Napoli, 1 lug. (askanews) – “I nostri popoli sono uniti da una solida alleanza, da partnership economiche e culturali e soprattutto da profondi legami personali”. Con queste parole, pronunciate interamente in italiano come tutto il suo discorso, il console generale degli Stati Uniti d’America a Napoli Terrence Flynn ha celebrato i 250 anni dell’Indipendenza americana durante la festa organizzata presso la rappresentanza consolare, alla doppia presenza del governatore della Campania Roberto Fico e del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Parlando davanti a numerosi invitati, Flynn ha messo in luce i legami familiari che collegano Italia e Stati Uniti d’America: “Quasi 20 milioni di americani, incluso me, sono orgogliosi delle loro origini italiane”. Il console si è soffermato sulle proprie radici pugliesi – la visita a Modugno, la città dei suoi bisnonni – e sull’emozione provata alla recente inaugurazione di un murale al porto di Napoli dedicato agli emigranti: tra i volti figura anche quello del suo bisnonno, partito “con soltanto la sua speranza e il desiderio di costruire una nuova vita”.
Flynn celebra insomma i 250 anni dell’Indipendenza con un omaggio al sogno americano. La sua storia personale si è presentata come elemento che rafforza, presentando la relazione umana alla base dei rapporti istituzionali. “Tra i volti raffigurati in quel murale c’è anche quello del mio bisnonno, che partì proprio da questo porto con pochissimo. Portando con sé soltanto la sua speranza e il desiderio di costruire una nuova vita negli Stati Uniti. Chissà cosa penserebbe oggi nel vedere un suo discendente che ha l’onore grande di rappresentare gli Stati Uniti qui a Napoli” ha aggiunto.
L’atmosfera della serata ha alternato toni solenni e momenti di festa: la banda della U.S. Navy di stanza a Capodichino ha scandito la celebrazione con brani che hanno accompagnato gli interventi ufficiali, contribuendo a creare un clima condiviso e suggestivo. Numerosi gli ospiti e la partecipazione civile, con un protocollo che ha lasciato spazio anche all’emozione individuale del console.
Il sindaco Manfredi ha richiamato il contributo intellettuale di Gaetano Filangieri, ricordando il fitto scambio epistolare tra il filosofo napoletano e Benjamin Franklin e l’influsso delle idee filangeriane sulla stesura della Costituzione americana. “250 anni fa già nell’America che stava nascendo, Napoli c’era”, ha osservato Manfredi, sottolineando come il legame abbia radici culturali e politiche profonde, oltre che umane. Anche il governatore Roberto Fico ha insistito sul tema dell’immigrazione come risorsa per il futuro e sulla necessità di difendere e promuovere le costituzioni, la democrazia e i diritti. “Le Costituzioni, le democrazie, i diritti, le libertà non sono mai scontate per nessuno”, ha detto Fico, ricordando che la democrazia richiede costante impegno.
Più volte nel corso della serata è emerso il tema dell’emigrazione: il richiamo ai tanti napoletani e meridionali che partirono dal porto di Napoli per cercare fortuna in America è stato collegato sia alla memoria collettiva, sia al racconto autobiografico del console, che ha trovato riscontro nell’inaugurazione del murale dedicato ai partenti. Manfredi ha inoltre ricordato il sacrificio dei “figli” americani che contribuirono alla liberazione, osservando che “ogni americano a Napoli si sente napoletano” e viceversa, e ribadendo che “Napoli e gli Usa hanno un legame indissolubile”.
La coincidenza della presenza del sindaco e del governatore a un evento diplomatico non è una circostanza abituale: la partecipazione di entrambi ha sottolineato l’importanza strategica di Napoli come punto di incontro tra le due nazioni. Il Consolato generale degli Stati Uniti a Napoli, peraltro, festeggerà i suoi 230 anni il prossimo 16 dicembre, a testimonianza della lunga presenza e della rilevanza storica dell’istituzione sul territorio.
