Il fallimento politico del neoliberismo
Gli avvenimenti degli ultimi anni, segnati dall’avanzata dei populismi e delle destre estreme che minacciano i fondamenti delle democrazie occidentali e delle istituzioni internazionali poste a loro tutela, sono anche il risultato di un processo sviluppatosi nel corso di diversi decenni. Una chiave di lettura utile è offerta dalle analisi di Petros Markaris e Yanis Varoufakis sulla crisi greca, che ha avuto profonde ripercussioni sull’intera Europa.
Secondo questi autori, il neoliberismo non rappresenta soltanto un fallimento economico, ma un vero e proprio progetto politico che svuota la democrazia e rende irrilevante la sinistra storica.
La sinistra tra subalternità e perdita di identità
Invece di tentare di governare e imbrigliare le politiche neoliberiste, la sinistra ha finito per subirle, lasciando spazio alla rabbia intercettata dalla destra radicale e apparendo sempre più indistinguibile dalla destra tradizionale.
La nascita del cosiddetto “tecnofeudalesimo” – lo spostamento del potere dalla politica all’economia dominata dai grandi colossi tecnologici – ha reso il voto dei cittadini progressivamente irrilevante. I governi non hanno saputo adottare in tempo strumenti adeguati per regolamentare il capitale.
Austerità e distruzione del ceto medio
Le politiche di austerità hanno aggravato le condizioni di vita dei cittadini, favorendo una lenta ma costante distruzione del ceto medio. La disperazione delle classi meno abbienti ha alimentato l’avanzata delle autocrazie, mentre l’ultimo baluardo rimasto – la libertà di stampa – è oggi oggetto di continui attacchi, anche a causa della scarsa volontà politica di difenderla.
Solitudine sociale e dominio del denaro
I valori della società occidentale, che avevano prodotto sviluppo economico e senso di comunità, sono stati progressivamente sostituiti dal denaro come unico criterio di valutazione del valore umano. La scomparsa dei negozi di prossimità, sostituiti da catene globali e commercio online, e lo svuotamento dei quartieri a favore di piattaforme come Airbnb hanno reso l’individuo sempre più solo e privo di identità.
Social media, disinformazione e intelligenza artificiale
L’esplosione dei social media ha favorito una parziale democratizzazione dell’informazione, ma anche la diffusione massiccia di fake news capaci di influenzare profondamente le scelte collettive. L’irruzione dell’intelligenza artificiale, se non adeguatamente regolata, ha ulteriormente aggravato questa fragilità, mettendo a rischio l’idea stessa di informazione libera e veritiera.
Giovani, anziani e apatia democratica
La sinistra non ha saputo rispondere alla rabbia delle giovani generazioni né alla solitudine degli anziani, generando un’apatia diffusa che si riflette nell’aumento dell’astensione elettorale e nella sfiducia verso la possibilità di un cambiamento reale.
Un progetto politico per non scomparire
Di fronte a queste minacce, la sinistra e le forze progressiste devono elaborare rapidamente un progetto politico capace di riscoprire i valori comuni e i diritti conquistati, ponendo al centro la difesa dell’informazione e dell’educazione delle giovani generazioni, elementi indispensabili per contrastare i processi in atto.
L’Europa, se vuole continuare a essere protagonista, deve assumere posizioni chiare e definite di fronte alle sfide che incombono, modificando innanzitutto i propri meccanismi decisionali, sburocratizzando le istituzioni e riaffermando senza esitazioni il valore della democrazia, oggi messo in discussione persino da alcuni dei suoi tradizionali alleati, primo fra tutti gli Stati Uniti d’America.
