiegare il potenziale inespresso dei talenti europei”, ha detto.

Tensione alla Camera su morti Minneapolis, Lega contro opposizioni

Roma, 5 feb. (askanews) – Tensione e polemiche, nell’aula della Camera, in occasione della commemorazione per i morti di Minneapolis, Renee Good e Alex Pretti, uccisi dall’Ice. A scaldare gli animi è stato l’intervento della leghista Simonetta Matone: “Non si è mai vista una commemorazione ad horas che sa tanto di provocazione. Se questo ricordo dei morti di Minneapolis serve ad attirare la maggioranza in una trappola dialettica, il tentativo è fallito. Voi volete alzare una cortina fumogena sui fatti di Torino…”.

Parole che vengono accolte nell’aula della Camera dalle proteste delle opposizioni. “Basta, basta, basta”, gridano dai banchi del centrosinistra. “Fascisti”, replica la Matone con il vicepresidente di turno Sergio Costa che la richiama: “Per favore, deputata Matone, farà il suo intervento, ma non si può sentire l’accusa di fascisti. Il fascismo è fuori da quest’aula”. Il Cinque Stelle Francesco Silvestri ricorderà poco dopo che la commemorazione è stata decisa da tempo, ben prima dei fatti di Torino.

“Stiamo ancora aspettando parole inquivocabili di lontananza e condanna…” per Torino, prosegue la deputata leghista, provocando brusii e urla. “Basta, silenzio”, la reazione dei deputati delle opposizioni. Con Costa: “per favore, ricordiamoci che è una commemorazione colleghi”. Dopo il richiamo del presidente di turno per quel “fascisti”, Matone termina il suo intervento, tenendo però a puntualizzare che in Italia c’è “lo stato di diritto” con “forze di polizia che fanno il loro lavoro con nervi saldi” ma, non manca di aggiungere, “con nervi saldi messi costantemente alla prova da provocazioni di ogni genere”. Le uccisioni dei due statunitensi sono “inaccettabili”, con “metodi che non ci appartengono” nella gestione dell”ordine pubblico e del contrasto all’immigrazione clandestina”, però la commemorazione – secondo lei – è stata una strumentalizzazione, “tanto più oggi che discutiamo un nuovo pacchetto sicurezza rispetto a cui sarebbe auspicabile trovare unità”. L’invito a non strumentalizzare era arrivato anche da Fdi che sottolineava la “sacralità della vita” in un “momento di cordoglio” ma invitava a “ricordare con rispetto, senso delle istituzioni e – insisteva anche la deputata Maddalena Morgante – senza strumentalizzazioni”.

Dopo la deputata leghista rientravano scintille e tensioni. Toni pacati nei successivi interventi ma netti nella sostanza. “Vedo con piacere che l’inseguimento a Vannacci è partito e sono contento perché questo li porterà verso l’estinzione”, affermava Francesco Silvestri (M5s). “Noi siamo qui a parlare dei fatti di Minneapolis perché dobbiamo ricordare che quello che succede negli Stati Uniti, ovvero giustiziare persone per motivazioni politiche, qui in Italia non accadrà mai, mai”. Il monopolio della forza dello Stato è legittimo “solo finché serve a difendere dei diritti, non a schiacciarli” e “se qualcuno di voi, spero di no, vede gli Usa come modello da raggiungere, quel qualcuno è pericoloso e non è poi così diverso da chi il grilletto lo ha premuto”, concludeva.

“Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti per le strade di Minneapolis”, aveva sottolineato la dem Laura Boldrini citando le parole Bruce Springsteen, prendendo la parola prima della deputata leghista. “Noi oggi li ricordiamo nel parlamento italiano. Renee Good, 37 anni, attivista per i diritti umani impegnata a documentare filmando le azioni degli agenti dell’Ice. Alex Pretti, infermiere anche lui di soli 37 anni. Due esecuzioni a freddo, di due persone che stavano facendo nulla di male o pericoloso”, aveva detto Boldrini per tornare in seguito sull’argomento e commentare: “Tutto potevamo immaginare tranne che la commemorazione di Renee Good e Alex Pretti, brutalmente uccisi dalla violenza cieca dell’Ice, venisse utilizzata dalla maggioranza per una inspiegabile polemica”.

Anche la capogruppo di Avs Luana Zanella, dopo il dibattito in aula, tiene a puntualizzare con una nota: la commemorazione per le “vittime della brutalità dell’Ice” è stata “chiesta all’indomani dei fatti, non pensavamo allora che questo avrebbe suscitato scomposte e inopportune proteste, qualcuno ci ha dato dei ‘fascisti’. Capiamo che oggi in Aula è accaduto qualcosa di nuovo: il fantasma di Vannacci agita la Lega e si allunga fin sui morti”.

Progetti speciali e ospedali di comunità

Roma, 5 feb. (askanews) – Bambini e anziani, uniti in momenti speciali per scambiare esperienze e per far sentire i nonni ancora utili. Questo è il progetto speciale “Bee Happy” che va in scena ogni giovedì nelle Rsa Limbiate e Attanasio del Gruppo Gheron.

Un esempio di come stanno cambiando i servizi delle Rsa: in questo caso il benessere degli ospiti passa attraverso un ponte tra generazioni, i bambini del nido, integrato alla struttura, incontrano periodicamente gli anziani delle Rsa, condividendo momenti di gioco, canto e laboratorio.

Questo progetto è stato raccontato in un video della campagna che Aiop Lombardia ha lanciato sui propri canali social per raccontare le eccellenze della sanità regionale.

In questo caso si è affrontato il tema dei servizi nelle Rsa che stanno mutando con l’obiettivo di offrire alle persone fragili un luogo di cura, accoglienza e relazione. Nelle Rsa Limbiate e Atanasio l’assistenza sanitaria si unisce all’attenzione per il benessere, la dignità e la qualità della vita di ogni ospite. In questi spazi, seguendo le linee guida della riforma sanitaria, è stato recentemente inaugurato anche il primo ospedale di comunità di Limbiate con 40 posti letto.

In una parte della struttura trova poi spazio “Recovery for Life”, che si occupa del sostegno di ragazzi e ragazze con problematiche di carattere psichico.

Lagarde: invierò ai leader Ue "lista delle cose da fare" per la crescita

Roma, 5 feb. (askanews) – La Banca centrale europea sta preparando una sorta di “lista della spesa”, da recapitare ai leader europei, per la riunione straordinaria sulla competitività della prossima settimana. Lo ha riferito la presidente Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“Abbiamo deciso in vista della riunione del 12 febbraio di dare la nostra lista ai leader”. Quella che elenca raccomandazioni, fornite da tempo su Unione di risparmi e investimenti, l’euro digitale, il rafforzamento del mercato unico europeo, l’autonomia strategica europea, la semplificazione delle normative il rafforzamento del quadro istituzionale.

“Invierò (la lista) a ognuno dei leader dell’Unione europea, alla presidente della Commissione europea e al presidente del consiglio Ue. Questa è la nostra lista delle cose da fare che riteniamo sia molto probabile possano migliorare la crescita, migliorare la produttività e dispiegare il potenziale inespresso dei talenti europei”, ha detto.

Olimpiadi, Laura Pausini: sono una privilegiata italiana

Milano, 5 feb. (askanews) – “Sto aspettando con ansia buona di incontrare i miei colleghi straordinari che canteranno a San Siro, sono una privilegiata italiana che può partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici. Ringrazio chi mi ha invitato, farò una cosa che non ho mai fatto prima e spero di farla bene” così Laura Pausini racconta l’emozione di essere stata chiama per la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina alla Stadio di San Siro.

In occasione della presentazione del suo nuovo album “Io Canto 2” ha raccontato la sua poca attitudine agli sport invernali ma contemporaneamente ha detto di essere affascinata dall’incontro con gli atleti e ha aggiunto che nello sport, un po’ come nella musica serve tanta disciplina. “Degli sport invernali mi piace la baita quando si arriva, ma noi cantanti siamo simili agli sportivi, chi è arrivato è chi si è applicato seriamente e con disciplima”

Uffici postali, superate le 150mila richieste passaporto

Roma, 5 feb. (askanews) – Dalle grandi città ai piccoli centri, continua a crescere il servizio passaporti negli uffici postali. Il maggiore successo si registra nei comuni sotto i 15mila abitanti, dove il Progetto Polis ha già raccolto oltre 111mila domande e il 79% dei cittadini ha scelto la consegna a domicilio del passaporto. Il servizio del TG Poste.

Lagarde: dollaro deprezzato in modo rilevante su euro dal marzo 2025

Roma, 5 feb. (askanews) – Oggi il Consiglio direttivo della Bce ha discusso della questione dei cambi euro-dollaro. E “quello che abbiamo osservato, collettivamente, è che il dollaro si è deprezzato in maniera rilevante sull’euro, ma non negli ultimi giorni ma dal marzo del 2025. E nelle ultime settimane, dall’estate, ha fluttuato in una banda. Il risultato di questa osservazione, è che abbiamo concluso che l’impatto degli apprezzamenti dei cambi è incorporato nelle nostre previsioni di mase, ma ovviamente monitoriamo sempre molto attentamente se l’impatto si trasferisce come previsto”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde rispondendo ad una domanda sui cambi nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“È un tema che abbiamo esplorato, direi anche che la fascia attuale in cui si sviluppa l’euro-dollaro” è in linea con i movimenti dello storico degli anni scorsi.

Lagarde ha ribadito la posizione ufficiale dell’istituzione sul tema: “non abbiamo un obiettivo, un tasso di cambio in termini delle notre politiche, ma riconosciamo anche che i cambi sono importanti per le prospettive di crescita e di inflazione. Per questa ragione teniamo sempre attentamente sotto controllo gli sviluppi” dei cambi.

World Cancer Day: il ruolo chiave del caregiver in oncologia

Roma, 5 feb. (askanews) – In occasione della giornata mondiale per la lotta al cancro, World Cancer Day, il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” ha riunito, per il quarto anno consecutivo, associazioni dei pazienti oncologici e onco-ematologici, rappresentanti politici e clinici per fare il punto sul ruolo del caregiver e sull’importante passo avanti compiuto con l’approvazione del DDL Locatelli “Disposizione in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare”. Tema centrale dell’incontro la proiezione del toccante cortometraggio: “La luce nella crepa” proiettato in prima assoluta all’82° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ideato da Salute Donna ODV e incentrato sulla figura del caregiver cioè di chi ogni giorno, gratuitamente, si prende cura di un congiunto malato, offrendo sostegno pratico, emotivo e relazionale. Abbiamo parlato con Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV e Coordinatrice del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”:

“Per la prima volta c’è un riconoscimento istituzionale di questa figura, mentre prima si parlava del caregiver, si parlava di chi accompagna, però non c’era nulla di strutturato, oggi finalmente c’è questa figura che viene strutturata a livello istituzionale, quindi per noi è un primo passo importante, dico primo passo importante perché poi di passi dovremmo farne altri”.

Riconoscere i caregiver significa affermare un principio di dignità, giustizia e umanità che il nostro Paese non può rinviare. È poi intervenuta l’On. Vanessa Cattoi, Coordinatrice dell’Intergruppo Parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” alla Camera:

“Riteniamo che la figura del caregiver, soprattutto nell’ambito oncologico, sia veramente una figura fondamentale alla quale noi dobbiamo assolutamente ridare dignità e alla quale noi dobbiamo dare anche le giuste tutele, perché come si vede anche nel cortometraggio sul caregiver che è stato realizzato proprio su volontà della nostra Presidente Ana Maria Mancuso, si vede effettivamente quanto ci sia la necessità non solo di tutelare i diritti dei pazienti, ma anche di tutelare i diritti di chi si prende cura e penso che siamo sulla strada giusta, perché grazie a questo DDL e grazie all’impegno del nostro intergruppo sicuramente riusciremo a dare maggiori diritti a questa importante figura per la nostra società”.

