Un tempo straordinario tra potenza e smarrimento
Viviamo un tempo straordinario. Di scoperte, di cambiamenti e pure di deragliamenti. Ma ogni generazione, compresa la nostra, è chiamata a dare forma e a plasmare il proprio tempo. Nella “Laudato Si’” papa Francesco ci mette in guardia: “Mai l’umanità ha avuto tanto potere!”. Ma niente ci dice che lo saprà utilizzare al Bene.
Papa Leone XIV nella recente Magnifica Humanitas si spinge anche oltre: “Costruire il futuro, escludendo Dio” è una tentazione antica e sempre nuova che va contrastata. Se queste considerazioni possono valere per tutti, valgono particolarmente per i cattolici che intendono impegnarsi in politica.
La politica come edificazione della “Civitas Dei”
Ma se l’imperativo di misurarsi sul terreno della politica deve avere come obiettivo primo quello di riportare Dio nella quotidianità e i contenuti di fede in disponibilità della Modernità e quindi, di rendere concreto e vivo l’impegno di ciascuno a edificare la “Civitas Dei”, non secondario è avere chiare le modalità, il come di questo ambizioso disegno vada costruito e perseguito.
La Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) costituisce un patrimonio ed una fonte surgiva insostituibile e sempre attuale. Leone XIV ci è tornato su più e più volte: la DSC ci educa a riconoscere che, piu importante dei problemi e delle risposte da dare ad essi, è il modo con cui queste questioni vengono affrontate.
E ancora: “Chiedo a tutti…di unire le forze per edificare il Bene”. Oppure: “Raccomando la Cultura del Dialogo, perché il Bene Comune va individuato insieme, memori che Gerusalemme sarà ricostruita non grazie alla iniziativa di singole persone ma attraverso una responsabilità condivisa”. E infine: “Nessun uomo, da solo, è sufficiente a sostenere il peso della sfida”.
Fare squadra per tornare protagonisti
Noi di PIattaforma Popolare da tempo stiamo percorrendo questa strada cercando di dare forma e concretezza a questa metodologia, consapevoli che oltre a dare risposte e fornire soluzioni è prioritaria la capacità di fare squadra, di dialogare e di unirsi.
Il tornare uniti va considerata una precondizione ineliminabile se si vuole rendere il nostro ruolo concreto e percepito. Per questo Piattaforma Popolare non ha voluto oggi strutturarsi in Partito, nemmeno in Associazione: tutti passaggi che saranno declinati più avanti.
Piattaforma Popolare si qualifica per essere uno spazio aperto. Un punto di incontro, di aggregazione, di messa in comunione delle diverse esperienze. Un luogo di elaborazione autentica e di innovazione concreta.
Un’iniziativa autonoma oltre i poli
Nasce come iniziativa umanitaria, civica, popolare dai chiari orizzonti sovranazionali.
E pur collocandosi nel solco delle esperienze cristianamente ispirate mira anzitutto a superare la frammentazione (che ci ha portato alla irrilevanza) per favorire la messa a terra di una Rete Unitaria di quanti, sia soggetti che persone, vogliano ritornare protagonisti nel “centro politico”, tanto riferito al quadro nazionale che alla dimensione europea.
Coerentemente la sua operatività si svilupperà fuori e distante dagli schieramenti bipolari oggi in campo, sia del centrodestra che del centrosinistra. Sicché la sua qualificazione sarà contrassegnata da “autonomia e indipendenza” proprio in omaggio alla tesi che pone il nostro patrimonio di valori quanto meno alla pari delle grandi culture politiche europee, segnatamente dei socialisti e dei liberali.
