Un restauro oggetto di allarme
Tutto è troppo spesso questioni di donne. Lucina sembra sia stata la matrona che donò la sua ricca dimora in modo che diventasse luogo di culto. Divenne poi la Basilica in cui si custodiscono le reliquie di San Lorenzo che considerava i poveri i veri tesori della Chiesa. Ogni tanto anche dove riposano i Santi occorre una messa a punto e così la Basilica accoglie al suo interno il busto marmoreo di Umberto II di Savoia fiancheggiato dall’immagine di un paio di angeli a fare da scorta.
Per quell’ affresco a contorno della scultura, c’è stato bisogno di una azione di restauro ed è nato il caso che il pittore attuale abbia provveduto dando al volto di un angelo le stesse sembianze della Meloni. Apriti cielo! Si è mosso l’esercito delle autorità competenti a vigilaare in termini di fedeltà alla figura originale e alle autorizzazioni ad eventuali censurabili guizzi di fantasia del decoratore. Sovraintendenza Speciale di Roma, Vicariato di Roma e Rettore del luogo religioso ne verranno a capo.
Il capriccio di un decoratore o la fedeltà all’originale
Se l’artista avesse invece rispettato le stesse fattezze preesistenti del 2000, verrebbe da pensare che il pittore che mise mano alla cappella ebbe al tempo la capacità di leggere il futuro e di ritrarre in anticipo di decenni l’attuale Capo di Governo, forse in omaggio all’idea che anche Andreotti e Forlani, nella piazza al centro della Capitale dove impera la Basilica, avessero lì i loro uffici.
Ora sembra che il Governo Meloni sia ancora sulla linea di galleggiamento e non abbia immediato bisogno di restauri, il tempo non l’ha ancora usurato, non necessita che vengano quindi ripristinati eleganza e bellezza che per adesso ancora appaiono reggere alla maggioranza degli elettori.
La notizia è più che altro di quelle che servono per un giorno a fare notizia rendono più leggiadro il quadro politico in attesa del referendum in materia di separazione delle carriere in magistratura.
Una coppia di angeli entra in crisi
Ne resterà afflitto solo l’altro angelo, a far coppia con quello meloniano, di cui nessuno si sta prendendo cura, quasi fosse anonimo e privo di interesse. Sembra che mentre il cherubino, che richiama la figura della Meloni, regge un cartiglio con sopra disegnato lo Stivale, l’altro angelo offra invece la corona al Re in disgrazia.
Eppure a questa seconda creatura celeste nessuno presta attenzione. Ciò, malgrado doni al sovrano assai di più di un pezzo di carta, sia pure con una figura sopra ad impreziosirla. E’ anch’egli un messaggero di grado elevato con tanto di ali a supporto e capace di essere vigile custode della sapienza divina, proprio come si addice ad un cherubino in perfetta forma.
Anche dal Paradiso verso Terra, a seconda della fortuna, si può avere maggiore o minore fama ed occorre farci il callo.
Può solo augurarsi che il prossimo Presidente del Consiglio abbia tratti almeno gradevoli e che per compensazione qualcuno si ricordi di ispirarsi a quel futuro leader politico quando a lui, angelo trascurato, rifaranno il look nell’affresco che lo ritrae, potendo vantare la medesima ispirazione e pari rango politico.
Per adesso si accontenta di non avere somiglianze a Faccia d’Angelo, il bandito della Mala del Brenta e di essere già adesso più aderente alle parole di Dalla quando canta: ” Se io fossi un angelo, Chissà cosa farei, Alto, biondo, invisibile, Che bello che sarei, E che coraggio avrei… “.
