Home GiornaleCanada, Commonwealth e la geostoria di un Occidente che cambia confini

Canada, Commonwealth e la geostoria di un Occidente che cambia confini

Dall’intuizione di Pannella all’ipotesi di un Canada associato all’Unione europea: le tensioni transatlantiche riaprono la questione dei confini dell’Occidente e del peso dei legami storici e culturali.

La visionaria idea di Marco Pannella di dar vita agli Stati Uniti d’Europa e d’America appariva ai più come un’utopica follia e un insulto alla geografia e alla storia.

 

L’eterogenesi dei fini

La linea neocoloniale del presidente Usa Donald Trump, tuttavia, sta, quasi paradossalmente, rendendo più concreta una prospettiva simile. Il Tg1, non a caso, evocava al riguardo il concetto di Giambattista Vico di eterogenesi dei fini, un rompicapo, talora, per gli studenti: semplicemente, comportamenti messi in atto per perseguire uno scopo non di rado aprono uno scenario assai diverso, magari opposto. Una sorta di boomerang, potremmo dire.

 

Il Canada guarda all’Europa

Ecco, la proposta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di giungere ad avere come membro associato dell’Ue il Canada e, più in generale, la sintonia del Premier di Ottawa, il liberal moderato Mark Carney, con i leader del Vecchio continente possono contribuire a delineare un nuovo volto dell’Occidente, all’insegna di una sorta di pragmatica apertura.

E subito tale ipotesi parrebbe aver trovato una conferma: la presidente del Parlamento di Strasburgo, Roberta Metsola, maltese e popolare, ha ipotizzato l’associazione all’Unione anche di altri Paesi del Commonwealth, quali l’Australia e la Nuova Zelanda, e, più in generale, una collaborazione intensa con realtà extraeuropee.

 

Quando la geostoria supera la geografia

Al di là della congiuntura – le posizioni quanto meno discutibili dell’inquilino della Casa Bianca –, sullo sfondo di tali sommovimenti vi è senza dubbio la geostoria: gli spazi e le distanze, specie nell’epoca del villaggio-mondo, sono caratterizzati sì da confini naturali, oceani, calotte polari, ma forse ancor di più da legami umani.

Per dirne una, sia il Canada sia l’Australia sono state fra le principali mete dell’emigrazione degli italiani. E, naturalmente, qui torna il tema a me caro del Regno Unito come ponte geostorico tra mondi diversi.

 

Il crocevia culturale di Charles Taylor

Del resto, lo studio intenso dell’opera del filosofo del Québec Charles Taylor mi ha permesso di accedere a una sorta di crocevia culturale, caratterizzato da una pluralità di idee, fedi, sensibilità e dal loro incontro, tra Nord-America, Europa anglosassone, Europa continentale e mediterranea.

Insomma, la storia non è finita!