La scelta di Panetta conferma Bankitalia sulla linea della prudenza monetaria

Il governo ha avviato la procedura per la nomina di Fabio Panetta alla guida della Banca d’Italia. Dal 1 novembre prenderà il posto di Ignazio Visco diventando l’undicesimo governatore dal 1928.

Non è stata una sorpresa la designazione del nuovo governatore di Bankitalia. Il nome di Panetta girava da tempo e la scelta del Consiglio dei Ministri è giunta ieri, nel tardo pomeriggio, a modi conferma di un orientamento che trovava larghi consensi in ambito politico. Nel centro sinistra è stato netto il plauso di Pierferdinando Casini: Panetta è una nomina – ha scritto il senatore eletto come indipendente nelle liste del Pd – che fa onore allItalia! Piena condivisione della scelta del governo.

Con questa nomina, bisognosa di ulteriori passaggi di perfezionamento, si stabilizza lindirizzo del vertice operativo dellIstituto di Via Nazionale in favore di una poltica monetaria equilibrata. Ciò significa che la rappresentanza italiana in seno alla Banca centrale europea continuerà a svolgere un ruolo di contenimento delle spinte aggressive attribuite ai cosiddetti falchi, sostenitori nella BCE di una linea di rigore finanziario.

Ora, quali sono le procedure che porteranno allinsediamento di Panetta il prossimo 1 Novembre. al  termine cioè del mandato di Ignazio Visco?

In base allo Statuto della Banca d’Italia, la nomina del governatore avviene “con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore” della stessa Bankitalia. Così recita l’articolo 18 dello Statuto, precisando che per esprimere il suo parere il Consiglio superiore di Bankitalia “è convocato e presieduto dal componente più anziano in ordine di nomina e, a parità di nomina, di età“.

Il parere viene deliberato a maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti del Consiglio.

Il governatore rappresenta la stessa Banca d`Italia “di fronte ai terzi in tutti gli atti e contratti e nei giudizi”. Lo statuto prevede che abbia competenze e i poteri riservati ai membri degli organismi decisionali della Bce previsti dal Trattato e dallo statuto del Sistema europeo delle Banche centrali.

Partecipa, in particolare, al Consiglio direttivo della Bce, dove vengono assunte le decisioni di politica monetaria dell’istituzione relative a tutta l’area euro (ad esempio sui tassi di interesse ufficiali).

Il governatore, inoltre “dispone, sentito il Direttorio, le nomine, le promozioni, le assegnazioni, i trasferimenti e gli incarichi del personale di grado superiore e nomina i direttori nelle sedi e nelle succursali. E “sottopone al Consiglio superiore le proposte di decisione”.

La Banca d’Italia è stata istituita nel 1893 e inizialmemnte a guidarla era il direttore generale con due vice, che formavano un Collegio di direzione. Lo statuto approvato nel 1899 abolì il Collegio di direzione e ridusse da 2 a 1 il numero dei vice direttori generali. Il nuovo direttorio fu istituito con la riforma statutaria del 1928 che prevede un governatore e, a lui subordinati, un direttore generale e un vice direttore generale.

Dal 1969 i vice sono tornati ad essere due.

A partire dalla riforma del 1928 si sono succeduti 10 governatori: Bonaldo Stringher (1928-1930), Vincenzo Azzolini (1931-1944), Luigi Einaudi (1945-1948), Donato Menichella (1948-1960), Guido Carli (1960-1975), Paolo Baffi (1975-1979), Carlo Azeglio Ciampi (1979-1993), Antonio Fazio (1993-2005) e Mario Draghi (2005-2011), Ignazio Visco (da fine 2011 ad oggi).