Roma, 10 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver ripreso gli attacchi contro l’Iran, dopo che il presidente Donald Trump ha accusato la repubblica islamica di aver abbattuto un elicottero statunitense sopra lo Stretto di Hormuz.
Le forze americane hanno avviato gli attacchi alle 23 ora italiana di martedì, in risposta all’abbattimento dell’elicottero: lo ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). “La missione è una risposta proporzionata a un’aggressione iraniana ingiustificata”, ha affermato in una nota il Centcom.
Trump ha concesso un’intervista telefonica a un giornalista dell’emittente Abc, in cui ha spiegato di volere una risposta molto potente. “La risposta dovrebbe essere molto forte, molto potente”, ha detto il presidente americano, secondo quanto riportato da Abc, che ha chiarito che la conversazione si è conclusa poco prima che gli Stati Uniti annunciassero la ripresa di attacchi contro l’Iran.
“Ero al telefono con Trump mentre il Centcom annunciava attacchi di ritorsione degli Stati Uniti contro l’Iran”, ha scritto su X il giornalista Jonathan Karl, “Ecco che cosa ha detto: ‘Penso che sia molto importante rispondere. Hanno abbattuto un elicottero e noi stiamo rispondendo proprio mentre parliamo’. Ha aggiunto: ‘Questa è una risposta a ciò che hanno fatto al nostro elicottero la scorsa notte, e credo che la risposta debba essere molto forte, molto potente, ed è proprio così che sarà questa’”.
I due membri dell’equipaggio dell’elicottero Apache statunitense abbattuto sono stati salvati da un drone navale americano, aveva riferito in precedenza il Centcom. “C’erano due piloti a bordo, entrambi sono al sicuro e illesi”, aveva scritto Trump in precedenza sul suo social Truth, “Tuttavia, gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco”.
Secondo il sito statunitense Axios, che cita un funzionario americano, gli Stati Uniti avrebbero colpito diversi sistemi iraniani di difesa e radar. La televisione di stato iraniana ha riferito che sono state segnalate esplosioni e attività della difesa aerea lungo la costa del Golfo Persico, comprese le aree di Bandar Abbas, Qeshm e Sirik.
