Il libro di padre Sorge e il dibattito degli anni Settanta
Nel 1979 Padre Bartolomeo Sorge, gesuita e politologo, diede alle stampe un libro che fu al centro del dibattito politico e culturale per molti anni. Il libro si intitolava provocatoriamente: “La ricomposizione dell’area cattolica in Italia”, con Città nuova Editrice. Un libro che ebbe un grande impatto nel mondo cattolico di quell’epoca e, in particolare, nel dibattito interno alla Democrazia Cristiana.
Un contesto storico profondamente diverso
Ora, dopo oltre 45 anni da quella pubblicazione, è di tutta evidenza che i temi affrontati in quella fase storica sono diversi, molto diversi rispetto alla stagione contemporanea. Ma è indubbio che se quando padre Sorge vergò quel libro esisteva ancora un partito che si chiamava Democrazia Cristiana e i cattolici italiani, seppur nella diversità e nel pluralismo, giocavano ancora un ruolo politico e culturale significativo, oggi la situazione è decisamente peggiorata.
La scomparsa dei cattolici dal dibattito politico
Per dirla in breve, i cattolici sono letteralmente scomparsi dal dibattito politico se non per rivendicare piccoli spazi di potere. I partiti democristiani o simil democristiani appartengono alla storia e sono stati del tutto archiviati. Le classi dirigenti dei vari partiti oggi in competizione prescindono radicalmente dalla cultura cattolico democratica, cattolico popolare e cattolico sociale.
La crisi dell’associazionismo e della formazione dirigente
E, infine, l’associazionismo cattolico di base ha smarrito, ormai da tempo, la sua antica vocazione a creare e soprattutto a formare classe dirigente. Quella classe dirigente che è stata decisiva per quasi 50 anni nella storia democratica del nostro paese con la presenza attiva e determinante della Democrazia Cristiana e che è proseguita ancora per qualche lustro dopo la fine del “partito italiano” per eccellenza.
L’urgenza di una nuova iniziativa dell’area cattolica
Ecco perchè, pur a fronte di una situazione politica e storica radicalmente diversa rispetto a quella in cui padre Sorge scrisse quel libro, è indubbio che oggi si rende ancor più necessaria ed indispensabile una ripresa di iniziativa politica, culturale e progettuale dell’area cattolica italiana. Sempre nel rispetto della laicità dell’azione politica da un lato e di un più accentuato pluralismo delle varie opzioni politiche dall’altro.
Una “ricomposizione” laica e una provocazione culturale
Ma, al di là di questi due aspetti, è altrettanto vero che sarebbe anche utile una nuova ed aggiornata pubblicazione sulla necessità contemporanea di una “ricomposizione” laica dell’area cattolica italiana e anche, e soprattutto, di una rinnovata provocazione culturale che passa attraverso un’attenta analisi di quest’area. Detta con parole semplici, sarebbe necessaria un’iniziativa come quella che padre Sorge avanzò alla fine degli anni ‘70 dopo una stagione drammatica causa il terrorismo e alla vigilia, comunque sia, di nuovi sconvolgimenti politici e culturali.
Il rischio del bipolarismo e della polarizzazione
Di natura epocale come abbiamo poi potuto constatare negli anni seguenti. Dico questo perchè senza una ricomposizione, non fittizia o posticcia ma coerente e ragionata, dell’area cattolica o ex popolare o ex democristiana o ex centrista del nostro paese, il bipolarismo selvaggio è destinato a consolidarsi sempre di più e, con il bipolarismo, anche la radicalizzazione del conflitto politico e la polarizzazione ideologica.
Una risorsa per la qualità della democrazia
Due tasselli, questi ultimi, che indeboliscono la qualità della nostra democrazia e, al contempo, incrinano anche la credibilità delle nostre istituzioni democratiche per non parlare dell’efficacia dell’azione di governo. E, al riguardo, un contributo serio, qualificato e costruttivo può arrivare anche e soprattutto dalla cultura, dalla storia e dalla tradizione del cattolicesimo politico italiano. Ma non in ordine sparso, appunto. Perchè è di nuovo necessaria una seria, rigorosa e pensata “ricomposizione dell’area cattolica”.