L’obiettivo è il riconoscimento di una legge nazionale a tutela dei caregiver che in Italia sono oltre 7 milioni. Infine ecco le parole di Giorgio Mulè Vicepresidente della Camera dei Deputati:

“Bisogna arrivarci, mi lasci dire, bisogna arrivarci già nel 2026. Se l’intergruppo di cui faccio parte ha un compito è quello di velocizzare e superare tutti gli ostacoli, anche procedurali che ci sono, quindi a questo disegno di legge che è di iniziativa governativa aveva dato una corsia preferenziale affinché già quest’anno ci sia un punto fermo rispetto ai caregiver, alla formazione dei caregiver e alla possibilità di assistere in maniera totalizzante chi soffre, perché appunto non soffre mai da solo, ma soffre insieme a una famiglia che deve essere di supporto ed è assolutamente necessario che lo sia anche da un punto di vista psicologico”.

Dietro i numeri ci sono storie personali e umane, storie d’amore, ma anche di solitudine, di sofferenza e l’approvazione del DDL dona voce a queste presenze, spesso invisibili, ma fondamentali nel percorso di cura di un malato. Perché aiutare chi aiuta è un dovere di tutti.

Bce conferma i tassi di interesse dell’eurozona al 2%

Roma, 5 feb. (askanews) – La Banca centrale europea ha confermato per l’ottavo mese consecutivo i tassi di interesse di ufficiali dell’area euro. Il principale riferimento, che resta il tasso sui depositi, permane così al 2%, livello che era stato raggiunto nel giugno dello scorso anno . La decisione, diffusa con un comunicato a seguito della riunione del Consiglio direttivo, è in linea con le attese.

Secondo l’istituzione monetaria “l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. Questo mentre “l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale”, si legge nel comunicato.

Ma intanto il recente calmieramento del caro vita nell’area valutaria – ieri Eurostat ha riportato un attenuazione all’1,7% – combinato con i rafforzamenti dell’euro rispetto al dollaro aprono interrogativi sulla possibilità che si riaccendano le discussioni per le decisioni sui mesi a venire.

Il tasso sulle operazioni di rifinaziamento principali resta al 2,15%, quello sulle operazioni marginali al 2,40%. Ora l’attenzione si sposta sulla conferenza stampa esplicativa che, a breve, verrà tenuta dalla presidente Christine Lagarde.

Semprte oggi la Banca d’Inghilterra ha confermato con un voto a maggioranza i tassi di interesse sulla sterlina al 3 75%. Secondo quanto riporta il comunicato dell’istituzione, il direttorio si è nuovamente spaccato: 5 componenti hanno votato per lo status quo mentre altri 4 avrebbero voluto tagliare i tassi al 3,50%.

Tensione sulle vittime di Minneapolis alla Camera, opposizioni contro la Lega

Roma, 5 feb. (askanews) – “Non si è mai vista una commemorazione ad horas che sa tanto di provocazione. Se questo ricordo dei morti di Minneapolis serve ad attirare la maggioranza in una trappola dialettica, il tentativo è fallito. Voi volete alzare una cortina fumogena sui fatti di Torino sui quali stiamo aspettando parole inequivocabili…”. Le parole della deputata leghista Simonetta Matone, durante la commemorazione chiesta da Avs per i due americani uccisi dagli agenti dell’Ice a Minneapolis, Renee Good e Alex Pretti, vengono accolte nell’aula della Camera dalle proteste delle opposizioni. “Basta, basta, basta”, gridano dai banchi del centrosinistra. Non contenta, la Matone risponde “fascisti”, con il vicepresidente di turno Costa che la richiama: “per favore, deputata Matone, farà il suo intervento, ma non si può sentire l’accusa di fascisti in quest’aula. Il fascismo è fuori da quest’aula”. Il Cinque Stelle Francesco Silvestri ricorda che la commemorazione è stata decisa da tempo, ben prima dei fatti di Torino. Richiesta giunta settimane fa e accordata in capigruppo.

Sui fatti di Torino, aveva detto Matone, “stiamo ancora aspettando parole inquivocabili di lontananza e condanna…”. Provocando la reazione: “basta, basta, basta, silenzio”, urlano i deputati delle opposizioni. Con Costa: “per favore, ricordiamoci che è una commemorazione colleghi”. In quel momento la deputata leghista pronuncia la parola “fascisti” e viene poi ripresa da Costa.

MotoGp, Alex Marquez il più veloce nei test di Sepang

Roma, 5 feb. (askanews) – I test MotoGP di Sepang vanno in archivio col miglior tempo di Alex Marquez: il pilota Gresini sfiora il record della pista in 1:56.402 e mette in mostra anche un ottimo passo gara. Simulazioni Sprint ok anche per Bagnaia, più veloce di Marc Marquez. Alle spalle di Alex Marquez c’è l’Aprilia di Bezzecchi, 3° crono per Di Giannantonio. Da segnalare il ritorno in pista di Yamaha, che ha risolto il problema riscontrato nel day 1. Ora altri due giorni di test (21-22 febbraio) a Buriram prima del via del Mondiale.

Calcio, possibile ritorno di Totti alla Roma

Roma, 5 feb. (askanews) – A quasi sette anni dall’addio ufficiale, Francesco Totti e la Roma potrebbero tornare insieme. A riaccendere le speranze dei tifosi giallorossi è stato Claudio Ranieri, senior advisor della proprietà Friedkin, che in un’intervista esclusiva a Sky Sport ha confermato come il club stia valutando seriamente un rientro dell’ex capitano.

“I Friedkin ci stanno seriamente pensando da un po’ di tempo, Francesco può essere ancora molto utile per la Roma”, ha spiegato Ranieri, lasciando intendere come i contatti siano concreti. Per Totti si tratterebbe della terza esperienza con la società capitolina dopo i 25 anni da calciatore e i due da dirigente.

L’ex numero 10 aveva lasciato il club il 17 giugno 2019, durante la conferenza stampa al Coni, parlando apertamente di dissapori con alcuni dirigenti della precedente gestione Pallotta. “Se vado via non è per colpa mia”, aveva dichiarato in quell’occasione.

Ora il ritorno nella società che ha segnato tutta la sua carriera potrebbe trasformarsi in realtà. L’ipotesi più accreditata è quella di un ruolo tecnico e operativo, con funzioni di raccordo tra squadra e dirigenza, ma anche con compiti legati alla visione sportiva, all’osservazione dei giocatori, al mercato e alla costruzione della Roma del futuro.

Starmer si scusa con le vittime di Epstein: ho creduto alle bugie di Mandelson

Roma, 5 feb. (askanews) – Il primo ministro britannico Keir Starmer si è scusato oggi con le vittime di Jeffrey Epstein per aver nominato Peter Mandelson ambasciatore a Washington, nonostante fosse noto che il suo compagno di partito nonchè amico avesse rapporti con il defunto predatore sessuale e pedofilo morto in carcere nel 2019. Una vicenda che sta mettendo Starmer in grandi difficoltà nel Paese al punto da rischiare di dover traslocare da Downing Street. “Le vittime di Epstein hanno vissuto un trauma che la maggior parte di noi riesce a malapena a comprendere”, ha detto Starmer in trasferta ad Hastings. “Mi dispiace, mi dispiace per quello che vi è stato fatto, mi dispiace che così tante persone al potere vi abbiano deluso. Mi dispiace per aver creduto alle bugie di Mandelson e averlo nominato” ambasciatore, ha aggiunto il premier.

Bitcoin, tuffo sotto 70mila dollari ai minimi da fine 2024

Roma, 5 feb. (askanews) – Tuffo del Bitcoin sotto quota 70.000 dollari, ai minimi da quasi un anno e mezzo in un quadro di nuovi forti ribassi di tutti i criptoasset, mentre la dinamica negativa oltre alle Borse coinvolge in maniera più marcata materie prime e metalli preziosi. Dopo aver toccato 69.800 dollari, il Bitcoin resta in ribasso di oltre un 4% rispetto a ieri a quota 70.279 dollari.

L’Ether perde il 4% a 2.077 dollari. Nel frattempo l’oro cede l’1% mentre l’argento è tornato a precipitare con un calo di oltre il 7%, a 78 dollari l’oncia a metà seduta.

Milano-Cortina, Mattarella ad azzurri: lealtà e rispetto degli altri

Milano, 5 feb. (askanews) – “Ci auguriamo che siano tante le medaglie, se lo augura il presidente Bonfiglio fortemente ma tutti quanti in Italia, ma quello che è importante è il modo in cui parteciperete, come è sempre avvenuto da parte dei nostri atleti e atlete nelle Olimpiadi, con impegno, dando tutto sè stesse e tutto sè stessi, con lealtà e con rispetto degli altri”. È l’augurio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto agli atleti e alle atlete italiane che parteciperanno alle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina.

“È un gran piacere incontrarvi. Ci siamo, state per cominciare: naturalmente – ha detto Mattarella al Villaggio Olimpico – alla vigilia dell’apertura non posso non ricordare che per tutti voi e tutte voi che siete qui questo è già un grande successo. Essere stati selezionati, essere in squadra, prendere parte alle Olimpiadi è già un traguardo di estrema importanza, un successo autentico, importante. Presumo anche che non siate appagate e appagati da questo, che affronterete le competizioni con l’intenzione di avere altri risultati e successi, ma non va mai dimenticato che la partecipazione è il primo e importante traguardo. Poi naturalmente la competizione con atleti e atlete da ogni parte del mondo sarà entusiasmante e stimolante. Credo che ognuna e ognuno di voi ricordi che la prima competizione è con sè stessi e con i propri limiti, per superarsi e migliorarsi. E poi c’è quella con gli altri partecipanti”. Una competizione, ha sottolineato ancora Mattarella, “che dà nel mondo uno spettacolo di straordinario valore, di convivenza, di amicizia, di umanità, di serietà. Ecco vi faccio questo augurio: siete consapevoli di quanto state per fare e vi auguro di ottenere i risultati migliori, con il valore dello sport che manda al mondo un messaggio di pace e di serenità. Grazie per l’impegno che mettete e grazie in anticipo perchè certamente renderete onoro al Tricolore, alla nostra bandiera e ai nostri colori. Grazie e in bocca al lupo”, ha concluso il Capo dello Stato, che ora sta visitando gli uffici e le residenze degli atleti, prima di fermarsi a pranzo con loro nella mensa del Villaggio.

M.O, Madre Nazzaro (Orp): torni la pace in Terra Santa

Amman, 5 feb. (askanews) – “La Giordania è Terra Santa e siamo qui al Monte Nebo dove Mosè, come ci racconta la Scrittura, ha visto da lontano la Terra Promessa. Anche noi ci troviamo qui con questo segno, per vedere da lontano una pace che deve ritornare”. Madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi, guida un pellegrinaggio di giornalisti e sacerdoti in Giordania per dare un messaggio di pace e di speranza, e per esortare la ripresa dei pellegrinaggi nel Paese arabo, crocevia di culture e religioni.

La guerra in Medio Oriente, qui in Giordania, non è arrivata direttamente, ma i riflessi, in termini di calo di pellegrinaggi e di turismo si fanno sentire. E il messaggio di pace passa anche da qui.

“Questa Terra Promessa – ha aggiunto Madre Rebecca – è un po’ la terra che desideriamo tutti: la terra della pace, la terra della verità, la terra della solidarietà, la terra della convivenza, della fraternità di tutti i popoli”. La madre superiora delle missionarie della Divina Rivelazione visita la Giordania per la prima volta. “È significativo stare qui in questo momento e dare una dimostrazione che niente è perduto, se noi ci proponiamo anche come pellegrini, come strumenti di pace e di trasmissione della buona novella, che qui ha avuto la sua preparazione attraverso Mosè, attraverso i profeti, attraverso poi la venuta di Gesù, di San Giovanni Battista”.

“Non possiamo passare come turisti e non come pellegrini che hanno e danno il significato a queste pietre che sono state custodite con tanto amore, con tanta fedeltà soprattutto per le generazioni, di generazioni fino ad oggi”, ha ribadito la consacrata.

