Home GiornaleRosmini e Manzoni, un’amicizia che attraversa due secoli

Rosmini e Manzoni, un’amicizia che attraversa due secoli

A Rovereto un convegno, il prossimo 13 marzo, apre le celebrazioni per il bicentenario dell’incontro tra il filosofo roveretano e il grande scrittore milanese: un rapporto umano e intellettuale ampiamente documentato.

Nel marzo 2026 l’amicizia tra Alessandro Manzoni e Antonio Rosmini compie duecento anni.

Per questo la Casa Natale di Antonio Rosmini (Rovereto, TN) e il Centro Internazionale di Studi Rosminiani (Stresa) aprono le celebrazioni con un convegno dal titolo “Rosmini e Manzoni: un’amicizia lunga 200 anni”, che si terrà venerdì 13 marzo 2026 alle ore 18.30 presso la Sala degli Specchi della Casa Natale di Antonio Rosmini a Rovereto (ingresso da Corso Rosmini 30).

Obiettivo di questo primo incontro è ricostruire l’ambiente e il contesto in cui i due grandi amici si incontrarono, rifacendosi all’ampio carteggio tra loro e alle testimonianze di amici – Nicolò Tommaseo, Giacomo Mellerio, Teresa Manzoni Stampa, Stefano Stampa, Ruggero Bonghi – che assistettero alla nascita di un sodalizio profondo e duraturo, nonostante la differenza di età e di idee.

Lincontro a Milano

La reciproca conoscenza tra Manzoni e Rosmini avviene nel marzo 1826 a casa di Manzoni, in via Morone 1.

Rosmini, novello sacerdote di appena ventotto anni, lascia l’amata Rovereto per recarsi a Milano. Intende dedicarsi a nuovi studi e sceglie un ambiente di più vasta cultura e di più ampio respiro. Qui darà alle stampe la Filosofia della politica e il Saggio sull’unità dell’educazione, e comincerà a stendere il Nuovo Saggio e la Costituzione secondo la giustizia sociale.

Prima di partire si consiglia con il cugino Carlo Rosmini, storico della città di Milano, circa la sistemazione: prenderà una casa in affitto accanto all’Ambrosiana fino al termine dell’estate.

Rosmini parte da Rovereto verso la fine di febbraio del 1826 portando con sé Nicolò Tommaseo, il segretario Maurizio Moschini e il fedele domestico Giacomo Antonio Bisoffi.

La nascita di un sodalizio

A Milano conduce una vita di studio intenso, come emerge dai diari e dalle lettere. Si è imposto un programma di studio quotidiano che intende seguire pedissequamente.

Alessandro Manzoni gode già di una buona fama come scrittore, poeta e letterato; per questo Carlo Rosmini gli dà da leggere il volumetto Dell’Educazione Cristiana, scritto dal cugino Antonio.

L’opera risulta molto gradita a Manzoni e nel marzo 1826, complice Nicolò Tommaseo, avviene l’incontro.

«Nel 1826 don Alessandro Manzoni conobbe di persona, me indegno e non necessario presentatore, l’abate Rosmini», ricorderà Tommaseo.

L’amicizia tra i due è subito viva e cordiale. Manzoni non era facile a nuovi incontri, ma sapeva essere affabile con coloro che ammetteva nella sua casa. Dallo studio al primo piano, dove era solito incontrare le persone di cultura, Rosmini viene presto invitato nella sala di conversazione, dove entravano soltanto i fidatissimi: gli amici più cari e più intimi.

Il carteggio e gli incontri sul lago Maggiore

Il carteggio dal 1826 al 1855 documenta questa storia di confidenze, di affetto, di comuni preghiere e di compartecipazione ai reciproci dolori, con un continuo scambio di attenzioni, consigli e suggerimenti.

Frequenti sono anche gli incontri tra Manzoni e Rosmini sul lago Maggiore: il primo soggiorna a Lesa presso la villa del figliastro Stefano Stampa, il secondo a Stresa, nella villa donatagli da Madama Anna Maria Bolongaro. La strada che divideva le due proprietà era percorribile a cavallo, in carrozza, o anche a piedi in pochi minuti.

Ruggero Bonghi, nella sua opera Le Stresiane, riporta i vivaci dialoghi tra il filosofo e il letterato all’ombra della magnolia, oppure ai margini di una impegnativa partita a scacchi.

Lamicizia oltre la morte

Anche Teresa Borri Stampa, seconda moglie di Manzoni, imparerà ad amare e apprezzare Rosmini. Ne prenderà apertamente le difese contro chi tentava di infangarne la memoria e l’opera, anche dopo la sua morte.

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Il programma del convegno

Introduce e modera

Padre Mario Pangallo

Intervengono

Padre Ludovico Maria Gadaleta: «L’amico del cuore»: Giacomo Mellerio

Prof.ssa Donatella Martinelli: Rosmini a Casa Manzoni: antefatti di un incontro memorabile

Dott.ssa Jone Riva: Carissimo e Veneratissimo Manzoni” – “Carissimo e Pregiatissimo Signor Abate”

Introduce e modera la serata padre Mario Pangallo, direttore della Biblioteca della Casa Natale.