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Mogol compie 90 anni, una vita nella canzone italiana

Milano, 17 ago. (askanews) – Oggi Giulio Rapetti Mogol compie 90 anni. Nato a Milano nel 1936, è tra gli autori che hanno lasciato l’impronta più profonda nella canzone italiana, accompagnandone per oltre sessant’anni cambiamenti, mode e nuove generazioni di interpreti. Figlio di Mariano Rapetti, dirigente della Ricordi e autore di testi, entra giovanissimo nell’ambiente musicale e comincia a scrivere alla fine degli anni Cinquanta. Nel 1959 la Siae gli assegna lo pseudonimo Mogol, diventato nel 2006 anche parte ufficiale del suo cognome.

Il primo grande successo arriva nel 1961 con “Al di là”, vincitrice del Festival di Sanremo nelle interpretazioni di Betty Curtis e Luciano Tajoli. Negli anni successivi firma testi e adattamenti per numerosi artisti, ma è l’incontro con Lucio Battisti, a metà degli anni Sessanta, ad aprire la stagione più celebre della sua carriera. Da quel sodalizio nasce un repertorio entrato stabilmente nella memoria collettiva, a cominciare da “29 settembre”, fino a “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Emozioni”, “Fiori rosa, fiori di pesco”, “Il mio canto libero”, “Ancora tu”, “Sì, viaggiare” e “Con il nastro rosa”.

Con Battisti, Mogol costruisce un linguaggio capace di trasformare sentimenti, inquietudini, desideri e scene della vita quotidiana in parole immediate, riconoscibili, destinate a essere cantate da generazioni diverse. La collaborazione si conclude nel 1980, ma la sua attività prosegue senza interrompersi. Nel corso degli anni lavora, tra gli altri, con Mina, Adriano Celentano, Bobby Solo, Caterina Caselli, Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Morandi e Gianni Bella, contribuendo a brani come “Una lacrima sul viso”, “A chi”, “Celeste nostalgia” e “L’emozione non ha voce”.

Alla scrittura affianca poi un impegno crescente nella formazione. Nel 1992 fonda in Umbria il Cet, Centro Europeo di Toscolano, scuola dedicata ad autori, compositori e interpreti, con l’obiettivo di trasmettere esperienza e strumenti professionali alle nuove generazioni. Dal 2018 al 2022 è inoltre presidente del Consiglio di Gestione della Siae, ruolo che aggiunge un’altra tappa a una carriera vissuta per decenni dentro il sistema musicale italiano.