Roma, 14 apr. (askanews) – L’esercizio del potere è un “elemento fondamentale per costruire la pace all’interno delle nazioni e tra di esse in questo momento di profondi cambiamenti globali. La dottrina sociale della Chiesa considera il potere non come un fine in sé, ma come un mezzo ordinato al bene comune. Ciò implica che la legittimità dell’autorità non dipende dall’accumulo di forza economica o tecnologica, ma dalla saggezza e dalla virtù con cui viene esercitata”. Così Papa Leone XIV in un messaggio inviato ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.
“La saggezza, infatti, ci rende capaci di discernere e perseguire il vero e il bene, piuttosto che beni apparenti e vanagloria, nelle circostanze della vita quotidiana. Questa saggezza è inseparabile dalle virtù morali, che rafforzano il nostro desiderio di promuovere il bene comune. In particolare, sappiamo che la giustizia e la fortezza sono indispensabili per un sano processo decisionale e per mettere in pratica le decisioni. Anche la temperanza si rivela essenziale per l’uso legittimo dell’autorità, poiché la vera temperanza frena l’esaltazione smodata di sé e funge da barriera contro l’abuso di potere”.
“Quando i poteri terreni minacciano la ‘tranquillitas ordinis’ ù la classica definizione agostiniana di pace ù dobbiamo trarre speranza dal Regno di Dio, il quale, pur non essendo di questo mondo, illumina le vicende di questo mondo e ne rivela il significato escatologico”, conclude Prevost.
