«Resistete!»
Il messaggio di Friedrich Merz ai deputati di CDU e CSU ha il tono dell’appello alla tenuta. Alla vigilia del vertice di oggi tra i partiti della coalizione, il cancelliere ha chiesto al gruppo parlamentare di non arretrare: «Dobbiamo portare a termine queste riforme nell’interesse del nostro Paese». E sulle pensioni: «Come siamo riusciti la scorsa settimana con l’assistenza, così deve riuscirci anche con le pensioni. Dobbiamo farcela insieme».
La posta in gioco è ormai politica. Dopo le sconfitte elettorali di settembre, Merz è sotto pressione nella CDU, mentre il rapporto con la SPD si è fatto più difficile. Da Kiev aveva già indicato la linea: «Dobbiamo restare insieme nel governo. Dobbiamo portare avanti il Paese». E sulle riforme sociali aveva fissato il termine di fine anno: le proposte sulle pensioni, ha detto, «sono sul tavolo elaborate così bene come non accadeva da trent’anni».
Il confronto con la SPD
Ma su cosa litigano davvero i due alleati? Sulle pensioni l’Unione vuole eliminare in prospettiva l’uscita senza penalizzazioni dopo 45 anni di contributi, prevedendo periodi transitori; la SPD, dopo il voto nei Länder, ha chiesto di riaprire il dossier e insiste perché le riforme non si traducano soltanto in tagli.
Sul mercato del lavoro CDU e CSU premono sulla ministra Bärbel Bas perché presenti rapidamente i progetti di riforma. Sull’assistenza la SPD difende maggiormente le prestazioni e chiede anche il coinvolgimento delle assicurazioni private. Sul fisco, infine, l’Unione considera insufficiente la riforma dell’imposta sul reddito del ministro Lars Klingbeil. Si è arrivati perfino a ipotizzare uno scambio: niente via libera alla riforma fiscale finché Bas non presenterà i provvedimenti su pensioni e lavoro.
Un vertice senza decisioni?
È questa la tensione con cui Merz arriva al vertice di oggi. Il capogruppo SPD Matthias Miersch ha già raffreddato le aspettative: «Non mi aspetto decisioni», ma soprattutto «un confronto molto franco» sui prossimi mesi e sulle conseguenze delle sconfitte elettorali.
Merz vuole invece imprimere velocità. «Resistete», dunque, non è soltanto una parola rivolta ai parlamentari democristiani. È il segnale che il cancelliere considera ormai il varo delle riforme il banco di prova della sua leadership e della capacità della coalizione CDU/CSU-SPD di continuare a governare.

