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Terna, Giuseppina Di Foggia rinuncia all’indennità di fine rapporto

Roma, 21 apr. (askanews) – Terna rende noto che Giuseppina Di Foggia “ha manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell’indennità di fine rapporto. L’azienda diffonderà ulteriori comunicazioni al completamento delle procedure previste dalla normativa e nel pieno rispetto dei principi di corporate governance”. E’ quanto si legge in una nota.

La decisione arriva dopo ‘l’ultimatum’ di oggi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha inviato l’ad uscente di Terna a scegliere tra l’indennità di fine rapporto e la presidenza di Eni cui è stata candidata dal governo attraverso l’azionista di maggioranza relativa, il ministero dell’Economia e delle Finanze, titolare del 2,16% del capitale in via diretta e, per il tramite della Cassa depositi e prestiti (partecipata all’82,77% dal Mef), di un ulteriore 30,91%.

Il tema della buonuscita di Di Foggia che avrebbe chiesto a Terna 7,3 mln, forte di un parere legale, è stato al centro di un richiamo da parte del Mef di due giorni fa. Il Tesoro ha precisato che già nel 2023 sono state emanate direttive per limitare o escludere indennità ed emolumenti da corrispondere a fine mandato, per naturale scadenza o dimissioni volontarie, nelle partecipate. Cdp Reti, controllata da Cassa Depositi e Prestiti, detiene una partecipazione rilevante pari al 29,851% del capitale di Terna.

L’assemblea di Eni chiamata al rinnovo del Cda si terrà il 6 maggio e Di Foggia, indicata presidente dal Mef, prenderà il posto dell’uscente Giuseppe Zafarana.