Home GiornaleSchlein, il campo largo e il duello finale: chi sarà il Biondo?

Schlein, il campo largo e il duello finale: chi sarà il Biondo?

La segretaria del Pd rompe gli indugi e si candida alla guida del Paese. Ma nel campo largo la partita resta aperta: alleanze, rivalità e duelli evocano Sergio Leone.

Il dado è tratto, tutti insieme o quasi. 

Giorni fa, davanti all’assemblea dei delegati del Pd, la Schlein ha detto come sia giunta l’ora delle decisioni irrevocabili, pronta a candidarsi come premier alla guida del nostro Paese con o senza «primarie». È una notizia seria che potrebbe sgombrare il campo da troppa confusione in corso dalla parte sinistra della politica, spesso destra a suicidarsi con tiri mancini. È pronta, come al gioco del tressette, a fare «la solissima» e vedersela contro tutti gli altri.

Sullo sfondo del palco, una enorme scritta con la parola «Unità», che suona, per adesso, più come un allarme per ciò che manca che per una coesione di cui vantarsi con gli elettori. Peraltro, il giornale «l’Unità», non oltre un mese fa, ha chiuso definitivamente i battenti a causa del mancato accordo tra l’editore Romeo e il Partito Democratico. Anche il direttore Sansonetti, malgrado la sua capacità e la sua erculea forza intellettuale, è stato licenziato. È una pagina triste che non avremmo voluto leggere. Forse si sarebbe potuto scegliere un altro sostantivo più fortunato di quello invece proposto.

Nel corso dei lavori della «big reunion» si sono forzate le regole dello Statuto del Pd, ma non importa. Ogni Statuto è utile proprio a fare in modo che conosca le smagliature interpretative che occorrono al momento desiderato. I «riformisti», nella votazione finale, se ben si comprende, si sono astenuti, ma nessuno ci fa caso. Finalmente si sono scoperte le carte e si comincia a fare sul serio.

Chi picchia per primo picchia due volte?

La partita all’interno del campo largo comincia a essere interessante. Il programma è tutto da definire e i fatti diranno se le cuciture imbastite per darsi un vestito più o meno uniforme e riconoscibile reggeranno alla definizione delle posizioni in politica estera e difesa. Arlecchino riuscì a essere bello con gli scampoli di mille colori, ma forse occorre qualcosa di più di una maschera per il governo di un mondo oggi assai complicato.

Nel corso della competizione, i consiglieri della segretaria del Pd potrebbero rifarsi alla visione di Per qualche dollaro in più, un western tutto da apprezzare. «Quei due, piuttosto che averli alle spalle, è meglio averli davanti in posizione orizzontale, possibilmente freddi» è la frase che uno dei protagonisti malvagi, Indio, dice al suo altrettanto crudele compare di avventura Cuchillo.

Gli avversari nel nostro caso sono vari e tutti validi per il ruolo da recitare. Potrebbero essere Conte e Renzi, di nuovo sottobraccio a dispetto delle dichiarazioni di odio sbandierate in passato. Potrebbero essere Fratoianni e Bonelli o ancora le numerose sigle dei «centristi» che stanno provando, per mano di Ruffini, a unirsi sotto un unico vessillo, nella speranza di non essere decentrati e messi solo a sferruzzare centrini da mettere sul tavolo del vincente.

Tutti a scuola da Sergio Leone

L’eroe vincente della pellicola, Nessuno, che talvolta prende anche il nome di «Biondo» (da non confondersi con la Meloni), nello scontro finale ricorda a Indio, che fa la parte del cattivo: «Indio, tu il gioco lo conosci». E così si affrontano in un duello a suon di pistolettate, dove la bontà alla fine avrà la meglio.

Ora si tratta di stabilire se spetti alla Schlein fare l’interprete positiva della faccenda o ad altri e se pesi come Nessuno o qualcosa di più. È comunque sempre il Biondo che, nell’epica scena finale, dice al suo compagno del momento, il colonnello Douglas Mortimer: «C’è aria di famiglia in quella foto», l’immagine di una donna che deve essere vendicata.

Quanto ci sia di «famiglia» nel campo largo è da accertare, così come chi debba far fuori chi e chi debba vendicare chi. A scuola, sulla lavagna, si insegnava a tracciare una linea verticale e scrivere da una parte i buoni e dall’altra i cattivi. Al momento il quadro non è ancora del tutto chiaro.