Home GiornaleSvezia, a Stoccolma prende forma una nuova maggioranza, oltre i blocchi

Svezia, a Stoccolma prende forma una nuova maggioranza, oltre i blocchi

Mentre la formazione del governo nazionale resta paralizzata dai veti incrociati, nella Regione della capitale cinque partiti trattano un’alleanza trasversale. Centro e Democratici Cristiani protagonisti di una possibile svolta.

La crisi dopo il voto

A qualche settimana dalle elezioni, la Svezia non ha ancora trovato una maggioranza di governo. Il centrodestra, uscito sconfitto dalle urne, ha perso il controllo del Parlamento, ma il campo alternativo fatica a trasformare i suoi 176 seggi su 349 in una coalizione.

Magdalena Andersson, leader dei Socialdemokraterna (Socialdemocratici), è nuovamente incaricata di cercare una soluzione. Oggi è previsto un incontro fra i quattro partiti potenzialmente maggioritari, ma le distanze restano considerevoli.

 

Il nodo della Sinistra

Il problema riguarda soprattutto il rapporto fra Centerpartiet (Partito di Centro) e Vänsterpartiet (Partito della Sinistra). Elisabeth Thand Ringqvist, leader del Centro, esclude l’ingresso della sinistra radicale nel governo. Nooshi Dadgostar, al contrario, rivendica una partecipazione ministeriale.

È una controversia che investe gli indirizzi politici, non soltanto la distribuzione degli incarichi. E rischia di compromettere la nascita dell’esecutivo Andersson.

 

La novità viene dalla capitale

Proprio mentre la politica nazionale appare prigioniera dei veti, nella Regione di Stoccolma prende forma un esperimento di notevole interesse.

Cinque partiti hanno avviato negoziati per una nuova maggioranza: Socialdemocratici, Centro, Kristdemokraterna (Democratici Cristiani), Liberalerna (Liberali) e Miljöpartiet (Partito dell’Ambiente, i Verdi).

Insieme disporrebbero di 80 seggi su 149, una maggioranza assoluta. Non è dunque una semplice suggestione giornalistica, ma una formula politicamente e numericamente praticabile, ancora sottoposta alla verifica dei negoziati.

 

Il Centro come cerniera

La novità è nella composizione dell’alleanza. I Democratici Cristiani, tradizionalmente collocati nel centrodestra, siederebbero accanto ai Socialdemocratici. Il Centro assumerebbe una funzione di raccordo, mentre Liberali e Verdi contribuirebbero a definire un equilibrio programmatico.

Resterebbero fuori sia Sverigedemokraterna (Democratici Svedesi), la destra nazionalista, sia Vänsterpartiet.

Si delinea così una maggioranza che non nasce dall’aggregazione delle ali, ma dalla convergenza delle forze moderate appartenenti a tradizioni politiche differenti.

 

Un possibile modello nazionale

Naturalmente una regione non è il Parlamento nazionale. Ebba Busch, leader dei Democratici Cristiani, continua a escludere un governo nazionale guidato da Andersson, salvo circostanze eccezionali.

Ma Stoccolma introduce un elemento nuovo nel dibattito svedese: la possibilità di costruire maggioranze attraverso il centro, anziché cercare continuamente compromessi fra gli estremi.

Se il negoziato regionale avrà successo, non sarà soltanto un accordo amministrativo. Potrà diventare un laboratorio politico, mostrando come il centro possa tornare a essere il luogo in cui si costruiscono le maggioranze, non semplicemente quello in cui si raccolgono i voti decisivi.