L’invito è a visitare i luoghi del Vecchio e Nuovo Testamento ma anche ad incontrare le “pietre vive” senza temere. “Noi italiani a volte siamo un po’ paurosi – aggiunge la responsabile dell’Orp – ma non dobbiamo temere. Noi siamo qui proprio per dimostrare questo, l’abbiamo fatto anche due settimane fa andando in Terra Santa, siamo andati anche in Turchia”.

Il pellegrinaggio è organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism.

“Credo che il pellegrinaggio diventi anche un’opportunità di una missione che riguarda tutti – prosegue – riguarda non solamente i missionari o coloro che si sono dedicati alla vita consacrata come noi, come tantissime altre comunità o come i sacerdoti, ma ogni cristiano di Occidente che ha la possibilità di godere della bellezza delle opere d’arte, della bellezza delle Chiese, della bellezza della storia di questi luoghi”.

Dunque un segno di solidarietà concreta verso la minoranza cristiana. “Abbiamo incontrato i cristiani che rimangono nonostante tutto e questo, per noi che veniamo dall’Occidente, è un grande monito, è un grande insegnamento. Noi in Occidente abbiamo tutto, anche la possibilità di vedere, di custodire, di trasformare, di leggere, abbiamo una libertà che qui non c’è. Qui – ha ribadito madre Rebecca – c’è una libertà di culto ma non di religione. Noi abbiamo la libertà di religione e tante volte dimentichiamo il nostro culto, il culto cristiano, il culto della Chiesa Cattolica, qui chiamata – ed è interessante anche questo – chiesa Latina”.

Milano-Cortina, Mattarella al villaggio olimpico. Vance a Milano

Milano, 5 feb. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato al villaggio olimpico di Milano dove è stato accolto dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. Il capo dello Stato apporrà prima la sua firma al murale della tregua olimpica e poi rivolgerà un saluto alla delegazione italiana. Successivamente dopo aver visitato la palazzina dove alloggia la squadra italiana, si tratterrà a colazione con le atlete e gli atleti azzurri alla mensa del villaggio. Sono presenti anche il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

“Ci auguriamo che siano tante le medaglie, se lo augura il presidente Bonfiglio fortemente ma tutti quanti in Italia, ma quello che è importante è il modo in cui parteciperete, come è sempre avvenuto da parte dei nostri atleti e atlete nelle Olimpiadi, con impegno, dando tutto sé stesse e tutto sé stessi, con lealtà e con rispetto degli altri”. È l’augurio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto agli atleti e alle atlete italiane che parteciperanno alle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina. “È un gran piacere incontrarvi. Ci siamo, state per cominciare: naturalmente – ha detto Mattarella al Villaggio Olimpico – alla vigilia dell’apertura non posso non ricordare che per tutti voi e tutte voi che siete qui questo è già un grande successo. Essere stati selezionati, essere in squadra, prendere parte alle Olimpiadi è già un traguardo di estrema importanza, un successo autentico, importante. Presumo anche che non siate appagate e appagati da questo, che affronterete le competizioni con l’intenzione di avere altri risultati e successi, ma non va mai dimenticato che la partecipazione è il primo e importante traguardo. Poi naturalmente la competizione con atleti e atlete da ogni parte del mondo sarà entusiasmante e stimolante. Credo che ognuna e ognuno di voi ricordi che la prima competizione è con sé stessi e con i propri limiti, per superarsi e migliorarsi. E poi c’è quella con gli altri partecipanti”. Una competizione, ha sottolineato ancora Mattarella, “che dà nel mondo uno spettacolo di straordinario valore, di convivenza, di amicizia, di umanità, di serietà. Ecco vi faccio questo augurio: siete consapevoli di quanto state per fare e vi auguro di ottenere i risultati migliori, con il valore dello sport che manda al mondo un messaggio di pace e di serenità. Grazie per l’impegno che mettete e grazie in anticipo perché certamente renderete onore al Tricolore, alla nostra bandiera e ai nostri colori. Grazie e in bocca al lupo”, ha concluso il Capo dello Stato, che ha visitato gli uffici e le residenze degli atleti, prima di fermarsi a pranzo con loro nella mensa del Villaggio.

In precedenza il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, era arrivato all’aeroporto di Malpensa insieme alla moglie e ai figli, alla vigilia della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina.

"Frida in tour" da 7 febbraio, l’artista emoziona con grandi classici

Roma, 5 feb. (askanews) – Frida porta la sua musica in tour nelle principali città italiane con uno spettacolo ricco di canzoni e suggestioni, in cui convivono grandi classici della musica italiana e internazionale, insieme a brani originali, scritti e composti da lei.

Prima data sabato 7 febbraio all’Abbazia di Montecassino, poi sabato 28 febbraio al Trianon Viviani di Napoli, mercoledì 4 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, giovedì 5 marzo al Blue Note di Milano, sabato 7 marzo all’Auditorium Lo Squero di Venezia, domenica 8 marzo alla Sala del Carmine di Massa Lombarda; il tour prosegue sabato 14 marzo al Teatro Fusco di Taranto, sabato 21 al Teatro Rossini di Gioia del Colle, domenica 22 al teatro Curci di Barletta e lunedì 23 marzo al Teatro Virgola di Polignano.

Cantante e pianista, figlia d’arte di Stefano Bollani e Petra Magoni, Frida è cresciuta immersa nella musica, sviluppando fin da giovanissima una solida formazione e una sensibilità artistica personale. Ne emerge una personalità luminosa, fatta di lirismo e ironia, estro e fantasia, capace di coniugare tecnica, emozione e autenticità.

Ogni brano del repertorio di questo tour racconta una parte del suo personale percorso musicale: dai primissimi ascolti, alle influenze più recenti. Ne nasce una proposta artistica sfaccettata e contemporanea, che attraversa il pop, il jazz, la musica d’autore, con richiami alla musica classica, arrangiamenti più complessi e suggestioni elettroniche, impreziosite anche da effetti vocali.

Il concerto diventa così un vero e proprio itinerario musicale, da “You’ve Got a Friend” di Carole King – uno dei primi brani ascoltati da Frida da bambina – a “Futura” di Lucio Dalla, canzone senza tempo capace di attraversare le generazioni. Le diverse declinazioni dell’amore trovano spazio in “Back to Black” di Amy Winehouse o in “There You’ll Be di Faith Hill”, passando per le atmosfere poetiche di Battiato, Paolo Conte e Leonard Cohen, di cui Frida interpreta una intensa e toccante “Hallelujah”.

Un concerto che è molto più di una semplice esibizione: è un incontro, un racconto musicale e umano che lascia il segno. Lo spettacolo di Frida, infatti, è un caleidoscopio di colori musicali: non c’è un genere unico, ma un intreccio armonioso di linguaggi sonori. E così la sua voce — delicata ma potente, limpida, giovane e sincera — si muove con naturalezza tra diverse atmosfere, capace di salire verso le note più alte e di restituire ogni brano con grande maturità espressiva.

Sul palco, Frida è affiancata dal musicista britannico Mark Glentworth. Insieme portano un sound ricco e contemporaneo, grazie all’uso del pianoforte elettrico, del vibrafono e di altri strumenti elettrici ed effetti, che arricchiscono il suono, i colori e l’impatto emotivo di ogni brano proposto.

Negli anni Frida ha conquistato un pubblico vasto ed eterogeneo, salendo su numerosi palchi importanti e anche istituzionali, nonostante la sua giovane età. Tra i momenti più significativi figura l’esibizione al Quirinale in apertura della Festa della Repubblica, davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dove ha interpretato l’Inno nazionale e altri brani con grande intensità e partecipazione. Inoltre, Frida è stata protagonista agli Internazionali d’Italia di Roma, dove ha cantato l’Inno di Mameli prima delle finali di singolare, in un contesto di sport e spettacolo.

Pescara (FenImprese Dubai): Emirati, esplosione investimenti

Roma, 5 feb. (askanews) – “Dopo il periodo pandemico si è registrata una vera e propria ‘esplosione’ degli investimenti nell’emirato di Dubai, favorita dall’elevato grado di apprezzamento delle eccellenze italiane. Al 31 dicembre 2025 sono oltre 80 mila le persone che hanno scelto di trasferire qui i propri interessi economici e i propri patrimoni. Si tratta del risultato di una politica che va ben oltre le agevolazioni fiscali, fondata su una pianificazione di lungo periodo orientata ad attrarre eccellenze da tutto il mondo in un mercato particolarmente aperto agli investimenti esteri. A Dubai è possibile costituire una società in appena 36 ore, i livelli retributivi sono sensibilmente più elevati rispetto a quelli italiani ed esistono aree fiscali agevolate fortemente attrattive per imprese e professionisti. Senza trascurare il tema della sicurezza: qui la criminalità è pressoché inesistente. Chi fa questa esperienza difficilmente torna indietro”. Sono le parole di Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai, nel corso del webinar “Perché sempre più imprese italiane guardano a Dubai come nuova frontiera?”. “L’Italia dispone di ricchezze straordinarie che, purtroppo, non vengono adeguatamente valorizzate. I contribuenti – ha aggiunto Pescara – si sentono sempre più spesso come semplici “bancomat” a disposizione dello Stato e subiscono scelte difficilmente comprensibili, come l’introduzione della flat tax per i cosiddetti “paperoni”, che beneficiano di condizioni privilegiate senza un reale interesse a generare sviluppo e occupazione. In un contesto sempre più globalizzato è indispensabile creare condizioni che consentano alle imprese di competere ad armi pari con quelle degli altri Paesi. È necessario partire dall’export – ha sottolineato il numero uno di FenImprese Dubai -, attraverso accordi e agevolazioni commerciali mirate, per evitare esuberi di produzione e sostenere le migliaia di piccole attività familiari che desiderano portare i propri prodotti sui mercati esteri. Da oltre dieci anni offriamo il nostro contributo in questa direzione e rappresentiamo un punto di riferimento per gli italiani a Dubai, accompagnando le aziende che hanno la necessità di conoscere a fondo questo Paese”. L’identikit di chi scegli gli Emirati Arabi Uniti è stato tracciato da Enrico Salvatore Cucinotta, AML Officer: “Le imprese che guardano con maggiore interesse a Dubai sono principalmente quelle attive nei settori dei servizi, della consulenza e della finanza. Parallelamente, un numero crescente di famiglie e liberi professionisti manifesta un interesse diretto a strutturarsi sul territorio. Si tratta spesso di realtà molto giovani, attratte dalla possibilità di cogliere nuove opportunità in mercati ad alta capacità di spesa e caratterizzati da significative agevolazioni fiscali”. Secondo Beatrice Zaia, avvocato d’affari e designata alla presidenza di FenImprese Padova, “Occorre guardare al mercato di Dubai come a una realtà dinamica e trasversale. Dal 2023 gli Emirati Arabi detengono il record per volume di investimenti esteri, un dato che testimonia il forte interesse verso questo straordinario hub globale. Si contano presenze di nostri connazionali, prevalentemente nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 35 anni, giovani professionisti e talenti che l’Italia perde, attratti da un contesto dinamico, caratterizzato da una burocrazia ridotta e da un’elevata interculturalità. Se si considerano i servizi offerti e la qualità della vita, il confronto risulta difficilmente sostenibile”.

Musica, l’Orchestra del Mare a Roma con "Un viaggio di ritorno"

Roma, 5 feb. (askanews) – Venerdì 13 febbraio alle ore 20, la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma ospiterà, all’interno di “Un Solo Mare Festival”, il concerto “Un viaggio di ritorno”, dell’Orchestra del Mare: strumenti musicali costruiti con i legni delle barche dei migranti nel carcere di Milano-Opera.

“Un viaggio di ritorno” perché quelle barche, partite dalle coste africane e diventate strumenti musicali, tornano come Orchestra del Mare per sostenere in Africa il progetto “Il miracolo della vita – Tabasamu la Mama” della Fondazione Santo Versace.

Cuore del progetto “Il miracolo della vita” è una casa al confine della baraccopoli di Kibera dove sono accolte stabilmente ragazze madri, con i loro figli, che vivono per strada in condizioni di grave fragilità materiale ed emotiva ma che hanno scelto di mettere al mondo bambini nonostante le enormi difficoltà. Il ricavato della serata sarà devoluto a sostegno del progetto.

