Una scoperta sotto le piste di Xi’an
A pochi passi dalle piste dell’aeroporto internazionale di Xi’an-Xianyang potrebbe essere riemersa una delle figure decisive nella storia che precedette la nascita dell’Impero cinese. Gli archeologi dello Shaanxi ritengono infatti che il grande mausoleo di Shangzhaoyao, databile alla fase finale degli Stati combattenti, possa essere la tomba dell’imperatrice vedova Huayang, nonna adottiva di Qin Shi Huang, il sovrano che nel 221 avanti Cristo unificò la Cina assumendo il titolo di Primo Imperatore.
La scoperta nasce quasi incidentalmente. Le indagini cominciarono nel 2018, durante i lavori preparatori per l’ampliamento dell’aeroporto. Gli scavi hanno poi rivelato un complesso funerario di circa 350 mila metri quadrati, con una grande tomba centrale a quattro rampe, riservata a personaggi di rango sovrano. Sono stati recuperati 258 reperti o gruppi di reperti: ceramiche, bronzi, ferro, giada, agata e vetro.
La donna che scelse l’erede
Huayang non fu una semplice figura di corte. Moglie del futuro re Xiaowen di Qin e priva di figli maschi, adottò come proprio erede Ying Yiren, un principe Qin allora ostaggio nel regno di Zhao. Dietro l’operazione vi fu anche l’abilità politica e finanziaria del mercante Lü Buwei.
Ying Yiren sarebbe diventato re Zhuangxiang. Suo figlio Ying Zheng avrebbe quindi ereditato il trono e, dopo avere sconfitto gli altri regni, sarebbe passato alla storia come Qin Shi Huangdi.
L’adozione decisa da Huayang entrò così, attraverso una straordinaria catena dinastica, nella preistoria politica dell’unificazione cinese.
Gli indizi portano a Huayang
Non esiste tuttavia la prova definitiva. Il mausoleo era stato saccheggiato e non sono emerse iscrizioni capaci di indicare il nome della defunta. Zhao Hanqing, dell’Istituto provinciale di archeologia dello Shaanxi, parla esplicitamente dell’ipotesi «più probabile», non di un’identificazione certa.
Gli archeologi sono arrivati a Huayang confrontando struttura, collocazione e cronologia delle quattro necropoli reali Qin conosciute nella pianura di Xianyang ed eliminando progressivamente gli altri possibili titolari. Un ulteriore indizio è costituito dalle 45 tombe di accompagnamento: nei 33 casi in cui è stato possibile determinare il sesso, i resti appartengono tutti a donne, probabilmente personale femminile al servizio della corte. Nel complesso sono stati individuati anche 62 pozzi rituali.
Verso il mausoleo del Primo Imperatore
Se l’attribuzione sarà confermata, la scoperta avrà un valore che supera l’identificazione di una protagonista dimenticata. Il mausoleo potrebbe documentare un cambiamento nelle consuetudini funerarie dei Qin: re e consorte non più nella stessa necropoli, ma in mausolei autonomi e vicini.
Una soluzione che, secondo gli studiosi cinesi, potrebbe rappresentare uno degli antecedenti del gigantesco complesso funerario che Qin Shi Huang avrebbe fatto costruire per sé, quello divenuto celebre nel mondo per l’Esercito di terracotta.

