Home GiornaleIl campione, la medica e il pastore: cinque storie della vittoria democratica

Il campione, la medica e il pastore: cinque storie della vittoria democratica

Cinque storie raccontano la vittoria democratica alle midterm e il crollo di Donald Trump. Le loro campagne intrecciano sanità, scuola e costo della vita, offrendo una chiave per leggere il cambiamento nell’elettorato americano.

Donald Trump è diventato l’anatra zoppa della politica americana. La perdita di Camera e Senato lo costringerà ad affrontare gli ultimi due anni del mandato con un Congresso avversario, capace di ostacolarne l’agenda e indagarne l’amministrazione. Conserva il potere esecutivo e il diritto di veto, ma il voto ha ridimensionato la sua forza politica. Una vittoria democratica era prevista; una sconfitta repubblicana così estesa, capace di raggiungere territori considerati sicuri, ha superato le aspettative di molti osservatori.

 

L’America rurale e il campione paralimpico

Per capire che cosa è successo bisogna allontanarsi da Washington. Andare nell’Iowa di un campione paralimpico, nell’Ohio di una medica cresciuta nella povertà, nel Kansas di un pastore metodista. Le loro storie danno un volto alla vittoria democratica e suggeriscono come il partito sia riuscito a raggiungere elettori che sembravano ormai fuori dalla sua portata.

Josh Turek ha conquistato un seggio al Senato nell’Iowa battendo la repubblicana Ashley Hinson. È nato con la spina bifida, usa una carrozzina e ha vinto due ori paralimpici nel basket. Nei video della campagna affronta salite e scale per bussare alle porte degli elettori. Il contatto con le persone è diventato anche un’immagine riconoscibile della sua candidatura.

Turek si definisce un “populista della prateria”. Ha parlato del costo della vita, della difesa di Medicaid e degli aiuti alimentari, delle difficoltà degli agricoltori e della corruzione. In uno Stato conquistato da Trump per tre elezioni presidenziali consecutive, ha costruito una proposta democratica attorno alle condizioni materiali delle famiglie. La sua vittoria riapre una domanda che il partito aveva quasi smesso di porsi: quanto spazio esiste ancora nell’America rurale per una politica di protezione sociale?

 

La medica dell’Ohio e il pastore del Kansas

In Ohio, quella domanda ha il volto di Amy Acton. La medica diventata familiare agli abitanti dello Stato durante l’emergenza Covid ha sconfitto il miliardario Vivek Ramaswamy, diventando la prima donna eletta governatrice. Nella sua campagna, sanità e sicurezza economica si intrecciavano con un’infanzia segnata dalla povertà e da periodi senza una casa.

Ramaswamy ha cercato di colpirla proprio su quel passato, diffondendo uno spot nel quale la madre, da cui Acton è separata da decenni, contestava il racconto della figlia. L’attacco ha provocato condanne anche fra i repubblicani. Non sappiamo quanto abbia pesato nell’urna. Sappiamo però che Acton ha vinto mettendo al centro l’accesso alle cure e le difficoltà delle famiglie, contro un avversario sostenuto da Trump e da ingenti risorse economiche.

In Kansas, invece, la rottura arriva dal pulpito. Adam Hamilton, pastore della più grande congregazione metodista unita del Paese, ha sconfitto Roger Marshall: nessun democratico veniva eletto al Senato dallo Stato da 94 anni. Si è presentato come un democratico indipendente di giudizio, con una campagna sul costo della vita e sulla collaborazione fra partiti. La sua candidatura ha offerto agli elettori moderati una figura radicata in una comunità religiosa, riconoscibile prima ancora dell’appartenenza politica.

 

Il Texas di Talarico e Hinojosa

Fede e istruzione si incontrano anche nella storia di James Talarico, che in Texas ha battuto Ken Paxton nella corsa al Senato. Ex insegnante di scuola media e seminarista presbiteriano, Talarico ha difeso la scuola pubblica e contestato l’imposizione religiosa nelle aule. Le apparizioni da Joe Rogan e nell’intervista con Stephen Colbert gli hanno permesso di raggiungere pubblici diversi. La sua vittoria mostra la possibilità di parlare apertamente di fede sostenendo la separazione fra religione e Stato.

Nello stesso Texas, Gina Hinojosa ha mandato a casa Greg Abbott, diventando la prima governatrice latina dello Stato. Partita con poche risorse e scarsa notorietà, ha insistito su scuole pubbliche, spese familiari, corruzione e impatto dei data center sui consumi energetici. La sua vittoria affianca a quella di Talarico una seconda, clamorosa breccia nel potere repubblicano.

 

Una nuova rappresentanza del malcontento

Queste cinque storie suggeriscono un filo comune: candidati capaci di collegare la propria biografia a problemi riconoscibili, dalla sanità alla scuola, dagli aiuti sociali alle bollette. Resta da capire quanto durerà la coalizione che li ha eletti. Per Trump, però, la conseguenza è già concreta: il malcontento ha trovato rappresentanti, seggi e strumenti istituzionali con cui chiedergli conto del suo governo.

Questo è il bello o brutto dell’America, nonostante tutto!