HomeAskanewsNasce in Lombardia il gruppo FnV, Vannacci: noi il cambiamento, basta europeismo

Nasce in Lombardia il gruppo FnV, Vannacci: noi il cambiamento, basta europeismo

Roma, 15 set. (askanews) -“Più cresciamo e più ci attaccano”, ma gli articoli che “ci descrivono come filorussi” in realtà “ci danno slancio” e “non ci svieranno”, perchè “siamo convinti che tanti italiani si aspettino da noi questo atteggiamento e soprattutto siamo convinti che molti cittadini vedano con grande piacere uno spiraglio di cambiamento” nel panorama politico. È la convinzione di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che – da Strasburgo dove è in corso la plenaria dell’Europarlamento – si collega con il Pirellone per la presentazione del gruppo consiliare del suo partito. E proprio l’Europa è il bersaglio principale, il tema su cui marca le differenze col centrodestra: “Le politiche che sono state implementate negli ultimi anni sembrano quasi fare riferimento ad un’unica corrente principale che è quella dell’agenda Draghi, dell’europeismo, della svendita di quelle che sono le nostre eccellenze alle multinazionali o alle organizzazioni transnazionali”. E invece “noi ci teniamo alla nostra identità, ai legami che ci tengono uniti per la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre radici e porteremo avanti questi principi con ferrea determinazione”.

Con l’ingresso dell’ex leghista Riccardo Vitari Futuro Nazionale riesce dunque a costituire il suo primo gruppo consiliare in una Regione: “Ancora una volta la Lombardia anticipa tutti gli altri”, sottolinea Vannacci, insieme al capogruppo in Regione Luca Ferrazzi: “La costituzione del gruppo è motivo di grande soddisfazione, fino a poco tempo fa si diceva che Futuro Nazionale non avrebbe attecchito in Lombardia”.

Anche in Regione “l’interlocutore naturale è il centrodestra ma per dare un sostegno organico alcuni punti programmatici devono cambiare”. Dunque al momento “siamo all’opposizione, non pregiudiziale, ma non si intravedono quelle modifiche programmatiche che ci constentirebbero di aderire a pieno titolo alla maggioranza”, dice Ferrazzi. Ma ovviamente uno scenario di questo tipo è difficile da ipotizzare senza un accordo nazionale: “Nei Comuni sopra i 15mila abitanti la volontà è correre da soli al primo turno poi capire al secondo turno. Su altre realtà più piccole avremo la possibilità di spenderci magari senza il simbolo. Da parte nostra c’è la assoluta volontà a continuare un dialogo, troppo spesso troviamo più facile dialogare sui territori. Credo che alla fine sono elettori e territori a condizionare le scelte dei partiti, mi auguro che si possa arrivare a una sintesi. Non siamo alla caccia di un assessorato, ma vogliamo provare a modificare il progetto politico” del centrodestra. Perchè “veniamo definiti ‘traditori’, lo ha detto anche Donzelli, ma la questione va ribaltata: se delle persone vengono elette con un programma e questo programma non viene rispettato, i traditori sono loro…”.