La lezione di laicità del cattolico e comunista Franco Rodano.

 

È stato un interlocutore ricercato e apprezzato di tanti politici, da Togliatti e Berlinguer a Malagodi, La Malfa, Moro, ma anche di grandi personalità ecclesiastiche, da don Giuseppe De Luca al card. Achille Silvestrini.

 

Ricorre oggi (ieri per chi legge, ndr) il 40° della scomparsa di Franco Rodano, l’intellettuale – politico cattolico e comunista che con i suoi scritti e con i suoi “colloqui”, ha letto, interpretato e anche indirizzato la politica italiana per
molti decenni, impegnato sempre a fondare teoricamente il superamento del capitalismo, per la costruzione di una società pienamente democratica e solidale in Italia e nel mondo.

 

Dopo la conclusione dell’esperienza giovanile del Movimento dei Cattolici comunisti e del Partito della Sinistra cristiana, scelse di non fare politica attiva, differentemente dalla moglie Marisa.

È stato un interlocutore ricercato e apprezzato di tanti politici, da Togliatti e Berlinguer a Malagodi, La Malfa, Moro, ma anche di grandi personalità ecclesiastiche, da don Giuseppe De Luca al card. Achille Silvestrini.

Nella SISPE (Scuola italiana di scienze politiche e economiche), da lui fondata e animata assieme a Claudio Napoleoni, una generazione di giovani militanti del Movimento studentesco – io tra questi – l’ha apprezzato come “maestro” attento e rigoroso nel tentare sempre di cogliere, laicamente, le “verità interne” di ogni discorso politico-sociale, senza ideologismi ed estremismi.

 

Ancora oggi vivo come un dono l’aver goduto della sua amicizia e della sua stima e riconosco il mio perdurante debito intellettuale e morale per i suoi preziosi insegnamenti, acquisiti nei tanti incontri, nei quali maieuticamente mi sollecitava a decifrare problemi personali, politici e religiosi e progetti professionali.

 

Tra i suoi scritti, ricordo solo, anche per la raffinata scrittura e per la profondità anche teologica, “Lezioni di storia possibile: lettere di San Paolo e la crisi del sistema signorile”, a cura di V. Tranquilli e G. Tassani (Marietti 1986).

 

[Il testo appare sul profilo Fb dell’autore]