Roma, 5 mag. (askanews) – “A Gerusalemme Est, un’intera comunità palestinese sta per essere espulsa”. Questo l’allarme lanciato dalla testata arabo-israeliana +972, affermando che Israele sta costringendo i 1.500 residenti dell’area di Al-Bustan, del quartiere Silwan, ad abbandonare le proprie case per costruire un parco a tema biblico.
“Per la prima volta dall’occupazione del 1967, Israele sta espellendo un intero quartiere palestinese di Gerusalemme”, ha sottolineato a sua volta l’organizzazione israeliana B’Tselem.
Il comune di Gerusalemme afferma che le case presenti nell’area di Al-Bustan sarebbero state costruite illegalmente, senza i permessi necessari. “Non ci sono permessi”, ha spiegato uno degli abitanti, Abu Rajab, perchè Israele rende quasi impossibile per i palestinesi di Gerusalemme Est ottenere l’autorizzazione necessaria. Negli ultimi dieci anni, Abu Rajab è già stato sfrattato da altre due case a Silwan: una è stata demolita dal comune, mentre l’altra l’ha demolita da solo. “Sto ancora pagando le multe per una casa che hanno demolito anni fa”, ha detto a +972, aggiungendo che anche questa volta sarà lui a distruggere la propria casa perchè “è più economico”.
Il quartiere di Al-Bustan è composto da 115 case e circa 1.500 residenti. “È un’intera sezione di Silwan destinata alla demolizione”, ha detto a +972 Aviv Tatarsky, ricercatore dell’organizzazione no profit israeliana Ir Amim, secondo cui il progetto del parco a tema ad Al-Bustan rientra in un più ampio sforzo per rafforzare il controllo israeliano sulla Città Vecchia di Gerusalemme e sui quartieri circostanti (noti come “Bacino della Città Vecchia”) attraverso l’espansione di attrazioni turistiche e parchi nazionali, anche su terreni di proprietà della Chiesa come il Monte degli Ulivi.
Situato immediatamente a sud della Città Vecchia, Al-Bustan è vicino a un’altra zona di Silwan, Batan Al-Hawa, che sta affrontando una campagna di espulsione simile guidata da organizzazioni di coloni israeliani. Secondo B’Tselem, 33 famiglie sono già stata cacciare da Batan al-Hawa e altre 53, con circa 130 bambini, rischiano la stessa sorte. “L’espulsione a Silwan si inserisce in una politica di pulizia etnica attuata in tutta la Cisgiordania”, ha denunciato l’ong.
