Home GiornaleTrucco spiega…il trucco: il voto c’è, ma la scelta dov’è?

Trucco spiega…il trucco: il voto c’è, ma la scelta dov’è?

Un’elettrice entra idealmente nella cabina elettorale e scopre i paradossi della nuova legge. Tra premi, liste bloccate e candidature multiple, il rischio è che la volontà del cittadino finisca in secondo piano.

Una costituzionalista nella cabina elettorale

«Ma… ho votato?». È la domanda con cui Lara Trucco, ordinaria di Diritto costituzionale all’Università di Genova, conclude un brillante intervento pubblicato sul sito Le Costituzionaliste, con il titolo “Al voto, al voto… ma chi voto?”. Una lettura che merita attenzione, anche perché riesce a rendere comprensibili, con una buona dose di ironia, questioni giuridiche tutt’altro che semplici.

L’espediente narrativo è efficace: un’elettrice entra nella cabina, armata di tessera elettorale, documento e convinzioni politiche. Vuole scegliere i propri rappresentanti. Ma la scheda dello Stabilicum si trasforma immediatamente in un rompicapo. Le istruzioni sembrano un «bugiardino elettorale», mentre l’interno della scheda appare come un «puzzle elettorale».

La preferenza che non decide

Il primo paradosso riguarda le preferenze. L’elettore può indicare fino a tre candidati, ma non il capolista, che resta bloccato. E se la lista conquista un solo seggio, proprio il capolista viene eletto, indipendentemente dalle preferenze.

Non basta. Accanto alle liste ordinarie compaiono quelle destinate al premio di governabilità, interamente bloccate. Si può così contribuire all’elezione di parlamentari che non figurano neppure sulla propria scheda.

Trucco pone una domanda decisiva: «Ma allora, quale sarà l’effettiva capacità della mia preferenza di incidere sull’individuazione degli eletti?».

Il problema richiama le sentenze della Corte costituzionale del 2014 e del 2017. La questione non è soltanto la presenza formale delle preferenze, ma la loro effettiva capacità di determinare la rappresentanza.

Governabilità e garanzie costituzionali

Il secondo nodo è il premio: 70 deputati e 35 senatori, attribuiti alla lista o coalizione più votata che raggiunga almeno il 42 per cento in entrambe le Camere, entro i tetti stabiliti dalla legge.

La governabilità è certamente un obiettivo legittimo. Ma il Parlamento non serve soltanto a sostenere l’esecutivo: elegge anche organi di garanzia e partecipa alla costruzione degli equilibri costituzionali.

Di qui l’interrogativo dell’autrice: «Non è che per favorire la “governabilità”, si sta rischiando di incidere anche sugli equilibri delle garanzie costituzionali?».

A complicare il quadro intervengono pluricandidature, meccanismi di compensazione territoriale, ridimensionamento di alcune garanzie di genere e indicazione obbligatoria del candidato alla Presidenza del Consiglio.

 

Il diritto di scegliere e quello di essere scelti

Particolarmente interessante è anche la critica alle condizioni di accesso alla competizione. Mentre alcune formazioni godono di esenzioni, altre devono raccogliere migliaia di firme per collegio e assicurare una presenza estesa sul territorio.

Trucco parla di una «vera e propria corsa a ostacoli». Il rischio è che la legge favorisca chi è già rappresentato, rendendo più difficile l’ingresso di nuove forze politiche.

Qui la riflessione supera la tecnica elettorale. Una democrazia rappresentativa deve garantire non soltanto la possibilità di depositare una scheda nell’urna, ma anche un ragionevole pluralismo dell’offerta politica e un rapporto riconoscibile tra elettori ed eletti.

Il racconto termina con la protagonista che finalmente esce dalla cabina. Ha votato, ma non sa più quanto la sua volontà abbia realmente contato.

L’ironia della costituzionalista lascia così spazio a una domanda serissima: una legge elettorale serve anzitutto a rendere stabile il potere oppure a rendere effettiva la rappresentanza? La stabilità è importante, ma non può diventare il criterio che assorbe tutti gli altri.

Altrimenti il voto rimane. È la scelta che rischia di scomparire.

Per leggere il testo originale

https://www.lecostituzionaliste.it/al-voto-al-voto-ma-chi-voto/

 

Lara Trucco

Professoressa ordinaria di Diritto costituzionale e pubblico – Università di Genova

Articolo precedente