HomeAskanewsI genitori di Giulio Regeni: il governo ora non si pieghi all’Egitto

I genitori di Giulio Regeni: il governo ora non si pieghi all’Egitto

Roma, 1 ott. (askanews) – Paola e Claudio Regeni chiedono al governo italiano di non piegarsi alle pressioni dell’Egitto dopo la sentenza sul sequestro, le torture e l’uccisione del figlio Giulio. In un’intervista a Repubblica, i genitori del ricercatore sottolineano che, dopo il pronunciamento dei giudici, spetta ora all’esecutivo difendere “la dignità di un Paese”, che “non è negoziabile”.

“Abbiamo avuto finalmente verità e giustizia”, affermano, ricordando però che “in tutti questi anni non si può certo dire che il governo del nostro Paese ci abbia sostenuto nell’ottenere collaborazione dal regime egiziano”. Una collaborazione che, aggiungono, “in effetti non è mai esistita”, mentre dal Cairo sono arrivati depistaggi destinati, secondo i Regeni, a coprire “le proprie responsabilità e quelle dei propri apparati”.

Il governo, sostengono Paola e Claudio Regeni, ha adesso “l’occasione di riscattarsi” e deve mostrarsi “intransigente nel rivendicare la propria dignità nazionale”, pretendendo che venga dato seguito a quanto stabilito dalla sentenza. “Finché la cosiddetta real politik prevarrà sulla tutela dei diritti e della dignità, nessun cittadino sarà sicuro nel mondo. Un governo che si mostri debole nei confronti di un regime è già perdente”.

I Regeni chiedono inoltre che restino esposti gli striscioni gialli dedicati a Giulio. Dopo la sentenza, spiegano, avevano pensato che fosse arrivato il momento di riporli, ma “proprio ora, più che mai, l’onda gialla deve farsi presidio dei diritti in un mondo e in un Paese che tende ad accantonarli in virtù di interessi ‘altri'”. “La giustizia, in una sentenza emessa in nome del popolo italiano, è stata scritta. Ma ora deve essere agita”.