Roma, 15 set. (askanews) – Tutte le più alte cariche dello Stato, a partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dalla premier, Giorgia Meloni, hanno partecipato alle esequie di Stato di Emma Bonino, scomparsa venerdì a Roma, all’età di 78 anni. Il feretro dell’esponente radicale, posto al centro della Sala della Protomoteca, in Campidoglio, era avvolto dalla bandiera blu con dodici stelle dorate dell’Europa e circondato da corone e cuscini di fiori.
Accanto al capo dello Stato e alla presidente del Consiglio il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso. E ancora il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ministri e leader politici tra cui Elly Schlein, Carlo Calenda, Matteo Renzi, Giuseppe Conte, Riccardo Magi, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Enrico Letta, Pier Ferdinando Casini.
Nel corso della cerimonia laica hanno preso la parola tra gli altri due ex presidenti del consiglio che hanno avuto nel loro esecutivo Bonino. Prodi ha ricordato come “la sua battaglia per i deboli e gli indifesi è stata la sua stella polare ed è stato un insegnamento per tutti noi. Emma è stata al mio fianco nel mio secondo governo: a lei aveva affidato la responsabilità delle Politiche europee e del Commercio estero, battaglia che ha affrontato con la stessa forza e con la stessa determinazione con le quali si è sempre impegnata nella difesa dei diritti civili”.
Enrico Letta ha voluto ringraziare Bonino per “esserci stata e per esserci ancora. Grazie Emma per aver combattuto le tue battaglie, le nostre battaglie, grazie per non esserti mai risparmiata nel combatterle. Grazie per non aver esitato un solo istante nello scegliere di difendere l’aggredito Ucraina di fronte alla Russia, l’aggressore. Grazie per non esserti limitata a farlo il primo giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, ma anche dopo, quando le prime sensazioni di stanchezza cominciavano e continuano a serpeggiare tra i sostenitori europei dell’Ucraina. Grazie Emma per averci insegnato che non ci si ferma davanti agli ostacoli”.
Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ed ex esponente dei radicali ha ricordato lo spirito europeista di Bonino. “Emma era convinta che l’Europa politica federale e gli Stati Uniti d’Europa fossero il nostro destino comune da costruire su cui investire con slancio l’obiettivo politico prioritario e forse il più urgente anche per recuperare il ritardo accumulato. Preferire le piccole patrie nazionali alla patria europea finirà per distruggere anche quelle patrie soffocate dal nazionalismo e dai conflitti reciproci”.
Oltre alle figure istituzionali, anche migliaia di cittadini in questi due giorni si sono recati alla camera ardente in Campidoglio, per rendere un ultimo saluto a Bonino e lasciare un pensiero sul libro delle condoglianze.

