Home GiornaleSvezia, alla sinistra non basta l’aritmetica: il centro preme per un’alternativa

Svezia, alla sinistra non basta l’aritmetica: il centro preme per un’alternativa

Il fronte guidato dai socialdemocratici conquista sulla carta la maggioranza, ma C (Centerpartiet) respinge una svolta a sinistra e rilancia una soluzione di governo ancorata al centro.

La Svezia esce dalle urne con una maggioranza aritmetica, ma non ancora con una maggioranza politica. Gli ultimi dati preliminari assegnano 176 seggi all’opposizione contro i 173 dei partiti di Tidö. Nel primo campo siedono S (Socialdemokraterna), V (Vänsterpartiet), MP (Miljöpartiet) e C (Centerpartiet); nel secondo M (Moderaterna), SD (Sverigedemokraterna), KD (Kristdemokraterna) e L (Liberalerna).

Una maggioranza soltanto sulla carta

La fotografia parlamentare, tuttavia, inganna. C (Centerpartiet) non intende sostenere una svolta a sinistra né accettare V (Vänsterpartiet) al governo. È qui che comincia la vera partita per Magdalena Andersson: trasformare una maggioranza numerica in un’intesa politicamente praticabile.

La novità è che il partito di centro interpreta il risultato come una richiesta di superare la logica dei blocchi. Elisabeth Thand Ringqvist aveva indicato già durante la campagna una possibile formula comprendente S (Socialdemokraterna), C (Centerpartiet), KD (Kristdemokraterna) e MP (Miljöpartiet). Una combinazione che, da sola, non raggiunge la maggioranza, ma indica chiaramente la direzione politica nella quale C vuole muoversi. 

Thand Ringqvist: «Nessun mandato per una svolta a sinistra»

Questa, integralmente, la dichiarazione della leader centrista dopo le ultime proiezioni:

«Sono state elezioni molto equilibrate e tutti i partiti devono rispettarne e analizzarne il risultato. I partiti di Tidö, se le previsioni saranno confermate, hanno perso il loro mandato a governare e la Svezia ha detto no a ministri dei Democratici Svedesi. Allo stesso tempo, il risultato elettorale, per come si presenta, non dà neppure un mandato per una svolta politica a sinistra, mentre avanzano quattro partiti del centro politico.

Il Centerpartiet si è presentato agli elettori con una politica climatica ambiziosa, una forte politica per creare lavoro, un welfare migliore in tutto il Paese e un governo senza le ali estreme. La strada più semplice per arrivarci non ha ottenuto un sostegno sufficiente. Chi ha votato per noi ha votato per una politica di centro. È questo il mandato che dobbiamo rappresentare nei colloqui che ora ci attendono.

Il prossimo periodo richiederà pragmatismo e la volontà, da parte di più partiti, di trovare soluzioni oltre i vecchi confini dei blocchi. Il Centerpartiet sarà costruttivo affinché la Svezia possa avere un governo funzionante, con una politica radicata nel centro».

Il nodo del dialogo tra C e KD, i fue centri

Si annunciano dunque trattative lunghe e laboriose. L’aritmetica favorisce Andersson, ma le distanze tra C (Centerpartiet) e V (Vänsterpartiet) restano profonde. E proprio questa incompatibilità restituisce al centro un peso decisivo.

Molto dipenderà da KD (Kristdemokraterna), che per ora resta ancorato all’alleanza di Tidö (destra). Se però si sbloccasse il dialogo tra cristiano-democratici e centristi, la formazione del governo potrebbe assumere una fisionomia completamente diversa.

Il voto svedese, insomma, non ha ancora indicato quale governo nascerà. Ha però riaperto una questione che sembrava soffocata dalla contrapposizione dei blocchi: se una maggioranza parlamentare debba necessariamente coincidere con uno dei due schieramenti oppure possa nascere, faticosamente, una nuova alternativa di centro.