Il verticalismo inganna sugli effetti di accelerazione a riguardo dell’unità del Centro

Serve un pensiero culturale capace di coniugare l'umanesimo cristiano e laico, quindi un metodo di lavoro che sia uno strumento di miglioramento della vita civile, da mettere a disposizione della comunità.

Per superare il bi-populismo, basterà mettere insieme le classi dirigenti dei partiti di Centro? A questa domanda, personalmente, risponderò sempre in modo negativo. Basta anteporre il “nuovo” a parole del Novecento? Non credo (la domanda è stata posta in più occasioni da D’Ubaldo).

Il neonato progetto politico “centrale” necessita di un pensiero politico solido e condiviso. Ci vorrà tempo e tanta pazienza, ma i percorsi condivisi dal basso sono sempre a medio-lungo termine. Quello di cui non abbiamo bisogno è l’ennesima operazione verticale, mettere insieme il leader dei liberali, quello dei riformisti e quello dei popolari, ha senso per una competizione elettorale inaspettata, ma per un solido progetto culturale e politico serve altro.

Abbiamo bisogno di trovare il modo, la forma e un nuovo pensiero culturale e politico, per unire le tre culture politiche del “Centro”: il liberalismo, il popolarismo e il riformismo. Un esempio di mediazione, citato da Giuseppe Sangiorgi in un recente dibattito pubblico, è l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

In questo mio breve articolo vorrei avanzare una proposta di lavoro condiviso. Avviamo il percorso partendo da cinque parole e da quattro riferimenti ideali:

-Libertà, emancipazione, solidarietà, responsabilità e partecipazione; -Europerismo, Costituzione, persona e ambiente, economia sociale di mercato e dottrina sociale cristiana. 5 concetti e 4 riferimenti da sviluppare e promuovere insieme, all’interno di un nuovo pensiero culturale e politico: l’Umanesimo Civile 5.0.

Definizioni:

Umanesimo (dizionario online) è qualsiasi concezione che riconosce la centralità dell’uomo nella realtà, o che intende rivendicarne i diritti, l’esigenza di libertà e la dignità individuale.

Civile (Oxford Languages and Google) concerne la comunità organizzata, specialmente sul piano dei rapporti tra i membri che la compongono. Rivolto a coltivare o illustrare le virtù che formano il vero cittadino e conquistano o mantengono il buon governo.

5.0 (UniverseIT) e quindi Società 5.0 cerca di bilanciare lo sviluppo economico con la risoluzione di problemi sociali e ambientali. Non si limita al settore manifatturiero, ma affronta sfide sociali più ampie basate sullintegrazione di spazi fisici e virtuali.

Dobbiamo, con umiltà ma tanta determinazione, approfondire e attualizzare il pensiero dell’Umanesimo Civile, rendendolo 5.0. Un pensiero culturale capace di coniugare l’umanesimo cristiano e laico, un metodo di lavoro che sia uno strumento di miglioramento della vita civile, con lo scopo di mettere la propria cultura, i talenti di ognuno e le competenze acquisite, a disposizione della comunità, con la consapevolezza che il saperese non condiviso con gli altri e per il bene comune, può solo soddisfare il proprio ego.

Camminiamo insieme