L’Orchestra del Mare rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso all’interno del mondo carcerario, iniziato nel 2012 con la creazione del Laboratorio di Liuteria e Falegnameria nella Casa di Reclusione Milano – Opera promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Proprio in questo laboratorio è stato realizzato, nel 2021, il primo “Violino del Mare” costruito con il legno delle barche dei migranti di Lampedusa, che ha ispirato al maestro Nicola Piovani una composizione dal titolo “Canto del legno”, eseguita per la prima volta, il 4 febbraio 2022, davanti a Papa Francesco. Dopo questo incontro è nata l’idea di creare l’Orchestra del Mare: violini, viole, violoncelli e altri strumenti tipici della tradizione mediterranea, per cercare di dare voce, attraverso la musica, ad ogni persona migrante in fuga dal proprio Paese a causa della guerra e della povertà.

L’Orchestra del Mare non ha un organico stabile ma è un “progetto di adesione”: gli strumenti vengono dati in prestito a orchestre italiane e straniere o a singoli musicisti che condividono i valori del progetto Metamorfosi: le barche dei migranti trasformate in strumenti musicali. Dopo una prima esecuzione alla Scala di Milano nel febbraio del 2024, l’Orchestra del Mare ha toccato diverse città italiane ed europee, tra cui Firenze, Parma, Lucerna e anche Lampedusa con un concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti.

Viene proposta ora a Roma nell’ambito di “Un solo Mare Festival”, in sintonia con lo spirito che Fondazione Musica per Roma ha voluto attribuire ad un momento di riflessione e condivisione sulle tematiche del mare: scientifiche, politiche, economiche e sociali. La serata vede la partecipazione dell’Orchestra Pessoa e della Piccola Orchestra dei Popoli unite come Orchestra del Mare in uno spettacolo che si articolerà in tre momenti.

Alessio Boni con la Piccola Orchestra dei Popoli leggerà “Orazione”, monologo liberamente tratto da “Memoria del legno” di Paolo Rumiz, per la regia di Ciro Menale. Seguirà la partecipazione straordinaria di Nicola Piovani per il progetto “Il Miracolo della Vita – Tabasamu la Mama”. Concluderà la serata il concerto dell’Orchestra Pessoa.

Olimpiadi Milano-Cortina, c’è neve

Milano, 5 feb. (askanews) – Inaugurazione Olimpica tra poche nuvole e neve: a Milano sono attese le ultime piogge al mattino di venerdì poi avremo tempo stabile ed asciutto durante la cerimonia delle ore 20. A Cortina d’Ampezzo ancora neve nella prima parte della giornata poi paesaggio incantato, bianco e non freddo. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma dunque condizioni meteo ottimali per l’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali, noti anche come Milano Cortina 2026. La neve, infatti, è caduta copiosa sulle Alpi e sulle Dolomiti nei giorni scorsi: una vera “benedizione bianca” per tutte le sedi di gara (Cortina d’Ampezzo, Livigno, Bormio, Predazzo, Tesero ed Anterselva) con un palcoscenico naturale perfetto che mancava da anni in questa stagione.

Ma mentre sulle sedi olimpiche si festeggia il meteo favorevole presente e in arrivo, tutt’altra situazione al Centro-Sud dove continua a piovere da settimane: buona parte del territorio, specie lungo il versante tirrenico, è saturo di acqua e stanno per arrivare nuovi accumuli importanti.

Tra sabato e domenica sono attesi picchi di 80-150 mm di pioggia, ovvero 80-150 litri d’acqua per metro quadro, tra Campania e Calabria tirrenica. Il rischio idrogeologico resta alto: non è tanto l’intensità del singolo acquazzone a preoccupare, ma la persistenza dei fenomeni su aree già fragili.

Nel dettaglio, una nuova forte perturbazione abborderà l’Italia dalla serata del giovedì con un peggioramento iniziale su Nord-Ovest e Sardegna; in seguito, i fenomeni saranno intensi su tutta la fascia tirrenica, dalla Toscana alla Calabria fino al pomeriggio quando il fronte perturbato si sposterà verso i Balcani e il tempo migliorerà temporaneamente.

Sabato sono infatti attese nuove piogge già al mattino su regioni tirreniche e Isole Maggiori: non è necessario sottolineare che in pratica pioverà sul bagnato e pioverà sempre sulle stesse zone. Domenica avremo, infatti, una fotocopia meteo del sabato, seppur con una temporizzazione spostata di qualche ora in avanti: le piogge inizieranno dal pomeriggio in Sardegna per poi spostarsi verso il Sud peninsulare e in Sicilia entro la sera. Comunque vada, gli ombrelli resteranno aperti almeno fino a metà mese; unica magra consolazione le temperature resteranno sempre sopra la media del periodo: il freddo polare rimarrà confinato tra la Scandinavia e le Repubbliche Baltiche.

Strage di Crans-Montana, la lettera dei coniugi Moretti

Roma, 5 feb. (askanews) – Per la prima volta dall’incendio del loro bar a Crans-Montana, Jacques e Jessica Moretti si sono rivolti a tutti i dipendenti in una lettera inviata mercoledì 4 febbraio e diffusa inizialmente da France Info.

“Oggi abbiamo deciso di rompere il silenzio che ci è stato imposto, almeno per la durata di questa lettera”, hanno spiegato i Moretti nella lettera. Questo silenzio “infinitamente pesante e doloroso” è stato rotto anche dal desiderio di giustificare le proprie azioni.

“Nessuno di voi avrebbe dovuto sopportare un simile calvario. Eravate i nostri protetti e lo siete ancora. Ci assumiamo questa responsabilità senza in alcun modo cercare di scaricarvi la colpa”, hanno insistito i due corsi. “Nemmeno per un attimo avremmo potuto immaginare una tragedia simile. Dal 1° gennaio, abbiamo incarnato la sventura che ha colpito il Constellation”, hanno scritto.

“Portiamo anche il peso di coloro che non sono più con noi, in un dolore immenso”, hanno scritto ancora riferendosi ai diversi dipendenti che hanno perso la vita nel rogo.

La coppia ha anche voluto affermare di essere “ferita dalle numerose voci diffamatorie diffuse” dopo la tragedia, che hanno “allo stesso tempo esacerbato il dolore” dei dipendenti.

Jacques e Jessica Moretti hanno ribadito che Jessica non ha lasciato i locali ancora in fiamme mentre cercava di salvare la cassa del bar, una delle menzogne più “spregevoli” che abbiano mai sentito sui media internazionali.

Il dispositivo di sicurezza della polizia per Milano-Cortina

Milano, 5 feb. (askanews) – La Polizia di Stato metterà in campo un articolato e polivalente dispositivo, utilizzando tutte quelle che sono le sue specificità di impiego e le varie Specialità, per i XXV Giochi olimpici e i XIV Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina 2026. Il coordinamento della macchina della sicurezza affidato a livello centrale al Dipartimento della Pubblica sicurezza e, sul territorio, alle Prefetture e Questure.

A fare da collegamento tra chi si occuperà di sicurezza saranno, in particolare, le Questure delle province interessate alle gare attraverso le Soi (Sale operative interforze), che gestiranno tutto l’apparato di ordine e sicurezza pubblica. Dall’afflusso delle delegazioni estere agli atleti, fino alla gestione dei tantissimi tifosi in arrivo da ogni parte del mondo per assistere a queste Olimpiadi, il tutto nella massima sicurezza.

Ai poliziotti delle volanti e dei Reparti prevenzione crimine sarà affidato il compito di garantire il controllo del territorio e, insieme a quelli dei Reparti mobili, la vigilanza nelle zone interessate dalle competizioni sportive. Con migliaia di atleti e spettatori in movimento, poi, la viabilità e la sicurezza sulle tratte stradali e autostradali sarà affidata alla Polizia stradale; gli aeroporti e le stazioni ferroviarie saranno punti di accesso per i visitatori e per le delegazioni di sportivi. Sarà lì che gli agenti della Polizia di frontiera e ferroviaria assicureranno il controllo dei flussi e la tutela dei viaggiatori negli scali aerei, sui treni ad alta velocità e sulle tratte regionali che collegano i poli olimpici. Tra l’altro, per l’occasione, è stato creato un nuovo punto Polfer alla stazione di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, snodo fondamentale per chi arriverà in treno e sarà diretto a Cortina d’Ampezzo.

La Polizia Postale e delle comunicazioni si occuperà della sicurezza delle reti e delle Infrastrutture critiche. Nelle zone di gara, i poliziotti delle Questure e dei Commissariati, con il supporto degli specialisti della Polizia Scientifica garantiranno il regolare svolgimento delle competizioni e la sicurezza di spettatori e tifosi. Nelle aree a più alto rischio e nelle sedi delle cerimonie saranno impiegati tiratori scelti, cinofili e artificieri dei NOCS.

Per un supporto ulteriore, inoltre, saranno schierate le U.O.P.I. – Unità operative di pronto intervento, specializzate nella gestione di situazioni operative ad alto impatto.

La Polizia, infine, non potrà mancare sulle piste da sci, con i poliziotti di montagna; questi agenti, infatti, oltre ad essere esperti soccorritori alpini, sono anche presidio di legalità sulla neve e pattuglieranno le aree delle competizioni olimpiche fornendo sostegno anche in caso di soccorso ed infortuni.

La Polizia di Stato, non parteciperà solo in divisa, ma anche in tuta sportiva con gli atleti del Gruppo sportivo Fiamme oro. Molti dei campioni che vedremo lottare per le medaglie, nello sci, sul ghiaccio e nel biathlon, sono poliziotti a tutti gli effetti, che vivono il sogno olimpico con la speranza di portare il tricolore e il prestigio della Polizia di Stato sul podio più ambito. I poliziotti cremisi convocati in dieci discipline saranno 33, 16 uomini e 17 donne.

Durante le cerimonie potremo apprezzare, tra i quattro portabandiera italiani, due campioni delle Fiamme oro come Federico Pellegrino, che sfilerà a Milano, e Amos Mosaner che sfilerà a Cortina.

Fisco, Leo: per iperammortamento eliminazione limitazioni territoriali

Roma, 5 feb. (askanews) – Sull’iperammortamento “oggi il perimetro è ben delimitato perchè si parla solo di imprese, ossia d’interventi fatti in ambito europeo, nello spazio economico europeo”, ma “stiamo lavorando con l’obiettivo di eliminare queste limitazioni territoriali” e “fare in modo che, indipendentemente da dove viene effettuato l’investimento e quindi se l’investimento avviene anche al di fuori di quello che è il perimetro dell’Unione europeo, quell’investimento è premiato, nel senso di poter fruire dell’iperammortamento”. Lo ha annunciato il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, nel suo intervento a Telefisco 2026.

“Questa – ha spiegato – è una misura sui cui stiamo lavorando e penso che, se tutto andrà secondo le nostre aspettative, dovremmo inserire nel prossimo provvedimento legislativo”.

Penn e Camporesi: le due prime mostre del Centro della Fotografia

Roma, 5 feb. (Askanews) – Il Centro della Fotografia di Roma ha inaugurato con due mostre di spessore, dedicate a Irving Penn e a Silvia Camporesi: interpreti di generazioni diverse, ma uniti da un’idea di fare della fotografia qualcosa di più, qualcosa che, ciascuno con la propria sintassi creativa, andasse oltre. La mostra di Penn in particolare è caratterizzata dalla collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi e celebra un artista storicizzato.

“Irving Penn – ha detto ad askanews Alessandra Mauro, co-curatrice della mostra – è un fotografo che, come abbiamo riportato nella citazione iniziale della mostra, aveva una sorta di ossessione per la fotografia. La fotografia era un modo di stare nel mondo, di guardare il mondo, di viaggiare e viaggiando, di catturare con la macchina fotografica persone e situazioni e poi certo di farne anche un lavoro, una professione. Lui ha unito queste due cose: sia lavoro professionale sia ricerca personale e soprattutto c’è una cosa molto particolare che ha fatto Irving Penn, che non tutti i fotografi hanno fatto: ha lavorato molto sulla stampa, sulla materialità della fotografia”.

