La Ragione | Ucraina, ignobile bombardamento russo su un ospedale pediatrico.

L’autore, inviato di guerra, era sul posto. È stato superato ogni limite da parte dell’esercito di Putin. Di seguito riportiamo la seconda parte dell’articolo che appare oggi su “La Ragione”.

[…] Il bilancio provvisorio alla consegna di questo articolo è di 22 morti e 96 feriti (fra cui almeno una decina sono bambini piccoli) ma, stando a quanto hanno riferito alcuni colleghi della prima emittente televisiva ucraina, almeno due dei feriti gravi che sono stati trasportati d’urgenza in un altro ospedale di Kyiv sarebbero morti. Almeno 56 persone sono state trasferite per ricevere ulteriori cure, mentre le rimanenti sono state medicate sul posto. Mentre ciò avveniva, altre esplosioni hanno continuato a susseguirsi tanto da lasciar intendere un devastante double tap, che avrebbe comportato altre centinaia di vittime. Nonostante ciò, i soccorritori hanno proseguito nel loro lavoro supportati da una quantità impressionante di civili e militari accorsi sul posto.

L’obiettivo era salvare più vite possibile, noncuranti del fatto che essi stessi di lì a poco avrebbero potuto rimanere vittime d’un secondo attacco russo (come molte altre volte è accaduto).

Nell’attacco i russi hanno gravemente danneggiato o completamente distrutto altre tre sottostazioni energetiche del gruppo “Dtek” , situate nei distretti di Holosiivskyj e Shevchenkivskyj della Capitale. Fra gli altri bersagli di quei missili c’erano la popolazione civile ucraina della città di Dnipro (dove i russi hanno parzialmente distrutto un grattacielo, un’impresa commerciale e una stazione di servizio uccidendo almeno un uomo e ferendone sei), di Kryvyj Rih (dove un violento attacco contro le infrastrutture amministrative ha provocato almeno 12 morti e 47 feriti) e poi di Sloviansk, Kramatorsk e Pokrovsk, dove si parla d’almeno tre morti.

Il numero complessivo – largamente provvisorio – di questo inizio settimana intriso di sangue innocente è di oltre duecento vittime.

Dopo aver visto sparare così barbaramente contro bambini già abbastanza colpiti dalla vita, dopo averne visti decine senza capelli finire il ciclo di chemioterapia con la flebo al braccio mentre i russi continuavano a sparargli contro e dopo aver visto così tanto sangue scorrere fra le macerie da intridere i camici degli operatori sanitari disperati che tentavano di strappare anime innocenti alla morte, vien da chiedersi quante volte ancora dovremo sentir soffocati gli appelli di questo popolo e del suo presidente (l’ultimo nelle scorse ore, con la richiesta di convocare il Consiglio di sicurezza dell’Onu) da quel ‘timore di un’escalation’ di cui francamente s’inizia a non comprendere più il significato.

 

Titolo originale: Bambini bersaglio

Fonte: “La Ragione” – Martedì 9 luglio 2024

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del quotidiano]