Roma, 9 set. (askanews) – In Spagna è scoppiato un nuovo caso intorno al presidente del Consiglio Pedro Sanchez. Secondo le rivelazioni pubblicate dal giornale spagnolo El Confidencial il ministero dell’Interno di Madrid ha compilato un dossier segreto contenente i nomi di 280 giornalisti classificati in base alla loro ideologia e alla loro affinità con il governo. Il dossier, redatto nel 2024, è stato compilato dal ministero guidato da Fernando Grande-Marlaska e, oltre ai giornalisti, comprende avvocati, politici ed ex funzionari che collaborano come opinionisti o editorialisti in diverse testate giornalistiche spagnole.
Il dossier è composto da 54 pagine di schede informative sui professionisti della stampa che lavorano o collaborano in “tutti i media del paese”, secondo quanto riportato da El Confidencial, che ha avuto accesso al documento. Ogni voce – 281 in totale, poiché un nome si ripete – include una foto e una breve descrizione delle testate giornalistiche per cui lavora. Ogni persona è classificata in base alle proprie opinioni politiche e ai commenti sul governo di Pedro Sanchez.
Il rapporto, intitolato “Opinionisti: Radio e Televisione”, è stato realizzato nel 2024, un anno particolarmente turbolento per il governo Sanchez, segnato dalle accuse rivolte alla moglie del premier, Begona Gomez.
Secondo quanto è emerso da alcune rivelazioni riportate dai media spagnoli, il dossier ha suscitato diverse resistenze all’interno del ministero, con alcuni dipendenti dell’Ufficio Comunicazione del ministero dell’Interno che hanno messo in discussione il provvedimento, arrivando persino a definirlo incostituzionale. Per questo motivo, secondo quanto appreso dal quotidiano spagnolo, la parte più delicata del documento è stata redatta da un gruppo molto ristretto di persone.
Il ministro dell’Interno Grande-Marlaska, ammettendo l’esistenza del dossier, ha chiesto scusa per il rapporto del suo dicastero sui giornalisti e gli opinionisti televisivi, sottolineando che non si tratta, tuttavia, di una “lista nera”. “Non è nel nostro modo di agire”, ha affermato Grande-Marlaska, ribadendo che si tratta di un “documento di lavoro”, riporta l’agenzia spagnola Servimedia. “Non è nel nostro modo di agire redigere alcuna lista nera. Non conosco liste nere che includano persone direttamente o indirettamente legate alle attività del Ministero dell’Interno”, ha sottolineato il ministro, difendendo così l’esistenza del documento.
Grande-Marlaska, inoltre, ha specificato in conferenza stampa che il ministero dell’Interno non fa differenze “né tra i media né tra i giornalisti quando si tratta di fornire informazioni e di rispondere a qualsiasi richiesta”.Da parte sua, Sanchez ha fatto riferimento alla questione oggi durante un’intervista alla TVE. “Mi sembra un documento molto poco felice, non posso dire altro. Quello che posso garantirle, a lei, ai giornalisti e, naturalmente, ai lavoratori e alle lavoratrici dei mezzi di comunicazione, è che il Governo spagnolo rispetta l’autonomia e l’indipendenza dei media, come non potrebbe essere altrimenti”, ha affermato il leader spagnolo.
L’Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD) ha annunciato l’avvio di un’indagine d’ufficio per esaminare le modalità e la base giuridica del trattamento dei dati effettuato dal Ministero dell’Interno. L’indagine “analizzerà, tra gli altri aspetti, la natura, la portata, le finalità e la base giuridica di tale trattamento di dati personali” da parte del Ministero dell’Interno, precisando che “l’avvio del procedimento non pregiudica l’accertamento di un’eventuale violazione”.
Questo episodio si aggiunge alla serie di scandali che hanno coinvolto il presidente del governo spagnolo. Oltre ai diversi casi di corruzione che coinvolgono membri del suo governo e persino la sua famiglia, il capo dell’esecutivo spagnolo ha dovuto affrontare numerose critiche per la gestione dell’immigrazione, dopo il passaggio massiccio di migranti a Ceuta avvenuto poco più di un mese fa.