Al piano superiore dello spazio nell’ex Mattatoio, con una struttura a balconata, è allestita la mostra di Silvia Camporesi “C’è un tempo e un luogo”, che è anch’essa un gioiello di sguardo, mistero e sospensione. Un racconto che si inserisce nella grande tradizione del Viaggio in Italia, ma lo aggiorna a una poetica che è convintamente contemporanea.

“Ho scelto alcune immagini da cinque serie storiche, più o meno dal 2011 ad oggi, sono qui raccontati circa 15 anni di attività – ci ha spiegato la curatrice Federica Muzzarelli – con un filo conduttore che è quello della frattura e del rapporto con una natura presente, ma anche incombente, misteriosa, ma anche da adddomesticare, che mi è sembrato un po’ il filo rosso del lavoro di Silvia. Sicuramente lei è una fotografa, un’artista che piega in senso virtuoso, in senso positivo, quello che le sta attorno, che cerca, una sua idea di paesaggio e di mondo e in questo senso certamente nell’accezione terminologica del sentimentale”.

Le due esposizioni, entrambe organizzate da Civita, sono aperte al pubblico fino al 29 giugno.

Bce, calo inflazione e supereuro riaprirono scenari su futuro tassi

Roma, 5 feb. (askanews) – Fari dei mercati puntati sulla Banca centrale europea. Alle 14 e 15, al termine dei due giorni di riunioni del Consiglio direttivo, verranno annunciate le decisioni di politica monetaria. L’attesa dominante è che vengano nuovamente confermati i livelli dei tassi di interesse per l’area euro, il principale riferimento, il tasso sui depositi, resterebbe così al 2%. La Bce mantiene i livelli attuali dei tassi dallo scorso giugno.

Ma la netta attenuazione mostrata a gennaio dell’inflazione media nell’area euro – secondo la stima preliminare di Eurostat si è smorzata all’1,7%, a fronte del 2% che era stato registrato a dicembre – che si combina con i recenti rafforzamenti dell’euro, potrebbero riaccendere il dibattito attorno alle future decisioni Bce.

La Bce persegue infatti un obiettivo sul caro vita: mantenerla al 2% sul medio termine, Se l’indice dovesse muoversi al di sotto di questa soglia in maniera stabile, e intanto la crescita economica proseguisse solo a rilento, il mantenimento del livello attuale dei tassi diventerebbe meno probabile.

Va tenuto presente che a gennaio l’inflazione di fondo, l’indice depurato da energia, alimentari e altri beni tendenzialmente più volatili, ha mostrato una variazione più contenuta nel confronto annuo, al più 2,2% annuo a gennaio, dal più 2,3% di dicembre, ma un calo dell’1,1% rispetto al mese precedente.

Un altro elemento sotto i riflettori, in particolare per la conferenza stampa della presidente Christine Lagarde, alle 14 e 45, sarà quello dei cambi euro-dollaro, dopo il recente picco sopra 1,20 ai massimi da oltre quattro anni.

La forza dell’euro si aggiunge infatti ai dazi commerciali e rischia di frenare ulteriormente le esportazioni dei paesi che utilizzano la valuta condivisa. Tanto più che molti giganti delle esportazioni dell’Asia sembrano invece aver adottato una strategia che ha portato a svalutazioni delle loro rispettive divise.

Calenda: io in centrodestra? No finché Meloni anti-Ue e finché c’è Salvini

Roma, 5 feb. (askanews) – Per Azione non si apre una prospettiva all’interno del centrodestra dopo lo strappo tra Vannacci e la Lega di Matteo Salvini. Lo sostiene il leader Carlo Calenda, a Mattino Cinque, sostenendo che in “questa legislatura e la prossima l’argomento unico e fondamentale sarà la capacità di costruire una europa federale che ci protegga da quello che sta arrivando. La Meloni è un’altra cosa” rispetto a Zaia perché “continua a dire che vuole il veto al Consiglio europeo, un po’ sto con Trump, un po’ con la Von der Leyen…”.

“Non mi pare che questo sia il clima. L’impressione è che il governo volterà ancora più a destra”, ha aggiunto Calenda.

Quanto allo strappo Salvini-Vannacci, “credo che paradossalmente Salvini starebbe meglio con Vannacci che con la Lega di Zaia. Questo sarà il grosso problema”, ha sottolineato.

Scade l’ultimo trattato Usa-Russia su nucleari, cosa è (era) il New Start

Roma, 5 feb. (askanews) – Scade il trattato New START, l’ultimo accordo rimasto sul controllo degli armamenti nucleari strategici tra Stati Uniti e Russia, un pilastro della stabilità strategica costruita dopo la Guerra fredda.

COSA E’ (ERA) IL NEW START

Entrato in vigore nel 2011, il New START (Strategic Arms Reduction Treaty) limita a 1.550 il numero di testate nucleari strategiche schierate da ciascun Paese e a 700 i vettori operativi — missili balistici intercontinentali, missili lanciati da sottomarini e bombardieri strategici — con un tetto complessivo di 800 sistemi tra schierati e non schierati.

Il trattato prevede un articolato regime di verifica reciproca, basato su scambi regolari di dati, notifiche e fino a 18 ispezioni l’anno: questo regime di controllo è stato considerato essenziale per garantire trasparenza e ridurre il rischio di errori di calcolo tra le due principali potenze nucleari mondiali.

Il New START era stato prorogato una sola volta, nel febbraio 2021, per cinque anni, poco dopo l’insediamento del presidente statunitense Joe Biden e con l’assenso del presidente russo Vladimir Putin. La proroga rappresentò allora un raro segnale di cooperazione bilaterale in una fase di rapporti già molto tesi.

L’INIZIO DELLA FINE

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, l’attuazione del trattato si è progressivamente deteriorata. Mosca ha sospeso la partecipazione alle ispezioni e alle riunioni bilaterali, accusando Washington di sfruttare il meccanismo di verifica a fini di intelligence. Gli Stati Uniti hanno respinto le accuse, sostenendo che il rispetto del trattato fosse nell’interesse di entrambe le parti.

Nel febbraio 2023 la Russia ha annunciato la “sospensione” della sua adesione al New START, pur dichiarando di voler continuare a rispettarne i limiti numerici. Da allora, però, il dialogo sul controllo degli armamenti è rimasto sostanzialmente congelato, senza negoziati per un accordo sostitutivo.

QUALI CONSEGUENZE

Con la scadenza del trattato, vengono meno i vincoli giuridicamente vincolanti e i meccanismi di verifica che per oltre un decennio hanno regolato gli arsenali strategici di Washington e Mosca. Entrambi i Paesi restano legati solo a impegni politici non formalizzati.

Gli esperti avvertono che l’assenza di un quadro condiviso aumenta il rischio di una nuova corsa agli armamenti nucleari e riduce la prevedibilità delle posture strategiche, in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni e dal coinvolgimento di altre potenze nucleari come Cina, Francia e Regno Unito.

La fine del New START chiude di fatto l’era dei grandi trattati bilaterali di disarmo nucleare tra Stati Uniti e Russia, lasciando un vuoto nella governance globale della sicurezza strategica.

I cattolici e la politica vista da  Papa Leone XIV

Una domanda scomoda e necessaria

Il tema “I cattolici e la politica vista da Papa Leone XIV” non è una formula tra le altre. È, piuttosto, una domanda scomoda e bellissima: come guardare oggi alla politica con gli occhi del Vangelo, lasciandoci provocare dal magistero del nuovo Papa?

Non viviamo in un laboratorio sterile, ma dentro una società fluida e spesso confusa, segnata da una crisi di etica e di senso. In questo scenario, Papa Leone XIV chiede ai cattolici impegnati nel sociale e nelle istituzioni di non considerare l’azione politica una semplice professione, bensì una missione di verità e di servizio: un modo concreto di cercare il bene delle persone e della comunità, là dove le decisioni pubbliche incidono sulla carne viva dei territori.

L’indicazione, in controluce, è netta: la fede non può essere relegata alla sacrestia né ridotta a sentimento privato. Se il Vangelo non entra nella storia, perde forza; e se la vita pubblica smarrisce l’orizzonte della dignità, diventa amministrazione senza anima.

Le radici: da Leone XIII a una nuova Rerum novarum”

La prospettiva di Leone XIV si comprende tornando alle radici. Il Papa ha spiegato di aver scelto il suo nome guardando in modo particolare a Leone XIII, che nel 1891, con la Rerum novarum, aprì la grande stagione della Dottrina sociale della Chiesa. In un’epoca segnata dalla “questione operaia” e dalla prima rivoluzione industriale, Leone XIII pose le basi per leggere i problemi sociali nella loro interezza: lavoro, salario, famiglia, conflitto, ruolo dello Stato e dei corpi intermedi.

Oggi, suggerisce Leone XIV, siamo davanti a una nuova Rerum novarum: rivoluzione digitale e intelligenza artificiale, disuguaglianze globali, fragilità delle democrazie, una crisi antropologica che tocca l’idea stessa di persona. Non bastano strumenti vecchi, né una presenza cristiana timida o difensiva: occorre una generazione capace di pensare e di agire dentro la storia, non ai margini.

Coscienza, istituzioni e responsabilità

Accanto alla memoria di Leone XIII, il Papa richiama figure che, in modi diversi, hanno tenuto insieme coscienza e istituzioni senza compromessi al ribasso. Tommaso Moro, martire della libertà e del primato della coscienza, mostra che l’impegno pubblico può essere vissuto non come mestiere, ma come responsabilità davanti a Dio e all’uomo, fino a pagare di persona. Luigi Sturzo ricorda il coraggio di “uscire dalle sacrestie”, portando nel dibattito civile i principi della Dottrina sociale. Alcide De Gasperi, nel dopoguerra, ha saputo coniugare fede cristiana, senso delle istituzioni e ricostruzione civile, economica e morale del Paese.

Sono uomini differenti, ma uniti da un tratto comune: hanno preso sul serio l’ispirazione sociale del cristianesimo e hanno reso i cattolici protagonisti della vita pubblica, senza rinunciare né alla fede né alla ragione, né al Vangelo né alla Costituzione. In questa linea, Leone XIV si colloca con naturalezza dentro un magistero attento alla questione sociale: la Dottrina sociale non è un capitolo chiuso, ma una storia che continua; e oggi continua nell’urgenza di leggere nuove povertà e nuove asimmetrie prodotte dal mutamento tecnologico.

La politica come missione, non come mestiere

Da qui la seconda consegna: la politica come missione, non come mestiere. In un intervento rivolto a parlamentari provenienti da molti Paesi, Papa Leone XIV ha ricordato che la politica è chiamata a tutelare il bene della comunità, a promuovere la libertà religiosa e a fronteggiare le sfide dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione al futuro dei giovani.

Riprendendo una grande linea del pensiero sociale cristiano, il Papa definisce l’azione politica come “forma più alta della carità”: non un’idea astratta, ma un amore reale che prende carne nelle istituzioni, nelle leggi, nelle scelte di bilancio. Ne deriva un punto decisivo, su cui Leone XIV è chiarissimo: non è possibile “sdoppiare” la persona. Non esiste, da una parte, il politico e, dall’altra, il cristiano. Per usare le sue parole:

«Non c’è separazione nella personalità di un personaggio pubblico: non c’è da una parte l’uomo politico e dall’altra il cristiano. Ma c’è l’uomo politico che, sotto lo sguardo di Dio e della sua coscienza, vive cristianamente i propri impegni e le proprie responsabilità».

Se la fede viene lasciata fuori dalla porta quando si entra in un consiglio o in Parlamento, si svuota di senso anche la pratica religiosa. Ecco perché la carità, nella sua forma più esigente, diventa carità sociale e politica: spinge ad amare il bene comune e a cercare concretamente il bene di tutti, a partire dai più fragili.

 

Bene comune, poveri e giustizia sociale

In queste coordinate, la Dottrina sociale non è nostalgia né ideologia: è profezia realista. E diventa criterio per alcuni fronti decisivi.

