Profumo di donna
Quando gli uomini si avventurano nel “femminile” spesso fanno disastri, perché si tratta di una terra che gli si sgrana sotto i piedi. È colpa di diversi pesi specifici che fanno fatica a misurarsi. Così accade anche per le donne quando credono di poter fare lo stesso viaggio nella certezza di esserne capaci. È la bellezza di un incontro che non sarà mai perfettamente compiuto, la molla che non rinuncia mai al fallimento.
Tajani, in un immaginario consiglio al figlio, suggerisce di scegliere un giorno, rispetto a un possibile scenario, una donna carina ma che debba anzitutto avere le doti della fedeltà al matrimonio e sappia dare stabilità alla famiglia messa in piedi. Fin qui nulla di male, tutt’altro.
Proseguendo nel suo consiglio, le donne più appariscenti sarebbero però più insidiose: come le comete, ti accendono i sogni di un futuro ma poi spengono la luce e non resta altro che il buio. Ecco che nella scelta ci si dovrebbe indirizzare magari verso una ragazza con la gonna eventualmente un po’ più lunga, ma di maggiore affidamento: una sorta di lotta tra avvenenza e credibilità.
Un’affascinante baiadera deve vedersela con la bellezza di una donna di casa, come se le due cose non potessero mai coincidere. Per Tajani, un partito con meno glamour rispetto ad altri ha in realtà requisiti assai più solidi di quelli che, a prima vista, producono maggiori suggestioni e attrazioni.
Tutto potrebbe riassumersi nella celebre battuta di Ferribotte nel film I soliti ignoti: «Femmina cuciniera pigghiala per mugliera, femmina piccante pigghiala per amante».
Il richiamo di Tajani fa un po’ sorridere, visto che il Berlusca sembrava proprio non disdegnare una femminilità ben visibile e non conchiusa a esprimersi in un casale domestico, con tutte le conseguenze note alla cronaca.
Vannacci e la mistica femminile
Su questo tema il prode Vannacci, afflitto dal bisogno di stare ogni giorno sui social media, ha pensato bene di trovare “la terza via”, che non è quella del compianto Berlinguer. Alle gonne più corte o più lunghe lui ci informa che preferisce quelle che non si indossano affatto, così facendo ruggire ogni macho italiano del suo elettorato.
Evidentemente non si perde nemmeno dietro qualche sottana: ci sono affari nei quali conta l’immediatezza e ogni indumento in più è del tutto superfluo. Forse non tiene conto che esistono anche le gonne-pantalone, e allora per questo potrebbe entrare in crisi.
In un film dal titolo Donne con le gonne il protagonista chiude in un casolare la moglie femminista, costringendola solo al cucito e alla cucina. L’attenderanno per questo tre anni di carcere e poi una laboriosa riconciliazione, ma intanto ha dovuto scontare una severa punizione.
Vannacci forse non apprezzerà neanche le donne ormai più vocate all’uso dei pantaloni, che gli ricorderanno la celebre maschera veneziana della commedia dell’arte. Poco a che vedere con san Pantaleone, il cui tratto principale era quello di essere “tutto misericordioso”, decisamente poco in linea con i risoluti apprezzamenti del leader di Futuro Nazionale.
Una possibile soluzione
Forse sarà possibile dare a quest’ultimo un suggerimento da seguire in pieno spirito militare. Posto ormai che “l’ibrido” va di moda, tenga conto che il kilt è quella divisa dei reparti scozzesi adottata nell’esercito britannico nel XVIII secolo.
Quest’abbigliamento prevede, secondo la tradizione, di non indossare sotto di esso alcun indumento intimo, a ragione di un’esibizione di virilità, forza e coraggio.
Ecco, stia attento Vannacci a non desiderare un’irruenta spogliazione delle vesti ogni qual volta avvista una gonna, perché poi potrebbe restarci assai male. A volte l’impeto riserva amare sorprese.

