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L’Ocse alza la previsione di crescita dell’Italia 2026 a +0,9%, conferma 2027 a +0,6%

Roma, 23 set. (askanews) – L’Ocse ha rivisto al rialzo la previsione di crescita economica dell’Italia di quest’anno. In un aggiornamento di interim, ora l’organizzazione parigina indica un più 0,9% del Pil, in accelerazione dal più 0,5% del 2025 e 0,4 punti percentuali superiore alle previsioni dello scorso giugno. Per il 2027 è invece confermata una crescita limitata allo 0,6%.

L’Ocse ha anche confermato la previsione di inflazione al 3% sull’insieme di quest’anno per l’Italia, mentre nel suo ultimo Economic Outlook di interim ha alzato di 0,4 punti quella sul 2027 al +2,6%. L’Ocse ha rivisto al rialzo le previsioni sull’inflaizone media nell’insieme dell’area euro, indicandola ora al 3% quest’anno, 0,2 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di giugno. In un aggiornamento di interim del suo Economic Outlook, ha poi alzato di 0,5 punti la previsione 2027 al più 2,9%. Livelli nettamente superiori all’obiettivo della Bce (2%).

Sulla crescita economica globale, l’Ocse ha alzato di 0,1 punti la stima di quest’anno, al più 3% e limato nella stessa misura quella del 2027 al più 2,9%.

L’Ocse ha anche alzato di 0,2 punti la stima sulla crescita dell’aggregato complessivo dei paesi che adottano l’euro, al più 1% su quest’anno mentre all’opposto ha limato, sempre di 0,2 punti, quella sul 2027 sempre al più 1%.

In questo ambito ha tagliato di 0 3 punti la crescita prevista quest’anno in Francia al più 0,4% e di 0,1 punti quella sul 2027 al più 0,7%. Per la Germania ha a sua volta alzato di 0,4 punti la stima su quest’anno, al più 1,1%, e confermato quella sul 2027 al più 1,1%.

Per gli Stati Uniti l’Ocse ha alzato di 0,2 la stima di crescita di quest’anno, al più 2 2%, e di 0,3 punti quella sul prossimo al più 2,1%. Per la Cina ha confermato l’attesa di crescita di quest’anno al 4,5% e limato di 0,1 punti quella sul 2027.

L’Ocse, inoltre, nel suo ultimo Economic Outlook di interim, rileva che i tassi di interesse di mercato sono saliti ai massimi da 15 anni sui titoli obbligazionari a lungo termine di molte economie, con crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità dei bilanci nel lungo periodo e massicce emissioni di bond da parte delle imprese legate all’intelligenza artificiale. Tuttavia – si osserva – le condizioni finanziarie complessive sono rimaste favorevoli, a riflesso di quotazioni elevate dei titoli azionari e miglioramenti dell’accesso al credito.