Sottrarre Francesco alla caricatura
Povero san Francesco, strumentalizzato e usato come se non ci fosse un domani. Lo hanno rapito, chiuso in una stanzetta buia, per sostituirlo con una sua tragicomica caricatura. Urge salvarlo da questa depredazione. E c’è un solo modo per farlo: riportarlo a Cristo, il centro della sua vita, quella vera. Perché se parli di lui senza parlare di Cristo, tutto quello che puoi fare è ridurlo a feticcio di propaganda per le tue idee. Magari pure nobili e giuste, ma non stai parlando di san Francesco, men che meno stai celebrando l’ottavo centenario del suo transito.
Perché celebrare san Francesco significa celebrare Cristo che ha vinto in lui il peccato e la morte, conformandolo a sé in un amore incorruttibile. San Francesco era innamorato di Cristo. E tutto ha fatto e detto, cantato e scritto in Lui e per Lui.
Un amore che prende tutto
No, dispiace per chi la pensa così, ma san Francesco non parla a noi di pace del mondo, non è un guru della nuova religione ecologista, non un campione del dialogo ipocrita di chi, per interesse umano, svende se stesso. No, non è un testimonial di tutta la mercanzia ideologica che ha sostituito Dio nella mente e nel cuore di tantissimi. Non è un santino laico da affiancare a Gandhi ed Emma Bonino.
Perché san Francesco ci parla di Cristo, del suo amore totalizzante, che ha preso possesso di lui al punto di farne un suo dardo incandescente gettato in tutto, sempre e ovunque. Perché Francesco di Bernardone aveva capito, per esperienza, che senza Cristo tutto è vano.
La modernità del Vangelo
Per questo, dopo ottocento anni, è ancora un testimone vivo e credibile. Non certo per essere stato una macchietta pacifista, buonista, ecologista e animalista. È modernissimo perché è sempre moderno Cristo, mentre è vecchio e corrotto tutto ciò che issa l’uomo al di sopra di Dio e lo mette al centro dell’universo. E questo Francesco non l’ha mai fatto.
E no, non ha fatto nessuna rivoluzione, non ha inventato nulla: ha vissuto, per grazia, il Vangelo, che è l’unica forma per vivere da uomini veri, persone libere e compiute, perché incarnano finalmente l’immagine e la somiglianza con Dio. Che è l’amore. Come san Francesco, uomo nel tempo e oltre il tempo, perché già cittadino del Cielo.
Tornare alle Fonti
Basta leggere le Fonti, e non le vuote parole che si sono sprecate in questo tempo. In esse Francesco appare testimone di Cristo, l’unico che ha vinto il peccato, che è il solo responsabile della sofferenza, della violenza, della guerra, dell’ingiustizia.
Ma, siccome nessuno, o quasi, parla più di demonio e peccato, anche san Francesco è decaduto a eroe mondano, esempio che additerebbe valori mondani che mai hanno salvato alcuno. Un santo svuotato di Dio è solo un pupazzo da esibire alla bisogna. Esattamente come il suo amatissimo Gesù, che oggi è, per la stragrande maggioranza, tutto fuorché Dio.
La speranza offerta a ciascuno
E invece oggi celebriamo l’amore di Dio che, nella carne del suo Figlio, ha vinto ciò che incatena davvero l’uomo alla paura e lo fa soffrire. E, nella carne stigmatizzata di san Francesco, celebriamo la certezza che questo amore e la sua vittoria sono offerti a ciascun uomo, unica speranza di salvezza.

