La morte di Berlusconi, il cordoglio dei cattolici democratici nelle parole di Prodi e Fioroni.

Rispetto per il ruolo svolto dall’ex Premier nella vita democratica del Paese. Prodi riconosce la lealtà dell’avversario, Fioroni la complessità di una leadership innovativa, con la quale fare i conti.

Appresa la notizia della scomparsa di Berlusconi, l’ex Presidente del Consiglio e leader dell’Ulivo, Romano Prodi, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Partecipo al profondo cordoglio per la scomparsa di Silvio Berlusconi. Lo ricordo come un leader politico che, nel suo lungo e intenso impegno pubblico, ha esercitato una grande influenza nella vita del nostro paese, incidendo non solo sulle Istituzioni, ma anche nella vita di tutti i cittadini”.

“Nel nostro lungo confronto politico – aggiunge – abbiamo rappresentato mondi diversi e contrapposti, ma la nostra rivalità non è mai trascesa in sentimenti di inimicizia sul piano personale, mantenendo il confronto in un ambito di reciproco rispetto. Ho apprezzato il suo sostegno alla causa europeista, soprattutto perché confermato e ribadito in un periodo in cui il nostro comune destino europeo era messo duramente e imprudentemente sotto accusa. Porgo alla sua famiglia e a tutti i suoi cari le mie più profonde condoglianze”.

Di analogo tenore le parole di Giuseppe Fioroni, ex ministro della Pubblica Istruzione nel secondo governo Prodi e leader oggi di “Tempi Nuovi – Popolari Uniti”. Questo il suo commento: “Con Berlusconi è nata un’Italia che vedeva smarrite le ragioni del lungo cammino democratico, dal secondo dopoguerra a Tangentopoli, e chiedeva una risposta di continuità all’insegna tuttavia di un nuovo approccio comunicativo, con la trasformazione dei canoni tradizionali della politica. Ha rappresentato, in questo modo, l’immagine più viva e seduttiva di quella combinazione di fattori per la quale “moderazione e modernità” hanno modellato il profilo del centro-destra di governo”. Fioroni ha poi continuato: “Chi pure ha contrastato negli anni la politica di Berlusconi – e tra questi indubbiamente i cattolici democratici e popolari – non può non riconoscere che l’attenzione ai sentimenti e agli umori dell’Italia profonda ha dato, non a caso, forza e prestigio alla sua leadership. È stato certamente un uomo politico sui generis – va detto con rispetto –  che non hai mai ceduto alla tentazione di fare del potere un mezzo per umiliare gli avversari. Gli si deve il merito di aver trasmesso agli italiani, anche nei momenti più difficili della vita civile ed economica della nazione, il senso dell’ottimismo come arma vincente rispetto allo scoraggiamento o peggio alla rassegnazione”.  In conclusione, l’ex ministro ha voluto esprimere ai famigliari, agli amici personali e di partito le sue più sentite condoglianze. “Non potremo non ricordarci di Silvio Berlusconi, anche noi schierati a lungo nell’altro campo, consci comunque della sovrabbondanza di una eredità complessa”.