HomeAskanewsCosa sappiamo sull’Hantavirus, malattia endemica nel Sudamerica

Cosa sappiamo sull’Hantavirus, malattia endemica nel Sudamerica

Roma, 11 mag. (askanews) – Gli hantavirus sono una famiglia di virus in grado di causare gravi malattie come la sindrome polmonare da hantavirus (HPS) e la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS). Si diffondono principalmente attraverso i roditori, ma va sottolineato che la probabilità di trasmissione da persona a persona è molto bassa e si verifica solo in caso di contatto diretto e ravvicinato con un individuo sintomatico.

Generalmente, l’hantavirus si contrae per inalazione: ciò avviene quando si respira in spazi aperti o chiusi (fienili, frutteti, pascoli) dove le feci o l’urina di roditori infetti hanno rilasciato il virus, contaminando l’ambiente. La trasmissione è possibile anche per contatto diretto, toccando roditori infetti, vivi o morti, o le loro feci o urina; oppure (più raramente) tramite morsi o graffi di roditori.

Sebbene la trasmissione degli hantavirus nelle Americhe sia prevalentemente zoonotica, legata al contatto con roditori serbatoio e i loro escrementi, la regione ha una storia che suggerisce la trasmissione da persona a persona, principalmente associata al virus delle Ande, endemico nel Cono Sud. Questi eventi, descritti in precedenti focolai in Argentina (1996, 2018) e Cile (1997, 2004, 2014), si sono verificati in contesti di esposizione ravvicinata e prolungata, generalmente in ambito domestico o durante il periodo prodromico del caso indice.

Nel 2025, fino alla settimana epidemiologica (SE) 47, otto paesi della Regione delle Americhe, principalmente nel Cono Sud, hanno segnalato casi confermati di sindrome polmonare da hantavirus (HPS), con un totale cumulativo di 229 casi e 59 decessi, corrispondenti a un tasso di mortalità regionale del 25,7%. I paesi che hanno segnalato casi nel corso del 2025 sono: Argentina, Brasile, Bolivia, Cile, Stati Uniti d’America, Panama, Paraguay e Uruguay.

Proprio l’Argentina sarebbe l’orgine dell’epidemia scoppiata a bordo della nave da crociera “Hondius”, che ha casuato al momento almeno tre decessi e una decina di positività – non tutte sintomatiche – fra i passeggeri; la nave è attraccata ieri nelle isole Canarie ed entro oggi dovrebbero terminare le operazioni di rimpatrio delle persone a bordo, che veranno comunque messe in quarantena nei Paesi di origine.In Europa sono invece presenti gli hantavirus Puumala e Dobrava: si trasmettono per inalazione, attraverso l’esposizione a secrezioni ed escrezioni di roditori, causando la cosiddetta “nefropatia epidemica”, e sono endemici nelle aree forestali dell’Europa centrale, orientale e settentrionale; non è stata mai descritta la trasmissione da uomo a uomo o tramite vettori.

In assenza di sintomi, il periodo di incubazione è generalmente di 1-3 settimane, con un intervallo che va dai 3 ai 45 giorni. È importante notare che esistono casi di persone infette da Hantavirus che presentano infezioni asintomatiche, ovvero non sviluppano la malattia o manifestano solo sintomi lievi.

Nel caso della sindrome polmonare da hantavirus, i sintomi sono simili a quelli dell’influenza: febbre, dolori muscolari, brividi, mal di testa, nausea, vomito e, talvolta, dolore addominale e diarrea. Dopo alcuni giorni, possono insorgere difficoltà respiratorie, che possono peggiorare fino a causare la cosiddetta “sindrome cardiopolmonare da hantavirus”. Sebbene rara, questa condizione può essere fatale se non trattata tempestivamente; non esiste tuttavia ancora alcuna terapia specifica per la cura del virus.