Il talento del Prof. Giulio Maira, che nasce da una passione coltivata fin da ragazzino quando seguiva il nonno e il padre nella loro professione medica con curiosità e interesse, è certamente la spiegazione principale di una carriera straordinaria che lo ha reso uno dei più illustri chirurghi del cervello al mondo, riconosciuto per fama e titoli accademici, autore di 380 pubblicazioni scientifiche, con una esperienza di oltre 18 mila interventi in sala operatoria, alcuni di enorme complessità.
Dopo la Fondazione di Atena lo abbiamo conosciuto anche nelle vesti di scrittore, capace di unire scienza e poesia, rigore ippocratico e ispirazione pedagogica per divulgare in modo essoterico e aperto alla comprensione dei lettori la complessità della sua professione, per capire il mondo attraverso le neuroscienze e spiegare il fascino ineguagliabile del cervello, un organo delicato e decisivo nell’organizzazione della nostra vita, in tutti suoi aspetti razionali, emozionali, comportamentali.
Questo libro edito da Piemme completa una serie di saggi precedenti (‘Ti regalo le stelle’, ‘Il cervello è più grande del cielo’, titolo mutuato da una definizionedi Emily Dickinson, ‘Le età della mente’, ‘Il telaio magico’, ‘Le farfalle dell’anima’). ‘Dove danzano i pensieri’ è anche una raccolta di articoli pubblicati sul quotidiano Il Messaggero nella rubrica “i segreti della mente” dal 2021 al 2025: Maira spiega come nello scriverli aveva fatto opera di sintesi su richiesta del Direttore Massimo Martinelli, uno che di giornalismo se ne intende: “2800 caratteri, non uno di più, non uno di meno”, adeguandosi con “emozione” alle regole degli articoli. Questa recensione non può rispettare questa misura perché la vastità dei temi trattati e il loro oggetto principale – il funzionamento del cervello – in sede di riepilogazione complessiva finiscono per debordare inevitabilmente questo limite.
D’altra parte lo stesso Pascal (autore prediletto di Maira, che si trova a suo agio tra esprit de geometrie ed esprit de finesse) così si giustificava: “Ho scritto un articolo lungo perché non avevo tempo di scriverlo più corto”.Applicandomi a questo commento al libro sono da una parte consapevole del fatto che dovrò limitarmi a fare enfasi sugli spunti di riflessione che propone (un libro può essere riassunto, non riscritto) e dall’altra forse agevolato dalle due interviste e dalla recensione che avevo realizzato sui saggi precedenti di questo grande scienziato, facendo tesoro della loro lungimirante continuità. Nello stile narrativo di Maira si realizza una sintesi perfetta tra scienza e letteratura, spiegando il cervello e i segreti della mente egli si pone di fronte alla vita come se fosse un prezioso manoscritto che reca un messaggio da decifrare.