Il primo fronte riguarda il bene comune e i poveri come criterio di giudizio. Leone XIV denuncia l’“inaccettabile sproporzione” tra la ricchezza di pochi e la povertà dilagante: molti vivono in condizioni estreme, gridano, ma non trovano orecchie che li ascoltino; e questo squilibrio genera ingiustizia, violenza, guerre. Ne discende un criterio semplice e insieme durissimo: un progetto politico è evangelicamente credibile solo se cambia la vita degli ultimi.

In concreto, significa assumere come priorità la tutela delle famiglie in vulnerabilità socio-economica, dei giovani disoccupati o “né-né”, dei minori privati di reali opportunità educative e di socializzazione; significa valutare ogni scelta economica in termini di impatto redistributivo, di riduzione delle disuguaglianze e di ampliamento effettivo dei diritti sociali; significa considerare il contrasto a mafie e corruzione come dimensione strutturale della qualità istituzionale dei territori, non come capitolo separato o risposta emergenziale.

Libertà religiosa e diritto naturale

Il secondo ambito riguarda la libertà religiosa, il dialogo e il riferimento al diritto naturale. Garantire la libertà religiosa significa riconoscere a ogni cittadino il diritto di credere e di professare la propria fede senza costrizioni; ma significa anche custodire un bene pubblico, perché la libertà religiosa educa a legami solidali, alla responsabilità, alla misericordia.

È in questa prospettiva che il Papa richiama Sant’Agostino: il passaggio dall’amor sui chiuso e distruttivo all’amor Dei che apre al dono di sé. Proprio da questo dialogo nasce la ricerca di ciò che accomuna, e qui ritorna il riferimento al diritto naturale, quella “diritta ragione” di cui parlava Cicerone, riconoscibile come soglia sotto la quale nessuna legge positiva può scendere senza diventare ingiusta.

Sulla stessa traiettoria, il Papa richiama la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, in cui la centralità della persona trova una formulazione moderna e condivisibile, difendendo la coscienza come luogo inviolabile.

Intelligenza artificiale e centralità delluomo

Il terzo nodo, infine, è la sfida dell’intelligenza artificiale e della centralità dell’uomo. Leone XIV non demonizza la tecnologia: ne riconosce le potenzialità straordinarie. Ma pone un criterio: l’IA deve restare uno strumento al servizio dell’essere umano, non il contrario.

Il rischio, che il Papa vede con lucidità, è un rovesciamento antropologico: abituarsi a delegare decisioni fondamentali a sistemi automatizzati, misurare il valore delle persone in base ai dati, ridurre le relazioni a scambi di informazioni. Alla politica viene affidato un compito decisivo: custodire quel protagonismo umano che nessuna macchina può sostituire.

Da qui discendono responsabilità concrete: promuovere una regolazione etica dell’IA che tuteli lavoratori, fragili e nuove generazioni; impedire che il divario tecnologico diventi il nuovo nome della povertà; collegare questione digitale e questione sociale, educativa e lavorativa, perché il progresso tecnologico non produca nuove forme di sfruttamento ed esclusione.

Cattolici interi, non a compartimenti stagni

In conclusione, Papa Leone XIV non consegna un “partito cattolico” chiavi in mano. Offre una visione: cattolici interi, non a compartimenti stagni, capaci di tenere insieme fede e vita, coscienza e responsabilità, Vangelo e bene comune.

Ne deriva un compito ecclesiale preciso: formare coscienze più che schieramenti; accompagnare chi è già impegnato nella vita pubblica perché non si senta solo e non si scoraggi; incoraggiare i giovani a non tirarsi indietro, a non rassegnarsi alla logica del “tanto non cambia nulla”.

Resta, come eco necessaria, la figura di Tommaso Moro: un uomo che ha servito lo Stato proprio in forza della sua fede, che ha preferito perdere tutto pur di non tradire la coscienza. È questo, in fondo, il profilo di cui abbiamo bisogno: credenti capaci di abitare la vita pubblica alla luce del Vangelo, senza nostalgie e senza compromessi al ribasso. E, soprattutto, capaci di restare unificati interiormente: non perfetti, ma veri; non impeccabili, ma liberi; non divisi, ma interi.

Mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Immigrazione, lavoro e coesione sociale

Il cambiamento depoca

È ormai chiaro che siamo dentro un vero e proprio cambiamento d’epoca. Soprattutto per l’Occidente. Tanto che la portata di questa trasformazione può essere paragonata a quella registrata nel Rinascimento italiano o con la prima Rivoluzione industriale.

I suoi indicatori sono la smisurata crescita del movimento delle persone, dei capitali e delle merci; una nuova rivoluzione tecnologica che sta cambiando i connotati della crescita economica, dell’educazione e formazione delle giovani generazioni; e dallo sconvolgimento degli equilibri geopolitici che ci hanno guidato per più di metà di un secolo, e che ci ha portato anche una guerra sull’uscio di casa.

I capisaldi irrinunciabili della nostra civiltà

Ma proprio per questo non dobbiamo perdere per strada i capisaldi che hanno consentito alla nostra civiltà di arrivare sino a qui: il rispetto della persona e dei suoi diritti fondamentali con una delle più straordinarie rivoluzioni della storia: la parità tra uomini e donne; la democrazia come baluardo della convivenza civile; lo Stato di diritto di tradizione romana come archetipo di civiltà e che ci ha fatto uscire dalle barbarie; la redistribuzione del reddito che ha reso virtuosa la libertà di intrapresa senza farci cadere nello strapotere di pochi e, non per ultimo, un modello di welfare invidiatoci nel mondo.

Non può essere che oggi veniamo inghiottiti dalla forza bruta dei novelli T. Rex, dall’istinto predatorio dell’Orca o, ancora, dal cuore imbrigliato dal filo spinato dei radicalismi, dai fondamentalismi o dallo strapotere del SuperEgo.

Dati strutturali che interrogano il futuro del Paese

Abbiamo iniziato con questa premessa non per ostentazione accademica ma per fotografare alcune questioni con le quali siamo chiamati a misurarci.

Aggiungo a queste considerazioni altri dati incontrovertibili: siamo un paese che non fa figli; il mondo delle imprese su cui è incardinata la nostra sussistenza è alle prese con una carenza di manodopera che, se non governata, ci porterà a un indebolimento della competitività dell’intero sistema produttivo e quindi ci renderà tutti più fragili; e con un aumento delle persone in età pensionabile che, se non mantenuto in equilibrio, potrebbe far saltare il nostro sistema di Welfare.

Immigrazione: una questione centrale

Questioni che ci portano direttamente dentro la questione Immigrazione.

Un fenomeno che va declinato e gestito non facendoci guidare dalle paure, dai pregiudizi o dalle intolleranze, ma dalla consapevolezza collettiva dei corpi intermedi e delle forze sociali in primis, che è una questione di cui ciascuno deve farsene carico e con cui tutti dobbiamo misurarci, e che sta a noi farla diventare una autentica opportunità.

Governare il fenomeno, non subirlo

A noi sembra che queste dovrebbero essere le linee direttrici a cui ispirarsi.

L’Immigrazione è una costante dell’uomo, di tutte le epoche e di tutti i continenti. Compito di chi guida una comunità è “governare” e non subire il fenomeno; regolamentandolo e quindi sapendo coglierne tutte le opportunità.

Il ruolo dei corpi intermedi e dei territori

Tutti, singoli, famiglie, imprese, amministratori, anche la politica, non devono essere semplici spettatori ma protagonisti e guidati da una imprescindibile premessa culturale, ovvero da una consapevolezza collettiva fatta propria da tutti i corpi intermedi e dalle parti sociali, che si devono sentire responsabilizzati e pienamente coinvolti nel mettere a terra in sequenza: percorsi di formazione, inserimenti lavorativi, dove integrazione e sicurezza vanno considerate un binomio inscindibile perché l’una rafforza l’altra e viceversa; e coinvolgimento dei territori sia per testimoniare le regole della convivenza civile, che per assicurare la necessaria ospitalità.

Ed infine, ma non per ultimo, che la Formazione Professionale va considerata la strada maestra e privilegiata sia per aiutare i giovani immigrati a conoscere la nostra lingua, la nostra cultura, il rispetto delle regole che presiedono la convivenza civile, sia per poter in tempi celeri entrare nel mondo del lavoro e riscuotere le prime retribuzioni.

Tutti aspetti che vanno sotto la sfera di una progettualità integrata e condivisa.

Lesperienza di Trento come laboratorio concreto

Una progettualità che la Camera di Commercio di Trento, all’unanimità e in piena autonomia, ha già fatto sua adottando, senza aspettare i tempi della politica, le sopracitate Linee di Indirizzo, predisposte da Università Popolare Trentina e stese dopo un percorso di confronto e collaborazione con varie Istituzioni, Centri Studi e protagonisti sul campo.

Siamo oggi fieri di testimoniare che nei prossimi giorni parte nella Provincia di Trento una prima sperimentazione di Formazione Professionale articolata in più corsi, con diversi indirizzi, propedeutica all’inserimento lavorativo, organizzata da Università Popolare Trentina e rivolta a tanti giovani migranti richiedenti protezione internazionale, a seguito dell’aggiudicazione di un bando sul Fondo Sociale Europeo

 

Sen. Ivo Tarolli

Già Senatore, Presidente Università Popolare Trentina.

Cesare, la scuola e il corto circuito educativo

A Giulio Cesare non mancò di certo l’arte della parola e la capacità di sedurre il suo esercito e il suo popolo. Sarebbe interessante conoscere il suo commento a quanto è accaduto in una scuola che ha preso il suo nome. Si tratta di un istituto frequentato soprattutto dai rampolli della Roma bene.

Sarà per questo che si è pensato di scuoterli nel timore fossero bamboccioni privi di pensiero e carattere. Sarà ancora per questo che un docente di filosofia ha ritenuto opportuno dichiarare ai propri studenti di essere ateo, forse per mostrare di essere più libero dai ragionamenti proposti nelle sue lezioni. Essere privi di un Dio non è per questo motivo di censura.

Quando la maieutica si smarrisce

Ciò che stona è stato mettere sotto tiro un allievo di una classe, invitandolo più volte a dare contezza della propria fede religiosa. Almeno, se ben si comprende, è questo quanto riportano i giornali.

Per quanto si legge dalle pagine di cronaca di qualche giorno fa, non sembra che la cosa possa essere intesa come il nobile desiderio di tirar fuori dal giovane un convincimento capace di dar luogo a un fruttuoso dibattito e confronto, un prezioso lavorio di maieutica da apprezzare. Tale metodo richiederebbe infatti una delicatezza che, nell’occasione, è del tutto mancata, configurandosi al contrario “un caso interessante” intuitivamente deprecabile. In Parlamento pende un’interrogazione parlamentare sulla questione.

Il credente come anomalia

Il giovane sembrerebbe essere stato sostanzialmente proposto come esempio di curiosa singolarità, quasi rasentasse uno scandalo: uno da trattare al pari di un residuato bellico potenzialmente pronto alla deflagrazione e da cui stare alla larga.

Per non essere da meno, un’altra docente, se vero, avrebbe contribuito a un’ulteriore doccia fredda sul malcapitato credente, invitando la classe di appartenenza a fare attenzione al ragazzo, qualificato come soggetto pericoloso.

Un precedente che pesa

Al momento, nell’istituto che già si è distinto per aver partorito, per mano di scellerati, un elenco di ragazze meritevoli di attenzioni sessuali, non risulta alcuna azione che induca all’inibizione o al ravvedimento di certe condotte del corpo insegnante, a tutela di un giovane reo di abbracciare un credo religioso.

Potrebbe essere anche solo una questione di approcci da raffinare e di sensibilità aggiuntive da mettere in campo, ed occorre saper comunque provvedere con sollecitudine.

Lipotesi di unispezione

Qualcosa da quelle parti non gira per il verso giusto e forse sarebbe opportuna un’ispezione ministeriale che metta a fuoco eventuali responsabilità, anche solo per comportamenti omissivi del corpo docente.

