Home GiornaleGargani, la forza dell’equilibrio e l’arte del dialogo

Gargani, la forza dell’equilibrio e l’arte del dialogo

Il ricordo personale di un uomo delle istituzioni che ha insegnato, attraverso l’esempio, il valore del confronto, della moderazione e di una visione politica lungimirante.


di Sabatino Fonso

Il saluto a un protagonista della politica

Ho partecipato ai funerali di Giuseppe Gargani nel maggio scorso, uno dei «Magnifici 7» della Democrazia cristiana irpina, protagonisti di una stagione politica che ha saputo esprimere personalità capaci di ricoprire ruoli istituzionali di grande rilievo a livello nazionale ed europeo. Per me non è stato soltanto il saluto a un importante uomo delle istituzioni.

Ho conosciuto Giuseppe Gargani fin da quando ero adolescente. Era un amico di mio padre e ho avuto l’opportunità di seguirlo in numerosi convegni, presentazioni di libri e campagne elettorali, sia nazionali che europee.

 

Una visione oltre l’immediato

Da ragazzo, quando parlava di politica con una visione di lungo periodo, spesso consideravo quei ragionamenti troppo complessi o lontani dalle preoccupazioni quotidiane. Con il passare degli anni, però, ho ripensato molte volte alle sue parole e oggi mi rendo conto di aver avuto la fortuna di ascoltare e osservare una persona dotata di una lungimiranza politica fuori dal comune, capace di guardare oltre l’immediato e di comprendere con largo anticipo le trasformazioni della società e delle istituzioni.

 

L’equilibrio che rende possibile il confronto

Una delle qualità che più mi ha colpito nel corso degli anni era la sua capacità di creare dialogo. In un tempo in cui il confronto politico è spesso segnato da divisioni e contrapposizioni, Gargani riusciva a riunire persone di destra e di sinistra nei suoi convegni e nelle sue presentazioni, favorendo sempre un dibattito civile e rispettoso. Non era un risultato scontato, ma il frutto della sua autorevolezza, del suo equilibrio e del rispetto che sapeva conquistare in ogni ambiente.

Non a caso, anche durante l’omelia, il sacerdote ha ricordato come una delle caratteristiche che più lo contraddistinguevano fosse proprio l’equilibrio: quella rara capacità di mantenere un dialogo costruttivo tra posizioni politiche diverse, senza mai alimentare divisioni, ma cercando sempre punti di incontro.

 

Un insegnamento affidato all’esempio

L’Irpinia perde una delle sue figure politiche più autorevoli. Io porto con me il ricordo di un uomo delle istituzioni, di un riferimento culturale e politico, ma soprattutto di una persona che ha saputo insegnare, con l’esempio, il valore del confronto, della moderazione e della visione.

Ciao, onorevole. Grazie per gli insegnamenti, le riflessioni e gli esempi che hai lasciato a chi ha avuto il privilegio di conoscerti e di seguirti nel tuo lungo percorso umano e politico. Riposa in pace.

Sabatino Fonso

Consiglere comunale di Lioni (Av)