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Padre Vittorio, un francescano “custode” di San Pietro

Dalla Porziuncola alla Basilica di San Pietro, il cammino di monsignor Vittorio Viola, francescano dal sorriso contagioso, chiamato da Leone XIV a un incarico di grande responsabilità ecclesiale.

di Ennio Chiodi

Un vuoto pieno di vita

Quando, nel maggio del 2021, è stato chiamato a far parte della “gerarchia” al governo della Chiesa, come segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Padre Vittorio Francesco Viola, frate minore francescano, ha lasciato un grande vuoto tra i fedeli della Diocesi di Tortona, dove aveva svolto la sua attività pastorale per sette anni.

Un vuoto, tuttavia, “pieno” della vita che ha diffuso nelle parrocchie diocesane, negli oratori, nelle famiglie, nelle associazioni, nei cuori dei fedeli e di chi ha imparato subito a volergli bene. Un vuoto “pieno” del suo sorriso contagioso; di sogno e di bellezza, due delle parole da lui preferite; di quella commozione spontanea e sincera che non riesce a controllare quando raccoglie il dolore e la gioia delle persone, quando racconta dell’amore del Signore e invita a non disperarsi perché “la Pasqua sta per arrivare”, quando coinvolge i fedeli a respirare, ad annusare, il profumo del nardo, il prezioso unguento cosparso da Maria di Betania sui piedi di Gesù.

 

La chiamata di Leone XIV

Monsignor Vittorio Viola, piemontese di Biella, 61 anni compiuti il 4 ottobre, giorno di San Francesco, tifoso del Torino, appassionato di ciclismo, in questi giorni affronta un nuovo trasloco, chiamato da Papa Leone XIV agli incarichi di vicario generale per la Città del Vaticano, arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro.

Sotto il colonnato arriva un uomo di Dio, colto e umile, sobrio ed empatico, entusiasta e discreto, forte di una consolidata esperienza pastorale, istituzionale, amministrativa e liturgica. Leone lo cercava e lo ha trovato. Lui dovrà trovare la giusta misura per la gestione e la valorizzazione di quei luoghi.

 

Le radici francescane, da Assisi alla Porziuncola

Francescano di vocazione, Padre Vittorio ha vissuto attorno ad Assisi e alla Porziuncola una parte fondamentale della sua formazione e della sua esperienza religiosa. Ha frequentato l’Istituto Teologico di Assisi. A Santa Maria degli Angeli è stato ordinato sacerdote. Della Porziuncola è stato “Custode” e del Convento di Santa Chiara “Guardiano”. Alla Porziuncola, il 7 dicembre del 2014, è stato ordinato vescovo.

 

Il servizio alla Chiesa e la cura della casa comune

Anche al Dicastero ha lasciato un contributo continuo e rilevante. Le voci che indicano un suo contributo riservato, ma rilevante, nell’ottobre del 2024, alla stesura dell’ultima enciclica di Papa Bergoglio, la “Dilexit nos”, non sono mai state smentite.

Al luglio 2025 risale la presentazione con Papa Prevost della “Missa pro custodia creationis”, nel quadro della cura della “casa comune” e della promozione di nuovi cammini per un’ecologia umana e integrale.

Oggi lo attende un compito delicato in un luogo sacro per la comunità dei cristiani e strategico per la Chiesa.