HomeAskanewsLega (ri)presenta pacchetto con Salvini: "Islam politico" nemico numero 1

Lega (ri)presenta pacchetto con Salvini: "Islam politico" nemico numero 1

Roma, 23 set. (askanews) – “L’Islam politico è il nemico pubblico numero uno. Invece dell’islamofobia, bisogna preoccuparsi della cristiano-fobia” perché “qui in Europa tra un po’ c’è la caccia al cristiano e all’ebreo”. E’ quanto ha affermato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini alla conferenza stampa alla Camera dove sono state ri-presentate le proposte del partito contro l’integralismo islamico e per l’acquisto e la revoca della cittadinanza. Sulla base di quello che viene definito “un principio semplice: in Italia non possono esistere zone franche e classi ghetto”. Al suo fianco le tre eurodeputate del Carroccio Susanna Ceccardi, Silvia Sardone e Anna Maria Cisint. Da New York si è collegato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per spiegare i contenuti del provvedimento sulla scuola che andrà in Cdm domani e prevede il tetto del 30% degli alunni e lo stop al burqa a scuola. Un “decreto-legge”, ha annunciato il ministro, che andrà in vigore subito per i “nuovi arrivi”.

Sull’islam ci sono “altre proposte di legge di altri partiti della maggioranza”, a partire da quelle di Fdi che stanno per essere tirate fuori dai cassetti dopo le parole della premier Giorgia Meloni su tetto degli studenti stranieri nelle classi e sul burqa e così il leader della Lega ha invitato gli alleati a mettersi “insieme, abbiamo ancora un anno di legislatura, si può approvare un testo che ci porta alla pari di altri paesi europei, con governi a guida socialisti”. Per poi aggiungere: “ringrazio il ministro Valditara che da anni sta lavorando su questo tema, non ci interessano primogeniture”.

Non manca quindi la polemica verso il centrosinistra. “Invitiamo l’amica Elly Schlein a chiamare alcune sue colleghe di governo in altri paesi che sono più avanti della sinistra più bigotta e ottusa che abbiamo noi”, una “sinistra complice e idiota” che spera “di trovare nuovi schiavi, nuovi iscritti o nuovi elettori. Finirà male se non li fermiamo prima”, prevede.

Con le misure proposte, il “rischio di essere tacciati di islamofobia, razzismo, è dietro l’angolo. La realtà è che il rischio che lasciamo ai nostri figli è l’Italia islamizzata”. Nella “storia dell’Occidente – è la tesi di Salvini – ai confini dei nostri territori si ripetono da sempre tentativi di invasione e aggressione”.

Nonostante il numero delle studentesse con il volto coperto sia esiguo, per Valditara il burqa e niqab non devono avere “spazio nella scuola italiana”. “Fossero anche mille o duemila io credo sia giusto” il divieto a scuola “perché noi dobbiamo lanciare un messaggio forte: la dignità della donna va rispettata sempre e comunque”. Si tratta di una “battaglia di civiltà: se vogliamo combattere il patriarcato e l’isolamento della donna”.

Ai “prefetti e ai sindaci”, Salvini è tornato invece a chiedere un “censimento delle realtà islamiche abusive e l’immediata chiusura. Il problema – ha aggiunto – non è l’islam come religione ma l’utilizzo politico della religione islamica, che è il nemico pubblico nemico numero uno”.

Il provvedimento della Lega, depositato a marzo e già all’esame del Senato, contiene il registro nazionale delle confessioni religiose “prive di intesa con lo Stato” (l’Islam), il carcere per chi istighi “all’odio o promuova un approccio radicale o radicalizzato”, l’obbligo di “trasparenza” finanziaria per gli enti religiosi e i finanziamenti provenienti dall’estero, il registro nazionale dei ministri di culto, predicatori “radicalizzati”. Proposte sovrapponibili in parte con la Pdl di Fratelli d’Italia all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera (che contiene tra l’altro lo stop al burqa nei luoghi pubblici, la tracciabilità dei finanziamenti per moschee e luoghi di culto e introduce il reato di chi professa “idee fondate sulla superiorità o l’odio religioso”) a cui sono state abbinate due proposte della Lega su radicalismo e moschee, a prima firma Bordonali e Iezzi (entrambe sottoscritte dall’ex leghista Gianangelo Bof passato a Futuro nazionale).