Roma, 24 giu. (askanews) – L’immagine degli Stati uniti nel mondo si è deteriorata nel secondo anno della seconda amministrazione del presidente Usa Donald Trump, con un calo della fiducia nella leadership americana, nella sua affidabilità come partner e nella capacità di Washington di tenere conto degli interessi degli altri paesi. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto del Pew Research Center, basato su un sondaggio condotto tra l’8 febbraio e il 13 maggio 2026 su 42.151 persone in 36 paesi.
Secondo la rilevazione, solo il 23 per cento degli intervistati, in valore mediano tra i 36 paesi, dichiara di avere fiducia in Trump “per fare la cosa giusta” negli affari mondiali. Il 76 per cento afferma invece di non averne. Anche l’opinione complessiva sugli Stati uniti è in larga misura negativa: il 37 per cento esprime un giudizio favorevole, contro il 57 per cento che ha un’opinione sfavorevole.
Il dato più significativo riguarda però l’affidabilità americana. La quota di chi considera gli Stati uniti un partner affidabile è scesa nettamente rispetto al 2022, quando alla Casa bianca c’era Joe Biden. In Canada, per esempio, si è passati dall’83 per cento al 35 per cento. Il calo è marcato anche in diversi alleati europei e dell’Asia-Pacifico: in Germania dal 83 al 39 per cento, in Italia dal 73 al 34 per cento, in Francia dal 62 al 27 per cento, in Giappone dal 76 al 59 per cento e in Corea del sud dal 83 al 57 per cento.
Il sondaggio fotografa una crisi di fiducia che riguarda non solo Trump, ma più in generale il ruolo degli Stati uniti nel mondo. Solo il 35 per cento degli intervistati, in valore mediano, ritiene che Washington contribuisca alla pace e alla stabilità internazionale. Il 32 per cento pensa che gli Stati uniti tengano conto degli interessi di paesi come il proprio quando prendono decisioni di politica estera. In molti paesi, queste percentuali sono scese rispetto al 2023.
L’Europa appare l’area più critica. In tutti i dieci paesi europei inclusi nella ricerca, la maggioranza degli intervistati afferma di non avere fiducia in Trump. In Italia solo il 17 per cento esprime fiducia nel presidente Usa, contro l’83 per cento che non ne ha. In Germania la fiducia è al 16 per cento, in Francia al 15 per cento, nei Paesi bassi al 15 per cento e in Svezia all’11 per cento. Anche tra gli elettori europei favorevoli ai partiti populisti di destra, tradizionalmente più vicini a Trump, il sostegno è diminuito in diversi paesi.
Le politiche internazionali dell’amministrazione Trump raccolgono giudizi negativi su quasi tutti i dossier principali. A livello mediano, il 77 per cento disapprova la gestione dei dazi, il 76 per cento quella del conflitto a Gaza, il 74 per cento quella dell’Iran e il 72 per cento quella della guerra tra Russia e Ucraina. In Europa, le critiche sono particolarmente forti sui dazi e sulla Groenlandia, con una disapprovazione mediana dell’85 per cento.
La ricerca segnala anche una crescente sfiducia nella qualità della democrazia americana. Solo il 39 per cento degli intervistati ritiene che il governo degli Stati uniti rispetti le libertà personali dei propri cittadini, mentre il 56 per cento sostiene il contrario. Nel 2013, durante la presidenza di Barack Obama, in molti paesi alleati almeno tre quarti degli intervistati ritenevano che gli Stati uniti rispettassero le libertà individuali.
Restano alcune eccezioni. Israele è il paese dove gli Stati uniti ottengono il giudizio più favorevole, con l’81 per cento di opinioni positive, e dove il 66 per cento dichiara fiducia in Trump. Valutazioni relativamente più favorevoli si registrano anche nelle Filippine, in Kenya, Ghana e Nigeria. Ma il quadro complessivo delineato dal Pew Research Center mostra una perdita di centralità reputazionale degli Stati uniti e un indebolimento della fiducia nella leadership americana proprio tra molti dei suoi partner storici.