“Inspicere” sta per guardare dentro, saper osservare, esaminare i fatti in modo obiettivo: potrebbe eventualmente essere una utile lezione da apprendere proprio per gli insegnanti di quella scuola.

Il delirio delle liste

Su un altro fronte si legge come intrepidi di Azione Studentesca abbiano chiesto ai propri coetanei di segnalare, tramite un questionario, i professori di sinistra di cui si è a conoscenza. Siamo con tutta evidenza di fronte a un ossequio a una barbara imbecillità, che suggerisce ai responsabili dell’iniziativa la necessità di applicarsi di più alle pagine dei libri piuttosto che alla redazione di una lista dai sapori antichi.

A corredo del tutto, sul web girano nondimeno notizie di professori che danno del “fascio” agli studenti o di altri che, diversamente, fanno fare saluti fascisti ad altri studenti. Se tutto fosse vero, siamo nel totale marasma educativo.

 

Una scuola che…scola

Rappresentate le cose in questo modo, la scuola appare come un colabrodo che scola robaccia di ogni sorta e che non scolpisce talenti ma disastri. Il Ministro Giuseppe Valditara, pur facendo una tara tra la verità e le fantasie, farà bene ad intervenire per fare in modo che il nostro futuro non sia un passato immediatamente da dimenticare. Può darsi che Santa Scolastica gli dia una mano.

Cesare, Cleopatra e il gioco delle gambe del trono

I Celti della Padania e il disegno del territorio

Il destro lo dà nel campo degli alleati di Cleopatra/Meloni, il campo più vicino ai suoi fedelissimi egiziani: quel gruppo di alleati cresciuto presso i Celti della Padania, guidato dal suo luogotenente che ha uno stendardo tutto verde. Costoro propongono da tempo – e ancora di più adesso che sono saliti sul carro del governo – una suddivisione dell’italico territorio in due parti: al nord la Padania dei Celti tutta unita, e al sud un ponte che unisca i territori dei Brutzi con i Siculi.

Il cavallo” elettorale e il seggio europeo

Il luogotenente dei Padani, alle ultime elezioni, ha caricato sul suo carro un tale ex comandante di centurie, di origini liguri, che aveva girato il territorio raccogliendo consensi tra la gente per una gens italica più forte, fatta di uomini prodi, volenterosi, coraggiosi, temerari e ostinati nella ricerca del vero sangue italico.

In tanta italianità sbandierata, il luogotenente aveva trovato un “cavallo” buono per la competizione elettorale: raccoglieva voti e consensi per un partito, il suo, che all’epoca era un poco anemico, e una bella iniezione di sangue italico non avrebbe guastato. E così fece: lo impose ai suoi ed essi lo elessero al seggio del parlamento degli alleati europei di Cesare. Pensando, così, di levarselo di torno.

Lambizione che sega il ramo

Costui invece iniziò, come era prevedibile, a costruire la propria alternativa, segando il tronco su cui stava seduto e pure quello del suo capo, pensando che, cadendo a terra, lui si sarebbe rialzato senza lividi, mentre il luogotenente avrebbe avuto una gran botta dalla quale non si sarebbe facilmente risollevato.

Il racconto del Nomenclator

Questo è il racconto dei fatti e delle ipotesi che il Nomenclator fa a Cesare, seduto sul triclinio accanto al fuoco in un pomeriggio piovoso. Cesare resta per qualche minuto in silenzio, poi accenna un leggero sorriso.

Una mossa impercettibile sotto il trono

«Dunque – esordisce – la sorte forse ci fornisce una soluzione, con una leggera, impercettibile mossa verso una delle gambe del trono di Cleopatra/Meloni. Non sono forse costoro, i Celti dal vessillo verde, vicini alle truppe accolite che la regina egizia ha portato dalla patria sua e ha mescolato con le nostre italiche?» chiede Cesare ai quattro senatori che gli tengono compagnia.

«Sì, Cesare – risponde Tiberius Caius – sono proprio loro quelli più vicini.»

Togliere consenso senza rovesciare il tavolo

«E quindi possiamo pensare in modo diverso. Se questo animatore di italianità ritrovata, che ha molti seguaci e si sta organizzando per una centuria tutta sua, si colloca accanto a una delle gambe del trono di Cleopatra/Meloni, non si fa fallo di pensiero se si argomenta che è per togliere voti e consenso a quelli di quella parte egizia che sono indecisi e incerti se restare o andare.»

«È pensiero azzardato, oh Cesare – risponde Tiberius Caius – e anche senza scrupolo da parte tua. Potresti aver ragione: quelli che, alla prima ora, saputo dell’incarico che avrebbe preso la regina Cleopatra di governare l’impero, si sono affrettati sul carro pronti a prendere tutto, ora, passati tre anni e avendo raccolto poco, potrebbero trovare conveniente scendere…»

Il sorriso di Cesare

«Se così è, come sembra – risponde sornione Cesare – allora i Celti, caro Tiberius, ci stanno facendo un gran favore, senza volerlo fare.»

E alzò la coppa per bere un sorso di buon vino, per scaldarsi dal rigido e piovoso inverno in città.

Schlein: Vannacci? Non ci serve aiuto esterno, vinceremo convincendo

Roma, 4 feb. (askanews) – L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega non interessa ad Elly Schlein, almeno così ha detto la segretaria Pd a ‘Realpolitik’ su Rete4. “Guardi queste sono questioni che riguardano la destra, posso solo dire che non abbiamo bisogno di alcun aiuto esterno”.

“Noi – ha aggiunto – vinceremo le prossime elezioni perché convinceremo gli italiani che possono vivere meglio di così, che hanno diritto alla felicità a non avere dei salari da fame e a non aspettare un anno e mezzo per una gastroscopia. E’ su questo che noi ci concentreremo”.

La replica di Vannacci a Salvini: “Io non ho tradito un bel niente”

Modena, 4 feb. (askanews) – “Mi sembra che Salvini abbia parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Allora, lealtà non vuol dire obbedienza cieca ed assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non vuol dire rifiutarsi di pensare e dovere vuol dire accettare le proprie responsabilità”. Lo ha detto Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, durante una conferenza stampa a Modena prima dell’incontro pubblico sulla Remigrazione organizzato dal Team Vannacci Mutina.

“Io non ho tradito proprio un bel niente – ha aggiunto Vannacci riferendosi alle parole del leader della Lega – anzi io sono rimasto fedele ai miei principi, ai miei valori e a tutto quello che ho rappresentato dall’inizio, ancora prima della mia vita politica. Sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro nel quale rappresentavo proprio questi valori”.

“Non è possibile nei giorni pari dire di essere identitari e sovranisti e nei giorni dispari dire invece di essere liberali e progressisti, come si proponeva il documento di Zaia – ha spiegato Vannacci nel corso della conferenza stampa -. Non è possibile i giorni pari fondare una campagna di diffusione pubblica dicendo basta armi all’Ucraina e poi il giorno dopo invece firmare il decreto di consegna delle armi all’Ucraina”.

E ancora “non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all’interno di una coalizione che la legge Fornero l’ha confermata e se vuole anche inasprita. Non è possibile – ha aggiunto il Generale – dire che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi invece indire il 18 aprile una piazzata a Milano con il tema la remigrazione”.

“Hanno detto che io ho abbandonato il posto di combattimento? No, mi risulta che io sia l’unico a presidiarlo. Dall’altra parte si dice una cosa e se ne vota un’altra” ha concluso Vannacci.

Sicurezza, ultime limature dopo confronto Mattarella-Mantovano. Domani pacchetto in Cdm

Roma, 4 feb. (askanews) – Le ultime limature, spiegano, sarebbero ancora in corso. Ma da palazzo Chigi non hanno dubbi: il pacchetto sicurezza, un decreto e un ddl, approderanno nel Consiglio dei ministri che si terrà domani pomeriggio. Nessun ulteriore rinvio, dunque, dopo quello di 24 ore deciso ieri mattina anche per consentire al Quirinale un vaglio approfondito delle norme. La certezza che le misure così fortemente volute dalla maggioranza e da Giorgia Meloni in particolare – soprattutto dopo gli scontri di sabato scorso a Torino – saranno sul tavolo della riunione, giunge però solo dopo un colloquio decisivo avvenuto in mattinata tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Una interlocuzione che viene definita come “positiva” da fonti di palazzo Chigi che ci tengono a sottolineare anche come si tratti di confronti che avvengono in maniera “costante” tra le due istituzioni.

E, tuttavia, nel colloquio il capo dello Stato avrebbe avanzato alcuni rilievi sulla norme così come messe nero su bianco, paletti ulteriori rispetto a quelli già sollecitati nei confronti ufficiosi degli scorsi giorni. In particolare, la richiesta sarebbe stata quella di rendere più circoscritte le norme per l’applicazione del cosiddetto fermo preventivo per le manifestazioni (che potrebbe essere una sorta di daspo rafforzato), attualmente previsto di 12 ore che però per il Colle potrebbero non essere sempre necessarie. Sul cosiddetto ‘scudo’ alle forze dell’ordine (espressione che però non è corretta secondo palazzo Chigi) l’intesa sarebbe nella sostanza già stata raggiunta in precedenza, prevedendo che la norma di non automatica iscrizione nel registro degli indagati sia erga omnes. Non entra nemmeno nel ddl invece la richiesta della Lega di far pagare una cauzione per le manifestazioni, mentre resta nel decreto la norma ‘anti-maranza’ per arginare la vendita dei coltelli. Fonti di governo, fanno sapere invece che le misure relative all’immigrazione e a una stretta sulle espulsioni, su cui pure si sarebbe concentrata la lente del Colle, potrebbero confluire in un ulteriore disegno di legge che potrebbe arrivare anche nei prossimi giorni.

Anche di questo, viene spiegato, si sarebbe discusso nel corso di contatti telefonici tra la presidente del Consiglio e il vice premier, Matteo Salvini. Nei colloqui si sarebbe fatto il punto sui vari dossier in vista del Consiglio dei ministri e il leader della Lega avrebbe ribadito la sua intenzione di portare sul tavolo della riunione anche il ‘suo’ decreto Infrastrutture.

Per Salvini "capitolo chiuso" ma Vannacci contrattacca: è lui incoerente

Milano, 4 feb. (askanews) – “Finito, capitolo chiuso. Ho altro a cui pensare, per fortuna”. Matteo Salvini prova ad archiviare il prima possibile l’addio di Roberto Vannacci, ma l’ex vice segretario della Lega tiene alto il livello dello scontro e alla prima uscita pubblica dopo lo strappo respinge tutte le accuse. E in particolare quella che fa più male, il “tradimento” per la “poltrona”: “Lealtà non è obbedienza cieca”, dice Vannacci, che difende la scelta di non dimettersi da eurodeputato come chiedono i leghisti: “Non conoscono la Costituzione, il mandato è in capo all’eletto, non in capo al partito”. Ma soprattutto, Vannacci ribalta l’accusa di incoerenza: “Io sono rimasto fedele ai miei principi, ai miei valori e a tutto quello che ho rappresentato dall’inizio, ancora prima della mia vita politica. È la Lega che dice stop alle armi a Kiev ma poi vota il decreto, che dice no al Mercosur ma sta in un governo che lo promuove, che prometteva di abolire la Fornero e poi taglia le pensioni”.

Insomma, Vannacci dà battaglia e tra un evento a Modena e una intervista a Retequattro continua a proporsi come “la destra vera: non estrema ma forte, convinta, determinata che non ha vergogna di dirlo con orgoglio e fierezza. Ed è chiaro che si presenta come interlocutore dei partiti di destra e centrodestra”. E più che Fini, l’ex generale dice di sentirsi “come Meloni quando lasciò il Pdl”. E i primi sondaggi “non sono niente male…”.

In via Bellerio, in una sorta di training autogeno, i leghisti provano a convincersi quella di Vannacci sarà solo una fiammata: “Alle prossime politiche manca tantissimo, ora vivrà di notorietà ancora per qualche settimana, ma poi dovrà riempire la sua proposta di qualche contenuto. Se è in grado”. Ancora: “Ha commesso un errore a strappare adesso, prima che sia stata definita la soglia di sbarramento della legge elettorale”, aggiunge un altro deputato. Nè i leghisti sono preoccupati per eventuali uscite: “Usciranno Ziello e Sasso, probabilmente settimana prossima quando si voterà il decreto Ucraina alla Camera. Forse Furgiuele li seguirà. Ma poi basta, non uscirà nessun altro”.

Oltre allo scontro con Vannacci, nella Lega si deve gestire anche l’equilibrio interno. I più critici dell’operazione Vannacci per ora non affondano il colpo. Per Luca Zaia l’uscita di Vannacci non mette in discussione la segreteria di Salvini “No. È stato un investimento sbagliato, si gira pagina e si va avanti”. Però ora ci si aspetta qualche cambio nei toni della comunicazione leghista: “La sua è l’idea di una destra liberticida, di certo noi non siamo d’accordo. La nostra è una destra liberale”. Ma questo non significa che sarà l’ex governatore del Veneto a prendere il posto di Vannacci come vice segretario. E non per una scelta politica, ma per lo statuto del Carroccio, che prevede 4 vicesegretari scelti dal segretario tra i soci ordinari militanti appartenenti a 4 articolazioni territoriali regionali diverse: di conseguenza, l’unico modo per nominare Zaia sarebbero le dimissioni di Alberto Stefani, l’attuale vice segretario espresso dal Veneto. In linea teorica a prendere il posto di Vannacci potrebbe invece essere Massimiliano Fedriga.

Ma sul fatto che la Lega cambi linea, i salviniani sono dubbiosi: “Forse c’era un problema nei toni usati da Vannacci, ma ormai quelli appartengono al passato. Per il resto, sui punti concreti cos’è che Zaia vorrebbe? Sull’eutanasia abbiamo sempre lasciato libertà di coscienza, e a nessuno è stato mai imepdito di parlare di Nord o di difendere i propri territori, anzi”.

Vannacci: sondaggio al 4,2%? Mica male come rampa di lancio

Modena, 4 feb. (askanews) – “Io non faccio analisi elettorale, quindi non so chi siano i miei elettori. So che stamattina un sondaggio di YouTrend presentava un qualcosa che ancora non esiste al 4,2%. Mica male come rampa di lancio: vuol dire che c’è qualcuno che apprezza e condivide i principi, gli ideali e i valori ai quali si riferisce il mio partito e che ho specificato nel manifesto. Perché se c’è una cosa alla quale dobbiamo essere fedeli sono proprio questi”. Lo ha detto Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, durante una conferenza stampa a Modena prima dell’incontro pubblico sulla Remigrazione organizzato dal Team Vannacci Mutina.

Lorenzo Balbi: Art City veicolo di promozione per Bologna

Bologna, 4 feb. (askanews) – Art City, il palinsesto eventi che a Bologna accompagnano Arte Fiera, è sempre più un veicolo di promozione della città e quest’anno si è aperto alla sua istituzione più storica: l’università, fondata nel 1088. Il direttore del MAMbo, Lorenzo Balbi, ha presentato ad askanews l’edizione 2026 di Art City, aricchita anche di uno Special Program.

A Palazzo Citterio William Kentridge in Sala Stirling

Milano, 4 feb. (askanews) – In occasione della presentazione a Palazzo Citterio dell’installazione video di William Kentridge More Sweetly Play the Dance insieme con il progetto inedito dedicato a Giorgio Morandi Remembering Morandi in Sala Stirling, il Direttore generale della Grande Brera, Angelo Crespi, ha illustrato ad askanews l’offerta culturale per il mese di febbraio della Pinacoteca e soprattutto di Palazzo Citterio in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026.

“In questi giorni la Grande Brera presenta al pubblico tante cose e tutte di altissimo livello. Abbiamo prorogato, visto il successo incredibile, la mostra di Armani in Pinacoteca. Abbiamo aperto una grande antologica dedicata a Giovanni Gastel che è uno degli artisti più amati, dei fotografici più amati, da noi milanesi. È un antologica che racconta tutta questa vita incredibile di questo fotografo. Abbiamo anche all’ingresso di Palazzo Citterio una mostra di Debora Hirsch, Vanishing Trees che è una mostra digitale, ma anche con una piccola parte fisica, dedicata agli alberi che stanno svanendo: le specie arboree che sono sopravvissute ormai da 300-400 milioni di anni, penso al ginkgo biloba, ben rappresentato all’Orto Botanico di Brera, che ha collaborato con Deborah Hirsch sulla mostra. È una mostra che ha una forte carica immersiva, ma anche una forte componente concettuale, proprio perché fa parlare gli alberi”.

Ha poi concluso Angelo Crespi – “La mostra di William Kentridge è una piccola tappa ulteriore, ma molto suggestiva della mostra che c’è a Palazzo Reale Metafisica / Metafisiche ed è un’installazione immersiva di forte impatto, anche emotivo che possiamo vedere nella Sala Stirling, quindi nell’ipogeio di Palazzo Citterio. Siamo anche molto orgogliosi, William Kentridge è stato anche da noi in visita, ha curato l’installazione della propria opera e con lui abbiamo potuto visitare le due splendide collezioni, gli esibitali di Palazzo Citterio, ed è incredibile come il lavoro di Morandi, ormai scomparso da 50 anni, in qualche modo riesca a influenzare così tanto anche l’arte successiva fino a un’artista supercontemporaneo come Kentridge. Questa capacità introspettiva di Morandi dove non c’è retorica, non c’è lirica, ma c’è la capacità di guardare all’oggetto e farlo vivere, questa anche sua, come dice Trione, vocazione quasi monacale del lavoro, ha influenzato tantissimi artisti del contemporaneo fino ad arrivare a Kentridge che è almeno dagli anni 2000 che sta riflettendo sulla questione Morandi. Ci fa davvero piacere che, forse uno dei più grandi artisti del contemporaneo, lavori ancora con così tanta acribia e metodicità su un artista ormai storiciizzato nel Novecento”.

L’intervento di William Kentridge, visitabile dal 6 febbraio al 5 aprile 2026, si articola in due momenti: una videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente gli oggetti d’uso quotidiano, protagonisti delle nature morte di Morandi. Un modo per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio.

Vanishing Trees di Debora Hirsch nel ledwall della biglietteria a pian terreno di Palazzo Citterio resta visibile fino al 15 aprile 2026: na installazione site-specific, a cura di Clelia Patella, un progetto di Palazzo Citterio e MNAD – Museo Nazionale dell’Arte Digitale, in collaborazione con l’Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano e con il supporto scientifico del New York Botanical Garden, che intreccia arte digitale, scienza e memoria. L’opera reinterpreta, attraverso tecnologie generative, le immagini di tre alberi che sono in via di estinzione in natura – ginkgo biloba, pterocarya fraxinifolia e torreya taxifolia -, custoditi dall’Orto Botanico di Brera e classificati dalla IUCN, trasformandoli in presenze vive, testimoni di un mondo che resiste al tempo e all’oblio.

La mostra Giovanni Gastel. Rewind visitabilefino al 26 luglio 2026, curata da Uberto Frigerio, realizzata con l’Archivio Giovanni Gastel, in collaborazione con l’Agenzia Guardans-Cambò, si presenta come un viaggio emotivo e immersivo che consente di rivedere la sua intera carriera da una nuova prospettiva, non cronologica ma tematica, poetica e profondamente personale. Il percorso espositivo, allestito da Gianni Fiore, si sviluppa assecondo piano di Palazzo Citterio attraverso oltre 250 immagini, dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più innovativi, dalle polaroid ai Fondi oro, dalle campagne che hanno segnato la storia della moda fino ai ritratti di figure iconiche del nostro tempo, a cui si aggiungono oggetti personali e strumenti di lavoro. Per la prima volta, una mostra proporrà alcuni dei suoi scritti e delle sue poesie, che sono state da sempre parti integranti del suo immaginario.

Le Alchimiste di Kiefer: corteo di donne nella Sala delle Cariatidi

Milano, 4 feb. (askanews) – Donne che hanno dato un contributo decisivo, ma spesso quasi segreto, alla nascita della scienza moderna, ma anche donne ferite, travolte dalla violenza del mondo. Anselm Kiefer ha portato a Milano, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, la sua mostra “Le Alchimiste”, 42 teleri che si muovono all’interno di questo spazio così sofferente.

“Quando ho visitato Milano e ho visto questa sala – ha detto l’artista in conferenza stampa – l’ho trovata subito molto affascinante. Forse è proprio così affascinante perché è stata distrutta durante la Seconda Guerra mondiale, quindi appare molto più astratta e molto più bella forse di un tempo. Perché in Italia è effettivamente così: qualcosa viene distrutto, viene poi ripristinato, ma non viene restaurato come invece farebbero i tedeschi, perché gli italiani sono più eleganti. Sono rimasto molto impressionato e mi è venuta questa idea delle alchimiste”.

Il femminino sacro, una sottile forma di rimandi alla magia, mondi che si intrecciano sotto una luce mitica, la stessa che circonda il lavoro di Kiefer, e forse in un certo senso lo limita, pure celebrandolo, e forse rischia di costringerlo in una postura che tutti noi ci aspettiamo da lui. Ma poi, come sempre, conta il lavoro, conta l’opera, la mostra, in questo caso curata da Gabriella Belli.

“Questa mostra è una rivelazione – ci ha detto – è un risarcimento che dialoga perfettamente con l’ambiente, con l’architettura delle Cariatidi, donne mutilate dalla Seconda Guerra mondiale, dall’incendio e dal crollo del soffitto, donne quindi ferite insieme a donne dimenticate dalla storia. La collocazione di queste opere in realtà corrisponde a un concetto: è un corteo che avanza nel quale noi siamo chiamati a partecipare. L’artista ha pensato, che questo spazio doveva essere lasciato libero per sottolineare il dialogo con l’architettura che in questo caso è stata anche uno degli elementi ispiratori”.

La pittura come alchimia, insomma, che compone una sorta di Pantheon al femminile e che pone l’arte nella sua dimensione più intensa, partendo da quella riflessione profonda sulla distruzione che è alle fondamenta del lavoro di Anselm Kiefer. E che genera opere potenti, capaci di andare oltre la stessa “leggenda in vita” dell’artista tedesco.

Sicurezza, rilievi Colle su fermo di prevenzione. Chigi: incontro positivo Mattarella-Mantovano, pacchetto domani in Cdm

Roma, 4 feb. (askanews) – Un incontro per confermare la collaborazione istituzionale tra Quirinale e Palazzo Chigi ma anche per ribadire che ci sono alcune modifiche da fare al pacchetto sicurezza affinchè superi il primo vaglio di costituzionalità che spetta al Presidente della Repubblica. Il colloquio oggi al Colle tra Sergio Mattarella e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano potrebbe aver sciolto i nodi. Dal Quirinale confermano le obiezioni sollevate dal capo dello Stato, da palazzo Chigi d’altro canto assicurano che si è trattato di un incontro “positivo” che fa parte delle normali e costanti interlocuzioni con il Quirinale e che domani il pacchetto verrà portato in Consiglio dei ministri. Dunque sia il dl che il ddl.

In particolare dal Quirinale sono stati fatti rilievi sulla norma che riguarda il fermo di prevenzione di 12 ore per chi è sospettato di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento delle manifestazioni. Mentre per quello che viene definito “scudo per i poliziotti” ma che in realtà è la non iscrizione nel registro delle notizie di reato in presenza di cause di giustificazione (norma che riguarda sia i cittadini che le Forze dell’ordine) spiegano ci fosse già un’intesa e verrà inserito nel decreto.

Già nelle settimane scorse, quando erano iniziate le interlocuzioni sul pacchetto sicurezza, i tecnici del Quirinale avevano sollevato obiezioni riguardo alla compatibilità con la Costituzione su alcune norme. Di qui il rinvio dell’esame in Consiglio dei ministri per limare l’ultima versione che approderà sul tavolo del governo domani. “Io credo che noi abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato. Altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti”, chiosa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a fine giornata.